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LOVELY MOLLY

Non è ben chiaro dove si sia originata la canzone, che peraltro si inserisce in una nutrita serie di Farewell risalenti al 700 tra un giovane bracciante agricolo arruolatosi come soldato/marinaio per andare in guerra e l’altrettanto giovane fidanzatina.

La prima versione testuale scritta risale a Sam Henry che aveva raccolto il canto nella contea di Antrim tra il 1923-29, e gli studiosi ritengono che le successive versioni  di Jeannie Robertson e di Lizzie Higgins siano un adattamento in chiave scozzese di questa versione irlandese.
Ma ovviamente gli scozzesi non concordano e rivendicano la canzone al tempi della prima rivolta giacobita.

Prendiamo atto della bellezza di questa slow air che trasmette tutta la precarietà di una giovane vita privata del suo futuro (lavorare dignitosamente e invecchiare insieme alla propria sposa) e che molto probabilmente mai più ritornerà a seminare  la terra in Primavera .

ASCOLTA Sam Lee in Fade in time, 2015 (Arthur Jeffes & Roundhouse Choir) il suo mentore Stanley Robertson era il nipote di Jeannie Robertson (figura storica della tradizione musicale scozzese) e in questa versione Sam da prova di tutte le sue corde espressive

ASCOLTA Lindsay Straw


I
I once was a ploughboy (1),
but a soldier I’m now,
I courted lovely Molly,
as I followed the plough;
I courted lovely Molly,
from the age of sixteen,
But now I must leave her,
and serve James, my king.
Chorus
Oh Molly, lovely Molly,
I delight in your charms,
there is many’s the long night
you hae laid in my arms.
But if ever I return again,
it will be in the Spring
Where the mavis and the turtle dove
and the nightingale sing.
II
You can go to the market,
you can go to the fair;
You can go to the church on Sunday,
and meet your new love there.
But if anybody loved you
as much as I do,
I won’t stop your marriage,
and farewell, adieu
Traduzione di Cattia Salto
I
Un tempo ero un bracciante agricolo
ma ora sono un soldato,
corteggiai la bella Molly
quando seguivo l’aratro,
corteggiai la bella Molly
dall’età di 16 anni
ma ora la devo lasciare
per servire Giacomo, il mio re
Coro
Oh Molly bella Molly
deliziato dal tuo fascino
per più di una lunga notte
sei stata tra le mie braccia,
ma se mai ritornerò ancora
sarà in Primavera
quando il tordo e la tortora
e l’usignolo cantano
II
Tu puoi andare mercato
e puoi andare alla fiera
puoi andare in chiesa la domenica
per incontrare un nuovo innamorato.
Ma se qualcuno ti amerà
tanto quanto io ti amo
non impedirò il tuo matrimonio
e addio, addio

NOTE
1) un bracciante stagionale o un mezzadro, in Scozia un bothy boy, in Irlanda uno spailpin

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/arthur-mcbride.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34875
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/lovelymolly.html

I WAS A BLACKBIRD BY MAY BRADLEY

I “giorni della merla” sono per tradizione i giorni più freddi dell’anno e così come per l’orso valdostano (o la marmotta made in USA, Canada) si ricavano pronostici: se i giorni della merla sono davvero freddi, la Primavera sarà bella; se sono caldi, la Primavera arriverà in ritardo. I giorni della merla non sono però ben delimitati possono essere gli ultimi tre giorni di Gennaio ma anche i primi tre di Febbraio. Ipotesi astruse e leggende sono sorte per giustificare il proverbio, la più diffusa risale al Medioevo e spiega il colore della livrea grigio cenere della merla (che si è sporcata con la fuliggine del camino dentro cui era riuscita a ripararsi per sopportare il gelo) (vedi)
Le previsioni per l’annata agraria a venire (e il momento giusto per seminare) è ribadito anche da un altro proverbio che recita:“Quando vien la Candelora, de l’inverno semo fora; ma se piove o tira il vento, de l’inverno semo dentro”.
Lungo le rive del Po c’è ancora l’usanza di festeggiare i giorni della merla con dei canti e l’accensione di un falò.

