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THE FALSE BRIDE: LA VERSIONE SCOZZESE

La ballata della “Falsa Sposa” ovvero il tema dell’amore non corrisposto, risale sicuramente al 1600 ed è stata cantata un po’ per tutte le Isole Britanniche per secoli seguendo i canali della tradizione orale, la stampa nelle broadside ballads e nelle collezioni di arie tradizionali, sfaccettandosi in diverse versioni e anche arrangiamenti melodici. Solo all’inizio del XX secolo la ballata sembra essere passata di moda e relegata nelle “old Folk songs”, tuttavia in alcune sue varianti è stata recuperata durante il folk revival degli anni 60-70 e anche in più recenti registrazioni.
Si rimanda alla dettagliata ricerca di Jürgen Kloss sui testi e le melodie (vedi) limitando l’analisi alle versioni selezionate per l’ascolto.

LA MELODIA

I primi testi risalgono alla metà del 1600 in una ballata dal titolo “The Forlorn Lover” (Douce Ballads 1(83a) Bodleian Library), in italiano “l’amante disperato o abbandonato”. La melodia riprende “Love Is The Cause Of My Mourning” dall’Atkinson Manuscript (1694/95 ) molto diffusa come aria per violino nel Nothumberland (vedi)
Tra il 1700 e il 1800 si ritrovano diverse canzoni sia in Inghilterra che Scozia che riprendono e sviluppano sempre lo stesso tema approdato alla fine anche in Irlanda (The Forlorn Lovers in Patrick Kennedy Banks Of Boro. A Chronicle Of The County Of Wexford 1867).

ASCOLTA dall’Orpheus Caledonius di William Thomson (1725) forse il modello originario dai quali sono derivate le altre ballate.

VERSIONE SCOZZESE: I ONCE LOVED A LASS

Come commentato da Ewan McColl nelle note allegate all’album (vedi) le canzoni degli amanti abbandonati sono abbastanza comuni in Scozia, e per lo più sono soffuse di ironia, piuttosto che di tragedia. Non questa però in cui l’amante, dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex-fidanzata, si sdraia nella tomba per cercare la morte. Jürgen Kloss colloca la versione tra il 1850 e il 1885 in area scozzese: la prima strofa è un po’ un frullato testuale di diverse versioni comparse in stampa dai primi broadside seicenteschi alle collezioni ottocentesche; la seconda strofa è quella più antica che è presente un po’ in tutte le varianti del tema, anche con titoli diversi; mentre la terza strofa sembra essere un’aggiunta più recente, come pure anche la ripetizione in terza persona dell’ultimo verso che è proprio delle versioni scozzesi. Le strofe sono senza ritornello, ma nelle prime tre strofe l’ultimo verso “she’s gaun to be wed till anither” svolge tale funzione.

Notevoli  e numerose le registrazioni sia da parte di formazioni scozzesi che inglesi.

ASCOLTA Ewan McColl in Classic Scots Ballads, 1956

ASCOLTA Pentangle con la voce di Bert Jansch in Sweet Child, 1968 (strofe da I a III e V)

ASCOLTA Tannahill Weavers (strofe I, II, III e VI) in Best Of The Tannahill Weavers, 1989, con un arrangiamento fiabesco fuori dal tempo

ASCOLTA Karan Casey in “Ships in the Forest” 2008 in questa versione live canta tutte le sette strofe, da tener presente che la cantante è irlandese (contea di Waterford) e il testo è in standard english (vedi)

VERSIONE di Ewan McColl (tranne IV strofa)
I
I once loved a lass,
and I loved her sae  weel
I hated all others that spoke of her ill;
But noo she’s rewarded me
wee for my love,
(For) she’s gaun to be wed
till anither.
II
(When) I saw my love
to the church go,
Wi’ bride(groom) and bride-maidens, they made a fine show;
An’ l followed them on wi’ a heart fu’ o’ woe,
(For) she’s gaun to be wed till anither.
III
(When) I saw my love sit down to dine,
I sat down beside her and poured out the wine,
An’ I drank to the lass that should ha’e been mine,
An’ now she is wed till anither.
IV
“Well, stop,”
says the groomsman,
“If you take my word
Would you venture your life
on the point of a sword?
For courting too slowly
you have lost this fair maiden
Begone, you will never enjoy her”
V
The men o’ yon forest they askit o’ me,
Hou many strawberries grew in the saut sea?
But I askit them back wi’ a tear in my ee,
How many ships sail in the forest?
VI
O dig me a grave
and dig it sae deep,
An’ cover it over with flow’rets säe sweet,
An’ I’ll turn in for to tak’ a lang sleep,
An’ may be in time I’ll forget her.
VII
They dug him a grave
an’ they dug it sae deep,/ An’ covered it over with flow’rets säe sweet,
An’ he’s turned in for to tak’ a lang sleep,
An’ maybe by this time he’s forgot her.

Tradotto da Cattia Salto
I
Un tempo amavo una ragazza
e tanto l’amai, che odiavo tutti coloro che parlavano male di lei;
ma ora mi ha fatto pagare
per il mio amore(1)
perchè è andata  in sposa
ad un altro!
II
Vidi il mio amore
andare in chiesa
con lo sposo e le damigelle,
facevano una bella figura,
e li seguii con il cuore pieno di dolore perchè è andata  in sposa
ad un altro!
III
Vidi il mio amore sedersi per cenare
e mi sono seduto accanto a lei per versare del vino,
e bevvi alla ragazza che avrebbe potuto essere mia
ma ora è sposata ad un altro
IV
Fermo – dice il testimone dello sposo-
in fede mia
vuoi giocarti la vita
sulla punta di una spada?
Per aver corteggiato con poco ardore (2),
hai perso questa bella fanciulla
vattene, non ti divertirai mai più con lei
V
Tutti gli uomini nella foresta lontana mi chiedono”Quante fragole crescono nel mare salato?”
e io ho risposto con le lacrime agli occhi “Quante navi navigano nella foresta? (3)
VI
Oh scavatemi una tomba
e scavatela profonda
e copritela con i fiori più profumati
e andrò a dormire per fare un lungo sonno
e forse col tempo, dimenticarla.”
VII
Così scavarono una tomba
e la scavarono profonda
e la coprirono con i fiori più profumati
ed egli andrò a dormire per fare un lungo sonno
e forse col tempo dimenticarla.

NOTE
1) letteralmente “ora lei mi sta bene ricompensando per il mio amore”, il senso è ironico e vuole dire esattamente il contrario
2) ho inteso slowly come un atteggiamento poco eccitante o indeciso, senza vivacità
3) la strofa è una aggiunta del XVIII secolo riportata anche come stanza a sé nelle filastrocche per bambini: il significato è abbastanza chiaro, il protagonista ha più probabilità di trovare fragole nel mare e navi nella foresta che di ritrovare il suo amore. Non so se il paragone vuole parafrasare (con significato opposto) il noto detto scozzese “ci sono molti pesci nel mare” come frase consolatoria che in genere si dice a chi resta solo alla fine di una storia d’amore. Comunque la risposta alle domande retoriche è “Non c’è nessuna possibilità“.

VERSIONE INGLESE: A Week Before Easter – The False Bride

Nel 1971 The Copper Family del Sussex pubblicò l’album dal titolo “A song for every season” che include “The Week Before Easter” quale rielaborazione della versione popolare in Inghilterra (qui).
In una sequenza dal taglio cinematografico il protagonista narra dei tre momenti in cui la sposa si appressa al matrimonio: la vestizione, la processione verso la chiesa e il fatidico “si”.
Dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex-fidanzata, egli, come nella versione scozzese, si sdraia nella tomba per cercare la morte.

John Henry Frederick Bacon, ‘The Wedding Morning’ 1892

Shirley Collins ha anche registrato il brano con il più comune titolo ‘The Bride False’,  ho trovato però per l’ascolto questa versione dall’arrangiamento folk-pop, che mescola il folk all’elettronica.

ASCOLTA Jim Moray in Sweet England 2003


I
A week before Easter
the morn(1) bright and clear,
and the sun it shone brightly,
and keen blew the air.
I went down to the forest
to gather some flowers,
But the forest won’t yield me no roses.
II
Well the first time I saw my love,
she was dressed all in white,
Made my eyes run with water,
for it dazzled my sight,
now she is gone and she’s left me,
and cruelly done by me(2)
She’s gone and got tied to another.
III
And the next time I saw my love
she did in the church stand
With a ring on her finger
and a glove on her hand.
Well I thought to myself
I could have been that man (3)
She’s gone and got wed to another.
IV
Well the parson that married them,
he loudly did cry,
All of you that forbid it,
how dare thee stand by
Well I thought to myself,
I’ve a good reason why,
But I hadn’t the heart to forbid it.
V
So dig me a grave my love,
dig it long wide and deep,
Aye and cover it over,
with flowers so sweet
Aye and lay me down
to take a long sleep,
And maybe in time I’ll forget her.
Tradotto da Cattia Salto
I
Una settimana prima di Pasqua
dal mattino luminoso e chiaro
e il sole splendeva
e riscaldava l’aria,
sono andato nel bosco
a raccogliere fiori
ma il bosco non mi diede le rose
II
La prima volta che vidi il mio amore
era vestita tutta in bianco
e mi fece piangere
e mi abbagliava la vista
ora se n’è andata e mi ha lasciato
e l’ha fatto in modo crudele
se n’è andata e si è legata ad un altro
III
E la volta dopo che vidi il mio amore,
andava verso la chiesa
con l’anello al dito
e il guanto nella mano.
Pensai tra me
che avrei voluto essere quell’uomo,
lei se n’è andata a sposarsi ad un altro
IV
Il prete che li ha sposati
ha gridato ad alta voce
“Chi è a conoscenza di qualche impedimento,
parli ora o taccia per sempre”
ho pensato tra me
che sebbene avessi una buona ragione
non avevo il coraggio di impedirlo.
V
Scavatemi una fossa, amore mio
e scavatela larga e profonda
e copritela bene
con i fiori profumati.
e deponetemi
perchè possa fare un lungo sonno
e forse col tempo dimenticarla.

NOTE
1) Jim dice moon ma è una probabile corruzione di morn
2) verso alternativo: When I thought to myself that I might have been that man
3) verso alternativo: So now she’s gone from me and showed me false play.

continua: LE VERSIONI IRLANDESI 

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/ilal.html http://www.asaplive.com/archive/detail.asp?id=R0114701
http://clancybrothersandtommymakem.com/trad_1015_scots.htm
http://www.thecopperfamily.com/songs/coppersongs/week.html

http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thefalsebride.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=296

ÉAMONN A’ CHNOIC

Una ballata irlandese del XVII secolo che prima di essere diffusa nella versione in inglese nel XIX secolo con il titolo “Ned of the Hill” era nota come canzone in gaelico irlandese “Éamonn an Chnoic” in onore di Éamonn Ó Riain (Edmund Ryan 1670 – 1724)

NEL DEL COLLE

rapparee001_0Edmond (ovvero Ned) era un giovane rampollo degli O’Ryans di Knockmeoll, Atshanbohy, vicino a Upperchurch Contea di Tipperary diventato fuorilegge sotto la regina Maria (affiancata al trono dal marito Guglielmo III): la sua vita riassume un po’ tutte le vicissitudini passate dai molti rapparees irlandesi  del XVII e XVIII secolo (considerati degli eroici ribelli invece che dei banditi prezzolati); la famiglia di origini cattoliche si vede privata dal possesso della terra dopo la conquista di Cromwell (Act for the Settlement 1652); in difesa della povera gente contro i soprusi dei conquistatori, Edmond si dà alla macchia e poi combatte nella “Williamite War” del 1689-1691; dopo il trattato di Limerick (1691) invece di fuggire come “Wild Geese” continua la sue scorrerie contro i proprietari terrieri protestanti e i militari inglesi; viene tradito per denaro da un suo amico che gli taglia la testa mentre dorme tranquillo ospite nella sua casa!

