Archivi tag: Short Sharp Shanties

Whip Jamboree sea shanty

Le versioni folk (in primis gli Spinners) di questo sea shanty sono state modellate sul testo raccolto nel 1914 da Cecil Sharp dal marinaio John Short di Watchet .
Si ritiene che lo shanty derivi dalla minstrel song Whoop Jamboree (cantata da Daniel Emmett circa 1850).

ASCOLTA Robert Shaw Chorale

ASCOLTA United States Navy Band live su arrangiamento di Robert Shaw e Alice Parker

ASCOLTA Roger Watson, Tom Brown in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 2 (su spotify) seconda parte della traccia Santy Anna / Whip Jamboree

Versione Short Sharp Shanties
I
Now my lads be of good cheer
For the Irish land will soon draw near
And in few more days
we’ll sight Cape Clear (1)
Oh Jenny get your oatcake (2) done
[Chorus:]
Whip Jamboree
Whip Jamboree
Oh you long- tailed sailor(3)
poke it up behind
Whip Jamboree
Whip Jamboree
Oh Jenny get your oatcake done
II
Cape Clear it is in sight
We’ll be off Holyhead
by tomorrow night
And we’ll shape our course (4)
for the Rock Light
Oh Jenny get your oatcake done
[Chorus]
III
And my boys we’re off Holyhead
No more salt beef or weevily bread (5)
One man in the chains for to heave the lead
Oh Jenny get your oatcake done
[Chorus]
IV
And now my lads we’re round the Rock,
All hammocks lashed and sea-chests all locked
And we’ll haul her into the Waterloo Dock
Oh Jenny get your oatcake done
[Chorus]
V
And now my lads we’re all in dock
We’ll be off to Dan Lowrie’s (6) on the spot;
And now we’ll have a good roundabout,
Oh Jenny get your oatcake done
[Chorus]
Traduzione italiano  Cattia Salto
I
Ora ragazzi state di buon umore
perchè la terra irlandese presto si avvicinerà e in pochi altri giorni avvisteremo Cape Clear
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
Coro
Whip Jamboree
Whip Jamboree
oh tu marinaio dalla lunga coda
spingilo dietro
Whip Jamboree
Whip Jamboree
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
II
Cape Clear è in vista
supereremo Holyhead
entro domani notte
e terremo la rotta
per Rock Light
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
Coro
III
E ragazzi miei quando saremo lontano da Holyhead, niente più carne salata o pane secco, un uomo nelle file per tirare la drizza
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
Coro
IV
E ora ragazzi miei stiamo doppiano il Faro
tutte le brande fissate e le casse tutte chiuse
e la porteremo nel molo di
Waterloo
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
Coro
V
E ora ragazzi miei siamo sulla banchina
andremo al Dan Lowrie per divertirci
e poi faremo una bella baraonda
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
Coro


NOTE
1) Cape Clear Island è una isoletta a 8 miglia dalla costa occidentale del Cork il luogo abitato più a sud dell’Irlanda.
2) tipici dolcetti scozzesi e chi vuol fraintendere, fraintenda
3) la versione di Short “black man” è stata rivista secondo il politicamente corretto
4 anche scritto come courded
5) oppure more salt bread
6) teatro di Liverpool in in Paradise Street vicino al Waterloo Dock

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=149468
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/whipjamboree.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/whip-jamboree.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46744
https://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7862

Lucy Long sea shanty

Derivata da una minstrel song in voga nel 1842, la versione sea shanty è al contrario piuttosto rara. La versione di John Short come sempre è particolare, Short sembra mettere insieme una verie di versi non correlati. Così scrivono i curatori del progetto: Indeed, Short’s text for Won’t You Go My Way, feels more like deliberate positive reworking of the Minstrels’ original than this set. It wasn’t until we started selecting shanties for each CD that we realised that Short’s tune for Lucy Long is actually closely akin to So Early in the Morning although it’s deceptive!
Ovviamente Miss Lucy è una “signorinella allegra” e l’incontro con il marinaio appena sbarcato è squisitamente carnale.

ASCOLTA Tom Brown in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 2 (su spotify)


To my way-ay-ay ha, ha
My Johnny, boys, ha ha
Why don’t you try for to wring[1]
Miss Lucy Long?

I
When I was out one mornig fair
To view the views
and take the air.
II
‘Twas there I met Miss Lucy fair,
‘Twas there we met I do declare.
III
Oh, I raised my hat and I said “Hello”
Hitched her up and I took her in tow
IV
Well, I wrung her all night and I wrung her all day
I wrung her before she went away
V
Oh she left me there upon the quay
Left me there and went away
VI
Now Miss Lucy had a baby[2] ,
She dressed it all in green-o
VII
Was you ever on the Brumalow[3] ,
Where the Yankee boys are all the go?
Traduzione italiano di Cattia Salto
A me ay-ay ha, ha
mio marinaio, ragazzi ha, ha perchè non provi a “corteggiare”
la signorina Lucy Long?
I
Sono uscito un bel mattino, per ammirare il panorama
e prendere il fresco
II
Ecco che t’incontro la bella signorina Lucy, fu là che c’incontrammo così dico
III
Oh sollevai il cappello e dissi “Ciao”
l’afferrai e la presi a rimorchio
IV
La corteggiai tutta la notte e la corteggiai tutto il giorno,
la corteggiai prima che se ne andasse
V
Mi lasciò là sulla banchina
mi lasciò là e andò via
VI
Ora la signorina Lucy ha avuto un bambino e lo veste tutto in verde.
VII
Sei mai stato a Broomielaw? Dove i marinai americani sono tutti a passeggio?

