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ADMIRAL BENBOW

Tra le canzoni del mare nella serie Sea Shanty Edition per il quarto episodio del video-gioco Assassin’s Creed si annoverano alcune ballate sui capitani coraggiosi, per celebrarne le vittorie o le gesta eroiche che li hanno portati alla morte.
Così nella ballata Admiral Benbow si celebra l’ultimo atto eroico dell’Ammiraglio John Benbow deceduto in seguito alle ferite riportate nella battaglia navale contro il bucaniere francese Jean Du Casse: la battaglia di Capo Santa Marta fu una battaglia che ebbe luogo dal 19 al 25 agosto 1702 tra uno squadrone navale inglese al comando del viceammiraglio John Benbow ed uno francese al comando dell’ammiraglio Jean du Casse, al largo di Capo Santa Marta sulle coste dell’attuale Colombia, in Sudamerica, nel corso della Guerra di Successione spagnola. Benbow attaccò vigorosamente lo squadrone francese, ma il rifiuto dei suoi capitani di supportare l’azione permise a du Casse di fuggire. Benbow perse una gamba durante i combattimenti e morì a causa delle ferite due mesi dopo. Due capitano vennero accusati di viltà e passati per le armi. (fonte wikipedia continua)

La melodia è altrettanto popolare e si accomuna alla ballata Captain Kidd dando vita a una sorta di famiglia melodica utilizzata per varie canzoni.
ASCOLTA la versione in Assassin’s Creed dal testo trascritto da Cecil Sharp sul canto del Capitano Lewis di Minehead (1906)


I
Come all you seamen bold
and draw near, and draw near
Come all you seamen bold and draw near
It’s of an Admiral’s fame Brave Benbow was his name
How he sailed up on the main
you shall hear, you shall hear
II
Brave Benbow he set sail
For to fight, for to fight
Brave Benbow he set sail
For to fight
Brave Benbow he set sail in a keen and pleasant gale
But his captains they turn’d tail in a fright, in a fright
III
The surgeon dress’d his wounds Benbow cried, Benbow cried
The surgeon dress’d his wounds Benbow cried
“Let a cradle now in haste on the quarterdeck be placed
That the enemy I may face
‘Til I die, ‘Til I die
Tradotto da Cattia Salto
I
Bravi marinai venite tutti più vicino, più vicino,
Bravi marinai venite tutti più vicino,
vi voglio raccontare del coraggioso Ammiraglio Benbow (1)
di come navigava in mare (2)
ascoltate, ascoltate.
II
Il coraggioso  Benbow alzò le vele per lottare, per lottare
il coraggioso  Benbow alzò le vele per lottare,
il coraggioso  Benbow alzò le vele
con un vento forte di burrasca
ma i suoi capitani fuggirono per vigliaccheria (3), per vigliaccheria.
III
Il chirurgo fasciò le sue ferite
Benbow gridò, Benbow gridò
Il chirurgo fasciò le sue ferite
Benbow gridò
“Portatemi subito una culla sul cassero (4) che i nemici combatterò finchè non morirò, finchè non morirò.”

NOTE
1) Benbow era un uomo del popolo che lasciò da ragazzino la sua famiglia per imbarcarsi su una nave; fece carriera nei ranghi della Marina Inglese sul finire del 1600 fino a diventare Vice-Ammiraglio, nel 1701 venne nominato Comandante in Capo della flotta delle Indie Occidentali
2) il mare delle Indie Occidentali
3) in a fright: in preda al panico
4) Benbow nonostante la gamba ferita (che gli verrà amputata) vuole continuare a impartire gli ordini  sul ponte di comando e così richiede una culla per poter restare seduto e distendere la gamba maciullata, fasciata in modo provvisorio dal medico di bordo.

Mary Evans Picture Library : J R Skelton in Lang, “Outposts of Empire” 1910

ASCOLTA Paul Clayton, in “Whaling and sailing songs from the days of Moby Dick” 1954


I
It was often at Marais
Calling Benbow by his name
He fought on the raging main
You must know
Oh, the ship rocks up and down
And the shots are flying round
The enemy tumbling down
There they lay, there they lay
II
‘Twas Reuben (1) and Benbow
Fought the French, fought the French
‘Twas Reuben and Benbow
Fought the French,
Down on his old stump he fell
And so loudly he did call
Fight ye on, me English lads
‘Tis my lot, ’tis my lot
III
When the doctor dressed his wound
Benbow cried, Benbow cried
When the doctor dressed his wound
Benbow cried,
Let a bed be fetched in haste
On the quarterdeck be placed
That the enemy I might face
‘Til I die, ’til I die
IV
On Tuesday morning last
Benbow died, Benbow died
On Tuesday morning last
Benbow died
What a shocking sight to see
When Benbow was carried away
He was carried to Kingston church (2)
There he lay, there he lay
Tradotto da Cattia Salto
I
Spesso si trovava a Marais
a chiamare Benbow per nome
di come combattè in mare
dovete sapere.
Oh la nave rollava su e giù
e i colpi volavano
il nemico facevano a pezzi
là dove stavano, là dove stavano
II
C’erano Reuben e Benbow
a combattere i francesi, combattere i francesi. C’erano Reuben e Benbow
a combattere i francesi
dal suo moncone cadde
e così forte gridò
” Continuate a combattere, inglesi
è la mia sorte, è la mia sorte”
III
Quando il dottore fasciò la ferita
Benbow gridò, Benbow gridò
quando il dottore fasciò la ferita
Benbow gridò
“Che un lettino sia subito
portato sul cassero
che i nemici combatterò
finchè non morirò, finchè non morirò.”
IV
Il mattino di martedì scorso
Benbow morì, Benbow morì,
il mattino di martedì scorso
Benbow morì
che orribile visione
quando Benbow fu portato via
fu portato alla chiesa di Kingston
là giace, là giace.

NOTE
1) la nave Ruby fu l’unica a spalleggiare la Breda nell’inseguimento dei vascelli francesi
2) fu sepolto nella Chiesa Parrocchiale di Kingston (Giamaica)
FONTI
http://bravebenbow.com/
http:[email protected]?SongID=137
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2169
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=109642
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56280
http://reelyredd.com/admiral-benbow-song.htm
http://bravebenbow.com/?page_id=136
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/admiralbenbow.html

GOLDEN VANITY: I WILL SINK IN THE LOWLAND SEA

Una sea ballad molto popolare nel circuito folk anglo-americano conosciuta con vari titoli (“The Sweet Trinity”, “The Golden Vanity”, “The Golden Willow Tree”) appare in stampa in foglio volante (broadside) nel 1635 con il titolo di Sir Walter Raleigh Sailing In The Lowlands. Il professor Child la riporta in tre versioni (Child ballad #286) collegandola storicamente al vascello di Sir Walter Raleigh “The Sweet Trinity”, un personaggio impopolare, di quella nuova nobiltà nata dal mondo degli avventurieri, spocchiosa ma anche infida.(vedere introduzione)
Nella ballata  si narra un evento rocambolesco quanto improbabile: l’affondamento di una nave nemica previo perforamento dello scafo con un non ben precisato attrezzo!
Questa è la versione con il vascello nemico di nazionalità spagnola.

ASCOLTA Sam Kelly trio in “Lost Boys” 2016

VERSIONE SAM KELLY*
I
Well once there was a lofty ship
that sailed upon the sea,
the name of that ship
was the Golden Vanity,
and one day she came upon
the Spanish enemy
and she sailed upon the Lowlands,
Lowlands, Low
and she sailed upon the Lowlands Low.
II
Up spoke the cabin boy
of only twelwe and three
he said to the captain
What would you give to me
If I would swim up to
the Spanish enemy
And I sink her in the Lowlands,
Lowlands, Low
And I sink her in the Lowland Low
in the Lowlands, in the Lowlands
I sink her in the Lowlands Low”

III
Well, I would give you silver
And I would give you gold,
If you should attempt it derry so bold
And my lovely daughter
To marry and to hold,
you sink her in the Lowlands,
Lowlands, Low
you sink her in the Lowlands Low!
in the Lowlands, in the Lowlands
you sink her in the Lowlands Low”
IV
Well the young cabin boy jumped overboard in the sea
he opened round his breast and swam away to the enemy
With the hammer bored a hole and than another three
And he sank her in the Lowlands,
Lowlands, Low
he sank her in the lowlands low
V
“Hullo my captain I have done what did you ask to me
I have sunk the Spanish ship into the brave sea
so I want tought and let it down or drown I should be
cause I’m sinking in the Lowlands,
Lowlands, Low
I’m sinking in the Lowlands Low”
VI
Well to the drowning cabin boy the captain paid no him
cause he made a promise that he never may to kee
his daughter he will marry to a man with wealthery
so he left him in the Lowlands, Lowlands,
Lowlands, Low
he left him in the Lowlands
Tradotto da Cattia Salto
I
C’era una nave altera
che navigava sul mare
e il nome della nave era
“the Golden Vanity”
un giorno venne avanti
la “Spanish enemy” (1)
che navigava in quelle acque
lontane(2), che navigava nelle acque delle Colonie
II
Forte parlò il mozzo
di soli tredici anni
e al capitano disse
“Cosa mi darete(3)
se navigassi fino
alla nave spagnola
per affondarla negli abissi
di un mare solitario?

affondarla nelle acque solitarie
di un mare solitario
affondarla in un un mare solitario “

