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OVER THE HILLS AND FAR AWAY: TOM THE PIPER

Un bellissima melodia riportata da Thomas D’Urfey nel suo “Pills to Purge Melancholy” ancora attualissima è ritornata alla popolarità con la serie tv Sharpe’s Rifles. Già all’epoca quella che era una melodia romantica per una storia d’amore, era diventata una melodia accattivante e pro arruolamento per le guerre napoleoniche. (vedi prima parte)

LA VERSIONE Jocky met with Jenny fair

La versione riportata da Thomas D’Urfey è una storia di corteggiamento un po’ tormentato; in verità tutto il canto segue un po’ il topos dell’amante tenuto sulle spine che si dispera e supplica mercede, per ottenere i favori della bella. Ma il nostro  Jock non doveva essere poi così disperato se alla fine conclude
Since she is false whom I adore
I’ll never trust a woman more
From all their charms I’ll flee away
And on my pipes I’ll sweetly play

VERSIONE INGLESE O SCOZZESE?

La questione dibattuta già nel Settecento, fin dalla pubblicazione di questa song nello “Scots Musical Museum”, sulla sua attribuzione, non si è ancora risolta
There was debate at the time of this song’s publication as to whether it was an English song composed about 1700 or whether it was an earlier Scots song which was adopted in England. Unfortunately, there is still no conclusive evidence to answer this question although Burns was very specific about only including Scots songs. There is an alternative melody for these verses which is called, ‘My plaid away’, composed about 1710.” (tratto da qui)

LA VERSIONE INGLESE

ASCOLTA Connie Dover  in “Somebody la quale riprende il testo antico (senza poi modificarlo troppo) e scrive una melodia sua.


I
Jocky met with Jenny fair
Between the dawning and the day
But Jocky now is full of care
Since Jenny stole his heart away
II
Although she promised to be true
She proven has, alack, unkind
The which does make poor Jocky rue
That e’er he loved a fickle mind
III
Jocky was a bonny lad
That e’er was born in Scotland fair
But now poor lad he does run mad
Since Jenny
IV
Young Jocky was a piper’s son
He fell in love when he was young
And all the tunes that he could play
Was O’er the Hills and Far Away
Chorus
And it’s o’er the hills and far away
It’s o’er the hills and far away
It’s o’er the hills and far
The wind has blown my plaid away
V
He sang when my first my Jenny’s face
I saw she seemed so full of grace
With mickle joy my heart was filled
That’s now alas with sorrow killed
VI
Oh were she but as true as fair
‘T would put an end to my despair
Instead of that she is unkind
And waivers like the winter wind
VII
Hard was my hap to fall in love
With one that does so faithless prove
Hard my fate to court a maid
Who has my constant heart betrayed
VIII
Since she is false whom I adore
I’ll never trust a woman more
From all their charms I’ll flee away
And on my pipes I’ll sweetly play
Traduzione Cattia Salto
I
Jock conobbe la bella Jenny
allo spuntar dell’alba
e ora Jock è preoccupato
da quanto Jenny gli ha rapito il cuore
II
Sebbene lei promise di essere sincera
si rivelò ahimè scortese
il che fece rimpiangere il povero Jock
di essersi innamorato di una mente volubile
III
Jock era un (il più) bel ragazzo
che mai sia nato nella Scozia bella,
ma ora povero ragazzo è impazzito
per colpa di Jenny
IV
Il giovane Jocky era figlio di un pifferaio (1)
e si innamorò quando era giovane
e l’unica melodia che sapeva suonare
era “Lontano sulle colline”
CORO
lontano oltre le colline
lontano oltre le colline
lontano oltre le colline
il vento ha soffiato via la mia coperta (2)
V
Cantava “Quando per la prima volta il viso della mia Jenny vidi, sembrava così piena di grazia,
di molta gioia il mio cuore si colmò
ma ora ahimè dal dolore è ucciso”
VI
Oh se solo lei fosse fedele quanto è bella
potrebbe mettere fine alla mia disperazione
invece di essere scortese
e gelida (3) come il vento d’inverno
VII
Amara sorte d’innamorarmi
di una che così infedele si mostra,
amaro il mio fato di corteggiare una fanciulla
che ha tradito il mio cuore fedele
VIII
Poichè è falsa colei che adoro
non mi fiderò più di un’altra donna,
dalla loro seduzione fuggirò via
e sul mio piffero suonerò allegramente.

NOTE
1) piper si traduce sia come pifferaio (colui che suona il piffero o flauto) ma anche come zampognaro (colui che suona la cornamusa)
2) il termine è un eufemismo, la coperta copre il pudore della donna e viene soffiata o gettata via = deflorazione
3)  ho tradotto il termine a senso anche se il verbo waiver ha altro significato

LA VERSIONE INGLESE: OWER THE HILLS AND FAUR AWA’

ASCOLTA Tannahill Weavers in Arnish Light 2006 su Spotify.
Esilarante come al solito il commento allegato “Here’s an old poem, which has been set to this nifty little melody by the extremely talented Connie Dover. A song about a piper who can play but one tune, “ower the hills and faur awa, and probably has the cheek to wonder why the girl left him. It is amazing how many pipers are actually asked if they can play “ower the hills and faur awa’”, but it is even more amazing how many of them take it as a request for the melody and not the more obvious request for them to take a hike.
It reminds us of the old story about the regimental piper going over the top with his colleagues at the Battle of the Somme. It has for many years been the tradition that Scottish regiments are piped into battle; a tradition that is still honoured. Picture the scene, there he is blowing away furiously, right there in the thick of the battle. Bullets and shells are flashing past him and his fellow soldiers, bombs are exploding all around him, things are whizzing and whooshing all over the place. Suddenly out of the confusion of the battle the unmistakable loud voice of his sergeant major rings out. “For @#%$+* sake Angus, play something they like!” (tratto da qui)

LA VERSIONE DI JOHN GRAY: WERE I LAID ON GREENLAND’S COAST

La versione riportata da John Gay per “The Beggar’s Opera” è un duetto tra i due protagonisti (Air XVI, cantato da Macheath e Polly) con musica adattata da Johann Christoph Pepusch (1728).
ASCOLTA

Ancora l’Air XVI interpretato da Laurence Olivier e Dorothy Tutin nella versione cinematografica del lavoro di Gay, diretta da Peter Brook nel 1953.


I
Were I laid on Greenland’s Coast,
And in my Arms embrac’d my Lass;
Warm amidst eternal Frost,
Too soon the Half Year’s Night would pass.
II
Were I sold on Indian Soil,
Soon as the burning Day was clos’d,
I could mock the sultry Toil
When on my Charmer’s Breast repos’d.
III
And I would love you all the Day,
Every Night would kiss and play,
If with me you’d fondly stray
Over the Hills and far away
Traduzione Cattia Salto
I (lui)
Se fossi sulle coste delle Groenlandia
e abbracciassi la mia ragazza,
al caldo tra il ghiaccio eterno
troppo presto la notte polare passerebbe(1)
III (lei)
Se fossi sul suolo indiano (2)
appena il giorno cocente fosse finito
irriderei la fatica amara(3)
per riposare sul petto del mio innamorato
III (alternati)
Ti amerei tutto il giorno
ogni notte a baciarci e amarci
se con me appassionatamente vorresti girovagare
lontano oltre le colline

NOTE
1) letteralmente la notte del mezzo anno
2) americano
3) si riferisce al lavoro di schiavitù dei deportati

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LA VERSIONE NURSERY RHYMES: Tom, Tom, the Piper’s Son

Nella versione lullaby Jock diventa Tom il figlio del piper che conosce una sola melodia “Lontano oltre le colline” ed è per l’appunto in questa versione a diventare una popolare canzone per bambini.
Ma Tom è il Matto nelle commedie dei Mummer, da qui l’idea che la storia sia una variante medievale del pifferaio magico.

Ma se proprio vogliamo chiudere il cerchio di questo susseguirsi di versioni possiamo incidentalmente notare che il protagonista della versione di George Farquard si chiamava sempre Tom e così è prorpio lui che è partito per la guerra e a suonare il suo piffero (o la sua cornamusa) nell’esercito britannico.

ASCOLTA Hilary James & Simon Mayer in: “Lullabies with Mandolins” il testo è quello di Tim Hart e presenta alcune variazioni rispetto alla filastrocca per bambini.


