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THE BRAES OF BALQUHIDDER

BALQUHIDDER (scritto anche come BALQUHITHER) pronuncia ‘Balwhither’ è un piccolo villaggio della Scozia in mezzo ai monti nelle terre dei MacGregor, accanto a un piccolo lago dove Robert Tannahill (1774-1810) ha ambientato questa canzone, conosciuta anche in Irlanda e resa famosa da Francis McPeake nel 1957 con il titolo di Wild Mountain Thyme

Nel sito del gruppo Tannahill Weavers leggiamo che il brano è apparso due volte in “Scottish Minstrel ” – di RA Smith (1821 – 1824) – vol. I, p. 49 e vol. IV, p. 89 e che la melodia utilizzata è una modifica della prima edizione e s’intitola ‘The Three Carls o’ Buchanan’. Meglio non addentrarsi nell’accesa disputa sulla paternità di testi e melodia che divide irlandesi e scozzesi, bensì prendiamo atto dell’ampia diffusione popolare di un tema che esprime l’amore per la propria terra e le sue bellezze, e una melodia che è una slow air dalla profonda dolcezza.

balquidder

ASCOLTA Skylark in “All of It”, 1979

ASCOLTA Tannahill Weavers in Capernaum 1994,  con puro accento scozzese. Date anche un’occhiata  alla loro biografia


Chorus
Let us go, lassie, go
Tae the braes o’ Balquhidder
Whar the blueberries (1) grow
‘Mang the bonnie Hielan’ heather
Whar the deer and the rae
Lichtly bounding thegither
Sport the lang summer day
On the braes o’ Balquhidder
I
I will twin thee a bow’r
By the clear silver fountain
And I’ll cover it o’er
Wi’ the flooers o’ the  mountain
I will range through the wilds
And the deep glens (2) 
 sae dreary
And return wi’ their spoils
Tae the bow’r o’ my dearie
II
When the rude wintry win’
Idly raves roun’ oor dwellin’
And the roar o’ the linn(3)
On the nicht breeze is swellin’
So merrily we’ll sing
As the storm rattles o’er us
Till the dear shielin’ ring
Wi’ the licht(4) liltin’  chorus.
III
Noo the summers in prime
Wi’ the flooers richly bloomin’
Wi’ the wild mountain thyme
A’ the moorlan’s perfumin’
Tae oor dear native scenes
Let us journey thegither
Whar glad innocence reigns
‘Mang the braes o’ Balquhidder
TRADUZIONE di Cattia Salto
ritornello
Andiamo, ragazza, andiamo
per i pendii di Balquhidder
dove crescono i mirtilli (1)
tra la bella erica d’altura,
dove il cervo e il capriolo
vanno assieme con piede leggero,
passiamo l’interminabile estate,
sui pendii di Balquhidder
I
Ti intreccerò un frondoso riparo
vicino alla pura sorgente cristallina
e lo ricoprirò tutto
con i fiori di montagna,
cercherò per i boschi
e nelle profonde forre (2)  sì ombrose
e ritornerò con i loro tesori
al pergolato del mio amore.
II
Quando il forte vento invernale
vagherà inoperoso attorno alla nostra dimora e il rimbombo della cascata(3)
nella brezza notturna  si gonfierà,
così allegramente  canteremo,
mentre la tempesta  infurierà su di noi
fino a che il caro rifugio risuonerà
con un allegro coro melodioso.
III
Ora l’estate è in arrivo
con i fiori che sbocciano a profusione
con il timo selvatico di montagna
che profuma la brughiera,
per le nostre care terre natie
andiamoci tutti insieme
dove regna la lieta  innocenza
sui pendii di Balquhidder

NOTE
1) Nella canzone si descrive una ricorrenza sociale ancora sporadicamente praticata in Scozia e Irlanda: la raccolta dei mirtilli, una festa di mezz’estate denominata Bilberry Sunday Si celebrava per lo più a luglio, quando maturano le bacche del mirtillo o ad Agosto, spesso abbinata alla festa celtica di Lughnasa o alla domenica (o lunedì) più prossima alla festa. Un tempo i giovinetti e le giovanette stavano su per i monti nella brughiera da mattino a sera a raccogliere i mirtilli e a fare amicizia, era perciò una festa dedicata al corteggiamento e a combinare i matrimoni. continua
2) glen: è una  tipica valle scozzese solitamente allungata e profonda con una forma ad U
3) linn:  cascata dal gaelico scozzese linne
4) licht:  termine scozzese per light qui con significato di allegro

FONTI
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2026.htm
https://thesession.org/tunes/10655
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/752.html

WILL YE GO TO SHERIFFMUIR?

Ancora un tassello da aggiungere alla questione giacobita già analizzata in vari post su questo BLOG e che si è meritata una sua pagina fissa (vedi)

180px-John-Erskine-11th
Lord Mar

Alla morte della regina Anna (1 agosto 1714) senza eredi diretti, il risentimento scozzese per l’unione del Regno di Scozia con l’Inghilterra era vivo più che mai. Moltii nobili e lairds erano giacobiti, gli Highlanders cattolici e giacobiti odiavano gli scozzesi delle Lowlands presbiteriani e i Campbells di Argyll, la grande famiglia dei whigs. L’anno prima John Erskine ovvero Lord Mar fu eletto Ministro di Stato britannico dal partito dei Conservatori (i Tory) così quando al trono salì re Giorgio, sebbene avesse giurato lealtà al sovrano, venne privato della sua carica. Non che tutti i Tories fossero giacobiti, ma erano in odore di giacobitismo, quel tanto che bastava per impedir loro di diventare degli amministratori politici sotto gli Hannover. C’è un immagine molto calzante citata da A. I. Morton (in Storia del popolo inglese, Roma,1973):” Il Giacobitismo era politicamente morto in Inghilterra dopo il 1715, ma ne rimase a lungo lo scheletro nell’armadio dei Tories“. Incontratosi con un gruppo di Highlanders il 6 settembre 1715, Lord Mar innalzò lo stendardo Stuart presso Braemar. Con questa chiamata alle armi iniziò l’insurrezione giacobita che si concretizzò con la mobilitazione dei clan delle Highlands.

