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‘TWAS IN THE MOON OF WINTERTIME

La Huron Carol scritta in wendat da un missionario gesuita a metà del Seicento con il titolo “Jesous Ahatonhia” (“Gesù è nato”) è stata tradotta nei secoli successivi in francese per diventare  un classico canto di Natale canadese, ma la versificazione in inglese è più recente e quella che va per la maggiore, è di Jesse Edgard Middleton (1926). La “traduzione” non rispecchia però il testo urone originario quanto piuttosto ne fa un adattamento con un gusto “vittoriano”: a specchio poi dalla versificazione inglese la comunità urone in Canada ha riscritto il testo in wendat. (continua prima parte)

ASCOLTA Chanticleer – Huron Carol

ASCOLTA Quadriga Consort (per la versione integrale bisogna andare su Spotify)

I
‘Twas in the moon of wintertime when all the birds had fled
That mighty Gitchi Manitou
sent angel choirs instead;
Before their light the stars
grew dim and wondering hunters heard the hymn,
CHORUS
Jesus your King is born, Jesus is born, in excelsis gloria
.
II
Within a lodge of broken bark
the tender babe was found;
A ragged robe of rabbit skin enwrapped his beauty round
But as the hunter braves drew nigh the angel song rang loud and high
III
The earliest moon of wintertime
is not so round and fair
As was the ring of glory on the helpless infant there.
The chiefs from far before him knelt with gifts of fox and beaver pelt.
IV
O children of the forest free,
O seed of Manitou
The holy Child of earth and heaven is born today for you.
Come kneel before the radiant boy who brings you beauty peace and joy.
Traduzione di Cattia Salto
I
E’ stato nella luna d’inverno (1)
quando tutti gli uccelli erano migrati
che il potente Gran Manitù (2)
mandò gli angeli in schiera
davanti alla loro luce le stelle si offuscarono e i cacciatori
udirono l’inno
(CORO ANGELI)
Gesù il nostro Re è nato,
Gesù è nato, 
nella gloria dei cieli
II
In una capanna di legno
il tenero bambinello fu trovato
in una pelliccia stracciata di coniglio
la sua beltà era avviluppata
e non appena la compagnia di cacciatori si avvicinò, il canto degli angeli si innalzò forte e alto
III
La prima luna d’inverno
non è così piena e luminosa
come fu il coro angelico in soccorso dell’infante là.
I capi da lontano davanti a lui si inginocchiarono con doni di pellicce di volpe e di castoro.
IV
O figli della foresta,
o semi di Manitù
il Santo Bambino del Cielo e della Terra
è nato oggi per voi.
Venite a inginocchiarvi davanti al bimbo luminoso che vi porta bellezza, pace e gioia.

NOTE
1) il tempo per i nativi americani era scandito dalla luna, così l’anno era diviso in 13 lune con ogni luna lunga 28 giorni. Sebbene alcuni tipi di calendario differiscano da tribù a tribù, quasi tutti i calendari tribali iniziano in primavera. Ogni tre anni, una luna viene aggiunta per rimettere in pari il ciclo lunare con quello solare.
2) il Grande Spirito, il Manitù algonchino con cui si identifica a spanna l’equivalente divinità del Cielo. Gli Uroni convertiti furono relativamente pochi e la presenza dei missionari gesuiti fu motivo di discordie e malattie. Il mito degli Uroni che spiega la nascita della Terra è singolare e inizia con una Fanciulla del Cielo di nome Ataentsic
“Al tempo della creazione, nel mondo celeste dove non si conosceva il dolore, una piccola fanciulla, Ataentsic, nacque poco dopo la morte di suo padre. Questa morte fu la prima avvenuta tra gli abitanti del Cielo. Il corpo del padre venne posto su un giaciglio regale e la figlia prese l’abitudine di visitarlo e di parlare con lui. Quando ella crebbe, il padre le disse di intraprendere un viaggio attraverso le terre del ‘Capo che possiede la Terra’, con cui avrebbe dovuto sposarsi. La ragazza partì, attraversò un fiume sul tronco di un acero e, dopo aver scampato vari pericoli, giunse alla capanna del capo, che era posta accanto al ‘grande albero del cielo’. Lì, dopo aver superato diverse prove, ella divenne la moglie del capo. Quando questi si accorse che ella aspettava un bimbo, divenne ingiustamente e ferocemente geloso del Drago di Fuoco. Ataentsic partorì una figlia, Soffio di Vento. I rappresentanti di tutte le cose e gli esseri della creazione visitarono quindi il capo e tennero consiglio. Le Luci del Nord indovinarono che il marito di Ataentsic era geloso, e gli consigliarono di sradicare ‘l’albero della vita’; egli lo fece immediatamente, provocando un abisso in cui gettò la moglie e la figlia. Così Ataentsic cadde dal cielo, e mentre attraversava l’aria notò una specie di luce blu. Guardò bene e pensò che stava cadendo verso un grande lago, ma non vide alcuna terra. Nel frattempo, le creature che vivevano nel lago, vedendo che ella stava cadendo dal cielo, decisero di cercare la terra in fondo al lago. Sia la lontra sia la tartaruga fallirono nell’impresa, e solo il topo muschiato riuscì a mettere la terra che aveva trovato sulla schiena della tartaruga. In quel momento il carapace crebbe enormemente e divenne la solida Terra. Ataentsic, sorretta dalle ali degli uccelli, posò il piede al suolo. Sua figlia, Soffio di Vento, crebbe, ed una notte ricevette la visita del Padrone dei Venti, e concepì due gemelli: Ioskeha e Tawiscara. I gemelli si odiavano, e combatterono tra loro prima ancora di nascere, causando la morte della madre. Dal suo corpo, Ataentsic fece il sole e la luna, ma non li mise in cielo. Tawiscara persuase sua nonna che era stato solo Ioskeha a causare la morte della loro madre; questi venne quindi scacciato da Ataentsic. Ioskeha raggiunse suo padre, il Padrone dei Venti, il quale gli diede un arco, delle frecce e il mais, rendendolo padrone degli animali e del cibo vegetale. Ioskeha creò quindi diverse specie di animali. Sconfisse poi il nano Hadui, che causa tutte le malattie, e gli strappò il segreto della medicina e dell’uso rituale del tabacco. Rubò il sole e la luna ad Ataentsic e a Tawiscara, e lasciò che prendessero il loro corso nel cielo. Infine Ioskeha creò l’uomo. Tawiscara provò ad imitarlo, ma riuscì solo a produrre dei mostri, ed infine suo fratello lo mandò in esilio.” (tratto da qui)

continua a domani

THE SAILOR LADDIE / ROLLING SEA

seashantyL’immagine ottocentesca del marinaio è piuttosto stereotipata: è Jack Tar, un ubriacone e donnaiolo, forse lavativo.
Nelle canzoni del mare dal punto di vista femminile il marinaio è spesso un bugiardo infedele che ha una ragazza in ogni porto anche se  tiene moglie e figli a casa. Ridicolizzato e respinto da alcune (vedi Saucy sailor boy), è invece ricercato da altre che preferiscono in assoluto l’amore di un marinaio!

QUELLO CHE LE DONNE VOGLIONO

Come in questa  sea song  dal titolo “The sailor laddie” che era cantata già nella seconda metà del 1700 dalle ragazze di Gosport, una cittadina portuale dell’Hampshire (Inghilterra) sulla Manica: è il marinaio l’uomo che le donne vogliono!!

ASCOLTA Eliza Carthy in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.

