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THE BOYS OF FAIRHILL: CORK DRAG HUNTING

“The Boys of Fairhill” è una canzone tradizionale irlandese nata a Cork e così popolare da essere diffusa in una miriade di varianti e versi aggiuntivi (vedi); così scrive Jimmy CrowleyThis is one of the best known of Cork songs. Wherever Cork people gather in celebration you’re sure to hear De Boys at some stage. Originally it was a song in praise of Cork’s traditional pastimes, bowling, drag-hunting and hurling. Because of its popularity, verses were added and the original has almost been forgotten. This version learnt from Paul Frost is probably close to the original. A few of the north city landmarks are mentioned – Quinlans Pub in Blacpool also known as the Harrier Bar, the haunt of the local beaglers and, by way of contrast, Fahy’s Well, near Wash Brew Lane famous for the purity of its spring water

DRAG HUNTING

cock-drag-huntingE’ una battuta di caccia simbolica in cui i cani non inseguono una preda particolare (come lepri, volpi o cervi) bensì l'”odore” della preda, e i loro padroni non sono tutti agghindati ad inseguirli con il cavallo, bensì stanno ad attenderli al “traguardo”: il primo cane ad arrivare vince. Questo sport oggi seppur praticato è caduto in declino rispetto al secolo scorso quando attirava delle vere e proprie moltitudini di persone. Da quando è stata abolita la caccia alla volpe (2005) anche i clubs che prima la praticavano sono dovuti ricorrere alla “drag hunting”: i cani inseguono un cavaliere che rappresenta la volpe ovvero inseguono le tracce olfattive lasciate da un tampone impregnato di urina di volpe, trascinato da un uomo a piedi.
A Cork i cani, per lo più harriers (ma anche beagles), seguono un percorso di circa 15 km attraverso colline e incolto.

LA TRADIZIONE

ASCOLTA Jimmy Crowley & Seán Ó Sé (live)


Come on boys and you’ll see lads and lassies full of glee
Evergreen bowers would make your heart thrill.
The boys they won’t harm you
and the girls they will all charm you
Here’s up ‘em all says
The Boys of Fairhill (1)
II
Come boys, spend a day (2)
with our Harrier Club so gay:
The clash of the ash(3)
it would make your heart thrill.
The Rockies(4) thought that they were stars,
till they meet the Saint Finbarr’s(5)
III
Come on boys spend a day
with our bowling club so gay
The loft of the bowl(6)
it would make your heart thrill
When you hear the Shea boy say – Timmy Delaney has won the day”
IV
Come on to Fahy’s well to drink a pure spring water:
The greatest well,
so the angels do say,

V
Come on boys and spend the day
with our hurling club so gay
The clash of the ash it would make your heart thrill
Talk about the Kerry pike
let them all come if they like
They’re bound to be knocked out
by the boys of Fairhill

Blackpool(7) girls are very rude,
They go swimming in the nude
Kitty Barry sell crubeens(8), fairly bursting at the seams..
The Rockies thought that they were stars, until they met with St. Finbarrs..
The stink on Patrick’s Street is wicked, how does Father Matthew(9) stick it?..
Blackpool girls are very rude, they go swimming in the nude…
Christy Ring(10) he pucks the ball, we puck Christy, ball and all..
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Venite gente e vedrete ragazzi e ragazze pieni di allegria,
pergolati sempreverdi  faranno i vostri cuori palpitare
I ragazzi non vi faranno del male e le ragazze vi incanteranno.
Ecco qui evviva dice
i ragazzi di Fairhill (1)
II
Venite gente a passare un giorno (2) con il nostro Harrier Club così vivace, lo scontro delle mazze (3)
farà palpitare i vostri cuori.
i Rockies(4) credevano di essere delle stelle, finchè hanno incontrato il Saint Finbarr(5).
III
Venite gente a trascorrere un giorno con il nostro club di bowling così allegro, il lancio della palla(6)
farà palpitare i vostri cuori.
Quando senti il ragazzo di O’Shea dire ” Timmy Delaney ha vinto la partita”.
IV
Venite al pozzo di Fahy per bere dell’acqua pura,
il pozzo migliore
così dicono gli angeli
..
V
Venite gente a trascorrere il giorno
con il nostro club di hurling così vivace, lo scontro delle mazze farà palpitare i vostri cuori.
A proposito di quelli di Kerry Pike,
lasciateli che vengano se vogliono,
sono destinati ad essere battuti dai ragazzi di Fairhill.

