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THE BROOM OF COWDENKNOWES

Una ballata che leggiamo dai quaderni di Bishop Percy (1768) con il titolo di “The Northerne Lasse”, con la nota di “Motivo scozzese noto come “The broom of Cowden knowes”, riportata anche nella raccolta del professor Francis J. Child, al numero 217 (vedi archivio ballate), in 14 varianti.

In un broadside inglese stampato prima del 1625 e conservato nella Roxburghe Collection presso la British Library così è scritto “The lovely Northerne Lasse Who in this ditty, here complaining, shewes What harme she got milking her dadyes Ewes. To a pleasant Scotch tune, called ‘The Broom of the Cowden knowes.'”
Il ritornello così recita
With, O the broome, the bonny, broome,
the broome of Cowdon Knowes!
Fain would I be in the North Countrey,
to milke my dadyes ewes.
La storia si discosta di poco dalla versione più diffusa e originaria (vedi prima parte): una pastorella che sta mungendo il gregge del padre è sedotta da un pastorello, resta incinta e viene cacciata, un giovane uomo ha pietà di lei e la sposa per avere una moglie “To be a true, obedient wife and observe your husband’s will“. Nel 1715-16 la ballata è stata riscritta in un broadside mantenendo il refrain della vecchia versione con un nuovo testo pro-giacobita, come narrata da un uomo che è stato esiliato per aver sostenuto la ribellione del 1715. (vedi)

LA VERSIONE SETTECENTESCA: The Broom o’ the Cowdenknowes

Nonostante Sir Walter Scott rivendichi di aver collezionato una più genuina versione popolare della ballata, quella che ha riscontrato maggior successo nei secoli è la versione riportata da Allan Ramsay nella raccolta “Tea-Table Miscellany” 1723, che alcuni critici ritengono sia una versione poetica secondo la moda bucolica del tempo, più che una ballata genuinamente popolare. L’incontro richiama peraltro un altrettanto bucolico amoreggiamento riscritto da Robert Burns dal titolo “Ca’ the Yowes” . Curiosamente anche qui si accenna ai boschetti di noccioli sulle rive di un torrentello..

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The Hireling Shepherd (1851) William Holman Hunt

Il punto di vista è quello femminile  e l’incontro amoroso  tra i cespugli di ginestra, è  con il suo innamorato, anche lui pastorello, nelle versioni più antiche invece è uno straniero ad abusare della ragazza (un border reiver  vedi; le otto strofe originarie (nella versione dei Baltimore Consort ridotte a quattro) si soffermano più sui piaceri dell’amoreggiamento che sulle sofferenze delle sue conseguenze: solo in una strofa la ragazza accenna al fatto di essere stata bandita dalla sua famiglia e ne deduciamo che lo sia stata a causa della gravidanza fuori dal matrimonio. La melodia è quella riportata da John Playford nel suo “English dancing master” del 1651 (con il titolo di “The Bonny Bonny Broome“) insieme alla descrizione della danza relativa

ASCOLTA le melodia (per la danza qui) questa è la melodia diventata standard anche se arrangiata diversamente da quella riportata in John Playford (vedi)

ASCOLTA Baltimore Consort A trip to Killburn: Playford tunes and their Ballads” 1996 da ascoltare in versione integrale su Spotify