I
Tom, he was a piper’s son,
He learned to play when he was young,
the only tune that he could play
Was, “Over the hills and far away,”
CHORUS
Over the hills, and a long way off,
The wind shall blow my top-knot off.
II
Now Tom with his pipe made such a noise
That he pleased both the girls and boys,
And they did dance when he did play
“Over the hills and far away.”
III
Now Tom did play with such a skill
That those nearby could not stand still
And all who heard him they did dance
Down through England, Spain and France
Traduzione Cattia Salto
I
Tom era il figlio del pifferaio
imparò a suonare quando era giovane
e la sola melodia che sapeva suonare
era “Lontano oltre le colline”
CORO
Oltre le colline e lontano
il vento  scompiglierà il mio chignon  (1)
II
Ora Tom con il suo piffero faceva un tale baccano
che piaceva sia alle ragazze che ai ragazzi
e danzavano quando lui suonava
“Lontano oltre le colline”
III
Ora Tom suonava con tale abilità
che coloro che gli erano vicini non potevano stare fermi e tutti quelli che lo sentivano, danzavano
per l’Inghilterra, la Spagna e la Francia

NOTE
1) più propriamente nastro annodato a fiocco come fermaglio sulla cima dei capelli delle signore nel XVII e XVIII secolo

FONTI
http://www.contemplator.com/england/faraway.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-062,-pages-62-and-63-oer-the-hills,-and-far-away.aspx
http://sniff.numachi.com/pages/tiOVRHILL4;ttOVERHILL.html
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=95039
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1226lyr7.htm
https://en.wikipedia.org/wiki/Tom,_Tom,_the_Piper%27s_Son
https://clamarcap.com/tag/johann-christoph-pepusch/
http://www.mamalisa.com/?t=es&p=1524
http://www.anonymousmorris.co.uk/dances/valiant.html
http://etc.usf.edu/clipart/10900/10939/tom_10939.htm

Dougie MacLean, un uomo che va per la sua strada

Classe 1954 pluripremiato cantautore, Dougie McLean è anche grande interprete di musica folk scozzese.
Negli anni 70 viene reclutato dal gruppo esordiente dei Tannahill Weavers in qualità di violinista (in famiglia il padre suonava il violino, la madre il mandolino e il nonno cantava in gaelico), ma è un musicista a tutto tondo che ha bisogno d’esprimersi e così nel 1977 con il chitarrista Alan Roberts forma un duo, gira l’Europa e scrive “Caledonia”; il duo diventa trio l’anno successivo con la sigla CRM e la collaborazione di Alex Campbell. E’ stato anche per alcuni mesi  in qualità di violinista il sostituto di  Johnny Cunningham con i Silly Wizard.
Negli anni 80 si trasferisce con la famiglia a Dunkeld, piccola cittadina scozzese ricca di storia a pochi chilometri da Perth e fonda la sua casa discografica la Dunkeld Records: niente major e compromessi, solo musica e la semplicità di una vita di campagna a cui ancorarsi tra gli alti e bassi del music business.

LA PRODUZIONE DISCOGRAFICA

Il suo primo album d’esordio come cantautore solista possiamo quindi considerarlo “Craigie Dhu” (1982) in cui registra una perla musicale “Ready for the Storm” rifatta da quasi tutti i musicisti scozzesi o della scena celtica.
ASCOLTA la versione registrata con Kathy Mattea per la serie “Transatlantic Sessions” prima stagione (1995/6)

Inanella quindi la bellezza di 21 album (+ 4 strumentali e 1 live) senza contare le compilation.
Tra questi “Tribute” del 1996, 11 brani in omaggio alla tradizione scozzese di una magia unica!
Nel 1993 la BBC ha prodotto un documentario sulla sua vita e la sua musica “The Land: Songs of Dougie MacLean” 

E ancora un paio di melodie tradizionali suonate con il violino o imbacciando la chitarra una manciata di amici
ASCOLTA Farewell to whiskey

ASCOLTA il violino di Maire Breatnach (live nel portico della casa di Dougie MacLean)

Perthshire Amber Festival

Nasce intanto il Dougie MacLean’s Real Music Bar (qui) sulle placide rive del fiume Tay. Spiega Dougie in un’intervista “I’ve played fiddle in this village’s pubs since I was a kid, along with the old-timers. It was normal then to play an instrument or sing. Pubs were places you visited to enjoy musical conversations as well as spoken ones. But over time, that died, along with the fiddling and the songs. It hit me a few years ago when I went to a bar, when off touring, and returned feeling worse than before. “Something wrong there”, I thought. I want back to those days, when pubs belonged to people. Here, there’ll be no TV, no Bandit and people can make music just when they want to. It’s not mere nostalgia: people communicating and making music is actually a challenge to the way things are. We’re talking about ownership of a culture, about human creativity. I don’t even care if people are bad musicians if they’re enjoying it and they’re giving. If they’re good, great – that pleases others, perhaps encourages them. I want minimum rules and I won’t vet the type of music either. Traditional, Country, Jazz, all fine by me“. (tratto da qui)

Dougie McLean alla prima edizione del Perthshire Amber Festival

Non contento nel 2005 dà vita al Perthshire Amber Festival che si tiene tra il villaggio di Butterstone e Dunkeld ai primi di novembre (vedi)

Oltre ad avere una voce vellutata è anche abile suonatore di violino e chitarra, nonché di vari strumenti a corda (mandola, viola, bouzouki, banjo). Nella sua feconda e lunga carriera ha collezionato una lunga lista di conoscenze, amicizie, collaborazioni con musicisti di fama e ha all’attivo una trentina di album la maggior parte come solista: Dougie McLean ha interpretato e riarrangiato moltissime canzoni del conterraneo Robert Burns, ma è stato soprattutto autore di brani memorabili che lo hanno reso una popolarità a livello internazionale: basti citare “Ready for the Storm“, “Caledonia” e “The Gael”.

Per ascoltare tutte le sue canzoni (e le versioni strumentali) pubblicate nel Blog seguite il tag Dougie MacLean

ASCOLTA Dougie McLean live

FONTI
https://scotlandcorrespondent.com/celebrity/caledonia-heart-and-soul/
http://wordwenches.typepad.com/word_wenches/2010/07/interview-with-dougie-maclean-songmaker.html
http://dougiemaclean.com/
http://www.dailyrecord.co.uk/incoming/dougie-maclean-celebrates-40-successful-4887494#5OeBHg35E1LoOAeP.97
http://www.perthshireamber.com/index.php/test/general/artists/42-dougie-maclean

GALLOWA HILLS

Le colline di Galloway si trovano nel cuore del Galloway Forest park al centro della contea di Dumfries e Galloway nella parte meridionale della Scozia, come dice la pubblicità ” Un incantevole paesaggio di limpidi laghetti, foreste che nascondono piccole cascate e brulle cime arrotondate formano il Galloway Forest Park, il più grande parco forestale della Gran Bretagna.” (qui)

galloway hills

Gallowa Hills è una canzone tradizionale scozzese che trova le sue origine in una canzone scritta da William Nicholson (1782–1849) dal titolo “The Braes of Galloway” (qui) sulla melodia “White Cockade
Norman Buchan’s note in 101 Scottish Songs says:”This fine song for which we are indebted to Jeannie Robertson, is evidently based on ‘The Braes of Galloway’ by William Nicholson, the wandering minstrel of Galloway, who lived and roamed and sang from 1783 to1849…
“The Braes of Galloway”, as found in Nicholson’s Poetical Works, was sung to “The White Cockade”, a Jacobite song. Buchan says Hamish Henderson suggested that “The Braes of Galloway” might itself be based on an earlier Jacobite song. Henderson based this opinion partly on the tune, and partly on the theme of departure throughout the song (tratto da qui)

Chi canta (probabilmente un highlander) chiede alla sua donna di seguirlo nell’esilio verso le Lowlands di Scozia

La melodia di Gallowa Hills però non è quella di “White Cockade” bensì riprende il “Campbell’s Farewell to Redcastle” ovvero il reel “Campbell’s Farewell to Red Gap“. Redcastle oggi è un rudere per chi volesse fare una gita nei dintorni ecco l’itinerario (qui)
La melodia viene suonata dalle bande di cornamuse nel Set detto Galloway Hills come primo tune.

ASCOLTA Tannahill Weavers – in “The Mermaid’s Song” 1993: Welcome Royal Cherlie/Campbell’s Farewell to Redcastle la melodia è stata adattata alla canzone Welcome Royal Cherlie (intro e seconda parte solo strumentale)

ASCOLTA North Sea Gas

I
For I’ll tak’ my plaidie(1), contentit tae be,
A wee bit kiltit abuin(2) my knee,
An’ I’ll gie my pipes anither blaw
An’ I’ll gang oot o’er the hills tae Gallowa’.
CHORUS
Oh the Gallowa’ Hills are covered wi’ broom,
Wi’ heather bells an’ bonny doon(3);
Wi’ heather bells an’ riveries a’,
An’ I’ll gang oot o’er the hills tae Gallowa’.
II
“Bonnie lassie, will ye come wi’ me
Tae share your lot(4) in a strange country,
Tae share your lot when doon fa’s a’(5),
An’ we’ll gang oot o’er the hills tae Gallowa’.”
III
“I will sell my rock, I’ll sell my reel,
I’ll sell my Grannie’s spinnin’ wheel(6),
I will sell them a’ when doon fa’s a’,
An’ we’ll gang oot o’er the hills tae Gallowa’.”
tradotto da Cattia Salto
I
Sarò contento di prendere il mio plaid(1)
che mi nasconde appena il ginocchio
e suonerò di nuovo nella mia cornamusa
e andrò sulle colline di Galloway
CORO
Oh le colline di Galloway sono ricoperte di ginestra
di campanelle d’erica e il bel Doon(3)
di campanelle d’erica e rivi
e andrò sulle colline di Galloway
II
“Bella fanciulla vuoi venire con me
a condividere la sorte in un paese straniero
a condividere la sorte quando tutto va in malora(5)
e andremo sulle colline di Galloway”
III
“Venderò l’aspo e la conocchia,
venderò il telaio [filatoio a ruota](6) della nonna
li venderò tutti quando tutto va in malora
e andremo sulle colline di Galloway”

NOTE
1) Il vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi). Per indossarlo veniva steso a terra e poi si formavano delle pieghe di qualche centimetro ciascuna, quindi ci si sdraiava sopra rotolandosi per bene. Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico” continua
2) Kilted above: tucked up
3) un’altra bella canzone è ambientata sulle rive del fiume Doon (Ayrshire) Ye banks and braes Il Loch Doon riceve le sue acque dal Loch Enoch e ha come emissario il fiume Doon
4) to cast your lot .
5) doon fa’s a’=down falls all, letteralmente “giù cade tutto” downfall=  a sudden loss of power, happiness, success, something that causes failure ”
6) La frase è ricorrente nelle ballate vedasi ad esempio Siuil a ruin; spinning wheel è  un filatoio (più impropriamente detto arcolaio) qui sono citate le parti del filatoio a ruota (o mulinello) (vedi dettaglio)

FONTI
http://sangstories.webs.com/gallawahills.htm
https://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/thegallowahills.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=2166
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=120829
https://thesession.org/tunes/2303
http://www.partecipiamo.it/cultura/franceschi/colline_di_galloway.htm
http://www.ilblogsonoio.com/e-il-galloway-forest-park-il-primo-sito-in-europa-ad-aggiudicarsi-il-titolo-di-dark-sky-park-assegnato-alle-zone-piu-adatte-per-losservazione-del-cosmo/
http://www.walkhighlands.co.uk/Forum/viewtopic.php?f=9&t=28266
http://www.buildingsatrisk.org.uk/details/891553
http://www.ayrshirescotland.com/loch-doon.html

THE EWE WITH THE CROOKED HORN

TITOLI: Ewe Reel, The / Ríl na Fóisce / Ewe Reel / The Ewe / Ewe / The Yew Reel / The Ewe with the Crooked Horn / The Ram with the Crooked Horn / Bob with the One Horn / The Foe Reel / Green Blanket / The Green Blanket / The Red Blanket / Miss Huntly’s / Marquis of Huntley / Go See the Fun / Sweet Roslea and the Sky over it / The Pretty Girl in Danger / My Love Is Far Away / The Kerry Lasses / The Merry Lasses / The Lowlands of Scotland / Peter Street.

