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HARBOUR LE COU

“Harbour le cou” è una sea song popolare a Terranova (Newfoundland), Canada, il racconto umoristico di uno sfortunato marinaio di Torbay che appena sbarcato a Harbour Le cou trova una damigella da corteggiare, ma incontra anche un vecchio amico il quale molto poco cameratescamente lo smaschera per quel donnaiolo che è mandando i suoi saluti a moglie e figli..

L’AUTORE

“Captain” Jack Dodd (1902-1978) di Torbay fu pescatore, marinaio, scrittore di canzoni e cantante, cercatore di tesori, un Jack of all -trade ma soprattutto un avventuriero. Si dice abbia fatto il giro del mondo per ben tre volte. Ha scritto ‘The Wind in the Rigging‘ (1972)  e “Cabot’s Voyage to Newfoundland” (1974) vedi

IL PORTO

Rose Blanche-Harbour le cou è un piccolo paese di pescatori che si trova sulla costa sud-occidentale dell’isola di Terranova in una piccola baia, abitata pare solo dal 1810

VIDEO di Paul Corman

 

ASCOLTA Gordon Lightfoot 1964

ASCOLTA Great Big Sea

ASCOLTA Ryan’s fancy


I
As I rode ashore from my schooner close by
A girl on the beach sir I chanced to espy,
Her hair it was red and her bonnet was blue
Her place of abode was in Harbour Lecou.
II
Oh boldly I asked her to walk on the sand
She smiled like an angel and held out her hand
So I buttoned me guernsey(1) and hoved way me chew(2)
In the dark rolling (flowing) waters of Harbour Lecou
III
My ship she lay anchored far out on the tide
As I strolled along with that maid at my side
I told her I loved her, I said I’ll be true,
And I winked at the moon over Harbour Lecou
IV
As we walked on the sands(3) at the close of the day
I thought of my wife who was home in Torbay(4)
I knew that she’d kill me if she only knew
I was courting this lassie in Harbour Lecou.
V
As we passed a log cabin(5) that stood on the shore
I met an old comrade I’d sailed with before,
He treated me kindly saying “Jack, how are you?
Its seldom I see you in Harbour Lecou”.
VI
And as I was parting, this maiden in tow,
He broke up my party with one single blow
He said “Regards to your missus, and your wee kiddies too,
I remember her well, she’s from Harbour Lecou”.
VII
I looked at this damsel a standing ‘long side
Her jaw it just dropped and her mouth opened wide
And then like a she-cat upon me she flew
And I fled from the furys of Harbour Lecou(6)
VIII
So come all you young sailors who walk on the shore
Beware of old comrades you sailed with before
Beware of the maidens with the bonnets of blue
And the pretty (fighting) young damsels of Harbour Lecou.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre sbarcavo a terra dalla mia goletta
una ragazza sul litorale mi è capitato di vedere
dai capelli rossi e con il berretto blu
abitava a Harbour Lecou.
II
Le ho chiesto con baldanza di passeggiare sulla spiaggia
lei sorrise come un angelo e tese la mano
così mi sono abbottonatto il Guernsey (1) e gettato la mia cicca
nelle cullanti acque scure di Harbour Lecou
III
La mia nave era all’ancora in alto mare
mentre io passeggiavo con quella fanciulla al fianco
le dissi che l’amavo e che ero sincero
e strizzai l’occhio alla luna su Harbour Lecou
IV
Mentre camminavamo sulla spiaggia sul finir del giorno
pensavo a mia moglie a casa a Torbay
sapevo che mi avrebbe ucciso se solo avesse saputo
che stavo corteggiando questa ragazza a Harbour Lecou
V
Mentre oltrepassavamo un capanno(5) che stava sulla spiaggia
incontrai un vecchio compagno con cui avevo navigato un tempo
mi trattò gentilmente dicendo “Jack come va? Raramente ti vedo a Harbour Lecou”
VI
E mentre ci separavamo con questa ragazza a rimorchio, mi ha rovinato la festa e tutto d’un fiato disse “Salutami la tua signora e anche i tuoi bambini, me la ricordo bene è di Harbour Lecou”
VII
Guardai verso la fanciulla che mi stava al fianco, la mascella le cadde e la bocca si spalancò e poi come una gatta verso di me si lanciò
e io fuggii dalla furia di Harbour Lecou
VIII
Così venite tutti giovani marinai che passeggiate sulla spiaggia
fate attenzione ai vecchi compagni con cui avete navigato un tempo,
fate attenione alle fanciulle con il berretto blu
e alle giovani (combattive) fanciulle di Harbour Lecou
maglione guernsey
tratto da http://www.aransweatermarket.com/mens-crew-neck-guernsey-sweater

NOTE
1) maglione da marinaio detto ‘Ganzie‘ perchè confezionato nell’isola di Guernsey, è diventato un indumento tradizionale dei pescatori inglesi. Il modello originale è lavorato in un solo pezzo senza cuciture partendo dal collo e per praticità il davanti è identico al dietro. Le maniche sono leggermente sopra il polso, dettaglio che serviva per non bagnarsi  con l’acqua di mare durante il lavoro. La lavorazione della maglia è molto stretta a maglia rasata o con motivi a trecce e zig zag. Era tradizionalmente confezionato dalle mogli (o sorelle) dei pescatori con i motivi che si passavano di madre in figlia attraverso le generazioni (un po’ come i motivi aran irlandesi).
Due erano gli stili: quello da lavoro (”working”) a maglia rasata detto anche in inglese plain stitch, Jersey Stitch, Flat Stitch, o Stockinette Stitch, e l’altro raffinato (”finer”) per le grandi occasioni.


2) to heave away one’s chew
3) oppure we strolled along
4) Torbay è una cittadina dell’isola di Terranova e si trova nella penisola di Avalon vicino a Saint John’s
5) tipica costruzione con tronchi di legno dei pescatori; i capanni sono piccoli e costruiti prorpio sull’acqua come rimessa della barca e le attrezzature per la pesca.
6) oppure Was a fit of the furies in Harbour Le Cou
FONTI
http://roseblanche.ca/about_rose-blanche.html
http://www.mun.ca/folklore/munfla/dodd.php
http://guernsey-knitwear.myshopify.com/pages/the-history-of-the-guernsey-jumper
https://lamagliadimarica.com/2014/05/03/guernsey-i-pullover-dei-pescatori-dellisola-del-canale/
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/01/lecou.htm
http://www.mun.ca/folklore/leach/songs/NFLD1/18-04.htm
http://gaddingaboutwithgrandpat.blogspot.it/2012/08/harbour-le-cou-newfoundland.html
http://www.aransweatermarket.com/mens-crew-neck-guernsey-sweater

YE MARINERS ALL OR A JUG OF THIS

sailor drinkingRaccolta sul campo agli inizi del Novecento dalla signora Marina Russell di Upwey, Dorset e pubblicata nel The Penguin Book of English Folk Songs (1959) “Ye Mariners All” è una drinking song dalla vena malinconica o caustica. Il testo compare in stampa verso il 1840 abbinato alla melodia “A Brisk Young Sailor Courted Me” ovvero “Died for Love” cioè il lamento di una fanciulla tradita da un marinaio.
La ballata è classificata per lo più nelle sea songs e non è propriamente una canzone irlandese sul bere anche se finisce nei repertori di alcuni gruppi di musica celtica e non manca certo di precedenti come Rosin the Beau. I Clancy Brothers l’hanno registrata con il titolo di “A Jug of this” l’effetto è una sorta di irish lament.
ASCOLTA Tommy Makem

ASCOLTA Seth Lakeman in The Punch Bowl 2002.

ASCOLTA Lehto&Wright live 2010

ASCOLTA Fairport Convention in Tipplers Tales 1978 con un lungo preambolo strumentale il canto inizia a 2:30


I
Oh ye Mariners(1) as you pass by,
Well come into drink if you are dry.
Come and spend, my lads, your money brisk,
And pop your nose in (this one.
Drink another) jug of this(2).
II
Oh ye tipplers, have you that crown(3)?
For you are welcome all to sit down.
Come and spend, my lads, your money brisk,
And pop your nose in (this one.
In another) jug of this.
III
Now I’m old and I can scarcely crawl,
I’ve an old grey beard and a head that’s bald.
Crown my desire and fulfill my bliss,
With a pretty young girl
And a(nother) jug of this(4).
IV
Now I’m in my grave
and I am dead(5),
And all these sorrows are passed and fled.
Go and turn myself (transform me) into a fish(6),
And let me swim (around you)
In a(nother) jug of this.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Voi marinai di passaggio
entrate a bere se avete sete,
venite a spendere, ragazzi i vostri soldi alla svelta,
e infilate il naso in questa boccia(2)
II
Tu beone hai quella corona(3)?
Perchè siete tutti invitati a sedervi,
venite e spendete, ragazzi, i vostri soldi alla svelta,
e infilate il naso in questa boccia
III
Ora sono vecchio e riesco camminare a malapena, ho una vecchia barba grigia e una testa calva,
corono il mio desiderio e soddisfo la mia beatitudine
con una bella ragazzina
e questa boccia(4)
IV
Ora che sono nella tomba
e sono morto(5)
e tutti i dolori sono passati e finiti
mi trasformo in un pesce(6)
per poter nuotare (intorno a te)
in questa boccia

