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MUSING ON THE ROARING OCEAN

Musing on the roaring ocean, Amelia Bauerle -1895
Musing on the roaring ocean, Amelia Bauerle -1895

L’unica canzone sul mare di Robert Burns scritta per la signora McLachlan il cui marito era un ufficiale nella Compagnia delle Indie Orientali, in servizio all’estero.
La melodia “Druimionn dubh”, (in inglese The black cow) è raccolta in Scots Songs (Corri 1783) e Highland Airs, (McDonald 1784).
“Musing on the roaring ocean” è trascritta nello “Scots Musical Museum” , 1788, n ° 279 (vedi)

Conosciuta nel mondo classico per l’arrangiamento di Beethoven, viene classificata da questi come Irish folksong
ASCOLTA Gerda Stevenson & Kyrre Slind

ASCOLTA De Dry Coppen

I
Musing on the roaring ocean,
Which divides my love and me,
Wearying Heav’n in warm devotion
For his weal where’er he be.
II
Hope and fear’s alternate billow
Yielding late to Nature’s law,
Whisp’ring spirits round my pillow,
Talk of him that’s far awa.
III
Ye whom sorrow never wounded,
Ye who never shed a tear,
Care-untroubled, joy-surrounded,
Gaudy Day to you is dear.
IV
Gentle Night, do thou befriend me;
Downy Sleep, the curtain draw:
Spirits kind, again attend me,
Talk of him that’s far awa!
Traduzione di Cattia Salto
I
In meditazione sul boato dell’oceano,
che divide il mio amore e me,
tediando il Cielo in trepida preghiera
per il suo bene ovunque egli sia
II
Speranza e Paura si alternano ai flutti
cedendo tardivamente alla legge di Natura,
fantasmi mormorano accanto al mio cuscino.
mi parlano di lui che è lontano.
III
Tu che il dolore mai ti ferì,
tu che mai versasti lacrima,
non toccato dai problemi, circondato dalla gioia, gaio giorno a te è caro!
IV
Notte gentile a me amica!
Soffice sonno, cala il sipario!
Fantasmi cortesi, di nuovo mi accompagnano,
mi parlano di lui che è lontano!

FONTI
http://wikilivres.ca/wiki/Songs_of_Robert_Burns/Musing_on_the_roaring_ocean
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=18343
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=105689
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/musing_on_the_roaring_ocean.htm

SHE’S FAIR AND FAUSE

“She’s fair and fause”  è il titolo di una canzone tradizionale scozzese di sole due strofe, andata in stampa nello “Scots Musical Museum” 1792 (Vol IV). Robert Burns molto probabilmente riscrisse la seconda strofa nel 1789, e F. J. Haydn la incluse nelle sue “Scottish and Welsh Songs” (Hob. XXXIa:121).

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LA MELODIA: The Lads Of Leith

Oggi è ancora suonata la melodia, una slow air dalle antiche origini, riportata in “Caledonian Pocket Companion“, vol. 4 (1760), diffusa sia nell’ambito della musica colta che popolare, conosciuta come “The Beauties of the Ballroom” nella tradizione musicale di Cape Breton. (diventa in Irlanda un reel dal titolo Lads of Laoise)

ASCOLTA Antonio De Innocentis

ASCOLTA Yvonne Helkenberg solo chitarra classica

ASCOLTA Booze Foister Band

ASCOLTA Ewan MacColl

I
She’s fair and fause t
hat causes my smart,
I lo’ed her meikle and lang;
She’s broken her vow,
she’s broken my heart,
And I may e’en gae hang.
A coof cam in wi’ routh o’ gear,
And I hae tint my dearest dear;
But Woman is but warld’s gear,
Sae let the bonie lass gang.
II
Whae’er ye be that woman love,
To this be never blind;
Nae ferlie ‘tis
tho’ fickle she prove,
A woman has’t by kind.
O Woman lovely, Woman fair!
An angel form’s
faun to thy share,
‘Twad been o’er meikle
to gi’en thee mair-
I mean an angel mind (1).
Traduzione di Cattia Salto
I
E’ bella e falsa
la causa dei miei affanni;
tanto l’amai e a lungo;
ruppe la sua promessa,
ruppe il mio cuore;
e posso anche andare a impiccarmi.
Uno sciocco venne con molte ricchezze, e ho perso ciò che mi è più caro;
ma Donna è solo una parola frivola,
così che la bella fanciulla vada!
II
Chiunque tu sia che ami una donna,
a ciò non essere mai cieco:
non c’è da meravigliarsi
che si mostri volubile,
è nella natura della donna.
Oh Donna amabile o Donna bella,
la forma di un angelo
ti è stata data da condividere,
molto meglio sarebbe
stato darti di più!
Vale a dire lo spirito di un angelo.

NOTE
1) Burns non sentenziò sempre in modo così convenzionale nei confronti delle donne, anzi le considerava esseri superiori agli uomini vedasi qui

Traduzione in inglese qui
traduzione in francese qui

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-398,-page-411-shes-fair-and-fause,-c.aspx
https://thesession.org/tunes/15673
https://thesession.org/tunes/13801
http://tunearch.org/wiki/Lads_of_Leith_(1)_(The)

DUNCAN GRAY CAM’ HERE TO WOO

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

Un canto umoristico della tradizione scozzese collezionato da Robert Burns: l’aneddoto sulla canzone è che la melodia sia stata composta da un carrettiere (o cavallante) di Glasgow per essere suonata sul suo whistle, una bothy ballad dunque.
Nel 1790 Burns aggiunse una serie di versi alla melodia scrivendone diverse varianti: una  finirà nel “Merry Muses of Caledonia”, 1799 (vedi) e due rispettivamente in “Scots Musical Museum” e in “Select Collection of Scottish Airs”. (testi completi qui)

LA MELODIA
E’ trascritta in Caledonian Pocket Companion 1751 (vedi)
ASCOLTA Calum MacKinnon

DUNCAN GRAY

La versione riportata in “Scots Musical Museum” 1788 racconta di un corteggiamento in chiave umoristica in cui Duncan, tenta di fare la corte a una fanciulla di nome Meg, per niente interessata. Dopo che Duncan ha supplicato, minacciato il suicidio e mandato a quel paese Meg, la ragazza è colta da un malore e cambia opinione su Dancan, adesso è lei a sospirare d’amore per lui! Duncan la perdona e la sposa!

ASCOLTA Ewan MacColl


I
Duncan Gray cam’ here to woo,
Ha, ha, the wooing o’t (1),
On blythe Yule-night when we were fou,
Ha, ha, the wooing o’t,
Maggie coost her head fu’ heigh,
Look’d asklent and unco skeigh,
Gart poor Duncan stand abeigh;
Ha, ha, the wooing o’t.
II
Duncan fleech’d and Duncan pray’d;
Meg was deaf as Ailsa Craig,
Duncan sigh’d baith out and in,
Grat his e’en baith blear’t an’ blin’,
Spak o’ lowpin o’er a linn;
III
Time and Chance are but a tide,
Slighted love is sair to bide,
Shall I like a fool, quoth he,
For a haughty hizzie die?
She may gae to-France for me!
IV
How it comes let doctors tell,
Meg grew sick, as he grew hale,
Something in her bosom wrings,
For relief a sigh she brings:
And oh! her een they spak sic things!
V
Duncan was a lad o’ grace,
Maggie’s was a piteous case,
Duncan could na be her death,
Swelling Pity smoor’d his wrath;
Now they’re crouse and canty baith,
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Duncan Gray qui venne per corteggiare
(Ha, ha, un corteggiamento antiquato!)
Nell’allegra notte di Yule quando si era ubriachi
(Ha, ha, un corteggiamento antiquato!)
Maggie rizzò la testa in alto,
sembrava diffidente e molto ombrosa,
e fece filare il povero Duncan –
(Ha, ha, un corteggiamento antiquato!)
II
Duncan blandì e Duncan pregò
Meg era sorda come la roccia di Ailsa Craig, Duncan pianse a dirotto,
si asciugò gli occhi annebbiati,
dicendo di andare a gettarsi in una cascata
III
Il Tempo e la Fortuna non sono altro che momenti
l’amore offeso difficilmente aspetta
“Devo essere pazzo –disse lui
morire per una scorbutica donnina?!
Può andarsene in Francia (2) per me”
IV
Come accadde, che siano i medici a dirlo
Meg divenne malata, e mentre guariva
qualcosa nel suo petto si attorcigliò,
con sollievo fece un sospiro,
E oh! i suoi occhi le dissero come stavano le cose! –
V
Duncan era un ragazzo devoto
Maggie era un caso disperato
Duncan non poteva essere causa della di lei morte,
la compassione crescente smorzò la sua ira;
ora sono felici e allegri entrambi

NOTE
1) contrazione di of it (the wooing of it). In questo contesto credo si riferisca alla consuetudine tra le ragazze di respingere il pretendente innamorato per poi innamorarsi non appena lui si allontana mostrando disinteresse.
2) un modo come un altro per mandare qualcuno a quel paese!

