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SANS DAY CAROL

Taddeo Gaddi, Madonna del Parto

La tradizione medievale del Natale voleva che le case fossero decorate da rami di sempreverde, in particolare agrifoglio ed edera, affinche il princio maschile e quello femminile si unissero; l’Agrifoglio emblema del principio maschile nel suo trionfo invernale è così rivisitato dal Cristianesimo e identificato con la figura salvifica di Gesù Cristo (prima parte).
Per meglio dire però nei canti di Natale si attua un ribaltamento di significati: è il principio femminile incarnato in Maria a diventare la regina della foresta.

LA VERSIONE CORNICA: Sans day carol

La versione è nota con il titolo St Day Carol dal villaggio di St Day in Cornovaglia dove è stata trascritta solo in epoca vittoriana. In “The Oxford Book of Carols” (1928) si scrive “The Sans Day or St Day Carol was so named because the melody and the first three verses were taken down at St Day in the parish of Gwennap, Cornwall … We owe the carol to the kindness of the Rev. G. H. Doble, to whom Mr W. D. Watson sang it after hearing an old man, Mr Thomas Beard, sing it at St Day. A version in Cornish was subsequently published ( Ma gron war’n gelinen ) with a fourth stanza, [… a berry as blood is it red …], here translated and added to Mr Beard’s English version.”

Nella tradizione cornica diversamente dalla versione inglese di “The Holly and the Ivy”  è stata mantenuta più chiaramente la struttura melodica della carola medievale nella sua forma di danza saltellante.

Artisan in Christman is come in, 2009

The Chieftains in “The Bells of Dublin” 1991


I
Now the holly she (1) bears a berry
as white(2) as the milk,
And Mary bore Jesus,
all wrapped up in silk:
CHORUS
And Mary she bore Jesus
our Saviour for to be,
And the first tree in the greenwood,
it was the holly. Holly! Holly!
II
Now the holly she bears a berry
as green as the grass,
And Mary bore Jesus,
who died on the cross:
III
Now the holly she bears a berry
as black as the coal,
And Mary bore Jesus,
who died for us all
IV
Now the holly she bears a berry,
as blood is it red,
Then trust we our Saviour,
who rose from the dead
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
L’agrifoglio porta una bacca
bianca come il latte
e Maria porta  Gesù
in fasce di seta
CORO
e Maria porta  Gesù
per essere il nostro Salvatore
e il primo albero della foresta
è l’agrifoglio. Agrifoglio! Agrifoglio!
II
L’agrifoglio porta una bacca
verde come l’erba
e Maria porta  Gesù
che morì sulla croce
III
L’agrifoglio porta una bacca
nera come carbone
e Maria porta  Gesù
che morì per noi tutti
IV
L’agrifoglio porta una bacca
rossa come il sangue
così confidiamo nel nostro Salvatore
che risorse dalla morte.

NOTE
1) Testualmente si ribalta il significato che l’antica religione aveva attribuito all’albero “esorcizzandolo”, così l’agrifoglio diventa “She” simbolo del principio femminile, è infatti paragonato a Maria
2) è ovviamente il fiore dell’agrifoglio ad essere bianco. Le bacche (sull’agrifoglio femmina) sono verdi e d’autunno diventano di un rosso lucido simile a corallo. Ma qui i colori sono chiaramente simbolici

continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thehollybearsaberry.html
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/holly_and_the_ivy.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/sans_day_carol.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=114408
http://www.christmas-carol-music.org/CDs/SansDay.html

THE HOLLY BEARS A BERRY

La tradizione medievale del Natale voleva che le case fossero decorate da rami di sempreverde, in particolare agrifoglio ed edera, affinche il princio maschile e quello femminile si unissero; l’Agrifoglio emblema del principio maschile nel suo trionfo invernale è così rivisitato dal Cristianesimo e identificato con la figura salvifica di Gesù Cristo.