Le ragazze di Blackpool(7) sono molto scortesi e nuotano nude.
Kitty Barry vende zampetti di maiale(8) da far scoppiare i pantaloni.
i Rockies(4) credevano di essere delle stelle, finchè hanno incontrato il Saint Finbarr(5).
La puzza su Patrick’s Street è pestilenziale come fa Padre Matthew(9) a sopportarla?
Le ragazze di Blackpool(7) sono molto scortesi e nuotano nude.
Christy Ring(10) colpisce la palla, noi colpiamo Christy, la palla e il resto

NOTE
1) Fair Hill è un quartiere di Cork in cui si trova la sede del Northern Harriers’ Club fondato nel 1893 fondato dai “ragazzi di Fairhill” per praticare un tipo particolare di caccia detta “drag hunting“, la versione “povera” della caccia alla volpe.
2) il giorno citato nella canzone è il Boxing day ovvero il 26 dicembre che nelle Isole Britanniche è dedicato per tradizione allo sport principalmente la caccia alla volpe o all’ippica ma anche al calcio e rugby e ovviamente all’hurling irlandese!
3) si riferisce al gioco dell’hurling uno sport nazionale irlandese che si gioca con mazza e palla: di due bastoni da hurley che si scontrano si dice colloquialmente “The clash of the ash” perchè il legno utilizzato è quello di frassino
4) Blackrock National Hurling Club è un club della parte sud di Cork conosciuto come The Rockies. Fu fondato nel 1883
5) St. Finbarr’s National Hurling and Football Club è un club della Gaelic Athletic Association, situato a Togher, contea di Cork che ha vinto i più importanti toreni di calcio gaelico e hurling
6) l’irish road bowling è un gioco campestre diffuso principalmente nella contea di Cork e di Armagh, I giocatori devono compiere un percorso stabilito con il minor numero di lanci. Tim Delaney fu uno dei suoi più grandi giocatori
7) Blackpool è il quartiere industriale di Cork. “Blackpool was the scene of Industry in Cork in the eighteenth and nineteenth centuries for industries such as tanning through big names such as Dunn’s Tanney and distilling through families as the Hewitts.” (tratto da qui)
8) Crubeens sono le zampette di maiale bollite per circa tre ore e poi fritte, è un piatto tradizionale che si mangia con le mani e si vendeva un tempo durante le fiere. Si abbinano con i cavoli fritti e la birra scura
9) Father Matthew fu un famoso predicatore cattolico del 19° secolo, la sua statua si trova in Patrick’s Street, nel centro di Cork: si operò a predicare contro il vizio del bere
10) Nicholas Christopher Michael “Christy” Ring fu un giocatore di hurley che ha vinto molte medaglie e campionati, nonché records nella sua lunga carriera di giocatore professionista quando si è ritirato nel 1964

La versione più propriamente da drinking song è una sorta di canzone demenziale con frasi in rima e il refrain Here’s up them all says the boys of Fairhill

Wolfe Tones da “Till Ireland a Nation


The smell on Patrick’s Bridge is wicked
How does Father Matthew(9) stick it?
Here’s up them all says
the boys of Fairhill (1)
The Blarney hens(11) don’t lays at all
And when they lays they lays ‘em small
The Blackpool(7) girls are very rude
They go swimming in the nude
Blackpool boys are very nice
I have tried them once or twice
If you come to Cork you’ll get drisheen(12)
Murphy’s stout (13) and pigs crubeens(8)
Well, Christy Ring he hooked the ball
We hooked him up, balls and all
TRADUZIONE ITALIANO
La puzza su Patrick’s Bridge è pestilenziale
come fa Padre Matthew (9) a sopportarla?
Ecco qui, evviva dice
i ragazzi di Fairhill (1)
Le galline di Blarney(11) non depongono (le uova)
e quando lo fanno esse sono piccole.
Le ragazze di Blackpool (7) sono molto scortesi e nuotano nude.
I ragazzi di Blackpool sono belli li ho messi alla prova una volta o due.
Se vieni a Cork avrai il sanguinaccio(12),
la Murphy (13) e lo zampetto di maiale (8).
Beh, Christy Ring colpisce la palla,
noi colpiamo Christy, la palla e il resto.

