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WHEN SHE CAM BEN SHE BOBBED

Sulla melodia tradizionale “When she came ben she bobbed” troviamo un testo ammiccante a una illecita liaison, rivisitato da Robert Burns nello “Scots Musical Museum” del 1792.
La versione però con cui viene ancora cantata è quella di Lady Nairne che la riscrisse nel 1810 circola titolandola “The Laird o’ Cockpen

LA MELODIA

La melodia “When she came ben she bobbed” è reputata d’epoca rinascimentale, anche se la troviamo come tablatura per liuto nel Manoscritto Balcarres (1690 , accesso all’archivio digitale qui)
ASCOLTA (un troppo breve assaggio) Jakob Lindberg (liuto) oppure su Spotify la versione per arpa (qui)

Il testo si commenta da solo (dopo aver decifrato il dialetto scozzese)
ASCOLTA Ian Bruce in Alloway Tales, 1999 a seguire  O Mally’s Meek. Ian è  un cantautore, ma in questo cd ha reso omaggio alle canzoni di Robert Burns. Già coinvolto nel progetto di Fred Freeman per l’edizione discografica integrale sul poeta scozzese.

I
O, when she cam ben, she bobbed (1) fu’ law!
O, when she cam ben, she bobbed fu’ law!
And when she came ben, she kiss’d Cockpen,
And syne she deny’d she did it at a’!
II
And was na Cockpen right saucy with a’ (2)?
And was na Cockpen right saucy with a’,
In leaving the dochter o’ a lord (3),
And kissin a collier (4) lassie an’ a’?
III
‘ O, never look down, my lassie, at a’!
O, never look down, my lassie, at a’!
Thy lips are as sweet, and thy figure complete,
As the finest dame in castle or ha’ .
IV
‘Tho’ thou hast nae silk, and holland sae sma’,
‘Tho’ thou hast nae silk, and holland sae sma’,
Thy coat and thy sark are thy ain handywark,
And Lady Jean was never sae braw.’ (5)
Tradotto da Cattia Salto
I
Quando entrò in salotto lei fece una profonda riverenza,
quando entrò in salotto lei fece una profonda riverenza,
quando entrò in salotto baciò Cockpen
e poi negò di averlo fatto
II
Oh Cockpen non allungava sempre le mani su tutte?
Cockpen non allungava sempre le mani su tutte?
Per dimenticare la figlia di un Signore
e baciare una servetta?
III
Oh non guardare mai dall’alto in basso mia fanciulla
Oh non guardare mai dall’alto in basso mia fanciulla,
le tue labbra sono così dolci e la tua figura perfetta, come la più elegante dama di un castello o palazzo
IV
Sebbene tu non abbia seta e fine tela olandese, sebbene tu non abbia seta e fine tela olandese, la tua gonna e camicia sono il tuo capolavoro
e Lady Jean non era mai così bella

NOTE
La traduzione in inglese qui
1) sta per curtsy, inchinarsi, fare la riverenza
2) forse ho optato un’espressione troppo moderna
3) ovvero la moglie Lady Jean
4) collier sta per coalier che si collega a coaly il carbone (coke): compito delle servette di un tempo era occuparsi di legna e carbone per scaldare e cucinare
5) tutti bei complimenti volti solo a ottenere i favori sessuali della fresca fanciulla, scema lei a cascarci (e purtroppo un tempo la fanciulla in questione non aveva altre possibilità che sottomettersi perchè se si ribellava andando a lamentarsi dalla moglie veniva comunque licenziata, l’unica sua possibilità era riuscire a non restare mai da sola in compagnia del Signorotto o di darsi velocemente alla fuga)
continua

FONTI
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/622.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-353,-pages-364-and-365,-when-she-cam-ben-she-bobbed.aspx
http://www.tunearch.org/wiki/Annotation:When_she_cam_ben
http://www.irishpage.com/songs/carolan/shecnote.htm

THE LAIRD O’ COCKPEN

Una courting song umoristica scritta da Carolina Oliphant, (1766-1845) conosciuta con il nome da sposata di Lady Nairne, sulla melodia tradizionale “When she came ben she bobbed” – di origine seicentesca e già comparsa con un testo ammiccante a una illecita liaison, rivisitato da Robert Burns nello “Scots Musical Museum” del 1792.
Così Lady Nairne scrive nel 1810 circa la sua versione “The Laird o’ Cockpen” sull’arrogante Signorotto di Cockpen che resta con un palmo di naso davanti al rifiuto della signora Jean di sposarlo (la quale sembra essere ben consapevole degli appetiti sessuali della gentry del Perthshire, e di Cockpen in particolare, verso le popolane ).
Il testo venne dato in stampa nel III volume dello “Scottish Minstrel” con solo sei strofe ed è anche stampato da George Thomson nel 1825 (in Collection of the Songs of Burns, Sir Walter Scott and other eminent lyric poets”) e tuttavia quando  Thomson ristampa la canzone nel 1843 nel V Volume del “Select Collection of Original Scottish Airs (n 250) sono aggiunte ulteriori due strofe come “lieto-fine”, che l’editore si attribuisce, banalizzandola in una più comune love song.

Decisamente uno scioglilingua per chi non sia scozzese se si canta velocemente! La melodia “When she came ben she bobbed” è reputata d’epoca rinascimentale.

ASCOLTA Tannahill Weavers in The Old Woman’s Dance 1978 (strofe I, II, III, IV, VI, VII) che così commentano
“A song from the east coast of Scotland concerning the worst case of attempted marriage on record.
The male chauvinist Laird or baddie, being in desperate need of a wife/cook/bottle washer approaches the inevitable only daughter or goodie without due courtship/expensive meals/red wine only to be rebuffed and, due no doubt to his chauvinism, left confused and in doubt of the lady’s mental health.”
(tratto da qui)

ASCOLTA Poitin (strofe da I a VII)

ASCOLTA   Jean Redpath in “Will Ye No Come Back Again? (The Songs Of Lady Nairne)” 1986 (ascolta su Spotify qui)


