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CAPTAIN WARD AND THE RAINBOW

Tra le canzoni del mare nella serie Sea Shanty Edition per il quarto episodio del video-gioco Assassin’s Creed si annoverano alcune ballate sui capitani coraggiosi, per celebrarne le vittorie o le gesta eroiche che li hanno portati alla morte. Non solo ufficiali della Royal Navy ma anche corsari o pirati.
Il Capitano John Ward (1553-1622), soprannominato Jack Birdy nacque a Feversham nel Kent da un semplice pescatore ma preferì la vita del corsaro sotto il regno di Elisabetta I; caduto in disgrazia sotto Giacomo I (che non volle proseguire la guerra di corsa contro la Spagna) si dedicò alla pirateria nel Canale della Manica, passando ben presto ai ricchi bottini dei traffici mercantili nel Mediterraneo; John o Jack Ward si fece musulmano e divenne un famigerato pirata barbaresco con il nome di Yusuf Reis, dedito al lucroso traffico degli schiavi (l’oro bianco): nel secolo successivo l’asse della storia si sposta definitivamente nel Mar delle Antille e il connubio Pirata&Caraibi per noi oggi scatta in automatico, sminuendo ai nostri occhi l’importanza del Mar Mediterraneo e delle sue rotte commerciali (continua)
Jack nel suo palazzo di marmo e alabastro a Tunisi allevava piccoli uccellini perciò venne soprannominato Jack “Asfour” (Jack il passero) cioè Jack Birdy (che assonanza con hollywoodiano Jack Sparrow!)
Metà uomo, metà leggenda, John Ward era l’arcipirata, il re corsaro del folklore popolare. Autori di ballate londinesi raccontavano per le strade che il “più famoso pirata del mondo” terrorizzava i mercanti di Francia e di Spagna, Portogallo e Venezia, e metteva in rotta i potenti Cavalieri di San Giovanni con la sua intrepidezza e astuzia. Genitori spaventavano i loro figli con i racconti del demone “che non temeva né Dio né il diavolo e le sue azioni sono perfide, maligni i suoi pensieri”, e si spaventavano a vicenda raccontando che coloro che finivano nelle sue grinfie venivano legati dorso a dorso e gettati in mare, oppure fatti a pezzi, o spietatamente uccisi a colpi di arma da fuoco. Dai pulpiti, ecclesiastici proclamavano che Ward e i suoi rinnegati avrebbero finito i loro giorni in ebbrezza, lascivia e sodomia nei sibaritici ambienti del loro palazzo tunisino…”. (Adrian Tinniswood in Pirati. Avventure, Scontri E Razzie, 2011 tratto da qui)

LA BALLATA: WARD THE PIRATE

Sul Pirata vennero scritte diverse ballate a testimoniare la sua popolarità e anche il professor Child riporta una versione testuale nella sua imponente raccolta “The English and Scottish Popular Ballads”, classificandola al numero 287.  Kenneth S. Goldstein commenta: “This ballad concerns the famous English pirate, John Ward, who, together with a Dutch accomplice, Dansekar, was the scourge of the seas from 1604 to 1609. Though Ward was the subject of numerous ballad and prose pieces, the traditional ballad appears to derive from a black letter broadside of the 17th century.The ballad has had a longer life in the New World than in Britain. It has not been reported from tradition in England since Child, and the two versions recorded by Greig in Aberdeen appear to be the last reported in Scotland. It has, however, not infrequently been reported in America. Some of the American texts tell of Ward’s capture and hanging, which, though consistent with history, do not come from the broadside tradition mentioned above. It is possible that this element may have been borrowed from some other sea song in much the same way in which some versions of Sir Andrew Barton (Child 167) borrow Ward’s taunting lines from the last stanza of this ballad.” (tratto da qui)

ASCOLTA Linda Morrison

ASCOLTA Tannahill Weavers


I
Come all ye jolly mariners
That love to tak’ a dram
I’ll tell ye o’ a robber
That o’er the seas did come.
II
He wrote a letter to his king
The eleventh o’ July,
To see if he would accept o’ him
For his jovial company.
III
“Ho no, ho no,” says the king,
“Such things they cannot be,
They tell me ye are a robber,
A robber on the sea.”
IV
He has built a bonnie ship,
An’ sent her to the sea,
With four and twenty mariners
To guard his bonnie ship wi’.
V
They sailed up an’ they sailed down,
Sea stately, blythe, an’ free,
Till they spied the king’s high Reindeer
A leviathan on the sea.
VI
They fought from one in the morning
Till it was six at night,
Until the king’s high Reindeer
Was forced to take her flight.
VII
“Gang him, gang him, ye tinkers.
Tell ye your king fear me
Though he’s the king on dry land,
And I will be king upon the sea.”
tradotto da Cattia Salto
I
Venite tutti voi allegri marinai
che amate ascoltare le storie (1)
Vi narrerò di un filibustiere
che dal mare è venuto
II
Scrisse una lettera al suo Re
l’11 di luglio
per vedere se lo avrebbe ricevuto
per una piacevole visita (2).
III
“O no, no, no – dice il Re-
non s’ha da fare
mi risulta che tu sia un filibustiere,
un filibustiere del mare”
IV
Costruì una bella nave
e la mandò in mare
con 24 marinai
a governare la sua bella nave
V
Navigarono in lungo e in largo sul mare maestosamente, felici e liberi (3)
fino a quando videro la Reindeer (4)
l’ammiraglia del Re, un leviatano del mare
VI
Diedero battaglia dall’una di mattina
fino alle sei di sera
finchè la Reindeer
fu costretta ad andarsene
VII
“Tornate da lui, voi vagabondi (5)
dite al vostro Re che non lo temo
anche se è il re della terra ferma
io sono il re dei Mari”

NOTE
1) in origine il verso era: strike up, you lusty gallants, with musick and sound of drum,
2) Giacomo I gli rifiutò il perdono regale condannandolo all’esilio perpetuo
3) come dice Jack Sparrow “una nave non è solo una chiglia e uno scafo con ponte e vele. Una nave è libertà
4) nella versione riportata dal Professor Child la nave è inviata dal Re e si chiama The Rainbow
5) termine dispregiativo derivato dai traveller

FONTI
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch287.htm
http://www.homolaicus.com/storia/trasversale/pirati-corsari.htm
http://guide.supereva.it/rinascimento/interventi/2010/07/dal-kent-a-tunisi
https://corsaridelmediterraneo.it/ward-john/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1146ly13.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56447
http://www.contemplator.com/sea/ward.html
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/wardthepirate.html

LADY DIAMOND AND HER CRUEL FATHER

L’amore contrastato dalle famiglie con finale tragico  era uno dei temi favoriti nei racconti e nelle ballate medievali.
Mentre in Romeo e Giulietta il motivo del contrasto è dovuto ad una rivalità di lunga data tra le due famiglie, quello ben più comune era la differenza di ceto sociale tra i due innamorati.
Nell’Alto Medioevo non era insolito per un guerriero audace conquistare terre e regni con la spada e il cuore, ma man mano che le dinastie si assestavano dopo le ondate di genti barbare che si spartirono quello che restava dell’Impero Romano, non era più così semplice per un figlio di nessuno “fare carriera” nelle file della Nobiltà (anche se c’erano sempre le prebende alle cortigiane di letto del re con tanto di titoli nobiliari assegnati anche ai loro compiacenti mariti e famigliari..)

Child ballad #269

LA VERSIONE SCOZZESE: LADY DIAMOND

In Scozia la principessa innamorata si chiama Diamond (Daisy, Dysmal, Dysie) e il suo Principe Azzurro è solo uno sguattero delle cucine, perciò il loro amore non può che concludersi tragicamente. La fanciulla è pure manifestamente incinta: nella società feudale, nella quale la ballata è ambientata, se un servitore avesse osato anche solo toccare la figlia del re, avrebbe commesso il reato di lesa maestà, avrebbe cioè offeso il re. Tale “crimine” era punito con la morte (decapitazione impiccagione, squartamento erano tra le possibili sentenze).
In questa storia il personaggio cardine è piuttosto il Re che ama la figlia in modo quasi morboso e vendica il suo onore con l’uccisione del rivale. Poi in alcune versioni si pente per aver causato indirettamente la morte anche della figlia, morta di crepacuore o di veleno! La ballata è riportata dal professor Child al numero 269 e trascritta in cinque versioni; come spesso accade per le ballate le melodie abbinate ai testi non sono univoche.

