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GREEN GROW’TH THE HOLLY

Green groweth the Holly” è un madrigale rinascimentale attribuito a Enrico VIII. Una trentina di composizioni gli sono state attribuite  e compaiono nell'”Henry VIII Manuscript” (Add. MS 31922) compilato da un anonimo cortigiano coevo.
Un brano con lo stesso nome e con la stessa prima strofa che si sviluppa poi con versi differenti sulla stessa melodia rinascimentale, è stato scritto da Percy Dearmer (1867-1936), egli raccolse molti inni religiosi per reintrodurre la tradizione musicale e la musica medievale inglese nella Chiesa d’Inghilterra

LA VERSIONE RINASCIMENTALE

Enrico VIII, diventato re d’Inghilterra a 18 anni, parlava 4 lingue, suonava 3 strumenti musicali, cantava e componeva brani musicali. Nei primi anni del suo regno si comportava in effetti più come un principe dedito ai piaceri che un re preoccupato dagli affari del suo regno.
“Green grows the holly” (in italiano Verde cresce l’agrifoglio) è stato pubblicato nel 1522 come madrigale a 3 voci.
Nell’affermare la forza maschia e vigorosa dell’agrifoglio, il poeta dichiara la propria fedeltà all’amata: lei è l’edera che gli cresce attorno, e mentre nel rigore dell’inverno tutti gli altri alberi sono spogli, solo il re agrifoglio e la regina edera crescono verdeggianti e rigogliosi, così solo a lei, cortesemente, egli affida il suo cuore; anche che la poesia d’amore del tempo era espressa nelle forme convenzionali dell’amor cortese,  molto probabilmente, l’amore era sentito veramente dal poeta.
L’intreccio tra i due sempreverdi richiama il Nodo d’Amore celtico tra il rovo e la rosa già lungamente trattato nella categoria delle ballate celtiche e europee (vedi) in cui corollario all’amore romantico ma non socialmente approvato, è il nodo d’amore tra rovo e rosa, che cresciuti dalle rispettive tombe degli amanti si congiungono e intrecciano tra loro.

Enrico vide per la prima volta Anna nel marzo del 1522 che partecipava, assieme a sua sorella Maria, a un ballo organizzato da Wolsey in onore degli ambasciatori imperiali. Era un ballo in maschera sul tema dell’assalto al castello d’Amore dal titolo Chateau Vert.

IL CASTELLO D’AMORE CORTESE

Un castello in miniatura era stato allestito nella sala del ricevimento con alti bastioni e torri merlate, l’impalcatura di legno era strata rivestita con carta verde, per un effetto spettrale la carta era stata tinteggiata con il verderame. Abbiamo un resoconto scritto dal cronista di corte Edward Hall, che descrive tutto lo svolgimento del balletto, ma guardiamolo nella trasposizione della Serie Tv I Tudors (vedi).


E’ il momento dell’Assalto dei cavalieri Amorosità, Nobiltà, Giovinezza, Assistenza, Lealtà, Piacere, Garbo e Libertà che gettano sui difensori arance e datteri contro ai petali di rose e confetti lanciati dalle dame. Subito le protettrici del castello, (nel video indossano abiti neri) cioè i sentimenti più ostili all’amore, fuggono e i cavalieri possono scalare le mura del castello per avventarsi sulle otto ragazze biancovestite: Bellezza, Onore, Perseveranza, Costanza, Cortesia, Generosità, Misericordia e Pietà. Anna impersonava la Perseveranza e fu subito notata dal re che si mise a corteggiarla durante il ballo per festeggiare la  conquista del Castello Verde. O almeno è così che potrebbe essere andata…

Pare che lei gli avesse sussurrato “Seducetemi, scrivetemi lettere, poesie! Io adoro le poesieIncantatemi con le parole, seducetemi.. ” e la “Grene growth the holy” potrebbe essere proprio una di queste poesie messe in musica per meglio aiutare il Re nel suo corteggiamento..

