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MY BOATMAN

“Fear a’ bhàta” è una canzone in gaelico scozzese probabilmente di fine ‘700 e la leggenda (un’aggiunta aneddotica alle versioni ottocentesche andate in stampa) dice che sia stata scritta da Sine NicFhionnlaigh (Jean Finlayson) di Tong piccolo villaggio sull’Isola di Lewis (Ebridi) per un giovane pescatore di Uig, Domhnall MacRath (Donald MacRae) che ha alla fine sposato.
Versificata anche in inglese con il titolo O Boatman (My Boatman) mantendendo il coro in gaelico.
Tra tutte le versioni in inglese (vedi), la più preziosa anche dal punto di vista della scrittura è senz’altro quella del 1849 con le parole tradotte dal gaelico da Thomas Pattison e l’arrangiamento melodico di Malcolm Lawson (pubblicata in “Songs of the North”, MacLeod e Harold Boulton, 1895)

ASCOLTA Silly Wizard in Caledonia’s Hardy Sons 1978, Andy Stewart – voce, Bob Thomas – chitarra; Johnny Cunningham – mandola, Phil Cunningham – tastiera elettronica

ASCOLTA Sandy Denny 

ASCOLTA North Sea Gas in The Fire and the Passion of Scotland 2013


VERSIONE DI THOMAS PATTISON
I
How often haunting the highest hilltop
I scan the ocean I sail tae sea/wilt come tonight love wilt come tomorrow?
Wilt ever come, love, to comfort me?
CHORUS
Fhir a bhata no horo eil’e(1)
Fhir a bhata no horo eil’e
Fhir a bhata no horo eil’e
o fare ye well, love, where e’er ye be
II
They call thee fickle, they call thee false one,
and seek tae change me, but all in vain;
no, thou art my dream yet throughout the dark night
and every morn yet I watch the main
III
There’s not a hamlet -too well I know it-
where you go wandering or stay(2) awhile
but all its old folks you win wi’ talking
and charm its maidens with song and smile
IV
Dost thou remember the promise made me
the tartan plaidie, the silken gown,
the ring of gold with thy hair and portrait(3)?
That gown and ring I will never own<

tradotto da Cattia Salto
I
Spesso salgo sulla collina più alta
e scruto il mare per vedere la tua vela
verrai stanotte amore o verrai domani?
verrai presto a confortarmi?
RITORNELLO
Uomo della barca la, la la (1)
Uomo della barca la, la la
Uomo della barca la, la la
e che ti vada bene ovunque tu sia
II
Ti chiamano il volubile ti chiamano il bugiardo
e cercano di farmi cambiare idea, ma invano perchè tu sei il mio sogno nell’oscurità per tutta la notte
e ogni mattino io guardo il mare
III
Non c’è borgo -lo so troppo bene
dove tu non vada  o ti fermi (2) un poco,
ma superi tutta la vecchia gente nelle chiacchiere
e incanti le fanciulle con la voce e il sorriso
IV
Ti ricordi la promessa che mi hai fatto
il plaid di tartan e la gonna di seta
il gioiello d’oro con i tuoi capelli e il ritratto (3)?
Quella gonna e gioiello non avrò mai

NOTA
1) sostanzialmente una frase non-sense che alcuni vogliono tradurre “and no one else” cioè come “mio e di nessun altra”
2) a volte come “sits”
3) in realtà si tratta di un piccolo medaglione con il coperchio all’interno del quale si celava una miniatura e una ciocca di capelli dell’innamorato
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45602

BALULALOW, I COME FROM HEVIN TO TELL

Una cradle song ossia un canto natalizio dal titolo ‘Balulalow’,  (# 181 nel “The Oxford Book of Carols”), pubblicato dai fratelli John e Robert Wedderburn (poeti scozzesi del XVI secolo), con il titolo di “Ane Sang of the Birth of Christ” (“I come from Heaven to tell”) nella loro “Ane Compendious Buik of Godly and Spiritualt Sangis” del 1567.
Si tratta di una traduzione in scozzese del canto natalizio “Vom Himmel hoch da komm ich her“, scritto da Martin Lutero in tedesco e pubblicato nel suo “Geistliche Lieder” del 1535. Catherine Winkworth nel 1855 ne fece  un adattamento in inglese dal titolo “From Heaven Above to Hearth I Come”.

E’ conosciuta anche con il titolo di “Baloo Lammy” (=Ninna nanna agnellino) in una versione più ridotta.

ASCOLTA Simonm Chadwick all’arpa bardica

Sebbene il canto natalizio originario abbia ben 15 strofe viene cantato in una versione ridotta se non addirittura limitatamente alle strofe XIII e XIV. Alcuni studiosi ritengono che fu proprio questo canto di Lutero ad aver ispirato “Away in the manger“.
La melodia in “The Oxford Book of Carols” è stata arrangiata da Peter Warlock. Nel XVIII secolo, il canto fu abbinato anche alla melodia “Lady Bothwell’s Lament“.

