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THE FALSE BRIDE, LA VERSIONE IRLANDESE

La ballata della “Falsa Sposa” ovvero il tema dell’amore non corrisposto, risale sicuramente al 1600 ed è stata cantata un po’ per tutte le Isole Britanniche per secoli seguendo i canali della tradizione orale, la stampa nelle broadside ballads e nelle collezioni di arie tradizionali, sfaccettandosi in diverse versioni e anche arrangiamenti melodici. Solo all’inizio del XX secolo la ballata sembra essere passata di moda e relegata nelle “old Folk songs”, tuttavia in alcune sue varianti è stata recuperata durante il folk revival degli anni 60-70 e anche in più recenti registrazioni.

VERSIONE IRLANDESE: The Lambs on the green hills

Il brano fu pubblicato nel 1913 da Padraic Colum nel suo “Broadsheet Ballads” ed è una derivazione dello stesso tema. Il testo sviluppa la versione intitolata “I ance had a Lassie” pubblicata nella collezione di Greig e Duncan del 1908. Un corteggiatore non riesce a conquistare la mano della donna di cui è innamorato, la quale preferisce un altro uomo. Dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex, il protagonista, come nella versione scozzese, si sdraia nella tomba per cercare la morte. (prima parte qui).

ASCOLTA Emmylou Harris & The Chieftains live 2003; la melodia è un valzer lento

ASCOLTA The Johnstons 2008

ASCOLTA Pauline Scanlon in Hush 2006 (che riprende la melodia dei Chieftains, ma con testo leggermente variato)


I
The lambs(1) on the green hills
they sport and they play,
And many strawberries
grow ‘round the salt sea(2).
How sad is my heart
when my own love’s away,
How many’s the ship sails the ocean.
II
The bride and bride’s party
to church they did go,
The bride she rode foremost,
she bears the best show.
And I followed after
with my heart filled with woe
to see my love wed to another.
III
The next time (3) I saw her
was in the church stand,
Gold ring on her finger,
her love by her hand.
Says I, “My wee lassie,
I will be your man (4),
Although you are wed to another”.
IV
The last time I saw her
was on the way home,
I rode on before her
not knowing where to roam.
Says I, “My wee lassie,
I will be the one,
Although you are wed to another”.
V
“Stop, stop,” says the groomsman,
“till I speak a word,
Would you risk your life (5)
on the point of my sword?
For courting so slowly
you have lost this fair maid,
So be gone for you’ll ne’er enjoy her.”
VI
So dig now my grave
both long wide and deep (6)
And strew it all over with primrose (7) so sweet.
And lay me down in it
to take my last sleep,
For that’s the sure way to forget her.
Tradotto da Cattia Salto
I
Gli agnelli (1) sui verdi colli
passano il tempo a giocare
e molte fragole
crescono nel mare salato (2)
e così triste è il mio cuore quando il mio amore è lontano, come molte sono le navi che navigano nell’oceano.
II
La sposa e i parenti della sposa
andavano in chiesa
la sposa incedeva davanti
ed è un vero spettacolo
ma io seguivo alla fine
con il cuore pieno di dolore
a vedere il mio amore sposare un altro
III
La prima volta (3) che la vidi,
era davanti alla chiesa
anello d’oro al dito,
il suo amore le dava la mano.
Mia piccola ragazza,
vorrei stare al tuo fianco 
anche se ti sei sposata un altro
IV
L’ultima volta che la vidi,
era sulla strada di casa
correvo davanti a lei,
non sapendo dove altro andare
O mia piccola ragazza
vorrei stare al tuo fianco
anche se ti sei sposata  un altro
V
Fermo – dice il testimone dello sposo – in fede mia
vuoi giocarti la vita
sulla punta di una spada?

Per aver corteggiato con poco ardore
hai perso questa bella fanciulla
vattene, non ti divertirai mai più con lei
VI
Scavatemi ora la fossa,
larga e piuttosto profonda
e cospargetevi sopra fiori profumati
e deponetemi
per dormire un ultima volta
perchè è il miglior modo per dimenticarla

NOTE
1) la nascita degli agnelli richiama la primavera
2) la strofa della versione scozzese così recita:
The men o’ yon forest they askit o’ me,
Hou many strawberries grew in the saut sea?
But I askit them back wi’ a tear in my ee’,
How many ships sail in the forest?
la strofa è una aggiunta del XVIII secolo riportata anche come stanza a sé nelle filastrocche per bambini: il significato è abbastanza chiaro, il protagonista ha più probabilità di trovare fragole nel mare e navi nella foresta che di ritrovare il suo amore. Non so se il paragone vuole parafrasare (con significato opposto) il noto detto scozzese “ci sono molti pesci nel mare” (e quindi ci sono molte navi nel mare) come frase consolatoria che in genere si dice a chi resta solo alla fine di una storia d’amore. Comunque la risposta alle domande retoriche è “Non c’è nessuna possibilità“.
in alcune versioni la frase viene ripetuta
3) oppure The first place
4) oppure I’ll be by your side
5) oppure Will you venture your life
6) oppure both large, wide and deep
7) oppure And sprinkle it over with flowers

VERSIONE IRLANDESE: I Courted a Wee Girl

La versione per molti aspetti è simile a “The lambs on the green hills”, anche se con termini meno sognanti, qui compare anche “il versetto della Buonanotte” ossia il commiato finale che il protagonista sconfitto lascia come monito agli ascoltatori.
Sarah Makem (Keady, Co. Armagh) ha cantato questa versione per Bill Leader nel 1967 (pubblicata sull’LP Mrs Sarah Makem: Ulster Ballad Singer). Pete Coe nelle note del suo CD Long Company. così ha commentato: Back to Sarah Makem again—this version is based on hers. The song is variously known as The Week Before Easter, The False Bride, and The Lambs on the Green Hill. No fanciful imagery, no strawberries growing in the salt sea etc. Mrs Makem got down to the plain misery of this song on betrayal and lost love.

ASCOLTA Dervish in “At the end of the day” 1996
The first song we heard from the singing of the late Mrs. Sarah Makem from Keady, County Armagh. We incorporated a piece of music into the song called ‘Josefin’s Waltz’ which we got from the Swedish group Väsen. The idea of blending the two together came about in a dressing room in Stockholm! The story of the man beign rejected by the woman in favour of a richer husband is very similar to another song – ‘The Lambs on the Green Hills’, in Colm O’ Lochlainn’s book Irish Street Ballads.

ASCOLTA Sofia Karlsson (strofe I, II, V, VIII)


I
I courted a wee girl for many’s the long day
And slighted all others who came in my way/And now she’s rewarded me to the last day /For she’s gone to be wed to another
II
The bride and bride’s party
to church they did go
The bride she rode foremost
she put the best show
And I followed after
with a heart full of woe
To see my love wed to another
III
The bride and bride’s party in church they did stand/ Gold rings on their fingers,/ a love(1) by the hand
And the man that she’s wed to
has houses and land
He may have her since I couldn’t gain her
IV
The next time I say her
she was seated down neat
I sat down beside her
not a bite could I eat
For I thought my love’s company far better than meat
Since love was the cause of my ruin
V
The last time I saw her
she was all dressed in white
And the more I gazed on her she dazzled my sight
I lifted my hat and I bade her goodnight
Here’s adieu(2) to all false-hearted lovers
VI
I courted that wee girl
for many’s the long day
And I slighted all others that came in my way/ And now she’s rewarded me to the last day/ For she’s gone to be wed to another
VII
So dig me a grave
and dig it down deep
And strew it all over with primrose so sweet
And lay me down in it for no more to weep
Since love was the cause of my ruin.
Tradotto da  Cattia Salto
I
Per tanto tempo ho corteggiato una ragazza
e insultavo tutti gli altri che mi capitavano a tiro;
e ora lei mi sta ripagando alla fine
perchè è andata a sposarsi un altro
II
La sposa e i parenti della sposa andavano in chiesa
la sposa incedeva davanti,
ed è un vero spettacolo,
ma io seguivo dietro
con il cuore pieno di dolore
a vedere il mio amore sposare un altro
III
La sposa e lo sposo stavano in chiesa
anelli d’oro alle dita,
un guanto (1) nella mano
e l’uomo che lei sposava
aveva case e terra,
lui poteva averla mentre io non la meritavo
IV
E la volta dopo che la vidi
era seduta per cenare, e mi sono seduto accanto a lei, e non riuscivo a mandare giù un boccone per pensare che la compagnia del mio amore era migliore del cibo, poichè  l’amore fu la causa della mia rovina
V
L’ultima volta che la vidi
era tutta vestita di bianco
e più la guardavo, più lei mi abbagliava la vista
mi levai il cappello per augurarle la buonanotte, ecco il mio addio (2) a tutte le false innamorate
VI
Per tanto tempo ho corteggiato una bella ragazza
e insultavo tutti gli altri che mi capitavano a tiro;
e ora lei mi sta ripagando alla fine
perchè è andata a sposarsi un altro
VII
Oh scavatemi una tomba
e scavatela profonda
e copritela con i fiori più profumati
e deponetemi giù perchè possa fare un lungo sonno
poichè l’amore fu la causa della mia rovina

NOTE
1)” l’amore le dava la mano” ma più  probabilmente un refuso per glove, l’altro senso della frase potrebbe essere: her love by her hand.
2) in altre versione bad luck

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/the-false-bride/
http://www.justanothertune.com/html/ilal.html
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thefalsebride.html
http://www.folksongsyouneversang.com/essays/126-2/
http://www.irishtune.info/tune/2337/

CAROLINE AND HER YOUNG SAILOR BOLD

ALTRI TITOLI: Groline and Her Young Sailor Bold, The Young Sailor Bold, The Nobleman ‘s Daughter, Caroline and Her Young Sailor Boy, A Rich Nobleman’s Daughter’, Young Caroline and The Sailor
sailor-picLa storia è una storia d’amore tra una giovane fanciulla che rinnega la sua nobile e ricca famiglia e la sua vita agiata per amore di un giovane e bel marinaio. Per paura che lui la dimentichi, lei si imbarca sulla nave travestendosi da marinaio. Quando la loro nave ritorna nel porto di Londra la fanciulla si reca dai genitori per chiedere il consenso al matrimonio. Il tema era molto popolare tra i broadside ottocenteschi e la ballata venne diffusa dalla tradizione popolare di Inghilterra, Irlanda, Scozia e Nord America. La melodia abbinata al testo non è univoca, qui ne sono riportate solo due quella di Joe Heaney (Rosin The Beau) e quella di Sara Makem registrata da Bill Leader a casa di Sara, Keady, Contea di Armagh nel 1967.