I Fagiolini: Grene growth the holy madrigale a 3 voci “Henry VIII Manuscript” (Add. MS 31922 British Library, Londra)

Anonymous 4

Henry VIII
I
Green groweth the holly,
so doth the ivy.
Though winter blasts
blow never so high,

Green groweth the holly.
II
As the holly groweth green
And never changeth hue,
So I am, and ever hath been,
Unto my lady true.
III
As the holly groweth green,
With ivy all alone,
When flowerys cannot be seen
And green-wood leaves be gone,
IV
Now unto my lady
Promise to her I make:
From all other only
To her I me betake.
V
Adieu, mine own lady,
Adieu, my specïal,
Who hath my heart truly,
Be sure, and ever shall.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera,
sebbene le raffiche invernali non abbiamo mai colpito così forte,
verde cresce l’agrifoglio.
II
Come l’agrifoglio cresce verde
e mai cambia tono,
così io, mai son cambiato
verso la mia amata Signora.
III
Come l’agrifoglio cresce verde
con l’edera, tutto solo,
quando i fiori non ci son più
e le foglie del bosco sono cadute.
IV
Ora innanzi alla mia Signora
una promessa faccio:
fra tutti gli altri,
solo a lei, mi affiderò.
V
Addio, mia Signora.
Addio mia favorita,
colei che tiene il mio cuore,
ora e per sempre
Enrico VIII e Anna Bolena nella serie I Tudors

LA VERSIONE VITTORIANA

Percy Dearmer prende spunto dal madrigale rinascimentale per modificare il testo in chiave salvifica ma anche per celebrare il ciclo agrario e il lavoro dei campi.
Susan McKeown & Lindsey Horner

Barry&Beth Hall

Percy Dearmer
I
Green grow’th the holly
So doth the ivy
Though winter blasts blow na’er so high
Green grow’th the holly
II
Gay are the flowers
Hedgerows and ploughlands
The days grow longer in the sun
Soft fall the showers
III
Full gold the harvest
Grain for thy labor
With God must work for daily bread
Else, man, thou starvest
IV
Fast fall the shed leaves
Russet and yellow
But resting buds are smug and safe
Where swung the dead leaves
V
Green grow’th the holly
So doth the ivy
The God of life can never die
Hope! Saith the holly
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera,
sebbene le raffiche invernali
non abbiamo mai colpito così forte,
verde cresce l’agrifoglio.
II
Gai sono i fiori
le siepi e i campi arati
i giorni si snodano lenti nel sole,
piano cadono le piogge.
III
L’oro accende il raccolto
del grano per il tuo lavoro,
in Dio si lavora per il pane quotidiano altrimenti, uomo, tu morirai di fame
IV
Presto cadono le foglie
rossicce e gialle
ma i germogli riposano sani e salvi
dove giacciono le foglie morte.
V
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera
il Dio della Vita non può mai morire
Speranza! Dice l’agrifoglio!

FONTI
http://www.thetudorswiki.com/page/MASQUERADES+on+The+Tudors
http://ontanomagico.altervista.org/holly.htm
http://www.luminarium.org/renlit/greengroweth.htm
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/grene_growith_the_holy.htm

http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/green_growth_the_holly.htm

CRAIGIE HILL, IRISH SONG OF EMIGRATION

Emigrants_leave_Ireland“Craigie Hill” è una canzone tradizionale irlandese collezionata dalla madre di Paddy Tunney il quale riteneva che la canzone fosse originaria di Larne, Contea di Antrim, il porto da cui partivano gli emigranti nord-irlandesi. Come è scritto su Wikipedia (qui) “Un monumento di Curran Park commemora i Friends Goodwill, la prima nave di emigranti a salpare da Larne nel maggio 1717, per raggiungere Boston negli Stati Uniti. Le radici irlandesi di Boston derivano infatti da Larne. Anche Larne è stata investita dalla grande carestia irlandese della metà dell’Ottocento.” Ma per dirla come Paddy stesso “every Irish port had an emigrant ship” (vedi emigration songs)