ASCOLTA The Tannahill Weavers in Passage 1984, riporto il commento molto “scottish humor” nelle note di copertina:”It is a little difficult to categorize this song.  Probably the easiest way out is to call it a song of medieval Scottish birth control. There were two methods of this – the first, very safe, was abstention; the second, not safe at all due to it’s occurance after the deed was done, was to kill the man involved.  This ensured he didn’t do it again. Strangely enough, this song comes from a region of Scotland where the population has remained the same for 200 years. Every time a child is born, a man leaves town.”

LADY DYSIE
I
There once was a King, a very great King/ a King o’ muckle fame
He had a lovely dochter fair
Lady Dysie was her name
And word’s gane up, and word’s gane doon/ And word’s gane tae the King
Lady Dysie she gans richt round about/And tae whom they dinnae ken
II
When bells were rung and mass was sung
And they’ve a’ gan tae their rest
The King’s gan tae Lady Dysie’s bower/ And he wasnae a welcome guest/ He’s pu’d the curtains round about/ And there he sat him doon
“Gae tell me Lady Dysie he said
What gars ye gan sae roon?
III
Is it tae a Lord or tae a Laird
Or a Baron o’ high degree?
Gae tell me Lady Dysie -he said-
And I pray thee dinnae lee”
“Oh it’s no’ tae a Lord and it’s no’ tae a Laird/ Nor tae onie Barony
But it’s tae Roger the kitchen boy
Wha ca’s sae aye tae me”
IV
He’s ca’d his merry men oot by one
By one, by twa, by three
And last came Roger the kitchen boy
And he’s dashed him tae a tree
And he’s ta’en oot that bonnie boy’s heart/ Pit it in a cup of gold
And he’s sent it tae Lady Dysie’s bower
Because she’s been sae bold
V
“Fareweel Faither, Fareweel Mither
Fareweel tae comfort and joy
He died for me, I’ll die for him
Though he was but a kitchen boy
Fareweel Mither, Fareweel Faither
Fareweel my brithers three
Ye thocht ye had taken the life o’ yin
But ye’ve taken the lives o’ three”
Tradotto da Cattia Salto
I
C’era un re ed era un grande re,
un re di grande fama
aveva una sola figlia a lui cara,
Lady Dysie si chiamava.
Una voce correva in lungo e in largo
e la voce arrivò fino al Re
che lady Dysie era incinta
ma nessuno sapeva di chi.
II
Quando le campane suonarono e la messa fu cantata
e tutti erano andati in pace
il Re andò nella stanza di Lady Dysie
come ospite non invitato
Tirò tutte le tende
e si mise a sedere
O dimmi Lady Dysie, chi ti ha messo incinta?
III(1)
E’ stato un Lord o un Laird
o un barone d’alto rango?
Dimmelo adesso Lady Dysie
e ti prego di non mentire
Non è stato un Lord o un Laird
o un barone d’alto rango,
ma è stato Roger, il servo delle cucine
che motivo avrei di mentire?
IV
Mandò a chiamare tutti i suoi uomini fedeli ad uno ad uno
e alla fine venne Roger lo sguattero
ed essi lo legarono ad un albero:
allora il re cavò il cuore del ragazzo (2)
e lo mise in una coppa d’oro (3)
e la mandò nella stanza di Lady Dysie
che era stata così audace
V
Addio Padre, addio Madre.
Addio a tutto il piacere e alla gioia
lui è morto per me e io morirò per lui(4)
anche se era solo uno sguattero.
Addio Madre, addio Padre.
addio cara famiglia
perchè voi credevate di aver preso la vita di uno invece avete preso la vita di tre

NOTE
1) la strofa richiama la ballata Willie of Winsbury, che pure racconta della storia d’amore tra una principessa e un servitore, ma il protagonista potrebbe essere nientemeno che Giacomo V di Scozia sotto mentite spoglie che si innamora di una delle figlie del re di Francia (vedi). Qui invece si tratta di uno sguattero, un umile servo che lavorava nelle cucine al grado più basso
2)   Il dettaglio del cuore cavato e portato come prova è il leitmotiv della fiaba di Biancaneve
3) nelle versioni italiane e svedesi della ballata il cuore le viene servito come pietanza
4) la fanciulla sembra morire di crepacuore, il Boccaccio nella sua novella Ghismunda invece aggiunge dettagli più macabri: la fanciulla riempie la coppa con le sue lacrime poi vi scioglie un veleno e lo beve.
Nel dipinto del senese Bernardino Mei, “Ghismonda con il cuore di Guiscardo” si intravede la pazzia insinuarsi negli occhi della fanciulla!
bernardino-mei

ASCOLTA Rachel Newton in Shadow Side 2012


I
There was a king, a glorious king,
a king of noble fame,
And he had daughter only one,
Lady Diamond was her name.
II
He had a boy, a kitchen boy,
a boy of muckle scorn.
She loved him long,
she loved him aye,
til the grass o’ergrew the corn.
III
It fell upon a winter’s night,
the king could get no rest.
He came onto his daughter dear,
just like a wandering ghost.
IV
He came unto his daughter dear,
pulled back the curtains long.
“What aileth thee, my Diamond dear,
I fear you’ve gotten wrong.”
V
“Oh, if I have, despise me not,
for he is all my joy.
I will forsake both dukes and earls
and marry your kitchen boy.”
VI
“Oh, bring to me my merry men all,
by thirty and by three.
And bring to me my kitchen boy,
we’ll murder him secretly.”
VII
Not a sound into the hall
and ne’er a word was said
Until they had him safe
and sure between two feather beds.
VIII
“Now cut the heart from out of his breast, put it in a cup of gold,
And present it to my Diamond dear,
for she was both stout and bold.”
IX
“Oh, come to me, my hinny, my heart,
oh, come to me my joy.
Oh, come to me, my hinny, my heart,
my father’s kitchen boy.”
X
She took the cup from out of their hands,/ set it at her bed head,
Washed it with tears that fell from her eyes;
next morning she was dead.
XI
“Oh, where were you, my merry men all, when I gave meat and wage,
That you didn’t stay my cruel hand
when I was in a rage?
XII
“For gone is all my heart’s delight,
oh, gone is all my joy,
For my dear Diamond, she is dead,
likewise my kitchen boy.”
Tradotto da Cattia Salto *
I
C’era un re ed era un grande re,
un re di grande fama
aveva una sola figlia,
Lady Diamond si chiamava.
II
Aveva un servitore, lo sguattero delle cucine, un ragazzo di poco conto (1).
E lei lo amava da lungo tempo e lo amava davvero finchè l’erba crebbe al posto del grano (2)
III (3)
Accadde in una notte d’inverno(4)
che il re non riusciva a riposare
e andò dalla cara figlia
come un fantasma errabondo.
IV
Andò fino dalla cara figlia
tirò le lunghe  cortine “Che ti accade cara Diamond? Temo che tu ti stia comportando male
V
«Oh se così fosse non mi rimproverate,
perchè lui è tutta la mia gioia;
e rinuncerò a duchi e conti
per sposare il vostro cuciniere.»
VI
«Portatemi tutti i miei uomini fedeli a trenta e a tre per volta.
portatemi quello sguattero,
lo uccideremo in segreto.»
VII
Non si udì un rumore nel castello e nemmeno una parola fu detta fino a quando lo presero di soppiatto tra due le coltri di piume. (5)
VIII
Cavategli il cuore dal petto (6) e mettetelo in un coppa d’oro
e portatelo alla mia cara Diamond
perchè fu coraggiosa e audace”
IX
«Oh vieni da me amore mio e cuore mio, vieni da me gioia mia,
vieni da me, amore mio, cuore mio,
il servo della cucina di mio padre»
X
Lei prese la coppa dalle loro mani
e la mise al capezzale del letto
lavò (il cuore) con lacrime che le sgorgavano dagli occhi
e il mattino dopo era morta (7).
XI
«Oh dove eravate, miei buoni uomini 
che prendeste sia carne che paga?
perchè non avete trattenuto la mia mano crudele quando ero infuriato?
XII
Morta è la delizia del mio cuore
morta è tutta la gioia mia
poiché la mia bella Diamond è morta
a causa di uno sguattero.»

NOTE
* dalla traduzione di Giordano Dall’Armellina “”Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
1) voluto contrasto tra la grande nobiltà del re e la pochezza di rango del ragazzo, quello di livello più basso tra gli addetti alle cucine
2) che il grano sia mietuto non è solo una informazione temporale, il passaggio dall’estate all’autunno, ma soprattutto un presagio di morte. Come osserva Giordano Dall’Armellina “..allegoricamente, il grano (l’amore) è stato tagliato per impedirgli di crescere oltre e rimane solo l’erba (la morte). Inoltre il menestrello, informandoci che il ragazzo è di infima condizione ci prepara all’ineluttabilità dei fatti.”
3) viene saltata la strofa in cui si fa esplicito riferimento alla gravidanza della dama

When twenty weeks were gone and past
Then she began to greet
For her petticoat grew short before
And her stays they would not meet
Traduzione
(Quando venti settimane passarono,
allora cominciò a piangere
poiché la sua gonna si accorciava
e i suoi corsetti non si allacciavano più.)

