Archivi tag: spalpeen

THE ROCKS OF BAWN FROM CONNACH OR ULSTER?

imagesM1A0JIDC“The Rocks of Bawn” è un brano tradizionale irlandese che parla delle precarie condizioni di vita degli Irlandesi, nella persona del signor Sweeney, il quale lavora come bracciante agricolo, una terra rocciosa e improduttiva. Ma tra le righe si leggono i segni dell’incitazione alla lotta politica.
La melodia è infatti malinconica e sognante come un’aisling song!
Della canzone esistono perlomeno due versioni una di Sam Hanry con il giovane Sweeney nei panni di un bracciante agricolo, la seconda di Patrick Kelly più orientata nel filone delle “irish rebel song”.
Prima di tutto cerchiamo di stabilirne le origini (vedi); la questione sempre aperta quando si tratta di tradizione orale è che tendenzialmente si vuole attribuire una patina di “antichità” alle canzoni popolari, per farle risalire al 1700 o dal 1600, e tuttavia molte di esse sono state composte nel 1800 o anche nei primi decenni del 1900.

CONNACHT o ULSTER?

Un aiuto per la comprensione della ballata ci può venire dall’individuazione storica del personaggio citato, il signor Sweeney, forse l’autore del testo.
Come spesso accade le vecchie ballate prendono nuova vita alla luce di eventi più attuali come può essere accaduto per “The Rocks of Bawn” così Sweeney  potrebbe essere stato Peter (Peadar) Sweeney (1873 – 1922), Loughrea, contea di Galway.Peter was very good friends with Arthur Griffith, and was one of the original founders of the Sinn Fein Movement.  He spent the early part of the 19th century extremely active in the Loughrea area, in his cause for Home Rule.  He had transformed his home into a meeting place, as well as, a distribution place for movement literature.  Consequently, he was often harassed and repeatedly jailed.  He was one of the first men in the Loughrea area to be arrested after the Easter Rising in 1916, and was sent to Reading Gaol with many others, not to be released until Christmas Eve that year.  He later became director of propaganda for South Galway Executive in the campaign for the Republican candidate, Captain Fahy.” (Mary Hamley tratto da qui)

Dominic Behan riteneva invece che l’autore fosse tale Martin Swiney di Cavan (nel suo “Ireland Sings” 1997).
Su Mudcat Cafè si avanza un’altra ipotesi in merito a John Sweeney di Mullahoran (Contea di Cavan) vissuto alla metà dell’Ottocento (vedi) in quest’ottica la canzone è semplicemente il lamento di un povero e molto giovane bracciante agricolo vessato dal suo padrone, (forse un contadino con più terra e più probabilmente in affitto che non un grosso proprietario terriero) che dopo un violento litigio con lui si ritrova di nuovo in mezzo alla strada nell’incertezza del futuro, al punto che preferirebbe la paga dell’esercito e la morte in guerra piuttosto che quella per fame.
A visitor described county Cavan in the 1600s, as “consisting altogether of hills, very steep and high, valleys between them being most commonly loughs and bogs”. Many of the lakes and bogs were later drained and are now dry land; but central Cavan remains a land of little hills and lakes. The western part of County Cavan is especially harsh with high elevation and poor land for farming. For that reason, much of the population lived in the more fertile central and eastern part of the county.(tratto da qui)
Le condizioni dell’agricoltura nella contea di Cavan erano così arretrate che l’aratro in ferro vi fece la sua comparsa sono nel 1810!

Dalle note di Joe Heaney [1919-1984] in “Come All Ye Gallant Irishmen” (Philo 2004, 1963) leggiamo “Joe learned this plaintive ballad from his father “40 or 50 years ago”. The “rocks of bawn” may refer to the white rocks of western Ireland [bawn=ban (Gaelic for white)] where Catholic landowners and farmers, dispossessed of their fertile farm lands in Meath by Oliver Cromwell in the seventeenth century, were forced to settle and where they have since managed, at best, a bleak existence from the rocks and the sea of the scraggy west coastal lands. To the hard-pressed, tired and bitter hired farm servant of the ballad, the British army presents itself as a reasonable escape from the near impossibility to “plough the rocks of bawn.” Si rende necessaria però una precisazione: il trasferimento forzoso degli irlandesi ribelli dopo la confisca delle loro terre riguardava essenzialmente la gentry, alla quale venne assegnata un terra “improduttiva” nel Connacht dopo la “colonizzazione” di Cromwell (ovviamente accompagnata dai loro “domestici” e dai fittavoli che avessero voluto seguirli). La grande massa degli Irlandesi rimase semplicemente dove  stava, ma sotto un nuovo padrone.

