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LOUGH ERNE SHORE

Con lo stesso titolo si identificano due diverse melodie, la prima è quella più comunemente nota come “Shamrock shore” (vedi) per il titolo del testo a cui è abbinata

ERIN SHORE O LOUGH ERIN SHORE

ASCOLTA The Corrs in Forgiven, Not Forgotten 1995)

ASCOLTA The Corrs in “Unplugged” 1999

oppure la versione live The Corrs & The Chieftains 2008

LOUGH ERNE SHORE

angelabetta3La seconda è una Irish pastoral love song probabilmente una “Ulster Hedge School ballad” del 1700 o 1800. Per il soggetto ricorda un’altra ballata dal titolo “The Pretty Girl Milking the Cow” (vedi). La melodia è una slow air tipica delle aisling song (rêverie song) ossia un genere letterario della poesia irlandese (per lo più in gaelico) proprio del 1600-1700 in cui il protagonista (spesso un poeta) ha la visione in sogno di una bella fanciulla che rappresenta l’Irlanda. Questa in particolare sebbene non sia pervenuta nella sua versione in gaelico si ritiene provenga dal un maestro di scuola (hedge-school) del Fermanagh

ASCOLTA Paddy Tunney (vedi scheda)
ASCOLTA Paul Brady & Andy Irvine  in “Andy Irvine and Paul Brady” (1976).
ASCOLTA La Lugh

ASCOLTA Old Blind Dogs

VERSIONE PADDY TUNNEY da “The Stone Fiddle”
I
One morning as I went a-fowlin’,
bright Phoebus(1) adorned the plain.
It was down by the shades of Lough Erne(2),
I met with this wonderful dame.
II
Her voice was so sweet and so pleasing;
these beautiful notes she did sing.
And the innocent fowl of the forest,
their love unto her they did bring.
III
Well, it being the first time I met her,
my heart, it did lep with surprise.
And I thought that she could be no mortal,
but an angel that fell from the skies.
IV
Her hair it resembled gold tresses;
her skin was as white as the snow.
And her lips were as red as the roses
that bloom around Lough Erne shore.
V
When I heard that my love was eloping,
these words unto her I did say:
“Oh, take me to your habitation,
for Cupid(1) has led me astray.”
VI
“For ever I’ll keep the commandments;
they say that it is the best plan.
Fair maids who do yield to men’s pleasures,
the scriptures do say they are wrong.”
VII
“Oh, Mary, don’t accuse me of weakness,
for treachery I do disown.
I will make you a lady of the splendour
if with me, this night, you’ll come home.”
VIII
Oh, had I the lamp of great Al-addin(3),
his rings and his genie that’s more,
I would part with them all for to gain you,
and live around Lough Erne shore.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Una mattina mentre ero a passeggio, il luminoso Febo(1) soleggiava la pianura così mi addentrai nei boschetti del Lago Erne (2) e incontrai una bella dama.
II
La sua voce era così dolce e armoniosa,
le belle note che cantava gli innocenti uccelli del bosco (ri)portavano con l’amore a lei.
III
Essendo la prima volta che la incontravo il mio cuore fece un balzo per la sorpresa e pensai che lei non potesse essere una mortale, ma un angelo caduto dal cielo.
IV
I capelli sembravano trecce d’oro, la pelle bianca come la neve, e le labbra rosse come le rose
in fiore lungo le rive del Lago Erne.
V
Quando mi accorsi che mi ero innamorato,
le dissi queste parole
“Oh portatemi alla vostra dimora, che Cupido(1) mi ha colpito”.
VI
“Osserverò i comandamenti per sempre, dicono che sia il miglior proposito. Le scritture dicono che sono in errore le belle fanciulle che soggiacciono ai voleri degli uomini”
VII
“Oh Maria non accusarmi di debolezza
perchè io rinnego il tradimento,
ti farò una signora ricca se con me, questa notte, verrai!
VIII
Avessi la lampada del grande Aladino(3)
e in più i suoi anelli e il genio,
li condividerei tutti con te per vivere sulla riva del Lago Erne”

NOTE
1) l’autore da sfoggio delle sue conoscenze classiche citando a Febo (ovvero Apollo) il dio del sole  e Cupido il dio dell’amore
2) Il Lough Erne è un complesso di due laghi situati nelle Midlands d’Irlanda: Lower e Upper. “Senza alcuna fretta di raggiungere il mare, il fiume Erne serpeggia da una parte all’altra dell’acquosa e boscosa contea Fermanagh. Scorre fino a formare un lago composto di due bacini, Lower e Upper Lough Erne, nel cui centro si trova l’isoletta su cui sorge il capoluogo di contea, Enniskillen. Paradiso per uccelli, fiori e piante selvatiche e pescatori, Lough Erne è un corso d’acqua meraviglioso, ideale per crocere e gite in barca. ” (tratto da qui)
3) il verso si ritrova anche in una canzone dallo stesso tema “The Pretty Maid Milking her Cow

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19864
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11428
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28342
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Lough_Erne’s_Shore

SHAMROCK SHORE

Una canto irlandese tradizionale molto probabilmente originario del Donegal, di cui per una sola melodia sono state scritte diverse versioni testuali, che pur trattando lo stesso tema non si possono considerare come varianti.

Già alla fine del 1800 P. W. Joyce lo riporta nella sua raccolta “Ancient Irish Music” per poi ripubblicarlo nel 1909, così scrive “This air, and one verse of the song, was published for the first time by me in my Ancient Irish Music, from which it is reprinted here. It was a favourite in my young days, and I have several copies of the words printed on ballad-sheets“.

LA MELODIA

Una melodia tipicamente irish diffusa tra i traveller già alla fine del 1700, oggi si conosce con diversi titoli: Shamrock shore, Erin Shore (ASCOLTA versione strumentale del gruppo irlandese The Corrs in Forgiven, Not Forgotten 1995), Lough Erin Shore (ASCOLTA la versione strumentale sempre dei Corrs in Unpluggesd 1999), Gleanntáin Ghlas’ Ghaoth Dobhair, Gleanntan Glas Gaoith Dobhair ovvero The Green Glens Of Gweedor (con testo scritto da Francie Mooney) (vedi)

Così con il titolo di Shamrock shore compare in diversi broadsides databili tra il 1819 e il 1844

PRIMA VERSIONE

ASCOLTA Horslipe

I
In early spring when small birds sing and lambkins sport and play,
My way I took, my friends forsook, and came to Dublin quay;
I enter’d as a passenger, and to England I sailed o’er;
I bade farewell to all my friends, and I left the shamrock shore.
II
To London fair, I did repair some pleasure there to find
I found it was a lovely place, and pleasant to mine eye
The ladies to where fair to view,
and rich the furs they wore
But none I saw, that could compare to the maids of the shamrock shore…

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
All’inizio della primavera quando gli uccellini cantano e gli agnellini si divertono e giocano, presi la mia strada e abbandonai gli amici per andare al molo di Dublino. Mi imbarcai come passeggero e lasciai l’Inghilterra, dissi addio a tutti i miei amici e lasciai la spiaggia del trifoglio. Nella bella Londra mi recai per cercare del divertimento, ho trovato un posto bel posto e piacevole ai miei occhi, belle donne da guardare con indosso delle costose pellicce, ma niente vidi che si sarebbe potuto paragonare alla fanciulle della costa del trifoglio

Ancora P. W. Joyce in Old Irish Folk Music (1909) riporta il seguente testo
“Ye muses mine, with me combine and grant me your relief,
While here alone I sigh and moan, I’m overwhelmed with grief:
While here alone I sigh and moan far from my friends and home;
My troubled mind no rest can find since I left the Shamrock shore.”