IL MERLO ARALDO DELLA DEA RHIANNON

Nella tradizione celtica: Il merlo (druid dhubh) è associato alla Dea Rhiannon. La leggenda dice che gli uccelli di Rhiannon sono tre merli, che sono appollaiati e cantano sull’albero della vita ai confini con i mondi ultraterreni. Il loro canto, mette l’ascoltatore in uno stato di trance, che gli consente di recarsi nei mondi paralleli. (da qui)

Scrive Lawrence Sudbury “La dea Rhiannon è una dea lunare gallese il cui nome significa Grande (o divina) Regina. Per molti versi è una figura di potere assoluto, sovrana degli dei e, a livello filosoficamente più alto, rappresentante simbolica della natura… Ancora in sintonia con l’immagine della madre, la dea è nota per avere uccelli magici che cantano canzoni incantate che riportano sonni tranquilli agli esseri umani (i suoi figli) e, infine, ritornando al suo ruolo creativo anche sul piano simbolico, agisce come una Musa, portando l’energia illuminante di ispirazione per scrittori, poeti, musicisti e artisti” (da qui)

Il merlo maschio è di piumaggio nero come il corvo, ma il suo becco è di un vivace giallo-arancio (colore che borda anche il suo occhio rendendolo vivace) inoltre è più piccolo; il suo canto è gioioso e il suo fischio è descritto come pulito e flautato. Il verso del merlo è simile a un “tciu tciu tciu” che diventa “cie ciecie” quando è irritato. Quando ha paura, il fischio diventa acuto e stridente. I merli imparano subito qualsiasi melodia e tendono, poi, a ripeterla continuamente. Non è raro che riproducano anche il canto di altri uccelli. Quando cantano i merli, tendono ad appollaiarsi in cima agli alberi. Si tratta di uccelli vivaci e molto attenti. Tendono a formare coppie stabili e a vivere isolati eccetto che durante il periodo delle migrazioni, quando si spostano in gruppo. (continua qui)

IF I WAS A BLACKBIRD

Una canzone piuttosto recente sebbene di autore anonimo risalente forse alla fine dell’ottocento o più probabilmente ai primi del novecento, “If I was a Blackbird” è stata resa  popolare in Gran Bretagna e America negli anni 30 e 40 da Delia Murphy e negli anni 50 da Ronnie Ronalde. La melodia tradizionale è un valzer, rallentato più spesso come slow air.
Molti studiosi considerano il brano un lavoro di ricucitura  ottenuto mettendo insieme dei ‘floating verses’ presi da varie canzoni popolari (un mash-up si direbbe oggi) .

LA VERSIONE GALLESE

Una versione diversa da quella “irlandese” interpretata da Delia Murphy (qui) è invece la testimonianza di May Bradley (1902-1974), proveniente da una famiglia di gitani  (di origine Romany) depositaria dei canti rurali della parte Ovest del Midlands inglese e del Galles.

Oh Lord, madam, I could tell you lovely ‘istory …  But it’d take me such a long while to think back, you know.

The speaker is May Bradley, talking to Fred and Margaret Hamer in Ludlow, Shropshire, half a century ago.  Over the course of a number of visits she did indeed impart a great deal of ‘lovely ‘istory’, committing to posterity a wealth of songs the origins of which date back to long before she was born, and telling us much in passing about working-class rural life experiences during the first quarter of the twentieth century.  She was born 19 January 1902 to Romany parents named Robert and Esther Smith.  When enumerated in the 1911 census, aged only nine years, her parents gave her birthplace as Clipstone, in Glamorganshire, although in later life she claimed to have been “bred, borned and raised just ‘round ‘ere [i.e.  the vicinity of Ludlow] …  Well, Monmouthshire …  Chepstow in Monmouthshire I were born.” Her own and many other Romany families travelled extensively around the west Midlands and into the near areas of Wales, wherever the opportunity for gainful employment led them.  May Bradley was descended from a long line of singers within her immediate family, and from close contact with other travellers over an extended period additionally absorbed many items into her repertoire. (Rod Stradling da qui)