A parte il canto negli arrangiamenti per corale ci sono alcune versioni più sommesse tipo ninnananna

Sandy Denny in un demo registrato nel 1968

ASCOLTA Loreena McKennitt live registrato nel 1997 nella Glenstal Abbey, Irlanda

ASCOLTA Sting (strofe V e VI) in “If on a Winter’s Night” 2009, la melodia è l’arrangiamento di Peter Warlock dal “The Oxford Book of Carols”

LE CORALI
La versione inglese From Heaven Above to Earth I Come

L’originale tedesco Vom Himmel hoch da komm ich her

TESTO SCOZZESE
I
I come from hevin which to tell
The best nowells that e’er befell
To you thir tythings threw I bring
And I will of them say and sing
II
This day to you is born ane child
Oh Marie meik and Virgin mild
That bliss it bairn(1) benign and kind
Sall you rejoyce baith(2) hart and mind
III
Lat us rejoys and be blyth
And with the Hyrdis go full swyth(3)
And see what God of his grace hes done
Throu Christ to bring us to his throne
IV
My saull and life stand up and see
Wha lyis in ane cribbe of tree
What babe is that, sa gude and fair
It is Christ, God’s son and Air
V
O my deir hart, yung Jesus sweit
Prepare the creddill in my spreit!
And I shall rock thee in my hart
And never mair fra thee depart
VI
Bot I sall praise thee evermoir
With sangis sweit unto thy gloir
The kneis of my hart sall I bow
And sing that rycht Balulalow (4)
TRADUZIONE ITALIANO
I
“Vengo dal Cielo per portare
la migliore novella che mai accadde
a voi buone nuove porto
di cui voglio dire e cantare.
II
Questo giorno per voi è nato un bambino, di Maria vergine, mite prescelto, quel bambino benedetto benigno e premuroso, vi farà esultare sia con il cuore che con la mente.
III
Fate festa e state allegri
e seguite il gregge rapidi
per vedere questo mirabile
dono di Dio
che con Cristo ci porterà al suo trono
IV
Prestate attenzione per vedere
chi giace nella mangiatoia.
“Chi è quel bambino così buono e giusto?” “E ‘Cristo, figlio di Dio e erede.”
V
“O mio tesoro, piccolo dolce Gesù
preparerò la tua culla nella mia anima
ti cullerò sul mio cuore
e non mi separerò mai da te.
VI
D’ora in poi ti loderò
con dolci canti sulla tua gloria;
piegherò le ginocchia del mio cuore
e canterò ninna nanna..”

NOTE
1) termine scozzese per child
2) both
3) quickly
4) una vecchia parola scozzese per ‘ninna nanna’

Edith Rickert, 1914, “Ancient English Christmas Carols: 1400-1799,”

1.
I come from Heaven to tell
The best nowells that ever befell;
To you thir tidings true I bring,
And I will of them say and sing.
2.
This day is born to you ane child,
Of Mary meek and virgin mild;
That blessed bairn, benign and kind,
Sall you rejoice, baith heart and mind.
6.
Let us rejoice and be blithe,
And with the herds go full swithe,(1)
And see what God of His grace has done,
Through Christ to bring us to His throne.
7.
My soul and life, stand up and see
Wha lies in ane crib of tree.
What babe is that so gude and fair?
It is Christ, God’s Son and Heir.
13.
O my dear heart, young Jesus sweet,
Prepare Thy cradle in my sprite,
And I sall rock Thee in my heart,
And never mair from Thee depart.
14.
But I sall praise Thee evermore,
With sangës sweet unto Thy glory;
The knees of my heart sall I bow,
And sing that richt ‘Balulalow’.

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/baloo_lammy.htm
http://www.ramshornstudio.com/baloo_lammy.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=729
http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/balulalow.html
http://www.lutheran-hymnal.com/lyrics/tlh085.htm

http://www.traditionalmusic.co.uk/song-book/song-book%20-%200315.htm

GREEN GROWS THE LAUREL

Violets-by-Pre-Raphaelite-painter-James-Dromgole-LintonNessuno sa di preciso a quale epoca risalga questa canzone, alcuni riferimenti “di bandiera” la spostano all’epoca delle guerre giacobite, di certo si può affermare che la canzone, in molteplici versioni testuali e con diverse melodie, si è tramandata tra la comunità gypsies d’Inghilterra, Scozia e Irlanda e si è poi diffusa anche in Canada e America.

Anche il tema presenta molteplici sfaccettature per cui è difficile distinguere un nucleo originario che si sia “contaminato” con i cosiddetti “versi fluttuanti” ossia versi e strofe mutuate da altre ballate (e comunque tipici delle ballate tramandate dalla tradizione orale).
La storia ha un mood malinconico, in cui una donna innamorata (ma ingenua per la sua giovane età) dona la propria fedeltà ad un uomo che non la merita perchè la seduce (con l’inganno) e poi l’abbandona per un’altra. Alcune versioni (quelle Irlandesi) hanno una viratura patriottica: l’uomo sembra essere stato coinvolto in qualche operazione militare e alla fine la donna si ritrova sola e abbandonata, con la sua giovinezza ormai appassita; la donna potrebbe essere in realtà l’Irlanda e la canzone essere una canzone di protesta “mascherata”.

“QUEEN CAROLINE”

La registrazione risale agli anni del 1960 dalla voce di “Queen” Caroline Hughes la gypsy romany inglese nata nel 1900 e morta nel 1971. In rete ho trovato la versione di Norma Waterson che riprendeva testo e melodia da quell’ascolto (in Sheep-Crook and Black Dog qui).