LA VERSIONE DI SAM HENRY

E’ la versione più diffusa, quella pubblicata da Sam Henry nel suo “Song of the People” (1923-1939), che colloca Bawn nella contea di Cavan.
Sebbene non ci siano grosse varianti testuali è la sequenza delle strofe a variare a secondo degli interpreti; il tema riprende il filone tardo seicentesco già iniziato con “The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer” o “The Roving Worker“) che ugualmente vira di significato nelle sue molte versioni andando dal lamento per una misera vita fatta di fatica e stenti, alla canzone comica condita con caustico irish-humour. Così anche in questa canzone c’è di che riflettere sul significato metaforico di poter arare “the rocks of bawn

ASCOLTA Arcady (strofe I, III, IV, V)

ASCOLTA John Jones in ‘Rising Road’ (strofe I, IV, II, III, V)

ASCOLTA Paul Brady & Liam O’Flynn (strofe I, II, III, V)

ASCOLTA Ryan’s Fancy 1974 (strofe I, IV, III, II, V) che propongono una melodia allegra, cogliendo più il lato di canzone comica condita con caustico irish-humour

“Songs of the People” 1923-39
I(1)
Come all ye loyal heroes wherever that you be,
Don’t hire with any master till y’ know what your work will be;
For you must rise up early from the clear daylight till the dawn(2),
And you never will be able to plough the rocks of bawn(3).
II
Rise up, rise up, young Sweeney, and give your horse its hay,
And give him as a feed of oats before you start away;
Don’t feed him on soft turnips and go on to your green lawn,
And then ye might be able to plough the rocks of bawn.
III
My curse upon you, Sweeney, you nearly have me robbed(4),
You’re sitting by the fireside with your feet upon the hob;
You’re sitting by the fireside from the clear daylight till the dawn,
And you never will be able to plough the rocks of bawn.
IV(5)
My shoes they are well worn now, my stockings they are thin,
My heart is always trembling a-feared that I’d give in;
My heart is nearly broken from the clear daylight till dawn,
And I never will be able to plough the rocks of bawn.
V
I wish the queen of England(6) would write to me in time(7),
And place me in some regiment all in my youth and prime;
I’d fight for Ireland’s glory from clear daylight till the dawn,
And I never would return again to plough the rocks of bawn(8)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Venite voi tutti compagni leali ovunque voi siate, non fatevi assumere da un  padrone fino a quando non saprete il tipo di lavoro che vi verrà assegnato; perchè vi toccherà alzarvi presto, tra le prime luci del giorno e il sorgere del sole (2) e non riuscirete mai a dissodare le terre rocciose di Bawn (3).
II
“Alzati giovane Sweeney e dai il fieno al tuo cavallo
e dagli anche da mangiare l’avena prima di iniziare (il lavoro);
non dargli le rape molli e l’erba del prato
e allora sarai in grado di arare le terre rocciose di Bawn”.
III
“La mia maledizione su di te Sweeney, che mi hai quasi derubato,
te ne stai seduto accanto al focolare con i piedi al caldo,
stai seduto al focolare tra le prime luci del giorno e il sorgere del sole e non riuscirai mai a dissodare le terre rocciose di Bawn”
IV
Ho calzato bene le scarpe oggi e le calze sono sottili,
il cuore mi trema per quello che sarà il futuro,
il cuore è vicino alla rottura, tra le prime luci del giorno e il sorgere del sole e non riuscirò mai dissodare le terre rocciose di Bawn.
V
Vorrei che la regina d’Inghilterra mi mandasse la cartolina(7) e mi assegnasse a qualche reggimento nel pieno della mia giovinezza, lotterei per la gloria d’Irlanda  tra le prime luci del giorno e il sorgere del sole, e non ritornerei mai più dissodare le terre rocciose di Bawn.

