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THE RECRUITED COLLIER / JENNY’S COMPLAINT

Troviamo la ballata con il titolo di “Jenny’s Complaint” nel volume “Ballads in the Cumberland Dialect”, una raccolta di canzoni in dialetto del Cumberland curata nel 1808 dal poeta inglese Robert Anderson (1770-1833). Senonchè l’autore non si è limitato a prendere un brano musicale tradizionale ma ha riscritto il testo dedicandolo ad un tema che in epoca di guerre napoleoniche doveva essere molto sentito: il protagonista è un contadino convinto dal sergente reclutatore ad arruolarsi nell’esercito e che lascia a casa la sua Jenny; è proprio lei che si lamenta e, stanca di vivere da sola, preferirebbe morire di crepacuore.
Lo stesso Anderson dichiara che la ballata è farina del suo sacco (i canti tradizionali si trovano nell’Appendice del Libro). La melodia abbinata da Anderson non è quella del testo ripreso da Lloyd (nella sua versione ribattezzata “The Recruited Collier”) ma “Nancy is to the Green-wod Gane” (qui).

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A. L. LLOYD

Negli anni 50 A.L. Lloyd, autore con il compositore Ralph Vaughan Williams del famosissimo “Penguin Book of English Folk Songs” (1959), dice di aver raccolto da un minatore di Workington (all’epoca nella contea del Cumberland), tal J.T. Huxtable, una canzone molto simile a quella del libro di Anderson; A.L. Lloyd aveva ottenuto l’incarico di documentare i canti di lavoro e di svago dei lavoratori nelle miniere e nel 1951 pubblicò un libretto dal titolo “Come All Ye Bold Miners – Ballads & Songs of the Coalfields” in cui era compresa la nostra ballata ma con un nuovo titolo e una melodia diversa “The Recruited Collier” (il italiano “Il minatore arruolato”).
All’epoca a A.L. Lloyd faceva gioco che la ballata fosse un brano tradizionale raccolto dalla testimonianza di un minatore e quindi ecco spuntare opportunamente il signor J.T. Huxtable (che peraltro a Workington nessuno conosceva).

La ballata dei braccianti del Cumberland era diventata la ballata dei minatori attraverso il processo della trasmissione orale (che sappiamo non è mai un processo di congelamento, ma di appropriamento da parte degli interpreti che rielaborano a picimento testi e melodie)? Certo che no, nessun altro ne aveva sentito parlare tra la pubblicazione di Anderson e la versione del signor J.T. Huxtable/pubblicazione di A.L. Lloyd! A quei tempi a A.L. Lloyd conveniva maggiormente spacciare il suo brano (testo e musica) come tradizionale e per tale è stato preso (ma non è la stessa cosa che ha fatto duecento anni prima Robert Burns in Scozia?)

In tempi recenti il brano ha conosciuto una discreta popolarità al seguito del successo della serie televisiva Sharpe’s Rifles (1993).

ASCOLTA Kate Rusby 1995

oppure con gli spezzoni di filmato dalla serie Tv Sharpe’s Rifles (la domanda sorge spontanea: ma chi è quel genio che ha scelto il bianco per le divise delle reclute?) la traccia audio purtroppo non è di buona qualità

Questa è migliore

ASCOLTA Anne Briggs 1963 in “The Iron Muse – A Panorama of Industrial Folk Music

ASCOLTA Dick Gaughan 1978 che scrive “from either Christine Hendry or Kathy Bainbridge, both of whom were resident singers at St Andrews Folk Club in the 60s”.

