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THE WINTER IT IS PAST BY ROBERT BURNS

La ballata è diffusa in tutta Irlanda e più in generale anche nelle Isole Britanniche, seppure identificata con diversi titoli: The Lamenting Maid, Winter’s Gone And Past, The Irish Lovers, The love-sick maid.
La vicenda narrata non è più ben ricostruibile attraverso i vari riferimenti testuali, possiamo a grandi linee dire che si tratta del lamento di una giovane donna, per essere stata abbandonata dal suo innamorato.
Le versioni testuali stampate risalgono al 1765 (The love-sick maid ) e agli anni 20 del 1800, quella scozzese riportata da Robert Burns è datata 1788.

The Princess Out of School di Edward Robert Hughes
The Princess Out of School di Edward Robert Hughes

LA MELODIA
ASCOLTA l’arrangiamento di Robert Louis Stevenson

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La versione riportata da Robert Burns e pubblicata nello “Scots Musical Museum” (vedi) è un adattamento della ballata stampata in un broadside del 1765 “The love-sick maid” in cui Burns elimina il riferimento al Curragh di Kildare (vedere prima parte).
Gli studiosi ritengono che la II strofa sia stata scritta interamente dal poeta, mentre la I e la III strofa sono già riportate nella ballata citata.

ASCOLTA The Corries

ASCOLTA Eddi Reader(in versione integrale su Spotify) oppure
“Eddi Reader Sings The Songs Of Robert Burns Deluxe Edition”.
inizia a 36:49

VERSIONE ROBERT BURNS 1788
I
The winter it is past, and the summer’s come at last,
And the small birds sing on ev’ry tree;
The hearts of these are glad,
but mine is very sad,
For my Lover has parted from me.
II
The rose upon the briar,
by the waters running clear,
May have charms for the linnet or the bee;
Their little loves are blest
and their little hearts at rest,
But my Lover is parted from me.
III
My love is like the sun,
in the firmament does run,
For ever constant and true;
But his is like the moon
that wanders up and down,
And every month it is new.
IV
All you that are in love
and cannot it remove,
I pity the pains you endure:
For experience makes me know
that your hearts are full of woe,
A woe that no mortal can cure.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Ora l’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccellini cantano su ogni albero,
i loro cuori sono allegri
mentre il mio è molto triste
perchè il mio amore mi ha lasciato.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide,
portano gioia al fanello e all’ape:
i loro piccoli amori sono benedetti
e i loro piccoli cuori sono lieti
ma il mio amore mi ha lasciato.
III
Il mio amore è come il sole
che nel firmamento fa la gara
per dimostrare sempre costanza e fedeltà;
ma il suo (amore) è come la luna,
che vaga su e giù
e ad ogni mese è nuova.
IV
Tutti voi che siete innamorati
e non potete farne a meno,
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore,
un dolore che nessun mortale può curare.

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-200,-page-208-the-winter-it-is-past.aspx
http://www.eddireader.net/tracks/erWIIP.htm
http://www.eddireader.net/tracks/erCK.htm

CHRISTMAS AT SEA

Si può remare per tutto il giorno ma è quando si torna al calar della notte, e si guarda la stanza familiare, che trovi l’amore o la morte che ti attende accanto alla stufa“.

Nel Cd di Sting “If On a Winter’s Night” (2009) tra i vari traditionals e carols natalizi troviamo un brano più particolare il cui testo è ripreso da una poesia di Robert Louis Stevenson con l’aggiunta di un coro in gaelico scozzese che appartiene ad una waulking song delle Isole Ebridi.
La musica è di Sting e di Mary Macmaster.

Procediamo con ordine

LA POESIA DI STEVENSON

Curioso personaggio Robert Louis Stevenson uno scozzese anomalo che preferì (a causa della cagionevole salute) i mari del Sud a quelli del Nord, e partito nel giugno del 1888 per un viaggio tra le isole del Pacifico ci trascorse gli ultimi sei anni della sua vita. E proprio nel dicembre del 1888 fu pubblicato questa poesia del titolo “Christmas at Sea”.  Del poema vengono estrapolate le strofe centrali