III
Ti darei argento
e ti darei l’oro
se tu tentassi una così ardua impresa
e la mia bella figlia (4)
da sposare e mantenere
se affondassi (la nave) sul fondo dell’abisso, in basso in basso
se affondassi negli abissi
in basso in basso
se affondassi negli abissi”
IV
Beh il giovane mozzo si gettò
in mare
con un tuffo e nuotò
verso la nave nemica
con un attrezzo forò un buco
e poi altri tre (5)
e l’affondò nell’abisso,
in basso in basso
l’affondò nell’abisso,
V
“Ehi mio capitano, ho fatto ciò che mi avete chiesto,
ho affondato la nave spagnola
nel mare
così non vorrei essere abbandonato 
o potrei finire annegato
perchè sto affondando nel mare aperto, in basso in basso 
sto affogando negli abissi”
VI
Beh  il mozzo affogato il capitano non pagò
perchè fece una promessa che non aveva intenzione di mantenere
sposerà la figlia con
un uomo in ricchezza
così lo lasciò  nel mare
aperto, in basso in basso
lo lasciò negli abissi

NOTE
* il testo è trascritto dall’ascolto diretto, ma alcune parole non mi sono chiare
1) potrebbe essere il nome della nave oppure indicare un generico vascello spagnolo nemico
2) nel Settecento-Ottocento Lowlands era un termine generico con cui si indicavano le colonie olandesi, e più in generale molte terre e isole nelle Indie Occidentali. Il nome richiama inoltre i fondali del mare ( letteralmente “giù nelle Terre basse”)
3) l’eroico mozzo non era poi così disinteressato a guadagnarci qualcosa oltre che la fama, e prima di prestare il suo aiuto chiede una contropartita
4) il capitano nell’immediatezza del pericolo promette non solo una ricompensa in denaro ma anche la mano della figlia, una promessa esorbitante data la differenza sociale tra i due, che ci si aspetterebbe più estorta dal giovane durante una trattativa che offerta spontaneamente dal capitano (a meno che non ci fosse già la malafede in partenza!)
5) il giovane mozzo dopo essersi diretto sotto lo scafo nemico lo buca in più punti facendolo affondare!

ASCOLTA Lonnie Donegan nello stile skiffle (il rock&roll degli inizi)

FONTI
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1305.html
https://mnheritagesongbook.net/the-songs/addition-song-with-recordings/the-merry-golden-tree/
http://www.canfolkmusic.ca/index.php/cfmb/article/viewFile/371/365
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-GoldenVanity.html
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1234.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49885
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=11747
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thegoldenvanity.html

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Una canzone tradizionale scozzese (da “Bothy Songs and Ballads”  di John Ord, 1930) dal titolo “I Drew My Ship” sul fecondo tema delle night visiting songs, inizia con una nave che salpa per dirigersi verso un porto tranquillo. Il modello a cui si fa riferimento è la ballata ‘The Drowsy Sleeper‘ e le melodie che si accompagnano al testo sono diverse (Allan Moore ne ha contate otto).

ASCOLTA dagli archivi di Tobar an Dualchais una registrazione sul campo del 1952 dalla voce di Willie Mathieson (1879- 1958). Nato a Ellon, Aberdeenshire, fu un bracciante agricolo in diverse fattorie del Banffshire. Raccolse e trascrisse un grande numero di canti popolari scozzesi che si trovano ora depositati presso “the School of Scottish Studies”.

Così Shirley Collins la registrò nel 1958 e Alan Lomax scrisse nelle note “I Drew My Ship was collected by John Stokoe in Songs and Ballads of Northern England [1899] with no source mentioned. Though it is similar in form and content to many other aubades or dawn serenades, we have not been able to find another song to which this is precisely akin. The listener who cares to compare the recorded version with that published by Stokoe will see how Miss Collins has breathed life back into the print and made something lovely and alive out of an unimpressive folk fragment.” (tratto da qui)

Per l’ascolto ho però scelto la versione dell’irlandese  Fiona Kelleher (con bellissime scene portuali crepuscolari e notturne come la melodia della canzone)

Il testo è ripreso da June Tabor in I Will Put My Ship in Order dal  CD A Quiet Eye 1999, fermandosi però alla V strofa. In questa versione la ragazza indugia troppo ad aprire e il ragazzo credendosi rifiutato, ritorna alla sua nave.


I
Oh, I will set my ship in order,
And I will set it to the sea;
And I will sail to yonder harbour
To see if my love minds on me.
II
I drew my ship into the harbour,
I drew her up where my true love lay.
And I did listen all at the window
To hear what my true love did say.
III
“Who’s there, all on my window?
Who raps so loud and would be in?”
“Oh, it is I, your own true lover,
I pray you rise, love, and let me in.”
IV
Slowly, slowly rose she up
And slowly, slowly came she down,
But when she had the door unlocked
Her true love had both been and gone.
V
“Come back, come back, my own true lover,
Come back, come back, all to my side.
I never left you nor yet deceived you
And I will surely be your bride.”
(repeat first verse)
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca
e la porterò in mare
navigherò fino a quel porto
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
Guidai la mia nave nel porto,
la guidai fin dove il mio amore stava.
E mi misi in ascolto alla finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
III
“Chi è alla finestra della mia finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore
ti prego alzati, cara e fammi entrare”
IV
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma quando aveva la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato
V
“Ritorna, ritorna amore mio
ritorna, ritorna da me.
Non ti lascerò e nè t’ingannerò mai
e di certo sarò tua moglie”

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Un’altra melodia però accompagna la canzone ed è quella scritta da Tony Cuffe per il gruppo di musica folk scozzese Ossian. In questa versione testuale l’indifferenza della ragazza è dovuta al rifiuto dei genitori di accogliere il ragazzo come corteggiatore. Il finale è tragico, la ragazza si getta in mare per essere stata abbandonata.

ASCOLTA Ossian –in Borders 1984

ASCOLTA Capercaillie in Choice Language 2003

ASCOLTA Catriona Evans


I
Oh, I will set my ship in order,
I will sail her on the sea;
I’ll go far over yonder border
To see if my love minds on me.
II
And he sailed East, and he sailed West,
He sailed far, far, seeking land,
Until he cam’ to his true love’s window
And he knocked loud and would be in.
III
“Oh, who is that at my bedroom window
Who knocks so loud and would be in?”
“‘Tis I, ‘Tis I, your ain true lover
and I am drenched untae my skin.”
IV
“So go and go, and ask your faither
See if he’ll let you marry me;
And if he says no, come back and tell me
And it’s the last time I’ll trouble thee.”
V
“My father’s in his chamber writing,
Setting down his merchandise;
And in his hand he holds a letter
And it speaks much in your dispraise.
VI
“My mother’s in her chamber sleeping
And words of love she will not hear;
So you may go and court another
And whisper softly in her ear.”
VII
Then she arose put on her clothing,
It was to let her true love in;
But e’er she had the door unlockit
His ship was sailing on the main.
VIII
“Come back, come back, my ain dear Johnnie,
Come back, come back, and marry me.”
“How can I come back and marry you, love?
Oor ship is sailing on the sea.”
IX
“The fish may fly, and the seas run dry,
The rocks may melt doon wi’ the sun,
And the working man may forget his labour
Before that my love returns again.”
X
She’s turned herself right roun’ about
She’s flung herself intae the sea;
“Farweel for aye, my ain dear Johnnie
Ye’ll ne’er hae tae come back to me.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca (1)
e la porterò in mare
andrò lontano verso l’orizzonte
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
E navigò a Est e navigò a Ovest
Navigò alla ricerca di terre lontane
finchè ritornò alla finestra del suo vero amore
e bussò forte per poter entrare
III
“Oh chi è alla finestra della mia camera
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, sono io il tuo vero amore
e sono inzuppato fino alle ossa (2).
IV
Allora vai, vai e chiedi a tuo padre
vedi se ti lascerà sposare con me;
e se dice no, ritorna da me a dirmelo
e sarà l’ultima volta che ti disturberò”
V
“Mio padre è nella sua stanza a scrivere
seduto accanto alla sua mercanzia
e in mano tiene una lettera
che è più di calunnie verso di te.
VI
Mia madre è nella sua stanza a dormire
e parole d’amore non sentirà;
così puoi andare e corteggiare un’altra
e sussurrare dolcemente nel suo orecchio”
VII
Allora lei si alzò e si vestì
e stava per far entrare il suo vero amore,
ma non aveva la porta sbloccato,
che la nave salpò per il mare!
VIII
“Ritorna, ritorna mia caro Johnny
ritorna ritorna e sposami”
“Come posso tornare indietro e sposarti amore?
La nostra nave è salpata in mare”
IX
“I pesci voleranno e i mari si prosciugheranno
Le rocce si fonderanno al sole
e l’uomo che lavora dimenticherà il suo lavoro
prima che il mio amore ritorni di nuovo”
X
Senza tanti indugi prese la decisione
e si gettò nel mare
“Addio per sempre, mio caro Johnny
non dovrai più ritornare da me”

NOTE
1) la frase è una metafora
2) un classico del genere: lo spasimante è infreddolito sotto la neve, il gelo o zuppo di pioggia!

FONTI
http://allanfmoore.org.uk/approcelt.pdf
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/idrewmyshipintotheharbour.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120478

THE CRUEL SHIP’S CAPTAIN

Una ballata del mare dal titolo “The Captain’s Apprentice”, “Capitain James” o “The cruel ship’s captain” risalente alla seconda metà del 1700, si inserisce nel filone dei farewell dei condannati a morte che, in attesa della loro esecuzione, scrivono una sorta di confessione o ultime volontà (gallow confession): un giovane mozzo viene sottoposto a punizione dal capitano della nave, che abusa però del suo potere e lo uccide.
Three-small-drawings-illustrating-a-cautionary-tale-about-Three-Sailors-from-Bristol.-Sailor-hanged-from-the-yard-arm-sailor-being-flogged-and-humble-sailor-with-an-admiralAnche se le punizioni corporali erano considerate necessarie a mantenere la disciplina e ampiamente praticate nell’esercito, nelle istituzioni carcerarie e in generale sulle navi in cui il capitano era considerato il capo supremo, c’erano dei limiti che non si potevano superare, tra questi il sadismo tra i vertici del comando. Bisogna prima specificare che anche su di una nave mercantile la struttura del comando era altrettanto rigida come nella Royal Navy, i capi dovevano farsi ubbidire con ogni mezzo e una ciurma indisciplinata poteva ammutinarsi (era vero anche il contrario ossia che un capitano pazzo o sadico o entrambi le cose poteva spingere la ciurma all’ammutinamento)..