La melodia è uno strathspey con un testo in dialetto scozzese dal titolo “The Yowie (ewie) wi the Crookit Horn”, mentre la versione irlandese s’intitola più comunemente “Ewe reel” anche se è suonata come un hornpipe

Deaf Shepherd

Mary MacNamara & Martin Hayes

ASCOLTA qui

“John Glen (1891) thought the earliest printing of the melody was in Robert Ross’s 1780 collection (pg. 16), although Bruce Olson finds the melody (under the title “Crooked Horn Ewe”) in Rutherford’s 24 Country Dances for 1758 (see abc below) and Jack Campin notes it is in the c. 1740 MacFarlane Manuscript in dorian mode under the title “An caora crom.” The title also appears in Henry Robson’s list of popular Northumbrian song and dance tunes which he published c. 1800.

Irish versions appear in reel or hornpipe form (see Ewe with the Crooked Horn [3], but in County Donegal it is popularly played as a highland (see version #5). The title appears in a list of tunes in his repertoire brought by Philip Goodman, the last professional and traditional piper in Farney, Louth, to the Feis Ceoil in Belfast in 1898 (Breathnach, 1997). Carlin (The Gow Collection), 1986; No. 55. Fraser (The Airs and Melodies Peculiar to the Highlands of Scotland and the Isles), 1874; No. 19, pg. 7. Honeyman (Strathspey, Reel and Hornpipe Tutor), 1898; pg. 17. Hunter (Fiddle Music of Scotland), 1988; No. 169. Kerr (Merry Melodies), Vol. 3; No. 187, pg. 22. McGlashan (A Collection of Reels), c. 1786; pg. 31 (appears as “Crooked Horn Ewe”). Stewart-Robertson (The Athole Collection), 1884; pg. 191. Culburnie CUL 113D, Alasdair Fraser & Tony MacManus – “Return to Kintail” (1999). Plant Life PLR017, “The Tannahill Weavers” (1979)”. (tratto da qui)

THE EWE WITH THE CROOKED HORN

Il testo è stato attribuito al reverendo John Skinner di Longside (1721-1807) che sicuramente si è basato su una canzone più antica. Il soggetto è apparentemente una pecora rubata, ma in realtà  si riferisce al trafugamento di un “pot still“, l’alambicco che assomiglia ad una specie di tinozza portatile, con cui si produce il whisky illegale (=illicit still).

He title comes an old song, in both Scots and Gaelic. Perhaps the most famous adaptation of the lyrics is by Reverend John Skinner, set to the tune of “Carron’s Reel,” although some find his set wanting. Fraser further explains: “This set of the Ewe with the Crooked Horn appears to be a standard, formed a century ago, by three neighboring gentlemen in Nairnshire, eminent performers,–Mr. Rose of Kilravock, Mr. Campbell of Budyet, and Mr. Sutherland of Kinsteary. It may not be generally known, that the Ewe thus celebrated is no other than the ‘whisky still, with its crooked horn (distilling tube),’ which gave more milk than all the sheep in the country.” (tratto da qui)

ASCOLTA Gordeanna McCulloch in Sheath & Knife 1997

Anche i Tannahill Weavers hanno registrato la loro versione  nel Cd Arnish Light, 2006 (testo qui) (ascoltabile su Spotify qui) con un testo però abbastanza simile: il testo riportato è invece quello cantato da Gordeanna McCulloch, che segue lo scritto di John Skinner (accorciandolo), tranne per una strofa di cui non riesco a trovare una corrispondenza. -vedi testo originale qui


I
Were I but able tae rehearse
my ewie’s praise in proper verse,
I’d sound it oot as loud and fierce
as ever piper’s drone could blaw.
CHORUS
Ewie wi’ the crookit horn,
and a’ that kent her might hae sworn,
Sic a ewie ne’er was born,
here aboots nor far awa’.
II
A better or a thriftier beast,
Nae honest man could weel hae wist,
For, silly thing, she never mist
To hae ilk’ year a lamb or twa’
III
The first she had I gae to Jock,
To be to him a kind o’ stock
And now the laddie has a flock
O’ mair nor thirty head ava’
IV(????)
V
But last week, for a’ my keeping,
(Wha can speak it without greeting ?)
A villain cam when I was sleeping,
Sta’ my ewie, horn and a’
VI
I never met wi’ sic a turn
As this sin’ ever I was born,
My Ewie, wi’ the crookit horn,
Silly Ewie, stown awa’
VII
O! a’ ye bards benorth Kinghorn(1),
Call your muses up and mourn,
Our Ewie wi’ the crookit horn
Stown frae ‘s, and fell’d and a’!
tradotto da Cattia Salto
I
Se fossi capace di recitare
le lodi della mia pecora con versi appropriati, vorrei pronunciarle forte e fiero, come mai bordone di piper potrebbe risuonare
CORO
La pecora con il corno ricurvo
e tutti coloro che la conoscevano avrebbero potuto giurare che una pecora così non sia ancora nata
in lungo e in largo
II
Una migliore o più frugale bestia
nessun brav’uomo vedeva l’ora di avere perchè, sciocchina, non ha mai fatto mistero, di avere ogni anno un agnello o due
III
Il primo che ebbe lo diedi a Jack
perchè si facesse una scorta
e ora il ragazzo ha un gregge
di più di trenta capi
V
Ma la settimana scorsa che ero di guardia (chi potrebbe parlarne senza rimpianti), un cattivo venne quando stavo dormendo
e rubò la mia pecora con tutto il corno.
VI
Non mi è mai capitato un cambiamento come questo da quando sono nato, la mia pecora con il corno ricurvo sciocca pecora, rubata
VII
Voi tutti bardi a nord di Kinghorn(1)
chiamate le vostre muse e piangete
la nostra pecora con il corno  ricurvo
che ci hanno rubato e abbattuto.

NOTE
1) Kinghorn, è una città del Fife, Scozia, si trova 3 km a sud di Kirkcaldy, sulla sponda nord del Firth of Forth di fronte a Edimburgo.

TRADUZIONE INGLESE
I
Were I but able to rehearse
my ewe’s praise in proper verse,
I’d sound it out as loud and fierce
as ever piper’s drone could blow.
CHORUS
Ewe with the crooked horn,
and all that knew her might have sworn,
Such a ewe never was born,
hereabouts nor far away.
II
A better or a thriftier beast,
Not honest man could well have wait,
For, silly thing, she never mist
To have each year a lamb or two
III
The first she had I go to Jock,
To be to him a kind of stock
And now the boy has a flock
O’ more nor thirty head away
IV(????)
V
But last week, for all my keeping,
(Who can speak it without weeping ?)
A villain came when I was sleeping,
Stole my ewe, horn and all
VI
I never met with such a turn
As this since ever I was born,
My Ewe, with the crooked horn,
Silly Ewe, stolen away
VII
O! all you bards to the north of Kinghorn,
Call your muses up and mourn,
Our Ewe with the crooked horn
Stolen from us, and felled and all!

Nella versione del reverendo (trascritta nello Scots Musical Museum vol III) la “ewie” è decisamente solo una pecora, ma le versioni più antiche come quelle preservate nelle comunità dei Travellers contengono strofe ben più esplicite (dalla voce di Lucy Stewart vedi dalla voce di Jeannie Robertson vedi). Questa versione invece sempre presa dall’archivio di Tobar an Dualchais  inserisce il ritornello in gaelico già visto per “Tha bainn’aig na caoirich uile (all the ewes have milk)” qui

The Highland Whisky Still, 1826-9 Sir Edwin Henry Landseer

The nicht is cauld the hoolets screamin
Thirsty men and thirsty weemin
There’s thirsty men and thirsty weemin
Since my ewie’s stown awa

FONTI
http://www.gaolnaofa.org/library/music/tha-bainn-aig-na-caoraich-uile/
http://www.tobarandualchais.co.uk/gd/fullrecord/75864/1;jsessionid=4F413B0C523F525C48BDA06EFAAA3898
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/76690/9;jsessionid=329AE05551069D3B82A96C4304979E41
http://www.ramshornstudio.com/crookit_horn.htm
https://thesession.org/tunes/5610
https://thesession.org/tunes/3438
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/39053/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1226lyr4.htm
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Ewie_Wi’_the_Crooked_Horn_(1)_(The)
http://svenax.net/files/sheetmusic/strathspeys/ewe_with_the_crooked_horn.pdf
https://en.wikisource.org/wiki/Ewie_wi%27_the_Crookit_Horn
http://www.spiersfamilygroup.co.uk/Yowie%20wi%20the%20crookit%20horn.pdf
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/K271.html
http://www.bagpipe-tutorials.com/crooked-horn.html
http://www.bdot-inc.com/crooked-horn.pdf
http://www.springthyme.co.uk/ah03/ah03_16.htm

CRAIGIEBURN WOOD

craigieburn-wood
Craigieburn Wood, Moffatdale, tavola disegnata da DG Hill, incisa da W. Forre

Craigieburn Wood ci riporta indietro nei  tempi in cui si corteggiava una fanciulla cantandole una canzone, e chi aveva come amico Robert Burns non poteva sperare in meglio! La bella in questione è Jean Lorimer (1775 — 1831), la quale a quanto sembra, era più interessata al bardo che non all’amico, tale John Gilliespie (un collega di lavoro quando Burns era agente delle tasse a Ellisland). Nelle veci dell’amico Robbie scrisse per lei ben tre canzoni ‘Sweet closes the ev’ning on Craigieburn Wood’ (1791), ‘Come let me take thee to my breast’ e ‘Poortith Cauld’, ma molti altri versi vennero ispirati dalla fanciulla ovvero la musa Chloris (più di una ventina di canzoni, la più famosa “Lassie wi’ the Lintwhite Locks“.)

