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Silly Wizard

Silly Wizard (“il mago pazzo” delle fiabe, che farà capolino sulle loro copertine come un mago Merlino disneyano con il violino al posto della bacchetta, e il kilt sotto al mantello ) è una band scozzese formatasi a Edimburgo nel 1970 tra un gruppetto di studenti universitari, il nome viene coniato in tutta fretta solo nel 1972 in occasione del loro primo concerto pagato; saranno modello e punto di riferimento di un’infinità di giovani musicisti e gruppi musicali della scena scozzese e più in generale folk.
Dopo essersi fatti le ossa nei folk club e nelle feste in giro per la Scozia in tre (Jones, Thomas e Cunningham) partono in tournée in Francia già nell’anno successivo. La breve meteora di Maddy Taylor (voce) e i tanti concerti per la Gran Bretagna sono ancora i primi passi verso la nascita di una grande band che passerà alla storia con una caratteristico sound fatto da due chitarre (arricchite dal raddoppio di bouzouki, mandolino o banjo), fisarmonica, violino  e basso, con una spruzzata qua e là di sonorità prodotte dai sintetizzatori, arricchito da una voce vellutata e “verry scottish”. Niente percussioni o batteria (solo il bodhran in qualche strumentale) e nemmeno cornamuse ma l’alchimia e sintonia dei fratelli Cunningham che con violino e fisarmonica ci regalano live trascinanti di alto virtuosismo misto all’improvvisazione.
Oltre al sound caratteristico (che non si era mai sentito prima in Scozia) ciò che contraddistingue i Silly Wizard è la loro contemporaneità, una musica che riflette i gusti musicali giovanili degli anni 70-80 declinati nello stile della tradizione. Non solo interpreti ma anche compositori, molte song  sono scritte da Andy e molte melodie da Phil.
Il gruppo si scioglie nel 1988 dopo un’intensa attività concertistica: 17 anni di attività e 9 album!


da sinistra: Gordon Jones, Johnny Cunningham, Andy M. Stewart, Phil Cunningham, Martin Hadden

ATTRAVERSO GLI ANNI 70 e 80

Per la registrazione del disco d’esordio (1976) i chitarristi Gordon Jones  (di Liverpool) e Bob Thomas (ai quali già nel 1972 si era unito il violino di Johnny Cunningham) fanno entrare in campo la voce con l’accento del Pertshire (e il banjo) di Andy M. Stewart , l’organetto di Alasdair Donaldson (sostituito poco dopo da Phil Cunningham – fisarmonica, e all’occorrenza whistle, tastiere) e il basso di Freeland Barbour (a cui si avvicenda Martin Hadden).

dalla copertina “Live Again”

E’ proprio quest’ultima la formazione che registra l’album Caledonia’s Hardy Sons (1978), un punto saliente della “scottish wave”, con il giovane talento Phil Cunningham. Il gruppo è già famoso e viene invitato ai maggiori festival d’Europa. Poi iniziano gli abbandoni: Bob Thomas nel 1979 e il loro terzo l’album “So Many Partings” è registrato in cinque, e il successivo “Wild and Beautiful” in quattro. Ma il secondo album apre già le porte per l’America e a un tour frenetico da un festival folk all’altro: nel 1980 Johnny Cunningham lascia il gruppo per stabilirsi in America (sostituito per un breve periodo da Dougie MacLean prima di ritornare con i Tannahill Weavers ).
Ritroviamo il violino di Johnny Cunningham nel “Live in America” registrato nel 1985.
Nel 1987 il gruppo registra l’ultimo album “Glint of Silver” il più spinto verso l’elettronica; seguono due frenetici anni di tournée in America e lo scioglimento a New York nell’aprile del 1988 .

Silly Wizard Live At Center Stage -New York un ora e mezza di musica e di siparietti tra Andy e Johnny (un’esilarante spalla)

Andy M. Stewart

Andrew Michael ossia “Andy M.” Stewart frontman dal 1974 della folk band Silly Wizard  originario del Perthshire, con il suo timbro vocale e il suo stile è la controparte scozzese di Andy Irvine  degli irlandesi Planxty. Compositore, sensibile interprete di ballate tradizionali, affascinante affabulatore..  “The Andy M Stewart Collection” pubblicato nel 1998 contiene ben 60 canzoni (cito solo le più popolari: “The Ramblin’ Rover”, “Golden, Golden”, “The Queen of Argyll”,  “The Valley of Strathmore”)

Da ragazzo fonda i “Puddock’s Well” con Dougie MacLean e Martin Hadden, negli anni 80 pubblica 4 album di cui tre prima dello scioglimento dei Silly Wizard, collaborano con lui Phil Cunningham, Martin Hadden, Manus Lunny. Nel 1989 registra per la Wundertüte il cd “Songs of Robert Burns” (ristampato dalla Green Linnet nel 1991) Negli anni 90 registra con la Green Linnet tre album: At it Again, Man in the Moon, Donegal Rain. Nell’intervista rilasciata al folk magazie Dirty Linen (1991) Andy dice: “I suppose I’d like a legacy really of just being remembered fondly by whomever, my friends and the folk I left behind. It would be nice for them to remember me in a positive way. It would be nice for my songs to survive. It would be nice for my family. I’d like them to last.” (tratto da qui)

Muore poco dopo il Natale nel 2015, aveva 63 anni.

I FRATELLI CUNNINGHAM

Allo scioglimento dei Silly Wizard i due fratelli entrano nel supergruppo Relativity (con la coppia di fratelli irlandesi Michael e Triona O’Domnaill). i fratelli seguono poi carriere solistiche separate.
Duetto live del 1986 (Johnny muore nel 2003)

PHIL CUNNINGHAM

Tra le molteplici attività di Phil anche la carriera televisiva, la composizione di musica per film e tv, la produzione di dischi per vere e proprie celebrità del folk internazionale. Feconda la collaborazione con il violinista Aly Bain (il loro sito qui) con il quale registra nove album dal 1995 al 2013

tag Silly Wizard e tag Andy M. Stewart

FONTI
https://alchetron.com/Silly-Wizard-4375116-W
http://www.sillywizard.co.uk/about_the_band.html
http://www.theballadeers.com/scots/sw_01.htm
http://www.nigelgatherer.com/perf/group2/silw.html
https://projects.handsupfortrad.scot/hall-of-fame/andy-m-stewart-1952-2015/
http://www.scotsman.com/news/obituaries/obituary-andy-m-stewart-singer-and-songwriter-1-3989156
http://www.theballadeers.com/scots/as_d01.htm
https://thesession.org/recordings/5299

http://www.philandaly.com/
http://www.johnnycunningham.com/

MY BOATMAN

“Fear a’ bhàta” è una canzone in gaelico scozzese probabilmente di fine ‘700 e la leggenda (un’aggiunta aneddotica alle versioni ottocentesche andate in stampa) dice che sia stata scritta da Sine NicFhionnlaigh (Jean Finlayson) di Tong piccolo villaggio sull’Isola di Lewis (Ebridi) per un giovane pescatore di Uig, Domhnall MacRath (Donald MacRae) che ha alla fine sposato.
Versificata anche in inglese con il titolo O Boatman (My Boatman) mantendendo il coro in gaelico.
Tra tutte le versioni in inglese (vedi), la più preziosa anche dal punto di vista della scrittura è senz’altro quella del 1849 con le parole tradotte dal gaelico da Thomas Pattison e l’arrangiamento melodico di Malcolm Lawson (pubblicata in “Songs of the North”, MacLeod e Harold Boulton, 1895)

ASCOLTA Silly Wizard in Caledonia’s Hardy Sons 1978, Andy Stewart – voce, Bob Thomas – chitarra; Johnny Cunningham – mandola, Phil Cunningham – tastiera elettronica

ASCOLTA Sandy Denny 

ASCOLTA North Sea Gas in The Fire and the Passion of Scotland 2013


VERSIONE DI THOMAS PATTISON
I
How often haunting the highest hilltop
I scan the ocean I sail tae sea/wilt come tonight love wilt come tomorrow?
Wilt ever come, love, to comfort me?
CHORUS
Fhir a bhata no horo eil’e(1)
Fhir a bhata no horo eil’e
Fhir a bhata no horo eil’e
o fare ye well, love, where e’er ye be
II
They call thee fickle, they call thee false one,
and seek tae change me, but all in vain;
no, thou art my dream yet throughout the dark night
and every morn yet I watch the main
III
There’s not a hamlet -too well I know it-
where you go wandering or stay(2) awhile
but all its old folks you win wi’ talking
and charm its maidens with song and smile
IV
Dost thou remember the promise made me
the tartan plaidie, the silken gown,
the ring of gold with thy hair and portrait(3)?
That gown and ring I will never own<

tradotto da Cattia Salto
I
Spesso salgo sulla collina più alta
e scruto il mare per vedere la tua vela
verrai stanotte amore o verrai domani?
verrai presto a confortarmi?
RITORNELLO
Uomo della barca la, la la (1)
Uomo della barca la, la la
Uomo della barca la, la la
e che ti vada bene ovunque tu sia
II
Ti chiamano il volubile ti chiamano il bugiardo
e cercano di farmi cambiare idea, ma invano perchè tu sei il mio sogno nell’oscurità per tutta la notte
e ogni mattino io guardo il mare
III
Non c’è borgo -lo so troppo bene
dove tu non vada  o ti fermi (2) un poco,
ma superi tutta la vecchia gente nelle chiacchiere
e incanti le fanciulle con la voce e il sorriso
IV
Ti ricordi la promessa che mi hai fatto
il plaid di tartan e la gonna di seta
il gioiello d’oro con i tuoi capelli e il ritratto (3)?
Quella gonna e gioiello non avrò mai

NOTA
1) sostanzialmente una frase non-sense che alcuni vogliono tradurre “and no one else” cioè come “mio e di nessun altra”
2) a volte come “sits”
3) in realtà si tratta di un piccolo medaglione con il coperchio all’interno del quale si celava una miniatura e una ciocca di capelli dell’innamorato
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45602

THE BROOM OF COWDENKNOWES

Una ballata che leggiamo dai quaderni di Bishop Percy (1768) con il titolo di “The Northerne Lasse”, con la nota di “Motivo scozzese noto come “The broom of Cowden knowes”, riportata anche nella raccolta del professor Francis J. Child, al numero 217 (vedi archivio ballate), in 14 varianti.

