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Su un’antica melodia gallese raccolta in “Musical Relics Of The Welsh Bards” (Edward Jones c. 1784) John “Ceiriog” Hughes (1832-1887) scrisse la poesia Ar Hyd Y Nos diventata presto una canzone tradizionale gallese molto popolare ed amata, nonchè un classico natalizio, tradotto anche in molte lingue, e intitolato in inglese “All through the night”.


Hughes was a Welsh poet and well-known collector of Welsh folk tunes. Sometimes referred to as the ‘Robert Burns of Wales’. Ceiriog was born at Penybryn farm overlooking the village of Llanarmon Dyffryn Ceiriog, in the Ceiriog Valley, which was then in Denbighshire in north-east Wales. He worked as a railway clerk in Manchester and London. He was employed as a station master at Caersws railway station station from 1868.
Through his desire to restore simplicity of diction and emotional sincerity, he did for Welsh poetry what Wordsworth and Coleridge did for English poetry. He became famous winning a serious of prizes for his poems in the 1850s. His first collection of poetry was published in 1860 and is called Oriau’r Hwyr (“Evening Hours”). As well as writing poetry he wrote many light hearted lyrics which he adapted to old Welsh tunes, or the original music of various composers. Many of his songs were written to folk airs.
His fascination with Welsh folk music led to an investigation of the history of the music and particularly the harpists who would often accompany then. This led to a grand project to publish four volumes of Welsh airs, of which only the first volume actually made it to press in 1863: Cant O Ganeuon (“A Hundred Songs”).  Like many Welsh poets, he took a bardic name – “Ceiriog” – from the River Ceiriog, which flows through the Ceiriog Valley, where he was born. In his home village, the public library contains a memorial inscription to him. (tratto da qui)


ASCOLTA Siobhan Owen live voce e arpa come doveva essere suonata nel Settecento e cantata nell’Ottocento (con la III strofa in inglese)

ASCOLTA Meinir Gwilym (molto fresca e naturale interpretazione accompagnata dalla chitarra)

Holl amrantau’r sêr ddywedant
Ar hyd y nos.
Dyma’r ffordd i fro gogoniant
Ar hyd y nos.
Golau arall yw tywyllwch,
I arddangos gwir brydferthwch,
Teulu’r nefoedd mewn tawelwch
Ar hyd y nos.
O mor siriol gwena seren
Ar hyd y nos,
I oleuo’i chwaer ddaearen
Ar hyd y nos,
Nos yw henaint pan ddaw cystudd,
Ond i harddu dyn a’i hwyrddydd
Rhown ein golau gwan i’n gilydd
Ar hyd y nos.
Sleep, my love, and peace attend thee,
All through the night,
Guardian angels God will send thee,
All through the night.
Soft the drowsy hours are creeping,
Hill and vale in slumber sleeping,
I my loving vigil keeping,
All through the night.

La traduzione letterale del gaelico gallese è una ninna nanna che promette la pace tra le Stelle..

TRADUZIONE letterale (da qui)
All the star’s eyelids (1) say,
All through the night,
“This is the way to the valley of glory,”
All through the night.
Any other light is darkness,
To exhibit true beauty,
The Heavenly family in peace,
All through the night.
O how cheerful smiles the star,
All through the night,
To light its earthly sister,
All through the night.
Old age is night when affliction comes,
But to beautify man in his late days,
We’ll put our weak light together,
All through the night.
Traduzione di Cattia Salto
Ammiccando (1) le stelle dicono
per tutta la notte
“Questa è la via per la valle della gloria”, per tutta la notte
Ogni altra luce è spenta
per mostrare la vera bellezza,
la Sacra Famiglia in pace,
per tutta la notte
E come sorride con gioia la stella
per tutta la notte
ad illuminare la sua sorella terrena
per tutta la notte!
“La vecchiaia è la notte quando arriva la malattia, ma per adornare l’uomo nei suoi ultimi giorni, noi accenderemo la nostra pallida luce insieme
per tutta la notte”

1) eyelids letteralmente sono le palpebre


Il titolo indica anche una serie di canzoni pop rock, da non confondersi con questa dolcissima ninna-nanna di Natale: sulla stessa melodia gallese di “Ar Hyd Y Nos” sono stati scritte molte versificazioni in inglese, la più popolare è diventata quella di Sir Harold Boulton scritta nel 1884. Le versioni inglesi sono incentrate maggiormente sul tema natalizio con coro di angeli.. ho però evitato le versioni per i cori
ASCOLTA (strofa I e II) in versione ninna-nanna
ASCOLTA The Irish Rovers in “Songs of Christmas” 1999 (è riprodotto tutto l’album, la canzone inizia a 34:50)

Sleep my child and peace attend thee
All through the night
Guardian angels God will send thee
All through the night
Soft the drowsy hours are creeping
Hill and vale in slumber sleeping
God his loving vigil keeping
All through the night
While the moon her watch is keeping
All through the night
As the weary world is sleeping
All through the night
Through your dreams you’re swiftly stealing (1)
Visions of delight revealing
Christmas time is so appealing (2)
All through the night
You my child, a babe of wonder
All through the night
Dreams you dream can break asunder
All through the night
Children’s dreams, they can’t be broken
Life is but a lovely token
Christmas should be softly spoken
All through the night
Traduzione di Cattia salto
Dormi bambino mio la pace ti accompagna, per tutta la notte
Dio ti manderà gli Angeli a vegliare
per tutta la notte
Piano le sonnolente ore sono strisciate
colline e valli fanno un sonnellino
vegliate dall’amorevole guardia di Dio
per tutta la notte
Mentre la luna ci guarda
per tutta la notte
mentre il mondo stanco dorme
per tutta la notte
Nei tuoi sogni ruberai ratto
visioni di feste gioiose
Il Natale è così allettante
per tutta la notte
Tu bambino mio, un bimbo meraviglioso
per tutta la notte
i sogni che sogni si possono ridurre in mille pezzi
per tutta la notte
I sogni dei bambini, non possono essere infranti
la vita non è che un bel dono
Natale dovrebbe essere dolcemente pronunciato
per tutta la notte

1) Nella versione di Sir Harold Boulton è invece  “O’er thy spirit gently stealing”
2) Nella versione di Sir Harold Boulton è invece “Breathes a pure and holy feeling”



Stesso testo per due sea shanties che si differenziano nel coretto
il primo
Hey-ro, me yellow gals,
a-do-a let me go

e il secondo
Heave away my bully boys,
We’re all bound to go.


Una travolgente versione irish per la  Doodle Let Me Go. A.L. Lloyd sang the shanty Doodle Let Me Go (Yaller Girls) live at the Top Lock Folk Club, Runcorn, on November 5, 1972. This concert was published in 2010 on the Fellside CD An Evening with A.L. Lloyd. Paul Adams commented in the sleeve notes: “Bert’s version seems to be based on that communicated to R.R. Terry by Harding ‘The Barbarian’—a black seaman from Barbados noted as “a fine shanty-man and first-rate seaman”. (tratto da qui)

La prima parte è simile alla versione “pirate song” (vedi) mentre la seconda parte si innesta al tema emigration song che condivide con il filone Yellow Meal, da confrontare con la versione successiva.

ASCOLTA The Irish Rovers – The Passing of the Gale & Yellow Gals (Doodle Let Me Go) – una versione simile a quella registrata da L. Lloyd, il primo brano è uno strumentale dal titolo The Passing of the Gale

Do-a let me go (1)  me gals,
Do-a let me go
Hey-ro me yellow gals
a-do-a let me go
Johnny was a rover and he’s bound for Calley-o
Hey-ro, me yellow gals,
a-do-a let me go

Johnny was a rover and to sea he’s bound to go
Hey-ro, me yellow gals,
a-do-a let me go

As I walked down the landing stage all on a summer morn
I met an immagrant Irish girl all lookin’ all forlorn
“Good mornin’ Mr. Captain, sir!” “Good mornin’ you,” says he
“Oh have ya got a packin’ ship all for Americ-kay?”
“I’ve got the Jimmy Walker, and she’s bound around the horn,
With five-and-twenty imagrants and a thousand sacks of corn”
“Bad luck to Irish sailor boys, bad luck to them I say
They all got drunk, broke in me trunk, and stole me clothes away!”
Traduzione Cattia Salto
datevi da fare (1) ragazze
datevi da fare
datevi da fare ragazze creole (2)
datevi da fare
Johnny era un vagabondo in partenza per Callao (3)
Urrà mie ragazze creole,
datevi da fare

Johnny era un vagabondo e per mare partì
Hey mie ragazze creole,
datevi da fare

Mentre passeggiavo sulla terra ferma un mattino d’estate
incontrai una ragazza irlandese immigrata, che sembrava derelitta
“Buon Giorno signor Capitano, signore”
“Buon Giorno a voi” dice lui
“Avete preso un postale per l’America?”
“Ho preso la Jimmy Walker che ha doppiato l’Horn
con 25 immigranti e un centinaio di sacchi di grano.
Mala sorte ai marinai irlandesi, li maledico,
si sono ubriacati, hanno forzato il mio baule e mi hanno rubato i vestiti (4)”

1) potrebbe voler dire ragazza (dal francese dou-dou ovvero una parola diffusa nei Caraibi come “innamorata”) come un vezzeggiativo oppure stare per Do-a let me go, ovvero Do n’ let me go oppure Do let my go in italiano: (non) lasciarmi andare.. Come osservato i marinai avevano l’usanza di aggiungere una d prima di una l così la parola “do let” diventa foneticamente “do –d- let” e quindi doodle. O ancora potrebbe essere una parola nonsense (vedere discussione qui) Io a naso propendo per la versione “datti da fare” il cui significato è ovvio essendo riferito alle signorine di Madam Gashee
2) yella, yallow era usato dai marinai britannici-americani per indicare il colore della pelle di una mulatta (creola). Più raramente per indicare una ragazza di razza asiatica.
3) Callao porto del Perù rinomato per il bordello di Madam Gashee
4) non credo si riferisca solo al furto dei vestiti, la traversata in mare era pericolosa per le signorine sole, non accompagnate da servitori o un famigliare maschio adulto.


La canzone è conosciuta anche con il nome di Yellow Meal e molto probabilmente è stata riscritta per il music-hall in chiave ironica, in cui si prende in giro l’irlandese di turno.
Una versione che è una via di mezzo tra una sea shanty e una emigration ballad intitolata The Irish Emigrant, The Irish Girl.
Stan Hugill la fa risalire all’epoca della grande carestia “This greatly liked windlass shanty came into being about the time of the Irish Potato Famine, when thousands of migranting Irish were passing through Liverpool heading for ‘Amerikee‘.”
Il coretto è però diverso da “Doodle let me go” e riprende invece un’altra sea shanty dal titolo  “We’re bound to go” che così inizia (tratto da qui)
Oh Johnny was a rover and to-day he sails away.
Heave away, my Johnny, Heave away-ay.
Oh Johnny was a rover and to-day he sails away.
Heave away my bully boys, We’re all bound to go.

(parzialmente tratta da qui)

As I walked out one summer’s morn’, down by the Salthouse Dock(1),
Heave away m’ Johnnies,
heave away!