I
Don’t you see the ships a-coming?
Don’t you see them in full sail?
Don’t you see the ships a-coming
With the prizes at their tail?
Chorus 
Oh my little rolling sailor,
Oh my little rolling he;
How I love my rolling sailor
When he’s on a rolling sea
II
Sailors they get all the money,
Soldiers they get none but brass.
How I love my rolling sailor,
Soldiers they can kiss my arse
III
How can I be blithe and merry
With my true love far from me?
All those pretty little sailors,
They’ve been pressed and taken to sea.
IV
How I wish the press were over
And the wars were at an end.
Then every sailor laddie
Would be happy with his friend.
V
Some delight in jolly farmers,
Some delight in soldiers free;
But my delight’s in a sailor laddie,
Blithe and merry may he be.
VI
When the wars they are all over
Peace and plenty come again;
Every bonny sailor laddie
Will come sailing on the main.
VII
Oh, the wars will soon be over
And the sailors once come home;
Every lass will get a lad,
She won’t have to sleep alone.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Non vedi arrivare le navi?
Non le vedi con tutte le vele al vento?
Non vedi arrivare le navi
con le prede a rimorchio (1)?
CORO
Oh mio piccolo marinaio dal passo dondolante(2), come amo il mio marinaio con il passo dondolante
quando è in mare in tempesta
II
I marinai prendono tutti il soldo
i soldati solo delle monetine di rame,
come amo il mio marinaio dal passo dondolante, soldati potete baciarmi il culo (3)
III
Come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore lontano da me?
Tutti quei bei giovani marinai
che sono stati arruolati e che hanno preso il mare.
IV
Vorrei che la ferma fosse terminata
e che le guerre fossero alla fine
allora tutti i marinai
sarebbero felici con la loro ragazza
V
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace che il giovane marinaio
che possa essere felice e contento
VI
Quando le guerre saranno tutte finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
VII
Oh presto le guerre saranno finite
e i marinai allora ritorneranno a casa
ogni ragazza avrà un ragazzo
e non dovrà dormire da sola.

NOTE
1) at their tail/di poppa
2) il termine ha un duplice significato: in genere è sinonimo di“sailing” ma può anche derivare da “rollikins” un vecchio temine inglese per “ubriaco”; oppure come suggerisce Italo Ottonello è proprio in senso letterale “dondolante” dalla tipica andatura dei lupi di mare
3)una donnina proprio fine!

L’altra versione è quella registrata da Frankie Armstrong nel 1973 in “The Valiant Sailor – Songs & Ballads of Nelson’s Navy” Nelle note di copertina si commenta “Our text comes from John Aston’s Real Sailor Songs (1891) and the tune from Stokoe and Reay, who give it in their Songs and Ballads of Northern England, under the title of  O the Bonny Fisher Lad.

Quindi la versione del folk revival è la più recente variante abbinata alla melodia di “The bonny fisher lad” (una canzone che tratta di un argomento simile, solo che i preferiti dalle donne sono i pescatori)

ASCOLTA Corinne


CHORUS

Oh, me bonny sailor laddie,
oh, me bonny sailor he,
Oh, me bonny sailor laddie,
blythe and merry may he be,
I
Sailor lads have gold and silver,
fisher lads have nought but brass;
Well I love my sailor laddie
because I am a sailor’s lass.
Some delight in jolly farmers,
some delight in soldiers free;
My delight’s in a sailor laddie,
blythe and merry may he be.
II
How I wish the press was over
and all wars were at an end,
Then every bonny sailor laddie
would be merry with his friends;
How can I be blythe and merry
with my love so far from me,
When so many pretty sailors
they are pressed and ta’en to sea?
III
Oh, I wish the wars were over,
peace and plenty come again,
Then every bonny sailor laddie
would come sailing o’er the main
Don’t you see his ship a-coming,
don’t you see she’s in full sail?
Don’t you see the Britannia
coming with the prizes at her tail?
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO

Oh mio bel giovane marinaio
lui è il mio bel marinaio,
Oh mio bel giovane marinaio
che possa essere felice e contento
I
I marinai hanno monete d’oro e argento
i pescatori solo monetine di rame
io amo il mio giovane marinaio
perchè sono una ragazza da marinaio.
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace il giovane marinaio, che possa essere felice e contento
II
Come vorrei che la ferma fosse terminata
e tutte le guerre fossero alla fine
allora tutti i bei giovani marinai
sarebbero felici con la loro ragazze;
come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore così lontano da me?
Quando così tanti bei giovani marinai
sono stati arruolati e hanno preso il mare?
III
Oh vorrei che le guerre fossero finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
allora ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
Non vedi arrivare la sua nave?
non vedi che è a vele spiegate?
Non vedi la Britannia
arrivare con  le prede a rimorchio?

THE SAILOR LADDIE, LA VERSIONE SCOZZESE

sailor-picLa versione della canzone originaria di Dundee, Scozia richiama un’altrettanto popolare canzone “The Hieland laddie“. In quella chi canta chiede “Sei mai stato …” (la prima strofa dice: Was you ever in Quebec?) e in questa la ragazza risponde “Sono stata a Dundee”

Nigel Gatherer, editor of Songs and Ballads of Dundee, says that the first of these, consisting of two verses with a refrain, was collected by Aberdeenshire folksong collector Gavin Greig (1856 –1914) from the Rev. John Calder and that it is “related to a family of folksongs which include ‘The Ploughboy Laddie’, ‘The Collier Laddie’ and ‘the Gypsy Laddies’. The tune is somewhat reminiscent of ‘A Man’s a Man for A’ That’.” (tratto da qui)

Su Spotify la versione di Christine Kydd

I
I’ve been East and I’ve been West
And I’ve been in Dundee
But the bonniest lad that ever I saw
He ploughs the raging sea
Chorus:
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
II
I’ve been east and I’ve been west
And I’ve been in Montrose
But the bonniest lad that e’er I saw
He wears the tarry clothes
III
He skips upon the plainsteens
And he sails upon the sea
And he’s the bonny sailor lad
The lad that I gang wi’
IV
His jacket’s o’ the bonny blue
His jersey’s of the white
And he’s a curly kep(4) with a tinsel(5) band
That sailor’s my delight
V
I saw me lad, he gang aboot
I saw me lad set sail
I saw him turn his ship aboot
Awa’ to catch the whale
VI
He bade me, aye, keep up me heart
He bade me may be dull
He bade me, aye, keep up me heart
Till he tak me tae himself
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono stata ad Est sono stata ad Ovest
e sono stata a Dundee
ma il più bel ragazzo che io abbia mai visto naviga sul mare mosso
CORO
Via con il giovane marinaio
via con lui andò
via con il giovane marinaio
via con lui andrò
II
Sono stata ad Est e sono stata ad Ovest e sono stata a Montrose (1)
ma il più bel ragazzo che abbia mai visto, indossa i vestiti da marinaio (2)
III
Con un balzo da terra (3)
s’imbarca per il mare
ed è il bel giovane marinaio
il ragazzo con cui io andrò
IV
La giacchetta di un bel blu
e i pantaloni bianchi
ha un berretto sui riccioli con una fascia metallica
quel marinaio è la mia delizia
V
Ho visto il mio ragazzo salire bordo
ho visto il mio ragazzo salpare
l’ho visto far virare la nave
per andare a caccia di balena
VI
Mi disse di farmi forza
mi disse di non essere noiosa
mi disse di farmi forza
fino a quando mi avrebbe presa con sè

NOTE
1) Montrose è una cittadina costiera della Scozia, ad una sessantina di kilometri di Dundee, un importante centro commerciale con il suo porto naturale
2) Tarry clothes: sono i vestiti di tela cerata, impermeabilizzata ‘Tarpaulin’ era sinonimo nel Seicento di marinaio e il diminutivo era “tar” (catrame) ; ‘tar’ era anche il cappello da marinaio
3) Plainsteens: flat stones used for paving; paved area surrounding the mercat cross. Non è molto chiaro il senso della frase letteralmente si traduce con “saltella sul selciato”
4) Kep: cap
5) Tinsel: interwoven with metallic thread

SAILOR LADDIE &THE SAILOR LASSIE

Una melodia da danza riportata nel Settecento in alcune collezioni scozzesi di musica  “John Glen (1891) finds the earliest appearance of the tune in print in Neil Stewart’s 1761 collection (pg. 15). Stewart’s collection, printed in Edinburgh and entitled Collection of the Newest and Best Reels and Country Dances, is dated to 1775 by the Kellers et al. The jig next appears in James Aird’s Selection of Scotch, English, Irish and Foreign Airs, vol. II, published in Glasgow in 1785 (Aird prints different “Sailor Laddie’s” in his vol. 3). Scottish fiddler John Fife included “Sailor Laddie” in his manuscript collection begun in 1780 in Perthshire, and probably continued at sea. It is one of the “missing tunes” from William Vickers’ 1770 Northumbrian dance tune manuscript” (tratto da qui)

VIDEO nella serie televisiva “The Tudors” con la versione dei Toronto Consort da 3:07 la melodia viene fatta risalire al rinascimento inglese ovvero all’epoca Tudor.

