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I’M A ROVER AND SELDOM SOBER

Nella tradizione popolare sono assai numerose le ballate dette “night-visiting song” in cui l’amante (un vagabondo, un soldato o un marinaio, ma anche un bracciante agricolo o un giovane apprendista) bussa di notte alla finestra (porta) della fidanzata e viene fatto entrare nella camera da letto. Alcune sono collegate al tema dell’emigrazione, l’innamorato chiede un ultimo intimo incontro prima di partire per l’America, altre aggiungono un tocco “macabro” alla storia, trattandosi della visita di un revenant ossia di un fantasma fin troppo in carne!!

Questa variante irlandese prende le mosse dalla ballata “The Grey Cock“, ma il gallo qui che canta è solo uno dei tanti uccelli che saluta il sorgere del sole per avvisare il “rover” che è tempo di andare al lavoro!
The cocks were waking the birds were whistling;
the streams they ran free about the brae
“Remember lass I’m a ploughman’s laddie
and the farmer I must obey.”

Nella versione dei Dubliners diventa un classico
ASCOLTA The Dubliners 

ASCOLTA Great Big Sea 

(1)
There’s ne’er a nicht I’m gane to ramble, there’s ne’er a nicht I’m gane to roam
There’s ne’er a nicht I’m gane to ramble, intae the erms of me ain true love
CHORUS
I’m a rover, seldom sober,
I’m a rover of high degree
It’s when I’m drinking
I’m always thinking
how to gain my love’s company
I
Though the night be
as dark as dungeon,
not a star can be seen above
I will be guided without a stumble, into the arms of the one I love
II
He stepped up to her bedroom window,
kneeling gently upon a stone
And he tapped at the bedroom window (4); “My darling dear do you lie alone?”
III
She raised her heid on her snaw-white pillow wi’ her arms around her breast,
“Wha’ is that at my bedroom window disturbin’ me at my lang night’s rest?”
IV
“It’s only me your own true lover; open the door (6) and let me in
For I have travelled a weary journey (7) and I’m near drenched to my skin.”
V (9)
She opened the door with the greatest pleasure,
she opened the door and she let him in
They both shook hands and embraced each other, until the morning they lay as one
VI
Says I: My love I must go and leave you, to climb the hills they are far above
But I will climb with the greatest pleasure, since I’ve been in the arms of my love
Traduzione di Cattia Salto
Non passa notte in cui io non vada a zonzo, non passa notte in cui io non vada a zonzo, non passa notte in cui io non vada a zonzo, tra le braccia del mio vero amore
CORO
“Sono un libertino (2) raramente sobrio, sono un libertino d’alta classe
è quando bevo,
che penso sempre a come ottenere la compagnia del mio amore.”
I
Sebbene la notte sia
più buia di una prigione, che neanche una stella si riesce a vedere,
sarò guidato senza passi falsi (3)
nelle braccia del mio unico vero amore
II
Si presentò alla finestra della sua stanza da letto,
inginocchiandosi piano sulla pietra
bussò alla finestra della camera:
Mio caro amore,
dormi sola?
III
Lei sollevò la testa dal soffice e candido cuscino con le braccia intorno
al seno
Chi è che alla finestra della mia camera disturba il mio riposo in questa lunga notte (5)?
IV
Sono solo io,  proprio il tuo vero amore, apri la porta e fammi entrare
poiché ho viaggiato a lungo e sono bagnato quasi fino
al midollo (8)”
V
Lei aprì la porta con gran piacere,
aprì la porta e lo fece entrare
si strinsero le mani e abbracciarono l’un l’altra,
e fino al mattino furono una cosa sola
VI
dico io: “Amore mio debbo lasciarti,
per scalare le colline che sono molto distanti

ma le scalerò con gran piacere
visto che sono stato tra le braccia
del mio amore

NOTE
1) strofa aggiuntiva dei Dubliners
2) rover in questo contesto significa più propriamente “viveur” cioè un festaiolo, compagno di bisbocce, ossia un gaudente che passa le notti a bere, giocare d’azzardo e andare a donne. In italiano un termine che potrebbe racchiudere questi significati è “libertino”
3) il verso viene dalla versione revenant ballad “Senza posare piede” sono espressioni che stanno a indicare una vecchia credenza popolare: coloro che vengono in visita dall’Altro Mondo Celtico (dove hanno vissuto secondo lo scorrere del tempo fatato – un giorno presso Fairy corrisponde ad un anno terrestre) non devono posare i piedi sul suolo perchè altrimenti vengono raggiunti dall’età terrestre
4) oppure “He whispers through her bedroom window” (in italiano: sussurra alla finestra della camera)
5) la lunga notte è molto probabilmente quella del Solstizio d’Inverno
6) open up please
7) I hae come on a lang journey
8)  ho tradotto l’espressione secondo l’equivalente frase idiomatica in italiano: nella ballata “The Grey Cock” William è bagnato perchè presumibilmente è morto annegato, qui si suppone che si tratti del cattivo tempo: uno dei pretesti condivisi nelle night songs per far aprire la porta alla fanciulla dormiente è proprio quello della notte fredda e piovosa. (vedi)
9) She opened up with the greatest pleasure,
unlocked the door and she let him in
They both embraced and kissed each other;
till the morning they lay as one

Un’ulteriore variante viene dalla Scozia (vedi)

ASCOLTA The Corrie Folk Trio

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/this-ae-nicht/
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/iamarover.html
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/imoftendrunkandimseldomsober.html
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thegreycock.html
http://sangstories.webs.com/imarover.htm
http://www.springthyme.co.uk/ah07/ah07_05.htm

I MOLLIES IRLANDESI, VERI CARBONARI

Decency is not for the poor. You pay for decency, you buy it. And you buy the law too, like a loaf of bread. ( dal Film “I cospiratori” di Martin Ritt 1970)

Titolo un po’ provocatorio, nato dalle reminiscenze scolastiche: in Italia quando si studia l’Ottocento ci si concentra sul Risorgimento e i Carbonari (nel senso di affiliati alla Carboneria) sono descritti  nella migliore delle ipotesi come degli illuminati (anche in senso massonico), nella peggiore come degli inguaribili romantici.
In Irlanda “i Carbonari” erano di tutt’altra pasta, non venivano dalle file dell’aristocrazia e della borghesia, ma dal popolo, erano contadini e braccianti come The Whiteboys e The Molly Maguaires società segrete di mutuo soccorso contro i latifondisti.
I carbonari italiani cospiravano per la libertà dall’oppressione austriaca, “i carbonari irlandesi” per la dignità umana (un lavoro dignitoso), soprattutto quando sbarcarono in America e nelle miniere di carbone ci finirono per davvero.
Un tema sempre attuale quello dello sfruttamento dei lavoratori e le tensioni sociali che ne conseguono..

Si stralcia l’articolo di Alessandro (The Lone Ranger) pubblicato qui

I MOLLIES

The Whiteboys, The Peep O’Day Boys, The Ribbonmen, The Defenders, The Ancient Order of Hibernians,The Molly Maguires… erano i nomi di fratellanze, associazioni di mutuo soccorso nate in Irlanda a partire dal 1700, società segrete costituite da contadini e braccianti per difendersi dai soprusi dei latifondisti, dei loro prestanome ed agenti e dei mercanti. I “Mollies”, in particolare, operavano nel Donegal. Il nome della società pare derivasse da quello della gestrice di una taverna molto popolare da quelle parti, una povera vedova che il padrone volle cacciare di casa, incontrando la resistenza dei tanti avventori del locale. I Molly Maguires erano soliti organizzare rapine (ma meglio sarebbe dire “espropri proletari”) ai danni di ricchi e mercanti con modalità molto “politiche”: uno di loro si travestiva da povera donna, impersonando la Madre Irlanda defraudata dai potenti, e avvicinava la vittima designata chiedendo elemosina… al rifiuto del riccastro o all’invito a smammare del bottegaio, gli altri “Mollies” saltavano fuori e ripulivano il malcapitato o il negozio.
Con l’emigrazione di massa, queste società segrete – un po’ bande e un po’ organizzazioni di autodifesa – si trapiantarono negli States. Ritroviamo i Molly Maguires tra gli immigrati irlandesi nelle miniere di carbone ed antracite della Pennsylvania, dove le condizioni di vita e di lavoro erano se possibile anche più dure che non nelle fattorie in Irlanda. I nemici non erano più i landlords e i tenants e i loro sgherri, ma le compagnie minerarie, i loro vigilantes e la polizia.

LE MINIERE DI ANTRACITE DELLA PENNSYLVANIA

Nel 1870 nella sola contea di Schuylkill lavoravano 22mila minatori, centinaia dei quali erano bambini, anche di sette o otto anni… La vita era terribile: malattia, fame, incidenti, disastri, le violenze dei vigilantes erano le costanti, cui si aggiungevano le periodiche crisi del mercato durante le quali le compagnie procedevano a licenziamenti di massa, gestiti manu militari. Quando tra i minatori si costituì un sindacato ufficiale, la Workingmen’s Benevolent Association (WSA), anche parecchi “mollies” entrarono a farvi parte, incarnandone l’anima più radicale e violenta. E spesso, specie nei momenti più difficili (come il grande sciopero del 1875) non mancarono – come capita sempre all’interno delle organizzazioni sindacali – le occasioni di attrito tra i “moderati” e i “radicali” e, come altrettanto sovente capita, dei dissidi cercarono di approfittare i padroni. Anche le compagnie, intenzionate a stroncare gli scioperi e bramose di annientare i Molly Maguires, procedettero su due livelli: da una parte assoldarono ufficialmente i detective della Pinkerton National Detective Agency con il compito di individuare i leader delle proteste infiltrando proprie spie nelle organizzazioni dei lavoratori, dall’altra avviarono una campagna di assassinii mirati gestita direttamente dai loro vigilantes. La manovra ebbe successo: lo sciopero fallì, molti leader sindacali vennero arrestati e, grazie alle informazioni fornite da un infiltrato di origine irlandese di nome McParlan, pure alcuni Mollies vennero individuati ed arrestati.
Il processo, condotto dal giudice Franklin Gowen che era pure presidente della compagnia mineraria [quando si dice essere imparziali], si concluse con 10 condanne a morte, tutte eseguite per impiccagione il 21 giugno 1877. Altri 10 imputati furono impiccati nei due anni successivi: “Il processo ai Molly Maguires è stato una completa resa della sovranità dello Stato. Una compagnia privata ha avviato un’indagine attraverso un’agenzia d’investigazioni privata. Una polizia privata ha arrestato i presunti colpevoli e un giudice in forza alla compagnia li ha processati. Lo Stato ha fornito solo l’aula del tribunale e le corde per impiccarli”, così scrisse tempo dopo un giudice vero.
Alexander Campbell, uno dei Molly Maguires condannati a morte, scrisse sul muro della sua cella: “Scrivo qui le mie parole a perenne memoria. Questo mio graffito non sarà mai cancellato. Rimarrà per sempre a testimoniare la vergogna di questa giustizia che ha fatto impiccare un uomo innocente.”

