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THE GALLANT HUSSAR

Alla parola Ussaro il pensiero corre verso il soldato a cavallo, dalla divisa impeccabile e romantica -alla “Viennese”- infatti, indipendentemente dall’esercito di appartenenza, le uniformi degli ussari erano tutte simili: una blusa corta e attillata, piena zeppa di passamaneria, e con un numero sproporzionato di alamari, bordata di pelliccia d’inverno, un buffo cappello dalla forma di cilindro allungato e rivestito da pelo di gatto centrifugato, (oppure senza pelo, ma con un altrettanto vistoso pennacchio), pantaloni aderenti infilati in stivali tirati a lucido e alti quasi al ginocchio.
Se ci aggiungi la giovane età, il fisico agile ed allenato dello sportivo, il portamento marziale e i modi da gentiluomo, l’effetto doveva essere devastante sul cuore e le menti delle giovani fanciulle! Ah si e non dimentichiamoci i baffetti a manubrio, che ai tempi erano considerati molto “virili”.

Gli ussari erano infatti una cavalleria d’élite nelle guerre napoleonicheussar-jane-austen: lasciata l’armatura e la lunga lancia che lo aveva caratterizzato nel XV secolo il nostro ussaro è rimasto con la sciabola e il cavallo, oltre non mi addentro in merito alle differenze tra ussaro, dragone, e armamentari vari..

Per aiutarmi nella traduzione della ballata “The Gallant Ussar” ho preso un soldato a caso … Mr Wickham di Orgoglio & Pregiudizio di Jane Austen -ovviamente dalla versione del film di Joe Wright- (credo che tra i due personaggi ci sia molto più di una semplice uniforme in comune!)

MEGLIO SPOSARSI CHE ANDARE IN GUERRA

La ballata è nota con il titolo di “Young Edward, the Gallant Hussar” diffusa a metà Ottocento in una serie di broadside, il tema è quello solito della separazione tra i due innamorati, lui giovane soldato di belle speranze, ma con poche sostanze, e lei giovane fanciulla che aspira al matrimonio. In questa ballata la ragazza riesce a coronare il suo sogno grazie a una piccola rendita lasciatale in eredità  dallo zio. Qui la guerra è uno sfondo lontano, l’ussaro è pronto a combattere, non appena la tromba squillerà per l’adunata, ma nello stesso tempo (valutate le sostanze della fanciulla) pronto a sposarsi e a dimenticare la “guerra crudele”.  Non so se la ballata avesse intenti umoristici ma in effetti la parola “gallant” è un po’ ambivalente.

La ballata è stata registrata recentemente da Eliza Carthy in un’ottima versione. Così scrive Eliza nelle note “This version of the song comes from Still Growing, English Traditional Songs & Singers from the Cecil Sharp Collection, a book of songs collected by Cecil Sharp with fascinating pictures and stories of the people he learned from, published by the EFDSS…”

ASCOLTA Eliza Carthy in Rough Music 2005

Bella anche la versione dei Solas che al momento è ascoltabile su Spotify ASCOLTA in For Love and Laughter 2008

I
A damsel possessed of great beauty,
She stood by her own father’s gate,
The gallant hussars were on duty,
To view them this maiden did wait;
Their horses were capering and prancing,
Their accoutrements shone like a star,
From the plain they were nearest advancing,
She espied her young gallant hussar.
II
Their pellisses were slung on their shoulders,
So careless they seemed for to ride,
So warlike appeared these young soldiers,
With glittering swords by each side.
To the barracks next morning so early,
This damsel she went in her car,
Because she loved him sincerely-
Young Edward, the gallant Hussar.
III
It was there she conversed with her soldier,
These words he was heard for to say,
Said Jane, I’ve heard none more bolder,
To follow my laddie away.
O fie! said young Edward, be steady,
And think of the dangers of war,
When the trumpet sounds I must be ready,
So wed not your gallant Hussar.
IV
For twelve months on bread and cold water,
My parents confined me for you,
O hard-hearted friends to their daughter,
Whose heart it is loyal and true;
Unless they confine me for ever,
Or banish me from you afar,
I will follow my soldier so clever,
To wed with my gallant Hussar.
V
Said Edward, Your friends you must mind them,
Or else you are for ever undone,
They will leave you no portion behind them,
So pray do my company shun.
She said, If you will be true-hearted,
I have gold of my uncle in store,
From this time no more we’ll be parted,
I will wed with my gallant Hussar.
VI
As he gazed on each elegant feature,
The tears they did fall from each eye,
I will wed with this beautiful creature,
And forsake cruel war, he did cry.
So they were united together,
Friends think of them now they’re afar,
Crying: Heaven bless them now and for ever,
Young Jane and her gallant Hussar.
Traduzione Cattia Salto
I
Una donzella di gran beltà
stava ai cancelli di casa
gli ussari galanti erano in marcia
e per vederli questa fanciulla attendeva;
i loro cavalli erano impetuosi e imponenti,
il loro equipaggiamento scintillava come una stella,
dalla pianura si avvicinavano dappresso
e lei scrutava il suo giovane ussaro galante.
II
Le loro giubbe (1) pendevano dalle spalle, così noncuranti in sella,
così amanti della guerra apparivano questi giovani soldati
con sciabole lucenti al fianco.
Alla caserma di buon mattino
questa donzella andò con la sua carrozza,
perché amava sinceramente
il giovane Edward, l’ussaro galante.
III
Mentre conversava con il suo soldato
queste parole sentì dire
da Jane “Non ho sentito di altri più audaci,
e seguirò il mio ragazzo”.
“Ovvia- disse il giovane Edward- resta qui
e pensa ai pericoli della guerra
quando le trombe suonano, devo essere pronto,
così non sposare il tuo ussaro galante.”
IV
“A 12 mesi di pane e acqua fredda
i miei genitori mi hanno confinata a causa tua.
O amici duri di cuore verso la loro figlia
dal cuore leale e sincero;
a meno che non mi confinino per sempre,
o mi bandiscano da te lontano,
seguirò il mio soldato così dotato,
e mi sposerò con il mio ussaro galante.”
V
Disse Edward “Ai tuoi amici devi dare retta,
oppure non avrai più scampo, loro ti leveranno la terra da sotto ai piedi,
così ti prego di evitare la mia compagnia”
Lei disse “ Se tu sarai un cuor sincero
ho dell’oro di mio zio da parte,
da ora non ci separeremo più
e mi sposerò con il mio ussaro galante”.
VI
Mentre lui guardava fattezze tanto eleganti (2)
le lacrime gli caddero dagli occhi
“Mi voglio sposar con questa bellissima creatura,
e dimenticare la guerra crudele” lui gridò.
Così furono maritati,
gli amici che pensano a loro, ora che sono lontani
gridano: “il Cielo li benedica ora e per sempre,
la giovane Jane e il suo ussaro galante”.

NOTE
1) l’ussar pelisse è la giubba che si portava con nonchalance di traverso su una spalla. In effetti quello che contraddistingue gli ussari è lo shakò, (il cappello) di foggia e colori differenti per ciascun reggimento.
2) chissà perchè alla parola “oro di mio zio” il giovane ussaro si è commosso…

FONTI
http://www.contemplator.com/england/hussar.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=82384
https://mainlynorfolk.info/guvnor/songs/thegallanthussar.html

ADIEU, LOVELY NANCY

000brgcfIl tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso nelle ballate popolari e quella tra marinaio e giovane fidanzatina risale sicuramente al 1700: immancabile il richiamo ai pericoli del mare e alla dura vita sulle navi! (vedi prima parte) E così il tema si moltiplica in rivoli e rivoletti concentrandosi sul momento dell’addio come questa versione raccolta sul campo da Cecil Sharp in cui è messo in risalto il desiderio della fanciulla di seguire il fidanzato per mare travestendosi da marinaio.(vedi seconda parte).

FARE YE WELL, LOVELY NANCY

L’altra versione viene dall'”Oxford Book of Sea Song” 1986 “that version was originally noted by Dr George Gardiner (text) and (probably) Charles Gamblin (tune) from George Lovett (born 1841) at Winchester, Hampshire. In January 1909, Ralph Vaughan Williams re-noted the melody because there was some doubt about the notation; it appears that he visited Mr Lovett and recorded his singing for later checking”. (Malcom Douglas tratto da qui)

LE LACRIME SUL LITORALE

Oltre al momento della separazione questa seconda versione presenta ulteriori sviluppi: in uno si descrive Polly/Nancy rimasta sulla spiaggia che si lamenta e piange per essere stata abbandonata dal suo marinaio (che evidentemente se n’è andato per mare senza sposarla).

Ci sono molti varianti del testo, vediamo quella che ci riporta al Settecento anche come arrangiamento musicale.
ASCOLTA Baltimore Consort

I
Fare ye well, lovely Nancy,
for now I must leave you.
I am bound for th’ East Indies
my course for to steer.
I know very well my long absence
will grieve you,
But, true love, I’ll be back
in the spring of the year.”
II
“Oh, ‘tis not talk of leaving me,
my dearest Johnny,
Oh, ‘tis not talk of leaving me
here all alone;
For it is your good company
that I do desire
I will sigh till l die
if l ne’er see you more.
III
In sailor’s apparel I’ll dress
and go with you,
ln the midst of all danger
your friend I will be;
And that is, my dear,
when the stormy wind’s blowing,
True love, I`ll be ready to reef your topsails.”
IV
“Your neat little fingers
strong cables can’t handle,
Your neat little feet
to the topmast can’t go;
Your delicate body
strong winds can’t endure.
Stay at home, lovely Nancy,
to the seas do not go.”
V
Now Johnny is sailing
and Nancy bewailing;
The tears down her eyes
like torrents do flow.
Her gay golden hair
she’s continually tearing,
Saying, “I’ll sigh till I die
if l ne’er see you more”.
VI
Now all you young maidens
by me take a warning,
Never trust a sailor
or believe what they say.
First they will court you,
and then they will slight you;
They will leave you behind,
love, in grief and in pain.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
“Addio bella Nancy
che ti devo lasciare
sto per salpare per le Indie orientali,
so bene che la mia lunga assenza
ti addolorerà,
ma amore io ritornerò
nella primavera dell’anno”
II
“Oh non parlare di lasciarmi
mio caro Johnny
non parlare di lasciarmi
qui tutta sola;
perchè è la tua cara compagnia
che io desidero,
piangerò fino a morire
se non ti vedrò mai più!
III
Come un giovane mozzo mi vestirò
e verrò con te,
in mezzo ai grandi pericoli
ti sarò compagna,
così sarà mio caro, quando soffia il  freddo vento di tempesta,
amore, sarò pronta a ridurre le vele di gabbia”
IV
“Ma le tue piccole manine
non possono maneggiare le nostre grosse cime e nemmeno i tuoi piedini delicati
posso salire sull’albero maestro,
il tuo corpo delicato
non può sopportare le raffiche di vento
resta a casa, Nancy cara
non andare per mare”.
V
Ora Johnny è per mare
e Nancy si lamenta,
le lacrime dai suoi occhi cadono
come torrenti in piena,
i capelli biondi
in continuazione si strappa
dicendo “Piangerò fino a morire
se non ti vedrò mai più”
VI
Allora tutte voi giovani fanciulle
ascoltate il mio avvertimento
non fidatevi di un marinaio
o credete a quello che dicono,
prima vi corteggiano
e poi vi faranno piangere;
vi lasceranno a casa
care, a tormentarvi

LA LETTERA

In un altra versione l’aggiunta di ulteriori strofe ci descrive Johnny in procinto di mandare una lettera alla fidanzata per giurarle amore eterno e rinnovarle la promessa di matrimonio (ma tutti sanno che fine fanno le promesse da marinaio)..