NOTE
1) strofa alternativa in Christy Moore
Come all you loyal heroes wherever you may be
Don’t hire with any master till you know what your work may be
Don’t hire with any master from the clear daylight till the dawn
For he’ll want you rising early to plough the rocks of Bawn
2) dawn è l’alba e anche se il primo chiarore del giorno e l’alba sembrano essere due momenti coincidenti passano in realtà circa due ore
3) Bawn è in Irlanda un nome di località presente un po’ ovunque nella toponomastica. Bawn is a townland in Mullahoran parish, which lies just south of Scrabby parish. Farming conditions in Scrabby would have been the same as in Mullahoran. The name “Bawn” refers to a square shaped fort, constructed in the 1620’s – a fortified farmstead of wealthy protestant settlers during the plantation of Ulster (1610). (tratto da qui)
Il termine ‘Bán’ visto genericamente ha però significati diversi e anche contrastanti: a parte il significato di “bianco” può voler dire “a grass field” nel senso di ‘untilled’, “wild” ma anche di “waste land”, quindi una terra buona per il pascolo non necessariamente rocciosa ma di certo brulla e desolata
4) Tra le maldicenze che descrivevano i braccianti come degli “sfaticati” o “perdigiorno” c’era anche l’accusa di ruberie perciò la strofa potrebbe essere un botta e risposta tra il bracciante e il datore di lavoro, Sweeney accusa il padrone per cui lavora di essere un tipo pigro, mentre il padrone accusa il bracciante di averlo derubato; più semplicemente è il padrone che accusa Sweeney di derubarlo perchè resta a sonnecchiare o a fumarsi la pipa accanto al fuoco, quando invece dovrebbe andare nei campi ad arare. Altri commentatori ritengono che la frase sia un’allusione al fatto che “Sweeney” sia un proprietario terriero ovviamente protestante inglese o scozzese, entrato in possesso delle terre della gentry irlandese (la prassi era consolidata dopo ogni ribellione alla Corona, ma anche per ogni violazione delle leggi inglesi) e perciò “maledetto” dal giovane bracciante . Ma la seconda strofa ci dice invece chiaramente che il giovane “Sweeney” è un cavallante.
5) questa strofa è spesso omessa o collocata al secondo posto nella sequenza delle strofe superstiti cantate oggigiorno. Eppure è in questa strofa che si evince la condizione precaria e malandata del giovane ragazzo, uno spalpeen costretto a vagabondare per la strada, sempre in cerca di un lavoro e angosciato dell’incertezza di non trovarlo. Quando la strofa si trova in IV posizione è chiaramente un riferimento al fatto che il ragazzo è  stato appena licenziato dal padrone dopo il litigio. La strofa alternativa in Christy Moore dice:
My shoes (boots) they are well worn and my stockings they are thin
My auld coat sure it’s threadbare now and I’m leaking to the skin
But I’ll rise us in the morning from the clear daylight till dawn
Then I will be able to plough up the rocks of Bawn
6) la regina diventa il “Sergeant-Major” oppure “Patrick Sarsfield” secondo la versione più antica: “Sarsfied (Earl of Lucan) was the Jacobite soldier who led the second flight of the Wild Geese. After the Treaty of Limerick (October 1691) he joined the army of Louis XIV in the Spanish Netherlands and was killed fighting the English at Neerwinden, near Landen, on 19 August, 1693.” (tratto da qui)
7) la tentazione di tradurre la frase secondo le consuetudini moderne è troppo forte, anche se oramai in Italia il servizio di leva è solo un lontano ricordo
8) una strofa aggiuntiva (qui) dice:
And if I’m not enlisted I’ll sail across the sea
To the broad fields of Americay or some far country
Where I’ll learn to rise up early from the clear daylight of the dawn
And I never would return again to plough the Rocks of Bawn
Tom Lenihan canta invece un’ulteriore strofa:
It is true that I must ramble, it is true that I must go.
It is true that I must ramble from my dear old Irish home.
My poor ould heart is breaking for the clear daylight of dawn,
For I know I won’t return no more to plough the rocks of Bawn.

SECONDA VERSIONE

La versione raccolta (o scritta) da Patrick Kelly di Cashel-in-Connemara (in “Ballads” 1922) è piuttosto una canzone d’amore, ma anche una canzone di protesta da leggersi in codice.