Nel Blog Vecchia Roba di Moreno Guida analizza il significato dell’azione di sabotaggio perseguita dai “Cospiratori”
La forma di lotta fu il sabotaggio degli impianti, la dinamite la loro arma. Scioperare non aveva senso. I padroni delle miniere sostituivano i minatori in sciopero con crumiri, altri immigrati appena sbarcati in America, uomini disperati, pronti a lavorare a qualunque condizione. Come costringere i signori del carbone a trattare? Come fermare la produzione? La soluzione fu il sabotaggio. Nei monti Appalachi apparvero i Molly Maguires e iniziarono a far saltare i pozzi. Contro questa forma di lotta il crumiraggio era impotente e così i fucili delle milizie padronali. (Moreno Guida tratto da qui)

In realtà le milizie padronali uccisero molti minatori per forzare i Mollies a compiere atti di rappresaglia, e di sicuro il processo fu allestito più per rappresaglia padronale che per fare giustizia.

Solo cento anni più tardi molti Mollies vennero riabilitati come “martiri del lavoro”, e il riaprirsi delle lotte dei minatori del Kentucky ( “Bloody Harlan County”) diede l’estro  a Phil Coulter nello scrivere la canzone “The Molly Maguires” (su musica di Bill Martin)

ASCOLTA The Dubliners nell’album “At Home with The Dubliners”  1969 prodotto guarda caso da Bill Martin e Phil Coulter.

oppure la versione punk (patinata) dei Finnegan’s Hell


CHORUS
Make way for the Molly Maguires
They’re drinkers, they’re liars but they’re men
Make way for the Molly Maguires
You’ll never see the likes of them again
I
Down the mines no sunlight shines
Those pits they’re black as hell
In mud and slime they do their time
It’s Paddy’s prison cell
And they curse the day they travelled far
And drown their tears with a jar
II
Backs will break and muscles ache
Down there there’s no time to dream
Of fields and farms, a woman’s arms
Just dig that bloody seam
Though they break their bodies underground
Who dare to push them around
Traduzione Cattia Salto
Coro
Fate largo ai Molly Maguires,
sono bevitori e bugiardi, ma sono uomini.
Fate largo ai Molly Maguires.
Non si vedranno mai più uomini come loro.
I
Nelle miniere non brilla il sole
quei pozzi sono neri come l’inferno
nel fango e nella melma scontano la loro pena, è la cella di Paddy
e maledicono il giorno in cui sono emigrati
affogando le lacrime con una pinta (1)
II
Le schiene si spezzeranno e i muscoli faranno male, laggiù non c’è tempo per sognare campi e fattorie, l’abbraccio di una donna, solo per scavare quel maledetto filone
si spaccano i corpi sotto terra,
ma chi oserà pestargli i piedi (2)?

NOTE
1) In Gran Bretagna, “Jar” è  un barattolo dal collo largo, adatto per conservare marmellate e sottaceti,  ma anche un vaso rastremato a collo di bottiglia. Anticamente era utilizzato per lo stoccaggio di liquidi, e doveva essere consuetudine berci direttamente, e tuttavia il termine si usa più spesso per indicare un bicchiere equivalente a una pinta: “I’ll have a jar” si traduce infatti con ” berrò una pinta di birra
2) to push around nel senso di comandare,  fare il prepotente
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5905
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=6723
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=31073&lang=it
http://vecchiaroba.blogspot.it/2016/03/lotta-operaia-e-sabotaggio-i-molly.html
http://blog.oup.com/2013/12/ten-things-to-understand-about-the-molly-maguires/
https://it.wikipedia.org/wiki/I_cospiratori_(film_1970)

FIDDLER’S GREEN

L’isola dei Beati Marinai ma anche dei Pirati (Fiddler’s Green), dove il tempo è sempre mite, i violini non smettono mai di suonare, le ragazze sono bellissime e la birra è gratis.

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Non un canto tradizionale del mare perchè è stato composto da John Conolly nel 1966, ma questa è una di quelle canzoni che diventano tradizionali appena un paio d’anni dopo la loro nascita.
E infatti Tim Hart e Maddy Prior  la registrano poco dopo per il loro album “Folk Songs of Old England Vol. 2” (per la verità riconoscendo i crediti a John). Poi sempre agli inizi degli anni 70 la registrano anche i Clancy Brothers … e la canzone diventa irlandese nella testa dei più (peccato che John Conolly sia dello Staffordshire)!

Nelle note dell’antologia “Flash Company: A Celebration of 25 Years of Fellside Records” (1976-2001) Paul Adams commenta: “John is the most unlikely writer of a hit song I know. It depends on how you define “hit”. There was a time in the 70s when you would hear this song sung every week in just about every folk club in the country. One of its great accolades is that people think it is traditional—doesn’t do much for John’s bank balance, though. It has been recorded numerous times. There are even Fiddler’s Greenfestivals. Look out for Fiddler’s Green slippers, mouse-pads and woolly hats.

Scrive lo stesso John Conolly su Mudcat
I originally wrote”Dress me up in me ABB SOCKS and jumper” ,until Bill [Meek] pointed out that no-one outside Grimsby would know about these specialist fishermen’s oiled-wool feet-protectors …
Geoff the Duck has the story of how the song was written pretty much correct ,except that there was no “competition” involved – Bill and I each went off independently and wrote a song – and when we turned up at the next “Broadside” rehearsal with two Fiddlers’Greens, Bill very kindly said he thought mine was the best,so that was the one we learned and sang.. The song is certainly not consciously based on “Tarpaulin Jacket”,although obviously that’s where I got the idea for the first line of my chorus – and as far as I know the words and tune are original -although I will concede that the first line of my verse does bear a passing resemblance to “The Dark-eyed Sailor” (old songwriters’ dodge – change the rhythm and they’ll never notice ..)

Come dicevo già negli anni 70 la canzone viene spacciata per la versione irlandese dell’isola dei Beati (vedi)

ASCOLTA Barney McKenna & The Dubliners (e mi commuovo sempre quando rivedo gli Original Dubliners)

ASCOLTA The Wolfe Tones (che la accreditarono come TRAD. ARR. WOLFTONES)

John Conolly, 1966 (Copyright © 1970 for the world, March Music Ltd, March, Cambs, UK)

VERSIONE DUBLINERS
I
As I walked by the dockside one evening so fair,
To view the salt waters and take the salt air,
I heard an old fisherman singing this song:
“Oh, take me away, boys, my time is not long.
CHORUS
“Wrap up in my oilskins and jumper,
No more on the docks I’ll be seen;
Just tell my old shipmates I’m taking a trip, mates,
And I’ll see you someday in Fiddler’s Green.
II
“Now, Fiddler’s Green is a place, I’ve heard tell,
Where fishermen go if they don’t go to hell;
Where the sky is all clear and the dolphins do play,
And the cold coast of Greenland is far, far away.
III
“The sky’s always clear and there’s never a gale,
And the fish jump on board with a flip of their tail;
You can lie at your leisure, there’s no work to do,
And the skipper’s below, making tea for the crew.
IV
“And when you’re in dock and the long trip is through,
There’s pubs and there’s clubs and there’s lasses there, too;
The girls are all pretty and the beer is free,
And there’s bottles of rum growing on every tree.
V
“I don’t want a harp nor a halo, not me,
Just give me a breeze and a good rolling sea;
And I’ll play my old squeezebox as we sail along,
With the wind in the rigging to sing me this song.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
Mentre camminavo per il molo una sera così bella
ad ammirare il mare calmo e prendere una boccata d’aria salmastra, ho sentito un vecchio pescatore che cantava “O portatemi via, ragazzi, il mio tempo è alla fine”
CORO
Vestitemi con la mia tela incerata (1) e il maglione
e sul molo non più mi vedranno
dite al mio capitano che sto facendo un viaggio, compagni ci ritroveremo un giorno a Fiddler’s Green”
II
Fiddler’s Green è un posto, ho sentito dire,
dove i pescatori vanno se non finiscono all’inferno;
dove il tempo è mite e i delfini nuotano
e le fredde coste della Groenlandia sono lontane
III
Il cielo è sempre sereno e non c’è mai una tempesta,
e il pesce salta a bordo dimenando la coda
e si può stare con le mani i n mano perché non c’è da faticare (2),
e il capitano è sottocoperta a fare il tè per la ciurma
IV
E quando sei in porto e il lungo viaggio è finito
ci sono pub e ritrovi e ci sono anche le ragazze;
le ragazze sono tutte belle e la birra è gratis
e ci sono bottiglie di rum che crescono su ogni albero.
V
Non voglio l’arpa e l’aureola,
non io
datemi solo una brezza e un buon mare mosso;
e io suonerò la mia concertina mentre navighiamo,
con il vento nelle vele per cantare questa canzone”

NOTE
1) in genere erano le mogli a preparare i vestiti di tela incerata (cioè trattata con olio di lino) che i marinai usavano durante la pesca nei casi di pioggia e di cattivo tempo.
2) “Il mestiere del marinaio è uno dei più antichi che l’uomo abbia esercitato e certamente uno dei più faticosi e pericolosi.
Abbiamo parlato a lungo con un marinaio pescatore ottantenne, il quale ci ha raccontato la vita che conduceva prima che i pescherecci fossero dotati del motore.
 Egli era un conoscitore, e lo è tuttora, del tempo, della direzione dei venti, delle nuvole, dell’acqua: dagli elementi conoscitivi che ne poteva trarre decideva se era o no il caso di avventurarsi sul mare per la pesca.
Quante paure, quanti fortunali improvvisi e imprevisti s’è trovato ad affrontare e come abbia salvato la vita non sa nemmeno lui!
La barca, le vele, le reti, i vestiti da lavoro tutto facevano a mano. “(tratto da qui)

LA VERSIONE TARPAULIN JACKET

Il riferimento più diretto di Fiddler’s Green è la ballata tradizionale Tarpaulin Jacket, di cui esistono peraltro molte versioni testuali. Prendo come esempio il testo attribuito a G. J. Whyte-Melville (1821-1878)


I
A tall stalwart lancer lay dying,
And as on his deathbed he lay,
To his friends who around him were sighing,
These last dying words he did say:
chorus
Wrap me up in my tarpaulin jacket
And say a poor buffer lies low;
And six stalwart lancers shall carry me
With steps solemn, mournful and slow.
II
Had I the wings of a little dove,
Far far away would I fly; I’d fly
Straight for the arms of my true love
And there I would lay me and die.
III
Then get you two little white tombstones
Put them one at my head and my toe, my toe,
And get you a penknife and scratch there:
“Here lies a poor buffer below.”
IV
And get you six brandies and sodas,
And set them all out in a row, a row,
And get you six jolly good fellows
To drink to this buffer below.
V
And then in the calm of the twilight
When the soft winds are whispering low, so low,
And the darkening shadows are falling,
Sometimes think of this buffer below.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
Un alto valoroso soldato morente
sul suo letto funebre
ai suoi amici che intorno a lui piangevano
queste utlime parole disse
CORO
Avvolgetemi nella tela cerata
e dite che un poveraccio (1) qui giace
e sei soldati
mi porteranno
con passo solenne,
triste e lento
II
Se avessi le ali di una Tortorella
volerei lontano, volerei
dritto tra le braccia del mio vero amore
e là mi fermerei a morire.
III
Allora prendete due piccole lapidi bianche
e mettetene una alla mia testa e una ai piedi,
poi prendete un pungale e incideteci sopra
“Qui giace un poveraccio”
IV
Poi prendete sei brandy e della soda
e metteteli tutti in fila,
in fila
e prendete sei compagni allegri
che bevano per questo poveraccio
V
Poi nella calma
del crepuscolo
mentre i venti sussurrano
piano, così piano
e le ombre della notte scendono
a volte pensate a questo poveraccio

NOTE
1) Anche scritto come duffer, sta per “A silly, or incompetent, old man”

FONTI
http://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/carnevale-feste-tradizioni-lavoro/scheda/9244.html
http://www.folkmusic.net/htmfiles/inart573.htm
http://itu.se/eirinn/ceol/d/#fiddlers-green
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/fiddlersgreen.html
http://www.afolksongaday.com/?p=2168
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/01/fiddler.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=93405

http://www.contemplator.com/england/tarpaulin.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16016
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=148910
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/346.html

JOIN THE BRITISH ARMY

Charles Green: la ragazza lasciata indietro 1880 Soldati che si imbarcano per le guerre napoleoniche
Charles Green: la ragazza lasciata indietro 1880
Soldati che si imbarcano per le guerre napoleoniche

Tra le irish rebel song di non precisata data che viene fatta risalire all’epoca vittoriana e alle barrak songs (i canti da caserma) “Join the British Army”, lungi dall’essere un’esortazione all’arruolamento, è stata riportata in auge nel canto folk di protesta degli anni 60 da Ewan McColl, il quale ne fece una popolare versione ripresa dagli interpreti successivi.
La canzone è irriverente e accosta i bravi soldatini inglesi a tante scimmie ammaestrate
Toora loora loora loo
sembrano le scimmie dello zoo…

E ognuno che la canta ci mette del suo..