ASCOLTA Solas in Sunny Spells and Scattered Showers, 1997


I
“Adieu, lovely Nancy,
for now I must leave you
To the far-off West Indies
I’m bound for to steer
But let my long journey
be of no trouble to you
For my love, I’ll return
in the course of a year”
II
“Talk not of leaving me here,
lovely Jimmy
Talk not of leaving me
here on the shore
You know very well
your long absence will grieve me
As you sail the wild ocean
where the wild billows roar
III
I’ll cut off my ringlets
all curly and yellow
I’ll dress in the coats
of a young cabin boy
And when we are out
on that dark, rolling ocean
I will always be near you,
my pride and my joy”
IV
“Your lily-white hands,
they could not handle the cables
Your lily-white feet
to the top mast could not go
And the cold winter storms, well,
you could not endure them
Stay at home, lovely Nancy,
where the wild winds won’t blow”
V
As Jimmy set a-sailing,
lovely Nancy stood a-wailing
The tears from her eyes
in great torrents did a-flow
As she stood on the beach,
oh her hands she was wringing
Crying, “Oh and alas,
will I e’er see you more?”
VI
As Jimmy was a-walking
on the quays of Philadelphia
The thoughts of his true love,
they filled him with pride
He said, “Nancy, lovely Nancy,
if I had you here, love
How happy I’d be for to make you my bride”
VII
So Jimmy wrote a letter
to his own lovely Nancy
Saying, “If you have proved constant, well, I will prove true”
Oh but Nancy was dying,
for her poor heart was broken
Oh the day that he left her,
forever he’d rue
VIII
Come all of you young maidens,
I pray, take a warning
And don’t trust a sailor boy
or any of his kind
For first they will court you
and then they’ll deceive you
For their love, it is tempestuous
as the wavering wind
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
“Addio bella Nancy
che ora ti devo lasciare,
per le Indie Occidentali
sto per salpare,
che la mia lunga assenza
non ti crei affanno,
perche io ritornerò entro l’anno”
II
“Non dire che mi lasci qui,
Jimmy amore mio,
non dire che mi lasci
qui sulla spiaggia,
lo sai bene che
la tua lunga assenza mi addolorerà, perchè tu navighi per il vasto oceano
dove ruggiscono gli immensi flutti.
III
Mi taglierò i boccoli
biondi e ricci
mi metterò i panni
di un mozzo,
e quando saremo fuori
nell’oscuro, beccheggiante oceano, starò sempre accanto a te,
mio orgoglio e gioia”
IV
“Le tue mani bianche come giglio
non riuscirebbero a maneggiare le cime
e nemmeno i tuoi piedini delicati
riuscirebbero a salire sull’albero maestro e le fredde tempeste invernali
non saresti in grado di sopportare.
Resta a casa amata Nancy,
dove non soffia il vento forte.”
V
Appena Jimmy fu a bordo
la bella Nancy si lamentò,
le lacrime dagli occhi
scorrevano come ruscello
mentre stava sulla spiaggia
si torceva le mani
gridando “Ahimè
ti vedrò ancora?”
VI
Mentre Jimmy stava camminando
per il molo di Filadelfia
i pensieri del suo vero amore
lo riempivano d’orgoglio
diceva: “Nancy, amata Nancy
se ti avessi qui, amore,
sarei felice di farti la mia sposa”
VII
Così Jimmy scrisse una lettera
alla sua amata Nancy
“Se mi sei restata fedele
allora ti mostrerò fedeltà”
Ma ora Nancy stava morendo
che il suo povero cuore si era spezzato il giorno in cui lui l’aveva lasciata
e per sempre lui si pentirà.
VIII
Venite tutte voi giovani fanciulle, accettate il mio consiglio
e non fidatevi di un marinaio
o di altri della sua specie,
perchè prima vi corteggeranno
e poi vi inganneranno
perchè il loro amore è tempestoso come il vento incostante.

LA MORTE DI CREPACUORE

In questa versione sono tagliate le strofe centrali in cui Nancy vuole travestirsi da marinaio per seguire il suo bel marinaio, ma c’è il finale melodrammatico della lettera che giunge troppo tardi al capezzale della morta.

ASCOLTA Jarlath Henderson in Hearts Broken, Heads Turned, 2016.  Campionatori,  pianoforte e una voce espressiva per questo giovane  musicista  che ha vinto il BBC Young Folk Award nel 2003.
Nelle note scrive: I first learned of this song from my father. It is a sea shanty from the English singing tradition. Historically the song was collected by Perthshire born Dr George Gardiner, from George Lovett, in Hampshire, towards the end of the 19th century. Cecil Sharp also collected a version, this time in Somerset, from a lady called Susan Williams in 1905. My own interest in the sea comes from a childhood spent sailing on Lough Neagh, the largest lake in the British Isles, and my belief that the touring musicians of today have an affinity with the sailors of the past…


I
Fare thee well, lovely Nancy,
It’s now I must leave you,
To cross the main ocean
where the stormy winds blow,
let not my long journey
be of no trouble to you,
for you know I’ll be back
in the course of a year”
II
“Let’s talk not of leaving me here,
lovely Billy
Let’s talk not of leaving me
here all alone
for you know your long journey
at early will grieve me
stay at home lovely Billy
to the sea do not roar”
V-VI
As Billy went to sailing,
lovely Nancy stood a-wailing
The tears down her eyes
like fountains did flow
As Billy was a-walking
on the quays of Philadelphia
The thoughts of his true love,
still run throu his eyes
VII
So Billy wrote a letter
to his own true love Nancy
Saying, “If you prove constant,
then I will prove true”
Lovely Nancy on death bed
could not recover
when the news was brough to her
but his true love was death
VIII
So come on ye pretty fair maids,
and a warning take by me
care for a sailor or of his kind men
For first they will court you
and then they’ll deceive you
For their minds are imperfectual like the westerly wind
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
“Addio bella Nancy
che ora ti devo lasciare,
per attraversare l’oceano
dove soffiano i venti di tempesta
che la mia lunga assenza
non ti crei affanno,
perchè io ritornerò
entro l’anno”
II
“Non dire che mi lasci qui,
caro Billy
non dire che mi lasci
qui sulla spiaggia,
lo sai bene che il tuo lungo viaggio
alla lunga mi addolorerà,
resta a casa caro Billy
non andare per mare”
V-VI
Appena Billy fu a bordo
la bella Nancy si lamentò,
le lacrime dagli occhi
scorrevano come ruscello
Mentre Billy stava camminando
per il molo di Filadelfia
i pensieri del suo vero amore
gli correvano innanzi agli occhi
VII
Così Billy scrisse una lettera
alla sua amata Nancy
“Se mi sei restata fedele
allora ti mostrerò che sono sincero”
la cara Nancy sul letto di morte
non si riprendeva
quando le fu portata la lettera
era già morta
VIII
Venite tutte voi giovani fanciulle,
accettate il mio consiglio
e non fidatevi di un marinaio o di altri della sua specie,
perchè prima vi corteggeranno
e poi vi inganneranno
perchè il loro amore è scostante
come il vento dell’ovest.

(continua quarta parte )

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/farewellnancy.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27483
http://www.8notes.com/scores/4582.asp?ftype=gif

BRUACH NA CARRAIGE BAINE

“Bruach na Carraige Báine ” (The edge -brink ma anche shore- of the white rock)  è una canzone d’amore originaria dalle isole Blasket, una manciata di isolette al largo della penisola di Dingle, nel sud-ovest del Kerry, Irlanda.
“This beautiful love song originates from the Blasket Islands, a group of six islands which lie off the coast of Corca Dhuibhne in southwest Kerry. A great deal of music has come to us from these islands during this century, much of it is believed to be rooted in much older traditions. The Blaskets had a wonderful tradition of music as an integral part of the culture and traditions of this close knit community. The Blaskets were brought to the attention of the world by three books which gave a first hand account of island life. They include An tOileanach, the Islandman by Tomás Ó Croimthain, 1929; Fiche Blian ag Gás (Twenty years a Growing) Muiris Ó Suilleabhain Dublin 1933, and most especially Peig by Peig Sayers (Dublin 1936). )
Weddings in these small communities, whose population never exceeded 200, were a huge source of joy – in a place where nature was ruler, these people saw a wedding as the constant hope for the future and the possibility for new life to the island. It represented the most profound symbol of continuance of the island way of life.” (tratto da qui)

La selvaggia bellezza dell’arcipelago è incomparabile e così si spiega come i suoi abitanti siano rimasti tenacemente a vivere lì sospesi fuori dal tempo..

Il costante fascino esercitato dalle Blasket può essere in parte spiegato dalla genialità dei loro narratori. Durante le lunghe e buie notti invernali, un “seanchaí” (un bravo narratore di racconti) come Peig Sayers incantava i vicini raccontando storie che spesso venivano tramandate di generazione in generazione.
All’inizio del XX secolo, tuttavia, gli isolani sapevano che il loro stile di vita stava per terminare. Alcuni, come Sayers e Tomás O’Crohan, decisero di scrivere i loro ricordi per preservarli. E la straordinaria collezione di libri proveniente da questo luogo remoto e isolato, scritta nella pura forma d’irlandese unica delle Blasket, racconta le gioie e i dolori della vita sull’isola. Vennero scritti, secondo O’Crohan, “perché qui non tornerà più nessuno come noi”. (tratto da qui)

foto di Kevin Coleman l’ultimo abitante a lasciare l’isola

Gli ultimi abitanti decisero di evacuare nel 1953 (o furono evacuati dal governo)  lasciando le rocce alle colonie di uccelli marini e alle foche, i prati a pecore, lepri e cervi.. e ai turisti.

LA MELODIA

Bruac Na Carraige Baine (Brink of the White Rocks) è una melodia fuori dal tempo  la cui origine si perde nel lontano passato.
O’Sullivan (1983) remarks there are a number of versions of this tune, including five printed in Petrie’s 1855 volume, pgs. 137-143 (one appears under the title “Ar Thaoibh na Carraige Baine”), while Ó Canainn (1978) reports the music can be found in John O’Daly’s Poets and Poetry of Munster (1849). O’Daly has a story that the song was written for a wedding gift for the Blacker family of Portadown about the year 1666. The air retains some currency among traditional musicians today. This, the Munster version, is quite different from northern versions. Source for notated version: Source for notated version: The Irish collector Edward Bunting noted the melody for his 1840 collection from a blind man at Westport in 1802. O’Neill (1850), 1903/1979; No. 84, pg. 15. O’Sullivan/Bunting, 1983; No. 26, pgs. 42-43. (tratto da qui)

La melodia è romantica, una bella versione per piano è quella dei Clannad (in Fuaim 1982 qui)
ASCOLTA Clanú versione strumentale
ASCOLTA J.J. Sheridan al pianoforte nell’arrangiamento di Edward Bunting, 1840 

WEDDING SONG

irish-loversLa canzone è una sorta di dichiarazione d’amore ma anche una proposta di matrimonio, in cui l’uomo prima si dice perdutamente innamorato, poi chiede di scambiarsi le promesse d’amore: la fanciulla se acconsentirà a sposarlo vivrà come una regina, con tanto d’oro e carrozza. Quest’ultima strofa è certamente un’esagerazione, soprattutto se si confronta la vita lussuosa descritta, con la vita di sussistenza che si svolgeva sulle isole Blasket.

ASCOLTA Seamus Begley & Mary Black

VERSIONE MARY BLACK
I
Is thiar cois abhainn gan bhréag gan dabht
Tá an ainnir chiúin tais mhánla
Is gur ghile a com ná an eala ar an dtonn
Ó bhaitheas go bonn a bróige
‘Sí an stáidbhean í a chráigh mo chroí
Is d’fhág sí i m’intinn brónach
Is leigheas le fáil níl agam go brách
Ó dhiúltaigh mo ghrá gheal domsa
II
Ó b’fhearr liom fhéin ná Éire mhóir
Ná saibhres Rí na Spáinne
Go mbéinnse ‘gus tusa i lúb na finne
I gcoilltibh i bhfad ón ár gcáirde
Ó mise ‘gus tusa bheith pósta a ghrá
Le haontoil athar is máthair
A mhaighdean óig is milse póg
‘S tú grian na Carraige Báine
III
‘S a stuaire an chinn cailce, más dual dom go mbeir agam
Beidh cóir ort a thaithneodh led’ cháirde
Idir shíoda ‘gus hata ó bhonn go bathas
‘S gach ní insa chathair dá bhfeabhas
Beidh do bhólacht á gcasadh gach neoin chun baile
‘S ceol binn ag beacha do bhánta
Beidh ór(7) ar do ghlacadh is cóiste id’ tharraingt
Go bruach na Carraige Báine
TRADUZIONE INGLESE
I
To the west by a river, with no lie, with no doubt(1)
Is the quiet tender gentle girl
And her skin(2) is fairer than the swan on the wave
From the top of her head to the soles of her shoes.
She is the stately woman that broke my heart
And she left my mind sorrowful
And a cure can never be found by me
Since my fair love refused me.
II
I deem it better than great Ireland,
Than the the king of Spain’s riches
That you and I should be in a beautiful place(3)
In woods far away from our friends
Oh you and I to be wed(4), love,
With the blessing of father and mother
Oh young maiden with the sweetest kiss
You’re the sun of the White Rock(5)
III
Oh fair-haired (6) handsome woman,
if my fate is that you be mine
You will wear gear that would please your friends
between silk and hats,
from head to toe(7),
And the best of everything in the city
Your cattle will be driven home every evening
And the bees of your green fields will hum sweetly,
You will have gold(8) and a coach to bring you
To the edge of the White Rock.
Tradotto da Cattia Salto
I
A ovest accanto al fiume, vi dico il vero(1)
vive la bella, mite e gentile fanciulla
e il suo incarnato(2) è più pallido del cigno tra le onde;
dalla cima della testa alla punta delle scarpe.
Lei è la nobile donna che mi ha spezzato il cuore
e mi ha lasciato in affanno,
e nessuna cura potrà porvi rimedio,
poichè l’amore mio mi ha respinto.
II
Vorrei, più di tutta l’Irlanda
o delle ricchezze del re di Spagna
che tu ed io fossimo in un bel posto (3)
tra i boschi molto lontano dai nostri amici
per sposarci tu ed io(4), amore
con la benedizione di mamma e papà
oh giovane fanciulla dal dolcissimo bacio
tu sei il sole di White Rock(5)
III
Oh bellezza dai capelli d’argento (6),
se il destino ti farà essere mia,
indosserai abiti che piaceranno ai tuoi amici
con seta e cappellini,
da capo a piedi (7)
e avrai il meglio di tutto in città,
il tuo bestiame sarà guidato a casa ogni sera
e le api dei tuoi verdi campi canticchieranno per te soavemente,
avrai oro(8) e una carrozza che ti porterà
sul ciglio di White Rock