May registrò il brano ben tre volte e possiamo ascoltarla nella raccolta “May Bradley: Sweet Swansea” ristampata nel 2010 dalle registrazioni sul campo di  Fred Hamer a Ludlow, Shropshire, (settembre 1959, luglio e settembre 1965, aprile 1966).
Una versione ripresa da Sam Lee  (giovane artista il cui cd  d’esordio è stato premiato come migliore album del 2012 dalla rivista Froots) nel suo secondo Cd uscito nel 2015. Dice Sam Lee  “She has this amazing modal tune for it, unlike anyone else’s and lyrically, hers is so much more punchy and tenacious – about loving this soldier, being pregnant, being cast out by her community.” (tratto da qui)

ASCOLTA Sam Lee&Friends in ‘The Fade in Time’, 2015
Scrivono in “A walk around Britain“: Sam seems to agree with us that the most fitting place for traditional British songs is deep in the landscape that produced them. Concrete and car-horns are not the finest folk accompaniment, but birds of the field, wind through woods, and rhythmic sea-tide, most certainly are. These are the contexts that birthed the old songs, the invisible background to all ballads of Britain.
E così nel video diretto da Michael Smythe ci sentiamo completamente immersi nella terra

Nel web circola una versione testuale molto diversa da quella veramente cantata da Sam, così sono risalita alla versione di May Bradley riportata qui e le differenze sono minime

I
Now it’s of a  fair damsel (1) my fortune were had
I were overcourted by a rakish (2) young lad.
I have kept me love’s company night and be day
But now Johnny’s lifted, sure he’s gone far away.
CHORUS
Now if I were a blackbird (3) I’d whistle, I’d sing
I would follow the ship that my true love sailed in
On the top of his mainmast I would build my nest (4)
That long night, sure I’d gaze upon his lily white breast.
II
My love’s an old soldier but he’s neat, tall and thin.
There is none in the army come equal to him.
With his red rosy cheeks and his curly black hair
His flattering tongue draws my heart to a snare.
III
Now some people’s talking I’m out of my mind.
Some people says that I’m large with a child
But it’s let them be talking and say what they will
For the love I’ve got for him I’ll keep it up still.
IV
Now if I were a scholar I’d handle me pen
I would write him a letter, to him would I send.
God sends him safe sailings and fair winds to blow
There is adieu to my true love wherever he go.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ero una giovane fanciulla che ebbi la fortuna
di essere corteggiata da un ragazzo  vagabondo(2),
ho accettato la compagnia del mio amore notte e giorno
ma oggi Johnny mi ha lasciato, è così, è andato via.
RITORNELLO
Se fossi un merlo (3), potrei fischiettare e cantare,
seguirei la nave su cui naviga
il mio amore

e in cima all’albero maestro potrei costruire il mio nido (4)
e per tutta la notte volgerei lo sguardo sul suo candido petto 
II
Il mio amore è un veterano ma è bello, alto e snello,
nessuno nell’esercito
lo eguaglia
con le sue guance rosa e i neri capelli mossi
la sua parlantina ha preso il mio cuore in trappola
III
C’è chi dice che sono pazza,
altri dicono che sono incinta,
ma lasciate che sparlino e dicano quello che vogliono,
perchè l’amore che ho per lui resterà sempre saldo
IV
Se fossi uno studente e sapessi scrivere con la penna
gli scriverei una lettera e a lui la manderei,
che Dio lo preservi al sicuro in mare e che venti favorevoli lo sostengano
con l’addio al mio vero amore
ovunque egli vada.