Le cross-dressing ballads declinano il tema del travestimento spesso abbinate al farewell del marinaio (a volte soldato) con la donna che lo supplica di prenderla con sé disposta a travestirsi da uomo pur di stargli al fianco; l’immagine di una donna-guerriera e forte, sostenuta dalla forza dell’amore e perciò disposta ad andare contro alla sua famiglia e alle convenzioni sociali è più un racconto da romanzo d’appendice che di cronaca vera, le donna in quei tempi sottostavano al padre prima e al marito dopo, e ben poche potevano conquistare l’indipendenza economica (c’erano poi quelle povere di cui non importava niente a nessuno e che finivano malamente in mezzo ad una strada o si ammazzavano di lavoro per riuscire a malapena a dare da mangiare ai figli). Erano i tempi dei matrimoni combinati dalle famiglie e si basavano su opportune alleanze e convenienti unioni e alle giovani donne non era consentito di innamorarsi di un bel marinaio dagli occhi neri!

ASCOLTA Sarah Makem in Sea Song and Shanties 1994
ASCOLTA Andrea Corr in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.

ASCOLTA Joe Heaney 1964


There lived a rich Nobleman’s daughter
Caroline is her name we are been told
One day from her drawing room window
She admired a young sailor bold
She cried – “I’m a Nobleman’s daughter
My income’s five thousand in gold
I forsake both my father and mother
And I’ll marry young sailor bold”
Says William- “Fair lady remember
Your parents you are bound to mind
In sailors there is no dependence
For they leave their true lovers behind”
And she says – “There’s no one could prevent me
One moment to alter my mind
In the ships I’ll be off with my true love
He never will leave me behind”
Three years and a half on the ocean
And she always proved loyal and true
Her duty she did like a sailor
Dressed up in her jacket of blue
When at last they arrived back in England
Straightway to her father she went
“Oh father dear father forgive me
Deprive me forever of gold
Just grant me one favor I ask you
To marry a young sailor bold”
Her father looked upon young William
And love and in sweet unity
“If I be spared till Tomorrow(1)
It’s married this couple shall be”.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Laggiù viveva la figlia di un ricco nobiluomo, si chiamava Carolina ci è stato detto, un giorno dalla finestra della sua camera
lei si mise ad ammirare un giovane audace marinaio, e si lamentò “Sono la figlia di un nobiluomo le mie entrate sono di 5 mila pezzi d’oro, lascerò sia mio padre che mia madre e sposerò il giovane audace marinaio.”
Dice William ” bella madama, ricorda quello che i tuoi genitori ti hanno raccomandato, di non fare affidamento sui marinai perchè si lasciano le loro innamorate alle spalle
Nessuno riuscirà a farmi cambiare idea, sulla nave me ne andrò con il mio innamorato così non mi lascerà mai indietro”
Tre anni e mezzo sull’oceano e sempre lei si mostrò leale e fedele, faceva il suo dovere come un marinaio vestita nella sua giacchetta blu.
Quando alla fine ritornarono in Inghilterra
ditta da suo padre lei andò
O padre caro padre perdonami, diseredami pure,
e piuttosto concedimi il favore che ti chiedo,
di sposare un giovane audace marinaio

Il padre prese in considerazione il giovane William e l’amore e la (loro) dolce unione “Se arriverò a domani(1) questa coppia si dovrà sposare

NOTE
1) equivalente in italiano all’espressione idiomatica “Se non mi viene un colpo oggi”

FONTI
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/carolineandheryoungsailorbold.html
http://www.thecopperfamily.com/songs/collected/caroline.html
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=742
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/caroline_young_sailor_bold_pegmcmahon.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/15/caroline.htm
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LN17.html
http://www.johnmorrish.com/folkhandbook/sailors.html

FACTORY GIRLS IN FOLK SONGS

“The Factory girl” è una canzone tradizionale irlandese che accosta la struttura poetica e musicale delle “aisling songs” alle storie della quotidianità della rivoluzione industriale. Nelle “aisling songs” del XVII-XVIII secolo il poeta, di solito all’alba, incontra una bellezza simile a una dea (simbolo della Primavera secondo la tradizione medievale trovadorica). In questo genere poetico si festeggia l’arrivo della bella stagione e lo sbocciare dell’amore, ma nella ripresa irlandese la donna raffigura più o meno velatamente l’Irlanda e così dietro al genere si nascondeva l’amore patriottico che non poteva essere manifestato apertamente durante il dominio inglese..

In questa canzone fine Settecento – inizi Ottocento, il contesto è più propriamente di corteggiamento, in cui un uomo benestante si innamora (o incapriccia) di una bellezza popolana, una semplice e povera operaia di un opificio tessile. Diffusa in l’Irlanda del Nord (Contee di Armagh, Down, Tyrone e Fermanagh), Inghilterra e Scozia, la canzone è stata stampata su vari broadsides nel 1830. E tuttavia la storia si evolve in diverse versioni non tutte a lieto fine.

In alcune versioni il corteggiatore viene dapprima respinto per la fretta di andare al lavoro
“Oh young man, excuse me, for now I must leave you
For yonder’s the sound of my factory bell”
E poi a causa delle differenze sociali:
“Oh love and temptation are our ruination Go find you a lady and may you do well For I am an orphan with ne’er a relation And besides, I’m a hard working factory girl”

In altre versioni invece il corteggiamento si conclude con un matrimonio e la giovane ragazza afferma “No more will I answer that factory call“.
ASCOLTA Margaret Barry 1958 (strofe da I a III)
ASCOLTA The Chieftains & Sinead O’Connor (strofe da I a III) in Tear of Stone, 1999
ASCOLTA Eric Burdon (che aggiunge una IV strofa)

I
As I went out walking one fine summer morning
The birds in the bushes did whistle and sing
The lads and the lasses in couples were courtin’ (sporting)
Going back to the factory their work to begin
II
He spied one among them, she was fairer then many
Her cheeks like the red rose that blooms in the spring
Her hair(1) like the lily that grows in Yon’ valley
She was only a hard-working factory girl
III
He sat soft beside her, more closely to view her
She says, “My young man, don’t stare me so”(2)
“I gold in my pocket and silver as well”
“No more will I answer that factory call”
IV
Now the years have gone past from the days of our youth
Our home is now teemin’ with children at play
Life goes on in the village you can still hear the whistle
“Hey there goes that lad with his factory girl.”

You can still hear the sound of the factory call.

NOTE
1) in alcune versioni è riportato “skin” come sarebbe più logico
2) in questa versione testuale i dialoghi sono ridotti all’essenziale a discapito della comprensione del testo, così alla ritrosia di lei, lui risponde dicendole di essere ricco, e lei accetta di sposarlo

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mentre passeggiavo in una bella mattina d’estate, gli uccelli nei cespugli fischiettavano e cinguettavano, ragazzi e ragazze a gruppi amoreggiavano tornando alla fabbrica dove iniziare il lavoro. Egli ne vide una tra di loro, più bella di molte, le sue guance come una rosa rossa che fiorisce in primavera, i capelli come giglio che cresce nella valle ed era solamente una operaia della fabbrica. Si sedette delicatamente accanto a lei più da vicino per vederla (meglio)”Giovanotto, non mi fissare così” “Ho oro e argento in tasca” “Più non risponderò a quel richiamo della fabbrica” .
Ora gli anni sono passata dai tempi della nostra gioventù, la nostra casa è ora piena di bambini che giocano, la vita continua nel villaggio puoi ancora sentire il fischio “ci va quel ragazzo con la sua operaia”

ASCOLTA Sarah Makem 1968. La melodia ricordata da Sarah è diversa da quella dalla irish traveller Margaret Barry . Nelle note dell’album “Mrs Sara Makem, Ulster Ballad Singer 1968 ” è scritto ” The air in the Soh Mode is particularly attractive and is related to “The Unspoken Farewell” (Gems of Melody, Pt. 1., Hardebeck)“.

I dialoghi sono un po’ più dettagliati, veniamo così a sapere che la ragazza è una povera orfanella sola al mondo, ma fiera oltre che bella.