NOTE
1) nelle prime trascrizioni si riporta “mourners” come se gli invitati ad entrare nel pub per bere fossero quelli di un corteo funebre. In realta si tratta della parola mar’ners una forma dialettale per marinai
2) ovvero “e infilate il naso in questo, bevete un’altra boccia di questo“. Non è automatico tradurre in italiano il temine jug: in fiorentino si direbbe boccia, che richiama l’immagine delle bottiglie di vino da 5 litri (una bottiglia piuttosto grande con il collo stretto). Ma può essere anche una caraffa con tanto di manico e collo più svasato che assomiglia a una brocca. Potrebbe anche essere un vaso di vetro per conservare marmellate o ortaggi o il barattolo del miele. Un termine quanto mai generico che a me richiama l’orcio toscano, il recipiente di terracotta, panciuto e di forma allungata con il collo ristretto, spesso a due manici in cui si conservavano o trasportavano i liquidi. In antico era una unità di misura equivalente a circa 38 litri, ma rimpicciolito ecco che l’orcio era usato come una brocca.
jug= boccia, brocca, caraffa, bottiglia.
3) nel senso di soldi
4) letteralmente “in un’altra boccia (brocca) di questo
5) evidentemente non tutti quelli che finiscono nella tomba possono considerarsi morti, così chi canta preferisce specificarlo!
6) mi piace l’idea della reincarnazione in un pesce anche se non so se ci siano intenzionali connotazioni verso simbologie cristiane, ma quale paradisiaca beatitudine per chi ama il bere!!

Per ravvivare l’atmosfera propongo una contraddanza in tema marinaresco “Row Well, Ye Mariners”

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/yemarinersall.html
http://mysongbook.de/msb/songs/xyz/yemarine.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49380
http://celtic-lyrics.com/lyrics/279.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/mariners
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/27.html

THE TURKISH REVERIE

Una sea ballad molto popolare nel circuito folk anglo-americano conosciuta con vari titoli (“The Sweet Trinity”, “The Golden Vanity”, “The Golden Willow Tree”) appare in stampa in foglio volante (broadside) nel 1635 con il titolo di Sir Walter Raleigh Sailing In The Lowlands.  Il professor Child la riporta in tre versioni (Child ballad #286) collegandola storicamente al vascello di Sir Walter Raleigh “The Sweet Trinity”, un personaggio impopolare, di quella nuova nobiltà nata dal mondo degli avventurieri, spocchiosa ma anche infida.
Nella ballata  si narra un evento rocambolesco quanto improbabile: l’affondamento di una nave nemica bucandone lo scafo con un non ben precisato attrezzo! (vedere introduzione)

LA VERSIONE AMERICANA

Una versione sentimentale viene dalla Virginia, da una registrazione sul campo di Horton BarkerChilhowie / St. Clair’s Bottom risalente al 1932 ripresa da Paul Clayton nel suo album “Whaling and Sailing Songs from the Days of Moby Dick”.
Così si riporta nelle note “The ballad probably originated about the middle of the 17th century when the Barbary pirates (known as Turks) raided shipping in the English Channel and even looted coastal towns.” He transcribed and learned his version from a 1932 aluminum recording of one of the best American traditional singers, Horton Barker of Chilhowie / St. Clair’s Bottom, Virginia, in the collection of the Virginia Folklore Society.”

Il nome che viene dato alla nave berbera pirata è declinato in molte varianti che non sempre sono il titolo della ballata: “The Turkish Reveille,” “The Turkish Revelee,” “The Turkish Rebilee” and “The Turkish Revoloo,” “The Turkish Revelry,” “The Turkish Revelrie,” “The Kish Rebel Lee,” “The Turkish Revelee,” “The Turkish Shilveree,” e “The Turkish Travelee.”

ASCOLTA Paul Clayton in “Whaling and Sailing Songs from the Days of Moby Dick” 1957

ASCOLTA Loudon Wainwright III in Rogues Gallery, Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys 2006 (versione che riprende quella di Paul Clayton del 1957)


I
There was a little ship
and she sailed on the sea
and the name of the ship was the Turkish Revelry(1)
she sailed down in that lonely lonesome water, she sailed on the lonesome sea
II
Up stepped a little sailor
saying “What will you give to me(2)
to sink that ship to the bottom of the sea? If I sink her in the lonely lonesome water ..
III
“I have a house and I have some land
and I have a daughter that shall be at your command(3)
if you sink her in the lonely
IV
He bowed on his breast
and away swam he
and he swam till he came to the Turkish Revelry
she sailed down on that lonely …
V
He had a little awe
all made for to bore(4)
and he bored nine holes in the bottom of the floor
and he sink her in the lonely …
VI
He bowed on his breast
away swam he
and he swam till he cam to the Golden Willow Tree
as she sailed in the lonely …
VI
“Captian o’ captian
will you be good as your word
or either take me up on board
for I’ve sunk her
in that lonely …”
VII
“No I won’t be
as good as my word(5)
or neither will I take you up on board
though you’ve sunk her
in that lonely ..”
VIII
“If it were not for
the love I bear your men(6)
I would sink you the same just as I sank them
I’d sink you in that lonely …”
IX
He bowed on his breast
and downward sunk he
bidding a farewell to the Golden Willow Tree
he sunk in that lonely …
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’era una piccola nave
che navigava sul mare
e il nome della nave era “the Turkish Revelry”(1)
navigava in quelle acque solitarie
di un mare solitario.
II
Avanti si fece giovane marinaio,
dicendo “Cosa mi darete(2)
per mandare quella nave sul fondo dell’oceano?
Se l’affondassi nelle acque solitarie..”
III
“Ho una casa e delle terre
e ho una figlia che sarà al tuo comando(3),
se tu la affondassi nelle acque solitarie..”
IV
Il ragazzo si piegò in avanti
e via nuotò
e nuotò finchè raggiunse la “Turkish Revelry”
che navigava sulle acque solitarie
V
Ebbe una piccola indecisione
di dove bucare(4),
ma poi fece 9 buchi sul fondo della chiglia e l’affondò nelle acque solitarie..
VI
Si piegò in avanti e lontano nuotò
e nuotò finchè raggiunse la “Golden Willow Tree”
che navigava nelle acque solitarie..
VI
“Capitano o capitano,
mantenete fede alla vostra parola,
prendetemi a bordo
perchè ho affondato la nave
in quelle acque solitarie..”
VII
“No, non voglio
essere di parola(5)
e nemmeno prenderti a bordo
sebbene tu abbia affondato la nave
in quelle acque solitarie ..”
VIII
“Se non fosse per l’amore che porto ai vostri uomini(6)
vi affonderei come ho affondato l’altro equipaggio
vi affonderei in quelle acque solitarie.. 
IX
Si piegò in avanti
e verso il basso affondò
mandando un addio alla Golden Willow Tree
affogò in quelle acque solitarie..

NOTE
1)i pirati musulmani delle coste africane provenivano da quella che gli europei chiamavano Barberia (in inglese Barbary e in francese Côte des Barbaresques) ovvero Algeria Tunisia, Libia, Marocco (e più precisamente le città-stato di Algeri, Tunisi e Tripoli, ma anche i porti di Salè e Tetuan). La definizione più corretta è corsari barbareschi perchè assalivano solo le navi dell’Europa cristiana (compiendo inoltre razzie anche nei paesi cristiani della costa atlantica e del mediterraneo per procacciare schiavi o per ottenere lauti riscatti). Nel termine barbareschi si comprendevano arabi, berberi, turchi nonché i rinnegati europei. Per quanto le attività piratesche fossero endemiche nel Mar Mediterraneo il periodo di massima attività dei corsari barbareschi fu la prima metà del 1600. Le ballate sui pirati “turchi” riprendono popolarità negli anni tra il 1795 e il 1815 in concomitanza degli attacchi dei corsari barbareschi alle navi americane. continua
2) l’eroico mozzo non era poi così disinteressato a guadagnarci qualcosa oltre che la fama, e prima di prestare il suo aiuto chiede una contropartita
3) il capitano nell’immediatezza del pericolo promette non solo una ricompensa in denaro ma anche la mano della figlia, una promessa esorbitante data la differenza sociale tra i due, che ci si aspetterebbe più estorta dal giovane durante una trattativa che offerta spontaneamente dal capitano (a meno che non ci fosse già la malafede in partenza!)
4) il giovane mozzo dopo essersi diretto sotto lo scafo nemico lo buca in più punti facendolo affondare! Che fosse un’impresa realizzabile è del tutto opinabile, forse era passata per la testa di qualche “stratega dei mari” l’idea della formazione di un corpo di “sommozzatori” che si immergono sotto lo scafo per bucarlo! Poi sono arrivati i sottomarini…
5) il capitano, molto poco nobilmente, si rimangia la promessa e per nulla riconoscente, non intende riprendere a bordo il giovane mozzo
6) il giovane però non vuole rivalersi sulla nave e il suo equipaggio e si lascia annegare.

LA MELODIA CON PIU’ BRIO: THE GOLDEN VANITY

Ecco come diventa la stessa melodia velocizzata e in stile bluegrass!