ASCOLTA Dick Gaughan 1981
ASCOLTA Dolores Keane 1982
ASCOLTA Susan McKeown 1998
ASCOLTA Cara Dillon in Cara Dillon 2003

ASCOLTA Caladh Nua in Happy Days 2009


I
It being the spring time,
and the small birds were singing,
Down by yon shady arbour
I carelessly did stray;
The thrushes they were warbling,
The violets they were charming:
To view fond lovers talking,
a while I did delay.
II
She said, “My dear don’t leave me all for another season,
Though fortune does be pleasing
I ‘ll go along with you.
I ‘ll forsake friends and relations and bid this holy nation,
And to the bonny Bann banks(1) forever I ‘ll bid adieu.”
III
He said, “My dear, don’t grieve or yet annoy my patience.
You know I love you dearly the more I’m going away,
I’m going to a foreign nation to purchase a plantation,
To comfort(2) us hereafter all in Amerikay.
IV
Then after a short while a fortune does be pleasing,
It’ll cause them for smile at our late going away,
We’ll be happy as Queen Victoria, all in her greatest glory,
We’ll be drinking wine and porter all in Amerikay.
V
The landlords(3) and their agents, their bailiffs and their beagles
The land of our forefathers we’re forced for to give o’er
And we’re sailing on the ocean for honor and promotion
And we’re parting with our sweethearts, it’s them we do adore
VI
If you were in your bed lying and thinking on dying,
The sight of the lovely Bann banks, your sorrow you’d give o’er,
Or if were down one hour, down in the shady bower,
Pleasure would surround you, you’d think on death no more.
VII
Then fare you well, sweet Cragie Hill(4), where often times I’ve roved,
I never thought my childhood days I ‘d part you ever more,
Now we’re sailing on the ocean for honour and promotion,
And the bonny boats are sailing, way down by Doorin shore(5).”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Era primavera
e gli uccellini cantavano,
per quell’ombreggiato boschetto sbadatamente camminavo;
i tordi gorgheggiavano e le violette erano incantevoli; a guardare gli amanti appassionati che chiacchieravano mi sono un po’ attardato.
II
Disse lei “Non lasciarmi tutta sola
per un’altra stagione,
se la fortuna ci arriderà,
io verrò via con te.
Abbandonerò amici e parenti e a questa santa nazione
e alle belle rive del Bann (1)
per sempre dirò addio.”
III
Disse lui “Non rattristare e mettere alla prova la mia pazienza,
lo sai che ti amo teneramente anche se sto andando via,
andrò in una nazione straniera per acquistare una piantagione
per dare conforto (2) a tutti noi d’ora in poi in America.
IV
Dopo un po’ la fortuna
ci arriderà
e loro saranno contenti della nostra partenza;
saremo felici come la Regina Vittoria in pompa magna,
berremo vino e porter
in America.
V
Ai proprietari terrieri (3) e i loro agenti, gli ufficiali giudiziari con i loro cani,
la terra dei nostri padri siamo stati costretti a cedere
e solcheremo l’oceano per l’onore e la carriera
e ci separeremo dalle nostre fidanzate,
le sole e uniche che amiamo.”
VI
“Se tu fossi steso nel letto in procinto di morire
la vista delle belle rive del Bann ti avrebbero allevato il dolore,
o se andassi per un ora fino al pergolato ombroso,
il piacere ti circonderebbe e non penseresti più alla morte.”
VII
“Addio amata Craigie Hill (4) dove spesso sono andato in giro,
mai pensavo nei giorni della mia fanciullezza che ti avrei lasciato,
ora stiamo navigando sul mare per l’onore e la carriera
e le belle navi navigano via dalla spiaggia di Doorin (5)”