WEARY FA’ YE, DUNCAN GRAY

Con il titolo “Weary Fa’ Ye, Duncan Gray” c’è una parte seconda della vicenda, un po’ più piccante!
ASCOLTA Deaf Shepherd con il titolo ‘Weary Fa Ye Duncan Grey’


I
Weary (1) fa’ you, Duncan Gray!
Ha, ha, the girdin(2) o’t!
Wae gae by you, Duncan Gray!
Ha, ha, the girdin o’t!
When a’ the lave gae to their play,
Then I maun sit the lee-lang day,
And jeeg the cradle wi my tae,
And a’ for the girdin o’t!
II
Bonie was the lammas moon,
Glow’rin a’the hills, aboon,
The girdin brak, the beast cam down,
I tint my curch and baith my shoon,
And, Duncan, ye’re an unco loun-
Wae on the bad girdin o’t!
III
But, Duncan, gin ye’ll keep your aith,
I’se bless you wi my hindmost breath,
Duncan, gin ye’ll keep your aith,
The beast again can bear us baith,
And auld Mess John (4) will mend the skaith,
And clout the bad girdin o’t
I
Traduzione di Cattia Salto
I
Accidenti a te (1), Duncan Gray
ha, ha un giro di monta (2)
i guai ti seguono Duncan Gray
ha, ha un giro di monta
quando tutte le cose vanno storto
allora devo stare seduta tutto il santo giorno a spingere la culla con il piede e tutto per un sottopancia!
II
Bella era la luna del Raccolto
rischiarava le colline sottostanti
il sottopancia si ruppe e caddi dall’animale (3)
persi il fazzoletto e bagnai le scarpe (3), dannazione alla bardatura
III
Ma Duncan se tu manterrai il giuramento
ti benedirò fino all’ultimo respiro,
Duncan se tu manterrai il giuramento
l’animale ci porterà ancora entrambi
e il vecchio padre John (4) saprà riparare il danno
e mettere una pezza sulla bardatura rotta

NOTE
1) credo che voglia essere una maledizione:  Weary fa’ you! Weary on you!
2) the girthing (di cavallo) mettere il sotto sella, bardare il cavallo= fare sesso
3) sono tutte espressioni che alludono alla perdita della verginità della ragazza
4) il sacerdote che li sposerà

TRADUZIONE INGLESE di Cattia Salto
I
Weary befall you, Duncan Gray!
Ha, ha, the girthing of it!
Woe go by you, Duncan Gray!
Ha, ha, the girthing of it!
When all the rest go to their play,
Then I must sit the livelong day,
And rock the cradle with my toe,
And all for the girthing of it!
II
Fine was the harvest moon,
Glowering at the hills, above,
The girthing broke, the beast came down,
I lost my kerchief and bathe my shoes,
And, Duncan, you are an strange rascal-
Woe on the bad girthing of it!
III
But, Duncan, if you’ll keep your oath,
I’se bless you with my hindmost breath,
Duncan, if you’ll keep your oath,
The beast again can bear us both,
And old Father John will mend the damage
And patch the bad girthing of it!

FONTI
http://scottishparodies.tripod.com/lyricsandfreesonglyrics/id101.html
http://www.borealismusic.co.uk/duncan%20gray%20translation.html
https://en.wikisource.org/wiki/The_Merry_Muses_of_Caledonia/Duncan_Gray
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-160,-page-168-duncan-gray.aspx
http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/duncan_gray/
https://thesession.org/tunes/6934
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/wearyfa.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=107438
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/duncan_gray.htm
http://www.electricscotland.com/burns/songs/09DuncanGray.jpg

SCOTS CALLAN’ O’ BONNIE DUNDEE

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La ballata “Scots callan’ o’ bonnie Dundee” è passata per la penna di Robert Burns, ma gli studiosi non sono concordi nell’attribuzione dei versi. Probabilmente deriva da “Jockey’s Escape from Bonnie Dundee” ed è stata pubblicata nello “Scots Musical Museum”, N° 99, Vol 1, 1787.

ADEW DUNDEE

La melodia “Adew Dundee” (in Skene MS 1620 circa) è diventata un modello per una serie di canzoni che riprendono tutte il nome di Dundee (vedi).
Il Manoscritto Skene è una raccolta di musica scozzese per liuto che ha preservato un centinaio di melodie popolari scozzesi, trascritte in notazione moderna e pubblicate nell'”Ancient Melodies of Scotland” di William Dauney.

ASCOLTA Rob MacKillop al liuto

SCOTS CALLAN’

dundee“Callant” è una vecchia parola scozzese per ragazzo, la versione popolare della ballata raccontava delle prodezze amorose di un ragazzo – soldatino pronto a darsela a gambe piuttosto che sposare la ragazza ingravidata.
La ragazza però è innamorata del suo bel soldatino e cantando la nanna al loro bambino ne attende il ritorno. E tuttavia è anche un anti-war song con l’andamento di un lamento.

ASCOLTA The Cast (Mairi Campbell, Dave Francis) in “The Winnowing” 1996. Una voce pura e cristallina quella di Mairi Campbell che ha interpretato il brano con un misto di dolcezza e di dolore. La parte finale strumentale è uno sviluppo della melodia che richiama la versione più moderna.


I
O, whaur gat ye that hauver-meal bannock (1)?
O, silly blind body, o, dinna ye see?
I gat it frae a brisk sodger laddie (2),
Atween Saint Johnstone(3) and Bonnie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gi’ed me’t,
Aft has he doudl’d me upon his knee.
May heaven protect my bonnie Scots laddie,
And send him in safe tae his baby and me.
III
My heart has nae room when I think on my laddie,
His dear rosy haffets bring tears tae my een.
And oh! He’s awa, and I dinna ken whaur he’s (4)-
He’s awa frae his lassie and Bonnie Dundee.
IV
O, light be the breeze around him saftly blawin,
And o’er him sweet simmer still blink bonnilie,
May the rich dews o’plenty, around him wide fa’in,
Prevent a’ his fears for his baby and me!
V
My blessings upon that sweet wee lippie!
My blessings upon that bonnie ee-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer and dearer tae me.
VI
And I’ll big a bower on yon green bank sae bonnie,
That’s lave’d by the waters o’ Tay wimplin’ clear,
And cleed thee in tartans, my wee smiling Jonnie,
And mak thee a man like your daddie dear.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Da dove credi che venga questo biscottino (1)?
O sciocchino non lo sai?
L’ho preso da un vivace soldatino (2)
tra Perth (3) e la nostra bella Dundee.
II
Mi sembra di vedere il ragazzo che me l’ha dato, che spesso mi teneva sulle sue ginocchia.
Che il cielo protegga il mio bel ragazzo scozzese e lo riporti in salvo da me e il suo bimbo.
III
Il mio cuore non ha quartiere quando penso al mio ragazzo, le sue care rosee guance mi fanno venire le lacrime agli occhi.
Ah, lui è lontano e non so dove sia (4),
è lontano dalla sua ragazza e dalla bella Dundee.
IV
Oh lieve sia la brezza che intorno a lui soffia,
che su di lui la dolce estate ancora sorrida lieta e cada la ricca rugiada dell’abbondanza
a scongiurare tutte le sue paure per il bimbo e me.
V
Le mie benedizioni su quelle dolci piccole labbra!
Le mie benedizioni su quei begli occhi
il tuo sorriso è  quello del mio allegro soldatino, si, tu mi sei caro sopra ogni cosa
VI
E costruirò una fattoria su quelle rive verdi così belle,
bagnate dalle acque increspate e chiare del Tay,
e ti vestirai con il tartan, mio piccolo sorridente Jonnie,
e farò di te un uomo come il tuo caro padre

NOTE
1) “Bannock” è il nome generico con cui oggi si indica una focaccia di forma rotonda cotta al forno.  (vedi ricetta) Il termine ha radice celtica ed è un pane preparato soprattutto in Irlanda, Scozia e Inghilterra del Nord. In antico l’impasto era di farina d’avena o d’orzo con acqua, senza lievitazione, cotto su di una pietra di arenaria apposita messa direttamente sul fuoco. Oggi il selkirk bannock in Scozia è un tipico pane dolce all’uvetta.
La prima frase è posta in forma di domanda da una seconda persona e letteralmente si traduce: “dove hai preso questo pane d’avena?” Il termine si riferisce al bambino “sfornato” dalla donna ovvero alla “sorpresa” che il bel soldatino le ha lasciato!
2) “I gat it frae a bonny Scots callan'”
3) Saint Johnstone= Perth
4) forse è uno scozzese ribelle che ha partecipato alla Jacobite Rising e ora è esule 

Il testo pubblicato nello Scots Musical Museum, Vol 1, 1787 è però il seguente 
I
‘ O, whar gat ye that hauver-meal bannock?’
‘ Silly blind body, O, dinna ye see?
I gat it frae a young, brisk sodger laddie
Between Saint Johnston and bonie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gae me’t!
Aft has he doudl’d me up on his knee:
May Heaven protect my bonie Scots laddie,
And send him hame to his babie and me!
III
My blessin’s upon thy sweet wee lippie!
My blessin’s upon thy e’e-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer, and dearer to me!
IV
But I’ll big a bow’r on yon bonie banks,
Whare Tay rins wimplin’ by sae clear;
An’ I’ll cleed thee in the tartan sae fine,
And mak thee a man like thy daddie dear.