I
All day we fought the tides between the North Head (1) and the South (2)
All day we hauled the frozen sheets, to ‘scape the storm’s wet mouth
All day as cold as charity (3), in bitter pain and dread,
For very life and nature we tacked from head to head.
II
We gave the South a wider berth, for there the tide-race roared;
But every tack we made we brought the North Head close aboard:
We saw the cliffs and houses, and the breakers running high,
And the coastguard in his garden, his glass against his eye.
III
The frost was on the village roofs as white as ocean foam;
The good red fires were burning bright in every ‘longshore home;
The windows sparkled clear, and the chimneys volleyed out;
And I vow we sniffed the victuals as the vessel went about.
IV
The bells upon the church were rung with a mighty jovial cheer;
For it’s just that I should tell you how (of all days in the year)
This day of our adversity was blessed Christmas morn,
And the house above the coastguard’s was the house where I was born.
V
And well I knew the talk they had, the talk that was of me,
Of the shadow on the household and the son that went to sea;
And O the wicked fool I seemed, in every kind of way,
To be here and hauling frozen ropes on blessed Christmas Day.
Traduzione di Cattia Salto
I
Tutto il giorno lottammo contro flutti tra Capo Nord (1)
e il Sud (2)
tutto il giorno governammo le vele ghiacciate per fuggire alla morsa umida della tempesta,
tutto il giorno al freddo senza pietà (3), con acuta sofferenza e terrore, per la vita stessa e la natura, abbiamo virato da capo a capo
II
Passammo il Sud per un posto migliore, che là la corrente ruggisce
per ogni virata che facevamo ci portavamo sempre più vicini alla Punta Nord:
vedevamo le scogliere e le case, e i frangenti altissimi e la guardia costiera nel suo giardino scrutare con il cannocchiale
III
Il gelo era sui tetti del villaggio bianchi come la schiuma dell’oceano;i fuochi rosso vivo, stavano scoppiettando in ogni casa lungo la costa; le finestre sfavillavano e i comignoli sbuffavano; giuro che si annusava il profumo delle vivande mentre il vascello procedeva.
IV
Le campane della chiesa stavano suonando potenti allegri saluti
perchè devo dirvi che (di tutti i giorni dell’anno) questo giorno della nostra tribolazionea era il mattino del santo Natale
e la casa sopra alla guardia costiera era la casa dove sono nato
V
E bene conoscevo i discorsi che facevano su di me, dell’ombra sulla famiglia e del figlio andato per mare
e oh che povero sciocco sembravo, da ogni punto di vista, stare qui a alare le cime gelate nel giorno del benedetto Santo Natale.

NOTE
1) Capo Nord porto di Sydney?
2) South Sea, South Head?
2) as cold as charity è una frase idiomatica che indica un’estrema indifferenza o freddezza, letteralmente freddo come la carità, detto con ironia, è la carità fatta per obbligo morale, ma senza cuore.

LA WAULKING SONG

Il coro è preso da una waulking song delle Isole Ebridi in gaelico scozzese dal titolo “Òran Mòr Sgoirebreac” (in inglese “The great song of Scorrybreac”) la versione integrale di uno dei frammenti della waulking song qui
Anche nell’antica canzone chi canta rimpiange di non essere a casa, le terre di Scorrybreac sono le terre ancestrali del clan  MacNeacail (Mac Nicol) e Scorrybreac Castle (Portree Bay) nell’isola di Skye fu per secoli il castello dei MacNicols. (storia del clan MacNicol)

The subject of the song would appear to be a Nicolson of Scorrybreck, and the occasion of its composition his marriage in the late seventeenth century to a sister of Iain Garbh MacLeod of Raasay.  (tratto da qui)
La versione in inglese qui

Due passi nei pressi
https://www.isleofskye.com/skye-guide/top-ten-skye-walks/scorrybreac

Thograinn thograinn bhith dol dhachaidh
E ho ro e ho ro
Gu Sgoirebreac a chruidh chaisfhinn
E ho hi ri ill iu o
Ill iu o thograinn falbh
Gu Sgoirebreac a’ chruidh chais-fhionn
Ceud soraidh bhuam mar bu dual dhomh
I wish we were going home
E ho ro e ho ro
To Scorrybreac of the white-footed cattle
E ho hi ri ill iu o

To Scorrybreac of the white-footed cattle
The first blessing from me, as is my right

Così Macmaster/Hay con il titolo di Thograinn thograinn la propongono come canzone a sè

FONTI
https://popularvictorianpoetry.wordpress.com/an-anthology-of-popular-victorian-poetry/r-l-stevensons-christmas-at-sea-in-the-scots-observer-1888/
https://julianstockwin.com/2013/12/23/christmas-at-sea/
http://www.bbc.co.uk/alba/oran/orain/oran_mor_sgoirebreac/
https://www.librarything.com/topic/171360
http://www.ondarock.it/recensioni/2015_hiddenorchestra_reorchestrations.htm

http://freepages.genealogy.rootsweb.ancestry.com/~bwickham/nicname.htm

 

E LA BARCA VA: IL PRINCIPE E LA BALLERINA, THE SKYE BOAT SONG

Flora MacDonald (1722 – 1790), aveva 24 anni quando incontrò Charles Stuart. Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.. Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod.
La canzone è stato un successo: fin da subito circolarono voci che spacciavano il testo come traduzione di una antico canto in gaelico e presto divenne un brano classico della musica celtica e in particolare della musica tradizionale scozzese

charlie e flora

E LA BARCA VA

La barca con quattro (o sei) marinai ai remi lasciò Benbecula il 27 giugno 1746 alla volta dell’isola di Skye nelle Ebridi Interne. I due arrivarono fino a Portée in varie tappe e il 1° luglio si lasciarono, il principe  donò a Flora un medaglione con il suo ritratto e la promessa che si sarebbero rivisti un giorno. Secondo la leggenda Flora lo salutò danzando sulla spiaggia  (vedi prima parte: Flora MacDonald’s Fancy)

LA TRAVERSATA IN MARE: LA FUGA DI CHARLES STUART

Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod dopo averla sentita cantare nel 1870 da un gruppo di marinai, mentre stava facendo un’escursione sul Loch Coruisk, guarda caso proprio sull’isola di Skye. La canzone era “Cuchag nan Craobh” (in inglese “The Cuckoo in the Grove”) comparsa in stampa nel 1907 in Minstrelsy of the Scottish Highlands, di Alfred Moffat, testo attribuito a William Ross (1762 – 1790).

