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TWEEDSIDE A SCOTTISH TUNE

Antica aria anglo-scozzese “Tweedside” o “The Banks of the Tweed” è alla base di molte canzoni tra Scozia e Irlanda e la questione è ancora aperta in merito alla paternità:  “It is the tune Tweedside’, first published in the Orpheus Caledonius Collection in 1733… It was taken into the Irish tradition and combined with a text in Irish in praise of the river Lee, to give the well known ‘Abha na Laoi’ (The River Lee’)… The tune is now better known as ‘Ar Éirinn ní Neosfainn Cé Hí’ (‘For Ireland I would not tell her Name’), with its eighteenth-century text from the Maigue school of poets from Limerick… In this version the air, with its decorations, has been finally put into what traditional musicians of today would recognise as an acceptable Irish mould” (tratto da “Traditional music in Ireland” di Tomás Ó Canainn)

Alcuni attribuiscono la melodia al compositore piemontese Davide Rizzio (o Riccio) (c. 1533 – 1566) protégé della regina di Scozia (vedie tuttavia il primo riscontro risale al 1622 scritto da Andrew Adam di Glasgow in tablatura per viola da gamba come riportato nel manoscritto Blaikie. Un’approfondita ricerca nel saggio di Cynthia Cathcart parte proprio dalle notazioni d’epoca barocca per risalire fino al 1800 (Tweedside — For Ireland I’d Not Tell Her Name
The Melody and Lyrics of a Traditional Song vedi)


Il primo abbinamento della melodia con un testo è fatto risalire nella ricerca di Cynthia Cathcart a John Lord Yester, Marchese di Tweeddale presumibilmente scritto prima del 1697 e pubblicato ne Ancient and Modern Scottish Songs di David Herd (Edimburgo 1776) con il titolo di “When Meggy and me were acquaint” . Sempre nel Settecento viene pubblicata nel “The Tea–Table Miscellany” (1724) la poesia di Robert Crawford con il titolo di “Tweet-side” versione che soppiantò quella di Lord Yester e comparve nelle principali raccolte di canzoni scozzesi del tempo.
What Beauties does Flora disclose!
How sweet are her smiles upon Tweed?
Yet Mary’s still sweeter than those;
Both nature and fancy exceed.
Nor daisy, nor sweet–blushing rose,
Not all the gay flow’rs of the field,
Not Tweed gliding gently through those,
Such beauty and pleasure does yield.

Agli inizi dell’800 alla melodia “Tweedside” venne abbinato un testo in gaelico irlandese Ar Eireann Ni Neosainn Ce hi e il brano è diventato un classico della musica irlandese!

FONTI
http://www.wirestrungharp.com/music/tweedside.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-006,-page-6-the-banks-of-the-tweed.aspx
http://www.electricscotland.com/history/nation/crawford.htm
https://thesession.org/tunes/11612

THE ENGLISH LADYE AND THE KNIGHT

Sir Walter Scott scrisse la poesia “The English Ladye and the Knight” nel 1805 (in “The Lay of the Last Minstrel”). Qualche secolo più tardi   Loreena McKennitt ne mise buona parte in musica per il suo “An Ancient Muse” (2006)

Si narra di un amore sfortunato, una storia alla Romeo e Giulietta, che invece di appartenere a due diverse casate di Verona, stanno uno al di qua e l’altra aldilà del Border, quella terra che nel Medioevo era il Far West del’Isola, teatro di scorrerie,  sanguinose battaglie e faide. E Sir Walter Scott  ne fu il portavoce; la maggior parte della storia e leggende sul Border scozzese ci viene dal suo illustre figlio, il quale riportò (ricamandoci anche un po’ sopra) nel suo Minstrelsy of the Scottish Border (1833) tutto quello che alla sua epoca ancora si conosceva del passato, rifacendosi ad una lunga tradizione orale: si narra di un medioevo oscuro ma anche più libero, in cui c’era appunto la libertà di muoversi per i territori  e soprattutto di esprimersi più liberamente continua

THE SUN SHINES FAIR ON CARLISLE WALL

The_Meeting_on_the_Turret_Stairs_by_Frederick_William_Burton_4848Così scrive Loreena McKennith nelle note del Booklet allegato al cd “In the song “An English Ladye”, this is a segment of a very long narrative poem by Sir Walter Scott called The Lay of the Last Minstrel and what fascinated me by this corner of this long narrative, it’s situated at Carlisle Castle. Now, Carlisle Castle is built on an ancient Celtic settlement site so there was that kind of Celtic archaeological moment. But also in the story it reflects upon a sort of Romeo and Juliet story where a Scottish knight falls in love with an English woman, and follows a theme that love often transcends cultural barriers. And in this story, the brother of this English lady finds it intolerable that his sister should be in love with a Scottish knight and he murders his sister. The Scottish knight comes and then murders the brother and then in this depth of passionate grief, he decides to go on and fight a war for the love of this woman that died. And then in the last verse you hear that he goes off to fight this war in Palestine. And what’s quite fascinating is that of course Palestine is a place that is very much in our contemporary minds and lives, and the troubles there. And I just thought it was an interesting note, you might say, where yes, this is a historical piece of literature but in actual fact, as with history, history is never really truly dead, that history is really the underpinnings of our contemporary times. And the poem also caused me to reflect on certainly one of the reasons why some people go off to war or have gone off to war.”

La poesia doveva aver commosso molti cuori e soprattutto con quell'”Amore avrà sempre su tutto signoria” contribuito alla diffusione dell’amore romantico. Le due frasi del refrain le ritroviamo in questa versione ottocentesca di The Cruel Mother dove però “Amore” si trasforma misteriosamente ovvero per assonanza in “Leone“!.

ASCOLTA Loreena McKennit
La melodia è malinconica, i toni sono mesti e cupi con quelle campane che rintoccano a morto e gli archi e cori che richiamano un lamento funebre

I
It was an English ladye bright,
(The sun shines fair on Carlisle wall,)
And she would marry a Scottish knight,
For Love will still be lord of all.
II
Blithely they saw the rising sun
When he shone fair on Carlisle wall;
But they were sad ere day was done,
Though Love was still the lord of all.
III
Her sire gave brooch and jewel fine,
Where the sun shines fair on Carlisle wall;
Her brother gave but a flask of wine,
For ire that Love was lord of all.
IV
For she had lands both meadow and lea,
Where the sun shines fair on Carlisle wall,
For he swore her death, ere he would see
A Scottish knight the lord of all.
V
That wine she had not tasted well
(The sun shines fair on Carlisle wall)
When dead, in her true love’s arms, she fell,
For Love was still the lord of all!
VI
He pierced her brother to the heart,
Where the sun shines fair on Carlisle wall –
So perish all would true love part
That Love may still be lord of all!
VII
And then he took the cross divine,
Where the sun shines fair on Carlisle wall,
And died for her sake in Palestine;
So Love was still the lord of all.
VIII
Now all ye lovers, that faithful prove,
(The sun shines fair on Carlisle wall)
Pray for their souls who died for love,
For Love shall still be Lord of all.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’era una bionda dama inglese
(il sole splende bello sul castello di Carlisle(1)
e avrebbe sposato un cavaliere scozzese
perché Amore avrà sempre su tutto signoria
II
Con gioia videro il sorgere del sole
che splende bello sul castello di Carlisle
ma divennero tristi alla fine del giorno
anche se Amore aveva sempre su tutto signoria
III
Il suo cavalliere le diede la spilla(2) e dei bei gioielli
Quando il sole splende bello sul castello di Carlisle
e suo fratello(3) le diede solo un bottiglia di vino
per odio che Amore avesse su tutto signoria
IV
Perché lei aveva terre sia coltivate che a maggese
dove il sole splende bello sul castello di Carlisle
e lui giurò sulla sua morte, che mai avrebbe voluto vedere
un cavaliere scozzese su tutto signore
V
Quel vino non aveva un buon sapore
(il sole splende bello sul castello di Carlisle)
che morta tra le braccia del suo vero amore cadde
perché Amore può avere sempre su tutto signoria
VI
Allora lui pugnalò il fratello di lei al cuore
quando il sole splende bello sul castello di Carlisle
e morì per amor suo in Palestina
così Amore aveva sempre su tutto signoria
VIII
Cosi o voi amanti, che date prova di fedeltà
(il sole splende bello sul castello di Carlisle)
pregate per coloro che morirono per amore
perché Amore ha sempre su tutto signoria