La melodia è ripresa  da un titolo scozzese “The Lass O’ Killiecrankie” con la quale condivide  la prima strofa e parte del ritornello
La Lass O’ Killiecrankie inizia con:
When I was young I used to be
As fine as a lad as you could see
the Prince of Wales invited me
To come and join his army
Il ritornello però non fa menzione delle scimmie allo zoo
Too ra loo ra loo ra loo
She’s as sweet as honeydew
Too ra loo ra loo ra loo
The Lass from Killiecrankie

Il testo prosegue poi con tutte altre amenità rivolte alla bella in questione. Da ascoltare in una versione che più vintage non si può Harry Lauder – The Lass O’ Killiecrankie (1904)

Ma ritorniamo alla irish rebel song , volendo tracciare un percorso possiamo considerarla il contro altare della canzone “Over the Hills and Far Away” pubblicata da Thomas D’Urfey nella sua raccolta “Pills to Purge Melancholy” (1706) (canzone che circolava già alla fine del 1600..) e di strada ne ha fatta parecchia per finire rimaneggiata anche ai giorni nostri.. con il titolo US ARMY

THE BRITISH ARMY

ASCOLTA Ronnie Drew


I
When I was young I used to be
As fine a man as ever you’d see
Til the Prince of Wales he said to me:
“Come and join the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo,
they’re looking for monkeys up at the zoo
And I: “If I had a face like you,
I’d join the British army”
II
Sarah Conlon baked a cake,
‘twas all for poor oul Slattery’s sake
She threw herself into the lake,
pretending she was barmy
III
Corporal Daly went away,
his wife got in the family way
And the only thing that she could say,
was: “BIP the British army”
IV
Corporal Kelly’s a terrible drought,
just give him a couple of jars of stout
And he’ll beat the enemy with his mouth and save the British army
V
Kilted soldiers wear no drawers,
won’t you kindly lend them yours
The rich must always help the poor
to save the British army
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto, come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse:
‘Vieni ed unisciti all’Esercito inglese’
CORO
Toora loora loora loo
sembrano le scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’Esercito inglese!”.

II
Sara Conlon preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
che si gettò nel lago
immaginando di essere impazzita
III
Caporale Daly (1) se ne andò
sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era “BIP l’Esercito inglese”
IV
Caporale Kelly ha una sete terribile
dategli solo un paio di bicchieri di stout
e sconfiggerà il nemico a morsi
per salvare l’Esercito inglese
V
I soldati in kilt non hanno le mutande
vorreste gentilmente prestargli le vostre?
I ricchi devono sempre aiutare i poveri
per salvare l’esercito inglese

NOTE
1) i soldati che la cantavano mettevano i nomi dei loro sottoufficiali da prendere in giro
2) espressione idiomatica

COME AND JOIN THE BRITISH ARMY

ASCOLTA i Dubliners (voce Luke Kelly) in More of the Hard Stuff 1967 con delle strofe leggermente diverse


I
When I was young I used to be
As fine a man as ever you’d see
Til the Prince of Wales he said to me:
“Come and join the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo,
they’re looking for monkeys up at the zoo
“If I had a face like you,
I’d join the British army”

II
Sarah Comden baked a cake,
‘twas all for poor oul Slattery’s sake
She threw meself into the lake,
pretending I was barmy
CHORUS
Toora loora loora loo
What make me mind up what to do?
Now I’ll work me ticket home to you
And …. the British army

III
Sergent Heeley went away,
his wife got in the family way
And the only words that she could say,
was: “Blame the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo
Me curse upon the Labour too (blu) (3)
That took me darling boy from me
To join the British army
IV
Corporal Sheen’s a turn o’ the ‘bout,
just give him a couple of jars of stout
He’ll bake the enemy with his mouth
and save the British army
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse:
‘Vieni ed unisciti all’esercito inglese’
CORO
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’Esercito inglese!”.
II
Sara Comden preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
lei mi gettò nel lago
immaginando che ero impazzito
CHORUS
Toora loora loora loo

che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito inglese
III
Il Sergente Heeley (1) se ne andò
sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era “E’ colpa dell’esercito inglese”
CHORUS
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti (3)
hanno portato via il mio amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito inglese
IV
Caporale Sheen si fa due passi (4)
dategli solo un paio di bicchieri di stout
farà del nemico un sol boccone (5)
per salvare l’esercito inglese

NOTE
3) “Labour-broo” anche scritto come brew o blu o too nelle note di MacColl “The reference to the “Labour-broo” (the Unemployment Exchange) in the refrain of the third stanza suggests that the song continued to grow during the 1920s.”
4) potrebbe anche voler dire “si guarda intorno”
5) l’unica frase sensata per una traduzione

FUCK THE BRITISH ARMY

Mentre i Dubliners la bippano gli Irish Rovers se ne infischiano altamente
ASCOLTA Irish Rovers

la versione testuale riportata è solo una parte di quanto cantato.


I
When I was young I used to be
as fine a man as ever you’d see;
The Prince of Wales, he said to me,
“Come and join the British army.”
Too ra loo ra loo ra loo,
they’re looking for monkeys up in the zoo “
If I had a face like you,
I would join the British army.
II
Sarah Camdon baked a cake;
it was all for poor old Slattery’s sake.
I threw meself into the lake,
pretending I was balmy.
III
Corporal Duff’s got such a drought,
just give him a couple of jars of stout;
He’ll kill the enemy with his mouth
and save the British Army.
Too ra loo ra loo ra loo,
Me curse is on the Labour crew 
They took your darling boy from you
to join the British army.
……
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse
‘Vieni ed unisciti all’esercito inglese’
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’esercito inglese!”.
II
Sara Camdon preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
mi gettò nel lago
immaginando che fossi pazzo
III
Caporale Duff ha una sete terribile
dategli solo un paio di bicchieri di stout
e sconfiggerà il nemico a morsi
per salvare l’esercito inglese
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti
hanno portato via il vostro amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito inglese

US ARMY

I Booze Brothers ne hanno fatto una versione USA con il titolo “US Army” attualizzata, modificando ovviamente i personaggi ed ecco che il Principe del Galles diventa il presidente Bush e viene tirata in ballo Sarah Palin.

I
When I was young I used to be,
A finer man who e’er ya see,
Then President Bush came up to me,
Join the US Army
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
They’re lookin for monkeys up the zoo,
Says I if Id have a face like you,
I’d join the US Army
II
Sarah Conner baked a cake,
It’s all for poor slattery’s sake,
She threw meself into the lake,
Pretendin’ I was barmy,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’ve made me mind with what to do,
I’ll work me ticket home to you,
And f*ck The US Army,
III
When I lived on to fight away,
Her wife got in the family way,
The only thing that she could say,
Was blame the US Army,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
Me curse upon the labour blue,
That took my darlin boy from me,
To join the US Army,
IV
Sarah Palin(7) buy her way,
……………….
……………………
To save the US Army
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’d made up me mind on what to do,
I’ll work my ticket home to you,
And f*ck the US Army,
V
When I was young I had a twist,
For punchin raqi’s with me fist,
Though I thought I might enlist,
And join the US Army,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’d made up me mind on what to do,
I’ll work my ticket home to you,
And f*ck the US Army,
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il presidente Bush venne da me:
‘Unisciti all’esercito americano’
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’esercito americano!”.
II
Sara Conner preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero Slattery,
mi gettò nel lago
immaginando che fossi pazzo
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano
III
Allora continuavo a combattere
e sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era maledire l’esercito americano
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti
hanno portato via mio amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito americano
IV
Sarah Palin si comprò la salvezza
……………….
………………….
per salvare l’esercito americano
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano
V
Quando ero giovane avevo
la smania di tirare cazzotti (6)
e pensai che potevo iscrivermi
e arruolarmi nell’esercito americano
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano

NOTE
6) uno che faceva a pugni fin da ragazzino
7) Sarah Louise Heath coniugata Palin diventata governatrice dell’Alaska nel 2006 (Wiki)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=618
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=31758
http://www.irish-folk-songs.com/the-british-army-chords-and-lyrics.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/britishar.html
http://www.metrolyrics.com/join-the-british-army-lyrics-dubliners.html
https://www.musixmatch.com/it/testo/Booze-Brothers/Us-Army
http://www.traditionalmusic.co.uk/song-midis/Join_the_British_Army.htm

AVONDALE A SONG FOR PARNELL

La canzone è stata scritta da Dominic Behan (1928-1989), scrittore e drammaturgo irlandese e militante repubblicano, proveniente da una famiglia con forti ideali socialisti.
Sia lui che il fratello entrarono e uscirono di prigione per le loro convinzioni politiche. Dominic fu autore di molte canzoni che cantava egli stesso, mentre le melodie erano prese per lo più dalle arie tradizionali irlandesi, innestandosi così con la sua opera, nel vivo solco della trasmissione orale e conservazione di un immenso patrimonio musicale popolare

La canzone è dedicata a Charles Stewart Parnell (1846-1891), membro della nobiltà protestante anglo-irlandese e uomo politico carismatico che lottò per realizzare la Riforma Agraria in favore dei contadini poveri. Nel 1870 fu tra i fondatori dell’Home Rule Party [in italiano “il partito per l’autonomia“] che si era posto come primo obiettivo  il conseguimento dell’autonomia dell’Irlanda, anche se non era chiaro tra tutti i suoi sostenitori, se si auspicasse un completo distacco dell’Irlanda dal Regno Unito, o solo una  limitata autonomia.
La melodia è un’aria tradizionale dal titolo “The Orange Maid of Sligo

ASCOLTA The Dubliners (voce Jim McCann)