NOTE
1) The Banks Of The Bann è il titolo di un’altra canzone irlandese sulla separazione. il fiume Bann scorre nel Nord-Est dell’Irlanda ed è il fiume che ha portato lo sviluppo economico nell’Ulster con l’industria del lino. Il fiume fa un po’ da spartiacque tra cattolici e repubblicani a ovest e protestanti e unionisti a est.
2) se ho capito il senso della frase
3) Ai primi del XVII secolo inglesi e scozzesi andarono alla “conquista” dell’Irlanda: la terra fu per lo più confiscata agli irlandesi e la parte cattolica degli Irlandesi venne emarginata; la maggioranza queste “colonie” si concentrò nella parte nord dell’Irlanda
4) Craggy è la roccia scoscesa a più livelli, Craige o Craig si dice anche per il sito di una fortezza preistorica, in inglese “hillfort” o “ring-fort”, in italiano “forte ad anello” ovvero fortificazioni a forma circolare risalenti all’età del ferro (o secondo le ultime datazioni, all’età del primo Medioevo). Le fortezze sono state assorbire dalla campagna ma la memoria storica è rimasta nella credenza che il luogo fosse la dimora delle fate.
5) Doorin Point e un promontorio su Inver Bay, vicino a Mountcharles, nel Donegal

FONTI
http://comhaltasarchive.ie/compositions/5
https://thesession.org/discussions/23580
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=155019 http://songoftheisles.com/2013/04/29/craigie-hills/ http://filstoria.hypotheses.org/tag/irlanda-del-nord

A BASKET WITH SURPRISE: EGGS, OYSTERS AND QUARE BUNGLE

In un gruppo di ballate che si potrebbero classificare con il termine “a basket with surprise” si narra in modo comico dell’ingegnosità delle ragazze madri del 700-800  che riescono a far pagare all’uomo un risarcimento in denaro per la loro maternità fuori dal matrimonio. Non necessariamente il malcapitato è il padre del bambino ma viene preso a bersaglio semplicemente per la sua ingenuità!
In tutte questi testi si allude al cesto della fanciulla come a una gravidanza “a sorpresa” infatti dentro c’è un bambino che viene lasciato come “pacco” (cioè come fregatura) al malcapitato protagonista (che proprio estraneo alla faccenda non deve essere visto che in una delle tante versioni viene riconosciuto come padre del bambino).

La versione tradizionale popolare in Inghilterra, Scozia e Irlanda prende il titolo di “Oyster Girl” (The Basket of Oysters) di cui diverse copie ottocentesche possono essere rintracciati presso la Bodleian Library. In Mudcat sono riportate tutta una serie di ballate sempre nella collezione della Bodleian Library che partono dal 1700 e trattano lo stesso tema (vedi). Il tema si accomuna anche alla ballata inglese intitolata più variamente “The Basket of Eggs”, “Eggs in Her Basket” o “Eggs and bacon”.

OYSTER GIRL

oyster-girl-karl-gussowAnche qui abbiamo le allusioni sessuali riferite al cibo, ma è l’ostrica invece del cesto a sottintendere la vulva femminile,  il cesto però è sempre presente, e viene lasciato dalla ragazza come “pacco” all’incauto protagonista dopo che lo ha derubato (ovvero si è presa quello che le spettava).
Qui non viene espressamente menzionato il bambino lasciato nel cesto, anche se la frase alla luce del tema più generale assume un più preciso significato! L’incontro descritto avviene tra un marinaio e una “giovane donnina” e la ballata si può classificare oltre che come comedy song sia come una drinking song che una sea song. 

Una prima versione è comparsa in stampa nello “Stirling chapbook” di M Randall, c.1794-1812, con il titolo “The Eating of Oysters”.
Ewan McColl & Peggy Seegar la registrarono nell’album “Travellers’ Songs from England and Scotland”, 1977, e la ballata viene spesso suonata nelle Renaissance Fair come musica di epoca elisabettiana e “pirate stuff”, ma anche come melodia nelle ceilidh e barn dance (o le Morris dance) spesso classificata come “Cercle circassien”. E’ anche una scottish country dance.