NOTE
1) Sam dice “” young woman”
2) La parola “Rake” si traduce in italiano con libertino forse un diminutivo di ‘rakehell’ (dissoluto), che, a sua volta, deriva dall’Islandese antico “reikall,” dal significato di “wandering” (nomade) o “unsettled” (instabile). Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, ma anche uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi nel corso del 17° secolo. Nel suo significato più negativo il libertino è un debosciato in quello più “trasgressivo” è un giovane scapolo gaudente che si diverte fin che può prima di sistemarsi con il matrimonio e “mettere la testa a posto”.
3) i merli formano coppie stabili che vivono isolate. Le migrazioni avvengono durante la notte dalle regioni più settentrionali con spostamenti verso sud-ovest. In Italia i merli sono stanziali.
4) negli antichi velieri in cima all’abero maestro c’era la crocetta detta colloquialmente crow’s nest (= nido del corvo) era una piattaforma riparata nel punto più alto della nave per gli avvistamenti, così nel verso successivo l’innamorata dichiara che se fosse di vedetta sulla crocetta, punterebbe il suo cannocchiale sull’innamorato e non sull’orizzonte.

FONTI
https://shailapersonalspace.wordpress.com/2014/05/25/messaggero-il-merlo/
http://www.mustrad.org.uk/articles/bradley.htm
https://www.theguardian.com/music/2012/oct/28/sam-lee-gypsy-folk-music
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/ifiwereablackbird.html

LA MORTE OCCULTATA: SCOZIA E AMERICA

Un filo rosso collega i vari paesi di quel territorio che  possiamo chiamare Europa che un tempo antico fu unito se non politicamente  almeno culturalmente dalle storie cantate dai giullari e menestrelli  girovaghi. Così vediamo come il tema della Morte Occultata partito dal Nord dei Paesi Scandinavi sia giunto  a Sud e a Ovest in più varianti nelle lingue romanze.

VERSIONI SCANDINAVE continua
VARIANTI SCANDINAVE continua
VERSIONI ISOLE BRITANNICHE E AMERICA continua
VERSIONI FRANCIA (Bretone, francese e occitana) continua
VERSIONE PIEMONTE continua

VERSIONE SCOZZESE CLERK COLVILL CHILD # 42

Clerk-Colvill-ArthurRackhamIn The English and Scottish Popular Ballads, Child ballad # 42 (altri titoli Clerck Colven o Earl Colvin -in italiano “il giovane Colvin”) ritroviamo la stessa ballata.
La ballata ha inizio con un bisticcio tra fidanzati: la promessa sposa prega il cavaliere di non andare  a trovare la sua amante proprio alla vigilia delle nozze! Colvill nega ogni addebito (normale amministrazione!) ma poi ci va e incontra una bella fanciulla intenta a lavare. I due hanno un chiaro incontro sessuale (con il linguaggio in codice del tempo), ma poi l’uomo si lamenta per il mal di testa, lei gli dà una pezza (avvelenata) e gli annuncia la morte imminente (oppure lo avvelena dandogli un ultimo bacio). La donna è chiaramente una ninfa dell’acqua e infatti non appena il giovane sguaina la spada la fanciulla si trasforma in sirena e si tuffa nelle acque.

ASCOLTA Frankie Armstrong in Till the Grass o’ergrew the corn 2006, La melodia è un arrangiamento di Frankie da quella ascoltata dalla signora Brown di Falkirk, contea di Stirling.