NOTE
1) un eufemismo molto esplicito: Hugill dice “ring” trovato anche “woo”
2) mettere incinta la ragazza con cui si è fatto sesso era un tempo sinonimo di grande virilità maschile, così nelle canzoni del mare i marinai parlano con noncuranza delle loro paternità!
3) Broomielaw è il vecchio pontile di Glasgow sulla sponda settentrionale del fiume Clyde

FONTI
http://bluegrassmessengers.com.temp.realssl.com/lucy-long–see-also-rock-the-cradle-lucy-.aspx
http://bluegrassmessengers.com.temp.realssl.com/miss-lucy-long–version-2-stan-hugill-.aspx
https://www.paddlesteamers.org/scottish/last-paddle-steamer-at-the-broomielaw/
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/miss-lucy-long.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=119975

Bulgine run

Bulgine Run (Let the Bulgine Run) è una sea shanty meno conosciuta di Eliza Lee con la quale condivide la frase “Let the bulgine run.”
Secondo Stan Hugill “bulgine” o “bullgine” e un termine gergale americano  per  “locomotiva”, su Mudcat leggiamo “Bullgine is, indeed a term applied a small steam loco- motive which runs on short tracks and is usually used to haul ships through locks and canals. A donkey engine is a stationary engine which might be used on board ship to power a winch or to run a pump; it has no tracks, tending to be portable, if not mobile. A pony engine is a similar small locomotive built to use regulation-gauge railroad rails, and used for moving cars in a railroad switchyard. The earliest entry I could find for the word in a quick search was 1846; it was in use as late as 1939.” (da qui)
Stan la classifica tra le pumping shanty per non annoiarsi durante il lungo lavoro di pompaggio dell’acqua di sentina.

JOHN BULL

Robert Stevens era il figlio del colonnello Stevens, considerato il padre delle ferrovie americane. Infatti, già nel 1815 John Stevens aveva richiesto, senza successo, l’autorizzazione di costruire una ferrovia nel New Jersey. Aveva riprovato nel 1823 nello Stato di Pennsylvania, ma con uguali risultati.
Nel 1824 il colonnello Stevens costruì a sue spese un circuito dimostrativo a Hoboken, nel New Jersey, dove fece circolare una piccola locomotiva con caldaia verticale e un solo cilindro. Questa macchina, che pesava appena 450 kg e raggiungeva i 20 km/h, fu, di fatto, la prima locomotiva americana, ma non raccolse il successo sperato.
Il figlio del colonnello, decise di seguire le orme paterne. Riuscì a farsi assumere dalla giovane compagnia Camden & Amboy, ma invece di cimentarsi in esperimenti con prototipi, consigliò saggiamente l’acquisto di locomotive in Inghilterra, presso la ben nota ditta Stephenson. Organizzò così un viaggio d’affari, durante il quale ebbe anche tutto il tempo necessario per inventare una nuova forma di binario che, disegnato successivamente dall’inglese Charles Vignoles, diventò il binario più utilizzato di tutto il mondo.
Ritornato negli Stati Uniti nel 1831 con una locomotiva smontata, Stevens cominciò a farla riassemblare dal meccanico della rete, Isaac Dripps. Sembra però che mancassero le istruzioni e, in assenza di precise indicazioni, Dripps fece di testa sua. La locomotiva venne assemblata con una forma del tutto diversa da quella prevista dal fornitore. La macchina viaggiava con una traiettoria piuttosto imprecisa a causa degli eccessivi giochi laterali degli assi, dovuti al montaggio improvvisato. Dripps pensò allora di dotare la locomotiva di un terzo asse supplementare posto in avanti, montato su un piccolo telaio articolato rispetto a quello principale, inventando così il carrello-sterzo anteriore, ma per far questo dovette smontare le bielle di collegamento tra gli assi lasciando così la macchina con un solo asse motore anziché i due previsti.
Su questo carrello-sterzo collocò anche un cacciapietre a forma di cuneo per eliminare tutto ciò che poteva depositarsi o ingombrare i binari delle linee mal custodite: pietre, rami, alberi, animali, ecc. Questo “cowcatcher” (scaccia mucche) diventò la caratteristica delle locomotive americane.
Successivamente alla locomotiva fu montata una cabina in legno per proteggere le squadre di guida dalle intemperie e anche il tender fu chiuso per avere sempre legna asciutta da ardere.


La locomotiva entrò in servizio solo nel novembre del 1833, dovendo attendere che la breve linea Camden-Bordentown, lunga 42,5 km, fosse ultimata. Rimase in funzione fino al 1866, poi venne parcheggiata in uno dei depositi della Pennsylvania Railroad che, nel frattempo, aveva acquistato la linea. Dimenticata, la locomotiva rimase intatta e, nel 1885, la Pennsy la regalò allo Smithsonian’s National Museum of American History di Washington, dove si trova tuttora. (tratto da qui)

LA VERSIONE DI JOHN SHORT: BULGINE RUN

“John Short called two of his shanties Bulgine Run – this capstan shanty is better known as Run, Let the Bulgine Run to distinguish it from Clear the Track, Let the Bulgine Run also known as Liza Lee.  Short gave this to Sharp as a capstan shanty although, given the elaborate second shantyman’s line, its structure is that of a halyards song.” (tratto da qui)
In effetti nel testo riportato nel “The Advent and Development of Chanties” richiama più un canto salpa ancora che una pumping shanty.
We’ll run from Dover to Calais.
We sailed away from Mobile Bay.
We gave three cheers and away we went.
Now up aloft this yard must go.
We’re homeward bound for Liverpool Docks.