NOTE
11) a Balrney c’è la famosa pietra dell’eloquenza:
12) Drisheen è un sanguinaccio alla maniera irlandese: sangue di mucca, maiale di e/o di pecora, latte, sale, grasso e pangrattato ed erbette varie, che viene bollita e insaccata nel budello di maiale come una salsiccia.
13) il birrificio della Murphy ha sede a Cork (vedi)

FONTI
http://www.rte.ie/presspack/2007/12/24/the-boys-of-fairhill/ http://www.roguery.com/gurrier/cork_songs/fairhill.htm http://mysongbook.de/msb/songs/b/boysoffa.html http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Boys_of_Fairhill.htm
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=626 http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=5160 http://www.corkcity.ie/corksongs/boysoffairhill/ http://www.peoplesrepublicofcork.com/forums/showthread.php?t=83594
http://corkcountyharriers.blogspot.it/2011/06/cork-drag-hunting-sport-for-hard-men.html http://www.census.nationalarchives.ie/exhibition/cork/sport_cultural.html

TO BE A SPALPEEN

Spailpin (in inglese “spalpeen“) letteralmente ‘little scythe’ è “un bracciante assunto alla giornata o stagionale“, una figura molto comune nell’Irlanda rurale dal 17 al 20esimo secolo. A quei tempi la maggior parte dei contadini erano “tenant farmers” ossia mezzadri; avevano in uso una piccola e miserabile casetta di pietra, fango e paglia con un altrettanto piccolo pezzo di terra, appena grande abbastanza da sfamare una famiglia, in cambio dell’affitto pagato al proprietario, in genere latifondista. Quando sopraggiungevano le annate cattive (o quando arrivò la Grande Carestia dal 1840-1879) la maggior parte di questa gente non riusciva a pagare l’affitto e così o veniva buttata in mezzo alla strada, oppure mentre la moglie restava nella casa e cercava di sopravvivere con i figli, il marito andava a lavorare come bracciante stagionale.L’alternativa alla fame era andare per mare, arruolarsi come soldato, emigrare!

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LA DIASPORA IRLANDESE

partenza-nave-emigrantiGià nel 1845 con il primo calo della produzione di patate si verificò un picco dell’emigrazione, ma a partire dal 1846 l’esodo fu senza precedenti: una massa enorme di persone denutrite e ammalate cercava una qualsiasi imbarcazione per andare in Canada (nelle colonie inglesi) e nei porti dell’est degli Stati Uniti o in Australia.
Le chiamavano “coffin-boats” (in italiano: navi-bara) per l’alto tasso di mortalità a bordo!

Partivano i giovani, lasciando a casa i vecchi genitori o le giovani fidanzate e a volte anche le giovani spose che restavano in attesa del loro ritorno o di potersi imbarcare a loro volta!
La maggior parte degli “spalpeen” proveniva dalle contee di Cork, Connemara e Kerry: alcuni si spingevano fino in Inghilterra ma i più si spostavano per l’Irlanda nelle contee di Limerick, Waterford, Galway e Leinster.
A seconda di quale era il punto di vista, il bracciante poteva essere considerato uno sfaticato, che conosceva tutti i trucchi per lavorare il più lentamente possibile, e un bellimbusto che cercava di sedurre l’ereditiera di turno. Oppure un lavoratore forte e robusto che veniva spremuto dal datore di lavoro e circondato dalle attenzioni affettuose delle donne della fattoria.

THE SPAILPIN FANACH

“The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer” o “The Roving Worker“) pubblicata a Dublino nel 1791 (*), e però antecedente alla Grande Carestia e risale probabilmente alla fine del 1600 all’epoca del “flight of the Wild Geese“(3). L’origine della melodia secondo William Chappel risale al 1758 con il titolo “The Girl I left behind me” (vedi) Si conoscono molte e diverse versioni testuali diffuse anche in America che variano nel significato, andando dal lamento per una misera vita fatta di fatica e stenti, alla canzone comica condita con caustico irish-humour.

