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MARION S’Y PROMÈNE

Un filone fecondo della tradizione ballatistica europea che affonda le sue radici nel medioevo è quello cosiddetto della “fanciulla sulla spiaggia”;  Riccardo Venturi riassume il commonplace in modo puntuale  “fanciulla solitaria che passeggia sulle rive del mare – nave che arriva – comandante o marinaio che la richiama a bordo – fanciulla che s’imbarca di spontanea volontà – ripensamento e rimorso – pensieri alla casa materna / coniugale – dramma che si compie (in vari modi)
Nelle “warning ballads” si ammoniscono le brave fanciulle di non mettersi grilli per il capo,  di stare al loro posto (accanto al focolare a sfornare manicaretti e bambini) e di non avventurarsi in “ruoli maschili”, altrimenti finiranno disonorate o stuprate o uccise. Meglio quindi la gabbia più o meno dorata che già si conosce che il volo libero.
Così questa ballata francese (area occidentale) viene dai complainte medievali filtrati dalla tradizione popolare con il titolo  La fille aux chansons (= la fanciulla nelle canzoni) e con chanson si intende ovviamente la produzione medievale di trovieri e trovatori.

Il seduttore di turno (nel mazzo con elfi cavalieri e principi ranocchi) è un più normale “pirata” ma non meno esotico e eccitante, siamo alle solite la fanciulla “inquieta” si aggira sola soletta per la spiaggia (nelle versioni terricole invece predilige boschi rigogliosi pieni di felci o brughiere con l’erica e la ginestra in fiore), sente il canto del bel marinaio e imprudentemente sale sulla nave governata da una trentina di marinai.
Appena salita a bordo la musica cambia e la ragazza finalmente capisce che la sua fine sarà di essere l’oggetto sessuale di 30 arrapati pirati e in un gesto disperato si trafigge il cuore con la spada .

ASCOLTA Malicorne in Malicorne II (“Le mariage anglais”), 1975


I
Marion s’y promène
Le long de son jardin,
Le long de son jardin
Sur les bords de la France
Le long de son jardin
Sur les bords de l’eau.
II
Aperçoit une barque
De trente matelots,
De trente matelots
Sur les bords de l’eau
Le plus jeune des trente
Chantait une chanson.
III
Chantait une chanson
Sur les bords de la France,
Chantait une chanson
Sur les bords de l’eau
La chanson que tu chantes
Je voudrais la savoir.
IV
Je voudrais la savoir
Sur les bords de la France,
Je voudrais la savoir
Sur les bords de l’eau
Montez dedans ma barque,
Je vous l’apprend(e)rai.
V
Je vous l’apprend(e)rai
Sur les bords de la France,
Je vous l’apprend(e)rai
Sur les bords de l’eau.
VI
On fait cent lieues de barque
Sans rire et sans parler
On fait cent lieues de barque
Sans rire et sans parler
Sans rire et sans parler
Sur les bords de la France,
Sans rire et sans parler
Sur les bords de l’eau.
VII
Après cent lieues de course,
La belle s’ mit à pleurer
Après cent lieues de course,
La belle s’ mit à pleurer
La belle s’ mit à pleurer
Sur les bords de la France,
La belle s’ mit à pleurer
Sur les bords de l’eau.
VIII
Qu’avez vous donc la belle
Qu’a vous à tant pleurer?
Qu’a vous à tant pleurer
Sur les bords de la France?
Qu’a vous à tant pleurer
Sur les bords de l’eau?
IX
J’entends, j’entends ma mère
M’appeler pour coucher,
M’appeler pour coucher
Sur les bords de la France,
M’appeler pour coucher
Sur les bords de l’eau.
X
Ne pleurez pas la belle,
Chez nous vous coucherez!
Chez nous vous coucherez
Sur les bords de la France,
Chez nous vous coucherez
Sur les bords de l’eau.
XI
Quand(e) fut dans la chambre
Son lacet a noué
Son lacet a noué
Sur les bords de la France,
Son lacet a noué
Sur les bords de l’eau.
XII
Mon épée sur la table,
Belle, pourra le couper
Belle, pourra le couper
Sur les bords de la France,
Belle, pourra le couper
Sur les bords de l’eau.
XIII
La belle a pris l’épée,
Au cœur se l’est plongée
La belle a pris l’épée,
Au cœur se l’est plongée
Au cœur se l’est plongée
Sur les bords de la France,
Au cœur se l’est plongée
Sur les bords de l’eau.
XIV
La prend par sa main blanche,
Dans la mer l’a jetée
La prend par sa main blanche,
Dans la mer l’a jetée
Dans la mer l’a jetée
Sur les bords de la France,
Dans la mer l’a jetée
Sur les bords de l’eau.
Traduzione di Riccardo Venturi
I
Marion sta passeggiando
su e giù nel suo giardino,
su e giù nel suo giardino
sulle rive di Francia
su e giù nel suo giardino
sulla riva del mare.
II
S’accorge d’una barca
con trenta marinai,
con trenta marinai
sulla riva del mare,
dei trenta il più giovane
cantava una canzone.
III
Cantava una canzone
sulle rive di Francia,
cantava una canzone
sulla riva del mare,
la canzone che canti
la vorrei imparare.
IV
La vorrei imparare
sulle rive di Francia,
la vorrei imparare
sulla riva del mare.
Sali sulla mia barca,
e te la vo a insegnare.
V
Te la vo a insegnare
sulle rive di Francia,
te la vo a insegnare
sulla riva del mare.
VI
Cento leghe navigate
senza ridere né parlare,
cento leghe navigate
senza ridere né parlare
senza ridere né parlare
sulle rive di Francia,
senza ridere né parlare
sulla riva del mare.
VII
Cento leghe di rotta
e la bella si mise a singhiozzare,
cento leghe di rotta,
si mise a singhiozzare,
si mise a singhiozzare
sulle rive di Francia,
si mise a singhiozzare
sulla riva del mare.
VIII
Ma che avete, bella,
da tanto singhiozzare?
Da tanto singhiozzare
sulle rive di Francia?
Da tanto singhiozzare
sulla riva del mare?
IX
Sento, sento mia madre
che mi chiama a dormire,
che mi chiama a dormire
sulle rive di Francia,
che mi chiama a dormire
sulla riva del mare.
X
Non piangere, mia bella,
con noi tu giacerai!
Con noi tu giacerai
sulle rive di Francia,
con noi tu giacerai
sulla riva del mare.
XI
Quando fu dentro in camera
i legacci lei annodò
i legacci lei annodò
sulle rive di Francia,
i legacci lei annodò
sulla riva del mare.
XII
La spada che ho sul tavolo,
bella, li può tagliare
bella, li può tagliare
sulle rive di Francia,
bella, li può tagliare
sulla riva del mare.
XIII
La bella ha preso la spada
nel cuore se l’è conficcata
la bella ha preso la spada
nel cuore se l’è conficcata,
nel cuore se l’è conficcata
sulle rive di Francia,
nel cuore se l’è conficcata
sulla riva del mare.
XIV
La prende per la mano bianca,
nel mare l’ha gettata
la prende per la mano bianca
nel mare l’ha gettata,
nel mare l’ha gettata
sulle rive di Francia,
nel mare l’ha gettata
sulla riva del mare.