LA BATTAGLIA DI SHERIFFMUIR

Le rivendicazioni al trono si infransero nella Battaglia di Sheriffmuir del 13 novembre 1715, che si concluse in sostanza con un nulla di fatto (a parte tanti morti).
Al cadere dell’oscurità entrambi gli eserciti tornarono ai rispettivi accampamenti, e il giorno seguente gli Highlanders si ritirarono verso Perth e i governativi, comandati dal Duca di Argyle, tornarono a Stirling. Giacomo (Giacomo Francesco Edoardo Stuart detto “The Old Pretender”) arrivò a bordo di una nave francese in dicembre, trovò la sua causa disperata e fuggì in Francia: l’esercito di Mar si disperse e la rivolta finì. Nel 1717 venne concesso, con l'”Act of Grace” un generale perdono a tutti gli Highlanders che parteciparono all’insurrezione.

I clan delle Highlands erano accorsi in grande numero ma non sempre le battaglie vengono vinte con la forza bruta e l’abbondanza di uomini: mentre c’erano quelli che avevano uomini tra entrambi gli schieramenti, c’erano anche quelli che restarono a guardare senza prendere parte alla battaglia (come fece il celebre Rob Roy); gli Scozzesi non vogliono ammetterlo, ma la battaglia fu una sconfitta (della serie quando un comandante non conosce terreno, tattiche e nemico).

Sono state scritte diverse ballate sulla battaglia, ma due sono le versioni principali.

VERSIONE DI ROBERT TANNAHILL: WILL YE GO TO SHERIFFMUIR?

Solo le prime due strofe sono attribuite a Robert Tannahill, mentre le seconde due strofe sono riportate da James Hogg nel suo “Jacobite Relics” è probabilmente farina del suo sacco (vedi)

ASCOLTA Ewan MacColl

ASCOLTA Max Dunbar


I
Will ye go to Sheriffmuir,
Bauld John o Innisture(1)?
There to see the noble Mar,
And his Heiland laddies.
A’ the true men o the north,
Angus, Huntly and Seaforth,(2)
Scouring on tae cross the Forth,
Wi their white cock-a-dies(3).
II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare(4),
And the trumpets deadly blare,
Wi the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s raws,
A’ the clans wi loud huzzas,
Rushing tae the battle(5).
III
There you’ll see the noble Whigs(6),
A’ the heroes o the brigs(7),
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Rien hose and raggit hools,
Sour milk(6) and girnin’ gools,
Psalm-books and cutty stools(8),
We’ll see never mair, man.
IV
Will ye go to Sheriffmuir,
Bold John o’ Innisture?
Sic a day and sic an hour,
Neir was in the north man.
Siccan sichts will there be seen;
And gin some be nae mistaen,
Fragrant gales will come bedeen,
Frae the water o Forth, man.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture(1)?
Là vedrai Lord Mar
e i suoi ragazzi delle Highlands,
tutti i veri uomini del Nord,
Angus, Huntly e Seaforth,
in perlustrazione per varcare il Forth
con le loro coccarde bianche.
II
Là vedrai gli stendardi garrire,
là sentirai le cornamuse ruggire
e le trombe squillare a morte
con le raffiche dei cannoni,
là vedrai il prode McCraws
e le schiere dei Cameron e del Clanronald,
tutti i clan con i loro forti Hurrà
affrettarsi alla battaglia.
III
Là vedrai i nobili Whigs,
tutti ceffi da galera,
pelli raggrinzite e parrucche imbiancate
muoversi a ventaglio, amico.
Calze strappate e vestiti laceri,
latte acido e gole ringhianti,
libri dei salmi e sgabelli delle penitenze
non si vedranno mai più, amico.
IV
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture?
Un tale giorno e un tale momento
non ci sono mai stati nel Nord,
tali cose là saranno viste amico
e se non ci sbagliamo
brezze fragranti verranno presto
dalle acque del Forth, amico

NOTE
1) l’identità di John o’ Innisture è rimasta sconosciuta
2) Huntly, Seaforth: capi clan rispettivamente dei Gordon e dei McKenzie.
3) La coccarda appuntata sul cappello (berretto scozzese) è una moda del Settecento ed era indossata come simbolo della fedeltà a una certa ideologia, o anche come indicazione di status sociale (e più spesso parte della divisa di un servitore). In Gran Bretagna la coccarda bianca indicava i giacobiti mentre i governativi indossavano la coccarda nera o blu.
4) sono le cornamuse grandi del nord usate in ambiente aperto per la sveglia, per richiamare i clan all’ordine e per spronare gli uomini in battaglia.

Highland Charge ©2002 Charles Keegan
Highland Charge ©2002 Charles Keegan
5) gli scozzesi andavano così in battaglia: La famosa carica degli highlanders consisteva nel correre verso la schiera dei nemici slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid, ossia il kilt; si procedeva con impeto, a grandi balzi urlando come ossessi e brandendo minacciosamente la grande spada (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo). Il kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia. vedi

6)  una distinzione sommaria tra i due partiti classifica i tories, come proprietarî di terre (landed men), mentre i whigs, come rappresentanti della ricchezza mobiliare (moneyed men). Whigs, è una parola di probabile origine scozzese, forse col significato di predone, o forse viene da “whig”, latte acido (Sour milk), di certo era un insulto che nel 1600 si rivolgeva a questa corrente politica, ma rimase appiccicato come un etichetta nei secoli successivi. Non mi sembra il caso di andare a distinguere tra le sottili o più sostanziali divergenze tra i due partiti, quanto sottolineare che furono i Whigs ad appoggiare incondizionatamente la nuova dinastia inaugurata con l’elezione di Re Giorgio I di Hannover. Di fatto sotto gli Hannover i furono i Whighs a detenere il controllo del potere e a fare i loro affari o a litigare tra di loro.
7) letteralmente “eroi delle prigioni”
8) cutty stool: una sorta di sgabello delle penitenze dove chi aveva peccato veniva messo in castigo (tipo dietro la lavagna per i bambini indisciplinati a scuola) e subire una punizione simbolica e umiliante sotto gli occhi di tutta la congregazione. The custom of performing penance in public by humiliation in church either through significant action, position or confession has often been held to be peculiar to the Presbyterian and Puritan churches. In Scotland the ordeals of sitting on the repentance-stool or cutty-stool were most frequent. In economic and social histories of Scotland, and especially in Edgar’s Old Church Life in Scotland, many instances are enumerated. Sometimes [Pg 107]the offender wore a repentance-gown of sackcloth; more frequently he stood or sat barefoot and barelegged. (tratto da qui)

LA TRADUZIONE IN INGLESE

I
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture(1)?
There to see the noble Mar,
And his Highland laddies.
All the true men of the north,
Angus, Huntly and Seaforth(2),
Scouring on to cross the Forth,
With their white cockadies(3).