La storia è amara e triste e parla di una donna rimasta incinta e respinta dal suo innamorato e buttata fuori casa dai suoi genitori. Lei prenderà la strada da sola con il bambino e tenterà di dimenticare l’uomo che l’ha abbandonata (anche se ancora lo ama)

ASCOLTA Norma Waterson (in versione integrale su Spotify)


I
Now once I was a schoolgirl all in my pencil and slate
Can’t you see what I’ve come to from staying out late
And it’s once I had a colour(1)
that is as red as any rose
Ah but now I’m as pale as the lily that grows
CHORUS
And it’s green grows the laurel
and so cold now blows the dew(2)

And how sorry was I
when I parted from you

Just like the rose in the garden
when her bloom is all gone

Can’t you see what I’ve come to
for loving that man

II
Now my parents dislikes me they’ve turned me away from their door
So I told them that I’d ramble
like I used to before
And I picked up my baby
and I’ve walked out the door
And I told them that I’d ramble like I used to before
III
So it’s me and my baby
and contented we will be
And I’ll try to forget him
like he forgot me
And while there’s love on the ocean and there’s dry land
While there’s breath into my body
I will still love that man
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Un tempo era una studentella con la mia matita e la lavagna,
non vedi che cosa ho ottenuto a restare fuori fino a tardi;
una volta avevo un colorito
rosso come una rosa,
ma ora sono pallida come il giglio che germoglia
CORO
Verde cresce l’alloro,
e come il freddo disperde la rugiada (2),

così mi è dispiaciuto
separarmi da te!
Proprio come le rose nel giardino
quando sono sfiorite,

non vedi che cosa ho ottenuto
nell’amare quell’uomo?

II
Ora i miei genitori mi disprezzano
e mi hanno buttata fuori dalla porta
così ho detto loro che avrei vagabondato come facevo prima.
Ho preso il mio bambino
e ho varcato la soglia,
ho detto loro che avrei vagabondato come facevo prima.
III
Siamo io e il mio bambino
e staremo bene
e cercherò di dimenticarlo
come lui ha dimenticato me,
(ma) finchè c’è amore sull’oceano
e sulla terra ferma,
finchè c’è respiro nel mio corpo,
io continuerò ad amare quell’uomo

NOTE
1) scritto anche come collar (colletto)
2) scritto anche come “soft as the dew”

LA VERSIONE DI SANDY DENNY

A quegli anni della pubblicazione della registrazione sul campo effettuata da Ewan MacColl, Peggy Seeger e Charles Parker presso la comunità traveller di Queen Caroline risale la versione di Sandy Denny (1947-1978): appena diciannovenne quando cantava canzoni folk nei club di Londra con la sua chitarra. La canzone è ridotta a pochi versi che insieme al tono triste e desolato ci parlano di una separazione tra due persone che un tempo si erano date amore; chi canta spera che quell’amore possa rinascere, ma lui l’ha lasciata per un’altra. La situazione con le lettere che i due si scrivono mi richiama un’altra canzone The Blacksmith in un contesto di separazione a causa dell’emigrazione, in cui il fabbro dimentica le promesse fatte alla sua fidanzatina del paese e sposa un’altra.

ASCOLTA Sandy Denny live 1966 (capisco che molti oggi possono considerare queste registrazioni “vintage”, probabilmente sentono l’effetto che a me fanno le registrazioni degli anni 20-30, ma per la mia generazione è la musica della gioventù)


Chorus:
Green grow the laurels,
soft as the dew
Sad I was, darling, on parting from you
Perhaps in the future our love will renew
We’ll love one another
and promise to be true (3)
I
I wrote my love a letter
and he wrote me mine
I wrote my love a letter,
he wrote me mine,
Said: “Keep your love letter
and I will keep mine,
You write to your love
and I’ll write to mine.”
II
I passed my love’s window
both night time and day,
I passed my love’s window both night time and day.
And the looks that he gave me a thousand would slay,
And the looks that he gave me a thousand would slay.

TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Verde cresce l’alloro
soave come la rugiada,
ero triste, amore, nel separarmi da te, forse in futuro il nostro amore si rinnoverà
e ci ameremo l’un l’altro
e scambieremo le promesse (3).
I
Ho scritto una lettera al mio amore
e lui ne ha scritta una a me
Ho scritto una lettera al mio amore
e lui ne ha scritta una a me
diceva “Tienti la tua lettera d’amore
e io mi terrò la mia,
tu scrivi al tuo amore
che io scriverò al mio”.
II
Sono passata davanti alla finestra del mio amore notte e giorno,
sono passata davanti alla finestra del mio amore notte e giorno,
e le occhiate che mi ha lanciato mille volte mi avrebbero ucciso,
e le occhiate che mi ha lanciato mille volte mi avrebbero ucciso.