Roy Palmer scrive nelle note di copertina dell’album Phil Tanner (2003)  “The very mention of oysters—long reputed to be an aphrodisiac—would have been enough to prepare the listener for some kind of amorous intrigue. The song’s earliest appearance in print seems to have been as The Eating of Oysters in a garland (booklet) with seven other texts issued by M. Randall of Stirling in Scotland, c.1794-1812, under the overall title of A New Patriotic Song. With the help of further broadside printings, The Oyster Girl spread through Britain, Ireland and the USA, and remained in oral tradition until late in the twentieth century.”

ASCOLTA Dogwatch


I
As I was a-walking
down a London street
A pretty little oyster girl
I chanced for to meet
I lifted up her basket
and boldly I did seek
Just to see if she had any oysters
II
“Oysters, oh oysters, oysters, said she
These are the finest oysters
ever you will see
I sell them three a penny
but I’d give them to you free
For I see you are a lover of oysters”
III
“Oh Landlord, I cried
Have you got a little room
that’s empty and nearby
Where me and my pretty
little oyster girl may lie
While we bargain
for her basket of oysters?”
IV
We hadn’t been upstairs
for a quarter hour or more
When that pretty little oyster girl started for the door
She’d gone picked my pocket,
down the stairs she tore
But she left me with a basket of oysters
V
“Oh landlord,  I cried
Did you see that little oyster girl drinking by my side?
She’s gone picked my pocket”
but the landlord just replied
“Son, you shouldn’t be
so fond of your oysters”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre camminavo
per London street
una piccola e bella venditrice di ostriche ho avuto l’occasione di incontrare,
ho alzato il suo cesto
e con audacia ho cercato di vedere
se c’era qualche ostrica.
II
“Ostriche, o ostriche -diceva –
ci sono le ostriche più belle
mai viste;
le vendo a tre penny
ma te le darò gratis, perchè vedo che sei un intenditore di ostriche”
III
“O padrone di casa – gridai –
hai una stanzina
che sia vuota e vicina,
dove io e la mia piccola
venditrice di ostriche possiamo stare mentre negoziamo
per il suo cesto di ostriche?”
IV
Eravamo di sopra
da nemmeno un un quarto d’ora o più
quando quella bella ragazzina delle ostriche uscì dalla porta,
si prese la mia sacca
e giù dalle scale si precipitò
e mi lasciò con il cesto di ostriche.
V
“O padrone di casa -gridai –
hai visto quella ragazzina delle ostriche che beveva al mio fianco?
Si è presa la mia sacca”
ma il padrone di casa rispose
“Figliolo non dovresti essere così amante delle ostriche!”

ASCOLTA  una session di musica tradizionale inglese “New Rigged Ship & Oyster Girl” (jig)

LA DANZA

La melodia con il banjo

EGGS IN HER BASKET

Cestino_UovaLe uova sono il simbolo della fertilità e della vita quanto mai allusive di una gravidanza e per di più custodite in un paniere!

La versione The Basket of Eggs / Eggs in Her Basket / Eggs and Bacon è stata collezionata agli inizi del 900 da Ralph Vaughan Williams nel Norfolk, Suffolk e Sussex.

Così scrive Mike Yates (in “Good Hearted Fellows: Traditional Folk Songs, Music Hall Songs, and Tunes from Suffolk”): “English folklorist Roy Palmer has traced this song to The Man of War’s Garland, a chapbook that was printed in 1796 (Bodleian Library, Harding Chapbooks, A15, no. 19). The song was titled Eggs and Bacon and tells of two sailors who steal a woman’s basket, thinking it to be full of eggs which they plan to have cooked in an alehouse. When a child is discovered in the basket they offer five hundred pounds to any woman who will foster the child. Of course, the whole thing is a set-up by the mother who, having recognised one of the sailors—the father of the child, takes the money before declaring who she is! Gavin Greig, the assiduous Scottish song collector found nine versions, which he titled The Foundling Baby, though singers throughout England and Scotland have preferred to use another broadside title The Basket of Eggs. In the late 1950s Ken Stubbs collected a version from a Gypsy called Frank Smith and a recording of the song, sung by Frank’s wife Minty Smith, can be heard on the CD My Father’s the King of the Gypsies.” (tratto da qui)

