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THE SEAL-MAIDEN (GRUAGACH-MHARA)

Nelle Isole Ebridi ritroviamo diverse canzoni che contengono il termine Gruagach, una fanciulla del mare che potrebbe essere una selkie o forse una sirena.

La Gruagach è un altro nome della Cailleach, la dea primigenia della creazione come viene chiamata in Scozia, il cui ricordo ha lasciato una traccia nel folklore celtico e ci parla di un culto primordiale conservatosi pressoché immutato anche durante l’affermarsi del Cristianesimo e praticato soprattutto dalle donne con poteri sciamanici (vedi prima parte)

THE SEAL-MAIDEN

La versione riportata da Marjory Kennedy-Fraser nel suo “Songs of the Hebrides“, è la trasposizione in inglese di un canto in gaelico scozzese raccolto sull’isola di Barra. In questo contesto il termine Gruagach accoppiato a mhara è usato nel senso di fanciulla del mare che sta a indicare una selkie. (tratto da qui)

Un pastore ha la ventura di assistere alla trasformazione di una fanciulla dai capelli neri: in un attimo indossa il grigio manto mutandosi una foca e si getta nel mare per nuotare verso il vasto oceano. Si tratta chiaramente di una waulking song, in cui la parte del coro è formata per lo più da frasi non-sense che vengono trascritte foneticamente.

Early one morning Ho eel yo
stray sheep a seeking Ho eel yo
Great wonder saw I Ho eel yo
fair seal-maiden Ho eel yo
Glossy her dark hair Ho eel yo
Veiling her fair form Ho eel yo
Heel yo heel yo rova ho
lone on sea-rock sat the maiden.
Heel yo heel yo rova ho
Grey her long robe closely clinging
Heel yo heel yo rova ho
When great wonder! Ho eel yo
Suddendly changed she Ho eel yo
Heel yo heel yo rova ho
raised her head she, stretched she outward
Heel yo heel yo rova ho
Diving seaward Ho eel yo
Smooth seal-headed she Ho eel yo
Out by the teal-tracks Ho eel yo
Cleaving the sea-waves Ho eel yo
Heel yo heel yo rova ho

Through Chaol Mhuille(1)
Through Chaol Ile(2)
Heel yo heel yo rova ho
To the far blue bounteous ocean!
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Al mattino presto
in cerca di una pecora smarrita
vidi con grande stupore
una bella fanciulla-foca.
Lucidi i suoi neri capelli
che coprivano il suo bel corpo,
Heel yo heel yo rova ho
da sola sulla roccia sedeva la fanciulla.
Heel yo heel yo rova ho
Grigia la sua lunga veste aderente,
Heel yo heel yo rova ho
quando oh meraviglia!
All’improvviso lei è cambiata
Heel yo heel yo rova ho
rialzando la testa
protese in avanti
Heel yo heel yo rova ho
verso il mare
la levigata testa di foca
sulle tracce dell’alzavola
a fendere le onde del mare
Heel yo heel yo rova ho
per l’Isola di Mull (1),
per l’Isola di Isla (1)
Heel yo heel yo rova ho
verso il lontano oceano meravigliosamente blu!

NOTE
1) isola di Mull
2) isola di Isla

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Così scrive Ethel Bassin “The *Gruagach* here is a female.  Although a ‘maid of the sea’, she must not be pictured as the conventional golden-haired nude terminating in a fish’s tail.  The spectator, while searching for sheep, sees a grey-robed maiden sitting on a distant rock.  Raising her head, she stretches herself and assumes the form of the ‘animal without horns’.  Then ‘she went cleaving the sea on every side…towards the spacious region of the bountiful ones’.  Although the literal word ‘seal’ is not used, ‘the hornless animal’ whose form the mermaid took, one may suppose to be a seal.  The ‘grey robe’ of the maiden further points to her seal character, the seal being often described as ‘grey’.  ‘In the superstitious belief of the North,’ says Mr W.T. Dennison in his *Orcadian Sketch-book*, the seal held a far higher place than any of the lower animals, and had the power of assuming human form and faculties …  every true descendent of the Norseman looks upon the seal as a kind of second-cousin in disgrace.”

Frances Tolmie (1840–1926), nata a Skye fu una prolifica collezionista di canzoni delle Isole Ebridi, così un centinaio delle melodie vennero pubblicate dal Folk-Song Society (Journal of the Folk-Song Society, 16), materiale confluito nel libro di Ethel Bassin “The Old Songs of Skye: Frances Tolmie and her Circle”, 1997 che così scrive “In the Journal Miss Tolmie remarks that her pleasure in these old wive’s songs was considered very odd by her contemporaries, ‘for they were not deemed “poetry” or worthy of notice by song-collectors of that period’. Some of her elders, fortunately, were of her own way of thinking, notably her aunt, Mrs Hector Mackenzie (Annabella Tolmie), whose only son, John Tolmie Mackenzie was harbour- master at Dunvegan as well as being factor to MacLeod of MacLeod.

ORAN MU’N GHRUAGAICH (A SONG ABOUT THE GRUAGACH)

Una waulking song di cui non sono riuscita a trovare il testo in gaelico, ma evidentemente è la stessa canzone “tradotta” da Marjory Kennedy-Fraser (o meglio fatta tradurre dal reverendo Kenneth Macleod).

ASCOLTA Jo Morrison in “A Waulking Tour of Scotland” 2000

ASCOLTA Christine Primrose in “Gun Sireadh, Gun Iarraidh‘ (‘Without Seeking, Without Asking’)

continua seconda parte

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=51669
http://www.celticlyricscorner.net/cormack/gruagach.htm
http://www.booksfromscotland.com/Authors/Stuart-McHardy
http://www.aniodhlann.org.uk/documents/t1999-157-3d.html?CFID=24022064&CFTOKEN=66534791
http://www.templerecords.co.uk/products/christine-primrose-gun-sireadh-gun-iarraidh

SEA LONGING (AN IONNDRAINN MHARA)

Una melodia tradizionale dalle Isole Ebridi sempre della collezione di Marjory Kennedy-Fraser. Il titolo si traduce in italiano come “Desiderio del mare”: si tratta di una particolare nostalgia del mare, un inappagabile struggimento, tipica delle creature fatate provenienti dal mare. Questo sentimento è un topico della letteratura fantasy richiamata anche dal “padre” del genere: “It is said by the Eldar that in water there lives yet the echo of the Music of the Ainur more than in any substance else that is in this Earth; and many of the Children of Iluvatar hearken still unsated to the voices of the Sea, and yet know not for what they listen. “(The Silmarillion, Tolkien) Nell’oceano risuona ancora la voce primigenia che ha creato il mondo, la quale attira le creature fatate e in particolare gli Elfi molto sensibili verso la musica, essendo ottimi musicisti. Oltre il Mare ci sono le Terre Imperiture, il Reame Beato (ovvero l’altromondo celtico.)
Nel cuore di tutti gli (elfi) Esuli la nostalgia del Mare era un inguaribile tormento; nell’animo dei Grigi Elfi un’inquietudine latente, che una volta destata non poteva essere più placata.” (Appendice F, A proposito degli Elfi) Così scrive Tolkien descrivendo lo stato d’animo degli Elfi lontani dalla loro Terra Madre; questo “richiamo del mare” è ben presente nella musica celtica delle Isole dalla Scozia.

Il brano preso in esame oggi non è molto conosciuto, in pratica l’unica versione che si trova in rete è quella raccolta da Marjory Kennedy-Fraser ma molto rielaborata. Possiamo presumere si tratti del canto di una selkie,  che canta la sua insopprimibile nostalgia per il mare..  mentre è costretta a vivere in forma umana. Secondo la leggenda bastava rubare e nascondere la pelle della foca mentre era mutata in fanciulla danzante sugli scogli, la creatura del mare si sarebbe trasformata in una docile e servizievole moglie…

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Una bella versione strumentale quella di Susan Craig Winsberg nel Cd La Belle Dame (1999)
ASCOLTA Susan Craig Winsberg

E per chi piace la musica classica la rielaborazione sinfonica di Sir Granville Bantock

ASCOLTA Lisa Milne (soprano), Sioned Williams (arpa) in Land of Heart’s Desire. Nelle note si legge: “The air was collected by Mrs Kennedy-Fraser and her daughter Patuffa from Anne Monk of Benbecula but the accompaniment is by Sir Granville Bantock. The words are described as ‘an old fragment’ adapted and translated by Kenneth Macleod”

ASCOLTA Kenneth McKellar su Spotify


Sore sea-longing in my heart,
Blue deep Barra waves are calling,
Sore sea-longing in my heart
Glides the sun, but ah! how slowly,
Far away to luring seas!
Sore sea-longing in my heart,
Blue deep Barra waves are calling,
Sore sea-longing in my heart,
Hear’st, O Sun, the roll of waters,
Breaking, calling by yon Isle?
Sore sea-longing in my heart,
Blue deep Barra waves are calling,
Sore sea-longing in my heart.
Sun on high, ere falls the gloamin’,
Heart to heart, thou’lt greet yon waves.
Mary Mother(1), how I yearn,
Blue deep Barra waves are calling,
Mary Mother, how I yearn.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Nel cuore struggente nostalgia del mare
le onde oltremare di Barra mi chiamano,
nel cuore struggente nostalgia del mare,
sfugge il sole ma oh si piano,
per adescare il mare!
Nel cuore struggente nostalgia del mare
le onde oltremare di Barra mi chiamano,
nel cuore struggente nostalgia del mare,
Ascolta oh Sole le onde del mare,
che si frangono per chiamare la lontana Isle?
Nel cuore struggente nostalgia del mare
le onde oltremare di Barra mi chiamano,
nel cuore struggente nostalgia del mare,
Sole supremo ecco scende il crepuscolo,
cuore contro cuore, andrai a salutare le onde,
madre Maria(1), che struggimento,
le onde oltremare di Barra mi chiamano,
madre Maria, che struggimento!