NOTE
1) Carlisle castle si trova in Cumbia al confine tra Inghilterra e Scozia
2) la spilla d’argento è un dono tradizionalmente regalato alla sposa in vista del matrimonio. In Scozia prende il nome di Spilla Luckenbooth il quale deriva dalle bancarelle che si trovavano stabilmente nell’antico mercato lungo la Royal Mile di Edimburgo fin dal Tardo Medioevo e dove si vendevano anche i gioielli; queste bancarelle di notte erano chiuse con i lucchetti ossia “locked”.
Nel linguaggio dell’amore due cuori intrecciati significano condividere lo stesso sentimento d’amore uno per l’altro.
E’ una spilla della tradizione scozzese di solito in argento e con incisi due cuori intrecciati, variamente lavorata anche con pietre incastonate: è un regalo di fidanzamento che viene indossato durante il matrimonio e che passerà al primogenito, la spilla stessa è un amuleto che protegge la nuova coppia dall’invidia delle fate o più in generale dal male, favorendo la nascita di un bambino.
3) i fratelli crudeli sono un argomento topico delle ballate medievali, questo non volendo imparentarsi con uno “scozzese” preferisce uccidere la sorella. E così la faida ha inizio!

FONTI
https://archive.org/stream/layoflastminst00scot/layoflastminst00scot_djvu.txt
http://laviejamusa.blogspot.it/2008/11/english-ladye-and-knight-it-was-english.html

MARROW BONES: A COMIC BALLAD

Esilarante “comic ballad” della tradizione britannica trapiantata in America, che racconta la storia di un uomo il quale con uno stratagemma, uccide la moglie infedele; il tema è trattato in un gruppo di ballate diffuse in Irlanda, Scozia, Inghilterra e America con titoli diversi: “Old Woman from Wexford”, “Old Woman from Belfast”, “Old woman in our town”, “Marrow Bones”, “Eggs and Marrow Bones”, “The Blind Man He Could See”, “Tipping It Up To Nancy”, “Toon O’ Kelso”, “Auld Woman o Kelso”, “The Wife of Kelso”, “The Wily Auld Carle”, “The Auld Man and the Churnstaff”, “The Blind Man He Could See”, “Tigery Orum”, “Johnny Sands”, “Betsy Hague”.

La storia è giunta dall’Ottocento in una miriade di versioni e la località di provenienza dei protagonisti varia da Wexford a Belfast, Dublino o Kelso, ma anche Oxford .

UN RITUALE DI STREGONERIA?

Nella storia la donna  si reca dal medico o dal farmacista per chiedere un consiglio su come fare per rendere cieco il marito; più probabilmente la donna era alla ricerca di qualche ingrediente per un rituale di stregoneria con ingrediente il midollo osseo (in alcune versioni della ballata compaiono anche le uova ed è risaputo che con i gusci delle uova si possono realizzare svariati incantesimi). A mio avviso la donna aveva intenzione di gettare il malocchio sull’uomo per renderlo impotente e non dover sottostare così alle sue voglie.
ordalia-dacqua-su-mary-suttonUn altro indizio che la ballata inizialmente raccontasse un presunto fatto di stregoneria è l’annegamento della donna nell’acqua, reminiscenza del giudizio divino a cui si ricorreva anticamente in quei casi: alla strega venivano legate mani e piedi con una fune e quindi era immersa nell’acqua; strega se galleggiava perchè colei che ha rifiutato l’acqua del battesimo è a sua volta rifiutata dall’acqua; innocente se andava a fondo (difficilmente sarebbe stata salvata in tempo, però sarebbe stata sepolta in terra consacrata).

LA VERSIONE SCOZZESE: TOON O’ KELSO

Anche nota con il titolo ‘The Wily Auld Carle’, “Auld Woman o Kelso”, “The Wife of Kelso”, nella versione scozzese il racconto è sviluppato per intero con la donna fedifraga che vuole uccidere il marito: la moglie va dal farmacista e compra una “medicina”, poi prende il midollo osseo e lo mescola con la medicina; dopo aver mangiato l’intruglio l’uomo diventa cieco, ed è così debilitato e sofferente che preferisce la morte.

Così vuole andare al fiume per annegarsi e la moglie lo accompagna tutta allegra. Arrivati sul bordo del fiume l’uomo chiede alla moglie di aiutarlo a uccidersi e le dice “Prendi una lunga rincorsa”, ma al momento dell’impatto il vecchio furbone si getta di lato così è lei a finire nel fiume! Allora la donna lo implora per essere salvata, ma il vecchio si lamenta dicendo “Come posso aiutarti se non ci vedo?” La donna tuttavia riesce a nuotare e a risalire a galla, allora il marito prende una pertica e la tiene sott’acqua!
Solo alla fine della storia comprendiamo che il marito ha finto la cecità, avendo subornato il tradimento della moglie (previo avvertimento del farmacista)!
Nell’ultimo verso moralistico, il marito da della sciocca alla moglie annegata e se ne ritorna a casa fischiettando, certo di trovare presto un’altra compagna!