ASCOLTA The Almanac Singers in “The Very Best Of American Folk titolo” The Golden Vanity

ASCOLTA Crooked Still in “Some Strange Country”, 2011 titolo “The Golden Vanity” nel video live 2009 , un arrangiamento molto personale in progressive bluegrass


I
There was a little ship
and she sailed on the sea
and the name of the ship was the Turkish Revelry(1)
she sailed upon the low, the lonesome low, she sailed upon the lonesome sea

II
She had not been out many more weeks than three
When she was overtaken by the Turkish Revelry
Sailing on the low..
III
Then up spoke a little cabin boy
saying “What will you give to me(2)
if I will them destroy?”
If I sink her in the low ..

IV
“The man who them destroys”,
the captain then replied
“It’s five thousand pounds
and my daughter for your bride”
If you sink them in the low..”
V
The boy smote his breast,
and down jumped he
He swam until he came to the Turkish Revelry
Sailing on the low…

VI
He had a little tool,
made for the use
He bored nine holes in her hull all at once
He sank her in the low …

VII
He swam back to the ship,
he beat upon the side
Crying “Captain pick me up,
I’m waving with the tide”
“I’m sinking in the low
VIII
“I will not pick you up”,
the Captain then replied
“I’ll shoot you, I’ll drown you,
I’ll sink you in the tide
I’ll sink you in the low…
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’era una piccola nave
che navigava sul mare
e il nome della nave era “the Turkish Revelry”(1)
navigava nelle acque solitarie
di un mare solitario.
II
Non erano passate che più di tre settimane
quando fu superata dalla Turkish Revelry
navigava nelle acque solitarie…
III
Avanti si fece giovane mozzo,
dicendo “Cosa mi darete(2)
se li distruggerò?
Se l’affondassi nelle acque solitarie..”
IV
“All’uomo che li distruggerà –
allora il capitano rispose –
andranno 5mila sterline
e mia figlia in sposa(3),
se tu li affondassi nelle acque solitarie..”
V
Il ragazzo si piegò in avanti
e giù si gettò
e nuotò finchè raggiunse la “Turkish Revelry”
che navigava sulle acque solitarie
VI
Aveva un piccolo attrezzo
fatto per lo scopo(4), e fece 9 buchi sul fondo della chiglia in un colpo solo
e l’affondò nelle acque solitarie..
VII
Nuotò di ritorno alla nave
e diede un colpo sulla fiancata
gridando “Capitano prendimi su
sto nuotando contro corrente
sto affondando nelle acque solitarie..
VIII
“Non ti tirerò su –
il capitano allora rispose-
ti sparerò e ti annegherò(5)
ti affonderò nella corrente
ti affonderò nelle acque solitarie..

NOTE
4) qui la fantasia popolare si dilunga nell’immaginare come si potesse far affondare una nave perforandone lo scafo: ecco un prodigioso attrezzo che con un colpo riesce a fare 9 buchi
5) il capitano, molto poco nobilmente, si rimangia la promessa e per nulla riconoscente, non intende riprendere a bordo il giovane mozzo, anzi per essere certo che muoia gli spara pure!!

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49885
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1260.html
http://www.harbourtownrecords.com/peterslyricsgoldenvanity.htm

ADIEU SWEET LOVELY NANCY, THE SAILOR’S FAREWELL

Il tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso nelle ballate popolari e quella tra marinaio e giovane fidanzatina risale sicuramente al 1700: immancabile il richiamo ai pericoli del mare e alla dura vita sulle navi! (vedi prima parte) E così il tema si moltiplica in rivoli e rivoletti concentrandosi sul momento dell’addio come nella versione collezionata da Cecil Sharp (vedi seconda parte) o in quella contenuta nell'”Oxford book of the sea song” (vedi terza parte).

Un’ulteriore declinazione del tema viene dalla versione intitolata “Adieu, My Lovely Nancy” (ovvero “The Sailor’s Farewell,” “Swansea Town,” e “The Holy Ground”) trovata in Inghilterra, Irlanda, Australia, Canada, e Stati Uniti che si sviluppa su un duplice registro, da una parte la tipica e allegra canzone marinaresca, a volte sguaiata e inneggiante alle colossali bevute, e dall’altra una vena più intimista e fragile, che riflette sulla solitudine e il pericolo del vita in mare. In queste versioni il marinaio è al servizio della Royal Navy.

LA VERSIONE INGLESE: ADIEU SWEET LOVELY NANCY

Dal repertorio tradizionale della Famiglia Copper del Sussex la ballata è stata trascritta nel primo numero del Journal of the Folk Song Society, Vol.1, No.1, nel 1899. Una versione diffusa anche in Australia e intitolata “Lovely Nancy”, in cui è solo il bel marinaio a parlare durante la separazione.

ASCOLTA Maddy Prior & Tim Hart 1968 in Folk Songs of Old England Vol. 1

ASCOLTA The Ballina Whalers

ASCOLTA Ed, Will & Ginger in una session davanti al pub per la serie “Ed and Will in A walk around Britain”


I
Adieu sweet lovely Nancy,
ten thousand times adieu
I’m going around the ocean love
to seek for something new
Come change your ring(1)
with me dear girl
come change your ring with me
for it might be a token of true love while I am on the sea.
II
And when I’m far upon the sea
you’ll know not where I am
Kind letters I will write to you
from every foreign land
the secrets of your heart dear girl
are the best of my good will
So let your body(2) be where
it might my heart will be with you still.
III
There’s a heavy storm arising
see how it gathers round
While we poor souls on the ocean wide are fighting for the crown
There’s nothing to protect us love
or keep us from the cold
On the ocean wide where
we must bide like jolly seamen bold.
IV
There’s tinkers tailors shoemakers
lie snoring fast asleep
While we poor souls
on the ocean wide are ploughing through the deep
Our officers commanded us
and then we must obey
Expecting every moment
for to get cast away.
V
But when the wars are over
there’ll be peace on every shore
We’ll return to our wives and our families and the girls that we adore
We’ll call for liquor merrily
and spend our money free
And when our money is all gone
we’ll boldly go to sea.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Addio cara Nancy
diecimila volte addio, vado per l’oceano
amore a cercare l’avventura,
vieni a scambiare l’anello
con me mia cara ragazza,
scambia l’anello con me,
perchè sarà un pegno di vero amore mentre sarò per mare.
II
Quando sarò lontano sul mare
e non saprai dove sono,
dolci lettere ti scriverò
da ogni terra straniera,
i segreti del tuo cuore, cara ragazza
sono in cima alle mie buone intenzioni, perciò tieni il tuo corpo(2) dove
il mio cuore potrà stare con te ancora.
III
C’è una forte tempesta in arrivo
vedi come si raduna tutt’intorno
mentre noi povere anime sul vasto oceano combattiamo per la corona.
Non ci sarà nulla a proteggerci, amore
o a tenerci lontani dal freddo,
nel vasto oceano dove
dobbiamo restare come allegri e coraggiosi marinai.
IV
Ci sono calderai, sarti e calzolai
che dormono russando,
mentre noi povere anime
sul vasto oceano solchiamo gli abissi,
i nostri ufficiali ci comandano
e perciò dobbiamo ubbidire
aspettando ogni momento
per essere spazzati via.
V
Ma quando le guerre saranno finite
ci sarà la pace in ogni spiaggia torneremo dalle nostre mogli e famiglie e dalle ragazze che amiamo,
ordineremo da bere allegamente
e spensieratamente  spenderemo i nostri soldi, e quando i soldi saranno finiti torneremo coraggiosamente per mare

NOTE
1) lo scambio degli anelli o di qualche altro regalo è un elemento caratteristico delle ballate anglofile tradizionali, in cui tale oggetto costituirà la prova d’identità di colui che è partito (e resterà a volte assente per lunghi anni)
2) manca la parte di dialogo in cui lei dice di voler travestirsi da marinaio per poter andare con lui. Ma il bel Johnny la dissuade dicendole di restare a casa dove lui la saprà al sicuro

LA VERSIONE AMERICANA: ADIEU MY LOVELY NANCY

Nelle note Julie Henigan scrive “I learned this version from the Max Hunter Collection. Hunter was a traveling salesman and amateur folksong collector from Springfield, Missouri, who amassed an impressive number of field recordings from the Missouri and Arkansas Ozarks. When I was a teenager I learned many songs from the cassette tapes of his collection that were housed in the Springfield Public Library.
Hunter recorded this song in 1959 from Bertha Lauderdale, of Fayetteville, Arkansas. She had learned the song from her grandfather, who, in turn, had learned it from his grandmother, when “he was a young child in Ireland.” Since I recorded the song on American Stranger (Waterbug 038), Altan, Jeff Davis, Nancy Conescu, Gerald Trimble, and Pete Coe have all added it to their repertoires.”

ASCOLTA Julie Henigan.