I met an emigrant Irish girl, conversing with Tapscott(2),
And away m’ bully boys,
we’re all bound to go.
“Good morning Mr. Tapscott sir” “Good morning, gir” says he,
“Oh have you got any packet ships all bound for Amerikee?”
“Yes, I got a packet ship.
Oh, I’ve got one or two,
I’ve got the JINNY WALKER and I’ve got the KANGAROO (3).”
I’ve got the Jinny Walker, and today she does set sail
With five and fifty emigrants and a thousand bags of meal. (4)
The day was fine when we set sail, but night had barely come,
and every emigrant never ceased to wish himself at home.
“Bad luck to them irish sailor boys bad luck to them” I say.
“but they all got drunk and broke into me bunk and stole me clothes away.
Twas at the Castle Garden(5) they landed me on shore
And if I marry a Yankee boy I’ll cross the seas no more.”
Mentre camminavo un mattino d’estate verso Salthouse Dock (1)
virate a lasciare, compagni,
virate a lasciare
ho incontrato una ragazza irlandese che parlava con Tapscott (2)
virate a lasciare, allegri compagni,
siamo in partenza.
“Buon giorno signor Tapscott”,
“buon giorno signorina” dice lui
“Avete una nave che parte per l’America?”
“Si ho un postale,
ce ne sono uno o due
ho la Jinny Walker
e la Kangaroo (3)”
Ho preso la Jinny Walker che oggi prende il largo
con 55 emigranti e un migliaio di sacchi di posta (4).
Il giorno era bello quando prendemmo il mare ma la notte venne presto
e ogni emigrante non smetteva di desiderare la propria casa.
“Mala sorte a quei marinai irlandesi, la malasorte a loro auguro,
perchè si ubriacarono e fecero irruzione nella mia cuccetta e mi rubarono i vestiti.
Fu al Castle Garden (5) che mi lasciarono a terra e se sposerò un americano non attraverserò mai più il mare”

1) in altre versioni diventa Clarence Dock, Albert dock, Landing Stage, Sligo dock
2) I fratelli William e James Tapscott (il primo con sede a Liverpool e il secondo a New York) organizzavano il viaggio per gli emigranti dalla Gran Bretagna all’America, spesso approfittando dell’ingenuità dei loro clienti. Inizialmente lavoravano per la Black Ball Line poi misero su una loro linea di trasporto che procurava un viaggio per le Americhe molto economico, perciò le condizioni del viaggio erano tremende e il cibo scadente. Nel 1849 William Tapscott ha fatto bancarotta ed è stato processato e condannato per frode verso gli azionisti della compagnia. continua
3)’Joseph Walker’, Kangaroo e Henry Clay sono i nomi dei vascelli di linea tra Gran Bretagna e America
4) scritto anche come “male”: i vascelli facevano anche da servizio postale e meal è la pronuncia irlandese per mail; ma con Yellow meal si indicava la polentina fatta con la semola di mais servita a bordo .
5) punto di sbarco degli emigranti dove venivano effettuati i controlli



Una canzone marinaresca (sea shanty) nota anche con il titolo di “The New York gals”e “Can’t You Dance the Polka?” si suddivide in due versioni testuali con un’univoca melodia.

Si raccontano le avventure amorose di “Jack Tar”, ovvero il marinaio tipo, una volta sbarcato a New York: queste avventure con le donnine sono un topico delle sea shanties e il marinaio finisce spesso lungo disteso a terra (dal bere o dal colpo ben assestato del “compare” di lei).
Il risveglio è amaro, perchè il malcapitato si trova imbarcato a forza su una nave (a volte più genericamente un Yankee clipper o un packet, ma anche un clipper della famigerata linea Black Ball).


E’ interessante notare come la polka prese piede nei locali di New York verso il 1850 e diventò popolare proprio con questa canzone: era un ballo vivace che richiedeva un certo “contatto” fisico particolarmente osè per i tempi!

New York five point


In questa versione il marinaio dopo essere salito nell’appartamento di una ragazza di New York, e bevuto un bel po’ di drinks, si sveglia il mattino dopo, nudo nel letto e derubato di ogni suo avere.

ASCOLTA Finbar Furey dal film Gangs of New York: una versione da music hall

ovvero l’ambientazione nel film

ASCOLTA Oysterband 1989: una versione più energica, con un bello stacchetto strumentale (la versione testuale differisce di poco dalla precedente)

ASCOLTA Steeleye Span 1975 in un arrangiamento tipico per quegli anni al tempo del folk revival in chiave rock di cui il gruppo fu precursore

As I walked down through Chatham Street(1)
a fair maid I did meet,
She asked me to see her home–
she lived in Bleecker Street.(2)
To me a-weigh, you Santy,
My dear Annie(3)

Oh, you New York girls,
Can’t you dance the polka?(4)

And when we got to Bleecker Street,
We stopped at forty-four,(5)
Her mother and her sister there,
to meet her (to greet us) at the door.
And when I got inside the house,
The drinks were passed around,
The liquor was so awful strong,
My head went round and round.
And then we had another drink,
before we sat to eat,
The liquor was so awful strong,
I quickly fell asleep.
When I awoke next morning
I had an aching head,
There was I, Jack all alone,
Stark naked in me bed.
My gold watch and my pocketbook (money)
And lady friend were gone;
And there was I, Jack all alone,
Stark naked in the room(6)
STROFE Finbar Furey
On looking round this little room,
There’s nothing I could see,
But a woman’s shift and apron
That were no use to me.
With a flour barrel for a suit of clothes,
Down Cherry Street forlorn,
There Martin Churchill took me in,
And sent me ‘round Cape Horn.
STROFE Oysterband
So look out all young sailors
watch your step on shore
you’ll have to be up early to be
smarter than a whore
Your hard-earned cash will disappear
your hat and boots as well
for New York Girls are tougher than
the other side of hell!
Mentre passeggiavo per Chatman street (1)
incontrai una bella ragazza
che mi invitò a vedere casa sua – lei viveva in Bleecker Street(2).
A me via, tu Santy,
mia cara Annie (3)

o voi ragazze di New York
non volete danzare la polka? (4)

E quando arrivammo a Bleecker Street ci fermammo al quarto piano, (5)
c’erano la madre e le sorelle
ad incontrarla sulla porta.
E quando sono entrato in casa
ci si fece un giro di bevute,
il liquore era così dannatamente forte che la mia testa si mise a girare.
E poi abbiamo bevuto un altro drink, prima di sederci per mangiare,
il liquore era così dannatamente forte che mi sono subito addormentato.
Quando mi svegliai la mattina dopo avevo mal di testa
e c’ero io, Jack tutto solo, completamente nudo nel letto!
L’orologio d’oro, il portafoglio
(i soldi)
e l’amica erano spariti
e c’ero io, Jack tutto solo, completamente nudo nella stanza. (6)
STROFE Finbar Furey
Nel cercare in quella stanzetta
non c’era altro da vedere
che una camiciola e un grembiule da donna che non mi andavano bene.
Con un barile di farina indosso al posto dei vestiti
giù per Cherry Street (scesi) desolato, là Martin Churchill mi ha preso
e mandato per Capo Horn.
(Strofe Oysterband:
Così attenti voi giovani marinai,
badate ai vostri passi a terra,
dovete alzarvi presto, per essere più furbi di una puttana.
I vostri sudati guadagni scompariranno e anche il vostro capello e gli stivali
perchè le ragazze di New York sono più toste dell’inferno!

1) anche “south street”
2) Bleecker Street è oggi rinomato come il quartiere del Greenwich Village, ma all’epoca era una “paradise street” per marinai
3) Santiana vedi. Ma forse in origine la parola era Honey oppure Cynthia (“Cinthy/ Cinty/ Cindy,”)
4) La polka e’ stata veloce fin dal suo nascere: col metodo Cellarius i ballerini avevano un contatto permanente, tecnicamente funzionale all’equilibrio della coppia. I seguaci di questo metodo aumentarono sempre di piu’, sia fra i maestri sia fra i giovani danzatori. All’occhio dei benpensanti la polka ballata in tale modo apparve scandalosa. Non mancarono le polemiche e le condanne nei confronti di quanti se ne facevano promotori e assertori. Molti proprietari di locali cercarono di impedire lo svolgimento di questo ballo, in quanto lo stesso, eseguito in modo caotico e violento dalle coppie in preda a una vera e propria trance, causava danni materiali (volavano tavoli e sedie, piatti e bottiglie) e allontanava irrimediabilmente la clientela piu’ tranquilla e moderata. Ma l’ondata di simpatia per questa nuova forma di divertimento cresceva a dismisura: in realta’ si sentiva il bisogno di evadere dalla monotonia delle danze a coppia aperta, dalla cultura delle quadriglie che erano diventate dei riti veri e propri con tutta una serie di rigidita’ e nei comportamenti e negli abbigliamenti. La polka era percepita dalle masse come simbolo di allegria e di spontaneita’. Con queste caratteristiche si sviluppo’ anche in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove non mancarono i censori. Verso la fine del 1800 la moda della polka fini’. (tratto da qui)
5) deve trattarsi di un refuso probabilmente si riferisce al piano dell’appartamento e visto il quartiere e l’epoca si trattava probabilmente del quarto piano non del quarantesimo! Nella versione della Oysterband dicono: we stopped at No 4
The Oysterband dicono“there was I without a stitch or cent to call my own”


Stesso marinaio, qui chiamato però Johnny, e stesso quartiere malfamato, altra avventura finita male!

ASCOLTA The Irish Rovers

ASCOLTA Gaelic Storm che la suonano con un ritmo saltellante

As I walked down the Broadway
One evening(morning) in July
I met a maid who asked me trade
And a sailor John (lad) says I
And away, you Santee(3)
My Dear Annie
Oh, you New York girls
can’t you dance the polka?
To Tiffany’s I took her
I did not mind expense
I bought her two gold earrings
And they cost me fifteen cents
Says she, ‘You Limejuice(7) sailor
Now see me home you may’
But when we reached her cottage door
She this to me did say
My flash man(8) he’s a Yankee
With his hair cut short behind(9)
He wears a pair of long sea-boots
And he sails in the Blackball Line(10)
He’s homeward bound this evening
And with me he will stay
So get a move on, sailor-boy
Get cracking on your way(11)
So I kissed her hard and proper
Afore her flash man came
And fare ye well, me Bowery(12) gal(girl)
I know your little game
I wrapped me glad rags round me
And to the docks did steer
I’ll never court another maid(girl)
I’ll stick to rum and beer
I joined a Yankee blood-boat(13)
And sailed away next morn
Don’t ever fool around with gals(14)
You’re safer off Cape Horn
Mentre passeggiavo per Broadway una sera di luglio, incontrai una ragazza che mi propose uno scambio e “John un marinaio” dico io
“E andiamo Santa (3)
mia cara Anna,
voi ragazze di New York
non volete ballare la polka?”

