Archivi tag: Sinéad O’Connor

MNÁ NA HÉIREANN

Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

Versi del poeta nord irlandese Peadar Ó Doirnín (1704–1796), messi in musica 200 anni dopo circa da Seán Ó Riada, colui che contribuì alla rinascita della musica irlandese tradizionale proprio negli anni 60 con il gruppo Ceoltóirí Chualann (da cui si staccarono i Chieftains) -morì a soli 40 anni nel 1971.

La versione più famosa in assoluto di questo brano è proprio quella dei Chieftains del 1973, finita nella colonna sonora del film Barry Lyndon ( le cui musiche sono una più bella dell’altra) con la regia di Stanley Kubrick (1995)
Una Aislin song che è insieme canto d’amore e rebel song in cui la donna amata è la personificazione dell’Irlanda.

VERSIONE Sinead O’Connor & Chieftains
ASCOLTA Alan Stivell
ASCOLTA Kate Bush


I
Tá bean in Éirinn a phronnfadh séad domh is mo sháith le n-ól
Is tá bean in Éirinn is ba bhinne léithe mo ráfla ceoil
Ná seinm théad; atá bean in éirinn is níorbh fhearr léi beo
Mise ag léimnigh nó leagtha i gcré is mo thárr faoi fhód
II
Tá bean in Éirinn a bheadh ag éad liom mur’ bhfaighfinn ach póg
Ó bhean ar aonach, nach ait an scéala, is mo dháimh féin leo;
Tá bean ab fhearr liom nó cath is céad dhíobh nach bhfagham go deo
Is tá cailín spéiriúil ag fear gan Bhéarla, dubhghránna cróin.
III
Tá bean a déarfadh dá siulfainn léi go bhfaighinn an t-ór,
Is tá bean ‘na léine is is fearr a méin ná na táinte bó
Le bean a bhuairfeadh Baile an Mhaoir is clár Thír Eoghain,
Is ní fheicim leigheas ar mo ghalar féin ach scaird a dh’ól


VERSIONE DI KATE BUSH
I
There’s a woman in Ireland who’d give me a gem and my fill to drink,
There’s a woman in Ireland to whom my singing is sweeter than the music of strings
There’s a woman in Ireland who would much prefer me leaping
Than laid in the clay and my belly under the sod.
II
There’s a woman in Ireland who’d envy me if I got naught but a kiss
From a woman at a fair, isn’t it strange, and the love I have for them
There’s a woman I’d prefer to a battalion, and a hundred of them whom I will never get
And an ugly, swarthy man with no English has a beautiful girl
III
There’s a woman who would say that if I walked with her I’d get the gold
And there’s the woman of the shirt whose mien is better than herds of cows
With a woman who would deafen Baile an Mhaoir and the plain of Tyrone
And I see no cure for my disease but to give up the drink.

tradotto da Cattia Salto
I
C’è una donna in Irlanda che mi avrebbe dato una pietra preziosa e da bere a volontà, c’è una donna in Irlanda per la quale i miei canti sono più dolci delle corde dell’arpa
c’è una donna in Irlanda che preferirebbe vedermi vivo e vegeto
che sepolto nella terra ricoperto dalle zolle.
II
C’è una donna in Irlanda che sarebbe gelosa se ricevessi un bacio da un’altra alla festa, sono strane, ma le amo tutte
ce né una su mille (1) e un centinaio di loro che non avrò mai
ma un uomo malvagio che non parla nemmeno inglese (2) si è preso questa bella figliola
III
C’è una donna che mi disse che se fossi andato con lei avrei trovato un tesoro
C’è una donna in camiciola il cui aspetto vale più di una mandria di mucche (3)
di una donna che avrebbe assalito (4) Bllymoyer e la piana di Tyrone
e non vedo cura per le mie pene che smettere di bere. (5)

NOTE
1) Letteralmente “una che preferirei a un battaglione”
2) re d’Inghilterra Giorgio I o II che erano sassoni di Hannover
3) nel 700 doveva essere un bel complimento, ma non è semplicemente un paragone: il poeta dice è meglio essere povero nella propria terra (con la propria donna) che ricco con la regina Maeve del Connacht .
4)il riferimento è alla regina Maeve e alla razzia del bestiame di Cooley: Maeve assalì Tyrone nell’Ulster per rendersi un toro.
Bllmoyer è pure una cittadina dell’Ulster (Irlanda del Nord) Ballymoyer nella contea di Armag (Irlanda del Nord)
5) è la donna a chiedere ragioni agli uomini irlandesi del perchè non l’abbiano difesa dagli usurpatori, preferendo ubriacarsi al pub. Gli anni sono quelli dei “Troubles” quando i cattolici nordirlandesi iniziano una campagna per ottenere i diritti civili loro negati dalla maggioranza protestante (1969-1998)

LA VERSIONE STRUMENTALE

THE CHIEFTAINS soundtrack del film Barry Lindon


ASCOLTA
arrangiamento di Jeff Beck (chitarra elettrica) in duetto con il violino di Lizzie Ball

Celtic Woman (ovvero Máiréad Nesbitt)

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=46077&lang=it

LORD BAKER/YOUNG BEICHAN/LORD BATEMAN

Child ballad #53

Una ballata che è in pratica una fiaba in musica, così come nel Medioevo si divulgavano  “le storie romanzate” con i menestrelli e i cantastorie che le cantavano e mimavano .. questa ha un fondamento storico o presunto tale, riportato dai biografi di Thomas Becket (1118-1170), il futuro arcivescovo di Canterbury in merito ai suoi genitori:  il padre quando era giovanotto conobbe una bellezza d’oltremare, ribattezzata con un nome cristiano prima di renderla sua sposa.

batemanLA TRAMA

Una trama che non sfigurerebbe in una moderna serie televisiva! Erano i tempi delle Crociate e dei grandi pellegrinaggi nella Terra Santa e il nostro protagonista partito dalle Isole Britanniche finisce in mano ai Mori (Saraceni) ed è in attesa che qualcuno paghi il suo riscatto; in alcune versioni è messo in prigione perchè si rifiuta d’accettare la religione islamica (vedi).
La bella figlia del Turco innamoratasi del prigioniero, lo aiuta a fuggire con la promessa che quando vorrà prendere moglie, sarà lei la sua sposa. Prima della separazione, i due amanti si giurano eterno amore, e Beichan promette di ritornare entro sette anni; come pegno la fanciulla gli regala l’anello che porta al dito. Nei lunghi anni di separazione, la principessa saracena soffre e si ammala per la depressione, invece il bel Lord si è dimenticato della bellezza orientale: è la ragazza, oramai donna e stanca di aspettare, a prendere l’iniziativa e ad attraversare il mare per riunirsi al promesso sposo, ma giunta in Inghilterra, apprende che il suo Lord sta per convolare a nozze con una pallida bellezza inglese! Allora corre fino al castello dove si festeggiano le nozze, in alcune versioni giunge sotto le mentite spoglie di mendicante.
Ovviamente il lieto fine non può mancare e così la storia si conclude con la ri-unione dei due innamorati!!

plate11

Per molti aspetti la storia richiama un’altra ballata Hind Horn in cui è l’uomo a ritornare dopo anni d’assenza per trovare la sua donna in procinto di sposarsi con un altro uomo.
Il richiamo corre anche ad una novella del Boccaccio “La Novella di messer Torello“(Decamerone, X. 9): a Pavia messer Torello ospita il Saladino facendolo passare per mercante e preparando per lui un sontuoso banchetto; quando arriva il momento di partire per le Crociate dice alla moglie di attendere il suo ritorno per 1 anno, 1 mese e 1 giorno,  oltre i quali potrà risposarsi. Durante la Crociata Torello viene fatto prigioniero, ma riconosciuto dal Saladino è liberato; nel frattempo la moglie è in procinto di sposarsi, Torello si affida ad un negromante del Saladino per ritornare subito a Pavia e impedire il matrimonio della moglie. (vedi)

Il testo è lungo come ogni ballata medievale che si rispetti, incentrato sulla vera protagonista della storia che è un’eroina, forte e determinata. Il protagonista maschile della storia è chiamato  Young Bicham/Beichan  o Baker/Bekie, ma anche Lord Bateman o Lord Ateman. Il professor Child riporta 14 versioni della ballata nota anche con il titolo Lord Bateman, Lord Beichan and Susie Pye, The Turkish Lady; così come per i testi anche la melodia presenta un’ampia serie di variazioni e qui sarebbe arduo proporle tutte sebbene raggruppate, così mi limiterò alla selezione di alcuni ascolti  che ritengo essere più significativi; la ballata è stata anche interpretata da Angelo Branduardi nel già citato lavoro “Il rovo e la rosa“,  2013, nella traduzione italiana della moglie Luisa Zappa

ASCOLTA Angelo Branduardi in Il rovo e la rosa, 2013

Testo: Luisa Zappa Branduardi (tratto da qui): come potete notare le strofe non sono suddivise rigorosamente nella stessa lunghezza metrica e musicale, è questa una caratteristica della musica medievale più antica.


I
Lui era il Lord di queste terre,
era un signore di gran lignaggio
e prese il mare su  una grande nave,
verso paesi sconosciuti.
II
Lui viaggiò ad Est e viaggiò ad Ovest,
fino al freddo Nord e al caldo Sud.
Ma il giorno in cui lui sbarcò in Turchia,
fu catturato e imprigionato
dal fiero Turco che viveva lì.
III
Ed era padre di una figlia sola,
la più bella lady nata in Turchia
prese le chiavi e ingannò suo padre,
rese a Lord Baker la libertà.
IV
Lo so che hai case, tela di lino,
il Northumber s’inchina a te,
ricorderai la ragazza turca
che oggi ti ha reso la libertà?
V
Lo so che ho case, tela di lino,
il Northumber s’inchina a me,
tutto ai tuoi piedi metterò, mia cara,
perché mi hai reso la libertà.”
VI
Lei lo condusse giù fino al porto,
per lui armò una ricca nave,
Ed ad ogni sorso di quel vino rosso
Brindò: “Lord Baker, che tu sia mio!
VII
Ci fu tra loro una promessa
Per sette anni ed ancora sette…
Se non prenderai mai un’altra sposa,
non sarò mai io di un altro uomo.”
VII
E sette anni eran passati
E sette ancora sommati a quelli…
Lei radunò tutti i suoi vestiti,
giurò:” Lord Baker, ti troverò!
VIII
Lei viaggiò ad Ovest e viaggiò ad Est,
sino a che giunse ad un grande palazzo.
Chi c’è, chi c’è?” – si destò il guardiano
Bussa gentile a questa porta?”

IX
È qui che Lord Baker vive? – chiese la lady –Ed ora è in casa il tuo signore?
È qui che Lord Baker vive – replicò il guardiano –E proprio oggi lui prende moglie.”
X
Vorrei un poco di quel loro dolce
Ed un bicchiere di vino rosso,
che si ricordi la bella lady
che là in Turchia lo liberò.”
XI
E corse, corse il buon soldato
Fino ai piedi del suo signore.
Ora alza il capo, mio buon guardiano,
che novità porti con te?
XII
Per te io annuncio un grande evento,
la più bella lady che si vide mai
resta in attesa di carità.
XIV
Porta un anello ad ogni dito,
solo al medio ne porta tre.
E con quell’oro lei può comprare
Tutto il Northumber ed anche te.
Ti chiede un poco del vostro dolce
Ed un bicchiere di vino rosso.
Ricorderai la bella lady
che là in Turchia ti liberò?
XV
Scese la madre della sua sposa:
Figlia mia cara, che sarà di te?
Con me tua figlia non ha mentito,
non ha mai detto d’amare me.
Venne da me con una borsa d’oro (1),
ne avrà in cambio ben trentatrè.”
XVI
Prese la spada tra le sue mani
E poi di fette ne tagliò tre:
una alla madre della mia sposa,
una al mio amore, una per me.”
XVII
Così Lord Baker corse alla porta,
di ventun passi ne fece tre.
Prese tra le braccia la ragazza turca
E baciò il suo amore… teneramente.

