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The Mystic’s Dream

Loreena McKennitt legge il libro di Idries ShahI Sufi” (1964) e compone un album  “The Mask and the Mirror” (1994) in cui s’interroga sulla spiritualità e la religione: “…Chi era Dio? E che cos’è la religione, la spiritualità? Che cos’è stato rivelato e che cos’è stato nascosto… qual era la maschera e quale lo specchio?
E lo fa esplorando il misticismo, la violenta, improvvisa, irruzione di Dio nell’anima, la loro unione sacra.
Nella traccia “The Mystic’s Dream“, il sogno del mistico, Loreena scrive un testo che è poesia sufi e compone una musica che è musica sufi e musica celtica insieme, con il nay (il flauto d’Asia) i tamburi e i cordofoni (del sitar, dell’oud),  i Küdum ( piccoli timpani in cuoio ricoperti di pelle di capra) e gli halile ( piatti in rame ), ma anche il canto gregoriano dei monaci che si leva all’alba, vibra tra le volte di pietra di una cattedrale in Terra Santa; il motivo di questo canto muto è ripreso dalla cornamusa, così oriente e occidente si fondono nella musica.

LA POESIA SUFI

La poesia sufi è il linguaggio segreto dell’amore mistico, del simbolismo e della metafora, scrive Ibn Al-Arabi
Il mio cuore è capace di qualunque forma
un chiostro per i monaci, un tempio per gli idoli, 
un pascolo per le gazzelle, la Ka’ba del pellegrino
le tavole della Torah, il Corano.
L’Amore è il credo che sostengo: ovunque girino
i suoi cammelli, l’Amore è sempre il mio credo e la mia fede.

Date le premesse non sorprende che “The Mystic’s Dream” sia diventata la canzone principale del film per la Tv “Le nebbie di Avalon“, tratto dal romanzo omonimo scritto da Marion Zimmer Bradley nel 1983: la barca scivola nella nebbia e trasporta Morgana e Viviana (la Dama del Lago) verso il magico regno di Avalon.


I
A clouded dream on an earthly night
hangs upon the crescent moon
a voiceless song in an ageless light
sings at the coming dawn
birds in flight are calling there
where the heart moves the stones
it’s there that my heart is longing
all for the love of you
II
A painting hangs on an ivy wall
nestled in the emerald moss
the eyes declare a truce of trust
and then it draws me far away
where deep in the desert twilight
sand melts in pools of the sky
when darkness lays her crimson cloak
your lamps will call me home.
III
And so it’s there my homage’s due
clutched by the still of the night
and now I feel you move
every breath is full
so it’s there my homage’s due
clutched by the still of the night
even the distance feels so near
all for the love of you.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sogno offuscato nella notte sulla Terra,
appeso a falce di luna crescente,
cantico muto, nella luce eterna,
canta all’alba imminente
i richiami degli uccelli in volo (1) là
dove il cuore sposta le pietre (2)
è là che il mio cuore vuole andare
tutto per amor tuo
II
Ritratto appeso tra l’edera sul muro,
incastonato nel muschio di smeraldo,
occhi dichiarano la tregua sulla fede
e allora mi allontana via (3) dove nel profondo crepuscolo del deserto,
sabbia si fonde in cumuli di cielo (4), mentre tenebra adagia il rosso manto, le tue fiamme mi porteranno a casa
III
Così è là che il mio omaggio è rivolto
circondato dal silenzio della notte
e ora ti sento passare
ogni respiro è colmo.
Così è là che il mio omaggio è rivolto
circondato dal silenzio della notte
anche la distanza sembra così poca
tutto per amor tuo.

NOTE
1) Il volo degli Uccelli simboleggia il desiderio dell’anima di separarsi dall’intelligibile, mentre il cielo significa le alte sfere celesti, dimora dell’intelligibile, quel luogo dove l’anima trae l’ispirazione per elevarsi senza riuscirci perché è impedita dai legami che intrattiene con il corpo.
2) le pietre sono macigni, pesantezze di vita e di animo; preoccupazioni e paure sono chiamate a dileguarsi davanti all’Amore
3) “Diretto” è tutto ciò che non fa ricorso a “intermediari” e proprio per questo è im-mediato, cioè senza mediazione, non fa uso di immagini, di affetti, di prese di coscienza, di ricordi memorizzati nel corso degli anni. La filosofia ci dice che lo stesso soggetto pensante è a sua volta medium nell’azione conoscitiva, perché ha impresse in sé le immagini di ogni oggetto di conoscenza e se ne serve.
Anche il linguaggio, espressione delle innumerevoli immagini che abbiamo catalogato nel fondo della memoria, diviene mediazione dialogica. Cosa avviene allora quando Dio si comunica “direttamente” all’uomo? Egli produce una realtà interiore assolutamente “nuova” e il mistico, così si chiama colui che riceve questa autodonazione divina, vede in qualche modo svanire, scomparire, tutti gli archetipi psicologici, e non può fare riferimento ad alcuna immagine o stato d’animo, non può esprimere tale realtà interiore con un linguaggio umano, perché le parole non si adattano al divino (tratto da qui)
4) lo scioglimento delle nevi nel deserto le cui acque scorrono, evaporano e si elevano verso il cielo sotto forma di nubi piene di pioggia dispensatrice di una vita rinnovata, offerta di Dio alla terra come simbolo della sua rivelazione.