LA VERSIONE STANDARD

songsofadonegalman_12ts257The common Paddy’s Green Shamrock Shore was first sung on an EFDSS LP(1969) by Packie Manus Byrne, now over 80 and living in Ardara Co Donegal*. He was born at Corkermore between there and Killybegs. It was taken up by Paul Brady and subsequently. However, there are longer and more local (to north Derry, Donegal) versions in Sam Henry’s Songs of the People and in Jimmy McBride’s The Flower of Dunaff Hill.” (tratto da qui) Sam Henry scrive in merito “Another version has been received from the Articlave district, where the song was first sung in 1827 by an Inishowen ploughman.”

*Packie è morto il 12 maggio 2015

ASCOLTA Liam Ó Maonlai (strofe I, IV, V, II)

ASCOLTA The Chieftains (strofa I, II, IV, V, II)
ASCOLTA The Johnstons (la voce è di Paul Brady) in “The Barley Corn” 1969

I
From Derry quay we sailed away
On the twenty-third of May
We were boarded by a pleasant crew
Bound for Amerikay
Fresh water then we did take on
Five thousand gallons or more
In case we’d run short going to New York
Far away from the shamrock shore
II
Then fare thee well, sweet Liza dear
And likewise to Derry town
And twice farewell to my comrades bold
That dwell on that sainted ground
If fame or fortune shall favour me
And I to have money in store
I’ll come back and I’ll wed the wee lassie I left
On Paddy’s green shamrock shore
III
At twelve o’clock we came in sight
Of famous Mullin Head
And Innistrochlin to the right stood out
On the ocean’s bed
A grander sight ne’er met my eyes
Than e’er I saw before
Than the sun going down ‘twixt sea and sky
Far away from the shamrock shore
IV
We sailed three days (weeks), we were all seasick
Not a man on board was free
We were all confined unto our bunks
And no-one to pity poor me
No mother dear nor father kind
To lift up my head, which was sore
Which made me think more on the lassie I left
On Paddy’s green shamrock shore
V
Well we safely reached the other side
in three (fifteen) and twenty days
We were taken as passengers by a man(1)
and led round in six different ways,
We each of us drank a parting glass
in case we might never meet more,
And we drank a health to Old Ireland
and Paddy’s Green Shamrock Shore

NOTE
1) si riferisce dell’accoglienza a Ellis Island (New York) quando gli immigrati erano ispezionati e trattenuti per le formalità burocratiche, ma la frase non è molto chiara

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dal porto di Derry partimmo il 23 di Maggio eravamo a bordo di una ciurma che salpava per l’America, abbiamo preso cinque mila e più litri di acqua fresca per il breve viaggio fino a New York, lontano dalla spiaggia del trifoglio. Così addio cara e dolce Liza, e addio alla città di Derry e due volte addio ai miei bravi compagni che restano su quella terra santa, se fama e fortuna mi arrideranno e farò dei soldi a palate, ritornerò indietro e sposerò la fidanzatina che ho lasciato sulla spiaggia del verde trifoglio degli Irlandesi. Navigammo per tre giorni e abbiamo sofferto tutti il mal di mare, non c’era un uomo a piede libero a bordo, eravamo tutti confinati nelle nostre cuccette, senza nessuno a confortarmi, né la cara madre, né il buon padre a sorreggermi la testa che era dolorante. il che mi ha fatto pensare ancora di più alla ragazza che ho lasciato sulla spiaggia del verde trifoglio degli Irlandesi.
Raggiungemmo infine l’altra sponda in salvo in 23 gioni, siamo stati presi come passeggeri da un uomo che ci ha portato in giro in sei modi differenti, così bevemmo tutti il bicchiere dell’addio nel caso non ci fossimo più incontrati e bevemmo alla salute della vecchia Irlanda e della spiaggia del verde trifoglio.

continua seconda parte qui

FONTI
http://www.ceolas.org/cgi-bin/ht2/ht2-fc2/file=/tunes/fc2/fc.html&style=&refer=&abstract=&ftpstyle=&grab=&linemode=&max=250?isindex=green+shamrock+shore https://thesession.org/tunes/5936 https://thesession.org/discussions/2129 https://thesession.org/tunes/7048 https://thesession.org/discussions/13438 https://thesession.org/recordings/218 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=62929 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=130087 http://www.kinglaoghaire.com/lyrics/191-paddy-s-green-shamrock-shore http://www.kinglaoghaire.com/lyrics/192-paddys-green-shamrock-shore-1 http://www.celticlyricscorner.net/soundtracks/paddys.htm

THE MINSTREL BOY: THE LAST HERO

021_The_Sword_and_the_Harp_by_Gold-SevenUna canzone patriottica irlandese, forse la più conosciuta al mondo, scritta da Thomas Moore (1779-1852) su una vecchia melodia intitolata The Moreen e pubblicata nel suo “Irish Melodies“.
Sebbene molte altre sue composizioni l’avessero reso ricco e famoso, la maggior parte di esse non hanno superato l’Ottocento, “The Minstrel Boy” invece è diventata una canzone di fama mondiale.
E’ opinione diffusa che Moore abbia composto la canzone in ricordo di alcuni amici di gioventù, che hanno partecipato alla ribellione irlandese del 1798: la canzone è diventata popolare tra gli irlandesi che hanno combattuto durante la guerra civile americana e sempre in America è diventata una specie di inno nei dipartimenti pubblici civili che hanno visto storicamente una grande componente di irlandesi-americani nei loro ranghi, come la polizia e i vigili del fuoco di New York, Boston e Chicago e di altre principali aree metropolitane degli Stati Uniti. La melodia è spesso suonata ai funerali dei soci e/ o funzionari di organizzazioni che sono morti o sono stati uccisi in servizio, in genere con le cornamuse. E ovviamente il brano è tra i preferiti dei soldati irlandesi!

THE MINSTREL BOY

Una canzone popolare e conosciuta internazionalmente, tra le più registrate, il primo fu il tenore irlandese John McCormack che la incise agli inizi della sua carriera (e venne perciò soprannominato the Irish Ministrel); al suo successo hanno contribuito inoltre numerosi films e programmi televisivi (Star Trek, The Man Who Would Be King, The Young Indiana Jones Chronicles e Profiles in Courage) tra i quali il più recente film “Black Hawk Down“.

La canzone afferma che l’anima di un popolo non potrà mai essere incatenata: il giovane combatte per il suo paese (all’epoca con la spada) fino alla morte e così tutto il popolo (ovvero le tante persone con sentimenti patriottici) faranno, perchè il nemico non dovrà mai toccare la patria degli altri.
Siamo in pieno Romanticismo e l’ideale romantico esalta il concetto di nazione (e quindi di popolo e patria), è in nome di questo ideale romantico che i popoli oppressi o dominati dalle potenze straniere (tra i quali gli italiani, tanto per citarne uno) combattono per la loro libertà e indipendenza. Il nemico ti conquista se è più numeroso o armato meglio, ma non potrà mai portarti via la tua anima o spirito come si voglia chiamare ossia le tue usanze e tradizioni, la lingua, la cultura e la tua musica
Eppureil testo si presta a più letture  e si adatta alle opinioni tra il moderato e l’estremo.