ASCOLTA Barbara Brown in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 1 (su spotify)


We’ll run from night till morning.
O run, let the bullgine (1) run.
Way yah, oo-oo oo-oo-oo, (2)
O run, let the bullgine run.
We’ll run from here to dinnertime
We’ll run from Dover to Calais
We sailed all day to Mobile
Bay.
Pump me bullies pump
or drown
Oh we’ll run down south round the Horn
From Liverpool to Frisco
we’ll pump her dry and away we’ll go
she is a dandy clipper(3) and a bully crew
The captain (?make her hosenose clear?)*
so we’ll rock and roll her over (4)
Traduzione italiano di Cattia Salto
Correremo notte e giorno
Oh correre, fai correre il motore
Way yah, oo-oo oo-oo-oo,
Oh correre, fai correre il motore.
Correremo da qui all’ora di pranzo
correremo da Dover a Calais
Navighiamo tutto il giorno per Mobile Bay
Pompate miei bravacci pompate o annegate!
Correremo verso Sud per doppiare l’Horn
da Liverpool a San Francisco
pomperemo e poi la lasceremo
è un dandy clipper e una ciurma di sbruffoni
il capitano ??
così ce la metteremo tutta

NOTE
* ho ancora delle difficoltà nella trascrizione del testo non riuscendo a individuare bene la pronuncia di alcune parole
1) scritto anche come Bull John
2) una tipica frase delle halyard shanty
3) Dandy è il nome di uno specifico modello di nave del 1825, un vascello a due alberi
4) rock and roll over  assume molti significati a seconda del contesto

FONTI
http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/LETTHEBU.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16554
http://terreceltiche.altervista.org/eliza-lee/
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/letthebulginerun.html
http://www.kbapps.com/lyrics/sailor-shanties/OhrunlettheBullginerun.php
http://www.boundingmain.com/lyrics/bulgine.htm

Blow Boys Blow (Banks of Sacramento)

Anche con il titolo “Hoodah Day Shanty” ma anche “Banks of Sacramento” è una sea shanty che presenta svariate versioni dovute alla sua vasta popolarità.

LA VERSIONE JOHN SHORT

Con il titolo “Blow Boys Blow” la versione di John Shoort mescola i versi di Banks od Sacramento con Campton Races: “More usually known as the Banks of Sacramento, Short’s first verse of this capstan shanty is a direct sailor’s borrowing from the minstrel song Camptown Races – although it is debatable whether Stephen Foster’s song came first or the Hutchinson Family’s Banks of the Sacramento – either way, this shanty was a favourite at sea. (tratto da qui)
ASCOLTA Tom Brown Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 1 (su spotify)
La trascrizione è pressochè completa


I went out with my hat caved in
Hoodah(1), to my hoodah,
I went out with my hat caved in
Hoodah, hoodah day,
It’s round Cape Horn(2) in the month o’ May
now around Cape Horn
we are bound to straigh
Blow boys blow,
For California O,
There’s
plots of gold
so I’ve been told(3)
On the banks of Sacramento (4).

It’s to Sacramento we ‘ll go
For we are the boy-os
who can kick ‘er through.
Round the Horn an’ up to the Line
We’re the bullies (5)
for to make ‘er shine.
Around Cape Stiff in seventy days
it’s two thousand miles
or so they said
Breast yer bars (6)
an’ bend yer backs,
Heave an’ make yer spare ribs (7) crack.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Uscivo con il mio berretto floscio
Hoodah, to my hoodah,
Uscivo con il mio berretto floscio
Hoodah, hoodah day.
A doppiare Capo Horn nel mese di Maggio
verso Capo Horn
siamo diretti
Forza ragazzi forza
per la California
c’è un sacco d’oro
così mi hanno detto

sulle rive del Sacramento
A Sacramento andremo
perchè siamo noi i maschioni che le fanno divertire.
A doppiare l’Horn e oltre all’Equatore
siamo i bulli
che la faranno splendere.
A doppiare Capo Horn in 70 giorni
sono duemila miglia
o così dicono.
Petto sulle aspe,
e piegate le schiene
tirate e rompetevi le costole

 NOTE
1) hoodah ha diversi significati gergali ma non conosco quello marinaresco, anche  scritto come Doo-dah!
2) detto dai marinai “Cape Stiff”, il temuto Capo Horn è spesso menzionato negli shanties, la nera scogliera all’estremità dell’America Meridionale dove si scontrano le masse d’acqua e d’aria dell’Atlantico e del Pacifico, provocando venti che vanno dai 160 ai 220 Km/h e una risalita verso Ovest quasi proibitiva. Doppiare Capo Horn era un’impresa temuta dai marinai, per i forti venti, le grani onde e gli iceberg vaganti, cimitero di numerose navi sfortunate.
 “Grandi Naufragi” impossibile stabilire il numero delle navi che sono andate perdute in queste estreme acque tra le onde alte anche 20 metri. Tempeste di neve, violenti uragani, nebbie e pericolosi iceberg alla deriva, fanno capire quanto sia stato difficile passare indenni per la via di Capo Horn. I pochi naufraghi dovevano affrontare oltre all’inospitalità di quelle terre anche l’avversità degli indigeni che aggredivano i superstiti per depredarli di alcool ed armi. (tratto da qui)
3) Tom non dice così ma non capisco la pronuncia così ho optato per la versione standard.
4) la corsa all’oro californiano ebbe inizio nel gennaio del 1848 proprio sulle rive del Sacramento
5) bully è un termine da marinai con molti significati: in senso positivo per dire che il marinaio è un tipo “very good”, o “first rate”, ma bully è anche l’attaccabrighe sempre pronto a fare a pugni. Anche il termine bucko era spesso utilizzato in modo gergale per indicare un primo ufficiale manesco e violento che trattava in modo brutale la ciurma. Quando il comandante dava del bullies alla sua ciurma gli appellava come degli “sbruffoni”
6) Breast the bars: leaning deeply so as to push the weight of the body at the chest against the capstan bars.
7) spare ribs sono le costine del maiale