ASCOLTA Quadriga Consort

COUNTRY DANCE

“Sailor laddie” è una country dance  descritta nel manoscritto di Thomas Straight “24 Favourite Dances for the Year” 1783, 

LO SCHEMA DELLA DANZA qui

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/reviews/fisherbk.htm
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/thesailorladdie.html
http://www.capstanbars.com/boldly_westward/bftw_lyrics/ka14laddie.htm
http://sangstories.webs.com/sailorladdie.htm

http://www.nls.uk/collections/music/songindex/fullrecord.cfm?searcher=%AC&idnum=287
http://folktunefinder.com/tunes/186894
http://regencydances.org/index.php?wL=357

PULLING THE SEA-DULSE

Da secoli le popolazioni che vivono lungo le coste hanno imparato a raccogliere, per il consumo abituale, diverse qualità di alghe.
In particolare in Scozia e Irlanda le alghe dulse e il muschio irlandese hanno sempre fatto parte della dieta degli abitanti costieri.

dulse_3276643cSimile ad una manina con le dita aperte di un rosso porpora l’alga dulse cresce lungo le coste dell’Atlantico del Nord e del Pacifico Nord-Occidental ed è un superfood, ricca ferro, calcio, potassio vitamine, aminoacidi (proteine di alta qualità) e sali minerali. Mangiata cruda ha una consistenza elastica tipo chewingum e come tale era consumata dai marinai inglesi del XVII secolo che la masticavano al posto del tabacco. Ha un sapore molto salato, definito anche come piccante ed è un alimento molto versatile.
Le Alghe sono varie di forma e di gusto così come le verdure di terra: come comparare un porro a una carota, un pomodoro a una zucca? Così vale per una Kombu e una Dulse, una Wakame e una Lattuga di Mare. Per chi prova per la prima volta a cucinare le alghe è consigliabile usarne piccole quantità per avere il tempo di abituarsi ed apprezzare questi nuovi sapori. Quando aprirete il vostro pacchetto di Alghe disidratate non avrete ancora un’idea di come sono questi vegetali marini ma quando le reidraterete le sorprese non mancheranno. Le alghe assumeranno colori vivaci e l’aspetto diventerà immediatamente invitante. Le alghe riprendono vita e vi sentirete immediatamente trasportati sulle onde e sugli spruzzi d’acqua di mare; esse sprigioneranno un delicato profumo di iodio che si diraderà poi durante la cottura.
Cucinare le Alghe offre altrettante possibilità che cucinare le verdure terrestri. Tutti i tipi di cottura sono possibili: bollite, al vapore, stufate, marinate, al forno, saltate, grigliate, fritte, latto-fermentate, crude. I tempi di cottura variano in funzione delle Alghe scelte, dal grado di intenerimento desiderato e dalla ricetta che avrete deciso di preparare. (tratto da qui)

LA RACCOLTA DELLE ALGHE (DULSING)

Le alghe dulse vengono raccolte principalmente in Scozia, Irlanda del Nord, Scandinavia, Islanda e Bretagna nei mesi tra giugno ed ottobre durante le fasi di bassa marea e vendute in foglie oppure macinate: i raccoglitori (in via di estinzione) salpano alle prime ore del mattino con l’alta marea, quando il mare si ritira ecco che le alghe restano attaccate agli scogli e alle rocce lungo la linea del basso fondale e vengono raccolte a mano. Per l’autoconsumo la raccolta di piccole quantità viene fatta direttamente a riva, tra gli scogli. Le alghe sono poi stese sulla spiaggia ad asciugare, alla fine si arrotolano in grosse balle e sono portate agli stabilimenti per il trattamento e il confezionamento.
E’ essenziale che le acque del mare in cui avviene la raccolta siano non inquinate (le alghe assorbono grandi quantità di inquinanti -fertilizzanti e metalli pesanti perciò sono anche dei validi spazzini del mare..) e che la filiera della produzione garantisca alta standard qualitativi.

ADÓ, ADÉ

Dalle isole Ebridi ci viene questo canto dei raccoglitori di alghe rosse (dulse), raccolto da Marjorie Kennedy-Fraser e tradotto in inglese per il suo “Songs of the Hebrides”

ASCOLTA Quadriga Consort (voce Elisabeth Kaplan)

ASCOLTA The Salt Flats in tutt’altro arrangiamento


CHORUS
Adó, Adé
Clings dulse to the sea rock
Clings heart to the loved one
Be’t high tide or low tide
Adó, Adé.
I
Pulling the dulse
by the sea rocks at low tide,
Ne’er pull I thy love(1), lad,
be’t high tide or low.
II
Shoreward the sea mew
comes flying at low tide,
But seaward my heart flies out
seaward to thee(2).
tradotto da Cattia Salto
CORO
Adó, Adé
come alga attaccata alla roccia del mare, si aggrappa il cuore all’amato
sia con l’alta che con la bassa marea
Adó, Adé
I
Raccogliendo le alghe
dagli scogli con la bassa marea
non mi allontano mai dal tuo amore(1), ragazzo che ci sia l’alta o la bassa marea
II
Il gabbiano verso riva
viene volando alla bassa marea
ma verso il mare il mio cuore vola via
dal mare fino a te(2)

NOTE
1) vuol dire che serba la fedeltà verso l’innamorato
2) con buona probabilità emigrato in America o imbarcato su qualche nave come marinaio (ad esempio su una baleniera).

seconda parte continua

FONTI
http://www.fondazioneslowfood.com/it/arca-del-gusto-slow-food/alga-duileasg/
http://www.materiarinnovabile.it/art/100/Alghe_meno_raccolta_piu_produzione

CHÌ MI NA MÒRBHEANNA

“Chi, chi mi na mor-bheannaibh” è una canzone in gaelico scozzese scritta da John Cameron di Ballachulish (Iain Camshroin) nel 1856.
Il titolo iniziale della canzone era” Duil ri Baile Chaolais Fhaicinn” (Hoping to see Ballachulish), la sua pubblicazione nella raccolta “The Gaelic Songster” (An t-Oranaiche) di Archibald Sinclair, -Glasgow 1879 (il formato digitale qui) ci permette di cogliere le differenze testuali con la versione “O, chì, chì mi na mòrbheanna” diventata poi standard. Ballachulish (Highlands Scozia nord-occidentale) è un paesino alla foce del Loch Leven con le montagne che offrono delle viste spettacolari.

Vista da Sgorr na Ciche verso Loch Leven

DUIL RI BAILE CHAOLAIS FHAICINN
Chi, chi mi na mor-bheannaibh ;
Chi, chi mi na cor-bheannaibh ;
Chi, chi mi na coireachan(5) 

Chi mi na sgoraibh fo cheò.
I*
Chi mi gun dàil an t-àit’ ‘s d’ rugadh mi,
Cuirear orm fàilt’ ‘s a’ chainnt a thuigeas mi ;
Gheibh mi ann aoidh a’s gràdh ‘n uair ruigeam
Nach reicinn air tunnachan òir.
II
Chi mi a’ ghrian an liath nam flaitheanas,
Chi mi ‘s an iar a ciar ‘n uair luidheas i ;
Cha ‘n ionnan ‘s mar tha i ghnàth ‘s a’ bhaile so
N deatach a’ falach a glòir.
III
Gheibh mi ann ceòl bho eòin na Duthaige,
Ged a tha ‘n t-àm thar àm na cuthaige,
Tha smeoraichean ann is annsa guth leam
Na plob, no fiodhal mar cheòL
IV
Gheibh mi le lìontan iasgach sgadain ann,
Gheibh mi le iarraidh bric a’s bradain ann ;
Na’m faighinn mo mhiann ‘s ann ann a stadainn.
S ann ann is fhaid’ bhithinn beò.
V*
Chi mi ann coilltean, rhi ini ann doireachan,
Clii nii ann màghan bàn’ is torraiche.
Chi mi na fèidh air làr nan coireachan,
Falaicht’ an trusgan do cheò.