PRIMA VERSIONE
Il protagonista, probabilmente un mezzadro sfrattato originario di Coolagh o Coolock, e tutto sommato datato di una certa cultura (molti contadini irlandesi sapevano leggere ed erano poeti e musicisti), per sfamare la sua famiglia deve andare a mendicare il lavoro come bracciante giornaliero (poteva trovare lavoro come scavatore o nella raccolta dell’orzo o delle patate, o più in generale come uomo di fatica). Preferisce scegliere la strada dell’arruolamento in terra straniera invece di vagare senza meta e senza fine, perchè privato del suo contesto originario e trattato con disprezzo nella propria patria. Mentre in altre canzoni si accoglie la strada come una forma di liberazione dai vincoli e dai condizionamenti del consorzio civile, qui si sottolinea il disagio e il peso, l’amarezza dell’emarginazione sociale; emarginazione che è anche un profondo disagio esistenziale, il vuoto nel cuore di chi non ha o non ha trovato uno scopo nel mondo e che è il grande male di vivere (in ogni epoca), disagio che a volte comprende un intero popolo (il popolo degli sconfitti dai bianchi, dai ricchi, dai più forti), il protagonista esprime con il suo lamento il dolore di tutta la gente sradicata e allontanata dal posto in cui viveva, privata del proprio “centro” e condannata alla strada (o all’emigrazione) e alla vita vagabonda.
ASCOLTA Seán Ó Sé + Ceoltóirí Chualann in An Poc ar Buile (ristampa 2010 della prima registrazione risalente agli anni 1960)
ASCOLTA Dervish in Live In Palma 2002
GAELICO IRLANDESE
I
Go deo deo arís ní raghad go Caiseal,
Ag díol ná ag reic mo shláinte,
Ná ar mharagadh na saoire im shuí cois balla,
Im scaoinse ar leataoibh sráide,
Bodairí na tíre ag teacht ar a gcapaill,
Dá fhiafraí an bhfuilim hírálta,
“Ó téanam chun siúil tá an cúrsa fada”
Seo ar siúl an Spailpín Fánach.
II
Im Spailpín Fánach fágadh mise,
Ag seasadh ar mo shláinte,
Ag siúl an drúchta go moch ar maidin,
‘S ag bailiú galair ráithe,
Ní fheicfear corrán im’ láimh chun bainte,
Súiste ná feac beag rainne,
Ach bratacha na bhFranncach os cionn mo leapan,
Is píce agam chun sáite.
III
Mó chúig céad slán chun dúiche m’athar,
‘Gus chun an oileáin ghrámhair,
Is chun buachaill na Cúlach os díobh nár mhiste,
In aimsir chasta an ghárda,
Ach anois ó táimse im chadhan bhocht dhealbh,
Imeasc na ndúichí fáin seo,
‘Sé mo chumha croí mar fuair mé an ghairm,
Bheith riamh im Spailpín Fánach.
IV
Is ró-bhreá is cuimhin liom mo dhaoine bheith sealad,
Thiar ag droichead Gháile,
Fé bhuaí, fé chaoraí, fé laoi bheaga gheala,
Agus capaill ann le h-áireamh,
Acht b’é toil Chríost é gur cuireadh sinn asta,
‘S go ndeaghamhar i leath ár sláinte,
‘S gurbh é bhris mo chroí i ngach tír dá rachainn,
“Call here, you Spailpín Fánach.”

TRADUZIONE INGLESE
I
I’ll never go again to Cashel(1),
Selling myself in hire,
selling my freedom by the Wall(2)
Sitting by the roadside.
Rude Boorish men from everywhere
Coming with their horses,
“come away with me the road is long”
the road of the wandering worker.
II
I will quit this itinerant laboring
Hiring myself out
Walking over night to early morning
Weary of endless journeying
I would not see a sickle in my hand for reaping
A flail for threshing nor a small spade handle
But rather, the colors of the French(3) flying over my head
And a pike(4) in my hand to thrust forth
III
Five hundred farewells to the land of my father
And to my beloved island
And to the boys of Coolagh(5), sure there was no harm in them
During the times we tangled with the Garda(6)
But now, since I am in my poor destitute cell
In the midst of my own native land, outcast
My heart is full of woe, that I ever go the calling
To be a wandering laborer
IV
I well remember my people were at one time, Over at the bridge at Gáil(7)
With cattle, with sheep, with little white calves And plenty of horses
But it was the will of God(8) that we were evicted And we were left with only our health And what broke my heart everywhere I went “Call here, you Spailpín Fánach(9)”