ASCOLTA The Corries


I
It was in the toon o’ Kelso (1)
A lovely woman did dwell
She loved her husband dearly
But another man twice as well
Coro
Singin, fal di la lairly, fal di la lairy,
fal di la lairy, an
II
She went doon tae the chemist’s shop
Some medicine for tae buy
For she had resolved in her ain mind
That her auld man should die
III
She bought a dozen marrow bones
And she’s ground them up right sma’ (2) And before he’d eaten the half o’ them
He couldnae see ony at a’
IV
I’m tired o’ my life he cried
I’m tired o’ my life
I think I’ll awa’ and drown myself
And that will end this strife
V
So down the street together they went
She whistled and she sang
Oh my husband ‘s going to drown himself
And I’m sure he’s free from sin
VI
Well doon the street together they went
Til they came to the waters brim
Said he, You’ll take a great long race
To help to ding me in
VII
So she went back a great lang race
Tae help tae ding him in
But the cunning old bugger he jumped aside
And she gaed tumblin’ in
VIII
Oh save ma life, oh save ma life
Oh save me when I call
Oh how can I save your life
When I canna see ony at a’
IX
Well she swam up and she swam doon
Til she cam tae the waters brim
But the cunning old man he got a long stick
And he poked her further in
X
Ye jaud, ye jaud, ye silly auld jaud
Ye thought ye had me blind
But I’ll gae whistlin’ hame again
And another wife I’ll find
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Accadde nella città di Kelso
dove abitava una vecchietta
che amava suo marito caramente
ma un altro uomo due volte ancor di più
Coro
Singin, fal di la lairly, fal di la lairy,
fal di la lairy, an
II
Andò al negozio del farmacista
per comprare una medicina
perchè aveva preso una decisione nella sua testa:
il suo vecchio marito doveva morire
III
Comprò una dozzina ossa con il midollo
e li ridusse in pezzi proprio piccoli
e prima di averne mangiato la metà di essi
lui non riusciva più a vederci!
IV
“Sono stanco della mia vita- gridava-
sono stanco della mia vita
penso che uscirò e mi annegherò
e metterò fino a questa sofferenza”
V
Così per la strada insieme
andarono
lei fischiettava e cantava
“Oh mio marito sta per
annegarsi
e sono certa che è libero dal peccato”
VI
Così per la strada insieme
andarono
finchè vennero al bordo del fiume
disse lui “Prendi una grande rincorsa
per aiutarmi a gettarmi dentro”
VII
Così lei andò indietro per prendere una bella rincorsa e aiutarlo a gettarsi dentro, ma il furbacchione si gettò di lato
e fu lei a cascarci dentro
VIII
“Oh salvami, salvami
ti prego di salvarmi”
“Come posso salvarti la vita
quando non riesco a vedere nulla?”
IX
Beh lei nuotò sotto e
sopra
finchè raggiunse il bordo del fiume
ma il vecchio furbacchione prese una lunga pertica
e la colpì ulteriormente
X
“Tu vecchia sciocca
credevi di avermi accecato
ma io ritornerò a casa fischiettando
e un’altra moglie troverò”

NOTE
1) Kelso è una cittadina dello Scottish Border
2) Mentre noi siamo abituati alla preparazione “alla milanese” dell’ossobuco, questa ricetta prevede il consumo del midollo osseo senza la carne, le ossa vengono cotte in acqua o arrostite in forno.
Non è ben chiaro come la signora della ballata cucinasse il  midollo, ma la ricetta dello chef britannico Fergus Henderson mi sembra spettacolare (vedi)

continua

FONTI
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/17821/1;jsessionid=1923B2F0D3B910368297BB16E78D1E87
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/49289/1;jsessionid=679626930B319B59D85EB8936A3B175F
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/marrowbones.html

FOR IRELAND I’D NOT TELL HER NAME: AN AISLING SONG

Ar Eireann Ni Neosainn Ce hi è una canzone d’amore dolcissima, la cui  melodia richiama un’antica aria anglo-scozzese “Tweedside” o “The Banks of the Tweed” (vedi)

La fonte data dalle pubblicazioni testuali (in gaelico irlandese) si rifanno a E. Walsh “Irish Popular Song” 1847: “Walsh says the name of the author is unknown, but he was likely a native of Kerry, as the song was very popular there. Tradition attributes it to a young man who fell in love with his brother’s affianced bride. Dr. Joyce quotes O’Curry’s authority for the statement that the song was written about 1810 by Finneen, or Florence, Scannell, a Kerry schoolmaster.”

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Dipinto della pittrice torinese Angela Betta Casale http://www.angelabettacasale.com/

Scritta in gaelico forse nel 1800 su di una melodia del secolo precedente, la canzone è stata più recentemente tradotta metricamente in inglese in varie versioni. In origine probabilmente una aisling song un genere letterario della poesia irlandese proprio del 1600-1700 in cui il protagonista ha la visione in sogno di una bella fanciulla che rappresenta l’Irlanda. Incidentalmente anche il poeta inglese William Cowper nel 1788 scrisse una poesia dal titolo “The Morning Dream” sulla stessa melodia con il tema del sogno, in cui una bellissima ragazza ordina al poeta di andare a liberare gli schiavi africani dalle catene (vedi).

VERSIONE ORIGINALE IN GAELICO IRLANDESE

Un giovane si è innamorato di una ragazza ma è troppo povero per poterla mantenere decorosamente e troppo timido per farsi comunque avanti, si reca all’estero per cercare la fortuna e quando ritorna trova la donna sposata con suo fratello.
O almeno è questa la storia dietro la canzone eppure le versioni testuali tramandate continuano a rimanere molto enigmatiche, come sono i sogni, che fanno affiorare la nostra parte primigenia e istintiva!
In questa versione il senso dell’incontro o del sogno notturno resta piuttosto indefinito: il protagonista incontra una bella fanciulla che gli ruba il cuore, ma lui non ha il coraggio di parlarle! In verità il poeta si avvicina alla fanciulla per conoscerla e lei  non vuole ascoltarlo. Una situazione piuttosto angosciante che lascia l’uomo esausto..

ASCOLTA De Dannan in “A Celtic Tapestry” vol II 1997

ASCOLTA Ciara Considine in “Beyond The Waves” 2010

Il video creato da Alessandro Tosi ha come interprete Maria McCool



I
Aréir is mé téarnamh um’ neoin
Ar an dtaobh thall den teóra ‘na mbím,
Do théarnaig an spéir-bhean im’ chómhair
D’fhág taomanach breóite lag sinn.
Do ghéilleas dá méin is dá cló,
Dá béal tanaí beó mhilis binn,
Do léimeas fé dhéin dul ‘na cómhair,
Is ar éirinn ní n-eósainn cé h-í.
II
Dá ngéilleadh an spéir-bhean dom’ ghlór,
Siad ráidhte mo bheól a bheadh fíor;
Go deimhin duit go ndéanfainn a gnó
Do léirchur i gcóir is i gcrich.
Dó léighfinn go léir stair dom’ stór,
‘S ba mhéinn liom í thógaint dom chroí,
‘S do bhearfainn an chraobh dhi ina dóid,
Is ar éirinn ní n-eósainn cé h-í.
III
Tá spéir-bhruinneal mhaordha dheas óg
Ar an taobh thall de’n teóra ‘na mbím.
Tá féile ‘gus daonnacht is   meóin
Is deise ró mhór ins an mhnaoi,
Tá folt lei a’ tuitim go feóir,
Go cocánach ómarach buí.
Tá lasadh ‘na leacain mar rós,
Is ar éirinn ní n-eósainn cé h-í.

TRADUZIONE INGLESE
I
Last night as I strolled abroad(1)
On the far side of my farm
I was approached by a comely maiden
Who left me distraught and weak.
I was captivated by her demeanour and shapeliness
By her sensitive and delicate mouth,
I hastened to approach her
But for Ireland I’d not tell her name.
II
If only this maiden heeded my words,
What I’d tell her would be true.
Indeed I’d devote myself to her
And see to her welfare.
I would regale her with my story
And I longed to take her to my heart
Where I’d grant her pride of place
But for Ireland I’d not tell her name.
III
There is a beautiful young maiden
On the far side of my farm
Generosity and kindness shine in her face (2)
With the exceeding beauty of her countenance
Her hair reaches to the ground
Sparkling like yellow gold;
Her cheeks blush like the rose
But for Ireland I’d not tell her name.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I)
Ieri sera mentre passeggiavo all’aperto, sul lato opposto della mia fattoria, sono stato avvicinato da una fanciulla
avvenente che mi ha lasciato sconvolto e esausto. Fui affascinato dal suo contegno e delle sue forme, dalla sua bocca sensuale e delicata; mi sono affrettato per conoscerla, ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
II)
Se solo questa fanciulla ascoltasse le mie parole, mi piacerebbe dirle la verità, che mi dedicherei tutto a lei per vedere di farla stare bene.
L’avrei intrattenuta con la mia storia e tenuta nel mio cuore dove avrebbe preso il posto d’onore, ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
III)
C’è una bella giovane fanciulla
sul lato opposto della mia fattoria, generosità e gentilezza spiccano sul suo viso, (2)
superate solo dalla bellezza del suo volto,
i capelli toccano terra e luccicano come oro giallo; le guance avvampano come rose, ma per l’Irlanda non dirò il suo nome