NOTE
1) probabilmente Bride la dea che veniva chiamata Maria in una sorta di sincretizzazione con la religione cristiana


APPROFONDIMENTO DEL MITO: SCHEDA continua

FONTI
http://www.craigrecords.com/recordings/la-belle-dame/
http://www.poetrynook.com/poem/sea-longing-0
http://inkpot.com/classical/bantocksyms.html

AIGNISH ON THE MACHAIR

Una canzone dalle Isole Ebridi per commemorare la fine di una vita, colta dalla vecchiaia, così come dovrebbe essere una morte serena. La canzone esprime la nostalgia per la propria terra e il desiderio di giacere anche in morte, nel grembo della comunità di appartenenza.

aignish-cimitero
Il testo è stato composto da Agnes Mure Mackenzie di Stornoway, isola di Lewis (Ebridi esterne) su di una vecchia melodia scozzese. Nel canto si cita il cimitero di Aignish, un borgo poco distante da Stornoway già luogo di insediamenti monastici medievali. I ruderi di una piccola chiesa dedicata a S Columba sono il fulcro di un cimitero (per il clan dei Macleod) proprio a ridosso del mare. (vedi)

ASCOLTA Capercaille in The blood is strong 1995
Nell’album il brano è accreditato sia a John Archie Morrison che a Marjory Kennedy Fraser, che con il suo lavoro avrebbero più propriamente arrangiato il materiale tradizionale delle isole Ebridi, più che composto qualcosa di suo.

I
An ciaradh m”fheasgairs mo b`heath `air claiodh
Mo rosg air dunad`s a`bhas gun chli
Stuir curs` an lar leam gu Eilean ciatach
Gu Aignish sgiamhach far an d`araich mi
II
An sin gun cairich sibh mi` san fhod
A mheasg mo chairdean `smo shinnsrean coir
Ri toonan barr-gheal a` bualadh traghad
`Sri machair(2) Aignish nan laoighs nam bo.
III(3)
Bi eoin an aite gach la ri seinn
‘S an iarmailt ghorm sin gu h-ard os cionn
Is machair Aignis ri taobh na traghad
Gu tosdach samhach ‘s mi sint’ ‘s a’ chill

NOTE
1) è l’Avalon, la terra delle fate, l’altromondo celtico
2) machair è una fertile pianura d’erba, come se ne trovano sulle isole Ebridi proprio a ridosso della spiaggia
3) la terza strofa come riportata da Ishbel Macaskill


TRADUZIONE INGLESE
I
When day is over and life is done
My eyes have closed and my strength has gone
Oh westwards(1) take me and quickly lay me
In Aignish graveyard beside the sea
II
There please leave me by kith and kin
By parents kindly and all my friends
By white waves pounding on beaches sounding
By Aignish graveyard beside the sea.
TRADUZIONE ITALIANO (dall’inglese) DI CATTIA SALTO
I
Quando il tempo è finito e la vita trascorsa, chiuderò gli occhi e lascerò andare le forze,
accoglimi allora nella Terra dell’Ovest(1) e seppelliscimi nel cimitero di Aignish accanto al mare.
II
Là lasciatemi tra amici e parenti con i genitori amati e tutti i miei amici,
tra il suono delle onde chiare che si frangono sulla spiaggia,
nel cimitero di Aignish accanto al mare.

In Lyra Celtica  di J. Matthay, William Sharp è riportato questo testo in inglese attribuito a Agnes Mure Mackenzie

When day and night are over,
And the world is done with me,
Oh carry me west and lay me
In Aignish by the sea.

And never heed me lying
Among the ancient dead,
Beside the white sea breakers
And sand-drift overhead

The grey gulls are wheeling ever,
And the wide arch of sky,
Oh Aignish on the Machair(2),
And quiet, quiet there to lie.

FONTI
http://www.visitouterhebrides.co.uk/see-and-do/st-columbus-church-eaglais-na-h-aoidhe-p524161 http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/aignish.htm http://www.celticlyricscorner.net/macaskill/aignis.htm http://www.albumtrad.com/en/ishbel-macaskill/00392-sioda.xhtml http://www.alansim.com/scohtml/sco262.html http://www.cdandlp.com/kennedy-fraser-traditional/land-of-heart-s-desire-lisa-milne-sioned-williams/cd/r116587407/

JOY OF MY HEART

cottage-mullL’isola di Mull in gaelico scozzese si dice “Eillean Muilleach” è la seconda isola per grandezza delle Ebridi interne e si trova proprio di fronte alla penisola del Morven (vedi), la canzone è una dichiarazione d’amore ..  verso l’isola stessa, nel testo traspare lo spirito celtico, un profondo sentimento di comunione con la natura (mare e terra, uomo e dei nati da un primordiale incantesimo senza fine).

L’isola è nota per una canzone dei Tannahill Weavers i quali si sono ispirati al brano di Archie Fischer che l’accredita a H. Roberton (nel libro “Song of the Isles” 1950) dicendo che il testo è stato tradotta da una precedente versione in gaelico scozzese. Vero è invece il contrario: è stato John R. Bannerman a tradurre il testo di Roberton in gaelico. La melodia è un tradizionale dal titolo Leannan Mo Ghaoil.

Nelle note di commento i Tannahill Weavers  (che per chi non li conoscesse sono dei grandi mattacchioni) scrivono “We find on our travels that people who live hundreds of miles from the ocean (beachcombers do not tend to inhabit cities such as Omaha, Nebraska, or Stuttgart) find it hard to relate to the fact that it is possible to fall in love with an island.  Some have even gone so far as to say they find the whole idea perverse. We are happy to say that in Scotland we do not find it perverted in the slightest.  Falling in love with an island is an everyday occurrence here and perfectly acceptable to society in general. A Scottish pervert is something completely different… a man who prefers women to whiskey.” (tratto da qui)

IN VIAGGIO
http://www.unpontepercaledonia.it/isola-di-mull-giro-dellisola/ http://www.laphroaig.it/it/news/news_473.html http://hartofmull.co.uk/blog/
http://hartofmull.co.uk/blog/

ASCOLTA The Tannahill Weavers


Sing ye o’ the Cuillins o’ Skye
Harris, Dunvegan, fair Iona
Joy of my heart, Eilean Mulligh
Whether I wander east or west
waking or dreaming, you are near me
Joy of my heart, Eilean Mulligh
Peat and heather, how they call me
Little wee bothan by the hillside
Friendly hearts are waiting to greet me
Welcoming arms are there to hold me
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Cantami di Cuillins di Skye,
Harris, Dunvegan, della bella Iona,
Gioia del mio cuore, isola di Mull, ovunque vada a est o a ovest
da sveglio o nel sonno tu mi sei vicina, gioia del mio cuore, isola di Mull.
Torba ed erica che mi attirano,
un piccolo cottage sulla collina.
Cuori amici mi aspettano per salutarmi e braccia accoglienti sono là per sostenermi.

FONTI
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1108lyr3.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43242

THA SEATHAN AN-DIUGH NA MHARBHAN

‘Seathan Mac Rìgh Eireann’ (John il figlio del Re d’Irlanda) è un canto molto antico, in origine un lamento funebre (Cumha Sheathain = Lament For Shehan) poi diventato una waulking song (vedi), largamente diffuso per le Highlands e le Isole della Scozia è ancora cantato anche se solo parzialmente nelle Isole Ebridi. Sebbene nel titolo ci si riferisca ad un figlio del re d’Irlanda il gaelico utilizzato è quello scozzese e non irlandese, gran parte del testo è stato trascritto nell’imponente opera di Alexander Carmicheal e occupa alcune pagine richiedendo un’ora intera  per arrivare fino alla fine.

GAELIC LAMENT

compiantoUna slow air particolarmente triste e malinconica  è la melodia di una commemorazione funebre, officiata nella tradizione celtica dalle donne, e cantata da dalle “prefiche” professioniste durante i riti di sepoltura. Tale ruolo era svolto in epoca Alto-Medievale dal bardo celtico ovvero  l’erede delle tecniche del canto proprie della tradizione sciamanica paleo-mesolitica, che secondo alcuni studiosi di antropologia era ampiamente praticata dalle popolazioni “europee”.
Tali lamenti sono spesso attribuiti alla moglie del guerriero morto eroicamente in battaglia e seguono un andamento tutto sommato già codificato e tradizionale, ad esempio nel mondo classico greco la donna esprime la preoccupazione per sé e soprattutto per il figlio unitamente al desiderio di morire, i ricordi del passato ma anche visioni del futuro. Nella tradizione irlandese del caoineadh, la lamentazione funebre ritualizzata, rimasta praticamente immutata fino alla prima metà del secolo scorso, domina ” l’amarezza per la perdita, la celebrazione del valore del defunto, il desiderio di rivincita se la morte è ritenuta ingiusta o peggio causata ingiustamente. Ed è anche per questo che la Chiesa vedeva nel caoineadh una pericolosa forma di allontanamento dai precetti cristiani, tanto che, nel corso del XIX sec. la ricusa della Chiesa cattolica si avvicina a quella della Chiesa protestante.
La prefica è tanto il simbolo che l’agente attivo della transizione del defunto nell’Aldilà e della sua integrazione fra gli antenati. Lo fa attraverso la recitazione ritualizzata  della lamentazione. Si tratta di un rito di riconciliazione tra il defunto e la sua famiglia, ma anche tra il defunto e la comunità. Questa riconciliazione avviene attraverso l’espressione, in forma poetica, delle lodi per il defunto e del dolore per la sua perdita, ma anche del riconoscimento delle ingiustizie da lui subite e, quando le circostanze lo richiedono, della sua genealogia. Egli è in grado di sentirla e questo è un aspetto di non poca importanza poiché, nella tradizione irlandese, il defunto possiede la capacità di sentire fino al momento in cui il sacerdote non abbia gettato tre palate di terra sulla sua bara…
Il caoineadh, recitato come s’è detto da prefiche professionali, è spesso improvvisato nell’atto di recitarlo, ma l’improvvisazione avviene secondo una complessa tecnica codificata. Questa modalità non è dissimile dall’improvvisazione codificata nella musica classica indiana. In genere la lamentazione viene dedicata a un membro maschio della famiglia. Tuttavia, accanto alla parte improvvisata, v’è una consistente parte che viene memorizzata e tramandata oralmente. Questo richiede alla prefica, che molto spesso è illetterata e in genere appartiene ai ceti più bassi, eccezionali doti di improvvisazione poetica, ma anche di eccezionale memoria.
In occasioni più solenni, o di personaggi particolarmente importanti, le prefiche possono essere più d’una, ma una sola conduce e controlla l’esperienza della lamentazione, mentre le altre fanno da coro alla fine di ogni strofa, emettendo un suono gutturale: och, ochòn o ul-lu-lu, simile quindi al greco eleleu. Il metro rosc usato nel caoineadh è, come s’è detto, antichissimo ed è certo da ricollegarsi alla tradizione dell’eulogia propria dei filìd, i druidi poeti, o bardi, poiché, nella sua forma più nobile ed elevata, la poesia bardica e l’esercizio della parola erano strettamente interconnessi nel tipo di metro usato, al contenuto e alla circostanza. In antico infatti, era compito dei bardi di corte levare il compianto per il nobile capo, mentre successivamente a questa pratica si unisce e poi si sostituisce la figura della prefica. (tratto da qui)