CHORUS

O, the broom(1), the bonny, bonny broom,
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
I wish I were with my dear swain,
With his pipe and my ewes(3).
I
How blyth every morn was I to see
The swain come o’er the hill!
He skipt the burn(4) and flew to me:
I met him with good will.
II
I neither wanted ewe nor lamb,
While his flock near me lay:
He gather’d in my sheep at night,
And chear’d me a’ the day.
III
While thus we spent our time by turns,
Betwixt our flocks and play (5);
I envy’d not the fairest dame,
Tho’ ne’er so rich and gay.
IV
Adieu, ye Cowdenknows, adieu,
Farewel a’ pleasures there;
Ye gods, restore me to my swain,
Is a’ I crave or care.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
vorrei essere con il mio caro pastorello,
con il suo flauto e le mie pecore (3)
I
Come spensierata ogni dì andavo incontro al corteggiatore che, in arrivo dalla collina, saltava il ruscello(4) per correre da me, e l’incontravo volentieri
II
Io non volevo pecore o agnelli, mentre le sue greggi mi riposavano accanto: lui le radunava con le mie a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Così passavamo il tempo a turni,
tra le nostre greggi e il diletto (5),
non invidiavo la più bella delle dame
perchè mai così ricca e allegra.
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio,
addio a tutti quei piaceri;
perdio ritornare accanto al mio corteggiatore, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
fiore-ginestra_m1) la ginestra  con la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza.
2) Cowdenknowes (inglesizzato in Coldingknowes) è una tenuta scozzese sulle rive del fiume Leader nel Berwickshire vicino al villaggio di Earlston dove si aggirava nel 1200 “Thomas the Rhymer“. Il posto conserva ancora una traccia delle sue frequentazioni fatate nello stesso titolo della località “Cowden ” sta per colltuinn , che è una parola in gaelico scozzese per ” Hazel ” la pianta delle nocciole mentre la parola Knowes significa “Hill” quindi il nome si legge come le colline dei noccioli.
In Scozia le pecore venivano portate ai pascoli estivi il primo di maggio mentre gli uomini trasportavano gli strumenti necessari per riparare le capanne dai danni dell’inverno, le donne portavano cibo e utensili per la cucina. Iniziava la stagione della gioia delle danze e dei corteggiamenti.

The Leader valley at Cowdenknowes House, Berwickshire, 1843 [Scotland] di Edward Gennys Fanshawe
3) yowes=ewes pecore
4) burn, burnie=small stream, torrente
5) il termine play può avere diversi significati in questo contesto: più genericamente vuol dire divertimento, l’atto del divertirsi con allusione ai giochi sessuali.

THE BROOM OF COWDENKNOWES: LA VERSIONE PIU’ ATTUALE

E’ una versione abbastanza simile a quella pubblicata da Allan Ramsay, ma rivisitata in chiave moderna: prima di tutto si sposta il punto di vista da quello femminile a quello maschile e la storia è intesa decisamente come una storia d’amore. E’ stata la versione testuale e melodica di Archie Fisher, a diventare lo “standard” di quelle successive. In questa chiave non sappiamo perchè il ragazzo sia stato bandito, quasi come se la storia si fosse sovrapposta alla versione pro-giacobita circolata in broadside nel 1716

ASCOLTA Archie Fisher in Will Ye Gang, Love 1976

ASCOLTA Silly Wizard in Wild and Beautiful 1981 (strofe I, III e IV)

ASCOLTA Kenny Speirs 2000

ASCOLTA Cherish the Ladies in The Girls Won’t Leave The Boys Alone (2001) dove il soggetto ridiventa la ragazza

CHORUS:
Oh the broom(1), the bonnie, bonnie broom
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
Fain would I be in my own country
Herding my father’s ewes(3)
I
How blithe each morn was I tae see
My lass came o’er the hill
She skipped the burn(4) and ran tae me
I met her wi’ good will
II
We neither herded ewes nor lambs
While the flock near us lay
She gathered in the sheep at night
And cheered me all the day
III
Hard fate that I should banished (6) be
Gang way o’er hill and moor
Because I love the fairest lass
That e’er yet was born
IV
Adieu ye Cowdenknowes, farewell
Farewell all pleasures there
To wander by her side again
Is all I crave or care
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
come vorrei essere nel mio paese,
a condurre le pecore di mio padre (3)
I
Come spensierato ogni mattina andavo a vedere la mia ragazza in arrivo  dalla collina, saltava il ruscello (4)  e correva da me, e volentieri la incontravo.
II
Non conducevamo nè pecore nè agnelli, mentre le greggi riposavano accanto a noi, lei radunava le pecore a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Amaro destino che fossi bandito (6)
mandato via  dalla collina e dalla brughiera, perchè amavo la più bella ragazza che mai sia nata
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio
addio a tutti i piaceri laggiù,
camminare accanto a lei ancora una volta, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
6) nella versione pro-giacobita la ballata è intitolata “New way of the Broom of Cowden Knows” che diventa “O my King” in “Jacobite Relics” Vol II (# 6)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/broomfield.htm#ginestra
http://www.ramshornstudio.com/broom.htm
http://www.houseofharden.com/cowdenknowes/broom.htm
http://chrsouchon.free.fr/broomcow.htm
https://sapientia.ualg.pt/bitstream/10400.1/1462/1/7_8_Rieuwerts.pdf
http://www.cowdenknowes.com/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48416
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/
thebroomofcowdenknowes.html

http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BroomCowden.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_217
http://www.rhapsody.com/search/track?page=2&query=cowden

AULD ROB MORRIS BY DAVID RICCIO?

david-rizzio-sir-james-dromgole-lintonDavide Rizzio (Rizzo) noto in Scozia come David Riccio (circa 1533 -1566) nato probabilmente a Pancalieri in provincia di Torino, fu musico di corte e segretario “particolare” della Regina Maria Stuarda di Scozia.