NOTE
1) per non mettere il Lord in difficoltà con la promessa sposa inglese il loro rapporto viene ridotto a un contratto d’interesse, la donna sarà ampiamente ripagata per lo scioglimento del contratto.

Le versioni che seguono provengono dall’area Inghilterra-Scozia-America, ma  la ballata si è diffusa in varie parti d’ Europa, la ritroviamo in particolare nei paesi  scandinavi, Spagna e Italia (vedi Moran d’Inghilterra).

ASCOLTA Sinéad O’ConnorChristy Moore in Sean-Nós Nua, 2002

ASCOLTA Planxty 1983


I
There was a Lord who lived in this land/He being a Lord of high degree
He left his foot down a ship’s board
And swore strange countries he would go see.
II
He’s travelled east and he’s travelled west/Half the north and the south also/Until he arrived into Turkey land./There he was taken and bound in prison/ Until his life it grew weary.
III
And Turkey bold had one only daughter/ As fair a lady, as the eye could see/ She stole the key to her Daddy’s harbour/ And swore Lord Baker, she would set free.
IV
Singing, ‘You have houses and you have linen,/All Northumber belongs to thee/ What would you give to Turkey’s daughter/If out of prison she’d set you free?’
V
Singing, ‘I have houses, I have linen,/All Northumber belongs to me/I would will them all to you my darling,/If out of prison you set me free?’
VI
She’s brought him down to her Daddy’s harbour/And filled for him was the ship of fame/And every toast that she did drink round him,/’I wish Lord Baker that you were mine.’
VII
They made a vow for seven years
And seven more for to keep it strong
Saying ‘If you don’t wed with no other woman/I’m sure I’ll wed with no other man.’
VIII
And seven years been past and over
And seven more they were rolling on
She’s bundled up all her golden clothing/And swore Lord Baker she would go find.
IX
She’s travelled East and she’s travelled West/Until she came to the palace of fame/ ‘Who is that, who is that?’ called the young foot soldier (cried the bold young porter)/ ‘Who knocks so gently and can’t get in?’
X
‘Is this Lord Baker’s palace?’ replied the lady/’Or is his lordship himself within?’/’This is Lord Baker’s palace’ replied the porter,
‘This very day took a new bride in.’
XI
‘Well ask him send me a cut of his wedding cake/A glass of his wine that been e’er so strong/And to remember the brave young lady/ Who did release him in Turkey land.’
XII
In goes, in goes, the young foot soldier/Kneels down gently on his right knee/’Rise up, rise up now the brave young porter,/What news, what news have you got for me?’
XIII
Singing, ‘I have news of a grand arrival,/As fair a lady as the eye could see/She is at the gate/Waiting for your charity.’
XIV
‘She wears a gold ring on every finger,
And on the middle one where she wears three,/She has more gold hanging around her middle
Than’d buy Northumber and family.’
XV
‘She asked you send her a cut of your wedding cake/ A glass of your wine, it been e’er so strong,/And to remember the brave young lady/Who did release you in Turkey land.’
XVI (4)
Down comes, down comes the new bride’s mother/’What will I do with my daughter dear?’/’I know your daughter, she’s not been covered/Nor has she shown any love for me.
XVII
Your daughter came with one pack of gold/ I’ll avert her home now, with thirty-three.’/ He took his sword all by the handle/And cut the wedding cake, in pieces three/Singing ‘here’s a slice for the new bride’s mother/A slice for me new love and one for me.’
XVIII
And then Lord Baker, ran to his darling
Of twenty-one steps, he made but three/ He put his arms around Turkey’s daughter/And kissed his true love, most tenderly.
Tradotto da Cattia Salto
I
C’era un Lord che viveva in questo paese, ed era un Lord d’alto lignaggio,
prese il mare a bordo di una nave
e giurò che sarebbe andato a vedere dei paesi sconosciuti (1)
II
Viaggiò ad Est e viaggiò ad Ovest,
fino al  Nord e al Sud.
finchè arrivò in Turchia,
dove fu catturato e imprigionato
e ne ebbe abbastanza della sua vita.
III
Il fiero Turco (2) aveva una sola figlia
la più bella dama che mai si vide,
rubò al padre  la chiave del covo
e giurò che avrebbe liberato Lord Baker.
IV
Dicendo ” Hai case, tela di lino,
il Northumber t’appartiene,
cosa darai alla figlia del Turco
se ti libererà dalla prigione?
V
“Ho case, tela di lino,
il Northumber m’appartiene,
tutto ai tuoi piedi metterò, mia cara,
se mi libererai dalla prigione.”
VI
Lei lo condusse giù fino al porto del padre,
per lui armò una ricca nave,
ed ad ogni sorso che beveva
brindò: “Lord Baker, che tu sia mio!
VII
Ci fu tra loro una promessa (3)
per sette anni ed ancora sette per mantenerla salda
Se non prenderai mai un’altra sposa,
non sarò mai io di un altro uomo.”
VIII
E sette anni eran passati
e altri sette si aggiunsero
lei radunò tutti i suoi vestiti preziosi,
e giurò che avrebbe trovato Lord Baker
IX
Lei viaggiò ad Ovest e viaggiò ad Est,
sino a che giunse ad un grande palazzo.
Chi c’è, chi c’è?– disse la giovane sentinella –
chi bussa con grazia per entrare?
X
È questo il palazzo si Lord Baker  – rispose la lady –Ed ora è in casa il tuo signore?
È questo il palazzo di Lord Baker – replicò il guardiano –
E proprio oggi lui prende moglie.”
XI
Allora ditegli di farmi mandare una fetta del suo dolce
ed un bicchiere del suo vino che non sarà troppo forte
che si ricordi la giovane e audace dama
che in Turchia lo liberò.”
XII
E corse, corse la giovane sentinella
si inginocchiò con grazia ai piedi del suo signore.
Alzati, alzati ora buon guardiano,
che novità, che novità mi porti?
XIII
Per te io annuncio un grande evento,
la più bella lady che si vide mai
è ai cancelli
in attesa della tua carità”.

XIV
Porta un anello d’oro ad ogni dito,
e al dito medio ne porta tre.
Ha più oro intorno al suo dito medio
che potrebbe comprare
 il Northumber e accasarsi.
XV
Ti chiede udi mandarle una fetta del vostro dolce
ed un bicchiere di vino che non sarà troppo forte
e che si ricordi la giovane e audace dama
che in Turchia ti liberò.

XVI
Scese, scese giù la madre della sua sposa:
Che ne sarà della mia cara figlia?
Con me tua figlia non ha mentito,
non ha mai detto d’amare me (5).
XVII
Vostra figlia venne con una borsa d’oro,
la rimanderò a casa ora con ben trentatrè.”
Prese la spada tra le sue mani
e taglio dalla torta nunziale tre fette :
dicendo “una alla madre della mia sposa,
una al mio amore, una per me.”
XVIII
Così Lord Baker corse dal suo amore,
di ventun passi ne fece tre.
Prese tra le braccia la figlia del Turco
e baciò il suo amore teneramente.

NOTE
1) già in apertura si delinea il personaggio, non certo un pellegrino penitente o un mercante medievale, piuttosto un uomo di mondo, uno spirito inquieto. Di certo la ballata si è adattata allo spirito del Settecento e Lord Bateman è molto più simile a Lord Byron
His goblets brimmed with every costly wine,
And all that mote to luxury invite.
Without a sigh he left to cross the brine,
And traverse Paynim shores, and pass earth’s central line. (tratto da qui)
2) il turco è un corsaro o un predone, crudele e spietato
3) strano giuramento o promessa, quella di mantenersi casti per sette anni, proprio mentre i due si sollazzano bevendo vino!!
4) I Planxty invertono le strofe
XVI
He took his sword all by the handle
Cut the wedding cake in pieces three
Singing here’s a piece for Turkey’s daughter
Here’s a piece for the new bride and one for me
XVII
Down comes, down comes the new bride’s mother
“What will I do with my daughter dear?”
“Your daughter came with one bag of gold
I’ll let her to home love with thirty-three”
5) si suppone che il matrimonio non essendo stato consumato possa essere dichiarato nullo

ASCOLTA Chris Wood in The Lark Descending 2005: molto gradevole la modulazione della voce.
Si aggiunge la strofa con l’albero che cresce nella prigione, a cui il Lord viene incatenato
“And in this prison there grew a tree,
It grew so large and it grew so strong;
Where he was chain-ed around the middle
Until his life it-e-was almost gone.”

interessante anche l’arrangiamento del gruppo folk australiano Stray Hens ASCOLTA

LA VERSIONE DEI MONTI APPALACHI

ASCOLTA Elizabeth Laprelle

ASCOLTA su Spotify Custer LaRue (Baltimore Consort) in “The Lover’s Farewell – Appalachian Folk Ballads, 1995; ho riportato la maggior parte del testo ad orecchio e in parte da qui

I
Lord Bateman was so noble lord,
and he was handsome high degree;
but yet he could not rest contented
some foreign country he would see.
II
He sailed east and he sailed west,
until he came to Praterky;
where he was took and put in prison,
Until his life grew quite weary.
III
The Sogger had one only daughter
the fairest creature as eyes did see
She stole the key to her father’s prison
and said, “Lord Bateman I’ll free”
IV
“Have you got houses, have you got land ?
and are you hold some high degree
What would you give to the fair young lady
that out of prison will set you free?”
V
“Oh I’ve got house and I’ve got land
Half of Northumberland belongs to me.
I’ d give it all to the fair young lady
that out of prison would set me free”
VI
She took him to her father’s table,
And gave to him the best of wine;
And every health she drank to him,
“I wish Lord Bateman that you were mine”.
VII
She lead him to her father’s harbor
And give to him a ship of fame.
“Fare-the-well Fare-the-well to you, Lord Bateman
Fare-the-well Fare-the-well till we meet again”
VIII
“It’s seven long years I will make this honour
it’s seven long years I’ll give my hand;
If you will wed no other woman,
Then I will wed no other man.”
IX
When seven long years had gone and passed,
And fourteen days well known to me;
She dressed herself in a fine gay clothing,
And said “Lord Bateman I’ll go see”
X
And when she came to Lord Bateman’s castle,
So boldly there she rang the bell;
“Who’s there who’s there?” cried the proud young porter,
“Who’s there who’s there, unto me tell.”
XI
She said , “Is this Lord Bateman’s castle,
and is his Lordship here within?”
“Oh, yes, this is  Lord Bateman’s castle,
“He’s just now taken his young bride in.”
XII
“Go tell to send me a slice of cake,
And a bottle of the best of wines;
Not to forget the fair young lady,
That did release him when he was close confined”.
XIII
Away, away went that proud young porter
untill Lord Bateman  he did see.
“What news? What news, my proud young porter?
What news, what news have you brought to me?”
XIV
“That stand at your gate the fairest lady
That ever my two eyes did see.
‘She has a ring on every finger,
And round one of them she has got three”
XV
“She says to bring a slice of cake,
a bottle of your best wine.
And not to forsake the fair young lady
That did release you when close confined”
XIV
Lord Bateman in a passion flew,
His sword he broke in pieces three;(1)
“Oh how forsake my fair young lady
Sophia has crossed the sea.”
XV
It’s up then  spoke the young bride’s mother,
Who was never heard  to speak so free:
“Don’t forget my only daughter,
although Sophia has crossed the sea.”
XVI
“I own I’ve made a bride(2) of your daughter,
and so she’s none  worse by me;
She came here on a horse and saddle,
and I’ll send her home in a coach and three.”
XVII
Lord Bateman prepared another wedding ,
With both their hearts so full of glee;
“I’ll range no more to foreign countries,
now Sophia has crossed the seas “