NOTE
1) il termine abroad ha un duplice significato: significa sia fuori che all’estero
2) l’apparizione è descritta come una creatura fatata, che simboleggia la natura rigogliosa e l’amore

ASCOLTA The High Kings in “The High Kings” 2008

In questa versione viene mantenuta la I strofa in gaelico mentre la seconda è stata riscritta in inglese: sembrerebbe che l’uomo si trovi in una terra straniera e che la nostalgia della sua Irlanda sia tale da apparirgli in sogno come una bellissima fanciulla! Egli purtroppo si rende conto che la visione è fugace forse perchè in cuor suo sa che non rivedrà mai più il suo amato paese!
Questa versione di sole due strofe richiama l’aisling song, un genere letterario della poesia irlandese proprio del 1600-1700 in cui il protagonista (spesso un poeta) ha la visione in sogno di una bella fanciulla che rappresenta l’Irlanda. In genere lei si lamenta delle condizioni di vita del popolo irlandese e prevede un futuro radioso, in cui sarà libera dagli oppressori. La chiave politica è una lettura tipicamente irlandese di un genere sviluppato in Francia con il termine Reverdie, in cui il poeta incontra una dama soprannaturale, che simboleggia la natura rigogliosa e l’amore.
A volte il poeta è esortato a compiere grandi gesta o a unirsi alla causa, ma il tutto è scritto in codice, perchè per chi aveva scritto e per chi cantava la canzone, c’era l’accusa di tradimento, ed era passibile perciò di condanna a morte. (continua)
Le aisling song sono in genere delle slow air di una dolcezza mista a tristezza infinita e per lo più sono composte in gaelico irlandese per rivendicare l’indipendenza culturale dall’inglese e le proprie radici celtiche!


I
Aréir is mé téarnamh ar neoin
Ar ar dtaobh eile ‘en teóra seo thiós
Do thaobhnaigh an spéirbhean im’ chomhair
D’fhág taomanac breoite lag tinn
Le haon ghean dá méin is dá cló
Dá bréithre ‘s dá beol tanaí binn
Do léimeas fá dhéin dul ‘na treo
Is ar Éirinn ní neosfainn cé hí
II
Last night in strange fields as I roved
Such a vision I passed on my way
A young woman so fair to behold
That in seconds my heart was astray
Oh she reached out a welcoming hand
But I knew that it never could be
And before I could kiss her sweet lips
She had vanished forever from me
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Ieri sera mentre passeggiavo all’aperto, sul lato opposto della mia fattoria, sono stato avvicinato da una fanciulla avvenente che mi ha lasciato sconvolto e esausto. Fui affascinato dal suo contegno e delle sue forme, dalla sua bocca sensuale e delicata; mi sono affrettato a conoscerla, ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
II
Ieri sera mentre camminavo in campi stranieri, una tale visione ha incrociato la  mia strada, una giovane donna così bella a vedersi, che in un secondo il mio cuore si era smarrito. Oh lei allungò una mano invitante, ma io sapevo che non avrei mai potuto prenderla e prima che potessi baciare le due dolci labbra lei è scomparsa per sempre.

VERSIONI IN INGLESE

Questa traduzione in inglese è quella circolata durante il folk revival degli anni settanta, ma non ha avuto molto seguito
ASCOLTA Wolfe Tones in “Let the People Sing” 1972


I
Last eve as I wandered quiet near,
To the border’s of my little farm,
A beautifull maiden appeared,
Whoes lovelyness caused my heart’s harm,
By her daring and love smitten sour,
And the words from her sweet lips that came,
To meet her I raced the field o’re,
But for Ireland i’d not tell her name.
II
If this beauty but my words would heed
The words that I speak would be true,
I’d help her in every need,
And indeed all her work I would do,
To win one fond kiss from my love,
I’d read her romances of fame,
Her champion I daily would prove,
But for Ireland I’d not tell her name.
III
There’s a beautiful stately young maid,
At the nearing of my little farm,
She’s welcoming kind unafraid,
Her smile is both childlike and warm,
Her gold hair in masses that grows
Like amber and sheen is that same,
And the bloom in her cheeks like the rose,
But for Ireland I’d not tell her name.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
L’altra sera passeggiavo tranquillo
vicino al confine della mia piccola fattoria e una bella fanciulla mi   apparve, la cui amabilità mi ha scaldato il cuore
per il suo coraggio e d’amore infatuato
per le parole che dalle sue dolci labbra venivano
a incontrarla corsi oltre il campo,
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
II
Se questa beltà avesse ascoltato le mie parole, le parole che le avrei detto sarebbero state veritiere
l’avrei aiutata per ogni bisogno,
e infatti tutto il suo lavoro avrei fatto
per vincere un bacio appassionato dal mio amore, leggerei i suoi romanzi   famosi e diventerei il suo campione quotidiano, ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
III
C’è una bella giovane fanciulla maestosa che si avvicina alla mia piccola fattoria è la benvenuta senza tema, il suo sorriso è sia fanciullesco che sensuale, i suoi capelli d’oro voluminosi sono lucenti come ambra
e le sue guance sbocciano come rose
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome

ASCOLTA Dervish in “The End of the Day” 1996

Questa versione meno letterale nella traduzione è però più armoniosa come metrica e decisamente più bella della precedente: qui l’uomo per sfogare il suo struggimento d’amore per la bella fanciulla che lo aspetta, canta per lei una canzone, ma non vuole farci sapere il nome di lei finchè non l’avrà sposata!


I
There’s a home by the wide Avonmore(1)
That will sweep o’er the broad open sea And wide rivers their waves wash ashore
Whilst bulrushes wave to the breeze
Where the green ivy clings ‘round the door
And the birds sweetly sing on each tree
Oh me darling, they’re tuning their notes
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
II
Like the sick man that longs for the dawn
I do long for the light of her smile
And I pray for my own cailín bán (2)
Whilst I’m waiting for her by the stile
Oh I’d climb all the hills of the land
And I’d swim all the depths of the sea
To get one kiss from her lily-white hand (3)
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
III
I have toiled sore those years of me life
Through storm, through sunshine and rain
And I surely would venture my life
For to shield her one moment from pain
For she being my comfort in life
Oh my comfort and joy she may be
She’s my own, she’s my promised wife
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
IV
Oh but when I will call her my own
And ‘tis married we both then will be
Like the king and the queen on the throne
We’d be living in sweet purity
Oh ‘tis then I’ll have a home of my own
And I’ll rear up a nice family
Oh ‘tis then that her name will be known
But for Ireland I won’t tell her name
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
C’è una casa accanto all’ampio Avonmore (1)
che sfocerà via in mare aperto
e i fiumi larghi le onde bagneranno la terra
mentre i giunchi ondeggiano nella brezza, mentre la verde edera si aggrappa  alla porta,
e gli uccelli dolcemente cantano su ogni ramo
o mia cara, cantano la melodia
“It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí”
II
Come l’uomo malato che brama l’alba io bramo la luce del suo sorriso, e prego la mia cailín bán (2)
mentre lì aspetto accanto alla scaletta
mi piacerebbe arrampicarmi su tutte le colline della terra, e vorrei nuotare in tutti  gli abissi del mare, per avere un bacio dalla sua bianca mano (3)
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
III
Ho faticato molto in questi anni della mia vita attraverso le tempeste, con  il sole e la pioggia, e di certo rischierei la mia vita
per proteggere lei dai dispiaceri
perchè lei è il mio conforto nella vita
Oh il mio conforto e gioia lei potrebbe essere
lei è mia, la mia promessa sposa
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
IV
Fino a quando la prenderò per me
e saremo sposati insieme
come il re e la regina sul trono,
dobbiamo vivere in castità
Oh questo, quando avrò una casa mia propria
e crescerò una bella famiglia
allora il suo nome sarà conosciuto
ma per l’Irlanda, non voglio dire il suo nome

