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JOHNNY BUGGER/OLD JOHNNY BOOGER/JOHNNY BUCCA

Titoli simili sono riferiti a due filoni della canzone, uno diffuso in Gran Bretagna, Irlanda e Terranova l’altro proveniente dall’America.  Ma che queste canzoni abbiano una radice comune (oltre al titolo) è ancora tutto da verificare, di fatto le melodie tra le due sponde del mare sono diverse.
Al momento non ci sono delle ricerche accurate in merito, solo un mucchio di ipotesi.
ALTRI TITOLI: “Jonny Boker”, “Old Johnny Booker”, “Mister Booger” “What Johnny Booker Wouldn’t Do”

Versione sea shanty
Versione old time style 

PRIMA VERSIONE

La versione di Johnny Bugger, diffusa con alcune varianti regionali sia in Scozia, Irlanda, Galles, e in particolare in Cornovaglia, fu estremamente popolare nei folk clubs durante gli anni 60-70. Secondo alcuni è una versione recente risalente, al tempo della seconda guerra mondiale.

L’approccio è umoristico il personaggio un vecchio egoista e taccagno, che finisce per ricevere quello che si merita.

ASCOLTA John Dean

ASCOLTA The Quare Fellas (The Dublin City Rambler)

ASCOLTA Ryan’s Fancy

I testi sono piuttosto simili (a dimostrazione di un più recente diffusione )

I
Old Johnny Bucker
he lived by himself
As long as he had perfect health,
Then one day he took a wife
To care for him
for the rest of his life.
CHORUS
And I do believe, I will do believe,
Old Johnny Bucker
was a gay (2) old bugger (3)
And a gay old bugger was he.
II
Old Mrs Bucker
she had a bad leg
And the doctor
ordered her to bed
Called for Johnny and said to him,
You’ll have to rub you’re old wife’s leg with gin.
III
Old Johnny Bucker
he thought it was a sin
To rub his wifes bad leg with gin
He took the gin and poured it down his throttle
And he rubbed her bad leg with the bottle!
IV
Old Johnny Bucker
went walking (workin’) one day
Down by the river (canal) he chanced (happened ) to stray
He fell in and he began to shout
But there was no bugger there for to pull the bugger out
V
Oh the Lord made bees
and the bees made honey
And the Lord made man
and man made money
Oh the Lord made the devil
and the devil made sin
And they had to dig a hole
for to put the bugger in.
Traduzione Cattia Salto
I
Il vecchio Johnny Bucker(1)
viveva da solo
finchè godette di perfetta salute
poi un giorno prese moglie (2)
perchè lo accudisse
per il resto della sua vita
CORO
E sono convinto 
che Il vecchio Johnny Bucker sia proprio una vecchia allegra (3) canaglia (4)
un’allegra vecchia canaglia 

II
La vecchia signora Bucker
aveva una gamba malata
e il dottore le ordinò
di mettersi a letto,
chiamò Johnny e gli disse:
“Devi frizionare la gamba della tua signora con il gin”
III
Il vecchio Johnny Bucker
credette fosse un peccato
frizionare la gamba della tua signora con il gin.
Prese il gin e se lo versò in gola
e frizionò la gamba malata con la bottiglia.
IV
Il vecchio Johnny Bucker
era a passeggio un giorno
e giù nel canale ebbe la sventura di scivolare; cadde e si mise a gridare,
ma non c’era una canaglia per tirare fuori la canaglia.
V
Il Signore fece le api
e le api fecero il miele
e il Signore fece l’uomo
e l’uomo fece di soldi.
Il Signore fece il Diavolo
e il diavolo fece il peccato
e si dovette scavare un buco
per metterci dentro il furfante

NOTE
1) Buccah, Bucher la parola potrebbe derivare da bucca nel senso di folletto, creatura del piccolo popolo
2) si presume una giovane moglie
3) Gay= Happy bright and cheerful. ‘Gay old Bugger’
4) talvolta in senso bonario

In Cornovaglia aggiungono:
Johnny he died and he went to heaven.
He got there about half past eleven.
St. Peter met him at the gate,
And said ‘Johnny Bucca
You’re too b… late!’

FONTI
http://www.an-daras.com/cornish-songs/Kanow_Tavern-Johnny_Bucca.pdf
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=67154
http:[email protected]?SongID=8782
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3013
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/22/bucher.htm

HARBOUR LE COU

“Harbour le cou” è una sea song popolare a Terranova (Newfoundland), Canada, il racconto umoristico di uno sfortunato marinaio di Torbay che appena sbarcato a Harbour Le cou trova una damigella da corteggiare, ma incontra anche un vecchio amico il quale molto poco cameratescamente lo smaschera per quel donnaiolo che è mandando i suoi saluti a moglie e figli..

L’AUTORE

“Captain” Jack Dodd (1902-1978) di Torbay fu pescatore, marinaio, scrittore di canzoni e cantante, cercatore di tesori, un Jack of all -trade ma soprattutto un avventuriero. Si dice abbia fatto il giro del mondo per ben tre volte. Ha scritto ‘The Wind in the Rigging‘ (1972)  e “Cabot’s Voyage to Newfoundland” (1974) vedi

IL PORTO

Rose Blanche-Harbour le cou è un piccolo paese di pescatori che si trova sulla costa sud-occidentale dell’isola di Terranova in una piccola baia, abitata pare solo dal 1810

