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Wolfstone e il celtic rock scozzese

In Scozia quando un gruppo rock tradizionale evolve verso il folk (o viceversa) nasce il celtic-rock, una musica energica e travolgente con una  melodia ossessiva e incalzante che ti lascia senza respiro. Ma il celtic-rock è anche per definizione una musica d’atmosfera, più dolce e impalpabile come riesce ad esserlo la musica irlandese quando si accosta all’effettistica elettronica.

Nei Wolfstone vediamo mescolate le due tendenze forza e dolcezza , genuini e giovani highlander che sperimentano inediti accostamenti per il genere folk-rock al quale viene appiccicata un’etichetta apposita la New Highland Music.
Quando la tradizione si sposa con il rock si arricchisce di sonorità elettroniche con chitarre elettriche e violini elettrici  su di un tappeto imprescindibile di basso elettrico, tastiere e batteria, così gli scozzesi Wolfstone  accostano strumenti acustici diventati tradizionali come bouzouki, chitarra, cornamusa, whistles, bodhran e fisarmonica alle dinamiche e alle sonorità del rock.
Il suono della cornamusa finisce per stemperarsi nel suono della chitarra elettrica per fondersi come due anime gemelle. “Alla fin fine siamo una rock band delle Highlands scozzesi che utilizza anche cornamusa, whistle e violino” dice semplicemente Duncan Chisholm.

Prima di continuare ci tengo a sottolineare per un lettore poco attento che  gli scozzesi Wolfstone non sono gli irlandesi “Wolfe Tones”!
Per un quadro d’insieme degli esordi rimando all’ascolto del loro “best of” dal titolo “Pick of the Litter” (1997).

IL LUPO DEI PICTI

Ardross Wolf

La traduzione letterale del nome della band è “la pietra del lupo” e in effetti un’inquietante primo piano delle fauci di un non meglio precisato animale selvatico compaiono nella copertina nella su menzionata compilation (sul retro della copertina lo vediamo per l’intero è un cane ringhioso di cui non mi azzardo a individuare la razza).
Il nome è riferito alla  ‘Ardross Wolf’ , una pietra scolpita risalente ai Picti trovata nella località di Ardross (oggi nel Museo di Inverness);  come allora il simbolo del lupo diventa per il gruppo una sorta di marchio territoriale.
Tutto ebbe inizio dall’incontro di un pub di Inverness  del fiddler Duncan Chisholm e del chitarrista Stuart Eaglesham, all’epoca (1989) volevano formare una band che suonasse ai raduni dei balli scozzesi, ma finirono per dare vita a una rock band.

ESORDIO PIROTECNICO

L’album d’esordio “Unleashed” è del 1991,  memorabili due tracce: “The Howl” ovvero il set The Louis Reel/Morrison’s Jig/The Shoe Polisher’s Jig ; e  “Erin” altro set strumentale formato da The Coast of Austria/Toss the Feathers/Farewell to Erin/Captain Lachlan MacPhail of Tiree. Entra nella formazione Ivan Drever come voce principale e chitarrista (e se proprio volte ascoltarvelo tutto lo trovate qui)

Nel secondo album “The Chase” 1992 (disco d’oro da ascoltare tutto qui ) tra i musicisti  troviamo nientemeno che la fisarmonica di Phil Cunningham e un brano indimenticabile la track “The £10 Float” in cui combinano tre tune Kinnaird House/The £10 Float/The Cottage in the Grove; il primo in omaggio all’ospitalità della casa dei due fratelli Eaglesham “Kinnaird House is the home of the Eaglesham brothers, Struan and Stuart. The tune was written primarily for their parents, Rena and Peter, whose hospitality knows no bounds.“; l’intro di chitarre sottolineato dal tappetto delle tastiere (con le chitarre acustiche di Eaglesham e Drever che si rimandano la melodia una all’altra) è ripresa dal violino, quando entra la batteria tutti gli altri strumenti intervengono in un crescendo orchestrato da sapienti stacchi. New entry il batterista di Aberdeen Graeme Mop Youngson (che lascerà nel 1996) e il bassista Wayne Mackenzie (che lascerà nel 2003), proveniente da Inverness.