Di lui si dice fosse un gentiluomo sempre ben vestito, abile spadaccino e dalla ottima mira nello sparare con le pistole, amato non solo dalle donne, perchè era un Robin Hood, un giustiziere dei poveri contro i ricchi che lottava, a suo modo, per la libertà dell’Irlanda.

ÉAMONN Ó RIAIN: LA STORIA

Edmond O’Ryan nacque a Atshanbohy vicino Upperchurch intorno al 1670. I suoi antenati erano stati grandi proprietari terrieri, le cui terre furono confiscate dopo la ribellione di Desmond, cento anni prima. Ora, ricchi possidenti inglesi si impossessarono delle terre, e i Ryan rimasero come tenutari. La sua carriera doveva essere il sacerdozio [e andò in Francia a studiare perchè con le Penal Laws non era possibile per i cattolici accedere allo studio] ma non aveva abbastanza vocazione(*) così ritornò in Irlanda. Poco dopo il suo ritorno è stato coinvolto in una rissa con un esattore delle tasse che voleva prendersi l’unica vacca appartenente ad una povera vedova. Eamonn intervenne in favore della vedova cercando di convincere l’esattore a prendere l’equivalente delle tasse in mobili o altri oggetti a cui la vecchia signora poteva rinunciare. Ma nella rissa Eamonn finì per uccidere l’esattore delle tasse che si era intestardito nel volere la mucca.
Eamonn si diede alla macchia, nascondendosi nei boschi della sua regione nativa, mentre una grossa taglia fu offerta sulla sua testa.
Quando il deposto Giacomo II è arrivato in Irlanda nel 1689, Eamonn era tra i tanti che hanno prontamente aderito al suo esercito nella convinzione errata che la causa giacobita fosse la causa dell’Irlanda. Ma dopo il trattato di Limerick Eamonn tornò nel bosco e visse come fuorilegge, attaccando gli inglesi con la tattica della guerriglia, nel tentativo di mandarli via dalla terra irlandese.

Molte storie sono giunte fino a noi, raccontando come questi uomini siano sopravvissuti, come abbiano derubato e saccheggiato i nuovi proprietari terrieri, come siano riusciti a sfuggire ai soldati che li ricercavano e come abbiano aiutato i poveri e gli oppressi da novelli Robin Hood. La tradizione è particolarmente ricca nel caso di Eamonn …Sappiamo anche che era un poeta di notevole talento. La sua descrizione della vita di un fuorilegge è contenuto nella famosa poesia irlandese “Eamonn un Chnoic“. Un altro poema attribuito a lui e con uno stile simile a “Eamonn un Chnoic” è “Bean Dubh un Gleanna” (The Dark Woman of the Glen), una canzone d’amore forse scritta da sua moglie Mary Leahy. Si è anche pensato che Eamonn sia l’autore di “Scan O’Duibhir un Ghleanna” una poesia patriottica, che incoraggia i giovani a seguire le orme di John O’Dwyer di Kilnamanagh.
Parzialmente tratto e tradotto da http://www.doonbleisce.com/eamonn_a_chnoic.htm
[*altrove è riportato che Ned si trovava in Francia a studiare come sacerdote, quando il padre si ammalò e il giovane ragazzo decise di rientrare a casa; fu allora che difese la vedova e si diede alla macchia assumendosi la colpa dell’uccisione di uno degli esattori.]


LA MELODIA

Secondo il Fiddler’s Companion la melodia proviene dall’Irlanda alla fine del 1500 (sebbene la prima versione in stampa sia del 1729) ma si ritrova anche in Scozia (Scots Musical Museum, 1788 “I Dreamed I Lay” con le parole di Robert Burns)
Oggi eseguita per lo più in versione strumentale, un lament su un valzer lento o una slow air che si presta bene all’arrangiamento per arpa (su Spotify la versione di Patrick Ball)

Ilse de Ziah al violoncello live nel bosco con coro di uccelli e frusciar di fronde

ASCOLTA Tannahill Weavers in The Tannahill Weavers 1979
ASCOLTA Cherish the Ladies in Most Beautiful Melodies of Irish Music 

VERSIONE IN GAELICO: Éamonn an Chnoic

Ned bussa alla porta della sua innamorata, per chiedere rifugio, ma anche per vederla l’ultima volta e dirle addio. Il fuorilegge è ricercato con una grossa taglia sulla testa e non si fida nemmeno più degli amici, perciò medita di lasciare la sua terra. In seguito ospitato da un amico (o addirittura un parente trattandosi secondo alcune fonti di un cugino del lato materno), sarà tradito e ucciso nel sonno.
La sua testa si dice sia sepolta a Curraheen vicino Hollyford (quantomeno è lì che è stata eretta una lapide commemorativa).

Probabilmente la versione più popolare è quella di Liam Clancy che la canta mestamente accompagnato dall’arpa, con l’andamento di un lament

ASCOLTA Wolf Tones As Gaeilge 1980

VERSIONE IN GAELICO
I
“Cé hé sin amu
a bhfuil faobhar a ghuth,
a’ réabadh mo dhorais dhúnta?”
“Mise Éamonn a’ Chnoic,
atá báite fuar fliuch(1),
ó shíor-shiúl sléibhte is gleannta.”
II
“A lao ghil ‘s a chuid,
cad a dheánfainn-se dhuit
mura gcuirfinn ort binn de mo ghúna?
‘S go mbeidh púdar(2) dubh
‘á lámhach linn go tiubh,
‘s go mbeidh muid araon múchta!”
III
“Is fada mise amu
faoi shneachta is faoi shioc,
‘s gan dánacht agam ar éinne.
Mo bhranar gan cur,
mo sheisreach gan scor,
is gan iad agam ar aon chor!
IV
Níl cara agam—
is danaid liom sin—
a ghlacfadh mé moch ná déanach.
‘S go gcaithfe mé ghoil
thar fairraige soir,
ó’s ann nach bhfuil mo ghaolta.”
TRADUZIONE INGLESE
I
“Who’s that outside
whose voice is urgent,
pounding on my closed door?”
“I’m Edmond of the hill,
drowned, cold and wet,
from endlessly traveling mountains and glens.”
II
“Dearest love and treasure,
what can I do for you
but to put the hem of my gown over you?
And the snow would be falling on you
still, until we both would be covered!”
III
“I’ve long been outside
in snow and in frost,
not daring to approach anyone.
my grassland without seed
my ploughland without a mark,
and I don’t even have any
IV
I have no friend—
how that grieves me—
who’d take me in, early or late.
And so I must go
eastward across the sea,
for it’s there I have no kindred.”
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Chi è che là fuori
chiama con urgenza
e batte alla mia porta chiusa?”
“Sono Edmund Del Colle,
zuppo, gelido e bagnato (1)
e senza posa viaggio per montagne e valli!”
II
“Carissimo amore e tesoro
cosa posso fare per te
se non avvolgerti nel mio
mantello?
E la neve (2) cadrà su di noi
finchè entrambi ne saremo ricoperti”
III
“Sono stato a lungo un fuorilegge (3)
tra la neve e il gelo,
senza fidarmi di nessuno.
La mia terra a maggese,
i miei cavalli senza il giogo
-non ho più nulla!(4)
IV
Non avrò amico
-quale pena-
che mi accoglierà, sia presto o tardi.
Così devo andare
verso est per il mare,
perchè è dove non ho legami”(5)

NOTE
1) Il tema dell’isolamento del fuorilegge e della sua sofferenza alle intemperie è un classico nelle descrizioni dei disagi a cui vanno incontro coloro che vivono da braccati, ma è anche un modo per sottolineare il coraggio e lo spirito di sacrificio di Edmond; si mette in evidenza così la sua vulnerabilità per suscitare empatia e compassione.
2) il termine gaelico “pudar” non si traduce qui come polvere da sparo ma come neve
3) 
Le campagne irlandesi del Seicento-Settecento erano la terra degli highwaymen fuorilegge (outlow) dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!! Erano stati “Tories” (i confederati irlandesi del XVII secolo detti comunemente “conservatori”) o “Rapparees” e furono personaggi popolari e famosi la cui vita e imprese erano cantate nelle ballate. Nella tradizione popolare irlandese queste bande di briganti erano capeggiate di solito da una figura affascinante, amata dal popolo e non priva di un codice morale cavalleresco, perchè si ergeva in difesa dei deboli, dei poveri e degli oppressi. Così rubare al ricco non era considerato un furto o disonorevole, quando la ricchezza era stata accumulata con lo sfruttamento della povera gente o con il sopruso! (continua)
4) il senso della frase è “I haven’t finished the work of plowing and planting, but how could I, seeing as how I don’t have a team or land anyway!”
5) nella tradizione irlandese il fuorilegge può essere annientato solo con mezzi sleali o con il tradimento, ciò lo rende un martire da venerare. Spesso, ma non in questo caso, quando il fuorilegge viene meno al codice morale improntato alla difesa del più debole, viene punito con la sconfitta. In questo senso il codice morale è un imperativo categorico, quasi un gessa (divieto) in senso celtico.

LA VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Connie Dover in If Ever I Return 1997; la melodia non è quella tradizionalmente abbinata, ma ‘Hector the Hero‘ composta dal violinista scozzese James Scott Skinner nel 1903


I (1)
“Cé hé sin amu
a bhfuil faobhar a ghuth,
a’ réabadh mo dhorais dhúnta?”
“Mise Éamonn a’ Chnoic,
atá báite fuar fliuch,
ó shíor-shiúl sléibhte is gleannta.”
II(2)
Oh who is without
That in anger they should
Keep beating my bolted door
I am Ned of the hill
Long weary and chilled
From long trudging
Over marsh and moor
III
My love fond and true
What else could I do
But shield you from wind and from weather
When the shot falls like hail
They us both shall assail
And mayhap we will die together
IV
Through frost and through snow
Tired and hunted I go
In fear of both friend and of neighbour
My horses run wild
My acres untilled
And all of it lost to my labour
V
What grieves me far more
Than the loss of my store
Is there’s noone would shield me from danger
So my fate it must be
To bid farewell to thee
And to languish amid strangers
VI(3)
A chumann ‘s a shearc,
ó rachaimid seal faoi choillte
na meas cumhra,
Mar a bhfaighimid an breac
is an lon ar a nead,
an fia ‘gus an poc ag búireach,
An fhia ‘gus an poc ag búireach
Na h-éiníní binne
Ar ghéigíní a’ seinm
Is an cuaichín ar bharr an úir ghlais
Is go brách, brách,
ní thiocfaidh an bás in ár ngáire i lár
na coille cumhra.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I (1)
“Chi è che là fuori
chiama con urgenza
e batte alla mia porta chiusa?”
“Sono Edmund Del Colle,
zuppo, gelido e bagnato e viaggio senza sosta per montagne e valli!”
II (2)
“Chi è fuori
che con rabbia continua
a battere alla mia porta chiusa?”
“Sono Ned Del Colle
stanco e congelato
dal lungo arrancare
per paludi e brughiere.”
III
“Amore mio
cos’altro potrei fare
se non proteggerti dal vento e dal cattivo tempo,
quando cade forte la grandine
su entrambi colpirà
e così moriremo insieme”
IV
“Con il gelo e la neve
stanco e braccato vado
temendo sia l’amico
che il vicino;
i miei cavalli corrono liberi
le mie terre stanno incolte
e ogni cosa perduta per il mio lavoro.
V
Ciò che mi addolora di più
della perdita dei miei affari
è che nessuno mi potrà proteggere dal pericolo,
così il mio destino è segnato
nel dirti addio
e languire tra gente straniera!”
VI (3)
Amore mio
andremo raminghi
per boschi odorosi
di alberi in fiore
dove troveremo la trota
e il merlo nel suo nido
il richiamo del cervo e del capro,
gli uccellini che cantano tra i rami
e il piccolo cuculo
in cima al  tasso sempreverde
e mai, mai
la morte ci coglierà tra i sorrisi
nel profondo del bosco odoroso