Il bel Davide (anche se i detrattori ce lo descrivono come brutto, piccolo e gobbo) era al servizio di Casa Savoia e andò in Scozia nel 1561 al seguito della delegazione torinese; tanto gli piacque (alcuni insinuano che egli fosse una spia cattolica), che riuscì a entrare a servizio della Regina, per le sue doti di musicista ed eccellente cantante. Quattro anni dopo venne nominato segretario particolare della Regina, impalmata nel frattempo da Lord Darnley -ovvero Henry Stewart o Stuart, nipote di Endico VIIIma ben presto l’amicizia con il re si incrinò  (vedi un altro scandalo legato alla ballata “The four Maries” ) e Riccio fu accusato di alto tradimento (come presunto amante della Regina nonchè presunto padre del nascituro): ma i congiurati non si diedero tanta pena di dimostrare l’accusa e passarono direttamente all’assassinio (con l’arma preferita del tempo: lo stiletto).
Una morte che gridava vendetta e Lord Darnley fu assassinato giusto l’anno seguente la morte del suo rivale. Evidentemente la Regina non era molto legata al suo re, se nominò nientemeno che Giuseppe Riccio (fratello di Davide) come suo nuovo Segretario (il quale ovviamente fu processato -poi assolto – con l’accusa di essere tra i mandatari dell’assassinio del re se non uno degli esecutori materiali)!
Il gossip dietro tutta questa torbida vicenda è che Giacomo VI (il futuro re di Scozia e d’Inghilterra) potrebbe essere di sangue piemontese !

LE DOTI DI COMPOSITORE

E’ con sir James Melville che ebbe inizio la leggenda – forse non così leggenda – di Davide quale uno dei fondatori e innovatori  della musica scozzese a noi pervenuta. Melville, ed anche Birrel e Irwin, parlarono di lui come di un versato, ottimo musicista o, in altre parole, di un grande. Due secoli più tardi, William Thompson in “Orpheus Caledonius”, 1725, attribuì a Davide la paternità di sette arie, fra le più belle e importanti della musica tradizionale scozzese” (tratto da qui)

AULD ROB MORRIS

Tra queste sette arie una è proprio Auld Rob Morris (o Auld Bob Morrice) anche se nella seconda edizione dell’ “Orpheus Caledonius” l’attribuzione della melodia a Riccio è stata omessa.
This tune can be found in the Leyden manuscript, written in Lyra-viol tablature, which probably dates from the 1690s. It can also be found in one of the Blaikie manuscripts in Viol de Gamba tablature dated 1692, under the name “Jock the Laird’s Brother”.
Later it was published in The Orpheus Caledonius (1725), Watt’s Musical Miscellany (1730) and Craig’s Select Scottish Tunes (1730). Words existed to the tune, published in Allan Ramsay’s Tea Table Miscellany (1724)”(tratto da qui)
La versione testuale originale riportata da Allan Ramsay e attribuita a David Riccio è un contrasto tra madre e figlia in merito ad un pretendente un po’ troppo vecchio!
Mother:
There’s auld rob Morris that win’s in yon glen,
He’s the king of good fellows and wyle of auld men.
Has fourscore of black sheep, and fourscore too,
Auld rob Morris is the man you maun loo.
Daughter:
Oh had your tongue, mother, and let that abee,
For his eild and my eild will never agree:
Thei’ll never agree, and that will be seen
For he is fourscore, and I’m but fifteen.
Mother:
Then had your tongue, daughter, and lay by your pride,
For he’s be the bridegroom, and ye’s be the bride;
He shall lye your side, and kiss you too,
And auld rob Morris is the man you may loo.
Daughter:
But auld rob Morris I never will hae,
His back is so stiff, and his beard is grown gray;
I had rather die than live with him a year,
Sae mair of rob Morris I never will hear.

