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General Taylor gained the day

Una sea shanty dal titolo “Carry him to his burying ground” o “General Taylor” ; riguardo alle origini c’è chi parteggia per i marinai inglesi e chi per gli schiavi afro-americani. AL Lloyd la imparò da ‘Harding the Barbadian Barbarian’ e Cecil Sharp la collezionò dal marinaio John Short.
Ci sono due riferimenti incrociati ad altri canti marinareschi: Santy Ano e Stormalong; Stormy è un marinaio del mito, il suo funerale è una sorta di ultimo addio alla gloriosa era dei grandi velieri, sconfitti sul finire dell’Ottocento dai battelli a vapore.

ASCOLTA Steeleye Span (voce Tim Hart) 1971

ASCOLTA Sam Lee in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor Vol. 1 su spotify, che la interpreta secondo la versione della collezione John Short così è scritto nelle note dell’album
Another shanty that refers to Stormy. Despite its popularity in recent years, this is a rare shanty in the collections. The extraordinary melodic lines of the shantyman’s lead, in what might be regarded as “chorus”, were, with difficulty, meticulously notated by Sharp, and are virtually impossible to replicate in performance—Sam [Lee] has followed the style rather than the exact notation. Other shantymen tend to sing a very simplified version—or give it all to the crew as chorus.

ASCOLTA Richard Thompson w/ Jack Shit Son Of Rogues Gallery ‘Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys ANTI 2013 su Spotify


General Taylor gained the day(1)
Walk him along, John, carry him along
Oh General Taylor he gained the day
Carry him to his burying ground
Chorus
To me way hey, you Stormy (2)
Walk him along, John, carry him along
To me way hey, you Stormy
Carry him to his burying ground
VERSIONE STEELEYE SPAN
Oh I wish I was old Stormy’s son
I’d build a ship ten thousand tons
I’d load her down with ale and rum
And every shellback should have some
Oh we dig his grave with a silver spade
And his shroud of the softest silk is made
And we lower him down on a golden chain
On every link we’ll carve his name
General Taylor’s dead and gone


VERSIONE RICHARD THOMPSON
We dig his grave with a silver spade
shroud of the finest silk is made
And we lower him down on a golden chain
On every link we’ll carve his name
General Taylor died long ago
He’s gone where the stormy winds won’t blow
General Taylor’s dead and gone
General Taylor’s dead and gone
Tell me where you’re Stormy
Tell me where you’re Stormy
Traduzione italiano di Cattia Salto
Il generale Taylor ha vinto il giorno(1)
accompagnalo John, portalo con te
il generale Taylor ha vinto il giorno
portalo al suo cimitero
Coro
a me via, ehi tu Stormy
accompagnalo John, portalo con te
a me via, ehi tu Stormy
portalo al suo cimitero
VERSIONE STEELEYE SPAN
Se fossi il figlio del vecchio Stormy
costruirei una nave di mille tonnellate. La stiverei con birra e rum
e tutti i marinai ne avrebbero un po’.
Scaviamo la fossa con una spada d’argento,
il sudario è fatto della migliore seta
e lo caliamo giù con una catena d’argento,
a ogni anello incideremo il suo nome
Generale Taylor è morto stecchito


VERSIONE RICHARD THOMPSON
Scaviamo la fossa con una spada d’argento, il sudario è fatto della migliore seta e lo caliamo giù con una catena d’argento,
a ogni anello incideremo il suo nome
il Generale Taylor morì molto tempo fa
è andato dove i venti di tempesta non soffiano più
Generale Taylor è morto stecchito
Generale Taylor è morto stecchito
Dimmi dove sei Stormy
Dimmi dove sei Stormy

NOTE
1) Il generale Zachary Taylor sconfisse il generale messicano Santa Ana a Buenavista nel febbraio 1847, contribuendo ad assicurarsi il Texas e ad ottenere la California, per gli Stati Uniti. Divenne Presidente degli Stati Uniti dopo la guerra con il Messico, ma morì dopo solo un breve periodo in carica. Nelle versioni irlandesi la verità storica viene stravolta ed è Santa Ana ad aver vinto la battaglia di quel giorno  (vedi)
2) al Generale Taylor viene tributato un funerale rituale come al leggendario Stormy

continua

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/generaltaylor.html
http://terreceltiche.altervista.org/santy-anna-santy-ano/
http://terreceltiche.altervista.org/stormalong-john/
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=79270
http://www.contemplator.com/sea/stormalong.html

IL CUCULO ARALDO DELLA PRIMAVERA

Cuculo canta gagliardo e robusto:
«Benvenuta o bella Estate:
diminuisce la forza del vento
che spezzava i boschi frondosi».
(ANTICA LIRICA IRLANDESE tratto da qui)

Nelle canzoni degli antichi bardi dedicate alla Stagione chiara dell’anno ci sono sempre molte immagini riferite agli uccelli e al loro canto: merli, allodole, fanelli, usignoli e cuculi sono quelli più citati e nella stagione invernale non mancano mai pettirossi e scriccioli.
Nelle Isole Britanniche è il cucolo in particolare ad essere associato alla Primavera, ma più in generale è un uccello sacro (oggi si dice magico) dalle doti oracolari.