NOTE
1) (la traduzione in inglese:
Oh, who is that outside with anger in his voice
Beating on my closed door?
I am Eamann of the Hill, soaked through and wet
From constant walking of mountains and glens.)
2) in pratica la seconda strofa è la traduzione in inglese della prima strofa cantata in gaelico così per le restanti strofe in inglese secondo la traduzione di Donal O’Sullivan in “Songs of the Irish” (da qui)
3) l’ultima strofa ritorna in gaelico e la traduzione in inglese dice:
My friend and my love,
oh let’s go for a while
to the woods of the fragrant beeches,
Where we’ll find the trout
and the blackbird on her nest,
the deer and the goat(4) braying,
Sweet little birds singing on branches,
And the little cuckoo on top of the green yew tree;
And never, never will death come into our laughter in the midst of the fragrant woods

Seconda parte continua
FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
http://livingthetradition.com/ned-of-the-hill/

http://www.doonbleisce.com/eamonn_a_chnoic.htm
http://lookingatdata.com/o/253-o-ruin-eamonn-an-chnoic.html
http://www.navan.org/lyrics/eamonn_an_chnoic.html
http://thesession.org/tunes/6508
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=72285
http://mysongbook.de/msb/songs/e/eamonna.html
http://socrates.berkeley.edu/~caforum/volume1/pdf/cashman.pdf
http://www.daltai.com/discus/messages/13510/17143.html?1150427281

CAM YE O’ER FRAE FRANCE

Jacobite piperRe Giorgio I, della casata di Hannover, diventato re di Gran Bretagna nel 1714, all’età di 54 anni, non fu mai molto popolare in Inghilterra, senza parlare dei molti suoi sudditi scozzesi, ancora nostalgici del deposto Re Giacomo II.

Re Giorgio si portò due amanti da Hannover e il St. Jame’s Palace venne spesso descritto come un bordello. Così impegnato a trafficare con le sue amanti,  il re si era accorto molto tardi che anche la moglie Sofia era a sua volta “corteggiata” dal bel Conte Philipp Christoph von Königsmarck di Svezia: i due, anni prima, avevano progettato una fuga d’amore, ma il corpo del conte, probabilmente ucciso dai sicari del futuro Re, non fu mai ritrovato..
La principessa Sofia Dorotea di Celle dopo la tentata fuga con il suo amante venne ripudiata e imprigionata per il resto della sua vita (aveva 32 anni), i detrattori ovviamente insinuano che il figlio Giorgio Augusto (il futuro Giorgio II) sia nato proprio da quel rapporto adulterino!!

LA QUESTIONE GIACOBITA ATTO I

Giacomo Francesco Edoardo Stuard tentò di riprendersi il trono per due volte nel 1708 e nel 1715  con l’appoggio di John Erskine, conte di Mar. Nel 1713 Lord Mar fu eletto Ministro di Stato britannico dal partito dei Conservatori, così quando al trono salì re Giorgio, sebbene avesse giurato lealtà al sovrano, venne privato della sua carica. Incontratosi con un gruppo di Highlanders il 6 settembre 1715 presso Braemar,  nominò ufficialmente il Principe Giacomo Edoardo re di Scozia, Inghilterra e Francia con il nome di Giacomo VIII di Scozia (e Giacomo III d’Inghilterra e d’Irlanda). Con questa chiamata alle armi iniziò l’insurrezione giacobita che si concretizzò con la mobilitazione dei clan delle Highlands centrali e occidentali accomunati dai dissapori per l’Unione del Regno di Scozia con l’Inghilterra. L’insurrezione terminò con la Battaglia di Sheriffmuir, 13 novembre 1715, in sostanza con un nulla di fatto.
Al calare dell’oscurità entrambi gli eserciti tornarono ai rispettivi accampamenti, e il giorno seguente gli Highlanders si ritirarono e i governativi comandati dal Duca di Argyle tornarono a Stirling. Nel 1717 venne concesso, con l’Act of Grace un generale perdono a tutti gli Highlanders che parteciparono all’insurrezione.
The Old Pretender passò il resto della sua vita dorata in esilio prima in Francia e poi dal 1717 in Italia.
Per un quadro d’insieme dei personaggi vi rimando alla tabella qui

GUIDA ALL’ASCOLTO

Qualcuno ha notato la somiglianza della melodia di “The Rocky Road to Dublin” con ‘Cam Ye Ower Frae France’, ovvero ‘The Keys of the Cellar’ nella sua versione da danza.
Tutto quello che si poteva scrivere in merito al canto scozzese, una rebel song di stampo giacobita, viene dalla penna di James Prescott, al cui articolo rimando per ogni approfondimento, anche bibliografico (vedi)

ASCOLTA Tannahill Weavers in The Old Woman’s Dance 1978 con un cambio di tempo nella strofa finale
ASCOLTA Arany Zoltan (molto bello il video)

ASCOLTA Steeleye Span (mi piacciono molto queste modernizzazioni dei brani antichi, nulla togliendo alle riproposizioni filologiche)

E che dire di questa versione barbarica?!
ASCOLTA Fabula in Cult-ur (ma anche live ASCOLTA)


I
Cam ye o’er frae France?
Cam ye down by Lunnon?
Saw ye Geordie Whelps(1)
and his bonny woman?
Were ye at the place
ca’d the Kittle Housie(2)?
Saw ye Geordie’s grace(3)
riding on a goosie(4)?
II
Geordie, he’s a man
there is little doubt o’t;
He’s done a’ he can,
wha can do without it?
Down there came a blade(5)
linkin’ like my Lordie;
He wad drive a trade
at the loom o’ Geordie(6).
III
Though the claith were bad(7),
blythly may we niffer;
Gin we get a wab,
it makes little differ.
We hae tint our plaid(8),
bannet, belt and swordie,
Ha’s and mailins braid—
but we hae a Geordie!
IV
Jocky’s(9) gane to France
and Montgomery’s lady(10);
There they’ll learn to dance:
Madam, are ye ready?
They’ll be back belyve belted,
brisk and lordly;
Brawly may they thrive
to dance a jig wi’ Geordie!
V
Hey for Sandy Don(11)!
Hey for Cockolorum(12)!
Hey for Bobbing John(13)
and his Highland Quorum(14)!
Mony a sword and lance
swings at Highland hurdie;
How they’ll skip and dance
o’er the bum o’ Geordie!

TRADUZIONE INGLESE
I
Came you over from France?
Came you down by London?
Saw you Geordie Whelps
and his bonny woman?
Were you at the place
called the Kittle Housie?
Saw you Geordie’s grace
riding on a goosie?
II
Geordie, he is a man
there is little doubt of it;
He’s done all he can,
who can do without it?
Down there came a blade
linking like my Geordie;
He pledge drive a trade
at the loom of Geordie.
III
Though the cloth were bad,
blythly may we haggle;
if we get a web,
it makes little differ.
We have lost our plaid,
bonnet, belt and swordie,
houses and farmlands braid—
but we have a Geordie!
IV
Scotsman is gone to France
and Montgomery’s lady;
There they’ll learn to dance:
Madam, are ye ready?
They’ll be back quickly belted,
brisk and lordly;
Brawly may they thrive
to dance a jig with Geordie!
V
Hey for Dandy Don!
Hey for a young cock!
Hey for Bobbing John
and his Highland Quorum!
Many a sword and lance
swings at Highland buttock;
How they’ll skip and dance
over the bum of Geordie!

NOTE
1) Re Giorgio I, whelp (presuntuoso) è un gioco di parole per richiamare guelph cioè l’appartenenza guelfa della casata di Hannover (retaggio Medievale)
2) perfetto eufemismo per un bordello ovvero il St. Jame’s Palace, la residenza principale di Giorgio I, e le sue amanti, nei primi anni del suo regno.
3) sua Grazia, re Giorgio I
4) diminutivo di oca, ma anche in senso spregiativo prostituta ovvero la favorita del re, la Contessa Ehrengard Melusina von der Schulenburg, poi duchessa di Kendal
5) letteralmente una “lama” ovvero conte Philipp Christoph von Königsmarck di Svezia, militare svedese amante di Sofia, l’unica moglie di re Giorgio. Nel 1694 i due stavano per fuggire dalla corte di Hannover pronti allo scandalo, ma il conte fu ucciso dai sicari (e il suo corpo non venne mai più trovato!!)
6) la principessa Sofia Dorotea di Celle, che dopo la tentata fuga con il suo amante venne ripudiata e imprigionata per il resto della sua vita (aveva 32 anni); si insinua che il figlio Giorgio Augusto sia nato dal rapporto adulterino
7) Giorgio Augusto futuro Giorgio II
8) gli Stuart
9) Giacomo Francesco Edoardo Stuard detto The Old Pretender
10) Maria Beatrice di Modena, moglie di Giacomo II e madre di Giacomo Francesco Edoardo. ‘Mr. Montgomery ‘era lo pseudonimo di Sidney Godolphin, devoto ciambellano della regina Maria d’Este diventato Lord Tesoriere sotto la regina Anna era rimasto un giacobita e corrispondeva con Maria di Modena in esilio.
11) il generale Alexander Gordon di Auchintool, giacobita
12) Alexander Gordon, marchese di Huntly, giacobita
13) John Erskine, conte di Mar Ministro di Stato britannico e giacobita
14) le riunioni dei giacobiti per pianificare la ribellione

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Sei venuto dalla Francia?
Sei venuto da Londra?
Hai visto Giorgio Whelps(1)
e la sua donnina?
Sei stato nel posto
chiamato la “Volubile casetta“(2)?
Hai visto sua grazia Giorgio(3)
a cavallo di un ochetta(4)?
II
Giorgio, è un uomo
è fuori dubbio;
ha fatto tutto il possibile,
e chi può farne a meno?
Ci fu un cortigiano(5)
che agiva come il mio Giorgio;
e s’azzardò uno scambio
al telaio di Giorgio(6).
III
Anche se la stoffa era pessima(7),
allegramente possiamo tirare sul prezzo
se otteniamo una pezza
fa poca differenza.
Abbiamo perso il nostro plaid(8),
berretto, cinturone e spada,
case e  terreni da coltivare-
ma abbiamo un Giorgio!
IV
Lo scozzese(9) che è andato in Francia
e Lady Montgomery(10)
ci insegneranno a ballare:
Signora, voi siete pronta?
Torneranno presto abbracciati,
rapidi e magnifici;
bene possano essi condurre
una giga con Giorgio!
V
Evvia per Sandy Don(11)!
Evvia per il giovane galletto(12)!
Evviva per Bobbing John(13)
e il suo Club Highland(14)!
Più di una spada e di una lancia
pende dai fianchi scozzesi;
Essi salteranno e balleranno
sopra le natiche di Giorgio!

INTERPRETAZIONE
Re Giorgio aveva portato due amanti da Hannover e il St. Jame’s Palace viene descritto come un bordello

Nella seconda strofa si insinua l’illegittimità del suo erede, il futuro Giorgio II, concepito dalla   principessa Sofia in adulterio con il bel conte svedese (misteriosamente scomparso da corte e mai più ritrovato).

Nella terza strofa si allude all’animosità fra Giorgio I e Giorgio Augusto, che per la Scozia sono  comunque della stessa stoffa.

La quarta strofa è un’incitazione alla lotta e la quinta un brindisi o un applauso per i capi   giacobiti della rivolta, con la promessa di una vittoria gloriosa.

THE KEY TO THE CELLAR

La “Chiave della cantina” è una English Country Dance preveniente forse dal Northumbria, in 3/2 ovvero la melodia della rebel song ‘Cam Ye Ower Frae France’. Con il titolo di “The Marchioness of Tweed-dale’s Delight” è stato pubblicato nella collezione di Niel Gow “Second book of strathspeys” del 1803.