PER VISITARE DUNDEE

Dove il fiume Tay si tuffa nel Mare del Nord, sulla sponda settentrionale dell’ampio estuario, sorge la quarta città più popolosa della Scozia continua

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Veduta di Dundee ai tempi di Robert Burns

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/bonnie-dundee/
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15103
http://www.carterhaugh.co.uk/lyrics/scotscallan.html
http://chrsouchon.free.fr/bonndund.htm

HEY, CA’ THRO’ BY ROBERT BURNS

Un’antica canzone dei pescatori del Fifeshire trascritta da Robert Burns probabilmente durante il suo viaggio nelle Highland alla ricerca di documentazione sui canti tradizionali ancora tramandati oralmente (1787).
Nel 1792 la canzone è stata pubblicata in “The Scots Musical Museum” vol 4 con il nome di The Carls o Dysart [in italiano: I vecchi lavoratori di Dysart].
La contea di Fife si trova sulla costa sud-est della Scozia e ha la conformazione di una penisola, la parte Est è caratterizzata da piccoli villaggi costruiti intorno a porti protetti, in cui oramai l’attività della pesca è marginale rispetto al turismo. Immancabili i castelli, gli edifici storici, le chiese e le antiche abbazie, le aree protette e i campi di golf…

Il porticciolo di Dysart
Il porticciolo di Dysart

Un canto del mare ma anche drinking song per il suo allegro carpe diem!

ASCOLTATannahill Weavers in Capernaum – 1994, titolo Carls o’Dysart

ASCOLTA Isla St Clair cantante scozzese, che interpreta il brano con la sola voce, facendolo seguire da “Tail toddle” un canto sempre della zona di Fife trascritto da Robert Burnes nel suo “The Merry Muses of Caledonia” (vedi )

I
Up wi’ the carls(1) o’ Dysart,
And the lads o’ Buckhaven,
And the kimmers(2) o’ Largo,
And the lasses o’ Leven.
Chorus.
Hey, ca’ thro’, ca’ thro'(3),
For we hae muckle a do.
Hey, ca’ thro’, ca’ thro’,
For we hae muckle a do;
II
We hae tales to tell,
An’ we hae sangs to sing;
We hae pennies tae spend,
An’ we hae pints to bring.
III
We’ll live a’ our days,
And them that comes behin’,
Let them do the like,
An’ spend the gear they win.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
In piedi vecchi lavoratori di Dysart,
e ragazzi di Buckhaven,
e comari di Largo,
e ragazze di Leven
(Ritornello)
“Lavoriamo, continuiamo a lavorare”
perchè abbiamo tanto da fare.
“Lavoriamo, continuiamo a lavorare”
perchè abbiamo tanto da fare.
II
Abbiamo racconti da raccontare
e canzoni da cantare;
soldi da spendere
e pinte da bere.
III
Vivremo tutti i nostri giorni
e quelli che ci vengono davanti,
come ci piace,
a spendere i soldi guadagnati.

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
NOTE
1) carls= carles: men, common folk
2) kimmers: women, especially older women or gossips
3) il caratteristico grido “Ca ‘thro” preannunciava l’avvicinarsi di una barca da pesca ad una spiaggia affollata

IN VIAGGIO

MERAVIGLIE DELLA SCOZIA: Il tratto tra Edimburgo e St. Andrews è ricco di stupendi villaggi di pescatori, con alcune delle spiagge più rinomate e pulite della Scozia. Ottime le specialità di mare nei ristoranti locali continua
VISIT SCOZIA: Tradizionali villaggi di pescatori con tratti incontaminati di spiagge sabbiose. Visitate Pittenweem per l’arte, Crail per l’artigianato o Anstruther per un’escursione all’Isola di May e per assaggiare il miglior fish and chips della Gran Bretagna continua

FONTI http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/hey_ca_thro.htm
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1146lyr7.htm

THE PLOUGHMAN BY ROBERT BURNS

ploughman-evenLe canzoni sugli aratori nella tradizione anglosassone sono per lo più canti di lavoro e rituali (per propiziare un buon raccolto). C’è inoltre in Scozia tutto un filone etichettabile come bothy ballads ossia i canti dei mandriani, aratori e cavallanti che trovavano lavoro stagionalmente nelle grandi fattorie dell’Aberdeenshire.

Anche il bardo di Scozia Robert Burns soprannominato il poeta-aratore per le sue origini contadine, non poteva esimersi dal genere, così nel 1788 scrive la canzone umoristica “The Ploughman” rielaborata a partire da un vecchio brano tradizionale riportato da Herd nel suo secondo volume (Scots Songs, 1769).
Nello “Scots Musical Museum” è così annotato: “The tune, however, is thought to have evolved from the melody ‘Sleepy Body’, which was published in 1733. It first appeared as ‘The Ploughman’ in the fourth book of James Oswald’s ‘Caledonian Pocket Companion’ (1752), and was entitled the ‘Jolly Plowman’ in Robert Bremner’s ‘Scots Reels or Country Dances’ (1761).
La versione revisionata successivamente alla pubblicazione nello SMM elimina le strofe II e III.
Una fanciulla elogia il mestiere bell’aratore e si dichiara soddisfatta per il suo lavoro!

ASCOLTA Dervish (inizia a 0,52)


I
The ploughman, he’s a bonie lad,
His mind is ever true, jo!
His garters knit(1) below his knee,
His bonnet it is blue, jo.
Chorus.
Then up wi’t a’(2), my ploughman lad,
And hey, my merry ploughman!
Of a’ the trades that I do ken(3),
Commend me to the ploughman!
II
My ploughman he comes hame at e’en,
He’s aften wat and weary:
Cast aff the wat, put on the dry,
And gae to bed, my dearie.(4)
III
I will wash my ploughman’s hose,
And I will dress his o’erlay(5);
I will mak my ploughman’s bed,
And cheer him late and early.
IV
I hae been east, I hae been west,
I hae been at St. Johnston(6);
The boniest sight that e’er I saw
Was the ploughman laddie dancin.
V
Snaw-white stockings on his legs
And siller buckles glancin,
A guid blue bonnet on his head,
And O, but he was handsome!
VI
Commend me to the barn-yard
And the corn mou, man!
I never get my coggie fou(7)
Till I met wi’ the ploughman.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Il contadino, è un bel ragazzo,
il suo amore è vero, amico!
le sue reggi-calze sotto il ginocchio,
il suo berretto blu.!
RITORNELLO
Allora “su con la vita”, mio contadino ragazzo,
un evviva per il mio allegro contadino!
Di tutti i mestieri che conosco
un elogio a quello del contadino.
II
Il mio contadino viene a casa a sera
ed è spesso sudato e affaticato,
levati il bagnato e mettiti l’asciutto
e vieni a letto mio caro.
III
Laverò i pantaloni del mio contadino,
e stirerò il suo cravattino;
farò il letto al mio contadino
e lo renderò felice per benino
IV
Sono stata ad est, sona stata ad ovest,
sono stata a Perth;
la più bella immagine che io vidi,
fu il contadino che danzava.
V
Calze bianche come la neve sulle gambe
e fibbie d’argento scintillante,
un bel berretto blu in testa,
com’era bello!
VI
Elogia il fienile
e il mucchio di grano, amico!
Non ho mai avuto il mio piccolo piatto pieno(7)
fino a quando non ho incontrato il contadino