NOTE
1) il nome di un fiume l’Avonmore che scorre nelle Wicklow Mountains che confluisce nel fiume Avoca cantato anche da Thomas Moore nel “The Meeting of the Waters
2) cailín bán: ragazza bella
3) un giro di parole per dire: “vorrei essere accarezzato”

Come si vede in nessuna versione si fa menzione che la donna abbia sposato il fratello del protagonista, la vox populi deve essere stata aggiunta come tentativo di spiegazione al refrain “But for Ireland I won’t tell her name“, ovvero la segretezza del nome della fanciulla per non turbare i rapporti parentali.

Eppure la bellezza della canzone sta proprio nell’enigmaticità del verso.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10531
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=111051
http://martindardis.com/id70.html
http://thesession.org/tunes/1039
http://thesession.org/tunes/11612
http://spenserians.cath.vt.edu/TextRecord.php?action=GET&textsid=38883
http://www.celticlyricscorner.net/soundtracks/areireann.htm
http://www.celticlyricscorner.net/dervish/areirinn.htm

ILLUSTRAZIONE
Dipinto di Angela Betta Casale sito web

(Cattia Salto febbraio 2014)

GEORDIE BALLAD

La ballata di Geordie (anche in Child ballad # 209) ha avuto grande diffusione in tutte le isole britanniche dando luogo a numerosissime varianti. E’ stata tradotta anche in molte altre lingue.

Le note nel “Penguin Book Of English Folk Songs” riportano: “This ballad…is well-known both in England and Scotland.  The Scottish sets differ considerably from the English ones, for in them the hero is not a thief but a nobleman, thought by some scholars to be George Gordon, Earl of Huntly, who suffered royal displeasure when he showed clemency towards a Highland robber in 1554.  In the English versions, which may be re-makes of the Scottish, the main character is always an outlaw.  An old black-letter ballad names him as George Stoole of Northumberland, who was executed in 1610; but even in its “robber” form (if that is the more recent) the song probably pre-dates the 17th. century.  Mr. Neville’s tune is related to the well-known air of  Searching for Lambs. Geordie has been found in oral tradition also in Sussex (FSJ vol.I [issue 4] p.164 and vol.II [issue 8] p.208), Cambridgeshire (FSJ vol.II [issue 6?] pp.47-9), Somerset (FSJ vol.II [issue 6] pp.27-8 and vol.IV [issue 17] p.333), Norfolk (FSJ vol.IV [issue 15] pp.89-90), Suffolk, Surrey and Dorset (FSJ vol.IV [issue 17] pp.332-3) and Yorkshire (Traditional Tunes, Frank Kidson, 1891).”  -R.V.W./A.L.L.
This version was collected by Cecil Sharp from Charles Neville of East Coker in Somerset, in 1908, and was first published in the Folk Song Journal, vol.IV [issue 17] p.333.

ASCOLTA curioso medley delle varie melodie e testi con immagini d’epoca

celtic music: “geordie” di de-anima-mundi

Le varianti inglesi fanno di Geordie un bracconiere. Nell’Inghilterra medievale la caccia di frodo nelle tenute e nelle riserve reali era punita con la pubblica impiccagione, ma al giovane Geordie viene riservato il privilegio di essere impiccato con una corda d’oro (o d’argento) a causa delle sue origini aristocratiche (probabilmente un figlio cadetto)

Si riporta in stralcio l’articolo di Riccardo Venturi (Bracconieri, foreste, opposizione)
De Andre’ traduce (molto bene) da una ballata da “broadside” (foglio volante) settecentesca, ballata nella quale vicende piu’ antiche della guerra al bracconaggio si incrociano con un’altra guerra, quella sullo “Scottish Border” che vide protagonisti i clan giacobiti e le truppe inglesi tra il XVI e il XVII secolo (e che diede ovviamente origine a tutta un’altra tradizione di “outlaws”, ed alle relative ballate).

La “Geordie” originale racconta una vicenda completamente diversa (e con un happy end); su di essa si dev’essere innestata quest’ultima testimonianza della guerra al bracconaggio, una sua eco assai tarda, dato che nell’Inghilterra del XVIII secolo le leggi sulla caccia di frodo erano state attenuate, e non di poco. Ma qualcosa doveva essere rimasta nella coscienza dei fruitori di tali canzoni popolari.
La “Geordie” settecentesca, secondo quanto scrive Francis James Child, veniva venduta agli angoli delle vie di Londra per un penny. La triste vicenda del giovane bracconiere che viene condannato all’impiccagione con la “golden chain” (un’assurdità: nessuno veniva mai impiccato ad una catena, né d’oro né d’altro metallo meno nobile) con la giovane sposa (già madre di un paio di “pretty babies” ed incinta del terzo) che si reca ad implorare a corte per la sua vita, sembra che abbia avuto un successo clamoroso: “The broadside was sold out in three days and had to be continuously reprinted”, scrive il Child.

Nella ballata si vedono tutte le stratificazioni dei secoli, nelle quali però la memoria di quel che era stata davvero la guerra al bracconaggio “lingers on”. Il bracconiere (che ruba non sei, ma addirittura sedici “King’s royal deer”) non viene piu’ abbattuto sul posto, ma viene trascinato in galera e davanti a un tribunale, dove l’inflessibile giudice lo condanna al capestro nonostante le suppliche della fanciulla innamorata.
Il Geordie settecentesco, però, non va piu’ a caccia per mangiare direttamente la preda, ma per venderla al mercato di un paesino (“Bohenny” del testo originale è forse il paese di Bohenie, nella contea di Pitlochry); qui De Andre’ si dev’essere trovato un po’ a malpartito nella traduzione, con quel “vendendoli per denaro” un po’ buttato la’. Sfogliando i codici settecenteschi inglesi sul bracconaggio, ci si accorge che un bracconiere poteva allora, al massimo, essere condannato a qualche mese di galera o a qualche frustata; ma, sempre secondo il Child, gli acquirenti in massa della ballata non ci stettero sopra a ragionare. Poiché le “broadside ballads” trattavano usualmente di avvenimenti di cronaca (nera, e nei modi piu’ splatter possibili; una vera e propria “Cronaca Vera” dell’epoca), più d’un londinese cominciò ad inveire contro chi condannava a morte un ragazzo per avere rubato dei cervi e, il 17 agosto 1748, si rischio’ una mezza rissa quando un assembramento “pro-Geordie” venne sciolto con la forza vicino al Blackfriars Bridge (proprio quello dove fu ritrovato il cadavere del banchiere Calvi). Insomma, tutti ancora trovavano del tutto normale che un bracconiere potesse essere messo a morte; e questo la dice lunga su quel che dev’essere stata la guerra al bracconaggio.