Robert Burns scrive in una lettera all’editore Thomson (ottobre 1794)
‘The Lady on whom it was made, is one of the finest women in Scotland; and, in fact (entre nous), is in a manner to me what Sterne’s Eliza was to him; a Mistress or Friend, or what you will, in the guise of Platonic Love.’
Nella stessa lettera  Robbie ci spiega la sua “ricetta dell’ispirazione” ‘Do you think that the sober gin-horse routine of existence could inspire a man with life, and love, and joy — could fire him with enthusiasm, or melt him with pathos, equal to the genius of your Book? — No! No!!! — When ever I want to be more than ordinary in song; to be in some degree equal to your divine airs; do you imagine I fast and pray for the celestial emanation? Tout au contraire! I have a glorious recipe, the very one that for his own use was invented by the Divinity of Healing and Poesy when erst he piped to the flocks of Admetus. I put myself on a regimen of admiring a fine woman; and in proportion to the adorability of her charms, in proportion you are delighted with my verses.‘ (tratto da qui)

LA MELODIA: LULL ME BEYOND THEE

ALTRI TITOLI “Oil of Barley,” “Cold and Raw,” “Stingo

Già riportata nell’English Dancing Master nella prima edizione di John Playford (1650), secondo gli studiosi è una variante di “Oil of Barley” o “Cold and Raw” ed è stata ritenuta da Thomas d’Urfey di origine scozzese, ma l’inglese Chappell (Popular Music of the Olden Times, Vol. 1, 1859)  dal canto suo si convinse che quel “a new Northern tune,” con cui era ricordata la melodia si riferisse non alla Scozia bensì alle contee inglesi sul confine nord..

ASCOLTA William Coulter in The Crooked Road, 1999
Un’altra magica versione è quella con l’arpa di Anne Roos (in A Light in the Forest, 2007)

LA DANZA: English Country Dance

La versione meno “ingessata” dei frizzanti Newcastle Country Dancers

IL TUTORIAL

Consiglio l’ascolto della versione dei Tannahill Weavers, in Epona 1998, (su Spotify qui) una bella versione classica è quella con la voce di Meredith Hall in O Sweet Woods, 2013 (entrambi ascoltabili su Spotify)

ASCOLTA Jean Redpath


I
Sweet closes the ev’ning on Craigieburn Wood(1),
And blythely awaukens the morrow;
But the pride o’ the spring in the Craigieburn Wood
Can yield to me nothing but sorrow.
Chorus.
Beyond thee, dearie, beyond thee, dearie,
And O to be lying beyond thee!
O sweetly, soundly, weel may he sleep
That’s laid in the bed beyond thee!
II
I see the spreading leaves and flowers,
I hear the wild birds singing;
But pleasure they hae nane for me,
While care my heart is wringing.
III
I can na tell, I maun(2) na tell,
I daur(3) na for your anger;
But secret love will break my heart,
If I conceal it langer.
IV
I see thee gracefu’, straight and tall,
I see thee sweet and bonie;
But oh, what will my torment be,
If thou refuse thy Johnie!
V
To see thee in another’s arms(4),
In love to lie and languish,
‘Twad be my dead, that will be seen(5),
My heart wad burst wi’ anguish.
VI
But Jeanie, say thou wilt be mine,
Say thou lo’es nane before me;
And a’ may days o’ life to come
I’l gratefully adore thee,
Tradotto da Cattia Salto
I
Mite l’avvicinarsi della sera sul bosco di Craigieburn
e con letizia si risveglia il giorno seguente:
ma la gloria della primavera nel bosco di Craigieburn
non mi porta altro che dolore
CORO
Accanto a te cara, accanto a te, cara
e o giacere accanto a te!
O sì dolcemente e profondamente
potrebbe dormire ciò che è disteso nel letto accanto a te!
II
Guardo le foglie rigogliose e i fiori
ascolto gli uccelli cantare
ma non mi danno alcun piacere
mentre nell’affanno il mio cuore è avvolto.
III
Non posso dire, non devo dire
non oso per farvi arrabbiare
ma l’amore segreto mi spezzerà il cuore
se mi nasconderò più a lungo
IV
Ti vedo leggiadra, a testa alta
ti vedo dolce e bella
ma o quale sarà il mio tormento
se tu respingerai il tuo Johnny!
V
Vederti tra altre braccia
in amore giacere e languire
sarebbe la morte mia, di certo
il mio cuore si consumerebbe dall’angoscia
VI
Ma Jeanie dimmi che tu sarai mia
dimmi che non ami nessuno prima di me
e tutti i giorni della vita che verranno
ti adorerò con gratitudine

NOTE
1) Il bosco si trova a 5 miglia da Stirling (vedi mappa)
2) must
3) dare
4) figlia di un ricco mercante viveva a Moffat (a due passi da Dumfries) la ragazza preferì fuggire con tale Andrew Whelpdale a Gretna Green ma lì fu abbandonata dal bellimbusto dopo nemmeno tre settimane di “matrimonio” (probabilmente aveva speso tutti i soldi che la fanciulla si era portata dietro). Ritornata a vivere nella casa paterna rimase in buoni rapporti con Robert Burns (e i maligni disquisiscono ancora sulla natura di tali rapporti). Diventata povera dopo il fallimento dell’attività paterna andò a servizio presso una famiglia di Newington. Sulla sua tomba è stata eretta una croce celtica con l’iscrizione “This stone marks the grave of Jean Lorimer, the “Chloris” and “Lassie wi’ the lint-white locks” of the Poet Burns. Born 1775 – Died 1831. Erected under the auspices of the Ninety Burns Club, Edinburgh, 1901″.
5) espressione idiomatica

FONTI
http://www.ceolas.org/cgi-bin/ht2/ht2-fc2/file=/tunes/fc2/fc.html&style=&refer=&abstract=&ftpstyle=&grab=&linemode=&max=250&isindex=Craigieburn%20Wood&submit=Search
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1193lyr9.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/craigieburn_wood.htm
http://www.8notes.com/scores/4043.asp
http://www.geograph.org.uk/photo/3626872

THE SOLDIER’S RETURN

Robert Burns scrisse la canzone “The Soldier’s Return” anche detta ” When wild war’s deadly blast was blawn” nel 1793 sulla melodia “The Mill, mill, O”, melodia conosciuta anche con il titolo di “The Quaker’s Wife” (ovvero Merrily Kissed the Quacker): Burns scrive di un soldato  “loyal, light heart” che, alla fine della guerra, ritorna nella sua amata Ayrshire e ritrova la sua fidanzata ancora fedelmente innamorata di lui, pronta a sposarlo.

Ma in effetti un mulino è ancora presente nel nuovo testo ed è quello detto Millmannoch nei pressi di Coylton lungo la Mannoch Road, oggi solo un rudere. Burns viveva all’epoca a Ellisland Farm e ben conosceva il posto.
La canzone ci parla di Gloria, Sacrificio e Patria, l’accento è posto sul senso dell’onore che ancora e lega l’uomo  e lo rende responsabile per la sua terra e il suo clan, i toni però sono dimessi e prevale la commozione: il suo primo pensiero è ritrovare la sua Nancy per scoprire se ancora lei sia innamorata. Il tema qui è tipico delle ballate popolari in cui la donna attende per sette anni il ritorno del suo fidanzato partito per la guerra.  Uno specifico filone è detto reily ballad o broken token ballad  (vedi) in cui il protagonista (sotto mentite spoglie) in genere chiamato John o George, Willie o Thomas Riley (Rally, Reilly) corteggia la donna: spesso compare un segno di riconoscimento ad esempio un dono scambiato o un oggetto spezzato a metà. In questo contesto è la coccarda a far scattare il riconoscimento

In rete ci sono poche registrazioni, ASCOLTA Tannahill Weavers Live & In Session, 2007 (su Spotify (qui)