Non sempre però il racconto è così funesto continua

FONTI
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=50848

LA PESCA DELL’ANELLO

Classificata nel genere dell’iniziazione all’amore abbinato in accoppiata con le “Imprese impossibili” una barcarola popolare dall’Italia (vi sono centinaia di versioni in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia) dal titolo “La pesca dell’anello
Costantino Nigra (n. 66) distingue la serie lieta delle barcarole italiane dalla serie dolente delle barcarole francesi. Nella prima l’anello viene ripescato dal marinaio (o pescatore) che chiederà in cambio un bacio alla donna; nella seconda il pescatore annega nel mare. Quest’ultima forma presenta un’analogia tematica con la leggenda dell’uomo-pesce, diffusa nell’Italia meridionale anche con il nome di Nicola-Pesce detto Cola-Pesce. La leggenda narra infatti la morte in mare dell’uomo-pesce dopo essersi tuffato per riportare al re Federico II di Sicilia una coppa d’oro, o in altri casi una palla di cannone.  [Nigra 1888]. (tratto da qui)

Secondo M. Dazzi, l’origine di questo canto va ricercata in “Le son tre fantinelle, tutte tre da maridar” e in “E mi levai d’una bella mattina” risalenti al ‘500. Il motivo delle tre sorelle in attesa di scoprire l’amore sulla riva del mare è coevo alla poesia provenzale del XII o XIII secolo dal titolo “Trois sereurs seur rive mer | chantent cler” (“Tre sorelle sulla riva del mare | cantano con voci chiare”) [cfr. A. Roncaglia, Poesia dell’età cortese, Milano 1961, p. 422]  (e anche qui)
Nella maggior parte dei casi le varianti della canzone si presentano con un ritornello caratteristico dopo il primo verso della strofa come ad esempio nella versione romagnola “Rama di rosa e campo di fior”

Per una disamina puntuale  della ballata nelle sue versioni diffuse per tutt’Italia nelle sue implicazioni e significati
ASCOLTA RaiTeche qui

ASCOLTA Fabrizio Poggi e Turututela

In questa versione Poggi vuole recuperare il finale triste della lezione francese, ma invece di far morire il pescatore fa morire la fanciulla, contaminando il finale con versi altrettanto popolari sulla scia del Fiore di Tomba.

LA VERSIONE CABARETTISTICA

Più comunemente nota come “La Bella la va al fosso” la versione lombarda viene dal gruppo dei Gufi e dal mondo del varietà: nel ritornello si evidenziano le verdure a foglia verde primaverili: rapanelli, rafani (remolazz= remolacci dallo spagnolo “remolacha” radici bianche a forma di carota, simili alle rape) , barbabietole e spinaci. Nelle ballate antiche (e non solo di quelle in lingua inglese)  non sono insoliti ritornelli su fiori,  erbe e piante, forse il più famoso è quel “prezzemolo, salvia, rosmarino e timo” (in inglese Parsley, sage, rosemary and thyme) che nella versione di Simon & Garfunkel divenne il tormentone musicale sul finire degli anni sessanta. (vedi) L’aggiunta di erbe, verdure, fiori nel ritornello annunciava al pubblico l’ascolto di una storia “piccante” ovvero a sfondo erotico con significati più o meno nascosti. Il pubblico così era avvisato che le parole e le frasi avevano dei doppi sensi.
La versione dei Gufi ritrae una procace lavandaia che sebbene abbia un anello al dito (presumibilmente di fidanzamento o un pegno d’amore) non ci pensa due volte a promettere al pescatore galante un incontro in camporella in cambio del ripescaggio dell’anello perduto mentre lavava.

ASCOLTA I Gufi

ASCOLTA I Girasoli un po’ swing

Struttura
La bella la va al fosso
ravanej remolazz
barbabietol e spinazz
trii palanch al mazz
la bella la va a l fosso
al fosso a resentar
e al fosso a resentar.

La bella la va al fosso
al fosso a resentar
Intant che la resenta
la gh’e cascaa 1’anell
La svalza gli occhi al cielo
la vede il ciel seren
La sbassa gli occhi all’onda
la vede un pescator
“Oh pescator dell’onda
pescatemi 1’anell
E quand 1’avrai pescato
un regalo ti farò
Andrem lassù sui monti
sui monti a far 1’amor
La bella va al ruscello
per sciacquare (i panni)
e intanto che lava
le cade l’anello.
Alza gli occhi al cielo
e vede sereno
abbassa gli occhi all’onda
e vede un pescatore
“Oh pescatore dell’onda
pescami l’anello
e quando l’avrai pescato
ti darò un regalo
andremo sui monti
sui monti a fare all’amore”

Per le ramificazioni della ballata in Sicilia vedasi Sergio Bonanzinga, “La “ballata” e la “storia”: canti narrativi tra Piemonte e Sicilia, in Costantino Nigra etnologo. Le opere e i giorni”, Torino : Omega Edizioni qui

ASCOLTA La Macina e la versione marchigiana, con un bell’arrangiamento a valzer lento