Qui si unisce un ulteriore dramma o scandalo sociale: quello degli orfani affidati all’assistenza pubblica che vengono venduti per pochi soldi come mozzi nei battelli di pesca, e trattati con estrema brutalità dai loro padroni fino a causarne la morte. Nella società del tempo erano i gentiluomini a detenere i posti del comando, nobili di sangue o di denaro che avevano ricevuto un’istruzione e un’educazione basata su rigide regole morali o se vogliamo su alti principi morali: quella di proteggere i deboli (donne e bambini) e gli infermi era un imperativo categorico.
Il nostro capitano quindi confessa due gravi colpe: la prima verso Dio, la seconda verso la classe sociale a cui appartiene.

Tratto da “Dal quadrato ufficiali al trono” Henry Kirke 1904
È difficile per noi oggi renderci conto della vita a bordo delle nostre navi da guerra durante la maggior parte del diciottesimo secolo. Abituati come siamo alla disciplina, pulizia e buon carattere delle nostre giacche blu, all’elevata educazione, competenza e maniere cortesi dei loro ufficiali, esitiamo a credere alle descrizioni che sono arrivate fino a noi. Gli ufficiali navali erano raramente gentiluomini, e se lo erano all’inizio, venivano presto brutalizzati dai loro associati e circostanti. Gli ufficiali inferiori erano tenuti in uno stato di vassallaggio, tiranneggiati e maltrattati dai loro capitani. Alcuni  di loro erano bravi marinai e valentuomini, ma rudi e rozzi, altri erano reprobi ubriaconi pieni di ignoranza e di impertinenza.. i capitani erano intrepidi marinai, ma molti di loro erano brutali, tirannici e capricciosi. Le ciurme erano la feccia della terra, la spazzatura raccolta dalle galere. L’ammutinamento era prevenuto soltanto mediante la più rigida  disciplina e crudeli punizioni. Il giro di chiglia, le frustate da tutta la flotta e altri orrori erano inflitti con frequenza.”

Da apprezzare la condensazione dei versi che dicono tutto quello che c’è da dire senza fronzoli!!

LA VERSIONE DI A.L. LOYD

La ballata si rinveridìsce a metà Ottocento diffondendosi nella contea di Norfolk a seguito di un fatto di cronaca locale.

Nelle note di ‘Leviathan!’ A. L. Lloyd scrive: “Nearly two centuries ago, a whaling skipper of King’s Lynn on the Norfolk coast was hanged for the brutal murder of an apprentice. Street singers had a long-winded ballad purporting to be his dying confession. In the foc’sles of the Greenland ships, the whalermen whittled away all the inessentials, and what remained was one of the briefest and most ferocious of all sea-songs. Early in the nineteenth century, a whale skipper was charged in King’s Lynn with the murder of an apprentice. A broadside ballad, in the form of a wordy gallows confession and good night, appeared, and in course of circulating round the East Anglian countryside it got pared down to the bone. The poet George Crabbe was interested in the case, and took it as a model for his verse-narrative of ‘Peter Grimes’, which subsequently formed the base of Britten’s opera. The opera is in three acts. The same ground is covered in three verses by a song as bleak and keen as a harpoon head.

ASCOLTA Bryan Ferry


I
A boy to me was bound apprenticed
Because his parents they were poor.
So I took him from St. James’ workhouse(1)
All for to sail on the Greenland shore(2).
II
One day this poor boy he did annoy me
Nothing to him then did I say
But I rushed him to my frozen yardarm(3)/And I kept him there ‘til the very next day.
III
When his eyes and his teeth did hang toward me(4)
With his hands and his feet bowed down likewise/And with a tarry gasket(5) there I killed him
Because I wouldn’t hear his cries.
IV
Now all you sea captains that go out a-navyin'(6)/Take a warning example by me/And don’t misuse your young apprentice boys
Or else its hanged you’ll surely be.
tradotto da Cattia Salto
I
Un ragazzo s’ imbarcò come apprendista
perchè i suoi genitori erano poveri
così lo presi dall’orfanatrofio di St James(1)
per salpare verso le terre della Groenlandia(2)
II
Un giono questo povero ragazzo mi infastidì,
allora non gli dissi niente
ma lo spedìì sul pennone congelato(3)
e ce lo tenni fino al giorno successivo
III
Quando i suoi occhi e i denti schizzarono fuori(4)
e anche le mani e i piedi si contrassero
allora lo uccisi con una cima impermeabilizzata(5)
perchè non volevo sentire i suoi lamenti
IV
Voi capitani che siete in Marina(6)
prendete esempio da me
e non abusate dei vostri giovani novellini
oppure sarete di certo impiccati

NOTE
1) Le workhouse erano istituzioni concepite per fornire lavoro e assistenza ai poveri e agli infermi, che furono attive in Inghilterra, ma anche in Olanda e nelle colonie inglesi d’America, dal XVII al XIX secolo. Fondate dalle parrocchie, alle quali la Poor Law del 1601 assegnò il compito di occuparsi dei poveri, scomparvero nel XX secolo.
Nel 1834, solo 3 anni prima che Vittoria divenne Regina, passò un atto parlamentare chiamato “Poor Law Amendment Act”. Come risultato di ciò, molte workhouses furono costruite per sistemare persone povere. Erano state progettate per essere così rigide e oppressive che solo i veri bisognosi avrebbero cercato un rifugio in esse.
Si sperava che le case di lavoro avrebbero risolto il problema della povertà poichè molte persone ricche credevano che le persone erano povere perchè erano pigre, e li chiamavano “undeserving poor” (=poveri indegni)
Molte famiglie erano così povere da venir classificate come “paupers”. “Pauperism” era un termine usato per descrivere persone che non avevano modo di mantenersi. Ma la povertà non era causata da pigrizia, come credevano i benestanti, ma dalla disoccupazione, dall’incremento della popolazione e dai prezzi alti del cibo.
Per molte persone le workhouses erano l’ultima risorsa. I “pazienti” venivano generalmente classificati in due diversi gruppi:
i “impotent poor” erano coloro che non erano in grado di badare a se stessi, come gli anziani, i bambini piccoli, i malati, i menomati, le madri non sposate, i ciechi e i pazzi.
Gli “able bodied poor” erano coloro che non avevano lavoro e quindi niente denaro per vivere.
Appena i “paupers” arrivavano alle workhouses venivano lavati e i loro capelli tagliati corti. Tutti i loro effetti personali venivano portati via e gli venivano date delle uniformi da indossare. Solitamente per le donne questa era una informe tunica senza giro vita che raggiungeva le caviglie, mentre gli uomini dovevano indossare camicie e pantaloni che calzavano male.
Nessun “paziente” poteva lasciare la workhouse se non permanentemente. Sfortunatamente, molti di loro morivano nelle workhouse a causa delle terribili condizioni.
Ancora peggio, alcuni bambini che nascevano nelle workhouse non vedevano mai il mondo esterno.
Il lavoro era disegnato per essere duro e tedioso ed era parte essenziale del regime delle workhouses.
La colazione era alle 5.00 am da Marzo a Settembre e alle 7.00 am negli altri mesi e si iniziava a lavorare dopo le preghiere. Con solo due pause per pranzare, cenare e altre preghiere, si andava a letto alle 8.
Si pensava che la religione avrebbe aiutato i poveri a superare la loro “pigrizia, incoscienza e ubriachezza”. (tratto da qui)
2) il battello è presumibilmente una baleniera diretta verso i mari del Nord
3) si presume che l’apprendista sia stato legato come un salame e appeso al pennone, questa era una delle punizioni che veniva inferte ai marinai, l’altra preferita erano i colpi di frusta
4) versi di difficie traduzione letteralmente in italiano: “Quando i suoi occhi e i denti penzolarono verso di me” che non ha molto senso
anche scritto
“And when his hands and his feet did hang towards me
And with his head bowed down likewise”
(in italiano quando mani e piedi penzolarono verso di me e anche la testa cadde in avanti)
oppure
“When his arms and his legs did bow down low,
And his hands and his feet likewise”
(in italiano quando braccia e gambe si piegarono verso il basso e anche mani e piedi)
5) gasket= a piece of rope, used to secure a sail; a rope covered in waterproof tar and used to lash furled sails.  Talvolta il capitano usa un oggetto contuntende come un’aspa in altre versioni è scritto infatti “iron gasket” oppure “bloody iron bar” cioè una sbarra di ferro. In questa versione il ragazzo viene ucciso per soffocamento legandogli la bocca con una cima
6) Navy è la marina militare in senso più specifico si tratterebbe di un avviso ricolto ai capitani della Marina Militare Britannica ma più in generale “andare per mare”