I
Adieu, my lovely Nancy,
Ten thousand times adieu,
I’ll be thinking of my own true love,
I’ll be thinking, dear, of you.
II
Will you change a ring(1)
with me, my love,
Will you change a ring with me?
It will be a token of our love,
When I am far at sea.
III
When I am far away from home
And you know not where I am,
Love letters I will write to you
From every foreign strand.
IV
When the farmer boys
come home at night,
They will tell their girls fine tales
Of all that they’ve been doing
All day out in the fields;
V
Of the wheat and hay
that they’ve cut down,
Sure, it’s all that they can do,
While we poor jolly,
jolly hearts of oak(3)
Must plough the seas all through.
VI
And when we return again, my love,
To our own dear native shore,
Fine stories we will tell to you,
How we ploughed the oceans o’er.
VII
And we’ll make the alehouses to ring,
And the taverns they will roar(4),
And when our money it is all gone,
Sure, we’ll go to sea for more.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Addio mia cara Nancy diecimila volte addio, penserò al mio vero amore,
penserò mia cara, a te
II
Scambierai l’anello
con me amore mio
scambierai l’anello con me?
Sarà un pegno del nostro amore
mentre starò lontano per mare.
III
Quando sarò lontano da casa
e non saprai dove sono,
lettere d’amore ti scriverò
da ogni terra straniera.
IV
Quando i contadini
ritornano a casa la sera
racconteranno alle loro ragazze delle belle storie di ciò che hanno fatto
tutto il giorno nei campi
V
Del grano e del fieno
che hanno tagliato
certo, è tutto quello che sanno fare,
mentre noi poveri allegri,
allegri cuori di quercia(3)
dobbiamo navigare  per tutti i mari
VI
E quando ritorneremo di nuovo, amore mio,
alla nostra cara spiaggia natia
delle belle storie vi racconteremo
su come abbiamo navigato per gli oceani
VII
E faremo risuonare le birrerie
e tremare(4) le taverne
e quando i soldi saranno tutto finiti
torneremo di nuovo per mare

NOTE
3) espressione marinaresca per le navi costruite nell’età della vela con il legno più forte nella parte più interna dell’albero
4) l’espressione “scuotere il tetto” si riferisce al far traballare le travi del soffitto con cui erano puntellati i solai delle locande di una volta; è un po’ equivalente all’espressione idiomatica italiana “scuotere le fondamenta” nel senso di fare molto rumore

continua la versione sea shanty  

FONTI
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/adieusweetlovelynancy.html
https://www.acousticmusicarchive.com/adieu-sweet-lovely-nancy-chords-lyrics

ADIEU, LOVELY NANCY

000brgcfIl tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso nelle ballate popolari e quella tra marinaio e giovane fidanzatina risale sicuramente al 1700: immancabile il richiamo ai pericoli del mare e alla dura vita sulle navi! (vedi prima parte) E così il tema si moltiplica in rivoli e rivoletti concentrandosi sul momento dell’addio come questa versione raccolta sul campo da Cecil Sharp in cui è messo in risalto il desiderio della fanciulla di seguire il fidanzato per mare travestendosi da marinaio.(vedi seconda parte).

FARE YE WELL, LOVELY NANCY

L’altra versione viene dall'”Oxford Book of Sea Song” 1986 “that version was originally noted by Dr George Gardiner (text) and (probably) Charles Gamblin (tune) from George Lovett (born 1841) at Winchester, Hampshire. In January 1909, Ralph Vaughan Williams re-noted the melody because there was some doubt about the notation; it appears that he visited Mr Lovett and recorded his singing for later checking”. (Malcom Douglas tratto da qui)

LE LACRIME SUL LITORALE

Oltre al momento della separazione questa seconda versione presenta ulteriori sviluppi: in uno si descrive Polly/Nancy rimasta sulla spiaggia che si lamenta e piange per essere stata abbandonata dal suo marinaio (che evidentemente se n’è andato per mare senza sposarla).

Ci sono molti varianti del testo, vediamo quella che ci riporta al Settecento anche come arrangiamento musicale.
ASCOLTA Baltimore Consort

I
Fare ye well, lovely Nancy,
for now I must leave you.
I am bound for th’ East Indies
my course for to steer.
I know very well my long absence
will grieve you,
But, true love, I’ll be back
in the spring of the year.”
II
“Oh, ‘tis not talk of leaving me,
my dearest Johnny,
Oh, ‘tis not talk of leaving me
here all alone;
For it is your good company
that I do desire
I will sigh till l die
if l ne’er see you more.
III
In sailor’s apparel I’ll dress
and go with you,
ln the midst of all danger
your friend I will be;
And that is, my dear,
when the stormy wind’s blowing,
True love, I`ll be ready to reef your topsails.”
IV
“Your neat little fingers
strong cables can’t handle,
Your neat little feet
to the topmast can’t go;
Your delicate body
strong winds can’t endure.
Stay at home, lovely Nancy,
to the seas do not go.”
V
Now Johnny is sailing
and Nancy bewailing;
The tears down her eyes
like torrents do flow.
Her gay golden hair
she’s continually tearing,
Saying, “I’ll sigh till I die
if l ne’er see you more”.
VI
Now all you young maidens
by me take a warning,
Never trust a sailor
or believe what they say.
First they will court you,
and then they will slight you;
They will leave you behind,
love, in grief and in pain.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
“Addio bella Nancy
che ti devo lasciare
sto per salpare per le Indie orientali,
so bene che la mia lunga assenza
ti addolorerà,
ma amore io ritornerò
nella primavera dell’anno”
II
“Oh non parlare di lasciarmi
mio caro Johnny
non parlare di lasciarmi
qui tutta sola;
perchè è la tua cara compagnia
che io desidero,
piangerò fino a morire
se non ti vedrò mai più!
III
Come un giovane mozzo mi vestirò
e verrò con te,
in mezzo ai grandi pericoli
ti sarò compagna,
così sarà mio caro, quando soffia il  freddo vento di tempesta,
amore, sarò pronta a ridurre le vele di gabbia”
IV
“Ma le tue piccole manine
non possono maneggiare le nostre grosse cime e nemmeno i tuoi piedini delicati
posso salire sull’albero maestro,
il tuo corpo delicato
non può sopportare le raffiche di vento
resta a casa, Nancy cara
non andare per mare”.
V
Ora Johnny è per mare
e Nancy si lamenta,
le lacrime dai suoi occhi cadono
come torrenti in piena,
i capelli biondi
in continuazione si strappa
dicendo “Piangerò fino a morire
se non ti vedrò mai più”
VI
Allora tutte voi giovani fanciulle
ascoltate il mio avvertimento
non fidatevi di un marinaio
o credete a quello che dicono,
prima vi corteggiano
e poi vi faranno piangere;
vi lasceranno a casa
care, a tormentarvi

LA LETTERA

In un altra versione l’aggiunta di ulteriori strofe ci descrive Johnny in procinto di mandare una lettera alla fidanzata per giurarle amore eterno e rinnovarle la promessa di matrimonio (ma tutti sanno che fine fanno le promesse da marinaio)..

ASCOLTA Solas in Sunny Spells and Scattered Showers, 1997


I
“Adieu, lovely Nancy,
for now I must leave you
To the far-off West Indies
I’m bound for to steer
But let my long journey
be of no trouble to you
For my love, I’ll return
in the course of a year”
II
“Talk not of leaving me here,
lovely Jimmy
Talk not of leaving me
here on the shore
You know very well
your long absence will grieve me
As you sail the wild ocean
where the wild billows roar
III
I’ll cut off my ringlets
all curly and yellow
I’ll dress in the coats
of a young cabin boy
And when we are out
on that dark, rolling ocean
I will always be near you,
my pride and my joy”
IV
“Your lily-white hands,
they could not handle the cables
Your lily-white feet
to the top mast could not go
And the cold winter storms, well,
you could not endure them
Stay at home, lovely Nancy,
where the wild winds won’t blow”
V
As Jimmy set a-sailing,
lovely Nancy stood a-wailing
The tears from her eyes
in great torrents did a-flow
As she stood on the beach,
oh her hands she was wringing
Crying, “Oh and alas,
will I e’er see you more?”
VI
As Jimmy was a-walking
on the quays of Philadelphia
The thoughts of his true love,
they filled him with pride
He said, “Nancy, lovely Nancy,
if I had you here, love
How happy I’d be for to make you my bride”
VII
So Jimmy wrote a letter
to his own lovely Nancy
Saying, “If you have proved constant, well, I will prove true”
Oh but Nancy was dying,
for her poor heart was broken
Oh the day that he left her,
forever he’d rue
VIII
Come all of you young maidens,
I pray, take a warning
And don’t trust a sailor boy
or any of his kind
For first they will court you
and then they’ll deceive you
For their love, it is tempestuous
as the wavering wind
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
“Addio bella Nancy
che ora ti devo lasciare,
per le Indie Occidentali
sto per salpare,
che la mia lunga assenza
non ti crei affanno,
perche io ritornerò entro l’anno”
II
“Non dire che mi lasci qui,
Jimmy amore mio,
non dire che mi lasci
qui sulla spiaggia,
lo sai bene che
la tua lunga assenza mi addolorerà, perchè tu navighi per il vasto oceano
dove ruggiscono gli immensi flutti.
III
Mi taglierò i boccoli
biondi e ricci
mi metterò i panni
di un mozzo,
e quando saremo fuori
nell’oscuro, beccheggiante oceano, starò sempre accanto a te,
mio orgoglio e gioia”
IV
“Le tue mani bianche come giglio
non riuscirebbero a maneggiare le cime
e nemmeno i tuoi piedini delicati
riuscirebbero a salire sull’albero maestro e le fredde tempeste invernali
non saresti in grado di sopportare.
Resta a casa amata Nancy,
dove non soffia il vento forte.”
V
Appena Jimmy fu a bordo
la bella Nancy si lamentò,
le lacrime dagli occhi
scorrevano come ruscello
mentre stava sulla spiaggia
si torceva le mani
gridando “Ahimè
ti vedrò ancora?”
VI
Mentre Jimmy stava camminando
per il molo di Filadelfia
i pensieri del suo vero amore
lo riempivano d’orgoglio
diceva: “Nancy, amata Nancy
se ti avessi qui, amore,
sarei felice di farti la mia sposa”
VII
Così Jimmy scrisse una lettera
alla sua amata Nancy
“Se mi sei restata fedele
allora ti mostrerò fedeltà”
Ma ora Nancy stava morendo
che il suo povero cuore si era spezzato il giorno in cui lui l’aveva lasciata
e per sempre lui si pentirà.
VIII
Venite tutte voi giovani fanciulle, accettate il mio consiglio
e non fidatevi di un marinaio
o di altri della sua specie,
perchè prima vi corteggeranno
e poi vi inganneranno
perchè il loro amore è tempestoso come il vento incostante.