4) il gelo dell’inverno sta a simboleggiare il gelo che scende nel cuore del Re ancora più adirato per la contaminazione del sangue nobile della fanciulla con quello plebeo del servitore. Ancora dalle parole di Giordano Dall’Armellina ” Nella strofa il cantore ci fa capire che siamo in inverno, che secondo il calendario celtico comincia nella notte di Halloween. Il frutto dell’amore dei due giovani è stato concepito all’inizio dell’estate celtica, ovvero nel mese di maggio, il mese dell’amore. Ora siamo però in inverno, il re è posseduto dagli spiriti maligni dei morti propri della notte di Halloween e si aggira come un fantasma. E’ accecato dall’odio e non può vedere la bellezza dei frutti estivi. 
5) il ragazzo viene preso nel sonno di modo che sia impedito ogni tentativo di fuga
6) Il dettaglio del cuore cavato e portato come prova è il leitmotiv della fiaba di Biancaneve
7) la fanciulla nella ballata sembra morire di crepacuore, manca la strofa in cui si descrive il suicidio per mezzo del veleno bevuto dalla coppa in cui era stato riposto il cuore.

FONTI
Giordano Dall’Armellina “”Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
https://medievalbilingualengland.wordpress.com/2015/09/08/quistrouns-and-knaves-the-kitchen-servants-of-medieval-england/

http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/ladydiamond.html http://www.nspeak.com/allende/comenius/ bamepec/multimedia/saggio5.htm http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_269 http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/ladydysi.htm

THE HIGHLAND LADDIE

Una canzoncina diffusa in Scozia che sembra essere la seconda puntata della ballata Glasgow Peggy.
Là il “corteggiatore” è un rude giovanotto delle Terre Alte di Scozia che rapisce una fanciulla delle Terre Basse di nome Peggy; solo dopo la notte passata nel bosco (in cui i due si abbandonano alla passione) lui le rivela di essere il proprietario di vaste terre.

In questa canzone è la bella Peggy a raccontare la sua avventura e a rivendicare la sua scelta di vivere con un ragazzo delle Terre Alte dal cuore sincero e d’animo forte, paragonandolo ai più sciocchi e fatui ragazzi delle pianure.

Ancora una volta i Tannahill Weavers ci regalano un brano tradizionale che è uno spaccato di vita del tempo che fu e che richiama colline verdi, profumi di brughiera, due cuori e una capanna..

The Highland Laddie / A Painted Room and silken Bed~/ May please a Lawland Laird and Lady; /But I can Kiss and be as glad~/Behind a Bush in’s Highland Pladdie.[From a favourtie Song. The Highland Laddie] Printed for & Sold by Bowles & Carver. No.69 in St.Paul’s Church Yard, London. [n.d., c.1790.]
ASCOLTA The Tannahill Weavers in Passage 1984


I
The Lawland Lads think they are fine
But oh they’re vain and idle gaudy
How much unlike the graceful mein
And manly looks o’ my Highland Laddie
II
If I were free at will to choose
To be the wealthiest Lawland Lady
I’d tak’ young Donald without trews
Wi’ bonnet blue and Highland plaidie
Chorus:
Oh my bonnie bonnie Highland Laddie
Oh my bonnie bonnie Highland Laddie
When I was sick and like to die
He rowed me in his Highland plaidie
III
O’er Benty Hill wi’ him I’ll run
And leave my Lawland kin and daddy
Frae winters chill and summers sun
He’ll screen me in his Highland plaidie
IV
A painted room, a silken red
Maun please a Lawland Lord and Lady
But I can kiss and be as glad
Behind a bush in his Highland plaidie
V
Nae greater joy I’ll e’er pretend
Than that his love prove true and steady
Like mine to him which ne’er shall end
While heaven preserves my Highland Laddie
Tradotto da Cattia Salto
I
I ragazzi delle Terre Basse pensano di essere belli, oh ma sono sciocchi e anche volgari, come sono diversi dall’animo grazioso e dagli sguardi virili del mio ragazzo delle Terre Alte
II
Se fossi libera di scegliere
di essere la più ricca Dama delle Terre Basse prenderei piuttosto il giovane Donald senza calzoni (1), con il berretto blu e il mantello delle Terre Alte
Coro: O il mio bel ragazzo delle Terre Alte, quando ero malata e mi sentivo morire, mi avvolgeva nel mantello delle Terre Alte
III
Su Benty Hill con lui correrei e lascerei il mio clan delle Terre Basse e mio padre, dal freddo dell’inverno e dal sole dell’estate mi riparerei nel suo mantello delle Terre Alte
IV
Una stanza affrescata, un letto di seta potrebbero piacere a un Signore e a una Signora delle Terre Basse
ma potrei baciare e essere altrettanto contenta dietro a un cespuglio nel suo mantello delle Terre Alte
V
Nessuna gioia più grande mai pretenderei
che il suo amore sia leale e costante
come il mio verso di lui che mai finirà e che il cielo preservi il mio ragazzo delle Terre Alte

NOTE
Ecco cosa scrivono nelle note “Now we have a strange one.  This song deals with a Lowland girl’s love for a Highland man.  She wants to run away with him and live in his kilt.  The last statement is not as ridiculous as you think, as the plaidie and kilt were used not only as a uniform but as somewhere for a traveling man to sleep.  A soldier in particular would never fight wearing his kilt, as it restricted his movement.  This is also the reason why the Scots did win a few battles.  If you know what is worn beneath the kilt, and you can imagine 5,000 of them running towards you… you would want to run away.”
1) anche  una canzoncina umoristica più moderna recita “Donald where are your trousers?“; maliziosamente i Tannies fanno intendere che il giovane è senza mutande, più semplicemente la ragazza descrive il tipico abbigliamento del montanaro scozzese del tempo che fu: il vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi). Per indossarlo veniva steso a terra e poi si formavano delle pieghe di qualche centimetro ciascuna, quindi ci si sdraiava sopra rotolandosi per bene. Ai rudi scozzesi di montagna  serviva come coperta per coprirsi durante il giorno e come giaciglio in cui dormire durante le notti passate nella brughiera. Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico” abbinato per lo più allo stivale ad altezza ginocchio (cuaron) ma più spesso portato a piede nudo (e dovevano avere dei fisici ben temprati questi scozzesi che se ne stavano al vento, pioggia e neve così conciati!). La foggia dei pantaloni aderenti (in gaelico troovash) viene dall’epoca medievale, in particolare in Scozia il tartan era tagliato di sbieco (per ottenere una certa elasticità del tessuto) e cucito in modo molto aderente alla gamba (le cuciture si trovavano sul dietro della gamba come le calze di nylon vecchio stile). Questa moda però prese piede solo tra i capi degli Highlanders per contraddistinguere il loro rango o quando si recavano nelle Lowlands.

continua

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/donald-wheres-your-troosers/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/3031lyr5.htm
http://www.grosvenorprints.com/stock_detail.php?ref=393

TRANENT MUIR

Adam Skirving (circa 1746) scrisse due canzoni sulla Battaglia di Prestonpans, la prima con una venatura comica è la ben più famosa “Johnnie Cope“; la seconda invece dal titolo “Tranent Muir” è quasi un reportage di guerra. Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir, per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia, sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir; la battaglia si svolse in effetti proprio nei pressi del villaggio,  nella piana semi-paludosa tra Tranent e Prestonpans, ma la proclamazione a Re del Bel Carletto sarà solo una effimera stagione che condurrà i fedeli highlanders alla disfatta di Culloden!

LA CARICA DEGLI HIGHLANDER

Gli scozzesi così andavano in battaglia: all’assalto!
La famigerata carica dei rudi montanari scozzesi consisteva nel correre precipitosamente verso la schiera dei nemici, slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid; procedevano con impeto, a grandi balzi, urlando come ossessi, (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo) e brandendo minacciosamente la tipica spadona detta claymore.
Il vero kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia come nel più tardo little kilt, una pratica coperta-materasso in cui avvolgersi la notte dormendo all’aperto, sotto un cielo di stelle (ma anche sotto la pioggia) – così era la tempra con cui si forgiava il carattere.
Nelle rievocazioni storiche il particolare del kilt lasciato cadere a terra viene per lo più omesso, caso mai si esibiscono maschi petti villosi senza camicia .