LA VERSIONE DI VAUGHAN WILLIAMS

Anch’egli ha raccolto una versione della ballata nel 1905 a King’s Lynn. Il commento di Roy Palmer (in Bushes and Briars: Folk Songs Collected By Ralph Vaughan Williams, Roy Palmer, 1983 & 1988)
The plight of pauper children farmed out as apprentices by the poor law guardians caused widespread concern in the late eighteenth and early nineteenth centuries. One thinks of the famous Memoirs of Robert Blincoe, which describes the fourteen-year apprenticeship to a Nottinghamshire mill-owner of a boy sent out from St Pancras Workhouse in London at the age of seven, in 1799. At about the same time the death of another pauper apprentice was being chronicled in a fine but bitter song which was sung for another hundred years and more, and still lingers in oral tradition. Vaughan Williams collected it from a septuagenarian fisherman, Mr James Carter, at King’s Lynn, and assumed that it was a local production, mainly because of the mention of St James’s Work house in the town, so called because St James’s Chapel had been converted to the use of the poor as early as 1682. However, two verses (5 and 6 here) in Vaughan Williams’s scrapbook additional to those sung by Mr Carter (perhaps remembered later by him, and sent on) move the scene to Bristol. This squares with a broadside recently turned up by Mike Yates in the St Bride Institute. It is without imprint, though probably dating from about 1800, and entitled ‘A New Copy of Verses, Made on Captain MILLS, now under Confinement in Newgate, at Bristol, for the murder of THOMAS BROWN, his Apprentice Boy’. The account may have been fictional, though there is a record that in 1798 the captain of the Loyal Briton, off Minorca, ‘killed his Cabin-boy by striking him on the head with a handspike’ and ‘was ordered back to England for trial’ (‘The Adventures of Serjeant Benjamin Miller’, in Journal of Army Historical Research, vol. VII, p.16). A discrepancy in the broadside is its mention of St James’s Workhouse, though Bristol Workhouse was called St Peter’s Hospital. (However, there is a St James district in Bristol.) Whatever the doubts as to its precise origin, the song held the imagination of singers. It travelled to America, was jotted down in the backs of the logbooks of several whaling ships (see Gale Huntington, Songs the Whalemen Sang, New York, 1970), and continued to circulate in England until this century, mainly in Norfolk, but also in Dorset. Vaughan Williams was deeply impressed by Mr Carter’s version (though he collected others), and he used the melody or reminiscences of it in several of his orchestral works, including the Norfolk Rhapsody, Sea Symphony and Pastoral Symphony.

ASCOLTA Jim Moray in Skulk 2012
ASCOLTA la versione ottocentesca


I
One day this poor boy and to me was bound apprentice
Because of being so fatherless
I took him out of St. James Workhouse
His mother being in deep distress
II
One day this poor boy unto me offended
But nothing (un)to him I did say
Up to the mainmast shroud I sent him
And kept him there all that long day
III
Oh with my marling-spike, I misused him/So shamefully I won’t deny/And with the garling-spike rope I gagged him
Because I could not bear his cries
IV
His legs and hands on to me expanded
His pretty face to me likewise
And by my barbarous cruel entreatment
The very next day this young (poor) boy died
V
So come here captains, all throughout this nation
Hear voice in warning take by me
Take special care of your apprentice
while you are on the raging sea.
tradotto da Cattia Salto
I
Un ragazzo si imbarcò come apprendista
perchè era senza padre
così lo presi dall’orfanatrofio di St James(1)
essendo sua madre in povertà
II
Un giono questo povero ragazzo mi infastidì,
allora non dissi niente
e lo spedìì sulle sartie dell’albero maestro
e ce lo tenni fino al giorno successivo
III
E con la mia aspa(2) lo maltrattai
così vergognosamente, non lo nego,
e con la cima lo imbavagliai
perchè non volevo sentire i suoi lamenti
IV
Le sue gambe e le mani si distesero verso di me
come pure il suo volto grazioso(3)
e a causa del mio barbarico e crudele trattamento
il giorno dopo questo ragazzo morì
V
Venite qui voi capitani ovunque siate in questa nazione
ascoltate l’avviso e prendete esempio da me
prendetevi cura del vostro apprendista
quando siete sul mare in tempesta.

NOTE
1) vedi note sopra
2) Nome specifico delle aste, o barre, con le quali si facevano girare i cabestani e poi, per estensione, passato ad ogni leva o manovella usata a bordo.
3) il sospetto che il ragazzino fosse l’oggetto sessuale del capitano sorge più che spontaneo!

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=77777
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thecruelshipscaptain.html
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/2/
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/3/
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/4/
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/433.html

LA FANCIULLA MARINAIO

Nei canti del mare troviamo (anche se non frequentemente) il tema della ragazza travestita da marinaio che affronta la dura vita del mare per desiderio d’amore e avventura.
Le cross-dressing ballads sono in effetti per lo più inerenti a donne che vanno a svolgere un’attività maschile per eccellenza, come quella del marinaio o del soldato.

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LA FANCIULLA INNAMORATA

Le fanciulle innamorate si travestono da marinaio, pur di attraversare l’Oceano per andare alla ricerca del loro fidanzato, che le ha lasciate per emigrare in America. E’ l’archetipo della fanciulla vergine (la donna guerriera) che si traveste da soldato per inseguire l’innamorato partito per la guerra. (vedasi ad esempio “High Germany“,  “Lovely Nancy” , “Said Johnny to Molly”, “Caroline and Her Young Sailor Boy“)

I titoli vanno da “Jackaroe “,  “The handsome cabin boy“,  e “Short Jacket” , ma tutte raccontano la stessa storia: la fanciulla (tra)vestita da uomo si imbarca come mozzo e viene notata dal capitano, il quale resta turbato dal nuovo marinaio al punto di innamorarsi; solo giunti a riva la fanciulla rivela la sua vera identità e il capitano ammirato dal suo coraggio, le giura amore eterno e le chiede di sposarlo. In alcune versione lei rifiuta, ben determinata a trovare il suo innamorato. In altre la storia si trasforma in una murder ballad in cui la ragazza sorprende l’ex-fidanzato tre le braccia dell’amante e li uccide entrambi (vedi Willy Taylor).
In queste ballate la donna ha un controllo completo sulle azioni da intraprendere, è lei a decidere il suo destino!

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VIETATO ALLE DONNE

Le usanze marinare proibivano alle donne di lavorare come marinai sui vascelli perchè il lavoro del marinaio era considerato cosa da maschi, anzi l’attività per eccellenza in grado di «fare un uomo» anche tra i  più smidollati o indisciplinati dei ragazzi!
Più che per le doti di forza e resistenza fisica richieste dal lavoro marittimo di quel tempo, il divieto era legato alla sfera della sessualità, bandita dalla nave perchè foriera di disordine sociale: così anche l’omosessualità era spietatamente punita nella Royal Navy del Diciottesimo secolo, poiché ritenuta pratica sovversiva della disciplina e dell’ordine; la sola presenza di una donna a bordo poteva generare situazioni di conflitto tra i marinai, da qui la convinzione che una donna a bordo portasse sfortuna alla nave.
Pur in questo clima sfavorevole alcune donne venivano “tollerate” a bordo delle navi come ad esempio le mogli degli ufficiali dei mercantili o delle baleniere o che svolgevano varie mansioni di diverso titolo non inerenti alla navigazione (ad esempio una guardiana del bestiame che si occupava anche della mungitura degli animali), ma non certo in qualità di marinai. Ameno che .. non fossero travestite, e così si rintracciano nei documenti di bordo un numero sorprendente di donne-marinaio o soldato .. scoperte in modo accidentale. (tra i tanti personaggi e le letture cito il personaggio di Catalina Solis nella trilogia di Matilde Asensi – libri usciti in Italia con i titoli di Terra fermaLa vendetta di Siviglia, e La conjura de Cortés – ispirato a Isabel Barreto da Lima (1567 – 1612), moglie di Álvaro de Mendaña, lo scopritore delle isole Salomone, che prese il comando della flotta alla morte del marito . Scrive Matilde Asensi: ” Le donne di quell’epoca dovevano uscire coperte e accompagnate. Uscivano solo per andare a Messa e a 13 anni cercavano loro un marito di 50, che era già rimasto vedovo varie volte, perché la morte durante il parto era frequente. Un orrore che vedevano sin da bambine, in madri e zie. L’unica alternativa a questo era il convento. Quelle che sceglievano di travestirsi da uomini erano donne decise e coraggiose, e questa decisione non implicava alcuna ambiguità sessuale. Non sono state molte, ma sufficienti perché la letteratura del Siglo de Oro abbia raccontato spesso il fenomeno“.)

Anche nel mondo della pirateria le cose non miglioravano per una donna che voleva prendere la vita del mare, ma almeno era riconosciuta come tale dalla ciurma (anche se occasionalmente si travestiva da uomo in particolare durante gli arrembaggi).

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DONNA GUERRIERA

In alcune ballate  la fanciulla si traveste da uomo non per amore di un uomo, ma per amore dell’avventura, per sete di libertà, o perchè si sente stretta nei panni femminili (e nei relativi ruoli sessuali). (vedere ad esempio The Female rambling sailor) E’ piuttosto a cambiare il contesto storico, se nelle ballate settecentesche la donna guerriera è ammirata per il suo coraggio, determinazione e anche la sua ferocia, nell’ottocento la donna guerriera viene derisa e dissuasa, ricondotta al suo ruolo di angelo del focolare o rinchiusa in un manicomio!
L’immagine di una donna-guerriera e forte, sostenuta dalla forza dell’amore e perciò disposta ad andare contro alla sua famiglia e alle convenzioni sociali è più un racconto da romanzo d’appendice che di cronaca vera, le donna in quei tempi sottostavano al padre prima e al marito dopo, e ben poche potevano conquistare l’indipendenza economica (c’erano poi quelle povere di cui non importava niente a nessuno e che finivano malamente in mezzo ad una strada o si ammazzavano di lavoro per riuscire a malapena a dare da mangiare ai figli). Erano i tempi dei matrimoni combinati dalle famiglie e si basavano su opportune alleanze e convenienti unioni e alle giovani donne non era consentito di innamorarsi di un bel marinaio dagli occhi neri!
Una donna senza marito o la protezione paterna aveva poche possibilità di sopravvivere e invece di finire come Biancaneve alcune preferivano travestirsi da uomo (anche se nelle ballate il finale era sempre da fiaba vedi)

