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Tri Martolod

Tri Martolod (in italiano, Tre Marinai) è una ballata bretone del genere marinaresco, molto vicina alle barcarole italiane; la sua zona d’origine è tuttavia la Bassa Bretagna in particolare il Finistère meridionale.
Documentata dal musicologo e ricercatore Polig Monjarret nella variante “Tri-ugent martolod” (60 marinai) in AA.VV. Sonioù Pobl.  Morlaix, Skol Vreizh (1968) la ballata è stata ripresa dai Tri Yann e da Alan Stivell nel revival folk degli anni 70.
Tre giovani marinai in cerca di fortuna salpano verso l’isola di Terranova, uno di loro ritrova la promessa sposa che aveva conosciuto al mercato di Nantes. Erano molti i marinai bretoni e normanni che affrontavano la pesca d’oltremare avventurandosi nelle acque pescose ma pericolose di Terranova o d’Islanda.


Sulla melodia si balla la gavotte de Lannilis (spartiti qui), la gavotte è il ballo più popolare della Bretagna, ma la danza è caratterizzata da stili diversi (per i passi qui)

ASCOLTA Alan Stivell
la prima versione liveal Teatro Olympia di Parigi, 1972

versione con l’arpa elettrica, Stivell riprende spesso la ballata nei suoi live riarrangiandola a seconda del contesto e interpretandola a fianco dei grandi artisti della scena bretone

ASCOLTA Tri YannTri Yann an Naoned” (in italiano: I tre Giovanni di Nantes) 1972

ASCOLTA Arany Zoltán 2009

ASCOLTA Nolwenn Leroy in Bretonne, 2010 rende omaggio al grande Stivell


Del brano si conoscono diverse strofe trascritte anche con grafie diverse a seconda della regione di provenienza, la versione più lunga è quella proveniente dai Pays Bigouden una regione all’estremità della Cornovaglia bretone


Tri martolod yaouank
(tra la la, la di ga dra)
Tri martolod yaouank
o voned da veajiń
O voned da veajiń ge, o voned da veajiń
O voned da veajiń ge, o voned da veajiń
Gant avel bet kaset
(tra la la, la di ga dra)
Gant avel bet kaset
betek an Douar Nevez
Betek an Douar Nevez ge,
betek an Douar Nevez
E-kichen maen ar veilh
(tra la la, la di ga dra)
E-kichen maen ar veilh
o deus mouilhet o eorioů
O deus mouilhet o eorioů ge,
o deus mouilhet o eorioů
Hag e-barzh ar veilh-se
(tra la la, la di ga dra)
Hag e-barzh ar veilh-se
e oa ur servijourez
E oa ur servijourez ge,
e oa ur servijourez
Hag e c’houlenn ganin
(tra la la, la di ga dra)
Hag e c’houlenn ganin
pelec’h ‘n eus graet konesańs
Pelec’h ‘n eus graet konesańs ge, pelec’h ‘n eus graet konesańs
E Naoned, er marc’had
(tra la la, la di ga dra)
E Naoned, er marc’had
hor boa choazet ur walenn
Hor boa choazet ur walenn ge,
hor boa choazet ur walenn
Gwalenn ar promesa
(tra la la, la di ga dra)
Gwalenn ar promesa,
ha par omp da zimeziń
Ha par omp da zimeziń ge,
ha par omp da zimeziń
– Ni ‘zimezo hon-daou
(tra la la, la di ga dra)
Ni ‘zimezo hon-daou,
ha pa n’eus ket avańtaj
Ha pa n’eus ket avańtaj ge,
ha pa n’eus ket avańtaj
– Ma mamm c’hwi zo ‘n hoc’h aez
(tra la la, la di ga dra)
Ma mamm c’hwi zo ‘n hoc’h aez, n’ouzoc’h ket piv zo diaes
N’ouzoc’h ket piv zo diaes ge,
n’ouzoc’h ket piv zo diaes
– N’hon eus na ti na plouz,
(tra la la, la di ga dra)
N’hon eus na ti na plouz,
na gwele da gousket en noz
Na gwele da gousket en noz ge,
na gwele da gousket en noz
N’hon eus na ti na plouz,
(tra la la, la di ga dra)
N’hon eus na ti na plouz,
na gwele da gousket en noz
N’eus na lińser na lenn,
(tra la la, la di ga dra)
N’eus na lińser na lenn,
na pennwele dindan ar penn
Na pennwele dindan ar penn ge,
na pennwele dindan ar penn
N’hon eus na skuell na loa,
(tra la la, la di ga dra)
N’hon eus na skuell na loa,
na danvez d’ober bara
Na danvez d’ober bara ge,
na danvez d’ober bara
– Ni ‘ray ‘vel ar glujar
(tra la la, la di ga dra)
Ni ‘ray ‘vel ar glujar,
ni ‘gousko war an douar
Ni ‘gousko war an douar ge,
ni ‘gousko war an douar
Ni ray ‘vel ar c’hefeleg,
(tra la la, la di ga dra)
Ni ray ‘vel ar c’hefeleg,
pa sav an heol ‘ya da redek
Pa sav an heol ‘ya da redek ge,
pa sav an heol ‘ya da redek
Echu eo ma jańson,
(tra la la, la di ga dra)
Echu eo ma jańson,
an hini ‘oar ‘c’hontinui
An hini ‘oar ‘c’hontinui,
an hini ‘oar ‘c’hontinui
traduzione in Italiano da qui
Tre giovani marinai,
(tra la la)
Tre giovani marinai
se ne andarono viaggiando
Se ne andarono viaggiando,
Se ne andarono viaggiando,
Il vento li spinse
(tra la la)
Il vento li spinse
fino in Terranova
Fino in Terranova,
fino in Terranova
Accanto ad un mulino di pietra
(tra la la)
Accanto ad un mulino di pietra gettarono l’ancora
Gettarono l’ancora,
gettarono l’ancora
E nel mulino
(tra la la)
E nel mulino
c’era una serva,
C’era una serva,
c’era una serva
E lei mi chiese
(tra la la)
E lei mi chiese
-“Dove ci siamo conosciuti?”
-Dove ci siamo conosciuti?
-Dove ci siamo conosciuti?
-“A Nantes, al mercato”
(tra la la)
A Nantes, al mercato,
noi abbiamo scelto un anello
Noi abbiamo scelto un anello
noi abbiamo scelto un anello
L’anello della promessa
(tra la la)
L’anello della promessa,
e stavamo per sposarci
Stavamo per sposarci,
stavamo per sposarci
– “Noi ci sposeremo”
(tra la la)

