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I MOLLIES IRLANDESI, VERI CARBONARI

Decency is not for the poor. You pay for decency, you buy it. And you buy the law too, like a loaf of bread. ( dal Film “I cospiratori” di Martin Ritt 1970)

Titolo un po’ provocatorio, nato dalle reminiscenze scolastiche: in Italia quando si studia l’Ottocento ci si concentra sul Risorgimento e i Carbonari (nel senso di affiliati alla Carboneria) sono descritti  nella migliore delle ipotesi come degli illuminati (anche in senso massonico), nella peggiore come degli inguaribili romantici.
In Irlanda “i Carbonari” erano di tutt’altra pasta, non venivano dalle file dell’aristocrazia e della borghesia, ma dal popolo, erano contadini e braccianti come The Whiteboys e The Molly Maguaires società segrete di mutuo soccorso contro i latifondisti.
I carbonari italiani cospiravano per la libertà dall’oppressione austriaca, “i carbonari irlandesi” per la dignità umana (un lavoro dignitoso), soprattutto quando sbarcarono in America e nelle miniere di carbone ci finirono per davvero.
Un tema sempre attuale quello dello sfruttamento dei lavoratori e le tensioni sociali che ne conseguono..

Si stralcia l’articolo di Alessandro (The Lone Ranger) pubblicato qui

I MOLLIES

The Whiteboys, The Peep O’Day Boys, The Ribbonmen, The Defenders, The Ancient Order of Hibernians,The Molly Maguires… erano i nomi di fratellanze, associazioni di mutuo soccorso nate in Irlanda a partire dal 1700, società segrete costituite da contadini e braccianti per difendersi dai soprusi dei latifondisti, dei loro prestanome ed agenti e dei mercanti. I “Mollies”, in particolare, operavano nel Donegal. Il nome della società pare derivasse da quello della gestrice di una taverna molto popolare da quelle parti, una povera vedova che il padrone volle cacciare di casa, incontrando la resistenza dei tanti avventori del locale. I Molly Maguires erano soliti organizzare rapine (ma meglio sarebbe dire “espropri proletari”) ai danni di ricchi e mercanti con modalità molto “politiche”: uno di loro si travestiva da povera donna, impersonando la Madre Irlanda defraudata dai potenti, e avvicinava la vittima designata chiedendo elemosina… al rifiuto del riccastro o all’invito a smammare del bottegaio, gli altri “Mollies” saltavano fuori e ripulivano il malcapitato o il negozio.
Con l’emigrazione di massa, queste società segrete – un po’ bande e un po’ organizzazioni di autodifesa – si trapiantarono negli States. Ritroviamo i Molly Maguires tra gli immigrati irlandesi nelle miniere di carbone ed antracite della Pennsylvania, dove le condizioni di vita e di lavoro erano se possibile anche più dure che non nelle fattorie in Irlanda. I nemici non erano più i landlords e i tenants e i loro sgherri, ma le compagnie minerarie, i loro vigilantes e la polizia.