NOTE
1) letteralmente: senza dubbio o menzogna
2) letteralmente:”her cover”. In questa strofa viene descritta una bellezza tipicamente medievale, come quelle cantate dagli antichi bardi, dal bianco incarnato e di nobile stirpe
3) “amid fairness” -“caught up in whiteness” = “in a quiet place”
4) il matrimonio tra i boschi è un topico delle canzoni d’amore popolari, si trattava di uno scambio di promesse suggellato con la wedlock’s band, ma senza la presenza di testimoni. In genere in queste unioni mancava il consenso dei genitori, e il matrimonio nel bosco aveva le caratteristiche di una fuitina ovvero di un “matrimonio d’amore” in cui la coppia consumava il rapporto mettendo i famigliari davanti al fatto compiuto. (continua)
5) l’arcipelago delle Blasket island è formato da sette isole e da un centinaio di scogli (ognuno con il suo nome). La più grande delle isole è Blascaodaí, il Grande Blasket (Great Blasket in lingua inglese), che era abitata un tempo da circa 200 abitanti. C’è da presumere che la Roccia bianca sia un nome locale di qualche scoglio o scogliera, anche se in alcune traduzioni invece di essere sul ciglio di un punto panoramico o ai piedi di una scogliera, ci si trova piuttosto sulle rive di un fiume.
6) “of the chalky head”
7) from foot to crown of head
8) anche scritto come ól che però significa fill of drink

Una bella traduzione in inglese The Brink of the White Rock (Bruach na Carraige Ban) (tratta da qui)
I
Beside the river there dwells a maid
Of maidens she is the fairest
Her white neck throws the swans in the shade
Her form and her face are the rarest
Oh she is the maid who my love betrayed
And left my soul all shaken
For there’s no cure while life endures
My love has me forsaken
II
I would rather far than Eireann’s shore
Or the Spaniard’s golden treasure
Were you and I in the greenwoods nigh
To walk there at our leisure
Or were we wed, dear love instead
Your parents both consenting
Sweet maid your kiss would make my bliss
If you to me were relenting
III
Oh and if you would freely come with me
In fashions brave I’ll dress thee
In satins fine your form would shine
And finest silks caress thee
Your kin would come each evening home
Your bees hum in the clover
Your coach in golden style shall roll
When we ride to the white rock over

Del testo si trovano alcune varianti che tuttavia non alterano la trama della canzone, gli Altan (in Blackwater 1996 qui) riproducono il testo in inglese mantenendo solo una strofa in gaelico, mentre la versione dei Solas (in The Hour before dawn 2000 qui) riprende il testo di Mary Black.

ASCOLTA Aine Minogue (con il testo)

FONTI
http://www.independent.ie/regionals/kerryman/news/evacuation-marks-end-of-an-era-as-last-families-leave-the-blaskets-27370752.html
https://www.marinetours.ie/blasket-islands.html
http://www.ireland.com/it-it/destinazioni/republic-of-ireland/kerry/articoli/vista-blasket-waw/
http://www.europeana.eu/portal/record/2059207/data_sounds_T507_4.html
https://www.irishtune.info/tune/231/
https://thesession.org/tunes/1165
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=32097
http://www.celticlyricscorner.net/solas/bruach.htm
http://www.celticlyricscorner.net/compilations/bruach.htm
http://www.celticlyricscorner.net/domhnaill/bruach.htm
http://www.celticlyricscorner.net/altan/arbhruach.htm
http://lyricstranslate.com/it/mary-black-bruach-na-carraige-b%C3%A1ine-lyrics.html

CHÌ MI NA MÒRBHEANNA

“Chi, chi mi na mor-bheannaibh” è una canzone in gaelico scozzese scritta da John Cameron di Ballachulish (Iain Camshroin) nel 1856.
Il titolo iniziale della canzone era” Duil ri Baile Chaolais Fhaicinn” (Hoping to see Ballachulish), la sua pubblicazione nella raccolta “The Gaelic Songster” (An t-Oranaiche) di Archibald Sinclair, -Glasgow 1879 (il formato digitale qui) ci permette di cogliere le differenze testuali con la versione “O, chì, chì mi na mòrbheanna” diventata poi standard. Ballachulish (Highlands Scozia nord-occidentale) è un paesino alla foce del Loch Leven con le montagne che offrono delle viste spettacolari.

Vista da Sgorr na Ciche verso Loch Leven

DUIL RI BAILE CHAOLAIS FHAICINN
Chi, chi mi na mor-bheannaibh ;
Chi, chi mi na cor-bheannaibh ;
Chi, chi mi na coireachan(5) 

Chi mi na sgoraibh fo cheò.
I*
Chi mi gun dàil an t-àit’ ‘s d’ rugadh mi,
Cuirear orm fàilt’ ‘s a’ chainnt a thuigeas mi ;
Gheibh mi ann aoidh a’s gràdh ‘n uair ruigeam
Nach reicinn air tunnachan òir.
II
Chi mi a’ ghrian an liath nam flaitheanas,
Chi mi ‘s an iar a ciar ‘n uair luidheas i ;
Cha ‘n ionnan ‘s mar tha i ghnàth ‘s a’ bhaile so
N deatach a’ falach a glòir.
III
Gheibh mi ann ceòl bho eòin na Duthaige,
Ged a tha ‘n t-àm thar àm na cuthaige,
Tha smeoraichean ann is annsa guth leam
Na plob, no fiodhal mar cheòL
IV
Gheibh mi le lìontan iasgach sgadain ann,
Gheibh mi le iarraidh bric a’s bradain ann ;
Na’m faighinn mo mhiann ‘s ann ann a stadainn.
S ann ann is fhaid’ bhithinn beò.
V*
Chi mi ann coilltean, rhi ini ann doireachan,
Clii nii ann màghan bàn’ is torraiche.
Chi mi na fèidh air làr nan coireachan,
Falaicht’ an trusgan do cheò.

NOTE
* coro e strofe presenti nella versione standard

TRADUZIONE INGLESE J. Mark Sugars 1998
I
I shall see without delay the place where I was born,
I shall receive a welcome in the language that I understand;
I shall get there a smile and love when I arrive
That I would not trade for tons of gold(1).
II
I shall see the sun grow pale in the sky
I shall see the dusk in the west when it sets;
It won’t be like it always is in this town(2),
The smoke hiding its glory.
III
There I shall get music from the birds of my Homeland,
Although the time is after the time of the cuckoo,(3)
Mavises are there and their sound is dearer to me
Than pipe or fiddle for music.
IV
I shall get herring with fishing-nets there,
I shall get trout and salmon by asking there;
If I were to get my desire it’s there I would stay,
And it’s there I would live the longest.
V
There I shall see woods, there I shall see oak groves(4),
There I shall see fair and fertile fields,
I shall see the deer on the floor of the corries,
Veiled by a shroud of mist.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Vedrò presto il luogo in cui sono nato
e sarò accolto nella lingua che capisco
riceverò al mio arrivo cortesie e affetto
che non cambierei per quintali d’oro(1)
II
Vedrò il sole diventare pallido nel cielo
e vedrò il tramonto ad ovest quando cala
non sarà sempre come in questa città(2)
con l’inquinamento che nasconde il suo splendore
III
Là sentirò la musica degli uccelli della mia terra
anche se è passata la stagione del cuculo(3)
ci sono i tordi e il loro canto mi è più caro
del suono del flauto o del violino
IV
Pescherò le aringhe con le reti là
prenderò trote e salmoni a volontà là
se dipendesse da me e là dove vorrei stare
e dove vorrei vivere a lungo
V
Vedrò i boschi, i boschi di querce(4)
vedrò la più fertile e bella terra
vedrò il cervo ai piedi delle conche
nascoste da una coltre di nebbia

NOTE
1) l’espressione idiomatica in italiano preferisce “quintali d’oro” anche se letteralmente in inglese si dice “una tonnellata”
2) Glasgow
3) la poesia è stata scritta agli inizi dell’autunno (del 1856), quando il cuculo è già emigrato verso le terre più calde
4) i boschetti di querce sono il greennwood, ovvero il  nemeton, il bosco sacro; doireachan è tradotto altrove come thickets
5) corrie (coire) è un anfiteatro morenico nel dizionario inglese si legge “is a circular dip or bowl-shaped geographical feature in a Scottish or Irish highland mountain or hillside formed by glaciation.” Le montagne vengono descritte non genericamente ma con preciso riferimento alla morfologia del territorio intorno a Ballachulish

Glen-coe Taken near Ballachulish null William Daniell 1769-1837 Presented by Tate Gallery Publications 1979 http://www.tate.org.uk/art/work/T02823
Glen-coe vista da Ballachulish (Tate Gallery Publications 1979)

Nel settimanale  della contea di Argyll “The Oban Times”  (8 Aprile 1882) vennero pubblicate anche le altre strofe della canzone intitolata questa volta “Chi, chi mi na mor-bheannaibh” 

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE

Il testo è stato scritto in gaelico scozzese ed è incentrato sulla nostalgia per le amate montagne, la melodia è lenta con l’andamento di una ninna-nanna.

ASCOLTA The Rankin Family 1989

ASCOLTA Solas

ASCOLTA Quadriga Consort live

CHÌ MI NA MÒRBHEANNA (versione standard)
O, chì, chì mi na mòrbheanna;
O, chì, chì mi na còrrbheanna;
O, chì, chì mi na coireachan,
Chì mi na sgoran fo cheò.
I
Chì mi gun dàil an t-àite ‘san d’ rugadh mi;
Cuirear orm fàilte ‘sa chànan a thuigeas mi;
Gheibh mi ann aoidh agus gràdh nuair ruigeam,
Nach reicinn air thunnachan òir.
II
Chì mi ann coilltean; chi mi ann doireachan;
Chì mi ann màghan bàna is toraiche;
Chì mi na fèidh air làr nan coireachan,
Falaicht’ an trusgan de cheò.
III
Beanntaichean àrda is àillidh leacainnean
Sluagh ann an còmhnuidh is còire cleachdainnean
‘S aotrom mo cheum a’ leum g’am faicinn
Is fanaidh mi tacan le deòin
IV
Fàilt’ air na gorm-mheallaibh, tholmach, thulachnach;
Fàilt air na còrr-bheannaibh mòra, mulanach;
Fàilt’ air na coilltean, is fàilt’ air na h-uile –
O! ‘s sona bhith fuireach ‘nan còir.

TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
O, I will see, I will see the great mountains,
O, I will see, I will see the lofty mountains,
O, I will see, I will see the corries(5),
I’ll see the mist covered peaks.
I
I will soon see the place of my birth.
They’ll welcome me in a language I’ll understand.
I’ll receive attention and love when I get there,
which I wouldn’t sell for tons of gold(1).
II
There I’ll see forests, there I’ll see groves.
There I’ll see fair, fruitful meadows.
I’ll see deer at the foot of the corries,
hidden in the mantles of mist.
III
High mountains and beautiful ledges,
folk there always kind by custom,
light is my step as I go bounding to see them,
and I’ll willingly stay a long while.
IV
Hail to the blue-green, grassy, hilly,
hail to the hummocky, high-peaked mountains.
Hail to the forests, hail to all there;
o, contentedly would I live there forever.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Vedrò le grandi montagne
Oh vedrò le alte montagne
vedrò le conche (5)
vedrò le cime coperte dalla nebbia
I
Vedrò presto il luogo in cui sono nato
e sarò accolto nella lingua che capisco
riceverò al mio arrivo cortesie e affetto
che non cambierei per quintali d’oro(1)
II
Vedrò le foreste, vedrò il bosco antico (4)
vedrò la più fertile e bella terra
vedrò il cervo ai piedi delle conche
nascoste da una coltre di nebbia.
III
Alte montagne e splendidi pendii
genti che sono sempre di modi gentili
leggero il passo quando vado a trovarli
e volentieri resterei là per molto tempo.
IV
Salve alle colline d’erba verde scuro
salve ai monti corrugati in alti picchi
salve alle foreste, salve a tutto,
contento vorrei vivere là per sempre.

VERSIONE IN INGLESE:The Mist Covered Mountains

Il testo è stato adattato anche in inglese da Malcolm MacFarlane (secondo il gusto romantico di fine ottocento) e pubblicato in “The ministrelsy of the scottish highlands ” di Alfred Moffat, 1907 (vedi). Così è con questo titolo che il brano viene chiamato anche solo nella sua versione strumentale. Molti gli artisti di fama che lo hanno riprodotto.