ASCOLTA Christy Moore 1969

CHORUS
Oh, have you been to Avondale
and lingered in its lovely vale
Where tall trees whisper of
the tale of Avondale’s proud eagle(1).
I
Where pride and ancient glory fade,
such was the land where he was laid
Like Christ(2), was thirty pieces paid,
for Avondale’s proud eagle.
II
Long years that green and lovely vale,
has nursed Parnell, our grandest Gael
And curse the land that has betrayed
Fair Avondale’s proud eagle.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Sei stato ad Avondale
a passeggiare nella sua bella valle
dove alti alberi  sussurrano la leggenda dell’Aquila gloriosa di Avondale(1)?
I
Dove la fama e l’antica gloria tramontano
tale era la terra in cui egli venne deposto
come Cristo(2), furono pagati 30 denari
per l’Aquila gloriosa di Avondale
II
Per lunghi anni in quella verde e bella valle
fu nutrito Parnell il nostro grande celta, maledetta la terra che ha tradito
l’Aquila gloriosa della bella Avondale

NOTE
1) nei canti di protesta e di ribellione era consuetudine identificare il personaggio con uno pseudonimo
2) Cristo e Parnell sono accomunate nel novero delle vittime storiche anche da James Joyce (il quale paragonò Parnell a Mosè: “poiché ha portato un popolo turbolento e instabile dalla vergogna ai confini della Terra Promessa”). Ma il natale di quell‟anno, il 1889, il destino mutò definitivamente per Parnell: il capitano William O’Shea chiese il divorzio alla moglie Katharine, rea di aver commesso adulterio con Parnell. Egli aveva tollerato la faccenda per dieci anni e gli fu addirittura offerto un seggio in parlamento in cambio del silenzio. Il divorzio fu accordato il 17 novembre 1890. Inizialmente Parnell riuscì a tenere le redini del partito e il suo luogotenente Tim Healy affermò fermamente che non si poteva abbandonare il leader in vista della Terra Promessa. Ma ben presto la pressione di Davitt, di Gladstone, dei vescovi cattolici e dello stesso Healy causarono la fine della carriera politica di Parnell. Nel 1891 le sue condizioni di salute peggiorarono drasticamente e dopo alcuni mesi dopo aver sposato Kitty O‟Shea, morì di crepacuore il 6 ottobre 1891. Al funerale del re senza corona parteciparono circa 150.000 persone. (tratto da vedi). Parnell aveva solo 45 anni!

IL GIARDINO D’IRLANDA

avondaleAvondale è una tranquilla città a Wicklow, contea eletta a “giardino d’Irlanda” per i suoi paesaggi; si trova proprio a Sud di Dublino e ne costituisce il polmone verde, un incantato paradiso naturale dominato per la maggior parte dalle Wicklow Mountains, luoghi favoriti dagli amanti dell’escursionismo!!
Ad Avondale si trova la casa natale di Charles Stewart Parnell, una villa georgiana ora sede di un museo a lui dedicato.

FONTI
http://www.irlanda.cc/contea-di-wicklow.html http://ilforumdellemuse.forumfree.it/?t=57057531 http://www.irlandando.it/cultura/storia/nuove-rivolte
http://etd.adm.unipi.it/t/etd-06202011-234944
http://www.storiainpoltrona.com/la-rivoluzione-irlandese-nel-xix-secolo http://www.irlanda.cc/lhome-rule-irlandese.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50601
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=23701 http://www.folklorist.org/song/The_Blackbird_of_Avondale_ (The_Arrest_of_Parnell) http://www.historylearningsite.co.uk/charles_stewart_parnell.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=153261 http://www.jstor.org/discover/10.2307/850011?uid=3738296&uid=2129&uid=2&uid=70&uid=4&sid=21104241628977

HOME DEARIE HOME

Secondo Stan Hugill “Home dearie home” era la capstan shanty favorita dai marinai sulle navi inglesi nella rotta di ritorno a casa. Il coro ha sicuramente origine dalle ballate tradizionali (Scozia, Nord Inghilterra) risalenti al 600-700 mentre la storia sviluppata nelle strofe, riprende la ballata tradizionale inglese Rosemary Lane.

HOMEWARD BOUND

C’erano dei canti speciali che i marinai intonavano quando levano l’ancora per l’ultima volta prima di salpare diretti a casa! Per l’occasione si svolgeva anche una piccola cerimonia con cui la nave avvisava tutte le altre che stava per ritornare a casa! (continua)

Il tono è scanzonato e non necessariamente amaro, anche se la ragazza dopo nove mesi diventa mamma di due gemelli! In alcune versioni viene a mancare la strofa finale di ammonimento in si mette in guardia le fanciulle di una gravidanza fuori dal matrimonio.

ASCOLTA The Dubliners (voce di Luke Kelly)

ASCOLTA Clancy Brothers & Tommy Makem – 1968

VERSIONE CLANCY BROTHERS
Chorus:

And it’s home boys home
Home I’d like to be, home for awhile in my old count-a-ry(1)
Where the oak and the ash and the bonny elm tree(2)
They’re all a-growing greener in my old count-a-ry
I
There was an apprentice lived in Strawberry Lane(3)
Loved by her master and her mistress the same
Until a young sailor lad came sailing o’er the sea
And that was the beginning of her misery(4)
II
This young maid being innocent she thought it was no harm
To go into bed for to keep his back warm
He hugged her and he kissed her and he called her his dear
He said ‘I wish, my love this night had been as long as a year’
III
‘Twas early next morning the sailor lad arose
And into her apron he put handfuls of gold
‘Take this my dear for the mischief that I’ve done
Last night I may have left you with a daughter or a son’
IV
‘And if it be a girl child dandle her on your knee
And if it be a male child call him after me
And when he is a man, you can dress him up in blue
He’ll go skipping up the rigging like his daddy used to do’

VERSIONE THE DUBLINERS
I
Oh well who wouldn’t be a sailor lad a-sailing on the main
To gain the good will of his captain’s good name
He came ashore one evening for to be
And that was the beginning of my own true love and me(4)
Chorus
And it’s home, boys, home,
home I’d like to be

Home for a while in my own country(1)
And where the oak and the ash and the bonny rowan tree
Are all a-growing green in the north country(2)
II
Well I asked for a candle(5) to light my way to bed
Likewise for a handkerchief to tie around my head(6)
She tended to my needs like the young maid ought to do
So then I says to her ‘Now won’t you leap in with me too?’
III
Well she jumped into bed making no alarm
Thinking a young sailor lad to do to her no harm
I hugged her, I kissed her the whole night long
Till she wished the short night had been seven years long(7).
IV
Early next morning the sailor lad arose
And into Mary’s apron threw a handful of gold(8)
Saying, “Take this, my dear, for the mischief that I’ve done
For tonight I fear I’ve left you with a daughter or a son
V
Well, if it be a girl child, send her out to nurse
With gold in her pocket and with silver in her purse
And if it be a boy child, he’ll wear the jacket blue
And go climbing up the rigging like his daddy used to do”
VI(9)
Come all of you fair maidens, a warning take by me
And never let a sailor lad an inch above your knee
For I trusted one and he beguiled me
He left me with a pair of twins to dangle on my knee
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Ah, beh, chi non vorrebbe essere un marinaio che salpa a vele spiegate sul mare, per mantenere alto il buon nome del suo capitano?
Egli sbarcò una sera per una visita e questo fu l’inizio tra il mio vero amore e me(4)!
Coro: A casa, ragazzi a casa,
casa mi piacerebbe stare,
a casa per un po’ nel mio paese(1) ,
dove la quercia e il frassino e il sorbo stanno rifiorendo,
nel Nord del Paese(2)

II
Chiesi una candela(5) per rischiarare la strada verso il letto
e anche un fazzoletto da legare intorno alla testa(6)
si atteneva ai miei bisogni,
come una giovane cameriera dovrebbe fare, così le dico “Perché non ci fai un salto anche con me?”
III
Lei saltò sul letto
senza protestare,
pensando che un giovane marinaio non potesse farle alcun danno
l’abbracciai, la baciai, per tutta la notte per farle desiderare che la breve notte fosse stata lunga sette anni(7)
IV
La mattina dopo il marinaio si alzò
e nel grembo di Maria, gettò una manciata d’oro(8)
dicendo ‘”Prendi questo, mia cara, per i danni che ho fatto stanotte,
ho paura di averti lasciato con una figlia o un figlio.”
V
E se sarà una bambina, mandala a balia
con l’oro in tasca e con l’argento nella borsetta
e se sarà un bambino indosserà la giacca blu e salirà sul sartiame come è abituato a fare suo padre”
VI(9)
Allora venite tutte voi belle fanciulle,
e prestatemi ascolto,
non concedete mai ad un marinaio un centimetro sopra il vostro ginocchio perchè mi fidavo di uno che mi ha ingannato e mi ha lasciato con una coppia di gemelli da dondolare sulle ginocchia

NOTE
1) versi attribuiti a Allan Cunningham (1784-1842) “Hame, Hame, Hame” (in ‘”Remains of Nithsdale and Galloway Song”, Cromeks 1810): “Hame, hame, hame, hame fain wad I be, O hame, ham hame, to my ain countrie“,
2) versi contenuti in “The Northern Lasses lamentation” (nota anche come The oak and the ash) 1672-84 “O the oak, the ash and the bonny ivy tree, Doth flourish at home in my own country
3) il nome ricorda quello di Rosemary Lane
4) oppure “of the whole calamity“. Nella versione dei Dubliners il verso diventa “the beginning of my own true love and me” perchè la storia è raccontata dal punto di vista del marinaio e non della cameriera: è infatti solo per lei la calamità della gravidanza!
Un tempo la gestione delle conseguenze della sessualità era lasciata esclusivamente alle donne, erano loro che dovevano provvedere a salvaguardarsi dalle gravidanze inopportune e facevano ricorso a erbe e pozioni nonchè a spugnette imbevute di varie sostanze come l’aceto da posizionare al collo dell’utero.
Erano loro che si procuravano degli aborti con tragiche conseguenze sulla loro salute e che come ultima risorsa uccidevano il bambino appena nato pur sapendo che rischiavano l’impiccagione.
5) sembra un linguaggio in codice, ovviamente la richiesta della candela è per illuminare il percorso fino al letto, ma nello stesso tempo allude a una sorta di complicità sessuale
6) legare una bandana come fascia per i capelli era un vezzo diffuso tra i marinai (fa molto “rogues gallery”)
7) un vanto delle prodezze amorose; tra l’altro la capacità di un uomo di mettere incinta una donna era considerata una forma di potenza sessuale!
8) probabilmente le ha lasciato qualche soldo (come pagamento per la prestazione, trattandola come una prostituta) ben misera contropartita alle prospettive di una gravidanza fuori del matrimonio che sarebbe costata alla servetta il posto di lavoro e l’avrebbe spinta verso la miseria e nella spirale della prostituzione
9) strofa di avvertimento aggiunta dal cantante che ammonisce le giovani e ingenue fanciulle a non fidarsi delle promesse di un marinaio: è la cameriera a parlare.

Chocolate-Girl-JE-LiotardDAL PUNTO DI VISTA FEMMINILE

Una variante di “Home, dearie home”  dà voce alla fanciulla che ingenuamente non si rende conto della gravità di quanto accaduto a causa di una notte di passione.  Anche se scopo di queste ballate era quello di convincere le fanciulle a mantenersi caste emerge qui una figura di donna più indipendente che cerca di badare a sè stessa con l’emancipazione economica.