Della melodia troviamo l’arrangiamento fatto da un altro compositore “italiano” Francesco Geminiani (Lucca 1687 – Dublino 1762). Così scrive Davide Riccio musicista contemporaneo e omonimo del Riccio: “Fu virtuoso del violino, allievo di Alessandro Scarlatti e continuatore di Corelli, si trasferì a Napoli, poi a Londra, dove scrisse alcuni trattati, tra cui The art of playing on the violin  e Treatise of Good Taste in the Art of Musick, che raccoglie suoi arrangiamenti di motivi scozzesi. Il Trattato di buon gusto nell’arte della musica fu edito a Londra nel 1749. “Gusto” sembra aver avuto uno specifico significato per Geminiani, poiché prese le note originarie nella loro semplicità (le antiche arie scozzesi venivano trascritte nella sola linea melodica, così da assicurarne la maggiore fedeltà possibile) come spunto per trasformarle in esecuzioni dal corretto uso di stile, armonizzazione e ornamento. Probabilmente Geminiani trasse i motivi attribuiti a Rizzio dall’Orpheus Caledonius di William Thomson, pubblicato ventiquattro anni prima. Il commento del Geminiani verso Rizzio è di lode per quell’effetto che egli aveva avuto a suo tempo sulla musica locale: fino al suo arrivo, dice Geminiani, “Melody was intirely rude and barbarous, and he found means at once to civilize and inspire it with all the native Gallantry of the Scottish Nation” (=”La musica era rude e barbara, ed egli  trovò  i mezzi per civilizzarla e renderla ispirata…) Per ciò che riguarda gli arrangiamenti di Geminiani, William Hayes scrisse nel 1753: “Il maggior debito che abbiamo verso di lui è per aver messo dei buoni bassi d’accompagnamento ai motivi originali“. ( tratto da qui)

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

Fu Robert Burns a riscrivere il testo nel 1792 partendo  dai primi versi riportati in Tea Table Miscellany  e attribuiti a David Riccio; il brano conobbe una discreta fortuna  con il titolo tedesco di “Der alte Rob Morris”, Max Bruch ne arrangiò una versione classica in “Zwölf schottische Volkslieder” (Dodici canzoni popolari scozzesi, 1863).

ASCOLTA Manuela Bonfanti

ASCOLTA Ensemble Scaramuccia l’arrangiamento di Francesco Geminiani (1749) con strumenti d’epoca barocca

ASCOLTA The Poker Club Band arrangiamento di Joseph Haydn (1732 – 1809) Hob XXXIa-192 (strofe I e V)

La situazione immaginata da Burns è quella di una contesa amorosa tra un vecchio, ma benestante, signorotto locale – Auld Rob Morris- e un giovane bello, ma senza sostanze; si contendono il cuore di una dama di ceto elevato e per il giovane non c’è speranza!


I
There’s Auld Rob Morris
that wons (1)in yon glen,
He’s the King o’ gude fellows,
and wale(2) o’ auld men;
He has gowd (3) in his coffers,
he has owsen and kine (4),
And ae bonie lass,
his dautie and mine.
II
She’s fresh as the morning,
the fairest in May;
She’s sweet as the ev’ning
amang the new hay;
As blythe and as artless
as the lambs on the lea,
And dear to my heart
as the light to my e’e.

III
But oh! she’s an Heiress,
auld Robin’s a laird (5),
And my daddie has nought
but a cot-house (6) and yard;
A wooer like me maunna (7)
hope to come speed,
The wounds I must hide
that will soon be my dead.

IV
The day comes to me,
but delight brings me nane;
The night comes to me,
but my rest it is gane;
I wander my lane l
ike a night-troubled ghaist,
And I sigh as my heart
it wad burst in my breast. 