Il canto , accompagnato dall'oscillazione ritmica del busto, ha un andamento quasi ipnotico che porta il cantore in uno stato di trance. Come già detto all'inizio del brano si conoscono molte versioni, più che altro sono frammenti tramandati tradizionalmente di un più ampio lamento funebre (di cui anticamente si contavano un centinaio di strofe o più)

Molte sono le registrazioni sul campo raccolte nelle Isole Ebridi
Tha Seathan An-diugh na Mharbhan: http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/25880/1
Cumha Sheathain:
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/94370/1
Seathan Mac Rìgh Èireann:
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/21240/1

come pure le registrazioni da parte di musicisti professionisti o semi-professionisti di cui questa particolarmente suggestiva con Maggie ASCOLTA MacInnes & Cór Cúil Aodha

ASCOLTA Catherine-Ann MacPhee

Seisd 1
Hù rù o na hi òro
Tha Seathan an-diugh na mharbhan
Seisd 2
Na hi hò hùg òroSgeul as olc le luchd a leanmhainn
Sgeul is ait le luchd a shealga
Naidheachd a bha dhomhsa searbh dhe
‘S mairg thuirt riamh rium gum b’e bhean dhubhach mi
Bean bhochd chianail chràiteach dhubhach mi
Bean bhochd a thug spèis dha buidheann mi
Piuthar do Fhionn ‘s do Niall Buidhe mi
‘S minig a chuala ‘s nach do dh’innis e
Gu robh mo leannan-sa am Minginis
Nam bitheadh e sin, ‘s fhad o thigeadh e

ASCOLTA Maggie MacInnes

Hu ru o na hi ho ro
Tha Seathan an diugh na mharabhan
Na hi ho, ho ro hug o ro o
Hu ru o na hi ho roSgeul ’s olc le fearaibh Alba
Na hi ho, ho ro hug o ro
Hu ru o na hi ho roSgeul ’s aite le luchd an t-sealga
Bannsa Seathan a falbh Slèibhte
Mise lag ’s easan treubhach
’S iomadh beinn is gleann a shuibhal sinn
Bha mi ’n Ile, bha mi ’n Uibhist leat
Bha mi ’n i na cailleacha dubha leat
Bha mi ’n Eirinn an Coig Mhumha leat
Dh’èist mi n’ Aifrionn ’s a Chill Chumha leat
Mac mo righ o Thir Chonaill thu
Seathan, Seathan mo ghille grèine,
Och dham dheòin gun do ghlachd an t-eug thu
Cha gheitinn do Mhoire Mhìnn thu
Air eagal ’s an cailinn fhìnn thu


TRADUZIONE INGLESE
Seathan(1) today is dead
A sad tale to the men of Scotland
A joyous tale to his pursuer
I and Seathan crossing the mountain
I was weak but Seathan was strong
Many a glen and ben we travelled
I was in Islay and in Uist with you
I was in Iona of the nuns(2) with you
I was in Ireland in the Province of Munster with you
I heard Mass in Cill Chumha with you
You were son of the King of Tir Chonail(3)
Seathan my brightness of the sun
Woe is me that death has caught you
I would not gift you to the gentle Mary
For fear I would lose you myself

TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Oggi John è morto,
una storia  triste per gli scozzesi,
una storia allegra per il suo inseguitore.
Io e John attraversando la montagna
e io ero stanca ma John era forte,
superammo più di una valle,
ero a Islay e Uist con te,
ero a Iona delle monache con te;
ero in Irlanda nella provincia del Munster con te,
ho sentito la messa a Cill Chumha con te;
eri il figlio del re di Tir Chonail,
John mio sole luminoso,
mio è il dolore da quanto la morte ti ha catturato,
non vorrei donarti alla dolce Maria,
perché temo di perderti

NOTE
1) Seathan (Eòin, Iain, Seon) nome proprio maschile equivalente a John, Ian
2) nell’isola di Iona si stabilì nel 1200 non solo un monastero maschile ma anche una comunità di suore agostiniane, le suore indossavano abiti neri che vennero chiamate in gaelico “cailleach Dhubh
3) Tír Ċonaill = la Terra di Conall inglesizzato in Tyrconnell era un regno d’Irlanda (Nord-Ovest) rimasto indipendente fino al 1601 equivalente grosso modo alla contea del Donegal (anche se ben più vasto); il regno venne istituito nel V secolo da un figlio di Nial dei Nove Ostaggi (in inglese Niall of the Nine Hostages) e governato dal clan O’Donnell fino alla Fuga dei Conti

ASCOLTA Flora Mac Neil in “Orain Floraidh”
In her sleeve note Floraidh states that she acquired this song from the singing of a cousin of her mother’s, Mary Johnstone, and that Mary sang this as a lament. Floraidh also informs us that in Carmichael’s “Carmina Gadelica”, this song is listed as a waulking song. Floraidh sings it as a lament. Tender, intimate, it is a giant of a song that recollects the life joys of one who now mourns. (tratto da  qui)

Hu ru o na hi ho ro
Hu ru o na hi ho ro
Tha Seathan na diugh na mharbhan
Na hi ho ro hug o ro

Tha Seathan na diugh na mharbhan
Hu ru o na hi ho ro
Sgeul is olc le fearaibh Alba
Na hi ho ro hug o ro

Sgeul is olc le fearaibh Alba
Hu ru o na hi ho ro
Sgeul is olc le luchd a leanmhuinn
Na hi ho ro hug o ro

Sgeul is olc le luchd a leanmhuinn
Hu ru o na hi ho ro
Sgeul is ait le luchd an t-sealga
Na hi ho ro hug o ro

Sgeul is ait le luchd an t-sealga
Hu ru o na hi ho ro
Bannsa Seathan a’ falbh slèibhte
Na hi ho ro hug o ro

Bannsa Seathan a’ falbh slèibhte
Hu ru o na hi ho ro
Mise lag is esan treubhach
Na hi ho ro hug o ro

Mise lag is esan treubhach
Hu ru o na hi ho ro
Cota ruadh mu leth mo shlèisne
Na hi ho ro hug o ro

Cota ruadh mu leth mo shlèisne
Hu ru o na hi ho ro
Is iomadh beinn is gleann a shiubhail sinn
Na hi ho ro hug o ro

Is iomadh beinn is gleann a shiubhail sinn
Hu ru o na hi ho ro
Bha mi’n Ile bha mi’n Uibhist leat
Na hi ho ro hug o ro

Bha mi’n Ile bha mi’n Uibhist leat
Hu ru o na hi ho ro
Bha mi’n I nan cailleacha dubha leat
Na hi ho ro hug o ro

Bha mi’n I nan cailleacha dubha leat
Hu ru o na hi ho ro
Bha mi’n Sleibhte nam ban buidhe leat
Na hi ho ro hug o ro

Bha mi’n Sleibhte nam ban buidhe leat
Hu ru o na hi ho ro
Bha mi’n Eirinn an Coig Mhumha leat
Na hi ho ro hug o ro

Bha mi’n Eirinn an Coig Mhumha leat
Hu ru o na hi ho ro
Dh’èisd mi ri Aifrionn sa’ Chill Chumha leat
Na hi ho ro hug o ro

Dh’èisd mi ri Aifrionn sa’ Chill Chumha leat
Hu ru o na hi ho ro
Seathan Seathan mo ghille grèine
Na hi ho ro hug o ro

Seathan Seathan mo ghille grèine
Hu ru o na hi ho ro
Och dh’am dheòin gun do ghlachd an t-eug thu
Na hi ho ro hug o ro

Och dh’am dheòin gun do ghlachd an t-eug thu
Hu ru o na hi ho ro
Dh’fhàg siud mise dubhach deurach
Na hi ho ro hug o ro

Dh’fhàg siud mise dubhach deurach
Hu ru o na hi ho ro
Cha toirinn do lagh na Rìgh thu
Na hi ho ro hug o ro

Cha toirinn do lagh na Rìgh thu
Hu ru o na hi ho ro
Cha toirinn dhan chro naoimh thu
Na hi ho ro hug o ro

Cha toirinn dhan chro naoimh thu
Hu ru o na hi ho ro
Cha ghibhtinn do Mhoire mhìn thu
Na hi ho ro hug o ro

Cha ghibhtinn do Mhoire mhìn thu
Hu ru o na hi ho ro
Air eagal’s gun caillinn fhìn thu
Na hi ho ro hug o ro

TRADUZIONE INGLESE di Donalda MacKinnon
Hu ru o na hi ho ro
Hu ru o na hi ho ro
Seathan tonight is dead
Na hi ho ro hug o ro
A sad tale to the men of Scotland
A sad tale to his followers
A joyous tale to his pursuers
I and Seathan crossing mountains
I weak, but Seathan strong
A russet coat around my thigh
Many a glen and ben we travelled
I was in Islay and Uist with you
I was in Iona of the nuns with you
I was in Sleat of the yellow haired women with you
I was in Ireland in the Province of Munster with you
I heard mass in Cill Chumhe with you
Seathan my brightness of the sun
Woe is me that death has caught you.
And that has left me sad and tearful
I would not give you to law or king
I would not give you to the Holy Rood
I would not give you to the gentle Mary
For fear that I would lose you myself.

Chuir M’athair Mise Dhan Taigh Charraideach (Skye Waulking Song)

Questo secondo titolo, una waulking song dell’Isola di Skye, si può considerare una parte del Cumha Sheathain, anche se il testo parla di una fuga d’amore..