Ingaggiati come gruppo spalla per un concerto dei popolarissimi Runrig,  diventarono anche loro sempre più popolari e richiesti nei grandi eventi e festivals celtici non solo del Regno Unito ma d’Europa, dell’America del nord e del Canada: è il terzo album “Year of the Dog” uscito nel 1994 e registrato per la Green Linnet a portarli al successo internazionale. Nelle canzoni -composte per lo più da Ivan Drever (voce, chitarra acustica, bouzouki) che uscirà dal gruppo nel 1989 in collaborazione talvolta con Duncan Chisholm (violino elettrico) – sono ricorrenti i temi sociali e i conflitti politico-religiosi.
“Holy Ground”: This song was written about the Irish conflict where religion is still used as an excuse for violence.
“The Sea King”: This song came to life through an old traditional Orkney poem which Ivan unearthed and set to music some years ago.
“Brave Foot Soldiers”: In August 1993 two separate groups of people began a march that would take one from Wick in the north and the other, from Stranraer in the south to meet in Edinburgh. The march, organised by the Scottish Trades Union Congress, was designed as a protest to the government over what many Scottish people regarded as a denial of a basic human right: the right to work.
“White Gown”: In February 1993 we played a concert on the east coast of America. That night we were aware of a KKK rally being held not half an hour away. The KKK is organised bigotry at its worst but will only ever be overcome by the strength of pacifism.
“Braes of Sutherland”: Ivan wrote this song after reading the story of a Sutherland woman who was forced to emigrate sometime around the late 18th and early 19th century. Sadly, there are countless other similar tales.
Molti dei tunes sono invece di Phil Cunningham (che è anche il produttore dell’album) altri dei trad o composti da Ivan Drever

Nell’album “The Half Tail” 1996 i componenti del gruppo raggiungono la quota 10 (la cornamusa è di Stevie Saint – pipes, whistles  diventato subito elemento cardine).

IL NUOVO SECOLO

Ad un decennio della fondazione il gruppo è già entrato in crisi per una serie di motivi e se ne paventava lo scioglimento: l’abbandono del frontman Ivan Drever, il suicidio del tastierista Andy Simmers e non ultimo l’enorme debito accumulato per una gestione poco attenta ai bilanci. Così gli anni 2000 segnano una stagnazione, il diradarsi delle registrazioni (l’ultimo album è del 2007) e dei tour. Li ritroviamo comunque anche in Italia,  ricordo la data del 2005 al Trigallia Celtic Festival e quella del 2006 al Busto Folk.

“Terra Firma” è del 2007 con la voce di Ross Hamilton (che però lascia la band qualche mese dopo)

Nell’ultima release, un doppio-singolo del 2012 scompare dall’etichetta celtic-rock la parola celtic.

tag Wolfstone
FONTI
https://www.wolfstone.co.uk/

Silly Wizard

Silly Wizard (“il mago pazzo” delle fiabe, che farà capolino sulle loro copertine come un mago Merlino disneyano con il violino al posto della bacchetta, e il kilt sotto al mantello ) è una band scozzese formatasi a Edimburgo nel 1970 tra un gruppetto di studenti universitari, il nome viene coniato in tutta fretta solo nel 1972 in occasione del loro primo concerto pagato; saranno modello e punto di riferimento di un’infinità di giovani musicisti e gruppi musicali della scena scozzese e più in generale folk.
Dopo essersi fatti le ossa nei folk club e nelle feste in giro per la Scozia in tre (Jones, Thomas e Cunningham) partono in tournée in Francia già nell’anno successivo. La breve meteora di Maddy Taylor (voce) e i tanti concerti per la Gran Bretagna sono ancora i primi passi verso la nascita di una grande band che passerà alla storia con una caratteristico sound fatto da due chitarre (arricchite dal raddoppio di bouzouki, mandolino o banjo), fisarmonica, violino  e basso, con una spruzzata qua e là di sonorità prodotte dai sintetizzatori, arricchito da una voce vellutata e “verry scottish”. Niente percussioni o batteria (solo il bodhran in qualche strumentale) e nemmeno cornamuse ma l’alchimia e sintonia dei fratelli Cunningham che con violino e fisarmonica ci regalano live trascinanti di alto virtuosismo misto all’improvvisazione.
Oltre al sound caratteristico (che non si era mai sentito prima in Scozia) ciò che contraddistingue i Silly Wizard è la loro contemporaneità, una musica che riflette i gusti musicali giovanili degli anni 70-80 declinati nello stile della tradizione. Non solo interpreti ma anche compositori, molte song  sono scritte da Andy e molte melodie da Phil.
Il gruppo si scioglie nel 1988 dopo un’intensa attività concertistica: 17 anni di attività e 9 album!