La portai da Tiffany,
non badavo a spese,
le comprai due orecchini d’oro che mi costarono 15 centesimi.
Dice lei” Tu limoncino(7) ora puoi vedere la mia casa”
Ma quando arrivammo alla porta di casa ecco cosa mi disse
“Il mio fidanzato (8) è un americano con i capelli tagliati corti sulla nuca(9), porta un paio di lunghi stivali per il mare e naviga nella Blackball Line(10).
E’ di ritorno a casa questa sera e starà con me, così datti una mossa marinaio, datti da fare(11)”
Così la baciai forte e deciso,
prima dell’arrivo del suo fidanzato “addio mia ragazza di
conosco il tuo trucco”
Mi avvolsi negli stracci
e al porto dritto andai
non corteggerò più un’altra fanciulla
e continuerò a bere rum e birra.
Mi imbarcai su un clipper americano(13) in partenza il giorno dopo; non bisogna mai scherzare con le ragazze (14) o ti  ritrovi al largo di Capo Horn.

7) “lime-juicer” è un termine coniato nel 1850 poi abbreviato in “limey” per indicare un marinaio della Royal Navy o più genericamente un inglese It was originally used as a derogatory word for sailors in the Royal Navy, because of the Royal Navy’s practice since the beginning of the 19th century of adding lemon juice or lime juice to the sailors’ daily ration of watered-downrum (known as grog), in order to make stored, stagnant, water more palatable. Doctors thought that lime juice would work better because it has more acid than lemon juice, so they substituted lime juice for lemon juice on the British Royal Navy ships. This ration of grog helped make these sailors some of the healthiest at the time due to the ascorbic acid’s ability to prevent scurvy. Eventually the term lost its naval connection and was used to denote British people in general. In the 1880s, it was used to refer to British immigrants in Australia, New Zealand and South Africa (tratto da Wikipedia). A me fa pensare all’abitudine inglese di prendere il tè con la fetta di limone!
8) FLASH-MAN: a favourite or fancy-man; but this term is generally applied to those dissolute characters upon the town, who subsist upon the liberality of unfortunate women; and who, in return, are generally at hand during their nocturnal perambulations, to protect them should any brawl occur, or should they be detected in robbing those whom they have picked up. (tratto da qui)
9) i marinai della Black Baller line portavano tutti i capelli tagliati corti
11) Get cracking on your way: to start doing something. Non capisco bene il senso della frase la ragazza lo sta invitando a darsi da fare alla svelta (prima che arrivi il protettore) o gli dice di andarsene se non vuole vedersela con il protettore? Il marinaio capisce al volo la situazione e le da un bacio: possiamo supporre che ci sia stato anche qualcos’altro tra i due dato che poi il marinaio si ritrova vestito in modo approssimativo!
12) La Bowery Street, più comunemente detta “the Bowery”, è una celebre via della “circoscrizione” (borough) di Manhattan, a New York. Approssimativamente delimita i quartieri di Chinatown e Little Italy su un lato, mentre dall’altro il Lower East Side.The Bowery fu uno dei primi insediamenti della città; sorse ai margini del porto ed era il quartiere dei marinai e degli immigrati appena arrivati negli Stati Uniti; man mano che questi facevano fortuna, si trasferivano sempre più a nord, lasciando spazio a nuovi arrivi. Nella seconda metà dell’Ottocento, con “the Bowery” veniva indicata una vasta zona compresa tra Broadway e i docks dell’East Side; era considerata il regno delle gang, della povertà, della prostituzione, del gioco d’azzardo, delle fumerie di oppio, della corruzione della polizia e dei politici. Ciò nonostante, vi sorsero e prosperarono teatri che diedero vita, in concorrenza con Broadway che era sinonimo di classicismo e di raffinatezza, ad un genere di rappresentazioni popolari che contribuì ad avvicinare vasti strati della popolazione al teatro, a lanciare negli Stati Uniti la moda del varietà e del musical, a creare uno stile originale, che più tardi avrebbe trionfato anche a Broadway, scalzandone gli spettacoli europei. Alla fine dell’Ottocento, con l’avvento di una prima ondata moralizzatrice nell’amministrazione della città, the Bowery fu parzialmente ripulita, iniziò il recupero edilizio e cominciò ad insediarvisi anche la piccola borghesia. La via divenne il simbolo della depressione economica e la zona s’impoverì negli anni venti e trenta. Negli anni quaranta il quartiere guadagnò la reputazione d’essere mal frequentato, specialmente da ubriachi e senzatetto. Tra il 1960 e il 1980 lungo la Bowery e dintorni vi era il tasso di criminalità più alto di tutta la parte meridionale di Manhattan, insieme agli affitti più bassi. (tratto da Wikipedia)
13) blood-boat: i clipper erano famosi per la ferrea disciplina e le brutali punizioni da qui l’appellativo di “bloodboat
14) oppure “Don’t mess around with women boys



Andy Stewart - Donald, Where's Yer TroosersUna canzone umoristica scritta da Andy Stewart (1933 — 1993) su di uno scozzese che indossa il kilt; la melodia è stata composta da Neil Grant ma richiama uno “stile folk”, così sembra riprendere la shanty “Drunken sailor” ovvero la rebel song “Johnny Cope“. Diventata subito popolare e nella vetta delle classifiche tra i dischi più venduti sia in UK, ma anche America e Canada, “Donald where’s your troosers?” è ritornata popolare nella riedizione del 1989 sempre cantata da Andy Stewart e più recentemente dopo che è stata inserita nella mini serie “The Sarah Connor Chronicles” (II stagione, 2009) in una versione più lenta e “inquietante”.
In merito alla canzone c’è poco altro da aggiungere, tranne l’aneddoto in cui si racconta che Andy la compose mentre era in una “riunione di gabinetto” con i calzoni abbassati.. così colgo l’occasione per introdurre una sintesi della storia del Tartan e del vestito tradizionale scozzese.


Il tartan è un panno di lana che esisteva nei tempi antichi, la parola gaelica che lo descrive è breacan ossia “quadrettato” per alludere alla trama a scacchi propria del disegno del tartan: la lavorazione nacque originariamente nella parte montuosa della Scozia isole comprese,  e sebbene fosse indossato anche nel resto della Scozia, fu solo nelle Highlands che il tartan si associò come simbolo di appartenenza ad un determinato clan.


tartanIl vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi). Per indossarlo veniva steso a terra e poi si formavano delle pieghe di qualche centimetro ciascuna, quindi ci si sdraiava sopra rotolandosi per bene. Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico” abbinato per lo più allo stivale ad altezza ginocchio (cuaron) ma più spesso portato a piede nudo (e dovevano avere dei fisici ben temprati questi scozzesi che se ne stavano al vento, pioggia e neve così conciati!) Ai rudi scozzesi di montagna  serviva come coperta per coprirsi durante il giorno e come giaciglio in cui dormire durante le notti passate nella brughiera.

L’origine però di questo “gonnellino” è probabilmente un residuo arcaico, dell’abito detto tunicae, proprio il preferito dei legionari romani che consideravano barbariche (cioè incivili) nonchè scomode le lunghe bracae!!


DiggingIl kilt più “strutturato” e “moderno” risalente grosso modo al 1700, detto little kilt, è un tartan tagliato e sagomato con le pieghe e quindi cucito come gonnellino, separato così dal plaid vero e proprio che continua a mantenere la funzione di mantello o si riduce a una più decorativa fascia. Per realizzarlo non sono richieste particolari abilità sartoriali e lo si può tranquillamente fare in casa. Anche in questo modello è necessaria l’uso di una cintura per stringere e chiudere la stoffa in vita.

Il little kilt fu inventato da un industriale quacchero inglese di nome Thomas Rawlinson , per rendere più comodo il lavoro di taglio degli alberi e di cura delle fornaci agli highlanders che ha assunto in una fonderia da lui aperta presso Inverness, divenne così identificativo della “scozzesità” degli Highlander che, dopo la battaglia di Culloden (1746) per ribadire la vittoria inglese, fu emanata una legge (il Dress Act) in cui si proibiva di indossare kilt e tartan perchè erano un simbolo della diversità..


L’evoluzione successiva del kilt è stata l’aggiunta delle fibbie di cuoio con funzione di “cintura” per tenere ferma la gonna ai fianchi.

scot-pantI PANTALONI

Che gli antichi celti indossassero i pantaloni è storicamente accertato (la tendenza era genericamente diffusa tra le popolazioni nordiche per proteggere ovviamente le gambe dal clima più freddo, mentre le popolazioni meridionali indossavano tuniche di varia lunghezza indifferentemente portate sia da uomini e donne). La foggia dei pantaloni aderenti (in gaelico troovash) viene dall’epoca medievale, in particolare in Scozia il tartan era tagliato di sbieco (per ottenere una certa elasticità del tessuto) e cucito in modo molto aderente alla gamba (le cuciture si trovavano sul dietro della gamba come le calze di nylon vecchio stile). Questa moda però prese piede solo tra i capi degli Highlanders per contraddistinguere il loro rango o quando si recavano nelle Lowlands.


Ma ritorniamo al tartan e ai suoi disegni a scacchi: si ritiene che all’inizio fossero semplici, di 2 o 3 colori, con i disegni caratterizzati localmente, nella sua “Descrizione delle isole Occidentali della Scozia (1703) Martin Martin scrive “ogni isola differisce dall’altra nel modo di intessere i mantelli creandovi righe di ampiezza e colori differenti. Questa inclinazione è talmente pronunciata nella principale terra delle Highlands che coloro che hanno visitato quei luoghi sono in grado, non appena vedono un plaid di Man di indovinare il luogo di provenienza“. E’ sempre Martin a raccontare che ogni tessitore utilizzava un pezzo di legno sul quale erano incisi il numero e il colore di ogni filo (il bastone modello o maide dalbh) per riprodurre fedelmente il tartan caratteristico di un certo territorio e quindi per estensione di un certo clan. Dopo la battaglia di Culloden agli highlanders fu proibito portare le armi e di indossare il tartan, proprio perchè quel tessuto rappresentava un carattere distintivo del clan e portava in sé il richiamo alla lotta e all’indipendenza. Così alla revoca del divieto risalente al 1785 anche gli Highlanders si erano abituati a vestirsi come gli altri scozzesi: una grande tradizione si era persa, i bastoni modello erano marciti e poco o nulla si conosceva del tartan precedente al 1745. Fu un vezzo del re in visita ad Edimburgo a riportare la moda del tartan distintivo per ogni clan: quando Giorgio IV si recò in Scozia nel 1822 volle indossare il tartan e richiese che anche il popolo presenziasse agli incontri pubblici vestendo il tartan.


La tradizione più recente del tartan nasce di fatto nel 1842 con il Vestiarium Scotticum dei fratelli Sobieski Stuart (che si chiamavano in realtà John Carter Allen e Charles Manning Allen), alcuni li ritengono dei mitomani, che si pretendono discendenti dei re Stuart, ma la loro mania per il folklore li porta ad ideare un sistema d’identificazione dei clan attraverso il tartan, l’intreccio di colore dei kilt, un sistema di standardizzazione dei disegni che viene riconosciuto da tutti e depositato presso la Lyon Court.

I tartan si descrivono a secondo del loro uso, così i clan tartans sono quelli indossati dagli uomini del clan; i dress tartans (un tempo indossati dalle donne) sono diventati nell’uso corrente un tartan di stoffa leggera. I mourning tartans (per lo più a scacchi bianchi e neri) erano quelli indossati per i lutti. Gli hunting tartans, in cui il colore predominante era il marrone o un’altra tinta scura, erano indossati per le attività sportive e venatorie e infine i chief tartants erano i tartan personali dei capi indossati solo dalla cerchia dei famigliari più ristretti.