FONTI
https://mnheritagesongbook.net/the-songs/addition-song-with-recordings/banks-of-sacramento/
http://www.jsward.com/shanty/sacramento/index.html
http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/singandh.htm
http://cazoo.org/folksongs/BanksOfSacramento.htm
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=14644
https://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=497

BLOW AWAY THE MORNING DEW SEA SHANTY

La ballata nota come The Baffled Knight è riportata in moltissime versioni testuali sia nelle raccolte settecentesche che nei Broadsides, oltrechè trasmessa oralmente in Gran Bretagna e America con i titoli di ” Blow (Clear)(Stroll) Away The Morning Dew” oppure “Blow Ye Winds in the Morning”: il protagonista maschile di volta in volta è un gentleman, o un pastorello / contadinello.

La versione sea shanty viene dalla testimonianza di John Short: [Richard Runciman] Terry [in The Shanty Book Part II (J. Curwen & Sons Ltd., London. 1924)] comments that although Short started his Blow Away the Morning Dew with a verse of The Baffled Knight, he then digresses into floating verses. In fact three of the verses recorded and published by Terry, not one derive from The Baffled Knight! Short sang only the “flock of geese” verse to Sharp. Sharp did not publish the shanty, but other authors also give Baffled Knight versions. The other predominant version in collections is the American whaling version but still using the tune associated with The Baffled Knight and the chorus remaining close to the usual words. (tratto da qui)

ASCOLTA Jim Mageean  in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 3 (su Spotify)


I
As I walked out one morning fair,
To view the meadows round,
it’s there I spied a maid fair
Come a-tripping o’er the ground.
Blow ye wind of morning
Blow ye winds aye-O.
Clear away the morning dew,
and blow boys blow.
II
My father has a milk white steed
He is in the stall
he will not eat it’s hay or corn
And it will not go at all
III
When we goes in a farmyard
see a flocking geese
we downed their eyes
and closed their eyes
and knocked five or six
IV
As I was a-walking
by a river side,
it’s there I saw a lady fair
a-biding in the tide
V
As I was a-walking
out by the Moonlight,
it’s there I saw the yallow girl
and arise (they show?) so bright
VI
(?
into the field of?)
she says “Young man this is the place
how a man must play”
VII
As I was a-walking
down Paradise street
it’s there I met a (junky?) ghost
he says (“Where you stand to a treat”?)
* ci sono ancora troppe parole di cui non capisco bene la pronuncia
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Mentre camminavo un bel mattino
per ammirare i prati nei dintorni
fu là che vidi una bella fanciulla
in giro per la campagna
Soffia vento del mattino,
soffia vento aye-o
spazza via la rugiada del mattino
e forza, ragazzi, forza

II
Mio padre aveva un destriero bianco latte, è nella stalla
non mangerà nè fieno , nè grano
e non andrà affatto
III
Quando andiamo in un aia
a vedere uno stormo di oche
le fissiamo negli occhi
chiudiamo i loro occhi
e ne abbattiamo cinque o sei
IV
Mentre camminavo
lungo le rive del fiume
fu là che vidi una bella fanciulla
che aspetta la marea.
V
Mentre camminavo
sotto il chiaro di luna
fu là che vidi una bella fanciulla
?
VI
?
?
dice lei: “Giovanotto questo è il posto giusto dove un uomo può giocare”
VII
Mentre camminavo
per Paradise Street
là incontrai un fantasma
dice “
 

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/venticelli-e-pecore-nella-balladry-inglese/
https://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/thebaffledknight.html

http://www.musicnotes.net/SONGS/04-BLOWY.html
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/tenthousandmilesaway.html
http://www.jsward.com/shanty/BlowYeWinds/index.html

The Banks of the Sweet Dundee

“Undaunted Mary” è una ballata ottocentesca riportata in numerosi broadside (a partire dal 1820) particolarmente popolare nelle isole Britanniche (Inghilterra, Scozia e Irlanda) e anche diffusa in Nord America (USA e Canada), cantata ancora oggi.

Definita da Roy Palmer “un melodramma del 19° secolo” si racconta di una ricca ereditiera che rimasta senza genitori viene costretta dallo zio a prendere come marito un prepotente riccastro; la fanciulla di nome Mary è invece segretamente innamorata del contadinello William, ma nell’ombra tramano zio e nobilastro che mandano a chiamare gli arruolatori perchè si portino via il bel William.
Così avendo il campo libero il pretendente si ripresenta o meglio si butta addosso all’afflitta Mary cercando di metterla di fronte al fatto compiuto, ma lei si ribella, s’impadronisce delle pistole e lo uccide.
Ecco che lo zio sente lo sparo e corre a vedere e naturalmente vuole punire la fanciulla, ma lei ha ancora un colpo in canna e spara allo zio ferendolo mortalmente. In punto di morte lo zio le lascia in testamento il suo patrimonio, rendendo omaggio al coraggio dimostrato dalla nipote!
“Undaunted Mary” o anche con il titolo “The Banks of the Sweet Dundee” è riportata in numerosi broadside (a partire dal 1820) e oggi si contano più di contano 170 versioni.