V
O had she but been
of a lower degree,
I then might hae hop’d
she wad smil’d upon me!
O how past descriving (8)
had then been my bliss,
As now my distraction
nae words can express.
Traduzione di Cattia Salto – 01/2017
I
Ecco il vecchio Rob Morris
che vive in quella valle
è il re della buona compagnia
il più valente dei vecchi uomini.
Ha oro nei suoi forzieri,
ha armenti e mandrie
e una bella dama,
la sua favorita e la mia!
II
Lei è fresca come il più bel
mattino del Maggio
ed è dolce come la sera
tra i covoni del fieno appena tagliato
così allegra e spontanea
come gli agnelli nel prato
e cara al mio cuore
come la luce per gli occhi
II
Ma oh! Lei è un ereditiera
e il vecchio Robin è un signorotto di campagna, mentre mio padre ha solo
un modesto cottage e un cortile;
un corteggiatore come me non deve
sperare di stare al passo,
le ferite devo nascondere
che presto mi porteranno alla morte
IV
Il giorno arriva
ma non porta gioia.
La notte viene
ma il mio riposo è vano;
vado per la mia strada come un fantasma tormentato nella notte
e sospiro mentre il cuore
mi scoppia in petto
V
Oh se lei fosse stata
di lignaggio inferiore,
allora avrei potuto sperare
che mi fosse concesso un sorriso!
Oh la mia felicità allora
avrebbe superato ogni descrizione,
mentre ora non ci sono parole
per esprimere la mia costernazione!!

NOTE
Traduzione in francese qui
Traduzione in inglese qui
1)Wons = dwells
2) Wale = choice
3) Gowd = gold
4) Kine = cows
5) Laird = man of landed property
6) Cot-house = tied or rented cottage on a farm
7) Maunna = must not
8) Descriving = describing

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-192,-page-200-auld-rob-morris.aspx
https://thesession.org/tunes/9928
http://www.electricscotland.com/burns/songs/
http://www.kultunderground.org/art/305
http://tunearch.org/wiki/Auld_Rob_Morris

THE WATER IS WIDE: RELICS FROM THE PAST

Si tratta di una canzone popolare diffusa in Gran Bretagna e in America, talvolta reputata di origine irlandese, dai molteplici testi riferibili ad una melodia univoca. In merito c’è un po’ di confusione essendo la versione cantata attualmente quella degli anni 60 di Pete Seeger, per cui molti ritengono che “The water is wide” appartenga alla balladry americana.

Come sempre Jürgen Kloss nel suo articolo “The Water Is Wide” The History Of A “Folksong” effettua un analisi accurata ed esaustiva dei testi e della melodia, pertanto mi limiterò a riassumere i punti salienti. Quando Pete Seeger registrò la canzone non era poi così popolare in America come voleva far credere ( in American Favorite Ballads, Vol. 2 1958). La versione originale del brano si trova nel Folk Songs From Somerset di Cecil Sharp e Charles Marson pubblicata a Londra nel 1906 con il titolo di “Waly, Waly” Sharp però non aveva raccolto la canzone da un’unica fonte bensì aveva messo insieme a tavolino strofe prese da vari frammenti. Come scrive Kloss “this is a very fascinating story that shows how mutilated relics of ancient popular songs were reinterpreted as remainders of “old folk songs” and then – restored to honor and patched together to a new “old” song – started a second, even more successful life”

Alcuni versi di “Waly, Waly” si trovano inglobati nella ballata “Jamie Douglas” (riportata in Child #204) che narra dell’infelice matrimonio tra il Marchese e Lady Barbara Erskine (vedi) e Allan Ramsay pubblica il brano con il titolo di “O Waly, Waly” nel suo Tea-Table Miscellany. Di certo la melodia fu molto popolare nel Settecento e nell’Ottocento e compare nelle maggiori raccolte scozzesi di allora come pure il testo “Waly, Waly” classificato come “vecchia ballata scozzese” venne regolarmente stampato.