NOTE
* coro e strofe presenti nella versione standard

TRADUZIONE INGLESE J. Mark Sugars 1998
I
I shall see without delay the place where I was born,
I shall receive a welcome in the language that I understand;
I shall get there a smile and love when I arrive
That I would not trade for tons of gold(1).
II
I shall see the sun grow pale in the sky
I shall see the dusk in the west when it sets;
It won’t be like it always is in this town(2),
The smoke hiding its glory.
III
There I shall get music from the birds of my Homeland,
Although the time is after the time of the cuckoo,(3)
Mavises are there and their sound is dearer to me
Than pipe or fiddle for music.
IV
I shall get herring with fishing-nets there,
I shall get trout and salmon by asking there;
If I were to get my desire it’s there I would stay,
And it’s there I would live the longest.
V
There I shall see woods, there I shall see oak groves(4),
There I shall see fair and fertile fields,
I shall see the deer on the floor of the corries,
Veiled by a shroud of mist.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Vedrò presto il luogo in cui sono nato
e sarò accolto nella lingua che capisco
riceverò al mio arrivo cortesie e affetto
che non cambierei per quintali d’oro(1)
II
Vedrò il sole diventare pallido nel cielo
e vedrò il tramonto ad ovest quando cala
non sarà sempre come in questa città(2)
con l’inquinamento che nasconde il suo splendore
III
Là sentirò la musica degli uccelli della mia terra
anche se è passata la stagione del cuculo(3)
ci sono i tordi e il loro canto mi è più caro
del suono del flauto o del violino
IV
Pescherò le aringhe con le reti là
prenderò trote e salmoni a volontà là
se dipendesse da me e là dove vorrei stare
e dove vorrei vivere a lungo
V
Vedrò i boschi, i boschi di querce(4)
vedrò la più fertile e bella terra
vedrò il cervo ai piedi delle conche
nascoste da una coltre di nebbia

NOTE
1) l’espressione idiomatica in italiano preferisce “quintali d’oro” anche se letteralmente in inglese si dice “una tonnellata”
2) Glasgow
3) la poesia è stata scritta agli inizi dell’autunno (del 1856), quando il cuculo è già emigrato verso le terre più calde
4) i boschetti di querce sono il greennwood, ovvero il  nemeton, il bosco sacro; doireachan è tradotto altrove come thickets
5) corrie (coire) è un anfiteatro morenico nel dizionario inglese si legge “is a circular dip or bowl-shaped geographical feature in a Scottish or Irish highland mountain or hillside formed by glaciation.” Le montagne vengono descritte non genericamente ma con preciso riferimento alla morfologia del territorio intorno a Ballachulish

Glen-coe Taken near Ballachulish null William Daniell 1769-1837 Presented by Tate Gallery Publications 1979 http://www.tate.org.uk/art/work/T02823
Glen-coe vista da Ballachulish (Tate Gallery Publications 1979)

Nel settimanale  della contea di Argyll “The Oban Times”  (8 Aprile 1882) vennero pubblicate anche le altre strofe della canzone intitolata questa volta “Chi, chi mi na mor-bheannaibh” 

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE

Il testo è stato scritto in gaelico scozzese ed è incentrato sulla nostalgia per le amate montagne, la melodia è lenta con l’andamento di una ninna-nanna.

ASCOLTA The Rankin Family 1989

ASCOLTA Solas

ASCOLTA Quadriga Consort live

CHÌ MI NA MÒRBHEANNA (versione standard)
O, chì, chì mi na mòrbheanna;
O, chì, chì mi na còrrbheanna;
O, chì, chì mi na coireachan,
Chì mi na sgoran fo cheò.
I
Chì mi gun dàil an t-àite ‘san d’ rugadh mi;
Cuirear orm fàilte ‘sa chànan a thuigeas mi;
Gheibh mi ann aoidh agus gràdh nuair ruigeam,
Nach reicinn air thunnachan òir.
II
Chì mi ann coilltean; chi mi ann doireachan;
Chì mi ann màghan bàna is toraiche;
Chì mi na fèidh air làr nan coireachan,
Falaicht’ an trusgan de cheò.
III
Beanntaichean àrda is àillidh leacainnean
Sluagh ann an còmhnuidh is còire cleachdainnean
‘S aotrom mo cheum a’ leum g’am faicinn
Is fanaidh mi tacan le deòin
IV
Fàilt’ air na gorm-mheallaibh, tholmach, thulachnach;
Fàilt air na còrr-bheannaibh mòra, mulanach;
Fàilt’ air na coilltean, is fàilt’ air na h-uile –
O! ‘s sona bhith fuireach ‘nan còir.

TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
O, I will see, I will see the great mountains,
O, I will see, I will see the lofty mountains,
O, I will see, I will see the corries(5),
I’ll see the mist covered peaks.
I
I will soon see the place of my birth.
They’ll welcome me in a language I’ll understand.
I’ll receive attention and love when I get there,
which I wouldn’t sell for tons of gold(1).
II
There I’ll see forests, there I’ll see groves.
There I’ll see fair, fruitful meadows.
I’ll see deer at the foot of the corries,
hidden in the mantles of mist.
III
High mountains and beautiful ledges,
folk there always kind by custom,
light is my step as I go bounding to see them,
and I’ll willingly stay a long while.
IV
Hail to the blue-green, grassy, hilly,
hail to the hummocky, high-peaked mountains.
Hail to the forests, hail to all there;
o, contentedly would I live there forever.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Vedrò le grandi montagne
Oh vedrò le alte montagne
vedrò le conche (5)
vedrò le cime coperte dalla nebbia
I
Vedrò presto il luogo in cui sono nato
e sarò accolto nella lingua che capisco
riceverò al mio arrivo cortesie e affetto
che non cambierei per quintali d’oro(1)
II
Vedrò le foreste, vedrò il bosco antico (4)
vedrò la più fertile e bella terra
vedrò il cervo ai piedi delle conche
nascoste da una coltre di nebbia.
III
Alte montagne e splendidi pendii
genti che sono sempre di modi gentili
leggero il passo quando vado a trovarli
e volentieri resterei là per molto tempo.
IV
Salve alle colline d’erba verde scuro
salve ai monti corrugati in alti picchi
salve alle foreste, salve a tutto,
contento vorrei vivere là per sempre.

VERSIONE IN INGLESE:The Mist Covered Mountains

Il testo è stato adattato anche in inglese da Malcolm MacFarlane (secondo il gusto romantico di fine ottocento) e pubblicato in “The ministrelsy of the scottish highlands ” di Alfred Moffat, 1907 (vedi). Così è con questo titolo che il brano viene chiamato anche solo nella sua versione strumentale. Molti gli artisti di fama che lo hanno riprodotto.