I
The Laird o’ Cockpen he was proud and he’s great
But his mind was ta’en up wi’ the things o’ the state
He’s wanted a new wife his braw home tae keep
But favour wi’ wooin’ was fashous (1) tae seek
II
Doon by the dykeside (2) there’s a lady did dwell
It’s at his table heid (3) he was sure she’d look well
McLeish’s (4) ae daughter o’ Clavers ha’ lee
A penniless lass wi’ a lang pedigree (5)
III
His wig was well pouthered  and as good as new
His waistcoat was white and his suit it was blue
He’s put on a ring and a sword and cocked hat
And who could refuse him, the laird, wi’ a’ that?
IV
He’s ta’en the grey mare and he’s rade cannily (6)
He’s tapped(7) at the yett (8) o’ the Clavers ha’ lee
Gae tell mistress Jean tae come speedily ben(9)
For she’s wanted tae speak tae the Laird o’ Cockpen
V
Mistress Jean was makin’ the elder-flower wine:
‘And what brings the Laird at sic (10) a like time?’
She put aff her apron and on her silk goun,
Her mutch (11) wi’ red ribbons and gaed awa doun.
VI
And when she cam’ by it’s he bowed fu’ low
And what was his errand he soon let her know
Amazed was the laird when the lady said naw
And we’ a leigh (12) courtsey she turned awa’
VII
Dumfoundered (13) he was but nae sign did he gie
He’s mounted his horse and he’s rade cannily (6)
And aft times he thinks as he rides through the glen
She was daft (14) tae refuse me, the Laird o’ Cockpen
VIII
And now that the Laird his exit had made,
Mistress Jean she reflected on what she had said;
’Oh, for ane I’ll get better its waur? (15) I’ll get ten,
I was daft to refuse the Laird o’ Cockpen.’
IX
Next time that the Laird and the lady were seen,
They were gaun arm-in-arm to the kirk on the green;
Now she sits in the ha’ like a weel-tappit hen,
But as yet there’s nae chickens appeared at Cockpen
Tradotto da Cattia Salto
I
Il signorotto di Cockpen era fiero e valoroso,
poichè i suoi pensieri erano presi da questioni di stato,
voleva una nuova moglie che badasse alla sua casa,
ma ottenere l’approvazione con il corteggiamento era una seccatura
II
Dietro al muretto di pietra viveva una signora
a capo della sua tavola lui era certo che lei ci sarebbe stata bene, McLeish è una figlia di Clavers-ha’ Lee,
una fanciulla senza un soldo con un lungo pedigree
III
La sua parrucca era ben incipriata e come nuova
il suo panciotto era bianco e la giacchetta blu.
si mise un anello e una spada e un tricorno
e chi avrebbe potuto respingerlo, il laird, così conciato?
IV
Prese la cavalla grigia e cavalcò con prudenza
bussò alla porta dei Clavers-ha’ Lee
“Vai a dire alla signora Jean che venga subito qui
perché è desiderata per parlare con il Laird
di Cockpen”
V
La signora Jean stava fecendo il vino con i fiori di sambuco
“Cosa porta il laird in un tempo così?”
Si levò il suo grembiule e mise la gonna di seta e
la cuffia con i nastri rossi e scese da
basso
VI
E quando fu nel salotto di sotto
tosto egli le fece sapere quale era il suo proposito.
Stupefatto fu il laird quando la dama disse no,
e poco cortesemente si allontanò!
VII
Lui era perplesso, ma non ne diede mostra
saltò sul suo cavallo e corse con prudenza
e frequentemente pensava mentre cavalcava per la stretta valle
“E’ stupida a rifiutare me, il Signorotto di Cockpen”
VIII
E ora che il Signorotto aveva fatto la sua uscita
la Signora Jean ponderò su ciò che aveva detto;
“Oh per uno starò meglio, peggio è se ne troverò 10
che stupida ero a rifiutare il Signorotto di Cockpen”
IX
La prossima volta che il Laird e la Lady furono visti
andavano a braccetto nel prato della chiesa;
ora lei siede nella sala come una gallina con una bella cresta
ma ancora non spuntano polli a Cockpen

NOTE
1) fashious=troublesome, annoying, ossia una faccenda noiosa a cui dedicarsi
2) dyke: termine utilizzato in Scozia per distinguere una parete bassa di pietre costruita a secco
3) table heid – head of his table
4) scritto da Lady Nairne come McClish. (vedi)
5) qui sembra voler alludere al desiderio del gentiluomo di accaparrarsi dei titoli illustri.
6) canniliie = carefully, Cautiously
7) tappit=tufted, rapped – knocked
8) yett=gate
9) ben – through the house
10) sic=such
11) mutch= bonnet, close fitting cap
12) laigh=low
13) dumfooner’d – bewildered
14) daft – stupid, Mad.
15) waur=worse. Credo che Jean abbia preferito prendere il primo invece di aspettare per altri dieci pretendenti uno peggiore dell’altro; ma come sia Jean non è più la coraggiosa eroina di Lady Nairne che rifiuta un matrimonio di comodo, anzi si pente subito delle sue pretese d’indipendenza

continua
FONTI
http://www.contemplator.com/scotland/lairdc.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=6554
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/14867
http://kistoriches.co.uk/en/fullrecord/55605/11;jsessionid=A1C3E06E0FB75395E28652C68C713AD9
http://folktunefinder.com/tunes/171034

http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_laird.htm
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/102lyr6.htm
http://www.bartleby.com/41/333.html

THERE’LL NEVER BE PEACE TILL JAMIE COMES HAME

“There’ll Never Be Peace Till Jamie Comes Hame” è una vecchia canzone giacobita pubblicata nello “Scots Musical Museum”,  (vol IV, 1791) con il testo riscritto da Robert Burns, che conosceva la melodia con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa”. Giacomo è il figlio del deposto re Giacomo VII di Scozia che i Giacobiti riconoscevano come unico legittimo successore al trono e soprannominarono The Old Pretender per distinguerlo dal figlio il Principe Carlo Stuart.

Così scrive Robert Burns in una lettera ad Alexander Cunningham (1791) “You must know a beautiful Jacobite air “There’ll never be peace till Jamie comes hame”. When political combustion ceases to be the object of princes and patriots, it then, you know, becomes the lawful prey of historians and poets.”