NOTE
1) mentre nelle altre versioni testuali il Lord utilizza la spada per tagliare dalla torta nunziale tre fette, qui spezza la spada in tre pezzi. Gli studiosi si sono interrogati sul perchè del gesto: scaramanzia, la frenesia del momento nell’apprendere la notizia?
plate102) Come se nulla fosse successo il Lord manda a casa la moglie (ricompensandola per il disturbo con un po’ d’oro o una bella carrozza) e prepara un’altro matrimonio per sposare la sua Sofia (evidentemente quello precedente viene annullato perchè non consumato!)

continua

FONTI
http://www.gutenberg.org/files/15618/15618-h/15618-h.htm
http://www.contemplator.com/child/bateman.html
http://www.mainlesson.com/display.php?author=marshall&book=island&story=gilbert
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_53
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8950
https://www.mainlynorfolk.info/joseph.taylor/songs/lordbateman.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/13/bateman.htm
http://www.mescalina.it/musica/recensioni/angelo-branduardi-il-rovo-e-la-rosa-ballate-damore-e-di-morte-

FACTORY GIRLS IN FOLK SONGS

“The Factory girl” è una canzone tradizionale irlandese che accosta la struttura poetica e musicale delle “aisling songs” alle storie della quotidianità della rivoluzione industriale. Nelle “aisling songs” del XVII-XVIII secolo il poeta, di solito all’alba, incontra una bellezza simile a una dea (simbolo della Primavera secondo la tradizione medievale trovadorica). In questo genere poetico si festeggia l’arrivo della bella stagione e lo sbocciare dell’amore, ma nella ripresa irlandese la donna raffigura più o meno velatamente l’Irlanda e così dietro al genere si nascondeva l’amore patriottico che non poteva essere manifestato apertamente durante il dominio inglese..

In questa canzone fine Settecento – inizi Ottocento, il contesto è più propriamente di corteggiamento, in cui un uomo benestante si innamora (o incapriccia) di una bellezza popolana, una semplice e povera operaia di un opificio tessile. Diffusa in l’Irlanda del Nord (Contee di Armagh, Down, Tyrone e Fermanagh), Inghilterra e Scozia, la canzone è stata stampata su vari broadsides nel 1830. E tuttavia la storia si evolve in diverse versioni non tutte a lieto fine.

In alcune versioni il corteggiatore viene dapprima respinto per la fretta di andare al lavoro
“Oh young man, excuse me, for now I must leave you
For yonder’s the sound of my factory bell”
E poi a causa delle differenze sociali:
“Oh love and temptation are our ruination Go find you a lady and may you do well For I am an orphan with ne’er a relation And besides, I’m a hard working factory girl”

In altre versioni invece il corteggiamento si conclude con un matrimonio e la giovane ragazza afferma “No more will I answer that factory call“.
ASCOLTA Margaret Barry 1958 (strofe da I a III)
ASCOLTA The Chieftains & Sinead O’Connor (strofe da I a III) in Tear of Stone, 1999
ASCOLTA Eric Burdon (che aggiunge una IV strofa)

I
As I went out walking one fine summer morning
The birds in the bushes did whistle and sing
The lads and the lasses in couples were courtin’ (sporting)
Going back to the factory their work to begin
II
He spied one among them, she was fairer then many
Her cheeks like the red rose that blooms in the spring
Her hair(1) like the lily that grows in Yon’ valley
She was only a hard-working factory girl
III
He sat soft beside her, more closely to view her
She says, “My young man, don’t stare me so”(2)
“I gold in my pocket and silver as well”
“No more will I answer that factory call”
IV
Now the years have gone past from the days of our youth
Our home is now teemin’ with children at play
Life goes on in the village you can still hear the whistle
“Hey there goes that lad with his factory girl.”

You can still hear the sound of the factory call.

NOTE
1) in alcune versioni è riportato “skin” come sarebbe più logico
2) in questa versione testuale i dialoghi sono ridotti all’essenziale a discapito della comprensione del testo, così alla ritrosia di lei, lui risponde dicendole di essere ricco, e lei accetta di sposarlo

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mentre passeggiavo in una bella mattina d’estate, gli uccelli nei cespugli fischiettavano e cinguettavano, ragazzi e ragazze a gruppi amoreggiavano tornando alla fabbrica dove iniziare il lavoro. Egli ne vide una tra di loro, più bella di molte, le sue guance come una rosa rossa che fiorisce in primavera, i capelli come giglio che cresce nella valle ed era solamente una operaia della fabbrica. Si sedette delicatamente accanto a lei più da vicino per vederla (meglio)”Giovanotto, non mi fissare così” “Ho oro e argento in tasca” “Più non risponderò a quel richiamo della fabbrica” .
Ora gli anni sono passata dai tempi della nostra gioventù, la nostra casa è ora piena di bambini che giocano, la vita continua nel villaggio puoi ancora sentire il fischio “ci va quel ragazzo con la sua operaia”

ASCOLTA Sarah Makem 1968. La melodia ricordata da Sarah è diversa da quella dalla irish traveller Margaret Barry . Nelle note dell’album “Mrs Sara Makem, Ulster Ballad Singer 1968 ” è scritto ” The air in the Soh Mode is particularly attractive and is related to “The Unspoken Farewell” (Gems of Melody, Pt. 1., Hardebeck)“.

I dialoghi sono un po’ più dettagliati, veniamo così a sapere che la ragazza è una povera orfanella sola al mondo, ma fiera oltre che bella.

I
As I went a-walking one fine summer’s morning,
The birds on the branches they sweetly did sing.
The lads and the lasses together were sporting,
Going down to yon factory their work to begin.
II
I spied a wee damsel more fairer than Venus,
Her skin like the lily that grows in the dell,
Her cheek like the red rose that grew in yon valley.
She is my own only goddess; she’s a sweet factory girl.
III
I stepped it up to her, it was for to view her,
When on me she cast a proud look of disdain.
“Stand off me! Stand off me and do not insult me,
For although I’m a poor girl, I think it no shame.”
IV
“I don’t mean to harm you or yet, love, to scorn you,
But grant me one favour: pray where to you dwell?”
“I am a poor orphan without home or relations
And besides I’m a hard working factory girl.”
V
Well, now to conclude and to finish these verses,
This couple got married and both are doing well.
So, lads, fill your glasses and drink to the lasses
Till we hear the dumb sound of the sweet factory bell.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dalla III strofa)
Mi sono avvicinato a lei per vederla (meglio) allora lei mi guardò con uno sguardo pieno di sdegno “Stammi lontano e non insultarmi perchè sebbene sia una povera ragazza, non me ne vergogno” “Non voglio farti del male o disprezzarti, ma rendimi un favore: ti prego dove abiti?” “Sono una povera orfana senza casa e parentele e inoltre sono un’operaia che fa un duro lavoro” Allora per farla breve, questa coppia si è sposata e tutti e due stanno bene. Quindi ragazzi, riempite i vostri bicchieri e brindate alle ragazze finchè sentiamo il suono sordo della campana della fabbrica.

In alcune versioni senza happy-end  il corteggiatore si allontana (ovviamente in una valle nascosta dove nessuno lo possa riconoscere) per poter dare sfogo al suo dolore.

ASCOLTA Jim Doherty (Smug) 1986

I
As I went out walking one fine summers morning
The birds on yon bushes did warble and sing
Gay lads and gay lasses in couples were sporting
Going down to yon factory their work to begin
II
I spied one amongst them more fairer than any
Her cheeks like the red rose than none could excel
Her skin like the lily that grows in yon valley
And she was a hard-working factory girl
III
l stepped up beside more closely to view her
But on me she cast such a look of disdain
Saying “young man have manners and do not come near me
For I’m a poor girl though I think it no shame”
IV
“It’s not for to scorn you fair maid I adore you
But grant me one favour say where do you dwell?”
“Kind sir I’ll excuse you for now I must leave you
For yonder’s the sound of my factory bell”
V
With these words she turns and I knew she had left me
And all for sake I’ll go wander away
And in some deep valley where no one will know me
I’ll mourn for the loss of my factory girl
VI
Love and sensation rules many a nation
Go marry a lady and may you do well
For I am an orphan neither friend nor relation
And besides I’m a hard-working factory girl
VII
I have lands I have houses all adorned them with ivy
l have gold in my pocket and silver as well
And if you’ll come with me a lady I’ll make you
No more you may heed your factory bell
VIII
With these words she turns and I knew she had left me
And all for sake I’ll go wander away
And in some deep valley where no one will know me
I’ll mourn for the loss of my factory girl

FONTI
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/thefactorygirl.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=88929
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31323 http://www.itma.ie/inishowen/song/factory_girl_jim_doherty

LA TREGUA DI NATALE: SILENT NIGHT

tregua-nataleNella Prima Guerra Mondiale nei giorni di Natale del Dicembre 1914 nelle trincee accadde un evento straordinario, nato dalla spontaneità dei soldati: inglesi e tedeschi si scambiarono gli auguri e dei piccoli doni.
La vigilia di Natale e il giorno di Natale in molti punti del fronte occidentale entrò in vigore un tacito “cessate il fuoco” i soldati uscirono dalle rispettive trincee per incontrarsi nella striscia di terra tra i due eserciti a fraternizzare, celebrare comuni cerimonie religiose, scambiarsi il cibo e divertirsi con una partita di calcio. In alcuni punti la tregua venne limitata alla sepoltura dei rispettivi caduti, in altri schieramenti invece si continuò a combattere.

Un canto di natale venne intonato da una delle due trincee, seguito dal canto dell’altra parte, poi qualcuno si mise a gridare Buon Natale e qualcun altro uscì dal riparo per andare a fraternizzare con il nemico: ci si scambiava tabacco e alcool, un po’ di cioccolata ma anche i bottoni delle divise. Il comportamento era del tutto spontaneo partito dal cuore di uomini abituati a celebrare il Natale come un giorno di pace, ma agli ufficiali di alto comando la cosa non andò giù, e l’anno seguente alla vigilia di Natale ordinarono dei bei bombardamenti, tanto per evitare fraintendimenti!

E tutto è incominciato da una candela accesa e un canto di Natale!!
ASCOLTA Stille Nacht interpretato da The King’s Singers

Il nostro canto natalizio “Astro del ciel” è una delle tantissime traduzione di un brano famosissimo in tutto il mondo cristiano scritto originariamente in tedesco con il titolo di “Stille Nacht” da Joseph Mohr sacerdote della chiesa di San Niccolò a Oberndorf nei pressi di Salisburgo (Austria) e messo in musica il 24 dicembre del 1818 da Franz Xaver Gruber. Si narra che l’organo della piccola chiesa fosse rotto così il giovane prete in tutta fretta andò dal maestro di scuola e organista nel vicino villaggio di Arnsdorf perchè scrivesse una melodia per due voci soliste, coro e chitarra.