VERSIONE CLERK COLVEN
I
Clerk Colven and his gay (1) lady
Were walking in yon garden green,
A belt (2) around her middle so small
Which cost Clerk Colven crowns fifteen.
II
“O harken to me, my lord,” she says
“O, harken well to what I do say:
If you go to the walls of Stream (3),
Be sure you touch no well fair’d maid.”
III
“O, hold your tongue,” Clerk Colven said,
“And do not vex me with your din.
I never saw a fair woman
But with her body I could sin.” (4)
IV
He’s mounted on his berry-brown steed
And merrily merrily rode he on,
Until he came to the walls of Stream,
And there he spied the mermaiden.
V
“You wash, you wash, you mermaiden”,
“O, I will wash your sark of the silk.
It’s all for you, my gentle knight,
My skin is whiter than the milk(5).”
VI
He’s taken her by the milk white hand
And likewise by the grass-green sleeve,
he’s laid her down all on the grass,
Nor of his lady need he ask leave (6).
VII
“Alas! Alas!” says Clerk Colven,
“For oh so sore is grown my head.”
Merrily laughed the mermaiden,
“Aye, even on, till you be dead.”
VIII
“But you pull out your little pen-knife,
And from my sark you shear a gore,
And bind it round your lovely head,
And you shall feel the pain no more.”
IX
So he’s took out his little pen-knife,
And from her sark he sheared a gore,
He’s bound it round his lovely head;
But the pain it grew ten-times more.
X
“Alas! Alas!” cries Clerk Colven,
“For now so sore is grown my head.”
Merrily laughed the mermaiden,
“’twill I be away and you’ll be dead.”
XI
So he’s pulled out his trusty sword,
And thought with it to spill her blood;
But she’s turned to a fish again
And merrily sprang into the flood.
XII
He’s mounted on his berry-brown steed,
And drear and dowie rode he home,
Until he’s come to his lady’s bower
And heavily he’s lighted down.
XIII
“O, mother, mother, make my bed,
O, gentle lady, lay me down(7);
O brother, brother, unbend my bow(8),
It’ll ne’er be bent by me again.”
XIV
His mother she has made his bed,
His gentle lady laid him down,
His brother he unbent his bow,
It ne’er was bent by him again.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Clerk Colven e la sua bella (1) dama
passeggiavano nel prato del giardino, la cintura (2) intorno ai fianchi stretti, era costata a Clerk Colvill quindici corone.
II
“Ascoltami mio signore, -disse lei-
ascolta bene ciò dico:
se andrai ai pozzi di Stream (3),
bada di non toccare la bella fanciulla del pozzo”
III
“Frena la lingua, – disse Clerk Colven-
e non mi infastidire con i tuoi sospetti
non ho ancora visto una bella donna
con la quale giacerei (4)”
IV
Montò sul destriero baio
e cavalcò allegramente,
finchè arrivò presso i pozzi di Stream,
e lì vide la sirena.
V
“Lava, lava sirena”
“Laverò la tua camicia di seta;
è tutto per te, gentile cavaliere,
ho la pelle più bianca del latte(5).”
VI
La prese per la mano bianco latte,
e per la manica verde come l’erba,
e la distese sul prato,
senza bisogno di chiederle permesso (6)
VII
“Ahime! – disse Clerk Colven –
che mal di testa”
Allegra rise la sirena:
“Certo, e continuerà fino a che sarai morto.
VIII
Allora prendi il tuo piccolo pugnale,
e dalla mia camicia taglia un lembo,
e avvolgilo intorno alla tua bella testa
e non sentirai più dolore”
IX
Così egli prese il tuo piccolo pugnale,
e dalla camicia tagliò un lembo,
e lo avvolse intorno alla sua bella testa
ma il dolore aumentò dieci volte tanto!
X
“Ahime! – gridò Clerk Colven –
ora la mia testa mi fa così male”
Allegra rise la sirena
“Sarà così fino a quando morirai”
XI
Allora lui sguainò la fida spada
pensando di farle versare il sangue,
ma lei si era trasformata in pesce
e allegramente si gettò nell’acqua.
XII
Lui montò sul suo destriero baio
e triste e sofferente cavalcò a casa,
finchè arrivò alla stanza della sua Signora,
e pesantemente smontò.
XIII
“Oh madre, madre, fammi il letto,
o dama gentile, fammi sdraiare, (7)
Oh fratello, togli la corda al mio arco
che mai più tenderò.”
XIV
Sua madre fece il letto
la sua dama gentile lo mise a letto
e suo fratello tolse la corda dell’arco
che non sarà mai più teso.