L’EROE ROMANTICO

Thomas Moore aveva  in mente un tipo preciso di patriota idealista quello che guidava le ribellioni irlandesi con il suo ardore giovanile, la sua dedizione alla causa, la sua pervicace convinzione nell’ideale, di certo un po’ ingenuo e poco esperto, e così imbottito di una concezione eroica dell’uomo che finiva più spesso ucciso o catturato, ma era pieno di passione e di sentimento. Così Moore descrive i giovani ribelli di allora, poeti, studiosi e sognatori, privi di senso pratico e non addestrati alle strategie della guerra, eppure che affrontano il nemico e il loro tragico destino con coraggio, fierezza e dignità. (vedasi ad esempio il prototipo del gentleman irlandese Robert Emmet)

LA VERSIONE STRUMENTALE

La melodia risale probabilmente alla fine del 1500, adattata da Moore sul testo ed all’epoca arrangiata per voce e pianoforte; oggi è più spesso interpretata come marcia con tamburi e cornamuse o come brano solistico all’arpa. Ovviamente le versioni per cornamuse nel WEB si sprecano come se ne trovano molte anche per arpa, ma quelle che segnalo sono:

ASCOLTA Semyon Kobialka & Daniel Kobialka in “American Classics” : il figlio al clavicembalo e il padre al violino

ASCOLTA The Corrs ancora la melodia portata dal violino in un arrangiamento tra il classico e il folk

ASCOLTA Celtic Passion dove il canto solista è affidato prima al flauto seguito da un delicato arrangiamento per pianoforte.

IL TESTO

Le versioni irlandesi spaziano da quella più tradizionale dei Clancy Brothers a quella rockeggianate di Shane Macgowan.

ASCOLTA Joe Strummer and the Mescaleros dal film “Black Hawk Down” di Ridley Scott 2001
ASCOLTA Sean Connery nel film “The Man Who Would Be King” di John Huston, 1975 (al 2:50 min se non parte in automatico)

Stessa melodia ma diverso inno The Son of God:
A glorious band, the chosen few
On whom the Spirit came;
Twelve valiant saints, their hope they knew,
And mocked the cross and flame.
They met the tyrant’s brandished steel,
The lion’s gory mane;
They bowed their heads the death to feel:
Who follows in their train?

ASCOLTA Jack Lukeman noto anche come Jack L il cantautore di Kildare che ha realizzato un video-reportage sulla rivolta di Pasqua 1916 (vedi) – strofe da I a IV,  una versione più epica che marziale che tocca le corde del sentimento

ASCOLTA John McDermotty (un classico)


I
The Minstrel Boy
to the war has gone
In the ranks of death(1)
you will find him,
His father’s sword
he hath girded on (2)
And his wild harp slung behind him
II
“Land of Song!(4)”
said the warrior bard(5)
“Though all the world betrays thee(6)
One sword, at least,
thy rights shall guard
One faithful harp shall praise thee!”
III
The Minstrel fell,
but the foeman’s chains
Could not bring
this proud soul under
The harp he loved never spoke again
For he tore its chords asunder
IV
And said, “No chains
shall sully thee
Thou soul of love and bravery!
Thy songs were made
for the pure and free(7)
And shall never sound in slavery(8)!”
V
The Minstrel Boy
will return one day
when we hear the news
we all will cheer it,
the minstrel boy will return I pray
torn in body perhaps,
not in spirit
and then you’ll play
his harp in peace,
as heaven hath intended,
for all the bitterness of man
must cease and ev’ry battle ended.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Il giovane menestrello
è andato in guerra,
nei ranghi della morte (1)
lo troverete,
si è cinto
con la spada del padre (2)
e si è appeso alla spalla la rustica arpa (3)
II
“Terra melodiosa! (4)”
disse il bardo guerriero (5)
“Anche se tutto il mondo ti tradisce (6)
almeno una spada
i tuoi diritti difenderà
e un’arpa fedele ti loderà! ”
III
Il Menestrello è caduto,
ma le catene degli oppositori,
non possono sottomettere
questo spirito fiero:
l’arpa che amava non canterà mai più, che lui le corde a pezzi le strappò
IV
E disse: “Nessuna catena
dovrà macchiarti,
tu anima dell’amore e del coraggio!
Le tue canzoni sono state fatte
per la purezza e la libertà (7)
e non dovrai mai suonare in schiavitù(8)”
V
Il giovane menestrello
ritornerà un giorno,
quando sentiremo la novella
tutti esulteremo.
Il giovane menestrello ritornerà-io prego
straziato forse nel corpo,
ma non nello spirito.
Allora si suonerà
la sua arpa in pace,
come s’intende il paradiso,
che tutte le amarezze dell’uomo
saranno cessate e ogni battaglia finita.

NOTE
1) le prime file all’assalto sono quelle destinate più facilmente alla morte
2) nella traduzione mi sovviene l’italico inno di Mameli “dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa”
3) ovvero l’arpa bardica un po’ tozza e piccola:  già nel XI° sec. si attribuisce ai Celti la realizzazione di due tipi di arpa, una più piccola con una decina di corde che si portava a spalla o era fissata alla cintura e una più grande (in gaelico clàirseach) con una trentina di corde: la cassa armonica si otteneva, diversamente da oggi, scavando un singolo blocco di legno (più diffusamente di salice), le arpe celtiche cosiddette “a testa bassa” erano così lavorazioni di scultura e d’intarsio, strumenti raffinati e preziosi consoni alla nobiltà. In questo senso la “wild harp” è da intendersi nella versione più “rustica” come arpa a 10 corde (continua)
4) letteralmente terra della canzone, ovvero l’Irlanda, ma per estensione ogni patria tradita, ovvero vilipesa e calpestata. L’ironia della storia è che anche gli inglesi cantavano la canzone nei loro bei salotti frequentati da personaggi romantici alla Lord Byron ignari che le “foeman’s chains” citate da Thomas Moore erano proprio le loro (dovevano essere però piuttosto duri di comprendonio per non capirlo)!!
5) nei tempi antichi i guerrieri erano anche bardi cioè poeti, o le loro gesta eroiche e la loro morte era cantata dai bardi che avrebbero tramandato nei secoli la loro memoria, così la loro breve (vissuta in sprezzo al pericolo) vita non sarebbe stata vissuta invano. Per un guerriero, l’onore rappresentava tutto; un uomo si valutava in base ad esso, e, difatti, uno degli strumenti più pericolosi nella società celtica era la satira, un particolare canto dei poeti che, deridendo un uomo, ne causava l’allontanamento dalla società. Ogni guerriero era tenuto a difendere, a prezzo della vita, il suo onore, insieme a quello del suo clan. continua
6) Per estensione oggi si legge: due sono le cose che restano alla patria tradita, le armi e un fedele esercito. Si esprime il concetto che per liberarsi dall’oppressore (inglese) gli irlandesi devono conquistare la libertà con il loro valore e il loro sacrificio, senza illudersi che un popolo straniero (Francia e Spagna) possa regalare loro la libertà; ma anche che viltà e corruzione dominano nel presente così come la slealtà e l’ipocrisia dei traditori e dei conformisti; nelle intenzioni di Moore la frase significava: è giunta l’ora per i giovani idealisti di agire in prima persona con devozione disinteressata e sacrificio.
7) si esprime qui un concetto caratteristico del romanticismo: la libertà individuale non è solo politica ma più estesamente intesa come libertà morale dalle passioni, dai vizi e dai compromessi, si badi bene non dal sentimento che sentimento e ragione nell’idealismo romantico sono parimenti importanti.
8) Un punto di vista a mio avviso un po’ estremo e al limite del fanatismo, sono infatti le canzoni a liberare gli uomini dalle catene anche se cantate in schiavitù, la musica non è solo per i cori angelici e le beate schiere del paradiso ma anche per le miserie e i tormenti sulla terra. Diverso è invece se il poeta avesse voluto intendere che l’arpa ossia la musica non si piegherà mai alle lodi e alle piaggerie verso il tiranno, così il giovane soldato ha preferito distruggere l’arpa piuttosto che farla cadere nelle mani del nemico! Ma questa lettura è solo superficiale perchè l’arpa è il simbolo dell’Irlanda e quindi sotto possiamo leggervi un messaggio ancora più estremo. A mio avviso bisogna stare attenti a non confondere il patriottismo con il fanatismo che è appunto esibito con il gesto del menestrello che distruggere la sua arpa, è un po’ come se i genitori uccidessero i loro figli per non farli cadere in mano nemiche, gesto al limite giustificabile solo se fossero certi che a loro venissero inferte violenze e brutali uccisioni, non solo perchè diventeranno schiavi: la vita viene prima di tutto e solo come ultima ratio può essere sacrificabile.
In questo senso anche il suicidio, più discreto come quello letterario di Jacopo Ortis o più eclatante di quello che si fanno esplodere (o si danno fuoco) in pubblico fa parte di una concezione eroica dell’uomo: Ugo Foscolo nel suo romanzo delinea un eroe romantico che per non arrendersi e sfuggire a una situazione umiliante e straziante reagisce con l’unico modo che gli resta (titanismo eroico e vittimismo sono le due facce della stessa medaglia).