C’erano tre sorelle
e tutte e tre d’amor.
Ninetta è la più bella
si mise a navigar.
Dal navigar che fece
l’anello gli cascò.
Alzando gli occhi al cielo
lei vide un pescator.
Bel pescator dell’onde
venitemi a pescà
Cosa t’ho da pescare,
l’anello mi cascò
Se io te lo ritrovo,
che cosa mi darè
Vi darò cento scudi,
e borsa di lamè (ricamà)
Non voglio 100 scudi
né borsa di lamè
Solo un bacin d’amore
se tu me lo vuoi dar
Ci bacerem di notte
la luna le stelle la spia non la fa’
Traduzione inglese (da qui)
There were three sisters,
and all three made for love
Ninette is the most beautiful,
she began to sail
For the long sailing she did,
her ring fell down
Looking up to heaven,
She saw a fisherman
Handsome fisherman of the waves,
come to fish for me
What shall I catch for you,
The ring that fell from me
If I find it,
what will you give me?
I’ll give you a hundred crowns,
and bag of lame
I do not want a hundred crowns,
nor bag of lame
Only a kiss of love
if you want to give it to me
We’ll kiss at night,
the moon, the stars will not betray us

continua

FONTI
http://www.italyheritage.com/italian-songs/regional/toscana/la-pesca-dell-anello.htm
http://www.labissa.com/ciciarade-insubri/item/12180-una-celebre-canzone-popolare-lombarda-la-bella-la-va-al-fosso
http://www.museosanmichele.it/apto/schede/la-pesca-dellanello-4/
http://www.teche.rai.it/1959/01/antiche-canzoni-epico-liriche-italiane-la-pesca-dellanello/

SWEET ROSEANNA

Fu Alan Lomax a registrare sul campo il canto di pescatori della Virginia e ad arrangiarlo come canto folk dal titolo “Sweet Roseanna” per il  Bright Light Quartette  (copyright 1960).
A metà tra il walzer lento e la ninna-nanna il canto era una volta utilizzato dai pescatori per coordinare gli sforzi nel tirare su le reti piene di pesci. Tutto sommato un canto triste per dirla con parole di Francesco De Gregori “Recuperavano le reti i pescatori e si sentiva cantare un canto, ma erano acqua le parole ed era triste quel canto…”  (in Miramare) Le strofe sono quanto mai varie, secondo l’estro dello shantyman.

ASCOLTA Elvis Perkins live 2010
ASCOLTA Pete Seeger & Arlo Guthrie live 1975 che adattava le strofe ai contesti in cui si trovava a cantare interagendo con il pubblico

ASCOLTA John Reilly & Friends live 2013

Sweet Roseanne, sweet Roseanne,
Bye-bye sweet Roseanna.
I thought I heard my baby say:
I won’t be home tomorrow.

Sweet Roseanne, my darlin’ child,
Bye-bye sweet Roseanna.
Sweet Roseanne, my darlin’ child,
I won’t be home tomorrow.

CHORUS
Bye-bye, bye-bye, bye-bye, bye-bye
Bye-bye sweet Roseanna.
Bye-bye, bye-bye, bye-bye, bye-bye
I won’t be home tomorrow.
The steamboat’s comin’ ‘round the bend,
Bye-bye sweet Roseanna.
She’s loaded down with harvestmen,
I won’t be home tomorrow.

Don’t you want to go home on your next payday?
Bye-bye sweet Roseanna.
Don’t you want to go home on your next payday?
I won’t be home tomorrow.

I’m goin’ away but not to stay,
Bye-bye sweet Roseanna.
I’m goin’ away but not to stay,
I won’t be home tomorrow.

ASCOLTA Kimsbersmen Scarica mp3


Oh, Ro-se-anne, sweet Ro-se-anne,
Bye bye my Ro-se-an-na
I’m goin’ away, but not to stay, (1)
And I won’t be home tomorrow.
A dollar a day’s a sailor(fishermen)’s pay
It’s easy come, easy slip (go) away
We’ll leave the port at the break of day(2)
we’ll sailing out across the bay (3)
Our ship (4) is sailing (coming) around the bend (5)
It(she)’s loaded down with fishermen (6)
TRADUZIONE
Oh Rosanna cara Rosanna
arrivederci mia Rosanna
vado via e non resterò
non sarò a casa domani
Un dollaro al giorno è una paga da marinai (pescatori)
è facile arrivare, è facile andare via.
Lasceremo il porto al sorgere
dell’alba
navigheremo per la baia.
La nostra nave è pronta alla partenza
è tutta piena di pescatori

Note
1) oppure “I’ll see you again but I dont know when”
2)” Were bound away at the break of day” oppure “We won’t be back for many a day”
3)” Around cape horn we’ll make our way” oppure “We’re sailing North, across the bay”
4) the boats oppure The steam boat
5) oppure “from Southend”
6) harvest men

ASCOLTA The Brothers Four in BMOC 1961


Sweet, Ro-sy-anne, my darlin’ child
The ocean is a sailor’ bride
We’ll cast out nets on the ocean blue
with every cast I’ll think of you
I though I heard the ocean (old man) said
Don’t you want to go home on your next payday? (7)
TRADUZIONE
Cara Rosanna, mia bambolina
l’oceano è la sposa del marinaio
getteremo le nostre reti nell’oceano azzurro
ho sentito il capitano dire:
non volete andare a casa il prossimo giorno di paga?

Note
7) We won’t be back till next payday

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6076
http://bartonpara.com/bp/wp-content/audio/lr/lr19.html
http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/roseanna.htm

SAID JOHNNY TO MOLLY

Il tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso nelle ballate popolari e quella tra marinaio e giovane fidanzatina risale sicuramente al 1700: immancabile il richiamo ai pericoli del mare e alla dura vita sulle navi!
Il tema si moltiplica in rivoli e rivoletti concentrandosi sul momento dell’addio in cui il bel marinaio  dissuade la fidanzata che vorrebbe seguirlo travestendosi da mozzo, dicendole che il lavoro sulla nave non è cosa per femmine! (vedi prima parte)

E’ questa versione una delle tanti varianti di “Lovely Molly” ovvero di  “Lovely Nancy” con il dialogo tra i due innamorati al momento della separazione; quella dal punto di vista femminile, con la ragazza che mette in guardia le altre dall’innamorarsi di un giovane marinaio, perchè saranno lasciate da sole a piangere: vero è che il marinaio promette di ritornare nella primavera del prossimo anno, ma i due non si sono sposati e così la sua è una “promessa da marinaio” cioè una bugia!