II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare(4),
And the trumpets deadly blare,
With the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s rows,
All the clans with loud huzzas,
Rushing to the battle(5).

III
There you’ll see the noble Whigs(6),
All the heroes of the brigs,(7)
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Riven hose and ragged coats
Sour milk(6) and snarling. throats;
Psalm-books and cutty stools(8),
We’ll see never more, man.

IV
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture?
Such a day and such an hour,
Never was in the north man.
Such sights will there be seen;
And if some be not mistaken,
Fragrant gales will come soon,
From the water of Forth, man.

seconda parte qui

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2027C.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/454.htm
http://digital.nls.uk/1715-rising/songs/will-ye-go-tae-sheriffmuir/index.html
http://www.contemplator.com/scotland/sheriffmur.html
http:[email protected]?SongID=7898
http://data.historic-scotland.gov.uk/pls/htmldb/f?p=2500:15:0::::BATTLEFIELD:17
https://thesession.org/tunes/284
http://chrsouchon.free.fr/sheramui.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sheriffm.html
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sherramu.html
http://www.readbookonline.net/readOnLine/29309/

THE BRAES O GLENIFFER

L’autore del brano è Robert Tannahill di  Paisley, Scozia (1774 – 1810), denominato il poeta tessitore, un Giacomo Leopardi in versione scozzese (studi classici premettendo), dall’umore cupo e tenebroso. Il brano è datato al 1806 con la melodia composta da John Ross di Aberdeen, “Saw ye my wee thing” (anche se inizialmente il testo fu abbinato alla melodia “Bonnie Dundee“)

Una fanciulla si lamenta per essersi dovuta separare dal suo Johnny, partito come soldato, e ne attende il ritorno ricordando i tempi trascorsi a vagabondare per la collina di Gleniffer. Così la stagione invernale riflette il tormento nell’animo dell’innamorata.

foto di Alex Elliott a Glennifer Braes, Inverno

Oggi la collina è compresa in un parco,  Robertson Country Park, formato da zone boschive e dalla brughiera, sul crinale si gode la vista panoramica di Paisley e della valle del Clyde.

ASCOLTA The Tannahill Weavers in Epona 2006, un video che supporta testo e emozioni con immagini molto appropriate.


I
Keen blaws the win’
o’er the braes o’ Glennifer
The auld castle’s turrets(1)
are covered wi’ snaw
How changed frae the time
when I met wi’ my lover
Amang the brume bushes
by Stanley green shaw(2)
II
The wild flowers o’ simmer
were spread a’ sae bonnie
The Mavis sang sweet
frae the green birkin tree
But far to the camp they ha’e marched my dear Johnnie
And now it is winter
wi’ nature and me
III
Then ilk thing aroun’ us
was blythsome and cheery
Then ilk thing aroun’ us
was bonnie and braw
Now naething is heard
but the win’ whistlin’ dreary
And naething is seen
by the wide spreadin’ snaw
IV
The trees are a’ bare,
and the birds mute and dowie
They shake the cauld drift frae their wings as they flee
And chirp out their plaints, seeming wae for my Johnnie
‘Tis winter wi’ them
and ‘tis winter wi’ me
V
Yon caul sleety could skiffs
alang the bleak mountain
And shakes the dark firs
on the stey rocky brae
While doun the deep glen bawls the snaw-flooded fountain(3)
That murmur’d sae sweet
to my laddie an’ me
VI
‘Tis no’ its loud roar,
on the wintry win’ swellin’
‘Tis no’ the caul’ blast
brings the tear to my e’e
For, oh, gin I saw
my bonnie Scots callan
The dark days o’ winter
war simmer tae me
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Lamentoso soffia il vento
sulla collina di Gleniffer
e i torrioni del vecchio castello (1)
sono ricoperti di neve.
Com’è mutato dal tempo
in cui mi incontravo con il mio amore
tra i cespugli di ginestra
nel verde boschetto di Stanley (2).
II
I selvatici fiori dell’estate
erano tutti sbocciati così belli,
il tordo cantava dolcemente
tra la verde betulla
ma all’accampamento
hanno fatto marciare lontano il  mio caro Johnny e adesso è inverno nella natura e dentro di me.
III
Allora ogni cosa intorno a noi
era gioiosa e allegra,
allora ogni cosa intorno a noi
era bella e giusta,
ora si sente solo il vento
che soffia triste
e non si vede che neve sparsa dappertutto.
IV
Gli alberi sono tutti spogli
e gli uccelli muti e tristi,
scuotono l’aria fredda
dalle ali mentre fuggono
e cinguettano i loro lamenti forieri di guai per il mio Johnny.
Questo è l’Inverno per loro
e questo è l’inverno per me.
V
Quello richiama nevischio e vento freddo sulla montagna brulla
e scuote i cupi abeti
sulla ripida collina rocciosa,
mentre nella gola profonda crepita
la cascata coperta dalla neve (3)
che mormorava così dolcemente
al mio ragazzo e a me.
VI
Questo è ora il suo forte ruggito
sul vento invernale che si ingrossa,
questi sono ora i colpi del freddo
che mi fanno lacrimare gli occhi,
perchè, oh se potessi vedere
il mio bel  ragazzo scozzese
i bui giorni dell’inverno
sarebbero la mia estate!