da sinistra: Gordon Jones, Johnny Cunningham, Andy M. Stewart, Phil Cunningham, Martin Hadden

ATTRAVERSO GLI ANNI 70 e 80

Per la registrazione del disco d’esordio (1976) i chitarristi Gordon Jones  (di Liverpool) e Bob Thomas (ai quali già nel 1972 si era unito il violino di Johnny Cunningham) fanno entrare in campo la voce con l’accento del Pertshire (e il banjo) di Andy M. Stewart , l’organetto di Alasdair Donaldson (sostituito poco dopo da Phil Cunningham – fisarmonica, e all’occorrenza whistle, tastiere) e il basso di Freeland Barbour (a cui si avvicenda Martin Hadden).

dalla copertina “Live Again”

E’ proprio quest’ultima la formazione che registra l’album Caledonia’s Hardy Sons (1978), un punto saliente della “scottish wave”, con il giovane talento Phil Cunningham. Il gruppo è già famoso e viene invitato ai maggiori festival d’Europa. Poi iniziano gli abbandoni: Bob Thomas nel 1979 e il loro terzo l’album “So Many Partings” è registrato in cinque, e il successivo “Wild and Beautiful” in quattro. Ma il secondo album apre già le porte per l’America e a un tour frenetico da un festival folk all’altro: nel 1980 Johnny Cunningham lascia il gruppo per stabilirsi in America (sostituito per un breve periodo da Dougie MacLean prima di ritornare con i Tannahill Weavers ).
Ritroviamo il violino di Johnny Cunningham nel “Live in America” registrato nel 1985.
Nel 1987 il gruppo registra l’ultimo album “Glint of Silver” il più spinto verso l’elettronica; seguono due frenetici anni di tournée in America e lo scioglimento a New York nell’aprile del 1988 .

Silly Wizard Live At Center Stage -New York un ora e mezza di musica e di siparietti tra Andy e Johnny (un’esilarante spalla)

Andy M. Stewart

Andrew Michael ossia “Andy M.” Stewart frontman dal 1974 della folk band Silly Wizard  originario del Perthshire, con il suo timbro vocale e il suo stile è la controparte scozzese di Andy Irvine  degli irlandesi Planxty. Compositore, sensibile interprete di ballate tradizionali, affascinante affabulatore..  “The Andy M Stewart Collection” pubblicato nel 1998 contiene ben 60 canzoni (cito solo le più popolari: “The Ramblin’ Rover”, “Golden, Golden”, “The Queen of Argyll”,  “The Valley of Strathmore”)

Da ragazzo fonda i “Puddock’s Well” con Dougie MacLean e Martin Hadden, negli anni 80 pubblica 4 album di cui tre prima dello scioglimento dei Silly Wizard, collaborano con lui Phil Cunningham, Martin Hadden, Manus Lunny. Nel 1989 registra per la Wundertüte il cd “Songs of Robert Burns” (ristampato dalla Green Linnet nel 1991) Negli anni 90 registra con la Green Linnet tre album: At it Again, Man in the Moon, Donegal Rain. Nell’intervista rilasciata al folk magazie Dirty Linen (1991) Andy dice: “I suppose I’d like a legacy really of just being remembered fondly by whomever, my friends and the folk I left behind. It would be nice for them to remember me in a positive way. It would be nice for my songs to survive. It would be nice for my family. I’d like them to last.” (tratto da qui)

Muore poco dopo il Natale nel 2015, aveva 63 anni.