FONTI
http://www.arivista.org/riviste/Arivista/310/53.htm
http://marziobarbagli.com/resources/CaterinaIndiceDeiLibri.pdf
http://erewhon.ticonuno.it/2003/storie/navigatrici/navigatrici1.htm
http://erewhon.ticonuno.it/2003/storie/navigatrici/navigatrici2.htm
http://www.baroque.it/curiosita-del-periodo-barocco/donne-di-mare-pirata.html
http://caffebook.it/cultura/item/320-i-pirati-in-gonnella-dei-caraibi.html
http://www.emiliosalgari.it/appunti_di_viaggio/donne_pirata.htm
https://storiaefantasydotcom1.wordpress.com/2016/05/02/pirati-e-corsari-le-piratesse-di-romina-gotti/
http://www.homolaicus.com/storia/trasversale/pirati-corsari.htm
http://www.molodililith.it/banchina/pirati/38-donne-pirata-e-piratesse-donnaiole.html
http://rottasudovest.blogspot.it/2012/07/matilde-asensi-presenta-la-conjura-de.html
http://standrewshistorysociety.co.uk/2015/04/the-problem-of-early-modern-cross-dressing/

THE SWEET KUMADEE

Una sea ballad molto popolare nel circuito folk anglo-americano conosciuta con vari titoli (“The Sweet Trinity”, “The Golden Vanity”, “The Golden Willow Tree”) appare in stampa in foglio volante (broadside) nel 1635 con il titolo di Sir Walter Raleigh Sailing In The Lowlands. Il professor Child la riporta in tre versioni (Child ballad #286) collegandola storicamente al vascello di Sir Walter Raleigh “The Sweet Trinity”, un personaggio impopolare, di quella nuova nobiltà nata dal mondo degli avventurieri piena di boria, ma priva d’onore. (parte introduttiva)
Nella ballata  si narra un evento rocambolesco quanto improbabile: l’affondamento di una nave nemica bucandone lo scafo con un non ben precisato attrezzo!

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LA VERSIONE SCOZZESE

E’ la versione che più si avvicina a quella collezionata da Child (#286 B) con il vascello nemico questa volta di nazionalità francese. Qui abbiamo il lieto fine con il capitano che, per evitare di veder affondare la sua stessa nave, cede al mozzo e a malincuore, soldi, terre e mano della figlia..

ASCOLTA Ewan MacColl in Matching Songs Of The British Isles And America. 1975

ASCOLTA The Gaugers in  Awa wi the Rovin Sailor 1994

I
There was a ship sailed from the North  Country
And the name of the ship was the Sweet Kumadee
She was built of the pine and the bay oak tree
And she sailed on the Lowlands, Lowlands(1)
And she sailed on the Lowlands Low.
II
He hadna been a sailin’ a week but barely three
When the lookout man he sighted a French gaudie
And he said,” We’ll a’ be sent tae the bottom of the sea”
III
Then oot an’ spak oor cabin boy(2),
and oot spak he, sayin’,
“Captain, o captain,
what will ye gie tae me(3)
If I swim along the side of the French gaudie”
IV
“It’s I will gie ye gowd,
an’ I will gie ye fee
And my eldest dochter your bride for tae be(4)
If ye swim aling the side of the French gaudie”
V
The boy bent his back,
and awa’ swam he
He swam till he cam’ tae the French gaudie Wi’ his instruments (5) aboot him, he started to mak’ free tae sink her in.
VI
Some were at the cards,
and some were at the dice
Four and twenty holes
he has pierced in her side
Until the salt water,
it flashed before their eyes
And they sank in .
VII
“O captain, o captain,
be as good as your word,
Ye’ll throw me a rope
and ye’ll pu’ me on board
Ther gaudie she lies at the bottom of the road”
VIII
“I winna throw a rope,
nor pu’ ye on board
Ye can swim till ye sink,
just as true as me word.
Ye can swim till ye sink tae the bottom of the road”
IX
“Ye’ll throw me a rope,
and ye’ll pu’ me frae the sea
Or I’ll swim to the side o’ your Sweet Kumadee
I’ll send her tae the bottom(6)
like the French Gaudie
X
He’s thrown him a rope,
and they’ve pu’d him frae the sea
An’ he’s gi’en tae him the gowd,
an’ he’s gi’en tae him the fee
And his eldest dochter his bride for tae be
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
C’era una nave che salpò dal Nord
e il nome della nave era la Sweet Kumadee
era costruita con il pino e la quercia della baia
e salpò per le Antille(1),
e salpò per le Antille.
II
Non era  in viaggio che da una settimana o forse tre
quando la vedetta avvistò un galeone francese
e disse “Stiamo per finire sul fondo del mare”
III
Allora parlò forte il nostro mozzo(2), forte parlò dicendo
“Capitano, o capitano,
cosa mi darete(3)
se io nuotassi al fianco del galeone   francese (per affondarlo)?”
IV
“Ti darò oro
e franchigie,
e la mia figlia primogenita sarà tua moglie,(4)
se tu nuoterai sul fianco del galeone francese (per affondarlo)”
V
Il ragazzo inarcò la schiena
e lontano si tuffò
nuotò finchè raggiunse il galeone francese
con i suoi  attrezzi (5)
iniziò a fare i buchi per affondarlo.
VI
Chi giocava a carte
e chi ai dadi
ma 24 buchi
fece sul fianco
finchè l’acqua salata
apparve ai loro occhi
e sprofondarono.
VII
“O capitano, capitano
siate di parola
gettatemi una cima
e io salirò a bordo
che il loro galeone giace sul fondo
degli abissi”
VIII
“Non ti getterò la cima
e non ti prenderò a bordo
devi nuotare finchè non affogherai
in verità
devi nuotare finchè non affogherai sul fondo degli abissi”
IX
“Mi getterete la cima
e mi tirerete fuori dal mare
o io nuoterò sul fianco della vostra Sweet Kumadee
e la manderò a fondo(6)
come il galeone francese”
X
Gli gettò una cima
e lo presero a bordo
e gli diede l’oro
e gli diede le franchigie
e la figlia primogenita come sposa

NOTE
1) con il nome Lowlands si indicavano molte terre e isole delle Indie Occidentali, si potrebbe trattare delle Antille ma la ballata può essere ambientata sia nei mari del Nord Europa che nel Mediterraneo o più nello specifico nel tratto di mare tra Irlanda e Scozia (the North Channel)
2) il ruolo di mozzo era quello più basso nella scala gerarchica della nave ed era affidato per lo più a giovani marinai inesperti
3) l’eroico mozzo non era poi così disinteressato a guadagnarci qualcosa oltre che la fama, e prima di prestare il suo aiuto chiede una contropartita
4) il capitano nell’immediatezza del pericolo promette non solo una ricompensa in denaro ma anche la mano della figlia, una promessa esorbitante data la differenza sociale tra i due, che ci si aspetterebbe più estorta dal giovane durante una trattativa che offerta spontaneamente dal capitano (a meno che non ci fosse già la malafede in partenza!)
5) quali siano questi attrezzi portentosi in grado di squarciare la chiglia di una nave non è dato sapere!! Che fosse un’impresa realizzabile è del tutto opinabile, forse era passata per la testa di qualche “stratega dei mari” l’idea della formazione di un corpo di “sommozzatori” che si immergono sotto lo scafo per bucarlo! Poi sono arrivati i sottomarini…
6) il giovane contrariamente ad altre versioni non si fa scrupolo di minacciare la nave

continua

FONTI
http://www.folkways.si.edu/ewan-maccoll/the-sweet-kumadee-the-sweet-trinity-child-286/celtic-childrens-world/music/track/smithsonian

THE MERRY GOLDEN TREE

Una sea ballad molto popolare nel circuito folk anglo-americano conosciuta con vari titoli (“The Sweet Trinity”, “The Golden Vanity”, “The Golden Willow Tree”) appare in stampa in foglio volante (broadside) nel 1635 con il titolo di Sir Walter Raleigh Sailing In The Lowlands.  Il professor Child la riporta in tre versioni (Child ballad #286) collegandola storicamente al vascello di Sir Walter Raleigh “The Sweet Trinity”, un personaggio impopolare, di quella nuova nobiltà nata dal mondo degli avventurieri, spocchiosa ma anche infida. (vedere introduzione)
Nella ballata  si narra un evento rocambolesco quanto improbabile: l’affondamento di una nave nemica bucandone lo scafo con un non ben precisato attrezzo!

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LA MELODIA: MOUNTAIN BALLAD STYLE

Lo stile è detto Old Time ovvero la musica appalachiana
l’OTM è una musica di origini molto antiche, nella sua forma originaria risale alle isole britanniche, le sue radici sono contenute nelle danze, canzoni, ballate anglo-scozzesi e nelle fiddle-tunes irlandesi. L’ampia regione in cui si sviluppò era nell’area sud appalachiana, che comprende anche le zone collinose e pianeggianti limitrofe, ovviamente non si limitò solo a quest’area geografica, ma si diffuse grazie alle migrazioni anche in altri territori del sud-ovest americano. Oggi si preferisce usare il termine old time music per definire la musica tradizionale appalachiana, a quei tempi veniva anche chiamata musica hillbilly; era un termine dispregiativo e vagamente razzista con cui venivano identificati gli abitanti di queste aree e tutto ciò che li concerneva. Agli albori le string bands (complessi di strumenti a corda) erano formati solo da duo fiddle-banjo, il fiddle era lo strumento principale e il banjo five-string forniva un notevole e robusto apporto ritmico, suonato soprattutto in stile clawhammer (ma anche la tecnica del ‘two fingers’, stile antico nato nel minstrel-show) che diventò ben presto tipico degli Appalachi.
Verso la fine del secolo con l’introduzione della chitarra le string bands diventano un trio, e la musica delle montagne subisce dei mutamenti radicali, sia per il progressivo abbandono di strutture arcaiche (che sopravvivono solo nelle zone più isolate) sia negli stili che la chitarra porta con sé. Alcune string bands introdussero successivamente anche altri strumenti, fra cui il mandolino che però non ebbe mai un ruolo ben definito, fino all’avvento del bluegrass.“(tratto da qui)