In un broadside inglese stampato prima del 1625 e conservato nella Roxburghe Collection presso la British Library così è scritto “The lovely Northerne Lasse Who in this ditty, here complaining, shewes What harme she got milking her dadyes Ewes. To a pleasant Scotch tune, called ‘The Broom of the Cowden knowes.'”
Il ritornello così recita
With, O the broome, the bonny, broome,
the broome of Cowdon Knowes!
Fain would I be in the North Countrey,
to milke my dadyes ewes.
La storia si discosta di poco dalla versione più diffusa e originaria (vedi prima parte): una pastorella che sta mungendo il gregge del padre è sedotta da un pastorello, resta incinta e viene cacciata, un giovane uomo ha pietà di lei e la sposa per avere una moglie “To be a true, obedient wife and observe your husband’s will“. Nel 1715-16 la ballata è stata riscritta in un broadside mantenendo il refrain della vecchia versione con un nuovo testo pro-giacobita, come narrata da un uomo che è stato esiliato per aver sostenuto la ribellione del 1715. (vedi)

LA VERSIONE SETTECENTESCA: The Broom o’ the Cowdenknowes

Nonostante Sir Walter Scott rivendichi di aver collezionato una più genuina versione popolare della ballata, quella che ha riscontrato maggior successo nei secoli è la versione riportata da Allan Ramsay nella raccolta “Tea-Table Miscellany” 1723, che alcuni critici ritengono sia una versione poetica secondo la moda bucolica del tempo, più che una ballata genuinamente popolare. L’incontro richiama peraltro un altrettanto bucolico amoreggiamento riscritto da Robert Burns dal titolo “Ca’ the Yowes” . Curiosamente anche qui si accenna ai boschetti di noccioli sulle rive di un torrentello..

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The Hireling Shepherd (1851) William Holman Hunt

Il punto di vista è quello femminile  e l’incontro amoroso  tra i cespugli di ginestra, è  con il suo innamorato, anche lui pastorello, nelle versioni più antiche invece è uno straniero ad abusare della ragazza (un border reiver  vedi; le otto strofe originarie (nella versione dei Baltimore Consort ridotte a quattro) si soffermano più sui piaceri dell’amoreggiamento che sulle sofferenze delle sue conseguenze: solo in una strofa la ragazza accenna al fatto di essere stata bandita dalla sua famiglia e ne deduciamo che lo sia stata a causa della gravidanza fuori dal matrimonio. La melodia è quella riportata da John Playford nel suo “English dancing master” del 1651 (con il titolo di “The Bonny Bonny Broome“) insieme alla descrizione della danza relativa

ASCOLTA le melodia (per la danza qui) questa è la melodia diventata standard anche se arrangiata diversamente da quella riportata in John Playford (vedi)

ASCOLTA Baltimore Consort A trip to Killburn: Playford tunes and their Ballads” 1996 da ascoltare in versione integrale su Spotify


CHORUS

O, the broom(1), the bonny, bonny broom,
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
I wish I were with my dear swain,
With his pipe and my ewes(3).
I
How blyth every morn was I to see
The swain come o’er the hill!
He skipt the burn(4) and flew to me:
I met him with good will.
II
I neither wanted ewe nor lamb,
While his flock near me lay:
He gather’d in my sheep at night,
And chear’d me a’ the day.
III
While thus we spent our time by turns,
Betwixt our flocks and play (5);
I envy’d not the fairest dame,
Tho’ ne’er so rich and gay.
IV
Adieu, ye Cowdenknows, adieu,
Farewel a’ pleasures there;
Ye gods, restore me to my swain,
Is a’ I crave or care.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
vorrei essere con il mio caro pastorello,
con il suo flauto e le mie pecore (3)
I
Come spensierata ogni dì andavo incontro al corteggiatore che, in arrivo dalla collina, saltava il ruscello(4) per correre da me, e l’incontravo volentieri
II
Io non volevo pecore o agnelli, mentre le sue greggi mi riposavano accanto: lui le radunava con le mie a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Così passavamo il tempo a turni,
tra le nostre greggi e il diletto (5),
non invidiavo la più bella delle dame
perchè mai così ricca e allegra.
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio,
addio a tutti quei piaceri;
perdio ritornare accanto al mio corteggiatore, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
fiore-ginestra_m1) la ginestra  con la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza.
2) Cowdenknowes (inglesizzato in Coldingknowes) è una tenuta scozzese sulle rive del fiume Leader nel Berwickshire vicino al villaggio di Earlston dove si aggirava nel 1200 “Thomas the Rhymer“. Il posto conserva ancora una traccia delle sue frequentazioni fatate nello stesso titolo della località “Cowden ” sta per colltuinn , che è una parola in gaelico scozzese per ” Hazel ” la pianta delle nocciole mentre la parola Knowes significa “Hill” quindi il nome si legge come le colline dei noccioli.
In Scozia le pecore venivano portate ai pascoli estivi il primo di maggio mentre gli uomini trasportavano gli strumenti necessari per riparare le capanne dai danni dell’inverno, le donne portavano cibo e utensili per la cucina. Iniziava la stagione della gioia delle danze e dei corteggiamenti.

The Leader valley at Cowdenknowes House, Berwickshire, 1843 [Scotland] di Edward Gennys Fanshawe
3) yowes=ewes pecore
4) burn, burnie=small stream, torrente
5) il termine play può avere diversi significati in questo contesto: più genericamente vuol dire divertimento, l’atto del divertirsi con allusione ai giochi sessuali.

THE BROOM OF COWDENKNOWES: LA VERSIONE PIU’ ATTUALE

E’ una versione abbastanza simile a quella pubblicata da Allan Ramsay, ma rivisitata in chiave moderna: prima di tutto si sposta il punto di vista da quello femminile a quello maschile e la storia è intesa decisamente come una storia d’amore. E’ stata la versione testuale e melodica di Archie Fisher, a diventare lo “standard” di quelle successive. In questa chiave non sappiamo perchè il ragazzo sia stato bandito, quasi come se la storia si fosse sovrapposta alla versione pro-giacobita circolata in broadside nel 1716

ASCOLTA Archie Fisher in Will Ye Gang, Love 1976

Silly Wizard in Wild and Beautiful 1981 (strofe I, III e IV)

ASCOLTA Kenny Speirs 2000

ASCOLTA Cherish the Ladies in The Girls Won’t Leave The Boys Alone (2001) dove il soggetto ridiventa la ragazza

CHORUS:
Oh the broom(1), the bonnie, bonnie broom
The broom o’ the Cowdenknowes(2)
Fain would I be in my own country
Herding my father’s ewes(3)
I
How blithe each morn was I tae see
My lass came o’er the hill
She skipped the burn(4) and ran tae me
I met her wi’ good will
II
We neither herded ewes nor lambs
While the flock near us lay
She gathered in the sheep at night
And cheered me all the day
III
Hard fate that I should banished (6) be
Gang way o’er hill and moor
Because I love the fairest lass
That e’er yet was born
IV
Adieu ye Cowdenknowes, farewell
Farewell all pleasures there
To wander by her side again
Is all I crave or care
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
O la ginestra (1), la bella ginestra
la ginestra di Cowdenknowes (2)
come vorrei essere nel mio paese,
a condurre le pecore di mio padre (3)
I
Come spensierato ogni mattina andavo a vedere la mia ragazza in arrivo  dalla collina, saltava il ruscello (4)  e correva da me, e volentieri la incontravo.
II
Non conducevamo nè pecore nè agnelli, mentre le greggi riposavano accanto a noi, lei radunava le pecore a sera e mi allietava tutto il giorno
III
Amaro destino che fossi bandito (6)
mandato via  dalla collina e dalla brughiera, perchè amavo la più bella ragazza che mai sia nata
IV
Addio a te Cowdenknowes, addio
addio a tutti i piaceri laggiù,
camminare accanto a lei ancora una volta, è tutto ciò che bramo o di cui ho bisogno

NOTE
6) nella versione pro-giacobita la ballata è intitolata “New way of the Broom of Cowden Knows” che diventa “O my King” in “Jacobite Relics” Vol II (# 6)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/broomfield.htm#ginestra
http://www.ramshornstudio.com/broom.htm
http://www.houseofharden.com/cowdenknowes/broom.htm
http://chrsouchon.free.fr/broomcow.htm
https://sapientia.ualg.pt/bitstream/10400.1/1462/1/7_8_Rieuwerts.pdf
http://www.cowdenknowes.com/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48416
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/
thebroomofcowdenknowes.html

http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BroomCowden.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_217
http://www.rhapsody.com/search/track?page=2&query=cowden

THE BLACKBIRD OF SWEET AVONDALE

donna11La canzone è il lamento di una donna, personificazione dell’Irlanda, che si affligge per la prigionia del merlo di Avondale ovvero Charles Stewart Parnell. L’arresto di Parnell fu un grave errore di valutazione da parte del governo inglese. “This, incidentally, was one of the Great Mistakes of Britain’s dealings with Ireland. Prior to his arrest, Parnell was in the uncomfortable position of leading a divided organization: many Land Leaguers were for fighting the British with all their might, others favored purely parliamentary means. Both were growing somewhat suspicious of Parnell (who seems to have favoured whatever was most effective at a particular time). But the radicals’ activism caused Gladstone to pass a Coersion Act, and to round up Parnell and his associates. That united all Ireland behind him; by the time he was released, he was Ireland’s dominant politician” (Robert Kee, in The Bold Fenian Men).