Nel 1859 John Freeman Young pubblicò la traduzione in inglese, la versione in italiano pur mantenendo la stessa melodia non ne è tuttavia la traduzione seppur poetica, quanto un testo originale scritto dal prete bergamasco Angelo Meli e pubblicata solo nel 1937. Il brano è stato tradotto in più di trecento lingue!

ASCOLTA Sinead O’Connor

Silent night, holy night,
all is calm, we see, all is bright
round young virgin mother and child,
holy infant so tender and mild
“Sleep in heavenly peace,
sleep in heavenly peace.”

Silent night, holy night,
shepherds first saw the sight
Glorious streaming from heaven afar,
heav’nly host sing Allelluia
Christ the savior is born,
Christ the savior is born.

TRADUZIONE ITALIANO
Notte silenziosa, notte santa!
tutto è calmo, tutto è luminoso
intorno alla Vergine madre e al bambino
bambino santo così tenero e mite.
dormi nella pace divina
dormi nella pace divina

Notte silenziosa, notte santa!
i pastori per primi videro il segno!
La gloria scende dal lontano Paradiso
le schiere celesti cantano “Alleluia.
è nato Cristo il Salvatore
è nato Cristo il Salvatore”

ONCE IN A ROYAL DAVID’S CITY

Il brano è un canto natalizio tradizionale scritto come poesia nel 1848 da Cecil Frances Humphreys (poetessa e prolifica scrittrice di inni), comparso in stampa nel suo “Hymns for Little Childen” e musicato l’anno successivo da Henry John Gauntlett con il brano strumentale per organo dal titolo “Irby“, forse la sua melodia più conosciuta. Cecil Frances Humphreys è nata a Dublino, ma è vissuta da sposata a Londonderry e Strabane, con suo marito, William Alexander, nominato dalla Chiesa d’Irlanda vescovo di Derry nel 1867 (diventato in seguito arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda).
Cecil Frances era un’appassionata sostenitrice del Movimento di Oxford, per una chiesa d’Irlanda più vicina a quella di Roma e scrisse “Hymns for Little Childen” due anni prima del suo matrimonio.christmasday

GUIDA ALL’ASCOLTO
L’intento della Humphreys nel suo “Hymns for Little Childen” era quello di aiutare i bambini a comprendere le parole del Vangelo. Delle sei strofe originarie vengono oggi cantate in genere nelle compilation delle Christmas songs, solo le prime due strofe e la penultima, che sono le più significative: le prime due richiamano l’umile nascita di Gesù e l’ultima esprime il concetto della salvezza dell’anima che assurgerà nel Regno dei Cieli, espressa però in termini molto umani, finalmente il credente vedrà con i propri occhi la Gloria di Dio.

Il brano è utilizzato a fini liturgici nella Chiesa d’Irlanda alla vigilia di Natale o il giorno di Natale. Nelle strofe centrali qui non riportate si invita i bambini a seguire l’esempio di Gesù Bambino: ad essere miti, ubbidienti e buoni.

ASCOLTA Sinéad O’Connor interpretazione molto intensa delle sole prime due strofe e siccome il brano occhieggia a “Hack the Herald angels sing” Sinéad chiude con il ritornello Hark! The herald angels sing, glory to the new born King
ASCOLTA Sufjan Stevens cantautore folk statunitense con l’allegro riff del banjo

E anche in questa versione strumentale più classica per violoncello e pianoforte: ASCOLTA Steve Margoshes

I
Once(1) in royal David’s city(2)
Stood a lowly cattle shed(3),
Where a mother laid her baby
Where a manger for his bed:
Mary was that mother mild,
Jesus Christ her little child.

II
He came down to earth from heaven,
Who is God and Lord of all(4),
And his shelter was a stable,
And his cradle was a stall; With the poor, and mean, and lowly,
Lived on earth our Savior Holy(5).

III
And our eyes at last shall see him,
Through his own redeeming love;
For that Child so dear and gentle
Is our Lord in heaven above,
And he leads his children on
To the place where he is gone.(6)

TRADUZIONE ITALIANO
I
Tempo fa nella città di Re David
sorgeva un’umile stalla per animali
dove una madre stese il suo bambino
in una mangiatoia come letto:
Maria era quella dolce madre
Gesù Cristo il suo piccolino.

II
Egli è venuto sulla terra dal cielo
colui che è Dio e Signore di ogni cosa
e il suo riparo fu una stalla
e la sua culla fu una mangiatoia;
tra i poveri, i miseri e gli umili
visse sulla terra il nostro Santo Salvatore.

III
E i nostri occhi alla fine lo vedranno
per mezzo del suo amore redentore;
perchè quel bambino così caro e dolce
è nostro Signore Dio dei Celi,
e lui conduce i suoi figli
nel luogo in cui è andato

NOTE
1) l’incipit è simile a quello di una fiaba per attirare i bambini nel racconto di un evento molto lontano nel tempo
2) Come riportato nella Bibbia, Davide secondo Re d’Israele è nato a Betlemme, chiamata da Luca “la città di Davide“. Secondo una profezia biblica Gesù doveva essere un discendente di Davide e doveva nascere nella sua città. Dal Vangelo di Luca sappiamo che Gesù nacque a Betlemme dove tutti gli ebrei si stavano recando per il censimento. Davide a conquistò Gerusalemme dai Gebusei e la fece capitale del regno israelita circa mille anni prima della nascita di Gesù.
3) L’immagine di Giuseppe e Maria che una volta arrivati a Betlemme fanno il giro degli alberghi e delle locande e li trovano tutti pieni a causa del censimento è falsa. Tutto nasce dall’aver tradotto erroneamente la parola greca “katàlyma” di Luca 2,7 in “albergo” invece che in “alloggio o stanza”. Per decenni trovavamo scritto in quel versetto “…perché non c’era posto per loro nell’albergo” mentre nella nuova traduzione italiana della Bibbia del 2008 troviamo “… perché non c’era posto per loro nell’alloggio” [camera per gli ospiti o alloggio superiore]. Se Giuseppe era originario di Betlemme, se qui aveva i parenti e se probabilmente era intenzionato a stabilirvisi definitivamente come è possibile che non avesse una sua casa per alloggiare? Considerando il fatto che per i popoli orientali l’ospitalità era un dovere sacro, sul quale si giocava il proprio onore, sembra inverosimile che, se ce ne fosse stato bisogno, nemmeno un parente vedendo Maria incinta abbia ospitato i due.
Inoltre ogni abitazione di quei tempi in Palestina era costituita da un’unica stanza centrale dove si faceva tutto (anche dormire). Generalmente però ogni casa aveva qualche ambiente più piccolo riservato come deposito, per eventuali ospiti o per le partorienti. Infatti bisogna ricordare che quando una donna ebrea dava alla luce un figlio, restava impura per 40 o 80 giorni, a seconda che il bambino fosse maschio o femmina, per la perdita di sangue che aveva sofferto. E gli oggetti e le persone che toccava diventavano impuri. E per gli ebrei una persona impura non poteva frequentare il tempio né entrare in relazione con altri. Da qui l’usanza di far partorire le donne in una stanza appartata della casa.
Quindi, le cose probabilmente sono andate così: Giuseppe e Maria alcuni mesi prima del parto vanno a Betlemme con l’intenzione di stabilirvisi definitivamente. Alloggiano nella casa che Giuseppe aveva a Betlemme. A causa del censimento molta gente era tornata in paese e la casa di Giuseppe era piena di parenti (sia la stanza centrale che quella appartata). Per non offendere nessun parente i due si ritirano nella stalla che ogni casa di Betlemme aveva e che nel caso di Giuseppe era una grotta. Infatti il Vangelo di Matteo ci dice che la stella condusse i Magi fino ad una “casa” (Mt 2,11). (tratto da vedi)
4) l’origine divina di Salvatore (il significato del nome Gesù) nato in una stalla/grotta a Betlemme è subito affermata nella seconda strofa: il Figlio di Dio non è nato con il concepimento, egli era già Dio Padre, che nel farsi uomo è sceso dal cielo ed ha scelto un’umile dimora per iniziare il suo breve cammino sulla terra
5) Gesù ha condiviso la sua esistenza con i poveri e gli afflitti, le persone comuni che fanno la massa del popolo, gli emarginati e i senza tetto, gli sfruttati e gli schiavi, per loro egli promette la redenzione dai peccati. E qui è tutta dichiarata la forte carica rivoluzionaria della predicazione di Gesù che promette il Paradiso per loro e non peri i ricchi e gli sfruttatori.
6) in pochi versi sono condensati concetti molto complessi: nella nascita di Gesù si prefigura già la sua Passione e il sacrificio per la redenzione dei credenti dal Peccato Originale. In Paradiso l’anima potrà riunirsi a Cristo.

FONTI
http://www.hymnary.org/tune/irby_gauntlett

I AM STRETCHED ON YOUR GRAVE

Una insolita canzone nel panorama della musica tradizionale di area celtica che piacerà molto agli amanti del gothic-dark: lei muore e lui resa accanto alla tomba di lei giorno e notte affranto dal dolore.

La storia della canzone inizia con una poesia irlandese anonima del 1600 Táim Sínte ar do Thuama (in inglese I lie on your grave) a cui era abbinata la melodia An Lóchrann March. Il testo è stato ripetutamente tradotto da vari autori dell’Ottocento (vedi Donal O’Sullivan in “Songs of the Irish” oppure Edmund Walsh in “Irish Popular Songs”) forse sulla scia del revival gotico.

Il tema dell’amore oltre la morte che oggi non esitiamo a definire malsano al limite della necrofilia, era per i poeti romantici il non plus ultra del sentimento, parallelamente al tema della “sepoltura lacrimata“, cioè la speranza di essere compianto, ed è proprio nelle lacrime che bagnano il sepolcro che si perpetua il legame con il mondo dei vivi (“I Sepolcri” di Ugo Foscolo sono una traccia indelebile delle reminiscenze scolastiche!)

1422804976_2

E’ poco prezzo, o mio angelo,
la morte per chi ha potuto udir che tu l’ami,
e sentirsi scorrere in tutta l’anima la voluttà del tuo bacio,
e piangere teco.”
(“Ultime lettere di Jacopo Ortis”)

ASCOLTA Iarla O’Lionáird & Crash Ensemble

I
Táim sínte ar do thuama agus gheobhair ann de shíor mé.
Dá mbeadh barra do dhá láimh agam, ní scarfainn leat choíche.
A phlúirín is an tsearc sé ann domsa luí leat.
Mar tá boladh fuar na cré uait, dath na gréine is na gaoithe.
II
Is nuair is dóigh le mo mhuintir go mbímse ar mo leabaigh.
Is ar do thuama sea a bhím sínte ó oíche go maidin.
Ag cur síos ar mo chruatan is ag cruaghol go daingean.
Sí mo chailín chiúin, stuama do ghluais liom ina leanbh.
III
Is tá na sagairt is na bráithre gach lá liomsa i bhfearg.
D’fhonn a bheith i ngrá leat a stórmhnaoi is tú marbh.
Dhéanfainn foithnín ón ngaoth duit, is díon díot ón bhfearthainn.
Agus brón ar mo chroíse tú a bheith thíos ins an talamh.
IV
Is an gcuimhin leatsa an oíche úd a bhíosa agus tusa.
Fé bhun an chrann draighnigh, is bhí an oíche ag cur cuisne.
Céad moladh le hÍosa nár dheineamar an milleadh.
Is go bhfuil an choróin Mhaighdein mar chrann soilse inár gcoinne.
V
Is tabhair mo mhallacht dod’ mháithrín is ní áirímse d’athair.
Is a maireann de do chairde gach lá faid a mhaireann.
Nár lig dom tú a phósadh is tú beo agam i do bheathaigh
Mar nach n-iarrfainn mar spré leat ach luí leat sa leabaigh.
VI
Is tá brón ar mo chroíse atá líonta le grá dhuit.
Is an londubh taobh thíos dó atá chomh dubh leis na háirne.
Sara dtiocfaidh aon ní orm is go gcloífidh an bás mé
Ó béadsa i mo shí gaoithe romhat thíos ar na bántaibh.