ASCOLTA Relativity in Gathering Pace 1987

ASCOLTA Dervish in Playing With Fire (1995)


I
Said Johnny to Molly
“I am now going to leave you
And do not be grieved
At my going away
For the more we are parted
We’ll always be true-hearted
And again I’ll return
In the sweet month of May”
II
Said Molly to Johnny
“Oh I will mourn for you
And I will be grieved
At your going away
For you know very well that
Your absence does grieve me
I’m afraid you would die
In some strange country
III
I’ll dress myself up
Like a neat little sea boy
Amidst awful dangers
I will stand your friend
And when that the lofty
High winds are a-blowing
My dear, I’ll be with you
To plow the rough main”
IV
“Your two little hands, love
Our ropes could not handle
Your two little feet, love
Our decks could not stand
Nor the cold nights of winter
You ne’er could endure them
So stay at home, darling
To the seas, do not go”
V
Her two little arms ‘round
His neck she entwined them
And the clear crystal tears
From her eyes they did flow
And her lily-white hands
On the deck (2) she kept (w)ringing
Crying, “Oh my beloved
Will I ne’er see you more?”
VI
Come all you pretty fair maids
That’s inclined to marry
Oh never to place your
Affections on the one
For first they will court you
And then they’ll deceive you
They will leave you as I’m left
To mourn when they’re gone
Traduzione di Cattia Salto
I
Dice Johnny a Molly
“Sto per lasciarti
ma non ti addolorare
per la mia partenza
perche anche se ci separiamo
saremo sempre innamorati
e di nuovo tornerò
nel bel mese di Maggio”
II
Dice Molly a Johnny
“Piangerò per te
e sarò addolorata
per la tua partenza
perchè tu sai molto bene che
la tua assenza mi causerà dolore,
temo che tu possa morire
in qualche terra straniera”
III
“Mi vestirò (1)
come un giovane mozzo
e in mezzo ai grandi pericoli
ti sarò compagna,
e mentre i venti impetuosi
soffiano,
mio caro, sarò con te
a solcare il mare mosso”
IV
“Le tue piccole belle manine, cara,
non possono maneggiare le nostre cime
e nemmeno i tuoi piedini delicati
sul nostro ponte non possono stare,
nè le fredde notti invernali
sei in grado di sopportare.
così resta a casa, tesoro
e non andare per mare”
V
Le sue braccia delicate intorno
al collo lei intrecciò
e lacrime di puro cristallo
dagli occhi le sgorgarono
e le sue manine candide
si torceva
gridando “Oh amato mio
ti rivedrò ancora?”
VI
Venite tutte voi giovani fanciulle
che avete intenzione di sposarvi
non ponete mai il vostro
affetto sui marinai
perchè prima vi corteggeranno
e poi vi inganneranno
essi vi lasceranno come io sono lasciata
a piangere quando se ne vanno

NOTE
1) Nei canti del mare troviamo (anche se non frequentemente) il tema della ragazza travestita da marinaio che affronta la dura vita del mare per desiderio d’amore e avventura.
Le cross-dressing ballads sono in effetti per lo più inerenti a donne che vanno a svolgere un’attività maschile per eccellenza, come quella del marinaio o del soldato. continua
2) scritto anche al plurale, è un refuso per neck? Non è ben chiaro il contesto essendo deck il ponte della nave.

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/maidens-the-sea/
http://www.celticlyricscorner.net/relativity/said.htm
http://www.celticlyricscorner.net/dervish/molly.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120148

MAGGIE MAY SEA SONG

Maggie Mae o May è una sea song popolare a Liverpool in cui si narra la disavventura del giovane marinaio, incappato nella mano lesta di una prostituta di nome Maggie, condannata alla fine alla deportazione a Botany Bay. Il periodo storico di riferimento viene perciò inquadrato tra il 1800 e il 1856 quando l’Australia era una colonia inglese utilizzata come colonia penale: la prima flotta per Botany Bay partì il 19 Gennaio 1788 con 11 vascelli, 730 detenuti e 250 liberi coloni a bordo. L’urgenza di trovare una soluzione per le carceri sovraffollate era diventata sempre più pressante per la Corona Inglese dopo la perdita delle colonie americane, ma all’arrivo i coloni si accorsero che la baia era inospitale perchè tutto il terreno era solo sabbia e c’era poca acqua dolce; così si spostarono un po’ più in su lungo la costa e sbarcarono a Port Jackson (l’attuale porto di Sydney), dove fondarono la prima colonia penale. Un altro dato che colloca la time line della sea song è il riferimento alla Casa del Marinaio di Canning Place la cui prima pietra venne posata nel 1850 per la volontà del suo benefattore (vedi)

Dal film “Nowhere boy” sulla nascita dei Beatles che agli esordi si chiamavano The Quarrymen, nella versione però non si fa cenno alla deportazione, ma solo all’arresto di Maggie.

I
Oh dirty Maggie Mae,
they have taken her away
and she’ll never walk down
Lime street (1) anymore.
Well that judge he guilty found her,
for robbin’ a homeward-bounder,
you dirty robbin’ no good Maggie Mae.
II
Now I was paid off at the Pool(2), in the port of Liverpool.
Well three pound ten a week that was my pay.
With a pocket full of tin I was very soon taken in,
by a gal with the name of Maggie Mae. Now the first time I saw Maggie
she took my breath away,
she was cruisin up and down in Canning Place (3).
III
She had a figure so divine her voice was so refined
well being a sailor I gave chase.
Now in the morning I awoke I was flat and stony broke.
No jacket, trousers, waistcoat did I find.
Oh and when I asked her “where?”
she said “My very dear sir they’re down in Kelly’s pawnshop number nine”.
IV
To the pawnshop I did go, no clothes there did I find and the police they took that gal away from me.
And the judge he guilty found her of robbin’ a homeward-bounder
she’ll never walk down Lime Street anymore.
Traduzione di Cattia Salto
I
Oh, la sporca Maggie Mae
l’hanno portata via,
e così non passeggerà più
per Lime Street (1).
Oh, il giudice l’ha trovata colpevole
di aver derubato un marinaio,
sporca, cattiva ladra Maggie Mae
II
Beh io avevo un lavoro alla Darsena (2)
nel porto di Liverpool,
beh tre sterline e dieci scellini era la mia paga a settimana.
Con le tasche piene di grana
fui subito preso
da una ragazza di nome Maggie Mae.
Beh la prima volta che vidi Maggie Mae
mi mozzò il fiato,
mentre passeggiava su e giù per Canning Place (3)
III
Aveva un figurino così divino e la voce era così sofisticata!
Beh, essendo un marinaio le diedi la caccia.
Poi al mattino mi svegliai, ero pallido e a pezzi,
non trovai né giacca, né pantaloni, né panciotto
e quando le chiesi “Dove sono?”
Lei rispose “Mio carissimo signore
“Sono giù al banco dei pegni di Kelly al numero nove”
IV
Andai al banco dei pegni e non trovai nessun vestito e la polizia si portò via la ragazza
e il giudice la trovò colpevole
di aver derubato un marinaio,
così non passeggerà più per Lime Street