VIDEO di Paul Corman

LA CANZONE

ASCOLTA Gordon Lightfoot 1964

ASCOLTA Great Big Sea

ASCOLTA Ryan’s fancy


I
As I rode ashore from my schooner close by
A girl on the beach sir I chanced to espy,/Her hair it was red and her bonnet was blue/Her place of abode was in Harbour Lecou.
II
Oh boldly I asked her to walk on the sand
She smiled like an angel and held out her hand
So I buttoned me guernsey(1) and hoved way me chew(2)
In the dark rolling (flowing) waters of Harbour Lecou
III
My ship she lay anchored far out on the tide
As I strolled along with that maid at my side/I told her I loved her, I said I’ll be true,/And I winked at the moon over Harbour Lecou
IV
As we walked on the sands(3) at the close of the day
I thought of my wife who was home in Torbay(4)
I knew that she’d kill me if she only knew
I was courting this lassie in Harbour Lecou.
V
As we passed a log cabin(5) that stood on the shore
I met an old comrade I’d sailed with before,
He treated me kindly saying “Jack, how are you?/Its seldom I see you in Harbour Lecou”.
VI
And as I was parting, this maiden in tow,/He broke up my party with one single blow/ He said “Regards to your missus, and your wee kiddies too,
I remember her well, she’s from Harbour Lecou”.
VII
I looked at this damsel a standing ‘long side/Her jaw it just dropped and her mouth opened wide
And then like a she-cat upon me she flew/And I fled from the furys of Harbour Lecou(6)
VIII
So come all you young sailors who walk on the shore
Beware of old comrades you sailed with before
Beware of the maidens with the bonnets of blue
And the pretty (fighting) young damsels of Harbour Lecou.
tradotto da Cattia Salto
I
Mentre sbarcavo a terra dalla mia goletta
una ragazza sul litorale mi è capitato di vedere
dai capelli rossi e con il berretto blu
abitava a Harbour Lecou.
II
Le ho chiesto con baldanza di passeggiare sulla spiaggia
lei sorrise come un angelo e tese la mano
così mi sono abbottonato il Guernsey (1) e ho gettato la mia cicca (2)
nelle cullanti acque scure di Harbour Lecou
III
La mia nave era all’ancora in alto mare
mentre io passeggiavo con quella fanciulla al fianco
le dissi che l’amavo e che ero sincero
e strizzai l’occhio alla luna su Harbour Lecou
IV
Mentre camminavamo sulla spiaggia (3) sul finir del giorno
pensavo a mia moglie che era a casa a Torbay (4)
sapevo che mi avrebbe ucciso se solo avesse saputo
che stavo corteggiando questa ragazza di Harbour Lecou
V
Mentre oltrepassavamo un capanno(5) che stava sulla spiaggia
incontrai un vecchio compagno con cui avevo navigato un tempo
mi trattò gentilmente dicendo “Jack come va? Raramente ti vedo a Harbour Lecou”
VI
E mentre ci separavamo con questa ragazza a rimorchio,
mi ha rovinato la festa e tutto d’un fiato disse “Salutami la tua signora e anche i tuoi bambini, me la ricordo bene è di Harbour Lecou”
VII
Guardai verso la fanciulla che mi stava al fianco,
la mascella le cadde e la bocca si spalancò e poi come una gatta verso di me si lanciò e io fuggii dalla furia di Harbour Lecou (6)
VIII
Così venite tutti giovani marinai che passeggiate sulla spiaggia
fate attenzione ai vecchi compagni con cui avete navigato un tempo,
fate attenzione alle fanciulle con il berretto blu
e alle giovani (combattive) fanciulle di Harbour Lecou
maglione guernsey
tratto da http://www.aransweatermarket.com/mens-crew-neck-guernsey-sweater

NOTE
1) maglione da marinaio detto ‘Ganzie‘ perchè confezionato nell’isola di Guernsey, è diventato un indumento tradizionale dei pescatori inglesi. Il modello originale è lavorato in un solo pezzo senza cuciture partendo dal collo e per praticità il davanti è identico al dietro. Le maniche sono leggermente sopra il polso, dettaglio che serviva per non bagnarsi  con l’acqua di mare durante il lavoro. La lavorazione della maglia è molto stretta a maglia rasata o con motivi a trecce e zig zag. Era tradizionalmente confezionato dalle mogli (o sorelle) dei pescatori con i motivi che si passavano di madre in figlia attraverso le generazioni (un po’ come i motivi aran irlandesi).
Due erano gli stili: quello da lavoro (”working”) a maglia rasata detto anche in inglese plain stitch, Jersey Stitch, Flat Stitch, o Stockinette Stitch, e l’altro raffinato (”finer”) per le grandi occasioni.
2) to heave away one’s chew
3) oppure we strolled along
4) Torbay è una cittadina dell’isola di Terranova e si trova nella penisola di Avalon vicino a Saint John’s
5) tipica costruzione con tronchi di legno dei pescatori; i capanni sono piccoli e costruiti prorpio sull’acqua come rimessa della barca e le attrezzature per la pesca.
6) oppure Was a fit of the furies in Harbour Le Cou

FONTI
http://roseblanche.ca/about_rose-blanche.html
http://www.mun.ca/folklore/munfla/dodd.php
http://guernsey-knitwear.myshopify.com/pages/the-history-of-the-guernsey-jumper
https://lamagliadimarica.com/2014/05/03/guernsey-i-pullover-dei-pescatori-dellisola-del-canale/
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/01/lecou.htm
http://www.mun.ca/folklore/leach/songs/NFLD1/18-04.htm
http://gaddingaboutwithgrandpat.blogspot.it/2012/08/harbour-le-cou-newfoundland.html
http://www.aransweatermarket.com/mens-crew-neck-guernsey-sweater

CHÌ MI NA MÒRBHEANNA

“Chi, chi mi na mor-bheannaibh” è una canzone in gaelico scozzese scritta da John Cameron di Ballachulish (Iain Camshroin) nel 1856.
Il titolo iniziale della canzone era” Duil ri Baile Chaolais Fhaicinn” (Hoping to see Ballachulish), la sua pubblicazione nella raccolta “The Gaelic Songster” (An t-Oranaiche) di Archibald Sinclair, -Glasgow 1879 (il formato digitale qui) ci permette di cogliere le differenze testuali con la versione “O, chì, chì mi na mòrbheanna” diventata poi standard. Ballachulish (Highlands Scozia nord-occidentale) è un paesino alla foce del Loch Leven con le montagne che offrono delle viste spettacolari.