ASCOLTA Ryan’s fancy 1979


CHORUS
Oh ho soon shall I see them,
Oh he ho see them, oh see them;
Oh ho ro soon shall I see them,
The mist covered mountains of home.
I
There I shall visit the place of my birth,
And they’ll give me a welcome
to the warmest on earth;
All so loving and kind, full of music and mirth,
In the sweet sounding language of home.
II
There I shall gaze on the mountains again,
On the fields and the woods
and the burns and the glens;
And away ‘mong the corries beyond human ken,
In the haunts of the deer I shall roam.
III
Hail to the mountains with summits of blue,
To the glens with their meadows
of sunshine and dew;
To the women and men ever constant and true,
Ever ready to welcome one home.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Oh presto le rivedrò
le rivedrò, le rivedrò
Oh presto le rivedrò
le montagne natie coperte dalla nebbia
I
Là visiterò i posti in cui sono nato
che mi daranno il benvenuto
il più caloroso della terra,
tutto è così amorevole e gentile, pieno di musica e allegria
nel dolce suono della lingua di casa.
II
Là guarderò di nuovo i monti
i campi e i boschi
i ruscelli e le valli
e lontano tra le conche al di sopra delle case degli uomini, dove si trovano i cervi andrò
III
Salve alle montagne dalle cime blu
alle valli con i loro prati
di sole e rugiada
alle donne e agli uomini sempre fedeli e sinceri
sempre pronti ad accogliere uno in casa.

LA MELODIA

Per gli scozzesi SAW YE JOHNNY COMIN, per gli inglesi JOHNNY BYDES LANG AT THE FAIR
La filastrocca “What Can the Matter Be?”(anche “Johnny’s So Long at the Fair.”) che a sua volta deriva dalla ballata Johnny bydes lang at the fair.. (qui)  nel The Oxford Dictionary of Nursery Rhymes  viene datata tra il 1770 e il 1780.
In America ne venne fatta una parodia con il titolo  “Seven Old Ladies Locked in the Lavatory”,
“The Society for Creative Anachronism doesn’t feel it’s a valid Medieval song because the rendition we all know today comes from a collection of sheet music in the 1770’s or so. But truth is it dates farther back from that, coming from a really old ditty entitled “Saw Ye Johnny Comin’”. It’s English in origin, although there is at least one recorded Anglo-Scot rendition.” (tratto da qui)

In Mudcat Malcom Douglas scrive ” The tunes are fundamentally the same, though they have grown apart with the years.  According to  The Fiddler’s Companion, Oh Dear What Can the Matter Be (a.k.a. Johnny’s So Long at the Fair) was first published in the British Lyre for 1792, and “was sung as a famous duet between Samuel Harrison and his wife, the soprano Miss Cantelo, at Harrison’s Concerts, periodic events which he began in 1776”.  It became, as a consequence, widely-known, and turns up in England, Scotland and Ireland in various forms, and, as was mentioned above, the Scottish variant under discussion was used by Junior Crehan as the basis for his jig Misty Mountain.”(qui)

ASCOLTA Fuzzy Felt Folk 2006 la versione come poteva essere cantata all’epoca

Nell’adattamento di John Cameron diventa una melodia dolce ma malinconica a metà tra il lament e una slow march, e da allora che viene eseguita spesso nelle commemorazioni funebri.

ASCOLTA John Renbourn in The Black Ballon, 1979 con il titolo di The Mist Covered Mountains of Home (seguono The Orphan, Tarboulton)

ASCOLTA con le cornamuse

Qui suonata quasi come un walzer lento

e qui suonata come jig
ASCOLTA De Dannan 1980

FONTI
http://www.tate.org.uk/art/work/T02823
http://digital.nls.uk/early-gaelic-book-collections/pageturner.cfm?id=76643345&mode=transcription
http://ingeb.org/songs/mistcovd.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_mist.htm
http://www.celticlyricscorner.net/mouthmusic/chi.htm
http://apocalypsewriters.com/blog/tag/saw-ye-him-coming/
http://www.omniglot.com/songs/gaelic/chimi.php
https://thesession.org/tunes/3411
https://thesession.org/tunes/470
https://thesession.org/tunes/256
http://ericdentinger.com/themistcoveredmountains_en.html
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/ohdearwhatcanthematterbe.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1393

THE CLIFFS OF DOONEEN

“The Cliff of Dooneen” (anche scritto come Doneen, Dooneen, Duneen) è un brano di autore anonimo degli anni 1930 (o di fine ottocento), entrato nel repertorio tradizionale della musica irlandese; si è diffuso per la Gran Bretagna con le migrazioni del secondo dopoguerra, Christy Moore ne ha sentito una versione nel 1965 da vari cantanti e interpretata in vari stili (Andy Rynne, Ann Mulqueen e Mick McGuane) e l’ha cantata e resa popolare nella scena folk degli anni 70.

Come Avalon anche le scogliere di Dooneen non si trovano in un luogo preciso, ma tra le nebbie del mito e della nostalgia. Così alcuni affermano che le scogliere di Dooneen si trovano nella contea di Clare vicino alla foce dello Shannon; per altri invece si trovano nella contea di Kerry vicino a Beal. Sorge però il sospetto che la confusione tra le contee siano un tentativo di reclamizzare le cliffs of Moher, cioè uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti d’Irlanda.
Il tema è tipico delle emigration song in cui chi parte per le terre lontane rimpiange la sua casa natia e desidera essere sepolto nei luoghi amati nella giovinezza.

(Photo: Philippe Gosseau)

LA VERSIONE BEAL (CONTEA KERRY)

Secondo la gente di Beal (Kerry Co.) fu Jack McAuliffe di Lixnaw a scrivere la versione originale durante il suo soggiorno nei pressi di Dooneen Point; così riporta Nichols Carolan del ITMA di Dublino: “Dooneen Point is on the Kerry Coast, between Ballylongford and Ballybunnion at the Mouth of the River Shannon, giving excellent views of the South West of Clare, though it should be said that it is not possible to see Kilrush and Kilkee from this point as stated in verse two. This has been explained by suggesting that the song was originally located in Moveen, a few miles south west of Kilkee in Clare. The song was first recorded in Dublin in the 1960s sung by Siney Crotty who came from Kilbaha, which is on the Clare side of the Shannon. Since it’s first appearance it has gained enormous popularity. The Irish Traditional Music Archive has around one hundred and ninety commercial recordings of it.

VERSIONE JACK MCAULIFFE
I
I have traveled afar from my own native home.
Away o’er the billows, away o’er the foam I have seen many sights but no equal I’ve seen
To the old rocky slopes by the cliffs of Dooneen
II
I have seen many sights of Columbus fair land,
Africa and Asia so delightful and grand,
But dig me a grave were the grass it grows green
On the old rocky slopes by the cliffs of Dooneen.
III
How pleasant to walk on a fine summers day.
And to view the sweet cherries that will never decay,
Where the sea grass(1) and seaweed and the old carrageen(2)
All grow from the rocks by the cliffs of Dooneen.
IV
The Sand hills of Beal (3) are glorious and grand,
And the old castle ruins looking out on the strand,
Where the hares and the rabbits are there to be seen
Making holes for their homes by the cliffs of Dooneen.
V
I have tracked my love’s footsteps to the boathouse of old
And the dance on the hillside where love stories are told,
Its there you will see both the lad and the colleen
Moving round by the shore of the cliffs of Dooneen
VI
Take a view across the Shannon some sites you will see there
High rocky mountains on the south coast of Clare
The towns of Kilrush and Kilkee ever green
But theres none to compare with the cliffs of Dooneen
VII
Farewell Dooneen, Farewell for a while, And to those kind-Hearted neighbours that I left in the isle,
May my soul never rest till it’s laid on the green
Near the old rocky slopes by the Cliffs of Dooneen

TRADUZIONE DI   CATTIA SALTO
I
Ho viaggiato lontano dalla mia casa natale,
per mari e oceani
ho visto molti posti ma nessuno che eguaglia
i cari pendii rocciosi delle scogliere di Dooneen
II
Ho visto molti posti della bella terra di Colombo,
dell’Africa e dell’Asia così belle e vaste,
ma scavatemi una fossa dove l’erba cresce verde
sui cari pendii rocciosi delle scogliere di Dooneen
III
Com’è gradevole in bel giorno d’estate passeggiare
e guardare i dolci ciliegi che mai deperiranno
dove l’erba del mare (1) e le alghe
e il caro muschio (2)
crescono sulle rocce delle scogliere di Dooneen
IV
Le colline di sabbia di Beal (3) sono gloriose e grandiose
e le antiche rovine del castello che spuntano dalla spiaggia
dove le lepri e i conigli sono facili da vedere
fare le tane per i loro piccoli sulle scogliere di Dooneen
V
Ho rintracciato i passi del mio amore sulla vecchia darsena
e la danza sul fianco della collina dove si raccontano le storie d’amore
lì si potrà vedere il ragazzo con la ragazza (4)
spostarsi per la riva delle scogliere di Dooneen
VI
Guardate il fiume Shannon
potrete vedere molti posti
le alte pareti rocciose sulla costa occidentale del Clare
e le città di Kilrush e Kilkee sempre verde
ma non c’è niente da confrontare con le scogliere di Dooneen
VII
Addio a Dooneen addio per un po’
e a tutte i buoni vicini che ho lasciato nell’Isola
che la mia anima non riposi finchè giacerà sul prato vicino alle care pareti rocciose delle scogliere di Dooneen