NOTE
*) in History of Ireland di Geoffrey Keating, Michael C. O’Laughlin
1) Cashel si trova nelle midlands meridionali d’Irlanda
2) credo si riferisca ai muri di una casa, come si direbbe in italiano traducendo più liberamente “un tetto sulla testa”
3) molti irlandesi piuttosto che servire sotto le armi degli Inglesi preferivano andare ad arruolarsi presso gli eserciti stranieri, dal 1691 al 1793 era inoltre precluso per legge l’arruolamento dei cattolici irlandesi nell’esercito inglese. Nel 1690 il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire il deposto re Giacomo II in Francia, e si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia. (the flighy of wild geese)
4) con le picche si armavano i soldati a piedi per arginare gli assalti della cavalleria creando una barriera di lance più elaborate nella punta. La picca venne sostituita più efficacemente dalla baionetta sul finire del 1600 e rimase nel Settecento l’arma dei ribelli o delle milizie perché richiedeva un addestramento più ridotto e semplificato rispetto al fucile e alla baionetta oltre che ad essere di più facile reperimento.
5) “buachaill na Cúlach”: la maggior parte delle traduzioni lascia il nome in Gaelico, in un sito ho trovato il termine Coolock (un sobborgo a Nord di Dublino): andando a indagare è emerso il nominativo di Coolagh (contea Galway) (qui)
6) probabile riferimento alla Ribellione Irlandese del 1641-1642. Nel 1641 il raccolto fu scarso e a causa della recessione vennero aumentati gli affitti della terra, la rivolta contro i coloni protestanti scoppiò nell’Ulster ma divampò con la formazione di un governo autonomo l’Irlanda confederata. Quando Oliver Cromwell invase l’Irlanda l’annientamento fu totale (1649)
7) Gáil, Gaillimh è il nome in gaelico di Galway, trova riscontro quindi anche il riferimento a Coolagh come paese originario del protagonista che si trova a poca distanza
8) anche in Irlanda a fine Ottocento sono scoppiate le lotte per la terra (Land War), configurate come un movimento di protesta contro il latifondo e la mezzadria. Solo nel 1879 esplose la cosiddetta questione agraria, sostenuta da una figura carismatica e illuminata, Charles Stewart Parnell (vedi).
9) l’uso del termine è in questo contesto chiaramente spregiativo: “spalpeen” è l’equivalente di “sfaticato”, “perdigiorno”, “mascalzone”.

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TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dal testo inglese)
I) Non andrò mai più a Cashel(1) a vendermi per un lavoro, a vendere la mia libertà per un riparo(2), seduto sul ciglio della strada, con rudi e rozzi uomini dappertutto che vengono con i loro cavalli “vieni via con me, lungo è il cammino”, il cammino del bracciante itinerante.
II) Non mi resta che questo lavoro itinerante che darmi al lavoro stagionale, per camminare tutta la notte fino al mattino presto, stanco di un viaggio senza fine. Eppure non vedrò una falce in mano per il raccolto, una frusta per la trebbiatura né una vanga corta ma piuttosto la bandiera della Francia(3) sventolare sulla mia testa e una picca(4) per sventrare.
III) Cinquecento addii alla terra di mio padre e alla mia amata isola e ai ragazzi di Coolagh (5) di certo non c’era niente di male in loro ai tempi in cui ci scontravamo con la polizia(6), ma ora che sono nella mia povera e miserabile solitudine, reietto dal centro della mia terra natia, con il cuore pieno di dolore, sempre sono alla ricerca di essere richiesto come bracciante itinerante.
IV) Mi ricordo bene come era la mia gente un tempo, oltre il ponte di Galway(7), con il bestiame, le pecore, i piccoli vitelli bianchi e un mucchio di cavalli di cui prendersi cura. Ma è per volontà di Dio(8) che siamo stati sfrattati e ci hanno lasciato solo con la nostra salute, e ciò che spezzava il cuore ovunque andassi “chiama qui, Spailpín Fánach(9) “

SECONDA VERSIONE
Questa versione è un po’ più confusa testualmente forse perchè mancante di qualche strofa (o più probabilmente perchè sono io a non cogliere il senso della traduzione), ma da quello che mi pare di capire si tratta di una versione comica
ASCOLTA Boys of the Lough in “Farewell and remember me” 1987
ASCOLTA Liadan in Traditional Music and Song 2007
I
Is Spailpin aerach tréitheach mise is bígí soláthar mná dhom,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mo lámha ar an gcéachta a’m i ndiaidh na gcapall
agus réapfainnse cnoic le fána.
II
Is an chéad lá in Éirinn dár liostáil mise, ó bhí mé súgach sásta,
Is an dara lá dár liostáil mise ó bhí mé buartha cráite,
Ach an tríú lá dár liostáil mise, thabharfainn cúig céad punt ar fhágáil,
Ach dtá dtugainn sin is ar oiread eile ní raibh mo phas le fáil agam.
III
Is mo chúig céad slán leat, a dhúthai m’athar, is leis an oileán grámhar,
Is leis an scata fear óg atá ‘mo dhiaidh ag baile a dhéanfadh cabhair orm in am an ghátair,
Tá Bleá Cliath dóite is tógfar Gaillimh, beidh lasair a’ainn ar thinte cnámha,
Beidh fíon agus beoir ar bord ag m’athair, sin cabhair ag an Spailpín Fánach.
IV
Agus bhí mise lá breá thíos i nGaillimh is chuaigh an abhainn le fána,
Bhi an breac is an eascainn is an beairtín slat ann is chuile ní dá bhreátha,
Bhí na mná óga ann muinte mánla is iad a bhí tanaí tláithdheas,
Ach dheamhan bean óg dár shuigh mise léi nach gcuirfinn an dubh ar a mbán di.
V
Agus b’fhaide liomsa lá a mbeinn i dteach gan charaid ná dhá bhliain déag is ráithe,
Mar is buachaillín aerach meanmach mise agus’ bhréagfainn an bhruinneall mhánla,
Is dhá bhean déag a bhí ag éad is ag iomaí liom, ag súil le tairfe mo láidhe,
B’é paidir na caillí nuair a théinn thar a’ táirseach,
‘Now behave your self, a Spailpín Fánach’.