Il 21 settembre 1745 truppe di ribelli scozzesi giacobite guidate  dal generale Lord George Murray,  affrontarono in battaglia l’esercito regolare inglese di stanza in Scozia  comandato da Sir John Cope
(vedere prima parte)


per il brano del video YE JACOBITES BY NAME

TRANENT MUIR

La canzone è quasi un reportage di guerra, dalle tredici strofe e più, il testo riportato da David Herd in “Ancient and Modern Scottish Songs”, Volume 1, page 109, 1776 è collezionato anche nello “Scots Musical Museum” Volume III N°102, 1790; opportunamente sforbiciato in quella che è diventata la versione standard da Archie Fisher e ridotto a sei strofe.

La melodia risale al 1694 (qui) anche con il nome di “The Battle of Killicrankie”, ‘Gillicrankie’ (Killikrankie) “Original Sett of Killiekrankie” (in Gow “First Repository”, 1799 ) ma Archie Fisher ne riporta una diversa forse proveniente dalla tradizione orale, e registra il brano nel 1969 con il titolo di “The Battle of Prestonpans”

ASCOLTA Archie Fisher in “The Fate O’Charlie”, 1969

ASCOLTA The Corriers

sono stati però i Tannies come affettuosamente vengono chiamati a rielaborare il brano e a presentarlo in modo nuovo e più scintillante
ASCOLTA Tannahill Weavers in “The best of the Tannahil Weavers”, 1979-1989

TRANENT MUIR
I
The chevalier being void o’ fear
did march doon Birsle Brae man (2)
Through Tranent e’er he did stent (3)
as fast as he could gae man
While General Cope did taunt and mock
wi’ many a loud hurrah man
E’er next morn proclaimed the cock
we heard another craw man
II
The brave Lochiel as I heard tell
led Cameron on in cloods (6) man
The morning fair and clear the air
they loosed wie devilish thuds man
Doon guns they threw and swords
they drew and soon did chase them aff man
On Seaton’s crafts (7) they burst their chafts(8)
and gart them run like daft man
III
The bluff dragoons swore blood and oons
they’d mak’ the rebels run man
And yet they flee when them they see
and winnae fire a gun man
They turned their backs the fit tae crack (9)
such terror siezed them a’ man
Some wet their cheeks some fyled their breeks
and some for fear did fa’ man
IV
Smith (10) made sic’ haste sae spurred his beast
‘twas little there he saw man
Tae Berwick rade and safely said
the Scots were rebels a’ man
O’er Soutra Hill ere he stood still
afore he tasted meat man
Lang may he brag on his swift nag
that bore him aff sae fleet man
V
But Gardner brave did still behave
like to a hero bright man
His courage true, like him were few,
that still despised flight man
For king and laws and country’s cause
in honours bed did fa’ man
His life but not his courage fled
while he had breath tae draw, man
VI
At yon thorn tree that you may see
beneath the Meadow mill, man
There’s many slain lie on the plain
the clans pursuing still man
Sic’ unco whacks and deadly hacks
I never saw the likes man
Lost hands and heids cost them their deeds
that fell near Preston dyke man
LA PIANURA DI TRANENT
(traduzione  di Cattia Salto)
I
Il Cavaliere (1) senza esitazione alcuna
attraversò in marcia le colline di Birsle
e superato Tranent si schierò,
più in fretta non poteva andare.
Mentre il Generale Cope insultava e scherniva con tanti veementi Evviva
prima del seguente mattino annunciato dal gallo (4), udimmo un altro grido (5)
II
Il prode Lochiel come sentii dire
portò i Cameron in battaglia
nell’aria limpida di un chiaro mattino
spararono dei colpi infernali,
poi gettarono le pistole,
le spade sguainarono e in breve li scacciarono,
sui poderi di Seton (7) spaccarono i grugni
e li fecero correre come pazzi
III
I dragono sbruffoni giurarono sangue e lacrime,
che avrebbero fatto scappare i ribelli,
eppure fuggirono quando li videro,
e senza colpo ferire
voltarono la schiena a gambe
levate
pieni di un tal terrore,
chi si bagnò le guance, chi se la fece nei pantaloni
e chi per la paura cadde
IV
Smith fece così in fretta a spronare la bestia che ben poco vide
per correre a Berwick in salvo disse
“Erano tutti gli Scozzesi in rivolta!”
e ancora a Soutra Hill se ne sta
piuttosto che assaggiare cibo,
a lungo potrà vantarsi del suo rapido ronzino che lo portò via così velocemente
V
Ma Gardner si comportò
come si conviene a un fulgido eroe
con vero coraggio e come lui furono pochi, che pure disdegnarono la fuga,
per il re e il governo e per la causa del paese, cadde nel letto dell’onore
la sua vita, ma non il coraggio venne meno, mentre esalava l’ultimo respiro
VI
Al biancospino che puoi vedere laggiù
sotto al il mulino di Meadow
ci sono molti cadaveri che stanno sul prato, i clan ancora incalzano
una batosta così colossale e una carneficina, mai ne vidi di tal fatta
mani mozzate e corpi
decapitati
caduti vicino agli argini di Preston

Note
1) Bonny Prince Charles Stuart
2) la parola uomo è usata come intercalare
3) to place something or someone, with the implication of being overstretched or overtaxed.
4) Lo scontro tra i due eserciti avvenne alle 6 del mattino e durò una decina di minuti
5) quello degli Highlander lanciati nella carica
6) clouds letteralmente “nuvole”
7) “”crafts” = “crofts” in modern Scots, i.e. smallholdings. The Seatons (or Setons) were the biggest landowners and industrialists of the Prestonpans area, and their tenants were one of the worst-hit groups of casualties of the invasion”.
8) termine desueto per jaw
9) the foot they brake
10) la strofa con i nomi dei codardi non è univoca in Herd ad esempio diventa
Menteith the great, when hersel shit,
Un’wares did ding him owre, man,
Yet wadna stand to bear a hand,
But aff fu fast did scour, man,
Si dice che il tenente Smith abbia sfidato a duello Skirving per aver menzionato espressamente la sua fuga dalla battaglia, così si riporta nello SMM “He [Burns] also heard a story about the Lieutenant Smith mentioned in the ninth stanza, in which Mr Smith demanded that Mr Skirvan present himself and explain his portrayal of Mr Smith. Mr Skirvan refused and further insulted Mr Smith by referring to his cowardice again“. (qui)

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/
http://lagazzettadioutlander.altervista.org/all-interno-dell-episodio-210-di-outlander/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTtranmu.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-102,-pages-103-and-104-tranent-muir.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1114
http://alaguerre.luridoteca.net/?page_id=459
http://learningtowhistle.blogspot.it/2005/08/tunes-tranent-muir.html
http://sniff.numachi.com/~rickheit/dtrad/pages/tiTRANMUI2.html
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/4454lyL2.htm
http://www.theballadeers.com/scots/tw_c1989_bo.htm
http://chrsouchon.free.fr/tranentm.htm

THE BRAES OF BALQUHIDDER

BALQUHIDDER (scritto anche come BALQUHITHER) pronuncia ‘Balwhither’ è un piccolo villaggio della Scozia in mezzo ai monti nelle terre dei MacGregor, accanto a un piccolo lago dove Robert Tannahill (1774-1810) ha ambientato questa canzone, conosciuta anche in Irlanda e resa famosa da Francis McPeake nel 1957 con il titolo di Wild Mountain Thyme

Nel sito del gruppo Tannahill Weavers leggiamo che il brano è apparso due volte in “Scottish Minstrel ” – di RA Smith (1821 – 1824) – vol. I, p. 49 e vol. IV, p. 89 e che la melodia utilizzata è una modifica della prima edizione e s’intitola ‘The Three Carls o’ Buchanan’. Meglio non addentrarsi nell’accesa disputa sulla paternità di testi e melodia che divide irlandesi e scozzesi, bensì prendiamo atto dell’ampia diffusione popolare di un tema che esprime l’amore per la propria terra e le sue bellezze, e una melodia che è una slow air dalla profonda dolcezza.

balquidder

ASCOLTA Skylark in “All of It”, 1979

ASCOLTA Tannahill Weavers in Capernaum 1994,  con puro accento scozzese. Date anche un’occhiata  alla loro biografia