I
“Oh, rise up, gallant Sweeney”
The woman’s voice was sweet;
The piper took his pipes and stick
And follow’d thro’ the street.
As he was first so he was last
From clear daylight till dawn
He said: “We won’t be able
To plough the Rocks o’ Bawn.”
II
All weary walk’d young Sweeney:
The woman went before.
At high-noon sun he stopp’d to play
Before her father’s door.
Her father came the youth to curse
And drive him from his lawn.
She said: “I go with Sweeney
To plough the Rocks o’ Bawn.”
III
“Now rest you, loyal comrade,
Beside this clear spring well;
And look you there and what you see
To me I bid you tell.”
Young Sweeney look’d thro’ Life and Death
And saw a golden dawn
He said: “I know we’re able
To plough the Rocks o’ Bawn.”
IV
“Why sit you, Piper Sweeney,
So idle thro’ the day,
And where is she you follow’d far
As cuckoo follows May?”
Young Sweeney said: “She weeps alone
Beside her father’s lawn,
And so I sit me idle
All on the Rocks o’ Bawn.”
V
“Oh, rouse you, handsome Sweeney
And rouse the woman too;
Why sigh you here, why weeps she there
While work is still to do?”
But Sweeney said: “Tho’ we may toil
From clear daylight till dawn,
I fear we won’t be able
To plough the Rocks o’ Bawn.”
VI
“Where go you now, Boy Sweeney,
Or roving in the May?”
“I go to her I’d follow still
Thro’ dark and stormy day.
I look’d into the well she knew,
A Queen she walk’d her lawn–
And so I know we’re able
To plough the Rocks o’ Bawn.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Oh alzati prode Sweeney”
la voce della donna era dolce;
il pipaiolo prese la sua piva e il bastone
e s’incammino.
Era il primo e solo
tra le prime luci del giorno e il sorgere del sole, disse “Non riusciremo a dissodare le terre rocciose di Bawn”
II
Tutto stanco camminavi giovane Sweeney: la donna è andata avanti. Al sole di mezzogioni si fermò a suonare davanti alla porta del padre.
Il padre uscì a maledire il giovane e ad allontanarlo dal prato.
Lei disse ” Vado con Sweeney
a dissodare le terre rocciose di Bawn”
III
“Adesso riposati, leale compagno
davanti a questo pozzo di acqua sorgiva, e guardati intorno e cosa vedi, ti prego di raccontarmi”
Il giovane  Sweeney guardò tra la vita e la morte
e vide un’alba dorata (1)
disse “Sono certo che riusciremo
a dissodare le terre rocciose di Bawn”
IV
“Perchè ti siedi Sweeney; così standotene in ozio tutto il giorno,
e dov’è lei che seguisti da lungi, come il cuculo segue il Maggio?”
Il giovane Sweeney disse ” Piange solitaria davanti al prato del padre,
e così mi siedo in ozio
sulle terre rocciose di Bawn”
V
” Oh svegliati, bel Sweeney
e sveglia anche la donna;
perchè piangi qui e lei si lamenta qui
mentre il lavoro è ancora da fare?”
Ma  Sweeney disse “Per quanto possiamo faticare tra le prime luci del giorno e il sorgere del sole temo che non saremo capaci di dissodare le terre rocciose di Bawn”
VI
“Dove andrai adesso, Sweeney ragazzo
o vagabonderai a Maggio?”
“Vado da lei, ancora la seguirò
nel giorno oscuro e tempestoso.
Ho guardato nel pozzo che lei conosce,
una Regina che cammina sul prato –
e così so che siamo capaci di dissodare le terre rocciose di Bawn”

NOTE
1) la donna è la personificazione dell’Irlanda e l’alba dorata il radioso futuro dell’indipendenza irlandese

continua

FONTI
http://www.rocksofbawn.com/
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=1690542 http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/11/bawn.htm http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/31/bawn.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6479 http://dowdfamilysite.com/dowd_html4.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=1013 http://www.veteran.co.uk/VT149CD%20words.htm http://members.iinet.net.au/~dwomen/files/nlSept1407.html#anchor1183426