ASCOLTA Ryan’s fancy 1979


CHORUS
Oh ho soon shall I see them,
Oh he ho see them, oh see them;
Oh ho ro soon shall I see them,
The mist covered mountains of home.
I
There I shall visit the place of my birth,
And they’ll give me a welcome
to the warmest on earth;
All so loving and kind, full of music and mirth,
In the sweet sounding language of home.
II
There I shall gaze on the mountains again,
On the fields and the woods
and the burns and the glens;
And away ‘mong the corries beyond human ken,
In the haunts of the deer I shall roam.
III
Hail to the mountains with summits of blue,
To the glens with their meadows
of sunshine and dew;
To the women and men ever constant and true,
Ever ready to welcome one home.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Oh presto le rivedrò
le rivedrò, le rivedrò
Oh presto le rivedrò
le montagne natie coperte dalla nebbia
I
Là visiterò i posti in cui sono nato
che mi daranno il benvenuto
il più caloroso della terra,
tutto è così amorevole e gentile, pieno di musica e allegria
nel dolce suono della lingua di casa.
II
Là guarderò di nuovo i monti
i campi e i boschi
i ruscelli e le valli
e lontano tra le conche al di sopra delle case degli uomini, dove si trovano i cervi andrò
III
Salve alle montagne dalle cime blu
alle valli con i loro prati
di sole e rugiada
alle donne e agli uomini sempre fedeli e sinceri
sempre pronti ad accogliere uno in casa.

LA MELODIA

Per gli scozzesi SAW YE JOHNNY COMIN, per gli inglesi JOHNNY BYDES LANG AT THE FAIR
La filastrocca “What Can the Matter Be?”(anche “Johnny’s So Long at the Fair.”) che a sua volta deriva dalla ballata Johnny bydes lang at the fair.. (qui)  nel The Oxford Dictionary of Nursery Rhymes  viene datata tra il 1770 e il 1780.
In America ne venne fatta una parodia con il titolo  “Seven Old Ladies Locked in the Lavatory”,
“The Society for Creative Anachronism doesn’t feel it’s a valid Medieval song because the rendition we all know today comes from a collection of sheet music in the 1770’s or so. But truth is it dates farther back from that, coming from a really old ditty entitled “Saw Ye Johnny Comin’”. It’s English in origin, although there is at least one recorded Anglo-Scot rendition.” (tratto da qui)

In Mudcat Malcom Douglas scrive ” The tunes are fundamentally the same, though they have grown apart with the years.  According to  The Fiddler’s Companion, Oh Dear What Can the Matter Be (a.k.a. Johnny’s So Long at the Fair) was first published in the British Lyre for 1792, and “was sung as a famous duet between Samuel Harrison and his wife, the soprano Miss Cantelo, at Harrison’s Concerts, periodic events which he began in 1776”.  It became, as a consequence, widely-known, and turns up in England, Scotland and Ireland in various forms, and, as was mentioned above, the Scottish variant under discussion was used by Junior Crehan as the basis for his jig Misty Mountain.”(qui)

ASCOLTA Fuzzy Felt Folk 2006 la versione come poteva essere cantata all’epoca

Nell’adattamento di John Cameron diventa una melodia dolce ma malinconica a metà tra il lament e una slow march, e da allora che viene eseguita spesso nelle commemorazioni funebri.

ASCOLTA John Renbourn in The Black Ballon, 1979 con il titolo di The Mist Covered Mountains of Home (seguono The Orphan, Tarboulton)

ASCOLTA con le cornamuse

Qui suonata quasi come un walzer lento

e qui suonata come jig
ASCOLTA De Dannan 1980

FONTI
http://www.tate.org.uk/art/work/T02823
http://digital.nls.uk/early-gaelic-book-collections/pageturner.cfm?id=76643345&mode=transcription
http://ingeb.org/songs/mistcovd.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_mist.htm
http://www.celticlyricscorner.net/mouthmusic/chi.htm
http://apocalypsewriters.com/blog/tag/saw-ye-him-coming/
http://www.omniglot.com/songs/gaelic/chimi.php
https://thesession.org/tunes/3411
https://thesession.org/tunes/470
https://thesession.org/tunes/256
http://ericdentinger.com/themistcoveredmountains_en.html
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/ohdearwhatcanthematterbe.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1393

JOHNNY HAS GONE FOR A SOLDIER

The Spinning Wheel, c.1855 (oil on panel)“Siuil a Ruin” scritto con la grafia inglese come “Shule Aroon“, o come “Suil a Gra” (Shule agrah), è il richiamo lanciato da una donna irlandese al suo amore andato in Francia a combattere come “Wild Geese“, perchè ritorni da lei.
Una canzone tradizionale XVIII secolo (forse risalente alla fine del 1600, quando con il trattato di Limerick, venne permesso agli irlandesi che avevano combattuto al fianco dello sconfitto Giacomo II, di espatriare in Francia). La canzone emigrò in America e divenne un canto tradizionale della Rivoluzione americana del 1776, per ritornare in auge nel secolo successivo tra i soldati che combattevano nella Guerra civile; è considerata un classico della tradizione americana, perciò interpretata da molti tra i più grandi artisti popolari.

LA VERSIONE AMERICANA

In America cambia il titolo in  “Johnny Has Gone For A Soldier” (Buttermilk Hill) o anche come “Gone the Rainbow”. Il testo della canzone si contraddistingue rispetto alla versione irlandese (vedere qui) dall’aggiunta nella I strofa di una Buttermilk Hill e, in alcune versioni, dalla morte in battaglia di Johnny. E tuttavia le versioni americane perdono spesso l’accorato richiamo della donna che invoca il ritorno del suo amore; piuttosto ella è rassegnata al suo ruolo di donna piangente, in attesa che lui compia il suo dovere di soldato.

ASCOLTA John Tams nella miniserie TV Sharpe’s Battle diretta da Tom Clegg, episodio n 7 (1995)

In questa breve clip la canzone non ha ritornello


I
Here I sit on Butternut Hill(1)
Who would blame me cry my fill
Every tear would turn a mill
Johnny is gone for a soldier
II
I’ll sell my ruck(2), I’ll sell me reel(3)
I’ll even sell my spinning wheel
Buy my love a coat of steel(4)
Johnny’s gone for a soldier

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Seduta qui sulla Buttermilk Hill,
chi biasimerebbe tutte le mie lacrime,
ogni lacrima da far girare un mulino,
Johnny è andato militare
II
Venderò l’aspo e la conocchia
e anche il mio filatoio a ruota
per comperare al mio amore una corazza d’acciaio, Johnny è andato militare

NOTE
1) Nella contea di Jackson, nello Stato dell’Illinois, c’è una località chiamata Buttermilk Hill.
2) e 3)  trovato scritto anche come rock, rack sono parti del filatoio a ruota (spinning wheel) (vedi dettaglio) In alcune versioni diventa clock
4) a mio avviso la donna sarebbe disposta a vendere tutto ciò che ha di prezioso per comprare una buona spada o un’armatura (un temine un po’ anacronistico per l’armamentario di un soldato del 700-800!), non perchè voglia sostenere la sua decisione di andare a combattere, bensì perchè egli possa avere qualche chance in più di restare vivo e ritornare da lei sano e salvo

La versione più estesa della canzone

 

Here I sit on Butternut Hill
Who would blame me cry my fill
Every tear would turn a mill
Johnny is gone for a soldier

Chorus:
Shule shule, shule agrah(5)
His nets and creel are laid away
Till he comes back I’ll rue the day
Johnny is gone for a soldier

With fife’s and drums he marched away
War dost came he couldn’t stay
Till he comes back I’ll rue the day
Johnny’s gone for a soldier

I’ll sell my ruck, I’ll sell me reel
I’ll even sell my spinning wheel
Buy my love a coat of steel
Johnny’s gone for a soldier

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Seduta qui sulla Butternut Hill,
chi biasimerebbe tutte le mie lacrime,
ogni lacrima da far girare un mulino,
Johnny è andato militareCoro
Vieni, vieni, vieni, amore mio,
le sue reti e le nasse sono messe da parte
io maledico il giorno fino a quando non farà ritorno, Johnny è andato militare.Con pifferi e tamburi a passo di marcia è andato via, la guerra è venuta e lui non poteva restare, io maledico il giorno fino a quando non farà ritorno, Johnny è andato militareVenderò l’aspo e la conocchia
e anche il mio filatoio a ruota
per comperare al mio amore una corazza d’acciaio, Johnny è andato militare

NOTE
1) Come, come, come O love,

ASCOLTA James Taylor & Mark O’Connor

 

I
There she sits on Buttermilk Hill
Oh, who could blame her cryin’ her fill
Every tear would turn a mill
Jonny has gone for a soldier
CHORUS
Me-oh-my she loved him so
It broke her heart just to see him go
Only time will heal her woe
Johnny has gone for a soldier
II
She sold her rock and she sold her reel
She sold her only spinning wheel
To buy her love a sword of steel
Johnny has gone for a soldier
III
She’ll dye her dress, she’ll dye it red
And in the streets go begging for bread
The one she loves from her has fled
Johnny has gone for a soldier

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Seduta la sulla Buttermilk Hill,
chi biasimerebbe tutte le sue lacrime,
ogni lacrima da far girare un mulino,
Johnny è andato militare
Coro
Lei lo amava così tanto
e le si spezzò il cuore quando lo vide partire
solo il tempo guarirà le sue pene
Johnny è andato militare
II
Vendette l’aspo e la conocchia
e anche il suo unico filatoio a ruota
per comperare al suo amore una spada d’acciaio, Johnny è andato militare
III
Si tingerà le gonne, le tingerà di rosso
e andrà per le strade a mendicare il pane
colui che amava da lei è fuggito
Johnny è andato militare

 

ASCOLTA Solas il gruppo riprende il testo irlandese modificando però il refrain con la frase “Johnny has gone for a soldier”


Oh I wish I were on yonder hill
It’s there I’d sit and cry my fill
‘Til every tear would turn a mill
My Johnny’s gone for a soldier
Well, Johnny, my love, he went away
He would not heed what I did say
He won’t be back for many’s a day
My Johnny’s gone for a soldier
Chorus:
Shule, shule, shule a gra
Oh shule, oh shule and he loves me
When he comes back, he will marry me
My Johnny, he has gone for a soldierI
‘ll sell my rack,
I’ll sell my reel
I’ll sell my only spinning wheel
And buy my love a sword of steel
My Johnny’s gone for a soldier
I’ll dye my petticoat, I’ll dye it red
Around the world I’ll bake my bread
‘Til I find my love alive or dead
My Johnny, he has gone for a soldier
(Chorus)
But now my love, he has gone to France
To try his fortune to advance
If he returns, it is but a chance
My Johnny, he has gone for a soldier
(Chorus)
I wish, I wish, I wish in vain
I wish I had my heart again
‘Tis gladly I would not complain
My Johnny, he has gone for a soldier
(Chorus 2x)
My Johnny, he has gone for a soldier
TRADUZIONE ITALIANO
Vorrei essere su quella collina lassù
dove mi siederei a piangere a dirotto
ed ogni lacrima girerebbe un mulino,
il mio Johnny è andato militare
Johnny, il mio amore, è partito
Non ha prestato attenzione a quello che gli dicevo
non farà ritorno per un lungo tempo
il mio Johnny è andato militare
RITORNELLO
Vieni, vieni, vieni, amore mio,
presto, vieni da me, lui mi ama
quando ritornerà mi sposerà
il mio Johnny è andato militare
Venderò l’aspo
e la conocchia,
venderò l’unico filatoio a ruota
per comprare una spada d’acciaio al mio amore
il mio Johnny è andato militare
Mi tingerò le gonne, le tingerò di rosso
e me ne andrò per il mondo a mendicare il pane
finché non troverò il mio amore vivo o morto
il mio Johnny è andato militare
(Ritornello)
Ma ora il mio amore è andato in Francia
per tentare di migliorare la sua sorte
ma c’è solo  da sperare che ritorni
il mio Johnny è andato militare
(Ritornello)
Vorrei, vorrei, vorrei ma invano,
vorrei riavere qui il mio amore,
e senz’altro non mi lamenterei
il mio Johnny è andato militare

 

Ma che dire di questa versione strumentale? Lascia senza parole (o senza fiato)..

ASCOLTA Goldmund con il titolo di “Johnny Has Gone for a Soldier”

Non male anche quest’arrangiamento per chitarra
ASCOLTA Mark Ferguson

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sailing-lowlands.htm
http://ontanomagico.altervista.org/ye-jacobites.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6969
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48603
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=336&lang=it
http://stec-173395.blogspot.it/2011/05/fuso-e-telaio.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30259
http://www.celticlyricscorner.net/solas/johnnys.htm
http://chrsouchon.free.fr/shulegra.htm

WHEN MY LOVE AND I PARTED

Emigrants_leave_IrelandUna canzone  estremamente popolare nell’Ottocento, dal titolo “When my love and I parted”, dalle incerte origini settecentesche (forse irlandese forse inglese) sulla separazione di due innamorati.