NOTE
1) la traduzione letterale è giarrettiere di maglia, e si riferisce al sistema utilizzato un tempo per reggere le calze. Evidentemente calze e reggicalze erano considerati degli accessori erotici
2) up wi’t è un’espressione poetica e desueta per indicare una grande gioia
3) i Dervish dicono “that I love best”
4) nella versione pubblicata sullo “Scot Musical Museum” (volume II) sono state aggiunte due strofe(qui)
5) owerlay= fascicola cioè quello che usava nel settecento attorno al collo come cravatta ossia una larga striscia di lino: all’inizio (introno al 1600) era una specie di pegno che le fidanzatine donavano al proprio innamorato  che partiva per la guerra, e veniva indossata un po’ per ripararsi dal freddo e un po’ come segno d’affetto. I nobili preferivano al collo il Jabot cioè una pettorina di pizzo arricciato con il collo alto. La cravatta più simile alla nostra risale invece all’800.
6) Perth, Robert Burns ebbe occasione di visitare la cittadina nel suo tour per le Highlands del 1787
7) evidente doppio senso; per la versione “sporca” riportata ne “The Merry Muses of Caledonia” (qui)

TRADUZIONE INGLESE
I
The ploughman, he is a handsome lad,
His mind is ever true, jo!
His garters knit(1) below his knee,
His bonnet it is blue, jo.
Chorus
Then up with it(2) all, my ploughman lad,
And hey, my merry ploughman!
Of all the trades that I do know,
Commend me to the ploughman!
II
My ploughman he comes home at even,
He’s often wet and weary:
Cast off the wet, put on the dry,
And go to bed, my darling.
IV
I will wash my ploughman’s hose,
And I will dress his owerlay(5);
I will mak my ploughman’s bed,
And cheer him late and early.
III
I have been east, I have been west,
I have been at St. Johnston(6);
The loveliest sight that ever I saw
Was the ploughman lad dancing.
IV
Snow-white stockings on his legs
And silver buckles glinting,
A good blue bonnet on his head,
And O, but he was handsome!
V
Commend me to the barn-yard
And the corn heap, man!
I never get my little dish full(7)
Till I met with the ploughman

FONTI
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/503.htm http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/the_ploughman_merry_muses/
http://burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-165,-page-173-the-ploughman

BRAW LADS O’ GALLA WATER

“Braw Lads O’ Galla Water”, “Galla Water”, “Gala Water” o “Braw, braw Lads(lassie)” sono vari titoli per la stessa canzone tradizionale scozzese. Il Gala Water è  un fiume del Border scozzese che nasce dalle Moorfoot Hills e confluisce nel Tweed vicino a Melrose attraversando le contee di Edimburgo, Selkirk e Roxburgh, una percorso serpentino e ameno tra ampi tratti di pascolo. Galashiels (Gala) è una città nella contea di Selkirk sul fiume Gala famosa per le sue produzioni tessili; la canzone è cantata immancabilmente in occasione del Braw Lads Gathering una sorta di rievocazione dei momenti storici salienti vissuti dalla cittadina, che si svolge a fine maggio e per buona parte di giugno (vedi).

Dapprima Robert Burns inviò una versione tradizionale all’editore Johnson per la pubblicazione sullo ‘Scots Musical Museum‘ (Vol II 1788) la quale versione è pressochè identica a quella pubblicata da David Herd una decina d’anni prima (Ancient and Modern Scottish Songs Vol II 1776). Poi lo stesso Burns rielaborò la poesia in una ulteriore versione inviata all’editore George Thomson che venne data in stampa nel 1793 (in Select Collection of Original Scottish Airs for the Voice) con l’arrangiamento di Joseph Haydn (Hob. XXXIa:15ter)

Gala-Water-from-The-Poems-of-Robert-Burns-by-Joan-Hassall

GUIDA ALL’ASCOLTO

Della canzone esistono molte versioni testuali abbinate ad un paio di melodie, si tratta della canzone di una pastorella innamorata di un bel ragazzo di Gala, che decide di andare a vivere con lui. In alcune versioni si descrive una sorta di incontro “galante” tra i due, e in effetti la canzone si inserisce nel filone degli incontri romantici “among the Heather” tra procaci pastorelle e baldi giovanotti; questa storia però è la storia di una unione matrimoniale, un tempo il matrimonio per amore era privilegio della povera gente , mentre la gente bene si sposava per convenienza (e una ragazza senza dote difficilmente riusciva a sposarsi, se non era più che bella).
Tra poveri non c’era nemmeno bisogno del consenso dei reciproci genitori, bastava dar seguito ad una promessa di matrimonio con un rapporto sessuale completo e/o alla coabitazione. E ovviamente nessuna festa pubblica con amici e parenti.

ASCOLTAOssian in “St Kilda Wedding” Iona Records, 1978 versione testuale ripresa dagli Old Blind Dogs nel loro New tricks (1992) (da ascoltare su Spotify)


I
Oh braw(1), braw lads o’ Gala Water
Bonnie lads o’ Gala Water
Let them a’ say whate’er they may
__ as I tae Gala Water
Braw, braw bonnie lads O
II
It’s ower yon moss an’ ower yon moor
Ower yon bonnie hill o’ heather
Let them a’ say whate’er they may
__ as I tae Gala Water
Braw, braw bonnie lads O
III
It’s lords an’ lairds(5) cam here tae woo
An’ gentlemen wi’ sword(6), aye an’ dagger
But the black-eyed lads o’ Galashiels(7)
Will hae nane but the gree(8) o’ Gala Water,
Braw, braw bonnie lads O
IV
Fareweel tae you, proud Galashiels
Fareweel, my mither an’ my faither
I’ll awa’ wi’ the black-haired lad
That keeps his sheep on Gala Water
Braw, braw bonnie lads O
V
Ower yon moss an’ ower yon moor
Ower yon bonnie hills sae drearie
The lassie lost her silken snood(10)
Gar’d(12) her greet, for she was wearie
Braw, braw bonnie lads O
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Bei ragazzi del fiume Gala,
graziosi ragazzi del fiume Gala,
che dicano ciò che possono
– mentre io vado al fiume Gala,
Bei ragazzi del fiume Gala.
II
E’ per quella torbiera, per quella brughiera,
per quella bella collina d’erica
che dicano ciò che possono,
– mentre io vado al fiume Gala,
Bei ragazzi del fiume Gala.
III
Signori e laird son venuti qui per corteggiare
e cadetti con la spada e un pugnale,
ma il ragazzo dagli occhi scuri di Gala
non ha altro che il vantaggio(8) del fiume Gala,
Bei ragazzi del fiume Gala.
IV
“Addio a te, fiera Gala,
addio madre mia e padre mio,
vado via con il ragazzo dai capelli scuri
che tiene le sue pecore sul fiume Gala”.
Bei ragazzi del fiume Gala.
V
Per la torbiera e la brughiera
per quelle belle colline così care,
la ragazza perse la sua fascia argentata(10)
e faceva i complimenti fino a stancarsi,
(ai) Bei ragazzi del fiume Gala.

NOTE
1) Braw: fine
2) kilt=tuck up
3) Aboon: above; ma anche below oppure up to
4) “Galla-Water” 1776 (raccolta di Herd) è scritto: “I aften kiss her till I’m wearie” [in italiano: la bacio spesso fino a diventare stanco]
5) il laird è una figura tipica della piccola nobiltà scozzese, un possidente terriero
6) si riferisce probabilmente ai cadetti
7) Galashiels (Gala) è una città nella contea di Selkirk sul fiume Gala
8) il ragazzo è un semplice pastorello ma è superiore ai nobiluomini perchè proviene da Gala. Si potrebbe tradurre con grado, laurea ma non rende bene in italiano
9) la ginestra allude a una sessualità selvaggia, libera da regole. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti.
10) Snood: ribbon to bind hair. L’espressione è un eufemismo per la perdita della verginità
11) Which cost her many a blurt and blear-eye ovvero che le costò rimpianti e lacrime; in “Galla-Water” 1776 (raccolta di Herd) è scritta invece una frase che ha significato opposto:”That gard her greet till she was wearie
12) Gars: make; gard: made

per il confronto vedasi la VERSIONE Herd 1776 e SMM 1788
I
Braw(1), braw lads of Galla water,
O! braw lads of Galla water:
I’ll kilt(2) my coats aboon(3) my knee,
And follow my love thro’ the water.
II
Sae fair her hair, sae brent her brow,
Sae bonny blue her een, my dearie;
Sae white her teeth, sae sweet her mou’,
The mair I kiss, she’s ay my dearie(4).
III
O’er yon bank, and o’er yon brae,
O’er yon moss amang the heather:
I’ll kilt my coat aboon(3) my knee,
And follow my love thro’ the water.
IV
Down amang the broom, the broom(9),
Down amang the broom, my dearie.
The lassie lost her silken snood(10),
That cost her mony a blirt and bleary(11)

ASCOLTA The McCalmans in In Harmony 1994 (in versione integrale su Spotify).