TO BE A SPALPEEN

Spailpin (in inglese “spalpeen“) letteralmente ‘little scythe’ è “un bracciante assunto alla giornata o stagionale“, una figura molto comune nell’Irlanda rurale dal 17 al 20° secolo. A quei tempi la maggior parte dei contadini erano “tenant farmers” ossia mezzadri; avevano in uso una piccola e miserabile casetta di pietra, fango e paglia con un altrettanto piccolo pezzo di terra, appena grande abbastanza da sfamare una famiglia, in cambio dell’affitto pagato al proprietario, in genere latifondista. Quando sopraggiungevano le annate cattive (o quando arrivò la Grande Carestia dal 1840-1879) la maggior parte di questa gente non riusciva a pagare l’affitto e così o veniva buttata in mezzo alla strada, oppure mentre la moglie restava a casa e cercava di sopravvivere con i figli, il marito andava a lavorare come bracciante stagionale.
L’alternativa alla fame era andare per mare, arruolarsi come soldato, emigrare!

imagesM1A0JIDC

LA DIASPORA IRLANDESE

Già nel 1845 con il primo calo della produzione di patate si verificò un picco dell’emigrazione, ma a partire dal 1846 l’esodo fu senza precedenti: una massa enorme di persone denutrite e ammalate cercava una qualsiasi imbarcazione per andare in Canada (nelle colonie inglesi) e nei porti dell’est degli Stati Uniti o in Australia.
Le chiamavano “coffin-boats” (in italiano: navi-bara) per l’alto tasso di mortalità a bordo! Partivano i giovani, lasciando a casa i vecchi genitori o le giovani fidanzate e a volte anche le giovani spose che restavano in attesa del loro ritorno o di potersi imbarcare a loro volta!
La maggior parte degli “spalpeen” proveniva dalle contee di Cork, Connemara e Kerry: alcuni si spingevano fino in Inghilterra ma i più si spostavano per l’Irlanda nelle contee di Limerick, Waterford, Galway e Leinster.
A seconda di quale era il punto di vista, il bracciante poteva essere considerato uno sfaticato, che conosceva tutti i trucchi per lavorare il più lentamente possibile, e un bellimbusto che cercava di sedurre l’ereditiera di turno. Oppure un lavoratore forte e robusto che veniva spremuto dal datore di lavoro e circondato dalle attenzioni affettuose delle donne della fattoria.

THE SPAILPIN FANACH

“The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer” o “The Roving Worker“) pubblicata a Dublino nel 1791 (*), e però antecedente alla Grande Carestia e risale probabilmente alla fine del 1600 all’epoca del “flight of the Wild Geese“(3). L’origine della melodia secondo William Chappel risale al 1758 con il titolo “The Girl I left behind me” (vedi) Si conoscono molte e diverse versioni testuali diffuse anche in America che variano nel significato, andando dal lamento per una misera vita fatta di fatica e stenti, alla canzone comica condita con caustico irish-humour.

PRIMA VERSIONE
Il protagonista, probabilmente un mezzadro sfrattato originario di Coolagh o Coolock, e tutto sommato datato di una certa cultura (molti contadini irlandesi sapevano leggere ed erano poeti e musicisti), per sfamare la sua famiglia deve andare a mendicare il lavoro come bracciante giornaliero (poteva trovare lavoro come scavatore o nella raccolta dell’orzo o delle patate, o più in generale come uomo di fatica). Preferisce scegliere la strada dell’arruolamento in terra straniera invece di vagare senza meta e senza fine, perchè privato del suo contesto originario e trattato con disprezzo nella propria patria. Mentre in altre canzoni si accoglie la strada come una forma di liberazione dai vincoli e dai condizionamenti del consorzio civile, qui si sottolinea il disagio e il peso, l’amarezza dell’emarginazione sociale; emarginazione che è anche un profondo disagio esistenziale, il vuoto nel cuore di chi non ha o non ha trovato uno scopo nel mondo e che è il grande male di vivere (in ogni epoca), disagio che a volte comprende un intero popolo (il popolo degli sconfitti dai bianchi, dai ricchi, dai più forti), il protagonista esprime con il suo lamento il dolore di tutta la gente sradicata e allontanata dal posto in cui viveva, privata del proprio “centro” e condannata alla strada (o all’emigrazione) e alla vita vagabonda.
ASCOLTA Seán Ó Sé & Ceoltóirí Chualann in An Poc ar Buile (ristampa 2010 della prima registrazione risalente agli anni 1960)