TRADUZIONE INGLESE (non sono certa che questa traduzione rispecchi completamente il testo in gaelico che non è tra le mie lingue conosciute)
I
I am a happy, talented labourer
And everyone, provide women to me!
As I shake my seed twice in the Spring on the brow of the fallow land.
As I shake my seed twice in the Spring on the brow of the fallow land
My hands on the plow behind the horses
tearing down the slope of the hills.
II
The first day in Ireland(1) that I was enlisted, I was happy and well satisfied.
And the second day that I was enlisted, I was worried shaken.
But the third day that I was enlisted, I would have given five hundred pounds to leave,
And I would have gived that and anything else, but I was not able to get my pass.
III
And my five hundred farewells to you, my father’s district, and to the beloved island,
And to the crowd of young men behind me at home who’d help me in time of need,
Dublin is burnt away and Galway will be taken, we’ll have flames on bonfires,
My father will have wine and ale on his table, such a help to the Wandering Man.
IV
And one fine day I was down in Galway and the river was flowing down,
The trout and the eel and the pack of sticks were there and all such fine things,
The young women there were polite and gentle and they were slender, amiable and nice, But there wasn’t a young woman that I sat with that I didn’t tell her that black was white.
V
And I long for the day I’d be in a house without a sweetheart for twelve years and three months, For I am a lively spirited young fellow and I’d woo the gentle beauty,
And it was twelve women who were envying and contending for me,
all hoping to benefit from my spade,
It was the prayer of the old woman as I crossed the threshold,
‘Now behave your self, you Wandering Man’.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dal testo inglese)
I) Sono un allegro e abile bracciante stagionale sempre pieno di donne, così in Primavera spargo il mio seme due volte nella terra a maggese spingendo con le mani l’aratro, dietro ai cavalli sul pendio delle colline.
II) Cinquecento volte addio alla contea di mio padre, per sempre alla mia amata isola, alla folla di giovani uomini che ho lasciato dietro in città e che mi avrebbero aiutato nel momento del bisogno. Dublino è in fiamme, Galway è sorta in ribellione, accenderemo i falò e ci sarà vino e birra alla tavola di mio padre per sostenere il bracciante senza meta
III) Il primo giorno che ero arruolato in Irlanda ero felice e soddisfatto, il secondo giorno che ero arruolato ero tormentato, ma il terzo giorno che ero arruolato avrei dato 500 sterline per andarmene, avrei dato questo e quello ma non riuscivo a prendere il mio permesso.
IV) Una volta mentre ero a Galway il fiume correva per il pendio, c’erano trote e anguille e un sacco di pesci e ogni genere di creature viventi. C’erano giovani fanciulle ben svezzate e ed erano sinuose, gentili e belle e non c’era giovane donna con la quale non mi sarei seduto a mettere nero su bianco.
V) E desidero (vedere) il giorno che starò in una casa senza un’innamorata, per 12 anni e 3 mesi perchè io sono un vivace giovanotto abile a corteggiare le belle fanciulle. C’erano 12 donne gelose che erano in competizione per me tutte nella speranza del servizio della mia vanga; era la raccomandazione della vecchia mentre varcavo la soglia “Ora comportati bene, tu bracciante senza meta.”

FONTI
http://history1800s.about.com/od/irelandinthe1800s/ig/19th-Century-Ireland/Ireland-Farming.
htm
http://theseoservices.info/?p=188
http://songoftheisles.com/2014/01/13/an-spailpin-fanach/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2623
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52685 http://www.daltai.com/discus/messages/12465/13095.html?1100019164 http://thesession.org/discussions/26313
http://thesession.org/tunes/5760

PUCK FAIR: A REBELLIOUS BILLY-GOAT

Nel paesello irlandese di Killorglin, contea di Kerry (Irlanda Sud-Ovest) nel mese di agosto si tiene la festa più curiosa: un caprone selvatico viene condotto in paese e incoronato re per tre giorni e tre notti (10, 11 e 12 agosto). Messo ahimè in una gabbia, è issato su una apposita impalcatura che troneggia sulle case del paese, e lì resta per tutta la durata della festa, a guardare incuriosito le attività a cui si dedicano i suoi sudditi: lassù sebbene imprigionato il becco è rifocillato abbondantemente di cibo e acqua, e alla fine della festa viene restituito alla sua montagna!