LA MORTE DI CREPACUORE

In questa versione sono tagliate le strofe centrali in cui Nancy vuole travestirsi da marinaio per seguire il suo bel marinaio, ma c’è il finale melodrammatico della lettera che giunge troppo tardi al capezzale della morta.

ASCOLTA Jarlath Henderson in Hearts Broken, Heads Turned, 2016.  Campionatori,  pianoforte e una voce espressiva per questo giovane  musicista  che ha vinto il BBC Young Folk Award nel 2003.
Nelle note scrive: I first learned of this song from my father. It is a sea shanty from the English singing tradition. Historically the song was collected by Perthshire born Dr George Gardiner, from George Lovett, in Hampshire, towards the end of the 19th century. Cecil Sharp also collected a version, this time in Somerset, from a lady called Susan Williams in 1905. My own interest in the sea comes from a childhood spent sailing on Lough Neagh, the largest lake in the British Isles, and my belief that the touring musicians of today have an affinity with the sailors of the past…


I
Fare thee well, lovely Nancy,
It’s now I must leave you,
To cross the main ocean
where the stormy winds blow,
let not my long journey
be of no trouble to you,
for you know I’ll be back
in the course of a year”
II
“Let’s talk not of leaving me here,
lovely Billy
Let’s talk not of leaving me
here all alone
for you know your long journey
at early will grieve me
stay at home lovely Billy
to the sea do not roar”
V-VI
As Billy went to sailing,
lovely Nancy stood a-wailing
The tears down her eyes
like fountains did flow
As Billy was a-walking
on the quays of Philadelphia
The thoughts of his true love,
still run throu his eyes
VII
So Billy wrote a letter
to his own true love Nancy
Saying, “If you prove constant,
then I will prove true”
Lovely Nancy on death bed
could not recover
when the news was brough to her
but his true love was death
VIII
So come on ye pretty fair maids,
and a warning take by me
care for a sailor or of his kind men
For first they will court you
and then they’ll deceive you
For their minds are imperfectual like the westerly wind
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
“Addio bella Nancy
che ora ti devo lasciare,
per attraversare l’oceano
dove soffiano i venti di tempesta
che la mia lunga assenza
non ti crei affanno,
perchè io ritornerò
entro l’anno”
II
“Non dire che mi lasci qui,
caro Billy
non dire che mi lasci
qui sulla spiaggia,
lo sai bene che il tuo lungo viaggio
alla lunga mi addolorerà,
resta a casa caro Billy
non andare per mare”
V-VI
Appena Billy fu a bordo
la bella Nancy si lamentò,
le lacrime dagli occhi
scorrevano come ruscello
Mentre Billy stava camminando
per il molo di Filadelfia
i pensieri del suo vero amore
gli correvano innanzi agli occhi
VII
Così Billy scrisse una lettera
alla sua amata Nancy
“Se mi sei restata fedele
allora ti mostrerò che sono sincero”
la cara Nancy sul letto di morte
non si riprendeva
quando le fu portata la lettera
era già morta
VIII
Venite tutte voi giovani fanciulle,
accettate il mio consiglio
e non fidatevi di un marinaio o di altri della sua specie,
perchè prima vi corteggeranno
e poi vi inganneranno
perchè il loro amore è scostante
come il vento dell’ovest.

(continua quarta parte )

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/farewellnancy.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27483
http://www.8notes.com/scores/4582.asp?ftype=gif

QUARE BUNGLE RYE: A BASKET WITH SURPRISE

In “Quare Bungle Rye” si narra in modo comico dell’ingegnosità delle ragazze madri pre-ottocentesche che riescono a far pagare all’uomo un risarcimento in denaro per la loro maternità fuori dal matrimonio. Non necessariamente il malcapitato è il padre del bambino ma viene preso a bersaglio semplicemente per la sua ingenuità!
Secondo Contemplator la ballata “Quare bungle rye” è la versione irlandese di “Oyster Girl” (The Basket of Oysters) di cui diverse copie ottocentesche possono essere rintracciati presso la Bodleian Library. Il tema si accomuna anche alla ballata intitolata più variamente “The Basket of Eggs”, “Eggs in Her Basket” o “Eggs and bacon”. (vedi)

LA SORPRESA NEL CESTO

In tutti questi testi si allude al cesto della fanciulla come a una gravidanza “a sorpresa” infatti dentro c’è un bambino che viene lasciato come “pacco” (cioè come fregatura) al malcapitato protagonista (che proprio estraneo alla faccenda non deve essere visto che in una delle tante versioni viene riconosciuto come padre del bambino). In Mudcat sono riportate tutta una serie di ballate sempre nella collezione della Bodleian Library che partono dal 1700 e trattano lo stesso tema (vedi).

QUARE BUNGLE?!?

La versione irlandese della storia è pittoresca quantomeno nella definizione della “strana merce” contenuta nel cesto della ragazza! quare è una variante dialettale di “queer” un termine in uso fin dal 1500 che significa “strano“.
The Online Etymology Dictionary dates the birth of the English word queer to about 1500, with its meaning (adj) of “strange, peculiar, eccentric” from Scottish, perhaps from the Low German queer meaning “oblique, off-center,” related to the German quer, meaning “oblique, perverse, odd,” in turn from the Old High German twerh, “oblique”. During the course of the 18th century, it acquired a new and associated sense — still as an adjective — of “feeling out of sorts, unwell, faint, giddy”. Charles Dickens, in his Pickwick Papers of 1837, wrote queasily of “legs shaky — head queer — round and round — earthquake sort of feeling — very.” From the late 18th century on, queer has also been used as a verb: first meaning “to puzzle, ridicule or cheat”, and then later, from about 1812, changing to mean “spoil or ruin”, or “to jeopardize”. By the turn of the 20th century, the word had acquired firm connotations of sexual deviance, especially referring to the behavior of homosexual or effeminate males, and it’s difficult to determine exactly when queer moved from this loose meaning of kinky, aberrant or dissolute to the more specific sense of homosexual. (tratto da qui)
Mentre l’articolo prosegue con le definizioni più attuali del termine, noi ci fermiamo al suo significato settecentesco e poi dickensiano (vedi nota 2)

Tutta la storia è tra il comico e l’allusivo (bawdy song) e il marinaio ci fa la figura dell’ingenuo se non proprio dell’imbecille!
Una specie di morale della storia è data nella strofa finale con l’avvertenza di guardare sempre bene per la merce che si vuole comprare per evitare fregature; ma l’uomo si “dimentica” anche troppo facilmente, di essere stato proprio lui  il primo ad aver dato la fregatura alla ragazza, lasciandola con un bambino in grembo!
E’ una tipica drinking song ma anche una sea song (se non proprio una sea shanty) diffusa in Irlanda nelle zone di Limerick e Waterford, come pure nel Nord Irlanda, in Scozia e in America (zona Monti Appalachi), registrata dai Clancy Brothers e i Dubliners i quali l’hanno riproposta spesso nel corso della loro lunga carriera.

ASCOLTA Dubliners in Drinking and Wenching 1969

ASCOLTA The Blarney Lads

ASCOLTA Carl Peterson in  “Pirate Song, Sea Song & Shanties, 2006


I
Now Jack was a sailor
who roamed on the town
And she was a damsel
who slipped up and down(1)
Said the damsel to Jack
as shee passed him by
“Would you care for to purchase some quare bungle(2)” ri-raddy-ri
Fol the diddle lie, Roddy rye, Roddy rye.