LO IORRAM
Il brano è comparso nel libro Songs of the North pubblicato da Sir Harold Boulton e Anne Campbell MacLeod a Londra nel 1884. Nelle ristampe ed edizioni successive nel commento si fa riferimento alla melodia come a un "iorram" ossia a una canzone ai remi. Non proprio una shanty song un "iorram" (pronuncia ir-ram) aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre. Il tempo è in 3/4 o 6/8: la prima battuta è molto accentuata e corrisponde alla fase in cui il remo è sollevato e portato in avanti, 2 e 3 sono il colpo all'indietro. Alcune di queste arie sono ancora suonate nelle Ebridi come valzer.

La canzone è stato un successo già nell’Ottocento ed è da considerarsi un brano classico della musica celtica, e in particolare della musica tradizionale scozzese, inserito immancabilmente nelle compilation anche per matrimoni, fatto e rifatto in tutte le salse (dal beat al liscio, jazz, pop, country, rock, dance), innumerevoli le versioni strumentali (da un solo strumento – arpa, cornamusa, chitarra, flauto – o due fino all’orchestra) con arrangiamenti classici, tradizionali, new age, per bande anche militari e corali. Su Spotify è possibile trovare moltissime versioni del brano e proprio per tutti i gusti! Tra quelle strumentali le mie preferite sono quelle con la chitarra di Greg Joy, Pete Lashley, Tom Rennie, ma anche una versione con arpa e flauto di Anne-Elise Keefer e una versione “insolita” (con tanto di basso-tuba o oboe) dei Leaf!

Tra tutte vi propongo questa interpretazione nella compilation Irish Roses

ASCOLTA Carlyle Fraser

CHORUS
Speed bonnie boat,
like a bird on the wing,

Onward, the sailors cry
Carry the lad that’s born to be king(1)
Over the sea to Skye(2)
I
Loud the winds howl, loud the waves roar,
Thunder clouds rend the air;
Baffled our foe’s stand on the shore
Follow they will not dare
II
Though the waves leap,
soft shall ye sleep
Ocean’s a royal bed
Rocked(3) in the deep,
Flora will keep
Watch by your weary head
III
Many’s the lad fought on that day
Well the claymore could wield
When the night came, silently lay
Dead on Culloden’s field(4)
IV
Burned are our homes, exile and death
Scatter the loyal men(5)
Yet, e’er the sword cool in the sheath,
Charlie will come again(6).

TRADUZIONE ITALIANO (dal WEB)
RITORNELLO
Veloce, barchetta,
come un uccello sulle ali

Avanti! Gridano i marinai!
Porta l’uomo destinato a essere re (1)
sul mare a Skye(2)
I
Forte ruggisce il vento, forte urlano le onde, satura di nuvoli di tuono è  l’aria, sbalorditi i nostri nemici si fermano sulla riva e non osano seguirci
II
Benchè le onde si accavallino,
il tuo sonno sarà dolce
e l’oceano il letto del re
cullata dal mare (3),
Flora vigilerà
vegliando sulla tua testa stanca
III
Molti furono gli uomini che combatterono quel giorno,
bene le  spade duellarono,
quando la notte venne in silenzio,
la morte aleggiava sul campo di Culloden (4).
IV
Bruciate le nostre case, esilio e morte,
dispersi gli uomini leali (5),
ma prima che la spada riposi nel fodero,
Carlo verrà di nuovo (6)