I
O what’s the matter wi’ you my lass
And where’s your dashing Jimmy?
the soldier boys have ta’en him up
And sent him far, far from me
Last pay-day he went off to town
And them red-coated fellows
Enticed him in and made him drunk
And he’s better gone to the gallows.
II
The very sight of his cockade
It sets us all a’crying
And me I nearly fainted twice
I thought that I was dying
My father would have paid the smart
And he ran for the golden guinea
But the sergeant swore he’d kissed the book
And now they’ve got young Jimmy.
III
When Jimmy talks about the wars
It’s worse than death to hear him
I have to go and hide my face
Because I cannot bear him
A brigadier or grenadier
He says they’re bound to make him
But aye he laughs and cracks his jokes
And bids me not forsake him.
IV
As I walked over the stubble fields
Below it runs the seam
I thought of Jimmy hewing there
But it was all a dream
He hewed the very coals we burn
And when the fire I’m lighting
To think the coals was in his hands
It sets my heart to beating
V
(For three long years he’s followed me.
Now I must live without him.
There’s nothing now that I can do
But weep and think about him.)
So break my heart and then it’s ower.
So break my heart, my dearie,
And lay me in the cold ground,
For of single life I’m weary.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
“Che hai ragazza mia
e dov’è il tuo Jimmy audace?”
“I soldati lo hanno preso
e mandato lontano, lontano da me.
L’ultimo giorno di paga andò in città
e quei compagni con la giubba rossa
lo intrappolarono e lo fecero ubriacare, così era meglio se finiva sulla forca!
II
Alla vista della sua coccarda (1)
ci siamo messi tutti a piangere
e io sono svenuta due volte,
credevo di stare morendo,
mio padre lo avrebbe riscattato (2)
e andò di corsa con la ghinea d’oro,
ma il sergente giurò che aveva baciato la bibbia,
e ora si sono presi il giovane Jimmy.”
III
Quando Jimmy parla delle guerre (3)
sarebbe meglio se fosse la morte ad ascoltarlo,
devo andare a nascondermi il viso
perché non riesco sopportarlo,
un soldato di brigata o un granatiere
dice che lo faranno diventare,
la prende sul ridere e scherza,
e mi prega di non dimenticarlo”
IV
Mentre camminavo per i campi di stoppie,
accanto alla miniera di carbone (5)
credevo che ci fosse Jimmy al lavoro,
ma era tutto un sogno,
fu lui a cavare il carbone che bruciamo
e quando il fuoco mi illumina
penso al carbone tra le sue mani
e il cuore mi batte forte.
V
(Per tre lunghi anni fummo insieme
e ora devo vivere senza di lui.
Non c’è altro che possa fare
che piangere e pensare a lui.)
Così che mi si spezzi il cuore e che sia finita.
Così che mi si spezzi il cuore, amore mio,
e poi distendimi nella fredda terra
perché di vivere da sola sono stanca”

NOTE
1) l’uso della coccarda sul cappello era tipico del Settecento quando il suo colore indicava l’appartenenza a una certa ideologia
2) to pay the smart= “Smart” significa “smart money, which was money paid by a person to obtain exemption from some disagreeable office or duty. It was applied to money paid by an army recruit to obtain release before being sworn in. (Brewer’s Dictionary of Phrase and Fable). In “A Dictionary of Buckish Slang, University Wit and Pickpocket Eloquence,” di Frances Grose, edizione del 1811
“Smart money- money allowed to soldiers or sailors for the loss of a limb or other hurt received in the service (better known as smart ticket)”. Oppure in in the Military Dictionary, James, 1802:
“Smarts: The different sums which are received by recruiting parties under the heading of smart money are frequently so called.”
3) evidentemente scrivendo delle lettere alla moglie. Ci possono essere delle incongruenze testuali in quanto nella versione Settecentesca entrava in gioco un terzo personaggio l’amico o il fratello di Jimmy tale Nichol che la sostiene nel momento di sconforto
4) coal mine
FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=39035&messages=36
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56256
https://tachesterton.wordpress.com/2010/09/14/the-recruited-collier-or-is-it-the-recruited-ploughman/
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/therecruitedcollier.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38457&lang=it
http://www.folkways.si.edu/louis-killen/the-recruited-collier/celtic-historical-song-world/music/track/smithsonian
http://tunearch.org/wiki/Nancy’s_to_the_Greenwood_Gone