TRADUZIONE INGLESE DI CATTIA SALTO
Keen blows the wind over the hillside of Glennifer
The old castle’s turrets are covered with snow
How changed from the time when I met with my lover
Among the broom bushes by Stanley green shaw

The wild flowers of summer were spread all so bonny
The song thrush sang sweet from the green birch tree
But far to the camp they have marched my dear Johnny
And now it is winter with nature and me
Then every thing around us was blithesome and cheery
Then every thing around us was bonnie and braw
Now nothing is heard but the wind whistling dreary
And nothing is seen by the wide spreading snow
The trees are all bare, and the birds mute and sad
They shake the cold drift from their wings as they flee
And chirp out their plaints, seeming woe for my Johnnie
This is winter with them and This is winter with me
that call sleety cold blow over along the bleak mountain
And shakes the dark firs on the steep rocky hill
While down the deep glen bawls the snow-flooded fountain
That murmured so sweet to my lad and me
This is now its loud roar, on the wintry wind swelling
This is now the cold blast brings the tear to my eye
For, oh, if I saw my bonnie Scots lad
The dark days of winter will be summer to me

NOTE
1) Stanley Castle, circondato dalle colline e in una polla d’acqua, oggi restano solo le vestigia di una torre. (vedi)
2) la foresta di Paisley inizialmente fu suddivisa in tre grandi aree chiamate Stanely, Thornly e Fereneze, il lato nord divenne poi Paisley Braes, ovvero Braes of Gleniffer, il lato sud Fereneze Braes. “The lands of Stanely, part of the ridge of Paisley Braes, were granted by King Robert III. to Sir Robert Danyelston in 1392. One of his two daughters and co-heiresses married Sir Robert Maxwell, laird of Calderwood, in the parish of East Kilbride, and these lands, along with others, were allocated to Lady Calderwood. In the middle of the 15th century, the Maxwell family built on the lands a strong baronial residence, a massive piece of masonry, 40 feet high, which became well known by the name of Stanely Castle. The Maxwells continued in possession of the estate for several generations, and John Maxwell, in 1629, with consent of his son John, sold the estate to Jean Hamilton, dowager of Robert, fourth Lord Ross. It has continued in the Ross-Boyle families till the present time. The roof was taken off in 1714, when the “auld castle’s turrets” and the inside of the building were exposed to the inclemency of the weather. Stanely Castle, so hoary and grey, is now surrounded with a fine sheet of water,—the Reservoir of the Paisley Water Works.” (tratto da qui)
3) la zona è ricca di ruscelli e spettacolari cascate
continua

FONTI
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1193lyr4.htm http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%204.htm http://www.renfrewshire.gov.uk/wps/wcm/connect/6bb7b542-a62f-4bd7-93cb-b083ff493d25/pt-as-JohnstoneToPaisley.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=6bb7b542-a62f-4bd7-93cb-b083ff493d25
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/10801/
2;jsessionid=137B387BD270A11CEA4498400668AC80

HEY DONALD HO DONALD by MARY BROOKSBANK

mary-brooksbankMary Brooksbank (1897-1978) poetessa-musicista e attivista politico, nata a Aberdeen (Scozia) da povera gente iniziò a lavorare al filatoio di Dundee all’età di 12-13 anni come “doffer” e ci lavorò fino ai vent’anni. Nel 1920 Maria aderì al partito comunista e partecipò alle manifestazioni e agli scontri per i diritti dei lavoratori e fu più volte imprigionata. Dopo la morte prematura del marito riprese a lavorare nei filatoi fino al 1947 quando, per occuparsi della madre malata, all’età di 50 anni riprende la sua attività di violinista e cantante mettendosi a scrivere canzoni e poesie sulla vita dei lavoratori nelle fabbriche tessili, sulla vita delle donne e le ingiustizie sociali, gli eventi politici e la letteratura; alla fine degli anni 60 Mary viene invitata alle trasmissioni televisive e radiofoniche in Scozia e nei folk club di Dundee; viene descritta da Hamish Henderson come “a heroine of the working class movement in Dundee, and a free-spoken, free-thinking old rebel who got thrown out of the CP for denouncing Stalin in the early thirties.”.
I have never had any personal ambitions. I have but one: to make my contribution to destroy the capitalist system.” Mary Brooksbank (altre sue famose canzoni qui)

Nella canzone anche nota con il titolo “Strathmartine Mains” (o As I Cam Ower Strathmartine Mains) ma anche “Love And Freedom” Mary Brooksbank rende omaggio alle sue radici di Traveller: una “courtship song” in cui colei che canta incontra un piper a Strathmartine Mains che le chiede di andare con lui; non ha soldi ma le può offrire amore e libertà, sarà la terra ricca della contea di Forfar a provvedere alle loro necessità.

ASCOLTA Mary Brooksbank da una registrazione sul campo di Hamish Henderson del 1965. Nella registrazione Maria ci spiega che la melodia sulla quale ha scritto la canzone era quella che la madre era solita cantarle quando era bambina, facendola saltellare sulle ginocchia (e che aveva imparato da un traveller). Siccome la madre non si ricordava più le parole fu la stessa Maria a scriverle quando riprese la sua attività di violinista e cantante.

ASCOLTA Malinky in Last Leaves 2000 continua con la irish jig “Banish Misfortune”

TESTO IN SCOZZESE
I
As I cam owre Strathmartine Mains(1)
Wha(t) dae ye think I seen?
But a braw young piper laddie
Cam a-linkin(3) owre(4) the green
Chorus:
Singing hey Donald, ho Donald
Dirrum-a-doo-a-day
II
He played a jig and he played reel
And he played a sweet strathspey
He roused my hairt ‘til the beat skipped time
Tae the tappin’ o’ ma tae
III
“Well, I’ve nae gowd tae offer ye
I hae but little gear
But we’ll hae love and freedom
If ye’ll gang wi’ me, my dear
IV
There’s gowd(5) in the broom o’ the Sidlaw Hills(6)
Honey in the heather sweet
There’s speckled trout in the Henlinn Tarn(7)
A cairpet(8) ‘neath oor feet”
V
He blew up his chanter(9)
An’ it’s sic(10) a spig(11) he plays
So I chose love and freedom
An’ I’ll wander all my days
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre andavo nel Strathmartine Mains, cosa credete che vidi?
Ma un bravo giovane pipaiolo(2)
che arrivava lesto dal prato
CORO
Canta’Hey Donald, Ho Donald
Dirrum a doo a day’
II
Ha suonato una giga e un reel
e una dolce strathspey
ha scombussolato il mio cuore finchè il battito teneva il tempo dei colpi delle mie scarpe
III
“Non ho beni da offrirti
ho solo un po’ di roba
ma noi avremo amore e libertà
se verrai con me mia cara
IV
C’è oro nella brughiera delle Sidlaw Hills, miele nella dolce erica
trote maculate nel Lago Henlinn
un tappeto sotto i nostri piedi”
V
Lui soffiava nel chanter
e suonava una tale piacevole melodia
così io scelsi amore e libertà
e andrò in giro per il resto dei miei giorni