I DERVISCI

Non si odono solo gli strumenti ma la voce stessa dei Sufi, quasi ipnoticamente, ripete la sillaba hu, Lui, Allah, a cui seguono quelle della professione di fede: La illaha illa-llah, “Non c’è Dio all’infuori di Dio”. Così facendo, i Sufi riescono a proiettarsi in una dimensione spirituale e a percepire il suono etereo della Creazione, la voce ineffabile di Dio che l’umanità dimentica quando, nascendo, il corpo materiale imprigiona l’anima. Ma come la canna recisa dalla giuncaia (immagine presa dai poemi di Rumi), l’anima anela continuamente verso il suo Creatore, spinta da una struggente nostalgia. (tratto da qui)

CIELO D’AMORE (Kabir)
Cadono le ombre della sera
lunghe, serrate,
di buio avvolgono il corpo e la mente.
Tu apri la finestra che dà a ponente
perditi nel cielo d’amore.
Bevi il miele stillato dai petali
del loto che hai in cuore.
Lascia che ti penetrino
le onde del mare, le onde
di splendore.
Ascolta,
un suono di conchiglie, di campanelli
si leva dalle acque.
Kabir dice:
«Fratelli,
è Dio in questo vaso,
in questo mio corpo»

FONTI
https://www.esonet.org/wp-content/uploads/2013/05/125453371-Idries-Shah-I-Sufi.pdf
http://www.mistica.it/index.php/14-percorso/12-1-definizione-di-mistica
http://www.demetra.org/index.php/i-classici-della-letteraratura-antica-sp-476846801/63-letteratura-orientale/304-la-poesia-sufi-e-il-suo-simbolismo
http://arabpress.eu/musica-e-sufismo-il-sema/24952/

Dark Night of the Soul

Nell’album “The Mask and the Mirror” (1994) Loreena McKennitt  s’interroga sulla spiritualità e la religione: “…Chi era Dio? E che cos’è la religione, la spiritualità? Che cos’è stato rivelato e che cos’è stato nascosto… qual era la maschera e quale lo specchio?
Nella traccia “Dark Night of the Soul”  mette in musica la poesia del sacerdote spagnolo San Giovanni della Croce, seguace di Santa Teresa d’Avila che nel trattato “La Notte Oscura” descrive la notte oscura dei sensi e la notte oscura dell’anima (la notte oscura della contemplazione); per unirsi a dio l’anima si deve liberare da tutti gli ostacoli dei sensi, ma anche sperimentare il dolore di sentirsi separata da dio, smarrita e confusa: l’anima esposta alla luce divina s’infiamma e si purifica annullandosi nel divino (nozze mistica).

Non è mia intenzione analizzare il pensiero mistico di Giovanni della Croce e rimando direttamente alla lettura del trattato che commenta e compendia la poesia (qui)
Scrive Loreena nelle note “the untitled work is an exquisite, richly metaphoric love poem between himself and his god. It could pass as a love poem between any two at any time…His approach seems more akin to early Islamic or Judaic works in its more direct route of communication to his god…I have gone over three different translations of the poem, and am struck by how much a translation can alter our interpretation. Am reminded that most holy scriptures come to us in translation, resulting in a diversity of views.


I
Upon a darkened night
The flame of love was burning in my breast
And by a lantern bright
I fled my house while all in quiet rest
Shrouded by the night
And by the secret stair I quickly fled
The veil concealed my eyes
While all within lay quiet as the dead
[Chorus:]
Oh night thou was my guide
Oh night more loving than the rising sun
Oh night that joined the lover
To the beloved one
Transforming each of them into the other
II
Upon that misty night
In secrecy, beyond such mortal sight
Without a guide or light
Than that which burned so deeply in my heart/That fire t’was led me on
And shone more bright than of the midday sun/To where he waited still
It was a place where no one else could come
III
Within my pounding heart
Which kept itself entirely for him
He fell into his sleep
Beneath the cedars all my love I gave
From o’er the fortress walls
The wind would brush his hair against his brow/And with its smoothest hand
Caressed my every sense it would allow
IV
I lost myself to him/And laid my face upon my lover’s breast
And care and grief grew dim
As in the morning’s mist became the light
There they dimmed amongst the lilies
Traduzione italiano *
I
Nella notte buia
dal mio amor tutta infiammata
con una lanterna illuminata uscii
e lasciai la mia casa al sonno abbandonata
Nel buio travestita
per la segreta scala andai
e senza veder cosa, velati gli occhi
nel mentre tutto era calmo ed esangue.
Oh Notte che mi guidasti
Oh notte più dell’alba compiacente
Oh, notte che riunisti l’Amato
con l’amata
amata nell’Amato trasformata.

II
Nella gioiosa notte,
in segreto, senza veder cosa,
né altra luce o guida avea
fuor quella che in cuor mi ardea.
E questa mi guidava
più sicura del sole a mezzogiorno
là dove mi aspettava chi ben io conoscea,
in un luogo ove nessuno si vedea.
III
Sul mio petto fiorito
che intatto sol per lui tenea serbato,
là si posò addormentato
Diedi tutto il mio amore sotto i cedri
La brezza d’alte cime
allor che i suoi capelli discioglievo, carezzava
con la sua mano leggera
tutti i sensi miei in estasi rapiva
IV
Là giacqui, mi dimenticai,
il volto sull’Amato reclinai
tutto finì lasciando ogni pensier
mentre la foschia nel mattino diventa luce
tra i gigli perdersi obliato

NOTE
* traduzione adattata da Cattia Salto da qui

FONTI
http://ciudadseva.com/texto/noche-oscura/
http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/notte%20oscura.htm