OVER THE HILLS AND FAR AWAY

Un bellissima melodia riportata da Thomas D’Urfey nel suo “Pills to Purge Melancholy” ancora attualissima è ritornata alla popolarità con la serie tv britannica Sharpe’s Rifles (tratto dal romanzo I fucilieri di Sharpe di Bernard Cornwell ). Già all’epoca quella che era una melodia romantica per una storia d’amore, era diventata una melodia accattivante e pro arruolamento per le guerre napoleoniche. Un questione dibattuta già nel Settecento è se il brano fosse d’origine inglese o scozzese. Ma c’è da procedere con ordine, cioè dalla fine !

LA VERSIONE DI JOHN TAMS PER SHARPE’S RIFLES

La versione di John Tams (1993) riprende sì la melodia antica, ma il testo richiama solo vagamente l’originale napoleonico perchè riscritto per essere adattato agli episodi della serie (che ha avuto uno strepitoso successo nelle isole britanniche)

ASCOLTA Will Martin 2008 nel cd d’esordio definito il “Crossover tenor”

ASCOLTA Treebeard 2011

Questa versione testuale è quella ridotta, rilasciata da John Tams per il Cd Over the Hills & Far Away: The Music of Sharpe, 1996


I
Here’s forty shillings on the drum
For those who’ll volunteer to come
To ‘list and fight the foe today.
Over the hills and far away. 
CHORUS
O’er the hills and o’er the main.
Through Flanders, Portugal and Spain.
King George commands and we obey.
Over the hills and far away.

II
When duty calls me I must go
To stand and face another foe.
But part of me will always stray
Over the hills and far away.
III
If I should fall to rise no more,
As many comrades did before,
Then ask the fifes and drums to play.
Over the hills and far away.
IV
Then fall in lads behind the drum,
With colours blazing like the sun.
Along the road to come what may.
Over the hills and far away.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
Ecco qui 40 scellini sul tamburo
per coloro che si offriranno volontari
per arruolarsi e combattere il nemico oggi, lontano oltre le colline
CORO
Oltre le colline e oltre il mare
per le Fiandre, il Portogallo e la Spagna
Re Giorgio comanda e noi obbediamo
lontano oltre le colline
II
Quando il dovere chiama dobbiamo andare, per restare in piedi e fronteggiare un altro nemico.
Ma una parte di me resterà sempre smarrita, lontano oltre le colline
III
Se dovessi cadere non mi alzerei più
come molti altri compagni prima di me,
allora chiedi ai pifferi e i tamburi di suonare, lontano oltre le colline
IV
Allora cadono i ragazzi dietro al tamburo
con i colori che brillano come il sole
lungo la strada comunque vada
lontano oltre le colline

seconda parte

FONTI
http://sharpecompendium.net/songs/
http://www.compleatseanbean.com/sharpe30.html

BOUND FOR BOTANY BAY

La produzione di ballate ottocentesche che hanno come tema la deportazione in Australia è ricorrente per tutto il secolo.
Botany Bay, Moreton Bay, Van Diemen’s Land, Port Phillis, Port Arthur, Macquarie Harbour, e Norfolk Island sono tristi nomi che ricorrono nelle ballate sulle deportazioni in cui si mescolarono realtà a fantasia tese a formare l’opinione e le aspettative dell’uomo comune su quelle terre. 

ALLA RICERCA DELLA TERRA AUSTRALIS

I primi esploratori europei sbarcarono in Australia il 29 aprile 1770; si trattava di James Cook in viaggio sulla nave Endeavour dal 1768, in una vera e propria missione scientifica con tanto di botanici, naturalisti, astronomi e geografi, per l’esplorazione del Pacifico del Sud alla ricerca della mitica “Terra Australis” ovvero l’Antartide (terra riportata nelle mappe del XV secolo ma che nessun europeo aveva mai visto e di cui si dubitava l’esistenza)!
Con l’aiuto di un indigeno tahitiano Cook raggiunse la Nuova Zelanda e la circumnavigò scoprendo lo stretto che da lui prese il nome; quindi sbarcò a Botany Bay (l’attuale baia di Sydney, dove sono insediati l’aeroporto internazionale e Port Botany, il porto industriale) ed esplorò la costa orientale dell’Australia.