NOTE
1) queste piante del fondale marino spesso crescono in grandi “prati” che assomigliano a pascolo
2) Le popolazioni che vivono lungo le coste hanno imparato a raccogliere, per il consumo abituale, diverse qualità di alghe,
In particolare in Scozia e Irlanda le alghe dulse e il muschio irlandese hanno sempre fatto parte della dieta degli abitanti costieri. Ci sono vari tipi di alga rossa che si trovano lungo le coste di Irlanda – Gran Bretagna: l’alga dulse (Palmaria palmata)  e l’irish moss (Chondrus crispus detta anche Carragheen) che distesa e fatta asciugare sotto il sole vira al bianco in una caratteristica tinta “bionda”! Ovviamente si possono già mangiare “al naturale” e crude come gli amanti del sushi ben sanno! (continua) La carragenina o carraghenina è un prodotto derivato da un tipo particolare di alga, nota coi nomi di muschio d’Irlanda, lichene marino o carragheen.  il cui nome deriva dalla località di Carragheen in Irlanda. La carragenina è una gelatina di largo uso alimentare, medicinale ed industriale. Nota in campo alimentare come gelificante del budino e della gelatina delle torte e crostate.
3) la penisola di Dingle nel sud-ovest dell’Irlanda presenta una costa molto frastagliata caratterizzata da promontori di roccia e verdi prati incontaminati continua
4) si riferisce probabilmente a un Feile Lughnasa, una festa celtica d’estate ancora celebrata in zona nel mese di Luglio (vedi)

LA VERSIONE MOVEEN (CONTEA CLARE)

Tuttavia la versione più accreditata della canzone è quella che identifica le scogliere con le “Cliffs of Moveennella contea di Clare, un punto panoramico a sud ovest di Kilkee.

contea-clare

Come scrive Christy nel suo sito “It is a very simple piece of writing yet the combination of its lyric and music have people around the world. I have heard it sung in very different styles too. Margo recorded a “Country and Irish” version whilst Andy Rynne used to sing it in the Sean-Nós style with his finger in his ear and his keks tucked into his Kerouacs.vLast night in Enniskillen I gained another verse from Paddy Shannon
I have traced my own footsteps in search of some gold
thru the dancehalls and cinemas where love stories are told
its there you will see every lad and coleen
going home by the slopes of the cliffs of Doneen
Dont like this verse, I’ll not be updating my version which I seldom sing now, only when conditions are perfect. Its a temperamental song and cannot be done at will

ASCOLTA Christy Moore

ASCOLTA Quadriga Consort

VERSIONE CHRISTY MOORE
I
You may travel far from your own native  home
Far away o’er the mountains, far away o’er the foam
But of all the fine places that I’ve ever seen
there’s none to compare with the Cliffs of Dooneen
II
Take a view o’er the mountains, fine sights you’ll see there
You’ll see the high rocky mountains o’er the West coast of Clare
Oh the towns of Kilkee and Kilrush can be seen
From the high rocky slopes of the cliffs of Dooneen
III
It’s a nice place to be on a fine summer’s day
Watching all the wild flowers that ne’er do decay(1)
Oh the hares and the loft pheasants are plain to be seen
Making homes for their young round the cliffs of Dooneen
IV
Fare thee well to Dooneen, fare thee well for awhile
And to all the kind people I’m leaving behind
To the streams and the meadows where late I have been
And the high rocky slopes of the cliffs of Dooneen
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Si può viaggiare molto lontano dalla propria casa natale
per mari lontani e per monti
lontani
ma di tutte le belle località che io abbia mai visto,
nessuna si può comparare alle scogliere di Dooneen
II
Guardate verso le montagne, e potrete vedere dei bei panorami
vedrete le alte pareti rocciose sulla costa occidentale del Clare
e potrete vedere le città di Kilrush e Kilkee
dalle alte pareti rocciose presso le scogliere di Dooneen
III
È un bel posto dove stare in un bel giorno d’estate
guardando tutti i fiori selvatici che crescono spontaneamente (1)
oh le lepri e i fagiani sono facili da vedere
fare le tane per i loro piccoli
presso le scogliere di Dooneen
IV
Addio a Dooneen
addio per un po’
e a tutte le belle persone che mi lascio alle spalle
ai torrenti, prati dove sono stato un tempo
e alle alte pareti rocciose delle scogliere di Dooneen

NOTE
1) letteralmente “che mai svaniscono”

Chissà perchè nel Web molti scrivono che il testo è di Jack McAuliffe ma poi cantano la versione testuale di Christy Moore!!

FONTI
http://www.christymoore.com/lyrics/cliffs-of-dooneen/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=77631
http://thesession.org/tunes/7157

SAUCY SAILOR BOY OR JACK TAR IN THE SEA SHANTY

seashantyL’immagine ottocentesca del marinaio è piuttosto stereotipata: è Jack Tar, un ubriacone e donnaiolo, forse lavativo e piantagrane, sempre pronto a fare a pugni.
Nelle canzoni del mare dal punto di vista femminile il marinaio è spesso un bugiardo infedele che ha una ragazza in ogni porto anche se  tiene moglie e figli a casa. Ridicolizzato e respinto da alcune, è invece ricercato da altre che preferiscono in assoluto l’amore di un marinaio (vedi Sailor laddie)!

THE SAUCY SAILOR BOY

Il marinaio è guardato con diffidenza dalle donne, quando non proprio con disprezzo come nella sea song dal titolo “The Saucy Sailor Boy dove il giovane marinaio “insolente” corteggia una donna di campagna: assistiamo a quello che viene chiamato contrasto amoroso che si inserisce in una lunga tradizione popolare, per lo più di argomento bucolico, in cui un uomo e una donna duettano tra loro in una serie di schermaglie amorose; nel genere di questo filone poetico e/o canoro è sempre la donna a rifiutare le proposte dell’uomo, per preservare la sua virtù o per meglio stuzzicare l’appetito amoroso; l’uomo invece promette mari e monti, nonchè amore eterno, millanta ricchezze e la certezza di una vita agiata, pur di conquistare le grazie della donna.
In Saucy Sailor la donna però respinge il marinaio con mala grazia, perchè i suoi vestiti puzzano ancora di catrame; la musica cambia quando il marinaio tira fuori i soldi, così lei abbassa le sue arie da gran dama e gli promette di sposarlo; ora è la volta del marinaio a mostrarsi schizzinoso e a rifiutarla!

Il testo si ritrova in molte collezioni ottocentesche e nei broadside soprattutto in Gran Bretagna per arrivare anche in America, e probabilmente ha origini settecentesche (William Alexander Barret nel suo “English Folksong” pubblicato nel 1891 ritiene che il brano sia comparso in stampa nel 1781 e cita la sua grande popolarità fra le ragazze che lavorano negli opicifi dell’Est London).