I
Bonnie lass o’ Gala Water
Braw braw lass o’ Gala Water
I would range the mountains sae deep(13)
Wi’ you bonnie lass o’ Gala Water
II
Sae fair her hair, sae brent her brow
Sae bonnie blue her een and cheerie
Oh I would go the length o’ the Isle(14)
Tae get back home wi’ my dearie
III (15)
O’er yonder moor, o’er yonder mountain
O’er yon bonnie hills taegither
O I would range the mountains o’ time
My own bonnie lass tae forgather
IV
Lords and lairds came here tae woo
And gentlemen wi’ sword and dagger
But the black eyed lass o’ Galashiels
Would hae nane but the gree o’ Gala Water
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Bella ragazza del Fiume Gala
brava, bella ragazza del Fiume Gala
vorrei scalare le montagne così ampie,
con te, bella ragazza di Gala
II
Così belli i capelli, così spaziosa la fronte
così belli e cari i suoi occhi blu!
Oh vorrei attraversare l’Isola
per tornare a casa con la mia ragazza
III
Per quella brughiera, quella montagna
e quelle belle colline insieme
vorrei scalare le montagne del tempo
per incontrarmi con la mia bella ragazza
IV
Signori e laird son venuti qui per corteggiare e cadetti con la spada e un pugnale,
ma la ragazza dagli occhi scuri di Gala
non vuole altro che il ragazzo del fiume Gala

NOTE
13) in altre versioni dice “I could wade the stream sae deep” che è sicuramente più calzante con il concetto di profondo
14) in altre versioni dice “The mair I kiss her cherry lips, the mair I wish her for my dearie”
15) in altre versioni dice ” O’er yonder moss, o’er yonder muir, through a’ yon mossy muirs and heather, O I could rin, wi’ heart sae licht, wi’ my dear lassie tae forgather

VERSIONE DI ROBERT BURNS 1793

ASCOLTA The Corries
ASCOLTA Lorna Anderson, Jamie MacDougall & Haydn Eisenstadt Trio


CHORUS
Braw(1), braw lads on Yarrow-braes(16),
They rove amang the blooming heather;
But Yarrow braes, nor Ettrick shaws(17)
Can match the lads o’ Galla Water.
Braw, braw lad
I
But there is ane, a secret ane,
Aboon(3) them a’ I loe him better;
And I’ll be his, and he’ll be mine,
The bonie lad o’ Galla Water.
II
Altho’ his daddie was nae laird(5),
And tho’ I hae nae meikle tocher(18),
Yet rich in kindest, truest love,
We’ll tent(19) our flocks by Galla Water.
III (20)
It ne’er was wealth, it ne’er was wealth,
That coft(21) contentment, peace, or pleasure;
The bands and bliss o’ mutual love,
O that’s the chiefest warld’s treasure.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Bei ragazzi delle colline di Yarrow
che vanno in giro tra l’erica in fiore
ma nè le colline di Yarrow o i boschetti di Ettrick possono avvicinarsi ai ragazzi del fiume Gala.
Bei ragazzi
I
C’è ne uno, uno speciale
che sopra a tutti gli altri amo di più;
e io sarò sua e lui sarà mio,
il bel ragazzo del fiume Gala.
II
Anche se il padre non è un laird,
e io non ho una gran dote,
siamo tuttavia ricchi di buoni affetti e dell’amore più vero, e baderemo alle nostre greggi sul fiume Gala.
III
Non c’è mai stata ricchezza
che ha portato alla felicità, alla pace o al piacere;
la compagnia e la grazia dell’amore reciproco,
questo è il principale tesoro del mondo

NOTE
16) Braes: hillsides
17) Shaws: thickets
18) Meikle Tocher: much dowry
19) Tent: look after
20) nella strofa Burn esprime un tema “classico” della sua poetica
21) Coft: bought

Un’altra versione è quella in parte riportata nella raccolta di Robert Chambers “Scottish ballad and songs

ASCOLTA Bear the Tinker, il testo è simile alla versione cantata da Ewan MacColl nel 1965 in “Folk Songs and Ballads of Scotland” tranne che nella III strofa


I
Braw(1), braw lads o’ Gala Water,
Bonnie lads o’ Gala Water;
I’ll kilt(2) my coats abune(3) my knee,
And follow my lad o’ Gala Water
Braw, braw lad.
II
Lothian(22) lads are black as deils,
And Selkirk(23) lads are no’ much better;
I’ll kilt my coats abune my knee
And follow my love thro’ the water;
Braw, braw lad.
III (24)
But there is ane, a secret ane,
Aboon them a I loe him better
And I’ll be his, and he’ll be mine
The bonnie lad o’ Gala Water;
Braw, braw lad.
IV
Corn rigs are fine and bonnie,
A block o’ sheep is muckle(25) better,
The wind will shake a field of oats
While lambs are frisklin’ in Gala Water;
Braw, braw lad.
V
Adieu, soor plooms(26) o’ Galashiels(7),
Tae you, my faither, here’s a letter;
It’s I’m awa’ wi’ the black herd lad,
To bide wi’ him in Gala Water;
Braw, braw lad.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Bei ragazzi del fiume Gala
graziosi ragazzi del fiume Gala
mi arrotolo la gonna alle ginocchia
e seguo il mio ragazzo del fiume Gala
Bel ragazzo
II
I ragazzi di Edimburgo sono neri come diavoli
e i ragazzi di Selkirk non sono molto meglio,
mi arrotolo la gonna alle ginocchia,
per seguire il mio ragazzo del fiume Gala,
Bel ragazzo
III
C’è ne uno, uno speciale
che sopra a tutti gli altri amo di più;
e io sarò sua e lui sarà mio,
il bel ragazzo del fiume Gala
Bel ragazzo
IV
I campi di grano sono belli
un gregge di pecore è ancora meglio
il vento agiterà un campo d’avena,
mentre gli agnelli saltelleranno nel fiume Gala,
Bel ragazzo
V
Addio prugne acide di Gala
per voi padre ecco una lettera
Sono andata via con il mandriano moro
per restare con lui sul fiume Gala
Bel ragazzo

NOTE
22) è la contea di Edimburgo
23) Selkirk è un paese lungo l’Ettrick nella contea omonima
24) in questa versione la strofa è identica alla I strofa di Robert Burns; la strofa in Ewan MacColl (che in alcune versione è messa come II strofa) dice invece: It’s ower the moss and doon yon glen, And o’er the bonnie blooming heather, Nicht or day he bears the gree, The bonnie lad o’ Galla Water; Braw, Braw lad. (In italiano: su per la torbiera e giù per la valle e su per la bella brughiera fiorita, notte o giorno egli ottenne la vittoria, il bel ragazzo del fiume Gala)
25) muckle= much
galashie26) Soor plooms= Sour Plums (in italiano prugne acide) è diventato un motto per commemorare lo scontro avvenuto nel 1337 tra gli uomini di Gala e un gruppo di soldati inglesi; il motto è ripreso nello stemma araldico della città. “The motto Sour Plums and the date refer to when English soldiers were on a raid (one of the many) and some of theme were gathering wild plums which grow in the area. They were surprised by some locals and sent to meet their maker, their guts being opened with the sword and the plums they had eaten spilled out, sour” (tratto da qui) Una versione “guerresca” della volpe e l’uva

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/matrimonio-celtico-storia.html
http://www.scottish-places.info/features/featurehistory3398.html http://www.jamespringle.co.uk/html/braw_lads_of_gala.html http://sangstories.webs.com/brawladsogallawater.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7667 http://www.electricscotland.com/history/other/75GalaWater.pdf http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_gala.htm http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-125,-page-131-braw,-braw-lads-of-galla-water.aspx http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/braw_lads_o_galla_water/ http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/gala.htm http://mysongbook.de/msb/songs/g/galawate.html http://www.annexgalleries.com/inventory/detail/17937/Joan-Hassall/Gala-Water-from-The-Poems-of-Robert-Burns

THE LEA RIG (The Meadow-ridge)

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

The lea-rig (in inglese The Meadow-ridge) è una canzone tradizionale scozzese riscritta da Robert Burns nel 1792 con il titolo di “I’ll Meet Thee On The Lea Rig”.
Il termine Rigs si traduce in italiano con una desueta parola “porche”, una tecnica colturale che prevede la lavorazione del terreno in lunghe e strette strisce di terra rialzate ovvero il sistema di drenaggio tradizionale di un tempo: i campi si suddividevano in argini di terra rialzati, in modo che l’acqua in eccesso defluisse più in basso nei profondi solchi laterali. Queste cunette potevano arrivare fino al ginocchio  e il lavoro di semina a mano era notevolmente facilitato. Se la lavorazione del terreno era fatta con l’aratro esisteva uno strumento particolare il Mugellese che permetteva di lavorare i solchi tracciati con l’aratro  uno sì uno no, in modo da ricoprire i solchi non rilavorati e formare così porche e solchi di irrigazione. Le porche venivano poi sarchiate quando le piantine avevano raggiunto la dimensione opportuna. Si formavano con questo tipo di lavorazione i corn rigs e i lea rigs ossia le porche di grano e gli argini d’incolto dove cresceva l’erba.