LA MELODIA

La melodia è una slow air dolce e malinconica pubblicata da James Oswald in due raccolte “Curious Scots Tunes”, 1740, 22, e in “Caledonian Pocket Companion”, 1743, I. 20, conosciuta anche con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa” oppure di “By yon Castle wa’”
ASCOLTA Alessandro Tampieri, Alessandro Palmeri, Giorgio Dellarole (viol. e v.cello barocco e fisarm. 415)

ASCOLTA Sophie Ramsay in ‘The Seas Between Us‘ (vedi)

ASCOLTA Dougie Mathieson & Mags Macfarlane  in “A Tribute to Rabbie Burns”, 2015

ASCOLTA The Whistlebinkies


I
By yon Castle wa’ (1), at the close of the day,
I heard a man sing, tho’ his head it was grey:
And as he was singing, the tears doon came, –
There’ll never be peace till Jamie  (2) comes hame.
II
The Church is in ruins, the State is in jars,
Delusions, oppressions, and murderous wars,
We dare na weel say’t, but we ken wha’s to blame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
III
My seven braw sons for Jamie drew sword,
But now I greet (3) round their green beds in the yerd (4);
It brak the sweet heart o’ my faithful and dame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
IV
Now life is a burden that bows me down,
Sin’ I tint (5) my bairns (6), and he tint his crown;
But till my last moments my words are the same, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ai piedi del castello all’imbrunire
udii un uomo cantare, sebbene con il capo canuto
e mentre cantava le lacrime scendevano –
“Non ci sarà mai pace finchè Giacomo (2) ritornerà sul trono”
II
La Chiesa è in rovina e lo Stato in discordia,
delusione, oppressione
e guerre feroci
e noi sappiamo bene
chi è da biasimare
– Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
III
I miei sette bravi figli per Giacomo cinsero la spada,
ma ora io li piango nei loro verdi giacigli al camposanto
e il povero cuore della mia leale dama si spezzò –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
IV
Ora la vita è un fardello che mi piega in due
dacchè persi i miei figli ed egli perse la corona;
ma fino all’ultimo respiro le mie parole saranno le stesse –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono

NOTE
1) wa’=wall
2) La discendenza maschile del ramo Stuart  (la parte cattolica della famiglia) cercò periodicamente e fino al 1746 di riprendersi il trono con l’aiuto di Francia e Spagna: Giacomo Francesco Edoardo Stuart tentò di riprendersi il trono per due volte nel 1708 e nel 1715 sbarcando in Scozia e mettendosi alla testa dei suoi seguaci con l’appoggio di John Erskine, conte di Mar: il 6 settembre 1715 Lord Mar si incontrò con un gruppo di Highlander e nominò ufficialmente il Principe Giacomo Edoardo re di Scozia, Inghilterra e Francia con il nome di Giacomo VIII di Scozia (e Giacomo III d’Inghilterra e d’Irlanda). Anche questo secondo tentativo fallì e Giacomo passò il resto della sua vita dorata in esilio prima in Francia e poi dal 1717 in Italia. (vedi scheda dei personaggi principali qui)
3) greet=weep
4) yerd=kirkyard
5) sin I tint=as I lost
6) bairns=children

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/therellb.htm
https://www.flutetunes.com/tunes.php?id=2322
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-326,-pages-336-and-337-as-i-cam-down-by-yon-castle-wa.aspx

TO DAUNTON ME

Da un frammento di ‘The old carle to daunton me’ Robert Burns tira fuori una canzone su un corteggiamento molesto (1788): la melodia era un’antica aria scozzese già nel Manoscritto Atkinson, 1694, come “This Wife of mine”, rispuntata fuori in un libretto di Loyal Songs datato 1750 (in cui una canzone pro-giacobita inizia così
To daunton me, to daunton me, D’ye ken the thing that wad daunton me – vedi)
Siamo alle solite un vecchio corteggiatore è certo di sposare la giovane illibata, ma lei non è disposta a lasciarsi comprare. Sebbene il tema della canzone sia umoristico, la melodia è una slow air ed è interpretata per lo più con accenti mesti, perchè tutti sapevano che la realtà era molto diversa ed erano proprio gli uomini anziani benestanti a sposare sempre le giovanissime fanciulle. vedi

Joseph Henderson (1832–1908) 'What Can a Young Lassie Dae wi an Old Man?'
Joseph Henderson (1832–1908) ‘What Can a Young Lassie Dae wi an Old Man?’

LA MELODIA

Conosciuta in Irlanda con il nome di Moran’s Return, e in Scozia con il titolo  “To Daunton Me” è suonata sia come slow air che come strathspey (vedi)
The first written appearance of the tune, according to John Glen in “Early Scots Melodies”, 1900, was in 1694 as part of the Atkinson Manuscript, although it had the alternative title, This wife of mine.
Its first printed mention of the tune was as a broadside, in 1700, under another title, ‘Be valient still’, a text preceded by the mention [to be sung to the tune of] “The old carle to daunton me (Logan’s “Pedlar’s Pack”, 1869, quoted by Bruce Olson.”The Fiddler’s Companion” )

Deliziamoci con quest’arrangiamento per violoncello e flauto

ASCOLTA Rapalje

E se non vi basta ancora

e finalmente una strathspey

ASCOLTA Reg Hill & The Ottawa Valley Melodiers

IL TESTO DI ROBERT BURNS

ASCOLTA Janet Russell

ASCOLTA Ewan MacColl


Chorus
To daunton(1) me, to daunton me,
An auld man shall never daunton me!
To daunton me, to daunton me,
An auld man shall never daunton me!
I
The blude-red rose at Yule may blaw,
The simmer lilies bloom in snaw,
The frost may freeze the deepest sea;
But an auld man shall never daunton me.
II
To daunton me, and me sae young,
Wi’ his fause heart and flatt’ring tongue,
That is the thing you shall never see,
For an auld man shall never daunton me.
III
For a’ his meal and a’ his maut,(2)
For a’ his fresh beef and his saut,
For a’ his gold and white monie,
And auld men shall never daunton me.
IV
His gear may buy him kye and yowes,
His gear may buy him glens and knowes;
But me he shall not buy nor fee,
For an auld man shall never daunton me.
V
He hirples twa fauld as he dow,
Wi’ his teethless gab and his auld beld pow,
And the rain rains down frae his red blear’d e’e;
That auld man shall never daunton me.
TRADUZIONE di Cattia Salto
Chorus
Conquistarmi, conquistarmi,
un vecchio non potrà mai conquistarmi!
Conquistarmi, conquistarmi,
Un vecchio non potrà mai conquistarmi!
I
Che la rosa rosso sangue a Natale fiorisca,
e i gigli d’estate sboccino nella neve,
che il ghiaccio congeli l’oceano,
ma un vecchio non potrà mai conquistarmi.
II
Di conquistarmi, io così giovane,
con il suo cuore falso e la sua parlantina:
è una cosa che non si vedrà mai.
perchè un vecchio non potrà mai conquistarmi.
III
Per la sua avena e il suo malto (2)
per tutta la carne fresca e sotto sale,
per tutto il suo oro e argento,
un vecchio non potrà mai conquistarmi!
IV
Con i soldi può comprare bestiame e greggi,
con i suoi soldi può comprare valli e colli,
ma me non mi comprerà o noleggerà,
perchè un vecchio non potrà mai conquistarmi.
V
A mala pena arranca piegato in due,
con la sua bocca sdentata e la sua pelata,
e la pioggia cade dai suoi occhi arrossati e cisposi –
quel vecchio non potrà mai conquistarmi!