LA VERSIONE SEA SHANTY

Così la versione di John Short inserisce la ballata The Banks of the Sweet Dundee nella struttura di una sea shanty seguendo melodia e coretto di  Heave Away, My Johnny (We’re All Bound to Go)
ASCOLTA Barbara Brown in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 3 (su Spotify) accompagnata nel coro da Keith Kendrick e Jackie Oates “This is another shanty where, with the tune and structure fairly consistent, different texts were used over time. Sharp had only three verses from Short—but they immediately show his text to have been the folksong Banks of the Sweet Dundee From Short’s three verses we have expanded the text from the closest broadside versions of Banks of the Sweet Dundee. The full text would take too much time for even the longest of tasks so we have exercised some précis skills without, hopefully, destroying the story!”  (tratto da qui)


I
It’s of a farmer’s daughter,
so beautiful I’m told
Heave away my Johnnies,
heave away
.
Her parents died and left her
five hundred pound in gold;
Heave away me bully boys,
we’re all bound to go.
Now there was a wealthy squire
who oft her came to see,
But Mary loved a ploughboy
on the banks of the sweet Dundee (1).
II
Her uncle and the squire
rode out one summer’s day,
“Young William he’s in favour,”
her uncle he did say.
“Indeed it’s my intention
to tie him to a tree (2)
Or to bribe the press gang (3)
on the banks of the sweet Dundee.”
III
Now the press gang came for William when he was all alone,
He boldly fought for liberty,
but they were six to one.
The blood did flow in torrents,
“Pray, kill me now,” says he,
“I would rather die (4) for Mary
on the banks of the sweet Dundee.”
IV
This maid one day was walking, lamenting for her love,
When she met the wealthy squire down in her uncle’s grove.
And he put his arms around her,
“Stand off, base man,” said she;
“For you vanished the only man I love from the banks of the sweet Dundee.”
V
And young Mary took his pistols
and the sword he used so free,
But she did fire and shot the squire
on the banks of the sweet Dundee.
VI
Her uncle overheard the noise
and he hastened to the sound,
“Since you have shot the squire
I’ll give you your death wound!”
“Stand off!” then cried young Mary, “undaunted (5) I will be!”
She the trigger drew
and her uncle slew
on the banks of the sweet Dundee.
VII
He willed his gold to Mary
who fought so valiantly,
Then he closed his eyes,
no more to rise,
on the banks of the sweet Dundee.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Vi racconto della figlia di un contadino, molto bella mi dissero
vira a lasciare, mio Johnny, 
vira a lasciare
I suoi genitori morirono e le lasciarono 500 sterline in oro
Lasciatela mie bravi
siamo tutti in partenza
C’era un ricco cavaliere  che andava spesso a trovarla
ma Mary amava un contadino
sui pendìì della bella Dundee
II
Suo zio e il cavaliere andarono a cavallo un giorno d’estate
“Il giovane William è il favorito- lo zio gli disse –
perciò è mia intenzione legarlo ad un albero
o consegnarlo agli arruolatori
sui pendìì della bella Dundee”
III
Ora gli arruolatori vennero per William quando si trovava solo,
lui combattè coraggiosamente per la libertà, ma erano sei contro uno.
Il sangue scorreva a fiumi
“Vi prego uccidetemi adesso-dice lui
preferisco morire per Mary
sui pendìì della bella Dundee”
II
Questa fanciulla un giorno era a passeggio, piangendo per il suo amore
quando incontrà il ricco cavaliere nel bosco dello zio
e lui le mise le mani addosso “State al vostro posto, in guardia- disse lei-
perchè avete fatto sparire il solo uomo che amo dai pendii della bella Dundee”
V
E la giovane Mary prese le sue pistole
e lui la spada che usava in libertà
e fece fuoco uccidendo il cavaliere sulle pendìì della bella Dundee
VI
Lo zio udì lo sparo e  si affrettò verso il rumore
“Poichè avete ucciso il cavaliere vi colpirò a morte”
“State lontano -gridò la giovane Mary – impavida io sarò!”.
Ha tirato il grilletto
e ucciso suo zio
sui pendìì della bella Dundee .
VII
Lui lascio in testamento il suo oro a Mary , che combattè così coraggiosamente, poi chiuse gli occhi
e non si alzò più,
sui pendìì della bella Dundee


NOTE
1) In molti si interrogano sul nome Dundee essendo una cittadina della Scozia priva però di un fiume omonimo. Ovviamente può trattarsi di un qualunque pendio di collina o montangola nei pressi di Dundee, financo di un piccolo ruscelletto nei dintorni. Tra le ipotesi Ruairidh Greig suggerisce che sia una storpiatura di un nome composto Dun Dee riferito al fiume Dee (continua)
2) per lasciarlo in pasto alle fiere del bosco così come s’usava fare nei tempi passati con i cacciatori di frodo
3) L’arruolamento nelle armate britanniche era a base volontaria, così nella seconda metà del 1600 e fino alla metà del 1800, giravano per le campagne i sergenti reclutatori accompagnati da un giovane tamburino: erano bravi a convincere i giovanotti già un po’ alticci che si trovavano nelle locande, a prendere il famigerato scellino del Re (King’s Shilling). Analoga disinvoltura per quanto riguradava gli ingaggi degli equipaggi per le navi da guerra.
Si faceva ricorso a metodi brutali con il sistema detto “impressment” ossia l’arruolamento forzato ad opera delle “press-gang” nel corso di retate di massa o con il pretesto dell’arresto per reati minori in cui il malcapitato anche solo perchè vagabondo e ubriaco finiva legato come un salame e imbarcato (spesso privo di sensi).
4) e qui ci sono alcune ipotesi (con relative varianti) sul come sia andata: infatti alcuni preferiscono il lieto fine, così William non viene ucciso, ma solo arruolato in marina per poi ritornare e sposarsi con la bella Mary
5) l’archetipo della donna guerriera corrispondente alla femmina adolescente forte e coraggiosa che non perde la sua femminilità, anzi la preserva per l’uomo che riuscirà a sposarla (in genere dopo aver superato alcune prove). Non a caso in alcune versioni piemontesi della ballata si sottolinea la verginità della ragazza che resta tale pur a stretto contatto con il mondo maschile. (continua)