ASCOLTA Susan McKeown in Sweet Liberty 2004 (in versione integrale su Spotify)


I
It’s of two young sailor lads
out a-walking
With their pockets being both lined with gold
As they went a-walking a
nd civilly talking
O some fair pretty damsel they do behold
II
O lady, lady can I carry your basket?
O there’s eggs in the basket oh do take care,
And if you should chance to outwalk me,
At the halfway house you’ll find me later there.
III
These two young men they start out walking
Until they come to the halfway house
O landlord, landlord have you any bacon?
For in my basket I’ve eggs to fry
IV
O that landlord went out to the basket
A-thinking he’d got eggs to fry
O say young man ain’t you mistaken
O for in this basket we’ve got a child.
V
Up steps this Nancy o dearest Nancy
That had taken to bed last Whitsuntide(1)
We got this young child since I came your fancy
So now gay fiddler you’ve got to pay(2).
VI
That child’s not ours, lovely Nancy
He’s no babe o’ mine nor no friends beside(3)
I will take it I’ll kindly treat it
If you will say all my money’s paid
VII
Oh that young man went up to the basket
He’s kicked it around and around the floor
“Oh since it is done I will surely pay it
But damn me if I do eat eggs anymore”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’erano due giovani marinai
che passeggiavano
con le tasche piene di soldi
andando in cerca
di una civile conversazione
con delle graziose damigelle appena adocchiate
II
“O signorina, posso portarle il cestino”
“Ci sono delle uova nel cesto fate attenzione
e se volete portarlo per me
mi troverete più tardi all’ostello”
III
Questi due giovanotti ripresero a camminare
finchè arrivarono all’ostello
“O padrone avete della pancetta?
Che nel mio cesto ho delle uova da friggere”
IV
Il padrone uscì per il cesto pensando di dover friggere delle uova
“Giovanotto vi siete sbagliato perchè nel cesto avete un bambino!”
V
Giù venne Nancy
la carissima Nancy
che lo aveva preso nel letto nelle scorse  Pentecoste(1)
“Abbiamo avuto questo bambino dopo che sono stata al tuo piacere
così ora devi pagare il violinista (2)”
VI
“Quel bambino non è nostro, bella Nancy non è un mio bambino né degli amici qui intorno”(3)
“lo terrò io e lo tratterò gentilmente se pagherai tutti i soldi”
VII
Quel giovanotto si è avvicinato al cesto
e lo ha preso a calci per tutto il pavimento
“Poiché è stato fatto pagherò di certo,
ma che sia dannato se mangerò altre uova!”

NOTE
1) la pentecoste è una festività ebraica traslata nella tradizione cristiana per simboleggiare la discesa dello Spirito Santo e la nascita della Chiesa, detta anche festa dello Spirito Santo, la quale conclude (in entrambi le religioni) le feste del periodo pasquale. Ancora nel XIX secolo in Italia durante la messa di Pentecoste si facevano piovere dall’alto dei petali di rose rosse, per evocare la discesa dello Spirito Santo (la “Pasqua rosata” come viene chiamata ancora in alcune zone del centro e del sud dell’Italia)
2) una volta  il violinista chiamato per suonare musica da ballo era pagato dalle coppie alla fine dell’esibizione. To pay the fiddle è un’espressione idiomatica per dire che si deve affrontare le conseguenze delle proprie azioni. E’ come dire in senso metaforico: paga dopo che hai “consumato”
3) qui manca la strofa in cui il ragazzo dice di voler pagare 50 ghinee a chi vorrà prendersi cura del bambino