VIDEO

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KILLORGLIN FAIR

La fiera è ricca di eventi: fiera del cavallo, del bestiame, bancarelle dell’artigianato, artisti di strada, musica, parate con la banda, danza e i fuochi d’artificio. Come accade per queste feste tradizionali le origini sono remote e si perdono nel Medioevo così non mancano mai le leggende in merito: le origini si riconducono presumibilmente alla religione celtica quando per celebrare un buon raccolto si intercedava presso il dio Lugh, Lugh ha dato il suo nome al mese di agosto in irlandese, Lughnasa ( Lúnasa ), il mese di Lugh (vedi); la leggenda che va per la maggiore racconta di due clan rivali, e di un becco di montagna che ha avuto la prontezza di spirito di avvisare il paese dall’attacco armato; così i guerrieri del paese si sono a loro volta armati e hanno preparato la loro difesa, riuscendo a sconfiggere il clan nemico. Il becco invece di finire arrosto è stata incoronato re Puck e portato in parata. Altri racconti riportano la vicenda ai tempi di Oliver Cromwell e gli “invasori” diventano gli Inglesi andati in Irlanda per sottometterla alla Corona. I soldati importunarono un gruppo di capre, ma il capo-branco il “puck” invece di fuggire verso le colline si precipitò verso la cittadina di Killorglin per “avvisare” gli abitanti

Altre leggende riportano l’origine dell’elezione di re Puck agli inizi dell’Ottocento: la fiera era già fiorente e come da consuetudini si pagava un balzello al signore locale per potervi partecipare; quando il governo inglese rese illegale imporre pedaggi alle fiere del bestiame, cavalli e pecore, l’avvocato Daniel O’Connell, da talentuoso azzeccagarbugli qual’era, suggerì di dedicarla esclusivamente alle capre, visto che non erano menzionate nel documento (10 agosto 1808); e per dimostrare la bontà della cosa una capra venne issata su un palco in alto a vessillo della fiera. Storicamente la fiera ha ottenuto status giuridico da re Giacomo I d’Inghilterra e Irlanda (e Giacomo VI di Scozia) nel 1603.

re capro
“Kings may come and Kings may go. But King Puck goes on forever.” La scultura è stata inaugurata il 5 agosto 2001, in commemorazione della tradizione del “Puck Fair”

LE CAPRE NELLA MITOLOGIA

Heidrun

La capra non è un animale insolito nella tradizione celtica e rappresenta in genere la fertilità. La capra Amaltea nutrì Zeus bambino e la capra norrena Heidrun dispensa idromele dalle sue mammelle ai guerrieri del Valalla.
Fauni e satiri nella mitologia greca e latina personificano il desiderio sessuale e la libidine, il dio cornuto con palchi di cervo o corna di capra-ariete è diventato il dio sincretico delle religioni pre-cristiane e ha prestato la sua immagine al Diavolo.

Nell’iconografia cristiana il caprone raffigura il diavolo e nel Giudizio Universale i condannati. Così nella mitologia e nelle religioni, la femmina di capra è stata rappresentata con un immagine positiva, simbolo di nutrimento, fertilità ed abbondanza, mentre il maschio di capra ha avuto connotazioni negative.

Nel folklore irlandese il bocánach (un folletto-capra) infesta i campi di battaglia mentre nelle Highlands scozzesi la Glaistig (metà donna e metà capra) è una fata delle acque custode del bestiame. Dai lunghi capelli biondi e bellissima nasconde la sua parte inferiore animale sotto una lunga veste verde e attira l’uomo con un canto o una danza per berne il sangue. In molti luoghi della Scozia, le glaistig sono considerate protettrici del bestiame e dei pastori, oltre che dei bambini lasciati soli dalle madri per sorvegliare gli animali al pascolo.

gruagach

An Poc ar Buile – The Mad Billy Goat

La canzone è stata composta da Dónal Ó Mulláin (1880-1965) nel 1940, resa famosa negli anni 60 da Seán Ó Sé: cantante-contadino di Scrahans, suonatore di violino e organetto, nonché ballerino provetto, compose poesie e canzoni in gaelico premiate e diventate subito popolari.
Ar buile = bulling vuol dire “essere arrabbiato” che il termine in gaelico irlandese si traduce come “pazzia, frenesia” qualcuno furioso.
Il becco diventa così il simbolo del combattivo e indomabile spirito irlandese

The Chieftains in Water from the Well 2000

ASCOLTA Liam Devally 1966 (che voce!)