ASCOLTA Joan Mackenzie

ASCOLTA ben tre versioni con Karen Matheson

Seisd 1 Hi ri huraibhi o ho
Chuir m’athair mise dha’n taigh charraideach
Seisd 2: O hi a bho ro hu o ho
‘N oidhche sin a rinn e bhanais dhomh
Gur truagh a Righ nach b’e m’fhalairidh
M’an do bhrist mo lamh an t-aran dhomh
M’an d’rinn mo sgian biadh a ghearradh dhomh
Sheathain chridhe nan sul socair
Tha do bhata nochd ‘s na portaibh
Och, ma tha, chaneil i socair
O nach roch(2) thu, ghaoil, na toiseach.


TRADUZIONE INGLESE
Hi rihurabhi o ho
My father sent me to the house of sorrow(1)
oh hi a bho ro hu o ho
that night he held my wedding for me
what a pity, O king, that it wasn’t my funeral party,
before my hand broke the bread for me
before the knife cut my food for me
beloved Seathen of my calm eyes
your boat tonight is in port
oh if it is it won’t be calm
Oh that you weren’t, my love, in her bow.

TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Hi rihurabhi o ho
Mio padre mi ha dato un grande dolore
Hi rihurabhi o ho
quella notte che ha combinato il mio matrimonio per me. Che peccato o Re che non fosse la festa del mio funerale, prima che la mia mano spezzi il pane
e il coltello tagli il cibo per me,
amato Seathen dagli occhi dolci,
la tua barca stanotte è nel porto,
se così è, non ci sarà calma,
se non ci sarai tu amore mio a prora

NOTE
1) house of sorrow è a volte l’eufemismo per indicare un bordello, in questo contesto il significato è: My father caused me great distress
2) Should be ‘robh’ not ‘roch’= Oh, weren’t you, love, the first and foremost

FONTI
Journal of the Folk-Song Society, 16 (1911) [The Frances Tolmie Collection], 207-208.
Songs of the Hebrides pubblicato da Marjory Kennedy-Fraser e Kenneth MacLeod.  Vol. 2.  London: Boosey and Co., 1917, pp. 73-79.
Carmina Gadelica.  Vol. 5.  pubblicato da Angus Matheson.  Edinburgh: Oliver and Boyd, 1954, pp. 60-83.
http://ontanomagico.altervista.org/sciamani.html#
http://www.continuitas.org/texts/benozzo_lachrymae.pdf http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/chuirmathairmisedhantaighcharraideach.asp http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/seathan.asp http://www.celticlyricscorner.net/macneil/seathan.htm http://carmichaelwatson.blogspot.it/2011/08/song-narrative-of-seathan-mac-righ.html http://www.folkmusic.net/htmfiles/inart592.htm http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/anon6.htm
http://www.parametermagazine.org/seathan.htm

BIDH CLANN ULAIDH

donna-culla-WILLIAM-ADOLPHE-BOUGUEREAUBidh clann Ulaidh (in inglese The Clan of Ulster) è una ninnananna dalla isole Ebridi , in cui la mamma addormenta la bambina (immagino che il neonato sia di sesso femminile), raccontandole del grandioso matrimonio che la sua famiglia le organizzerà quando arriverà in età da marito. Vengono citati così i nomi di Clan importanti e anche dei parenti irlandesi illustri che andranno al matrimonio per festeggiare gli sposi e onorare la famiglia.
I matrimoni tra famiglie d’alto ceto erano eventi famosi di cui la gente parlava e che ricordava per anni,   sui quali si scrivevano canzoni (qui), in cui i capi clan sfoggiavano la loro liberalità e magnificenza. I matrimoni permettevano di stringere delle alleanze (anche se non sempre durevoli) tra i clan ed erano dei contratti che comportavano lo scambio di bestiame, denaro e proprietà, chiamati tocher per la sposa e dowry per lo sposo.

LA MELODIA

La melodia è qualcosa di magico, c’è una versione che surclassa tutte le altre, quella del virtuoso (nonché scozzese) Tony McManus il “Celtic fingerstyle guitar legend”..

ASCOLTA Tony McManus live chitarra
ASCOLTA Alasdair Fraser & Tony McManus

Tra le versioni con la voce ho selezionato queste due:
ASCOLTA Catherine-Ann MacPhee 2014
ASCOLTA Can Cala 2014 in tempo di walzer

GAELICO SCOZZESEI
Bidh clann(1) Ulaidh luaidh ‘s a lurain
Bidh clann Ulaidh air do bhanais
Bidh clann Ulaidh luaidh ‘s a lurain
Dèanamh an danns air do bhanais
Sèist:
Bidh clann a’ rìgh, bidh clann a’ rìgh
Bidh clann a’ rìgh air do bhanais
Bidh clann a’ rìgh seinn air a’ phìob
Òlar am fìon air do bhanais
II
Bidh Clann Amhlaidh nam feachd greannmhor
Bidh Clann Amhlaidh air do bhanais
Bidh Clann Amhlaidh nam feachd greannmhor
Dèanamh an danns air do bhanais
III
Bidh Clann Dhòmhnaill tha cho neònach(5)
Bidh Clann Dhòmhnaill air do bhanais
Bidh Clann Dhòmhnaill tha cho neònach
Dèanamh an danns air do bhanais
IV
Bidh Clann Choinnich nam feachd soilleir(7)
Bidh Clann Choinnich air do bhanais
Bidh Clann Choinnich nam feachd soilleir
Dèanamh an danns air do bhanais
TRADUZIONE INGLESEI
My love, my darling child
The Clan of Ulster(2) will be at your wedding
My love, my darling child
The Clan of Ulster will dance at your wedding
Chorus:
The king’s clans, the king’s clans
The king’s clans will be at your wedding
The king’s clans playing the pipes
Wine will be drunk at your wedding
II
Clan MacAulay(3), a lively crowd
Clan MacAulay will be at your wedding
Clan MacAulay, a lively crowd
Will dance at your wedding
III
Clan Donald(4), who are so special(5)
Clan Donald will be at your wedding
Clan Donald, who are so special
Will dance at your wedding
IV
Clan MacKenzie(6) of the shining armor(7)
Clan MacKenzie will be at your wedding
Clan MacKenzie of the shining armor
Will dance at your wedding

NOTE
1) la parola “clan” deriva dal gaelico scozzese “clann“= “bambino” per sottolinea il forte legame di sangue tra il capo e le famiglie (discendenza). I clan sono estensioni territoriali controllate dal chief (il capo) che vive in un antico castello o casa fortificata. Occorre sottolineare che non tutti gli appartenenti al clan sono anche discendenti di sangue del capo, perchè potevano anche essersi “affiliati” al clan che prestavano giuramento in cambio di protezione. Ad Hogmany o al momento dell’elezione del nuovo capo tutti i rispettivi capi famiglia giuravano fedeltà al capo-clan. Il capo è come minimo un Laird, guida del clan e legale rappresentante della comunità
2 )in Irlanda l’Ard Ri, il re dei re proviene dal Nord, dall’Ulaidh, la terra dei guerrieri e il Clan degli O’Neil rimase sempre un clan prestigioso anche dopo la conquista inglese.
3) Clan MacAulay è un clan scozzese di Argyll, tra i più antichi della Scozia che vantava la propria discendenza dal re dei Pitti: si colloca territorialmente a cavallo tra Lowland e Highland
4) il Clan Donald è uno dei clan scozzesi più numeroso ed articolato in numerose suddivisioni. Il Signore delle Isole è per tradizione un MacDonald (isole Ebridi)
5) scritto anche “tha cha neonach”= “it’s no wonder” che ha molto più senso per me
6) il Clan MacKenzie è un clan delle Highland il cui stemma riproduce una montagna in fiamma e il motto dice ” Luceo non uro” (in italiano: brillo, non brucio)
7) tradotto anche come “bright clothing”

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Amore mio, mia cara bambina, il Clan dell’Ulster andrà al tuo matrimonio, e ballerà al tuo matrimonio. Il Clan dei Re andrà al tuo matrimonio mentre suoneranno le cornamuse e il vino sarà bevuto al tuo matrimonio. Il Clan MacAulay, un gruppo esuberante, andrà e ballerà al tuo matrimonio. Il Clan Donald, non c’è da stupirsi, andrà e ballerà al tuo matrimonio. Il Clan MacKenzie dall’armatura splendente andrà e ballerà al tuo matrimonio.

Il brano mi ha richiamato alla mente (per la sua melodia) la “Song of Exil” del film King Arthur di Antoine Fuqua (2004) (non voglio dire che i due brani siano uguali e nemmeno simili, ma che nella mia mente si intrecciano)

VANORA – WE WILL GO HOME (ACROSS THE MOUNTAINS)

Il brano è cantato da Vanora (moglie di Bors) agli uomini di Artù – del popolo dei Sàrmati, (ma in realtà si rivolge al bambino che ha in braccio e quindi è a lui, ma anche al guerriero-marito, che canta una ninna-nanna) che si vedono volto per volto, nell’imminenza della partenza per una missione “suicida”: gli uomini vogliono ritornare a casa, hanno il salvacondotto che li libera dalla servitù a Roma, ma scelgono di restare al fianco del loro comandante, il romano-britanno Artorius:  “ognuno è artefice del proprio destino” (la trama qui).

Così scrive Caitlin Matthews “I am the arranger/translator of “Song of the Exile” which appeared in the film and wasn’t recorded on the CD. Disney won’t allow me to sing or record it as they now own the copyright

Queste sono le parole cantate nel film:
Land of bear and land of eagle
Land that gave us birth and blessing
Land that called us ever homewards
We will go home across the mountains
We will go home, we will go home…

When the land is there before us
We have gone home across the mountains
We have gone home, we have gone home
We have gone home singing our songs

ASCOLTA Caitlin Matthews(?) Moya Brennan(?) voce , Lisa Gerrard per i vocalizzi e il tappeto synth

Una ninnananna sussurrata, dolce-triste insieme, breve ma dalla intensa carica emotiva , nemmeno inserita nel cd della colonna sonora “King Artur. Come autore c’è chi ha pensato di accreditare (erroneamente) Hans Zimmer (musicista e compositore tedesco e capo dello studio cinematografico DreamWorks) che in effetti ha siglato la colonna sonora del film e si è visto arrivare un mare di lamentele dai fans. Hans Zimmer (qui) scrive “Song of the Exile” is composed and performed by Caitlin Matthews” e che sarà rilasciata un nuovo cd con una bonus track o qualcosa di simile che comprenderà anche il brano incautamente “dimenticato” (eravamo nel 2008)! La stessa Caitlin Matthews scrive sul post dicendo di avere una difficile posizione sul copyright con la Disney e che lei ha registrato la versione originale in gaelico per il suo nuovo cd “Earth’s Own Heart” che uscirà (uscito?) nel 2009. (qui)

Quindi c’è un brano (tradizionale?) in gaelico scozzese alla base (Caitlin Matthews dice chiaramente di aver arrangiato/tradotto “Song of the Exile”).