NOTE
1) Lime street era diventata il centro della città con la creazione della stazione ferroviaria nel 1851, ricca di hotel e teatri
2) Il Pool era una darsena naturale del fiume Mersey, un porto sicuro del fiume che sfocia nel Mare d’Irlanda. Nel Medioevo ci costruirono un castello per sorvegliarlo e ricavarne i dazi.
“The end of the Pool came in 1709 when work began on Thomas Steers’ pioneering dock (now known as the Old Dock). The dock opened in 1715, and was the first commercial wet dock, complete with gates at the entrance to protect ships from the huge tidal ranges. Thus the Pool was the very birthplace of Liverpool’s later commercial successes.Today, the Old Dock is preserved beneath the Liverpool One development, and to study a map of the city centre is to trace the course of the old waterway up Paradise Street, up Whitechapel and Byrom Street, where it began. “(tratto da qui)
3) Canning è il quartiere residenziale di Livepool improntato dall’architettura georgiana, vi si trovava la Liverpool Sailor’s Home

The Sailors Home in Canning Place (costruita nel 1850 – demolita nel 1969)

l’intera traccia della canzone registrata per il film.

Il brano è un rifacimento della versione del gruppo skiffle The Vipers (1957 ) già ripresa dagli Spinners nel 1964. La melodia si rifaceva a “Darling Nellie Gray”, una minstrel song scritta a metà del XIX secolo dal compositore americano Benjamin Russel Hanby.

ASCOLTA Hughie Jones (The Spinners)


I
Now gather round you sailor boys,
and listen to my plea
And when you’ve heard
my tale, pity me
For I was a ready fool
in the port of Liverpool
The first time that
I come home from sea
II
I was paid off at the Home (3) from the port of Sierra Leone
Four pounds in a month it was me pay
With a pocket full of tin I was very soon took in
By a girl with the name of Maggie May
CHORUS
Oh Maggie, Maggie May
they have taken her away
And she’ll never walk
down Lime street anymore
For she robbed so many sailors and captains of the whalers
That dirty, robbin’ no good Maggie May
III
Oh, well do I remember when I first met Maggie May
She was cruising up and down Canning Place
She’d a figure so divine, just like a frigate of the line
And me being just a sailor, I gave chase
IV
In the morning I awoke, I was flat and stoney broke
No jacket, trousers, waistcoat could I find
When I asked her where they were she said “My very good sir,
They’re down in Kelly’s pawnshop number nine”
V
Well, to the pawnshop I did go but no clothes there could I find
The policeman came and took that girl away
The judge he guilty found her, of robbing the homeward–bounder
And paid her passage back to Botany Bay (5)
Traduzione di Cattia Salto
I
Venitemi intorno marinai
e ascoltate il mio lamento
e dopo che avrete sentito la mia storia, compatitemi,
perché stavo per impazzire
nel porto di Liverpool
la prima volta che
ritornai a casa dal mare
II
Avevo un ingaggio dalla Casa (3) al porto di Sierra Leone
4 sterline al mese era la mia paga
con le tasche piene di grana
fui subito preso
da una ragazza di nome Maggie Mae
CORO
Oh, Maggie,  Maggie Mae
l’hanno portata via
e così non passeggerà più
per Lime Street
perché derubava così tanti marinai e capitani delle baleniere (4)
quella 
sporca, cattiva ladra Maggie May
III
Beh ricordo quando la prima volta vidi Maggie May,
passeggiava su e giù per Canning Place.
Aveva un figurino così divino proprio come una fregata in assetto da battaglia, e essendo un marinaio le diedi la caccia.
IV
Poi al mattino mi svegliai, ero pallido e a pezzi
non trovai né giacca, né pantaloni, né panciotto
e quando le chiesi dove fossero
lei rispose “Mio carissimo signore,
sono giù al banco dei pegni di Kelly  al numero nove”
V
Andai al banco dei pegni ma non trovai nessun vestito là
e la polizia venne e si portò via la ragazza
e il giudice la trovò colpevole
di aver derubato un marinaio
e le pagò un passaggio per Botany Bay (5)

NOTE
4) gli ingaggi sulle baleniere erano i più alti dato gli alti profitti che si ricavavano
5) Botany Bay è la baia di Sydney (Australia) dove i primi esploratori europei sbarcarono il 29 aprile 1770. Quando Sir Joseph Banks suggerì che Botany Bay poteva essere il luogo ideale per una colonia penale, essa venne scelta come meta per i nuovi coloni; giocavano a favore della scelta, la lontananza della destinazione (letteralmente agli Antipodi) e un terreno che si riteneva sufficientemente fertile per diventare autosufficiente entro un anno. Ben presto i coloni si accorsero che la baia era inospitale perchè tutto il terreno era solo sabbia e c’era poca acqua dolce; così si spostarono un po’ più in su lungo la costa e sbarcarono a Port Jackson (l’attuale porto di Sydney), dove fondarono la prima colonia penale (per la precisione a Sydney Cove). Tuttava il nome Botany Bay restò nell’immaginario collettivo come riferimento per l’Australia e le sue colonie penali. (continua)