Così su Mudcat è riportata una testimonianza (qui) “I recently came across a reference to this song in the memoirs of a fella by the name of William Grattan who served as an Anglo-Irish officer in Spain over troops from the West of Ireland (The Connaught Rangers). The year was 1812. I was moved by the following account of the mood of the Irish as they were preparing to rush into a brutal breech in the walls of a city called Badajoz near the borders of Portugal. Here’s Grattan’s words: “The band of my corps, the 88th, all Irish, played several airs which exclusively belong to their country, and it is impossible to describe the effect it had upon us all; such an air as “Savourneen Deelish” is sufficient, at any time, to inspire a feeling of melancholy, but on an occasion like the present it acted powerfully on the feelings of the men: they thought of their distant homes, of their friends, and of bygone days. It was Easter Sunday, and the contrast which their present position presented to what to what it would have been in their native land afforded ample food for the occupation of their minds…”

Ma in origine la canzone era il canto d’addio di un soldato irlandese alla fidanzata, ovvero un povero diavolo irlandese costretto dalla necessità a una lunga ferma presso “the British Army”, che una volta ritornato a casa “Peace was proclaim’d,—escaped from the slaughter” scopre che la fidanzata era morta..

Rita Gallagher scrive su Mudcat (qui): “I learned this little song from a recording made by Charlie Herron, Glenfinn, County Donegal, Ireland, an avid collector of songs, made many years ago, at some singing session or other, and I included it in a cassette “Easter Snow” which I made in 1997; cassette kindly promoted and distributed by John Moulden, Ulster Singers, at that time, song has been recorded since then by “Solas” and perhaps others.”

Nella versione ritrovata attraverso la tradizione orale del Donegal non è più il soldato a lamentarsi, ma la fidanzata rimasta in Irlanda, non sappiamo nemmeno il motivo della separazione ma è più probabilmente un lamento per la partenza del fidanzato per l’America!

ASCOLTA Rita Gallagher in The May Morning Dew 2010 originariamente registrata nel 1997 (versione integrale su Spotify)

ASCOLTA Solas & Deirdre Scanlan in “The Hour before Dawn” 2009

When my love and I parted, the wind blew cold
When my love and I parted, our love untold
Though my heart was crying, “Love, come with me”(1)
I turned my face from him and sought the sea
When my love and I parted, we shed no tears
For we knew that between us lay weary years
A bird was singing on a tree
And a gleam of sunlight lay on the sea
Parting is bitter and weeping, vain
But all true lovers will meet again
For no fate can sever my love from me
For his heart is a river and mine, the sea

NOTE
1) è l’uomo che chiede alla donna di seguirlo, ma la domanda è chiaramente senza risposta perchè era già stato difficile trovare i soldi per poter comprare un solo biglietto.. così partiva il più giovane e determinato della famiglia e gli altri ne aspettavano il ritorno o che mandasse i soldi per potersi pagare a loro volta il viaggio..

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Quando il mio amore ed io ci separammo il vento era gelido e il nostro amore era immenso, anche se il mio cuore stava gridando “Amore vieni con me” ho voltato il viso e guardato il mare. Quando il mio amore ed io ci separammo non abbiamo pianto perchè sapevamo che tra di noi ci sarebbero stati anni difficili, un uccello cantò sul ramo e un raggio di sole si posò sul mare. Lasciarci inutilmente è doloroso e straziante, ma tutti i veri innamorati si incontreranno ancora, perchè nessun destino può separarmi dal mio amore che il suo cuore è un fiume e il mio il mare…

LA STORIA DIETRO LA CANZONE

Un primo testo è stato scritto nel 1791 dal commediografo inglese George Coleman il giovane (1762-1834) direttore del  Drury Lane ( Theatre Royal Drury Lane di Londra) per la commedia “The Surrender of Calais“. La melodia è invece tratta dalla commedia “The Poor Soldier” (1783) di William Shield and John O’Keefe con il titolo “Farewell Ye Groves”: “Savournah Delish,” a tune credited to Samuel Arnold (1740-1802) that was used in John O’Keefe and William Shield’s Poor Soldier (1783) for another “farewell song” beginning “Farewell ye Groves” (Wells 502-4; Wolfe, Secular Music #272-76).
Ho trovato lo spartito di Savourna Delish, con la dicitura “attribuito a Samuel Arnold pubblicato a Dublino 1790 circa” e come sottotitolo “a suched amired song in “The Surrender of Calais”.
Lo stesso titolo lo troviamo scritto come “Savourneen Deelish, Eileen Oge”

ASCOLTA John McCormack 1907 in una versione d’epoca
SAVOURNEEN DEELISH, EILEEN OGE(1)
Oh! the moment was sad when my love and I parted;
Savourna deligh shighan ogh!
As I kiss’d off her tears, I was nigh broken hearted;
Savourna deligh shighan ogh;
Wan was her cheek, which hung on my shoulder;
Damp was her hand, no marble was colder;
I felt that I never again should behold her.
Savourna deligh shighan ogh!
Long I fought for my country, far, far from my true love;
Savourna deligh shighan ogh!
All my pay and my booty I hoarded for you, love;
Savourna deligh shighan ogh!
Peace was proclaim’d,—escaped from the slaughter,
Landed at home—my sweet girl I sought her;
But sorrow, alas! to the cold grave had brought her.
Savourna deligh shighan ogh!

NOTE
1) in inglese “Young Eileen, the faithful sweetheart” per celia George Coleman dice di aver avuto il versetto da un suo amico irlandese e che lo scrive così come l’ha sentito storpiando il gaelico ”s a mhuirnin dilis’ ( in inglese “and my own true love” ovvero amore caro)

I due George Coleman e Samuel Arnold collaborarono per la scrittura dell’opera teatrale, ma sebbene la melodia in questione sia stata attribuita a Arnold in realtà già proveniva da un’altra comic opera “The Poor Soldier” (1783) di William Shield, (1754-1829), pure egli inglese. Resta il dubbio se la melodia fosse stata scritta da Shield “in the fashionable “Stage Irish” style of the day” o se fosse una melodia tradizionale irlandese (e il sospetto ha una sua fondatezza essendo John O’Keefe, commediografo e librettista, di origini irlandesi).
Ritroviamo il testo nella raccolta “American Memory” della Biblioteca del Congresso con un’ulteriore strofa finale
She is gone now, alas! and thus left me forlorn,
Savourneen deelish Eileen oge!
I’ll take to the desart, forever I’ll mourn,
Savourneen deelish Eileen oge!
Not the warbling throng, with the notes so charming,
Never shall soothe my grief or mourning,
But in silent solitude, sighing for my Darling.

FONTI
http://www.brendanmcauleymusic.com/#!reviews/c1kam http://www.monartcollection.com/category/the-music-collection/18th-century-music/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=83225 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12700 http://www.contemplator.com/ireland/deelish.html http://memory.loc.gov/ammem/index.html http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Moyl173.html http://www.kalliope.org/en/digt.pl?longdid=moore2000082969 http://www.celticlyricscorner.net/solas/when.htm

THE MAID ON THE SHORE IS IT A MERMAID?

Un filone fecondo della tradizione ballatistica europea che affonda le sue radici nel medioevo è quello cosiddetto della “fanciulla sulla spiaggia”;  Riccardo Venturi riassume il commonplace in modo puntuale  “fanciulla solitaria che passeggia sulle rive del mare – nave che arriva – comandante o marinaio che la richiama a bordo – fanciulla che s’imbarca di spontanea volontà – ripensamento e rimorso – pensieri alla casa materna / coniugale – dramma che si compie (in vari modi)
Nelle “warning ballads” si ammoniscono le brave fanciulle di non mettersi grilli per il capo,  di stare al loro posto (accanto al focolare a sfornare manicaretti e bambini) e di non avventurarsi in “ruoli maschili”, altrimenti finiranno disonorate o stuprate o uccise. Meglio quindi la gabbia più o meno dorata che già si conosce che il volo libero.
Ogni tanto però la fanciulla riesce a trionfare con l’astuzia sulle prepotenti voglie maschili, cosi nella  “Fair Maid on the Shore” la fanciulla potrebbe essere lei stessa la predatrice!

LA SIRENA SULLA SPIAGGIA

sirena-naveLa fanciulla potrebbe essere una sirena, che il capitano ha visto in una notte di luna camminare lungo la spiaggia e di cui si è invaghito (è risaputo che donne foche e sirene possono camminare con piedi umani nelle notti di luna piena). Manda una scialuppa a prenderla per portarla sulla nave, e lei si mette a cantare gettando un incantesimo sugli uomini della nave.
E qui finisce il tema fantastico e magico: la fanciulla si prende tutti gli oggetti di valore e l’oro e l’argento e ritorna alla sua spiaggia. Così la fanciulla invece di essere una creatura fragile e indifesa si rivela essere una sorta di pirata del mare! Ma a ben vedere anche il suo depredare i tesori richiama il topos della sirena che raccoglie le cose luccicose dalle navi (dopo averne causato il  naufragio) per “arredare” la sua grotta!

Bertrand Bronson nel suo “Tunes of the Child Ballads” classifica “Fair Maid on the Shore” come una variante di Broomfield Hill (Child #43), la ballata è stata trovata più raramente in Irlanda (dove si presume sia originaria) e più diffusamente in America (e in particolare in Canada). Così riporta Ewan MacCall (The Long Harvest, Volume 3): “More commonly found in the North-eastern United States, Nova Scotia and Newfoundland is a curious marine adaptation of the story in which the knight of the Broomfield Hill is transformed into an amorous sea-captain. The young woman on whom he has designs succeeds in preserving her chastity by singing her would-be lover to sleep: a magic just as potent as that employed by the maid in the land-locked versions of the ballad.”

Il brano ha molti interpreti per lo più di ambito folk o folk-rock

ASCOLTA Stan Rogers in Fogarty’s Cove (1976)
ASCOLTA John Renbourn group in The Enchanted Garden, 1980 (strofe I, II, III, IV, V, VI, VIII)


I (1)
There is a young maiden,
she lives all a-lone
She lived all a-lone on the shore-o
There’s nothing she can find
to comfort her mind
But to roam all a-lone on the shore, shore, shore
But to roam all a-lone on the shore
II
‘Twas of the young (2) Captain
who sailed the salt sea
Let the wind blow high, blow low
I will die, I will die,
the young Captain did cry
If I don’t have that maid on the shore, shore, shore…
III (3)
I have lots of silver,
I have lots of gold
I have lots of costly ware-o
I’ll divide, I’ll divide,
with my jolly ship’s cres
If they row me that maid on the shore, shore, shore…
IV (4)
After much persuasion,
they got her aboard
Let the wind blow high, blow low
They replaced her away
in his cabin below
Here’s adieu to all sorrow and care, care, care…
V  (5)
They replaced her away
in his cabin below
Let the wind blow high, blow low
She’s so pretty and neat,
she’s so sweet and complete
She’s sung Captain and sailors to sleep, sleep, sleep…
VI (6)
Then she robbed him of silver,
she robbed him of gold
She robbed him of costly ware-o
Then took his broadsword
instead of an oar
And paddled her way to the shore, shore, shore…
VII
Me men must be crazy,
me men must be mad
Me men must be deep in despair-o
For to let you away from my cabin so gay
And to paddle your way to the shore, shore, shore…
VIII (7)
Your men was not crazy,
your men was not mad
Your men was not deep in despair-o
I deluded your sailors as well as yourself
I’m a maiden again on the shore, shore, shore
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era una giovane fanciulla
che viveva tutta sola
viveva tutta sola sulla spiaggia- o
e non trovava niente con cui confortare il suo animo,
così vagava tutta sola sulla spiaggia, sulla spiaggia, spiaggia
così vagava tutta sola sulla spiaggia
II
C’era un giovane capitano
che salpò sull’oceano,
(che il vento soffi in lungo e in largo)
“Vorrei morire, vorrei morire
– gridava il giovane capitano –
se non posso avere quella fanciulla sulla spiaggia, spiaggia …
III
Ho tanto argento
ho tanto oro,
ho tante cose preziose
che dividerò, dividerò
con la mia ciurma
se mi portano quella fanciulla
sulla spiaggia, spiaggia …”
IV
Dopo molte chiacchiere
la portano a bordo
(che il vento soffi in lungo e in largo)
la sistemarono  fin
nella sua cabina sottocoperta,
per fargli dimenticare tutto il dolore e le preoccupazioni.
V
La sistemarono  fin
nella sua cabina sottocoperta,
(che il vento soffi in lungo e in largo)
Era così bella e pura,
dolce e ben fatta e
cantò per far addormentare il capitano e i marinai.
VI
Allora lo derubò dell’argento
lo derubò dell’oro
lo derubò delle cose preziose,
usò il suo spadone
come un remo
e vogò per ritornare alla spiaggia,
sulla spiaggia, spiaggia …
VII
“Oh i miei uomini sono furiosi
i miei uomini sono arrabbiati
i miei uomini sono sprofondati nella disperazione più cupa
perchè sei fuggita da una cabina così allegra e hai vogato per ritornare alla spiaggia”.
VIII
“I tuoi uomini han poco da essere furiosi e arrabbiati
I tuoi uomini han poco da essere disperati, ho beffato i tuoi marinai e anche te
e sono di nuovo una fanciulla sulla spiaggia”