Traduzione inglese (qui)

NOTE
1) scritto inizialmente come TO DAWT ON ME (SMM, 1788.)
2)  “In early times home-brewed ale was the national Scottish beverage, as oatmeal was the “staff of life.” “Rowth o’ meal and maut” is an old phrase, still used, to express abundance to eat and drink”—J. H. Una frase simile in italiano è “pan e vin non ti mancava”

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50034
https://comhaltas.ie/music/detail/morans_return
http://tunearch.org/wiki/Moran’s_Return
https://thesession.org/discussions/30286
http://chrsouchon.free.fr/daunton.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/563.htm

MUSING ON THE ROARING OCEAN

Musing on the roaring ocean, Amelia Bauerle -1895
Musing on the roaring ocean, Amelia Bauerle -1895

L’unica canzone sul mare di Robert Burns scritta per la signora McLachlan il cui marito era un ufficiale nella Compagnia delle Indie Orientali, in servizio all’estero.
La melodia “Druimionn dubh”, (in inglese The black cow) è raccolta in Scots Songs (Corri 1783) e Highland Airs, (McDonald 1784).
“Musing on the roaring ocean” è trascritta nello “Scots Musical Museum” , 1788, n ° 279 (vedi)

Conosciuta nel mondo classico per l’arrangiamento di Beethoven, viene classificata da questi come Irish folksong
ASCOLTA Gerda Stevenson & Kyrre Slind

ASCOLTA De Dry Coppen

I
Musing on the roaring ocean,
Which divides my love and me,
Wearying Heav’n in warm devotion
For his weal where’er he be.
II
Hope and fear’s alternate billow
Yielding late to Nature’s law,
Whisp’ring spirits round my pillow,
Talk of him that’s far awa.
III
Ye whom sorrow never wounded,
Ye who never shed a tear,
Care-untroubled, joy-surrounded,
Gaudy Day to you is dear.
IV
Gentle Night, do thou befriend me;
Downy Sleep, the curtain draw:
Spirits kind, again attend me,
Talk of him that’s far awa!
Traduzione di Cattia Salto
I
In meditazione sul boato dell’oceano,
che divide il mio amore e me,
tediando il Cielo in trepida preghiera
per il suo bene ovunque egli sia
II
Speranza e Paura si alternano ai flutti
cedendo tardivamente alla legge di Natura,
fantasmi mormorano accanto al mio cuscino.
mi parlano di lui che è lontano.
III
Tu che il dolore mai ti ferì,
tu che mai versasti lacrima,
non toccato dai problemi, circondato dalla gioia, gaio giorno a te è caro!
IV
Notte gentile a me amica!
Soffice sonno, cala il sipario!
Fantasmi cortesi, di nuovo mi accompagnano,
mi parlano di lui che è lontano!

FONTI
http://wikilivres.ca/wiki/Songs_of_Robert_Burns/Musing_on_the_roaring_ocean
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=18343
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=105689
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/musing_on_the_roaring_ocean.htm

THE WINTER IT IS PAST BY ROBERT BURNS

La ballata è diffusa in tutta Irlanda e più in generale anche nelle Isole Britanniche, seppure identificata con diversi titoli: The Lamenting Maid, Winter’s Gone And Past, The Irish Lovers, The love-sick maid.
La vicenda narrata non è più ben ricostruibile attraverso i vari riferimenti testuali, possiamo a grandi linee dire che si tratta del lamento di una giovane donna, per essere stata abbandonata dal suo innamorato.
Le versioni testuali stampate risalgono al 1765 (The love-sick maid ) e agli anni 20 del 1800, quella scozzese riportata da Robert Burns è datata 1788.

The Princess Out of School di Edward Robert Hughes
The Princess Out of School di Edward Robert Hughes

LA MELODIA
ASCOLTA l’arrangiamento di Robert Louis Stevenson

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La versione riportata da Robert Burns e pubblicata nello “Scots Musical Museum” (vedi) è un adattamento della ballata stampata in un broadside del 1765 “The love-sick maid” in cui Burns elimina il riferimento al Curragh di Kildare (vedere prima parte).
Gli studiosi ritengono che la II strofa sia stata scritta interamente dal poeta, mentre la I e la III strofa sono già riportate nella ballata citata.

ASCOLTA The Corries

ASCOLTA Eddi Reader(in versione integrale su Spotify) oppure
“Eddi Reader Sings The Songs Of Robert Burns Deluxe Edition”.
inizia a 36:49

VERSIONE ROBERT BURNS 1788
I
The winter it is past, and the summer’s come at last,
And the small birds sing on ev’ry tree;
The hearts of these are glad,
but mine is very sad,
For my Lover has parted from me.
II
The rose upon the briar,
by the waters running clear,
May have charms for the linnet or the bee;
Their little loves are blest
and their little hearts at rest,
But my Lover is parted from me.
III
My love is like the sun,
in the firmament does run,
For ever constant and true;
But his is like the moon
that wanders up and down,
And every month it is new.
IV
All you that are in love
and cannot it remove,
I pity the pains you endure:
For experience makes me know
that your hearts are full of woe,
A woe that no mortal can cure.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Ora l’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccellini cantano su ogni albero,
i loro cuori sono allegri
mentre il mio è molto triste
perchè il mio amore mi ha lasciato.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide,
portano gioia al fanello e all’ape:
i loro piccoli amori sono benedetti
e i loro piccoli cuori sono lieti
ma il mio amore mi ha lasciato.
III
Il mio amore è come il sole
che nel firmamento fa la gara
per dimostrare sempre costanza e fedeltà;
ma il suo (amore) è come la luna,
che vaga su e giù
e ad ogni mese è nuova.
IV
Tutti voi che siete innamorati
e non potete farne a meno,
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore,
un dolore che nessun mortale può curare.

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-200,-page-208-the-winter-it-is-past.aspx
http://www.eddireader.net/tracks/erWIIP.htm
http://www.eddireader.net/tracks/erCK.htm

SHE’S FAIR AND FAUSE

“She’s fair and fause”  è il titolo di una canzone tradizionale scozzese di sole due strofe, andata in stampa nello “Scots Musical Museum” 1792 (Vol IV). Robert Burns molto probabilmente riscrisse la seconda strofa nel 1789, e F. J. Haydn la incluse nelle sue “Scottish and Welsh Songs” (Hob. XXXIa:121).