Nel frattempo sono uscite su YouTube una valanga di versioni supercliccate!! (il brano è stato tradotto anche in norreno qui)

ASCOLTA Leah (il testo qui)

Maria van Selm

Land of freedom land of heroes
Land that gave us hope and memories
Hear our singing hear our longing
We will go home across the mountains
Land of sun and land of moonlight
Land that gave us joy and sorrow
Land that gave us love and laughter
We will go home across the mountains

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/macaskill/bidh.htm
http://www.omniglot.com/songs/gaelic/clannulaidh.php http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/gaelicsongs/bidhclannulaidh.asp
http://www.hallowquest.org.uk/
http://www.terrediconfine.eu/king-arthur/

THE CUILLINS OF RUM A VISIT INTO PARADISE!

Rùm non ha niente a che vedere con la Giamaica ma è un isolotto al largo dell’isola di Skie  (le Ebridi interne con Eigg, Muck e Canna le Small isles piccole verdi isole con piccolissime comunità che ancora ci vivono).

sky-cuillin
“Skye Cuillin from Kilmory Beach”, Byron Cooper 1900

UNA VISITA IN PARADISO

Antichi insediamenti celtici ma ancor più vichinghi attestano una probabile integrazione tra le due etnie; il nome deriva forse dal norreno rõm-øy per “wide island” o dal gaelico ì-dhruim per “isle of the ridge” (per i rilievi montuosi dell’interno) ciò che resta di un vulcano preistorico; nel Medioevo l’isola è diventata la riserva di caccia del “Lord of the Isles”, ed è perciò ricordata come The Forbitten Isle e solo nel Seicento è ridiventata luogo di insediamento per agricoltori e allevatori o pescatori; per gran parte del XX secolo venne denominata Rhum dal suo Laird (Sir George Bullough che vi costruì “l’esotico” castello Kinloch), e oggi è abitata da una ventina di persone concentrate nel villaggio Kinloch sulla costa orientale, (la popolazione indigena ha abbandonato l’isola negli anni 1820). Dal 1957 è di proprietà del Nature Conservancy Council ed è ora una importante riserva naturale. C’è solo da sperare che non si trasformi in un’isola turistica!

a mio avviso le riprese che meglio illustrano la poesia nella canzone

ma anche
VIDEO
VIDEO

GUIDA ALL’ASCOLTO
L’isola è nota per una canzone dei Tannahill Weavers dal titolo “The Cuillins of Rhum” i quali si sono ispirati al brano di Archie Fischer “The Cuillins of Home” che a sua volta ha ripreso la versione di Gordon Bok. Gordon Bok è un cantautore folk americano che ha riscritto in parte il testo proveniente dalla tradizione musicale delle Isole Ebridi, ma come un gioco di specchi dietro a tutto troviamo lo zampino di Marjory Kennedy-Fraser e del Rev. Kenneth Macleod.
La canzone è classificata come Sea-rapture songs nel poderoso lavoro svolto da Marjory Kennedy-Fraser e Kenneth Macleod per la collana “Songs of the Hebrides” .

THE COOLIN OF RUM è la traduzione in inglese per mano di Kenneth MacLeod di un brano in gaelico probabilmente originario dell’isola e intitolato ‘The Exile’s Dream’ (non so se il testo in gaelico sia stato riportato dal “traduttore” non avendo la possibilità di consultare il libro di Kenneth MacLeod “The road to the isles : poetry, lore, and tradition of the Hebrides” (Edimburgo,1927)) Gli spartiti a cui ho avuto accesso riportano solo il testo in inglese. La melodia è sempre la stessa.
Nel testo traspare lo spirito celtico, un profondo sentimento di comunione con la natura che nasce dalla convinzione di essere parte del tutto (mare e terra, uomo e dei nati da un primordiale incantesimo senza fine).

ASCOLTA Tannahill Weavers in Mermaid’s song 1992


I
Soon shall I see your bright(1)
shores in the morning
The heather of hills
and the rising of morn
The rolling grey seamist
rolls east in the morning
To run the wild hills
of the cuillins of Rhum(2)
II
Far away seaward
thy green hills are lovelit
Where runs the hill water
afoam to the sea
Like tangle at noontime(3),
like snow wreath in moonlight
As thou who art yearning
will yearn it to be
III
Far away seaward
my queenland, my youthland(4)
Far away seaward
the cuillins of home
And here in my dream time
I’m hearing hill water
The laughter of streams
by the cuillins of Rhum
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Presto vedrò le tue bianche(1)
spiagge al mattino,
l’erica sulle colline
e il sorgere della luna,
la sinuosa grigia nebbia del mare
che si alza a est nel mattino
per seguire le aspre colline
delle Cuillins di Rùm(2).
II
Lontano al largo
le tue verdi colline sono amabili,
dove scorre la spuma del ruscello
verso il mare
come la boscaglia a mezzogiorno(3),
come la neve circondata dal chiaro di luna
dove tu che stai desiderando,
vorresti essere.
III
Lontano al largo
la mia terra sovrana, terra della giovinezza(4)
lontano al largo
le Cuillins di casa
e qui nel mio sogno
sto sentendo il torrente,
le risate dei ruscelli
dalle Cuillins di Rùm

NOTE
1) Bhrighde è il nome di una dea celtica e le isole Ebridi derivano forse il loro nome proprio dalla dea (Brigit o Bride) Dea del triplice fuoco controparte femminile di Lugh, il luminoso (il dio sole) a lei è dedicata la festa celtica di Imbolc vedi. L’aggettivo bright è appropriato perchè le spiagge delle Ebridi hanno spesso un che di caraibico (vegetazione a parte) per quella luce che si accende sotto il sole e il mare cristallino
2) le Rum Cuillin sono cinque montagne di basalto nel cuore dell’isoletta (dello stesso gruppo delle Cuillin di Skye )
3) tangle: tra i possibili significati del termine ho pensato prima all'”alga” ma poi mi sono convinta si riferisca all’intrico dei rami come in un bosco di alberi secolari particolarmente nodosi e contorti
4) citazione dell’Isola come la terra dell’Immortalità, la terra dell’Altro mondo celtico vedi

ASCOLTA (track 26) l’arrangiamento per voce ed arpa di Marjory Kennedy-Fraser

O Bhrighde(1)! ‘tis seaward, the dreamland, the youthland(4),
O Bhrighde! and seaward the Coolin of Rum(2),
Afar in the dreamtide I’m hearing hill waters,
Like lilting of streams by the Coolin of Rum.
The Grail of the dreamland, the youthland(4), is love-lit
Beside the hill waters afoam to the sea,
Like tangle(3) at noontide, like snow-wreath in moonlight,
And thou who art yearning shalt yearn it to be.
O Bhrighde! ‘tis seaward, the dreamland, the grail track,
O Bhrighde! and seaward the Coolin of Rum,
Afloat on the dreamtide I’m hearing hill waters
Like laughter of streams by the Coolin of Rum.

Rhum è rinomata per la sua bellezza e per il detto "the island where no one worries for very long". Ecco l'aneddoto che raccontano i Tannahill Weavers nelle note (notoriamente dei grandi mattacchioni) (qui) "There is a lovely example of this in a story concerning an old married couple living on the island. One night, as they lay in bed, the wife notices that her husband is having difficulty sleeping. "Archie", she asks, "Why are you not sleeping? Is something worrying you?" "Och, aye", says he, "It's our next door neighbor, Angus Macfadzean. I owe him £500 and I can't pay him." As calmly as you like, his wife gets out of bed, walks to the bedroom window, opens it, and calls out into the evening air, "Angus Macfadzean! My husband does not have £500! He cannot pay you!" Calmly she walks back to the bed, kisses her husband lovingly on the cheek, and says, "There you are dear, off you go to sleep and let him worry now."

rhum-isle“Rum Cuillin” di Byron Cooper 1900

FONTI
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1121lyr4.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=53294 http://www.tourbritain.de/scotland/rum/rum_cuillins_tour.htm http://www.touringmagazine.it/articolo/1543/scozia-isole-fuori-dal-mondo http://www.bbc.co.uk/arts/yourpaintings/paintings/skye-cuillin-from-kilmory-beach-166803
http://www.bbc.co.uk/arts/yourpaintings/paintings/rum-cuillin-166804

THE SKYE WATER KELPIE’S LULLABY

“Cronan na Eich-mhara”, ‘Oran-tàlaidh an eich-uisge’ oppure ‘Oran each-uisge’ è una canzone che viene dalle Isole Ebiridi: la “Ninna nanna del kelpie” è una triste e dolce melodia per far addormentare il bambino concepito con una donna mortale e per far ritornare indietro la donna che ha abbandonato kelpie e figlio.