La traduzione che ha avuto più fortuna è stata quella di Frank O’Connor, pubblicata nel suo “Kings, Lords, and Commons” (1959), messa in musica quasi vent’anni dopo da Philip King e registrata dal gruppo Scullion nel loro album d’esordio (1979).

La registrazione di Sinead O’Connor ha poi diffuso il brano al grande pubblico.

ASCOLTA Sinead O’Connor live, una interpretazione molto intensa

ASCOLTA Sinead O’Connor in “I Do Not Want What I Haven’t Got” 1990, non a tutti i puristi piace questa versione con la batteria campionata.

ASCOLTA Dead Can Dance in “Toward the Within“, 1993

ASCOLTA Kate Rusby in “Hourglass” 1997 melodia su arrangiamento di Kate Rusby

ASCOLTA Scomber e Queenie


I
I am stretched on your grave
And would lie there forever;
If your hands were in mine
I’d be sure we’d not sever.
My apple tree(1), my brightness,
‘Tis time we were together
For I smell of the earth
And am worn(2) by the weather.
II
When my family thinks
That I’m safe(3) in my bed
From night until morning(4)
I am stretched at your head,
Calling out to the air(5)
With tears hot and wild
My grief for the girl(6)
That I loved as a child.
III
Do you remember
The night we were lost
In the shade of the blackthorn
And the chill(7) of the frost?
Thanks be to Jesus
We did what was right,
And your maidenhead still
Is your pillar of light(8).
IV
The priests and the friars
Approach me in dread(9)
Because I still love you
My love and you dead(10),
I still would be your shelter(11)
From rain and from storm,
And with you in the cold grave
I cannot sleep warm.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sono disteso sulla tua tomba
e resterò lì per sempre;
se le tue mani fossero nelle mie
di certo non ci separeremmo.
Mio melo (1),  mia luce
è  tempo di stare insieme,
che sento l’odore della terra
e sono consumato(2) dalle intemperie.
II
Mentre la mia famiglia mi crede
al sicuro (3) nel mio letto,
da sera al mattino (4)
sono disteso ai tuoi piedi,
urlando al vento (5)
con lacrime calde e aspre
il mio dolore per la ragazza (6)
che ho amato da bambino
III
Ti ricordi
la notte che ci siam persi
all’ombra del prugnolo
e il freddo (7) del gelo?
Grazie a Gesù
abbiamo fatto ciò che era giusto
e la tua virtù ancora
si fonda sulla luce (8)
IV
I preti e i frati
si avvicinano a me intimoriti (9)
perché io ti amo ancora,
amore mio, anche se sei morta (10),
io sarò ancora il tuo riparo (11)
dalla pioggia e dalla tempesta
e con te nella fredda tomba
non riesco dormire al caldo (12)

NOTE
1) my apple tree: il melo selvatico sboccia a maggio e produce piccole ma profumate mele nel tardo autunno. E’ un albero associato con l’Altromondo celtico o la Terra delle Donne in cui la donna-fata accoglie il protagonista con un ramo del melo sacro (o una mela dorata) come suggello per la realizzazione del desiderio segreto dell’eroe. La mela è l’offerta dell’immortalità e della conoscenza, nonché dell’ispirazione poetica.
2) nella traduzione di Frank O’Connor “stained”
3) Kate Rusby dice safely
4) Kate Rusby dice Oh from morn until night
5) Kate Rusby dice Calling out into the earth
6) Kate Rusby dice For the loss of a girl
7) Kate Rusby dice touch
8) un modo un po’ involuto per dire che la ragazza è rimasta vergine nonostante la notte trascorsa insieme nel bosco
9) la Chiesa, nonostante la sua credenza nella vita dopo la morte, non ha mai approvato le dimostrazioni estreme degli affetti dei vivi per i morti
10) Kate Rusby Oh, my life, and you are dead
11) nella traduzione di Frank O’Connor And would still be your shelter.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12316

ILLUSTRAZIONI
http://tuaxsempre.myblog.it/tag/rabbia+e+tristezza

RAGLAN ROAD AT THE DAWNING OF THE DAY

Patrick Kavanag (1904-1967) pubblicò nel 1946 la poesia  intitolata “Dark Haired Myriam Ran Away” (su The Irish Times del 3 ottobre), tormentato da un amore non corrisposto , ma solo nel 1960 incontra Luke Kelly e nasce la popolarità della canzone “Raglan Road

La melodia è un’antica aria irlandese attribuita da Edward Bunting all’arpista Thomas Connellan (1640/1645 – 1698-1700) dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” (in italiano “Il brillante anello del giorno”) ovvero l’anello luminoso che contorna il sole quando sorge.. continua

Il testo proviene dalla poesia “Dark Haired Myriam Ran Away”, scritta da Raglan RoadPatrick Kavanag (1904-1967) mentre era tormentato da un amore non corrisposto e venne pubblicata nel 1946 (su “The Irish Times” del 3 ottobre); però la canzone  “Raglan Road” diventò famosa solo dopo l’incontro tra Patrick Kavanag e  Luke Kelly. In un intervista del 1980 lo stesso Luke racconta come andò: i due si conobbero nel 1966 al The Baily di Dublino che all’epoca era un pub frequentato da artisti e Patrick Kavanag gli chiese di cantare la sua poesia.
“I was sitting in a pub in Dublin, The Baily, and as you know in the old days – It’s changed a bit now. It was known as a literary pub, an artistic pub. I happened to be sitting there in the same company as Patrick Kavanagh and one or two other poets, and someone asked him to recite a poem, which he did, and someone asked me to sing a song, which I did. Being in the presence of the great man I was very nervous. Then he leaned over to me and said in that sepulcharl voice of his, he could hardly get his voice out, he was very old. It was just the year before he died – and he said ”You Should Sing My Song”, and I said what’s that Mr. Kavanagh ? and he said Raglan Road, So he gave me permission. I got permission from the man himself.”
Così come riportato da Luke Kelly, sembra che l’adattamento della poesia alla melodia più conosciuta con il nome di “The dawning of the day” sia stata opera del poeta stesso, altri sostengono che Luke abbia voluto lasciare il merito al poeta, ma che in realtà sia stato lui a trovare la corrispondenza. In realtà Kavanag doveva già aver avuto in mente la canzone “The Dawning of the Day” quando scrisse la sua poesia: il tenore John McCormack l’aveva resa popolare nel 1934 (cantata anche nel film “Wings of the morning” uscito nel 1939). Oltre alla metrica simile alcune frasi si rispecchiano e lo stesso Kavanag la canticchiava negli anni 45-47!

HildaMoriartyLA MUSA

Il poeta aveva 40 anni quando conobbe Hilda Moriarty, studentessa poco più che ventenne in un pub di Dublino, e s’innamorò di lei (sembra in modo quasi ossessivo, oggi si direbbe da “stalker”): la passione non è mai stata ricambiata.
Un aneddoto, riportato in un intervista da Hilda stessa, ci dice che lei lo prendesse in giro perchè era un poeta “contadino” e che gli avesse chiesto di leggere qualcosa di più fondamentale scritto da lui, così Patrick compose “Raglan road”.
ASCOLTA intervista a Hilda Moriarty

Alla fine al poeta la cotta è passata e così le scrive: (vedi)
62 Pembroke Road.
31 May 1945.
My dearest Hilda,
Please do not take exception to the address of ‘dearest’ or think it a presumption on my part. I am no longer mad about you although I do like you very very much. I like you because of your enchanting selfishness and I really am your friend – if you will let me.
I should not, perhaps, write this letter to you without you replying to my other, but I am in such a good humour regarding you that I want you to know it. Remembering you is like remembering some dear one who has died. There has never been – and never will be – another woman who can be the same to me as you have been. Your friendship and love or whatever it was, was so curious, so different.
Write to me a friendly letter even if I cannot see you. I met Cyril in the Country Shop and he was looking well,
Believe me, Hilda,
Yours fondly,
Patrick.

A voler un po’ esagerare la lettera non sembra proprio essere una lettere d’addio quanto appunto una lettera da stalker: prima di tutto Patrick Kavanag le scrive, sebbene lei non abbia nemmeno risposto alla sua lettera precedente, per farle sapere che lui non è più innamorato di lei, però continua a ripetere quanto le piaccia proprio, ma proprio tanto, e che non c’è mai stata, e non ci sarà mai, un’altra donna come lei, il suo vero amore; che dire poi delle velate minacce “ti ricordo come si ricorda una cara persona che è morta“? Ovviamente non si tratta di una minaccia, quanto piuttosto la lettera sottolinea il dolore del poeta per aver perduto un rapporto importante.
In effetti Patrick continuò a pedinare Hilda fino a quando  lei sposò Donogh O’Malley nel 1947.( e Hilda ha mandato una corona di rose rosse al funerale di Kavanagh!)
Come dice Nora-Jane Thornton “l’amore non corrisposto piuttosto che l’amore stesso, è la più grande delle Muse!”

ASCOLTA la poesia recitata da Tom O’Bedlam

Quando la canzone venne messa nel repertorio dei Dubliners – nell’album Hometown, 1972 – fu scambiata per una canzone tradizionale.
Non è facile fare una cernita per la guida all’ascolto, anche perchè la canzone è stata eseguita da molti big della musica celtica e della scena rock: i vari interpreti hanno modificato alcune parole tranne Mary Black la cui versione testuale è identica alla poesia di Kavanag.