LA MELODIA

Troviamo la bella melodia in molti manoscritti setteceneschi, conosciuta con vari nomi quali An Oidhche A Bha Bhainis Ann, The Caledonian Laddy, I’ll Meet Thee On The Lea-rig, The Lea Rigg, The Lea Rigges, My Ain Kind Dearie, My Ain Kind Deary O

ASCOLTA John Carnie alla chitarra  (pregievole anche la versione di Tony McManus e di Alasdair Fraser & Jody Stecher in Driven Bow 1988)

ASCOLTA Julian Lloyd Webber al violoncello

LE VERSIONI TESTUALI

rigsUn incontro “romantico” nei campi estivi declinato in molte versioni testuali con un’unica melodia (sebbene con molti diversi arrangiamenti) che ha conosciuto, come tante altre canzoni scozzesi settecentesche, una notevole fama tra i musicisti del romanticismo tedesco e nei salotti bene  d’Inghilterra, Francia e Germania.

Il testo più antico si trova nel manoscritto di Thomas D’Urfey, “Wit and Mirth, or Pills to Purge Melancholy” 1698, di autore anonimo che inizia così:
I’ll lay(rowe) thee o’er the lea rig,
My ain kind dearie O.
Although the night were ne’er sae wat,
And I were ne’er sae weary, O,
I’ll rowe thee o’er the lea-rig,
My ain kind dearie, O;

Con il titolo “My Ain Kind Dearie O” è pubblicata successivamente nello Scots Musical Museum vol I (1787) (vedi qui) su invio di Robert Burns a James Johnson con la nota che si trattava della versione scritta originariamente dal poeta edimburghese Robert Fergusson (1750-74).
‘Will ye gang o’er the leerigg, my ain kind deary-o! And cuddle there sae kindly wi’ me, my kind deary-o!
220px-Alexander_Runciman_-_Robert_Fergusson,_1750_-_1774__Poet_-_Google_Art_ProjectRobert Fergusson morì a soli 24 anni in preda alla pazzia mentre era ricoverato nel Manicomio di Edimburgo perchè soggetto a una forte depressione esistenziale (c’è chi parla di sifilide); fece in tempo a scrivere appena un’ottantina di poesie (pubblicate tra il 1771 e il 1773) e fu il primo poeta a usate il dialetto scozzese come lingua poetica; visse per lo più una vita da bohemien, condividendo il  fermento intellettuale di Edimburgo nel periodo conosciuto come l’Illuminismo scozzese, sempre a contatto con musicisti, attori ed editori; nel 1772 aderì alla loggia ” Edinburgh Cape Club”, non proprio una loggia massonica ma un club per soli uomini per scopi conviviali (in cui si imbandivano tavolate con gustose pietanze e soprattutto grandi bevute); per Robert Burns fu ‘my elder brother in Misfortune, By far my elder brother in the muse’.

Burn riscrisse la poesia nell’ottobre del 1792 per l’editore George Thomson, affinchè fosse pubblicata nel “Selected Collection of Original Scottish Air” (in quella che sarà la versione più comunemente detta The Lea Rig) pubblicata con l’arrangiamento musicale di Joseph Haydn (il quale arrangiò anche la versione tradizionale My Ain Kind Deary); e scrisse anche una versione più bawdy pubblicata nel “The Merry Muses of Caledonia“(1799) con il titolo My Ain Kind Deary (pag 98) (testo qui)
I’ll lay thee o’er the lea rig, Lovely Mary, deary O

ASCOLTA Andy M. Stewart 1991

ASCOLTA Roddy Woomble

ASCOLTA Paul McKenna Band quanto mai romantica

e nella versione classica su arrangiamento di Joseph Haydn
ASCOLTA Jamie MacDougall & Haydn Eisenstadt Trio JHW. XXXII/5 no. 372, Hob. XXXIa no. 31ter

VERSIONE DI ROBERT BURNS
I
When o’er the hill the eastern star(1)
Tells bughtin time(2) is near, my jo,
And owsen frae the furrow’d field
Return sae dowf and weary, O,
Down by the burn, where scented birks(3)
Wi’ dew are hangin clear, my jo,
I’ll meet thee on the lea-rig,
My ain kind dearie, O.
II
At midnight hour in mirkest glen
I’d rove, and ne’er be eerie(4), O,
If thro’ that glen I gaed to thee,
My ain kind dearie, O!
Altho’ the night were ne’er sae wild(5),
And I were ne’er sae weary, O,
I’ll(6) meet thee on the lea-rig,
My ain kind dearie, O.
III
The hunter lo’es the morning sun
To rouse the mountain deer, my jo;
At noon the fisher takes the glen
Adown the burn to steer, my jo:
Gie me the hour o’ gloamin grey –
It maks my heart sae cheery, O,
To meet thee on the lea-rig,
My ain kind dearie, O.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Quando sulla collina la stella dell’est(1)
dice che l’ora (2) di mungere le pecore è vicina, mia cara
e i buoi dal campo arato
ritornano così svogliati e stanchi;
giù al ruscello dove le betulle (3)
profumate di rugiada pendono bianche, mia cara,
ti incontrerò sulla dorsale a prato
mia cara amata
II
A mezzanotte, nella valle più tenebrosa
vagavo senza mai avere paura (4)
perchè per quella valle andavo da te
mia cara amata;
anche se la notte fosse sì tempestosa (5) e io sì tanto stanco
t’incontrerò sulla dorsale a prato
mia cara amata
III
Il cacciatore ama il sole del mattino
che risveglia il cervo della montagna, mia cara;
a mezzogiorno il pescatore cerca la valle e verso ruscello si dirige, mia cara
dammi l’ora del grigio crepuscolo
che fa diventare il mio cuore così allegro, per incontrarti sulla dorsale a prato, mia cara amata

NOTE
1) è la stella del mattino
2) bughtin-time = the time of milking the ewes; il tempo della mungitura è di prima mattina (una bella descrizione qui)
3) in altre versioni “birken buds” in effetti la frase ha più senso essendo Down by the burn, where birken buds
Wi’ dew are hangin clear = giù al ruscello dove le gemme rugiadose delle betulle pendono bianche

4) scritto anche come irie
5) nella copia mandata a Thomson Robert scrisse “wet” poi corretta con wild: una notte estiva  dall’aria grave con lampi in lontananza
6) ma anche “I’d”

TRADUZIONE INGLESE (qui)

Si confronti con la versione attribuita al poeta Robert Fergusson

VERSIONE SCOZZESE DI ANONIMO  pubblicata nel SMM 1787
I
‘Will ye gang o’er the leerigg(1),
my ain kind deary-o!
And cuddle there sae kindly
wi’ me, my kind deary-o!
At thornie dike(2), and birken tree,
we’ll daff(3), and ne’er be weary-o;
They’ll scug(4) ill een(5) frae you and me,
mine ain kind deary o!’
II
Nae herds, wi’ kent(6) or colly(7) there,
shall ever come to fear ye, O!
But lav’rocks(8), whistling in the air,
shall woo, like me, their deary, O!
While others herd their lambs and ewes,
and toil for warld’s gear(9), my jo(10),
Upon the lee my pleasure grows,
wi’ you, my kind deary, O!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Verrai sulla dorsale a prato (1)
mia cara amata
per stare abbracciati là con tenerezza
con me, mia cara amata.
Accanto alla siepe (2) e alla betulla
saremo felici (3) e non ci stancheremo mai;
ci schermeranno (4)dagli sguardi malevoli (5)
mia cara amata
II
Nessun gregge con bastone da pastore o cani lì,
mai verrà a spaventarti
ma le allodole (8) che cantano nel cielo
e corteggiano come me , il loro amore.
Mentre gli altri conducono gli agnelli e le pecore
e si affaticano per le ricchezze (9) terrene mia cara (10),
nei campi cresce il mio divertimento
con te, mia cara amata

NOTE
1) lea rigg = grassy ridge
2) thornie-dike= a thorn-fenced dike along the stream below the ridge
3) Daff = Make merry
4) ‘Scug’ is to shelter or take refuge. It can also refer to crouching or stooping to avoid being seen. (come si dice in italiano “infrattarsi”)
5) Een = evil eyes
6) Kent = sheperd’s crook
7) Colly = Schottisch sheep-dog
8) Lav’rocks =larks
9) Gear = riches, goods of any kind
10) Jo = sweetheart

TRADUZIONE INGLESE della VERSIONE TRADIZIONALE
I
Will you go the over the lea rigg,
My own kind dear, O
And cuddle there so kindly
with me, my kind deary-o!
At thorn dry-stone wall and birche tree,
we will make merry, and never be weary-o;
They’ll screen unfriendly eyes from you and me,
My own kind dear, O!
II
No herds, with sheep-dogs there,
shall ever come to fear ye, O!
But larks whistling in the air,
shall woo, like me, their deary, O!
While others herd their lambs and ewes,
and toil for world’s riches, my sweetheart,
Upon the lee my pleasure grows,
with you, my kind deary, O!