Royal_stewartOggi con il tartan si confeziona il kilt maschile, la giacca che si abbina è sempre in tartan o in velluto (è ammesso ma non dai puristi anche il tweed), ed è l’abito cerimoniale di rigore per l’uomo che veste secondo la tradizione, nei colori del proprio Clan o nel tartan scozzese nazionale (un tartan prevalentemente verde con strisce bianche e rosse), o in tartan Fiore di Scozia (verde e blu). Curiosamente esiste anche un “tartan Italia” che è il Royal Stewart Tartan, si dice infatti che il Bonnie Prince Charlie dopo la sconfitta di Culloden concesse agli italiani l’onore di poter indossare il tartan reale scozzese poiché proprio in Italia aveva trascorso la maggior parte del suo tempo e vi aveva trovato asilo. (continua)

Ecco infine come si indossa un abito tradizionale scozzese:

Dimenticavo la canzone…

ASCOLTA Andy Stewart che la canta nella seconda parte alla maniera di Elvis (1960)

ASCOLTA The Irish Rovers 1966 (strofe I, II, V, IV, VI)

I just down from the Isle of Skye
I’m no very big
but I’m awful shy
All the lassies shout as I walk by,
“Donald, Where’s Your Troosers(1)?”
Let the wind blow high
and the wind blow low

Through the streets in my kilt I go
All the lassies cry, “Hello!
Donald, where’s your troosers?”
I went to a fancy ball
It was slippery in the hall
I was afraid that I may fall
Because I nay had on troosers
I went down to London town
To have a little fun in the underground
All the Ladies turned their heads around, saying,
“Donald, where’s your trousers?”
To wear the kilt is my delight
It isna wrong, I know it’s right
The islander(3)s would get a fright
If they saw me in the troosers!
The lassies love me every one
But they must catch me if they can
You canna put the breakes on a highland man, saying,
“Donald, where’s your troosers?”
Well I caught a cold
and me nose was raw
I had no handkerchief at all
So I hiked up my kilt
and I gave it a blow,
Now you can’t do that with troosers.
Sono appena arrivato dall’Isola di Skye, non sono molto grosso,
ma sono terribilmente timido
e tutte le donne gridano mentre passo “Donald dove sono i tuoi pantaloni?”
Che il vento soffi in alto
e che il vento soffi in basso,
per la strada vado in gonnellino
e tutte le signore mi fanno “ciao!
Donald dove sono i tuoi pantaloni?”
Sono andato a un ballo alla moda
e si scivolava in sala,
e temevo una caduta
perchè non avevo i pantaloni!
Sono andato a Londra
per divertirmi, nella Metropolitana tutte le signore si giravano dicendo “Donald dove sono i tuoi pantaloni?”
Indossare il kilt è la mia gioia,
non è sbagliato, lo so che è giusto.
gli isolani sarebbero dispiaciuti
se mi vedessero con i pantaloni.
Le ragazze mi amano tutte
ma mi devono prendere se ci riescono, non puoi fermare un uomo dell’altopiano dicendo
“Donald dove sono i tuoi pantaloni?
Mi sono preso il raffreddore
e il naso mi colava
non avevo fazzoletto
così mi sono alzato il gonnellino
e ci ho dato una soffiata
questo non lo puoi fare con i pantaloni!

1) la pronuncia è troosers, dice trousers solo quando fa il verso di una ragazza londinese, allora la pronuncia è all’inglese
2)variante strofa II
A Lassie took me to a ball
And it was slippery in the hall
And I was feart that I would fall
Fur I hadnae on ma’ troosers!
3) gli isolani -delle Ebridi
4) variante strofa V
They’d like to wed me everywan
Just let them catch me if they can
You cannae tak’ the breeks(4) aff a Hielan’ man
And I don’t wear the troosers

http:[email protected]?SongID=1632


Una “irish street ballad” del 18° secolo pervenuta in un centinaio di versi attraverso la tradizione orale a sottolineare la sua popolarità. Probabilmente in origine scritta in gaelico irlandese si trovano trascrizioni nei broadsides ottocenteschi. Secondo la irish traveller Margaret Barry fu suo nonno a scrivere la melodia che lui chiamava “Castle Comer jig”, altri la attribuiscono all’irish piper Robert Thompson, di fatto si tratta di una melodia molto popolare e utilizzata anche per un gran numero di altri testi.


La parola “Rake” si traduce in italiano con libertino forse un diminutivo di ‘rakehell’ (dissoluto), che, a sua volta, deriva dall’Islandese antico “reikall,” dal significato di “wandering” (nomade) o “unsettled” (instabile). Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi in quello che venne definito “the period of the rake“, nel corso del 17° secolo, alla corte di Carlo II d’Inghilterra: il libertino aristocratico era intelligente, colto, di spirito arguto e non poneva freni alle avventure amorose e all’abuso di sostanze inebrianti e allucinogene.


John Wilmot

Così nel film “The Libertine” diretto dal regista Laurence Dunmore (anno 2004) si narra la vera storia di John Wilmot, conte di Rochester (1647-1680), aristocratico libertino esperto, come afferma egli stesso, nelle tre più importanti occupazioni del suo tempo: la scrittura di versi, lo svuotamento di bottiglie ed il riempimento di fanciulle. Per dirla con la blogger di “Cannella e cumino”: ” ..scrittore, eroe di guerra, polemista, sarcastico provocatore dei potenti, lucido seduttore, rapitore della sua sposa, trasgressore di ogni ordine costituito, ateo dichiarato, ribelle a ogni forma di ipocrisia sociale tanto da farsi fare il ritratto coniugale con una scimmia anzichè con sua moglie, uomo di grandissimo talento che gettò al vento l’occasione della sua vita pur di fare uno sberleffo colossale all’uomo che gliel’aveva offerta [re Carlo II d’Inghilterra], paga con la salute e la vita le sue tendenze autodistruttive“. (tratto da qui)

Il libertino è a mezza strada tra “lo spirito mondano” (elegante, sensuale, eloquente, colto ma in fondo superficiale e disimpegnato) e una vita secondo natura insofferente a ogni restrizione che persegue come unico scopo l’ottundimento dei sensi e il piacere in tutte le sue forme.
Facilmente il libertinismo scivola nella dissolutezza così il libertino seduce e abbandona una giovane donna dopo averla messa incinta o si approfitta di una matura matrona per sperperarne il patrimonio, più spesso finisce in prigione per debiti di gioco o al manicomio per aver contratto la sifilide!


Il libertino della ballata è un gaudente che segue i suoi appetiti terreni (donne, the drink, il gioco d’azzardo, la caccia, la lotta ..) mangia quando ha fame, beve quando ha sete, corteggia tutte le ragazze e non si conformerà mai alla morale restrittiva dei benpensanti! Per l’ascolto ho selezionato le versioni più conosciute e comparato le strofe in un’unica sequenza, anche se non sempre il significato è palese e alcune allusioni mi sfuggono.

ASCOLTA Wolfe Tones in The Foggy Dew 1965 (il loro primo album!) (strofe IA, IIA, ?, VB, VIA, VII, VIIIA, XIII, XV, ?) introducono anche una specie di ritornello con versi non-sense (?)
ASCOLTA Ronnie Drew in “The Humour Is On Me Now” 1999 (versi IA, IIA VB, VIA, VII, VIIIA, VA, VIB, XIII, XVIB) già proposta dai Dubliners nell’album “A drop of the Hard Stuff” 1967 con la voce senza accompagnamento
ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem in Welcome To Our House, 1970 (strofe IA, IIA, VA, VIB, VII, VIIIA, XIII, XII, XV, XVIC)
ASCOLTA Christy Moore in Christy Moore (The Balck Album) 1976 con bellissime immagini (ASCOLTA come traccia migliore) (strofe IA, IIA, III, IV, VB, VIA, VII, VIIIA, IX, X, VA, VIB, XIII, XII, XV, XVIB )
ASCOLTA Pogues in Peace and Love, 1989 (strofe IA, IIA, XIII, XI, VIIIA, XVIA) che ne fanno una versione concisa e moderna
ASCOLTA The Irish Rovers titolo The Rake in Another Round 2002 (versi IB, IIB, VC, VIC, VII, VIIIB, XIII, XIV)è la versione con molte variazioni nei versi, ogni due strofe è introdotto il ritornello “I’ll eat when I’m hungry, I’ll drink when I’m dry, I will court all the lassies or at least I will try, And I’ll never conform ‘til the day that I die, Agus fagaimid suid mar ata se

IA I am a young fellow that’s easy and bold, In Castletown Conners I’m very well known. In Newcastle West I spent many a note(1), With Kitty and Judy and Mary.IIA My father(2) rebuked me for being such a rake, And spending my time in such frolicsome ways, But I ne’er could forget the good nature of Jane, Agus fagaimid siud mar ata se (3)III My parents had reared me to shake and to mow, To plough and to harrow, to reap and to sow. But my heart being airy to drop it so low, I set out on high speculation IB I am a young fellow from County Tyrone, In the town of Strabanshire I’m very well known, For down to the alehouse I’m frequently gone, With Kitty and Ginny and Mirrie.IIB My father rebuked me for being such a rake, And for spending my money on whiskey and cakes, But the lassies are sweet and its all for their sakes, And it keeps me lighthearted and merry.IV On paper and parchment they taught me to write, In Euclid and Grammar they opened my eyes, And in Multiplication in truth I was bright, Agus fagaimid siud mar ata se
VA If I chance for to go to the market at Croom, With a cock in my hand and my pipes in full tune(4), I am welcome at once and brought up to a room, Where Bacchus is sporting with Venus..VIA There is one from Askeaton and one from the Pike, Another from Arda, my heart was beguiled, Tho’ being from the mountains her stockings are white, Agus fagaimid siud mar ata seVII To quarrel for riches I ne’er was inclined, For the greatest of misers must leave them behind. I’ll purchase a cow that will never run dry, And I’ll milk her by twisting her horn (8).IX This cow can be milked without clover or grass, For she’s pampered with corn, good barley and hops. She’s warm and stout, and she’s free in her paps, And she’ll milk without spancel or halter. VB If I chance for to go to the town of Rathkeale(5), The girls all round me do flock on the square. Some give me a bottle and others sweet cakes, To treat me unknown to their parents(6)VIB There’s Peggy and Jane from the town of Bruree, And Biddy from Bruff and we all on the spree Such a combing of locks as there was about me(7) Agus fagaimid siud mar ata seVIIIA John Damer of Shronel had plenty of gold(9), And Devonshire’s treasure is twenty times more, But he’s laid on his back among nettles and stones, Agus fagaimid siud mar ata seX The man that will drink it will cock his caubeen, And if anyone coughs there’ll be wigs on the green, And the feeble old hag will get supple and free,(7) Agus fagaimid siud mar ata se VC If I chance for to wander on down to the fair, All the lassies all around me do flock on the square, I’ll pull out me fiddle and play an auld air, And soon we’re all off on the spree.VIC There’s Peggy and Jane form the banks of Loch Nee, There’s Kitty and Molly down Donegalleon Way, And there’s another from Coutstown who makes me head sway, Such a fuss they all make over me.VIIIB For the rich never spend any gold of their own, Sure they hold it away like a dog and it’s bone, But they end on their back among nettles and stones, And I hear there’re no pockets in shrouds.XI In Euclid and grammar they taught me to write But my heart, it was stolen by a pair of brown eyes That came from the mountains, her stockings are white, I’d love to be tied to her garter.
XII I’ll take a good garden and live at my ease, and each woman and child can partake of the same, If there’s war in the cabin, themselves they may blame, Agús fagaimid siúd mar atá sé.XIV So I’ll call for the lassies and ask them to wed, And we’ll all be content in the one marriage bed, While the rich count their gold we’ll count children instead, And we’ll raise them up true and stout hearted XIII There’s some say I’m foolish and more say I’m wise, But being fond of the women I think is no crime(10), Sure the son of King David had ten hundred wives, And his wisdom was highly regarded(11)XV And now for the future I mean to be wise, And I’ll send for the women that acted so king, And I’ll marry them all on the morrow by and by, If the clergy agree to the bargain.
XVIA And when I am dead and I’m laid to my rest My women and children will keen at my wake, They’ll gather around and they’ll offer a prayer To the Lord for the soul of their father. XVIB And when I’m laid out(12) and me soul is at peace Those women will come for to cry at me wake And their sons and their daughters will offer a prayer To the Lord for the soul of their father. XVIC When the devil he comes my soul for to take, all the women will gather to cry at my wake, And they sons all gathers and offers their prayers, To the Lord for the soul of their father.