NOTE
3) ovvero ci saranno vere promesse matrimoniali

LA VERSIONE IRLANDESE DI DOLORES KEANE

Questa versione prende parte delle prime due strofe cantate da Norma Waterson e le aggiunge a quei pochi versi cantati da Sandy Denny con una viratura patriottica assente in quelle: l’uomo sembra essere stato coinvolto in qualche operazione militare, ma alla fine la donna si ritrova sola e abbandonata, con la sua giovinezza ormai appassita. La versione si presta a una duplice lettura in cui la donna è in realtà l’Irlanda e la canzone è una canzone di protesta “mascherata”. Il testo proviene dal Galway dai dintorni di Tuam: “Dolores learned this setting from Mary Conway, a traditional singer from Dolores’ home village. Most of Mary Conway’s songs were in Gaelic and this was one of the exceptions. It has a fine traditional tune to it and the chorus has an allegorical reference in it not unusually [sic!] found in the Music Hall versions: ‘Never change …’ We take this to mean, ‘Never desert the green flag of Ireland for the British Union Jack’. (Notes ‘Folk Friends II’) (tratto da qui)

ASCOLTA Dolores Keane & John Faulkner in Sail Og Rua 2010 (Dolores aveva già rilasciato una versione del brano nel 1998 per la compilation Magic Irish Romances)


CHORUS
Green grows the laurel
and soft falls the dew
Sad was my heart
when I parted from you
And in our next meeting
I hope you’ll prove true (3)
Never change the green laurel
for the red white and blue(4)
I
I once had a sweetheart
but now he is gone
He’s gone and he’s left me
I’m here all alone
And since he has left me
content I must be
I know he loves someone
far better than me
II
I wrote him a letter
so loving and kind
He wrote me another
with sharp bitter lines
Saying, “Keep your love letters
and I will keep mine
And you write to your love
and I’ll write to mine”
III
He passed by my window
both early and late
And the looks that he gave me
would make your heart ache
The looks that he gave me ten thousand would kill
Wherever he wanders
he’ll be my love still
IV
I once was as happy as the red blushing rose(5)
But now I’m as pale as the lily(6) that grows
Like the tree in the garden with its beauty all gone
Can’t you see what I have come to from the loving of one
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
Verde cresce l’alloro
e soave cade la rugiada,
triste era il mio cuore
nel separarmi da te,
e nel nostro prossimo incontro
spero che tu mantenga le tue promesse (3), non cambiare il verde alloro
per il rosso, bianco e blu (4).
I
Una volta avevo un fidanzato
ma adesso non c’è più,
se n’è andato e mi ha lasciata,
sono qui tutta sola
e da quando mi ha lasciato,
devo accontentarmi
di sapere che lui ama un’altra
molto più di me.
II
Gli ho scritto una lettera
piena d’amore e dolcezze,
lui me ne ha scritta una
con righe dure e brusche
diceva “Tienti le tue lettere d’amore
e io mi terrò le mie,
tu scrivi al tuo amore
che io scriverò al mio”.
III
Passeggiava davanti alla mia finestra
da mane e sera,
e le occhiate che mi lanciava,
erano da spezzare il cuore,
le occhiate che mi lanciava
diecimila volte ucciderebbero,
ma dovunque lui vada sarà
ancora il mio amore.
IV
Una volta ero felice come la rosa rossa in sboccio (5)
ma ora sono pallida come il giglio (6) che germoglia,
come l’albero in giardino con la sua bellezza sfiorita,
non vedi che cosa ho ottenuto nell’amare quell’uomo?

NOTE
4) la frase è da leggersi in chiave politica, un’incitazione a non cambiare la bandiera irlandese (green laurel) per quella inglese.
5) nelle ballate la rosa non è solo “una rosa” ma è il simbolo della passione amorosa; le rose nelle canzoni celtiche sono spesso associate alla sfortuna e stanno a indicare una gravidanza in atto: “cogliere la rosa” è un eufemismo per l’atto sessuale che spesso un tempo aveva tristi conseguenze, ovvero le spine, dovute all’educazione allora più ingenua delle fanciulle, che amaramente scoprivano di aver dato il loro fiore a un uomo non degno della loro fiducia, il quale dopo essersi divertito, le lasciava spesso con una gravidanza inopportuna (perché non ricondotta nell’alveo del matrimonio)! La rosa simboleggiava quindi la perdita della verginità e con essa l’innocenza e la fiducia verso un mondo (maschile) che non è quello che sembra!
6) in questo contesto il pallore del giglio è quello cadaverico della morte

LA VERSIONE DI CARA DILLON

L’ultima versione  è quella di Cara Dillon, privata dalla lettura in chiave politica, lo stesso testo  è altrettanto popolare anche in Scozia.

ASCOLTA Cara Dillon in Cara Dillon 2001, il suo album-debutto: voce esile e angelica, eppure così accattivante.. in pratica il cd è stato registrato nella casa della famiglia Lakeman tra amici e parenti di Cara e Sam (i due si sono sposati nel 2002)