ASCOLTA Dervish in Live In Palma 2002

GAELICO IRLANDESE
I
Go deo deo arís ní raghad go Caiseal,
Ag díol ná ag reic mo shláinte,
Ná ar mharagadh na saoire im shuí cois balla,
Im scaoinse ar leataoibh sráide,
Bodairí na tíre ag teacht ar a gcapaill,
Dá fhiafraí an bhfuilim hírálta,
“Ó téanam chun siúil tá an cúrsa fada”
Seo ar siúl an Spailpín Fánach.
II
Im Spailpín Fánach fágadh mise,
Ag seasadh ar mo shláinte,
Ag siúl an drúchta go moch ar maidin,
‘S ag bailiú galair ráithe,
Ní fheicfear corrán im’ láimh chun bainte,
Súiste ná feac beag rainne,
Ach bratacha na bhFranncach os cionn mo leapan,
Is píce agam chun sáite.
III
Mó chúig céad slán chun dúiche m’athar,
‘Gus chun an oileáin ghrámhair,
Is chun buachaill na Cúlach os díobh nár mhiste,
In aimsir chasta an ghárda,
Ach anois ó táimse im chadhan bhocht dhealbh,
Imeasc na ndúichí fáin seo,
‘Sé mo chumha croí mar fuair mé an ghairm,
Bheith riamh im Spailpín Fánach.
IV
Is ró-bhreá is cuimhin liom mo dhaoine bheith sealad,
Thiar ag droichead Gháile,
Fé bhuaí, fé chaoraí, fé laoi bheaga gheala,
Agus capaill ann le h-áireamh,
Acht b’é toil Chríost é gur cuireadh sinn asta,
‘S go ndeaghamhar i leath ár sláinte,
‘S gurbh é bhris mo chroí i ngach tír dá rachainn,
“Call here, you Spailpín Fánach.”

TRADUZIONE INGLESE
I
I’ll never go again to Cashel(1),
Selling myself in hire,
selling my freedom by the Wall(2)
Sitting by the roadside.
Rude Boorish men from everywhere
Coming with their horses,
“come away with me the road is long”
the road of the wandering worker.
II
I will quit this itinerant laboring
Hiring myself out
Walking over night to early morning
Weary of endless journeying
I would not see a sickle in my hand for reaping
A flail for threshing nor a small spade handle/But rather, the colors of the French(3) flying over my head
And a pike(4) in my hand to thrust forth
III
Five hundred farewells to the land of my father
And to my beloved island
And to the boys of Coolagh(5), sure there was no harm in them
During the times we tangled with the Garda(6)
But now, since I am in my poor destitute cell
In the midst of my own native land, outcast
My heart is full of woe, that I ever go the calling
To be a wandering laborer
IV
I well remember my people were at one time,
Over at the bridge at Gáil(7)
With cattle, with sheep, with little white calves
And plenty of horses
But it was the will of God(8) that we were evicted
And we were left with only our health
And what broke my heart everywhere I went
“Call here, you Spailpín Fánach(9)”
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Non andrò mai più a Cashel(1)
a vendermi per un lavoro,
a vendere la mia libertà al Muro(2), seduto sul ciglio della strada,
con rudi e rozzi uomini dappertutto che vengono con i loro cavalli “vieni via con me, lungo è il cammino”, il cammino del bracciante itinerante.
II
Non mi resta che questo lavoro itinerante per darmi al lavoro stagionale, per camminare tutta la notte fino al mattino presto, stanco di un viaggio senza fine. Eppure non vedrò una falce in mano per il raccolto, una frusta per la trebbiatura né una vanga corta
ma piuttosto la bandiera della Francia(3) sventolare sulla mia testa e una picca(4) in mano per sventrare.
III
Cinquecento addii alla terra di mio padre
e alla mia amata isola
e ai ragazzi di Coolagh (5) di certo non c’era niente di male in loro ai tempi in cui ci scontravamo con la polizia(6),
ma ora che sono nella mia povera e miserabile solitudine,
reietto dal centro della mia terra natia,
con il cuore pieno di dolore, sempre sono alla ricerca di essere richiesto come bracciante itinerante.
IV
Mi ricordo bene come era la mia gente un tempo,
oltre il ponte di Galway(7),
con il bestiame, le pecore, i piccoli vitelli bianchi e un mucchio di cavalli di cui prendersi cura.
Ma è per volontà di Dio(8) che siamo stati sfrattati
e ci hanno lasciato solo con la nostra salute,
e ciò che spezzava il cuore ovunque andassi “chiama qui, Spailpín Fánach(9) ”