THE HOLLY BEARS A BERRY

Illustrazione di Margaret Tarrant (1888-1959)

I fiori candidi dell’agrifoglio sono la purezza di Gesù, le sue bacche rosse sono il sangue versato dal Messia, il margine fogliare acuminato la corona di spine del Re dei Giudei.
L’agrifoglio maschio inizia a fiorire “da grande”, quando ha circa 20 anni e produce dei fiori piccoli e bianco-rosato profumati da maggio a giungo. Le bacche (sull’agrifoglio femmina) sono verdi e d’autunno diventano di un rosso lucido simile a corallo: restano sull’albero per tutto l’inverno costituendo una importante fonte di cibo per gli uccelli. A volte sulle stesso albero compaiono sia i fiori che i pistilli ovarici – come per l’albero del castagno- è la natura che provvede spontaneamente a far riprodurre esemplari isolati oppure è la mano del giardiniere che ha creato un innesto sullo stesso fusto di un ramo femmina e di un ramo maschile (tecnicamente la pianta si definisce dioica..) continua

agrifoglio-inverno

THE HOLLY AND THE IVY

“The Holly and the Ivy” è un inno natalizio che compare in forma scritta in un broadside (in italiano volantino) del 1710, la melodia è fatta risalire (molto genericamente) ad un’antica carol francese; possiamo però affermare, stando ai vari riferimenti contenuti nel testo, che il brano affonda le sue radici quanto meno nel Medioevo. Probabilmente è il canto natalizio sull’agrifoglio più popolare e più registrato nelle Christmas Compilations del quale esistono tantissime versioni e interpretazioni.

LA VERSIONE INGLESE

La melodia diventata standard è quella riportata da Cecil Sharp nel suo “English Folk Carols”, 1911 (raccolta nel Gloucestershire a inizio secolo) riportata anche in “Oxford Book of Carols” 1928 .
In epoca vittoriana era un tipico canto dei questuanti per gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo con le strofe moraleggianti sul messaggio salvifico di Gesù, il peccato e il pentimento.


Versione strumentale di Thad Salter  con arrangiamento per chitarra

Manor House String Quartet (arrangiamento per violini, viola e clavicembalo di Vaughan Jones)

ASCOLTA Medieval Baebes in Mistletoe and Wine, 2003

ASCOLTA Heather Dale in “This Endris Night” 2002


I
The holly and the ivy (1),
Now both are full well grown.
Of all the trees that are in the wood,
The holly bears the crown.
Chorus
Oh, the rising of the sun (2),
The running of the deer (3).
The playing of the merry organ (4),
Sweet singing in the quire (5).
II
The holly bears a blossom
As white as lily flower;
And Mary bore sweet Jesus Christ
To be our sweet Savior.
III
The holly bears a berry
As red as any blood;
And Mary bore sweet Jesus Christ
To do poor sinners good.
IV
The holly bears a prickle
As sharp as any thorn;
And Mary bore sweet Jesus Christ
On Christmas day in the morn.
V
The holly bears a bark
As bitter as any gall;
And Mary bore sweet Jesus Christ
For to redeem us all.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
L’agrifoglio e l’edera
quando sono entrambi adulti
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.
CORO
Il sorgere del sole
il correre del cervo
il suono gaio della ghironda
è amabile cantare intorno al fuoco
II
L’agrifoglio porta un fiore
bianco come il giglio
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per essere il nostro amato Salvatore.
III
L’agrifoglio porta una bacca
rossa come il sangue
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per la redenzione dei peccati.
IV
L’agrifoglio porta margine acuminato
appuntito come una spina
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
il Mattino di Natale
V
L’agrifoglio porta una scorza
amara come fiele
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per la redenzione di noi tutti.

NOTE
1) Nella canto si parla solo dell’agrifoglio, molto probabilmente i versi che riguardavano l’edera (vedi contrasti agrifoglio-edera) sono stati sostituiti da quelli su Maria e Gesù. Così si ribalta il principio maschile ed è Maria, la pianta dell’agrifoglio (al femminile) ad essere incoronata Regina dei Cieli.
2) il verso the rising of the sun è riferito al risorgere del sole dopo il Solstizio d’Inverno, il giorno più corto dell’anno.
hollytapestry3) Franco Cardini riassume in poche frasi tutto il ricco simbolismo riferito alla figura del cervo. “Presso i Celti, il cervo era sacro al “dio cornuto” Cernumn, identificato con l’Apollo ellenico-romano e con la luce diurna, vale a dire con l’eternamente giovane dio Lug. D’altronde, nei miti che riguardano Lug, il cervo gioca un ruolo collegato al ciclo dell’eterno ringiovanimento simboleggiato forse dalle sue corna che cadono e nascono di nuovo, e che è agevole connettere con il solstizio d’inverno e quindi con l’anno nuovo.”
Il “running of the deer” nella strofa del ritornello si riferisce forse alla consuetudine medievale di andare a caccia il giorno dopo il solstizio, trasformatasi in epoca vittoriana in una caccia all’uccellagione con le cui carni si preparava una torta ripiena di Natale.
4) antico strumento dal suono lamentoso simile alla ghironda, trasformato in “organ”, in altre versioni diventa “harp”
5) oppure “sweet singing in the choir”