I
Green grows the laurel
and soft falls the dew
Sorry was our love
when parting from you
But at our next meeting
I hope you’ll prove true
And we’ll join the green laurel
and the violet so blue(7)
II
I once had a sweetheart but now I have none
He’s gone and he’s left me to weep and to mourn
He’s gone and he’s left me for others to see I’ll soon find another far better than he
III
He passes my window both early and late
And the looks that he gives me would make my heart break
The looks that he gives me a thousand would kill
Though hates and detests me I love that lad still
IV
I wrote him a letter in red rosy lines
He wrote back an answer all twisted and twined
Saying keep your love letters
and I’ll keep mine
You write to your love
and I’ll write to mine
V
Now often I wonder why maidens love men
And often I wonder why young men love them
But from my own knowledge
I will have you know
The men are deceivers
wherever they go
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Verde cresce l’alloro
e soave cade la rugiada,
ero triste, amore,
nel separarmi da te,
ma nel nostro prossimo incontro
spero che tu mantenga le tue promesse,
e noi uniremo il verde alloro
con la violetta così blu (7)
II
Una volta avevo un fidanzato ma adesso non c’è più,
se n’è andato e mi ha lasciata a piangere e a disperarmi,
se n’è andato e mi ha lasciato per vedere le altre
e presto ne troverò uno migliore di lui.
III
Passeggia davanti alla mia finestra mattina e sera,
e le occhiate che mi lancia, mi spezzano il cuore,
le occhiate che mi lancia diecimila volte ucciderebbero,
sebbene mi odi e detesti, io amo ancora quel ragazzo.
IV
Gli ho scritto una lettera con rosei pensieri, lui mi ha spedito una risposta tutta contorta e ritorta
diceva “Tienti le tue lettere d’amore
e io mi terrò le mie,
tu scrivi al tuo amore
che io scriverò al mio”.
V
Ora spesso mi chiedo perchè le ragazze amino gli uomini
e altrettanto mi chiedo perchè i ragazzi le amino,
ma per mia esperienza
dovrei saperlo
gli uomini sono ingannevoli
ovunque vadano

NOTE
7) nel linguaggio vittoriano dei fiori l’alloro sta per “perfidia” la violetta è sinonimo di fedeltà: così l’uomo inganna l’ingenua fanciulla e la seduce; unire l’alloro alla viola ha un che più sensuale nello stile delle canzoni alla The Gardiner

FONTI
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/R061.html http://www.mustrad.org.uk/reviews/c_hughe2.htm http://www.mustrad.org.uk/reviews/c_hughes.htm
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=872 http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/greengrowthelaurels.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11139 http://sangstories.webs.com/greengrowsthelaurel.htm http://mysongbook.de/msb/songs/g/grngrola.html http://sandydenny.org.uk/introduction/

THE BANKS OF THE NILE

Il tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso tra le ballate popolari e quella tra soldato o marinaio che parte per la guerra e giovane fidanzatina che resta ad aspettarlo è un classico delle Guerre Napoleoniche.

Di “The Bakns of the Nile” s’individuano due versioni di cui quella più diffusa è quella simile al broadside Harding B 11(158) risalente al 1855-1858 (Bodleian Library Manchester).
Nancy dice al fidanzato tutto preso dalla mobilitazione delle truppe in partenza per radunarsi a Porsmouth, “non lasciarmi qui a piangere triste“.. e prosegue
“For the parting of our love would be like parting with my life.
So stay at home, my dearest love, and I will be your wife.”
Ma il giovanotto si è ormai arruolato, convinto da qualche sergente reclutatore a prendere “lo schellino del Re” e restare a casa non è più possibile perchè ora è un soldato che deve obbedire al Governo. Allora lei gli risponde “prendimi con te”
“I’ll march beneath your banner while fortune it do smile
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile”

RESTA A CASA, DONNA

Ma la guerra un tempo era una faccenda tra uomini, le donne dovevano stare a casa a dare la vita, non a toglierla; Willy si è reso conto di essere “carne da cannone” che almeno lei resti a casa al sicuro!
Where the cannons they do rattle, when the bullets they do fly,
And the silver trumpets sound so loud to hide the dismal cries
Così la donna conclude maledicendo tutte le guerre che si portano via la gioventù di un paese.

MA QUALE GUERRA D’EGITTO?

ASIASIAlexandriaLa Battaglia del Nilo si svolse nel 1798, fu uno scontro navale tra la flotta britannica e quella francese che restò impresso nelle memoria degli inglesi a causa della sorprendente e schiacciante vittoria conseguita grazie alla strategia di Orazio Nelson (che si fregiò da allora del titolo di “Baron Nelson of the Nile“).

Di fatto il controllo inglese restò sempre sui mari, e solo nel 1801 in quella che venne definita la seconda battaglia di Abukir, vennero inviate truppe a terra in appoggio all’esercito ottomano per dare il colpo di grazia ai francesi e alla loro campagna d’Egitto!
Altre truppe inglesi sbarcarono in Egitto nell’invasione coloniale del 1882 (per il controllo del canale di Suez, iniziato a costruire nel 1869 da una compagnia francese diretta da Ferdinand de Lesseps su progetto di un italiano Luigi Negrelli, e completato nel 1869 per il quale anche l’Inghilterra aveva investito grosse somme di danaro ) Più in generale si fa iniziare al 1870 il cosiddetto Terzo Colonialismo Inglese che coinvolse principalmente l’Africa e la Polinesia.

Come sempre nelle canzoni popolari, la rielaborazione attraverso le generazioni si appropria della contestualità così è “la Regina a dare gli ordini” e il nemico sono i “blacks and heathens” oppure in senso ancora più dispregiativo i “blacks and Negroes”.