A volte la II, III e IV strofa sono riassunte in un super-concentrato:
I
The minstrel boy to the war is gone,
In the ranks of death ye may find him;
His father’s sword he hath girded on,
With his wild harp slung along behind him.
II
Land of Song, the lays of the warrior bard,
May some day sound for thee,
But his harp belongs to the brave and free
And shall never sound in slavery!”

FONTI
http://www.libraryireland.com/Irish-Melodies/The-minstrel-boy-1.php
http://goodmorningbritten.wordpress.com/2013/11/26/listening-to-britten-the-minstrel-boy/
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/18/minstrel.htm
http://thesession.org/tunes/6782
http://www.poetryfoundation.org/bio/thomas-moore

ILLUSTRAZIONI
http://gold-seven.deviantart.com/art/The-Sword-and-the-Harp-199540500

I KNOW MY LOVE

Un brano della tradizione popolare irlandese dalle probabili origini ottocentesche, pervenuto in varie versioni e largamente diffuso in Irlanda con un’atipica protagonista femminile che lamenta il suo amore non corrisposto.
Il riferimento nella II strofa ad una località detta Mardyke permette di collocare il racconto originario a Cork nel Munster, Irlanda del Sud.

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La protagonista dichiara il proprio amore nei confronti di un ragazzo del luogo, il quale, però, non ricambia il sentimento, anzi, frequenta altre donne dalla dubbia reputazione; così chi canta esprime gelosia ed infelicità, che culmina nel lamento nel ritornello, in cui lei piange disperata.

Come se non bastasse oltre a non essere particolarmente bella, lei non è nemmeno un “buon partito” che per un ragazzo così libertino e vagabondo potrebbe essere forse un’attrattiva per un matrimonio d’interesse; così l’umile condizione “socio-economica” non permette alla ragazza di mettere in luce le sue qualità di brava donna di casa e di donna dalle mani d’oro che sa come tessere e confezionare un buon vestito da uomo!

Nell’ultima strofa si deduce che il ragazzo lascerà l’Irlanda e, molto probabilmente, sposerà una straniera. Due sono le versioni nel merito: la sposa del ragazzo è una English damsel “donzella inglese”, nell’altra è una American girl “ragazza americana”

Sebbene la ragazza gelosa si lamenti e pianga, la melodia, allegra e veloce, ci fa propendere per una lettura in chiave umoristica e caricaturale della storia.

La prima versione pubblicata da Herbert Hughes, senza la IV strofa, si trova nel I volume di “Irish Country Songs” e risale al 1909.

ASCOLTA Jimmy Clowley in Uncorked 1998 (già membro dei Stokers Lodge di Cork con i quali aveva registrato il brano nel 1979 nell’album omonimo titolo peraltro presente in molte compilations di irish music) che lo aveva imparato da Luke Kelly dei Dubliners. La gente di Cork ha un suo accento e un suo slang

ASCOLTA Danny Carnahan in Journeys Of The Heart 1989 con un interessante arrangiamento al mandolino

ASCOLTA The Chieftains e The Corrs in “Tears from Stone” 1999 La versione dei Chieftains eseguita con i Corrs è diventata la più imitata.

I
I know my love by his way of walking
And I know my love by his way of talking
And I know my love dressed in a suit of blue(1)
but if my love leaves me what will I do?

[Refrain] :
And still she cried, “I love him the best
And a troubled mind sure can know no rest”
And still she cried, “Bonny(2) boys are few
And if my love leaves me what will I do”

II
There is a dance house in Maradyke(3)
And there my true love goes every night
He takes a strange(4) girl upon his knee
Well now don’t you think that that vexes me?(5)
III
If my love knew I can wash and wring(6)
If my love knew I can sew and spin
I’d make a coat of the finest kind
But the want of money sure leaves me behind
IV
I know my love is an arrant(7) rover
I know he’ll wander the wild world over(8)
In dear old Ireland he’ll no longer tarry(9)
An American girl he’s sure to marry(10)

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Conosco il mio amore dal modo di camminare, c
onosco il mio amore dal modo di parlare
conosco il mio amore dal suo vestito blu
ma se lui mi lascia cosa farò?

Ritornello
E lei grida ancora, “Lo amo sopra ogni cosa e una mente in affanno di certo non conosce pace” E lei grida ancora, “I ragazzi belli sono   pochi e se il mio amore mi lascia cosa farò?”

II
C’è una sala da ballo in Maradyke
ed è lì che il mio caro amore va ogni notte
prende una ragazza straniera sulle ginocchia, così allora non credete che   questo mi infastidisca?
III
Se il mio amore sapesse che so fare il bucato, se il mio amore sapesse che so   tessere e filare, potrei fargli un vestito della migliore qualità, ma la   mancanza di denaro me lo impedisce.
IV
Il mio amore è un perfetto vagabondo
che gira per tutto il mondo, perchè nella cara vecchia Irlanda più a lungo non rimarrà e una ragazza americana sicuramente sposerà.