ASCOLTA Carl Peterson


I
Come all you sailors bold, and when my tale is told,
I know you will all sadly pity me.
For I was a bloody fool,
in the port of Liverpool,
on the voyage when I first went out to sea.
Chorus:
Oh, Maggie, Maggie May,
they have taken her away,
she is never gonna walk down Park Lane (6) anymore.
For she robbed so many sailors and also lots of whalers, and now she’s doing time (7) in Botany Bay 
II
I’d made it back to home after a voyage to Sierre Leone,
2 pounds 10 a month had been my pay,
As I jingled in me tin, I was sadly taken in,
by a lady of the name of Maggie May.
III
When I stood into her, I hadn’t got a care,
I was cruising off on down old Canning Place.
She was dressed in a gown so fine,
like a frigate of the line,
and I bein’ a sailor man gave chase.
IV
She gave me a saucy nod, and I like a farmer’s clod,
let her take me line abreast in tow.
And under all plain sail we ran before the gale,
and to the Crow’s Nest tavern we did go.
V
Next morning when I woke, I found that I was broke,
I hadn’t got a penny to me name
So I had to pop me suit, me John L’s (8) and me boots,
down at the Park Lane pawn shop number nine.
VI
Oh you thieving Maggie May,
you robbed me of me pay,
when I slept with you last night ashore.
But the judge he guilty found her,
for robbing a homeward bounder,
she’ll never roll down Park Lane anymore.
VII
She was chained and sent away,
from Liverpool one day,
the lads they cheered,
as she sailed down the bay.
And every sailor lad,
he only was too glad,
that they sent the old barge out to Botany Bay.
Traduzione di Cattia Salto
I
Venite voi bravi marinai
quando avrò raccontato la mia storia
sono certo che mi compatirete
perché stavo per impazzire
nel porto di Liverpool
nel viaggio della prima volta che andai per mare
CORO
Oh, Maggie,  Maggie Mae
l’hanno portata via
e così non passeggerà più
per Park Lane (6),
perché derubava così tanti marinai e anche tanti balenieri
e ora se la spassa (7) a Botany Bay! 

II
Ritornavo a casa dopo un viaggio a Sierra Leone
2 sterline e 10 scellini al mese era la mia paga
che tintinnavano nella mia tasca,
fui subito preso
da una ragazza di nome Maggie May
III
Quando mi imbattei in lei, non mi ero preoccupato,
passeggiavo su e giù
per Canning Place.
Era vestita con un bell’abito
come una fregata in assetto da battaglia, e essendo un marinaio le diedi la caccia.
IV
Mi lanciò un’occhiata malandrina e io come una zolla di campagna
la lasciai prendermi sottobraccio
e a vele spiegate corremmo prima della tempesta e alla taverna “Il Nido del Corvo” andammo
V
Al mattino seguente quando mi svegliai, ero a pezzi;
senza un penny con il mio nome
così mi infilai i vestiti, i miei John L’s (8) e gli stivali
e giù al banco dei pegni di Park Lane  al numero nove
VI
O tu ladra di una Maggie May
mi hai rubato della paga
quando dormivo con te la scorsa notte.
Ma il giudice la trovò colpevole
di aver derubato un marinaio
e non passeggerà più per Park Lane, non più
VII
Fu incatenata e mandata via
da Liverpool un giorno
i ragazzi la salutarono
mentre navigava nella Baia
e ogni marinaio era tanto contento
che la vecchia barca fosse mandata a Botany Bay

NOTE
6) lo scalo merci ferroviario di Park Lane che serviva i Liverpool Docks
7) i detenuti ai lavori forzati nelle colonie penali facevano una dura vita (vedi)
8) John Lewis, nota marca di jeans

FONTI
http://en.wikipedia.org/wiki/Maggie_May_(folk_song)
http://www.pepperland.it/the-beatles/discografia/album/let-it-be/maggie-mae
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/maggiemay.html
http://www.bbc.co.uk/liverpool/localhistory/journey/lime_street/maggie_may/maggie_may.shtml
http://www.kinglaoghaire.com/site/lyrics/song_688.html

BAY OF BISCAY

swg“Willie the Waterboy” ma anche “The bay of Biscay” è considerata una variante irlandese della ballata “Sweet William and Lady Margaret” (Child Ballad # 77) diffusa in particolare nell’Irlanda del Nord (Donegal): in sintesi è una night visiting song con un amante più in ossa che in carne!
Poco altro c’è da dire essendo una versione tramandata più oralmente che nelle raccolte in stampa o nei broadsides.

ASCOLTA Sean Cannon, una versione ispirata, vibrante e intensa

ASCOLTA Karan Casey & John Doyle in Exiles Return 2010

ASCOLTA Jim Moray – Seven Long Years, in Skulk 2012


I
My William sails
on board the Tender
And where he is I do not know
For seven long years
I’ve been constantly waiting
Since he crossed
the bay of Biscay-O (1).
II
One night as Mary
lay a sleeping
A knock came
to her bedroom door
Crying “Arise, arise,
oh my dearest Mary,
For to earn one glance
of your William-O.”
III
Young Mary rose,
put on her clothing
And to the bedroom door did go
And there she saw
her William standing
His two pale cheeks
as white as snow.
IV
“Oh William dear,
where are those blushes?
Those blushes I knew
long years ago.”
“Oh Mary dear,
the cold clay has them.
I am only the ghost
of your William-O.”
V
“Oh Mary dear,
the dawn is breaking,
Don’t you think
it’s time for me to go?
I’m leaving you quite broken-hearted
For to cross the Bay of Biscay-O.”
VI
“Had I the gold and all the silver,
And all the money in Mexico,
I would grant it all to the king of Erin
Just to bring me back my William-O.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Il mio William salpò
a bordo del Tender
e dove sia non lo so
per sette lunghi anni
l’ho atteso continuamente
da quando attraversò
la baia di Biscaglia -oh (1)
II
Una notte che Mary
giaceva addormentata,
venne a bussare
alla porta della camera dicendo “Svegliati, svegliati,
mia carissima Mary,
per dare un’occhiata
al tuo William- oh”
III
La giovane Mary si alzò,
si mise le vesti
e alla porta della camera andò
e là vide il suo
William in piedi
con le guance pallide
bianche come la neve
IV
“Oh caro William,
dove sono le tue guance rosa?
Quelle guance che conoscevo
tanti anni fa?”
“Oh cara Mary,
la fredda terra le ha prese,
sono solo il fantasma
del tuo William – oh”
V
“Oh cara Mary,
l’alba si avvicina
non credi che
sia ora per me di andare?
Ti lascerò con il cuore a pezzi
per attraversare la Baia di Biscaglia”
VI
“Ho oro e argento
e tutto l’oro del Messico
lo darei per intero al Re d’Irlanda (2)
solo per avere indietro il mio William”

NOTE
1) il luogo in cui si presume sia affogato il bel William
2) credo si riferisca a una fiaba irlandese “
The Thirteenth Son of the King of Erin

FONTI
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/bayofbiscay.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=13440