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LA MELODIA: The Lads Of Leith

Oggi è ancora suonata la melodia, una slow air dalle antiche origini, riportata in “Caledonian Pocket Companion“, vol. 4 (1760), diffusa sia nell’ambito della musica colta che popolare, conosciuta come “The Beauties of the Ballroom” nella tradizione musicale di Cape Breton. (diventa in Irlanda un reel dal titolo Lads of Laoise)

ASCOLTA Antonio De Innocentis

ASCOLTA Yvonne Helkenberg solo chitarra classica

ASCOLTA Booze Foister Band

ASCOLTA Ewan MacColl

I
She’s fair and fause t
hat causes my smart,
I lo’ed her meikle and lang;
She’s broken her vow,
she’s broken my heart,
And I may e’en gae hang.
A coof cam in wi’ routh o’ gear,
And I hae tint my dearest dear;
But Woman is but warld’s gear,
Sae let the bonie lass gang.
II
Whae’er ye be that woman love,
To this be never blind;
Nae ferlie ‘tis
tho’ fickle she prove,
A woman has’t by kind.
O Woman lovely, Woman fair!
An angel form’s
faun to thy share,
‘Twad been o’er meikle
to gi’en thee mair-
I mean an angel mind (1).
Traduzione di Cattia Salto
I
E’ bella e falsa
la causa dei miei affanni;
tanto l’amai e a lungo;
ruppe la sua promessa,
ruppe il mio cuore;
e posso anche andare a impiccarmi.
Uno sciocco venne con molte ricchezze, e ho perso ciò che mi è più caro;
ma Donna è solo una parola frivola,
così che la bella fanciulla vada!
II
Chiunque tu sia che ami una donna,
a ciò non essere mai cieco:
non c’è da meravigliarsi
che si mostri volubile,
è nella natura della donna.
Oh Donna amabile o Donna bella,
la forma di un angelo
ti è stata data da condividere,
molto meglio sarebbe
stato darti di più!
Vale a dire lo spirito di un angelo.

NOTE
1) Burns non sentenziò sempre in modo così convenzionale nei confronti delle donne, anzi le considerava esseri superiori agli uomini vedasi qui

Traduzione in inglese qui
traduzione in francese qui

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-398,-page-411-shes-fair-and-fause,-c.aspx
https://thesession.org/tunes/15673
https://thesession.org/tunes/13801
http://tunearch.org/wiki/Lads_of_Leith_(1)_(The)

DUNCAN GRAY CAM’ HERE TO WOO

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

Un canto umoristico della tradizione scozzese collezionato da Robert Burns: l’aneddoto sulla canzone è che la melodia sia stata composta da un carrettiere (o cavallante) di Glasgow per essere suonata sul suo whistle, una bothy ballad dunque.
Nel 1790 Burns aggiunse una serie di versi alla melodia scrivendone diverse varianti: una  finirà nel “Merry Muses of Caledonia”, 1799 (vedi) e due rispettivamente in “Scots Musical Museum” e in “Select Collection of Scottish Airs”. (testi completi qui)

LA MELODIA
E’ trascritta in Caledonian Pocket Companion 1751 (vedi)
ASCOLTA Calum MacKinnon

DUNCAN GRAY

La versione riportata in “Scots Musical Museum” 1788 racconta di un corteggiamento in chiave umoristica in cui Duncan, tenta di fare la corte a una fanciulla di nome Meg, per niente interessata. Dopo che Duncan ha supplicato, minacciato il suicidio e mandato a quel paese Meg, la ragazza è colta da un malore e cambia opinione su Dancan, adesso è lei a sospirare d’amore per lui! Duncan la perdona e la sposa!

ASCOLTA Ewan MacColl


I
Duncan Gray cam’ here to woo,
Ha, ha, the wooing o’t (1),
On blythe Yule-night when we were fou,
Ha, ha, the wooing o’t,
Maggie coost her head fu’ heigh,
Look’d asklent and unco skeigh,
Gart poor Duncan stand abeigh;
Ha, ha, the wooing o’t.
II
Duncan fleech’d and Duncan pray’d;
Meg was deaf as Ailsa Craig,
Duncan sigh’d baith out and in,
Grat his e’en baith blear’t an’ blin’,
Spak o’ lowpin o’er a linn;
III
Time and Chance are but a tide,
Slighted love is sair to bide,
Shall I like a fool, quoth he,
For a haughty hizzie die?
She may gae to-France for me!
IV
How it comes let doctors tell,
Meg grew sick, as he grew hale,
Something in her bosom wrings,
For relief a sigh she brings:
And oh! her een they spak sic things!
V
Duncan was a lad o’ grace,
Maggie’s was a piteous case,
Duncan could na be her death,
Swelling Pity smoor’d his wrath;
Now they’re crouse and canty baith,
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Duncan Gray qui venne per corteggiare
(Ha, ha, un corteggiamento antiquato!)
Nell’allegra notte di Yule quando si era ubriachi
(Ha, ha, un corteggiamento antiquato!)
Maggie rizzò la testa in alto,
sembrava diffidente e molto ombrosa,
e fece filare il povero Duncan –
(Ha, ha, un corteggiamento antiquato!)
II
Duncan blandì e Duncan pregò
Meg era sorda come la roccia di Ailsa Craig, Duncan pianse a dirotto,
si asciugò gli occhi annebbiati,
dicendo di andare a gettarsi in una cascata
III
Il Tempo e la Fortuna non sono altro che momenti
l’amore offeso difficilmente aspetta
“Devo essere pazzo –disse lui
morire per una scorbutica donnina?!
Può andarsene in Francia (2) per me”
IV
Come accadde, che siano i medici a dirlo
Meg divenne malata, e mentre guariva
qualcosa nel suo petto si attorcigliò,
con sollievo fece un sospiro,
E oh! i suoi occhi le dissero come stavano le cose! –
V
Duncan era un ragazzo devoto
Maggie era un caso disperato
Duncan non poteva essere causa della di lei morte,
la compassione crescente smorzò la sua ira;
ora sono felici e allegri entrambi

NOTE
1) contrazione di of it (the wooing of it). In questo contesto credo si riferisca alla consuetudine tra le ragazze di respingere il pretendente innamorato per poi innamorarsi non appena lui si allontana mostrando disinteresse.
2) un modo come un altro per mandare qualcuno a quel paese!