1) Pogues dicono “night
2) anche “parents
3) “And we’ll leave that as it is“. ovvero “It doesn’t matter to me“. A volte il verso è riportato in inglese come “and I’d like to be twisting their garters.” oppure “I ‘m the greatest old rake of the nation
4) grasse allusioni per indicare l’eccitazione sessuale
5) Adare
6) I Wolfe Tones modificano il verso
7) il senso della frase non è molto chiaro
8) Irish Rovers dicono “So me money I spend with no thought in me mind, But to kick up our heels and carrouse
9) la variante dei Pogues dice ” And some you’ll fuss over, and some you’ll forego
10) Irish Rovers dicono “For loving the women and the whiskey like wives“,
11) Pogues dicono ” And some yearn for silver, and some yearn for gold
12) anche “I’m on my back

IA. Io sono un giovane campagnolo che è piacevole e audace, a Castletown Conner sono ben noto; a Newcastle West ho trascorso molte notti con Kitty e Judy e Maria.
IB. Io sono un giovane compagnolo della contea di Tyrone, e nella città di Strabanshire sono ben noto; perchè sono andato spesso nella birreria con Kitty e Ginny e Maria.
IIA. Mio padre mi ha rimproverato di essere una tale banderuola che trascorre il tempo in un modo così spensierato, Ma io non potrei mai dimenticare la buona natura di Jenny.
IIB. Mio padre mi ha rimproverato di essere una tale banderuola che spende il denaro in whisky e dolcetti ma le ragazze sono dolci ed è tutto per amor loro che mi tengono spensierato e allegro
III. I miei genitori mi hanno allevato a vangare e a falciare ad arare e passare con l’erpice, a mietere e a seminare ma il mio cuore essendo fantasioso per non cadere così in basso l’ho rivolto a più alte speculazioni
IV. Su carta e pergamena mi hanno insegnato a scrivere, ho aperto gli occhi su Euclide e la Grammatica a nelle moltiplicazioni per la verità ero brillante
VA. Se mi capita di andare al mercato di Croom, con un gallo in mano e la cornamusa intonata(4) sono in un tempo il benvenuto e portato fino alla stanza dove Bacco si diverte con Venere
VB. Se mi capita di andare alla città di Rathkeale le ragazze si affollano intorno a me nella piazza alcune mi danno una bottiglia e altre dei dolcetti per curarsi di me sebbene sconosciuto dai loro genitori
VC. Se mi capita di andare in giro per la fiera le ragazze si affollano intorno a me nella piazza tiro fuori il violino e suono una vecchia melodia e presto siamo tutti presi dalla frenesia
VIA. C’è n’è una da Askeaton e una da Pike Un’altra da Arda e il mio cuore è prigioniero Pur venendo dalle montagne le loro calze sono bianche
VIB. C’è Peggy e Jane dalla città di Bruree e Biddy da Bruff e con frenesia una tale acconciatura mentre sono su di me(7)
VIC. C’è Peggy e Jane dalle rive di Loch Nee c’è Kitty e Molly da Donegalleon Way e ce n’è un’altra da Coutstown che mi fa girare la testa tale è la confusione che tutte fanno su di me
VII. Di litigare per i soldi non sono mai stato portato che il più grande degli avari deve essere lasciato indietro. Compro una mucca che non resterà mai a secco e la mungo strizzandole il corno
VIIIA. John Damer di Shronel aveva un mucchio d’oro e il tesoro del Devonshire è 20 volte di più eppure (anche) lui se ne sta seduto tra le ortiche e le pietre
VIIIB. Che i ricchi non spendono mai soldi propri di certo li custodiscono via come un cane e il suo osso ma finiscono seduti tra le ortiche e le pietre e mi dicono che non ci sono tasche nei sudari
IX. Questa mucca può dare latte senza trifoglio o erba perchè è coccolata con grano, buon orzo e luppolo. E’ calda e forte, ed è abbondante nelle mammelle e si munge senza lacci e briglie
X. L’uomo che lo berrà inclinerà il suo cappello e se qualcuno tossisce ci saranno parrucche sull’erba e la vecchia strega debole diventerà flessuosa e libera(7)
X.I A scrivere e a far di conto mi hanno insegnato ma il mio cuore è stato rubato da un paio di occhi scuri anche se è venuta dalle montagne le sue calze sono bianche mi piacerebbe essere legato alla sua giarrettiera
XII. Mi prendo un bel giardino e ci vivo comodo e con ogni donna e bambino lo condivido se c’è guerra in casa sono loro stessi da biasimare
XII.I C’è chi dice che sono stupido, c’è chi dice che sono saggio, ma essere innamorati delle donne credo che non sia un crimine; di certo il figlio del re Davide aveva diecimila mogli e la sua saggezza era in gran considerazione.
XIV. Così chiederò alle ragazze di sposarmi e staremo tutti contenti in un letto matrimoniale mentre i ricchi contano il loro denaro noi invece conteremo i bambini e li alleveremo con cuore forte e sincero
XV. E ora in futuro voglio essere saggio e convocherò le donne che si comportano così regalmente e le sposerò tutte l’indomani una ad una se i preti accettano l’affare
XVIA. E quando sarò morto e disteso a riposare le mie donne e i bambini baderanno alla mia veglia, si riuniranno intorno e offriranno una preghiera al Signore per l’anima del loro padre.
XVIA. E quando sarò sistemato e la mia anima sarà in pace quelle donne verranno per piangere alla mia veglia, se i loro figli e figlie offriranno una preghiera al Signore per l’anima del loro padre.
XVIC. Quando il diavolo verrà per prendersi la mia anima tutte le donne si riuniranno per piangere alla mia veglia, e i loro figli tutti si uniranno per offrire le loro preghiere al Signore per l’anima del loro padre.



(c) The University of Aberdeen; Supplied by The Public Catalogue FoundationNel 1825 sir Walter Scott, promotore del revival letterario giacobita, scrisse un poemetto dedicato a John Graham Laird di Claverhouse, primo visconte di Dundee (c. 1648 – 1689) soprannominandolo “il Bel Dundee“; eppure l’appellativo con cui Claverhouse era apostrofato ai suoi tempi, non aveva nulla di lusinghiero: “Bluidy Clavers”, “Clavers il sanguinario” colui che aveva fatto un patto con il diavolo.


Militare di carriera, soldato di fortuna in Francia e Olanda, ritornò in Scozia nel 1678, dove venne nominato capitano dei dragoni e mandato nel Sud-Ovest a combattere contro i Presbiteriani che si opponevano al regime anglicano di re Carlo II (e tuttavia nel 1689 si sposò con Jean Cochrane figlia di una nota famiglia di “Covenanters*“).
Grazie all’amicizia coltivata in Inghilterra con il Duca di York – futuro re Giacomo II – Graham venne creato Visconte di Dundee il 12 novembre del 1688.
*Covenanti, (covenant è un accordo, alleanza in riferimento al rapporto diretto tra Dio e il suo popolo, tramite le parole della Bibbia) così erano chiamati presbiteriani in Scozia, le loro riunioni in aperta campagna vennero denominate “conventicles” e considerate illegali passibili di pena capitale.


210px-James_II_by_Peter_LelyQuando re Giacomo II divenne re nel 1685, la sua politica “assolutistica” e le sua intenzioni di restaurare il cattolicesimo, lo rese inviso ai più e in particolare ai capi dei due partiti del parlamento -Whigs in testa – che d’intesa per disfarsi al più presto del re papista (il quale voleva portare l’Inghilterra verso “il papismo e la schiavitù”), chiamarono il principe Guglielmo III d’Orange dall’Olanda affinchè si recasse a occupare il trono reale con la moglie Maria Suart. Un colpo di stato camuffato da un “cambio in famiglia” con tanto di esercito di mercenari ingaggiati da Guglielmo!

Qui siamo agli inizi della ribellione, passata alla storia come Gloriosa Rivoluzione, il re venne dichiarato decaduto sia dal parlamento inglese che sa quello scozzese e nel 1689 “rimpiazzato” di fatto da Guglielmo III. Giacomo II cercò di riprendersi il trono sbarcando nell’Irlanda cattolica con un esercito francese e la speranza (rivelatasi ben presto vana) di raggiungere Londra a capo dei suoi sostenitori.


Nel frattempo “Bonnie Dundee” si era rifiutato di giurare fedeltà a Guglielmo anzi aveva complottato con altri “giacobiti” ovvero sostenitori di Giacomo in favore della ribellione armata: corse in lungo e in largo per le Highlands allo scopo di radunare un piccolo esercito. Lo scontro avvenne in data  27 luglio 1689 contro le truppe guidate dal generale Huge Mackay in un attacco a sorpresa al passo di Killiecrankie. Dundee vinse la battaglia ma cadde ferito a morte e divenne subito un eroe della ribellione giacobita.
La Gloriosa Rivoluzione del 1689 fallì miseramente, e di fatto fece dell’Inghilterra una monarchia parlamentare, la discendenza maschile del ramo Stuart cercò periodicamente e fino al 1746 di riprendersi il trono con l’aiuto di Francia e Spagna, capitolo chiuso nel sangue con la battaglia di Culloden combattuta il 16 aprile del 1746, seguita da una durissima repressione dei clan scozzesi.
[vedi la SCHEDA in]


La melodia “Adew Dundee” (in Skene MS 1620 circa) è stata presa come modello per altre tre canzoni che riprendono tutte il nome di Dundee.
Il Manoscritto Skene è una raccolta di musica scozzese per liuto che ha preservato un centinaio di melodie popolari scozzesi, trascritte in notazione moderna e pubblicate nell'”Ancient Melodies of Scotland” di William Dauney.
Una ricerca approfondita sulla melodia qui

Ma andiamo con ordine, prima la melodia “Adew Dundee
ASCOLTA Rob MacKillop al liuto


dundeeFu Sir Walter Scott nel dicembre del 1825 a scrivere un poemetto sull’eroe giacobita morto quarantenne nella battaglia di Killiecrankie, mentre era ossessionato dal ripetersi della melodia “Adew Dundee” che continuava a ronzargli in testa “The air of ‘Bonnie Dundee’ running in my head today I [wrote] a few verses to it before dinner, taking the key-note from the story of Claverse leaving the Scottish Convention of Estates in 1688-9.”