NOTE
1) Mains: the home farm of an estate. Qui però sta a indicare un paese: MAINS and STRATHMARTINE, a parish, in the county of Forfar; containing the villages of Baldovan and Kirkton, 2 miles (N. N. W.) from Dundee. The original name of the old parish of Mains was Strathdighty, descriptive of it as a valley watered by the river Dighty; and the name of the other parish, which is a continuation of the same valley, is said to have been derived from a stone erected on the north side of it, in commemoration of some valorous exploit performed by a hero of the name of Martine in the ancient days of chivalry. (tratto da qui)
2) traduzione bonaria di zampognaro, suonatore di piva
3) A-linkin : moving fast, walking briskly
4) over
5) gowd=gold
6) Sidlaw Hills sono colline di origine vulcanica nelle contee di Perthshire e Forfar (detta anche Angus). Si tallungano a Nord di Dundee 7) oppure “purlin tarn” (Purlin : flowing with a swirling movement) Tarn: small mountain loch
8) carpet
9) Chanter: Pipe on which a bagpipe melody is played è la canna del canto (continua)
10) Sic: such
11) Spring: lively dance-tune

Allora per restare in tema alcune musiche da danza

ASCOLTA O Gin I Were A Bonny Lad/Sidlaw Hills/The Wife She Brewed It

HEY, DONALD! HOW, DONALD! ROBERT TANNAHILL

Con lo stesso titolo Robert Tannahill (1774 – 1810) “il tessitore di Paisley”, poeta e musicista contemporaneo di Robert Burns, scrisse una canzoncina che Wendy Weatherby ha registrato per l’album “The complete Song of Robert Tannahill” in versione integrale su Spotify

Though simmer smiles on bank and brae,
And nature bids the heart be gay,
Yet a’ the joys o’ flowery May
Wi’ pleasure ne’er can move me.
Hey, Donald ! how, Donald !
Think upon your vow, Donald ;
Mind the heathery knoWe, Donald,
Where you vowed to love me.

FONTI
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/ 58476/3;jsessionid=077E0A2837BE914E48DE6899A39F48B0 http://www.celticlyricscorner.net/malinky/strathmartine.htm http://sangstories.webs.com/heydonalhodonal.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11089
https://archive.org/stream/poemssongsofrobe00tannrich#page/n7/mode/2up

O ARE YE SLEEPIN’ MAGGIE?

Dalla tradizione delle “night visiting songs” il testo è attribuito al poeta scozzese Robert Tannahill e in effetti vari riscontri collocano la storia nei boschi di Paisley. Lo troviamo in ‘The Poems and Songs of Robert Tannahill’ – 1874 (pag 188) con assegnata come melodia “Sleeping Maggie”.
The heroine of this song was Margaret Pollock, a cousin of the Author by the mother’s side. She was the eldest daughter of Matthew Pollock (3rd) of Boghall, by his second marriage (mentioned in the Memoir of the Tannahills); and it is very probable the Poet beheld such an evening as he had described, in walking from Paisley over the high road to his uncle’s farm steading in Beith Parish. Margaret Pollock afterwards lived in family with William Lochhead, Ryveraes, and she and Mrs. Lochhead frequently sang that song together. Miss Pollock died unmarried (tratto da qui)

NIGHT VISITING IN STILE DARK

La scena descritta non è decisamente autobiografica (semmai più consona a Robert Burns) ma più di genere: il protagonista giunge alla casa di Maggy in una notte buia e tempestosa (il quadretto è piuttosto gotico: un gelido vento invernale che infuria nel bosco, una notte di novilunio priva di stelle, il lamento del gufo, il cancello di ferro chiuso in malo modo che sbatte contro i cardini) e spera che nel frattempo l’innamorata non si sia addormentata, ma lo faccia entrare di nascosto come promesso! E allora non più preoccupazioni o paure nelle braccia di Maggy ogni cupo pensiero è dissolto!

http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/
http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/

E’ doveroso citare quanto collezionato da Hamish Henderson dalla voce di Jeannie Robertson (vedi frammento del 1960) che riporta una melodia diversa da quella poi resa famosa dai Tannahill Weavers.

Il brano è stato fatto conoscere al grande pubblico dai Tannahill Weavers, i bravi “tessitori” di Robert Tannahill anche loro di Paisley,
Al momento su you tube si trovano varie versioni live, ma le esecuzioni migliori del gruppo sono due: una in Mermaid’s Song 1992 (da ascoltare su Spotify)  una versione più veloce integrata con la reel “The Noose In The Ghillies” (formazione Roy Gullane, Phil Smillie, Iain MacInnes, Kenny Forsyth) la prima in Are Ye Sleeping Maggie 1976 con la formazione: Roy Gullane, Phil Smillie, Hudson Swan, e Dougie MacLean come violinista. In questa prima versione la melodia è più lenta e ricca di atmosfera (con tanto di tuoni, vento e l’effetto pioggia)

ASCOLTA Dougie Maclean (che ha collaborato con i Tannahill Weavers dal 1974 e fino al 1977 e poi ancora in tour con loro nel 1980) in Real Estate -1988 e anche in Tribute 1995

ASCOLTA Rapalje (lo scozzese con accento tedesco!!) una versione che ha solcato i palchi dei festival medievali ovvero un rifacimento dei Tannahill Weavers

VERSIONE SCOZZESE
I
Mirk and rainy is the nicht,
there’s no’ a starn in a’ the carry(1)
Lichtnin’s gleam athwart the lift,
and (cauld) winds
drive wi’ winter’s fury.
CHORUS
Oh, are ye sleepin’ Maggie
Oh, are ye sleepin’ Maggie
let me in, for loud the linn
is roarin'(2)
o’er the Warlock Craigie(3).
II
Fearfu’ soughs the boortree(4) bank
The rifted wood roars wild an’ dreary.
Loud the iron yett(5) does clank,
An’ cry o’ howlets mak’s me eerie.
III
Aboon my breath I daurna’ speak
For fear I rouse your waukrif’ daddie;
Cauld’s the blast upon my cheek,
O rise, rise my bonnie ladie.
IV
She op’d the door, she let him in
I cuist aside my dreepin’ plaidie(6).
‘Blaw your warst, ye rain and win’
Since, Maggie, now I’m in aside ye.
V
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
What care I for howlet’s cry,
For boortree bank or warlock craigie?