Mary Mackellar nel suo saggio ‘The Shieling: Its Traditions and Songs’ (Gaelic Society of Inverness 1889 qui) scrive che il compagno della donna è un “leannan-sith” ovvero una “fata-amante” ma per la maggioranza delle versioni è un “each-uisge” (in inglese water-horse), un “eich-mhara” (in inglese sea horse) un cavallo d’acqua o un cavallo marino (da cui deriva il titolo della canzone).
Così scrive Mary Mackellar nel riportare il testo in gaelico scozzese della canzone “One of the romantic incidents of the sheiling was the fairy lover, and some of the songs concerning those are still to be heard among the old people.  This “leannan-sith,” or fairy lover, was able at times to win the love of the maid of the sheiling in no ordinary manner; and fairy women, in the guise of milkmaids, have been known to win the affection of the herdsman who on the mountain side attended his flocks.  There is a fairy lullaby of which I only know a fragment.  It was composed by the “leannan-sith” when the maid of the sheiling, who was the mother of his child, had become cruel and laid his little baby-boy to cry himself to death on the hill-side near the father’s uncanny home.  The poor unhappy man came to the relief of his child, and in his song he is promising every thing good to his “Morag” if she obeys nature’s call and comes to her son.  Morag it seems went to look after her herds, and turned a deaf ear to his weird singing and his deep distress.  The melody of this song is very sweet and plaintive, as are all those known as “Fonn-sìth,” fairy melody”

A Mhór, a Mhór,
A Mhór, a Mhór,
A Mhór, a Mhór,
Taobh ri d’ mhacan;
A hùbh a hó!
‘S gheibh thu goidean
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
Laogh do chuim,
An cois an tuim,
Gun teine, gun dion, gun fhasgadh.
A Mhór, a ghaoil,
Till ri d’ mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó!
Gheibheadh tu fion,
‘S gach ni b’ait leat,
Ach nach eirinn
Leat ‘s a’ mhaduinn,
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
Ged nach eirinn leat ‘s a’ mhaduinn.
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
‘S uisge frasach.
‘S thachair ormsa,
A ghruagach thlachdmhor.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
A nighean nan gamhna,
Bba mi ma’ riut,
Anns a’ chrò
Is cach na’n cadal
An daoith gheal donn,
An daoith gheal donn,
An daoith gheal donn,
Rug i mac dhomh.
A hùbh a hó!
Ged is fuar
A rinn i altrum,
A hùbh a hó!
A Mhór, a Mhór,
Till ri d’mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A nighean nan gamhna,
Bha mi ma ‘riut,
A nighean nan gamhna,
A nighean nan gamhna
Bha mi ma’ riut,
Anns a chrò
‘Us cach nan cadal,
A hùbh a hó!
A nighean nan gamhna,
Bha mi ma’ riut,
Anns a’ chrò
‘Us cach nan cadal.
A Mhór, bheag dhonn,
Nach till thu rium,
A Mhór, bheag dhonn,
Nach till thu rium,
A hùbh a hó!
Mi caoidh do mhicein
Air an t-sliabh.
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
‘S a bhialan min
Ri m’ fheusag liath.
‘S tu direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann,
A’ direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann.
A hùbh a hó!
‘S na laoigh air chall
A’ direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
Gu sgith, fliuch, fuar,
‘S na laoigh air chall.
A Mhór, a Mhór,
‘Pill ri d’ mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó!
Laogh do chuim
Ri taobh cnocain,
Gun teine, gun tuar,
Gun fhasgadh.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
‘S gheibh thu fion uam
‘S gach ni ‘s ait leat,
Ach nach eirinn leat ‘sa a mhaduinn.

Anche Frances Tolmie (1840–1926), nata a Skye, fu una prolifica collezionista di canzoni delle Isole Ebridi, così un centinaio delle melodie vennero pubblicate dal Folk-Song Society (Journal of the Folk-Song Society, 16), materiale confluito nel libro di Ethel Bassin “The Old Songs of Skye :Frances Tolmie and her Circle”. 1997 che così scrive “In the Journal Miss Tolmie remarks that her pleasure in these old wive’s songs was considered very odd by her contemporaries, ‘for they were not deemed “poetry” or worthy of notice by song-collectors of that period’. Some of her elders, fortunately, were of her own way of thinking, notably her aunt, Mrs Hector Mackenzie (Annabella Tolmie), whose only son, John Tolmie Mackenzie was harbour- master at Dunvegan as well as being factor to MacLeod of MacLeod.

IL KELPIE: MUTAFORMA DELLE ACQUE

Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestEra convinzione che esistesse una certa simmetria tra le creature terrestri e quelle delle acque, così uomini e donne erano i tritoni e le sirene mentre tra gli animali marini non mancava la figura del cavallo con la coda di pesce che nella tradizione di Scozia e Irlanda prende il nome di Kelpie (cavallo d’acqua). Si mostra sulle rive dei fiumi, dei laghi, degli stagni solitari o del mare e benchè il suo regno sia quello acquatico, il kelpie può assumere le sembianze di un bellissimo cavallo bianco (anche se viene raffigurato in alcune illustrazioni come un cavallo oscuro dal manto nero) o di bel ragazzo o d’amabile fanciulla, ed essendo una creatura solitaria spesso è in cerca di un compagno/compagna.

Nel libro “La Straniera” di Diana Gabaldon troviamo questa versione della leggenda del Kelpie. Pag.317.. “A quanto potei capire, questi esseri abitavano in qualunque tipo di massa acquatica, ed erano particolarmente frequenti nei fiordi e nei canali, benché molti vivessero dentro agli abissi dei lochs. «C’è un punto, nell’estremità orientale di Loch Garve», disse, spostando lo sguardo tra i vari membri del gruppo per accertarsi che tutti lo stessero ascoltando, «che non gela mai. L’acqua lì è sempre nera, anche quando il resto del loch è tutto ghiacciato: si tratta infatti del comignolo del cavallo d’acqua.» Quello di Loch Garve, come molti altri della sua razza, aveva rapito una fanciulla che era venuta al loch ad attingere acqua, e se l’era portata con sé in fondo agli abissi perché gli facesse da moglie. Qualunque donna, o uomo se è per questo, provi il desiderio, dopo aver trovato un bel cavallo in riva al lago, di salirgli in groppa, andrà incontro a parecchi guai, perché una volta montato il cavaliere non potrà più scendere; a quel punto il cavallo si tufferà in acqua, si trasformerà in un pesce e nuoterà fino alla sua dimora con lo sventurato cavaliere saldamente attaccato al dorso. «Orbene, una volta sott’acqua il cavallo avrà solo denti da pesce», disse Rupert, ondulando il palmo per imitare il movimento delle pinne, «e si nutre di lumache, di alghe e di altri cibi freddi e bagnati. Ha il sangue gelido come l’acqua, e non gli serve nessun fuoco, mentre una donna umana ha bisogno di calore.» …«Dunque la moglie del cavallo d’acqua era triste e soffriva il freddo e la fame, nella sua nuova dimora subacquea, non piacendole granché le lumache e le alghe che lui le serviva per cena. Così il cavallo, essendo di buon cuore, si recò sulla riva del loch vicino alla casa di un uomo che aveva fama di essere un bravo capomastro. E, quando l’uomo scese giù al fiume e vide il bell’animale dorato con le briglie d’argento che risplendevano al sole, non poté resistere alla voglia di montargli in sella. «Naturalmente il cavallo si tuffa in acqua e lo porta fino alla sua dimora fredda e viscida negli abissi. A quel punto dice al capomastro che se vuol tornare in libertà dovrà costruire un bel caminetto, con tanto di comignolo, in modo che sua moglie possa avere un fuoco dove scaldarsi le mani e friggere il pesce.» «Così il capomastro, non avendo altra scelta, fece come gli era stato chiesto. E il cavallo mantenne la promessa: lo riportò sulla riva vicino a casa sua. Fu così che la moglie del cavallo d’acqua poté starsene al calduccio, tutta contenta, con grande abbondanza di pesce fritto per cena. Dunque l’acqua non gela mai, all’estremità orientale di Loch Garve, perché il calore del comignolo del cavallo d’acqua scioglie il ghiaccio. »”

Tuttavia più spesso il Kelpie è considerata una creatura malvagia una sorta di demone che va a caccia di vittime da sedurre e far annegare (e divorare) negli abissi (un ricordo di antichi sacrifici agli spiriti delle acque?)

416px-Stromkarlen_1884Il corrispettivo nel folklore germanico e norreno è il nix o nixie (a secondo se di sesso maschile o femminile) di cui il kelpie è una delle possibili incarnazioni: il nix si mostra nella forma di rana o rospo o di piccolo pesce o di uno strano pesce a forma umana. Volendo fare un distinguo fra Kelpie e Nix possiamo affermare che il primo preferisce attirare la vittima sotto forma di cavallo per farla salire in groppa e trasportarla negli abissi il secondo invece l’attira con dolci melodie.

Con il passar del tempo in Scozia il kelpie è diventato un mostro delle acque come il famigerato Nessie del Loch Ness. Per alcuni tuttavia il Kelpie vive esclusivamente nei pressi delle rapide dei fiumi, dei guadi e delle cascate.
Così scrive Ethel Bassin “The each-uisge (water-horse) is a familiar figure in Gaelic folklore. In the guise of a man he might lay his head in the lap of a girl and invite her to ‘dress’ his hair. The tales vary between the girl who does, or does not, discover in time from the sand in his hair and on his breast what he really is. Mòrag in this instance, does not make the discovery until after she has borne him a child. In terror she flees, leaving the baby with him. This song – a lullaby still current in oral tradition – is the each-uisge’s entreaty to Mòrag to return, alternating with his affectionate lulling of the child. “

ASCOLTA Caera in Suantraighe, A Collection of Celtic Lullabies 2006. La melodia è tratta dal libro di Marjory Kennedy-Fraser and Kenneth MacLeod “Songs of the Hebrides” 1909 (pag 94) per la canzone “The Skye Water Kelpie’s lullaby che è riportata come una Cronan na Eich-mhara

GAELICO SCOZZESE
A Mhórag dhonn! A Mhórag dhonn!
Till gud’ mhacan;
‘S gheibh thu ‘m bradan breac o’n loch.
chorus:
A-hó hi. A-hó hi.
A-hó hó-an, A-hó hó-an, A A-hó hó-an,
hó hi. A-hó hi.A-hó hó-an! A-hó hó-anTha ‘n oidhch’ an nochd
Gu fliuch frasach,
Aig mo mhac-sa ri sgàth cnocain(2).
A-hó hó-an A-hó hó-an
Gun teine, gun tuar,
Gun fhasgadh
‘S tu sìor chonràn.A-hó hó-an! A-hó hó-an
Mo shean-a chab liath.
Ri d’ bheul beag baoth.
‘S mi seinn phort duit am Beinn Frochdai.