Henry John Yeend King - Gathering Flowers

LA VERSIONE DI PETE SEEGER

Pete Seeger prende il testo di Cecil Sharp e gli mette un nuovo titolo, leva qualche verso, modifica la melodia e lo fa diventare il modello della versione “standard” dei nostri giorni. Jürgen Kloss riporta le tre fonti diverse delle registrazioni sul campo di Sharp, notando che già nel 1750 una ballata dal titolo “A new love song” pubblicata come broadside, era una raccolta di versi da ballate più antiche ribattezzata poi come “The Unfortunate Swain“. Anche Sharp nel restituire il testo “Waly, Waly” compie un frullato fra le varie fonti
E così conclude Kloss:“It seems that the original “Oh Waly, Waly” was literally broken into pieces by the writers of all those broadsides. They systematically plundered Ramsay’s text as well as those of other related songs. These verses were then disseminated by songs like “The Unfortunate Swain”, “I’m Often Drunk”, “The Wheel Of Fortune”, “Forsaken Lover”, “The Effects Of Love” and therefore the people kept them in their memory. In case of “The Water Is Wide” the route of transmission is easy to follow. At first there were the texts of “Oh Waly, Waly, Gin Love Be Bonny” as published by Allan Ramsay and William Thomson in the 1720s as well as some other songs printed on broadsides in the 17th century like “The Seaman’s Leave…”, “Arthur’s Seat Shall Be My Bed” and Martin Parker’s “Distressed Virgin”. Some verses from these texts were then borrowed and included in “new” songs like “The Unfortunate Swain” and “I’m Often Drunk And Seldom Sober” that were published on popular broadside sheets during the second half of the 18th century and in the early 19th century. Fragments of these songs were recalled by Mrs. Cox, Mr. Thomas and Mrs. Mogg during the years 1904 and 1906 for song collector Cecil Sharp. He then compiled his own new “old” song from those fragments and published it as “Oh Waly, Waly” in 1906 in Folk Songs From Somerset and in 1916 in One Hundred Folk Songs.
Cecil Sharp’s “Oh Waly, Waly” is the starting-point for the development of the modern “The Water Is Wide”. It was in effect a new song constructed from relics of two popular songs. He tried to put together a “Folk”-version of “Oh Waly, Waly” but the only connection to that old Scottish ballad was that the creators of the two broadside texts themselves had cribbed one respectively two verses from that song. Interestingly Sharp’s methods were strikingly similar to those of the writers of “The Unfortunate Swain” and other broadsides. They had compiled their songs from verses borrowed from different sources and claimed it was “new” while Sharp did exactly the same thing but preferred to regard his work as an “old” song. In fact both were only half right. In some way he had unwittingly followed the rules of the genre. A modern Folklorist will not regard his song as “authentic” but a professional author of broadside songs from the 18th or 19th century and also the singing “Folk” surely would not have been bothered by his methods.”

La ballata interpretata da Joan Baez e Bob Dylan è spesso accreditata erroneamente come american folk song:  è il lamento di un innamorato non più corrisposto, il mare che lo separa dall’altro può essere sia fisico (un emigrante che va a cercare fortuna in America) che spirituale (il mare dell’incomprensione) o la metafora di un ostacolo insormontabile (i marosi della vita). Ma si può trattare più semplicemente del raffreddarsi della passione da parte di uno dei due. Testo e melodia ricordano una canzone altrettanto enigmatica “Carrickfergus

LA MELODIA
ASCOLTA Mark Knopfler

ASCOLTA Rowena Taheny, Laurel MacDonald & Eleanor McCain in “Irish Roses: Women of Celtic Song” (strofe I, III, V, I)

ASCOLTA Holly Near, Arlo Guthrie, Ronnie Gilbert & Pete Seeger live

Una canzone entrata nel repertorio della musica classica
ASCOLTA Andreas Scholl in “English Folksongs & Lute Songs” 1996
(strofe I, II, III, V, VI)

VERSIONE STANDARD
I
The water is wide and I can’t cross over, and neither have I wings to fly,
Build me a boat that can carry two,
and both shall row my love and I.
II(1)
O, down in the meadows the other day
A-gath’ring flow’rs both fine and gay,
A-gathering flowers, both red and blue,
I little thought what love can do.
III
I leaned my back up against an oak,
Thinkin’ it was a trusty tree,
But first it bent and then it broke,
just like my own false love to me.
IV
I put my hand into some soft bush,
Thinking the sweetest flower to find.
I pricked my finger to the bone,
And left the sweetest flower alone.
V
There is a ship and it sails on the sea,
loaded deep as deep can be,
But not as deep as the love I’m in,
I know not if I sink or swim.
VI
Oh love is gentle and love is kind,
Gay as a jewel when first it’s new,
But love grows old and waxes cold,
And fades away like the morning dew.
VII
The seagulls wheel, they turn and dive,
The mountain stands beside the sea.
This world we know turns round and round,
And all for them – and you and me.
Traduzione di Cattia Salto
I
L’oceano è vasto e non lo posso attraversare e nemmeno ho ali per volare, costruiscimi una barca che possa portarci in due, ed entrambi remeremo, io e il mio amore
II(1)
O per i prati l’altro giorno
a raccogliere fiori sia belli che gai,
a raccogliere fiori sia rossi
che blu, pensai poco a ciò che amore può fare
III
Appoggiai la schiena contro una quercia, credendo che fosse un albero fidato, ma prima si piegò e poi si ruppe
proprio come il mio falso amore con me
IV
Misi la mano in un soffice cespuglio
pensando di trovare il fiore più bello, punsi il dito con una spina e lascia il fiore più bello solo.
V
C’è una barca che naviga sul mare
a piano carico affonda quanto possibile, ma non così profondamente come l’amore che ho, così non so se affondare o nuotare
V
Oh amore è gentile e amore è bello,
gaio come un gioiello quando dapprima è nuovo, ma amore invecchia e si raffredda e svanisce come la rugiada del mattino.
VI
I gabbiani volteggiano, virano e si tuffano,
la montagna si erge sul mare
il mondo che conosciamo gira in torndo per loro – e per te e me