NOTE
Lost_Portrait_of_Charles_Edward_Stuart1) Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! Cresciuto in pratica a Roma sotto l’ala del Papa, in un primo tempo venne spedito dal padre Giacomo a Parigi “per farsi una posizione” a Corte, sfruttando la parentela con il re di Francia. Eppure Luigi non ne voleva proprio sapere del suo parente povero e si rifiutò di riceverlo a Corte; così Charlie visse a Parigi snobbato dalla nobiltà e in perenne ricerca di finanziatori disposti a rischiare i quattrini per il suo tentativo di restaurazione sul trono (per la verità era anche un assiduo frequentatore di taverne). Tra le lamentele del conte di Mar (esule in Francia dopo la figuraccia di Sheriffmuir) sul carattere del principe, oltre alla sua eccessiva predilezione per il bere, c’erano anche i modi sgarbati verso i suoi seguaci e il suo chiacchierare a vanvera; ma evidentemente il “Bel Carletto” non doveva essere poi così inconcludente, se alla fine produsse una Dichiarazione di Accordocon la quale rivendicava i propri diritti al trono della Gran Bretagna, sotto firmata daicapi clan scozzesi leali alla causa giacobita: Clanranald e Glengarry, Stewart diAppin, Alexander MacDonald di Keppoch, Angus MacDonald di Scotus. Indubbiamente ci furono in ballo questioni d’onore e giuramenti di fedeltà al padre e al nonno, più che un’affezione particolare per il Giovane Pretendete; inoltre non era insolito per molti clan tenere i piedi in due scarpe ed avere così qualche parente stretto a combattere nello schieramento opposto.
Il venticinquenne Charles sbarcò insieme a sette compagni sull’isola di Eriskay e una manciata di spade, poi si spostò verso Glenfinnan e restò in attesa che i clan arrivassero! La sua campagna militare fu piuttosto caotica e inizialmente baciata dalla fortuna che gli regalò una serie di facili vittorie continua
2) L’isola di Skye nelle Ebridi Interne, ma suona come “cielo” e quindi una metafora, l’autore lo impalma come eroe nel firmamento
3) non concordo con la traduzione trovata nel web “ballando sul mare” a mio avviso “rocked” è da intendersi, come in molte sea song e sea shanty (e in qualche lullaby), nel senso di dondolio (della culla in particolare) e quindi “cullata dal mare”
4) per l’approfondimento ho dedicato un’intera pagina ai Giacobiti vedi
5) la repressione inglese contro i giacobiti e i simpatizzanti fu brutale
6) nel 1884 Charles Stewart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi

CHARLES STUART ULTIMO ATTO

Charles_Edward_Stuart_(1775)Nel 1896 lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) scrisse una variante con nuove parole, evidentemente non soddisfatto di quanto scritto da un baronetto inglese.

Stevenson mette il canto in bocca allo stesso Charles, vecchio e disfatto nel suo esilio “dorato” tra Roma e Firenze. L’Alfieri ce lo descrive come irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito (ma doveva avere il dente avvelenato essendo stato per anni l’amante della molto più giovane e bella moglie Luisa di Stolberg-Gedern contessa d’Albany). Il Principe sempre più amareggiato e dedito all’alcol, morì a Roma il 31 gennaio 1788 (abbandonato anche dalla moglie quattro anni prima).

OVER THE SEA TO SKYE di Robert Louis Stevenson
I
Sing me a song of a lad that is gone,
Say, could that lad be I?
Merry of soul, he sailed on a day
Over the sea to Skye
II
Mull was astern, Rum was on port,
Eigg on the starboard bow.
Glory of youth glowed in his soul,
Where is that glory now?(6)
III
Give me again all that was there,
Give me the sun that shone.
Give me the eyes, give me the soul,
Give me the lad that’s gone.
IV
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
“Cantami del ragazzo del passato
dici, “Potrei essere io quello?”
D’animo gentile, salpò un giorno
sul mare per Skye.
II
Mull era a poppa, Rum era a babordo, Eigg sulla prua a dritta.
Gloria di gioventù brillava nel suo spirito, dov’è quella gloria ora?(6)
III
Dammi ancora tutto ciò che fu,
dammi il sole che risplendeva
dammi gli occhi (7), l’anima
dammi il ragazzo del passato
IV
Nuvole e brezza, isole e mari
montagne di pioggia e di sole;
tutto ciò di buono e giusto
che era in me, è morto

NOTE
7) nel senso di visione

LA VERSIONE OUTLANDER

Più recentemente la canzone “Over the Sea to Skye” è stata ripresa nella serie “The Outlander” dalla saga di Diana Gabaldon ed è subito skyemania.. e tutti volevano sapere il testo della canzone..

ASCOLTA Raya Yarbroug

ll testo è stato modificato opportunamente per la serie eliminando i riferimenti al Bel Carletto e traslandoli alla bella Claire Randall che in un  viaggio nel tempo attraverso un cerchio di pietre si trova proiettata nel passato (dal 1945 nel 1743) e s’innamora di James Fraser ovvero James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser Lord di Broch Tuarach

CHORUS
Say, could that lass be I?

Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye(2).
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun…
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.
Sing me a song of a lass that is gone…
Say, would that lass be I?
Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye.
TRADUZIONE IN ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dimmi quella ragazza potrei essere io? D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.
Nuvole e brezza, isole e mari,
montagne di pioggia e di sole..
Tutto ciò  di bello e buono
che era in me, è morto.
Cantami di una ragazza del passato,
dici, “Potrei essere io quella?”
D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.