Tel-el-Kebir

PRIMA VERSIONE

L’autore anonimo di questa canzone ha scritto un pezzo memorabile, la melodia è simile a “The Flower of Sweet Strabanevedi
ASCOLTA Fotheringay (voce Sandy Denny) 1970. Che dire? (qui) Sublime interpretazione, modello insuperabile per i posteri

ASCOLTA Piers Faccini + Camille & Dom la Nena (“A take away show” girato a Parigi nel 2009: il making-of qui) un dichiarato rifacimento di Sandy Danny. La struttura musicale impostata sulla chitarra acustica, con il violoncello a prolungare il lamento delle voci: il canto di Camille è molto intenso semplice, diretto, vero, pieno di lacrime e quasi sussurrato nell’ultimo verso, con l’ultimo fiato che resta in gola…

ASCOLTA Caroline Lavelle in “A Distant Bell” 2004 indubbiamente un’interpretazione intensa, che si appoggia a una struttura musicale raffinata e ipnotica a tratti marziale

ASCOLTA Muireann Nic Amhlaoibh in “Daybreak” 2006 che interpreta la canzone con accenti molto irish

TESTO FOTHERINGAY
I
“Oh hark! the drums do beat, my love, no longer can we stay.
The bugle-horns are sounding clear, and we must march away.
We’re ordered down to Portsmouth(1),
and it’s many is the weary mile
To join the British Army on the banks of the Nile.”
II
“Oh Willie(2), dearest Willie, don’t leave me here to mourn,
Don’t make me curse and rue the day that ever I was born.
For the parting of our love would be like parting with my life.
So stay at home(3), my dearest love, and I will be your wife.”
III(4)
“Oh my Nancy, dearest Nancy, sure that will never do.
The government has ordered, and we are bound to go.
The government has ordered, and the Queen(5) she gives command.
And I am bound on oath, my love, to serve in a foreign land.”
IV
“Oh, but I’ll cut off my yellow hair, and I’ll go along with you.
I’ll dress myself in uniform(6), and I’ll see Egypt too.
I’ll march beneath your banner while fortune it do smile,
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile.”
V(7)
“But your waist it is too slender, and your fingers they are too small.
In the sultry suns of Egypt your rosy cheeks would spoil.
Where the cannons they do rattle, when the bullets they do fly,
And the silver trumpets sound so loud to hide the dismal cries.”
VI(8)
“Oh, cursed be those cruel wars, that ever they began,
For they have robbed our country(9) of many handsome men.
They’ve robbed us of our sweethearts while their bodies they feed the lions(10),
On the dry and sandy deserts which are the banks of the Nile.”

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
I
Ascolta! Rullano i tamburi, amore mio, restare non possiam più.
Le trombe squillan chiare e dobbiamo partire in marcia.
Comandati siamo a Portsmouth(1), tante miglia faticose
Per raggiunger l’Armata Britannica sulle rive del Nilo.
II
Oh, Willie(2), amore mio, non lasciarmi qui a pianger triste,
Non farmi maledire e pentirmi del giorno in cui son nata,
Ché separarmi dal mio amore sarebbe come separarmi dalla vita,
Quindi stattene a casa, amore mio, è io sarò tua moglie.
III
Oh, mia Nancy, amata Nancy, non potrei mai fare questo,
Ché il governo me l’ha ordinato e dobbiamo partire via.
Il governo me l’ha ordinato, e la Regina(5) ha dato il comando:
E io son sotto giuramento, amore mio, per servire in terra straniera.
IV
E allora mi taglierò i capelli biondi e verrò via con te,
Mi metterò un’uniforme e anch’io vedrò l’Egitto.
Marcerò sotto la tua bandiera e la fortuna ci arriderà,
E ci conforteremo l’un l’altro sulle rive del Nilo.
V
Però hai i fianchi troppo snelli, e le dita troppo piccole,
Sotto il sole atroce d’Egitto le tue guance rosee si guasterebbero
Là dove rombano i cannoni, quando volano le pallottole,
E risuonan forte le trombe argentine per celare le grida di disperazione.
VI
Maledette siano queste crudeli guerre e quando son cominciate
Ché hanno privato il nostro paese(9) di così tanti bei ragazzi.
Ci hanno rubato i nostri innamorati, e dei loro corpi si nutrono i leoni(10)
Negli aridi deserti di sabbia sulle rive del Nilo.