NOTE
1) i versi eXtra sono in  Folk Songs   From Somerset. Third Series e in One   Hundred English Folk Songs, Cecil Sharp; un’altra versione in One Hundred English Folk Songs Cecil Sharp diventa:
Where love is planted, O there it grows,
It buds and blossoms like some rose;
It has a sweet and a pleasant smell,
No flow’r on earth can it excel.
(in italiano: Dove l’amore è piantato, là cresce, spunta e sboccia come delle rose, ha un dolce profumo piacevole, nessun fiore sulla terra lo può superare.)

Con il titolo “When Cockle Shells Turn Silver Bells” parte del testo è abbinato però a una diversa melodia sebbene la canzone sia sottotitolata anche come Waly, Waly.

ASCOLTA Eva Cassidy in “American tune” 2003

I
When cockleshells turn to silvery bells
Then will my love return to me
When roses bloom in the wintry snow
Then will my love return to me
II
Oh waly waly love be Bonnie
And bright as a jewel when it’s first new
But love grows old and waxes cold
And fades away like morning dew
III
There is a ship it’s sailing the sea
It’s loaded high and deep can be
But not so deep as my love for you
I know not if I’ll sink or swim
Traduzione di Cattia Salto
I
Quando le conchiglie diventeranno campanelle d’argento,
quando le rose fioriranno nella neve d’inverno, allora il il mio amore tornerà da me
II
Ahimè, ahimè amore è bello
e brilla come un gioiello quando dapprima è nuovo,
ma amore invecchia e si raffredda e svanisce come la rugiada del mattino.
III
C’è una barca che naviga sul mare
a piano carico affonda quanto possibile, ma non così profondamente come il mio more per te, così non so se affondare o nuotare

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/wateriswide.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6823

(Cattia Salto febbraio 2014)

THE LASS OF PATIE’S MILL

Il testo originario, se mai vi è stato, è andato perduto ed è stato riscritto dal poeta scozzese Allan Ramsay, durante una sua passeggiata lungo le sponde del fiume Irvine, nei pressi del “Patrick’s Mill”, folgorato dalla bellezza di una contadinella intenta a stendere il fieno,

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William-Adolphe Bouguereau Paesant Woman 1869

Come racconta Robert Burns, quella sera stessa Ramsay scrisse i versi adattandoli ad un’antica melodia.
“The Lass o’ Patie’s Mill is one of Ramsay’s best songs. In Sir J. Sinclair’s statistical volumes are two claims, one, I think, from Aberdeenshire, and one from Ayrshire, for the honour of this song. The following anecdote, which I had from the present Sir William Cunningham of Robertland, who had it of the late John Earl of Loudon, I can, on such authorities, believe: Alan Ramsay was residing at Loudon Castle with the then earl, father to Earl John; and one afternoon, riding or walking out together, his lordship and Allan passed a sweet romantic spot on Irwine water, still called Patie’s Mill, where a bonnie lassie was tedding hay bare-headed on the green. My lord observed to Allan that it would be a fine theme for a song. Ramsay took the hint, and lingering behind he composed the first sketch for it, which he produced at dinner.” (Robert Burns)

La canzone venne pubblicata nel Tea-Table Miscellany (1724-27) e compare nelle maggiori collezioni di musica scozzese del Settecento, fu proprio William Thomson nel Orpheus Caledonius (1725) ad attribuire la melodia a Davide Rizzo (o David Riccio come lo chiamavano in Scozia) musicista e compositore piemontese alla corte di Scozia nella metà del 500. John Gay per “L’opera del Mendicante” (1728) riprese la melodia e modificò il testo col titolo “I like the fox shall grieve”.
Franz Joseph Haydn ne fece una trasposizione per violino, violoncello e pianoforte in forma di “Andante grazioso in do maggiore” opera 160 del 1800 e 160/a del 1804.
Un ulteriore rifacimento, sempre con altre parole, fu quello di J.R. Planche nel melodramma romantico “The vampyre or the bride of the isles”, adattamento del famoso Vampiro di John William Polidori.