ASCOLTA Peggy Seeger in “Bring me home” 2008


I
The sailor being weary, he hung down his head,
Called for a candle to light him to bed
She lit him to bed as a maiden ought to do
He vowed and declared she should come to him too.
Chorus
And it’s home, dearie, home,
and it’s home you ought to be

Home once again in your own country
Where the oak and the ash and the fine willow tree are all a-growing greener in the North Amerikee.
II
She jumped in beside him to keep herself warm
Thinking, now, a sailor couldn’t do her any harm.
He hugged her and he kissed and he called her his dear
Till she wished the short night had been as long as a year(7).
III
Early next morning the sailor arose
Into her apron he put hands full of gold(8)
Saying, ‘Take this, my dear, it will pay for milk and bread,
It may pay for the lighting of a sailor to bed.’
IV
“If I have a baby, what am I the worse?
I’ve gold in my pocket, I’ve silver in my purse,
I’ll buy me a nurse and I’ll pay the nurse’s fee
And I’ll pass for a maiden in my own country.
V
If it be a girl, she can wear a gold ring
If it be a boy, he can fight for the king
With his little quartered shoes and the roundabout so blue
He can walk the quarterdeck the way his daddy used to do”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Essendo stanco, chinò la testa e il marinaio chiese una candela(5) per rischiarare la strada verso il letto
lei lo portò a letto proprio come una cameriera dovrebbe fare,
e pregò e chiese che anche lei andasse con lui
Coro:
A casa, dolce casa,
casa mi piacerebbe stare,
a casa per un po’ nel proprio paese,
dove la quercia e il frassino
e il bel salice
stanno rifiorendo, nel Nord America

II
Lei saltò accanto a lui per tenersi al caldo
pensando che un giovane marinaio non potesse farle alcun danno
lui l’abbracciò, la baciò, e la chiamò “mia cara”
finchè lei desiderò che la breve notte fosse stata lunga un anno(7)
III
La mattina dopo il marinaio si alzò
e in grembo le mise una manciata d’oro(8)
dicendo ‘”Prendi questo, mia cara, basterà per il latte e il pane,
per aver fatto luce a un marinaio verso il letto.”
IV
“Se avrò un bambino, che cosa andrà storto?
Ho l’oro in tasca, ho l’argento
nella borsetta
prenderò una balia e le pagherò il dovuto
e nel mio paese passerò per una fanciulla
V
E se sarà una bambina, indosserà un anello d’oro
e se sarà un bambino combatterà per il re con le sue polacchine e la giacca blu
camminerà sul cassero come è abituato a fare suo padre”

AMBLETOWN

05185-dante_gabriel_rossetti_lady_anne_bothwells_lamentUn ulteriore sviluppo di   “Home dearie home” è quando è la moglie a partorire un bambino, sono loro gli affetti e la “dolce casa” del marinaio il porto sicuro a cui ritornare dopo ogni viaggio: il marinaio, venuto a conoscenza di essere diventato padre, si imbarca con la prima nave per Amble (o Boston in altre versioni) per andare a conoscere suo figlio.
Le strofe sono molto simili a quelle della poesia “O Falmouth Is a Fine Town,” di William E. Henley (1878).
In questo contesto il riferimento esplicito è alla casa coniugale e agli affetti di una famiglia di cui il marinaio è orgoglioso!

ASCOLTA Bob Conroy & Norm Pederson versione country


I
O Amble is a fine town with ships about the bay
It’s fain and very fain to be there myself today
I’m wishing in my heart I was far away from here
Sitting in my parlor and talking with my dear
CHORUS
And it’s home, dearie, home,(1)
it’s home I want to be

My topsails are hoisted
and I am out to sea

The oak and the ash
and the bonnie birchen tree

Are all a-growing green in the North country(2)
And it’s home, dearie, home
II
A letter came today, but somehow I cannot speak
And the proud and happy tears are a-rolling down my checks
There’s someone here, she says, you’ve been waiting for to see
With your merry hazel eyes, looking up from off my knee
III
But the letter never said if we have a boy or girl
Got me so confused that my heart is all a whirl
So I’m going back to port, where I’ll quickly turn around
And take the fastest ship, which to Ambletown is bound
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Amble è una bella città con navi nella baia,
starei molto volentieri là oggi,
desidero con tutto il cuore di essere lontano da qui,
seduto nel mia salotto a chiaccherare con la mia cara
CORO
Ed è a casa, dolce casa,
è a casa che vorrei essere

-le vele sono alzate
e sono per mare-

dove la quercia e il frassino
e il bel sorbo

stanno rifiorendo, nel Nord del Paese
ed è casa, dolce casa.
II
Una lettera è arrivata oggi ma per qualche motivo non posso parlare
e lacrime di orgoglio e felicità scorrono sulle mie guance
“C’è qualcuno qui, – dice lei-
che stai aspettando di vedere,
con i tuoi occhi di un bel nocciola, che alzano lo sguardo dalle mie ginocchia”
III
Ma la lettera non diceva se avevamo un bambino o una bambina
e mi ha lasciato così confuso che la mia testa è tutta una trottola,
così ritornerò al porto dove mi guarderò intorno rapidamente
e prenderò la nave più veloce diretta per la città di Amble

NOTE
1) Boston

FONTI
http://www.jsward.com/shanty/HomeDearieHome/ http://www.rampantscotland.com/poetry/blpoems_hame2.htm http://www.exmouthshantymen.com/songbook.php?id=139 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52935
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=14518
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5079 http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5238 http://www.folkorc.co.uk/uploads/1/9/3/9/19390139/home_boys_home_complete.pdf http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/rosemarylane.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/114.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8855

TIBBIE DUNBAR

MELODIA: “Johnny McGill”, meglio conosciuta per essere utilizzata anche in “Come under my plaidie“. E’ ancora aperta la discussione se la melodia sia di origini irlandesi o scozzesi; sul versante scozzese viene attribuita a John McGill, violinista di Girvan
TESTO: Robert Burns in Scots Musical Museum, 1790, non è dato sapere se il verso sia stato scritto dal bardo o si tratti di una canzone collezionata da fonti popolari.  Jim McLean su Mudcat precisa di aver aggiunto nel 1966 un’ulteriore strofa per la registrazione dei Dubliners. Ulteriori versi anche in Allan Cunningham in The Songs of Scotland, Ancient and Modern, Vol. 2, (Londra: John Taylor, 1825).

Il tema trattato non è insolito etichettabile come “the jolly beggar song”: un giovane vagabondo chiede ad una bella (e ricca) fanciulla di lasciare la sua famiglia per sposarlo e seguirlo nella sua vita raminga, promettendole in cambio il vero amore. A volte la proposta è un test e il mendicante è in realtà un Lord che vuole conoscere i veri sentimenti della fanciulla.. vedi

ASCOLTA Ewan MaColl
ASCOLTA The Dubliners (Luke Kelly)

 

VERSIONE ORIGINALE
I
O wilt thou go wi’ me, sweet Tibbie Dunbar
O wilt thou go wi’ me, sweet Tibbie Dunbar
Wilt thou ride on a horse, or be drawn in a cart
Or walk by my side, sweet Tibbie Dunbar
I care na thy daddie, his land or his money
I care na thy kin, sae high and sae lordly
But say that thou’lt hae me for better or waur
And come in your coatie(1), sweet Tibbie Dunbar
II
I offer you naethin’ in siller or land
What man could determine the price o’ your hand
But gie me your consent we’d be richer by far
O wilt thou go wi’ me(2), sweet Tibbie Dunbar
O wilt thou be known as a poor beggar’s lady
And sleep in the heather well wrapt in my plaidie
The sky for a roof and your candle a star
My love for a fire, sweet Tibbie Dunbar
TRADUZIONE INGLESE
I
O, will you go with me, sweet Tibbie Dunbar?
O, will you go with me, sweet Tibbie Dunbar?
Will you ride on a horse, or be drawn in a car,
Or walk by my side, O sweet Tibbie Dunbar?
I care not your daddy, his lands and his money;
I care not your kin, so high and so lordly;
But say that you will have me for better or worse,
And come in your coat, sweet Tibbie Dunbar.
II
I offer you nothing of silver or land
What man could determine the price of your hand
But give me your consent we’d be richer by far
O, will you go with me, sweet Tibbie Dunbar?
O, will you known as a poor beggar’s lady
And sleep in the heather well wrapt in my plaid
The sky for a roof and your candle a star
My love for a fire, sweet Tibbie Dunbar

NOTE
1) letteralmente: “vieni con la tua giacca” probabilmente un’espressione idiomatica
2) anche scritto come “Oh walk by me side”

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Verrai con me bella Tibbie Dunbar? Verrai a cavallo o portata da una carrozza, camminerai accanto a me? Non mi importa di tuo padre, della sua terra e dei suoi soldi, non mi importa dei tuoi parenti così altolocati, ma dimmi che mi vorrai, nel bene e nel male e vieni via con me, bella Tibbie Dunbar. Non ti offro argento o terre quale uomo può determinare il prezzo della tua mano, ma dammi il tuo assenso e saremo di gran lunga più ricchi. Verrai con me bella Tibbie Dunbar? Sai che sono un povero vagabondo e dormo all’aria aperta avvolto nel mio plaid, il cielo come tetto e le stelle come candele, il mio amore per un fuoco, bella Tibbie Dunbar

FONTI
http://museu.ms/collection/object/55894?pUnitId=1134&pDashed=volume-iii-song-207-page-216-tibbie-dunbar-scanned-from-the-1853-edition-of-the-scots-musical-museum
http://mysongbook.de/msb/songs/t/tibbiedu.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=27566
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/444.htm

SURROUNDED BY WATER

Decisamente una irish folk song collocabile tra le Rebel Ballads, rimasta a lungo nella classifica tra i dischi più venduti in Irlanda quando fu interpretata da The Ludlow trio (ossia The Ludlows) nel 1966 (con la voce di Jim McCann)

LA MELODIA

ASCOLTA Paul O’Shaughnessy al violino che la suona come una jig

THE SEA AROUND US

Il testo è stato scritto da Dominic Behan su una vecchia melodia popolare dal titolo ” ‘S faigamid siud mar a ta se”, suonata però  come un walzer.
1962_cosmoDominic Behan (1928 – 1989) fu scrittore, cantante e non ultimo attivista politico. Il suo approccio verso la canzone popolare è quella del cantastorie che rinnova le vecchie melodie, per esprimere con le parole del momento, ma più “urbane” gli umori del popolo.
Così scrive nelle note di copertina dell’album “Ireland sings”: Historically, collectors of folk material, like Sharpe, Herd, Ord, Child etc., have made significant contributions to the preservations of folk-lore. But to imagine — as some people would have us believe at present — that balladry is in itself worthy of study in an abstract art sense, is a foolish and undesirable premise. That everything in relation to folk song must be limited to the purely ‘Ethnic’, with no allowance for the day to day changes which are a feature of any society is tantamount to asking us for our signature on a death warrant for folk-lore. Above all, it is asking us to sing with an academic tongue in cheek, and, before we bawl our heads off, we must find out why. It is enough to prevent young people from making their own songs …All this emphasis on ‘Folk knowledge’, ‘Ethnic approach’ etc. is hindering the young singer. It is educating him/her into the phoney accent, the idiomatic restrictive and the world where song is no longer something to have on one’s lips, but a kind of mysticism related only to the professional and ultra academic. Forget the ‘folk pundit’. Open your mouth, and, whatever your voice is like, sing! And to hell with the Ethnicists’. Folk-Song is not the special preserve of the few, but the undeniable heritage of the many.