Buone versioni strumentali
ASCOLTA Gwendal

ASCOLTA Liz Donaldson in English Echoes: English Country Dance Favorites 2007 (in versione integrale su Spotify)

La danza non compare sull’English Master di Playford e quella che si conosce ora è stata creata da Jenny Beer nel 2004 e pubblicata nel libro di Allison Thompson “Dances from Barns Two
VIDEO

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ye-jacobites.htm
http://www.telusplanet.net/public/prescotj/data/music/camyeoer.html
http://www.lookandlearn.com/blog/21808/george-i-a-detestable-man-and-unloved-king/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTCYOFF.htmlhttp:
//www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTCYOFF.html

http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/camyeoerfraefrance.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Descendants_of_James_VI_and_I
http://www.thesonsofscotland.co.uk/thebattleofsheriffmuir1715.htm
http://thesession.org/tunes/8145

THE BAND O’ SHEARERS

Gli “shearers” della canzone non sono dei tosatori di pecore ma dei mietitori che tagliavano il grano maturo con la lunga falce (maneggiata dagli uomini) e con i falcetti più piccoli (utilizzati invece dalle donne per fare i covoni).  La falce missoria venne introdotta solo nel 1810, prima c’erano i falcetti e il lavoro di mietitura era svolto principalmente dalle donne.
I mietitori erano stagionali e si riversavano nelle Lowlands dal Nord della Scozia, raggruppati per famiglie, o gruppi di uomini e donne. Quando un gruppo numeroso di lavoranti era al soldo di un solo fattore a volte era chiamato un piper perchè suonasse durante la mietitura per incentivarne la produttività. Il lavoro era faticoso ancorchè monotono, ma non mi risulta ci siano stati canti dei mietitori, come quelli invece ben noti delle mondariso della pianura padana italiana.

George Hemming Mason - The Harvest Moon

La stagione del raccolto era anche occasione di corteggiamenti come questa canzone ci ricorda! Per le donne andare alla mietitura era un modo di emanciparsi dalle rigide convenzioni sociali. Con la carestia delle patate le donne lavoranti stagionali vennero sostituite dagli irlandesi che provenivano principalmente dal Donegal.

Ma quando inizia la stagione del raccolto in Scozia? C’è un primo raccolto ad agosto con la festa di Lammas (vedi “Corn Rigs Are Bonnie“) che prosegue per tutto agosto (vedi “Now westlin winds“) considerato già come il mese in cui ha inizio la stagione autunnale e infine il raccolto dell’Harvest moon ossia la luna piena prossima all’equinozio d’autunno, periodo in cui sembra essere collocata questa ballata.
L’autore è anonimo, anche se il testo è stato attribuito a Robert Hogg; Gavin Greig è più propenso a collocare la ballata in un’epoca antecedente, almeno al XVIII secolo visto le numerosi versioni e gli arrangiamenti che sono giunti sino a noi.

ASCOLTA The Tannahill Weavers in Alchemy. (video con una scelta di immagini che racconta però tutta un’altra storia rispetto alla ballata). La melodia abbinata tradizionalmente è “Johnnie Cope

GALLANT SHEARERS
I
Adam’s wine and heather bells
Come rattlin’ ower yon high high hills
There’s corn rigs in yonder fields
And autumn brings the shearin’
Chorus:
Bonnie lassie will ye gang(2)
And shear wi’ me the hale day lang(3)
And love will cheer us as we gang
Tae jine (4) yon band o’ shearers
II
And if the thistle it be strang
And pierce your bonnie milk white hand
It’s wi’ my hook(5) I’ll lay it lang
When we gang tae the shearin’
III
And if the weather be ower(6) hot
I’ll cast my gravat(7) and my coat
And shear wi’ ye amang the lot
When we gang tae the shearin’
IV
And if the weather it be dry
They’ll say there’s love ‘tween you and I
We’ll slyly pass each ither by
When we gang tae the shearin’
V
And when the shearin’ it is done
And slowly sets the wintry sun
Ye’ll be my ain till life is run
Nae mair(8) tae jine the shearers
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
L’acqua (1) e i fiori d’erica
che rendono più vivaci le alte colline,
ci sono campi di grano lassù
e l’autunno porta i mietitori
Coro
Bella fanciulla verrai?
A mietere con me tutto il giorno
e l’amore ci allieterà mentre andremo
insieme a quella brigata di falciatori
II
E se il cardo terrai stretto,
ti pungerà la tua bella mano bianco latte
e con il mio falcetto lo taglierò,
quando andremo alla mietitura.
III
E se il tempo sarà ancora caldo,
cravattino (7) e giacchetta leverò
e falcerò accanto a te tra i covoni
quando andremo alla mietitura.
IV
E se il tempo sarà asciutto
diranno che c’è amore tra te e me
e ci incontreremo furtivamente
quando andremo alla mietitura.
V
E quando il taglio sarà finito
e lentamente tramonterà il sole invernale
tu sarai mia finchè avrò vita
e non andremo più a mietere

NOTE
1) letteralmente il “vino d’Adamo” si tratta in realtà della semplive acqua piovana
2) gang = go
3) hale day lang = whole day long, tutto il giorno
4) jine= join
5) Hook, heuk: a reaping-hook, falcetto
6) owre = over
7) Gravat: scarf, sciarpa ma nel senso di cravatta da collo. Corrisponde alla scozzese owerlay= fascicola cioè quello che usava nel settecento attorno al collo come cravatta ossia una larga striscia di lino: all’inizio (introno al 1600) era una specie di pegno che le fidanzatine donavano al proprio innamorato  che partiva per la guerra, e veniva indossata un po’ per ripararsi dal freddo e un po’ come segno d’affetto. I nobili preferivano al collo il Jabot cioè una pettorina di pizzo arricciato con il collo alto. La cravatta più simile alla nostra risale invece all’800.
8) nae mair = no more

ASCOLTA Heritage (eccellente arrangiamento)

ASCOLTA Robin James Hurt in ‘The Tallyman’s Lament, 2008. (Qui la scelta delle immagini è più rispondente al tema agreste, dai dipinti di Samuel Palmer -1805 – 1881)

BAND OF SHEARERS
I
Oh summer days and heather bells
Come blooming o’er yon high high hills
There’s yellow corn in all the fields
and the autumn brings the shearin’
Chorus:
Bonnie lassie will ye gang
And shear wi’ me the whole day lang
And love will cheer us as we gang
To join yon band o’ shearers
II
And if the weather be over hot
I’ll cast my cravat and my coat
And shear wi’ ye among the lot
When we gang to join the shearin’
III
And if the thistle be o’er strang
And pierce your lily milk white hand
It’s wi my hook I’ll cut them down
When we gang to join the shearin’
IV
And if the weather be o’er dry
They’ll say there’s love ‘tween you and I
But we will proudly pass them by
When we gang to join the shearin’
V
When the shearin’ it is done
And slowly sets the evenin’ sun
We’ll have some rantin’roarin’(9) fun
And gang nae more(8) to the shearin’
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Oh giornate estive e fiori d’erica
che sbocciano sulle alte colline,
c’è grano maturo nei campi lassù
e l’autunno porta i mietitori
Coro
Bella fanciulla verrai?
A mietere con me tutto il giorno
e l’amore ci allieteràmentre andremo
insieme a quella brigata di falciatori
II
E se il tempo sarà ancora caldo,
cravattino (7) e giacchetta leverò
e falcerò accanto a te tra i covoni
quando andremo alla mietitura
III
E se il cardo terrai stretto
ti pungerà la tua bella mano nivea
e con il mio falcetto lo taglierò,
quando andremo alla mietitura
IV
E se il tempo sarà asciutto
diranno che c’è amore tra te e me
e ci incontreremo furtivamente
quando andremo alla mietitura
V
E quando il taglio sarà finito
e lentamente tramonterà il sole a sera
ci divertiremo un sacco
e non andremo più a mietere

NOTE
9) rantin’roarin’due aggettivi spesso accoppiati da Robert Burns e sinonimi. Rantin: uproarious, strepitoso

FONTI
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/59962/4;jsessionid=5195DAE5CA230FF771267AD7EB4F44B1
http://www.ramshornstudio.com/band_o_shearers.htm
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1210lyr4.htm
http://ingeb.org/songs/noosumme.html
http://sangstories.webs.com/bandoshearers.htm

MERMAID OR SELKIE SONG?

selkie-focheLa Scozia conserva ancora tantissimi canti sulle creature del mare, in particolare la tradizione è ancora viva nelle Isole Ebridi: qui le foche non sono dei semplici animali, bensì creature magiche chiamate selkie, che di notte prendono la forma di uomini e donne annegati. Ritenuti una sorta di guardiani del Mare (qui) o giardinieri del fondale marino ogni notte o solo nelle notti di luna piena, abbandonerebbero le loro pelli per rivelare sembianze umane, per cantare e danzare sulle scogliere d’argento.

LA SCHEDA continua

ORAN NA MAIGHDINN-MHARA

Melodia tradizionale scozzese, eseguita spesso con la sola cornamusa

ASCOLTA Tannahill Weavers

LA LEGGENDA DELLA SELKIE, LA FATA-FOCA

Alcuni interpretano questo canto alla luce di una leggenda scozzese che narra la storia di una selkie costretta a vivere con l’uomo che le aveva rubato la pelle. Dopo molti anni il figlio nato dal rapporto trova la pelle e la mostra alla madre, così lei è finalmente libera di riprendere il mare.

Si racconta che una notte, sulla piccola isola di Inis Oirr, Séan O’Shea incontrò una ragazza dai lunghi capelli rossi che sedeva nuda sugli scogli, cantando una canzone che parlava del Grande Padre Mare.foca-saluta
Séan, osservando la ragazza da lontano, vide la pelle di foca poco distante da lei e invaghitosi della giovane decise di prenderla con sé.
Da quel momento, la ragazza divenne la moglie di Séan, incapace per incanto di separarsi da lui.
Passarono molti anni e Séan e la selkie ebbero una bambina che entrambi amavano e coccolavano. La selkie era docile, affettuosa, una madre perfetta ed una moglie gentile, ma non perse mai il suo sguardo malinconico.
Ogni notte, alla fine dei lavori domestici, sedeva sugli scogli a guardare il mare cantando tristi melodie a suo padre, il Mare, dal quale non riusciva a separarsi.

Il tempo passò, la bambina crebbe e la selkie si innamorò veramente del suo uomo; ma una notte, nascosta in un vecchio canestro in fondo alla cantina della casa, trovò il mantello di foca che suo marito aveva nascosto per tanto tempo.
Il mattino dopo, Séan trovò soltanto una scritta fatta con un dito in un pugno di farina sparsa sul tavolo: “Vi amo”. Ma di sua moglie non c’era traccia, e Séan e la bambina non la videro mai più.

OPPURE E’ UNA SIRENA?

Ma c’è anche un altro racconto leggendario che ben si adatta a questo canto.
Una sirena si innamorò di un pastore delle Isole Ebridi e i due si incontravano sulla riva rocciosa dove consumavano il loro amore. Poi l’uomo stanco del rapporto non andò più alla riva. La bella sirena attese invano il ritorno del suo amore e alla fine scelse la morte gettandosi contro gli scogli. Sembra che l’ingresso di una grotta conservi ancora la forma della sirena impressa con un colore rosso scuro.
Con questa chiave di lettura il canto sarebbe quinti il canto di disperazione della sirena che attende invano il suo amante che l’ha tradita.