LA VERSIONE FOLK

Tra tutte spicca la versione di June Tabor
ASCOLTA June Tabor


I
It’s of a farmer’s daughter,
so beautiful I am told.
Her father died and left her
five hundred pounds in gold.
She lived with her uncle,
the cause of all her woe,
But you soon shall hear how this fair maiden  that causes his overthrow
II
Her uncle had a ploughboy young Mary loved fair well
And in her uncle’s garden
their tales of love they’d tell.
There was a wealthy squire
who oft her came to see
But still she loved her ploughboy
on the banks of sweet Dundee.
III
Her uncle and the squire
rode out once on summer’s day.
“Young William’s in favour,”
her uncle then did say,
“Indeed is my intention
to tie him to a tree
Or else to bribe the press gang
on the banks of sweet Dundee.“
IV
The press gang found young William when he was all alone;
He boldly fought for liberty,
but they were six to one.
The blood did flow in torrents,
“Pray, kill me now,” says he,
“I’d rather die for Mary
on the banks of sweet Dundee.“
V
One day this maid was walking, lamenting for her love,
She met the wealthy squire
down by her uncle’s grove.
He put his arms around her,
“Stand off, base man,” said she;
“I would rather die for William
on banks of sweet Dundee.“
VI
He put his arms around her
and tried to cast her down;
Two pistols and a sword
she spied beneath his morning gown.
Young Mary drew the pistols
and the sword he used so free;
And she did fire and shot the squire
on the banks of sweet Dundee.
VII
Her uncle overheard the noise
and hastened to the ground,
“Since you shoted the squire,
I’ll give you your death wound!”
“Stand off!” said Mary,
“undaunted I will be!”
The trigger she drew and her uncle slew on the banks of sweet Dundee.
VIII
The doctor was sent for
a man of noted skill,
And likewise a lawyer
that he maked  his will;
He left his gold to Mary
who’d fought so manfully
And closed his eyes,
no more to rise,
on the banks of sweet Dundee.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Vi racconto della figlia di un contadino, molto bella mi dissero
il padre morì  e le lasciò
500 sterline in oro
Viveva con suo zio,
la causa di tutto il suo dolore,
ma presto sentirete ciò che causò la rovina di questa bella fanciulla
II
Lo zio aveva un contadinello
che Mary amava assai
e nel giardino dello zio
si raccontavano storie d’amore.
C’era un ricco cavaliere
che andava spesso a trovarla
eppure lei amavail suo contadino
sui pendìì della bella Dundee
III
Suo zio e il cavaliere andarono a cavallo un giorno d’estate
“Il giovane William è il favorito-
lo zio gli disse –
perciò è mia intenzione
legarlo ad un albero
o consegnarlo agli arruolatori
sui pendìì della bella Dundee”
IV
Gli arruolatori trovarono il giovane William quando era tutto solo,
lui combattè coraggiosamente per la libertà, ma erano sei contro uno.
Il sangue scorreva a fiumi
“Vi prego uccidetemi adesso-dice lui-
preferisco morire per Mary
sui pendìì della bella Dundee”
V
Questa fanciulla un giorno era a passeggio, piangendo per il suo amore
quando incontrà il ricco cavaliere nel bosco dello zio
e lui le mise le mani addosso
“State al vostro posto, in guardia- disse lei- meglio morire per William
suipendii della bella Dundee”
VI
Gli mise la mani addosso
e cercò di buttarla giù,
due pistole e una spada
lei vide sotto alla cappa da passeggio.
La giovane Mary prese le  pistole
e lui la spada che usava in libertà
e fece fuoco uccidendo il cavaliere sulle pendìì della bella Dundee
VII
Lo zio udì lo sparo e
si affrettò verso il rumore
“Poichè avete ucciso il cavaliere
vi colpirò a morte”
“State lontano – disse Mary –
impavida io sarò!”.
Ha tirato il grilletto e ucciso suo zio
sui pendìì della bella Dundee .
VIII
Venne mandato il dottore
un uomo di rinomata abilità
e anche un avvocato
che fece il testamento
Lui lascio  il suo oro a Mary ,
che combattè così coraggiosamente, poi chiuse gli occhi
e non si alzò più,
sui pendìì della bella DundeeI

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/arthur-mcbride.htm
https://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15084/transcript/1
http://special.lib.gla.ac.uk/teach/ballads/mary.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/255.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=113888

https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/heaveawaymyjohnny.html
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebanksofthesweetdundee.html

 