Vista da Sgorr na Ciche verso Loch Leven

DUIL RI BAILE CHAOLAIS FHAICINN
Chi, chi mi na mor-bheannaibh ;
Chi, chi mi na cor-bheannaibh ;
Chi, chi mi na coireachan(5) 

Chi mi na sgoraibh fo cheò.
I*
Chi mi gun dàil an t-àit’ ‘s d’ rugadh mi,
Cuirear orm fàilt’ ‘s a’ chainnt a thuigeas mi ;
Gheibh mi ann aoidh a’s gràdh ‘n uair ruigeam
Nach reicinn air tunnachan òir.
II
Chi mi a’ ghrian an liath nam flaitheanas,
Chi mi ‘s an iar a ciar ‘n uair luidheas i ;
Cha ‘n ionnan ‘s mar tha i ghnàth ‘s a’ bhaile so
N deatach a’ falach a glòir.
III
Gheibh mi ann ceòl bho eòin na Duthaige,
Ged a tha ‘n t-àm thar àm na cuthaige,
Tha smeoraichean ann is annsa guth leam
Na plob, no fiodhal mar cheòL
IV
Gheibh mi le lìontan iasgach sgadain ann,
Gheibh mi le iarraidh bric a’s bradain ann ;
Na’m faighinn mo mhiann ‘s ann ann a stadainn.
S ann ann is fhaid’ bhithinn beò.
V*
Chi mi ann coilltean, rhi ini ann doireachan,
Clii nii ann màghan bàn’ is torraiche.
Chi mi na fèidh air làr nan coireachan,
Falaicht’ an trusgan do cheò.

NOTE
* coro e strofe presenti nella versione standard

TRADUZIONE INGLESE J. Mark Sugars 1998
I
I shall see without delay the place where I was born,
I shall receive a welcome in the language that I understand;
I shall get there a smile and love when I arrive
That I would not trade for tons of gold(1).
II
I shall see the sun grow pale in the sky
I shall see the dusk in the west when it sets;
It won’t be like it always is in this town(2),
The smoke hiding its glory.
III
There I shall get music from the birds of my Homeland,
Although the time is after the time of the cuckoo,(3)
Mavises are there and their sound is dearer to me
Than pipe or fiddle for music.
IV
I shall get herring with fishing-nets there,
I shall get trout and salmon by asking there;
If I were to get my desire it’s there I would stay,
And it’s there I would live the longest.
V
There I shall see woods, there I shall see oak groves(4),
There I shall see fair and fertile fields,
I shall see the deer on the floor of the corries,
Veiled by a shroud of mist.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Vedrò presto il luogo in cui sono nato
e sarò accolto nella lingua che capisco
riceverò al mio arrivo cortesie e affetto
che non cambierei per quintali d’oro(1)
II
Vedrò il sole diventare pallido nel cielo
e vedrò il tramonto ad ovest quando cala
non sarà sempre come in questa città(2)
con l’inquinamento che nasconde il suo splendore
III
Là sentirò la musica degli uccelli della mia terra
anche se è passata la stagione del cuculo(3)
ci sono i tordi e il loro canto mi è più caro
del suono del flauto o del violino
IV
Pescherò le aringhe con le reti là
prenderò trote e salmoni a volontà là
se dipendesse da me e là dove vorrei stare
e dove vorrei vivere a lungo
V
Vedrò i boschi, i boschi di querce(4)
vedrò la più fertile e bella terra
vedrò il cervo ai piedi delle conche
nascoste da una coltre di nebbia

NOTE
1) l’espressione idiomatica in italiano preferisce “quintali d’oro” anche se letteralmente in inglese si dice “una tonnellata”
2) Glasgow
3) la poesia è stata scritta agli inizi dell’autunno (del 1856), quando il cuculo è già emigrato verso le terre più calde
4) i boschetti di querce sono il greennwood, ovvero il  nemeton, il bosco sacro; doireachan è tradotto altrove come thickets
5) corrie (coire) è un anfiteatro morenico nel dizionario inglese si legge “is a circular dip or bowl-shaped geographical feature in a Scottish or Irish highland mountain or hillside formed by glaciation.” Le montagne vengono descritte non genericamente ma con preciso riferimento alla morfologia del territorio intorno a Ballachulish

Glen-coe Taken near Ballachulish null William Daniell 1769-1837 Presented by Tate Gallery Publications 1979 http://www.tate.org.uk/art/work/T02823
Glen-coe vista da Ballachulish (Tate Gallery Publications 1979)

Nel settimanale  della contea di Argyll “The Oban Times”  (8 Aprile 1882) vennero pubblicate anche le altre strofe della canzone intitolata questa volta “Chi, chi mi na mor-bheannaibh” 

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE

Il testo è stato scritto in gaelico scozzese ed è incentrato sulla nostalgia per le amate montagne, la melodia è lenta con l’andamento di una ninna-nanna.

ASCOLTA The Rankin Family 1989

ASCOLTA Solas

ASCOLTA Quadriga Consort live

CHÌ MI NA MÒRBHEANNA (versione standard)
O, chì, chì mi na mòrbheanna;
O, chì, chì mi na còrrbheanna;
O, chì, chì mi na coireachan,
Chì mi na sgoran fo cheò.
I
Chì mi gun dàil an t-àite ‘san d’ rugadh mi;
Cuirear orm fàilte ‘sa chànan a thuigeas mi;
Gheibh mi ann aoidh agus gràdh nuair ruigeam,
Nach reicinn air thunnachan òir.
II
Chì mi ann coilltean; chi mi ann doireachan;
Chì mi ann màghan bàna is toraiche;
Chì mi na fèidh air làr nan coireachan,
Falaicht’ an trusgan de cheò.
III
Beanntaichean àrda is àillidh leacainnean
Sluagh ann an còmhnuidh is còire cleachdainnean
‘S aotrom mo cheum a’ leum g’am faicinn
Is fanaidh mi tacan le deòin
IV
Fàilt’ air na gorm-mheallaibh, tholmach, thulachnach;
Fàilt air na còrr-bheannaibh mòra, mulanach;
Fàilt’ air na coilltean, is fàilt’ air na h-uile –
O! ‘s sona bhith fuireach ‘nan còir.

TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
O, I will see, I will see the great mountains,
O, I will see, I will see the lofty mountains,
O, I will see, I will see the corries(5),
I’ll see the mist covered peaks.
I
I will soon see the place of my birth.
They’ll welcome me in a language I’ll understand.
I’ll receive attention and love when I get there,
which I wouldn’t sell for tons of gold(1).
II
There I’ll see forests, there I’ll see groves.
There I’ll see fair, fruitful meadows.
I’ll see deer at the foot of the corries,
hidden in the mantles of mist.
III
High mountains and beautiful ledges,
folk there always kind by custom,
light is my step as I go bounding to see them,
and I’ll willingly stay a long while.
IV
Hail to the blue-green, grassy, hilly,
hail to the hummocky, high-peaked mountains.
Hail to the forests, hail to all there;
o, contentedly would I live there forever.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Vedrò le grandi montagne
Oh vedrò le alte montagne
vedrò le conche (5)
vedrò le cime coperte dalla nebbia
I
Vedrò presto il luogo in cui sono nato
e sarò accolto nella lingua che capisco
riceverò al mio arrivo cortesie e affetto
che non cambierei per quintali d’oro(1)
II
Vedrò le foreste, vedrò il bosco antico (4)
vedrò la più fertile e bella terra
vedrò il cervo ai piedi delle conche
nascoste da una coltre di nebbia.
III
Alte montagne e splendidi pendii
genti che sono sempre di modi gentili
leggero il passo quando vado a trovarli
e volentieri resterei là per molto tempo.
IV
Salve alle colline d’erba verde scuro
salve ai monti corrugati in alti picchi
salve alle foreste, salve a tutto,
contento vorrei vivere là per sempre.

VERSIONE IN INGLESE:The Mist Covered Mountains

Il testo è stato adattato anche in inglese da Malcolm MacFarlane (secondo il gusto romantico di fine ottocento) e pubblicato in “The ministrelsy of the scottish highlands ” di Alfred Moffat, 1907 (vedi). Così è con questo titolo che il brano viene chiamato anche solo nella sua versione strumentale. Molti gli artisti di fama che lo hanno riprodotto.

ASCOLTA Ryan’s fancy 1979


CHORUS
Oh ho soon shall I see them,
Oh he ho see them, oh see them;
Oh ho ro soon shall I see them,
The mist covered mountains of home.
I
There I shall visit the place of my birth,
And they’ll give me a welcome
to the warmest on earth;
All so loving and kind, full of music and mirth,
In the sweet sounding language of home.
II
There I shall gaze on the mountains again,
On the fields and the woods
and the burns and the glens;
And away ‘mong the corries beyond human ken,
In the haunts of the deer I shall roam.
III
Hail to the mountains with summits of blue,
To the glens with their meadows
of sunshine and dew;
To the women and men ever constant and true,
Ever ready to welcome one home.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Oh presto le rivedrò
le rivedrò, le rivedrò
Oh presto le rivedrò
le montagne natie coperte dalla nebbia
I
Là visiterò i posti in cui sono nato
che mi daranno il benvenuto
il più caloroso della terra,
tutto è così amorevole e gentile, pieno di musica e allegria
nel dolce suono della lingua di casa.
II
Là guarderò di nuovo i monti
i campi e i boschi
i ruscelli e le valli
e lontano tra le conche al di sopra delle case degli uomini, dove si trovano i cervi andrò
III
Salve alle montagne dalle cime blu
alle valli con i loro prati
di sole e rugiada
alle donne e agli uomini sempre fedeli e sinceri
sempre pronti ad accogliere uno in casa.

LA MELODIA

Per gli scozzesi SAW YE JOHNNY COMIN, per gli inglesi JOHNNY BYDES LANG AT THE FAIR
La filastrocca “What Can the Matter Be?”(anche “Johnny’s So Long at the Fair.”) che a sua volta deriva dalla ballata Johnny bydes lang at the fair.. (qui)  nel The Oxford Dictionary of Nursery Rhymes  viene datata tra il 1770 e il 1780.
In America ne venne fatta una parodia con il titolo  “Seven Old Ladies Locked in the Lavatory”,
“The Society for Creative Anachronism doesn’t feel it’s a valid Medieval song because the rendition we all know today comes from a collection of sheet music in the 1770’s or so. But truth is it dates farther back from that, coming from a really old ditty entitled “Saw Ye Johnny Comin’”. It’s English in origin, although there is at least one recorded Anglo-Scot rendition.” (tratto da qui)

In Mudcat Malcom Douglas scrive ” The tunes are fundamentally the same, though they have grown apart with the years.  According to  The Fiddler’s Companion, Oh Dear What Can the Matter Be (a.k.a. Johnny’s So Long at the Fair) was first published in the British Lyre for 1792, and “was sung as a famous duet between Samuel Harrison and his wife, the soprano Miss Cantelo, at Harrison’s Concerts, periodic events which he began in 1776”.  It became, as a consequence, widely-known, and turns up in England, Scotland and Ireland in various forms, and, as was mentioned above, the Scottish variant under discussion was used by Junior Crehan as the basis for his jig Misty Mountain.”(qui)

ASCOLTA Fuzzy Felt Folk 2006 la versione come poteva essere cantata all’epoca

Nell’adattamento di John Cameron diventa una melodia dolce ma malinconica a metà tra il lament e una slow march, e da allora che viene eseguita spesso nelle commemorazioni funebri.

ASCOLTA John Renbourn in The Black Ballon, 1979 con il titolo di The Mist Covered Mountains of Home (seguono The Orphan, Tarboulton)

ASCOLTA con le cornamuse

Qui suonata quasi come un walzer lento

e qui suonata come jig
ASCOLTA De Dannan 1980

FONTI
http://www.tate.org.uk/art/work/T02823
http://digital.nls.uk/early-gaelic-book-collections/pageturner.cfm?id=76643345&mode=transcription
http://ingeb.org/songs/mistcovd.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_mist.htm
http://www.celticlyricscorner.net/mouthmusic/chi.htm
http://apocalypsewriters.com/blog/tag/saw-ye-him-coming/
http://www.omniglot.com/songs/gaelic/chimi.php
https://thesession.org/tunes/3411
https://thesession.org/tunes/470
https://thesession.org/tunes/256
http://ericdentinger.com/themistcoveredmountains_en.html
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/ohdearwhatcanthematterbe.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1393

GO TO SEA ONCE MORE

Stan Hugill classifica “Go to sea once more” come un “American/English forebitter”  (vedi sea shanty) e siccome si parla di un imbarco su una baleniera diretta nel Mare Artico, era la canzone favorita tra i cacciatori di balene.
Nella canzone il marinaio si rammarica di essere costretto ad andare per mare ancora una volta, perchè ha già speso tutti i soldi appena guadagnati, ubriacandosi e facendosi derubare da una puttana. La canzone fa il paio con “Holy Ground once more” con la quale condivide la melodia e alcune strofe.