LA MELODIA

“The lass of Patie’s Mill” o “Peggy’s Mill” è conosciuta nelle isole Shetland come una scottish country dance, tanto per abbondare l’aria è stata anche attribuita a Turlough O’Carolan (vedi) ed è nota con il titolo di Carolan‘s Cap (da non confondere con Carolan’s Cup che è un’altra melodia)

ASCOLTA Palladian Ensemble

ASCOLTA Ensemble 3 arrangiamento di Michael Langer per 4 chitarre

Mentre la melodia è ancora in repertorio nella musica folk scozzese o nella musica classica/barocca, la versione cantata è più rara, oggi il testo ci fa sorridere, ma la bellezza della melodia resta immutata.

ASCOLTA Paul Elliott versione barocca (strofe I, II e IV)

ASCOLTA Rory e Alex McEwen in “Scottish songs and Ballads“, 1958 (strofe I, III e IV) un arrangiamento più tradizionale


I
The lass of Patie’s Mill,
So bonnie, blythe, and gay,
In spite of all my skill(1)
She stole my heart away.
When tedding of the hay,
Bare-headed(2) on the green,
Love ‘midst her locks (3) did play,
And wanton’d in her e’en.
II
Her arms, white, round, and smooth.
Breasts rising in their dawn(4),
To age it would give youth,
To press them with his hand.
Thro’ all my spirits ran
An extasy of bliss,
When I such sweetness fan’
Wrapt in a balmy kiss.
III
Without the help of art,
Like flow’rs which grace the wild,
She did her sweets impart,
Whene’er she spoke or smiled.
Her looks they were so mild,
Free from affected pride,
She me to love beguiled;
I wish’d her for my bride.
IV
O! had I all the wealth
Hopetoun’s high mountains(5) fill;
Insured long life and health,
And pleasure at my will;
I’d promise and fulfil
That none but bonnie she,
The lass of Patie’s mill
Should share the same
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
La ragazza del Mulino di Pat
così bella, luminosa e gaia,
nonostante tutta la mia signorilità (1)
mi ha rubato il cuore.
Mentre rivoltava il fieno
a capo scoperto (2) nel campo
Amore tra i suoi riccioli (3) giocava e anche capricciosamente in lei.
II
Le sue braccia, bianche tonde e lisce, seni che si sollevano nella loro apparizione (4),
alla maturità darebbero la giovinezza,
nello stringerli con la mano.
Di corsa tutto il mio umore si gettava
in un estasi di beatitudine
quando io patito di tale dolcezza,
ero avvolto in un bacio balsamico
III
Senza l’aiuto dell’arte
come i fiori che abbelliscono la natura, lei impartiva le sue grazie,
ogni volta che parlava o sorrideva.
I suoi sguardi erano così miti,
liberi dall’orgoglio pretestuoso,
lei mi sedusse all’amore,
l’ho desiderata per mia sposa
IV
Oh, se avessi tutte le ricchezze
che le alte montagne di Hopetoun (5) soddisfano; lunga vita e salute assicurate, e il piacere a volontà;
prometterei di fare in modo che nessuna ma solo lei la bella,
la fanciulla del Mulino di Pat condivida lo stesso.

NOTE
1) “skill” nel senso di compostezza, padronana di sè, capacità di controllare i propri impulsi comportandosi secondo le buone maniere
2) lo spettacolo era certamente insolito perchè in genere le donne nei campi si coprivano il capo con un fazzoletto o un cappello di paglia, sia per ripararsi dai raggi del sole che dalla polvere
3) anche in Italia si collega il capello riccio con i capricci di femmina (“ogni riccio un capriccio”)
4) se non intendo male la “metafora” il poeta vuole forse dire che i seni della contadina sono acerbi, come quelli di una ragazzina?
5) si riferisce alle montagne della località in cui è nato, rinomate per le miniere (vedi)

FONTI
http://thesession.org/tunes/6731
http://www.nigelgatherer.com/tunes/tab/tab6/lassp.html
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94650504