NOTE
1) Portsmouth importante città portuale e porto militare sulla costa meridionale dell’Inghilterra
2) talvolta Johnny
3) oppure I’ll go with you
4) la strofa in Harding B 11(158) (in corsivo) riprese anche da Muireann dice: Nancy, dearest Nancy, with me you cannot stay (that’s a thing that can’t be so). Our colonel he gives order (The colonel, he has ordered) no woman there shall go. We must forget (forsake) our own sweethearts, besides (likewise) our native soil, And go fight the blacks and heathens on the banks of the Nile. mentre Muireann dice: To fight the German soldiers on the banks of the Nile presumo si riferisca alle truppe tedesche durante la II guerra Mondiale
5) al tempo delle guerra napoleoniche sul trono d’Inghilterra sedeva re Giorgio III, mentre Vittoria divenne regina nel 1837. Evidentemente questo verso è stato aggiunto in occasione (o poco prima) della battaglia di Tell al-Kebir in cui combatterono vari reggimenti delle Highlands e molti soldati irlandesi
6) Ai tempi in cui alla donna era vietato vestire in panni maschili…
7) la strofa in Harding B 11(158) è diversa: Your waist it is too slender, love; your waist it is too small. I’d be afraid you would not answer me when on you I would call. Your delicate constitution would not bear the unwholesome clime, Nor the cold sandy deserts on the banks of the Nile.
8) la strofa in Harding B 11(158) è diversa: My curse attend the war and the day it first began. It has robbed old Ireland of many a clever man. It took from us our true loves, the protectors of our soil, To fight the blacks and Negroes [sic] on the banks of the Nile.
9) a seconda delle versioni il paese è l’Irlanda o la Scozia Muireann dice:”For they have robbed old Ireland of many’s the gallant man ”
10) in molte versioni è scritto “worms” intendendo che i corpi sono sepolti e diventano cibo per i vermi, ma con la parola “leoni” si acuisce il senso di desolazione e di abbandono in cui vengono lasciati i cadaveri, insepolti, dilaniati dalle fiere.

ASCOLTA Ewan MacColl in “Classic Scots Ballads“, Tradition, TCD 1051, 1959. Il testo presenta lievi differenze con il precedente e il tempo è terzinato come un valzer

I
Hark hark, the drums do beat, my love, and I must haste away, The bugles sweetly sound and no longer can I stay, We are called up to Portsmouth and it’s many a weary mile, All for to be embarked for the banks of the Nile.
II
O Willie, dearest Willie, don’t leave me here to mourn, Don’t leave me here to curse the day that ever I was born, For parting with me Willie is like parting with me life, O stay at home, dear Willie, and make me your lawful wife.
III
I’ll put on me velveteens and go along with you, I’ll volunteer me services and go to Egypt too, I’ll fight beneath your banner, love, and fortune it may smile, And I’ll be your loyal comrade on the banks o’ the Nile.
IV
O Nancy, dearest Nancy, O that would never do, The government has ordered no women there tae go, The government has ordered, the King(5) he doth command, And I am bound on oath, my love, to serve on a foreign land.
V
Your waist is rather slender, your complexion is too fine, Your constitution is too weak to stand a hard campaign, The sultry suns of Egypt your precious health would spoil, In the sandy desert places on the banks of the Nile.
VI
O cursed, cursed be the day that ever wars began, For they’ve ta’en oot of Scotland(9) mony a bonny man, They’ve ta’en frae us oor lifeguards, praetectors o’ oor isle, And their bodies feed the worms(10) on the banks o’ the Nile.

SECONDA VERSIONE

ASCOLTA Young Tradition 1968

ASCOLTA Andy Turner che scrive ” version from Betsy Henry, of Auchterarder in Pethshire – actually, MacColl’s mother. I have anglicised it slightly, although that didn’t amount to much more than substituting “England” for “Scotland” in the last verse.”

VERSIONE B

ASCOLTA Old Blind Dogs in Wherever Yet May Be 2010 (su Spotify)

I
Farewell, my dearest Nancy, farewell I must away.
I hear the drums a-beating and no longer I can stay.
we’re ordered down to Portsmouth and as many a weary mile
For to fight for british army on the banks of the Nile.
II
Oh, I’ll cut off my yellow hair and along with you I’ll go
I’ll dress meself in uniform and I’ll see Egypt, too.
I’ll fight and bear thy banners well, kind fortune upon a smile.
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile.
III
Let a hundred days be darkened and let maidens give a sigh
It would melt the very elements to hear the wounded cry
Let a hundred days be brightened and let the maidens give a smile
But remember Abercrombie(11) on the banks of the Nile
IV
Oh, cursed upon the cruel war and the hour it begun,
For it has robbed our country of many a gallant man;
It took from us our old sweethearts, protectors of our soil
And their blood does steep the grass that’s deep on the banks of the Nile
V
O now the war is over and back I’ll then return
Until my wife and family I’ve left behind to mourn.
We’ll call them in around, my boys, and there’s no end of toil.
And no more we’ll go a’roving on the banks of the Nile.
TRADUZIONE DI RICCARDO VENTURI
I
Addio, mio amata Nancy, addio, devo partire.
Sento già rullare i tamburi e non posso stare più,
Ci hanno comandato a Portsmouth ed è un lungo cammino,
A combattere per la British Army sulle rive del Nilo.
II
Oh, mi taglierò i capelli biondi e verrò via con te,
Mi metterò l’uniforme e (verrò) anch’io a veder l’Egitto.
Combatterò e ti farò da brava portabandiera, e che la fortuna ti arrida,
E ci conforteremo l’un l’altro sulle rive del Nilo.
III
Cento giorni si faccian scuri, e sospirin le ragazze,
Fonderebbe gli elementi sentire i feriti che urlano.
Cento giorni si faccian chiari, e sorridan le ragazze:
Ma ricordate Abercrombie sulle rive del Nilo.
IV
Maledico la guerra e l’ora in cui è cominciata,
Ché ha privato il nostro paese di tanti ragazzi valorosi.
Ci ha rubato i nostri innamorati, protettori della nostra terra,
E il loro sangue innaffia l’erba alta sulle rive del Nilo.
V
Ma ora la guerra è finita e tornerò presto a casa,
Da mia moglie e dalla mia famiglia che ho lasciato a disperarsi.
Li chiameremo tutti qua, ragazzi, e la pena non avrà mai fine,
E non ce ne andremo mai più a vagare per le rive del Nilo.