ASCOLTA Luke Kelly

ASCOLTA Dick Gaughan in Kist O’ Gold 1977
ASCOLTA Mark Knopfler e Donal Lunny 1996 – live
ASCOLTA Joan Osborne e The Chieftains in Tears of Stone 1999
ASCOLTA Young Dubliners in With all due respect, 2009

ASCOLTA Mary Black 1986
ASCOLTA Sinead O’Connor in Common live 1995
ASCOLTA Loreena McKennitt in An Ancient Muse 2006 – live

TESTO DI PATRICK KAVANAG
I
On Raglan Road(1)
on an autumn day
I met her first and knew
That her dark hair would weave a snare
That I might one day rue
I saw the danger yet I walked
Along the enchanted way(2)
And I said “let grief be a fallen leaf
At the dawning of the day (3)”
II
On Grafton Street in November
We tripped lightly along the ledge
Of a deep ravine where can be seen
The worth of passion’s pledge
The Queen of Hearts still making tarts(4)
And I not making hay(5)
Oh I loved too much and by such by such
Is happiness thrown away
III
I gave her gifts of the mind
I gave her the secret sign that’s known
To the artists who have known
The true gods of sound and stone(6)
And word and tint I did not stint
For I gave her poems to say
With her own name there
And her own dark hair
Like clouds over fields of May
IV
On a quiet street(7) where old ghosts meet
I see her walking now
Away from me so hurriedly my reason must allow
That I had wooed not as I should
A creature made of clay (8)
When the angel woos the clay
He’ll lose his wings at the dawn of day
TRADUZIONE di  CATTIA SALTO*
I
Sulla Raglan Road (1)
in un giorno d’autunno
la vidi per la prima volta e seppi
che i suoi capelli scuri avrebbero tessuto una trappola,
di cui un giorno mi sarei pentito,
vidi il pericolo e tuttavia m’incamminai per il Viale degli Incanti (2)
e dissi “Che il dolore sia una foglia caduta al sorgere del  giorno (3)”
II
Su Grafton Street a Novembre
ci fermammo spensierati sulla sporgenza
di un profondo burrone dove poteva essere visto il valore di una passione promessa, la Regina di Cuori ancora faceva le crostate (4)
e io non coglievo la mela (5);
oh ho amato troppo e per questo e quest’altro
la felicità è andata sprecata
III
Le diedi i doni della mente
le diedi il segno segreto che è riconosciuto
dagli artisti che hanno conosciuto
i veri dei del suono e della pietra (6),
e non mi limitai alla parola e alla tinta,
perché le diedi le poesie da recitare
là con il suo nome proprio
e i suoi capelli scuri
come nuvole sopra i campi di Maggio
IV
Sul “Viale del Tramonto” (7) dove i vecchi fantasmi si incontrano,
la vedo camminare ora,
si allontana da me più in fretta di quanto io riesca a pensare
di non aver amato come avrei dovuto, una creatura d’argilla(8);
quando l’angelo ama la terra
perderà le sue ali allo spuntare del giorno

NOTE
* (un’altra traduzione qui) si ringrazia Roberto Romano per aver portato luce sul significato dell’ultima strofa
1) strade di Dublino che identificano una zona precisa intorno al Trinity College tra St Stephen’s Green e Grand Canal
2) enchanted way: è il percorso tra le nuvole degli innamorati, il viale pieno di promesse e speranze soffuso di una luce rosata, ma anche alla luce della stagione autunnale il “viale del tramonto” presagio di desolazione e solitudine
3) la citazione è tratta dalla aisling song in  gaelico irlandese dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” ma tradotta poeticamente come “the dawning of the day”: il poeta incontra una dea ovvero una creatura fatata dalla sublime bellezza che rappresenta l’Irlanda.
4) citazione da “the queen of hearts baked some tarts” della nursery rhyme di origine 700esca sulle carte da gioco: la regina di cuori cuoce le torte e il fante di cuori le ruba.
The Queen of Hearts she made some tarts all on a summer’s day;
The Knave of Hearts he stole the tarts and took them clean away.
The King of Hearts called for the tarts and beat the Knave full sore
The Knave of Hearts brought back the tarts and
vowed he’d steal no more.
Nell’Alice nel paese delle Meraviglie di Lewis Carroll la filastrocca è portata come prova nel processo al fante di cuori.
5) letteralmente “fare fieno”, il detto irlandese “make hay while the sun shines” significa cercare di trarre vantaggio dalle opportunità, che sono spesso fugaci e irripetibili. Si intende anche con una sfumatura sessuale: in italiano equivale al significato di cogliere la “mela”. E’ anche l’equivalente dell’espressione “battere il ferro finchè è caldo”. Qui la frase conclude l’immagine dei due separati da una profonda difficoltà (invalicabile) al fondo della quale si agita la passione: significa che il poeta non ottiene l’amore della donna
6) si riferisce a un cromlech, vuole richiamare un cerchio di pietre? Più in generale gli dei  sono le muse della musica, poesia, scultura e pittura. Il protagonista ha condiviso con la donna la propria conoscenza come se fosse stata un’adepta da iniziare ai misteri arcani.
7) incidentalmente a Dublino c’è una strada rinomata per essere luogo di ritrovo dei fantasmi, Haddington Road, ma il poeta si riferisce ancora a Ragland Road: simmetricamente come la storia nasce in autunno lungo l'”enchanted way” adesso la storia è finita e la strada diventa una “quiet street” letteralmente “una via tranquilla”
8) letteralmente “fatta di terra” così commenta Roberto Romano: “That I had wooed not as I should A creature made of clay” vuol dire chiaramente “che non ho amato come avrei dovuto (cioè nella maniera che si conviene) una creatura fatta d’argilla (cioè di poco valore)” quindi: “ho amato troppo senza che ne valesse la pena”! Il concetto è rafforzato dalla stupenda metafora dell’angelo che, per aver amato la terra (qualcosa di “basso”, poco elevato) perde le ali (cioè la sua condizione sublime) e, a mio parere è spiegato fuor di metafore dai versi finali della 2a strofa: “Oh I loved too much and by such by such – Is happiness thrown away”. Secondo me la bellezza di questa poesia è proprio nel concetto di “dannarsi l’anima per un amore che non vale la pena”: chi non ha mai sperimentata questa forma di “eroismo sentimentale” che all’inizio appare coraggioso ma poi si rivela autodistruttivo?

FONTI
http://irelandofthewelcomes.com/home/the-story-of-raglan-road/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43818
http://www.leonardobrian.com/writing/essays/metaphors-as-interrogatives.html
http://www.irishmusicdaily.com/raglan-road-song-meaning
http://www.mccormacksociety.co.uk/Mccormack/McCormack’s%20Recordings/John%20McCormack%20on%20Film,.htm
http://princesspana.blogspot.it/2010/11/on-raglan-road.html
http://www.nli.ie/blog/index.php/2012/02/14/yours-fondly-patrick/

SKIBBEREEN

Nel 1846 il raccolto delle patate (dieta base degli irlandesi) andò tutto distrutto a causa di un fungo, la peronospera; sopravvenne “la grande carestia” che durò per vari anni e dimezzò quasi la popolazione; chi non moriva di fame era fortunato se riusciva a partire per l’Inghilterra o la Scozia, ma più massiccia fu la migrazione in America (l’emigrazione non iniziò propriamente durante la grande carestia, ma già dal 1815). continua

L’area più colpita fu la contea di Cork, la più vasta d’Irlanda, nella punta Sud dell’isola, nota anche con il nome di Rebel Country per essere stata, già in epoca medievale, una delle contee più turbolente nei conflitti sociali e politici. Skibbereen è stata considerata l’epicentro della carestia, la prima area ad essere colpita dal morbo e la canzone (detta anche “Dear Old Skibbereen” o “Remember Skibbereen“) è la sintesi del calvario, patito dalla gente più povera durante la “grande carestia” del 1845-1847, raccontata al figlio, dal padre emigrato in America.
La prima pubblicazione della canzone si ritrova nel The Irish Singer’s Own Book (Noonan, Boston, 1880) e la paternità è stata attribuita a Patrick Carpenter nativo di Skibbereen.

REPORTERS A SKIBBEREEN

mother-children-The-Great-Famine-SkibbereenLa situazione della carestia a Skibbereen divenne emblematica e sinonimo di umana sofferenza. Così scrive il Liverpool Journal nel Marzo del 1847

The scenes we have witnessed at Skibbereen, equal any thing that has been recorded by history, or could be conceived by the imagination. Famine, typhusfever, dysentery, and a disease hitherto unknown, are sweeping away the whole population. The poor are not the only sufferers: fever is spreading to every class, and even the rich are becoming involved in the same destruction”

All’inizio del 1847, due laureandi di Oxford, Lord Dufferin e GF Boyle, hanno visitato Skibbereen. Scioccati da ciò che hanno visto, lo hanno pubblicato nel “Narrative of a Journey from Oxford to Skibbereen during the year of the Irish Famine” per raccogliere fondi per la carestia. Hanno descritto come, in alcune case, “i cadaveri giacevano in putrefazione in mezzo ai restanti membri malati della famiglia, perchè non erano abbastanza forte per rimuoverli, fino a quando i ratti e la decomposizione li rendevano irriconoscibili.” continua

GUIDA ALL’ASCOLTO

Ci sono un certo numero di differenti versioni di questo canto tradizionale, tuttavia sostanzialmente simili.
In poche strofe e con una sintesi ammirevole l’uomo spiega al figlio, più cresciuto e quindi più curioso di conoscere le sue origini, il motivo per cui sono emigrati in America: all’inizio è stata la carestia dovuta alla malattia delle patate, che si è portata via tutto, anche la vita della moglie e come conseguenza, l’impossibilità di pagare l’affitto e la perdita della casa; infine l’essere ricercato per aver partecipato alla ribellione del ’48 (la ribellione della Giovane Irlanda vedi), subito repressa.
La canzone si conclude con i propositi, maturati nel cuore del ragazzo, di vendicare la sofferenza del padre e l’ingiustizia subita!

ASCOLTA Sinéad O’Connor e The Chieftains in Long Journey Home (1998 Mini-serie per la Televisione) dalla I alla IV strofa con accompagnamento d’arpa, nell’ultima strofa è lasciata alla sola voce sostenere il doloroso ricordo della partenza sulla nave che salpa per l’America. La versione tralascia la V e la VI strofa che rispettivamente ricordano la ribellione del 48 e la promessa di una nuova rivolta.
Semplicemente sublime l’andamento degli archi di una classicità fuori dal tempo, quasi epico.

ASCOLTA Dubliners

I
O, father dear I often hear you speak of Erin’s Isle
Her lofty scenes, her valleys green, her mountains rude and wild
They say it is a pretty place wherein a prince might dwell
So why did you abandon it, the reason to me tell
II
Oh son, I loved my native land with energy and pride
Till a blight came over all my crops, my sheep and cattle died
The rents and taxes were so high and I could not them redeem
And that’s the cruel reason why I left old Skibbereen
III
‘Tis well I do remember that bleak December day
the landlord and the sheriff came to drive us all away
They set my roof on fire with their demon yellow spleen (2)
And that’s another reason why I left old Skibbereen
IV
Your mother, too, God rest her soul, fall on the snowy ground
She fainted in her anguishing seeing the desolation round
She never rose, but passed away from life to immortal dreams
she find a quiet grave, me boy, in dear old Skibbereen
V
Then sadly I recall the days of gloomy forty-eight(3).
I rose in vengeance with the boys to battle again’ fate.
We were hunted through the mountains as traitors to the queen (4),
And that, my boy, is the reason why I left old Skibbereen.
VI
Oh you were only two years old and feeble was your frame
I could not leave you with my friends for you bore your father’s name
So I wrapped you in my cóta mór(5) at the dead of night unseen
And I heaved a sigh and I said goodbye(6) to dear old Skibbereen
VII
Well father dear, the day will come when on vengeance we will call
And Irishmen both stout and tall will rally unto the call
I’ll be the man to lead the van beneath the flag of green(7)
And loud and high we’ll raise the cry, “Revenge for Skibbereen!”