I FRATELLI CUNNINGHAM

Allo scioglimento dei Silly Wizard i due fratelli entrano nel supergruppo Relativity (con la coppia di fratelli irlandesi Michael e Triona O’Domnaill). i fratelli seguono poi carriere solistiche separate.
Duetto live del 1986 (Johnny muore nel 2003)

PHIL CUNNINGHAM

Tra le molteplici attività di Phil anche la carriera televisiva, la composizione di musica per film e tv, la produzione di dischi per vere e proprie celebrità del folk internazionale. Feconda la collaborazione con il violinista Aly Bain (il loro sito qui) con il quale registra nove album dal 1995 al 2013

tag Silly Wizard e tag Andy M. Stewart

FONTI
https://alchetron.com/Silly-Wizard-4375116-W
http://www.sillywizard.co.uk/about_the_band.html
http://www.theballadeers.com/scots/sw_01.htm
http://www.nigelgatherer.com/perf/group2/silw.html
https://projects.handsupfortrad.scot/hall-of-fame/andy-m-stewart-1952-2015/
http://www.scotsman.com/news/obituaries/obituary-andy-m-stewart-singer-and-songwriter-1-3989156
http://www.theballadeers.com/scots/as_d01.htm
https://thesession.org/recordings/5299

http://www.philandaly.com/
http://www.johnnycunningham.com/

LOGAN BRAES

La melodia Logan Water è certamente antica anche se appare in forma scritta solo nel Settecento; alcuni la ritengono un’aria irlandese altri ne asseriscono la “scozzesità”, come sia la melodia è stata spesso utilizzata per dare voce a malinconiche canzoni o anche come marcia funebre.

LA MELODIA: LOGAN WATER

un arrangiamento per violino Will Taylor & Strings Attached

Aly BainPhil Cunningham

Un’indimenticabile versione per arpa e violino è quella del gruppo scozzese Ossian  in The Carrying Stream 1997 

Robert Burns scrisse il testo di una canzone con il titolo di Logan Braes (a volte scritto come Logan Water) nel 1793 prendendo probabilmente spunto dalla versione di Logan Water (Logan Bres) scritta da John Mayne nel 1781 (qui): lo scenario è quello bucolico sulle rive del Logan e una pastorella rimpiange i giorni felici trascorsi a sollazzarsi con il suo pastorello
“Thae days are gane,
When I wi’ grief did herd alane,
While my dear lad did fight his faes,
Far, far frae me and Logan braes.”

Burns riprende il tema trasformandolo più decisamente in una antiwar song e proprio per il suo contenuto pacifista, il testo viene pubblicato solo all’inizio del nuovo secolo.

Alexander Hohenlohe Burr (1835 – 1899)

Consiglio l’ascolto della versione di Jim Malcolm in Acquaintance, 2007 (purtroppo non ancora contenuta nel canale Tutti i brani – Jim Malcolm) ma ascoltabile in versione integrale su Spotify
ASCOLTA MacPolvo