I
As I went a-walking one fine summer’s morning,
The birds on the branches they sweetly did sing.
The lads and the lasses together were sporting,
Going down to yon factory their work to begin.
II
I spied a wee damsel more fairer than Venus,
Her skin like the lily that grows in the dell,
Her cheek like the red rose that grew in yon valley.
She is my own only goddess; she’s a sweet factory girl.
III
I stepped it up to her, it was for to view her,
When on me she cast a proud look of disdain.
“Stand off me! Stand off me and do not insult me,
For although I’m a poor girl, I think it no shame.”
IV
“I don’t mean to harm you or yet, love, to scorn you,
But grant me one favour: pray where to you dwell?”
“I am a poor orphan without home or relations
And besides I’m a hard working factory girl.”
V
Well, now to conclude and to finish these verses,
This couple got married and both are doing well.
So, lads, fill your glasses and drink to the lasses
Till we hear the dumb sound of the sweet factory bell.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dalla III strofa)
Mi sono avvicinato a lei per vederla (meglio) allora lei mi guardò con uno sguardo pieno di sdegno “Stammi lontano e non insultarmi perchè sebbene sia una povera ragazza, non me ne vergogno” “Non voglio farti del male o disprezzarti, ma rendimi un favore: ti prego dove abiti?” “Sono una povera orfana senza casa e parentele e inoltre sono un’operaia che fa un duro lavoro” Allora per farla breve, questa coppia si è sposata e tutti e due stanno bene. Quindi ragazzi, riempite i vostri bicchieri e brindate alle ragazze finchè sentiamo il suono sordo della campana della fabbrica.

In alcune versioni senza happy-end  il corteggiatore si allontana (ovviamente in una valle nascosta dove nessuno lo possa riconoscere) per poter dare sfogo al suo dolore.

ASCOLTA Jim Doherty (Smug) 1986

I
As I went out walking one fine summers morning
The birds on yon bushes did warble and sing
Gay lads and gay lasses in couples were sporting
Going down to yon factory their work to begin
II
I spied one amongst them more fairer than any
Her cheeks like the red rose than none could excel
Her skin like the lily that grows in yon valley
And she was a hard-working factory girl
III
l stepped up beside more closely to view her
But on me she cast such a look of disdain
Saying “young man have manners and do not come near me
For I’m a poor girl though I think it no shame”
IV
“It’s not for to scorn you fair maid I adore you
But grant me one favour say where do you dwell?”
“Kind sir I’ll excuse you for now I must leave you
For yonder’s the sound of my factory bell”
V
With these words she turns and I knew she had left me
And all for sake I’ll go wander away
And in some deep valley where no one will know me
I’ll mourn for the loss of my factory girl
VI
Love and sensation rules many a nation
Go marry a lady and may you do well
For I am an orphan neither friend nor relation
And besides I’m a hard-working factory girl
VII
I have lands I have houses all adorned them with ivy
l have gold in my pocket and silver as well
And if you’ll come with me a lady I’ll make you
No more you may heed your factory bell
VIII
With these words she turns and I knew she had left me
And all for sake I’ll go wander away
And in some deep valley where no one will know me
I’ll mourn for the loss of my factory girl

FONTI
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/thefactorygirl.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=88929
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31323 http://www.itma.ie/inishowen/song/factory_girl_jim_doherty

RED IS THE ROSE

Di rose rosse sono piene le canzoni celtiche più sentimentali e molte sono già state inserite in questo database.

Red is the Rose” è la variante irlandese della ballata scozzese Loch Lomond. Non è insolito che le belle melodie si somiglino al di là e al di qua del North Channel (e tra gli appassionati fiocca la querelle su quale sia l’originale e chi ha copiato da chi), di questa non si conosce bene la provenienza, è stato Tommy Makem insieme ai Clancy Brothers a farla conoscere al grande pubblico a partire dagli anni ’60: Tommy, ricordato affettuosamente con il nome di Bardo di Armagh (vedi) aveva imparato la canzone dalla madre Sarah, cantante e grande collezionista di Armagh, Irlanda del Nord. Sempre tra le canzoni di Sarah Makem e per restare in tema floreale, vi rimando a “I wish my love was a red, red rose” .

La prima registrazione della canzone tuttavia  risale al 1934 con il titolo di My Bonnie Irish Lass; solo più recentemente è ritornata in auge dopo la versione dei The High Kings ..

RED IS THE ROSE: VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Josephine Beirne & George Sweetman 1934
ASCOLTA Tommy Makem & Liam Clancy live
The Ennis Sisters (Terranova) + The Chieftains in “Fire in the kitchen” 1997

ASCOLTA Nanci Griffin & The Chieftains in An Irish Evening, 1992 (che rendono sempre omaggio alla versione dei Clancy Brothers)

The High Kings in Memory Lane 2010

I versi sono molto semplici: due innamorati si dichiarano amore eterno, e si scambiano le promesse di matrimonio, ma la canzone è permeata dall’amarezza dell’abbandono, lui partirà (probabilmente per l’America) in cerca di lavoro.

I
Come over the hills, my bonny Irish lass(1)
Comer over the hills to your darling;
You choose the rose, love, and I’ll make the vow(2)
And I’ll be your true love forever.
Refrain:
Red is the rose that in yonder garden grows,
And fair is the lily of the valley(3);
Clear is the water that flows from the Boyne(4)
But my love is fairer than any.
II
Down by Killarney’s green woods(5) that we strayed
And the moon and the stars they were shining;
The moon shone its rays on her locks of golden hair
And she swore she’d be my love forever.
III
It’s not for the parting that my sister pains
It’s not for the grief of my mother,
“Tis all for the loss of my bonny Irish lass
That my heart is breaking forever(6).
TRADUZIONE ITALIANO
I
Vieni sulle colline mia bella irlandese
vieni sulle colline dal tuo amore;
tu scegli la rosa, amore, e io farò le promesse
e sarò il tuo amore per sempre.
Ritornello:
Rossa è la rosa che cresce in quel giardino laggiù, e bello è il mughetto;
chiara è l’acqua che scorre dal Boyne
ma il mio amore è il più bello di tutti.
II
Giù dai boschi di Killarney che ci siamo allontanati
e la luna e le stelle brillavano;
la luna risplendeva con i raggi sulle ciocche dei suoi capelli d’oro,
e lei mi ha giurato che sarà il mio amore per sempre.
III
Non soffro per la separazione da mia sorella
non è per la perdita di mia madre,
è per la perdita della mia bella irlandese
che il mio cuore è spezzato per sempre

NOTE
1) oppure a secondo di chi canta “my handsome Irish lad”
2) a leggere tra le righe il protagonista sta chiedendo una notte d’amore alla sua fidanzata e vuole convincerla a cedere la sua virtù (la rosa) con una promessa di matrimonio. Secondo la tradizione il matrimonio tra due persone che, anche senza testimoni, si fossero scambiati le promesse e avessero consumato il rapporto era socialmente valido.
3) il mughetto è un fiore delicato e profumatissimo che fiorisce in tutto maggio-giugno; nelle notti di luna piena il suo profumo diventa particolarmente intenso e inebriante
4) il fiume Boyne che scorre nel Leinster (Irlanda Orientale) è spesso richiamato nella mitologia irlandese: Brú na Bóinne (in italiano “la dimora del Boyne”) è uno dei più importanti siti archeologici del mondo con i grandi tumuli di Newgrange, Knowth e Dowth. La citazione allude a una specie di cuore dell’Irlanda, il santuario degli Antenati dell’Irlanda tribale.
5) Killarney si trova nel Kerry, all’estremità sud dell’isola e mi piace pensare che il bosco della canzone sia stato preservato nel Parco Nazionale (Killarney National Park) ricco di odorosi alberi secolari. In questa strofa veniamo a sapere che l’incontro d’amore notturno c’è effettivamente stato!!
6) nella versione americana diventa “That is leaving old Ireland forever” in cui si rende più esplicito l’abbandono degli affetti a causa dell’emigrazione. Come possibile “trait d’union” con le versioni scozzesi la somiglianza con la ballata Flora’s Lament For Her Charlie 1841 (qui)
It’s not for the hardships that I must endure,
Nor the leaving of Benlomond;
But it’s for the leaving of my comrades all,
And the bonny lad that I love so dearly.

RED IS THE ROSE: VERSIONE AMERICANA

Questa versione iniziò a circolare negli anni 70 e Joe Heaney ci dice di averla imparata dal nonno. Originario di Carna (Connemara, Irlanda) egli fu un moderno bardo, un cantore del popolo custode dei canti tradizionali (la maggior parte in gaelico); negli anni 50 e 60 è in viaggio tra Dublino e Londra per concerti, registrazioni e competizioni canore.
The folk music revival proved both a blessing and a curse to Joe.  He began to be féted by the ‘stars’ of this revival.  Some, like MacColl and Seeger, Lloyd and Hamish Henderson were earnestly trying to gain a knowledge and appreciation of his art.  And at a more popular level, groups like the Clancy Brothers and the Dubliners were genuinely attracted to him and respected him for what he stood for.  However, well-meant attempts by such groups to introduce him to popular audiences often came to grief.  It has to be remembered that such audiences were there only because the current fad was ‘the ballads’.  Their comprehension of sean-nós, or any other form of traditional singing, was zilch“.(tratto da qui)
Poco dopo Joe decide di trasferirsi definitivamente in America dove accanto al lavoro “per vivere” partecipò a festival diede concerti nei folk club e così via, fino a diventare insegnante (nel dipartimento di Etnomucologia) in alcune università..

ASCOLTA Joe Heaney 1996 nel sean nós di Connamara

51IzeFlH0lL__SL500_AA500_Questa versione è pressochè identica a quella irlandese privata però da più precise connotazioni geografiche, qui però manca la strofa in cui l’uomo chiede alla propria innamorata di trascorrere una notte d’amore nel bosco (l’ultima prima della partenza); alcuni perciò cantano una versione “sincretica” aggiungendo le strofe I e II della versione irlandese come strofe finali a questa. (vedi)

CHORUS
Red is the rose that in yonder garden grows,
Fair is the lily of the valley(3);
Clear are the waters that flow in yonder stream(4),
But my love is fairer than any
I
Over the mountains and down in the glen,
To a little thatched cot(7) in the valley;
Where the thrush and the linnet sing their ditty and their song,
And my love’s leaning over the half-door(8).
II
Down by the seashore on a cool summer’s eve(5),
With the moon rising over the heather;
The moon it shown fair on her head of golden hair,
And she vowed she’d be my love forever.
III
It is not for the loss of my own sister Kate,
It is not for the loss of my mother;
It is all for the loss of my bonnie blue-eyed lass,
That I’m leaving my homeland forever.