ALTRE MELODIE

ASCOLTA Magpie Lane in “Wassail! A Country Christmas” 1996
The Young Tradition con Shirley&Dolly Collins in “The Holly Bears the Crown” 1969

Loreena McKennitt in “A Midwinter Night’s Dream” 2008; una versione crepuscolare

Kate Rusby in Sweet Bells 2008

Con un titolo che parrebbe richiamare questa carol Tori Amos canta Holly, Ivy And Rose che tuttavia è tutta un’altra canzone.

Simile a “The Holly and the Ivy” ma nota con il titolo di “Sans day carolo” (The holly bears a berry) è la versione cornica continua

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=42010
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15689
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/holly_and_the_ivy.htm
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thehollyandtheivy.html

LE DECORAZIONI NATALIZIE

Le decorazioni natalizie, oggi fortunatamente più eco-friendly, hanno origine dall’usanza medievale di addobbare la casa con rami sempreverdi. L’usanza era però molto più antica, risalente ai riti solstiziali per sostenere il sole morente dell’Inverno. Il sempreverde era la speranza  della vittoria del Sole e del rinnovarsi della vita contro le forze del male e dell’oscurità.
Chiese e case erano decorati con rami d’alloro, rosmarino, pungitopo, agrifoglio, edera e bacche.

DECK THE HALLS

Fu l’Ottocento vittoriano a dettare le regole della casa elegante durante il Natale: al motto di “uniformità e ordine con stile” le istruzioni fioccarono nei Magazine per signore, e pensare che agli inizi dell’Ottocento il Natale era una festa a mala pena celebrata in Inghilterra! La trasformazione è stata rapida e capillare.

L’ALBERO DI NATALE

victorian_treeA cominciare con l’albero di Natale, un’usanza tipicamente germanica introdotta in Inghilterra nel 1840 dalla regina Vittoria, innamorata del suo bel principe Alberto e celebrata dall’Illustrated London News; qualche anno più tardi è riprodotto il disegno di tutta la famiglia reale riunita intorno all’abete, decorato con candele accese, dolcetti, frutta, decorazioni fatte in casa e piccoli doni; il messaggio espresso chiaramente nell’illustrazione era quello del calore e della condivisione di una festa che riuniva tutta la famiglia, dalla preparazione del cibo e della tavola, alle decorazioni e poi i regali, i giochi di società e i balli. Il secondo fautore del nostro Natale fu Charles Dickens con il libro “A Christmas Carol” (pubblicato nel 1843) che divenne portatore di valori quali la famiglia, la carità, la buona volontà e la pace.

Già i romani per i Saturnalia e le Calendae decoravano la casa con rami di abete, spiriti della fertilità che rimanevano carichi di foglie anche in pieno Inverno. E tuttavia non si riesce a rintracciare il passaggio da questi ramoscelli all’albero natalizio. Una leggenda narra di Wilfred di Credition un sacerdote cristiano dell’VIII secolo missionario in Germania: per dissuadere i “pagani” nelle pratiche rituali in onore ai vecchi dei fece abbattere una quercia, la pianta sacra di Odino. Ma lì vicino nacque un abete così Wilfred la proclamò emblema della nuova fede.
Un’altra leggenda racconta nientemeno che Martin Lutero, suggestionato da una notte stellata, alla vigilia di Natale decorò un abete con tante candele accese per catturare la luce delle stelle e lo regalò ai figli. Una cinquantina d’anni dopo Lutero l’usanza di decorare l’abete con candele, decorazioni, dolcetti e frutta era una moda a Strasburgo, moda che si diffuse nei secoli seguenti un po’ per tutto il continente europeo.

E per restare sempre in tema di gesti benaugurali: non bisogna rimuovere l’albero di Natale e altre decorazioni di Natale prima della dodicesima notte (6 gennaio).

LE PIANTE MAGICHE D’INVERNO

Le antiche credenze sulle piante magiche dell’Inverno vennero rivestite dalla Chiesa cristiana di nuovi simboli, tranne il vischio la pianta sacra dei Druidi di cui i sacerdoti cristiani proibirono l’uso nelle chiese.