NOTE
La versione testuale del John Renbourn group differisce di poco dalla versione di Stan
1) There was a young maiden, who lives by the shore
Let the wind blow high, blow low
no one could she find to comfort her mind
and she set all a-lone on the shore,
she set all a-lone on the shore
2) oppure Sea
3) The captain had silver, the captain had gold
And captain had costly ware-o
All these he’ll give to his jolly ship crew
to bring him that maid on the shore
4) And slowly slowly she came upon board
the captain gave her a chair-o
he sited her down in the cabin below
adieu to all sorrow and care
5) She sited herself in the bow of the ship
she sang so loud and sweet-o
She sang so sweet, gentle and complete
She sang all the seamen to sleep
6) She part took of his silver, part took of his gold
part took of his costly ware-o
she took his broadsword to make an oar
to paddle her back to the shore,
7) Your men must be crazy, your men must be mad
your men must be deep in despair-o
I deluded at them all as has yourself
again I’m a maiden on the shore,

ASCOLTA Solas in “Sunny Spells And Scattered Showers” (1997) (la recensione dell’album qui)


I
There was a fair maid
and she lived all alone
She lived all alone on the shore
No one could she find for to calm her sweet mind
But to wander alone on the shore, shore, shore
To wander alond on the shore
II
There was a brave captain
who sailed a fine ship
And the weather being steady and fair
“I shall die, I shall die,”
this dear captain did cry
“If I can’t have that maid on the shore, shore, shore
If I can’t have that maid on the shore”
III
After many persuasions
they brought her on board
He seated her down on his chair
He invited her down to his cabin below
Farewell to all sorrow and care
Farewell to all sorrow and care
IV
“I’ll sing you a song,”
this fair maid did cry
This captain was weeping for joy
She sang it so sweetly, so soft and completely
She sang the captain and sailors to sleep
Captain and sailors to sleep
V
She robbed them of jewels,
she robbed them of wealth
She robbed them of costly fine fare
The captain’s broadsword she used as an oar
She rowed her way back to the shore, shore, shore
She rowed her way back to the shore
VI
Oh the men, they were mad and the men, they were sad
They were deeply sunk down in despair
To see her go away with her booty so gay
The rings and her things and her fine fare
The rings and her things and her fine fare
VI
“Well, don’t be so sad and sunk down in despair
And you should have known me before
I sang you to sleep and I robbed you of wealth
Well, again I’m a maid on the shore, shore, shore
Again I’m a maid on the shore”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
C’era una bella fanciulla
che viveva tutta sola
viveva tutta sola sulla spiaggia
e non trovava nessuno con cui placare il suo animo sereno (1)
così vagava sola sulla spiaggia,
sulla spiaggia, spiaggia,
così vagava sola sulla spiaggia.
II
C’era un coraggioso capitano
che salpò su una bella nave,
e il tempo era stabile e bello (2)
“Vorrei morire, vorrei morire* – gridava questo egregio capitano –
se non posso avere quella fanciulla sulla spiaggia spiaggia,
se non posso avere quella fanciulla ”
III
Dopo molte chiacchiere
la portano a bordo
la fece sedere accanto alla propria sedia e la invitò nella sua cabina,
per dimenticare tutto il dolore e le preoccupazioni (3).
IV
“Ti canterò una canzone ”
– gridò questa bella fanciulla.
Il capitano stava piangendo per la gioia, lei cantò così amabilmente, così dolcemente,
cantò per addormentare il capitano e i marinai, per addormentare il capitano e i marinai
V
Li derubò dei gioielli,
li derubò della salute (4),
li derubò del cibo raffinato e costoso, usò lo spadone del capitano come un remo
e vogò per ritornare alla spiaggia, sulla spiaggia, spiaggia,
e vogò per ritornare sulla spiaggia.
VI
Oh gli uomini divennero pazzi
e gli uomini divennero tristi, sprofondarono nella disperazione più cupa
nel vederla andarsene tutta contenta con la refurtiva,
gli anelli e le sue cose e
il cibo raffinato,
gli anelli le sue cose e
il cibo raffinato.
VI
“Non siate così tristi affranti dalla disperazione,
avreste dovuto riconoscermi prima, cantai per farvi addormentare e vi rubai la salute
e adesso sono di nuovo una fanciulla sulla spiaggia, spiaggia, spiaggia
di nuovo una fanciulla sulla spiaggia”

NOTE
1) la frase avrebbe più senso se fosse invece “per placare il suo animo inquieto”
2) il riferimento al bel tempo non è casuale, infatti l’avvistamento di una sirena era sinonimo dell’avvicinarsi di una tempesta
3) ovvero per sollazzarsi con la fanciulla (presumibilmente vergine)
4) la donna non è solo una ladra ma una creatura fatata che ruba la salute dei marinai

FONTI
Folk Songs of the Catskills (Norman Cazden, Herbert Haufrecht, Norman Studer)
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=50848
http://www.lyricsmode.com/lyrics/s/stan_rogers/the_maid_on_the_shore.html https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/themaidontheshore.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=51828 http://www.celticlyricscorner.net/solas/maid.htm http://www.8notes.com/scores/5463.asp http://home.olemiss.edu/~mudws/reviews/catskill.html
https://phillipkay.wordpress.com/2013/01/09/explorations-in-irish-music/

MAID THAT’S DEEP IN LOVE

donna-marinaioC’è un discreto filone tra i canti del mare, che narrano di fanciulle innamorate che si travestono da marinaio, pur di attraversare l’Oceano per andare alla ricerca del loro fidanzato, che le ha lasciate per emigrare in America. (vedi)

Tutte raccontano la stessa storia: la fanciulla (tra)vestita da uomo si imbarca come mozzo e viene notata dal capitano, il quale resta turbato dal nuovo marinaio al punto di innamorarsi; solo giunti a riva però la fanciulla rivela la sua vera identità e il capitano ammirato dal suo coraggio, le giura amore eterno e le chiede di sposarlo.
In questa ballata dal titolo ” Maid that’s deep in love”, “Maid in sorrow”, “The short jacket”, “Blue Jacket and White Trousers” il capitano resta colpito dalle fattezze del giovane bel marinaio e “ci prova” ma lei tiene nascosta la sua sessualità e lo respinge, ben determinata a trovare il suo innamorato.

LA VERSIONE AMERICANA: MAID THAT’S DEEP IN LOVE

La canzone è molto rara in Irlanda, mentre si trova più diffusamente nell’America Nord-Est. Potrebbe risalire al XVIII secolo o più probabilmente ai tempi della massiccia emigrazione irlandese verso l’America del secolo successivo.

“To the best of my knowledge, the only vestige of the song recovered on this side of the Atlantic is the single stanza entitled The Mermaid in Joyce’s Old Irish Folk Music (and even there, the story of the song seems to be different from the American versions). The various Newfoundland, Nova Scotia and Maine versions seem to be very much alike, and may relate to a broadsheet print. This present version is very fragmentary, of course, and is quite lacking in the central theme of the story (The Broomfield Hill theme, one might call it) of the girl outwitting the amorous captain. But it does contain what the north-eastern American versions usually miss, which is the motive of search for a lost lover. A Missouri version of the song begins: “There was a fair damsel all crossed in love, and deeply sunk in despair, O”. Mrs Costello’s melody is more familiar as one of the Lowlands of Holland sets – A. L. L. (Journal of the English Folk Dance and Song Society, Dec 1953 tratto da qui)

Sono stati i Pentangle a farne la versione standard nel loro album “Cruel Sister” del 1970

I
I am a maid that’s deep in love
But yes I can complain
I have in this world but one true love
And Jimmy is his name
And if I do not find my love
I’ll mourn most constantly
And I’ll find and follow Jimmy thro’
The lands of liberty(1)
II
Then I’ll cut off my yellow hair
Men’s clothing I’ll wear on
I’ll sign to a bold sea captain
My passage I’ll work free
And I’ll find and follow Jimmy thro’
The lands of liberty
III
One night upon the raging sea
As we were going to bed(2)
The captain cried “Farewell my boy,
I wish you were a maid
Your rosy cheeks, your ruby lips
They are enticing me
And I wish dear God with all my heart
A maid you were to me”
IV
“Then hold your tongue, dear captain
Such talk is all in vain
And if the sailors find it out
They’ll laugh and make much game
For when we reach Columbia(3) shore
Some prettier girls you’ll find
And you’ll laugh and sing you’ll court with them
For courting you are inclined”
V
It was no three days after
Our ship it reached the shore
“Adieu(4) my loving captain
Adieu for evermore
For once I was a sailor on sea
But now I am a maid on the shore
So adieu to you and all your crew
With you I’ll sail no more”
VI
“Come back, come back, my own pretty maid
Come back and marry me
I have ten thousand pounds in gold
And that I’ll give to thee
So come back, come back, my own pretty maid
Come back and marry me”
Tradotto da Alberto Musica &Memoria (da qui)
I
Sono una fanciulla perdutamente innamorata, ma ho qualcosa che mi fa soffrire. Ho in questo mondo, nient’altro che un unico vero amore
e Jimmy è il suo nome e se non trovo il modo (di avere) il mio amore
non smetterò di piangere
E io cercherò e inseguirò Jimmy
Nella terra della libertà(1)
II
Allora ho tagliato i miei biondi capelli
Ho indossato abiti da uomo
Ho firmato con un brillante capitano
Per il mio passaggio lavorerò senza stipendio
E io cercherò e inseguirò Jimmy
Nella terra della libertà
III
Una notte sul mare in tempesta
mentre stavamo andando a fondo (2)
il capitano gridò: “Addio ragazzo mio
vorrei che tu fossi una fanciulla
le tue gote rosse, le tue labbra color rubino
mi attirano verso di te
Ed io vorrei, mio Dio, con tutto il mio cuore
che tu fossi una ragazza per me.”
IV
“Frena la tua lingua, caro capitano
questo discorso è completamente vano
che se i marinai lo scoprono
Riderebbero e ci scherzerebbero sopra molto
Perché quando raggiungeremo la costa della Columbia (3)
tu troverai molte ragazze più belle
E tu riderai e canterai e farai loro la corte
Perché sei portato a fare la corte”.
V
Solo tre giorni dopo
La nostra nave ha raggiunto la costa
“Addio(4) mio capitano innamorato
Addio per sempre
Perché un tempo sul mare, ero un marinaio
Ma ora a terra sono una ragazza
Quindi, addio a te e tutta la ciurma
Con te non navigherò più”
VI
“Torna, torna, mia graziosa ragazza
Torna indietro e sposami
Ho dieci mila sterline d’oro
E questo è ciò che darò a te
Quindi torna indietro, torna indietro, mia graziosa ragazza
Torna indietro e sposami”

NOTE
1) L’America
2) andare a dormire (per sempre)
3) La Columbia Britannica, dove si trovano le città di Victoria e Vancouver, la più occidentale delle province canadesi.
4) Addio è pronunciato in francese, probabilmente in coerenza con la terra di destinazione, abitata anche da persone di lingua francese.

I AM A MAID THAT SLEEPS IN LOVE

Si tratta di una variante della precedente canzone proposta dal gruppo americano-irlandese Solas. Colgo l’occasione di rimandarvi alla scheda segnalata nel blog di  Phillip Kay (qui) che così scrive “Séamus Egan, who founded the group, is a virtuoso on flute, banjo, mandolin and guitar. ..The Words That Remain, Solas’ third album released in 1998, preserves the equal balance of dance tunes and songs seen in the previous CD. The album blends Woody Guthrie (surely one of the most influential writers who ever lived), reels that open like a morna from Cesária Évora, a traditional song from the Orkneys, music from Brittany, traditional Irish jigs and reels, and a song from Peggy Seegar. Solas knows just how flexible Irish traditional music is, and was, jigs mutating into barn dances in America, the banjo coming back to Britain to add to the musical texture of Irish bands. But there seems just a trace of losing identity, of opening up to influences too widely. The album features the singing of Karan Casey, superb on both contemporary and traditional material, and the guitar of John Doyle, by now producing sounds reminiscent of Django Reinhardt. ” Non posso che concordare con lui il gruppo dopo il quarto album: “Unfortunately they seem to have abandoned Irish music in favour of more self penned material. Good as this is, it makes the group’s music far from unique.”