II
Thought Jack to himself,
“Now what can this be
But the finest old whisky
from far Germany?
Smuggled up in a basket
and sold on the sly
And the name that it goes by
is quare bungle” …
III
Jack gave her a pound
and he thought nothing strange
She said, “hold on to the basket
‘til I run for your change”
Jack looked in the basket
and a child he did spy
“Begorrah(3)! and says Jack
this is quare bungle” ….
IV
Now to get that child christened
was Jack’s next intent
For to get the child christened
to the parson he went
Said the parson to Jack,
“what will he go by?”
“Bedad(3) now, says Jack,
call him quare bungle” …
V
Says the parson to Jack,
“there’s a very queer name”
“Bedad(3) now, says Jack,
‘twas the queer way he came
Smuggled up in a basket
and sold on the sly
And the name that he’ll go by
is quare bungle” ….
VI
Now all you bold sailors
who roam on the town
Beware of the damsels
who skip up and down
Take a peep in their baskets
as they pass you by
Or else they may pawn
on you some quare bungle …..
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Jack era un marinaio
a zonzo per la città
e lei era una fanciulla
allo struscio(1),
disse la damigella a Jack
mentre gli passava accanto
” Vuoi comprare un quare bungle?(2)”
CORO
nonsense
II
Pensò Jack tra sè e sè
“Di cosa si può trattare
se non del più buon vecchio whisky
dalla lontana Germania?
Spacciato in un cesto
e venduto di nascosto
e il nome che gli danno
è quare bungle!”
III
Jack le diede una sterlina
e non ci trovò niente di strano
che lei dicesse ” Tieni il cestino
che corro per cambiare”
Jack guardò nel cesto
e vide un bambino
“Per Dio – disse Jack-
Questo è un quare bungle?!?”
IV
Battezzare il bambino
fu la successiva intenzione di Jack,
per battezzare il bambino
dal parroco andò
disse il parroco a Jack
“Come lo chiamiamo?”
“Oddio (3) -dice Jack
chiamiamolo Quare Bungle”
V
Dice il parroco a Jack
“E’ un nome molto strano”
“Oddio -dice Jack-
E’ strano il modo in cui è arrivato
contrabbandato in un cesto
e venduto di nascosto
e il nome che avrà
sarà Quare Bungle”
VI
Così voi marinai audaci
che passeggiate per la città
attenti alle damigelle
che vanno su e giù,
date un’occhiata ai loro cesti
mentre ci passate accanto
altrimenti vi possono rifilare
un “quare bungle

NOTE
1) mi è sembrato pertinente utilizzare un termine colorito anche se dialettale, proveniente da Napoli che è diventato sinonimo di passeggiata domenicale o serale in cittadine di provincia.
2) prima ancora di acquistare una valenza negativa come “To queer the pitch” il termine richiamava nel 700-800 un senso di tremore, debolezza e vertigini; solo così si comprende come il nostro marinaio abbia potuto pensare al whisky e ai suoi effetti!
3) esclamazioni eufemistiche per By God

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfm?ThreadID=17061
http://www.glossophilia.org/?p=3192 http://www.contemplator.com/england/qbrye.html http://www.8notes.com/scores/5999.asp http://worldmusic.about.com/od/irishsonglyrics/a/quare-Bungle-Rye.htm

DO ME AMA

sailor-picLa storia tragica della ballata Jack Orion diventa una storiella comica nella versione intitolata Do Me Ama, una fo’c’sle song  dalle origini settecentesche. E lo stesso A.L. Lloyd a fare il parallelismo “the ballad dropped out of tradition long ago, but the story it tells is an engaging one (a modern and more demographic parallel is  Do Me Ama )”
e prosegue:  “A fo’c’sle song that probably came into being during the 18th century. It derives its story from from an old chapbook tale of The Squire and the Farm Servant. The song has appeared in print a few times, most recently as Jack the Jolly Tar in the Penguin Book of English Folk Songs. It is still occasionally to be heard from traditional countryside singers, and may own its survival to the fact that in its story, the common sailor most cheekily gets the better of the squire—a theme for which country singers show lasting affection.”

La situazione ricalca quella raccontata in “Yarmouth town“, una sea song più che una sea shanty, che rivisita in chiave umoristica il classico tema delle night visit songs, in cui si descrivono incontri notturni tra belle e più o meno “ingenue” fanciulle e soldati o marinai di passaggio.

ASCOLTA A.L. Lloyd

ASCOLTA Liam Clancy


I
As a sailor was walking one fine summer day,
The squire(1) and the lady were making their way.
And Jack he heard the squire say,
Tonight with you love I mean to lay
With me do me ama, dee me ama do, me ama day.
II
You must tie a string all around yer finger,
With the other end of the string hanging out the window,
And I’ll slip by and I pull the string,
And you must come down love and let me in
With me do me ama, dee me ama do, me ama day.
III
Says Jack to himself, I’ve a mind to try,
To see if a poor sailor he can’t win that prize.
So he sleep by and he pulled the string
And the lady come down and she let old Jack in
With that do me ama, dee me ama do, me ama day.
IV
When the squire come by, he was humming a song,
Thinkin’ to himself how it wouldn’t be long.
But when he got there no string he found,
And behold, his hopes all dashed the ground
With that do me ama, dee me ama do, me ama day.
V
Early next morning, it was just getting light,
The lady jumped up ‘e bed in a terrible fright.
For there lay Jack in the stripy shirt,
His hands recovered with tar and dirt
And that do me ama, me ama dee, me ama day.
VI
Oh what do you want, you tarry(2) sailor,
Breaking in a lady’s bedroom to steal ‘er treasure?
Oh no, says old Jack, I just pulled that string
And you did come down, ma’m, and let me in
With me do me ama, me ama dee, me ama day.
VII
Says Jack Tar t’the lady, Oh, forgive me I pray,
I’ll steal away very quiet at the dawn of the day.
Oh no, says the lady, don’t straight far
For I never will part from me jolly Jack Tar(2)
And that do me ama, me ama dee, me ama day.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Mentre un marinaio era a passeggio in un bel giorno d’estate
il cavaliere (1) e la dama stavano andando per la loro strada
e Jack udì il cavaliere dire
“Stanotte con te amore voglio dormire
con me do me ama, dee me ama do, me ama day
II
Devi legare una corda attorno
al dito
e l’altro capo lasciarlo penzolare dalla finestra e io mi avvicinerò furtivo e tirerò la corda
e tu devi scendere amore e farmi entrare
con me do me ama, dee me ama do, me ama day”
III
Dice Jack tra sè e sè, “ho intenzione di provare per vedere se anche un povero marinaio ci riesce”.
Così si avvicinò furtivo e tirò la corda
e la dama scese e fece entrare il vecchio Jack
con me do me ama, dee me ama do, me ama day
IV
Quando il cavaliere arrivò, canticchiava una canzone
pensando che non ci avrebbe messo molto,
ma appena vide che non c’era corda da tirare
ecco che tutte le sue speranze si infransero
con me do me ama, dee me ama do, me ama day
V
La mattina dopo, poco prima dell’alba
la dama si tirò su con un balzo dal letto piena di paura
perchè ci dormiva Jack con la camicia a righe
con le mani sporche di catrame
con me do me ama, dee me ama do, me ama day
VI
“Cosa vuoi marinaio che puzzi (2) di pece?
Irrompere nella camera da letto di una signora per rubare la sua virtù?”
“Oh no, -dice il vecchio Jack – ho solo tirato la corda e tu sei scesa,
madama e mi hai fatto entrare
con me do me ama, dee me ama do, me ama day
VII
Dice Jack Tar alla dama “Oh vi prego di perdonarmi
fuggirò via allo spuntar del giorno”
“Oh no, – dice la dama – non andartene
perchè non mi separerò mai dal mio allegro marinaio (2)”
con me do me ama, dee me ama do, me ama day

NOTE
1) squire = scudiero: in epoca medievale uno scudiero era un giovane nobile che portava lo scudo e l’armatura al cavaliere. Si trattava per lo più di un adolescente durante il suo praticantato per diventare cavaliere. La voce scudiero passò successivamente per ragioni araldiche ad indicare la carica di un gentiluomo di corte il quale aveva anche cura delle scuderie reali. Tradotto impropriamente con “cavaliere”. Il ragazzo all’età di 7 anni veniva mandato a servire come paggio presso un altro clan, imparentato con la famiglia e a 14 anni passava al seguito di un cavaliere in qualità di scudiero.
2) tarry è un termine dispregiativo per contraddistinguere il tipico marinaio.  Probabilmente il termine è stato coniato nel 1600 alludendo alle resine con le quali i marinai impermeabilizzavano i loro abiti da lavoro.

FONTI
http://www.magellano.org/public/magellano/articoli/374/374.pdf
http://mysongbook.de/msb/songs/d/domeama.html
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/domeama.html
http:[email protected]?SongID=1750
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19917

BALTIMORE WHORE: A BAWDY SAILOR SONG

ATTENZIONE: il  contenuto potrebbe risultare offensivo!

hells-pavementClassificata come Bawdy song è intitolata anche più genericamente “Four Old Whores“. Nella versione “You’re a liar” le puttane diventano tre e provengono da Winnipeg o dal Canada, ma ovviamente visto l’argomento le “signore” provengono un po’ da tutti i porti di mare. Nel libro “The Erotic Muse: American Bawdy Songs”, Ed Cray scrive: ‘One of the most persistent notions in folklore is the belief that the greater the size of the sexual organ, the greater the sexual pleasure or capacity. The idea appears again and again in folk song, sometimes as an incidental line, and sometimes, as in this sea song, as a series of outlandish lies.