NOTE
2) anche qui si gioca sul doppio senso e Skye è decisamente il cielo

Versione ulteriormente riarrangiata da Bear McCreary in seguito al successo della serie e completata con le strofe di Robert Louis Stevenson

RUSTY NAIL: IL COCKTAIL DEL CLAN MACKINNON

Rusty-NailPer sdebitarsi dell’aiuto prestato dal Clan MacKinnon durante i mesi in cui dovette nascondersi dagli Inglesi, il principe Stuart rivelò a John MacKinnon la ricetta del suo elisir segreto, una bevanda speciale creata dal suo farmacista personale. Il clan MacKinnon accettò la custodia della ricetta, finchè agli inizi del ‘900, un discendente della famiglia decise che era giunto il momento di sfruttare commercialmente la ricetta chiamandola “Drambuie”

4.5 cl Scotch whisky
2.5 cl Drambuie
Procedimento: si prepara direttamente un bicchiere tipo old fashioned con ghiaccio. Agitare delicatamente e guarnire con un twist di limone.

Un cocktali doppiamente scozzese: lo Scotch Whisky e il Drambuie che è un liquore la cui ricetta è un mix di whisky, miele… segreti e leggende. Ancora oggi l’azienda è gestita dalla stessa famiglia e mantiene segreto il contenuto della ricetta. (Tratto da qui)

 FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.electricscotland.com/history/women/wih9.htm
http://www.windsorscottish.com/pl-others-fmacdonald.php
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31609
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94755

SIUIL A RUIN

“Siuil a Ruin” scritto con la grafia inglese come “Shule Aroon“, o come “Suil a Gra” (Shule agrah), è il richiamo lanciato da una donna al suo amore andato in Francia a combattere come “Wild Geese“, perchè ritorni da lei.

shannonLa versione originale probabilmente risale al 1690 quando il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire nell’esilio in Francia, il deposto re Giacomo II, e forse era composta interamente in gaelico, rimasto solo nel ritornello come frasi non-sense nella successiva versificazione in lingua inglese. La canzone emigrò in America e divenne un canto tradizionale della Rivoluzione americana del 1776. In America cambia il titolo in  “Johnny Has Gone For A Soldier” (Buttermilk Hill) o anche come “Gone the Rainbow”.

Le prime versioni stampate risalgono al 1800, si tratta di un frammento di origine scozzese “Dick Macphalion” (1823) (vedi) e di un testo in “Irish Melodies” vol IX di Thomas Moore (1825) con la melodia “I wish I were on yonder hill” arrangiata da Joseph Robinson.

LA GUIDA ALL’ASCOLTO

The Spinning Wheel, c.1855 (oil on panel)La melodia con cui è associato il testo è quasi una ninna-nanna, malinconica o nostalgica, tutto lascia pensare che la donna stia cantando mentre lavora al filatoio.

Nel ritornello è come se la ragazza dicesse “Torna da me,  se non sei ancora morto, torna da me” e mi ricorda la lettera scritta da Ada a Inman nel film “Cold Mountain” (guerra civile americana 1861-1865) “Quel che resta del mio coraggio è riposto nella fiducia che ho in voi e nella certezza che ho di rivedervi, quindi ve lo dico più chiaro che posso: se state combattendo, smettete di combattere! Se state marciando, smettete di marciare! Tornate da me….. Tornate da me….. Questo vi chiedo. Tornate da me, tornate da me.”
Questo richiamo accorato come chiave di lettura principale è però contraddetto in alcune strofe del canto in cui la donna accetta la separazione come un fatto ineludibile.

E' difficile fare una cernita tra le varie esecuzioni essendo un brano molto popolare tra i gruppi e i solisti di musica folk, ma segnalo in particolare la versione di Sissel e della Figgy Duff Band

ASCOLTA The Chieftains & Sissel Kyrkjebø in Tears of Stone (1999) la cantante norvegese nota più comunemente come Sissel,  il canto è più lento e sospeso come in una dimensione onirica (strofe I, III, V, VII e ritornello ogni 2 strofe)

ASCOLTA Clannad in Dùlaman 1976 (strofe I, III, V, VI, VII)
ASCOLTA Reeltime 1998 (strofe I, III, V, VII) Qui la melodia è più cadenzata

ASCOLTA Figgy Duff Band 1991 (voci di Pamela Morgan e Anita Best) in The Colour of Amber, 1991 con il titolo di “Suil a Gra”: il ritornello è quello della versione americana (vedi nota 2) le strofe sono cantate anticipando la VII, I, III, V. La versione è stata collezionata dalla stessa Anita Best con Genevieve Lehr (John Joe English of Branch, St. Mary’s Bay, NL, and published as #96, in Come And I Will Sing You: A Newfoundland Songbook, pp.165-166, edited by Genevieve Lehr (University of Toronto Press © 1985/2003). Bello anche il video

Interessanti e personali le versioni di ASCOLTA Cecil Corbel che con il suo stile pop ha trasformato brano in un pezzo dance (strofe I, II, VI, VII), e di ASCOLTA Anuna con il loro stile ancestrale e mistico: aggiungono una strofa tra la I e la II della versione standard,
“I wish I sat on my true love’s knee
Many a fond story he told to me
He told me things that ne’er shall be”
(in italiano “vorrei sedermi sulle ginocchia del mio amore, tante storie affascinanti ha da raccontami, mi dice cose che non accadranno mai”)
e chiudono con la V strofa