NOTE
1) oppure “And I know my love in the jacket blue
2) bonny: bello, termine tipico del dialetto scozzese
3) Maradyke o Mardyke era una strada Cork: Il Walk Mardyke era una strada della zona portuale, popolata da marinai, ubriachi e postitute poi ripulita e trasformta in passeggiata più borghese, oggi inglobata nella zona universitaria. C’era un St. Francis’ Hall nota sala da ballo agli inizi del 1900 e ritrovo preferito dai giovani fino agli anni ’20.
4) in altre versioni l’aggettivo è “quare” decisamente più volgare per indicare una vecchia baldracca o una donnina facile
5) oppure “And don’t you know how that troubles me
6) tradotto in italiano con fare il bucato al posto di “lavare e strizzare”
7) oppure ” handsome” oppure “errant
8 oppure “And I know he’ll roam the whole world over
9) to tarry: “rimanere” forma dialettale in disuso equivalente a to stay
10) oppure “And an English girl sure he’s sure to marry

UNA VISITA A CORK

CORK E DINTORNI: UN’ALTRA IRLANDA
Cork è la seconda città d’Irlanda per dimensione dopo Dublino e la terza se si considera l’intera Isola (nel qual caso va aggiunta Belfast) nonché il capoluogo della propria contea (la più grande del Paese sebbene non arrivi neppure a 500.000 abitanti in totale) e la città principale della regione del Munster. Oggi è una cittadina middle class che non ha molti ricordi del suo passato sanguinoso e negli ultimi sei anni sta vivendo una specie di “Rinascimento”. Da città grigia e spenta è stata trasformata archettonicamente (trasformazione che tutt’ora continua incessante e che proseguirà fino alla ristrutturazione dei dock e il trasferimento del porto commerciale totalmente a Ringaskiddy) ed è attualmente una città vibrante e giovane, grazie anche alla sua università principale, UCC, il suo politecnico, CIT, ed i vari istituti d’arte che costellano la zona urbana. continua

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/i/iknowmyl.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20116
http://www.irishmusicdaily.com/i-know-my-love
http://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/iknowmylove.html
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/FSWB143.html
http://www.corkpastandpresent.ie

ILLUSTRAZIONI
http://www.vintage-views.com/antique_prints-of-ireland/index10.html

MY LAGAN LOVE

Con la stessa melodia, una slow air delicata e malinconica, e due titoli simili si identificano ben tre canzoni.

LA VERSIONE DELLA TRADIZIONE IRLANDESE

Il testo è stato scritto nel 1904 dal poeta di Belfast Joseph Campbell (1879-1944) su una melodia tradizionale irlandese del Donegal. La canzone è stata pubblicata in “Songs of Uladh” di Herbert Hughes e Joseph Campbell, scritta probabilmente nel 1903 durante una vacanza nel nord del Donegal e nella nota si spiega come il brano sia arrivato a lui dalla tradizione orale ottocentesca.

“I got this from Proinseas mac Suibhne who played it for me on the fidil. He had it from his father Seaghan mac Suibhne, who learned it from a sapper working on the Ordnance Survey in Tearmann about fifty years ago. It was sung to a ballad called the “Belfast Maid,” now forgotten in Cill-mac-nEnain”
[Traduzione in italiano: Ho ricevuto questo da Proinseas mac Suibhne che lo ha suonato per me al violino. L’ha avuto da suo padre Seaghan mac Suibhne, che lo imparò da un lavoratore… circa 50 anni fa. Era cantata con una melodia detta Belfast Maid ormai dimenticata.]

E’ la storia di un innamorato e del suo “lily fair” (in italiano bel giglio) dai capelli neri e dagli occhi nocciola che vive lungo le rive del fiume Lagan. L’uomo sbircia dal buco della serratura la vita della donna, che vive da sola con il padre barcaiolo, e nella quarta strofa finalmente anche lei ricambia il suo amore.

Sono le parole, unite alla melodia, ad essere intense, espressione di un amore totalizzante, che rende l’uomo schiavo perchè “love is lord of all“!

Ma nella prima strofa il poeta, noto nazionalista irlandese, dichiara velatamente il suo amore per l’Irlanda! Seosamh MacCathmhaoil cosi come si faceva chiamare il poeta in uno pseudonimo in gaelico, infarcisce il brano di credenze tradizionali preveniente da un mondo rurale idealizzato.

My-Lagan-Love
Illustrazione relativa a My Lagan Love pubblicata in “Songs of Uladh”

LA GUIDA ALL’ASCOLTO

In genere nelle registrazioni in commercio la II strofa è saltata. Ottime registrazioni anche da Anuna in Invocation, Jim McCann in Grace, ma sono tantissimi gli artisti e i gruppi che la propongono.

ASCOLTA Lisa Hannigan & The Chieftains in Voice of Ages, un’interpretazione crepuscolare da pelle d’oca (molto bello anche il video di Leslie Spencer)

ASCOLTA Sinead O’Connor in Sean Nos Nua

ASCOLTA The Corrs in Home


I
Where Lagan(1) stream sings lullaby
There blows a lily fair
The twilight gleam is in her eyes
The night is on her hair
And, like a love sick lennan-shee(2)
She has my heart in thrall
No life have I, no liberty,
For love is lord of all
II
Her father sails a running-barge
‘Twixt Leamh-beag and The Druim(3);
And on the lonely river-marge
She clears his hearth for him.
When she was only fairy-high
Her gentle mother died;
But dew-Love keeps her memory
Green on the Lagan side
III
And sometimes when the beetle’s horn
Hath lulled the eve to sleep,
I steal unto her shieling(4) lorn
And through the door-ring peep,
There on the crickets’ singing-stone(5)
She spares the bogwood fire,
And hums in sad sweet and undertone,
The song of heart’s desire
IV
Her welcome, like her love for me,
Is from her heart within:
Her warm kiss is felicity
That knows no taint of sin.
And, when I stir my foot to go,
‘Tis leaving Love and light
To feel the wind of longing blow
From out the dark of night.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Là dove il fiume Lagan(1) canta una nenia
cresce un bel giglio
il riflesso del crepuscolo brilla nei suoi occhi, la notte sui suoi capelli
e come una fata gelosa(2), malata d’amore,
lei tiene il mio cuore in schiavitù
non vivo più, non sono più libero
che Amore è padrone di ogni cosa
II
Suo padre spinge le vele della chiatta
tra Lamberg e il Drum(3)
e sulla sponda del fiume solitario
lei accudisce la sua casa per lui.
Quando era solo una piccola fata
la sua buona madre morì,
ma l’amore rinverdisce il ricordo di lei con le lacrime, sulla sponda del Lagan.
III
A volte quando il corno del coleottero
ha fatto addormentare la sera cullandola,
io mi avvicino alla sua dimora(4) solitaria
attraverso la soglia sbircio,
là sul focolare dove cantano i grilli(5),
lei che alimenta il fuoco con la legna di brughiera e mormora dolcemente sottovoce la canzone dei desideri del cuore.
IV
Il suo benvenuto, come il suo amore per
me, giunge dal più profondo:
il suo bacio caldo è la felicità
che non conosce la macchia del peccato
e, quando riesco ad andarmene
così lascio Amore e luce
per sentir soffiare il vento della nostalgia
fuori nel buio della notte

NOTE
1) Lagan: fiume che attraversa Belfast, Altri però ritengono che il fiume sia un torrente che sfocia nel Lough Swilly nella contea di Donegal, non lontano da Letterkenny, dove Herbert Hughes raccolto la canzone nel 1903.
2) Lennan-shee – Shide Leannan (lett fata bambino) leman shee  è la fata che cerca l’amore tra gli umani. La fata, che è un essere sia di genere maschile che femminile, dopo aver sedotto un mortale lo abbandona per ritornare nel suo mondo. L’amante si tormenta per l’amore perduto fino alla morte.
Gli amanti delle fate hanno una vita breve, ma intensa. La fata che prende come amante un umano e anche la musa ispiratrice dell’artista che offre il talento in cambio di un amore devoto, portando l’amante alla follia o a una morte prematura.
3) Lambeg è un villaggio tra Lisburn e Belfast e the Drum è il sito di un canale parallelo al fiume in prossimità del ponte che lo attraversa
4) shieling: riparo stagionale di pastori tipo capanno
5) Crickets’ singing-stone: I grilli sono animali portafortuna e sentire il loro canto vicino al focolare era di buon auspicio. Era consuetudine per i novelli sposi portare nella nuova casa una coppia di grilli dalla casa dei genitori.