ASCOLTA Ian Bruce

ASCOLTA Henri’s Notions in John O’Dreams 2007

ASCOLTA

I
When wild war’s deadly blast was blown,
And gentle Peace returning.
Wi’ mony a sweet babe fatherless,
And mony a widow mourning,
I left the lines and tented field,
Where lang I’d been a lodger;
My humble knapsack a’ my wealth,
A poor and honest sodger.
II
A leal light(1) heart beat in my breast,
My hands unstain’d wi’ plunder;
For fair Scotia hame again,
I cheery on did wander.
I thought upon the banks o’ Coil(2),
I thought upon my Nancy;
I thought upon the witching smile,
That caught my youthful fancy.
III
At length I reach’d the bonnie glen,
Where early life I sported;
I pass’d the mill(3) and trysting thorn(4),
Where Nancy aft I courted.
Wha spied I but my ain dear maid,
Down by her mother’s dwelling?
And turn’d me round to hide the flood
That in my een was swelling!
IV
Wi’ alter’d voice, quoth I, Sweet Lass,
Sweet as yon hawthorn’s blossom,
O! happy, happy may he be,
That’s dearest to thy bosom!
My purse is light, I’ve far to gang,
And fain wad be thy lodger,
I’ve served my king and country lang:
Tak’ pity on a sodger.
V
Sae wistfully she gazed on me,
And lovelier was than ever;
Quote she, A sodger ance I lo’ed,
Forget him shall I never.
Our humble cot and hamely fare,
Ye freely shall partake o’t;
That gallant badge, the dear cockade(5),
Ye’re welcome for the sake o’t(6).
VI
She gazed – she redden’d like a rose –
Syne pale as ony lily;
She sank within my arms and cried,
Art thou my ain dear Willie?
By Him, who made yon son and sky,
By whom true love’s regarded,
I am the man! and thus may still
True lovers be rewarded.
VII
The wars are o’er, and I’m come hame,
And find thee still true-hearted;
Though poor in gear, we’re rich in love,
And mair we’se ne’er be parted.
Quoth she, My grandsire left me gowd
A mailin’ plenish’d fairly;
Then come, my faithful sodger lad,
Thou’rt welcome to it dearly!
VIII
For gold the merchant ploughs the main,
The farmer ploughs the manor;
But glory is the sodger’s prize,
The sodger’s wealth is honour.
The brave poor sodger ne’er despise,
Nor count him as a stranger:
Remember he’s his country’s stay,
In day and hour o’ danger.
tradotto da Cattia Salto
I
Quando la raffica mortale della guerra fu esplosa
e la pace ritornò mite
con più di un caro bambino senza padre
e più di una vedova in lamento
lasciai il fronte e l’accampamento
dove fui a lungo stanziato
la mia umile bisaccia come sola ricchezza
un povero e onesto soldato
II
Un leale cuore leggero era nel mio petto
le mie mani senza la macchia delle ruberie
e per la bella Scozia, a casa di nuovo,
tutto allegro mi incamminai:
pensavo alle rive del Coil
pensavo alla mia Nancy
e sempre ricordavo il sorriso da incantatrice
che catturò il mio amore fanciullo.
III
Alla fine raggiunsi l’amata valle
dove passai gli anni della gioventù
superai il mulino e il biancospino fidato
dove spesso corteggiavo Nancy.
Chi ti vidi se non proprio la mia cara fanciulla
accanto all’abitazione delle madre
e mi voltai per nascondere le lacrime
che dai miei occhi stavano per sgorgare
IV
Con voce alterata dissi “Bella fanciulla
bella come quel biancospino in fiore
oh felice deve essere
colui che è così caro al tuo cuore!
Il mio borsellino è scarso, devo andare lontano
e mi piacerebbe essere il tuo ospite;
ho servito il mio re e il mio paese a lungo
abbi pietà di un soldato”
V
Così malinconicamente mi scrutava
più bella che mai
disse “Un soldato amavo una volta
e non potrò mai dimenticarlo.
La nostra umile casetta e un modesto desco
potrai liberamente spartire;
per quel fiero distintivo – la cara coccarda, sei il benvenuto ”
VI
Mi fissò e arrossì come una rosa
poi pallida come il giglio
affondò tra le mie braccia e gridò
“Sei tu il mio amato Willy?”
“Per Colui che ha fatto il sole e il cielo lassù
da chi il vero amore è ammirato
sono io l’uomo! E così i veri innamorati possono ancora essere ricompensati”
VII
“La guerra è finita e sono ritornato a casa
per trovare te ancora innamorata.
Sebbene di poche sostanze siamo ricchi in amore
e in più non saremo mai separati”
disse lei ” Mio nonno mi ha lasciato del denaro,
una fattoria ben fornita!
Vieni mio fedele soldatino
sono tuoi di tutto cuore”
VIII
Per i soldi il mercante prende il mare
l’agricoltore ara il terreno
ma la gloria è il premio del soldato
la ricchezza del soldato è l’onore!
Il povero soldato coraggioso mai disprezzate
nè reputatelo un estraneo:
ricordate che egli è il sostegno del suo paese
nel giorno e nell’ora del pericolo

NOTE
1) light heart= in italiano l’espressione indica la superficialità, ma in questo contesto il cuore del soldato è leggero perchè non ha pesi (amarezze e dolore) o infamie da portare
2) Coil, Coila, Kyle, è l’antico nome dell’Ayrshire.
3) il mulino della canzone è quello di Monach sul Coyle (South Ayrshire)
4) “trysting trees” sono alberi che per la loro aspetto o posizione sono diventati luoghi in cui darsi un appuntamento (in inglese tryst): in particolare sono i luoghi deputati agli incontri amorosi
5) La coccarda appuntata sul cappello è una moda del Settecento ed era indossata come simbolo della fedeltà a una certa ideologia. In Gran Bretagna la coccarda bianca indicava i giacobiti mentre i governativi indossavano la coccarda nera o blu, anche i reggimenti avevano i loro colori distintivi.
6) l’espressione “for the sake of it” è analizzata qui: la ragione per cui la ragazza accoglie il soldato è la coccarda appuntata al cappello; non lo accoglie tanto per fare, ma perchè gli ricorda l’innamorato partito soldato. E infatti subito dopo si chiede “Sei tu il mio amato Willy?”
TRADUZIONE INGLESE
I
When wild war’s deadly blast was blown,
And gentle Peace returning.
With many a sweet babe fatherless,
And many a widow mourning,
I left the lines and tented field,
Where long I’d been a lodger;
My humble knapsack all my wealth,
A poor and honest soldier.
II
A loyal, light heart(1) was in my breast,
My hands unstained with plunder,
And for fair Scotia, home again,
I cheery on did wander:
I thought upon the banks of Coil(2),
I thought upon my Nancy,
And always I remembered the witching smile
That caught my youthful fancy
III
At length I reached the lovely glen,
Where early life I sported.
I passed the mill(3) and trysting thorn(4),
Where Nancy often I courted.
Who spied I but my own dear maid,
Down by her mother’s dwelling,
And turned me round to hide the flood
That in my eyes was swelling!
IV
With altered voice, said I:- ‘ Sweet girl,
Sweet as yonder hawthorn’s blossom,
O, happy, happy may he be,
That is dearest to your bosom!
My purse is light, I have far to go,
And fondly would be your lodger;
I have served my king and country long
Take pity on a soldier.’
V
So wistfully she gazed on me,
And lovelier was than ever.
Said she:- ‘ A soldier once I loved,
Forget him shall I never.
Our humble cottage, and homely fare,
You freely shall partake it;
That gallant badge – the dear cockade(5)
You are welcome for the sake of it!(6)’
VI
She gazed, she reddened like a rose,
Then, pale like any lily,
She sank within my arms, and cried:-
‘ Are you my own dear Willie?’
‘ By Him who made yonder sun and sky,
By whom true love is regarded,
I am the man! And thus may still
True lovers be rewarded!
VII
‘The wars are over and I am come home,
And find you still true-hearted.
Though poor in wealth, we are rich in love,
And more, we are never be parted.’
Said she:- ‘ My grandfather left me gold,
A farm stocked fairly!
And come my faithful soldier lad,
You are welcome to it dearly!’
VIII
For gold the merchant ploughs the main,
The farmer ploughs the manor;
But glory is the soldier’s prize,
The soldier’s wealth is honour!
The brave poor soldier never despise,
Nor count him as a stranger:
Remember he is his country’s stay
In day and hour of danger.

FONTI
http://www.electricscotland.com/burns/songs/10TheSodgersReturn.jpg
http://www.burnsmuseum.org.uk/collections/object_detail/3.2535
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/624.htm
https://thesession.org/tunes/14436
http://sangstories.webs.com/millmillo.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4844
https://thesession.org/tunes/12270
https://thesession.org/tunes/70
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/earlyyears/merrilydancedthequakerswife.asp
https://en.wikipedia.org/wiki/Millmannoch

ROSIE BRIAR

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

Tra le tante canzoni scritte o arrangiate o raccolte da Robert Burns, ho selezionato due piccole perle che hanno come soggetto la rosa, un fiore al centro delle ballate celtiche, portatrice di velate allusioni e doppi sensi. vedi

A ROSEBUD BY MY EARLY WALK (1787)

Burns dedicò il brano a Miss Jean Cruickshank la figlia dodicenne del Maestro di Latino alla Scuola Superiore di Edimburgo, presso la cui abitazione soggiornò nell’inverno del 1787 per rimettersi da una ferita alla gamba.
“It is believed that the composer of this melody was David Schiller. He was a schoolmaster at Irvine and an acquaintance of Burns. The lyrics themselves were written by Burns. He comments in his personal notes on the song, ‘this song I composed on Miss Jeany Cruikshank, only child to my worthy friend Mr William Cruikshank.’ Cruikshank was the Latin master at Edinburgh High School and Burns stayed briefly with the family. Jeany, their twelve year old daughter, inspired Burns to write three poems to her. It is recorded that she sang his songs beautifully and was skilled enough to accompany herself.” (tratto da qui)

Le versioni oggi del brano sono per lo più strumentali che valorizzano la melodia cadenzata a tempo di valzer detta anche “The Shepherd’s Wife Waltz“, ma anche “The Rosebud Waltz” una bella melodia scritta da David Sillar maestro di scuola di Irvine, nonché conoscente di Burns. (vedi info su The Session qui)