Dominic dice in merito al testo di “The sea around us”:”I got the line from my Mother which a friend of hers, Mick Byrne, wrote, together with about forty verses he couldn’t remember. The line I got was ‘Thank God we’re surrounded by water’, and I thought it far too good to lose.” Ovviamente solo un grande autore come lui, partendo da una sola frase, poteva far uscire dal cilindro una canzone così umoristica, eppure venata di “irish pride”: si può a buona ragione ritenere una parodia degli “inni” del secolo precedente e dei canti nostalgici, pieni di stereotipi “rurali” sulla amata vecchia Irlanda..

ASCOLTA Dominic Behan in Ireland sings (1965)

ASCOLTA The Dubliners

They say that the lakes of Killarney are fair
No stream like the Liffey could ever compare,
If its water you want, you’ll get nothing more rare
Than the stuff they make down by the ocean(1).

Chorus:
The sea, oh the sea is the gradh geal mo croide(2)
Long may it stay between England and me
It’s a sure guarantee that some hour we’ll be free
Thank God we’re surrounded by water.

Tom Moore made his “Waters” meet fame and renown
A great lover of anything dressed in a crown(3)
In brandy the bandy auld Saxon(4) he’d drown
But throw ne’er a one in the ocean.

The Danes(5) came to Ireland with nothing to do
But dream of the plundered auld Irish they’d slew,
“Yeh will in yer Vikings” said Brian Boru(6)
And threw them back into the ocean.

The Scots have their Whisky(7), the Welsh have their speech
Their poets are paid about ten pence a week
Provided no hard words of England they speak
Oh Lord, what a price for devotion.

Two foreign old monarchs in battle did join(8)
Each wanting his head on the back of a coin
If the Irish had sense they’d drowned both in the Boyne
And partition thrown into the ocean.

NOTE
1) Dominic dice di non guardare ai laghi e ai fiumi dell’isola ma al mare che circonda e circoscrive l’intera isola, implicitamente dice che non si deve guardare l’isola per contee ma nella sua interezza non divisibile cioè in due territori come quelli odierni.  Ricordiamo che la canzone è stata scritta nel 1965, quando la repubblica d’Irlanda ancora rivendicava in Costituzione le contee del Nord
2) Gradh geal mo croide = great joy of my heart; è un classico per gli autori delle canzoni popolari inserire qualche frase in gaelico e questa è la più gettonata
3) Thomas Moore scrisse nel 1807 una canzone dal titolo “The meeting of the waters” un punto ben preciso del territorio irlandese in cui il fiume Avonmore si incontra con il fiume Avonbeg per formare l’Avoca (contea di Wicklow). Considerato un poeta alla moda nell’Ottocento Moore è stato criticato nel secolo successivo: qui è visto come un irlandese “da salotto” ossequioso degli Inglesi.
4) con Sassoni Dominic intende gli Inglesi. I Sassoni erano tribù germaniche che migrarono in Inghilterra (ovvero la Britannia) con gli Angli ed altre tribù minori per diventare gli anglo-sassoni cioè gli Inghlesi
5) i primi invasori dell’Irlanda (dopo i Celti) furono i Vichinghi (VIII-IX secolo) e anche se vengono definiti comunemente  Danesi i primi vichinghi a compiere incursioni sulle coste furono i Norvegesi (sono i Danesi che diventano Normanni stabilendosi nella regione della Francia che da loro prende il nome, la Normandia). Furono i Vichinghi norvegesi, che si definivano Ostiani perchè erano gli Uomini dell’Est, a fondare Dublino.
6) in realtà quando Brian Borù vinse la battaglia di Clontarf il problema vichingo non esisteva più da una sessantina d’anni, ma per gli Irlandese è il re supremo d’Irlanda che scaccia i Vichinghi!! (XI secolo) l’ironia qui è marcata, nell’Irlanda medievale ogni capo con uno straccio di terra e di potere si proclamava re i quali continuavano a rubarsi il bestiame l’un con l’altro e a praticare il loro divertimento preferito: scannarsi tra loro.
7) ovviamente gli irlandesi hanno il whiskey (vedi)
8) i due re sono Guglielmo d’Orange (diventato Guglielmo III d’Inghilterra, Guglielmo II di Scozia e Guglielmo I d’Irlanda) e Giacomo II Stuart (il deposto re di Inghilterra e Scozia -e anche d’Irlanda- di confessione cattolica) e la battaglia del Boyne (1690)

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO S
i dice che i laghi di Killarney siano belli, e che nessun fiume si possa paragonale al Liffey, se sono le loro acque che vuoi, non avrai niente di meglio che le cose che si gettano nell’oceano(1). Il mare è “il mio tesoro”(2), che a lungo resti tra l’Inghilterra e me, perchè è una garanzia di certo che prima o poi saremo liberi, grazie a Dio siamo circondati dalle acque! Tom Moore andò incontro con le sue “Waters” (3) alla fama e notorietà, un grande amante di ogni cosa che indossasse una corona; nel brandy i vecchi Sassoni(4) sarebbero annegati, ma non se n’è mai gettato uno nell’oceano. I danesi(5) vennero in Irlanda per non fare niente tranne che sognare di saccheggiare i vecchi Irlandesi che avrebbero ucciso “Ora tocca a voi Vichinghi” disse Brian Boru(6) e li gettò di nuovo nell’oceano. Gli Scozzesi avevano il loro whisky(7), i Gallesi la loro parlantina, i loro poeti erano pagati dieci penny alla settimana guardandosi bene dal dire dure parole sull’Inghilterra, oh Signore, che prezzo per la devozione! Due vecchi re stranieri(8) si unirono per la battaglia ognuno voleva la sua testa sul retro di una moneta, se gli Irlandesi avessero avuto il buonsenso li avrebbero affogati entrambi nel Boyne e gettato la divisione nell’oceano

THANK GOD WE’RE SURROUNDED BY WATER

La versione canadese è stata invece scritta da Tom Cahill sulla falsariga di quella irlandese

ASCOLTA Dick Nolan

I’ll sing you a song about Newfoundland dear,
We haven’t got money nor riches to spare;
But we should be thankful for one small affair,
Thank God we’re surrounded by water.
The sea, oh the sea, the wonderful sea,
Long may she roam between nations and me;
And everyone here should go down on one knee,
Thank God we’re surrounded by water.
The French in Quebec want a separate state,
Along with our own Labrador, just you wait;
They’re down to Bell Isle but they can’t walk the Strait,
Thank God we’re surrounded by water.
My mother-in-law wrote from Boston, the dear,
She wanted to visit for our Come Home Year;
The Carson was full with no planes in the air,
Thank God we’re surrounded by water.
Some visitors tasted our Newfoundland screech,
Tipped up the old bottle, drank six ounces each;
They let out a yell as they ran for the beach,
Thank God we’re surrounded by water.
Now Joey is God, say the Liberal bunch,
One day on the harbour he stepped after lunch;
But he couldn’t manage the Galilee stunt,
Thank God we’re surrounded by water.
Now Betsy Jane Kemp took her horse for a ride,
Ripped up her old bloomers all down the left side;
She hid them away on the beach at low tide,
Thank God we’re surrounded by water.

FONTI
“Irony in Action: Anthropology, Practice, and the Moral Imaginatio”, James Fernandez,Mary Taylor Huber http://www.theballadeers.com/ire/db_d1965_npl18134_ire_sing.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=151415
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/01/thank.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/34/thank.htm
https://thesession.org/tunes/2611

MALONEY WANTS A DRINK

songbook_2ndMaloney wants a drink è una drinking song da manuale scritta da Dominic Behan, in cui il nostro Paddy se fosse vissuto nel tempo biblico, avrebbe sedotto Eva, per poi abbandonarla … per andare in cerca di un altro “drink”. Anche la seducente Salomè con la sua danza del ventre non riesce ad abbindolare Maloney che, da navigato uomo di mare, lascia una donna in ogni porto..

Dominic Behan ha scritto parecchie canzoni, alcune diventate molto popolari, questa è stata registrata dai Dubliners nel loro album uscito subito dopo il famosissimo “Seven Drunken Nights”  (vedi) intitolato “A drop of the Hard Stuff” (in italiano “Un goccio di roba forte”): il titolo è significativo perchè oltre a canzoni da pub, ce n’erano alcune filo IRA in chiave umoristica ma anche “Anti-British stuff”! L’album raggiunse il 5° posto nella hit parade britannica seguito da More of the Hard Stuff che rimase nella Top Ten per circa sei mesi.

Scrive Philip Kay definendo i Dubliners come “freeborn men” nel suo blog (qui – articolo che vi consiglio di leggere tutto) “It’s probably easy to dismiss it all now as “Irish drinking songs”, but the mixture was a carefully calculated one, of bawdy drinking songs, some of the best songs by important contemporary songwriters like Behan and MacColl, many of which had social commentary as intransigent as anything Bob Dylan ever wrote, several pro-Irish and anti-British songs, and the whole sweetened by some of the most stirring yet melodious dance music heard from any Irish group.”

ASCOLTA The Dubliners in More of the Hard Stuff 1967

I
When Eve was in the garden, Adam climbed an apple tree,
He went aloft up to the top, to see what he could see.
He gazed in awe of what he saw, fair made the poor man grieve.
For Patrick John Maloney stood there, whispering to Eve…
CHORUS
`Ah kiss me, love, and miss me, love
And dry your bitter tears.
My loving you`ll remember now
For many, many years.
Be happy love, be satisfied, I left you in the pink(1).
There`s many a man that wants a bride.
Maloney wants a drink.`
II
Salome danced for Paddy, taking off her seven veils.
Salome said “Maloney that’s a trick that never fails.”(2)
Malone put Salome`s own clothing in a sack.(3)
`I`ll run along now to the pawn(4), and bring your bottle(5) back.`
III
From London to Nebraska, and from Glasgow to Hong Kong,
From Cardiff to Alaska, from Peking to Saigon,
Wherever girls are lonely, I know that in his role,
It`s there you`ll find Maloney, a-waiting to console…

NOTE
1) in the pink: il significato di “essere in rosa” è quello di stare bene, in salute, ma anche “su di giri” nel senso euforico di chi ha bevuto qualche drink
2) la frase in altre versioni è detta da Paddy, ma a mio avviso ha più senso se detta da Salomè
3) significa che Paddy fa i bagagli per andarsene; il termine “own” è scritto in vari modi
4) letteralmente ” Seguirò ora il pedone
5) scritto a volte come “bundle

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Quando Eva era nel giardino dell’Eden, Adamo salì su un melo, su fino alla cima, per vedere cosa gli riuscisse di vedere, ma ciò che vide lo impressionò, il pover uomo era proprio afflitto, perchè Patrick John Maloney se ne stava lì, sussurrando a Eva “Ah baciami, amore, ti mancherò, amore, asciuga le tue lacrime tristi. Il mio amore tu ricorderai per molti, molti anni. Sii lieta amore, e contenta, ti ho lasciato in rosa, c’è più di un uomo che desidera una sposa, ma Maloney vuole un drink”. Salomè danzò per Paddy, togliendosi i suoi sette veli e disse “Maloney questo è un trucco che non fallisce mai.” Maloney mise il vestito di Salomè in una sacca”Farò la mia mossa e ti riporterò la bottiglia.” Da Londra al Nebraska e da Glasgow a Hong Kong, da Cardiff all’Alaska, da Pechino a Saigon, ovunque ci siano ragazze sole, stanne certo, lì troverai Maloney, in attesa di consolarle..