I versi di Sir Walter Scott sono ovviamente degni di un poemetto (pubblicato in “The Christmas Box -1828-9) ma le versioni cantate oggigiorno tendono a limitarsi alle tre o quattro strofe. La melodia che Scott aveva in testa doveva essere suonata ‘à la militaire’ quindi come una marcia o marcetta. L’arrangiamento divenne subito popolare anche se personalmente preferisco la versione più lenta di “Adew Dundee”

ASCOLTA The McCalmans in “An Audience With The McCalmans” (1973). (strofe I, II, IV)

ASCOLTA The Irish Rovers  suonata ‘à la militaire’

To the Lords of Convention [1] `twas Claverhouse [2] spoke.
“Ere the King`s crown goes down there are crowns to be broke;
So each Cavalier [3] who loves honour and me,
let him follow the bonnets of Bonny Dundee.”
Come fill up my cup, come fill up my can,
Come saddle my horses, and call up my men;
unhook the West Port and let us gae free,
for it’s up with the bonnets of Bonny Dundee!
Dundee he is mounted and he rides up the street,
The bells [5] they ring backward, the drums they do beat;
and the Provost [6], douce[7] man, says,
“Just let him be, for the Toon is weel rid of that De’il Dundee”.
There are hills beyond Pentland and there are lands beyond Forth, [8]
be there kings in the south there are chiefs in the North;
there are brave Duniewassals [9] three thousand times three,
fly high for the bonnet of Bonny Dundee.
Then away to the hills, to the lea, to the rocks –
Ere I own an usurper, I`ll couch with the fox;
so tremble, false Whigs [10] , in the midst of your glee,
you have no seen the last of my bonnets and me!

Ai Lord della Convenzione(1) così parlò Claverhouse(2)
“Dove la corona del re è spodestata,  ci sono corone da spezzare;
così ogni Cavaliere(3) che ami l’onore e me
segua i berretti del Bel Dundee
Venite a riempire le coppe e le tazze,
venite a sellare i cavalli e a richiamare gli uomini;
aprite la Porta Ovest e lasciateci passare
che è giusto essere con i berretti del Bel Dundee
Dundee si è ribellato e cavalca per le strade
le campane(5) risuonano al suo passaggio  e si battono i tamburi
e il primo cittadino(6), da uomo cauto dice
” Lasciate che vada, che la città si levi di torno quel diavolo di Dundee”
Ci sono colline oltre lo stretto di Pentland e ci sono terre oltre il Forth(8),
ci sono i re del Sud ci sono i capi del Nord,
ci sono i nobili cadetti(9), ci sono 3000 volte tre
gettate in alto il cappello del Bel Dundee
Allora riconquistiamo colline, campi  e montagne
qui c’è un usurpatore, andrò a caccia alla volpe;
così tremate Whigs(10) bugiardi, nel mezzo della vostra allegria
non avete visto l’ultimo dei miei berretti e me

[1] The Lords of Convention: Guglielmo nel marzo del 1689 fece ratificare al parlamento scozzese la sua successione al trono di Scozia (con il nome di Guglielmo II). Il visconte di Dundee si oppose ma inutilmente e temendo per la propria vita lasciò Edimburgo per ritirarsi nelle Highlands e raccogliere un esercito di ribelli.
[2] John Graham Laird di Claverhouse, primo visconte di Dundee
[3] Cavaliers (Royalists): soprannome dei sostenitori di Re Carlo I durante la guerra civile inglese (1642) contrapposti ai Roundheads, i Puritani di Oliver Cromwell, questi portavano i capelli corti con una sorta di taglio a caschetto mentre i nobili portavano lunghi capelli con i boccoli. La parola deriva dal francese “chevalier” per indicare la loro origine nobiliare.
[4] il ritornello è stato ripreso pari pari da una vecchia canzone dal titolo “Jocky’s Escape from Dundee
“Come fill up my cup, come fill up my can,
Come saddle my horse and call up my man,
Come open the gates and let me go free,
And shew me the way from bonny Dundee.”
[5] To ring bells backward: il suono delle campane era un segnale d’allarme (invasione, incendio)
[6] Provost: il sindaco di Edimburgo
[7] douce=gentle ma anche “cautious”
[8] Pentland, Forth: “Pentland Firth” è lo stretto che separa le isole Orcadi dal Nord della Scozia; “Firth of Forth” è la grande insenatura creata dall’estuario del fiume Forth
[9] Duniewassal: (dal gaelico: duine uasal; duine=man, uasal= high, dignified) il cadetto di una famiglia di rango nelle Highlands
[10] una distinzione sommaria tra i due partiti classifica i tories, come proprietarî di terre (landed men), mentre i whigs, come rappresentanti della ricchezza mobiliare (moneyed men). Whigs, è una parola di probabile origine scozzese, forse col significato di predone, o forse viene da “whig”, latte acido, di certo era un insulto che nel 1600 si rivolgeva a questa corrente politica ma rimase appiccicato come un etichetta nei secoli successivi. Non mi sembra il caso di andare a distinguere tra le sottili o più sostanziali divergenze tra i due partiti, quanto sottolineare che furono i Whigs ad appoggiare incondizionatamente la nuova dinastia.


In questa versione testuale Bonnie Dundee è la città Dundee, dove una ragazza attende il suo uomo partito come soldato (forse con i ribelli giacobiti). La ballata proveniente dai broadside e passata per la penna di Robert Burns, è una sorta di ninna-nanna rivolta al figlio piccolo, ma anche un lamento. continua



Ennesima canzone di origine scozzese che si innesta nel filone delle  canzoni giacobite
[Ho dedicato un paio di pagine per inquadrare storicamente la questione giacobita, (Jacobite Rising) QUESTIONE GIACOBITA: ANTEFATTO E ATTO I dalla deposizione  di Re Giacomo II e i tentativi del figlio Giacomo Stuart (Old Pretender) di riprendersi il trono vedi]


Qui siamo agli inizi della ribellione, passata alla storia come Gloriosa Rivoluzione, il re venne dichiarato decaduto sia dal parlamento inglese che sa quello scozzese e nel 1689 “rimpiazzato” di fatto da Guglielmo III. Giacomo II cercò di riprendersi il trono sbarcando nell’Irlanda cattolica con un esercito francese e la speranza (rivelatasi ben presto vana) di raggiungere Londra a capo dei suoi sostenitori.

John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee
Bonnie Dundee

Nel frattempo John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee (1648–1689), noto nell’Ottocento come “Bonnie Dundee” (vedi ) si era rifiutato di giurare fedeltà a Guglielmo anzi aveva complottato con altri “giacobiti” ovvero sostenitori di Giacomo in favore della ribellione armata: corse in lungo e in largo per le Highlands allo scopo di radunare un piccolo esercito (da sottolineare la parola piccolo). Lo scontro avvenne in data  27 luglio 1689 contro le truppe guidate dal generale Huge Mackay in un attacco a sorpresa al passo di Killiecrankie.

Killiecrankie è una parola che in gaelico significa “bosco tremulo” ovvero “il bosco degli alberi di pioppo” e sta a indicare un passo di montagna tra Blair Atholl e Pitlochry nel Perthshire: la valle percorsa e dal fiume Garry nel suo punto più stretto è attraversata dalla strada principale che unisce le Highlands e le Lowlands, quella che si dice una tipica “glen” scozzese, in autunno la valle si accende di giallo ed è un vero spettacolo.


Intorno alla battaglia sono sorte numerose leggende di fantasmi, la più citata è quella di una signora inglese in vacanza nelle Highlands che un giorno decise di andare in bicicletta lungo la vallata del fiume Garry. Aveva appena superato il castello di Blair (dalle imponenti mura) e poco dopo la vallata si stringeva, era arrivata al passo di Killiecrankie, tutt’intorno i boschi di betulla. La nostra signora intenzionata a fare un pic-nic, cercò un posto panoramico tra le rocce verdi di muschio. E lì si addormentò complice il tiepido sole, il cinguettio degli uccelli, e il mormorio dell’acqua sottostante.
Ore dopo, nel cuore della notte, la donna si svegliò destata da un cupo rimbombo e vide.. sotto i raggi della luna piena, una massa confusa di uomini nelle loro uniformi rosse, raggruppata all’imboccatura della valle, e su di loro un’orda di Highlanders che caricavano urlando: i fucili degli inglesi mietevano le vittime tra le fila scozzesi, ma la carica fu inarrestabile, gli spadoni degli Highlanders colpivano senza tregua e l’aria era piena di lamenti. I corpi cadevano nel fiume tingendolo di rosso, gli inglesi erano nel panico e finivano sotto gli zoccoli dei loro stessi cavalli. Alla fine della battaglia l’odore di morte era ovunque e nel cielo volteggiavano le aquile pregustando il banchetto: tra i cadaveri e i corpi morenti si aggirava una fanciulla che spogliava i soldati di gradi, cinture e scarpe e di tutti gli oggetti di valore, finendoli con un colpo di pugnale!


Chi canta è un soldato che chiede ad un altro soldato se abbia combattuto nella battaglia di Killiecrankil (Killiecrankie); la domanda è ironica perchè il primo soldatino è tutto elegante e spensierato, mentre colui che canta probabilmente è un veterano, che ha combattuto nelle truppe di MacKay, e ammonisce chi ascolta di aver incontrato Dundee (e le sue truppe indiavolate) a Killiecrankil. Le frasi possono sembrare oscure, condite dal tipico sarcasmo scozzese, così nel giustificare la sconfitta filo-governativa si esalta il valore degli Highlanders!

La melodia proposta da Robert Burns è la stessa di “The Rig Lea” che suonata lenta è un vero e proprio lamento, tuttavia la maggior parte delle interpretazioni più moderne propendono per una marcia. Una melodia con il titolo “Keel Cranke” è stata pubblicata da Henry Playford nel suo “Original Scots Tunes” (1700)  una melodia già riportata nel “Leyden Tablature Manuscript” (1692) spartito musicale sul quale Robert Burns scrisse la sua poesia. John Glen (Early Scottish Melodies, 1891) fa ancora un passo indietro e suggerisce che il ritornello di questa melodia derivi da “My Mistres blush is bonny” trascritta nello “Skene Manuscripts” (c. 1615 – 1635).