TRADUZIONE ITALIANO
I
Buia e piovosa è la notte
non c’è una stella che mandi raggi di luce in tutto il cielo (1)
e i venti freddi si uniscono alla furia dell’inverno.
RITORNELLO
Stai dormendo Maggy?
Stai dormendo Maggy?
Fammi entrare che la cascata rimbomba (2)
e ruggisce sul Warlock Crag (3).
II
Timorosi fruscii sulla collinetta dei sambuchi (4), il bosco ruggisce selvaggio e triste, forte il cancello (5) di ferro sbatte con clamore,
e piange il gufo facendomi paura.
III
Non oso parlare più forte di un sospiro, per timore di svegliare tuo padre che è sempre vigile,
fredda è la raffica del vento sulla mia guancia, svegliati mia bella.
IV
Lei aprì la porta e lo fece entrare
posai il mantello (6) gocciolante di pioggia: “spazza via il peggio, la pioggia e il vento dal momento che Maggy ora sono con te!”
V
Ora che ti sei svegliata Maggy
che m’importa del grido del gufo,
della collina dei sambuchi o del Warlock Crag?

NOTE
1) carry sta per cielo, “the direction in which clouds are carried by the wind”
2) howling
3) letteralmente dirupo del mago, è il nome di una cascata a Lochwinnoch che forma una grande pozza o un piccolo laghetto
4) elder tree, il sambuco, l’albero in cui dimorano le fate
5) yett diventa gett secondo l’antica consuetudine di scrivere le due vocali in modo intercambiabile. La lettera y più comunemente sostituiva anche la combinazione “th” per cui “the” era anche scritto “ye” (si tratta della lettera þ detta “thorn” che ha lo stesso suono di “th”)
6) plaidie, una coperta o un mantello vedi

TRADUZIONE   INGLESE
I
Dark and rainy is the night
there’s no star in all the carry
lightning flashes gleam across the sky
and cold winds drive with winters fury.
CHORUS
Oh, are you sleeping Maggie
Oh, are you sleeping Maggie
let me in, for the loud the waterfall
is roaring over the warlock crag.
II
Fearful sighs on the elder tree bank
The rifted wood roars wild and dreary
Loud the iron gate does clank,
And cry of owls makes me fearful.

III
Above my breath I dare not speak
For fear I rouse your wakeful father
Cold is the blast upon my cheek
O rise, rise my pretty lady.
IV
She opened the door, she let him in
I cast aside my dripping cloak
Blow your worst, you rain and wind
Since, Maggie, now I’m beside you.
V
Now, since you’re woken, Maggie
Now, since you’re woken, Maggie
What care I for owl’s cry,
For elder tree bank or warlock crag?

SLEEPY & DROWSY MAGGY REELS

“Sleepy Maggie” è una reel in due parti e spesso è abbinata alla reel “Drowsy Maggie”, a volte le due melodie sono, erroneamente, confuse. Nella versione di Francis O’Neill and James O’Neill (in O’Neill’s Music of Ireland) è in 3 parti.

Sleepy Maggie secondo quanto riportato da Fidder’s Companion è una melodia tradizionale scozzese la cui più antica fonte trascritta si trova in Duke of Perth Manuscript ovvero Drummond Castle Manuscript (1734)

Sleepy Maggie è conosciuta in Irlanda anche con differenti nomi “LoughIsleCastle,” “Seán sa Cheo” o “Tullaghan Lassies.” ed è il modello per “Jenny’s Chickens”.

Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)
Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)

“Drowsy Maggie” è invece una melodia tradizionale irlandese in 2, 3 o 4 parti, però molto più popolare almeno a livello di registrazioni (sarà per la sua comparsa nel film “Titanic”!)- ovviamente c’è anche la versione scozzese: in genere parte lenta e poi diventa sempre più veloce così il titolo tra in inganno perché non c’è niente di “sonnolento” nella melodia che arriva ad una parossismo finale.

SLEEPY MAGGIE

ASCOLTA Sleepy Maggie Gabriele Possenti alla chitarra
ASCOLTATullaghan Lassies Fidil
ASCOLTAJenny’s Chickens Shanon Corr

DROWSY MAGGIE della serie “fast & furious”
Le variazioni sono infinite su solo 2 parti di base

ASCOLTA John Simie Doherty
ASCOLTA Comhaltas Ceoltóirí Éireann
ASCOLTA The Chieftains
The Chieftains live con il solo di Sean Keane

ASCOLTA Driftwood (Joe Nunn al violino)
ASCOLTA Jake Wise live

Versioni più rock
ASCOLTA Dancing Willow
ASCOLTA DNA Strings
ASCOLTA Lack of limits

FONTI
http://archive.org/details/poemssongsofrobe00tannrich
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/64522/1;
jsessionid=B312B09442ED31BB18C4FDA5E2E2BB59

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59687
http://members.aol.com/tannahillweavers/
http://www.lochwinnoch.info/tales/warlock-craigie.php
http://thesession.org/tunes/787
http://thesession.org/tunes/27
http://www.ibiblio.org/fiddlers/SLA_SLE.htm#SLEEPY_MAGGY/MAGGIE

WILD MOUNTAIN THYME

Questa antica ballata nota come “THE WILD MOUNTAIN THYME” ma anche “Will You Go Lassie, Go” è stata scritta da Francis McPeake   (irlandese di Belfast) nel 1957 copiando o se si  vuole usare un eufemismo parafrasando,  “The Braes of Balquhidder”  del poeta scozzese Robert Tannahill.