NOTE
4) il Boyne che scorre nel Leinster (Irlanda Orientale) della versione irlandese è diventato un generico “yonder stream
5) anche in questo verso il riferimento geografico “Down by Killarney’s green Woods that we strayed” diventa una “riva del mare” in una notte d’estate
7) il “thatched cottage” è la tipica “casetta di campagna” delle fiabe in pietra intonacata di bianco e con il tetto spiovente in paglia
8) “the half-door” in genere il cottage aveva un’unica porta d’accesso a sud una caratteristica “mezza-porta” divisa cioè in due pannelli, che si aprivano in modo indipendente: quello superiore poteva essere anche a vetro e veniva lasciato quasi sempre aperto per fare entrare la luce e far circolare l’aria; quello inferiore era in un unico battente di legno che rimaneva sempre chiuso, in modo che bambini e animali non potessero entrare (o uscire!). Al mezzo battente della porta si stava appoggiati restando in casa per spettegolare con i vicini o per fumare un po’ di tabacco!

TRADUZIONE ITALIANO PRIMA STROFA
Su per le montagne e giù per la valletta alla casina nella valle, dove il merlo e tordo cantano le loro canzoncine e il mio amore sta accanto alla porta.

FONTI
http://www.irishmusicdaily.com/red-is-the-rose
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/06/rose.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/20/red.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=1009
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7171 http://www.mustrad.org.uk/reviews/j_heaney.htm
http://www.irlandando.it/cosa-vedere/sud/contea-di-kerry/killarney-national-park/ http://cottageology.com/information/irishcottagehistory/

 

THE BEGGARMAN’S SONG

13600Un mendicante girovago ritiene che il suo mestiere sia il migliore del mondo, perché così è libero (da ogni convenzione sociale, obblighi e consuetudini); quando ha fame chiede da mangiare, quando è stanco si siede a riposare e quando ha sonno dorme dove capita, magari in un fienile se piove. Incontrata una ragazza che gli fa notare il suo misero abbigliamento, le risponde che preferisce il suo genere di vita e che tutto il resto è superfluo.

LA MELODIA: RED HAIRED BOY

Il brano è conosciuto sotto vari titoli anche come sola versione strumentale e su thesession.org sono elencati come: An Carrowath, An Giolla Ruadh, The Auld Rigadoo, The Beggar Man, The Beggarman, Danny Pearl’s Favorite, Danny Pearl’s Favourite, Gilderoy, Guilderoy, Injun Ate A Woodchuck, The Jolly Beggar, The Jolly Beggarman, The Jolly Beggerman, The Journeyman, The Little Beggar Man, The Little Beggarman, The Little Beggerman, The Old Rigadoo, The Old Soldier With The Wooden Leg, The Red Haired Boy, The Red Haired Lad, The Red Headed Irishman, The Red-Haired Boy, The Redhaired Boy, The Rigadoo, Thy Redhaired Lad.

The Fiddler’s Companion riporta: “‘Red Haired Boy’ is the English translation of the Gaelic title “Giolla Rua” (or, Englished, “Gilderoy”), and is generally thought to commemorate a real-life rogue and bandit, however, Baring-Gould remarks that in Scotland the “Beggar” of the title is also identified with King James V. The song was quite common under the Gaelic and the alternate title “The Little Beggarman” (or “The Beggarman,” “The Beggar”) throughout the British Isles. For example, it appears in Baring-Gould’s 1895 London publication Garland of Country Song and in The Forsaken Lover’s Garland, and in the original Scots in The Scots Musical Museum. A similarly titled song, “Beggar’s Meal Poke’s,” was composed by James VI of Scotland (who in course became James the I of England), an ascription confused often with his ancestor James I, who was the reputed author of the verses of a song called “The Jolly Beggar.” The tune is printed in Bunting’s 1840 A Collection of the Ancient Music of Ireland as “An Maidrin Ruadh” (The Little Red Fox).  The melody is one of the relatively few common to fiddlers throughout Scotland and Ireland, and was transferred nearly intact to the American fiddle tradition (both North and South) where it has been a favorite of bluegrass fiddlers in recent times.”

La melodia, un’allegra hornpipe, a volte è suonata come un reel

ASCOLTA Vi Wickam (due violini)

ASCOLTA Norman Blake and Ed “Doc” Cullis: banjo e chitarra, ottimo bluegrass!!

JOHN DHU

Pur nella spensieratezza delle melodia,  c’è da riflettere che il nome del vecchio, John Dhu suona come il tipico nome riservato ai corpi non identificati negli ospedali e nelle camere mortuarie, John Doe.

La versione testuale è stata riportata da Sarah Makem (Irlanda del Nord) e resa famosa dal fratello Tommy
ASCOLTA The Clancy Brothers &Tommy Makem
ASCOLTA The High Kings

ASCOLTA Buddy Greene con l’armonica
ASCOLTA Great Big Sea in Play 1997: “Rigadoon”  (Alan Doyle, Séan McCann, Bob Hallett, Darrell Power). Un’arrangiamento in stile rap! (anche il testo in questa rilettura diventa modernissimo)

ASCOLTA
Gaelic Storm in Three2001: la canzone diventa quasi uno scioglilingua rappato tanto è veloce con l’inizio delle voci che ripetono come un mantra “I am a little beggarman” a imitare il suono del digeridoo

CHORUS
Diddly-i-diddle-i-doodle-i-do-die-dum
Diddly-doo-dah-diddly-i-diddly-i-dum
Diddly-i-diddly-i-diddly-i-dee-dum
Diddly-doo-dah-diddly-i-doo-dah-dum


I
I am a little beggarman,
a-begging I have been
For three score(1) or more
in this little isle of green
I’m known from the Liffey
down to Segue(2)
And I’m known by the name
of old Johnny Dhu.
II
Of all the trades that’s going,
I’m sure begging is the best
For when a man is tired,
he can sit down and rest,
He can beg for his dinner,
he has nothing else to do
Only cut around the corner
with his old rig-a-doo (3)
III
I slept in the barn
right down at Caurabawn(4),
A wet night came on
and I slept until the dawn,
With holes in the roof
and the rain coming through,
And the rats and the cats,
they were playing peek-a-boo.
IV
When who did I waken
but the woman of the house
With her white spotty apron
and her calico blouse
She began to frighten,
I said, “Boo Ara, don’t be afraid,
ma’am, it’s only Johnny Dhu (5)”
V
I met a little flaxy-haired girl one day
“Good morning,
little flaxy-haired girl,” I did say
“Good morning, little beggarman,
and how do you do,
With your rags and your tags
and your old rig-a-doo(3)?”
VI
I’ll buy a pair of leggings
and a collar and a tie
And a nice young lady
I’ll fetch by and by
I’ll buy a pair of goggles,
I’ll color them blue (6),
And an old-fashioned lady
I will make her, too (7)
VII
Over the road with
me pack on me back
Over the fields with
me great, heavy sack
With holes in me shoes
and me toes peeping through
Singing, “Skinny-me-rink-a-doodle-o and old Johnny Dhu”
VIII
I must be going to bed
for it’s getting late at night
The fire’s all raked
and out goes the light
So now you’ve heard the story
of me old rig-a-doo
“It’s good-bye and God be with you,” says old Johnny Dhu
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono un piccolo mendicante
e lo sono sempre stato,
ho passato più di sessanta anni in questa isola verde,
mi conoscono dal Liffey
e fino a Seagew  (2)
con il nome di
il vecchio Johnny Dew.
II
Di tutti i mestieri da farsi,
mendicare è il migliore:
quando uno è stanco
si siede a riposare,
chiede la carità per mangiare,
non ha altro da fare
che sedersi nel suo angolo
con la sua vecchia filosofia.(3)
III
Ho dormito in un fienile
proprio a Caurabawn (4),
venne una nottata bagnata
e ho dormito fino all’alba
con i buchi nel tetto
e la pioggia che veniva giù,
con i topi e i gatti che
giocavano a nascondino.
IV
Ma chi si sveglia
se non la donna di casa,
con un grembiule bianco macchiato
e una camicia di cotone stampata?
Si prese uno spavento
e allora le ho detto :”Non aver paura donna sono solo Johnny Dew (5)”.
V
Ho incontrato una giovanetta bionda un giorno “Buon giorno
biondina” le ho detto
“Buon giorno mendicante,
come stai,
con i tuoi stracci, i rattoppi
con la sua vecchia filosofia (3)?”
VI
Mi comprerò un paio di calze,
un colletto e una cravatta,
e una signora elegante
incontrerò da vicino,
mi comprerò un paio di occhiali
e li colorerò di blu(6)
e farò di lei
una signora onesta (7).
VII
Via per la strada con
la borsa sulle spalle!
Via per i campi col
mio grosso sacco,
coi buchi nelle scarpe
e le dita che spuntano fuori
cantando “Skinny-me-rink-a-doodle-o e il vecchio Johnny Dew”
VIII
Devo andare a dormire
perchè si è fatta notte
il fuoco è spento
smorzato il lume,
così avete sentito la storia
della mia vecchia filosofia
“Arrivederci e Dio sia con voi”
dice il vecchio Johnny Dew