AGRIFOGLIO
Oltre all’abete tutte le piante sempreverdi a bacca erano le benvenute in casa. Le popolazioni celtiche (come gli antichi romani) attribuivano all’agrifoglio poteri magici, e ne appendevano dei ramoscelli alle porte, come amuleti contro gli spiriti maligni. L’agrifoglio era considerata una pianta benaugurante, la controparte invernale della Quercia. L’equivalente femminile del Re Agrifoglio è l’Edera (in inglese Ivy) entrambi sono simboli di fertilità e sono intrecciati insieme nelle ghirlande per rendere manifesta la doppia natura maschile e femminile del principio creativo. continua

EDERA
Con l’edera anticamente si intrecciavano corone, simbolo di unione e fedeltà tra i futuri sposi, era anche la pianta sacra di Dioniso e perciò nel mondo greco e latino saldamente legata al vino . I Celti l’associavano alla dea gallese Arianrhod. E’ una pianta che fiorisce al contrario , in autunni infatti spuntano le infiorescenze che diventano nere bacche in primavera.

VISCHIO
Pianta sacra per eccellenza il vischio nella tradizione celtica era considerato un efficace rimedio ovvero una “pianta che guarisce tutto“. Come l’idromele era inoltre utilizzato nei rituali matrimoniali in quanto si riteneva che il vischio potesse rendere fertile la coppia. Per i Celti il vischio era il simbolo della resurrezione, della sopravvivenza della vita alla morte, affascinati dalla sua vita completamente aerea, credevano fosse l’emanazione della divinità sulla Terra.
Oggi il vischio è una pianta benaugurale utilizzata per decorare le porte e i vani di passaggio, è prassi scambiarsi un bacio se una coppia si trova sotto i suoi rami; l’usanza inglese vuole che per ogni bacca ci sia un solo bacio così ogni volta che una coppia si bacia sotto il vischio, una bacca deve essere tolta dal rametto. Un tempo bruciare il vischio dell’anno vecchio significava propiziare i raccolti e tenere lontano la malasorte. continua

CHRISTMAS BOUGH

Si tratta di una tipica decorazione natalizia d’epoca medievale, un globo sempreverde, una struttura composta da vari rami di edera e agrifoglio (ma anche rosmarino, alloro e ogni altra ramaglia verde disponibile in giardino) intrecciati in modo da ottenere un grosso globo: i rami curvati a seguire gli spicchi della sfera erano legati tra di loro (e per rinforzare la struttura a seconda della dimensione era talvolta disposto anche un cerchio di sempreverdi lungo l’equatore). All’interno del globo si appendeva un frutto di stagione, in genere una mela o una pera.
Il globo dei sempreverdi era agganciato in alto sul soffitto e nella parte inferiore si appendeva un rametto (o più rametti) di vischio tenuti insieme da un bel fiocco di raso. Ammiriamo questa bellissima decorazione d’epoca Regency, una rielaborazione del globo natalizio medievale impreziosita da candele.

Così a seconda delle dimensioni e della disposizione più fitta dei rami, la composizione poteva diventare più simile a una palla detta anche Christmas kissing ball. Questa decorazione è ancora molto popolare nei paesi anglosassoni.
Usare il vischio nelle decorazioni natalizie era invece un tempo una questione più controversa, bandito dalle Chiese cattoliche per tutto l’Ottocento, anche nelle case signorili più conservatrici e di rigidi principi, era relegato nelle cucine e nelle fattorie.

Alcuni tutorial molto interessanti a cui ispirarsi per le decorazioni
http://blog.english-heritage.org.uk/how-to-make-traditional-tudor-christmas-decorations/
http://www.theherbariumproject.com/on-the-make-a-victorian-kissing-ball/

http://www.thepaintedhinge.com/2013/12/17/diy-yule-log-tutorial/

Canti natalizi con le piante del Natale

DECK THE HALLS
GET IVY AND HULL
GREEN GROWTH THE HOLLY
HOLLY AND THE IVY
HOLLY AND IVY GIRL
MISTLETOE BOUGH
MISTLETOE BOUGH (Ken Nicol)
NAY IVY NAY
SANS DAY CAROL

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/solstizio-inverno.htm
https://austenonly.com/2009/12/14/jane-austen-and-christmas-decorating-the-georgian-home/