Chorus
Let us go, lassie, go
Tae the braes o’ Balquhidder
Whar the blueberries (1) grow
‘Mang the bonnie Hielan’ heather
Whar the deer and the rae
Lichtly bounding thegither
Sport the lang summer day
On the braes o’ Balquhidder
I
I will twin thee a bow’r
By the clear silver fountain
And I’ll cover it o’er
Wi’ the flooers o’ the  mountain
I will range through the wilds
And the deep glens (2) 
 sae dreary
And return wi’ their spoils
Tae the bow’r o’ my dearie
II
When the rude wintry win’
Idly raves roun’ oor dwellin’
And the roar o’ the linn(3)
On the nicht breeze is swellin’
So merrily we’ll sing
As the storm rattles o’er us
Till the dear shielin’ ring
Wi’ the licht(4) liltin’  chorus.
III
Noo the summers in prime
Wi’ the flooers richly bloomin’
Wi’ the wild mountain thyme
A’ the moorlan’s perfumin’
Tae oor dear native scenes
Let us journey thegither
Whar glad innocence reigns
‘Mang the braes o’ Balquhidder
TRADUZIONE di Cattia Salto
ritornello
Andiamo, ragazza, andiamo
per i pendii di Balquhidder
dove crescono i mirtilli (1)
tra la bella erica d’altura,
dove il cervo e il capriolo
vanno assieme con piede leggero,
passiamo l’interminabile estate,
sui pendii di Balquhidder
I
Ti intreccerò un frondoso riparo
vicino alla pura sorgente cristallina
e lo ricoprirò tutto
con i fiori di montagna,
cercherò per i boschi
e nelle profonde forre (2)  sì ombrose
e ritornerò con i loro tesori
al pergolato del mio amore.
II
Quando il forte vento invernale
vagherà inoperoso attorno alla nostra dimora e il rimbombo della cascata(3)
nella brezza notturna  si gonfierà,
così allegramente  canteremo,
mentre la tempesta  infurierà su di noi
fino a che il caro rifugio risuonerà
con un allegro coro melodioso.
III
Ora l’estate è in arrivo
con i fiori che sbocciano a profusione
con il timo selvatico di montagna
che profuma la brughiera,
per le nostre care terre natie
andiamoci tutti insieme
dove regna la lieta  innocenza
sui pendii di Balquhidder

NOTE
1) Nella canzone si descrive una ricorrenza sociale ancora sporadicamente praticata in Scozia e Irlanda: la raccolta dei mirtilli, una festa di mezz’estate denominata Bilberry Sunday Si celebrava per lo più a luglio, quando maturano le bacche del mirtillo o ad Agosto, spesso abbinata alla festa celtica di Lughnasa o alla domenica (o lunedì) più prossima alla festa. Un tempo i giovinetti e le giovanette stavano su per i monti nella brughiera da mattino a sera a raccogliere i mirtilli e a fare amicizia, era perciò una festa dedicata al corteggiamento e a combinare i matrimoni. continua
2) glen: è una  tipica valle scozzese solitamente allungata e profonda con una forma ad U
3) linn:  cascata dal gaelico scozzese linne
4) licht:  termine scozzese per light qui con significato di allegro

FONTI
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2026.htm
https://thesession.org/tunes/10655
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/752.html

THE RIGS O RYE

Una lieve e romantica canzone tradizionale scozzese, risalente quantomeno al Settecento (da un chapbook dal titolo “Ridges of Rye” stampato a Glasgow da J. & M. Robertson nel 1799). Si inserisce nel filone delle prove d’amore a cui una volta i fidanzati sottoponevano le innamorate per saggiarne la determinazione e la forza d’animo (o la loro fedeltà)

ASCOLTA June Tabor su Spotify
ASCOLTA Niamh Parsons & Graham Dunne

ASCOLTA The Tannahill Weavers in “Leaving S Kilda” 2006 su Spotify (manca la strofa finale)

ASCOLTA Dick Gaughan in “Kist O’ Gold”


I
‘Twas in the month of sweet July,
Before the sun had pierced the sky;
Down between two rigs of rye
I heard two lovers talking.
II
Said he, “Lassie, I must gang away,
Along with you I cannot stay (1),
But I’ve a word or two to say
If you’ve the time to listen.”
III
“Of your father he takes great care,
Your mother combs your yellow hair;
But your sisters say you’ll get no share
If you follow me, a stranger.”
III
“My father may fret and my mother may frown,
My sisters too I do disown;
If they were all dead and below the ground
I would follow you, a stranger.”
IV
“Oh lassie, lassie, your portion’s small,
Perhaps it may be none at all.
You’re not a match for me at all
So go and wed with some other.”
V
The lassie’s courage began to fail,
Her rosy cheeks grew wan and pale;
And the tears come trickling down like hail,
Or a heavy shower in the summer.
VI -VII
This lad he being of courage fine,
He’s dried her tears and he’s kissed her eyes,
Saying, “Weep no more lass, you shall be mine,
I said it all to try you.”
VIII
This couple they are married now,
And they have bairnies one and two;
And they live in Brechin the winter through,
Aye, and in Montrose in summer.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Era nel mese del bel Giugno
prima che il sole splendesse in cielo
tra due file di fieno
ascoltai le chiacchiere di due innamorati
II
Disse lui “Ragazza devo andare via
non posso più restare con te (1)
ma devo dirti due parole
se hai il tempo d’ascoltare.
III
Tuo padre si prende tanta cura di te,
tua madreti  pettina i capelli biondi
ma le tue sorelle dicono che non avrai di che spartire (2)
se mi seguirai, uno straniero”
III
“Che mio padre si agiti e mia madre si arrabbi (3)
e le mie due sorelle io rinnego
anche se fossero morte e sepolte
io verrò con te, uno straniero”
IV
“Oh fanciulla, la tua parte (di dote) è poca
e forse non ce l’hai proprio!
Non sei affatto la mia scelta,
così vai a sposare qualcun altro”
V
Il coraggio della ragazza iniziò a vacillare
le sue guance rosa divennero smunte e pallide
e le lacrimecaddero come grandine
o un acquazzone improvviso d’estate.
VI – VII (4)
Questo ragazzo si armò di coraggio
e le asciugò le lacrime e le baciò gli occhi
dicendo “Non piangere più ragazza, tu sarai mia,
l’ho detto solo per metterti alla prova”
VIII
Questa coppia si è sposata ora
e hanno due bambini
e vivono a Brechin d’inverno
e a Montrose d’estate

NOTE
1) oppure “No longer can I bide wi’ ye”
2) si riferisce alla dote
3) to frown= aggrottare le sopracciglia per il dispiacere
4) la versione più estesa prevede due strofe


VI
He’s ta’en his kerchief o’ the linen fine
He’s dried her tears and he’s kissed her syne
Sayin’, “Weep nae mair, lass, ye will be mine
I said it all for tae try you”
VII
This lad, he bein’ o’ the courage bold
A gallant chiel but nineteen years old
He’s made the hills and the valleys roar
And the bonnie lassie’s gone wi’ him

TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
VI
Lui prese il suo fazzoletto di lino fine
e le asciugò le lacrime e le baciò allora
dicendo “Non piangere più ragazza, tu sarai mia,
l’ho detto solo per metterti alla prova”
VII
Questo ragazzo pieno di coraggio
un bel ragazzo di soli diciannove anni
ha fatto risuonare di lamenti le colline e le valli
e la bella fanciulla andò con lui

FONTI
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/therigsofrye.html
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/15016/9
http://www.celticlyricscorner.net/tannahill/rigs.htm
https://afolksongaweek.wordpress.com/2012/07/27/week-49-the-rigs-of-rye/
http://www.dickgaughan.co.uk/songs/texts/rigsorye.html

THE BREWER LADDIE

Gli innamorati delle bothy ballad non si disperano più di tanto per l’amore perduto, è una visione realistica dell’amore, l’amante abbandonato non si lamenta e piange (contrariamente agli irlandesi) e ancor meno muore di crepacuore, ma guarda il lato positivo della storia: adesso è libero di cercare un altro pesce nel mare..
Così la melodia di questa ballata è allegra e spensierata!