NOTE
1) score vuole anche dire un gruppo o una serie di 20 quindi l’età del mendicante è di oltre 60 anni
2) probabilmente Seagoe in Armagh
3) rigadoo = carretta che i senza tetto si portano appresso (oggi il carrello della spesa dei super-market) oppure bastone da passeggio ma anche zaino;  il bastone da passeggio diventa il bastone da trasporto con dei sacchi o pacchetti legati sulla cima e portato a tracolla sulle spalle; altri propendono per il nome di una danza, dal francese Rigaudon – storpiato in inglese come rigadoon (rigadig), una danza di corte francese diventata popolare nell’ottocento (più precisamente un passo di danza.). Dallo Yorkshire osservano che con “Reet Good Do” si indica un session di musica con canti e racconti. Alcuni arrivano a unire i due significati osservano che nel portare un sacco appeso ad un bastone questo sembra che balli.
Ma potrebbe anche trattarsi di un cappotto o un vestiario.
Altri ancora osservano che il gaelico “riocht go dubh” che foneticamente si avvicina al nostro termine significa “a black/dirty/dismal shape/state/condition” traducibile come “disordinato” o confusionario con tutte le sfumature che la parola inglese “mess” comporta,
In senso lato a mio avviso  vuole indicare la summa della sua  filosodia di vita, un comportamento che segue alla lettera  l’insegnamento del filosofo greco Epicuro (vedi)
4) anche scritto come Currabawn
5) anche con il nome l’uomo ha voluto cancellare i legami con la sua stirpe (con tutto l’insieme di conseguenze che porta:  senso di appartenenza, obblighi morali, affetti)
6) la frase significa che l’uomo ha intenzioni oneste con la donna che corteggia e intende sposarla: per tradizione infatti la sposa deve portare qualcosa di blu al suo matrimonio.
7) la strofa prosegue  nei Gaelic Storm:
I’ve got the sky, I’ve got the road.
I’ve got the sky…The world is my home.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/i-did-in-my-way-.html
http://thesession.org/tunes/566
http://www.mamalisa.com/?t=es&p=3505&c=68 http://www.ibiblio.org/fiddlers/REA_RED.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/27/beggar.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=126076
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6002

I WISH MY LOVE WAS A RED RED ROSE

Sarah Makem (1900-1983) ha  registrato la canzone “I Wish My Love Was a Red Red Rose” nel 1968, inclusa nell’antologia “As  I Roved Out” con questo commento di Rod Stradling “A well-known song which is usually called The Irish Girl or Let the Wind Blow High or Low.  Though, as it’s little more than a collection of floating verses, it’s  difficult to know for sure what is and what isn’t the same song. Versions  were widely printed on broadsides and in books. Roud  has 157 instances, though most of these are English. The 12 named Irish  singers include James McDermott, Robert Cinnamond,  Paddy Doran, Win Ryan, Mikeen McCarthy and Mary Connors”
Dall'”Irish Peasant Songs in the English Language” di Patrick Weston Joyce (Londra: Longmans, Green and Co., 1906), pag 2: THE IRISH GIRL:   “This beautiful air, and the  accompanying words, I have known since my childhood; and both are now  published for the first time.* (* More than half a century ago I gave this  air to Dr. Petrie: and now I find—after printing the above—that it is  included in the Stanford-Petrie collection of Irish Music recently published  (No. 657): with my name acknowledged. But the words have never hitherto been  published.)
I have copies of the song on broadsheets,  varying a good deal, and much corrupted. The versions I give here of air and  words are from my own memory, as sung by the old people of Limerick when I was a child; but I have thought it  necessary to make some few restorations.”

Patrick Weston Joyce paragona i versi di Robert Burns (contenuti nella sua poesia “O were my love yon lilac fair” del 1793)  con quelli dell’Irish girl.

“Oh, gin my love were yon red rose
That grows upon the castle wa’;
And I mysel a drap o’ dew
Into her bonnie breast to fa’!
Oh, there beyond expression blest,
I’d feast on beauty a’ the night,
Seal’d on her silk-saft faulds to rest,
Till fley’d awa by Phoebus’ light.”

Traduzione italiano
Se il mio amore fosse quella rosa rossa
che cresce tra le mura del castello
e io una goccia di rugiada
che cade tra il suo bel seno!
e lì con somma benedizione
onorerei la bellezza tutta la notte
sigillato nelle sue pieghe di soffice seta per riposare e volare via alla luce di Febo

ROBERT BURNS
I wish my love was yon red, red rose
That grows on the garden wall,
And I to be a drop of dew,
Among its leaves I’d fall—
‘Tis in her sacred bosom
All night I’d sport and play,
And pass away the summer night
Until the break of day.

Traduzione italiano
Vorrei che il mio amore fosse quella rossa rosa rossa, che cresce tra le mura del giardino, e io essere una goccia di rugiada, e tra i suoi petali cadere fino al suo sacro seno
tutta la notte ci giocherei e mi divertirei e ci trascorrerei l’estate fino al sorgere del giorno

Versioni entrambe molto “spinte” a livello  erotico

Testo IRISH GIRL riportato da Patrick Weston  Joyce
1. As I walk’d out one evening
Down by a riverside,
While gazing all around me
An Irish girl I spied;
A rosy red was on her cheeks,
And coal-black was her hair;
And costly were the robes of gold
This Irish girl did wear.

2. The little shoes this maiden wore
Were of a Spanish brown;
The mantle, on her shoulders,
Of silk ‘twas wrought all round.
Her modest face, her gentle ways,
Have left my heart in pain,
And I’d range this world all over
My Irish girl to gain.

3. I wish my love was a red, red rose,
To bloom in yon garden fair,
And I to be the gardener,
That rose would be my care.
I’d tend the pretty flowers all round—
Sweet-William, pink, and rue,
Primrose and thyme—but most of all,
Sweet rose, I’d cherish you.

4. I wish I was a butterfly,
I’d light on my love’s breast;
I wish I was a nightingale,
To sing my love to rest;
I’d sing at morn, I’d sing at eve,
A love-song sweet and slow;
And year by year I will love my dear,
Let the wind blow high or low.

Come sempre  nella tradizione popolare ci sono una infinità di varianti testuali ma vado  ad analizzare la versione diventata standard, quella cioè più moderna  interpretata da Sarah Makem.

The_GardenerLa prima strofa riprende un tema diffuso nelle ballate  popolare in cui fiori ed erbe sono un linguaggio  magico ben codificato e ricco di significati che si ricollega a mio  avviso alla ballata “The Gardener” (Child #219) (vedi); viene da pensare che questa sia il punto di  vista maschile di quella, in cui l’uomo respinto esprime il suo rammarico.  Così collegandole veniamo a conoscere sempre più un pezzo della storia, come  se fossero i capitoli di un romanzo..

“Vorrei che il mio amore fosse una rosa rossa”  così l’uomo dichiara la sua passione e il desiderio ardente, ma alla fine della  strofa ci dice anche, sempre con il linguaggio dei fiori, che Molly ha  preferito mantenere la sua verginità: così contrapponendo il garofano dei  poeti che sta per la mascolinità al timo che è la purezza femminile resta il  rimpianto (la ruta) per il mancato appagamento. E l’uomo prosegue nella sua fantasia erotica: essere una farfalla  per suggere il nettare di quella rosa rossa o un uccello per farla  addormentare dolcemente e poi risvegliarla al sorgere dell’alba. Nella terza  strofa il sogno si fa meno bucolico e fuor di metafora, così i piaceri di un onesto irlandese: avere il bicchiere sempre pieno di liquore, le tasche piene  di soldi e la ragazza tra le braccia con cui rotolarsi nell’erba.

ASCOLTA Maev Ni Mhaolchatha

I
I wish my love was a red red rose(1)
Growing in yon garden fair
And I to be the gardener
Of her I would take care
There’s not a month throughout the year, That my love I’d renew
I’d garnish her with flowers fine
Sweet William(2), Thyme(3), and Rue(4)

II
I wish I was a butterfly
I’d light on my love’s breast
And if I was a blue cuckoo(5)
I’d sing my love to rest
And if I was a nightingale
I’d sing the daylight clear
I’d sit and sing with you Molly
For once I loved you dear

III
I wish I was in Dublin(6) town
And seated on the grass
In my right hand a jug of punch
And on my knee a lass
I’d call for liquor freely
And I’d pay before I’d go
I’d roll my Molly in my arms
Let the wind blow high or low

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Vorrei che il mio amore fosse una rosa rossa, che cresce in quel bel giardino
e io essere il giardiniere
per prendermi cura di lei.
Non c’è un mese in tutto l’anno che io non rinnovi il mio amore
la adorno con freschi fiori, garofanini, timo e ruta.
II
Vorrei essere una farfalla
per posarmi sul seno del mio amore
e essere un cuculo azzurro
per cantare al mio amore il riposo
e se fossi un usignolo
annuncerei il chiarore del mattino
mi poserei e canterei con te Molly
perchè un tempo ti ho amato mia cara
III
Vorrei essere a Dublino
seduto sul prato
con alla destra una brocca di punch
e sulle ginocchia una ragazza
prenderei il liquore in quantità
e pagherei prima di andarmene,
mi rigirerei la mia Molly tra le braccia
e lascerei soffiare il vento forte o piano.

NOTE
1) la Rosa rossa equivale sia all’amore romantico, che alla lussuria o  “passione sfrenata” (è il roseo fiore della donna)
2) Sweet William è il dianthus barbatus il garofano dei poeti che simboleggia la galanteria maschile
3) il timo è il simbolo della purezza, intesa come rettitudine  coerenza
4) la ruta è simbolo del rimpianto.
5) il canto del cuculo è particolarmente armonioso
6) il nome della città varia a secondo dei luoghi in cui è cantata la canzone

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.CFM?threadID=29537 http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/theirishgirl.html http://www.folksongsyouneversang.com/essays/170-2/

IN THE MONTH OF JANUARY

Una volta, la donna che partoriva un figlio al di fuori del matrimonio, era considerata una donnaccia, ripudiata dalla famiglia e a malapena ripagata, dal padre del bambino, con qualche moneta; molte di questa sventurate finivano, se non sulla strada a prostituirsi di male in peggio nelle case della Maddalena.