La versione irlandese: Quare Bungle Rye 

FONTI
https://my.strathspey.org/dd/dance/5143/
https://thesession.org/tunes/3319
http://mysongbook.de/msb/songs/o/oystergi.html https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/theoystergirl.html
http://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/basketofeggs.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?ThreadID=17061

THE LASS OF AUGHRIM

“The Lass of Aughrim” è la versione irlandese della ballata Lord Gregory, un gruppo di canzoni dalla matrice comune,  riportata anche in Child #76.
La ballata è molto antica, di probabile origine scozzese, e il professor Francis James Child ne presume le origini tardo Medievali, anche se la prima pubblicazione risale ad un broadside della metà del 1700 (The Lass of Ocram). Secondo sir Walter Scott la ballata è ambientata a Lochroyan nella contea di Galloway nel Sud-ovest della Scozia.

VERSIONE H Child #76

Melodia in Blaikie Manuscript Bronson 1830 (vedi)
sulle-note-di-un-libro-4-joyce-e-la-musica-L-OT25SNLa canzone viene citata in “The Dead“, l’ultimo racconto di “Dubliners” (in italiano Gente di Dublino) di James Joyce ed è cantata nel film “Nora” (2000) diretto da Par Murphy con Ewan McGregory nel ruolo di James Joyce e Susan Lynch (la moglie Nora Barnacle) vedi; come pure nel film “The Dead” (1987) diretto da John Huston.

ACCUSED QUEEN

Una donna porta il figlio illegittimo davanti alla porta dell’uomo con cui l’ha concepito, e lui invece di accoglierla in casa la disconosce. L’indifferenza di Gregory è sottolineata dalla ripetizione del coro in cui la ragazza resta davanti alla porta al freddo e sotto la pioggia mentre nessuno le apre.

In alcune versioni testuali siamo portati a credere che la ragazza sia di più umili origini rispetto all’uomo benestante, in realtà la storia è molto più complessa e sviluppata in una ballata dal titolo “The Lass of Roch Royal” che riprende a sua volta un racconto popolare di origine medievale detto “accused queen“: una principessa è bandita dal padre dopo un tentativo incestuoso (ovvero il padre vuole sposare la propria figlia), si sposa con un re e mette alla luce un bambino, ma a causa della malevolenza della suocera viene accusata ingiustamente e esiliata (nella ballata è la madre di lui che si intromette tra i due impedendo alla fanciulla di parlare con Lord Gregory). (vedi)
Nella versione medievale della ballata Lord Gregory è anche lui vittima delle macchinazioni della madre ed è sinceramente innamorato, nelle versioni più tarde e frammentarie si trasforma invece in falso innamorato. E tuttavia la versione irlandese di “Lord Gregory” con le sue sole tre strofe standard sembra assumere una vita propria, così intenzionalmente modificata, da alludere al rapporto Irlanda-Inghilterra in cui la ragazza simboleggia l’Irlanda maltrattata da un uomo che simboleggia l’Inghilterra.

Nella supplica della ragazza si sente una sorta di rassegnazione, forse non ha altro posto in cui andare o risorse con cui vivere e preferisce lasciarsi morire per il freddo e la fame davanti alla porta chiusa del suo falso innamorato.