WEARY FA’ YE, DUNCAN GRAY

Con il titolo “Weary Fa’ Ye, Duncan Gray” c’è una parte seconda della vicenda, un po’ più piccante!
ASCOLTA Deaf Shepherd con il titolo ‘Weary Fa Ye Duncan Grey’


I
Weary (1) fa’ you, Duncan Gray!
Ha, ha, the girdin(2) o’t!
Wae gae by you, Duncan Gray!
Ha, ha, the girdin o’t!
When a’ the lave gae to their play,
Then I maun sit the lee-lang day,
And jeeg the cradle wi my tae,
And a’ for the girdin o’t!
II
Bonie was the lammas moon,
Glow’rin a’the hills, aboon,
The girdin brak, the beast cam down,
I tint my curch and baith my shoon,
And, Duncan, ye’re an unco loun-
Wae on the bad girdin o’t!
III
But, Duncan, gin ye’ll keep your aith,
I’se bless you wi my hindmost breath,
Duncan, gin ye’ll keep your aith,
The beast again can bear us baith,
And auld Mess John (4) will mend the skaith,
And clout the bad girdin o’t
I
Traduzione di Cattia Salto
I
Accidenti a te (1), Duncan Gray
ha, ha un giro di monta (2)
i guai ti seguono Duncan Gray
ha, ha un giro di monta
quando tutte le cose vanno storto
allora devo stare seduta tutto il santo giorno a spingere la culla con il piede e tutto per un sottopancia!
II
Bella era la luna del Raccolto
rischiarava le colline sottostanti
il sottopancia si ruppe e caddi dall’animale (3)
persi il fazzoletto e bagnai le scarpe (3), dannazione alla bardatura
III
Ma Duncan se tu manterrai il giuramento
ti benedirò fino all’ultimo respiro,
Duncan se tu manterrai il giuramento
l’animale ci porterà ancora entrambi
e il vecchio padre John (4) saprà riparare il danno
e mettere una pezza sulla bardatura rotta

NOTE
1) credo che voglia essere una maledizione:  Weary fa’ you! Weary on you!
2) the girthing (di cavallo) mettere il sotto sella, bardare il cavallo= fare sesso
3) sono tutte espressioni che alludono alla perdita della verginità della ragazza
4) il sacerdote che li sposerà

TRADUZIONE INGLESE di Cattia Salto
I
Weary befall you, Duncan Gray!
Ha, ha, the girthing of it!
Woe go by you, Duncan Gray!
Ha, ha, the girthing of it!
When all the rest go to their play,
Then I must sit the livelong day,
And rock the cradle with my toe,
And all for the girthing of it!
II
Fine was the harvest moon,
Glowering at the hills, above,
The girthing broke, the beast came down,
I lost my kerchief and bathe my shoes,
And, Duncan, you are an strange rascal-
Woe on the bad girthing of it!
III
But, Duncan, if you’ll keep your oath,
I’se bless you with my hindmost breath,
Duncan, if you’ll keep your oath,
The beast again can bear us both,
And old Father John will mend the damage
And patch the bad girthing of it!

FONTI
http://scottishparodies.tripod.com/lyricsandfreesonglyrics/id101.html
http://www.borealismusic.co.uk/duncan%20gray%20translation.html
https://en.wikisource.org/wiki/The_Merry_Muses_of_Caledonia/Duncan_Gray
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-160,-page-168-duncan-gray.aspx
http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/duncan_gray/
https://thesession.org/tunes/6934
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/wearyfa.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=107438
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/duncan_gray.htm
http://www.electricscotland.com/burns/songs/09DuncanGray.jpg

SCOTS CALLAN’ O’ BONNIE DUNDEE

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La ballata “Scots callan’ o’ bonnie Dundee” è passata per la penna di Robert Burns, ma gli studiosi non sono concordi nell’attribuzione dei versi. Probabilmente deriva da “Jockey’s Escape from Bonnie Dundee” ed è stata pubblicata nello “Scots Musical Museum”, N° 99, Vol 1, 1787.

ADEW DUNDEE

La melodia “Adew Dundee” (in Skene MS 1620 circa) è diventata un modello per una serie di canzoni che riprendono tutte il nome di Dundee (vedi).
Il Manoscritto Skene è una raccolta di musica scozzese per liuto che ha preservato un centinaio di melodie popolari scozzesi, trascritte in notazione moderna e pubblicate nell'”Ancient Melodies of Scotland” di William Dauney.

ASCOLTA Rob MacKillop al liuto

SCOTS CALLAN’

dundee“Callant” è una vecchia parola scozzese per ragazzo, la versione popolare della ballata raccontava delle prodezze amorose di un ragazzo – soldatino pronto a darsela a gambe piuttosto che sposare la ragazza ingravidata.
La ragazza però è innamorata del suo bel soldatino e cantando la nanna al loro bambino ne attende il ritorno. E tuttavia è anche un anti-war song con l’andamento di un lamento.

ASCOLTA The Cast (Mairi Campbell, Dave Francis) in “The Winnowing” 1996. Una voce pura e cristallina quella di Mairi Campbell che ha interpretato il brano con un misto di dolcezza e di dolore. La parte finale strumentale è uno sviluppo della melodia che richiama la versione più moderna.


I
O, whaur gat ye that hauver-meal bannock (1)?
O, silly blind body, o, dinna ye see?
I gat it frae a brisk sodger laddie (2),
Atween Saint Johnstone(3) and Bonnie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gi’ed me’t,
Aft has he doudl’d me upon his knee.
May heaven protect my bonnie Scots laddie,
And send him in safe tae his baby and me.
III
My heart has nae room when I think on my laddie,
His dear rosy haffets bring tears tae my een.
And oh! He’s awa, and I dinna ken whaur he’s (4)-
He’s awa frae his lassie and Bonnie Dundee.
IV
O, light be the breeze around him saftly blawin,
And o’er him sweet simmer still blink bonnilie,
May the rich dews o’plenty, around him wide fa’in,
Prevent a’ his fears for his baby and me!
V
My blessings upon that sweet wee lippie!
My blessings upon that bonnie ee-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer and dearer tae me.
VI
And I’ll big a bower on yon green bank sae bonnie,
That’s lave’d by the waters o’ Tay wimplin’ clear,
And cleed thee in tartans, my wee smiling Jonnie,
And mak thee a man like your daddie dear.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Da dove credi che venga questo biscottino (1)?
O sciocchino non lo sai?
L’ho preso da un vivace soldatino (2)
tra Perth (3) e la nostra bella Dundee.
II
Mi sembra di vedere il ragazzo che me l’ha dato, che spesso mi teneva sulle sue ginocchia.
Che il cielo protegga il mio bel ragazzo scozzese e lo riporti in salvo da me e il suo bimbo.
III
Il mio cuore non ha quartiere quando penso al mio ragazzo, le sue care rosee guance mi fanno venire le lacrime agli occhi.
Ah, lui è lontano e non so dove sia (4),
è lontano dalla sua ragazza e dalla bella Dundee.
IV
Oh lieve sia la brezza che intorno a lui soffia,
che su di lui la dolce estate ancora sorrida lieta e cada la ricca rugiada dell’abbondanza
a scongiurare tutte le sue paure per il bimbo e me.
V
Le mie benedizioni su quelle dolci piccole labbra!
Le mie benedizioni su quei begli occhi
il tuo sorriso è  quello del mio allegro soldatino, si, tu mi sei caro sopra ogni cosa
VI
E costruirò una fattoria su quelle rive verdi così belle,
bagnate dalle acque increspate e chiare del Tay,
e ti vestirai con il tartan, mio piccolo sorridente Jonnie,
e farò di te un uomo come il tuo caro padre