NOTE
*) in History of Ireland di Geoffrey Keating, Michael C. O’Laughlin
1) Cashel si trova nelle midlands meridionali d’Irlanda
2) luogo deputato al mercato per le contrattazioni
3) molti irlandesi piuttosto che servire sotto le armi degli Inglesi preferivano andare ad arruolarsi presso gli eserciti stranieri, dal 1691 al 1793 era inoltre precluso per legge l’arruolamento dei cattolici irlandesi nell’esercito inglese. Nel 1690 il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire il deposto re Giacomo II in Francia, e si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia. (the flighy of wild geese)
4) con le picche si armavano i soldati a piedi per arginare gli assalti della cavalleria creando una barriera di lance più elaborate nella punta. La picca venne sostituita più efficacemente dalla baionetta sul finire del 1600 e rimase nel Settecento l’arma dei ribelli o delle milizie perché richiedeva un addestramento più ridotto e semplificato rispetto al fucile e alla baionetta oltre che ad essere di più facile reperimento.
5) “buachaill na Cúlach”: la maggior parte delle traduzioni lascia il nome in Gaelico, in un sito ho trovato il termine Coolock (un sobborgo a Nord di Dublino): andando a indagare è emerso il nominativo di Coolagh (contea Galway) (qui)
6) probabile riferimento alla Ribellione Irlandese del 1641-1642. Nel 1641 il raccolto fu scarso e a causa della recessione vennero aumentati gli affitti della terra, la rivolta contro i coloni protestanti scoppiò nell’Ulster ma divampò con la formazione di un governo autonomo l’Irlanda confederata. Quando Oliver Cromwell invase l’Irlanda l’annientamento fu totale (1649)
7) Gáil, Gaillimh è il nome in gaelico di Galway, trova riscontro quindi anche il riferimento a Coolagh come paese originario del protagonista che si trova a poca distanza
8) anche in Irlanda a fine Ottocento sono scoppiate le lotte per la terra (Land War), configurate come un movimento di protesta contro il latifondo e la mezzadria. Solo nel 1879 esplose la cosiddetta questione agraria, sostenuta da una figura carismatica e illuminata, Charles Stewart Parnell (vedi).
9) l’uso del termine è in questo contesto chiaramente spregiativo: “spalpeen” è l’equivalente di “sfaticato”, “perdigiorno”, “mascalzone”.

Hubert_von_Herkomer_-_Hard_Times

SECONDA VERSIONE
Questa versione è un po’ più confusa testualmente il bracciante si lamente per la sua condizione precaria, ma anche si vanta delle sue prodezze amorose. Il tono generale del racconto è più umoristico rispetto alla prima versione.

ASCOLTA Boys of the Lough in “Farewell and remember me” 1987

ASCOLTA Liadan in Traditional Music and Song 2007

I
Is Spailpin aerach tréitheach mise is bígí soláthar mná dhom,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mo lámha ar an gcéachta a’m i ndiaidh na gcapall
agus réapfainnse cnoic le fána.
II
Is an chéad lá in Éirinn dár liostáil mise, ó bhí mé súgach sásta,
Is an dara lá dár liostáil mise ó bhí mé buartha cráite,
Ach an tríú lá dár liostáil mise, thabharfainn cúig céad punt ar fhágáil,
Ach dtá dtugainn sin is ar oiread eile ní raibh mo phas le fáil agam.
III
Is mo chúig céad slán leat, a dhúthai m’athar, is leis an oileán grámhar,
Is leis an scata fear óg atá ‘mo dhiaidh ag baile
a dhéanfadh cabhair orm in am an ghátair,
Tá Bleá Cliath dóite is tógfar Gaillimh, beidh lasair a’ainn ar thinte cnámha,
Beidh fíon agus beoir ar bord ag m’athair, sin cabhair ag an Spailpín Fánach.
IV
Agus bhí mise lá breá thíos i nGaillimh is chuaigh an abhainn le fána,
Bhi an breac is an eascainn is an beairtín slat ann is chuile ní dá bhreátha,
Bhí na mná óga ann muinte mánla is iad a bhí tanaí tláithdheas,
Ach dheamhan bean óg dár shuigh mise léi nach gcuirfinn an dubh ar a mbán di.
V
Agus b’fhaide liomsa lá a mbeinn i dteach gan charaid
ná dhá bhliain déag is ráithe,
Mar is buachaillín aerach meanmach mise a
gus’ bhréagfainn an bhruinneall mhánla,
Is dhá bhean déag a bhí ag éad is ag iomaí liom,
ag súil le tairfe mo láidhe,
B’é paidir na caillí nuair a théinn thar a’ táirseach,
‘Now behave your self, a Spailpín Fánach’.