ASCOLTA Gaelic Storm

I
Ag gabháil dom sior chun Droichead Uí Mhóradha
Píce im dhóid ‘s mé ag dul i meithil
Cé casfaí orm i gcuma ceoidh
Ach pocán crón is é ar buile…
[curfá] Ailliliú, puilliliú, ailliliú tá an puc ar buile!
Ailliliú, puilliliú, ailliliú tá an puc ar buile!
II
Do ritheamar trasna trí ruillógach,
Is do ghluais an comhrac ar fud na muinge,
Is treascairt do bhfuair sé sna turtóga
Chuas ina ainneoin ina dhrom le fuinneamh…
III
Níor fhág sé carraig go raibh scót ann
Ná gur rith le fórsa chun mé a mhilleadh,
S’Ansan sea do cháith sé an léim ba mhó.
Le fána mhór na Faille Bríce…
IV
Bhí garda mór i mBaile an Róistigh
Is bhailigh fórsa chun sinn a chlipeadh
Do bhuail sé rop dá adhairc sa tóin ann
S’dá bhríste nua do dhein sé giobail…
V
I nDaingean Uí Chúis le haghaidh an tráthnóna
Bhí an sagart paróiste amach ‘nár gcoinnibh
Is é dúirt gurbh é an diabhal ba Dhóigh leis
A ghaibh an treo ar phocán buile…


TRADUZIONE INGLESE
I
As I set out with me pike in hand To Dromore(1) town to join a meithil (2) Who should I meet but a tan puck goat(3)
And he’s roaring mad in ferocious mettle.
Chorus
Aill-il-lu puill-il-iu – Aill-il-lu it’s the mad puck goat.
II
He chased me over bush and weed And thru the bog the running proceeded,
‘Til he caught his horns in a clump of gorse
And on his back I jumped unheeded.
III
He did not leave a rock that had a passage through
Which he did not run with force to destroy me
And then he gave the greatest leap
To the big slope of Faille Bríce…
IV
When the sergeant stood in Rochestown(4)
With a force of guards to apprehend us
The goat he tore his trousers down And made rags of his breeches and new suspenders
V
In Dingle(5) Town the next afternoon The parish priest addressed the meeting
And swore it was The Devil himself He’d seen ridin’ on the poc ar buile
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre andavo con la picca in mano nella città di Dromore(1) per unirmi al gruppo di lavoro, chi ti incontro se non un caprone selvatico(3) e scuro che impazza come una furia?
Coro
Aill-il-lu puill-il-iu – Aill-il-lu
è il caprone pazzo
II
Mi inseguiva per i cespugli e l’erba
e per la palude di corsa andava
finchè restò imprigionato con le corna in un cespuglio di ginestra
e gli son saltato in groppa nonostante la sua resistenza.
III
Non c’era roccia sulla quale non andasse di corsa
e con forza per distruggermi
e allora prese il più grande balzo dall’alta rupe di Faill Breach
IV
Quando il sergente stava a Rochestown(4)
con un manipolo per catturarci
il becco gli tirò giù i pantaloni
e fece stracci di calzoni e nuove bretelle
V
Nella città di Dinge(5) il pomeriggio successivo
il parroco tenne la messa
e giurò che era il diavolo in persona che aveva visto correre

NOTE
1) Dromore (contea di Tyrone, Irlanda del Nord) nel 1798 era un famigerato covo di ribelli perciò chi imbracciava la picca lo faceva per combattere contro gli inglesi
2) Meithil (pronuncia MEH-hill) = work gang ovvero un gruppo di contadini che vanno ad aiutare per un lavoro “straordinario” nella vicina fattoria. In America la tradizione è ancora radicata e viene chiamata “barn raising”
3) ovvero una capra pazza!! Si dice capra ma in realtà ci si riferisce all’animale maschio, il caprone (detto anche becco).
4) Cork contea di Munster
5) Dingle (contea di Kerry) e il suo territorio furono la scena della “Second Desmond Rebellion” (1579-80)

FONTI
http://www.waymarking.com/waymarks/WMANF6_King_Puck_Killorglin_County_Kerry_Ireland
http://www.irishpage.com/songs/pocbuile.htm
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/AnPocArBuile.html
http://celtana.ie/tag/daniel-oconnell/http://puckfair.ie/historyorigins
http://amayodruid.blogspot.it/2011_06_01_archive.html
http://stancarey.wordpress.com/2013/07/16/bulling-ar-buile-in-irish-english/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43534 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27881