ASCOLTA Solas in “The words that remain” 1998


I am a maid that sleeps in love
and cannot feel my pain(1)
For once I had a sweetheart,
and Johnny was his name
And if I cannot find him,
I’ll wander night and day
For it’s for the sake of Johnny,
I’ll cross the stormy seas
I’ll cut off my yellow locks,
men’s clothing I’ll wear on
And like a gallant soldier boy
this road I’ll gang along
Enquiring for a captain a passage to engage free
For to be his chief companion on the banks of liberty
The very first night the captain lay down on his bed to sleep
These very words he said to me,
“I wish you were a maid
Your cherry cheeks and ruby lips, they’ve often enticed me
I wish to the gods, unto my heart, a maid you were to me”
In three days after that we did land on shore
“Adieu, adieu, dear captain, adieu forever more
A sailor boy I was on ship,
but a maid I am on shore
Adieu, adieu, dear captain, adieu forever more”
“Come back, come back, my blooming girl, come back and marry me
For I have a good fortune,
I’ll give it all to thee”
“To marry you, dear captain,
is more than I can say
For it’s for the sake of Johnny,
I’ll wander night and day”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Sono una fanciulla che è molto innamorata e mi lamento(1)
perchè una volta avevo un fidanzato che si chiamava Johnny,
e se non riesco a trovarlo,
vagherò notte e giorno,
è per il bene di Johnny
che attraverserò l’oceano in tempesta.
Mi taglierò i riccioli biondi
e indosserò abiti maschili,
e come un bel soldatino
percorrerò questa strada,
e domanderò a un capitano  un passaggio in cambio di lavoro,
per essere il suo attendente, verso le rive della libertà.
La prima notte il capitano si stese nel letto per dormire
e mi disse queste parole:
” Vorrei che tu fossi una fanciulla,
le tue guance rosee, le tue labbra di rubino mi hanno spesso attirato,
vorrei perdio con tutto il cuore, che tu fossi per me una fanciulla”.
Appena tre giorni dopo giungemmo a riva “Addio mio caro capitano, addio per sempre,
sul mare ero un marinaio, ma a terra sono una fanciulla.
Addio mio caro capitano, addio per sempre”
“Torna indietro, torna indietro,
mia splendida fanciulla, ritorna e sposami, perchè sono ricco
e darò tutto a te”
“Di sposarti, caro capitano,
è più di quanto possa dire,
perchè è per il bene di Johnny
che vagherò notte e giorno”

NOTE
1) si tratta chiaramente di un mondegreen di” I am a maid that’s deep in love I can complain”

continua seconda parte

FONTI
https://phillipkay.wordpress.com/2013/01/09/explorations-in-irish-music/
http://www.musicaememoria.com/pentangle_cruel_sister.htm https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/shortjacketandwhitetrousers.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13503&lang=it http://www.celticlyricscorner.net/solas/iam.htm http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/435.html

THE UNQUIET GRAVE

Non sono molte le canzoni popolari che trattano il tema dell’amore oltre la morte, “The Unquiet Grave” anche conosciuta con il titolo “Cold blows the wind” forse giunge dal Medioevo o quantomeno è risalente al 1600, ed è stata collezionata dal professor  Child con il numero 78
La ballata è la testimonianza di una credenza popolare molto antica: i morti devono essere lasciati in pace!

UN TEMPO PER PIANGERE

Dopo il lutto di un anno in cui chi è rimasto si prende il tempo per il pianto e il dolore, la vita deve continuare altrimenti il fantasma del defunto viene strappato dalla tomba ed è costretto a vagare per la terra: è uno spettro che tormenta però solo la persona che lo ama e solo durante la notte, perchè allo spuntar dell’alba ritorna nel sepolcro; eppure la sua presenza è così dolorosa per l’innamorato vivente, che finisce per portarlo alla tomba: nella canzone il fantasma ammonisce che lo scambio di un bacio tra di loro, è foriero di morte. A volte è il vivo a chiedere il bacio al morto, altre volte è il morto a pretenderlo dal vivo, ma più spesso è il fantasma a consolare il vivente.

Il tema dell’amore oltre la morte che un tempo e anche oggi non esitiamo a definire malsano al limite della necrofilia, divenne invece per i poeti romantici il non plus ultra del sentimento, parallelamente al tema della “sepoltura lacrimata“, cioè la speranza di essere compianto, ed è proprio nelle lacrime che bagnano il sepolcro che si perpetua il legame con il mondo dei vivi. continua

LE VARIANTI DI “THE UNQUIET GRAVE”

Child ha raccolto una decina di varianti della stessa ballata, ma nella tradizione orale se ne contano molte di più (Cecil Sharp ne ha riportate 17 – Collection Of English Folk Songs 1994) , e anche le melodie sono numerose e diverse tra loro (vedi con partiture). La ballata è ancora molto popolare in Inghilterra, anche se meno diffusa in Scozia e piuttosto rara in America. Alcune versioni sono state registrate sul campo da Cecil Sharp nel 1907 e riportate in Ralph Vaughan Williams Manuscript Collection (vedi) ma anche in George Gardiner Manuscript Collection (vedi) e in Henry Hammond Manuscript Collection (vedi)
Molte versioni della canzone sono quasi una ninna-nanna, appena velata di tristezza con il fantasma che parla all’amante rimasto (più spesso un uomo) non con l’intenzione di incutere timore, ma con dolcezza e affetto; è come se volesse dare l’ultimo saluto alla vita, accompagnato da una promessa di rinascita in un Altrove in cui l’amore sarà nuovamente possibile così come nell’eterno ciclo della natura ritorna a sbocciare la primavera dopo l’inverno.

VERSIONE A

ASCOLTA   The Dubliners (voce di Luke Kelly). L’interpretazione più irlandese tra tutte


I

The Wind doth blow today my
love,
A few small drops the rain.
Never have I had but one true love,
In cold clay she is lain.
II
I’ll do as much for my true love,
As any young man may.
I’ll sit and mourn all on her grave,
A twelve month and a day.
III
The twelve month and a day been gone,/A voice spoke from the deep.
“Who is it sits all on my grave.
And will not let me sleep?”
IV
“Tis I Tis I thine own true love,
Who site upon your grave,
For I crave one kiss from your sweet lips,
And that is all I seek.”
V
“You crave one kiss from my clay cold lips,
But my breath is earthy strong.
Had you one kiss from my clay cold lips,/You’re time would not be long.”
V (bis) 1
“My time be long, my time be short,
Tomorrow or today,
May God in heaven have all my soul
But I’ll kiss you lips of clay.”
VI
“See down in yonder garden green.
Love where we used to walk.
The sweetest flower that ever grew.
Is withered to the stalk.
VII
“The stalk is withered dry sweetheart,
So will our hearts decay.
So make yourself content, my love,
‘Til death calls you away.”
tradotto da Cattia Salto
I
Oggi il vento soffia amore mio
e la pioggia cade lieve
non ho mai avuto che un solo vero amore e sta nella fredda terra.
II
Farò di tutto per il mio amore, come ogni giovane innamorato farebbe. Starò a piangere sulla sua tomba
per dodici mesi e un giorno.
III
Il dodicesimo mese e un giorno erano passati e una voce parlò da sottoterra “Chi è che si trova sulla mia tomba e non mi lascia dormire?
IV
Sono io, sono io, il tuo vero amore,
che si trova sulla tua tomba
per chiedere un bacio dalle tue labbra dolci e questo è tutto quello di cui ho bisogno

V
Reclami un bacio dalle mie labbra fredde come la terra,
ma il mio respiro è il soffio della morte
e se tu dovessi baciare le mie labbra,
il tuo tempo non durerà a lungo.
V (bis)
(1)
Che i miei giorni siano lunghi o brevi, domani od oggi,  possa Dio accogliere la mia anima in cielo, ma io bacerò le tue labbra di terra
VI
Guarda quel giardino verde, caro amore, dove eravamo soliti andare.
Il fiore più profumato (2) che sia mai spuntato, è appassito sullo stelo.
VII
E’ appassito sullo stelo, amore mio
così i nostri cuori marciranno

così rallegrati, amore mio
finchè la morte ti chiamerà.”

NOTE
1) versetto integrato da Luke e riportato in “English Folk-Songs for Schools” S Baring Gould e Cecil J. Sharp  
2) In genere la frase è detta dal defunto: il fiore più profumato o più bello è quello che cresce nel giardino di Cupido a simboleggiare  l’amore sbocciato tre i due innamorati. Adesso però il fiore è appassito ed è morto, ovvero i morti non possono più provare sentimenti per i vivi che hanno lasciato, così l’amore non più alimentato non potrà più rinascere. Il fantasma molto pragmaticamente spiega al vivo che si deve rassegnare e rasserenare. Solo nella morte potranno ricongiungersi.

VERSIONE B

Stessa melodia della versione irlandese
ASCOLTA Solas in “SunnyvSpells and Scattered Showers” 1997


I

Cold blows the wind upon my true love
Soft falls the gentle rain
I never had but one true love
And in Greenwood she lies slain
II
I’d lose much for my true love
As any young man may
I’ll sit and I’ll mourn all on your grave
For twelve months and a day
III
When the twelfth month and a day had passed,
The ghost   began to speak
“Who is it that sits all on my grave
And will not let me sleep?”
IV
“‘Tis I, ‘tis I,   thine own true love
That sits all on your grave
I ask of one kiss from your sweet lips
And that is all that I crave”
V
“My lips, they are as clay, my love
My breath is earthy strong
And if you should kiss my clay-cold lips
Your time, ‘twould not be long”
VI A
“Look down in   the yonder garden fair/Love, where we used to walk
The fairest flower that ever bloomed / Has withered and too the stalk”
VII A
“The stalk, it has withered and dried, my love,/So will our hearts decay/So make yourself content, my love/’Til death calls you away”
tradotto da Cattia Salto
I
Soffia freddo il vento sul mio vero amore
e la pioggia cade lieve non ho avuto che un solo vero amore e giace uccisa  nel Bosco sacro
II
Avrei fatto di tutto per il mio vero amore,
come ogni innamorato farebbe.
Starò a piangere sulla sua tomba
per dodici mesi e un giorno
III
Quando il dodicesimo mese e un giorno furono trascorsi
il fantasma parlò
“Chi è che si trova sulla mia tomba e non mi lascia dormire?”
IV
“Sono io, sono io, il tuo vero amore, che si trova sulla tua tomba per chiedere un bacio dalle tue labbra dolci e questo è tutto quello di cui ho bisogno ”
V
“Le mie labbra sono fredde come la terra, amore mio, il mio respiro è il soffio della morte e se tu dovessi baciare le mie labbra fredde come la terra, non vivrai a lungo.
VI
Guarda quel bel giardino lontano, caro amore, dove eravamo soliti andare.
Il fiore più bello che sia mai fiorito, è appassito sullo stelo.
VII
E’ appassito sullo stelo, amore mio così i nostri cuori marciranno
così rallegrati, amore mio
finchè la morte ti chiamerà.”


ASCOLTA
Faith and The Muse in Elyria 1994. La versione testuale è simile alla precedente ma cambia la melodia


I
The wind doth howl today m’love
And a winter’s worth of rain
I never had but one true love
In cold grave she was lain
II
Oh I adored my sweetest love
As any young man may
So I’ll sit and weep upon her grave
For twelve-month and a day.
(1)
One true love is eternity for two
Three four nevermore
Will I see my love true
III
The twelve-month and a day foregone
The dead began to speak
“Oh who sits weeping on my grave
And will not let me sleep?”
IV
“‘Tis I, m’love, upon thy grave
Who will not let you sleep
For I crave one kiss of your lips
And that is all I seek”
V
“You crave one kiss of my cold lips
But I am one year gone
If you have one kiss of my lips
Your time will not be long
(1)
Let me remind thee, dearest one
A patient heart to keep
For we professed eternal love
That lives though I may sleep”
VI
There down in yonder garden grove
Love, where we once did walk
The finest flower that ever was seen
Has withered to a stalk
VII
The stalk is withered dry, my love
Though our hearts shan’t decay
So make yourself content, my love
Till god calls you away”
tradotto da Cattia Salto
I
Oggi il vento soffia amore mio
e c’è una pioggerellina invernale
non ho avuto che un solo vero amore e giace nella fredda tomba
II
Adoravo la mia innamorata
come ogni giovane farebbe,
così starò a piangere sulla sua tomba per dodici mesi e un giorno.
(1) versi extra
il vero amore è eterno per due, tre, quattro, mai più potrò vedere il mio amore
III
Il dodicesimo mese e un giorno erano passati
e la morta iniziò a parlare
Chi è che si trova sulla mia tomba e non mi lascia dormire?
IV
Sono io, amore mio, sulla tua tomba
che non ti lascia dormire
per chiedere un bacio dalle tue labbra e questo è tutto quello di cui ho bisogno

V
Reclami un bacio dalle mie fredde labbra, ma è un anno che sono morta
e se tu dovessi baciare le mie labbra,
il tuo tempo non durerà a lungo.
(1)
Vorrei ricordarti, amore mio,
di pazientare il tuo cuore
anche se noi da vivi professammo eterno amore , e io possa dormire”
VI
Guarda in quel boschetto verde,
amore, dove eravamo soliti andare.
Il fiore più profumato che sia mai spuntato,
è appassito sullo stelo.
VII
E’ appassito sullo stelo,
amore mio
ma i nostri cuori mai marciranno
così rallegrati, amore mio
finchè la morte ti chiamerà.”