LA DANZA: “My own kind deary”

La Scottish Country dance dal titolo “My own kind deary”con tanto di musica e istruzioni per la danza compare in Caledonian Country Dances di John Walsh (vol I 1735)
VIDEO la danza aggiungendo un tempo da valzer la melodia è diventata anche una danza scozzese.
Le istruzioni qui

FONTI
The Forest Minstrel, James Hogg (1810) http://www.tunearch.org/wiki/Annotation:Lea_Rig_(The) http://www.tunearch.org/wiki/Lea_Rig_(The) http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/497.htm http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-049,-page-50-my-ain-kind-deary-o.aspx http://www.electricscotland.com/burns/songs/14MyAinKindDearieO.jpg http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/my_ain_kind_dearie/ http://www.forgottenbooks.com/readbook_text/ The_Poetical_Works_of_Robert_Fergusson_With_Biographical_1000304352/187 https://thesession.org/tunes/13977 http://www.recmusic.org/lieder/get_text.html?TextId=3380 http://www.recmusic.org/lieder/get_text.html?TextId=90757
http://www.prestoclassical.co.uk/w/103940/Franz-Joseph-Haydn-The-lea-rig

BALOO MY BOY

05185-dante_gabriel_rossetti_lady_anne_bothwells_lamentLe ninna-nanne sono composizioni non insolite in Inghilterra e Scozia, e spesso i testi raccontano al bambino i fatti della vita senza mitigarne la crudezza; “Baloo my boy” risale quantomeno al 1500 anche intitolata “Lady Anne Bothwell’s Lament”. La donna che canta per far addormentare il suo bambino e per farlo smettere di piangere è probabilmente Lady Anne Bothwell che era stata sedotta da Alexander Erskine vedi e poi abbandonata con un figlio illegittimo; il bellimbusto era il cugino della donna e figlio del conte di Mar e morì poco dopo nelle “Bishop Wars” (1640).

Secondo la tradizione fu la Lady stessa a scrivere la ninna-nanna diffusa in molte versioni nei manoscritti del 17° secolo. Il testo più conosciuto è quello trascritto da Allan Ramsay nel suo “The Tea-Table Miscellany” (1724) (qui) ma anche la versione riportata da Percy nel suo “Reliques of Ancient English Poetry” (1765) (qui). La melodia si trova in stampa nell’ Orpheus Caledonius (1733) di Thomson ripresa quindi nello “Scots Musical Museum”. Alcuni studiosi attribuiscono la composizione musicale a William Lawes (1602 – 1645)

ASCOLTA: una voce anche stonata a tratti per il filmato “A Field in England” (2013) di Ben Wheatley

TESTO E MELODIA NELLO “SCOTS MUSICAL MUSEUM” vol. II I cui si riporta: According to Glen (1900), this particular tune appeared in the second edition of William Thomson’s ‘Orpheus Caledonius’ (1733) and in book one of James Oswald’s ‘Caledonian Pocket Companion’, published around 1745. After the publication of Oswald’s Companion, the tune did not appear in any Scottish song collections until its inclusion in the second volume of the ‘Museum’ (1788).

I
Baloo, my boy, lie still and sleep
It grieves me sore to hear thee weep
If thou’lt be silent I’ll be glad
Thy moaning makes my heart full sad.
Baloo, my boy, thy mother’s joy
Thy father bred me great annoy
Baloo, baloo, baloo, baloo
Baloo, baloo, lu-li-li-lu.
II
O’er thee I keep my lonely watch
Intent thy lightest breath to catch
O, when thou wak’st to see thee smile
And thus my sorrow to beguile.
Baloo, my boy, thy mother’s joy
Thy father bred me great annoy
Baloo, my boy, lie still and sleep
It grieves me sore to hear thee weep.
III
Twelve weary months have crept away
Since he, upon thy natal day
Left thee and me, to seek afar
A bloody fate in doubtful war(1).
Baloo, my boy, lie still and sleep
It grieves me sore to hear thee weep
If thou’lt be silent, I’ll be glad
Thy moaning makes my heart full sad.
IV
I dreamed a dream but yesternight
Thy father slain in foreign fight(2)
He, wounded, stood beside my bed
His blood ran down upon thy head
He spoke no word, but looked on me
Bent low, and gave a kiss to thee!
Baloo, baloo, my darling boy
Thou’rt now alone thy mother’s joy.
NOTE
1) si tratta delle “Bishops’ Wars” cioè una serie di conflitti tra il 1639 e il 1640 per definire i rapporti tra la Chiesa di Scozia e la Corona che sono considerate l’antefatto alle guerre civili inglesi (1642-1651)

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Ninna nanna bimbo mio stai giù e dormi, mi addolora sentirti piangere, e se tu tacessi ne sari felice, che i tuoi lamenti mi riempiono il cuore di tristezza. Ninna nanna, piccino, gioia di mamma tua, tuo padre mi ha dato tanti fastidi.
II
Su di te veglio solo io attenta ad ascoltare il più piccolo respiro o quando sei sveglio per vederti sorridere, così il mio dolore s’acquieta. Ninna nanna piccino, gioia di mamma tua, tuo padre mi ha dato tanti fastidi, Ninna nanna bimbo mio stai giù e dormi, mi addolora sentirti piangere.
III
Dodici difficili mesi sono passati, da quando lui dal giorno della tua nascita,lasciò me e te, per cercare lontano un destino di sangue in una guerra incerta(1). Ninna nanna bimbo mio stai giù e dormi, mi addolora sentirti piangere, se tacerai ne sarò felice, i tuoi lamenti mi riempiono il cuore di tristezza.
IV
Ho fatto un sogno proprio la notte scorsa, tuo padre ucciso in un conflitto all’estero, lui, ferito, stava in piedi accanto al letto, con il sangue che gli scorreva dalla testa. Non disse una parola, ma mi guardava, si è chinato e ti ha mandato un bacio. Ninna nanna mio bambino, tu solo sei la gioia di mamma tua

La canzone ha conosciuto una grande popolarità nei salotti “bene” per tutto il Settecento e l’Ottocento ed è stata rielaborata da molti musicisti in composizioni classiche : ad esempio Francesco Geminiani in  A Treatise of Good Taste in the Art of Musick (1749), Air 3 (qui); l’arrangiamento di Joseph Corfe nel 1791 (qui); Brahms nel 1892 per l’Intermezzo N°1 Opus 117 (qui)

FONTI
http://www.clanmacfarlanegenealogy.info/genealogy/ TNGWebsite/getperson.php?personID=I54006&tree=CC http://burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-130,-pages-135-and-136-lady-bothwells-lament.aspx
http://www.campin.me.uk/Embro/Webrelease/ Embro/09love/text/Bothwell.htm http://www.campin.me.uk/Embro/Webrelease/ Embro/09love/text/BothPerc.htm http://thesession.org/tunes/9925
http://www.exclassics.com/percy/perc84.htm http://balladed.wordpress.com/2013/08/08/baloo-my-boy/ http://www.contemplator.com/scotland/bothwell.html http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/GrD81560.html http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/balowmyb.htm http://www.leicestergalleries.com/19th-20th-century-paintings/d/lady-anne-bothwells-lament/76435

WHEN THE OGRE OF FAIRY TALES HAD THEIR PARENT

ALTRI TITOLI: Down by the Greenwood Side, (The Greenwood Siding) , The Greenwoodside, Fair Flowers In The Forest, The Rose And The Lindsey O (Hey with the Rose and Lindie), The Lady of York, The Lady Gay, Fine Flowers in the Valley, Fair Flowers of Helio, Edinbrie, Edinbrie, Bonny Saint Johnston stands fair upon Tay, Green Woods of Siboney-O.

Cruel Mother” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che il professor Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche nelle Americhe in una grande varietà di testi e melodie.