BOTANY BAY

Il curioso nome della baia venne dato da Joseph Banks scienziato e botanico che viaggiava con Cook il quale rimase affascinato dalla grande quantità di nuove specie floreali che vi sbocciavano. James Cook la chiamò però “Stingray Harbour” (il porto della razza, per il gran numero di questi pesci che vi nuotavano).
Già in occasione dello sbarco di Cook nella baia venne composta una ballata che inneggiava alla scoperta (classificata nella British Library con la data 1780) ma quelle successive facevano quasi sempre riferimento ai deportati. La prima flotta per Botany Bay capitanata da Arthur Phillip con più di 750 detenuti a bordo ci mise quasi nove mesi ad arrivare, le condizioni del viaggio per i detenuti furono disumane e una quarantina di essi morirono durante il viaggio.

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Vista della baia agli inizi dell’Ottocento

LA COLONIA PENALE

La prima flotta per Botany Bay partì il 19 Gennaio 1788 con 11 vascelli, 730 detenuti e 250 liberi coloni a bordo. L’urgenza di trovare una soluzione per le carceri sovraffollate era diventata sempre più pressante per la Corona Inglese dopo la perdita delle colonie americane, così quando Sir Joseph Banks suggerì che Botany Bay poteva essere il luogo ideale per una colonia penale, essa venne scelta come meta per i nuovi coloni; giocavano a favore della scelta, la lontananza della destinazione (letteralmente agli Antipodi) e un terreno che si riteneva sufficientemente fertile per diventare autosufficiente entro un anno.

Ma all’arrivo i coloni si accorsero che la baia era inospitale perchè tutto il terreno era solo sabbia e c’era poca acqua dolce; così si spostarono un po’ più in su lungo la costa e sbarcarono a Port Jackson (l’attuale porto di Sydney), dove fondarono la prima colonia penale (per la precisione a Sydney Cove).
All’epoca si sapeva molto poco del continente solo che era una terra nell’Oceano Indiano a ovest dell’isola di New Holland. La nuova colonia venne chiamata Nuovo Galles del Sud (in inglese New South Wales). Il nome Botany Bay tuttavia colpì subito l’immaginario degli Inglesi e vennero scritti musicals, burlesque e numerose ballate con quel nome per indicare genericamente le colonie inglesi in Australia.

BOUND FOR BOTANY BAY

Ballata popolare sul trasporto dei detenuti “Bound for Botany Bay”, conosciuta semplicemente come “Botany Bay” è entrata nella tradizione popolare australiana pur essendo stata scritta nel 1885 a Londra come parte di una commedia musicale dal titolo ‘Little Jack Shepherd’, rappresentata l’anno successivo anche a Melbourne. In realtà i trasporti dei detenuti nelle colonie penali del Nuovo Galles del Sud erano stati interrotti nel 1820 e quelli per la Tasmania nel 1856, ma la ballata riprende la letteratura inglese dei broadsides precedenti in cui la vaga destinazione era conosciuta come Botany Bay.
Più in generale si rileva una inversione di tendenza culturale a partire dal 1840 che riflette una visione più aderente al nuovo clima dell’illuminismo: le punizioni sommarie e brutali vengono considerate incivili e inumane, mentre prima per reati di entità minore, come piccoli furti, spergiuro, frode e ricettazione, bracconaggio, si era passibili di deportazione da 7 a 14 anni o anche a vita (come per dissidenti politici o sindacalisti) !