MERRY GOLDEN TREE IN THE LONESOME SEA

Il nome della nave sul versante americano è per lo più Merry Golden Tree e la sua avversaria la “Turkish Reveille (Revelry)” . Una delle più vecchie registrazioni risale al 1935 dalla Carter Family. Il testo della ballata è ridotto a sole sei strofe e la storia risulta un po’ incomprensibile per chi non conosce già la ballata, a testimonianza della grande popolarità che essa aveva raggiunto nelle Americhe, anche nelle lande più sperdute e lontano dal mare…

ASCOLTA The Carter Family “Sinking in the Lonesome Sea” 1935

ASCOLTA John C. Reilly and Friends live 2013, una bella versione con due voci e chitarra quasi sussurrata, molto toccante


I
There was a little ship
And she sailed upon the sea
And she went by the name of the Merry Golden Tree
And she sailed upon the low and lonesome low
And she sailed upon the lonesome sea
II
There was a little sailor
Unto his captain said
“Oh captain captain what’ll you give to me(1)
If I sink them (2) in the low and lonesome low, If I sink them in the lonesome sea?”
III
“Two hundred dollars
I will give unto thee
And my oldest daughter I will wed unto you(3)
If you sink them in the low and lonesome low
If you sink them in the lonesome sea”
IV
He bowed upon his breast
And away swim he(4)
Till he came to the ship of the Turkish Reveille(5)
As he sinked in the low and lonesome low
As he sinked in the lonesome sea
V
“If it wasn’t for the love
Of your daughter and your men(6)
I would do unto you as I did unto them
I would sink you in the low and lonesome low
I would sink you in the lonesome sea”
VI
He bowed his head
And down sank he
“Farewell farewell to the Merry Golden Tree
For I’m sinking in the low and lonesome low
For I’m sinking in the lonesome sea”
TRADUZIONE ITALIANO
I
C’era una piccola nave
che navigava sul mare
e le diedero il nome di “The Merry Golden Tree”
navigava sulle acque solitarie di un mare solitario
navigava su un mare solitario.
II
C’era un giovane marinaio
che disse al capitano
“O capitano cosa
mi darai(1)
se li affondo(2) nelle acque solitarie
se li affondo
in un mare solitario?”
III
“Duecento dollari
ti darò
e la mia figlia più grande ti farò sposare(3)
se li affondi nelle
acque solitarie
se li affondi in un mare solitario”
IV
Si piegò in avanti
e via nuotò(4)
finchè si avvicinò alla nave della Turkish Reveille(5)
e l’affondò nelle
acque solitarie
e l’affondò in un mare solitario
V
“Se non fosse per l’amore
di vostra figlia e dei vostri uomini(6)
farei a voi ciò che ho fatto a loro
vi affonderei nelle
acque solitarie
di un mare solitario”
VI
Piegò la testa
e si lasciò affondare
“Addio addio
al Merry Golden Tree
perchè sto affondando nelle acque solitarie
sto affondando in un mare solitario”

NOTE
1) l’eroico mozzo non era poi così disinteressato a guadagnarci qualcosa oltre che la fama, e prima di prestare il suo aiuto chiede una contropartita
2) manca la strofa dell’avvistamento di un vascello pirata, nella IV strofa denominata the Turkish Reveille
3) il capitano nell’immediatezza del pericolo promette non solo una ricompensa in denaro ma anche la mano della figlia, una promessa esorbitante data la differenza sociale tra i due, che ci si aspetterebbe più estorta dal giovane durante una trattativa che offerta spontaneamente dal capitano (a meno che non ci fosse già la malafede in partenza!)
4) altra strofa mancante in cui il giovane mozzo dopo essersi diretto sotto lo scafo nemico lo buca in più punti facendolo affondare! Che fosse un’impresa realizzabile è del tutto opinabile, forse era passata per la testa di qualche “stratega dei mari” l’idea della formazione di un corpo di “sommozzatori” che si immergono sotto lo scafo per bucarlo! Poi sono arrivati i sottomarini…
5) i pirati barbareschi del Nord Africa 

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6) altra strofa mancante in cui il capitano, molto poco nobilmente, si rimangia la promessa e per nulla riconoscente, non intende riprendere a bordo il giovane mozzo; il giovane però molto più “nobilmente” rinuncia a ogni vendetta e si lascia annegare.

continua

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/coasts-of-high-barbary/
http://www.bcmai.it/tlj/articolo.asp?IDArticolo=263

RATCLIFFE HIGHWAY

Con lo stesso titolo ritroviamo diverse canzoni e melodie che per lo più testimoniano la pessima fama goduta dalla via londinese fino a tutto l’Ottocento: una strada dell’East End famigerata per le attività criminali, l’ubriachezza molesta e i comportamenti indecenti dei suoi frequentatori. Ancora agli inizi del Novecento la strada era piena di pubs e “singing saloons” per marinai. Ratcliffe Highway è così l’equivalente della Paradise street di Liverpool. E non poteva essere altrimenti per una strada che fiancheggiava le banchine della British East India Company!

Henry Mayhew has given us vivid descriptions of the Highway, with tall brazen-faced women dressed in gaudy colours, sly pimps and crimps, roaring sailors out for a good time, bearded foreign musicians from the fifteen dance halls of the locality, and the intrepid policemen of H Division walking through the throng in twos.” (dalle note nel Pinguin Book) 

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LA “PARADISE STREET” DI LONDRA

Il trattamento riservato al “Jack Tar” di turno è lo stesso di ogni porto: allegre donnine lo fanno bere per spillargli soldi e poi  derubarlo!

 Every few yards we come to a beer-shop or a public-house, the doors of which stand temptingly open, and from the upper room of which may be heard the sound of the mirth-inspiring violin, and the tramp of toes neither “light nor fantastic. There were public-houses here – I know not if the custom prevails now – to which was attached a crew of infamous women; these bring Jack into the house to treat them, but while Jack drinks gin the landlord gives them from another tap water, and then against their sober villainy poor Jack has no chance. I fear many respectable people in this neighbourhood have thus made fortunes. Jack is prone to grog and dancing, and here they meet him at every turn. Women, wild-eyed, boisterous, with cheeks red with rouge and flabby with intemperance, decked out with dresses and ribbons of the gayest hue, are met with by hundreds – all alike equally coarse, and insolent, and unlovely in manners and appearance, but all equally resolved on victimising poor Jack. They dance with him in the beer-shop – they drink with him in the bar – they walk with him in the streets – they go with him to such places as Wilton’s Music Hall, where each Jack Tar may be seen sitting with his pipe and his pot, witnessing dramatic performances not very artistic, but really, on the score of morality, not so objectionable as what I have seen applauded by an Adelphi audience, or patronised by the upper classes at her Majesty’s Theatre. ” (tratto da “The night side of London” di J. Ewing Ritchie, 1857)

RATCLIFFE HIGHWAY: A SEA OR A MUSIC HALL SONG?

Nella Bodleian Library la ballata è documentata in diverse versioni degli anni 1820-30 con il titolo di “Rolling Down Wapping“, molti di questi “fogli volanti” erano divulgati da associazioni “per la moralità” che ammonivamo i marinai e li esortavano a cambiare abitudini, ma le stesse ballate venivano cantate anche dai marinai con intenti parodistici.
Nella versione testuale del “Penguin Book Of English Folk Songs” con un linguaggio ampolloso, si narra dell’avventura di un marinaio che, entrato in una birreria di Ratcliff Highway, invece di farsi spennare come un pollo dalla “chanteuse” di turno, riesce a scappare con un orologio d’oro, agguantato lestamente, come risarcimento.

“The Ratcliffe Highway song may have been made for performances in ships foc’sles, or it may have been made to impress the patrons of the Eastern Music Hall, the British Queen, the Prussian Eagle, or another local public house licensed for music. In any case, it now has some of the ring of tradition and much of the ring of truth. Mrs. Howard’s text is supplemented from an unpublished version collected in Sussex in 1954 and kindly communicated by R. Copper, and from a broadside by Catnach.” (dalle note nel Pinguin Book)

ASCOLTA Ronnie Drew, da guardare in un filmato vintage (ad ascoltare Ronnie si capisce da dove il giovane Bob Dylan abbia preso il suo stile!)