ASCOLTA Rich Hill, la canzone illustrata da The Crankie Factory

ASCOLTA Glasgow Islay Choir
ASCOLTA Ishbel MacAskill in Sioda

GAELICO SCOZZESE
Sèist:
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
Hùbha i ‘s na horaibh hì
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
‘S ann le foill a mheall thu mì
I
A mach air bharr nan stuadh ri gaillionn
Fuachd is feannadh fad ‘o thìr
Tha mo ghaol dhuit daònan fallainn
Ged is Maighdinn mhara mì
II
Chaneil mo chadal-sa ach luaineach
‘Nuair bhios buaireas air an tìd’
Bha mi ‘n raoir an Coirre Bhreacainn(2)
‘S bi mi nochd an Eilean I
III
Seall is faic an grunnd na fairge
Uamhan airgiod ‘s òr gun dìth
Lainnearachd chan fhaca sùil e
Ann an cuirt no lùchairt righ

TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
Hùbha i ‘s na horaibh hì
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
It was with guile that you cheated me
I
Out on top of the tempest’s crest
Cold so bitter to skin alive
My love for you is constant and healthy
Though ‘tis a mermaid that I am
II
My sleep is sporadic
When the ocean’s in turmoil
Last night I spent in Corry Vreckan
And tonight it’s in Iona that I’ll be
III
Look and see on the   ocean’s floor
Endless caves of silver and gold
Such glittering beheld by no one
Even in the courts or palace of kings
TRADUZIONE  di Cattia Salto
Ritonello
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
Hùbha i ‘s na horaibh hì
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
con la menzogna mi hai ingannato
I
Fuori sulla cresta delle onde in tempesta, freddo e ancora freddo sulla viva pelle, il mio amore per te è costante e vero, anche se sono una fanciulla del mare (1)
II
Il mio sonno è agitato
quando la tempesta infuria
Ieri sera ero a Corryvreckan (2)
stasera sarò nell’Isola di Iona.
III (3)
Guarda e osserva il fondo dell’oceano
grotte senza fine d’oro e d’argento
bellezza che nessun occhio ha mai visto
nella corte o nel palazzo di un Re

NOTE
1) se il verso fosse pronunciato dall’uomo sarebbe “Though ‘tis a mermaid that you are”: il mio amore per te è costante e vero anche se sei una sirena
2) Corry Vreckan è un mulinello nel mare tra Jura e Scarba
3) è la sirena-selkie che è finalmente libera di vagare per il mare (non solo nei suoi sogni inquieti) e di ritornare alla bellezza celata negli abissi.

lo stesso racconto nella tradizione irlandese continua

TAE THE WEAVER’S GIN YE GO

Una vecchia canzone scozzese trascritta da Robert Burns in modo integrare per la parte del ritornello, mentre le strofe sono di sua invenzione e pubblicata in ‘Scots Musical Museum’ secondo volume stampato del 1788 da James Johnson, la più importante collezione di canzoni scozzesi del XVIII e XIX secolo.

Purtroppo non ho trovato altre informazioni in merito tranne una “Weavers’ march” (anche Morris dance) che però non ha attinenza con la melodia di questo brano (vedi)

prentices

Della serie: quando gli uomini tessevano perché ci voleva una buona massa muscolare per maneggiare i grossi (e pesanti) telai!

La storia è gustosamente piccante e allusiva: una ragazza di campagna (mandata dalla madre) porta la lana a tessere per farne una coperta, lei è all’arcolaio (a filare la lana) e lui al telaio (si presume sia stato un telaio pre-rivoluzione industriale: erano proprio quelli gli anni della grande trasformazione e cominciavano a comparire le prime fabbriche tessili in Scozia vedi Calton weaver) ma alla fine del lavoro lei è in dolce attesa; da qui l’avvertimento del ritornello di non andare a tessere di notte!

Non possiamo che prendere atto della sfrenata fantasia di Robbie che ci riporta ancora un quadro della Vecchia Scozia.

ASCOLTA The Tannahill Weavers con the Blackberry Bush reel in The Tannahill Weavers 1979 (traccia 3) strofe I, III, IV, V e VI. – Per il reel vedi

ASCOLTAThe McCalmans


VERSIONE ROBERT BURNS 1788
I
My heart was ance as blithe and free
As simmer days were lang;
But a bonie, westlin weaver lad
Has gart me change my sang.
Chorus.
Tae the weaver’s gin ye go, fair maids(1),
Tae the weaver’s gin ye go;
I rede you right, gang ne’er at night,
Tae the weaver’s gin ye go.
II
My mither sent me to the town,
To warp a plaiden wab(2);
But the weary, weary warpin o’t
Has gart me sigh and sab.
III
A bonie, westlin weaver lad
Sat working at his loom;
He took my heart as wi’ a net,
In every knot and thrum.
IV
I sat beside my warpin-wheel,
And aye I ca’d it roun’;
But every shot and evey knock,
My heart it gae a stoun.
V
The moon was sinking in the west,
Wi’ visage pale and wan,
As my bonie, westlin weaver lad
Convoy’d me thro’ the glen.
VI
But what was said, or what was done,
Shame fa’ me gin I tell;
But Oh! I fear the kintra soon
Will ken as weel’s myself!

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Il mio cuore una volta era così spensierato e libero,
mentre i giorni estivi erano lunghi:
ma un affascinante ragazzo tessitore dell’Ovest
mi ha fatto cambiare canzone
Ritornello
Dal tessitore dovreste andare, belle ragazze
dal tessitore dovreste andare
vi ammonisco in verità, non andateci di notte,
dal tessitore dovreste andare
II
Mia madre mi mandò in città
per tessere una coperta di lana grezza
ma la sua faticosa tessitura
mi ha fatto sospirare e piangere.
III
Un affascinante ragazzo tessitore dell’Ovest
era al lavoro al suo telaio;
mi ha preso il cuore come in una rete,
in ogni nodo e frangia.
IV
Sedevo dietro alla mia ruota dell’arcolaio,
e sempre lo spingevo in avanti;
e a ogni tiro e a ogni colpo,
il mio cuore mi faceva male
V
La luna tramontava ad Ovest
con il volto pallido ed esangue,
mentre il mio affascinante ragazzo tessitore dell’Ovest, mi scortava verso la valle.
VI
Che cosa fu detto e che cosa fu fatto,
vergogna su di me se lo dicessi;
ma ahimè temo che presto tutti
lo sapranno meglio di me!

 

NOTE
1) I Tannies dicono “my lass”
2) wab=web: homespun tweeled woolen

TRADUZIONE INGLESE
I
My heart was once as blithe and free
As summer days were long;
But a handsome, western weaver lad
Has made me change my song.
Chorus
To the weaver’s should you go fair maids,
To the weaver’s should you go,
I warn you true, go never at night,
To the weaver’s should you go.II
My mother sent me to the town,
To warp a plaid web
But the weary, weary warping of it
Has made me sigh and sob.
III
A handsome, western weaver lad
Sat working at his loom;
He took my heart, as with a net,
In every knot and thrum.
IV
I sat beside my warping-wheel,
And always I drove it round;
And every shot and every knock,
My heart it gave an ache.
V
The moon was sinking in the west
With visage pale and wan,
As my handsome, western weaver lad
Convoyed me through the glen.
VI
But what was said, or what was done,
Shame befall me should I tell;
But O! I fear the county soon
Will know as well as myself!

 

FONTI

http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-103,-page-106-to-the-weavers-gin-ye-go.aspx
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/597.htm
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/103lyr3.htm

CA’ THE YOWES

“Ca’ the Yowes” è una canzone bucolica trascritta da Robert Burns nel 1794. Del brano si hanno in realtà due versioni, a quanto riferito dallo stesso Burns egli ascoltò la canzone cantata dal reverendo John Clunie a Mcrkinchde definendola semplicemente come una vecchia aria scozzese, e la trascrisse modificando alcune parti e aggiungendo delle strofe.

La versione proveniente dalla tradizione popolare è stata attribuita alla signora Isobel “Tibbie” Pagan (c. 1741-1821), un personaggio eccentrico di Muirkirk (East Ayrshire, sud-ovest Scozia) che vendeva whisky di contrabbando nel suo cottage trasformato in una birreria, un luogo frequentato dalla gente del posto, ma anche dai signorotti eleganti che andavano a caccia nella zona. Era una cantante dalla bella voce, che compose anche sue canzoni e poesie pubblicate in “A collection of Poems and Songs” – Glasgow, 1805

Charles George Lewis (1808-80)
Charles George Lewis (1808-80)

Questa è una di quelle melodie celtiche “toccata dalle fate” avvolgente e ipnotica, con la voce che scende goccia a goccia e poi vibra sotto la luce della luna.

PRIMA VERSIONE

Una prima versione della canzone fu inviata da Robert Burns all’editore James Johnson per essere inserita in “Scots Musical Museum” (1790): chi canta è una donna, probabilmente pastorella che incontra il suo amore (anche lui pastore), e insieme portano le pecore accanto alle rive del fiume; le altre strofe sono delle frasi di contrasto amoroso o di corteggiamento tipiche del genere.

ASCOLTA Sileas nel Cd “Beating Harps” 1987: il duo scozzese di arpa e voce, con pochissimi tocchi crea un’atmosfera sognante, la melodia dell’arpa accarezza la voce e il delicato controcanto della seconda voce nella ripresa del ritornello si espande come un eco.


VERSIONE ROBERT BURNS 1790
CHORUS
Ca’1 the yowes2 tae the knowes3
Ca’ them whare the heather grows
Ca’ them whare the burnie4 rows5
My bonie dearie
I
As I gaed9 doon14 the water-side
There I met my shepherd lad
He row’d me sweetly in his plaid
And he ca’d me his dearie
II
Will ye gae9 doon14 the water-side
And see the waves sae sweetly glide
Beneath the hazels spreading wide
The moon it shines fu’ clearly
III
I was bred up at nae sic school
My shepherd-lad, to play the fool
And a’ the day to sit in dool15
and naebody to see me
IV
Ye sall get qowns and ribbons meet
Cauf-leather shoon16 upon your feet
And in my arms ye’se lie and sleep
And ye sall be my dearie
V
If ye’ll but stand to what ye’ve said
I’ll gyang9 wi’ you, my shepherd lad
And ye maun rowe5 me in your plaid(17)
And I sall be your dearie

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
RITORNELLO
“Conduci le pecore sulle colline
conducile dove cresce l’edera
conducile dove il torrente scorre
mio amore bello”
I
Appena attraversavo la riva del fiume
lì incontravo il mio pastorello
mi avvolgeva con tenerezza nel suo mantello, e mi chiamava “amore mio”
II
Scenderemo dalla riva del fiume
e guarderemo le onde scorrere piano
tra il boschetto di noccioli,
la luna brilla così luminosa
III
“Sono cresciuta senza essere andata a scuola, mio pastorello, sciocco,
e tutto il giorno sto afflitta
e nessuno mi ascolta”
IV
“Tu metterai le gonne e incrocerai i nastri scarpe di pelle ai tuoi piedi
e tra le mie braccia riposerai
e sarai il mio amore”
V
“Se tu invece manterrai la tua promessa
verrò con te mio pastorello
e tu mi avvolgerai nel tuo mantello(17)
e io sarò il tuo amore”

NOTE
1) ca’= drive, conduci
2) yowes=ewes pecore
3) knowes=knolls, hills colline
4) burnie=small stream, torrente
5) rowes=rolls along -flows – to wrap
6) mavis=song thrush, usignolo
7) Clouden è un affluente del fiume Nith
8) a-faulding= sheepfold, ovile
9) gang= gyang= gae=go
10) le rovine di Lincluden Abbey
11) ghaist=ghost
12) bogle=demon
13) thou art= you are
14) doon= down
15) dool – grief
16) calf-leather shoes
17) un tempo la donna stava sotto il mantello dell’uomo ovvero sotto la sua protezione

ca-yowes

William Forrest (1805-1889) per “The Land of Burns, a Series of Landscapes and Portraits” (Glasgow 1840), le rovine di Lincluden Abbey


SECONDA VERSIONE

Qualche anno dopo Burns ne fece una revisione e riscrittura: solo la prima strofa è rimasta uguale e la terza è stata rimaneggiata. Adesso il protagonista è il poeta stesso perdutamente innamorato della sua bella pastorella, la descrizione del paesaggio circostante diventa predominante, notturna e soprannaturale, di modo che tutta la poesia e più in sintonia con la melodia stessa.