Così Laurence Owen commenta “ If we take Cray’s point that in folklore, the genital size of either gender equates to how good you are in the sack, then the true meaning of the song is plain. This is the female equivalent of a dick swinging contest. The characters are reclaiming back that right directly from the patriarchy. Within the confines of the song, our four fictional subjects are not victims. They are women in complete control, showing off amongst themselves in the same way lads might do down the pub after watching the football. If anything, I believe the song’s message is one of equality.

Oltre a prestarsi per “pirates convention” e “punk reunions” il brano è interpretato come “comedy song”

ASCOLTA Gavin Friday in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, 2006 (strofe da I a V). Ma da dove arriva questa voce così sensuale? Dal cantautore e attore irlandese già fondatore del gruppo punk, new wave- post punk o come altro dir di voglia, Virgin Prunes

ASCOLTA Laurence Owen 2013 (strofe I, II, IV, III, VI)

I
There were four old whores from Baltimore
Drinking the blood red wine
And all the conversation was
“Yours is smaller than mine.”(1)
Chorus:
Timmy(2) roly poly(3), tickle my hole-y,
Smell of my slimy slough,
and drag your nuts across me guts(4),
I’m one of the whorey(5) crew.
II
“You’re a liar,” said the first whore,
“Mine’s as big as the air
The birds fly in, the birds fly out,
And never touch a hair.”
III
“You’re a liar.” said the second,
“Mine’s as big as the sea
The ship sails in, the ship sails out
Never troubles me.”
IV
“You’re a liar,” said the third whore,
“Mine’s as big as the moon,
the men jump in, the men jump out,
Never touch the womb.”
V
Swab your decks, me hearties
Slice them up with pride(5)
Light your oars, you sons of whores
Yours is smaller than mine
VI
“You’re a liar,” said the last whore,
“Mine’s the biggest of all,
the fleet sailed in on the first of June,
and didn’t come back till Fall.”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
C’erano quattro puttane di Baltimora che bevevano vino rosso e discutevano ” Le vostre sono più piccole della mia”. Per la mia ciccina, titillate il mio buco, annusate la mia palude vischiosa e trascinate le vostre palle per le mie viscere, sono una del bordello!
“Sei una bugiarda – dice la prima puttana – La mia è più grande del cielo, gli uccelli ci volano dentro e fuori e mai toccano un pelo”. “Sei una bugiarda – dice la seconda – la mia è più grande del mare, le navi vanno e vengono e non mi danno mai problemi”. “Sei una bugiarda – dice la terza puttana – la mia è grande quanto la luna, gli uomini ci saltano dentro e fuori e non toccano mai il fondo. Ramazzate i ponti, miei cuoricini, tranciateli (i pesci) con vanto, remate figli di puttana le vostre sono più piccole della mia.” “Sei una bugiarda – dice l’ultima puttana – la mia è la più grande di tutte, la flotta ci è salpata il primo di giugno e non è ritornata che fino all’autunno”

NOTE
1) Laurence Owen dice “Mine is bigger than yours” il riferimento è in merito alla grandezza della vagina
2) una contrazione-assonanza che sta per “Through me”
3) roly poly vuol dire cicciottella, una persona sovrappeso ovvero rotondetta, paffuta
3) anche I drag my balls across the halls (trascino le mie palle per le stanze); letteralmente “trascina le tue noccioline per le mie budella”
4) anche sporting
5) non ho la più pallida idea di cosa voglia dire, probabilmente trattandosi delle mansioni dei marinai su una nave si riferisce alla pulizia del pesce.

FONTI
http:[email protected]?SongID=2105
http:[email protected]?SongID=8047
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47495
http://mrlaurenceowen.bandcamp.com/track/baltimore-whores
http://www.chortle.co.uk/correspondents/2014/05/31/20297/am_i_a_misogynist
http://oldunclecrow.wordpress.com/2010/10/10/the-slimy-slough-of-late-modern-upper-middlewestern-american-boyhood-sexual-versification/
http://everything2.com/title/Doug+Clark+and+the+Hot+Nuts

YARMOUTH TOWN

Una canzone tradizionale non molto diffusa che è stata registrata per la prima volta da Pete Bellamy nel suo album “Mainly Folk Songs&Ballads” del 1968 (nelle note scrive “from the singing of Norfolk’s Peter Bullen“), siccome non si trovano tracce precedentemente alla data alcuni ritengono che la canzone sia una variante scritta da Peter Bullen su di una vecchia storia popolare, condivisa anche da titoli come “Blow Boys Blow” e “Do Me Alma“, sebbene con una melodia diversa. I testi delle successive registrazioni si rifanno quindi sempre a quello di Peter Bellamy e le varianti sono molto poche, a testimonianza della circolazione attraverso la tradizione orale solo in tempi più recenti.

La Yarmouth a cui si riferisce la canzone è la Great Yarmouth una cittadina costiera del Norfolk (Inghilterra) tradizionalmente dedita alla pesca delle aringhe (oggi però riconvertita alle attività di estrazione del petrolio nel Mare del Nord ). La località balneare più famosa del Norfolk è situata ad est dell’omonima città e si sviluppa lungo 15 chilometri di spiaggia. Già rinomata meta turistica durante il XVIII secolo, conserva una parte molto antica e un piccolo museo marittimo dedicato a Nelson. C’è anche una Yarmouth town in Canada (Nuova Scozia) al tempo dei velieri, importante cantiere navale e oggi dedito alla pesca delle aragoste (Golfo del Maine).

A Great Yarmouth nel mese di settembre, si svolge da una decina d’anni un grandioso Festival Marinaro, dove si rivive l’epoca dei grandi velieri: un due giorni ricchi di navi storiche, musica dal vivo (ovviamente sea shanties) e mostre, un’idea geniale per riqualificare tutta l’area del South Quay.
SITO DEL FESTIVAL qui

yarmouth-festival

UN ‘IDEA PER LE VACANZE
Si stralcia da qui
Elegante e incontaminata, quella delle Norfolk Broads è una tra le regioni di navigazione più popolari d’Inghilterra. Navigando su larghi fiumi e su laghi dalle acque poco profonde, scoprirete la vita di paese tipicamente inglese, in perfetta armonia con l’ambiente e la natura. Le vacanze in barca fanno parte delle tradizioni delle Norfolk Broads, la più grande riserva naturale del Regno Unito. Niente di più facile che navigare a partire da Horning. Le vie navigabili dei Broads comprendono i fiumi Ant, Bure, Waveney e Yare. La navigazione qui è molto semplice e i villaggi dei dintorni valgono sicuramente il viaggio in ogni periodo dell’anno. La navigazione è famosa a Hickling Broad, vasta riserva naturale nazionale e sito nautico molto apprezzato. Se amate la vela, potrete seguire le tracce dell’ammiraglio Nelson sulle Barton Broad. A Outlon Broad, vicino alla costa, prendetevi il tempo di visitare il museo marittimo di Lowestoft. I bambini vorranno approfittare delle attrazioni di Great Yarmouth, prima stazione balneare della regione. Altrimenti seguite la Yare fino al centro di Norwich dove potrete visitare due cattedrali. I Broads sono un parco nazionale protetto. Essi ospitano una fauna e una flora selvagge con specie rare e sorprendenti. Si sta facendo veramente un importante lavoro di conservazione e di protezione per preservare questo ambiente unico

LA CANZONE
Una sea song più che una sea shanty, che rivisita in chiave umoristica il classico tema delle night visit songs, in cui si descrivono incontri notturni tra belle e più o meno “ingenue” fanciulle e soldati o marinai di passaggio. In questo caso la figlia del locandiere oltre ad essere ingegnosa, è anche sessualmente disinibita.

Planxty 1974

Great Big Sea in Sea of No Cares 2002

Gaelic Storm in The Boathouse 2013

TESTO GAELIC STORM
In Yarmouth Town there lived a man,
He kept a tavern by the sand.
This landlord had a daughter fair,
A pritty little thing with the golden hair.Chorus :
Oh, won’t you come down,
Won’t you come down,
Won’t you come down
To Yarmouth town.Now to this tavern come a sailor-man
He asked the daughter for her hand.
“Why should I marry you?” she said,
“I get all I want without being wed.”“If you want with me to linger,
I’ll tie a bit of string all around my finger.
All you got to do, just pull on the string,
And I’ll come down and I’ll let you in.”At closing time the sailor-man,
He went to the tavern by the sand.
He went and he pulled on the string,
She come down and she let him in.

The sailor man was quite surprise
When she winked at him with her lovely eyes
he had never seen such a sight before:
The string around the finger was all she wore.

So, the sailor stayed the whole night through
And early in the morning went back to his crew,
He told them all about that maiden fair,
The pretty little thing with the golden hair.

What the news, that soon got around
And the very next night in Yarmouth Town
There was fifteen sailors pulling on the string
She come down and she let them all in.

So all young men what ever to Yarmouth do go,
See a pretty little girl with her hair hung low,
Well, all you got do is pull the old string,
She’ll come down and she’ll let you all in.