TESTO ORIGINALE
I
I wish I was on yonder hill
‘Tis there I’d sit and cry my fill,
Till every tear would turn a mill,
Is go dte tu mo mhuirnin slán (1)
CHORUS
Siúil, siúil, siúil a ruin
Siúil go sochair agus siúil go ciúin
Siúil go(2) doras agus ealaigh líom
Is go dte tu mo mhuirnin slán
II
His hair was black and his eyes were blue
His arms were strong and his words were true,
I wish in my heart that I were with you
And a blessing walk with you, my love.
III
I’ll sell my rock(3), I’ll sell my reel(3)
I’ll even sell my spinning wheel(3)
to buy my love a sword of steel(4)
Is go dte tu mo mhuirnin slán
IV(5)
Then the king, he was forced to flee
Took my love across the sea
I wish in my heart he were here with me
And a blessing walk with you, my love
V
I’ll dye my petticoats, I’ll dye them red (6)
and it’s round the world I will beg for bread
until my parents would wish me dead.
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VI
I wish, I wish, I wish in vain
I wish I had my heart again
And vainly think I’d not complain
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VII (7)
But now my love has gone to France
To try his fortune to advance.
If he e’er come back, ‘tis but a chance
Is go dte tu mo mhuirnin slán

TRADUZIONE ITALIANA RICCARDO VENTURI
I
Vorrei essere su quella collina lassù
dove sederei a piangere a dirotto
ed ogni lacrima girerebbe un mulino,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
RITORNELLO
Vieni, vieni, vieni, amore mio,
presto, vieni da me, muoviti piano,
vieni qui da me e fuggiremo assieme,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
II
Aveva i capelli neri e gli occhi azzurri,
le braccia forti e parole sincere.
Nel mio cuore vorrei essere con te,
e una bella passeggiata con te, amore mio
III
Venderò l’aspo e la conocchia,
venderò l’unico telaio [filatoio a ruota](3) che ho
per comprare una spada d’acciaio(4) al mio amore
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
IV(5)
Allora il re dovette fuggire
e si portò via il mio amore, al di là del mare.
Nel mio cuore vorrei che fosse con me,
e una bella passeggiata con te, amore mio.
V
Mi tingerò le gonne, le tingerò di rosso(6)
e me ne andrò per il mondo a mendicar pane
finché i miei non vorranno che sia morta
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VI
Vorrei, vorrei, vorrei ma invano,
vorrei riavere qui il mio amore,
e invano penso che non avrei un lamento,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VII
Ma ora il mio amore è andato in Francia
a cercare di fare fortuna.
Se tornasse sarei ben fortunata,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà

NOTE
1) in inglese= And may you go safely, my darling il verso in gaelico è sostituito in alcune strofe come variante dalla frase in inglese ” And a blessing walk with you, my love” (che in gaelico si dice Iss go jay too mavoorneen slahn.)
2) nella frase Siúil go doras il go a volte diventa ‘go dtí an‘ oppure ‘dhan‘.

Il ritornello è scritto anche in inglese (fonetica) come
 Shule, shule, shule aroon
 Shule go succir agus, shule go kewn;
 Shule go dheen durrus oggus aylig lume
 And a blessing walk with you, my love 
(traduzione inglese Come, come, come O love,
 Quickly come to me, softly move,
 Come to the door and away we'll flee,
 And safe forever may my darling be.)
Nella versione americana diventa
 Súil, súil, súil a grá,
 Súil go socair agus súil a dhrá,
 Súil go doras agus éalaigh,
 Is go dtí a mhúirnín, slán.

3)  spinning wheel è  un filatoio (più impropriamente detto arcolaio) qui sono citate le parti del filatoio a ruota (o mulinello), talvolta scritti come flax, rack o rod al posto di rock e meal al posto di reel. (vedi dettaglio)
4) a mio avviso la donna sarebbe disposta a vendere tutto ciò che ha di prezioso per comprare una buona spada al suo uomo, non perchè voglia sostenere la sua decisione di andare a combattere, bensì perchè egli possa avere qualche chance in più di restare vivo e ritornare da lei sano e salvo
5) probabilmente in auge nel 1700 e nel 1800 questa strofa non è più cantata dagli artisti del 1900 e dai contemporanei. Come riferisce Robert Louis Stevenson nel suo romanzo “The Master of Ballantrae” (1889) era una canzone amata dai giacobiti esuli in Francia e il re ai quali alludevano e riponevano le loro speranze era il Bonny Prince Charlie continua
6) IL COLORE ROSSO: ci si aspetterebbe che la ragazza si tingesse le vesti di nero, ma questo colore solo più recentemente è diventato nella nostra cultura, il colore del lutto; per i Celti il rosso era il colore di qualcuno che proveniva dall’altro mondo, mentre per gli Antichi Romani era il colore nunziale degli sposi, indossato per evocare la fertilità. Alan Lomax indica il colore rosso come simbolo di donna fedele (senza però approfondire in merito). Di certo il codice dei colori varia di epoca in epoca e di località in località. Nel Medioevo il rosso era il colore dell’amante, e nelle leggende era il colore che proteggeva dalle streghe e dalle malattie. Era però un colore indossato dai ricchi e simboleggiava le virtù regali del valore e della vittoria in guerra. Nel Rinascimento era ancora il colore del potere e del prestigio indossato dagli uomini di comando e dai giudici (e in Italia dai medici). Nella Chiesa era collegato con il martirio ma all’opposto poteva anche simboleggiare il diavolo.
7) Una versione alternativa della strofa
I wish my love would return from France,
his fame and fortune there advanced.
If we meet again, ‘t will be by chance.
Is go dte tu mo mhuirnin slán