MUSING ON THE ROARING OCEAN

Musing on the roaring ocean, Amelia Bauerle -1895
Musing on the roaring ocean, Amelia Bauerle -1895

L’unica canzone sul mare di Robert Burns scritta per la signora McLachlan il cui marito era un ufficiale nella Compagnia delle Indie Orientali, in servizio all’estero.
La melodia “Druimionn dubh”, (in inglese The black cow) è raccolta in Scots Songs (Corri 1783) e Highland Airs, (McDonald 1784).
“Musing on the roaring ocean” è trascritta nello “Scots Musical Museum” , 1788, n ° 279 (vedi)

Conosciuta nel mondo classico per l’arrangiamento di Beethoven, viene classificata da questi come Irish folksong
ASCOLTA Gerda Stevenson & Kyrre Slind

ASCOLTA De Dry Coppen

I
Musing on the roaring ocean,
Which divides my love and me,
Wearying Heav’n in warm devotion
For his weal where’er he be.
II
Hope and fear’s alternate billow
Yielding late to Nature’s law,
Whisp’ring spirits round my pillow,
Talk of him that’s far awa.
III
Ye whom sorrow never wounded,
Ye who never shed a tear,
Care-untroubled, joy-surrounded,
Gaudy Day to you is dear.
IV
Gentle Night, do thou befriend me;
Downy Sleep, the curtain draw:
Spirits kind, again attend me,
Talk of him that’s far awa!
Traduzione di Cattia Salto
I
In meditazione sul boato dell’oceano,
che divide il mio amore e me,
tediando il Cielo in trepida preghiera
per il suo bene ovunque egli sia
II
Speranza e Paura si alternano ai flutti
cedendo tardivamente alla legge di Natura,
fantasmi mormorano accanto al mio cuscino.
mi parlano di lui che è lontano.
III
Tu che il dolore mai ti ferì,
tu che mai versasti lacrima,
non toccato dai problemi, circondato dalla gioia, gaio giorno a te è caro!
IV
Notte gentile a me amica!
Soffice sonno, cala il sipario!
Fantasmi cortesi, di nuovo mi accompagnano,
mi parlano di lui che è lontano!

FONTI
http://wikilivres.ca/wiki/Songs_of_Robert_Burns/Musing_on_the_roaring_ocean
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=18343
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=105689
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/musing_on_the_roaring_ocean.htm

CONNEMARA CRADLE SONG

Una canzone del mare di autore anonimo cantata come una ninna-nanna nota anche come “The Connemara Lullaby“. Sebbene Delia Murphy abbia rivendicato il copyright nel 1951 si ritiene che originariamente la canzone fosse scritta da John Francis Waller (1809-1894)  – da Pat Conway in Very Best Irish Songs & Ballads
Per il riferimento agli Angeli che vegliano sul bimbo il brano compare occasionalmente nelle compilation della musica celtica per natale.

ASCOLTA Steeleye Span in Bedlam Born 2000 (a mio avviso la migliore versione, dalla voce di Gay Woods e le fioriture del violino di Peter Knight sul tappeto sonoro della band, pura poesia..)

La madre che canta per far addormentare il bambino lo tranquillizza dicendogli che domani il papà non andrà in mare a pescare e a rischiare la sua vita sul mare in tempesta: c’è stata una pesca abbondante (the nets heaven blessed) così abbondante e ricca da essere ricordata in una canzone.

I
On the wings of the wind o’er the dark rolling deep
Angels are coming to watch over thy sleep
Angels are coming to watch over thee
So list to the wind coming over the sea
II
Hear the wind blow, love, hear the wind blow
Hang your head o’er and hear the wind blow
Hear the wind blow, love, hear the wind blow
Hang your head o’er, love, and hear the wind blow.
III
The currachs (2) are sailing way out on the blue
Chasing the herring of silvery hue
Silver the herring and silver the sea
Soon they’ll be silver for my love and me.
IV
The currachs tomorrow will stand on the shore
And daddy goes sailing, a sailing no more
The nets will be drying, the nets heaven blessed
And safe in my arms dear, contented he’ll rest
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sulle ali del vento sopra gli oscuri e profondi marosi
gli Angeli stanno arrivando per vegliare sul tuo sonno
gli Angeli stanno arrivando per vegliare su di te
così ascolta il vento venire dal mare.
II (1)
Ascolta il vento che soffia, amore, ascolta il vento soffiare
appoggia la tua testa e ascolta il soffio del vento.
Ascolta il vento che soffia, amore, ascolta il vento soffiare
appoggia la tua testa e ascolta il soffio del vento.
III
Le barche (2) stanno navigando in mare aperto
per pescare l’aringa dalla pelle d’argento,
d’argento l’aringa e d’argento il mare, presto saranno d’argento per il mio amore e per me.
IV
Le barche domani staranno sulla spiaggia
e papà non andrà più per mare,
le reti saranno tirate a secco,
le reti benedette dal cielo
e al sicuro tra le mie braccia caro, contento lui riposerà.

NOTE
1) strofa a volte utilizzata come coro
2) currachs sono delle canoe di legno anticamente rivestite di pelli

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7787

THE HOLY GROUND ONCE MORE

Per un marinaio  “la terra promessa” o “terra santa” (in inglese holy ground) non è altro che una zona del porto o una strada piena di locande, pubs o taverne di una cittadina portuale, dove divertirsi con bevute, donne e canzoni!
La versione di Holy ground preferita dai balenieri, riprende la melodia e parte del testo di un’altra sea shanty dal titolo “Off to Sea Once More” o “Go to see Once More” (anch’essa dalle origini incerte). In quella il marinaio si rammarica di essere costretto ad andare per mare ancora una volta, perchè ha già speso tutti i soldi appena guadagnati, ubriacandosi e facendosi derubare da una puttana, in questa trovandosi invece già imbarcato su una baleniera è finito nel Mare Artico e si rammarica di non essere sulla Terra Santa! Una dura vita quella dei pescatori di balene che stavano mesi in mare aperto in balia dei capricci del tempo, una vita dura e solitaria inframmezzata da colossali bevute una volta a terra.