Così incitava Parnell nel 1880: “When a man takes a farm from which another has been evicted you must shun him on the roadside when you meet him, you must shun him in the streets of the town, you must shun him in the shop, you must shun him in the fairgreen and in the marketplace, and even in the place of worship, by leaving him alone, by putting him in a moral Coventry, by isolating him from the rest of his country as if he were the leper of old, you must show your detestation of the crime he has committed.”
[traduzione italiano: quando un uomo prende una fattoria dalla quale un altro uomo è stato sfrattato, dovete dimostrare ciò che pensate di lui quando lo incontrate per la strada.. in un negozio.. persino nella casa del Signore.. lasciandolo desolatamente solo, in uno stato di ostracismo morale, isolandolo dal resto della comunità come se fosse un lebbroso, dovete mostrare il vostro disprezzo per il crimine che ha commesso]

Il testo della canzone è ripreso in alcuni broadside ottocenteschi probabilmente contemporanei allo svolgersi dei fatti. Tuttavia si ritiene che derivi da ‘The Lady’s Lamentation’  una canzone scozzese del 1600, rielaborata chiave giacobita nel secolo successivo con il titolo The Blackbird (o The Royal Blackbird) di cui si conoscono ben tre melodie.

THE AISLING SONG

La canzone richiama lo stile di un’Aisling song, un genere letterario tipico della poesia bardica irlandese, dove il poeta incontra una donna che simboleggia l’Irlanda. L’incontro ha il carattere di una visione o di un sogno poco prima del farsi del giorno , in cui la fanciulla è di una bellezza mozzafiato ovvero sublime, paragonata alla più bella delle dee. In genere lei si lamenta delle condizioni di vita del popolo irlandese e prevede un futuro radioso, in cui sarà libera dagli oppressori, e in questa canzone l’Irlanda si lamenta della prigionia del del Merlo (“Where, where is my Blackbird of sweet Avondale”).
Le aisling song sono in genere delle slow air di una dolcezza mista a tristezza infinita
La melodia delle versioni selezionata per l’ascolto richiama a mio avviso quella di “Bhríd Óg Ní Mháille

ASCOLTA Wolfe Tones in “Till Ireland A Nation” 1974,  strofe I, II, III, VII, V

Silly Wizard  in “A glint of Silver” 1986, strofe da I a VII

I
By the sweet bay of Dublin, while carelessly strolling
I sat myself down by a green myrtle shade(1)
Reclined on the beach, as the wild waves were rolling
In sorrowful condoling, I saw a fair maid(2)
II
Her robes(3) changed to mourning, that once were so glorious
I stood in amazement to hear her sad wail
Her heartstrings burst forth with wild accents uproarious
Saying, “Where, where is my Blackbird(4) of sweet Avondale?”
III
“In the fair counties Meath(5), Wexford, Cork, and Tipperary,
The rights of Old Ireland, my Blackbird did sing
Ah, but woe to the hour, with heart light and airy(6)
Away from my arms, to Dublin took wing”
IV
“The fowlers waylaid him in hopes to ensnare him
While I here in sorrow, his absence bewail
Oh, it grieves me to think that the walls of Kilmainham(7)
Surround my dear Blackbir of sweet Avondale”
V
“Oh, Ireland, my country, awake from your slumbers
And give back my Blackbird, so dear unto me
And let everyone know, by the strength of your numbers
That we, as a nation, would wish to be free”
VI
“The cold prison dungeons(7) is no habitation
For one, to his country, was loyal and true
Then give him his freedom, without hesitation
And remember he fought hard for freedom and you”
VII
“Oh, Heaven, give ear to my consultation
And strengthen the bold sons of Old Granuaile(8)
And God grant that my country will soon be a nation
And bring back the Blackbird to sweet Avondale”
tradotto da Cattia Salto
I
Nella bella baia di Dublino mentre passeggiavo distrattamente
mi sono seduto all’ombra di un verde mirto(1)
e distesa sulla spiaggia, mentre le ampie onde si frangevano,
distrutta dal dolore, vidi una bella fanciulla(2)
II
Gli abiti(3) che un tempo erano così gloriosi, mutati in lutto,
mi trovai sorpreso ad ascoltare il suo triste lamento,
i suoi sentimenti  si liberavano con toni agitati e tumultuosi
diceva ” Dovè il Merlo(4) della mite Avondale?
III
Nelle belle contee di Meath(5), Wexford, Cork e Tipperary
i diritti della povera Irlanda, il mio merlo ha cantato, ma guai all’ora, con cuore leggero e spensierato(6)
lontano dalle mie braccia, a Dublino ha preso il volo”
IV
I cacciatori lo assalirono con la speranza di intrappolarlo
mentre qui io nel dolore la sua assenza piango.
E’ doloroso per me pensare che le mura di Kilmainham(7)
circondano il  caro Merlo della mite Avondale.
V
Oh, Irlanda, paese mio , svegliati dal sonno
e ridammi il mio Merlo, a me tanto caro
e lascia che tutti sappiano, con la forza dei numeri che, come nazione, potremmo essere liberi.
VI
La cella fredda della prigione(7) non è l’abitazione per chi, al suo paese, era leale e sincero
quindi dagli la libertà , senza indugi
e ricorda che ha lottato per la libertà e per te.
VII
Oh, cielo, porgi orecchio alla mia supplica
e dai forza ai figli audaci della vecchia Granuaile (8)
e Dio fa che il mio paese sia presto una nazione e riporti il merlo alla mite Avondale”

NOTE
1) i Wolfe Tones dicono “a clear crystal Stream
2) la donna è Katherine O’Shea che impersona l’Irlanda afflitta. La chiave politica è una lettura tipicamente irlandese di un genere sviluppato in Francia con il termine Reverdie, in cui il poeta incontra una dama soprannaturale, che simboleggia la natura rigogliosa e l’amore.
3) i Wolfe Tones dicono “hopes
4) nei canti di protesta e di ribellione era consuetudine identificare il personaggio con uno pseudonimo. Con il nome di merlo tuttavia ci si riferiva più spesso al Vecchio Pretendente in esilio Giacomo Francesco Stuartvedasi The Blackbird la canzone giacobita
5) i Wolfe Tones dicono “Kerry
6) i Wolfe Tones dicono “with dark lights in Derry
7) Parnell fu arrestato a ottobre nel 1881 in forza del Coercion Act che voleva frenare le attività della Land League; fu rilasciato a maggio dell’anno seguente. Nella prigione di Kilmainham  (oggi trasformata in museo) Parnell era trattato con i guanti e viveva come se si trovasse in una suite d’albergo: si era portato i suoi arredi e riceveva regolarmente visite, oltre a condurre i suoi affari con il mondo esterno
8)  Granuaile è Grace O’Malley, eroina della storia irlandese, regina dei Pirati che si oppose con la lotta ad dominio inglese sull’Irlanda sia per mare che per terra all’epoca della regina Elisabetta I. Intelligente, affascinante e con il carisma del grande condottiero Granualile (da un nomignolo che vuol dire testa rasata) dominò i mari al largo della costa occidentale d’Irlanda per più di mezzo secolo. Imprigionata più volte dagli Inglesi non fu mai sconfitta e il suo spirito divenne il simbolo dell’Irlanda e il suo rifiuto alla sottomissione.

terza parte continua

Dougie MacLean, un uomo che va per la sua strada

Classe 1954 pluripremiato cantautore, Dougie McLean è anche grande interprete di musica folk scozzese.
Negli anni 70 viene reclutato dal gruppo esordiente dei Tannahill Weavers in qualità di violinista (in famiglia il padre suonava il violino, la madre il mandolino e il nonno cantava in gaelico), ma è un musicista a tutto tondo che ha bisogno d’esprimersi e così nel 1977 con il chitarrista Alan Roberts forma un duo, gira l’Europa e scrive “Caledonia”; il duo diventa trio l’anno successivo con la sigla CRM e la collaborazione di Alex Campbell. E’ stato anche per alcuni mesi  in qualità di violinista il sostituto di  Johnny Cunningham con i Silly Wizard.
Negli anni 80 si trasferisce con la famiglia a Dunkeld, piccola cittadina scozzese ricca di storia a pochi chilometri da Perth e fonda la sua casa discografica la Dunkeld Records: niente major e compromessi, solo musica e la semplicità di una vita di campagna a cui ancorarsi tra gli alti e bassi del music business.