amazzone

GEORDIE VERSIONE INGLESE

in Pills to Purge Melancholy di Thomas D’Urfey, 1719-1720

ASCOLTA Joan Baez
ASCOLTA Alice Castle live


VERSIONE JOAN BAEZ
As I walk’d o’er London Bridge
One misty morning early
I overheard a fair pretty maid,
Was lamenting for her Geordie.
“O, my Geordie will be hang’d in a golden chain,
‘tis not the chain of many,
He was born from King’s royal breed
And lost to a virtuous lady.
Go bridle me my milk-white steed,
Go bridle me my pony,
I will ride to London’s Court
To plead for the life of Geordie.
O Geordie never stole nor cow, nor calf,
He never hurted any,
Stole sixteen of the King’s royal deer
And he sold them in Bohenny.
Two pretty babes have I born,
The third lies in my body,
I’d freely part to them ev’ry one
If you’d spare the life of Geordie.”
The judge look’d over his left shoulder,
He said, “Fair maid, I’m sorry,
So, fair maid, you must be gone,
For I cannot pardon Geordie.”
O my Geordie will be hang’d in a golden chain,
‘tis not the chain of many,
Stole sixteen of the King’s royal deer
And he sold them in Bohenny.(1)

TRADUZIONE ITALIANO di Riccardo Venturi
Mentre attraversavo il Ponte di Londra
Una nebbiosa mattina, presto
Sentii per caso una bella fanciulla
Che si lamentava per il suo Geordie.
“Impiccheranno Geordie con una corda d’oro.
Non è una catena per molti;
È nato da stirpe reale
E fu affidato a una dama virtuosa.
Mettete le redini al mio bianco cavallo,
Mettete le redini al mio pony;
Cavalcherò fino alla Corte di Londra
A implorare per la vita di Geordie.
Geordie mai rubò una mucca o un agnello,
Non ha mai fatto del male a nessuno;
Ha rubato sedici cervi del Re
E li ha venduti a Bohenny.
Ho partorito due bei bambini,
Il terzo lo porto in grembo;
Darei volentieri tutti e tre
Se salvaste la vita di Geordie.”
Il giudice si guardò la spalla sinistra,
Disse, “Mi dispiace, bella fanciulla;
Bella fanciulla, te ne devi andare
Perché non posso perdonare Geordie.”
Impiccheranno Geordie con una catena d’oro,
Non è una catena per molti;
Ha rubato sedici cervi del Re
E li ha venduti a Bohenny.

NOTE
1) Bohenny: Nessuna città o paese con tale nome è mai stata trovata in Gran Bretagna; una versione inglese ha però Newcastle, il che potrebbe far supporre qualche collegamento con la vicenda dell’impiccagione del bracconiere George Stools, avvenuta nella città scozzese nel 1610. Da notare che Geordie è il nome con cui vengono chiamati gli abitanti di Newcastle-upon-Tyne (contea di Tyne e Wear – Northumbria): Geordie male, è il “maschio tipico di Newcastle” fannullone e dedito alla birra, rappresentato da Reg Smythe nella figura di Andy Capp. Esiste però, in Scozia, una Bohenie vicino a Pitlochrie.

ASCOLTA Anais Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013


As I walked out over London bridge
On a misty morning early
I overheard a fair pretty maid
Crying for the life of her Geordie
“Saddle me a milk white steed
Bridle me a pony
I’ll ride down to London town
And I’ll beg for the life of my Geordie”
And when she came to the courthouse steps
The poor folks numbered many
A hundred crowns she passed around
Saying, “Pray for the life of my Geordie
He never stole a mule or a mare
He never murdered any
If he shot one of the king’s wild deer
It was only to feed his family”
And then she strode through the marble hall
Before the judge and the jury
Down on her bended knee she falls Crying for the life of her Geordie
“He never stole, he never slew
He never murdered any
He never injured any of you
Spare me the life of my Geordie”
The judge looked over his left shoulder
He says, “I’m sorry for thee
My pretty fair maid, you’ve come to late
He’s been condemned already”
“But six pretty babes I had by him
The seventh one lies in my body
And I would bear them all over again
If you give me the life of my Geordie”
“Your Geordie will hang in a silver chain
Such as we don’t hang many
And he’ll be laid in a coffin brave
For your six fine sons to carry”
“I wish I had you in a public square
The whole town gathered around me
With my broad sword and a pistol too
I’d fight you for the life of my Geordie”
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Mentre attraversavo il Ponte di Londra
Una nebbiosa mattina, presto
Sentii per caso una bella fanciulla
Che si lamentava per la vita di Geordie.
“Sellatemi un cavallo bianco-latte,
Mettete le redini al pony;
Cavalcherò fino a Londra
A implorare per la vita di Geordie.”
E quando arrivò ai piedi del tribunale
c’era molta gente
passò davanti a un centinaio di teste coronate
dicendo “Vi supplico per la vita di Georgie
Mai rubò un mulo o un cavallo,
non ha mai ucciso nessuno;
se ha ucciso uno dei cervi del Re
è stato solo per sfamare la famiglia”
Poi attraversò il salone di marmo
davanti al giudice e alla giuria
si gettò in ginocchio
lamentandosi per la vita di Geordie
“Non ha mai rubato, né ucciso,
e nemmeno ha mai assassinato
nè offeso nessuno di voi
risparmiate la vita di Geordie”
Il giudice  guardò oltre la spalla sinistra,
Disse, “Mi dispiace per voi;
Bella fanciulla, siete arrivata troppo tardi
è già stato condannato.”
“Ho partorito sei bei bambini,
il settimo lo porto in grembo;
darei volentieri tutti e tre
se salvaste la vita di Geordie.”
“Il vostro Geordie sarà impiccato con una catena d’argento, non è una  catena per molti
e sarà deposto in una bella bara
da portare ai vostri cari sei figli.”
“Vorrei vedervi in una pubblica piazza
con tutta la città riunita introno a noi
con la mia larga spada e anche la mia pistola
a lottare con voi per la vita di Geordie”

GEORDIE VERSIONE ITALIANA DI FABRIZIO DE ANDRE’

ASCOLTA Fabrizio De Andrè

Mentre attraversavo London Bridge
un giorno senza sole
vidi una donna pianger d’amore,
piangeva per il suo Geordie.

Impiccheranno Geordie con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera
sellatele il suo pony
cavalcherà fino a Londra stasera
ad implorare per Geordie

Geordie non rubò mai neppure per me
un frutto o un fiore raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso,
non ha vent’anni ancora
cadrà l’inverno anche sopra il suo viso,
potrete impiccarlo allora

Nè il cuore degli inglesi nè lo scettro del re
Geordie potran salvare,
anche se piangeran con te
la legge non può cambiare.