La canzone è stata scritta nel 1885 da Henry Pottinger Stephens e William Yardley, con una vecchia melodia arrangiata da Wilhelm Meyer Lutz. A rigor di logica non una vera a propria “transportation song” anche se in realtà riprende in gran parte il testo dalla ballata dal titolo “Judges and Juries” o “Farewell to your judges and juries” (Here’s Adieu to All Judges and Juries). L’autore del musical ci aggiunge il ritornello “too-ral, li-ooral, li-addity” e una melodia più allegra completamente in contrasto con il tono disperato della versione originale. La melodia richiama quella irlandese di “Mush, mush” (vedi)

Black-eyed_Sue_and_Sweet_Poll_of_Plymouth_taking_leave_of_their_lovers_who_are_going_to_Botany_Bay_j
Black-eyed Sue and Sweet Poll of Plymouth taking leave of their lovers – Robert Sayer, 1792

Nell’illustrazione di fine settecento una visione caricaturale di quello che era lo stereotipo del deportato: due brutti ceffi che salutano Sue dagli occhi blu e la dolce Polly (un’ubriacona e una prostituta)
Dalla mini-serie Tv “The Thorn Birds” (1983) strofe (con alcune variazioni) I, III, VI, V e I

In Australia la canzone è diventata estremamente popolare, una classica canzone da pub cantata immancabilmente anche dal pubblico.
ASCOLTA John Williamson Live (1983)

Ma non dimentichiamo che la versione originaria di “Judges and Juries” era un lament così
ASCOLTA Kate Rusby live, in una versione lenta, uno straziante lamento del detenuto che piange la separazione dalla sua fidanzata (strofe I, II, IV, V) più in sintonia con


I
Farewell(1) to old England for ever,
Farewell to my rum coes(2) as well,
Farewell to the well-known Old Bailey(3)
Where I used for to cut such a swell(4).
Chorus:
Singing too-ral, li-ooral, li-addity,
too-ral, li-ooral, li-ay,
too-ral, li-ooral, li-addity,
And we’re bound(5) for Botany Bay.
II (6)
There’s the captain as is our commander,
There’s the bo’sun and all the ship’s crew,
There’s the first- and the second-class passengers,
Knows what we poor convicts go through.
III
‘Taint leaving old England we cares about,
‘Taint cos we mis-spells what we knows,
But because all we light-fingered gentry
Hops around with a log on our toes.
IV (7)
For seven long years I’ll be staying here,
For seven long years and a day;
For meeting a cove in an area,
And taking his ticker away.
V (8)
Oh, had I the wings of a turtle-dove,
I’d soar on my pinions so high,
Straight back to the arms of my Polly love,
And in her sweet presence I’d die.
VI
Now all my young Dookies and Duchesses(9),
Take warning from what I’ve to say:
Mind all is your own as you toucheses(10)
Or you’ll find us in Botany Bay.
TRADUZIONE  di CATTIA SALTO
I
Addio alla vecchia Inghilterra, addio per sempre, addio anche ai miei compagni (2) di bevute, addio alla nota “Old Bailey” (3), dove cercavo di fare buona impressione (4)
CORO
Cantate too-ral, li-ooral, li-addity,
too-ral, li-ooral, li-ay,
too-ral, li-ooral, li-addity
siamo deportati a Botany Bay

II
C’è il capitano che è il nostro comandante,
c’è il nostromo e tutta la ciurma della nave,
ci sono i passeggeri della prima e della seconda classe
(tutti) sanno a cosa noi poveri detenuti andiamo incontro.
III
Non è che ci preoccupa lasciare la vecchia Inghilterra
non è perchè sbagliamo a scrivere quello che sappiamo,
ma è perchè tutti noi gentiluomini lesti-di-mano
andiamo con i ceppi ai piedi
IV (7)
Per sette lunghi anni resterò qui,
per sette lunghi anni e un giorno,
per aver incontrato un tizio in un posto e avergli preso il suo orologio
V (8)
Se avessi le ali di una colomba,
mi piacerebbe salire in alto sui pignoni, per tornare tra le braccia della mia amata Polly e morire al suo dolce cospetto
VI
Ora voi tutti giovanotti e damigelle (9)
fate attenzione a quello che ho da dirvi ricordatelo bene quando andate a segno (10),
oppure ci troverete a Botany Bay