RAPPER BROWN

Italo Ottonello scrive “All’atto della firma del contratto d’arruolamento per i viaggi di lungo corso, i marinai ricevevano un anticipo pari a tre mesi di paga che, a garanzia del rispetto del contratto, era erogato in forma di pagherò, esigibile tre giorni dopo che la nave aveva lasciato il porto, “sempre che detto marinaio sia salpato con detta nave”.Tutti, invariabilmente, correvano a cercare qualche ‘squalo’ compiacente che comprasse il loro pagherò ad un valore scontato, di solito del quaranta per cento, con molta parte dell’importo fornito in natura. Gli acquirenti, procuratori d’imbarco e procacciatori vari, – gli ‘arruolatori’, com’erano soprannominati – erano indotti a ‘sequestrare’ i marinai e portarli a bordo, ubriachi o drogati, con poco o niente vestiario oltre quello che avevano indosso, e sperperare o rubare loro tutto l’anticipo.”
Così dietro alla vicenda c’è probabilmente lo zampino del “sailor boarding-house master” (in italiano: “tenutari di pensioni per marinai”) di turno che assoldava dei prezzolati ladruncoli per derubare i marinai approfittando della loro ubriachezza o si metteva in combutta con qualche puttana, tutti sistemi ben collaudati per spennare il marinaio incauto appena sbarcato (vedi).
Le autorità del resto chiudevano un occhio perchè alle compagnie mercantili faceva comodo avere manovalanza sempre a disposizione anche per i lavori più duri (come sulle baleniere) e le rotte più sfavorevoli come quelle dei mari artici.

whale-ship

TITOLI ALTERNATIVI: GO TO SEA NO MORE, OFF TO SEA ONCE MORE, JACKIE BROWN, SHANGHAI BROWN. I Byrds lo hanno registrato con il titolo di “Jack Tarr The Sailor”. In alcune versioni è cantato sull’aria di Greensleeves che ricorda vagamente.

ASCOLTA the Dubliners

ASCOLTA Jerry Garcia & David Grisman in “Grateful Dawg” 1990

ASCOLTA Ryan’s Fancy in “Songs From The Shows” 2001

ASCOLTA Macy Gray in Son of Rogues Gallery Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys


I
When first I landed in Liverpool(1),
I went upon a spree
Me money alas I spent it fast,
got drunk as drunk could be
And when that me money was all gone, ‘twas then I wanted more
But a man must be blind
to make up his mind
to go to sea once more
CHORUS
Once more, boys, once more,
go to sea once more

II
I spent the night with Angeline(2)
too drunk to roll in bed
Me watch was new
and me money too,
in the morning with them she fled
And as I walked the streets about,
the whores they all did roar
“There goes Jack Strapp(3),
the poor sailor lad,
he must go to sea once more”
III
And as I walked the streets about,
I met with the Rapper Brown(4)
I asked him for to take me on
and he looked at me with a frown
He said “last time you was paid off
with me you could no score
But I’ll give you a chance
and I’ll take your advance
and I’ll send you to see once more”
IV
He shipped me on board
of a whaling ship(5)
bound for the arctic seas(6)
Where the cold winds blow
through the frost and snow
and Jamaica rum would freeze(7)
But worse to bear,
I’d no hard weather gear(8)
for I’d spent all money on shore
‘twas then that I wished
that I was dead
and could go to sea no more
V
So come all you bold seafaring men, who listen to me song
When you come off them long trips,
I’ll have you not go wrong
Take my advice, drink no strong drink, don’t go sleeping with them whores
Get married instead
and spend all night in bed
and go to sea no more
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Dopo che sono sbarcato a Liverpool
sono andato a far baldoria,
il mio denaro ahimè l’ho speso subito ubriacandomi a più non posso
e quando i soldi erano tutti finiti
fu allora che ne volevo di più, ma un uomo deve essere cieco, per cambiare idea e andare ancora per mare!
CORO
Una volta, ragazzi ancora una volta,
andare per mare ancora una volta 

II
Trascorsi la notte con Angelina
troppo ubriaco per andare a letto,
il mio orologio era nuovo
e anche i miei soldi
al mattino con essi lei fuggì,
e mentre vagavo per le strade,
le puttane vociavano tutte
” Ecco che arriva Jack Strapp,
il povero marinaio, che deve andare per mare ancora una volta”
III
E mentre camminavo per strada incontrai Rapper Brown,(4)
gli chiesi di imbarcarmi
e lui mi guardò corrucciato dicendo
” L’ultima volta che sei stato saldato
non hai regolato i conti con me,
ma ti darò una possibilità
e prenderò il tuo anticipo e ti manderò per mare ancora una volta”
IV
Mi spedì a bordo
di una baleniera
diretta per i mari artici(6),
dove i venti freddi soffiano
tra il gelo e la neve
e il rum giamaicano congelerebbe,
ma ancora peggio da sopportare,
non ero equipaggiato per il brutto tempo, perchè avevo speso tutto il denaro a terra, fu allora che desiderai di essere morto e di non poter andare per mare ancora una volta
V
Così venite tutti voi marinai coraggiosi, che ascoltate la mia canzone, quando ritornate da quei lunghi viaggi,
per non sbagliare, date retta al mio consiglio, non bevete bevande forti,
non andate a dormire con quelle puttane,
piuttosto sposatevi
e trascorrete tutta la notte nel letto
e non andate più per mare

NOTE
1) nella versione americana la città diventa Frisco (San Francisco)
2) oppure Last night I slept with Angeline
3) oppure Jack Sprad
4 oppureJack Ratcliff o Jackie Brown; nella versione americana diventa Shanghai Brown famoso nella città di San Francisco. Il verbo shanghaiing e’ stato coniato verso la meta’ del 1800 per indicare la pratica, molto in voga sulla navi mercantili americane ed inglesi, di coscrizione violenta o fraudolenta di manodopera cinese a bordo delle navi. Lo shanghaiing era praticato soprattutto nel nord-ovest degli Stati Uniti. Gli uomini che gestivano questo “commercio di uomini” venivano detti “crimps” e non avevano scrupoli a drogare la birra del malcapitato con il laudano. Così scrive Lloyd in Leviathan (1967) Who was Rapper Brown, the villain of the piece? Particularly during the latter days of sail, many lodging house keepers encouraged seamen to fall in debt to them, then signed them aboard a hardcase ship in return for the “advance note” loaned by the company to the sailor ostensibly to buy gear for the voyage. Paddy West of Great Howard Street, Liverpool, was well-known for this, likewise John da Costa of the same seaport. But we do not find Rapper Brown in this rogues’ gallery. Perhaps there’s some confusion here with the fearsome Shangai Brown of San Francisco, through whose ministrations many a British seaman awoke from a drunken or drugged sleep do find himself aboard a vessel for the bowhead whaling grounds of the Bering Sea, a trip few men in their senses signed for, unless desperately hard pushed. Our version is from Ted Howard of Barry.