ASCOLTA Tannahill Weavers! in Are ye sleeping Maggie 1976: magistrale interpretazione; un’atmosfera fatata, cantilenata e le note del flauto traverso nello strumentale accentuano il carattere notturno della visione, e poi semplicemente sublime il duetto flauto e violino del finale, quasi barocco

Ma la versione che lascia il solco più profondo (se ci fossero ancora i dischi in vinile) è per me quella di Dougie MacLean

ASCOLTA Dougie MacLean dal Cd Tribute– 1996: voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, altrettanto indimenticabile interpretazione; il tema strumentale è anticipato dalla chitarra e punteggiato dal pianoforte; dopo aver cantato le prime tre strofe Dougie lascia scorrere le note di pianoforte e affida il canto all’armonica, e che espressività in quel soffio!! Riprende a cantare poi, solo l’ultima strofa, con la ripetizione della prima e, a romantico suggello, ancora il duetto tra piano e armonica.


SECONDA VERSIONE ROBERT BURNS
I
Ca’1 the yowes2 to the knowes3,
Ca’ them where the heather grows,
Ca’ them where the burnie4 rowes5,
My bonie dearie.
II
Hark, the mavis6 e’ening sang
Sounding Clouden’s7 woods amang
Then a-faulding8 let us gang9.
My bonie dearie.
III
We’ll gae9 down by Clouden side,
Thro the hazels, spreading wide
O’er the waves that sweetly glide
To the moon sae clearly.
IV
Yonder Clouden’s silent towers10
Where, at moonshine’s midnight hours,
O’er the dewy bending flowers
Fairies dance sae cheery.
V
Ghaist11 nor bogle12 shalt thou fear
Thou’rt13 to Love and Heav’n sae dear
Nocht of ill may come thee near,
My bonie dearie.
VI
Fair and lovely as thou art,
Thou hast stown my very heart;
I can die – but canna part,
My bonie dearie.

TRADUZIONE ITALIANO
I
Conduci le pecore sulle colline
conducile dove cresce l’edera
conducile dove il torrente scorre
amore mio bello
II
Ascolta il verso serale dell’usignolo
tra i boschi del Clouden(7) canterino
poi portaci nell’ovile
amore mio bello
III
Scenderemo dalla riva del Clouden
tra il boschetto di noccioli
accanto alle onde che scorrono piano
verso la luna così luminosa
IV
Quivi le torri ruinose del Clouden
dove, alla luna di mezzanotte
sopra i rugiadosi fiori dormienti
le fate danzano allegramente
V
Fantasmi e demoni non ti faranno paura
tu che sei all’Amore e al Cielo così cara
nessun male può venirti vicino
mio amore bello
VI
Dolce e bella tu sei
tu che hai rubato il mio cuore
posso morire se ti lascio
amore mio bello

NOTE
1) ca’= drive, conduci
2) yowes=ewes pecore
3) knowes=knolls, hills colline
4) burnie=small stream, torrente
5) rowes=rolls along -flows
6) mavis=song thrush, usignolo
7) Clouden è un affluente del fiume Nith
8) a-faulding= sheepfold, ovile
9) gang= gae=go
10) le rovine di Lincluden Abbey
11) ghaist=ghost
12) bogle=demon
13) thou art= you are
14) doon= down
15) dool – grief

FONTI
http://thesession.org/tunes/9039
The Song of Isabel Pagan in http://tibbiepagan.blogspot.it/
Women, Poetry and Song in Eighteenth-Century Lowland Scotland di Margery Palmer McCulloch

O ARE YE SLEEPIN’ MAGGIE?

Dalla tradizione delle “night visiting songs” il testo è attribuito al poeta scozzese Robert Tannahill e in effetti vari riscontri collocano la storia nei boschi di Paisley. Lo troviamo in ‘The Poems and Songs of Robert Tannahill’ – 1874 (pag 188) con assegnata come melodia “Sleeping Maggie”.
The heroine of this song was Margaret Pollock, a cousin of the Author by the mother’s side. She was the eldest daughter of Matthew Pollock (3rd) of Boghall, by his second marriage (mentioned in the Memoir of the Tannahills); and it is very probable the Poet beheld such an evening as he had described, in walking from Paisley over the high road to his uncle’s farm steading in Beith Parish. Margaret Pollock afterwards lived in family with William Lochhead, Ryveraes, and she and Mrs. Lochhead frequently sang that song together. Miss Pollock died unmarried (tratto da qui)

NIGHT VISITING IN STILE DARK

La scena descritta non è decisamente autobiografica (semmai più consona a Robert Burns) ma più di genere: il protagonista giunge alla casa di Maggy in una notte buia e tempestosa (il quadretto è piuttosto gotico: un gelido vento invernale che infuria nel bosco, una notte di novilunio priva di stelle, il lamento del gufo, il cancello di ferro chiuso in malo modo che sbatte contro i cardini) e spera che nel frattempo l’innamorata non si sia addormentata, ma lo faccia entrare di nascosto come promesso! E allora non più preoccupazioni o paure nelle braccia di Maggy ogni cupo pensiero è dissolto!

http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/
http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/

E’ doveroso citare quanto collezionato da Hamish Henderson dalla voce di Jeannie Robertson (vedi frammento del 1960) che riporta una melodia diversa da quella poi resa famosa dai Tannahill Weavers.

Il brano è stato fatto conoscere al grande pubblico dai Tannahill Weavers, i bravi “tessitori” di Robert Tannahill anche loro di Paisley,
Al momento su you tube si trovano varie versioni live, ma le esecuzioni migliori del gruppo sono due: una in Mermaid’s Song 1992 (da ascoltare su Spotify)  una versione più veloce integrata con la reel “The Noose In The Ghillies” (formazione Roy Gullane, Phil Smillie, Iain MacInnes, Kenny Forsyth) la prima in Are Ye Sleeping Maggie 1976 con la formazione: Roy Gullane, Phil Smillie, Hudson Swan, e Dougie MacLean come violinista. In questa prima versione la melodia è più lenta e ricca di atmosfera (con tanto di tuoni, vento e l’effetto pioggia)

ASCOLTA Dougie Maclean (che ha collaborato con i Tannahill Weavers dal 1974 e fino al 1977 e poi ancora in tour con loro nel 1980) in Real Estate -1988 e anche in Tribute 1995

ASCOLTA Rapalje (lo scozzese con accento tedesco!!) una versione che ha solcato i palchi dei festival medievali ovvero un rifacimento dei Tannahill Weavers

VERSIONE SCOZZESE
I
Mirk and rainy is the nicht,
there’s no’ a starn in a’ the carry(1)
Lichtnin’s gleam athwart the lift,
and (cauld) winds
drive wi’ winter’s fury.
CHORUS
Oh, are ye sleepin’ Maggie
Oh, are ye sleepin’ Maggie
let me in, for loud the linn
is roarin'(2)
o’er the Warlock Craigie(3).
II
Fearfu’ soughs the boortree(4) bank
The rifted wood roars wild an’ dreary.
Loud the iron yett(5) does clank,
An’ cry o’ howlets mak’s me eerie.
III
Aboon my breath I daurna’ speak
For fear I rouse your waukrif’ daddie;
Cauld’s the blast upon my cheek,
O rise, rise my bonnie ladie.
IV
She op’d the door, she let him in
I cuist aside my dreepin’ plaidie(6).
‘Blaw your warst, ye rain and win’
Since, Maggie, now I’m in aside ye.
V
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
What care I for howlet’s cry,
For boortree bank or warlock craigie?

TRADUZIONE ITALIANO
I
Buia e piovosa è la notte
non c’è una stella che mandi raggi di luce in tutto il cielo (1)
e i venti freddi si uniscono alla furia dell’inverno.
RITORNELLO
Stai dormendo Maggy?
Stai dormendo Maggy?
Fammi entrare che la cascata rimbomba (2)
e ruggisce sul Warlock Crag (3).
II
Timorosi fruscii sulla collinetta dei sambuchi (4), il bosco ruggisce selvaggio e triste, forte il cancello (5) di ferro sbatte con clamore,
e piange il gufo facendomi paura.
III
Non oso parlare più forte di un sospiro, per timore di svegliare tuo padre che è sempre vigile,
fredda è la raffica del vento sulla mia guancia, svegliati mia bella.
IV
Lei aprì la porta e lo fece entrare
posai il mantello (6) gocciolante di pioggia: “spazza via il peggio, la pioggia e il vento dal momento che Maggy ora sono con te!”
V
Ora che ti sei svegliata Maggy
che m’importa del grido del gufo,
della collina dei sambuchi o del Warlock Crag?

NOTE
1) carry sta per cielo, “the direction in which clouds are carried by the wind”
2) howling
3) letteralmente dirupo del mago, è il nome di una cascata a Lochwinnoch che forma una grande pozza o un piccolo laghetto
4) elder tree, il sambuco, l’albero in cui dimorano le fate
5) yett diventa gett secondo l’antica consuetudine di scrivere le due vocali in modo intercambiabile. La lettera y più comunemente sostituiva anche la combinazione “th” per cui “the” era anche scritto “ye” (si tratta della lettera þ detta “thorn” che ha lo stesso suono di “th”)
6) plaidie, una coperta o un mantello vedi

TRADUZIONE   INGLESE
I
Dark and rainy is the night
there’s no star in all the carry
lightning flashes gleam across the sky
and cold winds drive with winters fury.
CHORUS
Oh, are you sleeping Maggie
Oh, are you sleeping Maggie
let me in, for the loud the waterfall
is roaring over the warlock crag.
II
Fearful sighs on the elder tree bank
The rifted wood roars wild and dreary
Loud the iron gate does clank,
And cry of owls makes me fearful.

III
Above my breath I dare not speak
For fear I rouse your wakeful father
Cold is the blast upon my cheek
O rise, rise my pretty lady.
IV
She opened the door, she let him in
I cast aside my dripping cloak
Blow your worst, you rain and wind
Since, Maggie, now I’m beside you.
V
Now, since you’re woken, Maggie
Now, since you’re woken, Maggie
What care I for owl’s cry,
For elder tree bank or warlock crag?

SLEEPY & DROWSY MAGGY REELS

“Sleepy Maggie” è una reel in due parti e spesso è abbinata alla reel “Drowsy Maggie”, a volte le due melodie sono, erroneamente, confuse. Nella versione di Francis O’Neill and James O’Neill (in O’Neill’s Music of Ireland) è in 3 parti.

Sleepy Maggie secondo quanto riportato da Fidder’s Companion è una melodia tradizionale scozzese la cui più antica fonte trascritta si trova in Duke of Perth Manuscript ovvero Drummond Castle Manuscript (1734)

Sleepy Maggie è conosciuta in Irlanda anche con differenti nomi “LoughIsleCastle,” “Seán sa Cheo” o “Tullaghan Lassies.” ed è il modello per “Jenny’s Chickens”.

Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)
Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)

“Drowsy Maggie” è invece una melodia tradizionale irlandese in 2, 3 o 4 parti, però molto più popolare almeno a livello di registrazioni (sarà per la sua comparsa nel film “Titanic”!)- ovviamente c’è anche la versione scozzese: in genere parte lenta e poi diventa sempre più veloce così il titolo tra in inganno perché non c’è niente di “sonnolento” nella melodia che arriva ad una parossismo finale.