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47622
https://phillipkay.wordpress.com/2011/07/09/freeborn-men/
http://itsthedubliners.com/ref_song_1967_sb.htm

(Cattia Salto maggio 2015)

 

THE BANTRY GIRL’S LAMENT

Nel “Irish Songs of Wit and Humour” (1884) Alfred Percival Graves trascrive il testo preso come fonte dalla seconda edizione di H. Sparling (“Irish Ministrelsy” 1888); a sua volta Colm O’Lochlainn nella pubblicazione della sua raccolta “Irish street ballads” (1939) prende Sparling come fonte per il testo con qualche lieve modifiche. Nel libro di O’Lochlainn viene assegnata finalmente una melodia “Johnny, lovley Johnny..” trascritta da George Petrie, (vedi qui) il quale dice in merito: (collected) ” in the county of Londonderry in the summer of 1837 and is very probably a tune of Ulster origin. It was sung to an Anglo-Irish peasant ballad, of which I have preserved the following quatrain: ”
Oh Johnny dearest Johnny, what dyed your hands and cloaths? He answered him as he thought fit ‘by a bleeding at the nose.’

I versi sembrerebbero provenire da The Witham Miller perciò possiamo affermare che il testo di Bantry Girl’s Lament è stato adattato su di una melodia precedente, ossia quella classificata come Stanford-Petrie 693.  O’Lochlainn (passando alla successiva canzone della sua raccolta) scrive che “Dawning of the Day” (vedi) è una variante della melodia The Witham Miller: ora poiché la stessa melodia (“Dawning of the Day”) è stata presa da Patrick Kavanagh per la sua Ragland Road, qualche buontempone (con un sillogismo opinabile), ha incominciato a scrivere che il testo di Bantry girl’s lament è stato preso (e riarrangiato da un autore anonimo) da una poesia dello stesso Kavanagh..

Nelle versioni testuali si è fatto un grande mescolone e frainteso o travisato molte parole per lo più originariamente in gaelico: io mi sono fatta un'idea che la chiave di lettura sia basata sui doppi sensi, con quel pizzico di irish humour piuttosto caustico, non per altro viene raccolta da Graven in una collana intitolata "Irish Songs of Wit and Humour"; per riassumere la storia della canzone si tratta del lamento di una ragazza di Bantry perchè il suo amore è partito come soldato per combattere il Re di Spagna.
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

DOV’E’ BANTRY?

In Irlanda ci sono due località con il nome di Bantry ed entrambe si contendono la palma della provenienza. La città di Bantry si trova nella contea di Cork nella punta sud dell’Irlanda, all’estremità della famosa Bantry Bay, perchè proprio lì doveva sbarcare la flotta francese nel 1796, per accorrere in appoggio agli United Irishmen che stavano preparando la Ribellione, flotta che fu dispersa invece da una violenta tempesta. L’altra Bantry si trova nella contea di Wexford, e si tratta di una Baronia, la più estesa delle 10 (verso il confine ovest) baronie che costituiscono la contea di Wexford. Il sistema di suddivisione territoriale delle baronie,  viene nientemeno che dalle suddivisioni dell’isola in unità territoriali secondo le famiglie gaeliche . Così ad avvalorare tale ipotesi la parola in gaelico nella IV strofa diventa Moneyhore ( Muine Hór, Hore’s Shubbery ) nella parrocchia civile di Rossdroit , Baronia di Bantry. “That fine ballad ‘The Bantry Girls’ Lament’ calls to mind the celebrated Fair of Moneyhore. The passing of a century has brought to an end these old village fairs and lent to them a romantic glow which will linger on in popular memory long after the dates of the gatherings and locations of the [fair] greens are forgotten”  (citato da Enniscorthy: History and Heritage” (1998), Micheál Tóibín)

QUALE GUERRA?

Dopo la vittoria del Boyne (1690) in cui l’Inghilterra segnò un punto fermo sul dominio dell’Irlanda, vennero approvate le Penal Laws che penalizzavano i cattolici, impedendo loro l’accesso a posizioni di potere negli affari pubblici e finanche diritti di proprietà sulla propria terra. Così molti furono i giovani irlandesi cattolici che cercarono la fortuna negli eserciti europei (che fossero possibilmente in lotta contro l’Inghilterra!): si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia, soldati che vennero chiamati Wild geese (in italiano le Oche selvatiche). Nel secolo successivo proprio allo scoccare del secolo una legge definita Act of Union, abolì il Parlamento Irlandese e Inghilterra e Irlanda divennero un’unica nazione, ovviamente la discriminazione verso i Cattolici era sempre la stessa anche se attutita da alcune “liberalità” o riforme prima fra tutte il Chattolic Emancipation Act del 1829; ora sebbene le Penal Laws proibissero l’arruolamento dei cattolici nell’esercito, il divieto venne tolto nel 1799, l’Inghilterra aveva bisogno di carne da cannone e anche quella irlandese poteva andare bene. Non dimentichiamoci che gli ufficiali erano sempre quelli della gentry protestante e un soldato cattolico poteva tutt’al più diventare sergente. E’ stato stimato che nel 1830 il 42% di tutti i soldati dell’esercito britannico fossero irlandesi. L’Irlanda divenne sede di importanti reggimenti che, astutamente, venivano mandati a combattere lontano per l’impero britannico perchè quando restavano a casa avevano la tendenza a “simpatizzare” per i ribelli. Tra i reggimenti irlandesi quello che prestò servizio nella guerra napoleonica in Spagna (detta dagli inglesi Peninsular War, 1808 – 1814), fu il “Royal Regiment of Ireland”
“Fondato nel 1684 dall’Earl di Granard come Royal Regiment of Ireland  questo reggimento combatté durante la successione spagnola, la Rivoluzione Americana e la guerra in Crimea. Con la riorganizzazione del 1881 fu rinominato Royal Irish Regiment e spedito alternativamente in India e Sud Africa. Reclutava tra Kilkenny, Waterford e Wexford”. (tratto da qui)
La guerra era un atto di agressione della Francia napoleonica contro la Spagna alleata con l’Inghilterra, ma nel secolo precedente le due nazioni erano ancora acerrime nemiche che si combattevano per il predominio coloniale nelle Indie Occidentali (come venivano chiamate le Americhe). La guerra proclamata nel 1739 (e conclusa nel 1742) si svolse per lo più con conflitti navali dall’altra parte del globo, mentre appena un trentennio prima Inghilterra, Austria, Ducato di Savoia e i rimasugli in terra germanica del Sacro Romano Impero (ovvero i Paesi Bassi) avevano combattuto contro la Spagna o meglio la corona di Castiglia per questioni di successione al trono: alla morte di Carlo II di Spagna il volere testamentario lasciava il trono al Duca Filippo d’Angiò nipote dell’allora re di Francia che salì al trono con il nome di Filippo V, ma i legami di sangue anche se diluiti imparentavano il defunto re con quasi la metà delle dinastie regnanti, ben intenzionate a prendersi l’eredità! La guerra di successione spagnola fu combattuta nella sua prima fase prevalentemente nelle Lowlands (terre definite anche se più impropriamente Olanda) e in Germania. La guerra però divampò un po’ su tutti i fronti e in terra di Spagna venne combattuta solo a Almenara e Villaviciosa (1710). Il trattato di pace fu firmato nel 1713.

Stando così le cose e supponendo che il nostro Johnny fosse di fede cattolica, poteva essersi arruolato solo nel Royal Regiment of Ireland per combattere nelle Peninsular Wars (avvalorando così l’ipotesi che la Bantry della canzone sia la Baronia di Bantry nel Wexford). Oppure era un irlandese di fede protestante e quindi avrebbe potuto anche essersi arruolato verso il 1710 per andare a detronizzare il re di Spagna (ma allora Bantry si dovrebbe trovare nell’Ulster, provincia da cui sembra peraltro provenga la melodia).

Insomma dopo aver analizzato un paio di dati, se ne esce con una grande confusione (dovuta principalmente al fatto che ogni anello della catena orale non riproduceva fedelmente il testo appreso, ma ben volentieri lo modificava a seconda della contingenza storica senza preoccuparsi delle “incongruenze”) e questo mi fa pensare che la canzone in realtà sia una canzone di protesta ma anche di ribellione camuffata: così “the dirty King of Spain” è il governo inglese con le sue forze dell’ordine (fossero Peelers o Barnies poco importa)

GUIDA ALL’ASCOLTO

Le più recenti interpretazioni traboccano di voci femminili, ecco le due che preferisco

ASCOLTA Frances Black, Mary Black, Joannie Madden in due compilation “Song of the Irish Whistle” (1999) e in “This Love Will Carry” (2006)

ASCOLTA Eleanor Shanley & Eddi Reader 2002 (testo qui)

e trovo molto particolare anche la versione dei Dubliners
ASCOLTA The Dubliners

Ho cercato di riassumere in un testo “comparato” le principali variazioni (peraltro non sostanziali) della storia, partendo dalla prima trascrizione conosciuta risalente al 1884

VERSIONE TESTO GRAVES

(in “Songs of Irish Wit and Humour” 1884) con tra parentesi le varianti, per i commenti vedere nelle note
I
Oh, Who will plough the field (now) or who will sell (sow) the corn?
Oh, Who will wash (watch, mind) the sheep (now) an’ have ‘em nicely (neatly) shorn(1)?
The stack (stag) that’s on the haggard(2), unthra[e]shed (untouched) it may remain
Since Johnny (lovely Johnny) went a-thra[e]shing (to fight) the dirty King of Spain(3)
II
The girls from the bawnog[u]e (bánóg)(4) in sorrow may retire
And the piper and his bellows(5) may go home and blow the fire
For (since) Johnny, lovely Johnny is (went) sailing o’er the main
Along with other patriarchs (patriots) (6) to fight the King o’ Spain
III
The boys will surely(sorely) miss him when moneyhore(7) comes round
And they’ll weep(grieve, fight) that their bo[u]ld (brave) captain is nowhere to be found
the Peelers (Barnies) (8) must stand idle, against their will and grain
Since the valiant(gallant) boy who gave(gives) them work now peels(9) the King o’ Spain
IV
At wakes and hurling matches your like(s) we’ll never(seldom) see
Till you come back again to us astore gra-geal-machree(10)
And won’t you t[h]rounce (thrash, trouble) the buckeens (11) that show us much (such, great) disdain(distant)
Beca[u]se our eyes are not so blacj(bright) as those you’ll meet in Spain
V
If cruel fate will not allow (permit) our Johnny to return
His heavy (awful ) loss we Bantry girls will never cease to mourn
We’ll resign ourselves to our sad lot and live (die) in grief and pain
Since Johnny died for Ireland’s pride(12) in the foreign (sunny) land of Spain

NOTE
1) trovato anche come “keep them from all harm” (in italiano preservare dalmale)
2) haggard: a threshing yard ossia l’aia di una fattoria
3) con un giro di parole il re spagnolo è paragonato ad un caprone puzzolente che gli irlandesi andranno a “pestare” (come il grano maturo quando viene trebbiato) per bene! Dovrebbe trattarsi di Carlo IV di Spagna il quale però abdicò in favore del figlio nel 1808, ma poco dopo riebbe la corona dalle mani di Napoleone il 5 maggio anche se prontamente la restituì subito a Napoleone, il quale la diede al fratello Giuseppe Bonaparte. Il popolo spagnolo non sapeva cosa farsene della costituzione francese, se di fatto erano governati dalla Francia. Paradossalmente l’insurrezione che scoppiò il 6 giugno fu sobillata dai nobili e dal clero spagnolo che temevano di perdere i loro privilegi e brigarono affinchè le masse li aiutassero a restaurare la loro autorità!