THE MAGDALENE HOUSE

magdalene-sisterIn Irlanda le donne che partorivano fuori dal matrimonio erano punite (mentre gli uomini non erano ritenuti responsabili) e letteralmente carcerate in strutture “caritatevoli” dette “Magdalene Laundries“: bastava essere troppo bella o violentata dal marito o abusata da fratelli, padri e parenti per finire nelle Case della Maddalena (la prima casa venne fondata da una donna Lady Arbella Denny a Dublino nel 1766) e si consiglia caldamente di vedere “The Magdalene Sister” (2002) diretto da Peter Mullan, il film-denuncia dei soprusi subiti dalle ragazze nelle Case della Maddalena. continua

Così per inculcare dei saldi principi morali nelle fanciulle e scoraggiarle ad abbandonarsi alle gioie del sesso, la saggezza popolare faceva ricorso alle warning songs!

IN THE MONTH OF JANUARY

Anche con il titolo di: The Forsaken Mother And Child, The Cruel Father, It Was On A Winter’s Morning, The Snowstorm

La canzone è stata raccolta dalla tradizione orale in Irlanda  del Nord
ASCOLTA Sarah Makem, Armagh, 1952

( la troviamo in stampa in Folksongs of Britain and Ireland, Kennedy 1975 e anche in America in “Songs of the Newfoundland Outports” vol 2, in  Kenneth Peacock 1965 con il titolo The Forsaken Mother And Child ). Herbert Hughes ha raccolto nel Donegal un frammento della canzone con il titolo The Fanaid Grove, (in Irish Country Songs, Vol I 1909). La ballata è spesso suonata all’arpa celtica, come una ninna-nanna, su di una melodia triste.

La donna scacciata dalla famiglia e abbandonata dal suo falso innamorato, ammonisce le altre di non cedere alle lusinghe di un uomo, specialmente se di rango superiore al proprio, e di non lasciarsi abbagliare dalla bellezza di un giovanotto che è comunque fugace come neve al sole.
Il destino della donna, se non fosse riuscita a farsi sposare da qualche onesto lavoratore, sarebbe stato molto crudele, difficilmente sarebbe stata assunta a servizio a causa della sua immoralità e molto più facilmente sarebbe finita sulla strada!

ASCOLTA June Tabor in “Abyssinians” 1993 una voce ricca di sfumature, un’interpretazione sincera che sottolinea la disperazione della ragazza

ASCOLTA Dolores Kane in Tideland 2001


I
It was in the month of January,
the hills were clad in snow
And over hills and valleys,
to my true love I did go
It was there I met a pretty fair maid,
with a salt tear in her eye
She had a wee baby in her arms,
and bitter she did cry
II
“Oh, cruel was my father,
he barred the door on me
And cruel was my mother,
this fate she let me see
And cruel was my own true love,
he changed (1) his mind for gold
Cruel was that winter’s night,
it pierced my heart with cold”
III
Oh, the higher that the palm tree grows, the sweeter is the bark
And the fairer that a young man speaks, the falser is his heart
He will kiss you and embrace you,
‘til he thinks he has you won
Then he’ll go away and leave you
all for another one
IV
So come all you
fair and tender maidens,
a warning take by me
And never try to build your nest
on top of a high tree
For the roots (2), they will all wither,
and the branches all decay
And the beauties of a fair young man,
will all soon fade away”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Era il mese di Gennaio,
le colline erano coperte dalla neve,
e mentre per colline e valli
dal mio vero amore andavo
incontrai una graziosa fanciulla
lacrime amare avea agli occhi,
e un bambino tra le braccia,
e tristemente si lamentava.
II
“O crudele fu mio padre
che mi chiuse la porta in faccia,
e crudele fu mia madre
che mi lasciò a questo destino,
e crudele fu il mio vero amore
che cambiò la sua intenzione con l’oro,
crudele fu quella notte d’inverno
che mi trafisse il cuore con il ghiaccio.
III
Oh, più in alto cresce la palma
e più dolce è la sua corteccia,
così più dolcemente parla un uomo,
più falso è il suo cuore;
lui vi bacia e abbraccia
mentre pensa di avervi conquistate,
poi se ne andrà via
e vi lascerà per un’altra.
IV
Così venite voi
belle e giovani fanciulle,
un avvertimento prendete da me:
non cercate mai di costruire il vostro nido sulla cima di un albero alto (2),
perchè tutte le radici (3) si seccheranno
e tutti i rami cadranno
e la bellezza di un grazioso giovanotto
presto svanirà”

NOTE
1) l’uomo invece di sposarla come era nelle intenzioni (prima di ottenere la virtù della donna) preferisce darle un po’ di soldi e sbarazzarsi di lei e del bambino. Altri intendono invece che siano stati i genitori della ragazza a pagare l’amante povero per allontanarlo da ogni pretesa matrimoniale, ma così non si spiega perchè abbiano buttato fuori casa anche la figlia!! In altre versioni s’intende che il giovane sia andato via dal paese in cerca di fortuna, perchè troppo povero per mettere su una famiglia.
2) il verso è condiviso in molte altre warning songs sul tema dell’amore tradito o falsamente corrisposto. Vedasi “The verdant braes of Screen“, P stands for Paddy
3) a volte scritto come “leaves”

FONTI
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/ songs/itwasinthemonthofjanuary.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45014 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=126475 http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/17/forsaken.htm http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/13/morning.htm http://tunearch.org/wiki/Annotation:Fanaid_Grove http://tunearch.org/wiki/Fanaid_Grove

THE WIND THAT SHAKES THE BARLEY

La frase può generare un po’ di confusione essendo stata usata per indicare diverse cose. Nell’uso più recente come titolo di un film, quello più antico come titolo di una musica da danza, un reel dalle probabili origini scozzesi, e non ultimo come titolo di una canzone irlandese.

IL FILM

Il film drammatico del 2006 è diretto dal regista Ken Loach sulla più recente guerra d’indipendenza irlandese (1919-1921) prendendo spunto dal titolo della canzone irlandese omonima: un giovane irlandese di nome Micheail, un qualunque ragazzo del popolo – nel villaggio rurale della contea di Cork- è stato brutalmente e futilmente assassinato da una banda inglese di ‘Black and Tans’ e il suo cadavere è pronto per essere seppellito. La sua famiglia e i suoi amici si riuniscono attorno al corpo e cantano a bassa voce “The Wind that Shakes the Barley”
‘Twas harder still to bear the shame
of foreign chains around us
Così il protagonista del film, Damien si unisce al fratello Teddy in una “flying column” dell’esercito repubblicano irlandese.

list3-damien-sinead-mr
La canzone è un perfetto connubio tra canto d’amore e canto di protesta (rebel song) tratto dalla poesia omonima pubblicata in “Ballads, Romances and Song” da Robert Dwyer Joyce nel 1861 e abbinata alla melodia “The old love and the new love“. Nel 1872 Robert Dwyer è emigrato a Boston, dove ristampa le sue poesie irlandesi con alcuni nuovi testi in “Ballads of Irish Chivalry“.

R.D. JOYCE

(1836–1883) originario di Limerick, poeta irlandese, medico e professore di letteratura inglese presso l’Università cattolica di Dublino (fratello di Patrick Weston Joyce famoso collezionista di canzoni popolari irlandesi), era un attivista politico nel movimento feniano, e per evitare l’arresto, lasciò l’Irlanda nel 1866 per ritornare a Dublino solo nel 1883, poco prima della sua morte.

SIMBOLO DELLA RIBELLIONE IRLANDESE

L’orzo che si muove nel vento” è diventato il simbolo dei ribelli irlandesi del 1798, pare che sulle fosse comuni dove venivano seppelliti i “croppy boys“, crescesse l’orzo, germogliato dalle razioni di cibo che si portavano in tasca; così lo spirito del nazionalismo irlandese non poteva essere distrutto e tornava a rinasce. Non sta a indicare quindi solo una stagione, l’estate, è anche l’immagine che rievoca nel protagonista il dolore: il momento della scelta tra l’amore per la famiglia e la patria, la morte dell’amata e la cupa vendetta.
Il giovane, avendo preso la difficile decisione di combattere a fianco dei ribelli, è costretto ad abbandonare la sua fidanzata, forse per sempre. Le incertezze e i dubbi che lo assillano svaniscono quando gli inglesi uccidono la ragazza: egli, stringendo il corpo morente dell’amata, decide di abbracciare la lotta e di cercare vendetta, senza più dubbi o rimorsi
In effetti l’amore per l’ideale, quando abbracciato completamente, è sempre più bruciante e totalizzante dell’amore sensuale, ma la vendetta, il “sangue per il sangue” non è sufficiente a placare l’animo del protagonista, diventato inconsolabile, e i suoi pensieri vanno alla tomba di lei dove presto spera (o teme) di ricongiungersi.