TRADUZIONE INGLESE
I
I am an airy, talented spalpeen – provide me with a woman!
For I would sow the seed twice in the autumn over the fallow fields,
Oh I would sow the seed twice in the autumn over the fallow fields,
My hand on the plough, following the horses, ploughing the slope of the hillside.
II
The first day in Ireland that I was enlisted,
I was happy and well satisfied.
And the second day that I was enlisted, I was worried shaken.
But the third day that I was enlisted, I would have given five hundred pounds to leave,
And I would have gived that and anything else, but I was not able to get my pass.
III
And my five hundred farewells to you, my father’s district,
and to the beloved island,
And to the crowd of young men behind me at home who’d help me in time of need,
Dublin is burnt away and Galway will be taken, we’ll have flames on bonfires,
My father will have wine and ale on his table, such a help to the Wandering Man.
IV
And one fine day I was down in Galway and the river was flowing down, The trout and the eel and the pack of sticks were there
and all such fine things,
The young women there were polite and gentle and they were slender, amiable and nice,
But any woman I’d spend the night with, I’d have her convinced that black was white!
V
A week in house without a sweetheart would seem to me longer than a long year and a season,
For I am a lively spirited young fellow and I’d woo the gentle beauty,
And it was twelve women who were envying and contending for me,
all hoping to benefit from my spade,
It was the prayer of the old woman as I crossed the threshold,
‘Now behave your self, you Wandering Man’.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sono un allegro e abile bracciante stagionale -datemi una donna
perchè spargerei il seme due volte  in autunno nella terra a maggese
perchè spargerei il seme due volte  in autunno nella terra a maggese
con le mani sull’aratro, mentre seguo i cavalli e spacco la terra sul pendio delle collina.
II
Il primo giorno che ero arruolato in Irlanda
ero felice e soddisfatto,
il secondo giorno che ero arruolato ero tormentato,
ma il terzo giorno che ero arruolato avrei dato 500 sterline per andarmene,
avrei dato questo e quello, ma non riuscivo a prendere il mio permesso per andarmene.
III
Cinquecento volte addio alla contea di mio padre
e alla mia amata isola,
alla folla di giovani uomini che ho lasciato dietro in città e che mi avrebbero aiutato nel momento del bisogno. Dublino è in fiamme, Galway è sorta in ribellione,
accenderemo i falò
e ci sarà vino e birra alla tavola di mio padre con l’aiuto del bracciante senza meta
IV
Un bel giorno ero a Galway
il fiume correva per il pendio,
c’erano trote e anguille e un sacco di pesci
e c’erano un sacco di belle cose,
le giovani fanciulle erano educate e gentili ed erano sinuose,
amabili e graziose
ma non c’era donna con cui trascorrere la notte che non avrei convinto dell’incontrario
V
E’ più lunga una settimana in una casa senza una innamorata, che un anno e una stagione,
perchè io sono un vivace giovanotto abile a corteggiare le belle fanciulle. C’erano 12 donne gelose che erano in competizione per me tutte nella speranza del servizio della mia vanga;  la raccomandazione della vecchia mentre varcavo la soglia era “Ora comportati bene, tu bracciante senza meta.”

FONTI
http://history1800s.about.com/od/irelandinthe1800s/ig/19th-Century-Ireland/Ireland-Farming.
htm
http://theseoservices.info/?p=188
http://songoftheisles.com/2014/01/13/an-spailpin-fanach/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2623
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52685 http://www.daltai.com/discus/messages/12465/13095.html?1100019164 http://thesession.org/discussions/26313
http://thesession.org/tunes/5760

https://www.joeheaney.org/en/spailpin-fanach-an-seosamh-o-clochartaigh/