TRADUZIONE INGLESE
O brown haired Morag,
come back to thy little son,
and thou shalt get
a speckled salmon from the loch.
The night is wet
and showery for my son
in the shelter of the knoll
without fire, pale, forlorn,
and wailing without cease.
My unsightly old grey mouth,
against thy silly little mouth,
while I sing dandling songs
to thee in Ben Frochkie.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mór dai neri capelli,
ritorna dal tuo piccolo bambino
e avrai un salmone dal lago!
Questa notte è umida
e piovosa per mio figlio
al riparo sulla collinetta,
senza fuoco, cibo, abbandonato
a lamentarsi senza sosta.
La mia bocca da vecchio
contro le tue dolci labbra
mentre canto ninnananne
per te sul Bel Frochkie

Versione cantata in inglese e arrangiata da Marjory Kennedy-Fraser
Avore, my love, my joy
To thy baby come
And troutlings you’ll get out of the loch

Avore, my heart, the night is dark, wet and dreary.
Here’s your bairnie neath the rock
Avore, my love, my joy, wanting fire here,
wanting shelter, wanting comfort
our babe is crying by the loch
Avore, my bride? Avore, my heart
My gray old mouth touching thy sweet lips,
and me singing Old songs to thee, by Ben Frochkie

NOTE
1) Mhórag o Mór è il nome della fanciulla amata dal kelpie è anche scritto A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh (Mhor mia, amore, mia gioia)
2) La canzone mette in evidenza una pratica di “controllo delle nascite” diffusa tra i Celti il bambino veniva “esposto” cioè abbandonato nel bosco (senza cibo e al freddo) affinchè se ne prendessero cura le fate; la pratica era diffusa un tempo sia nei confronti degli illegittimi che dei neonati con evidenti deformazioni fisiche o dall’aspetto malato. L’usanza era connessa con la convinzione che il bambino fosse stato “scambiato” ovvero rapito dalle fate e sostituito con un changeling, un mutaforma il quale per un po’ assomiglia al bambino umano, ma alla fine riprende sempre il suo vero aspetto. La madre o il padre sfortunati lasciavano il neonato nel bosco o nei pressi di una pozza d’acqua o di una pietra antica di modo che il changeling se ne ritornasse nel suo regno e il vero bambino fosse restituito ai suoi legittimi genitori; ritornando sul posto il giorno dopo più semplicemente lo trovavano morto o scomparso perchè divorato da qualche animale selvatico. C’erano anche altri metodi meno cruenti per smascherare il changeling, come quello di mettere a bollire dei gusci d’uova! Si ritiene che il changeling sia un tentativo di “spiegare” l’autismo, il quale ha proprio nelle fiabe e leggende la sua eziologia prima del riconoscimento ufficiale (solo nel 1943 l’autismo ha avuto un nome e una documentazione clinica). La dottoressa Julie Leask del National Centre for Immunisation Research and Surveillance of Vaccine Preventable Diseases di Sydney, insieme ai suoi colleghi ha esaminato le fiabe inglesi, tedesche e scandinave. La Leask si è incuriosita, quando un giorno ha sentito una madre dire, durante un programma ministeriale sull’autismo, “è come se la bambina che ho messo al mondo mi fosse stata rubata“. E continua: “I bambini scambiati vengono descritti come apatici, impenetrabili ai gesti d’affetto, non esprimono le proprie emozioni, urlano o addirittura non parlano“. Ovviamente non sempre i changelings erano esposti, anche se si riteneva che portassero solo disgrazie alla famiglia, l’unico aspetto positivo è la predisposizione per la musica. Come inizia a crescere, il Changeling richiede ai genitori “adottivi” uno strumento, spesso un violino, che inizia a suonare con tale abilità, che chiunque si fermi ad ascoltarlo, non può non rimanere affascinato. “Ho visto un Changeling una volta. Viveva con due vecchi fratelli, poco distante da Dog’s Well, e aveva l’aspetto di una scimmia avvizzita. Aveva circa dieci o undici anni, ma non riusciva a camminare davvero, solo ciondolare. Sapeva però suonare il flauto talmente bene che nessuno era capace di uguagliarlo. Conosceva antiche melodie, talmente vecchie che il popolo le aveva dimenticate da tanto tempo. Un giorno poi, se ne è andato, non so nulla di quello che gli è capitato…” (da un villaggio vicino a Boho, nella contea di Fermanagh)

ASCOLTA Margaret Stewart & Allan MacDonald in Colla Mo Rùn 2001 scritto anche e impropriamente come “Ã’ran Tàlaidh An Eich-Uisge”

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao i hà
Chorus:
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
‘S luath dha d’ chois thu, hó bha hó
‘S mór nad each thu, hao i hà
I
O hó m’eudail a mac hó
O hó m’eachan sgèimheach hà
‘S fhad ‘n ‘n bhail’ thu, hò bha hò
Nìtear d’iarraidh, hao i hà
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao ihà

TRADUZIONE INGLESE
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
CHORUS
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
Fast of foot you are
Great as a horse you are
I
My darling son
Oh my lovely little horse
You are far from the township
You will be sought after
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
 TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dormi, bambino mio
Dormi, bambino mio
CORO
Hì hó..
dal piè veloce tu sarai
grande come un cavallo.
I
Figlio mio caro,
mio bel cavallino,
sei lontano dal paese
e ti verranno a cercare tra un po’,
dormi bambino mio,
dormi bambino mio, 

Le melodie girano intorno ad una vecchia aria scozzese dal titolo “Crodh Chailein” (in inglese “Colin’s cattle) evidentemente considerata una melodia delle fate (qui)

FONTI
http://www.fantasymagazine.it/notizie/2521/changeling-fiabe-per-capire-l-autismo/ http://mcglenmysteries.blogspot.it/2010/10/changelings.html http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://www.romanticamentefantasy.it/emozioni-in-tartan-leggenda-kelpie/ http://fairyroom.com/2013/03/bad-fairy-nixie/ http://www.lochiel.net/archives/arch116.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4374 http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48242 http://www.kidssongsmp3.twinkletrax.com/kids-song.php?c=C02T12&kids-song=O,%20Can%20Ye%20Sew%20Cushions http://www.celticlyricscorner.net/stewart/orantalaidh.htm
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stromkarlen_1884.jpg

ROAD TO THE ISLES

La melodia è stata scritta dal “Pipe Major” John MacLellan (1875-1949) di Dunoon (Scozia) con il titolo di “The Bens Of Jura” (egli la rinominò in ben due occasioni: la prima quando si trovò in Sud Africa arruolato nella Highland Brigade – “The Highland Brigade’s March To Heilbronn”, e poi quando andò in Egitto le diede il nome di “The Burning Sands Of Egypt”). In alcuni siti è tuttavia accreditata a Malcolm Johnson di Barra (che in realtà fu solo l’interprete il quale eseguì la melodia davanti a Marjory Kennedy-Fraser).

Fu solo nel 1914 che diventò una canzone con le parole composte dal reverendo Kenneth MacLeod. La canzone con il titolo “The road to the Isles” venne pubblicata nella poderosa raccolta di Marjory Kennedy-Fraser Songs of the Hebrides” (vol II 1917, per la collezione in pdf vedi qui) Kenneth MacLeod la pubblicò anche nel suo libro The Road to the Isles (1927), con il commento “Written for the lads in France during the Great War. The track referred to here led in the old days from the Northern Isles to the Cattle Trysts of Falkirk and Carlisle.”

GUIDA ALL’ASCOLTO: ROAD TO THE ISLES

LA MELODIA E’ ovviamente una “marcing song” per cornamuse e tamburi
ASCOLTA Kings Own Scottish Borderers

La canzone è popolarissima in Scozia e ha un che d’antan, il protagonista è un soldato (o un emigrante) che sta lasciano le sue amate Isole Azzurre (le Ebridi) per percorrere la “Strada delle Isole” fino a Fort William, uno dei forti che faceva parte della catena di fortificazioni (insieme a Fort Augustus e Fort George) utilizzata per tenere sotto controllo le possibili rivolte giacobite. E’ rimasto come presidio militare fino al 1855. Fort William è il centro più importante della Scozia, snodo ferroviario e stradale (qui si dipartono la West Highland Way e la Great Glen Way).

ASCOLTA Gaberlunzie


Chorus:
Sure, by Tummel and Loch Rannoch
and Lochaber(1) I will go.
By heather tracks
wi’ heaven in their wiles(2);
If it’s thinkin’ in your inner heart
braggart’s in my step,
You’ve never smelt
the tangle o’ the Isles.
I
Oh, the far Coolins(3)
are puttin’ love on me.
As step I wi’
my cromach(4) to the Isles.
It’s by Sheil(5) water
and track is to the west.
By Aillort and by
Morar(6) to the sea,
The cool cresses(7)
I am thinkin’ o’ for pluck,
And bracken for a
wink on Mother’s knee(8).
II
The far Coolins are
puttin’ love on me,
As step I wi’ the
sunlight for my load.
It’s the blue Islands
are pullin’ me away,
Their laughter puts
the leap upon the lame(9),
The blue Islands from
the Skerries to the Lews(10),
Wi’ heather honey
taste upon each name(11)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Dal Tummel al Loch Rannoch
e al Lochaber andrò
per i sentieri di erica
con il cielo nei loro riflessi.
Se credete nel profondo dei vostri cuori
che io mi vanti
non avete mai annusato
le alghe delle Isole.
I
Le lontane Cuillins
mi riempiono d’amore
mentre avanzo con il mio
bastone da pastore per le Isole
è dal Lago Sheil
per la pista a Ovest.
Dall’Ailort e dal
Morar al mare
il crescione fresco
sto pensando di prendere(7)
e le felci per riguardo
ai consigli di mia madre(8).
II
Le lontane Cuillins
mi riempiono d’amore
mentre avanzo
nella luce del sole con il mio fardello
sono le Isole Azzurre
che mi lascio indietro,
il loro riso fa saltellare
anche lo zoppo.
Le isole azzurre dagli
Skerries a Lews
con il gusto del miele d’erica
su ogni nome(11)