ASCOLTA Gavin Davenport Brief Lives 2010, in versione integrare su Spotify


I
As I was a-walking down London
From Wapping to Ratcliffe Highway
I chanced to pop into a Ale-house
To spend a long night and a day
II
A young doxy came rolling up to me
And asked if I’d money to sport
For a bottle of wine changed a guinea
And she quickly replied: ‘That’s the sort’
III
When the bottle was put on the table
There was glasses for everyone
When I asked for the change of my guinea
She tipped me a verse of her song
IV
This lady(1) flew into a passion
And placed both her hands on her hip
Saying: ‘Sailor, don’t you know our fashion?
Do you think you’re on board of your ship?’
V
‘If this is your fashion to rob me
Such a fashion I’ll never abide
So launch out the change of my guinea
Or else I’ll give you a broadside’(2)
VI
A gold watch hung over the mantel
So the change of my guinea I take
And down the stairs I run nimbly
Saying: ‘Darn my old boots, I’m well paid’ (3)
VII
The night being dark in my favour
To the river I quickly did creep
And I jumped in a boat bound for Deptford
And got safe aboard of my ship
VIII
So come all you bold young sailors
That ramble down Ratcliffe Highway
If you chance you go into a Ale-house
Beware, lads, how long you do stay
IX
For the wine and the women invite you
And your heart will be all in a rage
If you give them a guinea for a bottle
You can go to the devil for your change
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre passeggiavo per Londra
da Wapping a Ratcliffe Highway,
sono incappato in una birreria per trascorrervi una notte brava.
II
Una giovane puttana mi si è avvicinata e mi chiese se avevo i soldi per spassarsela, (e le chiesi se) per una bottiglia di vino cambiava una ghinea
e lei subito rispose ” Che soggetto!”.
III
Quando la bottiglia fu messa sul tavolo c’erano bicchieri per tutti
e quando ho domandato il resto della mia ghinea, lei mi diede come mancia un verso della sua canzone.
IV
Questa signora(1) si accalorò
e mise le mani sui fianchi
dicendo ” Marinaio non conosci le nostre usanze?
O credi di essere a bordo della tua nave?”
V
“Se è vostra consuetudine derubarmi,
a tale modo non mi conformerò,
così sganciate il resto della mia ghinea oppure vi darò una bordata”. (2)
VI
Un orologio d’oro (era) appeso alla mantella, così ho afferrato il resto della mia ghinea e giù per le scale sono corso come un lampo
dicendo ” Dannazione
così siamo pari (3)”.
VII
La notte era buia e a mio favore,
al fiume sgattaiolai in fretta
e saltai su una nave diretta per Deptford
in salvo sulla mia nave.
VIII
Così venite tutti voi giovani e baldi marinai che girate per Ratcliffe Highway se incappate in una birreria attenti, ragazzi, a quanto tempo ci restate.
IX
Perchè il vino e le donne vi chiamano
e sarete in pericolo(4)
se darete una ghinea per una bottiglia potreste finire al diavolo per avere il resto!

NOTE
1) in alcune versioni la signora è identificata con l’ostessa
2) Nell'”Oxford Book of Sea Song” (vedi) la cui versione testuale è abbastanza simile, c’è anche la strofa in cui il marinaio dalle parole passa ai fatti: The bottle that stood on the table I quick at her head did let fly, And down on the ground she did tumble And loudly for mercy did cry.
3) letteralmente: “Dannati stivali, sono ben pagato” il marinaio ha preso l’orologio come risarcimento del mancato resto, ma non gli restava che la fuga per mettersi in salvo dalle rimostranze della donnina e dei suoi compari
4) letteralmente: i vostri cuori si adireranno 
FONTI
http://www.stgite.org.uk/media/ratcliffhighway.html http://www.501places.com/2012/11/ratcliffe-highway-jamrachs-menagerie/ http://www.8notes.com/scores/6035.asp http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=22855 http:[email protected]?SongID=4891 http://www.loc.gov/item/afc9999005.18714#about-this-item http://theloveforhistory.wordpress.com/2011/05/23/ratcliffe-highway-in-london-prostitution-2/ http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/thedeserter.html
http://www.staggernation.com/msb/ratcliffe_highway_in_1842.php
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Doe114.html

HIGH GERMANY & THE WARS OF GERMANY

ALTRI TITOLI: “Higher Germanie”, “The True Lovers”, “The King’s command must be obeyed”, “The wars of Germany”

220px-Soldier_of_29th_regiment_1742Questa antica canzone (del ‘700) risale alle guerre inglesi in Germania: forse quella dei “sette anni” (che ne durò nove, dal 1754 al 1763) con la Gran Bretagna alleata della Prussia contro l’impero spagnolo o quella della successione spagnola (1701-1714) ma anche le guerre napoleoniche, oppure addirittura una delle tante guerre del seicento, poco importa quale, che di guerre non c’è mai fine.

Della ballata si conoscono almeno tre versioni distinte ed altrettante melodie, pur nelle loro numerose varianti provenienti per lo più dall’Inghilterra e la Scozia, ma anche dall’Irlanda. Il tema è un luogo comune delle ballate sulla guerra e si ritrova anche in canzoni come “The Banks of the Nile” o “The Men They Stand and Stay” (che incidentalmente condivide la stessa melodia della prima versione di High Germany). In tutte e tre le versioni il soldato (o la sua innamorata) parla dell’andare in guerra come se si trattasse di un obbligo al quale non può sottrarsi, in realtà all’epoca della storia in Inghilterra il servizio militare era a base volontaria e solo l’indigenza del ragazzo poteva essere tra i motivi dell’arruolamento. Vero è anche che per il paese giravano bande di reclutatori senza scrupoli che, dopo aver fatto ubriacare il malcapitato, lo imbarcavano nella Royal Navy!!! Al contrario il corpo ufficiali era accessibile solo ai nobili o più in generale ai ricchi, in particolare era formato dai rampolli della Gentry (la piccola nobiltà terriera) i quali compravano i gradi dell’esercito in base alle loro possibilità.

PRIMA VERSIONE: LA VERSIONE IRLANDESE

La ballata è tutta incentrata sul dialogo tra Willy-Billy (o Johnny, o Harry-Henry) e Polly-Molly (o Mary, o Colleen-Colly), lui vorrebbe portare con sé la fidanzata , ma entrambi sanno che è un sogno impossibile e lei maledice tutte le guerre. Solo dopo aver sollevato ogni pretesto per non seguirlo la ragazza confida di essere incinta.

La melodia ricorda vagamente “The Star of the Country down“, ed è stata raccolta sul campo dalla signora Elizabeth Lock, Muchelney Ham, Somerset da Cecil Sharp nel 1904 che la pubblicò nel suo Folk-Songs from Somerset I, (1904) con le seguenti note: “Mr Tom Sprachlan of Hambridge gave us a variant of Mrs Lock’s song, and as his words were more complete than hers, Mr Marson [Sharp’s co-editor] has made use of them in arranging the text”.

Questa è anche la versione ritenuta più “irlandese”
ASCOLTA Martin Carthy in Martin Carthy 1965
ASCOLTA The Dubliners (voce Luke Kelly)

ASCOLTA Tersivel in una versione tra metal e folk che ti da una bella sveglia. La canzone è seguita da un brano musicale detto Erin’s jig composto dal gruppo in onore dell’Irlanda

(nella versione testuale di Martin Carthy)
I
Oh Polly love, oh Polly, the rout has now begun
We must go a-marching to the beating of the drum
Dress yourself all in your best and come along with me
I’ll take you to the war, my love, in High Germany
II
Oh Willie love, oh Willie, come list what I do say
My feet they are so tender I cannot march away
And besides my dearest Willie I am with child by thee
Not fitted for the war, my love, in High Germany
III
I’ll buy for you a horse, my love, and on it you shall ride
And all my delight shall be in riding by your side
We’ll stop at every ale-house and drink when we are dry
We’ll be true to one another, get married by and by
IV
Cursed be them cruel wars that ever they should rise
And out of merry England(4) press many a man likewise
They pressed my true love from me likewise my brothers three
And sent them to the war, my love, in High Germany
V
My friends I do not value nor my foes I do not fear
Now my love has left me I wander far and near(5)
And when my baby it is born and a-smiling on my knee
I’ll think of lovely Willie in High Germany

NOTE
1) il ragazzo immagina la guerra come una grande parata dove ogni tanto c’è da fare qualche tiro al moschetto!
2) l’Alta Germania è la parte più montuosa della Germania ovvero, dal punto di vista geografico, la Germania del Sud in cui si parla l'”Hochdeutsch” il tedesco standard. Nel Nord della Germania si parla invece il “Plattdeutsch” cioè il tedesco basso o della pianura rimasto nella gente come forma dialettale. La traduzione in italiano è un po’ impropria trattandosi a rigore della Germania del Sud quella più montuosa
3) ovviamente il ragazzo non poteva permettersi di comprare un cavallo alla fidanzata! Tutto il dialogo tra i due è da intendersi come un sogno a occhi aperti
4) nelle ballate l’Inghilterra è sempre Merry
5) i versi vengono traslati dalla versione intitolata  “True Lovers”

TRADUZIONE ITALIANO (Glauco Leo)
I
Oh Polly, amore, Oh Polly la rivolta è ora iniziata
E dobbiamo marciare al ritmo dei tamburi:
Vestiti dei tuoi abiti migliori e vieni via con me(1),
Ti porterò in guerra, amore mio, nella Germania del Nord(2).
II
Oh Willie, amore, oh Willie ascolta quello che ti dico
I miei piedi sono deboli e non posso marciare a lungo
E inoltre, mio carissimo Willie, sono incinta di te.
Non sono pronta per la guerra, amore mio, nella Germania del Nord.
III
Ti comprerò un cavallo(3), amore mio, e su di esso cavalcherai,
E il mio unico desiderio sarà cavalcare al tuo fianco;
Ci fermeremo ad ogni birreria, e berremo quando avremo sete,
Ci ameremo e ci sposeremo.
IV
Oh siano maledette queste guerre spietate che sempre potrebbero continuare
E fuori dalla felice(4) Inghilterra costringono molti uomini come me
Hanno costretto il mio vero amore lontano da me, così i miei tre fratelli,
E li hanno spediti in guerra, amore mio, nella Germania del Nord.
V
Non mi interessano gli amici, non mi fanno paura i nemici,
Ora il mio amore mi ha lasciato io vago senza meta(5)
E quando mio figlio sarà nato e mi sorriderà sulle ginocchia
Penserò al mio amato Willie nella Germania del Nord.