ASCOLTA Spirit of Scotland strumentale con dulcimer e chitarra

ASCOLTA The Birnam Quartet in “The Music of Burns” 2010

Le versioni cantate provengono da arrangiamenti per corali o da formazioni di musica classica, ma ho trovato questa versione più folk
ASCOLTA Carol Laula in Scotland United in One Voice


I
A Rose-bud by my early walk,
Adown a corn-enclosed bawk(1),
Sae gently bent its thorny stalk,
All on a dewy morning.
Ere twice the shades o’ dawn are fled,
In a’ its crimson glory spread,
And drooping rich the dewy head,
It scents the early morning.
II
Within the bush her covert nest
A little linnet fondly prest;
The dew sat chilly on her breast,
Sae early in the morning.
She soon shall see her tender brood,
The pride, the pleasure o’ the wood,
Amang the fresh green leaves bedew’d,
Awake(2) the early morning.
III
So thou, dear bird, young Jeany fair,
On trembling string or vocal air(3),
Shall sweetly pay the tender care
That tents thy early morning.
So thou, sweet Rose-bud, young and gay,
Shalt beauteous blaze upon the day,
And bless the parent’s evening ray
That watch’d thy early morning.
tradotto da Cattia Salto
I
Un bocciolo di rosa dalla mia prima passeggiata nel sentiero (1) di grano ancora verde, così delicatamente piegato sul gambo spinoso in un dì rugiadoso.
Prima che due volte le ombre dell’alba svaniscano,
risplende nella sua gloria cremisi
e il capo chino per la ricca rugiada,
profuma il primo mattino
II
Dentro il bocciolo il suo nido nascosto
un piccolo uccellino racchiude con affetto
la rugiada è fresca sul suo petto
di mattino così presto.
Lei preso potrà vedere la sua covata
l’orgoglio, il piacere del legno
tra le fresche foglie verdi irrorate
sveglia di primo mattino
III
Così tu, caro uccello, giovane bella Jeany
sulla vibrazione tremula di una melodia
dovrai pagare dolcemente il tenero affanno
che ti attende al mattino presto.
Così tu, dolce bocciolo di rosa, giovane e gaia
avvamperai bellamente nel giorno
e elogerai il raggio serale dei genitori
che vegliavano il tuo primo mattino.

NOTE
1) bawk=footpath sentiero, striscia di terra incolta
2) awauk=awake sveglia
3) letteralmente melodia vocale: vuole essere un omaggio alle doti canore e musicali della ragazzina

FONTI
http://www.electricscotland.com/burns/songs/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-189,-page-197-a-rose-bud-by-my-early-walk.aspx

BONNIE WAS YON ROSIE BRIAR

Il testo è una poesia di Robert Burns ma la melodia è stata adattata dai Tannahill Weavers che hanno registrato la canzone per il loro album The Old Woman Dance del 1979. La melodia è una Boureé denominata Pichtogorn (= vino rosso da tavolo) che viene da Parigi.

Così scrivono nelle note “The melody of this love song originated in Brittany.  This part of the world, famous for its beautiful music, has a great cultural affinity with Scotland, Ireland and Wales but unfortunately we still couldn’t manage the Bretagne lyric.  However, we managed to find a Scottish poem which “married” the melody with hesitation or shotgun.
Seeking the shade (a likely story), the two lovers conduct their courtship under a rose bush.  A love affair which must have ended, if not begun, very painfully.

ASCOLTA Tannahill Weavers in The Old Woman Dance 1979


I
Yon rosebuds in the morning dew
How pure amang the leaves sae green
But purer was the lover’s vow
They witnessed in their shade yestreen(1)
Chorus:
Bonnie was yon rosie briar
That bloomed sae far from haunt o’ man(2)
Bonnie she and o’ how dear
It shaded frae the evening sun
II
All in its rude and prickly bower
That crimson rose, how sweet and fair
But love is far the fairer flower
Amid life’s thorny path o’ care
tradotto da Cattia Salto
I
Quei boccioli di rosa nella rugiada mattutina,
così puri tra le foglie verdi,
ma più puro era il voto degli innamorati
che si scambiarono alla loro ombra la scorsa notte (1)
CORO
Bella era la rosaspina
che fioriva così’ distante dalla dimora dell’uomo (2),
bella lei e così cara
si ombreggiava dal sole della sera.
II
Tutto nel suo ruvido e spinoso pergolato, quella rosa cremisi così dolce e bella
ma l’amore è lontano il fiore più bello
nella vita c’è uno spinoso sentiero di affanni

NOTE
1)  last evening or nigh
2) un giro di parole per dire selvatica

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/rosa.htm

THE GABERLUNZIE MAN

Con il titolo “Hi for the beggarman” “A beggarman cam ower the lea“, “A Beggar, A Beggar“, “The Auld Beggarman“, “The Beggarman”  oppure “The Gaberlunzie Man” la storia è sempre la stessa: il mendicante trova asilo per la notte in una fattoria, la bella figlia del fattore si lascia sedurre nella speranza si tratti di un gentiluomo sotto mentite spoglie, i due spesso fuggono insieme.
Prima parte THE JOLLY BEGGAR qui

THE GABERLUNZIE MAN

Questa versione della ballata è ancora popolare in Scozia, in particolare nel Perthshire e nell’Aberdeenshire.
Gaberlunzie (gaberlunyie) era il nomignolo con cui si chiamavano in Scozia i mendicanti: la parola composta significa “scarsella portata ai fianchi” che era il modo medievale di portare la borsa appesa alla cintura stretta in vita. Oppure il nome potrebbe derivare da gaban un mantello con cappuccio e lunzie=laine ossia il tipico mantello di lana grossa che indossavano i mendicanti chiamati anche bluegowns per il colore. Si distinguevano dagli altri mendicanti perchè in possesso di una licenza o permesso del re per mendicare. Nel Settecento le parrocchie in Scozia rilasciavano ancora le “gaberlunzie” cioè dei rettangolini metallici di piombo particolari a mo’ di licenza per i mendicanti “autorizzati”.

La versione proposta per l’ascolto ha un testo ridotto all’osso che poco ci dice della storia tranne che il mendicante si è portato via la figlia del contadino la quale si è messa anche lei a mendicare. Secondo l’andamento narrativo tipico della ballata narrativa i vari protagonisti dialogano tra loro incuranti dei salti temporali! Così nella prima strofa il mendicante chiede ad una fanciulla se sarebbe disposta ad amare un mendicante, e nella seconda strofa è il padre a lamentarsi per la figlia scappata con un mendicante, mentre nella terza strofa è la figlia come in un flashback a supplicare il mendicante affinchè la porti via con lui. Sempre seguendo un “taglio cinematografico” nell’ultima strofa vediamo la ragazza mentre da lontano si avvicina alla fattoria portandosi appresso i figli nati nel frattempo (e del mendicante non si hanno più notizie!)

ASCOLTA  Tannahill Weavers  inTannahill Weavers IV, 1980, lo strumentale è un reel dal titolo “Mrs MacLeod of Rassay” (in America più noto come “Hop High Ladies”) una musica da danza tradizionale proveniente dall’Isola di Skye.

ASCOLTA Carritwen live. La versione è quella dei Tannahill Weavers

Lo scozzese utilizzato è abbastanza comprensibile senza dover necessariamente passare alla traduzione in inglese (giusto qualche parola da controllare sul dizionario, ne ho trovato uno ottimo qui)


I
A beggar a beggar came ower the lea
He was asking lodgings for charity
He was asking lodgings for charity
Would ye loo a beggar man
Lassie
 wi‘ my tow row ray
II
A beggar a beggar I’ll ne’er loo again
I had ae dochter and Jeannie was her name
I had ae dochter and Jeannie was her name
She’s awa wi’ the beggar man
Lassie wi’ my tow row ray
III
I’ll bend my back and I’ll boo my knee(1)
I’ll put a black patch o’er my e’e
And a beggar a beggar they’ll tak me tae be
And along wi’ yoo I’ll gang
Laddie wi’ my tow row ray
IV
Oh lassie oh lassie you’re far ower young
And ye hinnae got the cant o’ the beggin tongue(2)
And ye hinnae got the cant o’ the beggin tongue
And wi’ me ye winnae gang
Lassie wi’ my tow row ray
V
She’s bent her back and she’s boo’d her knee
She’s put a black patch o’er her e’e
And she’s kilted her skirts up abune her knee
And awa’wi’ him she’s gan
Laddie wi’ my tow row ray
VI
Your dochter Jean’s coming ower the lea
She’s takin’ hame her bairnies three
She has yin on her back aye and another on her knee
And the other yin’s toddlin’ hame
Lassie wi’ my tow row ray
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Un mendicante giunse dai campi a chiedere da dormire per carità
MENDICANTE
“Amereste un mendicante
ragazza (verrai) in giro con me?”
II
CONTADINO
“Un mendicante non lo amo,
avevo una figlia che si chiamava Jeannie
ed è fuggita con un mendicante”
III
FIGLIA DEL CONTADINO
“Mi ingobbirò la schiena e piegherò le ginocchia (1) e metterò una benda nera sull’occhio così da sembrare un mendicante e in giro con te andrò”.
IV
MENDICANTE
“O ragazza, sei troppo giovane
e non conosci le abitudini (2) di un mendicante,
con me in giro non verrai”
V
Lei si ingobbì la schiena e piegò le ginocchia e mise una benda nera sull’occhio e si tirò su la gonna fino al ginocchio
e via con lui andò.
VI
Vostra figlia Jean è venuta dai campi per ritornare a casa con i suoi tre bambini
ne ha uno in spalla, uno alle ginocchia
e l’altro ancora in pancia.