NOTE
1) come osserva Giordano Dall’Armellina la dama in altre versioni è definita lusty=vigorosa, ma anche bramosa e in ultima analisi possessiva.
2) la cintura è chiaramente un pegno d’amore, era consuetudine infatti, allo scambio delle promesse di fidanzamento, regalare un “gingillo” alla dama, non necessariamente un anello con diamante come si usa oggi, ma un fermaglio per capelli o una cintura (ovviamente non meno costosa anche allora)
3) anche pozzo di Slane: il pozzo è una fenditura nella terra nella quale sgorga l’acqua magica e curativa proveniente dal grembo della dea madre, ma se lo spirito del luogo non è placato diventa acqua mortifera. Qui però rappresenta l’energia erotica che attrae il giovane
4) letteralmente “con la quale peccherei con il mio corpo”; tradotto in parole povere: “credi che io sia il tipo d’uomo che va a letto con ogni donna che incontra?”
5) è risaputo che la pelle nivea era un requisito fondamentale per l’eccitazione sessuale del cavaliere medievale
6) tutta la strofa è un linguaggio in codice per dire che i due hanno avuto un rapporto sessuale
7) la morte in questo caso non è occultata e anche la fidanzata apprende subito la notizia
8) in altre versioni dice “O brother, take my sword and spear” [in italiano fratello prendi la mia spada e la mia lancia] per indicare che sarà seppellito con la panoplia del guerriero come era usanza nelle sepolture per le persone di rango nelle antiche civiltà europee.

LA VERSIONE AMERICANA GEORGE COLLINS Child # 85

Pubblicata in The Penguin Book of English Folk Songs e collezionata da George Gardiner nel 1906 dalla voce di Henry Stansbridge, Lyndhurst, Hampshire. La versione però è molto corrotta e diversificata rispetto alla ballata della morte occultata di origini norrene. Come sempre quando la ballata di stampo medievale sbarca nelle Americhe perde il suo carattere magico-misterico per banalizzarsi (o concretizzarsi): così il bel George muore per il contagio fulminante di una non meglio specificata malattia venerea..

ASCOLTA Sam Lee The Ballad of George Collins in ‘Ground of its own’ 2012 (vincitore del Barclaycard Mercury Prize 2012 vedi) : magnifica video-clip

ANALISI DEL TESTO
La fanciulla nella I strofa dovrebbe essere la sua promessa sposa Ellen, Eleanor o Ellender mentre si sta facendo il bagno, ma anche la fata. Nella II strofa il luogo è chiaramente quello della sirena, che lo chiama e in cui i due si scambiano l’ultimo bacio mortifero. Nella IV strofa George è nella casa paterna ad annunciare la sua morte imminente dove chiede di essere sepolto nella proprietà di Ellender. Infine nella VIII strofa la bara è stata portata nella casa della dama che chiede di levare il coperchio per poter ancora baciare le labbra del suo innamorato. La strofa finale sembra essere un’aggiunta ottocentesca in chiave ironica che si può interpretare come la notizia che sei donne sono morte perchè contagiate dalla malattia venerea di George