I
O Logan(1), sweetly didst thou glide,
That day I was my Willie’s bride,
And years sin syne hae o’er us run,
Like Logan to the simmer sun:
But now thy flowery banks appear
Like drumlie Winter, dark and drear,
While my dear lad maun face his faes,
Far, far frae me and Logan braes.
II
Again the merry month of May
Has made our hills and valleys gay;
The birds rejoice in leafy bowers,
The bees hum round the breathing flowers;
Blythe Morning lifts his rosy eye,
And Evening’s tears are tears o’ joy:
My soul, delightless a’ surveys,
While Willie’s far frae Logan braes.
III
Within yon milk-white hawthorn bush,
Amang her nestlings sits the thrush:
Her faithfu’ mate will share her toil,
Or wi’ his song her cares beguile;
But I wi’ my sweet nurslings here,
Nae mate to help, nae mate to cheer,
Pass widow’d nights and joyless days,
While Willie’s far frae Logan braes.
IV
O wae be to you, Men o’ State,
That brethren rouse to deadly hate!
As ye make mony a fond heart mourn,
Sae may it on your heads return!
How can your flinty hearts enjoy
The widow’s tear, the orphan’s cry?
But soon may peace bring happy days,
And Willie hame to Logan braes
Tradotto da Cattia Salto
I
O Logan che pigramente scorrevi
quel giorno in cui divenni la sposa del mio Willy, e gli anni da allora sono trascorsi su di noi, come il Logan sotto il sole d’estate. Ma ora le tue rive in fiore appaiono come l’inverno spento, buio e triste, mentre il mio caro ragazzo deve affrontare i nemici, lontano, lontano da me e dalle colline del Logan.
II
Di nuovo il bel mese di Maggio
ha reso allegre le nostre colline e valli;
gli uccelli gioiscono sotto le pergole frondose, le api ronzano attorno ai fiori odorosi. il Mattino allegro alza il roseo sguardo e la rugiada della sera sono lacrime di gioia: la mia anima senza gioia tutto scruta, mentre Willy è lontano dalle colline del Logan
III
In quel cespuglio di bianco spino
tra i suoi anfratti sta il tordo:
la sua compagna fedele condividerà la sua fatica o con il suo canto allevierà i suoi affanni. Ma io con i miei piccoli lattanti, non ho nessun compagno che mi aiuti, nessun che mi rallegri, trascorro notti da vedova e giorni senza gioia, mentre Willy è lontano dalle colline del Logan
IV
Guai a voi uomini di stato
che i fratelli spronate nell’odio mortale!
Come più di un cuore innamorato fate piangere
così vi si ritorca contro!
Non vi ricordate tra le vostre gioie malvagie
delle lacrime della vedova, dei lamenti degli orfani;
ma presto la pace porterà giorni felici
e Willy a casa alle colline del Logan

NOTE
1) Logan Water è un fiume che sgorga sulle colline nel sud ovest della Scozia, tra Lesmahagow e Muirkirk. La canzone irlandese “My Lagan Love” si riferisce invece al Lagan che scorre nel Donegal (o a Belfast) vedi


TRADUZIONE INGLESE
I
O Logan(1), sweetly did you glide
That day I was my Willie’s bride,
And years since then have over us run
Like Logan to the summer sun.
But now your flowery banks appear
Like dull winter, dark and dreary,
While my dear lad must face his foes
Far, far from me and Logan hillsides
II
Again the merry month of May
Has made our hills and valleys gay;
The birds rejoice in leafy bowers,
The bees hum round the breathing flowers;
Blythe Morning lifts his rosy eye,
And Evening tears are tears of joy:
My soul with no delight all surveys,
While Willie is far from Logan hillsides
III
Within yonder milk-white hawthorn bush,
Among her nestlings sits the thrush:
Her faithful mate will share her toil,
Or with his song her cares beguile.
But I with my sweet nurslings here,
No mate to help, no mate to cheer,
Pass widowed nights and joyless days,
While Willie is far from Logan hillsides
IV
O, woe upon you, Men of State,
That brethren rouse in deadly hate!
As you make many a fond heart mourn,
So may it on your heads return!
You remember not amid your cruel joys
The widow’s tears, the orphan’s cries;
But soon may peace bring happy days,
And Willie home to Logan hillsides!

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13343&lang=it
http://www.bartleby.com/270/3/281.html
https://blueloulogan.wordpress.com/2012/10/08/songs-of-logan-1-logan-braes/
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Logan_Water
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-042,-page-42-logan-water.aspx
http://www.mandolincafe.com/forum/group.php?gmid=53555&do=discuss
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/GrD61123.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=35237