LA VERSIONE IRLANDESE

glenLa canzone, un’ode alla natura e alla stagione dell’amore,  si presta a una lettura in chiave ironica. Il giovane innamorato invita la  ragazza ad andare con lui in montagna a “raccogliere il timo selvatico“, ma la ragazza deve essere  una che ci mette un po’ per prendere una decisione, non per niente la domanda  “Andrai  ragazza, andrai?” è ripetuta in ogni strofa.
Il ragazzo tenta la ragazza con la promessa romantica di  costruire per lei un pergolato con tutti i fiori della montagna (in altre  versioni meno appropriatamente il pergolato si trasforma in una torre),  proprio vicino a un ruscello, poi però conclude dicendole che se proprio non  vuole seguirlo, lui si consolerà cercando un’altra ragazza. Insomma una frase poco simpatica da dire a una donna che  si vuole portare “in camporella“!
Ma forse all’epoca in cui è stata  scritta, la strofa doveva avere la sua efficacia per vincere le resistenze di  una che faceva la difficile! Oggi sicuramente il nostro “macho”  andrebbe in bianco!
A dominare su ogni cosa, però, è l’amore per la natura,  nella frase ricorrente “il timo  selvatico di montagna, tutto intorno all’erica fiorente”, in cui si può  intuire che, per il ragazzo, l’armonia della natura ha il potere di  cancellare ogni rancore e di rendere la vita più piacevole e spensierata.

Tra le moltissime registrazioni si richiamano The Kilkennys, The High Kings e in particolare, indimenticabile, la versione de The Chieftains



ASCOLTA Don Williams & The Chieftains


I
Oh, the summertime is coming
and the trees are sweetly blooming
And the wild mountain thyme
grows around the blooming heather,
Will ye1 go, lassie, go?
Chorus:
And we’ll all go together
to pluck wild mountain thyme,
All around the blooming heather.
Will ye go, lassie, go?
II
I will build my love a bower
near yon2 pure crystal fountain,
And on it I will pile
all the flowers of the mountain,
Will ye go, lassie, go?
III
If my true love she were gone,
I would surely find another,
Where wild mountain thyme
grows around the blooming heather,
Will ye go, lassie, go?
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
L’estate si avvicina
e gli alberi sbocciano dolcemente
e il timo selvatico di montagna
cresce tra l’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?
Ritornello:
E andremo tutti insieme
a raccogliere il timo selvatico di montagna,
tutto intorno all’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?
II
Costruirò al mio amore un pergolato
vicino a quella pura sorgente cristallina
e ci metterò sopra
tutti i fiori della  montagna
andrai ragazza, andrai?
III
Se il mio vero amore se ne andrà
di sicuro ne cercherò un’altra,
dove il timo selvatico di montagna
cresce tra l’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?

NOTE
1 ye, forma  arcaica di you “tu”, “voi”
2 yon, vocabolo  obsoleto, non più usato nell’inglese contemporaneo, equivalente alla forma  standard that “quello”

FONTI
https://thesession.org/tunes/10655
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/wildmountainthyme.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/752.html

GLOOMY WINTER’S NOW AWA’

L’autore del brano è Robert Tannahill (1774 – 1810), poeta e musicista contemporaneo di Robert Burns, che non divenne però altrettanto famoso rispetto al Bardo di Scozia, anche perché distrusse gran parte della sua produzione prima di suicidarsi, nel 1810. (per la scheda continua).
Il brano è datato 1808, la melodia è un’aria scozzese molto antica, arrangiata dall’amico R.A. Smith e potrebbe proprio essere la melodia composta da Alexander Campbell nel 1783, detta Lord Balgonie’s Favorite più tardi rinominata anche Come My Bride, Haste, Haste Away.

ASCOLTA The Virginia Company



Il brano si trova talvolta nelle compilation celtiche di Natale, forse per quel “Gloomy winter” del titolo che richiama la stagione invernale, però il mese descritto non è quello di dicembre, siamo piuttosto al crepuscolo dell’Inverno, che sta per andarsene e far posto alla primavera e i suoi primi timidi segnali: i bulbi selvatici che fioriscono, le acque che scorrono per il disgelo, le belle giornate di sole. E il poeta nei versi finali conclude:
Joy to me they canna’ bring,
unless wi’ thee, my dearie, O.
(traduzione italiano: ma gioia non potranno portarmi,
a meno che io non sia con voi, mia cara)
La cara a cui la poesia s’ispira è Miss Elizabeth Wilson all’epoca diciottenne e il luogo descritto è l’attuale  Gleniffer Braes Country Park che non ha perso il suo fascino di natura selvaggia e incontaminata (una carrellata d’immagini scattate proprio in primavera qui)

La poesia descrive un paesaggio incantato che si dischiude sotto l’occhio del poeta, mentre la natura si risveglia sotto le carezze dorate di un sole rinvigorito.

Nel dipinto di Sir Lawrence Alma-Tadema un tappeto di campanelle tingono di blu il sottobosco

ASCOLTA Tannahill Weavers, in  “The Old Woman’s Dance” 1978, versione melanconica, ipnotica, quasi sussurrata, un arrangiamento fatato con le basse e lamentose note del flauto traverso. Nelle note di copertina è scritto “Note dripping icicle noises and delicately coughing blackbirds” (=lo sgocciolare delle trine di ghiaccio e il delicato tossire dei merli.)
ASCOLTA versione live del 2011 dei Tannahill Weavers

ASCOLTA Dougie MacLean.