La più antica versione in stampa risale alla fine del 1600 in un broadside diffuso a Londra con il titolo, che è tutto un programma, “The Duke’s Daughter’s Cruelty: Or the Wonderful Apparition of two Infants whom she Murther’d and Buried in a Forrest, for to hide her Shame” (vedi).
Nel broadside la dama vive a York e i due versi ricorrenti sono Come bend and bear away the Bows of Yew Gentle Hearts be to me true. Il finale sconsiglia vivamente le ragazze “bene” nell’amoreggiare con la servitù. ‘Young ladies, all of beauty bright, Take warning by her last goodnight’.

Pur nella grande varietà di titoli, la storia narra di un infanticidio nel bosco: una fanciulla partorisce da sola e poi uccide il figlio (a volte i neonati sono due) e lo seppellisce per ritornare a casa come se niente fosse successo. In un secondo tempo (con i salti temporali tipici delle ballate) la fanciulla, diventata donna, rivede in forma di fantasma (o forse in sogno) il figlio cresciuto il quale le prefigura i tormenti dell’inferno come punizione.

Si stralcia il saggio sull’infanzia scritto da A. Oliverio Ferraris pubblicato parzialmente on line dalla Zanichelli quanto mai illuminante (tratto da qui): “Il periodo più a rischio per un bambino del passato era quello successivo alla nascita, a partire cioè dalle prime ore di vita fin verso i due anni. A mettere a rischio la vita dei piccoli in questa fase concorrevano varie condizioni: l’infanticidio dei neonati non voluti o «in eccesso», l’abbandono, la mancanza d’igiene, i maltrattamenti e, per alcuni aspetti, anche il costume, assai diffuso, del baliatico. Il primo rischio che poteva correre un neonato era di essere soppresso appena nato o abbandonato in strada o all’orfanotrofio: lo correvano soprattutto gli illegittimi – le cui madri potevano essere punite pubblicamente o emarginate dalla comunità –, gli handicappati e i neonati di famiglie molto povere (Garden 1975). ..Nell’Europa premoderna l’infanticidio era talmente diffuso da essere considerato un reato meno grave dell’omicidio e da restare quasi sempre impunito, così come impunito restava l’abbandono. Gli adulti riuscivano e mettere in pratica l’infanticidio e l’abbandono (a vincere cioè gli impulsi contrari che portano a proteggere un neonato e a intenerirsi) sia perché ai bambini non veniva attribuita un’individualità autonoma, sia per le esigenze concrete della collettività o del gruppo familiare.
480px-poucet9Per una donna sola era difficile tenere con sé un figlio illegittimo: non solo era messa al bando la madre, ma anche il figlio avrebbe subìto un trattamento molto severo; a causa della sua origine sarebbe stato emarginato, spesso maltrattato e da adulto si sarebbe collocato tra le frange emarginate della società. I bambini handicappati o con un difetto fisico dal canto loro portavano spesso un duplice marchio: uno iscritto nel loro corpo e uno morale, forse più grave del primo. Essi erano considerati la prova vivente dei peccati sessuali dei loro genitori: questi erano accusati di avere avuto rapporti sessuali durante il ciclo mestruale o di avere concepito il figlio di domenica o durante un’altra festa religiosa. Essendo un’onta per chi li aveva messi al mondo non stupisce che nel XIII come nel XVIII secolo molti di loro venissero esposti o soppressi alla nascita, oppure trascurati e maltrattati.
Se sopravvivevano erano facilmente oggetto di scherno e, per la loro diversità, qualche volta erano accusati di stregoneria. I trovatelli, infine, come fa notare Capul (1990b), erano spesso sfruttati da chi li trovava e li allevava come schiavi o mendicanti e non di rado venivano avviati alla prostituzione. partire dal Cinquecento in varie parti d’Europa trovatelli e orfani vennero rinchiusi in ospedali e asili, e a volte anche in carcere dove vivevano in uno stato di abbandono.”

Per certi versi la condizione dell’infanzia di quel tempo è rimasta immutata presso molti popoli dell’epoca moderna!

LA VERSIONE SCOZZESE: FINE FLOWERS IN THE VALLEY

Testo e Melodia in “Scots Musical Museum” vol IV, 1792, anche Child#20 versione B.

La storia si dipana lentamente accentuando il senso di suspance tra il pubblico, eppure, in poche, essenziali, frasi viene delineata tutta la sua crudezza: una giovane partorisce da sola nel bosco, appoggiandosi ad un albero, probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera. E infatti le due linee del ritornello sono una celebrazione della vitalità di una natura che ritorna a rinverdire e a sbocciare “Fine flowers in the valley .. And the green leaves they grow rarely” Eppure la vita che nasce con un vagito e un tenero sorriso viene subito recisa dalla giovane madre e seppellita ai piedi dell’albero.
Forse un tempo la ballata portava traccia di pratiche antiche ampiamente diffuse (anche i civilissimi Romani consideravano diritto del pater familias decidere sulla sorte del neonato): il bambino era stato esposto e lasciato in dono alle fate (l’indizio ci viene dall’albero scelto per la sepoltura il biancospino l’albero delle fate per eccellenza, la porta tra i due mondi – vedi).
Dopo un salto temporale imprecisato la donna vede un bel bambino abbandonato vicino al portale della chiesa e commossa, gli mormora che se fosse suo figlio, lo farebbe vivere negli agi e nelle comodità; ma il bambino le risponde ricordandole di non aver avuto la stessa premura quando ne aveva avuto l’occasione: un finale drammatico nel quale la donna vede l’aspetto che avrebbe avuto il figlio che aveva ucciso nel bosco!

Non sappiamo il perchè, anche se possiamo immaginare che sia stato un gesto disperato, compiuto da una ragazzina spaventata da una gravidanza fuori dal matrimonio, da nascondere e far sparire, come se nulla fosse successo; la ragazza ha voluto negare la presenza di quella vita che cresceva dentro di lei, per cancellarla subito appena venuta alla luce, una vita che sarebbe vissuta emarginata dal resto della società, perchè concepita fuori dal matrimonio. Così in questa versione la parola “sweet” (nel senso di “piccolo, tenero”) ricorre in continuazione a suscitare sentimenti di compassione per queste due giovani vite (quella della madre e del figlio).
In questa versione manca il finale più ricorrente quello in cui il bambino dichiara di essere in Paradiso mentre per la madre sarà riservato il fuoco dell’Inferno, consumata dalle fiamme del tormento.

Anch’io come molti altri ascoltatori del passato e di oggi sono rimasta colpita dalla ballata e di questa versione in particolare, la più scarna di dettagli eppure così vivida..
ASCOLTA The Corrie Folk Trio & Paddie Bell 1965

ASCOLTA Barbara Dickson 1971

 

She sat down below a thorn
Fine flowers in the valley
And there she has her sweet babe borne
And the green leaves they grow rarely(1)
“Smile na sae sweet,
my bonnie babe
And ye smile so sweet,
you’ll smile me dead”(2)
She’s taken out her wee penknife
And twanged the sweet babe o’ its life
She’s dug a grave by the light of the moon(3)
And there she’s buried her sweet babe in
As she was going to the church
She saw a sweet babe in the porch
“O, sweet babe, and thou were mine
I would clothe ye in the silk so fine”
“O, cruel(4) mother,
when I was thine
Ye did na prove to me sae kind”


TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Si sedette sotto a un biancospino
bei fiori nella valle
e lì fece nascere il suo caro
bambino
e le foglie rinverdiscono
avidamente(1)
“Non sorridere così dolcemente,
mio bel piccino,
se sorridi così dolcemente
mi farai morire”(2)
Lei sguainò il suo stiletto
e recise la vita del dolce bambino
scavò una fossa sotto la luce della luna(3)
e ci seppellì il suo caro
piccolino.
Mentre andava in chiesa
vide un caro bambino nell’androne
“O piccolino se tu fossi mio
ti rivestirei di seta preziosa”
“O madre crudele(4),
quando ero tuo
non ti sei comportata con me in modo così gentile”

NOTE
1) è curiosa la scelta dell’avverbio “rarely” che è più propriamente da intendersi non tanto nel significato di “unusual” quanto in senso lato e più antico di “eagerly”, “avidly.” (vedi)
All’epoca le donne capivano di essere incinta solo quando il ventre iniziava a gonfiarsi, troppo tardi per intervenire con erbe o preparati abortivi.
2) se non ho mal compreso la frase, la madre è intenerita dal dolce sorriso del bambino, così chi narra vuole farci provare compassione per la ragazza
3) l’oscurità della notte accentua l’ottenebramento dell’animo
4) in originale “dear”

continua seconda parte