NOTE INTEGRATIVE
11) probabilmente si riferisce a Sir Ralph Abercromby (1734-1801) il generale scozzese che guidò le truppe ad Abukir nel 1801; durante la battaglia nei pressi di Alessandria venne colpito da un proiettile e morì poco dopo.

DURA LEX SED LEX

2415_1“La donna non indosserà abiti da uomo, né l’uomo indosserà abiti da donna, perché chiunque fa tali cose è in abominio all’Eterno” (Deu 22:5)

Per trovare donne guerriere nella storia bisogna andare molto indietro nel passato oppure risalire fino al XX secolo (in Europa e USA); la battaglia per l’emancipazione della donna passa anche dall’appropriazione della “libertà di movimento” anche in senso letterale; fu l’americana Amelia Jenks Bloomer (1818-1894) a inventare l’abito-pantalone che in suo onore venne chiamato bloomer. Dalla foggia orientale il pantalone era ampio e stretto alla caviglia e rigorosamente da portare sotto ad un abito al ginocchio. Niente di particolarmente osè e sostanzialemtne la donna restava infagottata come prima, eppure nelle sue prime apparizioni il bloomer fu considerato scandaloso!
Solo negli anni venti del 900 fecero la comparsa nel guardaroba delle signore sportive e alla moda i pantaloni di foggia maschile (e Coco Chanel diede il suo innovativo contributo con i pantaloni da barca di linea larga da indossare per il tempo libero). E tutto perchè durante la Grande Guerra (in cui le forze più giovani del paese venivano mandati a morire non solo sotto le cannonate ma anche sotto i colpi micidiali delle mitragliatrici) furono le donne a sostituire gli uomini nei lavori pesanti in fabbrica o nei campi; indossavano i pantaloni del marito o del fratello tenuti su dalle bretelle. Così il pantalone era riservato alle due classi sociali più opposte: l’aristocrazia o l’alta borghesia e le donne operaie e contadine!

FRANCIA

La legge risale al 17 novembre 1800 ed è stata abrogata solo nel 2013.
Tutte le donne che, dopo la pubblicazione della presente ordinanza, si travestiranno da uomo senza aver sbrigato le formalità prescritte- lasceranno intendere di avere colpevole intenzione di abusare del loro travestimento“. La pena? L’arresto.
Nel 1892 e nel 1909 vennero introdotte due eccezioni alla regola che impediva alle signore di portare i pantaloni, il cui uso era consentito “quando impugnassero il manubrio di una bicicletta” o “le redini di un cavallo“. Nel 1972, una deputata del Parlamento francese, Michèle Alliot-Marie, venne bloccata al suo ingresso perchè indossava i pantaloni.

ITALIA

Negli anni 40 una legge di Mussolini proibiva alle donne di portare i pantaloni. Era vietato andare in chiesa, negli uffici pubblici e a scuola con i pantaloni ritenuti una “trovata demenziale di donne perverse
I pantaloni erano permessi solo alle donne per sciare, fare alpinismo e andare in bici, ma appena si smetteva l’attività sportiva, si doveva immediatamente indossare la gonna.
E così ai giorni nostri “mutatis mutandis”:
2014 (tratto da qui) VIETATO INDOSSARE PANTALONCINI: UOMO VA A LAVORO IN GONNA
Il comune di Rio de Janeiro ha deciso, a partire da questi mesi estivi, di vietare ai dipendenti pubblici di recarsi a lavoro in pantaloncini. Poco importa se fa caldo. Ancor meno se nella maggior parte dei luoghi di lavoro non c’è l’aria condizionata. Il decoro prima di tutto. Ma la cosa non è andata giù ai lavoratori che in vari modi hanno protestato contro la decisione.
Ma il vincitore della protesta più “virale” è stato sicuramente André Amaral Silva che ha pensato bene di andare a lavoro in gonna. La foto dell’uomo che sfoggia l’indumento femminile è andata nel frattempo a finire su Facebook ed è stata condivisa da migliaia di utenti in poche ore. “Non si tratta di una burla, ma di una cosa seria: ho voluto sollevare il problema nel rispetto della legge”, ha spiegato Andrè. All’inizio, il portiere non voleva farlo entrare, ma è stato poi convinto dalla logica: la gonna è un capo autorizzato, non importa chi la indossa.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/thebanksofthenile.html http://afolksongaweek.wordpress.com/2012/11/11/week-64-the-banks-of-the-nile/ http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=12883&lang=it http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=17699
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/258.html http://www.loc.gov/resource/amss.as100630/seq-1 http://celticlyricscorner.net/amhlaoibh/banks.htm

LA TRADIZIONE ORALE
http://sounds.bl.uk/World-and-traditional-music/Ethnographic-wax-cylinders/025M-C0037X1592XX-0100V0#_ http://www.itma.ie/inishowen/song/banks_of_the_nile_dan_mcgonigle http://history.wiltshire.gov.uk/community/getfolk.php?id=550 http://www.evergreentrad.com/banks-of-the-nile/