I versi dalla I alla III strofa sono stati composti da Robbie riprendendo il brano tradizionale che circolava dal secolo precedente, mentre il ritornello è rimasto quello originario (come riferito da William Stenhouse:   “The chorus is old. The rest of it, beginning “Whare hae ye been sae braw, lad”, was written in 1789 by Burns on purpose for the Museum”) . Gli ultimi due versi sono un’aggiunta del poeta James Hogg nella ristampa della canzone nella sua raccolta “Jacobite Reliques ” del 1819. La IV strofa potrebbe essere la risposta del ragazzo al veterano con l’immediata replica.

ASCOLTA The Irish Rovers (sarà perchè sono canadesi, con un repertorio perlopiù irish, ma la versione che cantano è leggermente diversa da quella standard)

ASCOLTA The Picts  in ‘Chiefly in the Scottish Dialect’ definiti Scottish folk rockers, che ci danno di brutto con cornamuse e tamburi. Si fermano alla III strofa

Where hae ye been sae braw, lad?
Whare hae ye been sae brankie(1),
Whare hae ye been sae braw, lad?
Cam ye by Killiecrankie, O?
An(2) ye had been whare I hae been,
Ye wad na been sae cantie(3), O;
An ye had seen what I hae seen,
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
I faught at land, I faught at sea,
At hame I faught my Auntie(4), O;
But I met the devil an’ Dundee(5),
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
The bauld Pitcur(6) fell in a furr(7),
An’ Clavers(8) gat a clankie(9), O;
Or I had fed an Athole gled(10),
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
O fie, Mackay(11), what gart(12) ye lie
I’ the bush ayont the brankie(1)-O?
Ye’s better kiss’d King Willie’s loof(14)
Than come to Killicrankie-O
It’s nae shame, it’s nae shame
It’s nae shame to shank(15) ye-O
There’s sour slaes(16) on Athol Braes
And de’ils at Killicrankie-O.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
Dove sei stato ragazzo così elegante? Dove sei stato così spensierato(1)?
Dove sei stato ragazzo così elegante?
Vieni da Killiecrankie?
Se fossi stato dove io sono stato
non saresti così allegro
se avessi visto quello che io ho visto
al passo di Killiecrankie
Ho combattuto per terra e per mare,
a casa ho combattuto mia zia(4),
ma ho incontrato il diavolo e Dundee(5) al passo di Killiecrankie
Il coraggioso Pictur(5) è caduto in un fosso, e Claverhouse (7) ha preso un  brutto colpo
e anch’io avrei nutrito un falco di Atholl(9) al passo di Killiecrankie
O vergogna Mackay(11) cosa ti ha fatto nascondere nei cespugli tra gli argini?
Hai baciato la mano di Re Guglielmo
e poi sei andato a Killiecrankie
Non è vergogna, non è vergogna
non è vergogna scappare
c’è un acido prugnolo sulla collina di Atholl e il diavolo a Killiecrankie

1) Brankie= brank è una parola dai molti significati ma poco usata; alcuni la traducono come “gaudy, spruce“, “finely or showily dressed” Nel secondo verso della IV strofa il significato è invece “behave violently or without restraint“( XV sec), “violent strife” per cui la traduzione più probabile è “beyond the battle“. Altri propendono per un errore di battitura al posto di “bankie” (inteso come riva di un fiume)
2) An=if
3) Cantie= jolly
4) il verso è un po’ oscuro: un goccio di ironia per dire che il protagonista quando non ha un nemico contro cui combattere, se la prende anche con i suoi parenti o con una indomabile zia contro la quale è vana ogni battaglia? Potrebbe alludere alla lotta tra i clan scozzesi divisi dal giuramento di fedeltà per l’uno o l’altro re ma anche ai frequenti litigi  (e faide) per questioni d’onore tra i clan
5) anche se i due personaggi sono distinti si potrebbe tradurre anche come “quel diavolo di Dundee”
6) Bauld (bold) Pitcur= “Haliburton of Pitcur” combattè dalla parte dei giacobiti
7) Furr= furrow canale di drenaggio, fossato
8) Clavers= abbrevviazione di Claverhouse. John Graham fu Lord di Claverhouse prima di essere nominato conte di Dundee (e soprannominato Bonnie Dundee). “Bluidy Clavers” era il nome che gli veniva dato dai filo-governativi. I clan giacobiti furono principalmente i Cameron, Donald, Stuart e McLean, complessivamente se ne sono contati una cinquantina di cui solo una parte di religione cattolica, ma nessuno di fede presbiteriana. Durante la battaglia Dundee soccorre il clan MacDonald ed è ferito gravemente da un colpo di moschetto (secondo la leggenda è stato colpito da un proiettile d’argento,(l’unico metallo che poteva ferirlo, perchè era creduto un alleato del diavolo). Dundee vinse la battaglia (al prezzo di forti perdite) ma morì la notte stessa
9) Clankie= knocked
10) Athole è l’antico nome per l’area del Perthshire, ma anche un riferimento a Blair Atholl il paese dove è costruito Balir Castle, un punto strategico sulla strada principale per le Highlands, casa del clan Murray. Il Duca di Atholl John Murray giurò fedeltà al nuovo governo (anche se due dei suoi figli passarono alla causa giacobita) ma il castello finì nelle mani dei giacobiti. Lord Murray era intenzionato a riprendersi il suo castello e il generale Hugh Mackay era andato in suo soccorso. Dundee con l’intenzione di intercettare MacKay radunò i clan delle Highlands fedeli alla causa giacobita a Blair Atholl (ne arrivarono piuttosto pochi). La frase potrebbe voler dire che anche il nostro veterano avrebbe potuto essere pasto par i rapaci
Gled= hawk, ma anche “greedy person” una persona avida, rapace
11) il generale Hugh Mackay di Scourie, scozzese delle Lowland andò in soccorso delle truppe di John Murray: così nelle truppe che combatterono a Killiecrankil si trovavano scozzesi delle Lowlands ma anche delle Highlands dei clan che avevano giurato fedeltà al nuovo re e veterani delle guerre olandesi. Vennero chiamati “Williamites“. Erano in 4.000 ovvero il doppio dei Ribelli, ma combattevano con le tattiche standard dell’esercito inglese: un colpo di moschetto e poi la carica con le baionette. Così l’assalto con la tecnica dell'”Highland charge” (l’assalto all’arma bianca con tanto di urlo selvaggio) li colse ancora nel tentativo di innestare le loro baionette.
12) Gart = make
14) King Willie’s loof = palm of the hand.  Re Guglielmo III regnò sulla Gran Bretagna dal 1689 al 1702 in qualità di marito della Regina Maria II
15) Shank = leg e to shank-= to run away (to flee)
16) Slaes = sloes, blackthorns. Il frutto molto amaro era usato per fare il gin

La traduzione in francese qui


Nel Pertshire la canzone commemorativa della battaglia è di rigore, e il luogo merita una visita (da evitare però le ore notturne, per non incontrare qualche fantasma). Nel percorso proposto (qui) si parte dal “Salto del soldato” per arrivare fino al borgo di Pitlochry. Si dice che in questo punto (the Soldier’s Leap) un soldato delle truppe di MacKay, tale Donald MacBean, abbia saltato da sponda a sponda il fiume Garry per sfuggire alle truppe giacobite e alla morte certa.


Sebbene sia il tratto più stretto della gola la distanza è della bellezza di 5,5 metri così è tramandata la testimonianza del prodigioso salto: “I went above the Pass, where I met with another water very deep; it was about 18 foot over betwixt two rocks. I resolved to jump it, so I laid down my gun and bat and jumped, and lost one of my shoes in the jump. Many of our men were lost in that water.”



(c) National Galleries of Scotland; Supplied by The Public Catalogue FoundationIl testo è stato accreditato a Tommy Makem che registrò per primo la canzone nel 1977 con il titolo di “Mary Mac”.
Tuttavia una vecchia canzone scozzese “Up Amang The Heather” o “The Hills of Bennachie” potrebbe essere benissimo la matrice della versione attuale, che è iniziata a circolare anche in Irlanda intorno agli anni 60-70. La melodia è condivisa anche con un altro brano tradizionale “Come All Ye Fisher Lasses”.
Da non confondere invece con Mary Mack, la popolare filastrocca-gioco per bambini, è invece una canzone tradizionale scozzese perfetta come drinking song.


La canzone è una classica drinking song o bothy ballad ricca di doppi sensi che si commentano da soli! L’uomo predica bene ma razzola male perchè prima racconta di essersela spassata (per tutto il giorno a sentire lui!) con una bella fanciulla, e alla fine raccomanda a tutte le altre di non concedere più di un bacio a un soldatino (preso come modello di donnaiolo) perchè al secondo bacio si ritroverebbero già belle che distese tra l’erica!

ASCOLTA The Irish Ramblers in The Patriot Game (1963) (strofe II e IV) -ovvero i Fratelli Clancy nella loro prima formazione in trio

ASCOLTA The Irish Rovers il gruppo ha registrato più volte il brano questa versione è tratta da “Still Rovin’” 1968

Up among the heather on the hill o’ Bennachie(1)
rolling with a wee lass underneath a tree
A bum-bee stung me well above the knee(2)
Up among the heather on the hill o’ Bennachie
As I went out a-roving on a summer’s day
I spied a bonnie lassie strolling on the brae
she was picking wild berries and I offered her a hand
saying “maybe I can help you fill your wee tin can(3)”
II (4)
Says “I me bonnie lass are you going to spend the day
up among the heather where the lads and lassies play
they’re hugging and they’re kissing and they’re making fancy free
among the blooming heather on the hill o’ Bennachie”
We sat down together and I held her in me arms
I hugged her and I kissed her taken by her charms then
I took out me fiddle(5) and I fiddled merrily
among the blooming heather on the hill o’ Bennachie
IV (6)
Come all you bonnie lessies and take my advice
and never let a soldier laddie kiss you more than twice.
For all the time he’s kissing you he’s thinking out a plan
To get a wee bit rattle at your ould tin can.
Lassù tra l’erica sulla collina di Bennachie,
a rotolarsi con una ragazzina sotto un albero, un calabrone mi punse ben sopra il ginocchio, lassù tra l’erica sulla collina di Bennachie
Mentre andavo in giro in un giorno d’estate,
vidi una bella ragazza che camminava per la valle,
stava raccogliendo bacche selvatiche e le offrii una mano, dicendole “Forse ti posso aiutare a riempire la tua lattina”
Dice ” Sono una bella ragazza e tu hai intenzione di trascorrere la giornata lassù tra l’erica dove i ragazzi e le ragazze giocano,
si abbracciano e si baciano e si fanno cose divertenti liberamente tra l’erica sulla collina di Bennachie?”
Ci siamo seduti insieme e l’ho presa tra le mie braccia, l’ho abbracciata e baciata preso dal suo fascino, poi ho tirato fuori il mio violino e ho suonato allegramente, lassù tra l’erica sulla collina di Bennachie.
Venite tutte voi belle ragazze e ascoltate il mio consiglio e non lasciate mai che un soldato vi baci più di due volte, perchè per tutto il tempo che vi bacia lui sta pianificando di sbattere un po’ la vostra vecchia lattina .