SING FARE YOU WELL

Una sea shanty dal titolo “Hurrah, Sing Fare Ye Well” – ma anche “O Fare Ye Well, My Bonnie Young Girl”- da non confondersi con “Goodbye, Fare Thee Well”   è comunque un brano “salpa ancora”, cioè uno di quei canti speciali che i  marinai intonavano quando levavano l’ancora per l’ultima volta prima di ritornare a casa!
Raccolto dal marinaio John Short è il primo brano nel progetto Short Sharp Shanties.
Per la versione di Stan Hugill nella sua Bibbia dei Mari (Shanties from the Seven Seas) qui

ASCOLTA Keith Kendrick in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 1 (su Spotify) oppure qui


O fare you well! I wish you well
Hurrah! and fare you well!
O fare you well till I return
Hurrah! sing fare you well!
O fare you well we’re bound away
bound away this very day.
As I walked out one morning fair
it’s there I met a lady fair.
She winked (1) at me I do declare
black as night was her reven hair.
O fare you well, my bonny young girl
O fare you well! I wish you well.
Up aloft this yard must go
Mister Mate has told us so
I thought I have the skipper said
“just one more pull and then belay”
Traduzione italiano di Cattia Salto
Addio e tanti auguri
Evviva e addio!
Addio fino al mio ritorno
Evviva e canta addio!
O addio siamo in partenza
pronti a salpare questo giorno.
Mentre passeggiavo un bel mattino
incontrai una graziosa madama.
Mi ha fatto l’occhiolino,
neri come la notte i suoi capelli corvini.
Oh addio, mia bella ragazzina
oh addio e tanti auguri.
In alto questo pennone deve andare
il signor Primo Ufficiale ci ha detto così
credo di aver sentito dire al Capitano
“Ancora un tiro e poi lasciare”

NOTE
1) siccome non capisco bene la pronuncia ripiego sul verso usato da Stan

FONTI
http://www.judybwebdesign.com/handspikes/with_shipmates/wsaa_lyrics/wsaa21hurrah.htm
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.it/2011/12/64-hurrah-sing-fare-ye-well.html

Crossing the Bar

La poesia “Crossing the Bar” fu scritta nel 1889 da Lord Alfred Tennyson circa tre anni prima della sua morte. Era il suo estremo addio alla vita ed alla poesia, attraverso la metafora del mare, l’ultimo viaggio per abbandonarsi alla corrente e arrivare oltre l’orizzonte-vita (o naufragare nell’abbraccio del mare). E’ stata messa in musica da svariati artisti.

ASCOLTA Rani Arbo & Daisy Mayhem in Some Bright Morning, 2012. La prima versione risale però al 1998 quando la band si chiamava “Salamander Crossing” (già registrata nell’album “Bottleneck Dreams”)

ASCOLTA Jeff Warner in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 3 (su Spotify) riprende la versione di Rani Arbo (strofe I, III, II, IV) a chiusura della serie un addio al mare
ASCOLTA The Hugein The Smile on Your Mouth was the Deadest Thing, 2014

ASCOLTA Bertie Higgins in “Dancing with the Devil” 2015


Crossing the Bar
I
Sunset and evening star (1),
and one clear call for me!
And may there be no
moaning of the bar (2),
when I put out to sea.
When I put out to sea
when I put out to sea
and may there be no
moaning of the bar,
when I put out to sea,
II
But such a tide
as moving seems asleep,
Too full for sound and foam,
When that which drew
from out the boundless deep
Turns again home.
Turns again home
Turns again home
When that which drew
from out the boundless deep
Turns again home.
III
Twilight and evening bell,
And after that the dark!
And may there be no
sadness of farewell,
When I embark.
When I embark
when I embark
and may there be no
sadness of farewell
when I embark
IV
For tho’ from out our bourne (3)
of Time and Place
The flood may bear me far,
I hope to see
my Pilot face to face (4)
When I have crost the bar.
When I have crost the bar,
when I have crost the bar.
I hope to see
my Pilot face to face
When I have crost the bar.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Attraversando la secca
I
Il Tramonto e la Stella della sera
e un ovvio richiamo per me.
Non ci sarà
clamore dalla secca
quando prenderò il largo.
Quando prenderò il largo
quando prenderò il largo
non ci sarà
clamore dalla secca
quando prenderò il largo
II
Come quando la marea
pare addormentata
troppo alta per la risacca e la schiuma,
e con quel movimento
che proviene dall’immenso abisso
ritorna a casa.
Ritorna a casa
ritorna a casa
con quel movimento
che proviene dall’immenso abisso
ritorna a casa.
III
Crepuscolo e rintocco della sera,
e dopo verrà la notte.
Non ci sarà
tristezza nell’addio,
quando m’imbarcherò.
Quando m’imbarcherò,
quando m’imbarcherò
e non ci sarà
tristezza nell’addio
quando m’imbarcherò.
IV
E sebbene lontano dai nostri confini
di Tempo e Spazio,
la corrente mi trasporterà lontano,
spero di vedere
in volto il mio Timoniere
quando avrò superato la secca.
Quando avrò superato la secca,
quando avrò superato la secca.
spero di vedere
in volto il mio Timoniere
quando avrò superato la secca.