Noi ci sposeremo,
anche se non abbiamo beni?
Anche se non abbiamo beni?
anche se non abbiamo beni?
– Mamma mia, voi ragazzi
(tra la la)
Mamma mia, voi ragazzi,
volete sistemarvi
Volete sistemarvi,
volete sistemarvi
– Voi non sapete nulla
(tra la la)
Voi non sapete nulla
di chi vive nel bisogno
Di chi vive nel bisogno
di chi vive nel bisogno
Non abbiamo ne casa, ne paglia,
(tra la la)
Ne casa, ne paglia, ne letto
per dormire la notte
Non abbiamo ne lenzuola ne coperta,
(tra la la)
Ne lenzuola ne coperta,
ne cuscino sotto la testa
Ne cuscino sotto la testa,
ne cuscino sotto la testa
Non abbiamo ne ciotola ne cucchiaio
(tra la la)
Ne ciotola ne cucchiaio,
ne il modo di fare il pane
ne il modo di fare il pane
ne il modo di fare il pane
– Faremo come la pernice
(tra la la)
Faremo come la pernice,
che dorme per terra
Che dorme per terra,
che dorme per terra
Faremo come la beccaccia,
(tra la la)
Come la beccaccia,
che quando il sole si alza, corre
Che quando il sole si alza corre
che quando il sole si alza, corre
La mia canzone è finita
(tra la la)
La mia canzone è finita,
colui che sa continui
Colui che sa continui,
colui che sa continui

FONTI
http://www.lejardindekiran.com/le-chant-du-monde-tri-martolod/
http://per.kentel.pagesperso-orange.fr/martold3.htm
http://ballifolk.altervista.org/gavotte_lannilis.html