NOTE
1) “Bannock” è il nome generico con cui oggi si indica una focaccia di forma rotonda cotta al forno.  (vedi ricetta) Il termine ha radice celtica ed è un pane preparato soprattutto in Irlanda, Scozia e Inghilterra del Nord. In antico l’impasto era di farina d’avena o d’orzo con acqua, senza lievitazione, cotto su di una pietra di arenaria apposita messa direttamente sul fuoco. Oggi il selkirk bannock in Scozia è un tipico pane dolce all’uvetta.
La prima frase è posta in forma di domanda da una seconda persona e letteralmente si traduce: “dove hai preso questo pane d’avena?” Il termine si riferisce al bambino “sfornato” dalla donna ovvero alla “sorpresa” che il bel soldatino le ha lasciato!
2) “I gat it frae a bonny Scots callan'”
3) Saint Johnstone= Perth
4) forse è uno scozzese ribelle che ha partecipato alla Jacobite Rising e ora è esule 

Il testo pubblicato nello Scots Musical Museum, Vol 1, 1787 è però il seguente 
I
‘ O, whar gat ye that hauver-meal bannock?’
‘ Silly blind body, O, dinna ye see?
I gat it frae a young, brisk sodger laddie
Between Saint Johnston and bonie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gae me’t!
Aft has he doudl’d me up on his knee:
May Heaven protect my bonie Scots laddie,
And send him hame to his babie and me!
III
My blessin’s upon thy sweet wee lippie!
My blessin’s upon thy e’e-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer, and dearer to me!
IV
But I’ll big a bow’r on yon bonie banks,
Whare Tay rins wimplin’ by sae clear;
An’ I’ll cleed thee in the tartan sae fine,
And mak thee a man like thy daddie dear.

PER VISITARE DUNDEE

Dove il fiume Tay si tuffa nel Mare del Nord, sulla sponda settentrionale dell’ampio estuario, sorge la quarta città più popolosa della Scozia continua

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Veduta di Dundee ai tempi di Robert Burns

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/bonnie-dundee/
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15103
http://www.carterhaugh.co.uk/lyrics/scotscallan.html
http://chrsouchon.free.fr/bonndund.htm

AULD ROB MORRIS BY DAVID RICCIO?

david-rizzio-sir-james-dromgole-lintonDavide Rizzio (Rizzo) noto in Scozia come David Riccio (circa 1533 -1566) nato probabilmente a Pancalieri in provincia di Torino, fu musico di corte e segretario “particolare” della Regina Maria Stuarda di Scozia.

Il bel Davide (anche se i detrattori ce lo descrivono come brutto, piccolo e gobbo) era al servizio di Casa Savoia e andò in Scozia nel 1561 al seguito della delegazione torinese; tanto gli piacque (alcuni insinuano che egli fosse una spia cattolica), che riuscì a entrare a servizio della Regina, per le sue doti di musicista ed eccellente cantante. Quattro anni dopo venne nominato segretario particolare della Regina, impalmata nel frattempo da Lord Darnley -ovvero Henry Stewart o Stuart, nipote di Endico VIIIma ben presto l’amicizia con il re si incrinò  (vedi un altro scandalo legato alla ballata “The four Maries” ) e Riccio fu accusato di alto tradimento (come presunto amante della Regina nonchè presunto padre del nascituro): ma i congiurati non si diedero tanta pena di dimostrare l’accusa e passarono direttamente all’assassinio (con l’arma preferita del tempo: lo stiletto).
Una morte che gridava vendetta e Lord Darnley fu assassinato giusto l’anno seguente la morte del suo rivale. Evidentemente la Regina non era molto legata al suo re, se nominò nientemeno che Giuseppe Riccio (fratello di Davide) come suo nuovo Segretario (il quale ovviamente fu processato -poi assolto – con l’accusa di essere tra i mandatari dell’assassinio del re se non uno degli esecutori materiali)!
Il gossip dietro tutta questa torbida vicenda è che Giacomo VI (il futuro re di Scozia e d’Inghilterra) potrebbe essere di sangue piemontese !

LE DOTI DI COMPOSITORE

E’ con sir James Melville che ebbe inizio la leggenda – forse non così leggenda – di Davide quale uno dei fondatori e innovatori  della musica scozzese a noi pervenuta. Melville, ed anche Birrel e Irwin, parlarono di lui come di un versato, ottimo musicista o, in altre parole, di un grande. Due secoli più tardi, William Thompson in “Orpheus Caledonius”, 1725, attribuì a Davide la paternità di sette arie, fra le più belle e importanti della musica tradizionale scozzese” (tratto da qui)

AULD ROB MORRIS

Tra queste sette arie una è proprio Auld Rob Morris (o Auld Bob Morrice) anche se nella seconda edizione dell’ “Orpheus Caledonius” l’attribuzione della melodia a Riccio è stata omessa.
This tune can be found in the Leyden manuscript, written in Lyra-viol tablature, which probably dates from the 1690s. It can also be found in one of the Blaikie manuscripts in Viol de Gamba tablature dated 1692, under the name “Jock the Laird’s Brother”.
Later it was published in The Orpheus Caledonius (1725), Watt’s Musical Miscellany (1730) and Craig’s Select Scottish Tunes (1730). Words existed to the tune, published in Allan Ramsay’s Tea Table Miscellany (1724)”(tratto da qui)
La versione testuale originale riportata da Allan Ramsay e attribuita a David Riccio è un contrasto tra madre e figlia in merito ad un pretendente un po’ troppo vecchio!
Mother:
There’s auld rob Morris that win’s in yon glen,
He’s the king of good fellows and wyle of auld men.
Has fourscore of black sheep, and fourscore too,
Auld rob Morris is the man you maun loo.
Daughter:
Oh had your tongue, mother, and let that abee,
For his eild and my eild will never agree:
Thei’ll never agree, and that will be seen
For he is fourscore, and I’m but fifteen.
Mother:
Then had your tongue, daughter, and lay by your pride,
For he’s be the bridegroom, and ye’s be the bride;
He shall lye your side, and kiss you too,
And auld rob Morris is the man you may loo.
Daughter:
But auld rob Morris I never will hae,
His back is so stiff, and his beard is grown gray;
I had rather die than live with him a year,
Sae mair of rob Morris I never will hear.