Shanghaied5) anche whaler bark (barque) o whaler pack
6) le rotte artiche erano le più temute dai marinai spesso le navi restavano intrappolate nei ghiacci.
7) oppure Jamaica rum ‘twas free (in italiano: il rum giamaicano era gratis) credo che ci sia una sfumatura umoristica nella frase e che voglia dire che il Rum giamaicano non si trovava
8) oppure I’d no oilskins (in italiano: non avevo giubba impeciata)

(Cattia Salto agosto 2014, revisionato giugno 2016)

FONTI
http://www.sfmuseum.org/hist11/sailors.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/offtoseaoncemore.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=72360 http://aliverpoolfolksongaweek.blogspot.it/2012/05/49-go-to-sea-once-more.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/11/tosea.htm http://mysongbook.de/msb/songs/g/gotosean.html http://www.loc.gov/item/sm1849.461970/

THE BOLD O’DONAGHUE: AN IRISHMAN IN LONDON!

La popolazione irlandese è stata oggetto di vari stereotipi nei testi teatrali e nelle canzoni: è Paddy un campagnolo ubriacone e per lo più inaffidabile o traditore. Lo troviamo già nell’Henry V di Shakespeare ma è tutto sommato una buffa figura caricaturale; nella seconda metà dell’Ottocento invece  dopo l’emigrazione causata dalla Grande Carestia, le rivolte agrarie e il movimento feniano, l’irlandese tipo è considerato alla stregua di una creatura culturalmente inferiore, un  “white Negro”.

PADDY NEL MUSIC-HALL DI LONDRA

oxford_music_hallIl music-hall inglese è il precursore del teatro di varietà trattandosi di un locale in cui la gente del popolino mangiava e beveva seduta al tavolo e assisteva a degli spettacoli che si alternavano sul palco, un misto di numeri comici, circensi e canzoni popolari. Questa forma di intrattenimento ha preso piede tra il 1830 e il 1850 periodo in cui si iniziarono a costruire degli appositi music hall al posto delle “public houses” che già offrivano spettacoli.
Il genere di canzoni era comico e sentimentale, il linguaggio mai scurrile ma piuttosto allusivo e provocatorio, così la figura dell’irlandese tipo era irrisa per la sua “irishness” si esaltava, deridendola, la visione stereotipata dell’irlandese quale donnaiolo impenitente, ubriacone, spaccone e rissoso.

 BOLD O’DONOGHUE

Il nome è molto diffuso in Irlanda e si scrive O’Donoghue ma anche O’Donaghue o Donaghy, Donahow, Doneghoe, derivato dal gaelico O Donnchadha (che significa valoroso guerriero dai capelli scuri). Il nome, originario del sud-ovest d’Irlanda, si è sparso nel Kerry e Cork.
Il protagonista di questa canzone inglese del music-hall si vanta delle sue capacità amatorie, gli irlandesi invece di offendersi, hanno adottato O’Donoghue come personaggio per una tipica irish drinking song, così la canzone è stata ripresa e resa popolare dai Clancy Brothers negli anni 60. Tommy Makem, imparò la canzone da Johnny Vallely di Derrynoose (County Armagh).

ASCOLTA Ryan’s Fancy in “Times To Remember”, 1973

ASCOLTA The Blarney Lads


I
Well now, here I am from Paddy’s land(1), a land of high reknown,
I’ve broken all the hearts of girls for miles from Keady town(2);
And when they hear that I’m awa’ they’ll raise a hullabaloo,
When they hear about that handsome lad then they call O’Donoghue.
CHORUS
For I’m the b’y to please her
and I’m the b’y to tease her,

I’m the b’y to squeeze her
and I’ll tell you what I’ll do:

I’ll court her like an Irishman with me brogue and blarney too is me plan,
With me rollikin swollikin hollikin mollikin(3) bold O’Donoghue.
II
Well I wish me love was a red, red rose on yon garden wall, (4)
And me to be a dew drop and upon her brow I’d fall;
Perhaps then she might think of me as a rather heavy dew(5),
Well I’m certain she’d find the notion in the bold O’Donoghue
III
Well I hear that Queen Victoria has a daughter fine and grand,
Perhaps she’d take it into her head to marry an Irishman;
If I could only get the chance to have a word or two,
Then I’m sure she’d put a notion in the bold O’Donoghue. (6)
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Eccomi qui dalla Terra di Paddy(1),
una terra di chiara fama,
ho spezzato i cuori di tutte le ragazze per chilometri intorno alla città di Keady(2), e quando sapranno che sono andato via, faranno un gran baccano;
quando sentiranno parlare di quel bel ragazzo che si chiama O’Donoghue.
CORO
Perchè sono il ragazzo per divertirla
e sono il ragazzo per stuzzicarla

sono il ragazzo per coccolarla
e ti dirò quello che farò:
ho intenzione di corteggiarla con il mio accento irlandese e la mia parlantina
con il mio spensierato, turgido(3), ardito O’Donoghue

II
Vorrei che il mio amore fosse una rossa rosa rossa su quel muro del giardino (4)
e io essere una goccia di rugiada che cade sopra la sua fronte, forse poi lei potrebbe pensare a me come a una rugiada piuttosto forte (5 )e sono certo che si farebbe un’idea dell’ardito O’Donoghue.
III
Ho sentito che la Regina Vittoria ha una figlia grande e bella
forse le verrà in mente di sposare un irlandese;
se potessi solo avere l’occasione di scambiare due parole,
allora sono certo che avrebbe voglia dell’ardito O’Donoghue