LA PRODUZIONE DISCOGRAFICA

Il suo primo album d’esordio come cantautore solista possiamo quindi considerarlo “Craigie Dhu” (1982) in cui registra una perla musicale “Ready for the Storm” rifatta da quasi tutti i musicisti scozzesi o della scena celtica.
ASCOLTA la versione registrata con Kathy Mattea per la serie “Transatlantic Sessions” prima stagione (1995/6)

Inanella quindi la bellezza di 21 album (+ 4 strumentali e 1 live) senza contare le compilation.
Tra questi “Tribute” del 1996, 11 brani in omaggio alla tradizione scozzese di una magia unica!
Nel 1993 la BBC ha prodotto un documentario sulla sua vita e la sua musica “The Land: Songs of Dougie MacLean” 

E ancora un paio di melodie tradizionali suonate con il violino o imbacciando la chitarra una manciata di amici
ASCOLTA Farewell to whiskey

ASCOLTA il violino di Maire Breatnach (live nel portico della casa di Dougie MacLean)

Perthshire Amber Festival

Nasce intanto il Dougie MacLean’s Real Music Bar (qui) sulle placide rive del fiume Tay. Spiega Dougie in un’intervista “I’ve played fiddle in this village’s pubs since I was a kid, along with the old-timers. It was normal then to play an instrument or sing. Pubs were places you visited to enjoy musical conversations as well as spoken ones. But over time, that died, along with the fiddling and the songs. It hit me a few years ago when I went to a bar, when off touring, and returned feeling worse than before. “Something wrong there”, I thought. I want back to those days, when pubs belonged to people. Here, there’ll be no TV, no Bandit and people can make music just when they want to. It’s not mere nostalgia: people communicating and making music is actually a challenge to the way things are. We’re talking about ownership of a culture, about human creativity. I don’t even care if people are bad musicians if they’re enjoying it and they’re giving. If they’re good, great – that pleases others, perhaps encourages them. I want minimum rules and I won’t vet the type of music either. Traditional, Country, Jazz, all fine by me“. (tratto da qui)

Dougie McLean alla prima edizione del Perthshire Amber Festival

Non contento nel 2005 dà vita al Perthshire Amber Festival che si tiene tra il villaggio di Butterstone e Dunkeld ai primi di novembre (vedi)

Oltre ad avere una voce vellutata è anche abile suonatore di violino e chitarra, nonché di vari strumenti a corda (mandola, viola, bouzouki, banjo). Nella sua feconda e lunga carriera ha collezionato una lunga lista di conoscenze, amicizie, collaborazioni con musicisti di fama e ha all’attivo una trentina di album la maggior parte come solista: Dougie McLean ha interpretato e riarrangiato moltissime canzoni del conterraneo Robert Burns, ma è stato soprattutto autore di brani memorabili che lo hanno reso una popolarità a livello internazionale: basti citare “Ready for the Storm“, “Caledonia” e “The Gael”.

Per ascoltare tutte le sue canzoni (e le versioni strumentali) pubblicate nel Blog seguite il tag Dougie MacLean

ASCOLTA Dougie McLean live

FONTI
https://scotlandcorrespondent.com/celebrity/caledonia-heart-and-soul/
http://wordwenches.typepad.com/word_wenches/2010/07/interview-with-dougie-maclean-songmaker.html
http://dougiemaclean.com/
http://www.dailyrecord.co.uk/incoming/dougie-maclean-celebrates-40-successful-4887494#5OeBHg35E1LoOAeP.97
http://www.perthshireamber.com/index.php/test/general/artists/42-dougie-maclean

THE MONYMUSK LADS

Una bothy ballad popolare anche in America come musica da danza è una courting song conosciuta anche con il titolo di “Rural Courtship”: si narra delle disavventure amorose di un bracciante agricolo (originariamente dell’Aberdeenshire, Scozia Nord-Est) e la lingua utilizzata è il dorico, un dialetto, ancora comune al giorno d’oggi.

ASCOLTA Ewan MacColl

Old Blind Dogs in “The Gab O’ May” 2003 in formazione con il fiddler e anima del gruppo Jonny Hardie: Jim Malcolm (voce e chitarra), Aaron Jones basso elettrico, Rory Cambell cornamusa e whistle e Fraser Stone alle percussioni

Silly Wizard in Caledonia’s Hardy Sons (1978)

La traduzione in inglese qui


I
As I cam in by Monymusk(1)
And doon by Alford’s dale(2)
A sad misfortune happened to me
And I think nae shame to tell
CHORUS
Fal to too ril, fal to too ril aye do
II
As I gaed in by Monymusk
The moon was shining clear
And I held on to Lethendy(3)
To see my Maggie dear
III
I did gang when I did think
That a’ were sleepin’ soun’
But plague upon yon auld wife
For she cam’ slinkin’ doon
IV
Sae cannily she slipped the lock
And set the door agee
Then crawled upon her hands and knees
To see what it could be
V
Then to the bells wi’ a’ her micht
Sae loud she made them ring
‘Til faith(4), I thocht aboot my lugs
The biggin she would bring(5)
VI
And when she saw I wouldna slip
She ran to her guidman(6)
Says, “There’s a lad into the hoose
And this I winna stand(7)
VII
For it’s a most disgraceful thing
It would provoke a saunt
To see a’ the servant girls wi’ lads
When the gentle anes maun want(8)
VIII
Providence has acted wrang
Sic pleasures for to gie
Tae ony servant lad or lass
Just working for a fee”
IX
The auld man, he cam ben himsel
And he pushed ben his heid
Guidfaith, I thocht it was a ghost
Just risen frae the deid
X
He’d duddy drawers upon his legs
He’d on a cap o’ white
And he’d a face as lang’s my leg
And in his hand a light
XI
He’s ta’en me by the shoulders broad
And pushed me out o’ doors
Thinks I, my auld lad, I’ll come back
When sleepin’ gars ye snore
tradotto da Cattia Salto
I
Mentre venivo a Monymusk
è giù per la valle di Alford
mi è capitata una sventura
e credo sia un peccato non raccontarla
Coro:
senza senso
II
Mentre andavo a Monymusk
la luna splendeva chiara
e ho continuato fino a Lethendy
per vedere la mia cara Maggie
III
Ci sono andato quando credevo
che tutti dormissero profondamente
ma accidenti a quella vecchia
che è sgattaiolata al piano di sotto
IV
Con precauzione ha tirato il paletto
e socchiuso la porta
poi si è messa carponi
per vedere che cosa poteva capitare
V
Allora la campanella con tutte le sue forze
ha fatto suonare così forte
che perdio credevo
avrebbe fatto crollare la casa
VI
E quando ha visto che non me ne andavo
è corsa dal marito
dicendo “C’è un ragazzo in casa
e non intendo tollerarlo
VII
Perché è una cosa deprecabile
da infastidire un santo
vedere tutte le servette con i ragazzi
mentre i signori stanno senza.
VIII
La provvidenza agisce in modo sbagliato
a dare tali piaceri
a ogni servetta o garzone
che lavorano per la paga”
IX
Anche il vecchio entrò
e mise la testa dentro
bontà di dio, sembrava un fantasma
appena risorto dalla tomba
X
Aveva dei cenciosi mutandoni lunghi
e portava una berretta bianca
e aveva una faccia lunga
come la mia gamba
e in mano una lampada
XI
Mi ha preso per le spalle
e mi ha spinto fuori dalla porta
credo mio vecchietto che ritornerò
quando il sonno ti farà russare

NOTE
1) villaggio della contea di Aberdeenshire, di origine medievale
2) Alford villaggio a una decina di kilometri da MonyMusk
3) località non meglio precisata un paese con quel nome si trova parecchio lontano
4)  “My God”
5) my lugs the biggin she would bring= she would bring the house down about my ears. È un’espressione idiomatica che si riferisce a un fragoroso applauso o un’ovazione,
6) antico termine per ” master of the house”
7) I winna stand = I won’t put up with it
8) gentle anes maun want = gentlefolk have to do without

IL REEL

La melodia risale al Settecento per mano di Daniel (Donald) Dow (1732-1783) pubblicata la prima volta con il titolo di “Sir Archibald Grant of Monymusk’s Reel” come melodia per cornamusa.

It was composed by Daniel (sometimes Donald) Dow (1732-1783) in 1776 and first appeared in his Thirty Seven New Reels, c. 1780, as “Sir Archibald Grant of Monymusk’s Strathspey.” Linscott (1939) says it was called “The Countess of Airly” in the early 18th century, and came from the village of Monymusk, in Aberdeenshire, Scotland.” Bayard (1981) states that if Dow did “compose” the tune then he certainly had access to earlier models for it, for both “The Ruffian’s Rant” and “Roy’s Wife of Aldivalloch” are cognate. Alburger (1983) also identifies Daniel Dow (1732-83) as the composer of “Sir Archibald Grant of Monemusk’s Reel,” but says when the Gows published it in their 1799 Repository, Part First, they altered it rhythmically (by adding more ‘Scots snaps’ and smoothing out some dotted patterns for variety) and shortened the name to “Monymusk, A Strathspey.” (tratto da qui) Su tunearch l’approfondimento qui

ASCOLTA Mutefish

SCOTTISH COUNTRY DANCE

E’ una popolare Strathspey

o come si balla in America

FONTI
http://ingeb.org/songs/asicamim.html
http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/monymusk.htm
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/themonymusklads.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=37715
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/83126/2
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Money_Musk_(1)
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Money_Musk_(2)
https://thesession.org/tunes/1387
https://thesession.org/tunes/11167
http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/video/monymusk.html
https://my.strathspey.org/dd/dance/4646/
http://nighttraintodetroit.com/2011/01/12/new-year%E2%80%99s-resolution-2011-learn-to-dance-the-%E2%80%9Cmoney-musk%E2%80%9D/

THE MOUNTAIN STREAMS WHERE THE MOORCOCKS CROW

The mountain streams where the moorcocks crow”  è una canzone d’amore che richiama la primavera. La canzone viene dal repertorio di Paddy Tunney ovvero dalla madre Brigid che amava particolarmente le slow airs dalle complesse melodie. Anche sul versante scozzese si tramanda una versione simile dal titolo “Wi’ my dog and gun

CHE UCCELLO È IL MOORCOCKS?