MY LAGAN LOVE BY CARDER BUSH

ASCOLTA Kate Bush (vedi Hounds of Love ristampa 1997 nelle bonus track) con l’incanto della sola voce

Il testo del fratello non tiene conto di quello di J. Campbell, ma, suggestionato della melodia, parla di Lagan come di una persona che muore ed è rimpianto dalla donna che lo amava.

TESTO DI JOHN CARDER BUSH
I
When rainy nights   are soft with tears,
And Autumn leaves are falling,
I hear his voice on tumbling waves
And no one there to hold me.
At evening’s fall he watched me walk.
His heart was mine.
But my love was young, and felt
The world was not cruel, but kind.
II
Where Lagan’s light fell on the hour,
I saw him far below me-
Just as the morning calmed the storm-
With no one there to hold him.
My loves have come, my loves have gone,
And nothing’s left to warm me,
Save for a voice on the traveling wind,
And the glimpse of a face at morning.
TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
Quando le notti di pioggia sono leggere come lacrime,
e le foglie d’autunno cadono,
sento la sua voce nelle onde agitate,
e non c’è nessuno a sorreggermi.
All’arrivo della sera mi guardava passeggiare,
il suo cuore era il mio..
Ma il mio amore era giovane e credeva che il mondo non fosse crudele, ma   buono.
II
Nell’ora in cui la luce è caduta su Lagan,
l’ho visto lontano sotto di me –
proprio mentre il mattino calmava la tempesta – con nessuno lì a prenderlo.
I miei amanti sono venuti, e sono andati
e niente è rimasto per scaldarmi,
eccetto che una voce nel vento vagabondo
e il lampo di un volto al mattino.

THE QUIET JOYS OF BROTHERHOOD

Canzone scritta sulla melodia popolare My Lagan Love da Richard Fariña e interpretata dalla sua compagna Mimi Baez, il brano compare nell’album “Memories” del 1968 pubblicato dopo la morte dello stesso autore in un incidente, subito ripreso dai Fairport Convention (in Liege and Lief -1969)

La poesia richiama una mitica terra dalla natura incontaminata contrapposta alla terra deturpata dalla mano dell’uomo ispirata dalla magica frase “For love is lord of all“.

ASCOLTA Mimi e Richard Fariña

ASCOLTA con la voce magica di Sandy Danny e un violino da brivido

TESTO DI RICHARD FARIÑA
I
Where gentle tides go rolling by
Along the salt-sea strand
The colours blend and roll as one
Together in the sand
And often do the winds  entwine
To send their distant call
The quiet joys of brotherhood
When love is lord of all
II
Where oat and wheat together rise
Along the common ground
The mare and stallion light and dark
Have thunder in their sound
The rainbow sign, the blended flood
Still have my heart enthralled
The quiet joys of brotherhood
When love is lord of all
III
But men have come to plow the tides
The oat lies on the ground
I hear their fires in the field
They drive the stallion down
The roses bleed, both light and dark
The winds do seldom call
The running sands recall the time
When love was lord of all
TRADUZIONE ITALIANO
I
Dove vanno e vengono soavi le maree
lungo il filo di sale che il mare lascia
i colori si mescolano e si confondono in uno, insieme alla sabbia
E spesso i venti si intrecciano
per inviare il loro richiamo lontano
la gioia e la pace della fratellanza
quando Amore è padrone di ogni cosa
II
Dove avena e grano insieme crescono
nella stessa terra
la cavalla e lo stallone, bianco e nero,
hanno il tuono nei loro nitriti,
la traccia dell’arcobaleno, il flusso delle acque, hanno ancora incantato il   mio cuore.
La gioia e la pace della fratellanza
quando l’amore è padrone di ogni cosa
III
Ma gli uomini vennero a offendere le maree,
l’avena giace a terra
ho sentito i loro spari nel campo
hanno domato lo stallone
la rose muoiono di giorno e di notte
i venti soffiano di rado
il bagnasciuga ricorda quel tempo
quando Amore era padrone di ogni cosa.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5808 http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/quietjoysofbrotherhood.html

PEGGY GORDON

peggy-gordonProbabile origine scozzese di questo brano diffuso nella Nuova Scozia tramite gli immigrati. Collezionato in Nuova Scozia da Helen Creighton (1899-1989) è stata pubblicato in Maritime Folk Songs (Ryerson Press, Toronto, Ontario, 1962)

La canzone è diventata popolare anche in Irlanda a cavallo degli anni 60-70 tramite la versione dei The Dubliners. La melodia attuale richiama “The Banks of Sweet Primroses” anche detta “Sweet Primroses” molto popolare in Inghilterra con le prime edizioni stampate che risalgono al 1840. (ASCOLTA)

Il protagonista dopo aver dichiarato alla giovane Peggy i propri sentimenti e aver descritto le pene che soffre per tale amore, poichè ella è indifferente ai suoi corteggiamenti, si perde d’animo e cerca conforto nel bere; così vorrebbe allontanarsi dalle donne per poter restare da solo ad ascoltare i canti degli uccellini sugli alberi, al fine di trovare un po’ di conforto.

In alcune versioni è riportata anche la strofa in cui il protagonista afferma che solo la lontananza potrebbe aiutarlo a dimenticare la sua cara Peggy per riuscire, a ritrovare un po’ di tranquillità.

Tutte le versioni ripetono la prima strofa anche in chiusura, in questo modo il rapporto tra i due si riduce ad un breve per quanto aspro litigio tra innamorati con finale riappacificazione.

VERSIONI IRLANDESI

ASCOLTA The Dubliners con la voce di Luke Kelly, versione testuale con le cinque strofe

Nelle seguenti versioni si omette la IV strofa
ASCOLTA Sinead O’connor in Sean-Nós Nua
ASCOLTA the Chieftains & The Secret Sisters in Voice of Ages
ASCOLTA The Corrs in Home 2005

I
Oh, Peggy Gordon you are my darling
Come sit you down upon my knee
and tell to me the very reason
Why I am slighted so by thee.
II
I’m so in love that I can’t deny it
My heart lies smothered in my breast
It’s not for you to let the world know it
A troubled mind can know no rest.
III
I put my head to a glass of brandy(1)
It was my fancy I do declare
For when I’m drinking I’m always thinking
And wishing Peggy Gordon was here.
IV
I wish I was away in England,
Far across the briny sea,
Or sailing o’er the deepest ocean,
Where care and troubles can’t bother(2) me.
V
I wish I was in some lonesome valley
Where womankind could not be found
Where the little birds sing on the branches
And every moment a different sound.

TRADUZIONE ITALIANO
I
Oh Peggy Gordon, mia cara,
vieni a sederti sulle mie ginocchia,
e dimmi la ragione vera
per cui sono così insignificante per te.
II
Sono così innamorato, non posso negarlo, il mio cuore soffocato mi giace in petto,
non hai diritto di farlo sapere a tutti, una mente stravolta non conosce quiete.
III
Mi sono attaccato al brandy
ne avevo voglia, lo posso dire,
perché quando bevo io penso sempre
e desidero che Peggy Gordon sia qui.
IV
Magari fossi lontano, in Inghilterra,
oltre il salatissimo mare,
o stessi navigando sull’oceano più profondo
dove affanni e dolori   non possano assillarmi
V
Vorrei essere in qualche valle solitaria
dove non possano trovarsi le donne
e dove gli uccellini cantano sui rami
ogni momento un suono diverso.