NOTE
1) versi extra rispetto alla versione A di Child

continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/suffolk-miracle.htm
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_78
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch078.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1706
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/165.html
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/theunquietgrave.html
http://www.songfacts.com/detail.php?id=13723
http://www.theguardian.com/books/booksblog/2013/may/13/
poem-of-the-week-the-unquiet-grave

ILLUSTRAZIONI
http://www.italymagazine.com/news/lovers-caught-having-sex-next-grave-womans-husband
https://medium.com/this-happened-to-me/9239d7a5ac7f

THE WIND THAT SHAKES THE BARLEY

La frase può generare un po’ di confusione essendo stata usata per indicare diverse cose. Nell’uso più recente come titolo di un film, quello più antico come titolo di una musica da danza, un reel dalle probabili origini scozzesi, e non ultimo come titolo di una canzone irlandese.

IL FILM

Il film drammatico del 2006 è diretto dal regista Ken Loach sulla più recente guerra d’indipendenza irlandese (1919-1921) prendendo spunto dal titolo della canzone irlandese omonima: un giovane irlandese di nome Micheail, un qualunque ragazzo del popolo – nel villaggio rurale della contea di Cork- è stato brutalmente e futilmente assassinato da una banda inglese di ‘Black and Tans’ e il suo cadavere è pronto per essere seppellito. La sua famiglia e i suoi amici si riuniscono attorno al corpo e cantano a bassa voce “The Wind that Shakes the Barley”
‘Twas harder still to bear the shame
of foreign chains around us
Così il protagonista del film, Damien si unisce al fratello Teddy in una “flying column” dell’esercito repubblicano irlandese.

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La canzone è un perfetto connubio tra canto d’amore e canto di protesta (rebel song) tratto dalla poesia omonima pubblicata in “Ballads, Romances and Song” da Robert Dwyer Joyce nel 1861 e abbinata alla melodia “The old love and the new love“. Nel 1872 Robert Dwyer è emigrato a Boston, dove ristampa le sue poesie irlandesi con alcuni nuovi testi in “Ballads of Irish Chivalry“.

R.D. JOYCE

(1836–1883) originario di Limerick, poeta irlandese, medico e professore di letteratura inglese presso l’Università cattolica di Dublino (fratello di Patrick Weston Joyce famoso collezionista di canzoni popolari irlandesi), era un attivista politico nel movimento feniano, e per evitare l’arresto, lasciò l’Irlanda nel 1866 per ritornare a Dublino solo nel 1883, poco prima della sua morte.

SIMBOLO DELLA RIBELLIONE IRLANDESE

L’orzo che si muove nel vento” è diventato il simbolo dei ribelli irlandesi del 1798, pare che sulle fosse comuni dove venivano seppelliti i “croppy boys“, crescesse l’orzo, germogliato dalle razioni di cibo che si portavano in tasca; così lo spirito del nazionalismo irlandese non poteva essere distrutto e tornava a rinasce. Non sta a indicare quindi solo una stagione, l’estate, è anche l’immagine che rievoca nel protagonista il dolore: il momento della scelta tra l’amore per la famiglia e la patria, la morte dell’amata e la cupa vendetta.
Il giovane, avendo preso la difficile decisione di combattere a fianco dei ribelli, è costretto ad abbandonare la sua fidanzata, forse per sempre. Le incertezze e i dubbi che lo assillano svaniscono quando gli inglesi uccidono la ragazza: egli, stringendo il corpo morente dell’amata, decide di abbracciare la lotta e di cercare vendetta, senza più dubbi o rimorsi
In effetti l’amore per l’ideale, quando abbracciato completamente, è sempre più bruciante e totalizzante dell’amore sensuale, ma la vendetta, il “sangue per il sangue” non è sufficiente a placare l’animo del protagonista, diventato inconsolabile, e i suoi pensieri vanno alla tomba di lei dove presto spera (o teme) di ricongiungersi.

Esistono alcune varianti testuali della poesia, il testo più utilizzato nelle canzoni è quello comparso in stampa nel 1962 in “Irish Songs of Resistance” scritto da Patrick Galvin che riporta però solo 4 delle 5 strofe originarie (è omessa la IV strofa), una versione identica è pubblicata in “New Treasury of Irish Songs and Ballads” di Martin Walton (Parte 1, 1968), in cui si riporta la stessa melodia con il titolo di Royal Charlie (già abbinata da Alfred Percival Graves in ‘The Irish Song Book’, 1894) (vedi)

postcards2504-crdMELODIE: WIND THAT SHAKES THE BARLEY

REEL
Il reel, non collegato con il testo della poesia di Robert Dwyer Joyce, si trova in Scozia in “The Athole Collection“, James Stewart Robertson, 1884 e in “The Skye Collection“, Keith Norman MacDonald, 1887

ASCOLTA The Chieftains The Wind That Shakes The Barley/The Reel With The Beryl, 1978

ASCOLTA The Chieftain e Milladoiro’s O Berro Seco, 1980

SLOW AIR
ASCOLTA Martin Carthy 1965 in quella che si può definire la versione tradizionale standard del brano

ASCOLTA Sarah Makem – 1968 sulla melodia rallentata di The Maid That Sold Her Barley di origine settecentesca

ASCOLTA Dick Gaughan in Prentice Piece 2002

Ci sono inoltre ottime versioni solo vocali di Dead Can Dance, Amanda Palmer o Declan de Barra, ma la mia versione preferita è
ASCOLTA Loreena McKennitt in Troubadours On The Rhine (2012) la versione è strepitosa una delle poche volte in cui l’uso del pianoforte si sposa con la melodia celtica, sublime l’uso della distorsione nella chitarra!


JIG

Tempi velocizzati che cozzano con il tono mesto e disperato del testo al quale si addice di più la prima melodia
ASCOLTA Solas in Sunny Spells and Scattered Showers, 1997 la IV strofa è saltata il testo segue maggiormente la stesura originale di Robert Dwyer Joyce come riportata però nella variante di Patrick Galvin

ASCOLTA Belfast food 2002 che riprende la versione di Solas

Versione originale di Robert Dwyer Joyce
I
I sat within the valley green,
I sat me with my true love,
My sad heart strove the two between,
The old love and the new love,—
The old for her, the new that made
Me think on Ireland dearly,
While soft the wind blew down the glade
And shook the golden barley.
II
‘Twas hard the woeful words to frame
To break the ties that bound us,—
‘Twas harder still to bear the shame
Of foreign chains around us;
And so I said, “The mountain glen
I’ll seek next morning early,
And join the brave United men!”
While soft winds shook the barley.
III
While sad I kissed away her tears,
My fond arms round her flinging(3),
The foeman’s shot burst on our ears,
From out the wildwood ringing, (4)—
The bullet pierced my true love’s side,
In life’s young spring so early,
And on my breast in blood she died
While soft winds shook the barley!
IV
I bore her to the wildwood screen,
And many a summer blossom
I placed with branches thick and green
Above her gore-stain’d bosom:—
I wept and kissed her pale, pale cheek,
Then rushed o’er vale and far lea,
My vengeance on the foe to wreak,
While soft winds shook the barley!
V
And blood for blood without remorse
I’ve ta’en at Oulart Hollow,—
I’ve placed my true-love’s clay-cold corse
Where I full soon will follow;
And round her grave I wander drear,
Noon, night, and morning early,
With breaking heart whene’er I hear
The wind that shakes the barley!

 VERSIONE DI LOREENA MCKENNITT
I
I sat within the valley green,
I sat there with my true love
My heart strove to choose between,
the old love and the new love
The old for her, the new that made
me think on Ireland dearly
While soft the wind blew down the glen
and shook the golden barley
II
‘Twas hard the mournful words to frame
to break the ties that bound us(1)
But harder still to bear the shame
of foreign chains around us
And so I said, “The mountain glen
I’ll seek at morning early
And join the brave united(2) men”,
while soft wind shake the barley
III
T’was sad I kissed away her tears
Her arms around me clinging
When to my ears that fateful shot
Came out the wildwood ringing
The bullet pierced my true love’s breast
In life’s young spring so early
And there upon my breast she died
While soft wind shook the barley
IV
I bore her to some mountain stream
And many’s the summer blossom
I placed with branches soft and green
About her gore-stained bosom
I wept and kissed her clay-cold corpse
Then rushed o’er vale and valley
My vengeance on the foe to wreak
While soft wind shook the barley
V
T’was blood for blood(5) without remorse
I took at Oulart Hollow (6)
I placed(7) my true love’s clay cold
corpse
where mine full soon may follow
Around her grave I wandered drear,
noon, night and morning early
With aching heart when e’er I hear
the wind that shakes the barley 
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Sedevo presso una verde vallata
sedevo lì con il mio amore
Il mio cuore tentava la scelta tra
il mio vecchio amore e quello nuovo
il mio vecchio per lei, quello nuovo
che mi faceva pensare all’Irlanda ardentemente
mentre leggero il vento stendeva l’erba e scuoteva l’orzo dorato
II
Erano dure da pronunciare le dolorose parole davanti al telaio,
per rompere i legami che ci univano(1),
ma ancora più duro era sopportare la vergogna, di catene straniere su di noi, e così dissi, “La stretta valle del monte cercherò domattina presto e mi unirò al gruppo degli uomini coraggiosi(2)”
Mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
III
Mentre triste le baciavo via le lacrime, le sue braccia intorno a me che mi cingevano, quando alle mie orecchie quello sparo fatale
giunse, risuonando dal folto del bosco, il proiettile perforò il mio amore al seno, così presto nella giovane primavera della vita
e lì sul mio petto lei è morta
mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
IV
Io la portai vicino un ruscello di montagna
e lì tra molti fiori estivi
la posai tra rami morbidi e verdi
sul suo seno macchiato di sangue
piansi e baciai il suo corpo freddo come argilla
poi scivolò tra canaloni e valli
la mia vendetta da sfogare sul nemico
mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
V
Fu sangue per sangue(5) senza rimorso, andai alla battaglia di Oulart Hollow(6).
Posai il corpo del mio amore freddo come argilla
dove il mio molto presto lo seguirà:
nel luogo della sua tomba mi aggiravo tetro
a mezzogiorno, di notte o la mattina presto
con cuore dolente appena sentivo
il vento mentre scuoteva l’orzo

NOTE
1) nella versione Patrick Galvin “‘Twas worse the tie that bound us
2) nella versione Patrick Galvin “bold united men”. il termine united sta ad indicare la Society of United Irishmen associazione fondata nel 1791 per riformare il parlamento irlandese, poi evoluta in un organismo rivoluzionario Si dicevano uniti perchè erano uomini irlandesi di tutte le religioni e perseguivano l’unione di tutti gli irlandesi a prescindere dalla loro osservanza religiosa e provenienza sociale affinchè la minoranza anglicana privilegiata concedesse piena uguaglianza politica ai presbiteriani e ai cattolici. La ribellione del 1789 è conosciuta anche con il nome di United Irishmen Rebellion continua
3) in italiano: le mie braccia appassionate avvolte intorno a lei
4) in italiano: alle nostre orecchie esplose lo sparo del nemico, risuonando dal folto del bosco
5) sangue versato per vendicare sangue, immagine molto viscerale
6) la battaglia di Oulart Hollow nei pressi di Boulavouge fu una vittoria dei ribelli di Wexford guidati da Padre John Murphy
7) nella versione Patrick Galvin “laid”

WALZER LENTO
Ma il perchè del tempo più ballabile associato al testo deriva da una versione di sapore più tradizionale cantata sulla melodia di un valzer lento dal titolo Wind that Shakes the Corn resa popolare dagli Irish Rovers nel 1967 nell’Album The Unicorn ASCOLTA
ASCOLTA Harry Hibbs in Between Two Trees 1976 con giusto una spruzzatina di country

I
I sat within the valley green
I sat with my true love
My poor heart had to choose between
Old Ireland and my love
I looked at her and then I thought
How Ireland was torn
While soft the wind blew down the glen
And shook the golden corn
II
T’was hard the woeful words to bring
To break the ties that bound
But harder still to bear the shame
Of English chains around
And so I said, the mountain glen
I’ll seek in early morn
And join the brave united men
While soft winds shook the corn

III
While sad I kissed away her tears
My fond arms round her clung
A British shot burst in our ears
From out of the wild woods round
One bullet pierced my true love’s side
A rose pierced by a thorn
And in my arms in blood she died
While soft winds shook the corn
IV
So blood for blood without remorse
I’ve taken in the glen
I placed my true love’s clayful corpse
I joined true Irish men
But around her grave I wander drear
Sometimes in early morn
And with breaking heart sometimes
I hear
The wind that shakes the corn

FONTI
http://www.limerickcity.ie/media/Media,4223,en.pdf
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/
thewindthatshakesthebarley.html

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19881
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=74449
http://www.irishmusicdaily.com/wind-that-shakes-the-barley
http://www.mustrad.org.uk/articles/revolutn.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34225
http://thesession.org/tunes/116

ILLUSTRAZIONI
http://www.cilliansite.com/fandom/top-5-lists/romantic-pairings-from-cillian-films
http://www.itma.ie/digitallibrary/image/wind-that-shakes-the-barley