Così lo impiccheranno con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

GEORDIE VERSIONE SCOZZESE DI ROBERT BURNS

Qui non si parla di bracconaggio, ma di una battaglia nel Nord (se riferito all’Inghilterra si individua una regione del Border): la versione raccolta e rielaborata parzialmente da Robert Burns sembra riferirsi a una vicenda precedente alla storia settecentesca riportata da Thomas D’Urfey continua

BRACCONIERI, FORESTE, OPPOSIZIONE di Riccardo Venturi

Nel poemetto “Piers Plowman” (“Pietro l’Aratore”) di William Langland, scritto in medio inglese nel XIV secolo, vi e’ un famoso passo in cui un contadino si domanda come mai tutti i nomi di animali vivi siano inglesi, mentre quando vengono cucinati diventano francesi. Così l’inglese “pig”, cucinato, diventa “pork”; il “calf” (vitello) diventa “veal” (francese antico “vel”, moderno “veau”); il “deer” (cervo) diventa “cerf” (non più in uso nell’inglese moderno); e così via.
La risposta e’ semplicissima: l’allevamento e la caccia servivano alle tavole dei re e dei ricchi; i quali re e ricchi, nell’Inghilterra di allora, parlavano francese. Per tre secoli, dalla conquista normanna di Guglielmo con la battaglia di Hastings fino al 1362, data meno nota ma che segna il ristabilimento ufficiale della lingua inglese (nel frattempo modificatasi enormemente in seguito all’influsso francese) come lingua di corte ed amministrativa, il francese e’ la lingua delle classi dominanti, mentre il disprezzato inglese e’ la lingua del popolo, delle classi piu’ umili, dello “strato basso”.
Quelli, insomma, che gli animali li devono allevare per farli mangiare agli altri. E di quelli che non possono piu’ andare a cacciare liberamente nelle foreste, per sfamarsi e sfamare le loro famiglie, perche’ nel frattempo una classe dominante ha importato la “nobile arte” della caccia come “sport” di élite, chiudendo le foreste ai poveracci e organizzando il proprio divertimento (che e’ anche forma di addestramento militare) con battitori, cani, cavalli e servi.

Nasce cosi’ la “caccia di frodo“, il bracconaggio; una cosa che nell’Inghilterra anglosassone prenormanna non esisteva assolutamente. E viene, da subito, sottoposta a leggi severissime. Le foreste, mezzo di sostentamento delle classi popolari non soltanto con la caccia, diventano luoghi di esclusiva proprieta’ del re e delle classi aristocratiche. Ancora in epoca elisabettiana, la maggior parte del territorio inglese e’ ricoperta da fitte boscaglie; logico, quindi, che in quella che, con tutti le cautele del caso, puo’ essere definita “coscienza popolare”, le foreste diventino un luogo di opposizione. E di durissima opposizione.
Non e’ un caso che, sin dal XIV secolo, si parli di “guerra al bracconaggio”. E non e’ un caso che nasca, forse su basi reali, la leggenda di Robin Hood (che nelle molte ballate tradizionali che lo riguardano, spesso viene definito con l’appellativo di “free hunter”).
Le leggi che riguardavano l’esercizio della caccia divengono via via sempre piu’ draconiane: vengono istituiti i guardacaccia armati al servizio del re o del signore locale, ai quali viene data la facolta’ di poter abbattere sul posto chi viene sorpreso a cacciare di frodo. Chi si recava a cacciare in una foresta per mangiare qualcosa rischiava quindi la vita. Si organizzano bande di cacciatori abusivi i quali, a volte, riescono a sopraffare i guardacaccia e ad ucciderli nei modi piu’ atroci (anche, naturalmente, per vendicarsi di trattamenti del tutto analoghi da parte dei guardacaccia).

Nasce così, nella foresta, come luogo di opposizione, la figura dell’ “outlaw“. Con un termine popolare antico, inglesizzato sì, ma di antica derivazione danese (“udlav”). E i signori si trovano a malpartito, ad esprimere tale termine in francese. Rimane in inglese. Gli outlaws parlano soltano la lingua bassa e hanno nomi da bovari, da porcari, da servi.
In un manoscritto del 1450 circa viene tramandata una ballata che e’ tra le piu’ antiche testimonianze scritte della guerra al bracconaggio. Riporta, sia per argomento che per linguaggio (un inglese medio arcaicissimo e di difficilissima comprensione), avvenimenti anteriori almeno di un secolo e mezzo alla sua trascrizione in manoscritto.
Vi compare un “Robyn“, ma non e’ Robin Hood; e’ un giovane che si reca a cacciare di frodo, con arco e frecce, nella foresta in compagnia dell’amico, o servitore, Gandeleyn. Nomi anglosassoni (“Robyn”, come viene dichiarato espressamente nel testo della ballata, è il diminutivo di “Robert”). Avvistano un branco di cervi e Robyn ne stende uno, finendo pero’ immediatamente abbattuto da un guardacaccia, tale Wrennock of Donne. Anche Wrennock è un nome anglosassone; il che fa vedere bene che molta gente del popolo si poneva al servizio del potere, sempre per mangiare, e sempre rischiando la pelle. Niente di nuovo sotto il sole. Tra i poveri c’è chi si mette contro la legge del potente, e chi si mette al servizio di essa. Il bandito e il carabiniere.
Wrennock of Donne finisce poi a sua volta abbattuto da Gandeleyn, che vendica così l’amico schernendo il cadavere del guardaccia. E’ una ballata assolutamente terribile e lugubre, che non ha assolutamente niente dell’atmosfera “romantica” che poi e’ stata attribuita ad alcuni di questi componimenti (ma anche nelle ballate di Robin Hood ritenute piu “giocose” fanno capolino episodi che del giocoso non hanno niente, testimoniando cosi’ della loro vera ed antica origine). Nel ritornello, che nel testo originale suona: “Robyn lyth in grene wode bowndyn” (in inglese moderno: “Robin lies bound in the green wood”), si intravede forse il costume di legare il cadavere del bracconiere abbattuto ad un albero, in modo che le bestie potessero divorarselo.

FONTI
http:[email protected]?SongID=2206
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18312
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/geordie.html
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch209.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=6782
http://it.wikipedia.org/wiki/Geordie
http://it.wikipedia.org/wiki/Clan_Gordon
http://quattrostracci.altervista.org/cantautori/testi/geordieb.htm
http://www.bielle.org/fabriziodeandre/pages/tradpop.htm#scheda

DAINTY DAVY

Controversa la sua origine (se inglese o scozzese), di certo sappiamo che una delle melodie risale al XVII secolo essendo pubblicata nel “The English Dancing Master” di John Playford (per la precisione nella sua decima edizione risalente al 1698). la versione testuale più diffusa è quella di Robert Burns .

Della canzone si conoscono diverse versioni testuali e almeno due diverse melodie (vedi ), ma la melodia più accreditata dagli interpreti attuali è “The Gardener’s March“, la stessa utilizzata anche per “Rantin ‘Rovin’ Robin”, data alle stampe daJames Aird in ‘Selection of Scotch, English, Irish, and Foreign Airs’ (1782).

WILLIAMSON DavidCollezionata (o scritta) anche da Robert Burns (e pubblicata postuma in “The Merry Muses of Caledonia“) questa versione testuale è accompagnata da un aneddoto storico o pseudostorico avvenuto alla fine del 1600 (1692).

Il reverendo presbiteriano David Williamson ovvero il nostro Davie “dalla delicata bellezza”, stava soggiornando nella tenuta dei Kerrs, Cherrytrees vicino a Yetholm (Scottish Border), quando sopraggiunse un drappello di dragoni mandati sulle sue tracce per catturarlo.
Il giovane, dalla delicate fattezze, venne nascosto da Lady Kerrs camuffato da donna, nel letto della figlia diciottenne. Però mentre la madre distraeva i soldati offrendo whisky nel salotto, Davie si dava da fare nel letto con la figlia! Per nascondere lo scandalo, e per amore della causa, la donna acconsentì poi al matrimonio riparatore tra i due.
Un’altra versione della storia (riportata da Burns) narra che il bel giovane inseguito nottetempo dai soldati a cavallo, si rifugiò in casa dei Kerrs di Cherrytrees entrando nella camera della figlia, passando per la finestra.