Esistono alcune varianti testuali della poesia, il testo più utilizzato nelle canzoni è quello comparso in stampa nel 1962 in “Irish Songs of Resistance” scritto da Patrick Galvin che riporta però solo 4 delle 5 strofe originarie (è omessa la IV strofa), una versione identica è pubblicata in “New Treasury of Irish Songs and Ballads” di Martin Walton (Parte 1, 1968), in cui si riporta la stessa melodia con il titolo di Royal Charlie (già abbinata da Alfred Percival Graves in ‘The Irish Song Book’, 1894) (vedi)

postcards2504-crdMELODIE: WIND THAT SHAKES THE BARLEY

REEL
Il reel, non collegato con il testo della poesia di Robert Dwyer Joyce, si trova in Scozia in “The Athole Collection“, James Stewart Robertson, 1884 e in “The Skye Collection“, Keith Norman MacDonald, 1887

ASCOLTA The Chieftains The Wind That Shakes The Barley/The Reel With The Beryl, 1978

ASCOLTA The Chieftain e Milladoiro’s O Berro Seco, 1980

SLOW AIR
ASCOLTA Martin Carthy 1965 in quella che si può definire la versione tradizionale standard del brano

ASCOLTA Sarah Makem – 1968 sulla melodia rallentata di The Maid That Sold Her Barley di origine settecentesca

ASCOLTA Dick Gaughan in Prentice Piece 2002

Ci sono inoltre ottime versioni solo vocali di Dead Can Dance, Amanda Palmer o Declan de Barra, ma la mia versione preferita è
ASCOLTA Loreena McKennitt in Troubadours On The Rhine (2012) la versione è strepitosa una delle poche volte in cui l’uso del pianoforte si sposa con la melodia celtica, sublime l’uso della distorsione nella chitarra!


JIG

Tempi velocizzati che cozzano con il tono mesto e disperato del testo al quale si addice di più la prima melodia
ASCOLTA Solas in Sunny Spells and Scattered Showers, 1997 la IV strofa è saltata il testo segue maggiormente la stesura originale di Robert Dwyer Joyce come riportata però nella variante di Patrick Galvin

ASCOLTA Belfast food 2002 che riprende la versione di Solas

Versione originale di Robert Dwyer Joyce
I
I sat within the valley green,
I sat me with my true love,
My sad heart strove the two between,
The old love and the new love,—
The old for her, the new that made
Me think on Ireland dearly,
While soft the wind blew down the glade
And shook the golden barley.
II
‘Twas hard the woeful words to frame
To break the ties that bound us,—
‘Twas harder still to bear the shame
Of foreign chains around us;
And so I said, “The mountain glen
I’ll seek next morning early,
And join the brave United men!”
While soft winds shook the barley.
III
While sad I kissed away her tears,
My fond arms round her flinging(3),
The foeman’s shot burst on our ears,
From out the wildwood ringing, (4)—
The bullet pierced my true love’s side,
In life’s young spring so early,
And on my breast in blood she died
While soft winds shook the barley!
IV
I bore her to the wildwood screen,
And many a summer blossom
I placed with branches thick and green
Above her gore-stain’d bosom:—
I wept and kissed her pale, pale cheek,
Then rushed o’er vale and far lea,
My vengeance on the foe to wreak,
While soft winds shook the barley!
V
And blood for blood without remorse
I’ve ta’en at Oulart Hollow,—
I’ve placed my true-love’s clay-cold corse
Where I full soon will follow;
And round her grave I wander drear,
Noon, night, and morning early,
With breaking heart whene’er I hear
The wind that shakes the barley!

 VERSIONE DI LOREENA MCKENNITT
I
I sat within the valley green,
I sat there with my true love
My heart strove to choose between,
the old love and the new love
The old for her, the new that made
me think on Ireland dearly
While soft the wind blew down the glen
and shook the golden barley
II
‘Twas hard the mournful words to frame
to break the ties that bound us(1)
But harder still to bear the shame
of foreign chains around us
And so I said, “The mountain glen
I’ll seek at morning early
And join the brave united(2) men”,
while soft wind shake the barley
III
T’was sad I kissed away her tears
Her arms around me clinging
When to my ears that fateful shot
Came out the wildwood ringing
The bullet pierced my true love’s breast
In life’s young spring so early
And there upon my breast she died
While soft wind shook the barley
IV
I bore her to some mountain stream
And many’s the summer blossom
I placed with branches soft and green
About her gore-stained bosom
I wept and kissed her clay-cold corpse
Then rushed o’er vale and valley
My vengeance on the foe to wreak
While soft wind shook the barley
V
T’was blood for blood(5) without remorse
I took at Oulart Hollow (6)
I placed(7) my true love’s clay cold
corpse
where mine full soon may follow
Around her grave I wandered drear,
noon, night and morning early
With aching heart when e’er I hear
the wind that shakes the barley 
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Sedevo presso una verde vallata
sedevo lì con il mio amore
Il mio cuore tentava la scelta tra
il mio vecchio amore e quello nuovo
il mio vecchio per lei, quello nuovo
che mi faceva pensare all’Irlanda ardentemente
mentre leggero il vento stendeva l’erba e scuoteva l’orzo dorato
II
Erano dure da pronunciare le dolorose parole davanti al telaio,
per rompere i legami che ci univano(1),
ma ancora più duro era sopportare la vergogna, di catene straniere su di noi, e così dissi, “La stretta valle del monte cercherò domattina presto e mi unirò al gruppo degli uomini coraggiosi(2)”
Mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
III
Mentre triste le baciavo via le lacrime, le sue braccia intorno a me che mi cingevano, quando alle mie orecchie quello sparo fatale
giunse, risuonando dal folto del bosco, il proiettile perforò il mio amore al seno, così presto nella giovane primavera della vita
e lì sul mio petto lei è morta
mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
IV
Io la portai vicino un ruscello di montagna
e lì tra molti fiori estivi
la posai tra rami morbidi e verdi
sul suo seno macchiato di sangue
piansi e baciai il suo corpo freddo come argilla
poi scivolò tra canaloni e valli
la mia vendetta da sfogare sul nemico
mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
V
Fu sangue per sangue(5) senza rimorso, andai alla battaglia di Oulart Hollow(6).
Posai il corpo del mio amore freddo come argilla
dove il mio molto presto lo seguirà:
nel luogo della sua tomba mi aggiravo tetro
a mezzogiorno, di notte o la mattina presto
con cuore dolente appena sentivo
il vento mentre scuoteva l’orzo

NOTE
1) nella versione Patrick Galvin “‘Twas worse the tie that bound us
2) nella versione Patrick Galvin “bold united men”. il termine united sta ad indicare la Society of United Irishmen associazione fondata nel 1791 per riformare il parlamento irlandese, poi evoluta in un organismo rivoluzionario Si dicevano uniti perchè erano uomini irlandesi di tutte le religioni e perseguivano l’unione di tutti gli irlandesi a prescindere dalla loro osservanza religiosa e provenienza sociale affinchè la minoranza anglicana privilegiata concedesse piena uguaglianza politica ai presbiteriani e ai cattolici. La ribellione del 1789 è conosciuta anche con il nome di United Irishmen Rebellion continua
3) in italiano: le mie braccia appassionate avvolte intorno a lei
4) in italiano: alle nostre orecchie esplose lo sparo del nemico, risuonando dal folto del bosco
5) sangue versato per vendicare sangue, immagine molto viscerale
6) la battaglia di Oulart Hollow nei pressi di Boulavouge fu una vittoria dei ribelli di Wexford guidati da Padre John Murphy
7) nella versione Patrick Galvin “laid”

WALZER LENTO
Ma il perchè del tempo più ballabile associato al testo deriva da una versione di sapore più tradizionale cantata sulla melodia di un valzer lento dal titolo Wind that Shakes the Corn resa popolare dagli Irish Rovers nel 1967 nell’Album The Unicorn ASCOLTA
ASCOLTA Harry Hibbs in Between Two Trees 1976 con giusto una spruzzatina di country

I
I sat within the valley green
I sat with my true love
My poor heart had to choose between
Old Ireland and my love
I looked at her and then I thought
How Ireland was torn
While soft the wind blew down the glen
And shook the golden corn
II
T’was hard the woeful words to bring
To break the ties that bound
But harder still to bear the shame
Of English chains around
And so I said, the mountain glen
I’ll seek in early morn
And join the brave united men
While soft winds shook the corn

III
While sad I kissed away her tears
My fond arms round her clung
A British shot burst in our ears
From out of the wild woods round
One bullet pierced my true love’s side
A rose pierced by a thorn
And in my arms in blood she died
While soft winds shook the corn
IV
So blood for blood without remorse
I’ve taken in the glen
I placed my true love’s clayful corpse
I joined true Irish men
But around her grave I wander drear
Sometimes in early morn
And with breaking heart sometimes
I hear
The wind that shakes the corn

FONTI
http://www.limerickcity.ie/media/Media,4223,en.pdf
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/
thewindthatshakesthebarley.html

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19881
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=74449
http://www.irishmusicdaily.com/wind-that-shakes-the-barley
http://www.mustrad.org.uk/articles/revolutn.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34225
http://thesession.org/tunes/116

ILLUSTRAZIONI
http://www.cilliansite.com/fandom/top-5-lists/romantic-pairings-from-cillian-films
http://www.itma.ie/digitallibrary/image/wind-that-shakes-the-barley

THE BANKS OF THE RED ROSES

La ballata popolare “The Banks of the (Red) Roses” di fine Ottocento, è nota in due versioni, diametralmente opposte, quella irlandese come love song ricca di irish humour e quella scozzese come murder ballad. Come sempre quando ci sono versioni simili tra le due sponde si apre la querelle di quale sia venuto prima.. ma come sia accaduto che i testi vadano a raccontare una storia diversa è un mistero!
Distinguere le due versioni è semplice, quella scozzese ha una melodia triste e malinconica quella irlandese è invece allegra.

CURIOSITA’
‘Rosa banksiae
è la ” Lady Banks Rose” una rosa antica di tipo rampicante, arrivata dalla Cina solo nel 1807, dal nome di Lady Dorothea Banks moglie del botanico inglese Sir Joseph Banks (1743-1820) curatore dei Kew Gardens di Londra, dalla fioritura precoce già ad aprile con piccoli fiori, ma abbondanti e non molto profumati riuniti a mazzetti, però di colore.. giallo!