Della melodia troviamo l’arrangiamento fatto da un altro compositore “italiano” Francesco Geminiani (Lucca 1687 – Dublino 1762). Così scrive Davide Riccio musicista contemporaneo e omonimo del Riccio: “Fu virtuoso del violino, allievo di Alessandro Scarlatti e continuatore di Corelli, si trasferì a Napoli, poi a Londra, dove scrisse alcuni trattati, tra cui The art of playing on the violin  e Treatise of Good Taste in the Art of Musick, che raccoglie suoi arrangiamenti di motivi scozzesi. Il Trattato di buon gusto nell’arte della musica fu edito a Londra nel 1749. “Gusto” sembra aver avuto uno specifico significato per Geminiani, poiché prese le note originarie nella loro semplicità (le antiche arie scozzesi venivano trascritte nella sola linea melodica, così da assicurarne la maggiore fedeltà possibile) come spunto per trasformarle in esecuzioni dal corretto uso di stile, armonizzazione e ornamento. Probabilmente Geminiani trasse i motivi attribuiti a Rizzio dall’Orpheus Caledonius di William Thomson, pubblicato ventiquattro anni prima. Il commento del Geminiani verso Rizzio è di lode per quell’effetto che egli aveva avuto a suo tempo sulla musica locale: fino al suo arrivo, dice Geminiani, “Melody was intirely rude and barbarous, and he found means at once to civilize and inspire it with all the native Gallantry of the Scottish Nation” (=”La musica era rude e barbara, ed egli  trovò  i mezzi per civilizzarla e renderla ispirata…) Per ciò che riguarda gli arrangiamenti di Geminiani, William Hayes scrisse nel 1753: “Il maggior debito che abbiamo verso di lui è per aver messo dei buoni bassi d’accompagnamento ai motivi originali“. ( tratto da qui)

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

Fu Robert Burns a riscrivere il testo nel 1792 partendo  dai primi versi riportati in Tea Table Miscellany  e attribuiti a David Riccio; il brano conobbe una discreta fortuna  con il titolo tedesco di “Der alte Rob Morris”, Max Bruch ne arrangiò una versione classica in “Zwölf schottische Volkslieder” (Dodici canzoni popolari scozzesi, 1863).

ASCOLTA Manuela Bonfanti

ASCOLTA Ensemble Scaramuccia l’arrangiamento di Francesco Geminiani (1749) con strumenti d’epoca barocca

ASCOLTA The Poker Club Band arrangiamento di Joseph Haydn (1732 – 1809) Hob XXXIa-192 (strofe I e V)

La situazione immaginata da Burns è quella di una contesa amorosa tra un vecchio, ma benestante, signorotto locale – Auld Rob Morris- e un giovane bello, ma senza sostanze; si contendono il cuore di una dama di ceto elevato e per il giovane non c’è speranza!


I
There’s Auld Rob Morris
that wons (1)in yon glen,
He’s the King o’ gude fellows,
and wale(2) o’ auld men;
He has gowd (3) in his coffers,
he has owsen and kine (4),
And ae bonie lass,
his dautie and mine.
II
She’s fresh as the morning,
the fairest in May;
She’s sweet as the ev’ning
amang the new hay;
As blythe and as artless
as the lambs on the lea,
And dear to my heart
as the light to my e’e.

III
But oh! she’s an Heiress,
auld Robin’s a laird (5),
And my daddie has nought
but a cot-house (6) and yard;
A wooer like me maunna (7)
hope to come speed,
The wounds I must hide
that will soon be my dead.

IV
The day comes to me,
but delight brings me nane;
The night comes to me,
but my rest it is gane;
I wander my lane l
ike a night-troubled ghaist,
And I sigh as my heart
it wad burst in my breast. 

V
O had she but been
of a lower degree,
I then might hae hop’d
she wad smil’d upon me!
O how past descriving (8)
had then been my bliss,
As now my distraction
nae words can express.
Traduzione di Cattia Salto – 01/2017
I
Ecco il vecchio Rob Morris
che vive in quella valle
è il re della buona compagnia
il più valente dei vecchi uomini.
Ha oro nei suoi forzieri,
ha armenti e mandrie
e una bella dama,
la sua favorita e la mia!
II
Lei è fresca come il più bel
mattino del Maggio
ed è dolce come la sera
tra i covoni del fieno appena tagliato
così allegra e spontanea
come gli agnelli nel prato
e cara al mio cuore
come la luce per gli occhi
II
Ma oh! Lei è un ereditiera
e il vecchio Robin è un signorotto di campagna, mentre mio padre ha solo
un modesto cottage e un cortile;
un corteggiatore come me non deve
sperare di stare al passo,
le ferite devo nascondere
che presto mi porteranno alla morte
IV
Il giorno arriva
ma non porta gioia.
La notte viene
ma il mio riposo è vano;
vado per la mia strada come un fantasma tormentato nella notte
e sospiro mentre il cuore
mi scoppia in petto
V
Oh se lei fosse stata
di lignaggio inferiore,
allora avrei potuto sperare
che mi fosse concesso un sorriso!
Oh la mia felicità allora
avrebbe superato ogni descrizione,
mentre ora non ci sono parole
per esprimere la mia costernazione!!

NOTE
Traduzione in francese qui
Traduzione in inglese qui
1)Wons = dwells
2) Wale = choice
3) Gowd = gold
4) Kine = cows
5) Laird = man of landed property
6) Cot-house = tied or rented cottage on a farm
7) Maunna = must not
8) Descriving = describing

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-192,-page-200-auld-rob-morris.aspx
https://thesession.org/tunes/9928
http://www.electricscotland.com/burns/songs/
http://www.kultunderground.org/art/305
http://tunearch.org/wiki/Auld_Rob_Morris