NOTE
1) gli mostrerà rispetto sottomettendosi al lui
2) non conosce le abitudini e le storie dei “travellers”

terza parte continua 

FONTI
http://ingeb.org/songs/oabeggar.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_279
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_280
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C279.html
http://www.contemplator.com/child/gaberlunz.html
http://www.contemplator.com/scotland/beggar.html
http://www.waterbug.com/calhoun/lyrics/beggarman.html
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thebeggarman.html
http://www.darachweb.net/SongLyrics/JollyBeggarman.html
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4554493.asp
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1954
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=118078
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54744
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thebeggarladdie.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5884
http://www.bluegrassmessengers.com/280-the-beggar-laddie.aspx

HIELAND LADDIE: DONKEY RIDING OR JACOBITE SONG?

parte prima qui

stowing-hugillUna variante dello stesso shanty (ma con titolo diverso in base al diverso testo del ritornello) prende il nome di DONKEY RIDING SHANTY (in italiano si potrebbe tradurre “in sella all’asino“). E’ diventata anche una filastrocca per bambini

Stan Hugill nel suo Shanties from the Seven Seas, scrive: “A shanty with words similar to [Hieland Laddie] and the same or almost identical tune is Donkey Riding. This was also very popular among the timber droghers both in Liverpool and Canadian ports, and was used as both a capstan and runaway song when working cargo. I had my version from an old shipmate called Spike Sennit, who said it was just as popular at sea as in port. The compiler of the Oxford Song Book (II), who gives a version very similar to mine, states that it was “not a shanty … but … a song which helped the ship’s company stow deck cargo.” I’m afraid this is tying the meaning of the word shanty down a bit too tightly! Many work-songs used by seamen and dockers to stow cargo (in particular lumber and cotton) were the same as those used for capstan and other jobs at sea. And vice versa. Both Bullen and Doerflinger tend to show this, as well as do shanty books in Scandinavian languages. Many Scandinavian shanties used at capstan and pumps were sung when stowing timber aboard Baltic barques and timber droghers. Much improvisation was given to this song and many indecent lines found in the regulation verses.”

ASCOLTA Great Big Sea


[Chorus:]
Way hey and away we go
Donkey riding, donkey riding(1)
Way hey and away we go
Ridin’ on a donkey.

Was you ever in Quebec
Launchin’ timber on the deck?
Where ya break yer bleedin’ neck
Ridin’ on a donkey!
Was you ever ‘round Cape Horn
Where the weather’s never warm?
Wished to God you’d never been born
Was you ever in Miramichi(2)
Where ye tie up to a tree,(3)
An’ the girls sit on yer knee?
Was you ever in Fortune Bay(4)
See the girls all shout, “Hooray!”?
“Here comes dad with ten weeks pay”
Was you ever in London-town
See the King he does come down?
See the King in his golden crown
Tradotto da Cattia Salto
Coro
In alto saliamo
in sella all’asino(1)
In alto saliamo
in sella all’asino
Sei mai stato in Quebec
a stivare il legname sul ponte?
Dovi ti rompi il collo
in sella all’asino
Sei mai stato a doppiare Capo Horn dove il tempo non è mai calmo, desiderando di non essere mai nato? Sei mai stato a Merashee(2)
dove ti leghi alla crocetta(3)
e le ragazze si siedono sulle tue ginocchia?
Sei mai stato a Fortune Bay(4)
a vedere le ragazze che gridano “Hurra, ecco che viene papino con dieci giorni di paga”
Sei mai stato a Londra e vedere il Re con la sua corona d’oro che discende?

NOTE
1)  yard donkey – a winch (or system of winches) powered by an engine and used to haul logs from a stumpto a landing or to a skid road (https://en.wikipedia.org/wiki/Steam_donkey )
Si può supporre dal contesto che ci sia stata inizialmente una sorta di rivalità tra i marinai che utilizzavano “la forza umana” per i lavori di carico e quelli che invece si avvalevano del motore a vapore detto “il mulo”
2) anche scritto come Merrimashee c’è un isola di Merasheen a Terranova (Canada), ma più probabilmente è Miramichi, una cittadina del Canada, situata nella provincia del Nuovo Brunswick, ma anche un grande fiume che da il nome alla baia in cui sfocia, nel Golfo di San Lorenzo. Spesso i marinai ripetevano le canzoni ad orecchio ed era più probabile che i nomi delle località che non si conoscevano venissero storpiate

La ricerca di Italo Ottonello ha trovato questa nota: Merasheen, located on the southwestern tip of Merasheen Island in Placentia Bay, was one of the larger and more prosperous communities resettled. Settled by English, Irish and Scottish in the late 18th century, the community eventually became predominantly Roman Catholic with families of Irish descent. In an ideal location to prosecute the inshore cod fishery along with the herring and lobster fisheries in the ice-free harbour during winter and spring, it appeared that Merasheen would not succumb to the same fate as other small resettled communities.
Così osserva Ottonello: “sembra accennare ad un generico luogo tempestoso, piuttosto che ad un sito in particolare“.

3) TREE, n. In ship-building, pieces of timber are called chess-trees, cross-trees, roof-trees, tressel-trees, &c. (da DANA Seaman’s friend – Dictionary of sea terms) =quasi tutte parti della crocetta, che è la piattaforma al di sopra della coffa
4) Fortune Bay si trova sull’isola di Terranova, sulla costa Sud

WHALING SONG

Altra nave, altro testo questa volta si tratta della canzone marinaresca preferita sulle baleniere. “In his ‘Voyage of the Aurora’ in 1804, Dr David Moore Lindsay described how, when the Aurora was moving up Lancaster Sound, an Eskimo was spotted on the ice singing the song. It was thought that he had heard it from his parents in the old sailing ship days.” (tratto da qui) C’è un discreto numero di canzoni provenienti dalla Scozia sulla vita a bordo delle baleniere, vedasi ad esempio Farewell to Tarwathie
ASCOLTA Archie Fisher 1964


Whaur hae ye been a’ the day,
bonnie laddie, Hieland laddie
Whaur hae ye been sae lang away,
my bonnie Hieland laddie
I’ve been seeking fortune’s road, bonnie lassie, Hieland lassie
An’ there’s money at the whalin’ so I’ve been told,
my bonnie Hieland lassie
I sailed for the north in a Dundee(1) whaler, bonnie lassie, Hieland lassie
I sailed for the north as a whalin’ sailor, my bonnie Hieland lassie
But Greenland shores are grey and cold, bonnie laddie, Hieland laddie
There’s plenty o’ ice but not much gold, my bonnie Hieland laddie
When will you come back again, bonnie laddie, Hieland laddie
You an’ a’ the whaling men,
my bonnie Hieland laddie
Well, I’ll be glad when I get hame, bonnie lassie, Hieland lassie
And I’ll gie up this whalin’ game,
my bonnie Hieland lassie
tradotto da Cattia Salto
Dove sei stato tutto il giorno,
mio bel ragazzo delle Highland
dove sei stato via così tanto?
mio bel ragazzo delle Highland
Sono stato a cercare la strada della fortuna
bella ragazza delle Highland
e ci sono i soldi nella caccia alle balene, così mi hanno detto.
bella ragazza delle Highland.
Ho navigato verso Nord su una baleniera di Dundee, bella ragazza delle Highland
ho navigato verso Nord come marinaio di una baleniera mia bella ragazza delle Highland
ma le spiagge della Groenlandia sono grigie e fredde c’è abbondanza di ghiaccio ma non di molto oro.
Quando ritornerai, tu e tutti i balenieri? Sarò felice di ritornare a casa e di abbandonare la caccia alle balene

NOTE
1) cittadina della Scozia sull’estuario del fiume Tay

IL CANTO GIACOBITA: The Highland Laddie, I Hae Been At(In) Crookieden

Sulla rivolta giacobita si è già scritto diffusamente qui
Il testo è un frammento di una ballata giacobita pubblicata in “Jacobite Relics”, 1810, così Hogg scrive”Is highly popular, and sung in many different ways. It appears, from the numberless copies I have got, that the song had been very short at first, and that parts had been added, now and then, by different hands, until some of the most common editions appear rather like a medley than a regular ballad. This set may be received as the most perfect, all the good verses being in it, and a kind of uniformity throughout. I have been told the song was originally composed by an itinerant ballad-singer, a man of great renown in that profession, ycleped ” mussel-mou’ed Charlie;”* and that while in his possession, it consisted only of four full stanzas, the two first, the first halves of the third and sixth, and the last verse, was made up of the last four lines of the sixth, and the following four:
2 bis. But a’ the whigs maun gang to hell,
Bonnie laddie, Highland laddie ;
That sang Charlie made himsel’,
Bonnie laddie, Highland laddie.
[*Si tratta di Charles Lesly (1687-1792), soprannominato “Mussel mou’d Charlie”]
Un paio di versi sono stati scritti da Robert Burns con intento satirico e pubblicati nello “Scots Musical Museum” Volume IV, 1792

ASCOLTA Tannahill Weavers – Greenwood Side/Highland Laddie/Pattie in Mermaid’s song (c’è un disturbo audio nella parte centrale, ma dura pochissimo)

ASCOLTA Susan Rode Morris (nella versione salottiera)

 