ASCOLTA The Birkin Tree


I
Gloomy winter’s now awa’,
Saft the westlan’ breezes blaw,
‘Mang the birks o’ Stanley shaw (1)
The mavis sings fu’ cheery, O;
II
Sweet the crawflower’s early bell(2)
Decks Gleniffer(3)’s dewy (4) dell,
Blooming like thy bonnie sel’,
My young, my artless deary, O
III
Come, my lassie, let us stray
O’er Glenkilloch’s(5)sunny brae,
Blithely spend the gowden day
‘Midst joys that never weary, O
IV
Towering o’er the Newton Woods(6),
Lav’rocks (7) fan the snaw-white clouds,
Siller saughs, wi’ downy buds,
Adorn the banks sae briery, O;
V
Round the sylvan fairy nooks,
Feathery breckans fringe the rocks,
‘Neath the brae the burnie (8) jouks,
And ilka thing is cheery, O;
VI
Trees may bud, and birds may sing
Flowers may bloom, and verdure spring,
Joy to me they canna’ bring,
Unless wi’ thee, my dearie, O.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
L’inverno tetro ora si allontana
leggeri soffiano i venti dell’ovest
tra le betulle del boschetto di Stanley (1) il tordo canta così allegramente O.
II
Dolci le prime campanelle(2)
ricoprono la rigogliosa(4) valle di Gleniffer (3) fiorendo come la mia bella,  giovane, cara spensierata O.
III
Vieni, ragazza, camminiamo
sulla soleggiata collina di Glenkilloch(5), allegramente passiamo il giorno dorato con rinnovata gioia O.
IV
In alto sopra i boschi di Newton(6)
le allodole (7) ammirano le nuvole bianco-neve, cespugli di salici con le gemme lanuginose, adornano le rive così spinose O.
V
Tra i nascondigli delle fate silvestri,
le felci piumate orlano le rocce,
dal pendio il ruscello (8) si tuffa
e tutto è allegria O.
VI
Gli alberi germoglieranno, gli uccelli canteranno, i fiori sbocceranno e verrà primavera,
ma gioia non potranno portarmi a meno che io non sia con voi, mia cara O

NOTE
1) Stanley Castle circondato dalle colline e in una polla d’acqua, oggi restano solo le vestigia di una torre.
La foresta di Paisley inizialmente fu suddivisa in tre grandi aree chiamate Stanely, Thornly e Fereneze, il lato nord divenne poi Paisley Braes, ovvero Braes of Gleniffer, il lato sud Fereneze Braes. “The lands of Stanely, part of the ridge of Paisley Braes, were granted by King Robert III. to Sir Robert Danyelston in 1392. One of his two daughters and co-heiresses married Sir Robert Maxwell, laird of Calderwood, in the parish of East Kilbride, and these lands, along with others, were allocated to Lady Calderwood. In the middle of the 15th century, the Maxwell family built on the lands a strong baronial residence, a massive piece of masonry, 40 feet high, which became well known by the name of Stanely Castle. The Maxwells continued in possession of the estate for several generations, and John Maxwell, in 1629, with consent of his son John, sold the estate to Jean Hamilton, dowager of Robert, fourth Lord Ross. It has con¬tinued in the Ross-Boyle families till the present time. The roof was taken off in 1714, when the “auld castle’s turrets” and the inside of the building were exposed to the inclemency of the weather. Stanely Castle, so hoary and grey, is now surrounded with a fine sheet of water,—the Reservoir of the Paisley Water Works.” (tratto da qui)

2)  bluebell: il nome può indicare due diverse piante erbacee: il
Giacinto a campanelle o giacinto di Spagna ( Hyacinthus Non Scriptus) delle piccole campanelle di colore  blu-porpora simili ai mughetti che crescono nel sottobosco,  da non confondersi con il Ranunculus repens di colore giallo e sono fiori di campo aperto conosciuti con il nome di Buttercups. Ma anche la Campanula rotundifolia ovvero la campanula soldanella, pianta dai fiori blu a forma di campana, appartenente alla famiglia delle Campanulaceae. E’ comunemente detta Campanelle (Bluebell, o harebell) ed è il fiore nazionale ufficiale della Scozia; è il fiore per antonomasia delle fate o delle streghe, ma fiorisce in estate (da maggio) mentre il giacinto a campanelle fiorisce già ad aprile .
3) Oggi la collina di Glennifer è compresa in un parco, the Robertson Country Park, formato da zone boschive e dalla brughiera, sul crinale si gode la vista panoramica di Paisley e della valle del Clyde.
4) dew letteralmente rugiadosa, bagnata dalla rugiada, a tradurla con un termine di allora sarebbe “rorida”, ma preferisco l’immagine figurata che denota freschezza giovanile, quindi “florida, rigogliosa”
5) Killoch Glen: il lato sud dell’antica Foresta di Paisley, ovvero il Fereneze Braes, bellissima vallata ricca di ruscelli.  “This picturesque and romantic ravine is situated on the southern slope of the Capellie range of hills, nearly opposite the town of Neilston. Both its banks are finely wooded with well-grown trees, and it has been celebrated in song as the early home of the crawflower, anemone, and primrose. The glen is a comparatively short one, and consists of two parts, the upper and the lower glens. The trap formation at the top of the upper glen which separates it from the hollow meadow-land beyond and to the west of it, bears evidence of having been worn down by the overflow of water, probably from a lake formed there by the ponded-back water of the Capellie burn that now flows past the old mill and under the bridge on the Capellie road. The upper reach of the glen is short but picturesque, and the descent from the trap which separates it from the lower glen is rapidly made by a series of broken rocks, and as the water plunges over them a succession of foaming white falls is produced, which, when the burn is in flow, have a grand appearance, especially when viewed from below. Tannahill and his friend Scadlock have both sung the praises of this truly delightful glen.” (tratto da qui)
6) Le località menzionate si trovano nel Centro della Scozia nei dintorni di Paisley e sono ancora luoghi ricchi di fascino.  “The lands of Newton, situated at a short distance to the north-west of Stanely Castle, are bounded on the west by the Ald Patrick burn ; on the north, by the road to Beith ; and on the east, by the Fulbar road. The eastern portion was covered with plantations, and several hundreds of the trees are still growing, reminding the present generation of Tannahill’s Newton Woods. These lands were acquired by Robert Alexander in 1670, and he and his descendants were the respected landlords for upwards of a hundred years. He was the ancestor and founder of the present Southbar and Ballochmyle families of Alexander ” (tratto da qui)
7) l’allodola è l’araldo della primavera,  un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni del nuovo sole, e già alle prime luci dell’alba continua
8)  la zona è ricca di ruscelli e spettacolari cascate, nel Parco sono dedicati al poeta laTannahill Walkway e il Tannahill Well

continua: a corollario http://terreceltiche.altervista.org/the-braes-o-gleniffer/

FONTI
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%205.htm
http://sangstories.webs.com/gloomywintersnooawa.htm
http://bluebellstrilogy.com/blog/tag/fairies/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/102lyr8.htm
https://thesession.org/tunes/6271