Due sono gli uccelli che si contendono la traduzione: il gallo cedrone ma anche la pernice di Scozia, entrambi della famiglia dei fagiani.

IL GALLO CEDRONE

Il gallo cedrone o urogallo (Tetrao urogallus, Linnaeus, 1758) detto più comunemente capercaillie: è un gallo di montagna, ardente amatore, tra i primi uccelli a fine inverno a preparare il terreno per l’accoppiamento che si protrarrà da marzo fino a maggio. E’ una specie in via d’estinzione sia nei boschi della Scozia che in quelli del Nord Italia, ma assente in Irlanda: mentre il maschio sembra un piccolo tacchino, la femmina ha l’aspetto di un fagiano.
Si stralcia da Wikipedia “Il gallo cedrone è senza dubbio fra i gallinacei quello che si mostra più eccitato nel periodo amoroso: comincia quando il bosco è ancora silenzioso, e per gli altri uccelli la primavera non è ancora comparsa, e i suoi giochi singolari principiano non appena sull’orizzonte sono comparsi i primi albori. Secondo le parole di Alfred Edmund Brehm, per prima cosa l’uccello sporge il capo obliquamente, rizza le piume del capo e della gola ed emette uno scoppiettio di crescente rapidità fino al momento in cui risuona la battuta principale e incomincia il cosiddetto arrotare. Si tratta di una serie di suoni fischianti che ricordano lo stridere di una lama sulla ruota di un arrotino, accompagnati da movimenti della coda, delle ali e del corpo, da saltelli sui rami e dal drizzarsi di tutte le piume. Si tentò più volte, ma con scarsi risultati, di riprodurre con parole queste voci che i maschi emettono tenendo il becco spalancato, e forzando i muscoli della laringespecialmente quando suona la battuta principale. In questi giochi, gli uccelli sembrano aver perduto completamente l’udito, probabilmente per la forte pressione esercitata sull’atmosfera circostante e per la straordinaria eccitazione da cui sono dominati. È una sorta di follia che arriva alle manifestazioni più singolari: l’uccello si spinge fino ad affrontare gravi pericoli, certi esemplari non temono di collocarsi nelle zone frequentate dall’uomo e di accostarlo, inseguirlo, beccarlo, rinnegando completamente la propria timida natura. Certe superstizioni parlano addirittura di uno spirito maligno che si introduce nel corpo dell’animale. Non sempre il gallo cedrone arriva a questi eccessi, ma è certo, tuttavia, che sfoggia in ogni caso un’indole fortemente bellicosa. Gli adulti non tollerano che i giovani si stabiliscano nei loro paraggi, e combattono da veri cavalieri, ove occorra, fino all’ultimo sangue: i giovani diventano timidi e cantano sommessi quando sanno che nelle vicinanze c’è qualche vecchio campione.
In quest’epoca è pure più facile udire il verso di questi uccelli, vivacissimo allorché spunta il giorno e sensibile anche nelle ore notturne. All’alba i maschi si chetano e si recano presso le femmine che si trastullano a qualche distanza: dopo averle raggiunte, rinnovano le grida, girano loro intorno e alla fine le costringono a cedere ai loro voleri. A volte le femmine mostrano delle predilezioni per questo o quel maschio, e da ciò nascono accanite lotte; certi maschi non riescono a raggiungere il loro scopo e gridano per amore ancora nel maggio, nel giugno e perfino nelluglio. Dopo qualche settimana, i galli cedroni ritornano soddisfatti alle loro sedi, e le femmine si mettono ad edificare il nido.”

Per vedere in azione gallo cedrone nel suo canto d’amore  questi bellissimi video:

Capercaillie from The RSPB on Vimeo.

LA PERNICE ROSSA

In realtà il moorcock (moorfowl o moorbird) in questione è il Lagopus lagopus scoticus detto più comunemente red grouse ovvero la pernice bianca di Scozia, una sottospecie della pernice bianca nordica, endemica nelle Isole Britanniche che si distingue dalla sua parente per essere rossastra di piume anche d’inverno. E’ un uccello che dimora nelle brughiere e il suo piumaggio ben si camuffa nell’erica.

ASCOLTA

Nella canzone si descrive l’incontro tra un giovanotto che si diletta nella caccia (alle pernici) e una bella fanciulla che vive “By the mountain streams where the moorcocks crow“, lui le chiede di sposarlo, ma lei è ancora troppo giovane, ed è sicura che i suoi genitori non darebbero mai il loro consenso alle nozze, perchè il bel Johnny non ha abbastanza terra da essere un buon partito. Così gli dice di aspettare fino all’anno seguente, quando presumibilmente lei sarà maggiorenne, ovvero che lei lo aspetterà restandogli fedele e rifiutando nel frattempo gli altri pretendenti. Ma basta cambiare qualche verso e la ballata muta di significato: la ragazza seppur giovane preferisce stare alla larga dai seducenti vagabondi che sanno solo parlar bene ma non hanno sostanze. Da sfondo all’incontro una natura selvaggia e incontaminata..

This song has come down to the Tunneys from John’s Great-great-grandmother Biddy Travers, who lived on the shores of Lough Erne in the decades before the great Famine. It is a classic hero roves out with his dog and gun tale, meets and falls for a beautiful girl but she is not really available. It is one of the really big songs in the Tunney family repertoire and is most closely associated with John’s father Paddy who moulded into the wonderful song it is today. ” (tratto da qui)

Reginald Grange Brundrit: The Wooded Vale, 1933

La versione registrata da “Boys Of the Lough” in  Lochaber No More (1975) ASCOLTA , nelle note scrivono “Learned by Cathal from Paddy and Jimmy Halpin from Co. Fermanagh”, Dolores Keane quando era con i De Dannan ASCOLTA (in versione integrale su Spotify) con il titolo di The Mountain Streams

ma il mio best of va a Jarlath Henderson

ASCOLTA Paddy Tunney live 1970

VERSIONE Paddy Tunney
I
With my dog and gun through the blooming heather
To seek for pastime I took my way,
Where I espied a loveling fair one
Whose charms invited me a while to stay.
II
I said, “My darling, you will find I love you,
Tell me your dwelling and your name also.”
“Excuse my name and you’ll find my dwelling near
The mountain streams where the moorcocks crow.”
III
I said, “My darling, if you’ll wed a rover
My former raking I will leave aside.
Here is my hand and I pledge you my honour,
If you prove constant I’ll make you my bride.”
IV
“If my parents knew that I loved a rover
Then a grave affliction I would undergo.
I will stop at home for another season near
The mountain streams where the moorcocks crow.”
V
“So farewell, darling, for another season;
I hope we’ll meet in some moorland vale.
There we will kiss and embrace each other,
I’ll pay attention to your lovesick tale.
VI
Then it’s arm in arm we will join together
And I’ll escort you to yon valley low,
Where the linnet sings his note so pleasing near
The mountain streams where the moorcocks crow.”

ASCOLTA Brigid Delaney

ASCOLTA Steve Tilston con arrangiamento chitarra

ASCOLTA Francy Devine

Silly Wizard  con il titolo “Wi’ my dog and gun” in So Many Partings, 1979 così scrivono nelle note di copertina dell’album “This used to be a favourite of the older members of Andy’s family and was regularly sung at ceilidhs and when everybody met at the New Year. The young lass in this song shows great common sense when she refuses to be enticed away by a persuasive and reckless young man. The song is widely known in Ireland to a different air, and although the words are typically Scottish both countries claim it for their own.” (tratto da qui)

VERSIONE Andy M. Stewart
I
With my dog and gun through the blooming heather
For game and pleasure I took my way
I met a maid she was tall and slender
Her eyes enticed me some time to stay
II
I said ‘fair maid, do you know I love you?
Tell me your name and your dwelling also?’
‘Excuse my name, but you’ll find my dwelling by
the mountain streams where the moorcocks crow.’
III
I said ‘Fair maid, if you wed a farmer
You’ll be tied for life to one plot of land.
I’m a roving Johnnie if you gang with me
You will have no ties so give me your hand.’(1)
IV
‘But if my parents knew I loved a rover
it is that I am sure would be my overthrow (2)
So I’ll stay at home for another season by
the mountain streams where the moorcocks crow.’
V
‘So its fare thee well, love, another season
We will meet again by yon wooded vale
And I’ll set you down all upon my knew love,
And I’ll listen to your lovesick tale.’
VI
And it’s arm in arm we will go together
through the lofty trees to the valley below
Where the linnets(3) sing their song so sweetly by
the mountain streams where the moorcocks crow.
tradotto da Cattia Salto
I
Con il mio cane e il fucile, attraverso l’erica in fiore, per divertirmi con la caccia mi incamminai
e incontrai una fanciulla, era alta e snella, i suoi occhi mi invitarono a fermarmi un poco.
II
Ho detto “Bella fanciulla, sai che ti amo? Mi dici come ti chiami e anche dove abiti?”
“Oh, non le dico il nome, ma troverete la mia dimora
sui torrenti di montagna dove canta la pernice. ”
III
Ho detto “Bella fanciulla, se sposi un agricoltore, sarai legata per la vita a un pezzo di terra.
Io sono Johnny il vagabondo, e se verrai con me  non avrai alcun legame, così sposami. “(1)
IV
“Ma proprio per questo sono certa che sarei bandita (2) se i miei genitori sapessero che amavo un vagabondo, così resterò a casa per un’altra stagione
sui torrenti di montagna dove canta la pernice. ”
V
“Allora addio, amore, ad un’altra stagione,
ci ritroveremo su per quei boschi della valle,
e ti metterò sulle mie ginocchia, amore,
per ascoltare le tue pene d’amore.
VI
E a braccetto ce ne andremo insieme
per gli alberi alti, nella vallata sottostante,
dove i fanelli(3) cantano la loro canzone così dolcemente
per i torrenti di montagna dove canta la pernice.”