Goya-fucilazione
4) Ba/no/g: parola in gaelico irlandese che si traduce con “green patch of ground” = small enclosed space, courtyard; trovato scritto anche come  Boyne;
5) Lo strumento che oggi è conosciuto con il nome di uilleann pipes (traducibile grossolanamente come unione di tubi o canne), ovvero la cornamusa irlandese compare solo alla fine del XVII secolo ed è a due ance e a tre bordoni (il terzo si aggiunge nel XVIII sec) con il caratteristico mantice laterale per insufflare l’aria nella sacca sonora. Si potrebbe rintracciare il suo modello nella “musette de cour” francese o nella Northumbrian small-pipe del Borders inglese. Tuttavia la cornamusa irlandese è uno strumento ben più complesso per via dei “regulators” introdotti verso la metà del XVIII sec e diventati tre nel corso del XIX sec. I regulators sono quei tubi “strani” che poggiano sulla coscia del piper, sui quali sono disposte delle chiavi: il musicista riesce a produrre l’accompagnamento ricco di armoniche ma anche ritmico proprio e premendoci sopra il polso!
6) con patriarchs qui si intende i veterani, i vecchi, quasi una parola evocativa e ancestrale, ma  diventa spesso il più nazionalistico “patriota
7) anche mun-a-hoor, ovvero la trascrizione in inglese di una parola in gaelico Mí an Fhomair “month of the harvest” diventata “money more”  ovvero Moneyhore nella parrocchia civile di Rossdroit , Baronia di Bantry
8) the Peelers: qui le ipotesi si sprecano; prima di tutto il significato letterale della parola: nell’antica lavorazione dei chicchi di grano, potrebbe corrispondere al nominativo dato a coloro che si occupano della trebbiatura (vedi), un duro lavoro che si svolgeva nell’aia per separare i chicchi di grano dalla pula mediante la battitura un tempo appunto eseguita manualmente con delle corregge e poi sostituita da una macchina infernale detta trebbiatrice. Infatti nella prima strofa si parla proprio dei covoni che nessuno trebbierà perché gli uomini sono partiti per la guerra; è tanto forse basterebbe.

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Però “Peelers” è anche il soprannome dato alla polizia o meglio alle forze speciali di polizia istituite da Sir Robert Peel con il Peace Preservation Act del 1814 (il primo passo nel riordino delle forze dell’ordine pubblico). Si distinguevano pertanto dai “barnies” ovvero dalla polizia delle Baronie (baronial police) alle quali era stata demandata fino ad allora la gestione dell’ordine pubblico (le prime forze stabili di polizia furono istituite nel 1787 assegnando una ventina di uomini per ogni baronia, una sorta di suddivisione catastale delle Contee. E’ con l’Irish Constabulary Act del 1822 che ha però inizio l’Irish Constabulary. “L’atto istituiva una forza in ogni baronato, con un conestabile capo e ispettori generali, sotto il controllo dell’amministrazione civile del Castello di Dublino. La polizia fronteggiò anche l’irrequietezza tra i poveri dell’Irlanda rurale, che si manifestò in organizzazioni come i Ribbonmen, che attaccarono i proprietari terrieri e le loro proprietà. La nuova forza di polizia dimostrò la sua efficienza contro il separatismo irlandese, sedando la rivolta della Giovane Irlanda nel 1848. A questo seguì un periodo di calma relativa. Comunque la Fratellanza Repubblicana Irlandese, fondata nel 1858, progettò una rivolta armata contro il dominio britannico. Ciò si tramutò in azione diretta con la Rivolta Feniana (1867), segnata da attacchi alle stazioni di polizia più isolate. Anche questa ribellione venne sedata abbastanza facilmente, in quanto la polizia aveva infiltrato i feniani con spie e informatori. La lealtà della forza di polizia durante la rivolta venne ricompensata dalla Regina Vittoria che concesse l’uso del prefisso “reale” e il diritto di usare le insegne dell’Illustrissimo Ordine di San Patrizio. .. La maggioranza dei gradi inferiori nelle aree rurali appartenevano alla stessa classe sociale, religione e retroterra generale dei loro vicini. Attraverso l’applicazione di decine di migliaia di sfratti nell’Irlanda rurale e le molestie verso i capi della Land league, il RIC si era attratto il diffuso disprezzo da parte della popolazione cattolica irlandese durante il XIX secolo.” (tratto da Wikipedia qui) In Italia tra i tanti termini gergali per poliziotto si usa dire (o perlomeno si usava negli anni 70 in Piemonte) “pula“, che guarda caso è proprio la parte di scarto che riveste il chicco di grano!!
9) to peel potrebbe stare per to pillage
10) a stóirín (Mo storeen) óg mo chroí: nella trascrizione di Sparling (seconda edizione 1888) con il libro di Graves come fonte si trascrive il verso in gaelico come a-stóir grádh geal mo-chroídhe; Asto/iri/n o/g mo chroi: little young treasure of my heart ; quasi una frase fatta che viene spesso utilizzata come intercalare nelle canzoni irlandesi più sentimentali
11) buckeens = a poor but aspiring young man of the lower Anglo-Irish gentry. Eddi Reader dice “won’t you trod the buckeens” = non seguirai le orme della gentry
12) “freedom’s sake” o “Ireland’s pride” come viene più comunemente cantato; Johnny combatte nell’esercito britannico al fianco di un popolo (quello spagnolo) che si sta ribellando ai francesi conquistatori, per ottenere l’indipendenza, per la prima volta nella storia europea venne utilizzata la guerriglia contro le truppe napoleoniche.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Chi arerà il campo ora, e chi seminerà (venderà) il grano? Chi laverà le pecore e le terrà ben tosate (
oppure chi baderà alle pecore e le terrà al sicuro)? Il covone che è nell’aia, resterà da trebbiare poichè Johnny è andato a combattere lo sporco re di Spagna. Le ragazze dell’aia possono (solo) ritrarsi nel dolore, il pipaiolo (pifferaio, zampognaro) e il suo mantice possono solo andare a casa a soffiare sul fuoco poichè Johnny, l’amato Johnny è andato per mare insieme con gli altri patrioti a combattere contro il re di Spagna. I ragazzi sentiranno la sua mancanza quando verrà il tempo del raccolto (oppure il tempo di andare alla fiera di Moneyhore) per lamentarsi che il loro capitano coraggioso non si trova, i trebbiatori (i poliziotti) staranno inoperosi contro la loro volontà e inclinazione poichè il ragazzo coraggioso che dava loro lavoro, ora “sbuccia” il re di Spagna. Alle veglie e alle partite di hurling preferite non ti rivedremo più finchè non ritornerai da noi, amore del mio cuore, e non percuoterai la gentry che ci mostra un tale disprezzo (che ci tiene a distanza) perchè i nostri occhi non sono altrettanto neri come quelli che incontrerai in Spagna. Se il destino crudele non permetterà al nostro Johnny di ritornare, la sua dura perdita, noi ragazze di Bantry, non finiremo mai di piangere; ci rassegneremo alla nostra sorte triste di vivere (morire) in pena e sofferenza poichè Johnny è morto per l’orgoglio dell’Irlanda nella terra straniera (assolata) di Spagna.

La prima registrazione però è stata probabilmente quella di Delia Murphy e si trova su YouTube: estroso personaggio, moglie di un ambasciatore, definita”Ireland’s first lady of folk“, Delia ha portato la musica irlandese a Londra, Roma, Canberra, Bonn, Ottawa e Washington negli anni 1920-1960. Il moto di cantare è decisamente d’antan ma il suo valore è storico! (continua)
ASCOLTA Delia Murphy 1941. Le tracce sono state ristampate recentemente dalla famiglia in un CD dal titolo “If I were a Blackbird” (2013) (qui) Il testo è identico alla versione andata in stampa in quegli anni del libro di Lochlainn (la prima edizione è del 1938)

I
Oh, Who will plough the field or who will sell the corn?
Oh, Who will wash the sheep an’ have ‘em nicely shorn?
The stack that’s in the haggard, unthrashed it may remain
Since Johnny went a-thrashing the dirty King of Spain
II
The girls from the bawnogue(2) in sorrow may retire
And the piper and his bellows may go home and blow the fire
For Johnny, lovely Johnny is sailing o’er the main
Along with other patriarchs to fight the King o’ Spain
III
The boys will surely miss him when Moneyhore(7) comes round
And they’ll grieve that their bould captain is nowhere to be found
the Peelers(8) must stand idle, against their will and grain
for the valiant boy who gave them work now peels the King o’ Spain
V
If cruel fate will not permit our Johnny to return
His heavy loss we Bantry girls will never cease to mourn
We’ll resign ourselves to our sad lot and live in grief and pain
Since Johnny died for Ireland’s pride in the foreign land of Spain

Il brano è riproposto dai Clancy Brothers e pubblicata in “Tales & Tunes,” 1988, i quali  non possono fare a meno di metterci un ritornello! Per quanto abbia cercato al momento in rete non è reperibile una registrazione.

VERSIONE THE CLANCY BROTHERS

I
Who will plow the field now, and who will sow the corn
Who will wash the sheep now, and keep them neatly shorn
The stack that’s in the haggard, untouched it may remain
Since Johnny went a-thrashing all in the wars of Spain
CHORUS:
Johnny, lovely Johnny, he’s sailing o’er the main
A-long with other patriots, to fight the King of Spain
II
And the girls from the bawn-oag in sorrow may re-tire
The piper and his bellows, (may) go home and blow the fire
At fairs and hurling matches, your likes we seldom see
Till you come home a-gain to us, a-storeen oag mo cree
III
And a cruel fate will not permit our Johnny to return
His heavy loss, we Bantry girls will never cease to mourn
We re-sign ourselves to our sad lot, and die in grief and pain
Johnny died for freedom’s sake in the foreign lands of Spain

(Cattia Salto aprile 2015)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=83746
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=71328 http://mysongbook.de/msb/songs/b/bantrygi.html http://www.eddireader.net/tracks/esBGL.htm http://www.deliamurphy.com/Delia_Murphy/Delia_Murphy/Delia_Murphy.html http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5843 http://ontanomagico.altervista.org/piva.htm
http://www.itma.ie/digitallibrary/print-collection/claisceadal-songsheets
http://www.ouririshheritage.org/page/delia_murphy