NOTE
1) Paddy è il nome affettuoso con cui gli irlandesi chiamano San Patrizio, patrono d’Irlanda
2) piccolo paese nella contea di Armagh (Irlanda del Nord) di cui è originario Tommy Makem
3) scritto anche come “huligan, wuligan, ruligan, swuligan” serie di vezzeggiativi storpiati dei quali non riesco a dare una traduzione in italiano
4) La seconda strofa è una parodia di una canzone d’amore irlandese dal titolo “I wish my love was a red red rose
5) allusione al “mountain dew” il distillato illegale di whiskey

FONTI
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/04/bold.htm
http://www.irelandcalling.ie/irish-names-odonoghue
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59176

THE CURRAGH OF KILDARE: THE WINTER IT IS PAST

La ballata è diffusa in tutta Irlanda e più in generale anche nelle Isole Britanniche, seppure identificata con diversi titoli: The Lamenting Maid, Winter’s Gone And Past, The Irish Lovers, The love-sick maid.
La vicenda narrata non è più ben ricostruibile attraverso i vari riferimenti testuali, possiamo a grandi linee dire che si tratta del lamento di una giovane donna per essere stata abbandonata dal suo innamorato. Alcuni studiosi affermano che l’amato in questione era un bandito di strada tale Johnson impiccato nel 1750 per aver partecipato alla rapina nel Curragh di Kildare. Altre ipotesi sono che il ragazzo sia arruolato come soldato ed si trovi nel campo di addestramento di Kildare (un terreno utilizzato spesso per i raduni dell’esercito).
Le versioni testuali stampate risalgono al 1765 (The love-sick maid ) e agli anni 20 del 1800, mentre quella scozzese riportata da Robert Burns è datata 1788 (vedi). Gli studiosi ancora dibattono sull’origine irlandese o scozzese del brano.

PRIMA VERSIONE: WINTER’S GONE AND PAST

In questa versione apprendiamo che è primavera, gli uccellini cinguettano con il cuore traboccante di gioia mentre la donna che canta soffre le pene d’amore, solo andando a Kildare potrà avere notizie del suo amato. Il suo dolore è grande e non ha requie.

ASCOLTA Christy Moore

VERSIONE DI CHRISTY MOORE
I
The winter it has passed
And the summer’s come at last
and the birds they are singing in the trees,
their little hearts are glad
but mine is very sad
for my true love is far away from me.
II
The roses upon the briar
by the waters running clear
Bring joy to the linnet and the bee
their little hearts are blessed
But mine is not at rest
for my true love is far away from me
CHORUS
And straight I will repair
To the Curragh of Kildare (1)
For it’s there I’ll finds tidings of my dear
III
All you who are in love
Aye and cannot it remove
I pity the pain that you endure
For experience lets me know
That your hearts are full of woe
and the woe that no mortal can cure
TRADUZIONE ITALIANO
I
L’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano sugli alberi
i loro piccoli cuori sono lieti
il mio invece è molto triste
per l’amore che è lontano da me.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide
portano gioia al fanello e all’ape
e i loro piccoli cuori sono benedetti
ma il mio non ha pace
per l’amore che è lontano da me.
CORO
Mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare (1)
perché è là che troverò notizie del mio amore.
III
Tutti voi che siete innamorati
sì e non potete farne a meno
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore
ed è un dolore che nessun mortale può curare.

NOTE
1) Curragh è un nome di origine gaelica Cuirreach che si traduce con “moor” ossia landa, brughiera. Il termine denota anche una barca di pescatori un po’ particolare originariamente ottenuta intrecciando dei vimini e rivestendola con delle pelli, che ricorda vagamente una canoa, ma con la prua rialzata e la poppa squadrata. Curragh è anche un nome maschile anche se desueto

IL CURRAGH DI KILDARE

the_curraghProbabilmente è il pascolo naturale più antico e più grande d’Europa (4870 ettari) una parte è attualmente utilizzata per l’addestramento dell’esercito irlandese, è diventata anche la località di una famoso ippodromo. Il luogo è ricco di siti archeologici.
Nell’Irlanda antica era sede delle riunioni di tutte le tribù celtiche del Regno di Leinster. Questi raduni erano occasioni di grande fiere, gare e festeggiamenti; il mitico eroe Fionn MacCumhall e i suoi guerrieri (i famosi Fianna) si esercitavano proprio qui, essendo una terra ricca di selvaggina.
La leggenda narra che nel 480 Santa Brigida chiese della terra al re supremo del Leinster, dove poter costruire il suo monastero; il re, deridendola, le concesse tanta terra quanta ne copriva il mantello, ma per miracolo il mantello della Santa si allargò fino al punto di occupare un bel po’ di terra, che prese il nome di  Pascolo di Santa Brigida (un’altra versione ancora più allucinata, riporta che nottetempo le suore avessero cucito insieme tutti i loro mantelli!?). In effetti a guardare il Curragh dall’alto (ad esempio con Panoramio) sembra proprio di vedere tanti pezzi di verde nelle varie gradazioni cuciti insieme a formare una enorme coperta!
La storia richiama le prodezze molto meno soprannaturali di un’altra donna mitica, Didone, regina di Cartagine, che fondò la città facendo ricorso ad un espediente analogo: Didone ottenne da re Iarba il permesso di stabilirsi prendendo tanto terreno quanto ne potesse contenere una pelle di bue; oh potere delle parole, tagliando in tante strisce sottili la pelle assegnata e mettendole in fila Didone riuscì a delimitare il vasto territorio della città di Cartagine!

THE CURRAGH OF KILDARE

Testo identico alla prima versione con melodie simili: sono aggiunte due righe in merito alla divisa verde che la donna (o l’uomo) indosserà per andare a Kildare.