NOTE
1) letteralmente “dammi la tua mano”
2) la ragazza rifiuta la proposta di matrimonio perchè non si lascia sedurre dalle belle parole del “rover”, sposarlo sarebbe la sua rovina, preferisce quindi dare retta agli insegnamenti impartiti dalla famiglia
3) lenties= linnets Linaria cannabina (Linnaeus, 1758) è un passerotto della famiglia dei fanelli apprezzato per il suo canto melodioso. In genere nidifica sui cespugli nei pressi di corsi d’acqua

FONTI
http://www.agraria.org/faunaselvatica/gallocedrone.htm
http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette/GALLO-CEDRONE
http://www.forestry.gov.uk/forestry/capercaille
http://www.arkive.org/red-grouse/lagopus-lagopus/video-sc09a.html
http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette/FANELLO
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/themountainstreamswherethemoorcockscrow.html http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=954
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46396
https://thesession.org/tunes/13895

WHA’LL BE KING BUT CHERLIE?

Lady Nairne (Caroline Oliphant) sulla popolare giga “Behind the Bush in the Garden”scrisse la canzone giacobita “Wha’ll be King but Charlie?” conosciuta anche con il titolo di “The News Frae Moidart“. Nel brano si evoca con toni di esultanza la chiamata dei clan dopo lo sbarco in Scozia del Bonny Prince Charlie.

La questione giacobita è stata discussa in una pagina dedicata alla quale si rimanda per ogni collegamento storico (vedi)

LADY NAIRNE

Poetessa scozzese (Gask, Perthshire, 1766-1845) e collezionista di vecchi brani della tradizione popolare, fu strenua sostenitrice della causa Stuart , le sue poesie apparse anonime in vita, vennero raccolte e pubblicate postume. (continua)
Silly Wizard in “Glint of Silver” 1986: l’ultimo album del gruppo


I
The news from Moidart(1) cam yestreen
Will soon gar mony ferlie,
For ships o war hae just come in
And landed Royal Charlie.
CHORUS
Come through the heather, around him gather,
Ye’re all the welcomer early;
Around him cling with a your kin,
For wha’ll be King but Charlie?
II
Come through the heather, around him gather
Come Ronald, come Donald, come a thegither;
And crown your rightfu lawfu King
For wha’ll be King but Charlie?
III
The Highland clans with sword in hand
Frae John o Groats tae Airlie
Hae tae a man declared to stand
Or fa wi Royal Charlie.
IV
The Lowlands  a’,  both great an sma,
Wi many’s a lord and laird hae
Declared for Scotia’s King an Law,
And spier ye wha, but Charlie.
V
There’s ne’er a lass in a the land
But vows both late and early
To man she’ll neer give heart nor hand
Wha wadna fecht fer Charlie.
VI
Then here’s a health tae Charlie’s cause,
And be’t complete and early;
His very name our heart’s bluid warms;
Tae arms for Royal Charlie.
tradotto da Cattia Salto
I
Le notizie da Moidart sono arrivate ieri
e presto più di uno si farà molte domande sulle navi da guerra che sono appena arrivate
e hanno sbarcato il Principe Carlo
RITORNELLO
Venite dalle brughiere, per radunarvi attorno a lui,
sarete i primi a dare il benvenuto,
adunatevi con i vostri clan attorno a lui
chi altro re se non Carlo?
II
Venite dalle brughiere, per radunarvi attorno a lui, venite Ronald, Donald, venite tutti insieme e incoronate il vostro vero Re
chi altro re se non Carlo?
III
I Clan delle Highland con la spada in pugno, da John O’Groats a Airlie
hanno dichiarato uno per uno
di vincere o morire per il Principe Carlo
IV
Quelli delle Lowlands, grandi e piccoli
con molti lord e laird hanno
proclamato il vero re della Scozia
e chi altro se non Carlo?
V
Non c’è ragazza sulla terra
che prima o poi non abbia giurato
che non rifiuterà mai il cuore né la mano all’uomo che lotta per Carlo
VI
Allora alla salute della causa di Carlo
al suo successo
il suo stesso nome fa esultare i nostri cuori, alle armi per il Principe Carlo.

NOTE
1) il bel Carletto sbarcò il 25 luglio 1745 a Lochnanuagh lo stretto che divide il distretto di Arisaig e Moidart


TRADUZIONE INGLESE di CATTIA SALTO
I
The news from Moidart(1) came yestrerday
Will soon make many wonder
For ships of war have just come in
And landed Royal Charlie.
CHORUS
Come through the heather, around him gather,
You are all the welcomer early;
Around him cling with a your kin,
For who will be King but Charlie?
II
Come through the heather, around him gather
Come Ronald, come Donald, come all together;
And crown your rightfull lawfull King
For who will be King but Charlie?
III
The Highland clans with sword in hand
From John of Groats to Airlie
Have to a man declared to stand
Or fall with Royal Charlie.
IV
The Lowlands a, both great an small,
With many’s a lord and laird have
Declared for Scotia’s King an Law,
And speak you who, but Charlie.
V
There’s never a lass in a the land
But vows both late and early
To man she’ll never give heart nor hand
Who would not fight for Charlie.
VI
Then here is a health to Charlie’s cause,
And be not complete and early;
His very name our heart’s blood warms;
To arms for Royal Charlie.

Prima parte continua

FONTI
https://thesession.org/tunes/10017
http://www.jacobite.ca/songs/whallbeking.htm
http://chrsouchon.free.fr/charli1e.htm
https://jscholarship.library.jhu.edu/handle/1774.2/8443
http://archives.law.virginia.edu/records/mss/79-8/digital/2005
http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/dance-crib/whall-be-king-but-charlie.html
http://www.newworldencyclopedia.org/entry/Lady_Carolina_Nairne

 

LAND OF THE LEAL

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La bella melodia che avevamo ascoltato in “Scots wha hae” la troviamo in questa canzone scritta da Lady Nairne (Caroline Oliphant) nel 1798: l’occasione era triste, la morte dell’unica figlia di una sua amica (Mrs. Campbell Colquhoun) e nella lettera di cordoglio Carolina include questa poesia consolatoria, “la Terra dei Beati” è il paradiso in cui adesso si trova la bimbetta circondata dagli angeli..
Si tratta di una melodia scozzese molto antica,  in “The Scottish Review,” Vol. 27 (1896) è detta “Hey Now The Day Dawes”  su di essa un autore anonimo ha scritto  le parole e così è diventata la canzone “Hey Tuttie Taitie” o “Hey Tuttie Tattie.” Robert Burns quando scrisse  “Scots Wha Hae” disse riguardo alla melodia “I have met the tradition universally over Scotland, and particularly about Stirling, in the neighbourhood of the scene, that this air was Robert the Bruce’s March at the battle of Bannockburn, which was fought in 1314.

La stesura di  Lady Nairne è stata ignorata per un bel po’ e la canzone fu ritenuta di anonimo o attribuita a Robert Burns finchè nel 1846  la sorella raccolse e pubblicò tutti i versi scritti  da Carolina in una raccolta dal titolo “Lays from Strathearn“. Ma naturalmente c’è chi continua a voler rivendicare la paternità a Robert Burns ritenendo la versione di Lady Nairne una “brutta copia”..

LA VERSIONE DI LADY NAIRNE

Che la tradizione popolare si sia impossessata del brano è assiomatico poichè di esso esistono varie versioni testuali non completamente conformi alle stesure andate in stampa (ora sotto la firma di Lady Nairne oppure attribuite a Robert Burns)

ASCOLTA Pete & Heather Heywood 1974

ASCOLTA Jean Redpath in “Will Ye No Come Back Again” 1986

VERSIONE  Lady Carolina Nairne *
I
I’m wearin’ awa’ (1), John (2);
Like snaw-wreaths in thaw, John
to the land o’ the leal (3).
There’s nae sorrow there, John;
There’s neither cauld nor care, John
The day is aye fair,
in the land o’ the leal.
II
Our bonnie bairnie (4)’s there, John;
She was baith gude and fair, John
And oh! we grudg’d her sair
to the land o’ the leal.
But sorrow’s sel’ wears past, John;
And joys a comin’ fast, John
The joy that’s aye to last,
in the land o’ the leal
III
Sae dear ‘s the joy was bought, John,
Sae free the battle fought, John,
That sinfu’ man e’er brought
To the land o’ the leal.
O, dry your glistening e’e (5), John!
My saul langs to be free, John,
And angels beckon me
To the land o’ the leal.
IV
Oh! haud ye leal an’ true, John;
Your day it’s wearin thro’, John
An’ I’ll welcome you
to the land o’ the leal
Now fare ye weel, my ain John;
This warld’s care is vain, John
We’ll meet and aye be fain (6)
in the land o’ the leal
Traduzione di Cattia Salto
I
Sto svanendo John
come i cumuli di neve al disgelo, John
verso la Terra dei puri di cuore.
Non c’è dolore là, John
nè freddo nè affanni, John
il tempo è sempre bello,
nella Terra dei puri di cuore.
II
La nostra bella bambina è là, John
era così buona e bella, John
e oh abbiamo pianto la sua dipartita
nella Terra dei puri di cuore.
Ma il dolore appartiene al passato, John e la gioia è presto in arrivo, John la gioia che è sempre eterna nella Terra dei puri di cuore.
III
Così cara è la gioia che è stata conquistata, così libera la battaglia combattuta, che l’uomo che ha peccato mai andrà nella Terra dei puri di cuore.
Così asciuga le lacrime, John
la mia anima anela di essere libera, John e gli angeli mi chiamano
nella Terra dei puri di cuore.
IV
Oh! Resta leale e sincero, John
i tuoi giorni stanno svanendo, John
e ti saluterò
nella terra dei puri di cuore
Così addio, mio John
gli affanni di questo mondo sono vani, John, c’incontreremo e staremo bene
nella Terra dei puri di cuore