NOTE
1) l’Irlanda. “L’Irlanda viene chiamata Erin in gaelico: questa parola significa “terra di Ériu”, l’antica dea-terra della verde isola. […] Maga senza pari, viveva sopra una collina al centro dell’isola. Man mano che invecchiava la collina diventava più grande. Era in grado di scagliare delle zolle estratte dalla montagna contro i soldati nemici: le zolle si trasformavano in guerrieri ed Ériu, inevitabilmente, vinceva.” Silvia Calamati in “Figlie di Erin. Voci di donne dell’Irlanda del Nord”
2) “Spleen” significa “milza”, quindi “bile”; in senso esteso diventa sinonimo di “malinconia”, “disgusto”. Termine utilizzato nelle espressioni per indicare un uomo di buon cuore, compassionevole, in questo contesto è una “bile gialla” e quindi sta a indicare un uomo senza cuore. I proprietari nei loro sgomberi forzati preferivano danneggiare la proprietà bruciandone il tetto di paglia che lasciarle abitare dai contadini non più in grado di pagare l’affitto della terra
mccormack3) il 1848 fu l’anno dei moti d’insurrezione che divamparono un po’ in tutta Europa (e il 48 è un numero proverbiale quale simbolo di grande scombussolamento, confusione, sovvertimento), fu la “Giovane Irlanda” (Young Ireland ispirata anche nel nome alla Giovane Italia di Mazzini, anche se lo stesso Mazzini non prestò troppa attenzione verso gli Irlandesi convinto che non fossero poi così “diversi” dagli inglesi!!) a capeggiare una rivolta per l’indipendenza.  William Smith O’Brien, Michael Doheny e Thomas Meagher  viaggiarono nella contea di Wexford, Kilkenny e Tipperary, per sobillare il popolo; imbracciavano il nuovo vessillo tricolore che diventerà poi la bandiera dell’Irlanda e volevano indire un raduno a Ballingarry nei pressi delle miniere. La rivolta però fallì in un nulla di fatto .. (e lo scontro tra “rivoltosi” e polizia passò alla storia come “la battaglia nell’orto dei cavoli della vedova MacCormack”)
4) la Regina Vittoria fu soprannominata dagli irlandesi “Famine Queen”:
5) cóta mór è in gaelico irlandese per great coat, data l’epoca si poteva trattare di un cappotto con la pellegrina, (cioè una mantella) tipicamente da viaggio
6) probabilmente salparono da Queenstown (oggi Cobh, sull’isolotto alla foce del fiume Lee proprio davanti a Cork) su una coffin ship come venivano comunemente chiamate queste navi per l’alta mortalità dei passeggeri
7) la bandiera irlandese prima di quella ufficiale tricolore era la croce di Sant’Andrea rossa in campo bianco detta Bandiera di San Patrizio (dal 1783 al 1922), ma quelle utilizzate nelle ribellioni erano per lo più verdi, a memoria della bandiera dell’Irlanda confederata (arpa oro in campo verde) come ad esempio quella del 1779

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Padre caro, ti sento spesso parlare dell’isola di Erin(1)
i suoi dolci paesaggi, le sue verdi vallate, le montagne aspre e selvagge,
dicono sia una terra degna di un principe,
allora perchè l’hai lasciata, dimmi il motivo?
II
Figlio mio, amavo la mia patria con tenacia e orgoglio
finchè un morbo distrusse tutto il raccolto e le pecore e il bestiame morirono
gli affitti e le tasse erano troppo alti e non potevo pagarli
e questa è la ragione crudele del perchè lasciai la vecchia Skibbereen
III
Ricordo bene che era un tetro giorno di Dicembre
quando il padrone e lo sceriffo vennero a mandarci tutti via
diedero fuoco al tetto con i loro demoni senza cuore(2)
e questo è l’altro motivo del perchè lasciai la vecchia Skibbereen
IV
Inoltre tua madre, Dio l’abbia in pace, giacque sul terreno innevato
lei cadde nell’angoscia vedendo tutta la desolazione intorno
e non si alzò più ma passò dalla vita al sonno degli immortali
e trovò sepoltura mesta nella cara vecchia Skibbereen
V
Poi con tristezza ricordo i giorni del glorioso ’48(3)
mi sollevai per vendetta con i ragazzi per combattere contro il destino
fummo cacciati per i monti come traditori della regina(4)
e questo è il motivo, ragazzo, perchè lasciai la vecchia Skibereen.
VI
Avevi solo due anni ed eri di debole costituzione
non potevo lasciarti con gli amici perché avresti dimenticato il nome di tuo padre
così ti avvolsi nella mantella(5) e alla fine della sera non visto
piansi e dissi addio(6) alla cara vecchia Skiberren
VII
Allora caro padre, verrà il giorno in cui chiederemo vendetta
e tutti gli Irlandesi accorreranno alla chiamata
sarò l’uomo che comanderà l’avanguardia sotto alla bandiera verde(7)
e alto e forte alzeremo il grido “Vendetta per Skibbereen”

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/praties.htm
http://www.wolfetonesofficialsite.com/famine.htm
http://www.movinghere.org.uk/galleries/
histories/irish/origins/skibbereen_1.htm

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30772#396909

I TELL ME MA

I tell me ma” è una filastrocca per bambini molto popolare, diffusa in varie parti d’Inghilterra, anche con il nome di “The Belle of Belfast City” e “Boys Won’t Leave the Girls Alone“.

71PNC41NSPL__SY300_IL GIOCO: THE WIND

In “The Traditional Games of England, Scotland and Wales” -1894 Alice B Gomme descrive il gioco diffuso in tutto il Regno Unito in epoca ottocentesca associato alla filastrocca (collezionata anche per frammenti in molte raccolte di nursery rhymes) “The Wind“; il gioco praticato dai ragazzi nella fase adolescenziale, come una specie di iniziazione al corteggiamento, si canta in cerchio con un ragazzo o una ragazza al centro, alla domanda “mi vuoi dire chi è” la persona al centro dice il nome di uno dei componenti del gruppo, che si mette a sua volta nel centro fino allo scambio del posto (e a volte del bacio).
Leslie Daiken invece nel suo “Children’s Games Throughout the Year” -1949 si riferisce a una versione della filastrocca come collezionata a Belfast che veniva cantata per cadenzare il salto alla corda.

Nel documentario “The Singing Street: children playing in Edinburgh” (in Archive Scottish Screen) sono stati ripresi, ad Edimburgo, i giochi di strada dei bambini del dopoguerra con i relativi canti.

Per vedere tutto il filmato (circa 20 minuti) http://ssa.nls.uk/film/0799
A 7.36 minuti viene animata la filastrocca The Golden City con le ragazze che cantano in girotondo

THE GOLDEN CITY

The wind, the wind, the wind blows high
the snow comes falling down the sky
Margaret Thompson
says she shell die
for the want of the Golden city

She is handsome, she is pretty
She is the belle of Golden city
She is courting one, two, three.
can you tell me, who is she? 

VIDEO dettaglio al 12.01 in cui una variante della filastrocca è abbinata al salto della corda

Down in the valley where the green grass grow
There lives a lady in green(?)
She grows she grows so sweet
That she calls for a ladder al the end of street

Sweetheart, sweetheart will you marry me.
Yes Lord, yes Lord at half past three.
Ice cake spice cake soft parfait
and we’ll have a wedding at half past three

THE WIND, THE WIND, THE WIND BLOWS HIGH

ASCOLTA cantata dai bambini
The wind, the wind, the wind blows high
The rain comes scattering down the sky(1)
She is handsome, she is pretty
She is the flower of London city
(2)
she goes courting 1-2-3,
Oh pray will you tell us who will it be?
(3)

Tommy Jones he says he loves her.
All the boys are fighting for her.
Let the boys say what they will,
But Tommy Jones he loves her still.

He knocks at the door and he picks up a pin.
And says ‘Mrs Brown is your daughter within’.
She’s neither within and she’s neither without,
But she’s in the back parlour(4) walking about.

Sweetheart, sweetheart will you marry me.
Yes sir, yes sir at half past three.
Half past three will be too late.
We can’t have the party ‘til half past eight

NOTE:
1) variazioni testuali: the snow come dashed from the sky oppure Blowing (a name) through the sky
2) variazioni testuali: She is the belle of golden city oppure she’s is the queen of the highland city
3) variazioni testuali: won’t you tell us who is she? oppure please can tell me who shall be she?
4) parlour è un termine anglo-normanno per indicare il soggiorno

GUIDA ALL’ASCOLTO: I’LL TELL ME MA

I tell me ma” compare in molte collezioni musicali di inizio 900 e probabilmente è diventata popolare come melodia irlandese perchè riproposta dai Dubliners negli anni ’60. Come sempre è estenuante perdersi in disquisizioni sulle origini inglesi, irlandesi o scozzesi di un brano così popolare!

Il ritmo è vivace, quasi una polka, e più velocemente si canta più il testo diventa uno scioglilingua. Per quanto esistano diverse varianti locali, le versioni testuali registrate dai musicisti folk sono tutte uguali, cambiando solo il nome della città!

ASCOLTA Sinéad O’Connor in “Sean-Nos Nua
ASCOLTA The Kilkenny

ASCOLTA Orthodox Celts in Celts strike again, 1997.

ASCOLTA The Young Dubliners in With all due respect” 2007: qui ovviamente la città diventa Dublino

I
I’ll tell me Ma when I go home
The boys won’t leave the girls alone. They pull my hair, they stole my comb,
but that’s all right till I go home.Chorus:
She is handsome, she is pretty
She is the belle of Belfast (1) city
She is courting one, two, three.
Please won’t you tell me, who is she?II
Albert Mooney says he loves her,
All the boys are fighting for.
knock at the door and ring the bell
“Oh, my true love are you well?”
Out she comes as white as snow,
Rings on her fingers and bells on her toes (2).
Jenny Murray says she’ll die,
If she don’t get the fellow with the roving eye (3).III
Let the wind and the rain and the hail blow high
And the snow come tumbling from the sky (4)
She’s as nice as apple pie (5)
And she’ll get her own lad by and by.
When she gets a lad of her own,
She won’t tell her Ma when she goes home
Let them all come as they will
it’s Albert Mooney she loves still
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Lo dirò a mia madre quando rientro, che i ragazzi non ci lasciano in pace, mi tirano i capelli, mi rubano il pettine, ma va bene finchè non torno a casa.Ritornello:
Lei è affascinante, ed è graziosa
è la bella della città di Belfast
sta contando un, due, tre
mi vuoi dire lei chi è ?II
Albert Mooney dice di amarla
e tutti i ragazzi si azzuffano per lei,
bussano alla porta e suonano il campanello
“Oh sei tu il mio vero amore, vero?”
Lei esce fuori bianca come la neve,
anelli alle dita e campanelli ai piedi
Jenny Murray dice che lei morirà
se non potrà avere il tizio dagli occhi maliziosi.III
Che vento, pioggia e grandine sferzino forte
e la neve cada dal cielo:
lei è dolce come una torta di mele
e avrà il proprio ragazzo accanto.
Quando lei ha il suo ragazzo
non vorrà dirlo alla madre quando rientrerà a casa.
Che gli altri facciano quello
che vogliono
è solo Albert Mooney che lei ama

NOTE
1) in altre versioni Dublin, Brisbane, London ma anche “Golden city”
2) il verso è presente anche in un’altra filastrocca dal titolo Banbury Cross
Ride a cock horse to Banbury Cross
To see a fine lady upon a white horse
With rings on her fingers and bells on her toes
She shall have music wherever she goes
La donna che cavalca il cavallo pazzo (uno stallone bizzoso) fino a Banbury Cross potrebbe essere la regina Elisabetta I: era usanza della nobiltà oltre che indossare molti anelli alle dita delle mani portare scarpe a punta con cuciti dei piccoli campanellini. L’aneddoto che si racconta per l’occasione è che la carrozza su cui viaggiava la regina per visitare la località in cui era stata appena eretta una grande croce in pietra avesse perso una ruota e che la regina montasse sullo stallone bianco decorato dalla gente della cittadina con nastri e campanelli e con tanto di menestrelli al seguito per allietarla con la musica.
Altri invece ritengono che la donna sia Lady Godiva ovvero Lady Katherine Banbury
A Banbury non c’è più la croce, ma una imponente statua eretta nel 2008 intitolata “Fine Lady upon a White Horse”
Per togliersi ogni curiosità sull’origine del brano: VIDEO
3) if she doesn’t get the fellow with the tartan tie!
4) evidente omaggio alla filastrocca per bambini The wind, the wind, the wind blows high
5) paragone letteralmente delizioso, che non ha solo a che vedere con l’aspetto e il gusto ma anche con il profumo, e che rimanda alle cucine di un tempo andato in cui le mamme sfornavano torte di mele la domenica o nei giorni di festa

FONTI
http://ssa.nls.uk/film/0799
http://mudcat.org/jumprope/jumprope_display.cfm?rhyme_number=75
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27705
http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Wind_the_Wind.htm
http://thesession.org/tunes/2434
http://www.acousticmusicarchive.com/ill-tell-me-ma-the-belle-of-belfast-city-chords-lyrics

MY LAGAN LOVE

Con la stessa melodia, una slow air delicata e malinconica, e due titoli simili si identificano ben tre canzoni.