ASCOLTA Cara in  “Long Distance Love” 2001

ASCOLTA Tannahill Weavers in Capernaum 2006, su Spotify

ASCOLTA Tich Frier


I
In Perth there lived a bonnie lad
A brewer tae his trade O
An’ he is courted Peggie Roy
A young and handsome maid O
Chorus:
Wi’ a fall dall diddle um a die dum doo
Wi’ a fall dall diddle um a die doh
II
Well, he’s courted her for seven lang years
A’ for tae gain her favor
But there cam a lad oot a’ Edinburgh toon
Wha swore that he would have her
III
It’s will ye gang alang wi’ me
An’ will ye be ma honey?
It’s will ye gang alang wi’ me
An’ leave your brewer laddie?
Oh I will gang alang wi’ you
Alang wi’ you I’ll ride O
I’ll gang wi’ you to the ends o’ the earth
Though I’m spoke to the brewer lad O
IV
Oh the brewer, he cam hame at een
A-speirin’ for his honey
Her faither, he made this reply
“She’s no’ been here since Monday”
Oh wasna that an uncoo’ ploy
Wouldna onyone be offended
Tae court wi’ a lad for seven lang years
And leave him at the end o’t
V
Oh be it so, and let her go
For it shall never grieve me
I’m a lad that’s free, as you can see
And a sma’ thing will relieve me
There’s as guid fish intae the sea
As ever yet was taken
I’ll cast ma net an’ try again
Although I am forsaken
VI
She’s rambled up, she’s rambled doon
She’s rambled through Kirkaldy
Mony’s the time she rued the day
She jilt’ her brewer laddie
He’s taen his course an’ awa’ he’s gaen
The country he has fled O
He’s left nae sark upon her back
Nor blanket on her bed O
VII
The brewer, he set up in Perth
And there he brews strang ale O
He’s courted wi’ anither lass
And taen her tae himsel’ O
Ye lovers a’, where’er ye be
Just let this be a warnin’
An’ never slight your ane true love
For fear you get a waur ane
TRADUZIONE Cattia Salto
I
A Perth viveva un bel ragazzo
faceva il birraio di mestiere
e ha corteggiato Peggy Roy
una giovane e bella fanciulla
CORO
Wi’ a fall dall diddle um a die dum doo
Wi’ a fall dall diddle um a die doh
II
Allora l’ha corteggiata per sette lunghi anni
per riuscire a ottenere il suo favore
ma venne un ragazzo dalla città di Edimburgo
il quale giurò che lei sarebbe stata sua
III
“Verrai via con me
e sarai il mio tesoro?
Verrai via con me
e lascerai il tuo giovane birraio?”
“O si verrò via con te
con te cavalcherò
fino in cima al mondo
anche se sono in parola con il giovane birraio”
IV
Il birraio ritornò a casa a sera
a chiedere del suo tesoro
il fratello gli diede questa risposta
“Non è più qui da Lunedì”
Non è stato quello uno scherzo inaspettato,
chi non si sarebbe sentito offeso
fare la corte a una ragazza per 7 lunghi anni
che lo mette alla fine fuori gioco?
V
Se è così che vada pure, (1)
perché non mi farà mai soffrire
sono un ragazzo che è libero, come si vede,
e una piccola cosa mi conforta,
che ci sono tanti buoni pesci nel mare(2)
che non sono stati ancora presi,
butterò l’amo e proverò ancora
anche se sono stato abbandonato”
VI
Lei ha girovagato su e giù
ha girovagato per Kirkaldy(3)
e ben presto ha rimpianto il giorno
che ha lasciato il giovane birraio.
Lui ha preso la sua strada e lontano se n’è andato, dal paese è fuggito
non le ha lasciato camicia per vestirsi (4)
nè coperta nel letto
VII
Il birraio si è sistemato a Perth
e là birrifica birra forte (5),
ha corteggiato un’altra ragazza
e l’ha presa per sé
e voi innamorati, ovunque siate
prendete questo come avvertimento
e non sminuite mai il vero amore
per paura di prenderne uno peggiore (6)

NOTA
1) la ballata richiama un po’ la Gyspy Lady, ma il nostro ragazzo non è un Lord che corre dietro a Peggy per riportarla a casa
2) un’espressione tipica della filosofia scozzese sull’amore: il mare è vasto e ci stanno tanti pesci da prendere all’amo
3) Kirkaldy sulla costa nord del Firth of Forth è una grossa cittadina del Fife
4) letteralmente camicia sulla schiena: il nuovo ragazzo probabilmente le ha portato via tutto ciò che aveva
5) come si produce la birra (vedi)
6)l’avvertimento è per le ragazze che preferiscono l’erba del vicino: nel disprezzare colui che si ama per un altro, si corre il rischio di cascare peggio

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/la-birra-artigianale/
https://mainlynorfolk.info/cara/songs/thebrewerladdie.html
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1146ly10.htm
http://www.celticlyricscorner.net/backmoon/brewer.htm
http:[email protected]?SongID=913

IL CAVALLANTE MESTIERE PERDUTO

Plooman laddies o  ploughboy lads erano i cavallanti agricoli, dei tempi in cui l’aratro era trainato dalla forza animale (e si dicevano bifolchi se a tirare l’aratro erano i buoi), il soggetto preferito delle bothy ballad le canzoni dei braccianti stagionali e salariati agricoli nelle grandi fattorie nel Nord Est della Scozia (in particolare l’Aberdeenshire).
Si occupavano dell’aratura, erpicatura e dissodamento dei campi e della cura degli animali da lavoro a loro affidati.

ploughman-evenPremetto che con lo stesso generico titolo si indicano diverse canzoni tra cui anche quella intitolata The Ploughboy Lads di Robert Burns questa invece inizia con “Doon yonder den there’s a plooman lad” ed è la versione collezionata da Lucy Stewart (1901- 1982)

Hamish Henderson commenta nelle note della versione di Isla St. Clair “Now one of the most popular songs in the Scots folk revival, The Plooman Laddies was put into circulation comparatively recently—in 1959, when it was recorded (on the family’s tape-recorder) by Lucy Stewart of Fetterangus. It descents from a much longer ploughman song, sung to the tune of The Rigs o’ Rye, but Lucy’s version has distilled from the earlier words and tune an intense lyric love-song unsurpassed in North-east erotic tradition.” (da qui)

Eseguita sia da Dougie McLean che dai Tannahill Weavers, se volete farvi due risate ecco le loro note di commento
A friend of ours once had a similar, emotionally taxing decision to make.  Should he marry the young, poor girl that he loved or the old, extremely rich woman who offered him warmth and security?  On asking the advice of his father, a wise but lonely widower of some 50 summers, he was told “Always marry for love, son, always marry for love.”
“Great, Dad.  Thanks!  I’m off to ask young Catriona right away.”
“Afore ye go, son,” says the old fellow cautiously, “what did ye say the old lady’s phone number was?”
(tratto da qui)

ASCOLTA Lucy Stewart  su Tobar an Dualchais
ASCOLTA  Isla St. Clair in Isla St Clair Sings Traditional Scottish Songs. 1971 che mantiene tutta l’immediatezza della versione di Lucy Stewart.

ASCOLTA Mary Story

ASCOLTA Alasdair Roberts in The Crook of My Arm.2001 con il titolo di Ploughboy Lads

ASCOLTA Tannahill Weavers live con il titolo di Ploo’boy Laddies


Doon yonder den(1)
there’s a plooman lad
Some simmer’s day
he’ll be aa my ain
And sing laddie aye,
and sing laddie o
The plooman laddies are aa the go(2)
In yonder toon ah
could hae gotten a merchant
But aa his gear
wisna worth a groat(3)
Doon yonder den ah
could hae gotten a miller
But aa his dust
wad hae deen me ill(4)
I see him comin frae the toon
Wi aa his ribbons (5) hingin
roon and roon
I love his teeth (hair),
an I love his skin
I love the verra(6) cairt he hurls(7) in
It’s ilka(8) time
I gyang(9) tae the stack(10)
I hear his wheep
gie the ither crack(11)
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
In fondo alla valle
c’è un giovane cavallante
in un giorno d’estate
sarà tutto mio
e canta ragazzo
canta ragazzo
i cavallanti si vestono bene
Nella città laggiù
avrei potuto avere un mercante
ma tutta la sua mercanzia
valeva poco,
in quella valle lontana
avrei potuto avere un mugnaio
ma tutta quella farina
mi avrebbe fatto ammalare.
Lo vedo arrivare dalla città
tutto infiocchettato
in lungo e in largo
Amo i suoi denti (capelli)
e il suo incarnato
amo il carretto che conduce
è quasi ora
di andare al covone
sento le sue grida
dare un altro comando

NOTE
1) Den: narrow wooded valley
2) Aa the go: in fashion, all the rage. Gli aratori erano un gradino sopra agli altri lavoratori agricoli.
3) Groat: archaic Scottish coin of low value
4) Deen me ill: made me sick
5) probabilmente si riferisce alla pariglia di cavalli infiocchettati e tirati a lucido
6) Verra: very
7) Hurls: rides (in a wheeled vehicle) cairt potrebbe essere anche l’erpice
8) Ilka: every
9) Gyang: go
10) Stack: peat stack
11) riferito agli ordini impartiti ai cavalli,forse si tratta di una gara tra aratori

FONTI
http://www.folkways.si.edu/lucy-stewart-scottish-ballad-singer/childrens-world/music/article/smithsonian
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/59336/1
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1146lyr3.htm
https://projects.handsupfortrad.scot/scotlandsings/scots-songs/#plooman
http://sangstories.webs.com/ploomanladdies.htm
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/ploughmanlads.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2588
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54646

OVER THE HILLS AND FAR AWAY: TOM THE PIPER

Un bellissima melodia riportata da Thomas D’Urfey nel suo “Pills to Purge Melancholy” ancora attualissima è ritornata alla popolarità con la serie tv Sharpe’s Rifles. Già all’epoca quella che era una melodia romantica per una storia d’amore, era diventata una melodia accattivante e pro arruolamento per le guerre napoleoniche. (vedi prima parte)

LA VERSIONE Jocky met with Jenny fair

La versione riportata da Thomas D’Urfey è una storia di corteggiamento un po’ tormentato; in verità tutto il canto segue un po’ il topos dell’amante tenuto sulle spine che si dispera e supplica mercede, per ottenere i favori della bella. Ma il nostro  Jock non doveva essere poi così disperato se alla fine conclude
Since she is false whom I adore
I’ll never trust a woman more
From all their charms I’ll flee away
And on my pipes I’ll sweetly play

VERSIONE INGLESE O SCOZZESE?