LA VERSIONE MURDER BALLAD

Questa versione appartiene al genere delle murder ballads (le ballate degli omicidi) o come si direbbe oggi i fatti della cronaca nera.

murderQui la storia tra i due innamorati vira sul “gotico” e diventa una storia di seduzione e omicidio. Il giovanotto prima si diverte con la fanciulla (in alcune versione di nome Mary o Molly) e dopo averla messa incinta, invece di limitarsi a lasciarla (secondo il tipico comportamento dei mascalzoni) decide di ucciderla: l’omicidio però non segue l’impulso del momento, ma è premeditato e ciò getta sulla storia una luce sinistra e perversa.

Chi narra la storia sembra voler dare un avvertimento alla ragazze: quelle “facili” che invece di pensare al lavoro onesto preferiscono divertirsi nei boschi, finiscono immancabilmente per incontrare il lupo cattivo e fare una brutta fine!!
Sembra inoltre che la ragazza della storia sia anche una di quelle “nagging” che borbottano in continuazione, perché devono sempre dire la loro, o che non sono mai contente! E quindi si meritano doppiamente di fare una brutta fine!!
Di certo il “lovely” Johnny era un gran mascalzone e pur di non essere coinvolto nella scandalo di una gravidanza non desiderata, ha preferito “metterci una pietra sopra” (scavando prima una buca bella profonda). Anche la versione murder ballad della storia è relativamente popolare in Irlanda, così nella proposta d’ascolto si mescolano artisti della scena scozzese e irlandese

Battlefield Band in Happy Daze 2001; qui in sole tre strofe di cui una utilizzata come ritornello, si condensa tutta la storia: i due che si sollazzano  tra le canne in riva al fiume, lei che si lamenta perchè vuole essere sposata, lui che la pugnala al cuore e la lascia sulla riva a colorare di rosso sangue le rose.


CHORUS
On the banks of red roses
my love and I sat down
he  took out his charmed box
to play his love a tune.
In the middle of the tune
she sighed and she said,
“Oh my Johnny, lovely Johnny
(it’s) dinna leave me?”
I
Oh, when I was with him
and easy led astray.
afore I would work,
I would rather sport and play
afore I would work
I would rather sport and play
With my Johnny
on the banks of red roses.
II
Johnny met his true love
they went for a walk
he pulled (3) out his penknife,
it was  long and sharp,
he has percing through and through
the bonny lassie’s heart.
And he left her there among the roses.
Traduzione di Cattia Salto
Coro
Sulle rive delle rose rosse
il mio amore ed io ci sedevamo
e lui prendeva il suo organetto incantato (1) e suonava per l’amata. Nel mezzo della melodia
sospirò e disse:
“Johnny, mio caro Johnny non mi mollare!”
I
Quando ero con lui,
finita sulla cattiva strada,
invece di lavorare
preferivo divertirmi e cantare
e invece di lavorare
preferivo divertirmi e cantare
con il mio Johnny
sulle rive delle rose rosse (2)
II
Johnny incontrò la sua innamorata
e andarono a passeggiare,
tirò fuori il pugnale,
che era  lungo e affilato,
e trafisse da parte a parte
il cuore della bella ragazza
e la lasciò là,  distesa tra le rose (4)

NOTE
1) lo strumento musicale varia tra la gamma degli strumenti popolari del tempo: è un organetto o un flauto o un violino, ma chiaramente si tratta di un “piffero” ben più in carne; è sottinteso il doppio senso “to play his love a tune” equivale alla perdita della verginità della fanciulla
2) Il motivo della gravidanza non è esplicito, le rose nelle canzoni celtiche sono spesso associate alla sfortuna e stanno a indicare una gravidanza in atto. (ad esempio in Ye Banks and Breas)
3) non usa proprio lo stesso verbo , ma non capisco la parola
4) niente fossa e occultamento del cadavere come invece apprendiamo dalle versioni più estese.

Sarah Makem in Ulster Ballad Singer- 1968 (salta la III strofa) “In contrast to the light and airy theme of The Banks of Red Roses (Irish Street Ballads, No.8), Mrs. Makem’s song is a dark story of seduction and premeditated murder, on the lines of The Cruel Ship Carpenter, with which it should be compared. (English Folk Songs from the Southern Appalachians. Vol. 1, pp 317-327). See also E.F.S. Journal Vol. II, p 254. The tune is Doh Mode Hexatonic.”(tratto da qui)

ASCOLTA De Danann 1977 (inizia con la II strofa e poi passa alla I)

ASCOLTA June Tabor in Aqaba 1988: una melodia tristissima, il canto un lamento nel “vecchio stile”


I
Oh, when I was a young girl
I heard my mother say
That I was a foolish lass
and easy led astray.
And before I would work,
I would rather sport and play
With my Johnny on the banks of red roses.
II
On the banks of red roses
my love and I sat down
And he pulled out his charm flute
and played his lass a tune.
In the middle of the tune
well the bonny lassie cried,
“Oh Johnny, lovely Johnny would you leave me?”
III
So he took her to his cabin
where he treated her to tea
Saying “Drink my dearest Mary
and come along with me”
Saying “Drink my dearest Mary
and come along with me
To the bonny bonny banks of Red Roses”
IV
Well, they walked and they talked
till they came unto a cave
Where Johnny all the day
had been digging up a grave,
Where Johnny all the day
had been digging up a grave
For to leave his lassie low among the roses.
V
Then he pulled out a penknife,
it was both long and sharp,
And he plunged it right into
his own dear Mary’s heart.
And he plunged it right into
his own dear Mary’s heart
And he left her lying low among the roses.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane
mia madre mi diceva
che ero una ragazza sciocca
e facilmente condotta all’errore;
e invece di lavorare
preferivo  divertirmi e cantare
con il mio Johnny sulle rive delle rose rosse
II
Sulle rive delle rose rosse
il mio amore ed io ci sedevamo
e lui prendeva il suo flauto incantato
e suonava per la sua ragazza (1).
Nel mezzo della melodia
la bella ragazza gridò:
“Johnny, amato Johnny mi vuoi mollare?”
III
Così la portò nella sua stanza
dove le preparò del te
dicendo “Bevi mia cara Mary
e vieni con me”
dicendo “Bevi mia cara Mary
e vieni con me
alle belle, belle rive delle rose rosse”
IV
Allora s’incamminarono e parlarono
fino a quando arrivarono a una grotta
dove Johnny tutto il giorno
aveva scavato una fossa,
dove Johnny tutto il giorno
aveva scavato una fossa,
per lasciare la sua piccola ragazza giù tra le rose.
V
Poi tirò fuori uno stiletto,
era tanto lungo e affilato
e lo piantò dritto nel cuore
della sua cara Mary.
e lo piantò dritto nel cuore
della sua cara Mary.
e la lasciò distesa tra le rose

In quest’altra versione testuale si aggiunge una nota “spooky” con lo spettro della fidanzata che lo tormenta (ovvero il rimorso della coscienza) !!

ASCOLTA Alasdair Roberts in  “No Earthly Man” (2005)


I
When I was a wee thing,
I heard my mother say
That I was a rambler
and easy led astray
before that I would work,
I would rather sport and play
With my Johnny on the banks of red roses
II
On the banks of red roses,
my love and I sat down
He took out his tuning box
to play his love a tune
In the middle of the tune,
his love got up and cried
saying “Oh Johnny, Johnny,
will you go on and leave me?”
III
And they walked and they talked
till they came up to a cave
Where the night before her Johnny he had been digging at her grave
Where the night before her Johnny he had been digging at her grave
On the bonnie, bonnie banks of red roses
IV
“Oh Johnny, dearest Johnny,
that grave’s not meant for me.”
“Oh yes, my dearest Molly,
that your bridal bed shall be.
Oh yes, my dearest Molly,
that your bridal bed shall be.”
And he’s laid her down low on red roses.
V
That night while walking home,
his heart was full of fear,
And everyone he met, he thought it was his dear.
And everyone he met, he thought it was his dear
He had slain on the banks of red roses.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Quando ero una ragazzina
mia madre mi diceva
che ero una vagabonda
finita sulla cattiva strada,
invece di lavorare
preferivo divertirmi e cantare
con il mio Johnny sulle rive delle rose rosse
II
Sulle rive delle rose rosse
il mio amore ed io ci sedevamo
e lui prese l’organetto
e suonò per il suo amore,
nel mezzo della melodia
il suo amore si alzò e gridò:
“Johnny, amato Johnny
te ne vuoi andare e lasciarmi?”
III
Allora camminarono e parlarono
fino a quando arrivarono a una grotta
dove la notte prima Johnny aveva scavato una fossa,
dove la notte prima Johnny aveva scavato una fossa,
sulle belle, belle  rive delle rose rosse
IV
“O Johnny, mio caro Johnny,
quella tomba non è per me?!”,
“O si cara, mia cara Molly,
questa sarà il tuo letto nunziale
O si, mia cara Molly,
questa sarà il tuo letto nunziale
e la lasciò a terra distesa tra le rose rosse.
V
Quella notte mentre tornava a casa,
il suo cuore era pieno di paura
e tutti quelli che incontrava,
credeva fossero la sua amata
e tutti quelli che incontrava,
credeva fossero la sua amata
che aveva lasciato distesa tra le rose rosse

La ballata è stata d’ispirazione alla murder ballad scritta da Nick Cave “Where The Wild Roses Grow

 

continua versione irlandese

FONTI
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebanksofredroses.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/bkofredr.html
http://www.contemplator.com/ireland/roses.html