1) le colline di Bennachie si trovano nell’Aberdeenshire della Scozia
Up among the heather on the hellabenafee
It was there I had a bonny wee lass sitting on my knee
A bungbee stung me well above the knee
We rested down together on the hellabenafee
2) evidentemente il ragazzo si trovava in una posizione particolare con i calzoni abbassati per essere stato punto… proprio sul sedere
3) doppio senso
4) (versione Irish Ramblers)
Said I me bonny wee lassie are ya going to spend the day
Up amongst the heather on the hellabenafee
Where all the lads and lassies they’re having a sobree
Up among the heather on the hellabenafee
5) se proprio lo vogliamo chiamare così!
6) IV (versione Irish Ramblers)
Said I me bonny wee lassie please take my advice
Don’t ever let a soldier laddie love you more than twice
For all the time you do, he’s a fixing how to plan
How to get a wee-be rattle at your old tin can


La particolarità di questa versione della melodia è che il tempo diventa sempre più veloce, e le parole sono scandite sempre più velocemente in una specie di scioglilingua. Qui sembra quasi la parte seconda della storia raccontata in “Up among the heather”: dopo che il nostro galletto si è divertito a rotolarsi sull’erica con la ragazza (c’è chi preferisce la ginestra o il fieno..) è infatti costretto ad affrontare un matrimonio riparatore!

ASCOLTA Tommy Makem & Clancy Brothers (strofe I, II, III, VI e VII)
ASCOLTA Great Big Sea (strofe I e da III a VII), la IV e la V strofa sono chiaramente estrapolate da “Up among the heather.”

ASCOLTA Carbon Leaf ci sono delle leggere variazioni testuali riportate nelle note

There’s a neat(1) little lass
and her name is Mari Mac,
Make no mistake, she’s the girl
I’m gonna track;
Lots of other fellas
try to get her on her back,
But I’m thinking that
they’ll have to get up early(2).
Mari Mac’s mother’s making Mari Mac marry me,
My mother’s making me marry Mari Mac;
Well I’m going to marry Mari
for when Mari’s taking care of me,
We’ll all be feeling merry when I marry Mari Mac.
Now this wee lass,
she has a lot of class.
She has a lot of brass
and her mother thinks I’m a gas(4).
So I’d be a silly ass
if I let the matter pass,
for my mother thinks
she suits me rather fairly
Now Mari and her mother
are an awful lot together,
In fact, you hardly see the one
or the one without the other;
And people(5) often wonder
if it’s Mari or her mother,
Or the both of them together
I am courting.
Well up among the heather
in the hills of Benifee
Well I had a bonnie lass
sitting on me knee
A bumble bee stung me
right above me knee
Up among the heather
in the hills of Benifee
Well I said, “Wee bonnie lassie,
where you going to spend the day?”
She said, “Among the heather
in the hills of Benifee;
Where all the boys and girls
are making out so free(6),
Up among the heather
in the hills of Benifee.”
The wedding’s on Wednesday,
everything’s arranged,
Soon her name will be changed to mine
unless her mind be changed;
And making the arrangements,
I’m feeling quite deranged(7),
Marriage is an awful undertaking.
(It’s) Sure to be a grand affair,
grander than a fair,
going to be a fork and plate
for every man that’s there(8);
And I’ll be a bugger
if I don’t get my share(9),
If I don’t, we’ll be very much mistaken.
C’è una ragazzina fantastica
e si chiama Mari Mac
nessun errore, lei è la ragazza
che ho preso di mira.
Un sacco di altri ragazzi
cercano di andarle dietro
ma credo che
dovevano svegliarsi prima!
La madre di Maiy Mac
sta facendo Mari Mac sposare con me,
mia madre mi sta facendo sposare con Mari Mac
Beh io mi sposo Mari
che quando Mari si prenderà cura di me,
saremo tutti allegri quando mi sposerò Mari Mac
Questa ragazzina
ha un sacco di classe
ha un sacco di gingilli
e sua madre pensa che io sia uno sbruffone.
Così sarei un asino sciocco
se lasciassi cadere la faccenda
perchè mia madre pensa
lei mi si addica proprio
Ora Maria e sua madre
stanno un sacco di tempo insieme
infatti difficilmente vedrete
l’una senza l’altra
e la gente si chiede spesso
se è Mari o sua madre
o entrambe insieme
che sto corteggiando.
Su tra l’erica sulle
colline del Beniffee,
avevo una bella ragazza
seduta sulle mie ginocchia
un calabrone mi punse
proprio sopra il ginocchio
lassù tra l’edera
sulle colline del Beniffee.
Ho detto, “bene bella ragazza,
dove hai intenzione di trascorrere la giornata?”
dice: “Tra l’erica sulle
colline di Benifee;
dove tutti i ragazzi e le ragazze
se la spassano,
lassù tra l’erica
nelle colline di Benifee!”
Il matrimonio è per mercoledì,
tutto è organizzato,
presto il suo nome cambierà nel mio
a meno che lei cambi intenzione;
prendere gli accordi (per la festa di nozze)
mi fa sentire un po’ folle,
il matrimonio è un impegno terribile.
È di certo un grande affare
e più grandioso che una fiera
andare a dare una forchetta e un piatto
per ogni uomo che c’è;
e io sarei uno stronzetto
se non facessi la mia parte
se non lo facessi sarebbe molto sbagliato

1) i Carbon Leaf dicono wee Makem dice little
2) letterlamente “alzarsi per tempo”
3) abbellimento non sense. Il coro è evidentemente uno scioglilingua
4) Makem dice “There a little lass and she has a lot of brass, has a lot of gas and her father thinks I’m gas”
5) i Carbon Leaf dicono lads
6) i Carbon Leaf dicono “where all the boys and girls are makin’ it for free”
7) i Carbon Leaf dicono “We’re makin’ the arrangements and I’m just a bit deranged”.
8) Makem e i Carbon Leaf dicono “There’s gonna be a coach and pair for every couple there.”
9) Makem e i Carbon Leaf dicono “We’ll dine upon the finest fare. I’m sure to get my share”.



Il piatto tipico della cucina povera irlandese è anche una canzoneThe Little Skillet Pot oColcannon (dall’irlandese cal ceannann , testa bianca di cavolo) è il tradizionale sformato di patate e verza che si mangia d’inverno, piatto tipico della festa di Halloween (per nasconderci delle piccole monetine portafortuna dentro) ma anche della festa di San Patrizio.
In pratica un piatto dell’immaginario collettivo irlandese relativo al mondo dell’infanzia, piatto materno di svezzamento che richiama la famiglia riunita attorno alla tavola. 
Questa canzone viene cantata in genere dalle persone anziane per riandare con nostalgia ai bei tempi passati, l’infanzia senza preoccupazioni, la fanciullezza trascorsa ad amoreggiare, ed è quindi classificabile come una tipica drinking song.

ASCOLTA The Irish Rovers
 Mary Black

Did you ever eat Colcannon, made from lovely pickled cream?
With the greens and scallions mingled like a picture in a dream.
Did you ever make a hole on top to hold the melting flake
Of the creamy, flavoured butter that your mother used to make?
Well you did, so you did, so did he and so did I.
And the more I think about it sure the nearer I’m to cry.
Oh, wasn’t it the happy days when troubles we had not,
And our mothers made Colcannon in the little skillet pot.
Did you ever take potato cake in a basket to the school,
Tucked underneath your arm with your book, your slate and rule?
And when the teacher wasn’t looking sure a great big bite you’d take,
Of the creamy flavoured buttered soft and sweet potato cake.
Did you ever go a-courting as the evening sun went down,
And the moon began a-peeping from behind the Hill o’ Down?
As you wandered down the boreen(2) where the leprechaun(1) was seen,
And you whispered loving phrases to your little fair colleen(3)
Traduzione di Cattia Salto
Avete mai mangiato il Colcannon, fatto di una buona crema addensata?
Con i cavoli e i porri mescolati come una immagine da sogno.
Avete mai fatto un buco nella parte superiore per metterci a fondere i fiocchi del cremoso, burro saporito che vostra madre era solita fare?
Si lo avete fatto, così avete fatto voi, così ha fatto lui, così ho fatto io.
E più ci penso e più vicino a piangere sono.
Oh non ci sono più i giorni felici quando non c’erano problemi,
e le nostre madri facevano il Colcannon nel pentolino di casa.
Avete mai portato il tortino di patate nel cestino per la scuola,
nascosto sotto il braccio con il libro, la lavagnetta e il righello?
E quando il maestro non guardava un gran bel morso prendevate del burroso saporito, cremoso, soffice e buono tortino di patate.
Non siete mai andati ad amoreggiare quando il sole della sera tramontava,
e la luna iniziava e sorgere dietro alla collina di Down?
Così voi camminavate lungo il sentiero dove è stato visto il leprecauno (1), e sussurravate frasi d’amore alla vostra bella ragazzina.

1) leprechaun o clurachan: folletto per antonomasia nella tradizione irlandese, protagonista indiscusso della festa di San Patrizio, incarna vizi e virtù del popolo irlandese. E’ un folletto dei boschi, che vive nei luoghi più solitari e nascosti scheda
2) boreen: termine irlandese per indicare un viottolo di campagna o una strada stretta
3) colleen: termine irlandese per indicare una ragazza


Troppo umile per i tempi moderni è un piatto basato sulla genuinità delle verdure coltivate nell’orto, latte e burro di mucche che pascolano liberamente nei prati, erba alta e trifoglio. Le patate poi, non sono mica tutte uguali! Quelle irlandesi hanno la polpa bianco neve, di grana fine e farinosa, perfette per la cottura al vapore o per essere bollite e che si schiacciano comodamente con la forchetta.

Ingredienti per 4-6 persone (tratta da Taccuini storici)
4 patate di media grandezza di polpa bianca, 500 gr di cavolo verza, 1 cipolla bianca o dorata, 80 gr di burro, 3,5 dl di latte, sale e pepe bianco.

Lavate per bene le patate e mettetele in una pentola con dell’acqua fredda. Portate quindi le patate ad ebollizione, salandole e lasciandole cuocere per ulteriori 30 minuti, finchè risulteranno tenere.
Pulite la verza dalle foglie esterne meno tenere, eliminando il torsolo più duro dalle rimanenti foglie. Tagliate quindi le foglie a striscioline lessandole in poca acqua salata per circa 10 minuti. Scolate le foglie con delicatezza asciugandole con un telo leggero.
Scolate le patate, lasciatele intiepidire per poi sbucciarle e passarle nello schiacciapatate riducendole a purea.
Sbucciate la cipolla, tritandola finemente e rosolandola a fuoco dolce in un tegame con 70 gr di burro. Unite la verza precedentemente asciugata dall’acqua di bollitura, la purea di patate e il latte, lasciando cuocere il tutto per un paio di minuti.
Versare il composto in una teglia da forno unta con il burro rimasto. Mettete la teglia in forno a 180 gradi per una decina di minuti. Servite la pietanza a piacere a caldo o a freddo.


Il piatto presenta molte varianti ad esempio sostituire le cipolle con scalogno o porri, il latte con il latticello o crema di latte. Una volta preparata la purea di patate e aggiunto il cavolo saltato con le cipolle, condito con sale e pepe si può anche servire così con abbondati fiocchi di burro sulla superficie, senza passare in forno. Alcuni fanno anche rosolare dei cubetti di pancetta con la verza oppure arricchire con del formaggio grattugiato.