SON AR CHISTR

“La canzone del Sidro” viene dalla Bretagna, ma non è un’antica aria bretone bensì una composizione popolare di Jean-Bernard e Jean-Marie Prima due giovanissimi agricoltori di Guiscriff (Morbihan), che nel 1929 una sera dell’estate, mentre si ultimava il lavoro di trebbiatura, con una tazza di sidro in mano davano il via alla prima strofa «Yao jistr ‘ta Laou». Il brano è successivamente pubblicato da Polig Monjarret nel 1951 con il titolo “Ev jistr’ta laou” finche negli anni 70 Alan Stivell lo registra con il titolo “Son ar chistr” e lo consegna alla popolarità sovranazionale.
A quanto mi sembra di capire leggendo l’articolo pubblicato in Musique bretonne (la rivista dell’associazione Dastum) -n 136 del 1995 pag 22 – i due sono compositori per le parole e la musica del brano in questione. A me sembra sentir riecheggiare il Branle d’Escosse, ma non è la stessa melodia! Nel 1976 i Bots ne fanno una versione che spopola in Olanda e Germania, con il titolo “Zeven dagen lang” e nel 1980 Angelo Branduardi canta Gulliver (testo di Luisa Zappa su musica accreditata alla canzone tradizionale bretone).

ASCOLTA The Chieftains, “Ev Chistr ‘ta, laou!”, in Celtic Wedding: Music of Brittany, 1987 (guarda caso Polig Monjarret ha collaborato con Paddy Moloney nella cernita delle melodie)

ASCOLTA Alan Stivell Son Ar Chistr


Ev'( 1) chistr ‘ta Laou rak chistr ‘zo mat, lonla,
Ev’ chistr ‘ta Laou(2) rak chistr ‘zo mat.
Ev’ chistr ‘ta Laou rak chistr ‘zo mat,
Ur blank ur blank ar chopinad, lonla,
Ur blank ur blank ar chopinad.
Ar chistr ‘zo graet e’it bout(3) evet, lonla,
Hag ar merc’hed e’it bout karet.
Karomp pep hini e hini, loñla
‘Vo kuit da zen kaout jalousi
N’oan ket c’hoazh tri miz eureujet, lonla,
Benn’ vezen bamdeiz chikanet.
Taolioù botoù, fasadigoù, loñla
Ha toull an nor ‘wechadigoù
Met n’eo ket se ‘ra poan-spered din, loñla
Ar pezh ‘oa bet lavaret din
Lâret ‘oa din’oan butuner, loñla
Ha lonker sistr ha merc’hetaer
Ev chistr ‘ta Laou, rak chistr zo mat, loñla
Ur blank, ur blank ar chopinad
Traduzione italiana Cattia Salto
Bevi dunque il sidro, Elmo, perchè il sidro è buono
Bevi  il sidro, Elmo, perchè il sidro è buono
Bevi  il sidro, Elmo, perchè il sidro è buono
un centesimo, un centesimo a bicchiere
un centesimo, un centesimo a bicchiere
Il Sidro è fatto per essere bevuto
e le ragazze sono fatte per essere amate
che ognuno allora ami la sua
e non ci saranno più gelosie
ero sposato appena da tre mesi
che ero sgridato ogni giorno.
Mi prendeva a calci e a schiaffi
e talvolta, ero buttato fuori dalla porta
Non è questo che più mi addolora
ma quello che è stato detto su di me:
che ero un fumatore
bevitore di sidro, a caccia di gonnelle
Bevi il sidro, Elmo, perchè il sidro è buono
un centesimo a bicchiere

NOTE
1) yao pronunciato yo vuol dire “c’est parti”
2) in francese è Guillaume ossia Willy
3) si pronuncia “bet”

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
Drink cider, Laou(1), for cider is good
Drink cider, Laou, for cider is good
Drink cider, Laou, for cider is good
A penny, a penny a glass
A penny, a penny a glass

Cider is made to be drunk
And girls are made to be loved
Let each of us love his own
And there will be no more jealousy
I was not married for three months
Before I was nagged every day
Kicks and slaps
And sometimes, the doorstep
But that is not what grieves me most
It is what was said about me
It was said of me that I was inconstant
A drinker of cider and a chaser of skirts
Drink cider, Laou, for cider is good
A penny, a penny a glass

ASCOLTA Rapalje

continua 

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/johnny-jump.htm
https://en.wikipedia.org/wiki/Son_Ar_Chistr
http://www.biostat.wustl.edu/~erich/music/songs/son_ar_chistr.html
http://mediatheque.dastum.net/GEIDEFile/MB136-brv4.PDF?Archive=170141399832&File=MB136-brv4_PDF (pg 22-23)
http://mediatheque.dastum.net/GEIDEFile/MB173-brv4.PDF?Archive=170178099835&File=MB173-brv4_PDF (pg 36-37)