TESTO PLANXTY
In Yarmouth Town there lived a man,
kept a little tavern down by the strand.
The landlord had a daughter fair,
a pretty little thing with the golden hair.Chorus:
Oh, won’t you come down,
won’t you come down,
won’t you come down
to Yarmouth town.At night there came a sailor man
and he’s asked the daughter for her hand.
“Oh, why should I marry you, she said,
I have all I want without being wed.”But if with me you do want a linger,
I tie a piece of string all around my finger
and as you pass by, just pull on the string
and I’ll come down and I’ll let you in.”At closing time the sailor man
he’s gone to the tavern down by the strand
and as he passed by, he pulled on the string,
and she’s come down, and she’s let old Jack in.

Now he’s never seen such a sight before,
‘cause the string around the finger was all she wore.

The sailor stayed the whole night through
and early in the morning went back to his crew,
and then he told them about the maiden fair,
the pretty little thing with the golden hair.

Well, the news it soon got around
and the very next night in Yarmouth Town
there was fifteen sailors pulling on the string
and she’s come down and she’s let them all in.

So all young men that to Yarmouth go,
if you see a pretty girl with her hair hanging low,
well, all you’ve got to do is pull on the string,
and she’ll come down and she’ll let you in.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
A Yarmouth viveva un uomo che teneva una taverna sulla spiaggia, questo padrone aveva una figlia bella una cosuccia con i capelli biondi. Non vuoi venire nella città di Yarmouth? In questa taverna venne un marinaio e chiesa la mano della figlia “Perchè dovrei sposarmi – disse lei -ho tutto ciò che voglio senza essere sposata, se vuoi venire con me, mi legherò un pezzo di spago intorno al dito e quello che devi fare è solo tirare la corda e io scenderò e ti farò entrare”. Al momento della chiusura il marinaio andò alla taverna sulla spiaggia, andò per tirare la corda e lei scese e lo fece entrare. Il marinaio rimase un po’ sorpreso quando lei gli fece l’occhiolino con gli occhi belli, non aveva mai visto prima un tale spettacolo: lo spago intorno al dito era tutto ciò che lei indossava! Così il marinaio rimase tutta la notte e al mattino presto tornò al suo equipaggio a raccontare tutto sulla bella fanciulla, la bella cosuccia con i capelli biondi. La notiza si sparse presto e la notte successiva a Yarmouth c’erano quindici marinai a tirare la corda, lei scese e li fece entrare tutti. Così voi giovanotti che andate a Yarmouth se vedete una bella ragazzina con i capelli sciolti (alla finestra), tutto quello che dovete fare è tirare la vecchia corda, lei scenderà e vi farà entrare!

FONTI
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/yarmouthtown.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=41454
http://www.mudcat.org/thread.CFM?threadID=40861

I’SE THE B’Y

Una sea song tradizionale di Terranova (in inglese Newfoundland), l’isola di fronte alla costa orientale del Canada. E’ stata raccolta da Kenneth Peacock e Gerald S Doyle e pubblicata nel “Folk Songs of Canada”, 1954 (anche nella raccolta di Gerald S Doyle “Old-Time Songs of Newfoundland,” 1955) per diventare popolare in tutto il paese. Il dialetto di Terranova è un misto di inglese e irlandese con espressioni non standard assolutamente originali dell’isola, come pure l’accento. L’inglese-canadese ha negli abitanti di Terranova un accento che a parere di molti ricorda la campagna dell’Inghilterra Occidentale (Devon e Cornovaglia) o dell’Irlanda.
E’ Terranova la Vinland dei Vichinghi, la terra dei pascoli, un dato storico ormai assodato, dopo la scoperta archeologica di tombe vichinghe risalenti al XI secolo nell’Anse aux Meadows , in italiano “la baia delle meduse”, la parte più settentrionale di Terranova. Così come narrano le saghe, i primi esploratori dell’America furono i vichinghi del X secolo, più incerta è l’esatta ubicazione della terra battezzata Vinland che alcuni storici collocano più a Sud ovvero a Cape Cod.

I’SE THE B’Y

Si tratto di una canzoncina apparentemente non-sense sulla vita di una comunità di pescatori, ma che leggendo tra le righe (ovvero con il Dizionario di Terranovese in mano) un po’ di senso, ossia di doppio-senso ce l’ha!
terranova-pesca-merluzzo

 

ASCOLTA Great Big Sea 1993


I
I’se the b’y(1) that builds the boat
And I’se the b’y that sails her
I’se the b’y that catches the fish (2)
And brings ‘em home to Lizer(3)
CHORUS
Hip yer(4) partner, Sally Tibbo(5)
Hip yer partner, Sally Brown(5)
Fogo, Twillingate, Mor’ton’s Harbour(6)
All around the circle
II
Sods and rinds(7) to cover yer flake (8)
Cake (9) and tea for supper
Cod-fish in the spring o’ the year
Fried in maggoty butter
III
I don’t want your maggoty fish (10)
They’re no good for winter
I can buy as good as that
Down in Bonavista
IV
I took Lizer to a dance
And fast as she could travel
And every step that she did take
Was up to her knees in gravel(11)
V
Susan White she’s out of sight
Her petticoat wants a border(12)
Old Sam Oliver in the dark
He kissed her in the corner
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Sono io il tipo (1) che si costruisce la barca e ci naviga sopra,
sono io il tipo che prende il pesce (2)
e lo porta a casa dalla Liza. (3)
CORO
Gira (4) con il tuo compagno Sally Tibbo
Gira con il tuo compagno Sally Brown (5)
Fogo, Twillingate, Mor’ton’s
Harbour (6)
tutti in cerchio
II
Zolle di terra e rametti (7)per coprire la piattaforma per l’essiccazione (8)
gallette (9) e tè per cena,
merluzzo in primavera
fritto nel burro rancido.
III
Non voglio il tuo pesce marcio (10)
non va bene per l’inverno
ne posso comprare di meglio
giù a Bonavista.
IV
Ho preso Liza per un giro
il più veloce possibile,
ma ad ogni passo che faceva
si bloccava le ginocchia nella ghiaia(11)
V
Susan White è fuori vista
la sua sottana ha bisogno dell’orlo (12),
il vecchio Sam Oliver al buio
la baciava nell’angolo.

NOTE
1) “I’s the B’y” = I’m the Boy
2) con “fish” a Terranova ci si riferisce al baccalà
3) Liza. Le strofe giocano sul doppio senso di Lisa come donna oppure come il nome di una barca.
4) To hip =to bump someone on the hip when dancing; anche scritto Swing
5) Tibbo sta per Thibeault. I due cognomi ricordano che ci furono coloni francesi e inglesi nella zona in cui ha avuto origine la canzone
6) Fogo, Twillingate, Morton’s (o Moreton’s) Harbour sono villaggi sulle isole al largo delle coste Nord di Terranova, come se formassero le tappe di un percorso circolare che facevano le barche
7) The rindes = strips of birch bark placed on top of the fish to protect them from the sun so they don’t burn, and to keep blow-flies off so they don’t get maggoty. In realtà il cannicciato è posto sotto il pesce messo ad essiccare e le zolle di terra non hanno niente a che vedere con il processo di riparo e di essiccazione. Così alcune versioni riportano la strofa con dei termini comprensibili in inglese standard. In questa strofa era descritto un vecchio modo di lavorazione per essiccare il merluzzo in modo che le mosche non potessero deporre le loro larve e guastare il pesce.
Strofa alternativa:
Flour and crumbs to cover the fish,
Cake and tea for supper,
Cod fish in the spring o’ the year
Fried in rancid butter.
8) flake: una piattaforma costruita su pali per far essiccare il pesce
va7-45The first thing that strikes a stranger on entering a harbour in Newfoundland is the abundance of what are called the fish flakes and stages, together with the wooden wharfs and the great dark red storehouses. The fish flakes consist of a rude platform, raised on slender crossing poles, ten or twelve feet high, with a mating of sticks and boughs for a floor. On these the fish are laid out to dry, and planks are laid down along them in various directions, to enable the persons who have the care of the fish to traverse them…. and in a populous cove or harbour the whole neighbourhood of the houses is surrounded by these flakes, beneath whose umbrageous and odoriferous shade is frequently to be found the only track from one house to the other.” (da Jukes’ Excursions: Being a revised edition of Joseph Beete Jukes’ “Excursions in and about Newfoundland, During the Years 1839 and 1840.” ) Foto: Path under the flakes, La Manche ca. 1938. PANL VA7-45 (PANL-CMCS). tratto da qui
9) cake: le gallette che facevano parte dell’equipaggiamento delle navi al posto del pane
10) magotty fish: pesce marcio infestato dalle larve
11) Gravel= pebble-strewn isthmus. Qui la frase è giocata sul doppio senso: potrebbe trattarsi di Liza che non riesce a saltare bene sulle ginocchia quando danza, ma anche della barca di nome Liza che si arena sulla ghiaia con i fondali bassi
12) come spesso accade nei canti tradizionali i riferimenti sessuali non sono mai espliciti, anche se tutti sanno a cosa si riferisce la frase

FONTI
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/01/itb.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/25/itbgbs2.htm
http://www.joyhecht.net/6-08-15/Aug15-06.html
http://www.heritage.nf.ca/articles/exploration/eyewitness-accounts.php
http://www.therooms.ca/ic_sites/fisheries/main2.asp?frame=off
http://www.veneto.antrocom.org/blog/?p=1731