THE MAGDALENE SISTER

In Irlanda le donne che partorivano fuori dal matrimonio erano punite (mentre gli uomini non erano ritenuti responsabili) e letteralmente carcerate in strutture “caritatevoli” dette “Magdalene Laundries“: bastava essere troppo bella o violentata dal marito o abusata da fratelli, padri e parenti per finire nelle Case della Maddalena (la prima casa venne fondata da una donna Lady Arbella Denny a Dublino nel 1766) e si consiglia caldamente di vedere “The Magdalene Sister” (2002) diretto da Peter Mullan, il film-denuncia dei soprusi subiti dalle ragazze nelle Case della Maddalena.
Si stralcia da Wikipedia
Nella maggior parte di questi istituti femminili, le donne, per lo più ragazze adolescenti, erano trattenute spesso contro la loro volontà; questo avveniva anche grazie alla complicità dei familiari delle ragazze, preoccupati di mantenere integro l’onore e la reputazione della loro famiglia: così, per evitare un pubblico scandalo, le giovani erano condotte in questi conventi con l’intenzione di far espiare loro quelli che erano comunemente considerati gravi peccati. Essere madre nubile, essere troppo avvenente o troppo brutta, essere rimasta vittima di uno stupro, erano alcune tra le cause più frequenti per cui si decideva di affidare le donne alle Case Magdalene. Una volta accolte, le ragazze erano impegnate quotidianamente in estenuanti lavori, come lavare il bucato a mano: il duro lavoro, le privazioni e la preghiera erano la condotta che bisognava tenere e che costituiva il cammino verso la redenzione dei peccati del passato…
È stato calcolato che circa 30.000 donne furono ospitate nel corso dei 150 anni di storia di queste istituzioni. L’ultima Casa Magdalene in Irlanda è stata chiusa il 25 settembre del 1996. A tutt’oggi non esiste una statistica esatta di quante vite siano state irrimediabilmente danneggiate.

ASCOLTA John Feeley & Fran O’Rourke (voce) (strofe da I a V con la III come coro dopo ogni due strofe) Superbo l’arrangiamento di John Feeley alla chitarra classica – la chitarra di Joyce restaurata

ASCOLTA Susan McKeown (strofe da I a III)


I
If you’ll be the lass of Aughrim(1)
As I’ll take (suppose) you mean to be
Tell me that first token
That passed between you and me
II
Don’t you remember
That night on yon lean hill
When we both met together(2)
which I am sorry now to tell
III (chorus)
Oh the rain falls on my yellow locks
And the dew wets my skin;
My babe lies cold within my arms;
and none will let me in(3)
IV
Oh Gregory, don’t you remember
One night on yon lean hill,
When we swapped rings off each other’s hands,
Sorely against my will?’
V
Yours was of the beaten gold(4),
Mine was but black tin.
You supposed one give me love
I was both one’s hand(5)
Tradotto da Cattia Salto
I
Se sei la fanciulla di Aughrim (1),
come vorresti farmi credere
dimmi del primo pegno
che fu scambiato tra te e me
II
Non ti ricordi
quella notte sulla collina brulla
quando ci conoscemmo 2)
ma che ora mi vergogno dire?
III
La pioggia cade sui miei capelli biondi
e la rugiada mi bagna la pelle;
mio figlio giace al freddo tra le mie braccia e nessuno mi fa entrare.. (3)
IV
Oh Gregory non ricordi
quella notte sulla brulla collina
Quando ci siamo scambiati gli anelli l’uno dall’altra mano
decisamente contro la mia volontà?
V
Il tuo era d’oro zecchino (4)
e il mio di vile latta,
credevo mi amassi
ed mi ero messa nelle tue mani (5)”

NOTE
1) Aughrim è una città nella Contea di Galway
2) una conoscenza carnale ovviamente
3) in altre versioni Lord Gregory, let me in
4) Fran O’Rourke canta “mine”, inquadrando la ragazza come una povera irlandese e Gregory come un anglo-irlandese benestante.
La versione H (riportata anche da Joyce) è invece:
Mine was of the beaten gold
Yours but black tin
Yes mine was of the beaten gold
Yours but black tin
I pegni scambiati nella ballata più antica sono tre: il primo è una camicia di preziosa tela Olandese di lei contro quella di tela scozzese donata da lui; il secondo gli anelli (quello di lei di oro fino, quello di lui di stagno); il terzo la verginità e quindi il bambino che ora porta in braccio. Il diverso valore dato ai pegni allude alla differenza tra vero e falso amore
5) per le ultime due frasi la trascrittura del testo è a orecchio

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Child_d07608
http://it.paperblog.com/sulle-note-di-un-libro-4-joyce-e-la-musica-1283567/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=25056
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=14257
http://it.wikipedia.org/wiki/Case_Magdalene