Carlo II quando venne a conoscenza dell’episodio sembra abbia esclamato “Trovatemi quell’uomo che lo farò vescovo!” Il reverendo David Williamson (1630-1706) fu un amante infaticabile, morì all’età di circa 70 anni dopo aver sposato ben sette mogli (Jane Kerrs fu solo la terza della serie)

VERSIONE BAWDY

Dopo l’epoca dei fatti circolarono dalla parte scozzese molte versioni “piccanti” e ironiche della vicenda.

ASCOLTA Ian Campbell
tratta da Scots Songs di David Herd   -1776: questa versione è la più infarcita di vecchi termini scozzesi (bawdy ballads)


I
Being pursued by the dragoons,
Within my bed he was laid down,
And weel I wat he was worth his room,
My ain dear dainty Davie.
Chorus
O leeze me on(3) his curly pow(4),
Bonie Davie, dainty Davie;
Leeze me on his curly pow,
He was my dainty Davie.
II
My minnie laid him at my back,
I trow he lay na lang at that,
But turn’d, and in a verra crack
Produc’d a dainty Davie(7).
III
Then in the field amang the pease,
Behin’ the house o’ Cherrytrees,
Again he wan atweesh my thies(8),
my dear dainty Davie(9).
IV
But had I goud(10), or had I land,
I should be a’ at his command;
I’ll ne’er forget what he pat i’ my hand,
It was sic a dainty Davie.

TRADUZIONE ITALIANA DI CATTIA SALTO
I
Essendo inseguito dai cavalleggeri,
nel mio letto lui si coricò,
credevo fosse un degno compagno di stanza,
proprio il mio caro bel Davie.
Coro
Così cara per me la testa riccia del
bello e tenero Davie,
Così cara per me la testa riccia
lui era il mio tenero Davie.
II
Mia madre ci fece stendere schiena contro schiena,
credevo non rimanesse a lungo in quella posizione,
ma si girò, e di colpo,
produsse un “grazioso Davie”.
III
Allora nei campi tra i piselli,
dietro alla casa di Cherrytrees,
di nuovo si insinuò tra le mie cosce,
il mio caro e delicato Davie
IV
Se avessi oro o terreni,
sarebbero tutti a sua disposizione;
non dimenticherò mai quello che mi mise in mano,
è stato un così tenero Davie

 

VERSIONE ROBERT BURNS: The Merry Muses

VERSIONE DI ROBERT BURNS tratta da The Merry Muses of Caledonia   – 1799, una versione testuale piuttosto casta  rispetto al tono più bawdy degli   altri canti

La versione dei Dubliners ha fatto scuola per le interpretazioni successive
ASCOLTA The Dubliners


VERSIONE ROBERT BURNS 1799
I
It was in and through the window broads(1)
And a’ the tirliewirlies(2) o’d
The sweetest kiss that e’er I got
Was from my Dainty Davie.
Chorus:
Oh, leeze me(3) on your curly pow(4)
Dainty Davie, Dainty Davie
Leeze me on your curly pow
You are my own dear Dainty Davie.
II
It was doon(5) amang my Daddy’s pease
And underneath the cherrytrees(6)
Oh, there he kissed me as he pleased
For he was my own dear Davie.
III
When he was chased by a dragoon
Into my bed he was laid doon
I thought him worthy o’ his room
For he’s my Dainty Davie.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Aprì le persiane ed entrò
e tutti i soprammobili scavalcò,
il bacio più dolce che mi hanno dato
fu del mio bel Davie.
Coro:
Benedetta le testolina riccia
del bel Davie,
Benedetta le testolina riccia
del mio caro bel Davie.
II
Fu giù tra i piselli di mio padre
e nella tenuta dei Cherrytrees
oh là lui mi baciò come voleva
perchè lui era proprio il mio caro Davie.
III
Quando era inseguito dai cavalleggeri
nel mio letto si distese
credevo fosse un degno compagno di stanza,
perchè lui è il mio bel Davie.

NOTE
1) broads= boads
2) tirliewirlies= Knick-knacks
3) leeze me on = termine arcaico e contrazione di mio caro, nel significato   di grande piacere o amore per una persona o cosa.
4) pow= head nel senso di capelli ricci ma anche nel doppio senso di tutto   ciò che di peloso può esserci in un corpo maschile! Fiumi d’inchiostro sono   stati scritti per interpretare il senso della frase!
5) doon= down
6) Cherrytrees è la tenuta dei Kerrs vicino a Yetholm quindi la frase si può   tradurre come “nella tenuta dei Cherrytrees” oppure “sotto gli alberi di ciliegio”
7) doppio senso
8) thies = thighs   o knees
9) nelle versioni più   licenziose la frase diventa “And creesh’d them weel wi’ gravy” oppure   anche “And, splash! gaed out his gravy” nel senso del sopraggiunto   godimento maschile e in effetti la frase da un senso compiuto al verso   contenuto nella strofa successiva (I’ll never forget what he put in my hand)
10) gould= gold

VERSIONE ROBERT BURNS: da SMM

loversQuesta versione è molto bucolica e romantica, scritta da Robert Burns nel 1793 e contenuta in “The Scots musical museum” (editore James Johnson).

In effetti la poesia è stata composta nel 1789 da Burns con il titolo di “The Gardener wi’ his paidle” dall’ultima frase di ogni strofa. (vedi)
Paidle è un termine scozzese per pagaia, ma qui ha più senso come pala (il giardiniere con la sua pala)

ASCOLTA The Gardener wi’ his paidle come doveva essere eseguita all’epoca
ASCOLTA Karine Polwart

Con il titolo di “Dainty Davie” Burns apporta lievi modifiche a “The Gardener wi’ his paidle” aggiungendo inoltre il coro: anche in questa versione i due si rotolano nottetempo nel prato! La melodia è indicata chiaramente come quella di “The Gardener’s March”.

ASCOLTA Eddi Reader


I
Now rosy May comes on wi’ flowers
to deck her gay green spreading bowers
now comes in the happy hours
wandering wi’ my Davie
CHORUS
o leeze me (meet me) on the Warlock   knowe(1)
dainty Davie, dainty Davie
there I’ll spend the day wi’ you
my ain(2) dear dainty Davie
II
the crystal waters round us flow
and merry birds are lovers a’
the scented breezes round us blaw(3)
wandering wi’ my Davie
III
when purple morning starts the hare
to steal upon his earthly fare
then through the dews I will repair
to meet my ain dear Davie
IV
when day expirin’ in the west
the curtain draws o’er nature’s rest
I’ll flee to arms I love the best
that’s my ain dear Davie

TRADUZIONE ITALIANO
I
Ora il roseo Maggio arriva con i fiori
e decora i pergolati con profusione di foglie vivaci
ora arriva l’ora felice
di passeggiare con il mio Davy
CHORUS
Incontriamoci sul tumulo di Warlock
leggiadro Davie
là passerò il giorno con te
mio caro bel Davie
II
Le acque cristalline intorno a noi scorrono
e tutti gli uccelli felici si amano,
la brezza profumata intorno a noi soffia
per passeggiare con il mio Davy
III
Quando sorge l’alba la lepre si muove furtivamente per il suo cibo terreno,  allora nella rugiada mi sistemerò per incontrare il mio caro bel Davie
IV
Quando il giorno svanisce a ovest
il sipario cala sul riposo della natura
fuggirò nelle braccia di colui che amo
che è proprio il mio caro Davie

NOTE
1) knowe= mound
2) ain = own
3) blaw= blow

FONTI
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/meetmeon.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9055
http://www.eddireader.net/tracks/erDD.htm