Molto simile la versione dei Pentangle
ASCOLTA Pentangle in Solomon’s seal, 1972

I
Oh Polly love, oh Polly, the rout has now begun
We must march away at the beating of the drum
Go dress yourself in all your best and go along with me(1)
I’ll take you to the cruel wars in High Germany(2)
II
I fear the treacherous journey bitter cold and burning heat
Rough roads and stoney mountains they will wound my tender feet
To your kinsmen I might prove untrue if from them I do go
For maid must bide at their parents side while the men do face the foe
III
I’ll buy for you a horse(3) my love and on it you will ride
Then all of my contentment will be riding at my side
We’ll stop at every ale house and drink when we are dry
So quickly on the road my love we’ll marry by and by
IV
Oh Billy love, oh Billy now mind what I do say
My feet they are so tired I cannot go away
Besides my dearest Billy I am with child by thee
Not fitting for the cruels wars in High Germany
V
Oh Polly love, oh Polly I love you very well
Ther are few in any place my Polly can excel
And when your babe is born and sits smiling on your knee
You will on your Billy that’s in High Germany
VI
Oh cursed be the cruel wars that ever they began
For they have pressed my Billy and many a clever man
For they have pressed my Billy likewise my brothers three
And sent them to the cruels wars in High Germany

TRADUZIONE ITALIANO (tratta da qui)

I
“Oh Polly, amore, oh Polly il viaggio ora è iniziato
E dobbiamo marciare al suono del tamburo
Vai, vestiti con i tuoi più begli abiti e seguimi
Ti porto verso le crudeli guerre in Alta Germania”
II
“Ho paura del viaggio, del freddo penetrante e del caldo soffocante
Strade impervie e montagne rocciose che mi feriranno i piedi delicati
Ai tuoi congiunti posso sembrare infedele se da loro mi reco
Perché le giovani donne devono aspettare accanto ai loro genitori mentre gli uomini affrontano il nemico”
III
“Ti comprerò un cavallo, mio amore, e con lui cavalcherai
Allora tutta la mia gioia cavalcherà al mio fianco
Ci fermeremo ad ogni taverna e berremo quando avremo sete
Poi velocemente durante il viaggio mio amore ci sposeremo poco dopo”
IV
“Oh, Billy, amore, oh Billy bada bene ora ciò che ti dico
Le mie gambe sono così stanche che non posso continuare
Inoltre, adorato Billy, porto in grembo il bambino che tu mi hai dato
Non sono pronta per le crudeli guerre in Alta Germania”
V
“Oh, Polly, amore, oh Polly, ti amo tanto
Ovunque ci sono poche donne come te, Polly,
e quando il tuo bimbo sarà nato e siederà sorridendo sulle tue gambe
il tuo pensiero andrà al tuo Billy in Alta Germania”
IV
“Oh, siano maledette le crudeli guerre che sono iniziate
Perchè hanno costretto il mio Billy e molti uomini abili
Perchè hanno costretto il mio Billy come i miei tre fratelli
E mandati alle crudeli guerre in Alta Germania”

SECONDA VERSIONE: TRUE LOVERS

In questa versione i ruoli sono ribaltati ed è la ragazza a voler seguire il soldatino, disposta a combattere con lui fianco a fianco, sprezzante del pericolo. La versione è stata diffusa da Tony Rose come trovata in “Folk Song Journals”. Nelle note di copertina scrive: From the evidence of many broadsides there seem to be two separate songs both popularly called High Germany. True Lovers is the less well-known of the two. The tune used here was collected in Devon, and is clearly a variant of The Cuckoo. If the song has a weakness, it is the last verse which its improbably romantic ending.

Questa versione sembra presa dalle broadside ballads propagandistiche che circolavano in tempi di guerra per convincere gli uomini ad arruolarsi facendo leva sul loro patriottismo! Dai tempi in cui Cromwell aveva usato i militari come strumento di dispotismo e repressione tutto il paese aveva una comune sfiducia nei confronti dell’esercito..
Anche la figura della donna impavida che veste panni maschili non è insolita nelle street ballads, detta Maiden Warrior si traveste per seguire l’uomo che ama ad esempio Willy Taylor o Jackie Munro (con cui The Wars O’Germany condivide la melodia)

ASCOLTA Tony Rose in Under the Greenwood Tree 1971
(versione Ernest John Moeran in “Folk poetry or song tradition” raccolta nel 1912)

I
Oh abroad as I was walking, I was walking all alone(1),
When I heard a couple talking as they walked all alone.
Said the young one to the fair one: “Bonnie lass I must away,
For the king he has commanded us and his orders I must obey.”
II
“Oh ‘tis not what you promised me when first you did me beguile:
For you promised you would marry me if you got me with child.
So it’s do not forsake but pity on me take, for great is my woe,
And through France, Spain and even Ireland, it’s along with you I’ll go.”
III
“Oh those long and the weary travellings, love, will cause you for to weep, And the hills and the lofty mountains they will blister your tender feet.
And besides, you will not yield to lie out in the field with me the whole night long, And your parents would be angry if along with me you should come.”
IV
“Oh my friends I do not value and my foes, oh I do not fear,
For along with my jolly soldier boy I will ramble far and near.
Neither gold nor man shall deceive me but along with you I’ll go
For to fight the French and the Spaniards or any other daring foe.”
V
“Well, since you prove so venturesome as to venture your sweet life,
First of all I will marry you and make you my lawful wife.
And if anyone shall offend you, I’ll attend you, that you’ll see,
And you’ll hear the drums and the trumpet sound in the wars of High Germany.”

NOTE 1) il passante che ascolta il dialogo tra i due innamorati è un tipico espediente di apertura per le ballate

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre da solo me ne andavo all’estero(1) ho sentito una coppia parlare camminando da soli. Disse il ragazzo alla sua bella “Bella mia devo andare che il re ci ha comandato e devo obbedire ai suoi ordini”
II
“Oh non è quello che mi hai promesso quando la prima volta mi hai sedotto: che mi hai promesso mi avresti sposata se mi avessi messo incinta. Così non abbandonarmi, ma abbi pietà di me, perchè grande è il mio dolore e per la Francia, Spagna e anche l’Irlanda è con con te che io andrò”
III
“Oh quelle lunghe e pesanti marce, amore, ti faranno piangere e le colline e le alte montagne martorieranno i tuoi piedi morbidi. E poi non sarai certa di restare nel campo con me per tutta la notte e i tuoi genitori non sarebbero contenti se tu dovessi venire con me”
IV
“Agli amici non devo rendere conto e i miei nemici non temo, che insieme con il mio allegro soldatino girerò in lungo e in largo. Né oro né uomo potranno convincermi, ma insieme a te andrò a combattere francesi e spagnoli e qualunque altro nemico temerario”
V
“Allora siccome mi dimostri tale coraggio nel mettere in gioco la tua dolce vita, prima di tutto ti sposerò e ti renderò la mia legittima moglie. E se qualcuno ti dovesse offendere ti proteggerò, vedrai e tu sentirai i tamburi e le trombe suonare nelle guerre dell’Alta Germania.

TERZA VERSIONE: LA VERSIONE SCOZZESE

000brgcfQuesta versione è invece stata scritta da William Motherwell (il grande antiquario e giornalista scozzese) nel 1822 con il titolo The Wars O’Germany ma diffusa su larga scala solo nel 1862, quando fu inclusa da Robert Chambers in The Songs of Scotland Prior to Burns.

Decisamente una canzone contro la guerra in cui la fanciulla maledice regnanti e casus belli mentre in pieno inverno vede allontanarsi la nave che porta il suo innamorato verso la guerra nella lontana Germania . Qui non è ben chiaro se il ragazzo si sia arruolato nella Marina o nell’Esercito Inglese. La melodia è condivisa dalla sea ballad Jackie Munro una canzone molto conosciuta in Scozia.

The Tannahill Weavers in “Leaving St Kilda” 1996

ASCOLTA Cherish The Ladies in “Threads of Time” 1998 in un’interpretazione molto malinconica

I
Woe be to the orders that took my love away
And woe be to the cruel cause that bid my tears to fall
Woe be to the bloody wars of high Germany
They have taken my love and left a broken heart to me
II
The drum beat in the morning before the break of day
And the small wee fife played loud and clear while yet the morn was gray And I the bonny flag unfurled, ‘twas a gallant sight to see
Woe to me, my soldier lad was marched to Germany
III
Long, long is the traveling to the bonny pier of Leith(1)
And bleak it was to gang there with a snowstorm in your teeth
And aye, the wind blew sharp and strong, and a tear rose in my eyne
I gang there to see my love embark for Germany
IV
As I gazed over the cruel, cruel sea for as long as could be seen
The wee small sails upon the ship my own true love was in
And aye, the wind blew sharp and strong, and the ship sailed speedily
Cruel the raging wars have torn my bonny boy from me

NOTE
1) Leith è il porto di Edimburgo

TRADUZIONE ITALIANO DI RICCARDO VENTURI

I
Maledetti i comandi che hanno fatto marciare via il mio amore
Maledetto il malvagio motivo che mi fa sgorgare le lacrime
E maledette siano le guerre tedesche
Ché mi han portato via il mio amore spezzandomi il cuore
II
I tamburi suonano su per la strada prima del fare del giorno,
E le belle cornamuse suonavano forte che ancora era scuro in cielo
E le belle bandiere eran tutte spiegate, proprio belle da vedere
Ma me meschina per il mio ragazzo che è andato soldato in Germania
III
Oh, lungo, lungo è il viaggio fino al bel molo di Leith(1)
E è triste marciare con la tormenta di neve nei denti
Oh, il vento freddo mi ha gelato le lacrime agli occhi
Mentre andavo a vedere il mio amore imbarcarsi per la Germania
IV
Scrutai il vasto mare azzurro fin dove gli occhi poterono arrivare
Per veder la bella, bella vela della nave dove c’era il mio ragazzo soldato
Ma il vento soffiava freddo e forte, e la nave navigava veloce,
E le onde e le guerre crudeli mi hanno separata dal mio ragazzo

FONTI
http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/highergermanie.html http://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/truelovers.html http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thewarsofgermany.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/jackiemunro.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=9252 http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LN07.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=2172&lang=en
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=9252
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=22617
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=154780
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/15/high.htm
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/836.html
http://www.zeban.it/index.php?option=com_content&view=article&id=49%3Ahigh-germany&catid=35%3Asong&Itemid=63&lang=it
http://thesession.org/tunes/8255