Il cuculo arriva dall’Africa tra la fine di marzo e i primi d’Aprile e inizia subito il corteggiamento innalzando il suo caratteristico canto . Nell’Europa Settentrionale arriva un po’ più tardi, all’incirca a metà aprile. In ogni caso il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più. La femmina emette una nota molto lunga e gorgheggiante simile a un «puhuhhuhuhu». Il verso del cuculo maschio è stato reso famoso dagli orologi a pendolo in legno (gli orologi a cucù di teutonica memoria)

ASCOLTA

IL CUCULO INDOVINO

La sua presunta longevità (nei proverbi si dice “”Vecchio come il cucco”) lo ha trasformato in veggente. E’ un uccello che predice il futuro in particolare lo interrogano le ragazze da marito per chiedere entro quanti anni si sposeranno: c’è pure una filastrocca che recita
O cucco, cucco dal becco fiorito
dimmi quanti anni sto a prender marito
dopo di chè si conteranno i versi in risposta, un anno per ogni cucù. Una volta sposata la donna potrà ancora interrogare il cuculo per sapere quanti figli avrà. Ma al cuculo si possono chiedere anche quanti anni restano ancora da vivere.. o quanti anni si dovranno passare in purgatorio per redimere i propri peccati prima di poter andare in paradiso.

Il suo simbolismo è spesso negativo: partendo dall’osservazione che la femmina depone il suo uovo nei nidi altrui, il cuculo è diventato sinonimo di cornuto (in francese cornuto si  dice cocu mentre in inglese cuckold). La tradizione vuole che quando si sente per la prima volta nella nuova stagione il canto del cuculo, bisogna subito controllare se in tasca avanza qualche monetina: l’anno in arrivo sarà privo di problemi economici. Non averne è l’annuncio della miseria in arrivo. Vedere un cuculo da vicino è in genere sinonimo di fortuna.

L’arrivo del cuculo dalla migrazione invernale era una data importante, sulla quale, nelle campagne, ci si basava per programmare molte operazioni agricole. A Bologna si diceva che “Quando canta il cuculo, c’è da fare per tutti”, cioè iniziano i lavori agricoli. L’arrivo di questo uccello era previsto per i primi giorni d’aprile, e quando tardava ci si preoccupava: “Il due o il tre d’aprile, il cuculo ha da venire. L’otto, se non è venuto, o che è morto, o che è cotto”. Nel Bolognese, a chi è ardito con le parole, ma non lo è poi nei fatti, si dice “Come il cuculo, tutta voce e penne”. Questo volatile è infatti un gran chiacchierone: il maschio, una volta stabilitosi in un certo territorio, trascorre, ad esempio, ore e ore a ripetere incessantemente il suo cu-cù (da cui anche il nome). (tratto da qui)

Cuculus_canorus

SUMER IS ICUMEN IN

Loudly sing, cuckoo”  o “Sumer is icumen in” è un canto in canone conosciuto con il titolo “La rota di Reading” dal nome dell’abbazia inglese in cui è stato rinvenuto (il manoscritto è ora conservato al British Museum di Londra vedi qui) e vuole imitare il verso del cuculo. Rota è il termine antico per ruota nel senso di circolo (round), così è l’andamento del canto in canone circolare o perpetuo (canon perpetuus): la melodia viene ripetuta a più voci che iniziano il canto ad intervalli successivi e proseguono di modo da fondersi in un’armonia. Quando ogni voce del canone arriva al termine, ricomincia dall’inizio. La Rota è una composizione tipica della tradizione inglese del XIII-XIV secolo, e “Sumer is icumen in“, scritto in inglese medio (Middle English) da un autore anonimo, risale probabilmente al XIII secolo.