NOTE

1) i laghi Rannoch e Lochaber si trovano rispettivamenete nel Perth e Kinross il primo, e ad ovest delle Highlands scozzesi il secondo, il fiume Tummel parte dal Loch Rannoch scorre nel Perthshire fino al Tay e a metà del suo percorso si allarga fino a diventare il Loch Tummel,
2) letteralmente “sarebbe nelle loro astuzie”, ma in italiano non avrebbe molto senso
3) Cuillin Hills catena di montagne nulla Isola di Skye
4) bastone da pastore
5) lo Shiel è un lago vicino a Fort William
6) Loch Ailort nel Morar è delimitata a nord-est dal villaggio dello stesso nome, Lochailort e a ovest dal Sound of Arisaig; Morar (nei pressi di Loch Morar )
7) come scrive lo stesso Kenneth MacLeod “Traditionally, watercress is regarded as both food and drink; it is said to have been the food of the pilgrims on their way to Iona” Secondo una fantasiosa credenza inglese, il crescione può rivelare il futuro a una ragazza in cerca di marito: deve seminare una fila di crescione e una di lattuga il 24 di marzo, e stare ad aspettare, se spunta prima la lattuga, il marito sarà dolce e comprensivo, se nasce prima il crescione, l’amato sarà severo, puntiglioso, forse violento.
8) wink (termine arcaico per occhio): il senso della frase mi sfugge. Ho trovato sul dizionario che l’espressione “”at your mother’s knee” si usa per indicare “If you ​learned something at ​your mother’s ​knee, you ​learned it when you were a ​child”
9) credo sia una citazione da Isaia 35:6 “Then will the lame leap like a deer”
10) sono le isole Ebridi che vanno per l’appunto dall’isola di Skyle fino all’Isola di Lews e comprendono le Ebridi Interne e le Ebridi Esterne. Skerries sono isolotti rocciosi appena fuori l’isola di Skye e il castello di Lews (vicino Stornoway sulla Isle of Lewis )
11) credo sia un giro di parole per dire che per il protagonista il nome dei luoghi appena lasciati gli lasciano in bocca un gusto dolce-amaro

Fort William and Lochaber Map

UNA VISITA
Con il nome la ‘strada per le isole’ si indica in Scozia la A830, che collega Fort William con Mallaig, il porto sulla costa ovest delle Highlands scozzesi per le isole Ebridi

VIDEO datato 1955 che percorre la A830

http://www.undiscoveredscotland.co.uk/fortwilliam/oldfort/index.html
http://www.msereno1970.com/scozia/scozia_4.html

FONTI
http://thesession.org/tunes/4190 http://www.pipetunes.ca/composers.asp?pg=Details&composerID=23
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/651.html http://www.celticangelmusic.com/making-of-road-to-the-isles/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13906

A FAERIE’S LOVE SONG

TITOLI: Buain Na Rainich,Tha Mi Sgith

La canzone è stata raccolta da Marjory Kennedy-Fraser (1857-1930) durante il suo soggiorno nelle Ebridi (isola di Eriskay) e registrata con i metodi del tempo (su cilindro). La versione però pubblicata nel 1909 in “Songs of the Hebrides” è stata modificata nel testo e anche arrangiata nella melodia.

LA VERSIONE IN GAELICO: BUAIN NA RAINICH

Più comunemente conosciuta come Tha Mi Sgith (in inglese “I am tired”) la canzone narra di una storia d’amore tra una fanciulla e un Sidhe, un essere soprannaturale ovvero una creatura fatata. La famiglia di lei venuta a conoscenza degli incontri nei boschi pensò bene di tenere segregata la figlia in casa e così il sidhe attende invano il ritorno della fanciulla e canta il dolore della perdita.
La struttura è tipica delle waulking songs e in Nuova Scozia è ancora cantata nella lavorazione del Tweed.

ASCOLTA Fiona J Mackenzie, 2006 (strofe da I a III)
ASCOLTA Jean Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordic Ballads” 2012 (strofa IV).

ASCOLTA Alan Stivell che la propone in concerto dagli anni 70 trasformandola in un an dro

GAELICO SCOZZESE
Sèist (chorus)
Tha mi sgìth ‘s mi leam fhìn,
Buain na rainich, buain na rainich
Tha mi sgìth ‘s mi leam fhìn,
Buain na rainich daonnan
I
‘S tric a bha mi fhìn ‘s mo leannan
Anns a’ ghleannan cheothar
‘G èisteachd còisir bhinn an doire
Seinn sa choille chòmhail;
II
‘S bochd nach robh mi leat a-rithist
Sinn a bhitheadh ceòlmhor,
Rachainn leat gu cùl na cruinne,
Air bhàrr tuinne a’ seòladh.
III
Ciod am feum dhomh bhi ri tuireadh?
Dè ni tuireadh dhomhsa
‘S mi cho fada o gach duine
B’ urrainn tighinn gam chòmhnadh?
IV
Cùl an tomain, bràigh an tomain,
Cùl an tomain bhòidheach,
Cùl an tomain, bràigh an tomain,
H-uile là nam ònar

TRADUZIONE INGLESE
Chorus
I am weary all alone,
The whole day,
Cutting the bracken(1)
I
Often I was with my sweetheart
in the misty glens
Listening to the sweet choir of the grove
Singing in the dense wood
II
It’s a pity that I am not with you again,
We would be tuneful
I would go with you to the ends of the earth
Sailing on the crest of the waves
III
What is the point of me being mournful
What will a lament do for me
And am I so far from any man
Who could come to my aid.
IV
Behind the knoll(2), the top of the knoll,
Behind the lovely knoll,
Behind the knoll, the top of the knoll,
Every day, all alone
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
CORO
Sono stanco e solo
e per tutto il giorno
taglio  le felci
I
Spesso stavo con  il mio amore
nelle valli nebbiose
ad ascoltare il dolce mormorio dei cespugli
che cantano nel folto del bosco
II
Peccato che non sono con te di nuovo
saremmo stati in sintonia,
vorrei andare con te ai confini del mondo
per navigare sulla cresta delle onde
III
Cosa è in me che mi addolora,
cosa mi farà lamentare,
sono così lontano dagli uomini
chi potrebbe venire in mio aiuto?
IV
Dietro il tumulo, in cima al tumulo
dietro l’amato tumulo
Dietro il tumulo, in cima al tumulo
ogni giorno, da solo

NOTE
1) Braken è di origine norrena e si traduce come felce; andare a tagliare le felci era un lavoro riservato alle donne, con le felci si facevano lettiere per animali e giacigli per la notte; trovavano impiego nelle coltivazioni come antiparassitari e fertilizzanti. La felce era anche considerata una pianta commestibile (nonostante la sua moderata tossicità) da mangiare anche fresca; tuttavia l’uso principale (sia le fronde che i rizomi) è nella produzione della birra; i rizomi essiccati inoltre vengono ridotti in farina e utilizzati per la panificazione. Dal punto di vista medicinale la felce è “un’erba da fuoco” utilizzata per il trattamento delle bruciature e ustioni. E’ un erba di San Giovanni con proprietà magiche
2) probabile riferimento ai tumuli fatati sotto i quali si ritiene siano nascoste le dimore delle creature fatate.

VERSIONE INGLESE: A FAERIE’S LOVE SONG

Riportato nel volume I delle “Songs of the Hebrides” (pag 90) il testo in inglese è composto da ritornello e tre strofe, non è una traduzione del gaelico ma è un arrangiamento sulla melodia con il ribaltamento dei ruoli: è la figlia delle fate ad aspettare invano l’arrivo del suo amante mortale. Le ulteriori due strofe sono state aggiunte nel 2010 da Ruth Barrett e Cyntia Smith

fae ASCOLTA Susan Young (strofe I, IV, III e V)
ASCOLTA Siobhan Owen (strofe III e IV)
ASCOLTA Savina Yannatou in Terra Nostra (strofe I e III)

CHORUS
Why should I sit and sigh,
Puin’ bracken, Puin’ bracken (1)
Why should I sit and sigh,
On the hillside dreary? (2)
I
When I see the plover rising,
Or the curlew wheeling,
Then I know(3) my mortal lover
Back to me is stealing.
II
When the day wears away,
sad I look a-down the valley
Ilka(4) sound wi’ a stound (5)
sets my heart a-thrilling
III
Oh, but there is something wanting
but I am weary
Come my blithe and bonny lad(6)
Come ower the the knowe(7) to cheer me
IV (strofa aggiuntiva)
When the moon begins her waning
I sit by the water
Where a man born of the sunlight(8)
Loved the Fairies daughter
V (strofa aggiuntiva)
Who is that I see before me?
Through the willow peering,
A smile as sweet as hawthorn blooming
My love is come to cheer me.
TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
Ritornello
Perchè dovrei sedermi e piangere
o raccogliere le felci
Perchè dovrei sedermi e piangere
sulla collina tenebrosa?
I
Quando vedo il piviere che si alza
o il chiurlo che gira in tondo
allora so che il mio amante mortale
è di ritorno da me furtivo
II
Quando il giorno svanisce
triste guardo giù nella valle
e ogni suono con un dolore acuto
fa sobbalzare il mio cuore
III
Ma c’è qualcosa che voglio
e mi rattristo,
che venga il mio luminoso e bel ragazzo
che venga dalla collina a consolarmi
IV
Quando la luna inizia a calare
mi siedo accanto all’acqua
dove un uomo nato nella luce del sole
amava la figlia delle Fate
V
Chi è che vedo davanti a me?
Attraverso il salice piangente
un sorriso dolce come il fiore del biancospino
il mio amore è venuto a consolarmi

NOTE
1) pulling bracken: diventa anche Broo in’ bracken, broo in’ bracken
2) cantato anche come: All alone and weary oppure All alone and worry
3) cantato anche come trow= trust, believe
4) each, every
5)stound= sharp pain
6) anche come traidee
7) knolls
8) nella versione di Susan Young dice “Where the one in silver starlight”

LA MELODIA: THA MI SGITH

Per finire la versione strumentale intitolata più spesso come  Tha Mi Sgith (“I am tired) o Cutting Bracken
ASCOLTA Silly Wizard suonata come una strathspey

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12931 http://www.bbc.co.uk/alba/foghlam/beag_air_bheag/songs/song_02/index.shtml http://thesession.org/tunes/647 http://cornemusique.free.fr/ukcuttingferns.php http://plheineman.net/cuttingbracken.htm http://javanese.imslp.info/files/imglnks/usimg/1/1b/IMSLP55851-SIBLEY1802.9594.bba1-39087012504124pp55-112.pdf