ASCOLTA Ryan’s Fancy

ASCOLTA Emmett Spiceland

ASCOLTA Finbar&Eddie Furey 1968

Non mancano versioni un po’ più ritmante come quella della Oysterband (1994) e una versione intermedia come quella del gruppo Atlantis

ASCOLTA Atlantis – 2003

WINTER’S GONE AND PAST
I
The winter it is past
and the summer’s come at last,
and the (small) birds are singing in the trees;
And their little hearts are glad,
ah, but mine is very sad,
For my true love is far away from me.
CHORUS
And straight I will repair
to the curragh of Kildare,
For it’s there I’ll find tidings of my dear.
II
The roses on the briar
by the waters running clear,
They bring joy to the linnets and the bee;
And their little hearts are glad,
but mine is very sad(1) ,
For my true love is far away(2) from me.
III
A livery I will wear and I’ll comb back my hair,
And in velvet so green I will appear.
IV
I’ll wear a cap of black (3)
with some frills around my neck
Golden rings on my fingers I will wear
Oh yes, this I’ll undertake
for my own true lover’s sake
For he lives in the Curragh of Kildare
V(4)
All you that are in love
and cannot it remove,
I pity the pain that you endure;
For experience lets me know
that your hearts are full of woe,
A woe that no mortal can endure.
TRADUZIONE ITALIANO
I
L’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano sugli alberi
i loro piccoli cuori sono lieti
il mio invece è molto triste
per l’amore mio che è lontano da me.
RITORNELLO
Mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare
perché è là che troverò notizie del mio amore.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide,
portano gioia al fanello e all’ape
e i loro piccoli cuori sono lieti
ma il mio non ha pace (1)
per l’amore mio che è lontano (2) da me.
III
Indosserò una divisa e pettinerò i capelli all’indietro
e in velluto verde mi mostrerò
IV
Indosserò  una cuffia nera(3)
con le trine attorno al collo
metterò anelli d’oro alle dita
o si , così mi impegnerò
per mettermi alla ricerca del mio innamorato
che vive nella Landa di  Kildare
V (4)
Tutti voi che siete innamorati
e non potete farne a meno,
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore
ed è un dolore che nessun mortale può curare.

NOTE
1) (can know no rest),
2) absent
cuffia-17003) la cuffietta in testa era un accessorio abbastanza comune portato dalle
donne per coprire i capelli, anche se era un capo indossato per lo più da domestiche e lavoratrici. Ecco una foggia tipica del 1700. In altre versioni il capo indossato diventa un “coat” ossia una giacchetta
4) un altro verso
My love is like the sun in the pleasant month of June,
That do always prove constant and true;
But his is like the moon that do wender up and down,
And in every month it is new.

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfmthreadid=11870&messages=12

SECONDA VERSIONE: THE IRISH LOVERS

I testi di The Irish Lovers e di The love-sick maid sono molto simili, si sviluppano su più strofe e la vicenda si delinea maggiormente: è il padre della donna, un ricco possidente, ad aver osteggiato la tresca tra i due innamorati. La donna decide (dopo essersi agghindata per bene) di andare a Kildare per avere notizie dell’amore lontano.

Mentre traducevo il testo mi sono fatta l’idea che Johnson fosse uno stalliere o un fantino, assunto dal ricco proprietario terriero per badare ai cavalli da corsa selezionati per gareggiare a Kildare.
Lei sperava di trovarlo là, ma il tizio dalle abitudini errabonde (forse un traveller) ha preferito andarsene e lei legata alle catene da Cupido si tormenta in lacrime per tutta la notte.

Di questa versione al momento non ho trovato esecuzioni musicali

THE IRISH LOVERS (qui)
Now the winter is past,
And the summer comes at last,
And the birds sing on every tree,
The hearts of those are glad,
Whilst(1) I am very sad,
Since my true love is absent from me.
My father he is great,
With a plentiful estate,
He has robb’d me of him I adore;
How cou’d he so cruel be,
To force my love from me,
And I fear I shall see him no more.
I’ll put on a coat of black,
And a fringe about my neck,
My rings on my fingers I’ll wear;
Straightway I will repair
To the Corough of Kildare,
And tis there of my love I shall hear.
A livery I shall wear,
And I’ll comb back my hair,
I will dress in my velvet so green;
And this I’ll undertake,
For my true lover’s sake,
He rides on the Corough of Kildare.
With patience I did wait,
Till he ran for the plate,
Thinking young Jopson to see;
But fortune prov’d unkind,
He has alter’d his mind,
And he’s gone from the lowlands from me.
I would not think it strange,
The wide world for to range,
So I could but obtain my delight;
So here in Cupid’s chain
I’m obliged to remain
And in tears I will spend the night.
My love is like the sun,
In the firmament doth(1) run,
That always proves constant and true;
But yours is like the moon,
That goes wandering up and down,
And every month is new.
Farewell my joy and heart,
Since you and I must part,
You’re the fairest that ever I did see;
I never did design
To alter my mind,
Altho’ you’re below my degree.
TRADUZIONE ITALIANO
Ora l’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccelli cantano su ogni albero
i loro cuori sono lieti
mentre io sono molto triste
da quando il mio amore è lontano da me.
Mio padre è potente
con una grande tenuta
mi ha derubata di colui che amo,
come ha potuto essere così crudele,
a separare il mio amore da me,
e temo che non lo vedrò più!!
Metterò un giacchino nero
e uno scialle intorno al collo
indosserò gli anelli alle dita
e mi recherò dritto fino
alla Landa di Kildare
e laggiù avrò notizie del mio amore.
Una divisa indosserò
e mi pettinerò i capelli all’indietro
mi vestirò di velluto verde
e questo intraprenderò
per il bene del mio amato
che cavalca alla Landa di Kildare.
Con pazienza aspettavo
che si gettasse nella piana
sperando di vedere il giovane Jopson
ma la fortuna si dimostrò ostile
egli ha cambiato idea
e se n’è andato dalle pianure, da me.
Non volevo vederci nulla di strano
nel vagabondare per tutto il mondo
ma così potevo ricavare la mia gioia
così qui, nella catena di Cupido
sono costretta a restare
e in lacrime trascorrerò la notte.
Il mio amore è come il sole
che nel firmamento fa la gara
per dimostrare sempre costanza e fedeltà;
ma il tuo amore è come la luna,
che vaga su e giù
e ad ogni mese è nuova.
Addio mio cuore e gioia,
da quanto io e te siamo separati
sei il più bello che abbia mai conosciuto;
non ho mai pensato
di cambiare la mia decisione
benchè tu non sia alla mia altezza.

NOTE
1) termini arcaici

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11870
http://bodley24.bodley.ox.ac.uk/cgi-bin/acwwweng/regsrch.pl?wert=harding+b+28(176)&recnums=:44263&index=6&db=balladshttp://www.libraryireland.com/HistoryIreland/Curragh-Kildare.php
http://www.curragh.info/landmarks/plains.htm
APPROFONDIMENTO
SANTA BRIGIDA DI KILDARE ERA UNA DRUIDESSA?
http://ontanomagico.altervista.org/curragh-kildare.html