Il manoscritto oltre alla notazione musicale contiene specifiche indicazioni per l’esecuzione del canone (scritte in inchiostro nero): le voci devono essere almeno 2 e il manoscritto prevede l’esecuzione del canone fino a 4 persone alle quali si aggiungono 2 voci di basso pure loro in canone che cantano un’ulteriore melodia detta “pes” (le indicazioni per il canto del  pedale -secondo canone- sono scritte con l’inchiostro rosso)

 

ROTA
Hanc rotam cantare possunt quatuor socii. A paucioribus autem quam a tribus aut saltem duobus non debet dici, preter eos qui dicunt pedem. Canitur autem sic. Tacentibus ceteris, unus inchoat cum hiis qui tenent pedem. Et cum venerit ad primam notam post crucem, inchoat alius, et sic de ceteris. Singuli vero repausent ad pausaciones scriptas, et non alibi, spacio unius longe note.

PES
1a voce: Hoc repetit unus quociens opus est, faciens pausacionem in fine.
2a voce: Hoc dicit alius, pausans in medio, et non in fine, sed immediate repetens principium.

TRADUZIONE ITALIANO
CANONE
Possono cantare questa rota quattro persone. Non può essere eseguita da meno di tre o al minimo due, oltre a quelli che cantano. Per cantare si procede in questo modo. Mentre gli altri stanno zitti, uno inizia la rota insieme con i due che cantano. Ma quando il primo arriva alla prima nota dopo la croce, un secondo cantore inizia da capo. Gli altri seguono allo stesso modo. Ogni cantore deve rimanere in silenzio, per la durata di una longa, dov’è indicata la pausa, ma non altrove.
PEDALE
Una voce ripete questa parte tante volte quante sono necessarie, facendo una pausa alla fine.
Un’altra voce canta questa parte facendo una pausa a metà, ma non alla fine, e poi ricominciando immediatamente.

ASCOLTA Richard Thompson che sviluppa il canto con due voci per la rota + 2 voci per il pes

ASCOLTA Hilliard Ensemble

WESSEX DIALECT
I
Svmer is icumen in,
Lhude sing, cuccu!
Groweþ sed and bloweþ med
And springþ the wude nu.
Sing, cuccu!
II
Awe bleteþ after lomb,
Lhouþ after calve cu
Bulluc sterteþ, bucke uerteþ(1).
Murie sing, cuccu!
Cuccu, cuccu,
Wel singes þu, cuccu.
Ne swik þu naver nu!
Pes:
Sing cuccu nu, sing cuccu!
Sing cuccu nu, sing cuccu!

INGLESE MODERNO
I
Summer has come
Loudly sing, cuckoo!
Grows the seed
and blossoms the meadow
And the wood springs anew
Sing, cuckoo!
II
The ewe bleats after the lamb
The cow  lows after the calf.
The bullock stirs(1),
the buck leaps forth(2).
Merrily sing, cuckoo!
Cuckoo, cuckoo,
Well sing you, cuckoo!
Don’t ever you stop now
(Pes)
Sing cuckoo now, sing cuckoo!
Sing cuckoo now, sing cuckoo!
TRADUZIONE ITALIANO
I
È arrivata l’estate
Canta a squarciagola, cuculo!
germoglia il seme
e fiorisce il prato,
il bosco si risveglia:
canta, cuculo!
II
La pecora bela al suo agnellino,
la mucca muggisce al suo vitellino,
salta il toro(1),
corre saltando la capra(2),
canta allegramente, cuculo!
Cucù, cucù,
Tu canti bene, cucù!
Ora non smettere più.
(PEDALE)
Canta ora, cucù, canta, cucù!
Canta ora, cucù, canta, cucù!

NOTE
1) tradotto anche “il toro s’impenna
2) bucke uerteþ lascia adito a due diverse interpretazioni
the buck leaps forth= corre saltando la capra; secondo un’altra interpretazione fertheth deriverebbe dal verbo *feortan = fart (“emettere gas intestinale o aria”), opzione supportata dal fatto che non sarebbe un canto a contenuto serio o religioso. La traduzione diventa the buck fartsla capra emette peti; buck viene anche tradotto a volte come stag= cervo

continua seconda parte

FONTI
Volario, Alfredo Cattabiani
mia madre, montagna vicentina, classe 41

http://www.naturamediterraneo.com/cuculo/
https://it.wikipedia.org/wiki/Sumer_is_icumen_in
http://alamire.altervista.org/testi/SumerIsIcumenIn.pdf
http://www.imperialbulldog.com/2011/04/29/il-cuculo-non-fa-primavera/
https://clamarcap.wordpress.com/2013/05/05/sumer-is-icumen-in-2/

MINGULAY BOAT SONG

Contrariamente al titolo Mingulay Boat Song non è una canzone tradizionale proveniente dall’Isola di Mingulay (una isola delle Ebridi Esterne vicino a Barra). Il testo è stato scritto in Inglese dallo scozzese Sir Hugh Roberton (1874–1952) nel 1938 per il Glasgow Orpheus Choir di cui era il direttore, su di una melodia tradizionale detta “Oran na Comhachaig” (ovvero Creag Ghuanach). Quindi la canzone è una composizione “romantica” del XX secolo che tuttavia è stata interpretata da molti artisti della scena “celtica”.