La questione dibattuta già nel Settecento, fin dalla pubblicazione di questa song nello “Scots Musical Museum”, sulla sua attribuzione, non si è ancora risolta
There was debate at the time of this song’s publication as to whether it was an English song composed about 1700 or whether it was an earlier Scots song which was adopted in England. Unfortunately, there is still no conclusive evidence to answer this question although Burns was very specific about only including Scots songs. There is an alternative melody for these verses which is called, ‘My plaid away’, composed about 1710.” (tratto da qui)

LA VERSIONE INGLESE

ASCOLTA Connie Dover  in “Somebody la quale riprende il testo antico (senza poi modificarlo troppo) e scrive una melodia sua.


I
Jocky met with Jenny fair
Between the dawning and the day
But Jocky now is full of care
Since Jenny stole his heart away
II
Although she promised to be true
She proven has, alack, unkind
The which does make poor Jocky rue
That e’er he loved a fickle mind
III
Jocky was a bonny lad
That e’er was born in Scotland fair
But now poor lad he does run mad
Since Jenny
IV
Young Jocky was a piper’s son
He fell in love when he was young
And all the tunes that he could play
Was O’er the Hills and Far Away
Chorus
And it’s o’er the hills and far away
It’s o’er the hills and far away
It’s o’er the hills and far
The wind has blown my plaid away
V
He sang when my first my Jenny’s face
I saw she seemed so full of grace
With mickle joy my heart was filled
That’s now alas with sorrow killed
VI
Oh were she but as true as fair
‘T would put an end to my despair
Instead of that she is unkind
And waivers like the winter wind
VII
Hard was my hap to fall in love
With one that does so faithless prove
Hard my fate to court a maid
Who has my constant heart betrayed
VIII
Since she is false whom I adore
I’ll never trust a woman more
From all their charms I’ll flee away
And on my pipes I’ll sweetly play
Traduzione Cattia Salto
I
Jock conobbe la bella Jenny
allo spuntar dell’alba
e ora Jock è preoccupato
da quanto Jenny gli ha rapito il cuore
II
Sebbene lei promise di essere sincera
si rivelò ahimè scortese
il che fece rimpiangere il povero Jock
di essersi innamorato di una mente volubile
III
Jock era un (il più) bel ragazzo
che mai sia nato nella Scozia bella,
ma ora povero ragazzo è impazzito
per colpa di Jenny
IV
Il giovane Jocky era figlio di un pifferaio (1)
e si innamorò quando era giovane
e l’unica melodia che sapeva suonare
era “Lontano sulle colline”
CORO
lontano oltre le colline
lontano oltre le colline
lontano oltre le colline
il vento ha soffiato via la mia coperta (2)
V
Cantava “Quando per la prima volta il viso della mia Jenny vidi, sembrava così piena di grazia,
di molta gioia il mio cuore si colmò
ma ora ahimè dal dolore è ucciso”
VI
Oh se solo lei fosse fedele quanto è bella
potrebbe mettere fine alla mia disperazione
invece di essere scortese
e gelida (3) come il vento d’inverno
VII
Amara sorte d’innamorarmi
di una che così infedele si mostra,
amaro il mio fato di corteggiare una fanciulla
che ha tradito il mio cuore fedele
VIII
Poichè è falsa colei che adoro
non mi fiderò più di un’altra donna,
dalla loro seduzione fuggirò via
e sul mio piffero suonerò allegramente.

NOTE
1) piper si traduce sia come pifferaio (colui che suona il piffero o flauto) ma anche come zampognaro (colui che suona la cornamusa)
2) il termine è un eufemismo, la coperta copre il pudore della donna e viene soffiata o gettata via = deflorazione
3)  ho tradotto il termine a senso anche se il verbo waiver ha altro significato

LA VERSIONE INGLESE: OWER THE HILLS AND FAUR AWA’

ASCOLTA Tannahill Weavers in Arnish Light 2006 su Spotify.
Esilarante come al solito il commento allegato “Here’s an old poem, which has been set to this nifty little melody by the extremely talented Connie Dover. A song about a piper who can play but one tune, “ower the hills and faur awa, and probably has the cheek to wonder why the girl left him. It is amazing how many pipers are actually asked if they can play “ower the hills and faur awa’”, but it is even more amazing how many of them take it as a request for the melody and not the more obvious request for them to take a hike.
It reminds us of the old story about the regimental piper going over the top with his colleagues at the Battle of the Somme. It has for many years been the tradition that Scottish regiments are piped into battle; a tradition that is still honoured. Picture the scene, there he is blowing away furiously, right there in the thick of the battle. Bullets and shells are flashing past him and his fellow soldiers, bombs are exploding all around him, things are whizzing and whooshing all over the place. Suddenly out of the confusion of the battle the unmistakable loud voice of his sergeant major rings out. “For @#%$+* sake Angus, play something they like!” (tratto da qui)

LA VERSIONE DI JOHN GRAY: WERE I LAID ON GREENLAND’S COAST

La versione riportata da John Gay per “The Beggar’s Opera” è un duetto tra i due protagonisti (Air XVI, cantato da Macheath e Polly) con musica adattata da Johann Christoph Pepusch (1728).
ASCOLTA

Ancora l’Air XVI interpretato da Laurence Olivier e Dorothy Tutin nella versione cinematografica del lavoro di Gay, diretta da Peter Brook nel 1953.


I
Were I laid on Greenland’s Coast,
And in my Arms embrac’d my Lass;
Warm amidst eternal Frost,
Too soon the Half Year’s Night would pass.
II
Were I sold on Indian Soil,
Soon as the burning Day was clos’d,
I could mock the sultry Toil
When on my Charmer’s Breast repos’d.
III
And I would love you all the Day,
Every Night would kiss and play,
If with me you’d fondly stray
Over the Hills and far away
Traduzione Cattia Salto
I (lui)
Se fossi sulle coste delle Groenlandia
e abbracciassi la mia ragazza,
al caldo tra il ghiaccio eterno
troppo presto la notte polare passerebbe(1)
III (lei)
Se fossi sul suolo indiano (2)
appena il giorno cocente fosse finito
irriderei la fatica amara(3)
per riposare sul petto del mio innamorato
III (alternati)
Ti amerei tutto il giorno
ogni notte a baciarci e amarci
se con me appassionatamente vorresti girovagare
lontano oltre le colline

NOTE
1) letteralmente la notte del mezzo anno
2) americano
3) si riferisce al lavoro di schiavitù dei deportati

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LA VERSIONE NURSERY RHYMES: Tom, Tom, the Piper’s Son

Nella versione lullaby Jock diventa Tom il figlio del piper che conosce una sola melodia “Lontano oltre le colline” ed è per l’appunto in questa versione a diventare una popolare canzone per bambini.
Ma Tom è il Matto nelle commedie dei Mummer, da qui l’idea che la storia sia una variante medievale del pifferaio magico.

Ma se proprio vogliamo chiudere il cerchio di questo susseguirsi di versioni possiamo incidentalmente notare che il protagonista della versione di George Farquard si chiamava sempre Tom e così è prorpio lui che è partito per la guerra e a suonare il suo piffero (o la sua cornamusa) nell’esercito britannico.

ASCOLTA Hilary James & Simon Mayer in: “Lullabies with Mandolins” il testo è quello di Tim Hart e presenta alcune variazioni rispetto alla filastrocca per bambini.