SLEEPY MAGGIE

ASCOLTA Sleepy Maggie Gabriele Possenti alla chitarra
ASCOLTATullaghan Lassies Fidil
ASCOLTAJenny’s Chickens Shanon Corr

DROWSY MAGGIE della serie “fast & furious”
Le variazioni sono infinite su solo 2 parti di base

ASCOLTA John Simie Doherty
ASCOLTA Comhaltas Ceoltóirí Éireann
ASCOLTA The Chieftains
The Chieftains live con il solo di Sean Keane

ASCOLTA Driftwood (Joe Nunn al violino)
ASCOLTA Jake Wise live

Versioni più rock
ASCOLTA Dancing Willow
ASCOLTA DNA Strings
ASCOLTA Lack of limits

FONTI
http://archive.org/details/poemssongsofrobe00tannrich
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/64522/1;
jsessionid=B312B09442ED31BB18C4FDA5E2E2BB59

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59687
http://members.aol.com/tannahillweavers/
http://www.lochwinnoch.info/tales/warlock-craigie.php
http://thesession.org/tunes/787
http://thesession.org/tunes/27
http://www.ibiblio.org/fiddlers/SLA_SLE.htm#SLEEPY_MAGGY/MAGGIE

WILD MOUNTAIN THYME

Questa antica ballata nota come “THE WILD MOUNTAIN THYME” ma anche “Will You Go Lassie, Go” è stata scritta da Francis McPeake   (irlandese di Belfast) nel 1957 copiando o se si  vuole usare un eufemismo parafrasando,  “The Braes of Balquhidder”  del poeta scozzese Robert Tannahill.

LA VERSIONE IRLANDESE

glenLa canzone, un’ode alla natura e alla stagione dell’amore,  si presta a una lettura in chiave ironica. Il giovane innamorato invita la  ragazza ad andare con lui in montagna a “raccogliere il timo selvatico“, ma la ragazza deve essere  una che ci mette un po’ per prendere una decisione, non per niente la domanda  “Andrai  ragazza, andrai?” è ripetuta in ogni strofa.
Il ragazzo tenta la ragazza con la promessa romantica di  costruire per lei un pergolato con tutti i fiori della montagna (in altre  versioni meno appropriatamente il pergolato si trasforma in una torre),  proprio vicino a un ruscello, poi però conclude dicendole che se proprio non  vuole seguirlo, lui si consolerà cercando un’altra ragazza. Insomma una frase poco simpatica da dire a una donna che  si vuole portare “in camporella“!
Ma forse all’epoca in cui è stata  scritta, la strofa doveva avere la sua efficacia per vincere le resistenze di  una che faceva la difficile! Oggi sicuramente il nostro “macho”  andrebbe in bianco!
A dominare su ogni cosa, però, è l’amore per la natura,  nella frase ricorrente “il timo  selvatico di montagna, tutto intorno all’erica fiorente”, in cui si può  intuire che, per il ragazzo, l’armonia della natura ha il potere di  cancellare ogni rancore e di rendere la vita più piacevole e spensierata.

Tra le moltissime registrazioni si richiamano The Kilkennys, The High Kings e in particolare, indimenticabile, la versione de The Chieftains



ASCOLTA Don Williams & The Chieftains


I
Oh, the summertime is coming
and the trees are sweetly blooming
And the wild mountain thyme
grows around the blooming heather,
Will ye1 go, lassie, go?
Chorus:
And we’ll all go together
to pluck wild mountain thyme,
All around the blooming heather.
Will ye go, lassie, go?
II
I will build my love a bower
near yon2 pure crystal fountain,
And on it I will pile
all the flowers of the mountain,
Will ye go, lassie, go?
III
If my true love she were gone,
I would surely find another,
Where wild mountain thyme
grows around the blooming heather,
Will ye go, lassie, go?
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
L’estate si avvicina
e gli alberi sbocciano dolcemente
e il timo selvatico di montagna
cresce tra l’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?
Ritornello:
E andremo tutti insieme
a raccogliere il timo selvatico di montagna,
tutto intorno all’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?
II
Costruirò al mio amore un pergolato
vicino a quella pura sorgente cristallina
e ci metterò sopra
tutti i fiori della  montagna
andrai ragazza, andrai?
III
Se il mio vero amore se ne andrà
di sicuro ne cercherò un’altra,
dove il timo selvatico di montagna
cresce tra l’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?

NOTE
1 ye, forma  arcaica di you “tu”, “voi”
2 yon, vocabolo  obsoleto, non più usato nell’inglese contemporaneo, equivalente alla forma  standard that “quello”

FONTI
https://thesession.org/tunes/10655
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/wildmountainthyme.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/752.html

LA BATTAGLIA DI PRESTONPANS: Johnie Cope

Seconda puntata del post dedicato ai Giacobiti e a Bonnie Prince Charlie (vedi): Johnie Cope è un canto pro-giacobita riferito alla battaglia di Prestonpans (una località poco  lontano da Edimburgo – Scozia). Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir.

LA VITTORIA DI GLADSMUIR

Highland_soldier_1744Il 21 settembre 1745 truppe di ribelli scozzesi giacobite guidate  dal generale Lord George Murray,  affrontarono in battaglia l’esercito regolare inglese di stanza in Scozia  comandato da Sir John Cope.
Cope schierò le proprie truppe a ridosso di un terreno paludoso che avrebbe dovuto rallentare e fiaccare l’impeto degli scozzesi ma nel corso della notte, e non senza veementi discussioni, Carlo Edoardo Stuart manovrò in modo da aggirare la linea inglese sulla propria destra. La manovra, in parte inaspettata, costrinse i difensori a modificare in tutta fretta il fronte che, all’alba del 21 settembre, era disposto in direzione nord sud, con la fanteria al centro protetta sulle ali da tre reggimenti di dragoni. La battaglia vera e propria durò una manciata di minuti. I clan scozzesi si lanciarono in massa contro la linea inglese usando la loro consueta, ed unica, tattica di battaglia. Gli artiglieri inglesi si diedero alla fuga senza nemmeno tirare un colpo, i dragoni li seguirono ben presto e la linea di fanteria ebbe il coraggio di resistere il tempo appena necessario per sparare una sola salva prima di fuggire precipitosamente in gran disordine, terrorizzati dalla massa urlante di guerrieri delle Highland. Senza più una parvenza di ordine le linee inglesi furono travolte lasciando sul campo 400 tra morti e feriti ed oltre mille prigionieri. ” (tratto da qui)

LA MOSSA VINCENTE

In attesa del sorgere del sole per iniziare il combattimento  gli highlanders vennero condotti, grazie  all’intuizione di Lord Murray, attraverso il tratto paludoso per un passaggio  noto a uno di loro, aggirando così lo schieramento inglese.

FIG 1
FIG 1: Schieramento eserciti nella battaglia di Prestonpans

Nello schema dello schieramento (FIG 1) la lunga linea tratteggiata con la freccia è il percorso compiuto dagli Highlanders:  durante la notte dalla strada da Tranent, scesero  senza fare rumore verso la pianura, attraversarono le paludi per schierarsi proprio a pochi passi dall’accampamento inglese in attesa dell’alba.
Gli inglesi al risveglio hanno visto arrivare tra le brume della nebbia che man mano si dissolveva l’orda urlante degli Highlanders .. e  nonostante potessero contare su artiglieria e dragoni a cavallo si sono dati alla fuga! Correva voce che Cope fosse  stato il primo a darsela a gambe.

Adam Skirving (circa 1745-46) un fittavolo del posto, scrisse due canzoni sulla Battaglia di Prestonpans; la prima con una venatura comica è la più famosa Johnnie Cope, la seconda invece dal titolo Tranent Muir è quasi un reportage di guerra.

JOHNNY COPE

charlie-letterLe versioni testuali sono molteplici, anche se quasi tutte iniziano con  la descrizione di un  carteggio tra John Cope e Charlie Stuart (il  Giovane Pretendente), ovviamente inventato, così creando un gustoso siparietto  tra i due protagonisti e si concludono con Cope terrorizzato dalla vista degli Highlander!
Il ritornello schernisce Cope dandogli del  bell’addormentatoEhi Johnny stai  ancora dormendo?”  I versi sarcastici e la melodia allegra hanno fatto  arrivare fino ai nostri giorni questo brano, ancora interpretato da molti  solisti e gruppi musicali.

LE MELODIE

Del brano ci sono almeno tre melodie distinte come pure  molte versioni testuali, anche Robert Burns riportò una versione nella raccolta dello “Scots Musical Museum”  – 1790. (continua)
in “Companion” di Oswald, 1759, ix. 11
in “Scots Tunes” di McLean, c. 1772, 23;
in “Airs” di Aird, 1783, ii. No. J2;
in “SMM” di  Johnson;
La melodia è diventa la sveglia tradizionale delle Scots Guards Regiment suonata ovviamente con la cornamusa

PRIMA VERSIONE

Una gagliarda interpretazione di un Andy Stewart giovanissimo

VERSIONE Joseph Ritson, 1794
1. Cope sent a challenge frae Dunbar
Sayin “Charlie meet me an’ ye daur
An’ I’ll learn ye the airt o’ war
If ye’ll meet me in the morning.”
Chorus
Hey! Johnnie Cope are ye wakin’ yet?
Or are your drums a-beating yet?
If ye were wakin’ I wad wait
Tae gang tae the coals in the morning.

2. When Charlie looked the letter upon
He drew his sword, his scabbard from
Come, follow me, my merry men
And we’ll meet Johnnie Cope in the morning.
4. When Johnnie Cope he heard o’ this
He thocht it wouldna be amiss
Tae hae a horse in readiness
Tae flee awa in the morning.
5. Fye now, Johnnie, get up an’ rin
The Highland bagpipes mak’ a din
It’s better tae sleep in a hale skin
For it will be a bluidie morning.
6. When Johnnie Cope tae Dunbar cam
They speired at him, “Where’s a’ your men?”
“The de’il confound me gin I ken
For I left them a’ in the morning.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
1. Cope ha mandato una sfida da Dunbar (3) dicendo “Charlie (4) vediamoci per un duello e io vi insegnerò l’arte della guerra
se mi incontrerete all’alba”
Ritornello
Ehi Johnny Cope sei già sveglio (1)?
e  i tuoi tamburi rullano di già?
Se sei sveglio vorrei aspettare prima
di andare nella miniera di carbone (2) stamattina
2.Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Venite e seguitemi, miei bravi
e noi affronteremo Johnny Cope
al mattino”
4.
Quando Johnny Cope lo sentì
ha pensato che non sarebbe stato sbagliato avere un cavallo pronto
per fuggire via al mattino
5. Bene, allora Johnny alzati e corri
le cornamuse scozzesi si avvicinano
è meglio dormire in una pelle sana
che essere bucherellato (7) al mattino
6. Quando Johnny Cope a Dunbar ritornò, gli venne chiesto “Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti al mattino”

SECONDA VERSIONE

Un’altra versione testuale sempre riportata da Joseph Ritson, nella spumeggiante  interpretazione dello scozzese Alaistair McDonald, con uno  strepitoso arrangiamento con il banjo.