In effetti Sir Hugh S. Roberton era un collezionista di melodie tradizionali di cui spesso rinverdiva il testo inventando le parole in inglese ( pubblicati nel suo  libro”Songs of the Isles”, 1950), brani che attraverso la sua elaborazione sono diventati dei “classici” ancorchè non autenticamente popolari sono ‘Mairi’s Wedding‘ (Lewis Bridal Song), ‘Westering Home‘ e ‘Mingulay Boat Song’

L’isola di Mingulay venne abbandonata dai suoi abitanti agli inizi del 900, ma d’estate alcuni turisti vi compiono brevi escursioni suggestionati ancora dalla canzone! Un omaggio ai tenaci pescatori di queste isole inospitali!

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ASCOLTA Richard Thompson in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, 2006. (strofe I e III)

ASCOLTA Gaelic Strom in The Boathouse 2013 (strofe da I a IV)


CHORUS
Heel yo ho boys, let her go, boys
Bring her head round(1) and all together
Heel yo ho boys, let her go boys
Sailing homeward to Mingulay!
I
What care we tho’ white the Minch(2) is
What care we boys for wind and weather?
Heel yo ho, that(3), every inch is
Sailing(4) homeward to Mingulay!
II
When the wind is wild with shouting
And the waves mount ever higher
Anxious eyes turn ever seaward
To see us home, boys, to Mingulay
III
Wives are waiting by the pierhead
Or looking seaward from the heather(5)
Pull her ‘round boys, and we’ll anchor (6)
‘Ere the sun sets at Mingulay!
IV
Ships return now, heavy laden
Mothers holdin’ bairns a-cryin’
They’ll return, yeth, when the sun sets
They’ll return back to Mingulay
traduzione italiano Cattia Salto
CORO
Venite ragazzi, fatela andare, ragazzi
portiamola dritta tutti insieme
Venite ragazzi, fatela andare ragazzi
per navigare verso casa a Mingulay
I
Cosa ci importa se il Minch (2) è agitato?
Cosa c’importa del vento e delle intemperie?
Venite che ogni centimetro
si naviga verso Mingulay
II
Quando il vento urla selvaggio
e le onde diventano sempre più alte
occhi ansiosi si voltano sempre verso il mare
per rivederci a casa, ragazzi, a Mingulay
III
Le spose ci attendono al molo
o scrutano il mare dalla brughiera
tiriamo dritto e ci ancoreremo
prima che il sole tramonti su Mingulay
IV
Le navi adesso ritornano con un carico pesante,
le madri tengono i bambini che gridano “Ritorneranno, infine, quando il sole tramonta, ritorneranno a Mingulay”

NOTE
1) oppure “Heave her head round to the weather
2) nome del tratto di mare tra Sky e le Ebridi occidentali e la frase indica un mare agitato
3) oppure “When we know that
4) oppure closer
5) oppure “Gazing seaward from the heather
6) oppure “Heave ahead round and we’ll anchor”

UNA VISITA A MINGULAY

THE ROAD TO MINGULAY, View of the Western Isles di Derek Cooper
La strada verso Mingulay, saggio scritto dal giornalista scozzese Derek Cooper, noto per i suoi celebri e stimati consigli culinari, non parla solo di Ebridi Scozzesi come luogo geografico, come isole unite da una stradina che da nord, dall’isola di Lewis arriva fino a di Mingulay, a sud.
E’ un saggio che ci parla soprattutto di quella sottile linea immaginaria che lega Lewis, Harris, Uist, Barra e le altre isole nella storia passata e nel loro destino futuro. Terre aride, battute dal vento, luogo di scontro di varie civiltà, approdo di stranieri indesiderati, punto di fuga per pescatori ridotti alla fame, porto di partenza per contadini deportati con la forza, oggi queste terre tentano disperatamente di far rivivere il proprio passato nutrendo e conservando la lingua locale, con fierezza e determinazione, nonostante il futuro si prospetti ancora difficile, come il passato che le ha martoriate. Un omaggio sentito a luoghi incantevoli e speciali che, visitati, ti lacerano il cuore per sempre.( recensione di Calypso)

INDICAZIONI PRATICHE: http://www.lovescottishislands.com/outer-hebrides/mingulay/

FONTI
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/mingulayboatsong.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66882 http://calumimaclean.blogspot.it/2014/03/an-oral-account-of-vatersay-raiders_27.html