I
Tom, he was a piper’s son,
He learned to play when he was young,
the only tune that he could play
Was, “Over the hills and far away,”
CHORUS
Over the hills, and a long way off,
The wind shall blow my top-knot off.
II
Now Tom with his pipe made such a noise
That he pleased both the girls and boys,
And they did dance when he did play
“Over the hills and far away.”
III
Now Tom did play with such a skill
That those nearby could not stand still
And all who heard him they did dance
Down through England, Spain and France
Traduzione Cattia Salto
I
Tom era il figlio del pifferaio
imparò a suonare quando era giovane
e la sola melodia che sapeva suonare
era “Lontano oltre le colline”
CORO
Oltre le colline e lontano
il vento  scompiglierà il mio chignon  (1)
II
Ora Tom con il suo piffero faceva un tale baccano
che piaceva sia alle ragazze che ai ragazzi
e danzavano quando lui suonava
“Lontano oltre le colline”
III
Ora Tom suonava con tale abilità
che coloro che gli erano vicini non potevano stare fermi e tutti quelli che lo sentivano, danzavano
per l’Inghilterra, la Spagna e la Francia

NOTE
1) più propriamente nastro annodato a fiocco come fermaglio sulla cima dei capelli delle signore nel XVII e XVIII secolo

FONTI
http://www.contemplator.com/england/faraway.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-062,-pages-62-and-63-oer-the-hills,-and-far-away.aspx
http://sniff.numachi.com/pages/tiOVRHILL4;ttOVERHILL.html
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=95039
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1226lyr7.htm
https://en.wikipedia.org/wiki/Tom,_Tom,_the_Piper%27s_Son
https://clamarcap.com/tag/johann-christoph-pepusch/
http://www.mamalisa.com/?t=es&p=1524
http://www.anonymousmorris.co.uk/dances/valiant.html
http://etc.usf.edu/clipart/10900/10939/tom_10939.htm

THE GAEL, UN UOMO CHE VA PER LA SUA STRADA

Dougie McLean alla prima edizione del Perthshire Amber Festival tratta da qui

Classe 1954 pluripremiato cantautore, Dougie McLean è anche grande interprete di musica folk scozzese.

Negli anni 70 viene reclutato dal gruppo esordiente dei Tannahill Weavers in qualità di violinista, ma è un musicista a tutto tondo che ha bisogno d’esprimersi e così nel 1977 con il chitarrista Alan Roberts forma un duo, gira l’Europa e scrive “Caledonia”; il duo diventa trio l’anno successivo con la sigla CRM e la collaborazione di Alex Campbell.
Negli anni 80 fonda la sua casa discografica trasferendosi con la famiglia a Dunkeld, piccola cittadina ricca di storia a pochi chilometri da Perth: niente major e compromessi solo musica e la semplicità di una vita di campagna a cui ancorarsi tra gli alti e bassi del music business.
Nasce così il Dougie MacLean’s Real Music Bar (qui) sulle placide rive del fiume Tay. Così spiega Dougie in un’intervista “I’ve played fiddle in this village’s pubs since I was a kid, along with the old-timers. It was normal then to play an instrument or sing. Pubs were places you visited to enjoy musical conversations as well as spoken ones. But over time, that died, along with the fiddling and the songs. It hit me a few years ago when I went to a bar, when off touring, and returned feeling worse than before. “Something wrong there”, I thought. I want back to those days, when pubs belonged to people. Here, there’ll be no TV, no Bandit and people can make music just when they want to. It’s not mere nostalgia: people communicating and making music is actually a challenge to the way things are. We’re talking about ownership of a culture, about human creativity. I don’t even care if people are bad musicians if they’re enjoying it and they’re giving. If they’re good, great – that pleases others, perhaps encourages them. I want minimum rules and I won’t vet the type of music either. Traditional, Country, Jazz, all fine by me“. (tratto da qui)
Non contento nel 2005 dà vita al Perthshire Amber Festival che si tiene tra il villaggio di Butterstone e Dunkeld ai primi di novembre (vedi)

Oltre ad avere una voce vellutata è anche abile suonatore di violino e chitarra, nonché di vari strumenti a corda (mandola, viola, bouzouki, banjo). Nella sua feconda carriera ha collezionato una lunga lista di conoscenze, amicizie, collaborazioni con musicisti di fama e ha all’attivo una trentina di album la maggior parte come solista: Dougie McLean ha interpretato e riarrangiato moltissime canzoni del conterraneo Robert Burns, ma è stato soprattutto autore di brani memorabili che lo hanno reso una popolarità a livello internazionale: basti citare Caledonia (il mio post qui) e The Gael.

LA GENESI DI THE GAEL

Nel 1990 Dougie McLean pubblica “The Search” una serie di brani strumentali commissionati qualche anno prima per la mostra sul mostro di Loch Ness (dal The Official Loch Monster Exhibition, Drumnadrochit, Scozia).

Luc Hermans © (tratta da qui)

The inspiration for this music began in 1988 when Dougie MacLean was invited to create a textural music background for a planned audio-visual exhibition… What followed was a fascination with the ancient celtic myths, the sightings, the earlier and more recent scientific exploration and the loch itself––indeed with the whole idea of ‘The Search’….”

ASCOLTA Dougie McLean in The Search, 1990. Il Cd è da collezionare.

Inserito nel film “L’ultimo dei Moicani” del regista  Michael Mann da Trevor Johns con il titolo di “Promentory”  la melodia fa il giro del mondo!

ASCOLTA la versione nel film “Last of the Mohicans” (1992) è il secondo tema musicale ricorrente in tutto il film.

Siccome la musica del film ha ottenuto un bel po’ di riconoscimenti e premiazioni facendo balzare alle cronache la paternità di Dougie McLean come autore della musica, qualcuno è andato ad indagare da quale fonte fosse mai scaturito un tale capolavoro!!

Il film tra parentesi è stato girato in buona parte sui Monti Blue Ridge
Altre info sulla guerra franco-indiana in Nord-America qui)

IL TEMA MUSICALE LA FOLLIA

Dal punto di vista musicale la melodia è un reel lento, ma il tema è definito dai musicologi  follia (o folia): una progressione con un tema semplice e ben distinto sul quale l’esecutore abbellisce le sue variazioni e improvvisazioni. Si ritiene abbia origine portoghese e le sue tracce si perdono nel Rinascimento spagnolo anche se la melodia più primitiva e antica affonda nel Medioevo (danza rurale).

La melodia è costruita su un tempo ternario ed è divisa in due parti di quattro battute ciascuna. Molti autori, ispirandosi a questo tema, hanno utilizzato lo schema musicale della Folia già noto in tutta la penisola iberica nei primi decenni del XVI secolo. Una linea di basso ripetuto sulla quale potevano essere costruiti vari contrappunti standard, mentre l’esecutore era libero di improvvisare serie di variazioni, le diferencias. Una tecnica compositiva che ha trasformato la Folia in un genere affine alla passacaglia e alla ciaccona. (tratto da qui)

folia
tema de la follia

Anche se la Follia è in 3/4 mentre The Gael in 4/4 la variazioni ritmiche della follia sono anche in 4/4, e il carattere ripetitivo della melodia è identico. Ma a me più che agli sviluppi del tema nella musica colta del Barocco (che potete leggere e ascoltare qui e qui) interessano le connessioni con la musica tradizionale scozzese ed ecco trovato
Cumh Easpuic Earra-ghaeidheal, (in inglese Lament for the Bishop of Argyll) anonimo XVI o XVII secolo
Jack Campin wrote about this tune: This tune is from the Macfarlan Manuscript of Scottish fiddle and flute tunes (National Library of Scotland MS.2084/5), compiled by David Young in Scotland around 1740 for the antiquarian Walter Macfarlan (book III #34 p20). It’s obviously much older, but there is no earlier source for it. The structure is like a piobaireachd (bagpipe variation set) but the range is too wide for the pipes. Some people think it was originally for the harp. The tune might just possibly be indigenous Gaelic, but the basic rhythm is so Folia-like that a foreign influence seems more likely. (tratto da qui)

ASCOLTA Luce Brera / Extrait de l’album Scotland’s Fiddle Piobaireach

Sempre sul tema de La Follia
ASCOLTA Faronell’s Division on a Ground ~ La Folia | John Playford

FONTI
http://dougiemaclean.com/
http://www.dailyrecord.co.uk/incoming/dougie-maclean-celebrates-40-successful-4887494#5OeBHg35E1LoOAeP.97
http://www.perthshireamber.com/index.php/test/general/artists/42-dougie-maclean
http://www.mohicanpress.com/mo11103.html
http://associazionecamoes.blogspot.it/2011/04/la-follia-un-antico-tema-musicale.html
http://www.baroque.it/arte-barocca/musica-barocca/il-tema-de-la-folia-un-armonia-lunga-cinque-secoli.html
http://www.folias.nl/htmlsimilar.html