VERSIONE Joseph Ritson, 1794
I
Cope sent a challenge frae Dunbar(3)
Sayin “Charlie(4) meet me an’ ye daur(5)
An’ I’ll learn ye the airt o’ war
If ye’ll meet me in the morning.”
Chorus
O Hey! Johnnie Cope are ye waukin'(1) yet?
Or are your drums a-beating yet?
If ye were waukin’ I wad wait
Tae gang tae the coals (2) in the morning.
II
When Charlie looked the letter upon
He drew his sword and scabbard(6) from
“Come, follow me, my merry men
And we’ll meet Johnnie Cope in the morning.”
III
“Now Johnnie, be as good as your word
Come, let us try baith fire and sword
And dinna flee like a frichted bird
That’s chased frae its nest i’ the morning.”
IV
When Johnnie Cope he heard o’ this
He thocht it wouldna be amiss
Tae hae a horse in readiness
Tae flee awa in the morning.
V
Fye now, Johnnie, get up an’ rin
The Highland bagpipes mak’ a din
It’s better tae sleep in a hale skin
For it will be a bluidie morning(7).
VI
When Johnnie Cope tae Dunbar cam
They speired (8) at him, “Where’s a’ your men?”
“The de’il confound me gin I ken
For I left them a’ in the morning.”
VII
Now Johnnie, troth ye werena blate (9)
Tae come wi’ news o’ your ain defeat
And leave your men in sic (10) a strait
Sae early in the morning.
VIII
In faith, quo Johnnie, I got sic flegs (11)
Wi’ their claymores an’ philabegs (12)
Gin(13) I face them again, de’il brak my legs
So I wish you a’ good morning.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Cope ha mandato una sfida da Dunbar (3)
dicendo “Charlie (4) incontratemi per una sfida (5)
e io vi insegnerò l’arte della guerra
se vi batterete con me all’alba”
Ritornello
Ehi Johnny Cope sei già sveglio (1)?
e  i tuoi tamburi rullano di già?
Se sei sveglio vorrei aspettare prima
di andare nella miniera di carbone (2)stamattina
II
Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Venite e seguitemi, miei bravi
e noi affronteremo Johnny Cope
al mattino”
III
“Ora Johnny devi essere di parola
vieni, sfidiamoci con il fucile e la spada
e tu fuggirai come un uccellino timoroso
inseguito fino al suo nido
al mattino”
IV
Quando Johnny Cope lo sentì
ha pensato che non sarebbe stato sbagliato
avere un cavallo pronto
per fuggire via al mattino
V
Bene, allora Johnny alzati e corri
le cornamuse scozzesi si avvicinano
è meglio dormire in una pelle sana
che essere bucherellato (7) al mattino
VI
Quando Johnny Cope a Dunbar ritornò,
gli venne chiesto “Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti al mattino”
VII
Non ti vergogni Johnny
di dover annunciare la tua sconfitta
e di aver lasciato i tuoi uomini nei guai
così di mattina presto?
VIII
“In fede” disse Johnny “mi è venuto un tale spavento (11) per i loro spadoni e gonnellini,(12)
e se li incontrassi di nuovo, che il diavolo mi prenda, così ti auguro il buon giorno”

La traduzione in francese qui
NOTE
1) wauking=waking sveglio
2) la zona era ricca di miniere di carbone. John Stuart Blackie in his “Scottish Song”, published in Edinburgh and London in 1889, writes : “The allusion in the refrain is to the coal mines at Tranent [near Prestonpans]…Adam Skirving, a farmer in the district, humorously supposes one of the miners of the neighbourhood being in a greater hurry to go to his daily underground task, than the king’s general was to leave his bed and do his military duty”. Tranent is usually regarded as the oldest mining community in Scotland. The last pit closed in 1963. (tratto da qui)
 Il testimone della battaglia diventa un minatore delle vicine miniere di carbone che si è fermato qualche minuto  per assistere alla fuga degli inglesi!
3) Dunbar  è la cittadina della costa sud-est della Scozia a una quarantina di km da  Edimburgo, dove sbarcarono le truppe di Sir John Cope  mentre le truppe ribelli entravano in Edimburgo
4) Charles Stuart
5) daur parola scozzese per dare= sfidare
6) E’ passato come aneddoto la frase pronunciata dal Bonnie Prince davanti ai suoi uomini il giorno prima della battaglia  “My friends I have flung away the scabbard!”
7) bluidie morning= bloody morning letteralmente  “che (svegliarsi) in una mattina sanguinosa ”
8) speired=asked. Le perdite subite dagli inglesi furono pesanti a fronte di solo trenta mori nello schieramento scozzese.
9) blate=shy, timido
10) sic=such
11) flegs=frights, paure
12) philabegs=kilts. La famosa carica degli highlanders consisteva nel correre verso la schiera dei nemici slacciandosi il cinturone, liberandosi del plaid, per correre a grandi balzi con i lembi della camicia che svolazzano sul culo nudo, urlando come ossessi. Il kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia. vedi
13) gin= if

ASCOLTA  Tannahill   Weavers, i mitici “tessitori di Tannahill” (in Tannahill Weavers IV – 1981) che hanno accoppiato la melodia a quella  altrettanto famosa dal nome “The Atholl Highlanders”  (qui in versione giga). Il testo ha delle piccole variazioni nella scelta  delle parole


TESTO  CONTENUTO NEL CD
I
Jock sent a letter tae Dunbar
Sayin’ Cherlie meet me gin ye daur
It’s I’ll learn ye the erts o’ war
If ye meet me here in the morning
II
Cherlie read the letter upon
He drew his sword its scabbard from
Sayin’ follow me my merry men
And we’ll meet Johnny Cope in the morning
Chorus:
Hey Johnnie Cope are ye walking yet?
And are your drums a-beating yet?
If you were walking I would wait
Tae gang tae the coals in the morning
III
Come noo Johnnie be as good as your word
And let us try baith fire and sword
Dinnae flee like a frightened bird
Thats gone frae its nest in the morning
IV
When Johnnie Cope he heard o’ this
He said tae himself it widnae be amiss
Gin I saddle my horse in readiness
Tae gang a flee in the morning
V
Bye noo Johnnie get up and rin
The heiland bagpipes mak a din
Its better tae sleep wi’ a hale skin
It’ll be a bloody morning
VI
When Johnnie Cope tae Dunbar came
They speired at him, “where’s a’ your men?”
The deil confound me I dinnae ken
I left them a’ in the morning
VII
Come noo Johnnie ye werenae plait
Tae come wi’ the news o’ your ane defeat
And leave your men in sic a state
Sae early in the morning
VIII
Wait quo’ Johnnie I got sic’ flegs
Wi’ their claymores and philabegs
Gin I meet them again Deil brak’ my legs
I bid you all good morning

ATHOLL HIGHLANDERS

La melodia è stra-conosciuta, suonata come marcia o come jig. Atholl si trova nel cuore delle Highlands scozzesi e deriva il nome dal gaelico “ath Fodla” ovvero Nuova Irlanda conseguente alle invasioni nell’isola delle tribù irlandesi nel VII sec. Gli Atholl Highlanders sono un reggimento di fanteria scozzese alle dipendenze private del Duca di Atholl (tutt’ora effettivo a livello cerimoniale)

da The Fiddler’s  Companion
The name Athole (or Atholl) derives from  the Gaelic ath Fodla,  generally translated as New Ireland, and stems from the first invasion of the  northern land by the Irish tribe the Scots in the 7th century (Matthews,  1972). The tune, described sometimes as a Scottish warpipes  melody, is dedicated to the private army of the Duke of Atholl,  the last private army still legally existing (albeit on a token level) in the  British Isles (Boys of the Lough). The original Athole Highlanders (and the ones associated with the  tune) were the old 77th Highland Regiment, raised in 1778 and commanded by  Colonel James Murray. Musically, the tune contains a characteristic melodic  cliché in Scottish music in which a figure is followed by the same or a  related figure on the triad one tone below or above (Emmerson,  1971).

Il generale George Murray (1694-1760) che seguì la rivolta  giacobita del 1745 era il sesto figlio di John Murray duca di Atholl.

E per chiudere in bellezza le due melodie in versione  marcia militare
ASCOLTA The Argyll & Sutherland Highlanders

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

Una versione rimasta più sulla carta che non nei cuori degli scozzesi e di cui non ho trovato registrazioni. Intitolata “Sir John Cope Trode The North Right Far” è riportata nello Scots Musical Museum.

Scots Musical Museum, 1790
1. Sir John Cope trode the north right far, Yet ne’er a rebel he cam naur,
Until he landed at Dunbar
Right early in a morning.
Chorus
Hey Johnie Cope are ye wauking yet,
Or are ye sleeping I would wit:
O haste ye get up for the drums do beat,
Of fye Cope rise in the morning.

2. He wrote a challenge for Dunbar,
Come fight me Charlie an ye daur;
If it be not by the chance of war
I’ll give you a merry morning.
3. When Charlie look’d the letter upon
He drew his sword and scabbard from-
“So Heaven restore to me my own,
I’ll meet you, Cope, in the morning.”
4. Cope swore with many a bloody word That he would fight them gun and sword, But he fled frae his nest like an ill scar’d bird, And Johnie he took wing in the morning.
5. It was upon an afternoon,
Sir Johnie march’d to Preston town;
He says, “My lads come lean you down, And we’ll fight the boys in the morning.”
6. But when he saw the Highland lads
Wi’tartan trews(14) and white cokauds,
Wi’ swords and guns and rungs and gauds,
O Johnie he took wing in the morning.
7. On the morrow when he did rise,
He look’d between him and the skies;
He saw them wi’ their naked thighs,
Which fear’d him in the morning.
8. O then he flew into Dunbar,
Crying for a man of war;
He thought to have pass’d for a rustic tar,
And gotten awa in the morning.
9. Sir Johnie into Berwick rade,
Just as the devil had been his guide;
Gien him the warld he would na stay’d
To foughten the boys in the morning.
10. Says the Berwickers unto Sir John,
O what’s become of all your men,
In faith, says he, I dinna ken,
I left them a’ this morning.
11. Says Lord Mark Kerr, ye are na blate,
To bring us the news o’ your ain defeat;
I think you deserve the back o’ the gate (15),
Get out o’ my sight this morning.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
1. Sir John Cope prese la rotta per il Nord, tuttavia nessun ribelle gli si avvicinò finchè sbarcò a Dunbar
giusto per vedere l’alba
Ritornello
Ehi Johnny Cope vorrei sapere se sei già sveglio o se stai dormendoaffrettati ad alzarti che i tamburi rimbombano, vergogna, Cope, alzati è mattino
2. Egli mandò una sfida da Dunbar (3) “Vieni a combattere Charlie (4) se hai coraggio e se non fosse per la possibilità di una guerra
ti darò una mattinata allegra”
3. Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Così il Cielo restituirà i miei diritti,
ti affronterò, Cope al mattino”
4. Cope giurò con parole di sangue, che si sarebbero sfidati con il fucile e la spada, ma fuggì dal suo nido come un uccellino timoroso
e Johnny prese il volo al mattino
5. Era nel pomeriggio
che Sir John marciò a Preston
dicendo “Riposatevi miei compagni
e combatteremo i ribelli al mattino”
6. Ma quando vide gli Highlander
con i tartan e le bianche coccarde,
con spade e fucili e bastoni e pugnali
O Johnny prese il volo al mattino.
7. Il giorno seguente quando si alzò
guardò tra lui e il cielo;
e li vide con le cosce nude
e gli misero paura all’alba.
8. Oh allora si precipitò a Dunbar
gridando per i rinforzi
credeva di passare per uno zoticone
ad andarsene di mattino
9. Sir John corse a Berwick
come se avesse il diavolo alle calcagna; non sarebbe rimasto per niente al mondo a combattere i ribelli al mattino
10. Dicono quelli di Berwick a Sir John “”Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti al mattino”
11. Dice Lord Mark Kerr ” Voi non vi vergognate
di portarci la notizia della propria sconfitta?
Credo vi meritiate un punizione, fuori dalla mia vista questa mattina”

Traduzione inglese qui
NOTE
14) tartan trousers
15) letteralmente “meritarsi il retro della porta”

continua

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/johnnie.htm
http://www.scottish-places.info/parishes/parhistory745.html
http://www.clan-cameron.org/battles/1745.html
http://www.electricscotland.com/webclans/geog/part2-chap5.htm
http://www.coast-alive.eu/content/battle-prestonpans

http://singout.org/2013/01/29/robert-burns-and-the-art-of-rebellion-part-one-hey-johnie/
https://thesession.org/tunes/107