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Stan Hugill nella sua Bibbia degli Shantyman ci dice che la canzone oltre ad essere una forebitter song veniva occasionalmente cantata durante le noiose ore di pompaggio dell’acqua dalla sentina, quando le pompe si azionavano a mano! (vedere sea shanty)

ASCOLTA The Tarry Sailor dalle collezioni popolari (voce di Andrew Robbie di Strichen, Aberdeenshire)

La versione più filologica è quella dei Quadriga consort


I
“Come, my dearest, come, my fairest,
Come and tell unto me,
Will you pity a poor sailor boy,
Who has just come from sea?”
II
“I can fancy no poor sailor:
No poor sailor for me!
For to cross the wide ocean
Is a terror to me.
III
You are ragged, love, you are dirty, love,
And your clothes they smell of tar.
So begone, you saucy sailor boy,
So begone, you Jack Tar(1)!”
IV
“If I’m ragged, love, if I’m dirty, love,
If my clothes they smell of tar,
I have silver in my pocket, love,
And of gold a bright store.”
V
When she heard those words come from him,
On her bended knees(2) she fell.
“To be sure, I’ll wed my sailor,
For I love him so well.”
VI
“Do you think that I am foolish?
Do you think that I am mad?
That I’d wed with a poor country girl
Where no fortune’s to be had?
VII
I will cross the briny ocean
Where the meadows they are green;
Since you have had the offer, love,
Another shall have the ring.
VIII
For I’m young, love, and I’m frolicksome,
I’m good-temper’d, kind and free.
And I don’t care a straw, love,
What the world says of me.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
“Vieni mia cara, vieni mia bella
vieni e dimmi,
ti potresti interessare a un povero giovane marinaio, appena arrivato dal mare?”
II
“Non mi piace nessun povero marinaio,
nessun povero marinaio per me!
Perchè attraversare il vasto oceano
mi mette terrore
III
Sei cencioso, caro, e sporco tesoro,
i tuoi vestiti puzzano di catrame
così stai lontano, impertinente ragazzino, stai lontano Jack Tar(1)”
IV
“Se sono cencioso, cara, e sporco
e i miei vestiti puzzano di catrame
ho argento nelle tasche, cara,
e oro in gran quantità”
V
E allora quando lo sentì parlare così
i suoi piedi lei si gettò
“stanne certo, sposerò il mio marinaio
perchè lo amo così tanto”
VI
“Credi che io sia scemo cara?
Credi che io sia pazzo?
A sposare una povera ragazza di campagna
dove non c’è fortuna da fare?
VII
Ho attraversato l’oceano salmastro
dove le terre sono verdi
e visto che tu hai rifiutato l’offerta, cara,
qualche altra ragazza porterà l’anello.
VIII
Oh io sono giovane, cara
e un allegrone
di buon carattere disponibile e libero
e non mi importa un fico secco, cara
di quello che il mondo pensa di me”

NOTE
1) Jack Tar è il termine comunemente usato, non necessariamente in senso dispregiativo, per indicare un marinaio delle navi mercantili o della Royal Navy. Probabilmente il termine è stato coniato nel 1600 alludendo al catrame (in inglese “tar”) con il quale i marinai impermeabilizzavano i loro abiti da lavoro.
2) letteralmente dice ” alle sue ginocchia”, ma l’espressione in italiano più appropriata è “cadere ai piedi di”

La versione che è diventata quella standard nei repertori dei cantanti e gruppi folk, è degli Steeleye Span: la versione manca di una strofa e i versi sono molto simili
ASCOLTA Steeleye Span in Below the Salt, 1972

Un’altra interessante versione
ASCOLTA Wailin Jennys 


I

“Come my own one, come my fair one,
Come now unto me.
Could you fancy a poor sailor lad
Who has just come from sea?”
III
 “You are ragged, love, you’re dirty, love,
And your clothes smell much of tar.
So be gone, you saucy sailor lad,
So be gone, you Jack Tar(1)”
IV
“If I am ragged, love, and I’m dirty, love,
And my clothes smell much of tar,
I have silver in my pocket, love
And gold in great store.”
V
And then when she heard him say so
On her bended knees(2) she fell,
“I will marry my dear Henry
For I love a sailor lad so well.”
VI
“Do you think that I am foolish love?
Do you think that I am mad?
For to wed with a poor country girl
Where no fortune’s to be had?
VII
I will cross the briny ocean,
I will whistle and sing.
And since you have refused the offer, love,
Some other girl shall wear the ring.
VIII
Oh, I am frolicsome and I am easy,
Good tempered and free,
And I don’t give a single pin, my boys,
What the world thinks of me.”
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
“Vieni mia cara, vieni mia bella
vieni ora con me,
ti potresti interessare a un povero giovane marinaio, appena arrivato dal mare?”
III
“Sei cencioso, caro, e sporco tesoro,
i tuoi vestiti puzzano di catrame
così stai lontano, impertinente ragazzino
stai lontano Jack Tar(1)”
IV
“Se sono cencioso, cara, e sporco
e i miei vestiti puzzano di catrame
ho argento nelle tasche, cara,
e oro in gran quantità”
V
E allora quando lo sentì parlare così
ai suoi piedi lei si gettò
“Ti sposerò, mio caro Henry
perchè io amo un marinaio così tanto”
VI
“Credi che io sia scemo cara?
Credi che io sia pazzo?
A sposare una povera ragazza di campagna
dove non c’è fortuna da fare?
VII
Ho attraversato l’oceano salmastro
ho suonato e cantato
e visto che tu hai rifiutato l’offerta, cara,
qualche altra ragazza porterà l’anello.
VIII
Oh io sono uno allegro e disponibile,
di buon carattere e libero
e non mi importa un fico secco, ragazzi,
di quello che il mondo pensa di me”

ASCOLTA Hulton Clint versione shanty

SAUCY SAILOR BOY
(in Hugill – Shanties from the Seven Seas, trascrizione solo parziale da completare)
Come on my fair ones,
Come on my fan ones,
Come and listen unto me.
Could you fancy a boldly sailor lad
That has just come home from sea?
Could you fancy a boldly sailor lad
That has just come home from sea?
No, ..
When the sailors
For they smell too much of tar!
You are ruggy, you are sassy,
get you gone Jackie Tar.
You are ruggy, you are sassy,
get you gone Jackie Tar.
I have ship on all the ocean,
I have golden great …
All my clothes they may be all..
but the coin can buy me more
All my clothes they may be all ..
but the coin can buy me more
If I am ruggy, if I am sussy
And may by a tarry smell
I had silver in my pockets
For they knew can every tell
I had silver in my pockets
For they knew can every tell
When she heard him
that distressed

Saying “Ruggy dirty saylor boy
I love more than you can tell”
Saying “Ruggy dirty saylor boy
I love more than you can tell”
Do you think that I’m foolish,
Do you think that I’m mad?
……
You refuse me ruggy dearty
Not for you the wedding ring
You refuse me ruggy dearty
Not for you the wedding ring
JACK TAR
(in Doerflinger – ‘Songs of the Sailor and Lumberman‘ pp 294-295)
Come all my fair ones,
Come all my dear ones,
Come and listen unto me.
Could you fancy a jolly sailor lad
That has just come from sea?
Could you fancy a jolly sailor lad
That has just come from sea?
No, I dislike them
No I despise them
For they smell so much of tar!
So be gone, you sassy sailor lad,
so be gone, you Jack Tar.
I have ship on the ocean, love,
I have money in my pocket, love,
I have gold in great store
I would give to a poor country girl
If she would wed Jack Tar.
Soon as she heard him say
Down on her bending knees fell she,
Saying, Forgive me my jolly sailor lad,
for I love none but thee.
Do you think I’m foolish, love
Do you think I’m crazy, love?
Do you think I’m going mad,
For to wed with a poor country girl
That’s no fortune to be had?

FONTI
http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/saucysailor.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=133473
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16440

WASSAILING: GOWER WASSAIL

Per Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva  l’usanza del Wassailing,  il brindisi per festeggiare l’anno nuovo! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute” ed è il nome dato alla coppa che contiene la bevanda del  brindisi. (prima parte introduttiva qui)

Gower è una penisola nel Sud del Galles, molto rinomata per la sua bellezza naturale, con le sue coste ricce di piccole baie rocciose o sabbiose e sentieri pedonali, e piccoli villaggi ancora prettamente rurali. Così ancora forti sono le tradizioni legate ai riti stagionali come il wassailing

Struttura delle wassail songs:
Strofa I: reclame bevanda con la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti
Strofa IV: richiesta di far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro
Strofa V: si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
Strofa VI: i questuanti devono andare, ma ritorneranno il prossimo anno!