*(tratta da qui)
NOTE
1) I’m fading away
2) nella versione attribuita a Robert Burns il nome diventa Jean per riferirsi alla moglie
3) leal=loyal, faithful. Il temine loyal è propriamente giacobita. Così per un giacobita in esilio la terra descritta non è altro che la Scozia (o meglio le Highlands della Scozia) Una credenza antica, quella della Terra dei Beati, l’altro mondo celtico vedi
4) bairn=child
5) e’e=eye
6) fain= loving; si potrebbe anche tradurre come “we’ll be fine”


TRADUZIONE INGLESE
I’m fading away, John
Like snowdrift during thaw, John,
I’m fading away
To the land of the loyal.
There’s no sorrow there, John,
There’s neither cold nor care, John,
The weather is always fine
In the land of the loyal.
Our lovely child is there, John,
She was both good and fair, John;
And – o! – we hated to see her go
To the land of the loyal.
But sorrow itself will pass, John,
And joy will come fast, John,
The joy that will last forever
In the land of the loyal.
So dear is the joy that’s been bought, John,
So free the battle fought, John,
That sinful man ever brought
To the land of the loyal.
O, dry your glistening eyes, John!
My soul longs to be free, John,
And angels beckon me
To the land of the loyal.
O, remain loyal and honest, John!
Your days are passing by, John,
And I’ll welcome you
To the land of the loyal.
Now fare thee well, my own John,
This world’s cares are vain, John,
We’ll meet, and we’ll be fine,
In the land of the loyal.

Una versione condensata è stata  resa popolare dai Silly Wizard che la registrarono nel 1977 nel loro album “The Early Years” facendone uno standard.
Silly Wizard live 1988 -con le note del violino di Johnny Cunningham che ti cullano tra le nuvole

ASCOLTA Five Hand Reel, in “A Bunch Of Fives” (1979) con la voce di Sam Bracken (irlandese di Belfast) subentrato nella formazione a Dick Gaughan

ASCOLTA Hannah Rarity (Ryan MacKenzie -piano, Conal McDonagh -low whistle e Bernadette Kellermann -violino) giovanissimi della nuova scena di Glasgow

La versione è riportata in The Golden Treasury, 1875 (Francis T. Palgrave, ed. ) e in pratica  taglia gli ultimi 4 versi della II strofa e i primi 4 versi della II strofa; mentre la IV strofa è spezzata in due parti, la prima circa a metà della canzone e la seconda ancora lasciata alla fine.

VERSIONE SILLY WIZARD
I’m wearin’ awa’(1), Jean(2)
Like snaw-wreaths in thaw, Jean,
I’m wearin’ awa’
To the land o’ the leal(3).
There ‘s nae sorrow there, Jean
There ‘s neither cauld nor care, Jean
The day is aye fair
In the land o’ the leal.
Ye aye were leal and true, Jean
Your task is ended noo, Jean
And I’ll welcome you
tae the Land o’ the Leal.
Our bonnie bairn(4)’s there, Jean
She was baith guid and fair, Jean
And oh, we grudged her sair,
tae the Land o’ the Leal.
So dry that tearful ee(5), Jean,
My soul longs tae be free, Jean
And angels wait on me in
the Land o’ the Leal,
So fare-thee-weel my ain Jean,
This world’s care is vain, Jean
We’ll meet and aye be fain(6),
in the Land o’ the Leal
tradotto da Cattia Salto
Sto svanendo Jean
come i cumuli di neve al disgelo, Jean
io svanisco
verso la Terra dei puri di cuore.
Non c’è dolore là, Jean
nè freddo nè affanni, Jean
il tempo è sempre bello
nella Terra dei puri di cuore.
Tu sempre leale e sincera, Jean
il tuo compito è finito ora, Jean
e sarai la benvenuta
nella Terra dei puri di cuore.
La nostra bella bambina è là, Jean
era così buona e bella, Jean
e oh abbiamo pianto la sua dipartita
nella Terra dei puri di cuore.
Così asciuga le lacrime, Jean
la mia anima anela di essere libera, Jean e gli angeli mi aspettano
nella Terra dei puri di cuore.
Così addio, mia Jean
gli affanni di questo mondo sono vani, Jean, c’incontreremo in nome dell’amore
nella Terra dei puri di cuore

NOTE
1) I’m fading away
2) il nome John venne sostituito con quello di Jean in un presunto riferimento autobiografico con la vita di Robert Burns. Così con il titolo “Burns’s Deathbed Song”, la canzone spunta  con una riscrittura nelle edizioni edimburghesi  dei lavori di Burns (di inizio ottocento) argomentando che il bardo l’avesse composta nel 1793, la Jean quindi non sarebbe altri che la moglie..
3) leal=loyal, faithful. Il temine loyal è propriamente giacobita. Così per un giacobita in esilio la terra descritta non è altro che la Scozia (o meglio le Highlands della Scozia) Una credenza antica, quella della Terra dei Beati, l’altro mondo celtico vedi
4) bairn=child
5) e’e=eye
6) fain= loving; si potrebbe anche tradurre come “we’ll be fine” 

E quando ascolto questa canzone mi sorge spontanea un’associazione con un’altra altrettanto straziante canzone (ma molto più “internazionale”):”Tears in Heaven” di Eric Clapton scritta dedicandola al figlio piccolo, morto per una disattenzione dei suoi genitori; caduto in volo dall’alto della torre dorata nel quale viveva (insieme a dei genitori per la maggior parte del tempo strafatti)


I
Would you know my name(1)
if I saw you in heaven?
Would it be the same
if I saw you in heaven?
II
I must be strong
and carry on
‘Cause I know
I don’t belong here in heaven
III
Would you hold my hand
if I saw you in heaven?
Would you help me stand
if I saw you in heaven?
IV
I’ll find my way
through night and day
‘Cause I know
I just can’t stay here in heaven
V
Time can bring you down;
time can bend your knees
Time can break your heart,
have you begging please, begging please
IV
Beyond the door
there’s peace I’m sure
And I know there’ll be
no more tears in heaven
TRADUZIONE ITALIANO (tratta da qui)
I
Ti ricorderesti di me
se ti vedessi in Paradiso?
Sarebbe lo stesso
se ti vedessi in Paradiso?
II
Devo essere forte
ed andare avanti
perché lo so,
io non appartengo qui, al Paradiso
III
Mi terresti la mano
se ti vedessi in Paradiso?
Mi aiuteresti a stare in piedi
se ti vedessi in Paradiso?
IV
Troverò la mia via
tra la notte e il giorno
Perché lo so,
io non posso restare qui, in Paradiso
V
Il tempo può buttarti giù;
il tempo può piegarti le ginocchia
Il tempo può spezzarti il cuore,
farti implorare pietà, implorare pietà
VI
Oltre la porta
c’è pace ne sono sicuro
e lo so, non ci saranno
più lacrime in Paradiso

NOTE
1) ho preferito tradurre così la frase “Ricorderesti il mio nome”

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/scotswha.htm
http://www.rampantscotland.com/poetry/blpoems_leal.htm
http://www.electricscotland.com/burns/ExtractedLandOLeal.pdf
http://www.darachweb.net/SongLyrics/LandOTheLeal.html
http://www.bartleby.com/106/157.html

THE TWA BROTHERS

tomsawyer083La ballata si ritrova ormai per lo più nella tradizione orale americana nelle cosiddette “mountain murder ballads” con il titolo “The Twa(two) Brothers” o “Two Pretty Boys” (Child ballad#49), che molti studiosi considerano come una variante di “Edward” (Child ballad#13) (qui)

La storia che viene narrata ha origini quanto meno norrene e con gli emigranti scozzesi e irlandesi è finita in America nella musica tradizionale dei Monti Appalachi. Nel passaggio tra i due continenti le ballate perdono quell’aura misteriosa e magica, soprannaturale e fiabesca ma non questa, anche se pesantemente “razionalizzata” e ripulita da risvolti sessuali. Così i due fratelli diventano due fanciulli in età scolara che si mettono a fare la lotta per gioco e accidentalmente uno dei due è ferito dal coltellino dell’altro. In genero però nelle ballate le tragedie hanno sempre una precisa motivazione.
Così scrive Riccardo Venturi: “Di solito, nelle ballate, le tragedie avvengono per motivi ben precisi e le disgrazie accidentali sono molto rare. È questo, invece, il caso di The Twa Brothers, dove i due fratelli, al ritorno da scuola, si mettono a fare la lotta per gioco ed uno dei due si ferisce a morte con il coltello che l’altro tiene nella bisaccia. Il fratello morente fa all’altro una serie di ultime richieste e, in particolare, gli chiede di non svelare il vero motivo della morte alla famiglia, e di rivelarlo invece soltanto alla fidanzatina. Molte versioni scozzesi tarde incorporano nella ballata dei versi o addirittura dei brani interi ripresi da Edward. The Twa Brothers è completamente scomparsa dalla tradizione britannica; in America è ancora relativamente nota.
Nelle versioni del Nuovo Mondo, però, la disgrazia non è affatto accidentale, e, stavolta, la “razionalizzazione” può essere solo apparente e rispecchiare invece uno stato di cose molto più antico di quanto non lo sia nella nostra versione scozzese. I due fratelli “made in USA”, anzi, si odiano a morte perché sono innamorati della stessa ragazza e, durante una lotta nient’affatto giocosa, l’uno uccide l’altro volontariamente. Dato che i motivi incestuosi sono ben presenti nelle ballate più antiche, alcuni lo hanno (forse a ragione) voluto vedere anche qui, supponendo che la ragazza contesa fosse addirittura la sorella dei due. Questo sarebbe naturalmente stato inaccettabile per il puritanesimo americano, ma, per il resto, la tradizione americana sembra essere più vicina all’origine di quanto non lo sia quella britannica. Si può anche dedurre che i due fratelli non fossero affatto due adolescenti, ma due adulti; in effetti appare strano che un fanciullo in età scolare possa avere già una relazione amorosa. L’età dei fratelli dev’essere stata via via ridotta per far apparire l’attaccamento verso la sorella libero da ogni elemento morboso, finché costei non è scomparsa del tutto, sostituita da una più rassicurante fidanzata; ed ecco comparire anche l’elemento “accidentale”, il tragico gioco di due ragazzini che tornano da scuola. In America, dove il vero motivo più o meno rimane, la giusta età dei fratelli avrebbe dovuto essere stata ripristinata, ma ciò non è avvenuto ed eccoci quindi all’apparentemente misteriosa incongruenza della ballata.”