LA VERSIONE DELLA TRADIZIONE IRLANDESE

Il testo è stato scritto nel 1904 dal poeta di Belfast Joseph Campbell (1879-1944) su una melodia tradizionale irlandese del Donegal. La canzone è stata pubblicata in “Songs of Uladh” di Herbert Hughes e Joseph Campbell, scritta probabilmente nel 1903 durante una vacanza nel nord del Donegal e nella nota si spiega come il brano sia arrivato a lui dalla tradizione orale ottocentesca.

“I got this from Proinseas mac Suibhne who played it for me on the fidil. He had it from his father Seaghan mac Suibhne, who learned it from a sapper working on the Ordnance Survey in Tearmann about fifty years ago. It was sung to a ballad called the “Belfast Maid,” now forgotten in Cill-mac-nEnain”
[Traduzione in italiano: Ho ricevuto questo da Proinseas mac Suibhne che lo ha suonato per me al violino. L’ha avuto da suo padre Seaghan mac Suibhne, che lo imparò da un lavoratore… circa 50 anni fa. Era cantata con una melodia detta Belfast Maid ormai dimenticata.]

E’ la storia di un innamorato e del suo “lily fair” (in italiano bel giglio) dai capelli neri e dagli occhi nocciola che vive lungo le rive del fiume Lagan. L’uomo sbircia dal buco della serratura la vita della donna, che vive da sola con il padre barcaiolo, e nella quarta strofa finalmente anche lei ricambia il suo amore.

Sono le parole, unite alla melodia, ad essere intense, espressione di un amore totalizzante, che rende l’uomo schiavo perchè “love is lord of all“!

Ma nella prima strofa il poeta, noto nazionalista irlandese, dichiara velatamente il suo amore per l’Irlanda! Seosamh MacCathmhaoil cosi come si faceva chiamare il poeta in uno pseudonimo in gaelico, infarcisce il brano di credenze tradizionali preveniente da un mondo rurale idealizzato.

My-Lagan-Love
Illustrazione relativa a My Lagan Love pubblicata in “Songs of Uladh”

LA GUIDA ALL’ASCOLTO

In genere nelle registrazioni in commercio la II strofa è saltata. Ottime registrazioni anche da Anuna in Invocation, Jim McCann in Grace, ma sono tantissimi gli artisti e i gruppi che la propongono.

ASCOLTA Lisa Hannigan & The Chieftains in Voice of Ages, un’interpretazione crepuscolare da pelle d’oca (molto bello anche il video di Leslie Spencer)

ASCOLTA Sinead O’Connor in Sean Nos Nua

ASCOLTA The Corrs in Home


I
Where Lagan(1) stream sings lullaby
There blows a lily fair
The twilight gleam is in her eyes
The night is on her hair
And, like a love sick lennan-shee(2)
She has my heart in thrall
No life have I, no liberty,
For love is lord of all
II
Her father sails a running-barge
‘Twixt Leamh-beag and The Druim(3);
And on the lonely river-marge
She clears his hearth for him.
When she was only fairy-high
Her gentle mother died;
But dew-Love keeps her memory
Green on the Lagan side
III
And sometimes when the beetle’s horn
Hath lulled the eve to sleep,
I steal unto her shieling(4) lorn
And through the door-ring peep,
There on the crickets’ singing-stone(5)
She spares the bogwood fire,
And hums in sad sweet and undertone,
The song of heart’s desire
IV
Her welcome, like her love for me,
Is from her heart within:
Her warm kiss is felicity
That knows no taint of sin.
And, when I stir my foot to go,
‘Tis leaving Love and light
To feel the wind of longing blow
From out the dark of night.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Là dove il fiume Lagan(1) canta una nenia
cresce un bel giglio
il riflesso del crepuscolo brilla nei suoi occhi, la notte sui suoi capelli
e come una fata gelosa(2), malata d’amore,
lei tiene il mio cuore in schiavitù
non vivo più, non sono più libero
che Amore è padrone di ogni cosa
II
Suo padre spinge le vele della chiatta
tra Lamberg e il Drum(3)
e sulla sponda del fiume solitario
lei accudisce la sua casa per lui.
Quando era solo una piccola fata
la sua buona madre morì,
ma l’amore rinverdisce il ricordo di lei con le lacrime, sulla sponda del Lagan.
III
A volte quando il corno del coleottero
ha fatto addormentare la sera cullandola,
io mi avvicino alla sua dimora(4) solitaria
attraverso la soglia sbircio,
là sul focolare dove cantano i grilli(5),
lei che alimenta il fuoco con la legna di brughiera e mormora dolcemente sottovoce la canzone dei desideri del cuore.
IV
Il suo benvenuto, come il suo amore per
me, giunge dal più profondo:
il suo bacio caldo è la felicità
che non conosce la macchia del peccato
e, quando riesco ad andarmene
così lascio Amore e luce
per sentir soffiare il vento della nostalgia
fuori nel buio della notte

NOTE
1) Lagan: fiume che attraversa Belfast, Altri però ritengono che il fiume sia un torrente che sfocia nel Lough Swilly nella contea di Donegal, non lontano da Letterkenny, dove Herbert Hughes raccolto la canzone nel 1903.
2) Lennan-shee – Shide Leannan (lett fata bambino) leman shee  è la fata che cerca l’amore tra gli umani. La fata, che è un essere sia di genere maschile che femminile, dopo aver sedotto un mortale lo abbandona per ritornare nel suo mondo. L’amante si tormenta per l’amore perduto fino alla morte.
Gli amanti delle fate hanno una vita breve, ma intensa. La fata che prende come amante un umano e anche la musa ispiratrice dell’artista che offre il talento in cambio di un amore devoto, portando l’amante alla follia o a una morte prematura.
3) Lambeg è un villaggio tra Lisburn e Belfast e the Drum è il sito di un canale parallelo al fiume in prossimità del ponte che lo attraversa
4) shieling: riparo stagionale di pastori tipo capanno
5) Crickets’ singing-stone: I grilli sono animali portafortuna e sentire il loro canto vicino al focolare era di buon auspicio. Era consuetudine per i novelli sposi portare nella nuova casa una coppia di grilli dalla casa dei genitori.

MY LAGAN LOVE BY CARDER BUSH

ASCOLTA Kate Bush (vedi Hounds of Love ristampa 1997 nelle bonus track) con l’incanto della sola voce

Il testo del fratello non tiene conto di quello di J. Campbell, ma, suggestionato della melodia, parla di Lagan come di una persona che muore ed è rimpianto dalla donna che lo amava.

TESTO DI JOHN CARDER BUSH
I
When rainy nights   are soft with tears,
And Autumn leaves are falling,
I hear his voice on tumbling waves
And no one there to hold me.
At evening’s fall he watched me walk.
His heart was mine.
But my love was young, and felt
The world was not cruel, but kind.
II
Where Lagan’s light fell on the hour,
I saw him far below me-
Just as the morning calmed the storm-
With no one there to hold him.
My loves have come, my loves have gone,
And nothing’s left to warm me,
Save for a voice on the traveling wind,
And the glimpse of a face at morning.
TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
Quando le notti di pioggia sono leggere come lacrime,
e le foglie d’autunno cadono,
sento la sua voce nelle onde agitate,
e non c’è nessuno a sorreggermi.
All’arrivo della sera mi guardava passeggiare,
il suo cuore era il mio..
Ma il mio amore era giovane e credeva che il mondo non fosse crudele, ma   buono.
II
Nell’ora in cui la luce è caduta su Lagan,
l’ho visto lontano sotto di me –
proprio mentre il mattino calmava la tempesta – con nessuno lì a prenderlo.
I miei amanti sono venuti, e sono andati
e niente è rimasto per scaldarmi,
eccetto che una voce nel vento vagabondo
e il lampo di un volto al mattino.

THE QUIET JOYS OF BROTHERHOOD

Canzone scritta sulla melodia popolare My Lagan Love da Richard Fariña e interpretata dalla sua compagna Mimi Baez, il brano compare nell’album “Memories” del 1968 pubblicato dopo la morte dello stesso autore in un incidente, subito ripreso dai Fairport Convention (in Liege and Lief -1969)

La poesia richiama una mitica terra dalla natura incontaminata contrapposta alla terra deturpata dalla mano dell’uomo ispirata dalla magica frase “For love is lord of all“.

ASCOLTA Mimi e Richard Fariña

ASCOLTA con la voce magica di Sandy Danny e un violino da brivido

TESTO DI RICHARD FARIÑA
I
Where gentle tides go rolling by
Along the salt-sea strand
The colours blend and roll as one
Together in the sand
And often do the winds  entwine
To send their distant call
The quiet joys of brotherhood
When love is lord of all
II
Where oat and wheat together rise
Along the common ground
The mare and stallion light and dark
Have thunder in their sound
The rainbow sign, the blended flood
Still have my heart enthralled
The quiet joys of brotherhood
When love is lord of all
III
But men have come to plow the tides
The oat lies on the ground
I hear their fires in the field
They drive the stallion down
The roses bleed, both light and dark
The winds do seldom call
The running sands recall the time
When love was lord of all
TRADUZIONE ITALIANO
I
Dove vanno e vengono soavi le maree
lungo il filo di sale che il mare lascia
i colori si mescolano e si confondono in uno, insieme alla sabbia
E spesso i venti si intrecciano
per inviare il loro richiamo lontano
la gioia e la pace della fratellanza
quando Amore è padrone di ogni cosa
II
Dove avena e grano insieme crescono
nella stessa terra
la cavalla e lo stallone, bianco e nero,
hanno il tuono nei loro nitriti,
la traccia dell’arcobaleno, il flusso delle acque, hanno ancora incantato il   mio cuore.
La gioia e la pace della fratellanza
quando l’amore è padrone di ogni cosa
III
Ma gli uomini vennero a offendere le maree,
l’avena giace a terra
ho sentito i loro spari nel campo
hanno domato lo stallone
la rose muoiono di giorno e di notte
i venti soffiano di rado
il bagnasciuga ricorda quel tempo
quando Amore era padrone di ogni cosa.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5808 http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/quietjoysofbrotherhood.html