NOTE
1) anche come cask of brandy; letteralmente ho messo la testa in un barile di brandy
2) bother= preoccupare, termine anglo-irlandese del linguaggio colloquiale

VERSIONI CANADESI

ASCOLTA Shanneyganock
CHORUS
Oh, Peggy Gordon you are my darling,
Come sit you down upon my knee,
And tell to me the very reason,
Why I am slighted so by thee.
I
I’m so in love that I can’t deny it, My heart lies smothered in my breast;
It’s not for you to let the world know it,
A troubled mind can know no rest.
II
I laid my head on a cask of brandy,
It was my fancy I do declare; For when I’m drinking, I’m always thinking,
And wishin’ Peggy Gordon were here.
III
I wish I was in some lonesome valley,
Where woman kind can ne’er be found;
And the pretty little birds do change their voices,
And every moment a different sound.

ASCOLTA Buddy Wasisname and the Other Fellers
CHORUS
Oh, Peggy Gordon you are my   darling,
Come sit ye down upon my knee,
And tell to me the very reason,
That I am slighted so by thee.
I
I’m deep in love and I can’t deny it,
My heart lies smothered in my breast;
It’s not for you to let the world know,
That a troubled mind has no rest.
II
I put my back up against an oak tree,
I thought it was a trusty tree;
But first it bent and then was broken,
And that is how my love served me.
CHORUS
I think I’ll go to some lonesome valley,
Where woman kind can ne’er be found;
And the prettiest little birds will change their voices,
And every moment a different sound.

SWEET MAGGIE GORDON

Nella raccolta americana “Music for Nation” presso la Biblioteca del Congresso (Library of Congress) il brano è intitolato Sweet Maggie Gordon (vedi), come pubblicato da Pauline Lieder (New York 1880) e aggiunge una strofa da Carrickfergus, con una melodia a tempo di walzer arrangiata per pianoforte che non corrisponde a quella attuale.

 Ecco una ulteriore variante collezionata nel 1937 da Helen Creighton eseguita da Dennis Smith (East Chezzetcook, Nova Scozia) sulla melodia “The Banks of Sweet Primroses

ASCOLTA Jesse Ferguson di Cornwall, Ontario, figlio d’arte e appassionato interprete di musica celtica, nonché cantautore (il suo sito qui)

I
Oh, Peggy Gordon you are my darling,
Come sit you down all on my knee,
And tell to me the very reason
Why I am slighted so by thee.
II
I’m deep in love but I dare not show it,
My heart lies smothered all in my breast,
It’s not for you to let the whole world know it,
A troubled mind that has no rest.
III
I laid my head on a cask of brandy
Which was my fancy I do declare,
For while I’m drinking, I’m always thinking
How I’m to gain that lady fair.
IV
I put my back against an oak tree,
Thinking it was a trusty tree,
But first it bent and then it broke,
And that’s the way my love served me.
V
I wish my love was one red rosy
A-planted down on yonder wall,
And I myself could be a dewdrop
That in her bosom I might fall.
VI
I wish I was in Cupid’s castle
And my true love along with me,
Oh, Peggy Gordon, you are my darling,
Oh, Peggy Gordon, I’d die for thee.
VII
The sea is deep, I cannot wade it,
Neither have I got wings to fly,
But I wish I had some jolly boatman
To ferry over my love and I.
VIII
I will go down to some lonesome valley,
Where no womankind is ever to be found,
Where the pretty little birds do change their voices,
And every moment a different sound.
IX
I wish I was as far as Ingo
Way out across the briny sea,
A-sailing over the deep blue water
Where love nor care never trouble me.
X
I wish I was in Spencervania
Where the marble stones are black as ink,
Where the pretty little girls they do adore me,
I’ll sing no more till I get a drink.

TRADUZIONE ITALIANO
I
Oh Peggy Gordon, mia cara,
vieni a sederti sulle mie ginocchia,e dimmi la ragione vera
per cui sono così insignificante per te.
II
Sono così innamorato, non posso negarlo,
il mio cuore soffocato mi giace in petto, non hai diritto di farlo sapere a tutti, una mente stravolta non conosce quiete.
III
Mi sono attaccato al brandy
ne avevo voglia, lo posso dire,
perché quando bevo io penso sempre e desidero che Peggy Gordon sia qui.
IV
Mi sono appoggiato a una quercia
pensando che fosse un albero solido, ma prima si è piegato e poi si è rotto
proprio come il mio amore
V
Vorrei che il mio amore fosse una rosa rossa, piantata sul muro laggiù, e io vorrei essere una goccia di rugiada, per cadere nel suo bocciolo
VI
Vorrei essere nel castello di Cupido, con il mio amore
Oh Peggy Gordon sei il mio tesoro
Oh Peggy Gordon, morirei per te
VII
Ma il mare è vasto, non riesco ad attraversarlo e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo, per traghettare il mia amore e me
VIII
Vorrei essere in qualche valle solitaria
dove non possano trovarsi le donne , e dove gli uccellini cantano sui rami
ogni momento un suono diverso.
IX
Vorrei essere lontano a Ingo,
oltre il salatissimo mare,
o navigare sull’oceano più profondo
dove affanni e dolori   non possano assillarmi
X
Vorrei essere a Spencervania
dove le pietre di marmo sono nere come inchiostro, e dove le ragazzine mi   adorano
ma non canterò più finchè non prendo da bere

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=21179

 

BRID OG NI MHAILLE

morte-Chatterton-dettaglioBríd Óg Ní Mháille  (in inglese Bridget O’Malley) è una dolente slow air diffusa nel Donegal in cui l’innamorato si dispera per essere stato abbandonato da una donna bellissima di nome Bridget.
Toccanti le immagini rivolte alla natura con la quale l’innamorato cerca di descrivere la bellezza di lei, dalle labbra di miele.
La sofferenza è profonda, il cuore desolato, il ricordo di lei straziante: la sua bella invece di sposarsi con lui, sta per convolare a nozze con un altro!

L’innamorato respinto chiede un ultimo appuntamento, eppure la attende invano, tormentandosi nell’attesa, con le immagini di lei che ha scelto di vivere con altro uomo. Il lamento è così cupo, con ripetute immagini di morte che inducono a credere in un imminente suicidio. Così ho inserito come immagine a commento, il dettaglio del dipinto di Henry Wallis – Death of Chatterton 1856.

ASCOLTA: Altan in Island Angel 1993

vi consiglio di guardare il video realizzato da Alessandro Tosi che si è ispirato alla nostra traduzione (versione interpretata da The Corrs)