ASCOLTA Belle Stewart 1976.

Silly Wizard in “Caledonia’s Hardy Sons” 1978 (la melodia riprende la versione irlandese di Edward) il testo mescola tra loro le due versioni precedenti: è il secondo album del gruppo in formazione Andy Stewart voce; Phil Cunningham whistle; Martin Hadden organo, Basso; Johnny Cunningham Bouzouki; Gordon Jones – Chitarra; Bob Thomas – Chitarra


I
Two pretty boys were goin’ tae the school
And one evening coming home
Says William to John,
Can you throw a stone
Or can you play at a ball, a ball,
or can you play at a ball
II
Says John to William,
I canna’ throw a stone
Little can I play at a ball
But if you’ll go down to a merry green woods/I’ll try you a wrestlin’ fall,  a fall,
I’ll try you a wrestlin’ fall
III
So they went down tae a merry green woods/Beneath the spreadin’ bough
The little penknife fell out of William’s coat/And gave John his deadly wound, wound,/and gave John his deadly wound
IV
Ah, now you’ll take off your white Holland shirt/And teer it frae gore tae gore/And you will bind my deadly wounds/That they might bleed no more, no more,
that they might bleed no more
V
So he’s ta’en off his white Holland shirt
And he’s torn it frae gore tae gore
And though he’s bound his deadly wounds/Ah, they bled ten times more, more,/ they bled ten times more
VI
Ah but what shall I tell to your father dear/This night when I go home
Tell him I’m away to a London school
And a good scholar I’ll come home, home,/a good scholar I’ll come home
VII
Ah but what shall I tell to your sister dear/This night when I go home
Tell her I’m away to a London school
And the good books I’ll bring home, home,/the good books I’ll bring home
VIII
Ah but what shall I tell to your sweetheart dear/This night when I go home/Tell her I’m dead and in the grave laid/And the grass is growin’ green, green, the grass is growin’ green
IX
Ah but what shall I tell to your stepmother dear/This night when I go home/Tell her I’m dead and in the grave laid
For she prayed I might never come home, home,
she prayed I might never come home
tradotto da Cattia Salto
I
Due ragazzini stavano andando a scuola
e quando alla sera ritornarono verso casa disse William a John
“Sei capace di lanciare una pietra (1)
o sei capace di giocare al pallone (2)
o sei capace di giocare al pallone?”
II
Disse John a William
“Non riesco nel lancio della pietra
ma so un po’ giocare al pallone
ma se verrai nel bosco più profondo,
ti sfiderò nella lotta,
ti sfiderò nella lotta”
III
Così andarono nel folto del bosco
sotto a un cespuglio rigoglioso
un coltellino uscì dalla giacca di William
e diede a John un colpo mortale
e diede a John un colpo mortale
IV
“Levati la camicia di lino bianco
e strappa delle bende
e avvolgile tutt’intorno alla mia ferita che il sangue non possa scorrere ancora che il sangue non possa scorrere ancora”
V
Così si tolse la camicia di lino bianco
e strappò delle bende
e le avvolse tutt’intorno alla ferita ma il sangue usciva fuori dieci volte di più, il sangue usciva fuori dieci volte di più.
VI
“Cosa dirò al tuo caro padre stasera quando ritornerò a casa?”
“Digli che sono via alla scuola di Londra e che da bravo studente ritornerò a casa”
VII
“Ma cosa dirò alla tua cara sorella
stasera quando ritornerò a casa?”
“Dille che sono via alla scuola di Londra e dei buoni libri porterò a casa
dei buoni libri porterò a casa”
VIII
“Ma cosa dirò alla tua cara fidanzata
stasera quando ritornerò a casa?”
“Dille che sono morto e sepolto nella tomba e l’erba crescerà rigogliosa,
l’erba crescerà rigogliosa”
IX
“Ma cosa dirò alla tua cara matrigna (3) stasera quando ritornerò a casa? ”
“”Dille che sono morto e sepolto nella tomba perchè  pregò che non potessi più ritornare a casa, pregò che non potessi più ritornare a casa”

NOTE
1) “trow/rolling the stones” era un passatempo tipico della gioventù nei tempi andati
2)  il gioco della palla è un tipico passatempo dei ragazzi e delle giovinette nelle ballate medievali e veniva praticato nelle vie cittadine o nei parchi dei castelli. Il gioco del calcio che fin dal medioevo veniva genericamente detto “ball play” o “playing at ball”; importato dai Romani nella loro conquista della Gran Bretagna (che a loro volta lo avevano appreso dai Greci) il gioco si radica a tal punto sull’isola da diventare estremamente popolare nel Medioevo. Già nel 1400 si utilizzava la parola fote-ball (o fute-ball in Scozia) per indicare il gioco della palla praticato con i piedi per distinguerlo dalla pallamano; i numerosi divieti della pratica di questo sport (a causa della sua violenza) in tutte le epoche ne attestano il successo e la diffusione! Per tutto il Seicento fu il gioco più diffuso nelle università d’Inghilterra e Scozia.
3) si sommano i temi propri della morte occultata e del testamento dell’avvelenato in cui si rivela il mandante dell’omicidio (come nella versione inglese di “Edward”)

ASCOLTA
Jean Redpath 1979


I
There were twa brothers at the school
And when they’d won awa’
It’s will ye play at the stane chucking
Or will ye play at ball
Or will ye gae up yon bonnie green hill
And there we’ll wrestle a fa’
II
Oh, I winnae play at the stane chucking
Nor will I play at the ba’
But I will gae up yon bonnie green hill
And there we’ll wrestle a fa’
III
They wrestled up, they wrestled down
Till John fell tae the ground
And a dirk fell oot o’ William’s pouch
Gi’ed John a deadly wound
IV
“Oh, lift me, lift me on yer back
Tak’ me tae yon well sae fair
And wash the blood fae off my wound
That it may bleed nae mair”
V
He’s lifted him on tae his back
Ta’en him tae yon well sae fair
And he’s washed the blood fae off his wound/But aye it bled the mair
VI
“It’s ye’ll tak’ off yer Holland sark
Rive it fae gare tae gare
An’ stap it on my bloody wound
That it may bleed nae mair”
VII
So he’s ta’en off his Holland sark
Rived it fae gare tae gare
An’ he’s staped it in the bloody wound
But it bled mair and mair
VIII
“Oh, lift me, lift me on yer back
Tak’ me tae Kirklan’ fair
An’ dig my grave baith wide and deep
And lay my body there
IX
Ye’ll lay my arrows at my head
My gude bow at my feet
My sword and buckler by my side
As I was wont tae sleep”
tradotto da Cattia Salto
I
C’erano due fratelli che andavano a scuola e quando erano di ritorno
“Sei capace di lanciare una pietra
o sei capace di giocare al pallone o preferisci andare verso la bella collina dove giocheremo alla lotta?”
II
“Oh non voglio giocare alle pietre e nemmeno al gioco del pallone, ma verrò con te verso la bella collina dove giocheremo alla lotta”
III
Lottarono
finchè John finì a terra e un coltello uscì dalla tasca di William e diede a John un colpo mortale
IV
“Prendimi sulla schiena
e portami a quel bel pozzo
e lava il sangue dalla mia ferita, che non sanguini più”
V
Lo prese sulla schiena
e lo portò a quel bel pozzo
gli lavò il sangue dalla ferita,
ma ahimè continuava a sanguinare
VI
“Levati la camicia di lino bianco
e strappa delle bende e avvolgile tutt’intorno alla mia ferita che il sangue non possa scorrere ancora”
VII
Così si tolse la camicia di lino bianco
e strappò delle bende
e le avvolse tutt’intorno alla ferita ma sanguinava ancora di più.
VIII
“Oh prendimi sulla schiena
e portami alla chiesa
e scavami una fossa grande e profonda e seppellisci il mio corpo
IX
Metterai le mie frecce alla testa; il mio bell’arco ai piedi
la spada e lo scudo al mio fianco (1)
affinchè possa dormire”

NOTE
1) a contraddire la giovane età dei protagonisti la descrizione della panoplia del guerriero

E per finire raccolte sul campo in America: George Lay qui Fred High qui Reba Dearmore qui Ollie Gilbert qui

continua

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_49 http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/thetwobrothers.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11257
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=69807
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47394 http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7086 http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7087 http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7474