SIÚIL, A GHRÁ

Contrariamente a quanto si potrebbe supporre la versione in gaelico è posteriore al testo in maccheronico
ASCOLTA Na Casaidigh in 1691 del 2009
I
A bhuachaillín aoibhinn álainn ó
Ba leathan do chroí a’s ba dheas do phóg,
Mo léan gan mise leat féin go deo
A’s go dté tú , a mhuirnín, sláncurfa(chorus)-
Siúil, Siúil, Siúil, a ghrá Níl leigheas le fáil ach leigheas an bháis
Ó d’fhag tú mé, is bocht mo chás,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán
II
Is minic a bhréag tú mé ar do ghlúin,
Ag cur do scéil dom féin in iúl
Ach chaill mé thú ‘s tú mo rún,
A’s go dté tú, a mhuirn ín, slán
III
Ach cuireadh ar Rí Séamas ruaig
A’s d’imigh na géanna leis ar luas
A’s d’imigh mo bhuachaill leo, monuar,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán


TRADUZIONE INGLESE
I
O gentle beautiful youth,
Broad was your heart and sweet your kiss,
Alas that I am not with you forever,
And may you go, my love, safely.
Chorus:
walk, walk, walk, oh love’
There’s no cure to be had but the cure of death,
Since you left me, wretched is my plight,
And may you go, my love, safely.
II
Often you beguiled me on your knee
Telling me of your life (literally: story)
But I lost you and you are my love,
And may you go, my love, safely.
III
But King James was routed,
And the geese went with him at speed,
And my lad went with them, alas,
And may you go, my love, safely

TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
O giovane bello e caro
grande era il tuo cuore e dolci i tuoi baci
peccato che io non ti stia sempre vicina
ma che tu possa andare amore mio, in salvo.
Ritornello
Cammina amore, cammina, cammina
non badare ad altro che di non restare ucciso(1)
da quando mi hai lasciato, vivo miseramente
e che tu possa andare amore mio, in salvo.
II
Spesso mi hai tenuta sulle ginocchia
raccontandomi le tue storie
ma ti ho perduto, tu che sei il mio amore
e che tu possa andare amore mio, in salvo
III
Ma re Giacomo fu messo in fuga
e le oche volarono con lui
e il mio ragazzo andò con lui, ahimè,
e che tu possa andare amore mio, in salvo

NOTA
1) la traduzione è un po’libera, ma rende meglio il senso in inglese

continua VERSIONE AMERICANA Johnny has gone for a soldier

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sailing-lowlands.htm
http://ontanomagico.altervista.org/ye-jacobites.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Si%C3%BAil_A_R%C3%BAin
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic53844.html
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/SiuilARuin.html
http://thesession.org/tunes/6753
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7985
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48603
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=336&lang=it
http://stec-173395.blogspot.it/2011/05/fuso-e-telaio.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30259
http://chrsouchon.free.fr/shulegra.htm

BIRKS OF ABERFELDY

Falls of Moness Aberfeldy PerthshireLe Betulle di Aberfeldy sono una amena e rinomata località del Loch Tay nel Perthshire, visitata da Robert Burns durante il suo tour per la Scozia con l’amico William Nicol.
La località a quei tempi era conosciuta come “The Den of Moness” essendo den una vecchia parola per indicare la tana o il rifugio, ma anche la grotta o gola e il Moness un fiume che in quel punto ha scavato una spettacolare cascata tra le rocce. Robbie è rimasto così colpito dal torrente e dalle sue cascate, da descriverlo nella sua poesia che intitolò “Birks di Aberfeldy”.
La passeggiata di allora è ripercorribile anche oggi ed è un sentiero ad anello di circa 4 km denominato guarda caso “Birks di Aberfeldy”, lungo la gola del fiume con tre attraversamenti mediante ponticelli per passare da una sponda all’altra e ammirare le cascate (vedi).
Il paesaggio è molto suggestivo e in rete si trovano numerose descrizioni e fotografie riprese un po’ in tutte le stagioni e dalle più varie angolazioni.