NOTE
1) il pianeta Venere
2) bar= sandbar cioè un banco di sabbia sono barriere tipiche che si riscontrano nelle foci dei fiumi e nei porti, ostacoli che si devono superare per salpare verso il mare. Il poeta si immagina di essere trasportato dall’alta marea il quale ricoprendo il banco di sabbia vicino alla terra ferma, cullerà dolcemente senza il fragore della risacca, il suo viaggio verso il mare aperto.
3) bourne nel senso di boundary
4) chiaramente Tennyson si aspetta di trovarsi faccia a faccia con Dio

FONTI
https://www.shmoop.com/crossing-the-bar/stanzas-1-2-summary.html
https://www.shmoop.com/crossing-the-bar/stanzas-3-4-summary.html

Yankee John Stormalong

Appartentente alla “Stormalong family, un vasto gruppo di halyard shanties d’origine afro-americana, Lize Lee (Yankee John, Stormalong) è classificata da Fred Buryeson come una “timber shanty,” cantata durante il lavoro di stivaggio del legname nei porti del Sud
“The most popular of the timber shanties were Miss Rosa Lee, Somebody Told Me So, and Yankee John, Storm Along. They are still sung by the negro timber stowers in the seaports of the South.”

ASCOLTA Jim Mageean in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 3 (su Spotify)


Liza Lee she promised me
(Yankee John, Stormalong (1))
she promised for to marry me
When I sailed across the sea
Liza said she be true to me
I promised her a golden ring
She promised me that little thing
Liza Lee she’s slighted me
Now she will not marry me
O up aloft this yard must go
Mister Mate told the song
I thought I heard the skipper said
“One more pull and than belay”
Traduzione italiano di Cattia Salto
Lize Lee mi promise
(Yankee John, Stormalong)
promise di sposarmi.
Quando navigano in mare
Liza disse che mi sarebbe stata fedele.
Io le promisi l’anello matrimoniale
lei mi promise quella” cosina”.
Lize Lee mi mentiva
e non mi vuole sposare.
O su in alto questo pennone deve andare e il Primo cantava la canzone,
credo di aver sentito il capitano dire
“Ancora un tito e poi lasciare”

NOTE
1) Stormie cioè il marinaio per eccellenza

FONTI
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.com/2011/11/29-yankee-john-stormalong.html

Tommy’s Gone

Sea shanty variante della famiglia “To Hilo” nel progetto Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor sono riportate ben due versioni.
Il marinaio di queste sea shanty è Tom e al suo nome si abbinano un buon numero di porti, la lunghezza della canzone dipendeva dalla durata del lavoro (‘Stringing out’) e quindi la lista dei porti visitati dal nostro Tom è molto vasta.

Tommy’s Gone (Tommy’s Gone Away)

ASCOLTA Jackie Oates in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 1 (su spotify)


Tommy’s gone, what will I do?
Tommy’s gone away.
Tommy’s gone, what will I do?
Tommy’s gone away.
Tommy’s gone to Liverpool,
To Liverpool that noted school.
Tommy’s gone to Baltimore
To dance upon that sandy floor
Tommy’s gone to Mobile Bay,
To screw the cotton all the day..
Tommy’s gone to Singapore,
Tommy’s gone forevermore,
Tommy’s gone to Buenos Aires,
Where the girls have long black hair,
Tommy’s gone forevermore,
Tommy’s gone forevermore,
Traduzione italiano di Cattia Salto
Tommy se n’è andato, cosa farò?
Tommy è partito
Tommy se n’è andato, cosa farò?
Tommy è partito
Tommy è andato a Liverpool
a Liverpool quella scuola rinomata
Tommy è andato a Baltimora
a ballare sulla sabbia gialla
Tommy è andato a Mobile Bay
a raccogliere il cotone tutto il giorno
Tommy è andato a Singapore
Tommy se n’è andato per sempre
Tommy è andato a Buenos Aires
dove le ragazze portano i capelli neri e lunghi
Tommy se n’è andato per sempre

Tommy’s Gone to Ilo

La variante diffusa nel Canada.
ASCOLTA Sam Lee in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 2 (su spotify)


My Tom’s gone, what shall I do?
Away you Ilo (1).
My Tom’s gone, what shall I do?
My Tom’s gone to Ilo.
Tom’s gone to Liverpool
To Liverpool that packet school
Tom’s gone to Merasheen (2)
where they tied up
to tree (3)
Tom’s gone to Vallipo (4)
When he’ll come back I do not know
Tom’s gone to Rio
Where the girls put on show
Hilo town is in Peru
It’s just the place for me an’ you.
I wish I was in London town
then to see no more Ilo
A bully ship and a bully crew
Tom’s gone and I’ll gone too
Traduzione italiano di Cattia Salto
Tom se n’è andato, cosa farò?
via a Hilo
Tom se n’è andato, cosa farò?
Tommy è partito per Hilo
Tom è andato a Liverpool
a Liverpool a quella scuola navale
Tom è andato a Merasheen
dove bisognava agguantarsi alla crocetta
Tom è andato a Vallipo
quando ritornerà non lo so
Tom è andato a Rio
dove le ragazze si mettono in mostra
Hilo è una città del Perù
ed è il posto perfetto per me e te
Vorrei essere a Londra
e non andare più a Hilo
Una nave tosta e una ciurma di bulli
Tom è partito e partirò anch’io

NOTE
1) Hilo è il nome di un porto che si trova sia in Perù che  nelle Hawai (vedi)
2) anche scritto come Merrimashee c’è un isola di Merasheen a Terranova (Canada), ma più probabilmente è Miramichi, una cittadina del Canada, situata nella provincia del Nuovo Brunswick, ma anche un grande fiume che da il nome alla baia in cui sfocia, nel Golfo di San Lorenzo. Spesso i marinai ripetevano le canzoni ad orecchio ed era più probabile che venissero storpiati i nomi delle località che non si conoscevano.
3) vedi commento in Bonny Laddie, Heiland Laddie (My Bonnie Highland Lassie) 
4) Valparaiso in Cile

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/hilo-in-the-sea-shanties/
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/514.html
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/tomsgonetohilo.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=147564