Where have you been all the day,
bonnie laddie, highland laddie
Saw ye him(1) that’s far away,
bonnie laddie, highland laddie
On his head a bonnet blue,
Tartan plaid and highland trews.
I ha’e been at Crookieden(2),
Watching Wullie(3) and his men,
There our foes that burnt and slew,
There at last they got their due,
Satan sits in yon black neuk,
Breaking sticks tae roast the duke,
The bluidie monster gied a yell,
Loud the lach gaed roon’ a’ Hell(4),
Geordie sits in Cherlie’s chair,
Had I my wish he’d no’ sit there(5),
Ne’er reflect on sorrows past,
Cherlie will be king at last


tradotto da Cattia Salto
Dove sei stato tutto il giorno
bel ragazzo delle Highland
A vederlo, lui che è così lontano
bel ragazzo delle Highland
Sulla sua testa un berretto blu
e indosso il tartan e i calzettoni delle Highlands?
Sono stato all’Inferno(2)
a vedere Guglielmo(3) e la sua armata,
dove i nostri nemici che incendiarono e uccisero,
finalmente hanno quello che si meritano.
Satana siede in un angolo oscuro
a rompere i pali per arrostire il Duca,
il mostro sanguinario gridò
e l’Inferno scoppiò a ridere(4).
Giorgio siede sul trono di Charly,
e se dipendesse da me egli ora starebbe là(5),
mai crogiolarsi nel dolore del passato,
Charly diventerà Re alla fine

NOTE
1) il “Bel Carletto” il pretendente al trono di Scozia che, giovane e prestante nel suo abito tradizionale scozzese, riuscì ad esercitare un grande fascino sugli Highlanders!
2) “Crooked den”= Hell
3) Guglielmo Duca di Cumberland (1721-1765) il macellaio di Culloden è descritto come un mostro sanguinario che subisce la giusta punizione all’inferno
4) letteralmente”forte il riso correva per l’Inferno”
5) non mi è ben chiara la frase: credo voglia dire che Giorgio dovrebbe stare all’inferno 


LA VERSIONE DI ROBERT BURNS
I
I hae been at Crookieden(2) – 
My bonie laddie, Highland laddie!(1)
Viewing Willie(3)  and his men- 
There our foes that burnt and slew – 
There at last they gat their due – 
II
Satan sits in his black neuk – 
Breaking sticks to roast the Duke – 
The bloody monster gae a yell – 
And loud the laugh gaed round a’ Hell(4)- 

TRADUZIONE INGLESE (tratta da qui)
I
I have been at Crookieden –
My handsome lad, Highland lad!
Viewing Willie and his men – 
There our foes that burnt and slew –
There at last they got their due –
II
Satan sits in his black corner –
Breaking sticks to roast the Duke –
The bloody monster gave a yell –
And loud the laugh went round all Hell 

per la traduzione in francese qui

FONTI
http://cornemusique.free.fr/ukhighlandladdie.php
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/donkey-riding.html
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/donkeyriding.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=41062
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54643
http://mysongbook.de/msb/songs/h/hielandl.html
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/i_hae_been_at_crookieden.htm
http://chrsouchon.free.fr/crookie.htm
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-332,-page-342-bonie-laddie-highland-laddie.aspx

THE BRAES O GLENIFFER

L’autore del brano è Robert Tannahill di  Paisley, Scozia (1774 – 1810), denominato il poeta tessitore, un Giacomo Leopardi in versione scozzese (studi classici premettendo), dall’umore cupo e tenebroso. Il brano è datato al 1806 con la melodia composta da John Ross di Aberdeen, “Saw ye my wee thing” (anche se inizialmente il testo fu abbinato alla melodia “Bonnie Dundee“)

Una fanciulla si lamenta per essersi dovuta separare dal suo Johnny, partito come soldato, e ne attende il ritorno ricordando i tempi trascorsi a vagabondare per la collina di Gleniffer. Così la stagione invernale riflette il tormento nell’animo dell’innamorata.

foto di Alex Elliott a Glennifer Braes, Inverno

Oggi la collina è compresa in un parco,  Robertson Country Park, formato da zone boschive e dalla brughiera, sul crinale si gode la vista panoramica di Paisley e della valle del Clyde.

ASCOLTA The Tannahill Weavers in Epona 2006, un video che supporta testo e emozioni con immagini molto appropriate.


I
Keen blaws the win’
o’er the braes o’ Glennifer
The auld castle’s turrets(1)
are covered wi’ snaw
How changed frae the time
when I met wi’ my lover
Amang the brume bushes
by Stanley green shaw(2)
II
The wild flowers o’ simmer
were spread a’ sae bonnie
The Mavis sang sweet
frae the green birkin tree
But far to the camp they ha’e marched my dear Johnnie
And now it is winter
wi’ nature and me
III
Then ilk thing aroun’ us
was blythsome and cheery
Then ilk thing aroun’ us
was bonnie and braw
Now naething is heard
but the win’ whistlin’ dreary
And naething is seen
by the wide spreadin’ snaw
IV
The trees are a’ bare,
and the birds mute and dowie
They shake the cauld drift frae their wings as they flee
And chirp out their plaints, seeming wae for my Johnnie
‘Tis winter wi’ them
and ‘tis winter wi’ me
V
Yon caul sleety could skiffs
alang the bleak mountain
And shakes the dark firs
on the stey rocky brae
While doun the deep glen bawls the snaw-flooded fountain(3)
That murmur’d sae sweet
to my laddie an’ me
VI
‘Tis no’ its loud roar,
on the wintry win’ swellin’
‘Tis no’ the caul’ blast
brings the tear to my e’e
For, oh, gin I saw
my bonnie Scots callan
The dark days o’ winter
war simmer tae me
tradotto da Cattia Salto
I
Lamentoso soffia il vento
sulla collina di Gleniffer
e i torrioni del vecchio castello (1)
sono ricoperti di neve.
Com’è mutato dal tempo
in cui mi incontravo con il mio amore
tra i cespugli di ginestra
nel verde boschetto di Stanley (2).
II
I selvatici fiori dell’estate
erano tutti sbocciati così belli,
il tordo cantava dolcemente
tra la verde betulla
ma all’accampamento
hanno fatto marciare lontano il  mio caro Johnny e adesso è inverno nella natura e dentro di me.
III
Allora ogni cosa intorno a noi
era gioiosa e allegra,
allora ogni cosa intorno a noi
era bella e giusta,
ora si sente solo il vento
che soffia triste
e non si vede che neve sparsa dappertutto.
IV
Gli alberi sono tutti spogli
e gli uccelli muti e tristi,
scuotono l’aria fredda
dalle ali mentre fuggono
e cinguettano i loro lamenti forieri di guai per il mio Johnny.
Questo è l’Inverno per loro
e questo è l’inverno per me.
V
Quello richiama nevischio e vento freddo sulla montagna brulla
e scuote i cupi abeti
sulla ripida collina rocciosa,
mentre nella gola profonda crepita
la cascata coperta dalla neve (3)
che mormorava così dolcemente
al mio ragazzo e a me.
VI
Questo è ora il suo forte ruggito
sul vento invernale che si ingrossa,
questi sono ora i colpi del freddo
che mi fanno lacrimare gli occhi,
perchè, oh se potessi vedere
il mio bel  ragazzo scozzese
i bui giorni dell’inverno
sarebbero la mia estate!

Traduzione inglese di Cattia Salto
Keen blows the wind over the hillside of Glennifer
The old castle’s turrets are covered with snow
How changed from the time when I met with my lover
Among the broom bushes by Stanley green shaw

The wild flowers of summer were spread all so bonny
The song thrush sang sweet from the green birch tree
But far to the camp they have marched my dear Johnny
And now it is winter with nature and me
Then every thing around us was blithesome and cheery
Then every thing around us was bonnie and braw
Now nothing is heard but the wind whistling dreary
And nothing is seen by the wide spreading snow
The trees are all bare, and the birds mute and sad
They shake the cold drift from their wings as they flee
And chirp out their plaints, seeming woe for my Johnnie
This is winter with them and This is winter with me
that call sleety cold blow over along the bleak mountain
And shakes the dark firs on the steep rocky hill
While down the deep glen bawls the snow-flooded fountain
That murmured so sweet to my lad and me
This is now its loud roar, on the wintry wind swelling
This is now the cold blast brings the tear to my eye
For, oh, if I saw my bonnie Scots lad
The dark days of winter will be summer to me

NOTE
1) Stanley Castle, circondato dalle colline e in una polla d’acqua, oggi restano solo le vestigia di una torre. (vedi)
2) la foresta di Paisley inizialmente fu suddivisa in tre grandi aree chiamate Stanely, Thornly e Fereneze, il lato nord divenne poi Paisley Braes, ovvero Braes of Gleniffer, il lato sud Fereneze Braes. “The lands of Stanely, part of the ridge of Paisley Braes, were granted by King Robert III. to Sir Robert Danyelston in 1392. One of his two daughters and co-heiresses married Sir Robert Maxwell, laird of Calderwood, in the parish of East Kilbride, and these lands, along with others, were allocated to Lady Calderwood. In the middle of the 15th century, the Maxwell family built on the lands a strong baronial residence, a massive piece of masonry, 40 feet high, which became well known by the name of Stanely Castle. The Maxwells continued in possession of the estate for several generations, and John Maxwell, in 1629, with consent of his son John, sold the estate to Jean Hamilton, dowager of Robert, fourth Lord Ross. It has continued in the Ross-Boyle families till the present time. The roof was taken off in 1714, when the “auld castle’s turrets” and the inside of the building were exposed to the inclemency of the weather. Stanely Castle, so hoary and grey, is now surrounded with a fine sheet of water,—the Reservoir of the Paisley Water Works.” (tratto da qui)
3) la zona è ricca di ruscelli e spettacolari cascate
continua

FONTI
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1193lyr4.htm http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%204.htm http://www.renfrewshire.gov.uk/wps/wcm/connect/6bb7b542-a62f-4bd7-93cb-b083ff493d25/pt-as-JohnstoneToPaisley.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=6bb7b542-a62f-4bd7-93cb-b083ff493d25
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/10801/
2;jsessionid=137B387BD270A11CEA4498400668AC80