La canzone è stata scritta interamente da Robert Burns nel 1787 (tranne il ritornello) adattandola ad una vecchia aria scozzese da danza.

SCOTCH AYRE

La melodia compare per la prima volta nel Dancing Master di J. Playford con il titolo di “Scotch Ayre (A)” e anche in varie raccolte da danza settecentesche.
La ritroviamo successivamente in varie pubblicazioni sotto i più svariati titoli: in Favourite Country Dances, vol. 2 (1765) di Charles & Samuel Thompson come ” The De’els Dead” e nella Compleat Collection of Celebrated Country Dances (1740) di Wright sia come “Berks of Abergelde” che “Cast a Bell” infine nel Scots Musical Museum, vol. 2 (1788) come “Bonnie Lassie Will You Go”.

ASCOLTA arrangiamento strumentale dal manoscritto di Robert Louis Stevenson (Huntington Library) vedi anche per partitura

Per la selezione dei brani da ascoltare su YouTube non c’è molto, ma si può ricorrere a Spotify specialmente per i due brani indicati:
ASCOLTA Ronnie Browne in Robert Burn The Complete Songs 2009
ASCOLTA Shira Kammen in A celebration of Robert Burns 2005 con un interessante accompagnamento al clavicembalo

ASCOLTA Caprice in Girdenwodan Part I 2012: il gruppo russo di atmosfera fantasy assolutamente surreale e teatrale su musica composta da Anton Brejestovski, Il ritmo dell’arpa evoca le cascatelle del torrente e l’uso di più voci in canone nel ritornello è assolutamente da malia incantata-richiamo per catturare le belle fanciulle e coinvolgerle nella danza delle fate. L’uso dei fiati e del violino è magistrale! (devo dire che occorre ascoltarlo un po’ di volte per farsi prendere dal brano).  Per un ascolto integrale del cd vedi


Chorus:
Bonnie lassie, will ye go,
Will ye go, will ye go?
Bonnie lassie, will ye go
Tae the birks(1) of Aberfeldy?
I
Now Simmer blinks(2) on flow’ry braes(3),
And o’er the crystal stream lets plays;
Come, let us spend the lightsome(4) days
In the birks of Aberfeldy.
II
The little birdies blythely sing,
While o’er their heads the hazels hing(5),
Or lightly flit on wanton wing
In the birks of Aberfeldy.
III
The braes ascend like lofty wa’s,
The foaming stream, deep-roaring, fa’s
O’erhung wi’ fragrant-spreading shaws(6)
The birks of Aberfeldy.
IV
The hoary cliffs are crown’d wi flowers,
White o’er the linns(7) the burnie(8) pours,
And, rising, weets(9) wi’ misty showers
The birks of Aberfeldy.
V
Let Fortune’s gifts at random flee,
They ne’er shall draw a wish frae me;
Supremely blest wi’ love and thee
In the birks of Aberfeldy
Traduzione di Cattia Salto
Ritornello
Bella ragazza vuoi venire
vuoi venire, dai vieni?
Bella ragazza vuoi venire
alle Betulle di Aberfeldy?
I
Ora l’estate risplende sui pendii fioriti
e gioca con il ruscello di cristallo;
vieni passiamo i giorni in allegria
alle Betulle di Aberfeldy
II
Gli uccellini spensierati cantano
mentre sopra le loro teste pendono i noccioli,
o con leggerezza volteggiano sull’ala ribelle,
alle Betulle di Aberfeldy
III
Le rive salgono come alte mura,
il torrente spumeggiante, in un boato, cade, sovrastato dai boschi che spandono le fragranze delle Betulle di Aberfeldy
IV
Le balze nude sono coronate di fiori,
bianco nella cascata il torrente si riversa,
e, salendo, bagna con gocce di nebbia
le Betulle di Aberfeldy
V
I doni del Fato a caso cadono,
non hanno mai esaudito un mio desiderio,
così sarò sommamente benedetto dal tuo amore,
nelle betulle di Aberfeldy

NOTE
1) birks: birches. Il ritornello è per la verità un frammeno di una vecchia canzone
2) blinks: shines
3) braes: hillsides
4) lightsome: merry
5) hing: hang
6) shaws: woods
7) linns: waterfalls
8) burnie: stream
9) weets: wets

FONTI
http://wikilivres.ca/wiki/Songs_of_Robert_Burns/Now_simmer_blinks_on_flowry_braes
http://www.fourjandals.com/europe/walking-the-birks-of-aberfeldy-the-falls-of-moness-exploring-scotland/
http://www.walkhighlands.co.uk/perthshire/birks-of-aberfeldy.shtml
http://www.robroyway.com/birks.html
https://sites.google.com/a/music-of-robert-louis-stevenson.org/birks-of-aberfeldy/
http://tunearch.org/wiki/Birks_of_Abergeldie_(The)

ILLUSTRAZIONI:
Il dipinto della cascata: http://perthshire.blogspot.it/2007/09/falls-of-moness-aberfeldy-perthshire.html