ASCOLTA The Wolfe Tones


I
As I rolled into Frisco, boys, I went upon the street
I drank and gambled all night long,
as drunk as I could be
I drank and gambled all night long,
till I could drink no more
‘Twas then that I thought that I’d like
to be back in the Holy Ground once more

CHORUS
Once more, boys, once more,
the Holy Ground once more
II
I shipped on the Angeline, me boys, down for the Arctic Sea
Where cold winds blow
amid frost and snow,
was as cold as it could be
Where cold winds blow
amid frost and snow,
but the good old ship she did roll
‘Twas then that I thought
that I’d like to be back in the Holy Ground once more
III
We weren’t long in the Arctic Sea when we had spied a whale
With harpoon in my icy hands,
to hit I dare not fail
With harpoon in my icy hand,
I shot but I struck before
‘Twas then that I thought that I’d like to be back in the Holy Ground once more
IV
When you’re aboard a whaling ship with storms  and gales afore
Your mind is in some public house that lies upon the shore
Your mind is in some public house that lies upon the shore
‘Twas then that I thought that I’d like to be back in the Holy Ground once more
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Mentre camminavo per Frisco, ragazzi, in giro per la strada,
ho bevuto e scommesso tutta la notte ubriaco fradicio,
ho bevuto e scommesso tutta la notte fino a fare il pieno,
fu allora che pensai
che mi sarebbe piaciuto essere nella Terra Santa ancora una volta
CORO
Ancora una volta,
nella Terra Santa, ancora una volta

II
Mi sono imbarcato sull’Angeline, ragazzi, verso il Mare Artico
dove i freddi venti soffiano
tra gelo e neve,
che più freddo non si può,
dove i freddi venti soffiano
tra gelo e neve
ma la cara vecchia nave rollava,
fu allora che pensai
che mi sarebbe piaciuto essere nella Terra Santa ancora una volta
III
Eravamo nei pressi del Mar Artico quando abbiamo visto una balena,
con l’arpione nelle mani ghiacciate
il colpo non osavo fallire,
con l’arpione nelle mani ghiacciate
ho sparato e colpito,
fu allora che pensai
che mi sarebbe piaciuto essere nella Terra Santa ancora una volta
IV
Quando sei a bordo di una baleniera con tempeste e bufere intorno
il pensiero va a una taverna situata sulla spiaggia,
il pensiero va a una taverna situata sulla spiaggia,
fu allora che pensai
che mi sarebbe piaciuto essere nella Terra Santa ancora una volta

Continua altre versioni di Holy Ground

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15375

YOUNG JOHNSON THE RAMBLING SAILOR

Il galante soldato (o marinaio) che gira per mari e monti alla ricerca di fanciulle da corteggiare è un topico delle ballate del 700-800, ampiamente diffuse nei broadsides britannici. Questa variante testuale è più simile al testo di The Rambling soldier.
Una sea song sulle prodezze amatorie dei marinai e le loro vanterie!

ASCOLTA Will & Ginger

ASCOLTA John Gothard

ASCOLTA Rambling Sailors (Gregg and Susan Csikos)

Dei tre ascolti selezionati si riporta solo il primo dei testi ripreso dalla registrazione sul campo fatta su cilindro da Vaughn Williams nel 1907 nel Sussex. Un ulteriore filone testuale qui


I
I am a sailor brisk and bold
that oft has sailed the ocean,
And I’ve travelled the country
far and wide,
For honour and promotion.
My shipmates all, I bid you adieu,
Now I may no longer go along with you,
I’ll travel the country through and through
And they call be the rambling sailor.
II
And if you want to know my name,
my name it is young Johnson,
I’ve got a commission from the king
To court all girls is handsome,
With my false heart, and flattering tongue,
I’ll court them all, both old and young,
I’ll court them all, and marry none,
And they call me the rambling sailor.
III
Now first I came to Faversham town,
And there were lasses plenty,
I boldly stepped unto a one,
To court her for her money,
Says I, “my dear, be of good cheer,
I will not leave you, do not fear,
I’ll travel the country far and near,
And they call me the rambling sailor.
IV
Oh next I come to Canterbury town,
And there were lasses plenty,
And I boldly stepped unto a one,
To court her for her beauty,
Says I, “my dear, what do you choose,
Here’s ale, wine and rum punch too,
Beside a pair of silk satin shoes,
If you’ll travel with the rambling sailor.
V
Well then I rose up with the dawn,
Just as the day was peeping,
And on tiptoes down those stairs I went,
And I left my lover sleeping,
And if she waits, until I come,
Well she may wait right there
till the day of her doom,
I’ll court some other girl in her room,
And they call me the rambling sailor.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sono un marinaio vispo e ardito
che ha viaggiato spesso per l’oceano,
ho viaggiato il paese
in lungo e in largo
per l’onore e la carriera
mie compagni, dico a tutti voi addio,
non andrò più per mare
con voi,
ma viaggerò per il paese in lungo e in largo
e sarò il marinaio vagabondo.
II
Se volete sapere il mio nome
mi chiamo il giovane Johnson,
ho avuto l’incarico da parte del Re
di corteggiare tutte le belle ragazze,
con il cuore falso e la parlantina sciolta,
le corteggerò tutte, vecchie e giovani,
le corteggerò tutte,
e non ne sposerò nessuna
e mi chiameranno il marinaio vagabondo.
III
Per primo andai nella città di Faversham
dove c’era abbondanza di ragazze
mi avvicinai con coraggio a una di loro,
a corteggiarla per i suoi soldi.
Dico io “Mia cara, rallegrati,
non ti lascerò, non temere”
viaggerò per il paese in lungo e in largo
e sarò il marinaio vagabondo
IV
Successivamente andai a Canterbury
dove c’era abbondanza di ragazze
mi avvicinai con coraggio a una di loro,
a corteggiarla per la sua beltà.
Dico io “Mia cara che cosa
scegli?
C’è birra, vino e anche rum, punch
oltre ad un paio di scarpe di seta
se viaggerai con il marinaio
vagabondo”.
V
Beh poi mi alzai all’alba,
proprio allo spuntar del giorno,
e in punta di piedi giù per quelle scale andai,
e lasciai il mio amore addormentato
e se lei attende, fino al mio ritorno,
beh dovrà aspettare là
fino al giorno del giudizio,
corteggerò un’altra ragazza nella sua stanza
e sarò il marinaio vagabondo.

FONTI
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/44.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=108324
https://afolksongaweek.wordpress.com/2012/03/24/week-31-the-rambling-sailor/
https://www.8notes.com/scores/6023.asp?ftype=gif
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=61414
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44919
https://thesession.org/tunes/12050
https://thesession.org/tunes/2696