VERSIONE SAM LEE ( da qui)
I
George Collins walked out one may
morning, when may was all in bloom
and who  should he see but a fair pretty maid, washing her white marble stone
II
She(1) whooped she hollered she called so loud, she waved her lilly white hand
come hither to me George Collins cried she , for your life it won’t last you long
III
He put his foot on the broad water side,
across the river sprung he,
he gripped his hands round her middle so small and he kissed her red ruby lips(2)
IV
Then he road home to his father’s old house, loudly knocked with the ring
arise, arise my father he cried
rise and please let me in
V
Oh arise,arise dear mother he cried
rise and make up my bed
arise, arise dear sister he cried
get a napkin to tie round my head
VI
For if I should die tonight
As I suppose I shall
Please Bury me under that marble stone
That lies in fair Ellender’s hall(3)
VII
Fair Ellender sat in her hall
weaving her silk so fine
who should she see but the finest corpse(4) that ever her eyes shone on
VIII
Fair Ellender called unto her head maid
‘Whose corpse is this so fine?’
she made her reply “George Collins is corpse an old true lover of mine”
IX
Oh put him down my brave little boys
and open his coffin so wide
but I may kiss his red ruby lips
ten thousand times he has kissed mine
X
This news been carried to fair London town
And wrote on London gate(5),
six pretty maids died all in one night
‘twas all for George Collins’ sake
TRADUZIONE  CATTIA SALTO
I
George Collins uscì una mattina di Maggio, quando maggio era tutto in fiore e incontrò una bella fanciulla
che si lavava sulla pietra di marmo bianco.
II
Lei(1) urlò, strillò e gridò così forte
e agitò la sua bianca mano
“Vienimi vicino George Collins
che la tua vita non durerà a lungo”
III
Lui mise il piede sul bordo dell’acqua
e nel fiume balzò, e strinse le mani attorno ai suoi fianchi così sottili e le baciò le labbra rosso-rubino.(2)
IV
Allora lui ritornò nella vecchia casa avita, e forte bussò con il batacchio
“Alzati, padre mio – gridò-
alzati e fammi entrare per favore”
V
“Alzati cara madre – gridò
Alzati e preparami il letto,
alzati cara sorella
e prendi un panno da avvolgere alla mia testa
VI
Perchè se dovessi morire stanotte
come penso che accadrà, per favore seppellitemi sotto a quella pietra di marmo
che si trova nella sala(3) della bella Ellender”
VII
La bella Ellender sedeva nella sua sala
a tessere la sua bella seta
e vide il più bel cadavere(4)
che i suoi occhi avessero mai visto.
VIII
La bella Ellender chiamò la sua dama di compagnia “Di chi è questo così bel cadavere?” e lei rispose “George Collins è il cadavere, uno dei miei vecchi amanti”
IX
“Oh mettetelo giù miei bravi ragazzi
e aprite la sua grande bara che devo baciare le sue labbra rosso-rubino per le diecimila volte che lui ha baciato le mie”
X
Questa notizia ha fatto il giro di Londra
e fu scritto sul “London gate (5)”
“sei belle fanciulle sono morte in una sola notte per amore di George Collins”

NOTE
1) she è riferito alla sirena
2) ovviamente George non si è limitato al bacio…
3) altrove scritto come hill ma il luogo, anche se più logico di hall, qualificherebbe Ellender come fata
4) la frase è un po’ da interpretare, è la dama di compagnia (o la governante) a chiedere di chi sia il cadavere nella bara. Ed è Ellender a rispondere che si tratta di un suo amante. Nelle altre varianti è la dama a rispondere che si tratta dell’amante di Ellender
5) il dato del giornale che riporta la cronaca del giorno, colloca la ballata in epoca ottocentesca e fa pensare più a un contagio venereo che a una storia soprannaturale.

terza parte: la variante bretone e piemontese continua

FONTI
http://www.nspeak.com/allende/comenius/bamepec/multimedia/saggio1.htm http://www.traditionalmusic.co.uk/child-ballads-v2/child8-v2%20-%200371.htm
http://www.celticlyricscorner.net/sileas/may.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18313
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/georgecollins.html
http://www.promonews.tv/videos/2012/11/01/sam-lee-ballad-george-collins-andrew-steggall
http:[email protected]?SongID=2210
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=41600
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=140832
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=64646