Il canto presenta molte affinità testuali con il “Gloucester(shire) wassail” anche se preserva un nucleo più antico.

ASCOLTA il duo pagan-folk Venereum Arvum: un canto ancestrale ed evocativo, la voce di Rachel è accompagnata dalla crotta di Sean, un tipico strumento gallese (in inglese crowd ovvero crwth in gallese) e per vedere com’è fatta e come si suona ecco il VIDEO

ASCOLTA Manya Sadouski, Jean Brouard & Jane Arny


I
A-wassail, a-wassail,
throughout all this town.
Our cup it is white
and our ale it is brown.
Our wassail is made
of the good ale and cake,
Some nutmeg and ginger,
the best we could get.(1)
Chorus 
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
Sing too rel I do
II
Our wassail is made of
an elderberry bough.
Although my good neighbour(2),
we’ll drink unto thou..
Besides all on earth,
we’ll have apples in store (3),
Pray let us come in
for it’s cold by the door.
III
We know by the moon (4)
that we are not too soon,
And we know by the sky
that we are not too high,
We know by the star
that we are not too far,.
And we know by the ground
that we are within sound.
IV
Now master and mistress
if you are within
Pray send out your maid(5)
with her lily-white skin
For to open the door
without more delay
Our time it is precious
and we cannot stay
V
Here’s a health to our Colley (6)
and her crooked horn
May God send her Master
a good crop of corn
Of barley and wheat
and all sorts of grain
May God send her Mistress
a long life to reign
VI
Now master and mistress –
thanks to you we’ll give
And for our jolly wassail
as long as we live
And if we should live
till another new year
Perhaps we may call
and see who do live here
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi
per tutta questa città,
la nostra tazza è bianca
e la nostra birra è scura
il nostro brindisi è fatto
con birra buona e torta
con noce moscata e zenzero,
il meglio sulla piazza
CORO
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
canta too rel I do
II
La nostra coppa è fatta
con legno di sambuco
e allora mio buon vicino,
berremo alla tua salute,
dopotutto sulla terra,
avremo mele da immagazzinare,
vi preghiamo di lasciarci entrare
perchè fa freddo sulla soglia.
III
Sappiamo dalla luna
che non è troppo presto,
sappiamo dal cielo
che non siamo troppo alti
sappiamo dalla stella
che non siamo troppo lontani
e sappiamo dalla terra
che siamo intonati.
IV
Ora signore e signora
se voi siete d’accordo, vi preghiamo di mandarci la vostra cameriera
dalla pelle bianca come il giglio
perchè apra la porta
senza tanti altri indugi,
il nostro tempo è prezioso
e non possiamo restare.
V
Questo alla salute della nostra Colley
e il suo corno ricurvo
possa Dio mandare al suo Padrone
un buon raccolto di mais
d’orzo e di frumento
e ogni genere di semi,
possa Dio mandare alla sua Padrona
una lunga vita per comandare.
VI
Ora signore e signora –
vi renderemo grazie
e alla nostra allegra questua
finchè abbiamo vita,
e se potessimo vivere
ancora un altro nuovo anno,
forse potremmo fare un salto
e vedere chi vivrà qui. 

NOTE
ART1223521) gli ingredienti del brindisi: birra scura (probabilmente calda) aromatizzata con zenzero e noce moscata (e forse anche zucchero), una bevanda costosa in epoca medievale, essendo le spezie importate dal lontano oriente (vedi). Si accompagnava con delle fette di pane bianco, (nel testo è indicato un generico dolce più presumibilmente fatto con frutta secca ) il tutto presentato in una coppa, qui di sambuco (l’albero delle fate) ma in altri canti d’acero. (per la ricetta qui)
2) tutti i canti sottolineano l’appartenenza dei questuanti alla comunità del villaggio, non sono mendicanti itineranti o tinkers, sono i poveri del villaggio, le vedove e i bambini piccoli che vanno a chiedere l’elemosina in vista del Natale per potersi procurare tante cose buone per Natale
3) il brindisi ai frutteti (in particolare al meleto) ricorda la forma più antica della celebrazione Wassail che prevedeva la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno. (continua)
4) 
la strofa richiama lontanamente le invocazioni celtiche agli elementi e agli spiriti
5) maid traduce sia fanciulla che servetta, cameriera; potrebbe quindi trattarsi per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento (o un anello d’oro)
6) è il tradizionale brindisi al bestiame, per augurare abbondanza e prosperità, gli animali della stalla sono chiamati con nomignoli o vezzeggiativi, Colley è la pecora con le corna ricurve

wassailing2

Interessante anche la versione dei Quadriga Consort (con cadenze rinascimetali) che si può ascoltare in versione integrale su Spotify

ASCOLTASteeleye Span dall’album Ten Man Mop, 1971: gruppo folk-rock inglese fondato nel 1969 che ha visto molti cambi di formazione, qui la voce è di Martin Carthy a tappeto l’accordo ripetuto e ossessivo del basso.

Le prime due strofe sono identiche alla precedente versione


I
A-wassail, a-wassail,
throughout all this town.
Our cup it is white
and our ale it is brown.
Our wassail is made
of the good ale and cake,
Some nutmeg and ginger,
the best we could get.(1)
Chorus
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
Sing too rel I do
II
Our wassail is made of
an elderberry bough.
Although my good neighbour(2),
we’ll drink unto thou
Besides all on earth,
we’ll have apples in store,
Pray let us come in
for it’s cold by the door.
III
We hope that your apple trees (3)
prosper and bear,
So that we may have cider
when we call next year,
And where you have one barrel
we hope you’ll have ten,
So that we may have cider
when we call again
IV
There’s a master and a mistress
sitting down by the fire,
While we poor wassail boys
stand here in the mire
Come you pretty maid (5)
with your silver headed pin ,
Pray open the door and let us come in
V
It’s we poor wassail boys
so weary and cold
Please drop some small silver
into our bowl
And if we survive for
another new year
Perhaps we may call
and see who does live here
VI
We know by the moon (3)
that we are not too soon
And we know by the sky
that we are not too high
And we know by the star
that we are not too far
And we know by the ground
that we are within sound
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi
per tutta questa città,
la nostra tazza è chiara
e la nostra birra è scura
il nostro brindisi è fatto
con birra buona e torta
con noce moscata e zenzero,
il meglio sulla piazza
CORO
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
canta too rel I do
II
La nostra coppa è fatta
con legno di sambuco
e allora mio buon vicino,
berremo alla tua salute,
dopotutto sulla terra,
avremo mele da immagazzinare,
vi preghiamo di lasciarci entrare
perchè fa freddo sulla soglia.
III
Ci auguriamo che i vostri alberi di melo siano forti e fecondi,
così possiamo avere del sidro
quando ritorneremo il prossimo anno
e dove avete un barilotto
speriamo ce ne saranno dieci, affinchè possiamo avere del sidro quando torneremo di nuovo.
IV
Ci sono un padrone e una padrona seduti accanto al fuoco,
mentre noi poveri questuanti
stiamo qui nel fango,
vieni bella domestica
con la tua spilla d’argento,
apri la porta e facci entrare.
V
Siamo poveri questuanti
così stanchi e infreddoliti,
per favore fai cadere delle monete d’argento nella nostra coppa
e se sopravvivremo
per un altro anno,
forse potremmo fare un salto
e vedere chi vivrà qui.
VI
Sappiamo dalla luna
che non è troppo presto,
sappiamo dal cielo
che non siamo troppo alti
sappiamo dalla stella
che non siamo troppo lontani
e sappiamo dalla terra
che siamo intonati.

FONTI
http://www.folk.wales/gower-wassail.html
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/wassailsong.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=125833