GAELICO SCOZZESE
I
Is a Bhríd Óg Ní Mháille
‘S tú d’fhág mo chroí cráite
‘S chuir tú arraingeacha
An bháis trí cheartlár mo chroí
Tá na mílte fear i ngrá
Le d’éadan ciúin náireach
Is go dtug tú barr breáchtacht’
Ar Thír Oirghiall(1) más fíor
II
Níl ní ar bith is áille
Ná’n ghealach os cionn a’ tsáile
Ná bláth bán na n-airne
Bíos ag fás ar an droigheann
Ó siúd mar bíos mo ghrá-sa
Níos trilsí le breáchtacht
Béilín meala na háilleachta’
Nach ndearna riamh claon
III
Is buachaill deas óg mé
‘Tá triall chun mo phósta
‘S ní buan i bhfad beo mé
Mura bhfaighidh mé mo mhian
A chuisle is a stóirín
Déan réidh agus bí romhamsa
Cionn deireanach den Domhnach
Ar Bhóithrín Dhroim Sliabh
IV
Is tuirseach ‘s brónach
A chaithimse an Domhnach
Mo hata I’ mo dhorn
‘S mé ag osnaíl go trom
‘S mé ag amharc ar na bóithre
‘Mbíonn mo ghrá-sa ag gabhail ann
‘S í ag fear eile pósta
Is gan í bheith liom
‘S í ag fear eile pósta
Is gan í bheith liom
TRADUZIONE INGLESE (tratta da qui)
I
Oh Bríd Óg O’Malley
You have left my heart breaking
You’ve sent the death pangs
Of sorrow to pierce my heart sore
A hundred men are craving
For your breathtaking beauty
You’re the fairest of maidens
In Oriel for sure
II
No spectacle is fairer
Than moonbeams on the harbor
Or the sweet scented blossoms
Of the sloe on the thorn
But my love shines much brighter
In looks and in stature
That honey-lipped beauty
Who never said wrong
III
I’m a handsome young fellow
Who is thinking of wedlock
But my life will be shortened
If I don’t get my dear
My love and my darling
Prepare now to meet me
On next Sunday evening
On the road to Drum Slieve
IV
‘Tis sadly and lonely
I pass the time on Sunday
My head bowed in sorrow
My sights heavy with woe
As I gaze upon the byways
That my true love walks over
Now she’s wed to another
And left me forlorn
 tradotto da Cattia Salto
I
Oh Bridget O’ Malley
hai lasciato il mio cuore a pezzi
mi hai mandato la morte, spasmi
di dolore trafiggono il mio cuore desolato./A centinaia gli uomini desiderano/la tua bellezza mozzafiato/ tu sei per certo la più bella delle fanciulle di Orial!
II
Nessuno spettacolo è più bello
dei raggi di luna sul mare
o dei soavi boccioli profumati
del prugnolo spinoso,
ma il mio amore brilla più luminoso
nell’aspetto e nella forma,
della bellezza labbra di miele
che non ha mai mentito.
III
Sono un bel giovane ragazzo
che pensava al matrimonio
ma la mia vita finirà
se non otterrò che la mia cara,
il mio amore e tesoro,
si prepari ad incontrarmi adesso
la prossima domenica sera
sulla strada di Drumslieve.
IV
Così triste e solitario
trascorro le ore della domenica
la testa chinata dal dolore
i sospiri oppressi dal dolore
mentre fisso le nuove vie
che il mio vero amore percorre
adesso che è sposa di un altro
e mi ha abbandonato

NOTE
1) Airgialla (o Orial): antico regno nell’Irlanda del Nord, situato nell’odierno Ulster

BRIDGET O’MALLEY

Dall’antica melodia di Bhríd Óg Ní Mháille con testo in gaelico, Andy M. Stewart. ha scritto una “traduzione” in inglese che riprende il doloroso lamento mantenendone la metrica. Nato nel 1952 a Alyth (Perthshire) Andy era un musicista scozzese, cantante e cantautore (da non confondere con l’altro Andy Stewart nato nel 1933 e morto nel 1993) che ha esordito nella formazione dei Silly Wizard (ahimè sciolti nel 1988)

ASCOLTA Silly Wizard, gruppo folk scozzese nato nel 1971 con la voce di Andy M. Stewart, belle anche le immagini

Versione Andy M. Stewart*
I
Oh Bridget O’Malley, you’ve left my heart shaken
With a hopeless desolation I’d have you to know
It’s the wonders of admiration your quiet face has taken
And your beauty will haunt me wherever I go.
II
The white moon above the pale sands, the pale stars above the thorn tree
Are cold beside my darling, but no purer than she
I gaze upon the cold moon till the stars drown in the warm seas
And the bright eyes of my darling are never on me.
III
My Sunday it is weary, my Sunday it is grey now
My heart is a cold thing, my heart is a stone
All joy is dead within me, my life has gone away now
For another has taken my love for his own.
IV
The day is approaching when we were to be married
And it’s rather I would die than live only to grieve
Oh, meet me, My Darling, e’er the sun sets o’er the barley.
And I’ll meet you there on the road to Drumslieve.
tradotto da Cattia Salto
I
Oh Bridget O’ Malley, mi hai trafitto il cuore
e vorrei che tu lo sapessi (lo hai lasciato) desolato e privo di speranza. Il tuo volto garbato ha colto le meraviglie da ammirare
e la tua bellezza mi perseguiterà ovunque io vada.
II
La bianca luna sopra le sabbie chiare,
le stelle pallide sopra il biancospino, sono freddi rispetto al mio amore, ma non più puri di lei,
guardo la gelida luna finchè le stelle tramontano nel caldo mare
e gli occhi lucenti della mia bella sono su di me.
III
La mia domenica è cupa, la mia domenica adesso è un giorno grigio,
il mio cure è cosa fredda, il mio cuore è di pietra.
Ogni gioia è morta dentro di me, la mia vita ora mi ha abbandonato,
perchè un altro si è preso il mio amore tutto per sè.
IV
Il giorno del nostro matrimonio (di quando avremmo dovuto sposarci)
è vicino e vorrei morire piuttosto che continuare a vivere solo per soffrire. Oh, incontriamoci, mia cara, prima che il sole tramonti sul campo d’orzo,
e ci vedremo lì sulla strada di Drumslieve.

NOTE
* (tratta da qui)

Appena ho sentito il brano mi è venuto in mente “Where are you tonight I wonder“, sempre scritto da Andy, non perché la melodia sia la stessa, ma per la stessa atmosfera di desolazione: anche qui l’uomo è stato abbandonato

ASCOLTA Dèanta con la voce di Mary Dillon in Whisper of a Secret, 1997

WHERE ARE YOU
CHORUS
Where are you tonight I wonder
Where will you be tonight when I cry
Will sleep to you come easy
Though alone I can’t slumber
Will you welcome the morning
to another man’s side?
I
How easy for you
the years slipped under,
and left me with a shadow
the sun can’t dispelled
I have builded for you a tower
of love and admiration
I set you so high
I could not reach, myself.
II
I look through my window
at a world filled with strangers
the face in my mirror
is the one face I know
you’ve taken all that’s in me
so my heart is in no danger
my heart is in no danger
but I’d still like to know
III
If there is a silence
then it can be broken
If there beats a pure heart
to her I will go
and time will work its healing
and my spirit will grow stronger
But in the meantime
I still like to know.
tradotto da Cattia Salto
Coro
M i chiedo dove sei stasera
e dove sarai quando mi lamenterò? Dormire a te viene facile
mentre io da solo non riesco a prendere sonno, darai il buongiorno al fianco di un altro uomo?
I
Come è facile per te,
che gli anni ti scivolano addosso, lasciarmi nell’ombra
che il sole non può dissolvere,
ti ho costruito una torre
con amore e ammirazione,
ma l’ho fatta così alta,
che da solo non riesco a raggiungerla. II
Vedo alla finestra
un mondo pieno di estranei,
la faccia nello specchio
è l’unica che conosco,
mi hai preso tutto,
così il mio cuore non è in pericolo,
il mio cuore non è in pericolo
ma mi piacerebbe ancora saperlo.
III
Se c’è un silenzio,
allora può essere infranto,
se là batte un cuore puro,
da lei andrò
e il tempo opererà la sua guarigione
e il mio spirito si rafforzerà
ma nel frattempo vorrei ancora saperlo

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33723
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/BridOgNiMhaille.html