NOTE
1) in alcune versioni è scritto come “Goodbay”
2) scritto anche come culls letteralmente “scarti di rum” ma il suo significato colloquiale è “drinking companions”. Kate Rusby dice “sweetheart”
3) Old Bailey è la principale corte di giustizia criminale di Londra VIDEO.
Il verso alternativo di Kate è “Oh keep me child safe in your arms love
I need you like no words can tell”
4) scritto anche come “Where I once used to be such a swell” A swell si dice di persona ben vestita. “To cut a swell” = to make a good impression.
5) oppure sailing
6) Kate dice
II
The captain that is our commander
He sails by the stars and the sun
If e’er well I live I’ll return again
To me darling sweet kisses I’d run.
7) Kate dice:
For seven long years he’s transported
Seven long years and a day
Oh I wish I were drowned on the ocean bed
For they’ve taken my true love away
8)  Kate dice:
If I had the wings of a turtle dove
I’d soar on me pinions and fly
I’d fly to the arms of me Polly love
And in her sweet bosom I’d lie.
7) letteralmente duchi e duchesse
8) il verbo touch in questo contesto si riferisce al furto con destrezza

HERE’S ADIEU TO ALL JUDGES AND JURIES

La ballata è ripresa anche nella serie televisiva “Sharpe’s Rifles”

ASCOLTA Bush Gothic&The Lonely String Quartet, live 2014


I
Here’s adieu to all judges and juries,
Justice and Old Bailey too;
Seven years you’ve transported my true love,
Seven years he’s transported you know.
II
How hard is the place of confinement
That keeps me from my heart’s delight!
Cold irons and chains all bound round me,
And a plank for my pillow at night.
III
If I’d got the wings of an eagle,
I would lend you my wings for to fly,
I’d fly to the arms of my Polly love,
And in her soft bosom I’d lie.
IV
And if ever I return from the ocean,
Stores of riches I’ll bring to my dear;
And it’s all for the sake of my Polly love
I will cross the salt seas without fear.
TRADUZIONE  di CATTIA SALTO
I
Addio a tutti i giudici e le giurie,
alla giustizia e anche all’
“Old Bailey” (3), 7 anni hanno deportato il mio vero amore;
per 7 anni è stato deportato
lo sapete
II
Quanto è duro il posto di detenzione
che mi tiene lontano dalla gioia del mio cuore!
Ferro freddo e catene mi avvolgono
e un tavolaccio per cuscino
durante la notte
III
Se avessi le ali di un’aquila,
ti darei le mie ali per volare,
volerei tra le braccia della mia amata Polly e morirei al suo dolce cospetto
IV
E se mai ritornassi dall’oceano
storie di ricchezza (9) porterò alla mia cara; e per il bene della mia amata Polly
attraverserei il mare salato senza paura.

NOTE
9) l’Australia era anche la terra promessa in cui tra il 1851 e il 1860 scoppiò la febbre dell’oro.(vedi)

FONTI
http://www.ssec.org.au/our_environment/issues_campaigns/kurnell/botanybay_program.htm
http://www.colonialdance.com.au/botany-bay-2-105.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=9340

http://folkstream.com/010.html
http://www.mustrad.org.uk/articles/bbals_21.htm
http://www.mustrad.org.uk/articles/transprt.htm
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/
heresadieutoalljudgesandjuries.html

http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=20365
http://www.historynotes.info/the-long-trip-to-botany-bay-36/
http://www.andrerieutranslations.com/Lyrics/Botany-Bay.html