LE MINIERE DI ANTRACITE DELLA PENNSYLVANIA

Nel 1870 nella sola contea di Schuylkill lavoravano 22mila minatori, centinaia dei quali erano bambini, anche di sette o otto anni… La vita era terribile: malattia, fame, incidenti, disastri, le violenze dei vigilantes erano le costanti, cui si aggiungevano le periodiche crisi del mercato durante le quali le compagnie procedevano a licenziamenti di massa, gestiti manu militari. Quando tra i minatori si costituì un sindacato ufficiale, la Workingmen’s Benevolent Association (WSA), anche parecchi “mollies” entrarono a farvi parte, incarnandone l’anima più radicale e violenta. E spesso, specie nei momenti più difficili (come il grande sciopero del 1875) non mancarono – come capita sempre all’interno delle organizzazioni sindacali – le occasioni di attrito tra i “moderati” e i “radicali” e, come altrettanto sovente capita, dei dissidi cercarono di approfittare i padroni. Anche le compagnie, intenzionate a stroncare gli scioperi e bramose di annientare i Molly Maguires, procedettero su due livelli: da una parte assoldarono ufficialmente i detective della Pinkerton National Detective Agency con il compito di individuare i leader delle proteste infiltrando proprie spie nelle organizzazioni dei lavoratori, dall’altra avviarono una campagna di assassinii mirati gestita direttamente dai loro vigilantes. La manovra ebbe successo: lo sciopero fallì, molti leader sindacali vennero arrestati e, grazie alle informazioni fornite da un infiltrato di origine irlandese di nome McParlan, pure alcuni Mollies vennero individuati ed arrestati.
Il processo, condotto dal giudice Franklin Gowen che era pure presidente della compagnia mineraria [quando si dice essere imparziali], si concluse con 10 condanne a morte, tutte eseguite per impiccagione il 21 giugno 1877. Altri 10 imputati furono impiccati nei due anni successivi: “Il processo ai Molly Maguires è stato una completa resa della sovranità dello Stato. Una compagnia privata ha avviato un’indagine attraverso un’agenzia d’investigazioni privata. Una polizia privata ha arrestato i presunti colpevoli e un giudice in forza alla compagnia li ha processati. Lo Stato ha fornito solo l’aula del tribunale e le corde per impiccarli”, così scrisse tempo dopo un giudice vero.
Alexander Campbell, uno dei Molly Maguires condannati a morte, scrisse sul muro della sua cella: “Scrivo qui le mie parole a perenne memoria. Questo mio graffito non sarà mai cancellato. Rimarrà per sempre a testimoniare la vergogna di questa giustizia che ha fatto impiccare un uomo innocente.”

Nel Blog Vecchia Roba di Moreno Guida analizza il significato dell’azione di sabotaggio perseguita dai “Cospiratori”
La forma di lotta fu il sabotaggio degli impianti, la dinamite la loro arma. Scioperare non aveva senso. I padroni delle miniere sostituivano i minatori in sciopero con crumiri, altri immigrati appena sbarcati in America, uomini disperati, pronti a lavorare a qualunque condizione. Come costringere i signori del carbone a trattare? Come fermare la produzione? La soluzione fu il sabotaggio. Nei monti Appalachi apparvero i Molly Maguires e iniziarono a far saltare i pozzi. Contro questa forma di lotta il crumiraggio era impotente e così i fucili delle milizie padronali. (Moreno Guida tratto da qui)

In realtà le milizie padronali uccisero molti minatori per forzare i Mollies a compiere atti di rappresaglia, e di sicuro il processo fu allestito più per rappresaglia padronale che per fare giustizia.

Solo cento anni più tardi molti Mollies vennero riabilitati come “martiri del lavoro”, e il riaprirsi delle lotte dei minatori del Kentucky ( “Bloody Harlan County”) diede l’estro  a Phil Coulter nello scrivere la canzone “The Molly Maguires” (su musica di Bill Martin)

ASCOLTA The Dubliners nell’album “At Home with The Dubliners”  1969 prodotto guarda caso da Bill Martin e Phil Coulter.

oppure la versione punk (patinata) dei Finnegan’s Hell


CHORUS
Make way for the Molly Maguires
They’re drinkers, they’re liars but they’re men
Make way for the Molly Maguires
You’ll never see the likes of them again
I
Down the mines no sunlight shines
Those pits they’re black as hell
In mud and slime they do their time
It’s Paddy’s prison cell
And they curse the day they travelled far
And drown their tears with a jar
II
Backs will break and muscles ache
Down there there’s no time to dream
Of fields and farms, a woman’s arms
Just dig that bloody seam
Though they break their bodies underground
Who dare to push them around
Traduzione Cattia Salto
Coro
Fate largo ai Molly Maguires,
sono bevitori e bugiardi, ma sono uomini.
Fate largo ai Molly Maguires.
Non si vedranno mai più uomini come loro.
I
Nelle miniere non brilla il sole
quei pozzi sono neri come l’inferno
nel fango e nella melma scontano la loro pena, è la cella di Paddy
e maledicono il giorno in cui sono emigrati
affogando le lacrime con una pinta (1)
II
Le schiene si spezzeranno e i muscoli faranno male, laggiù non c’è tempo per sognare campi e fattorie, l’abbraccio di una donna, solo per scavare quel maledetto filone
si spaccano i corpi sotto terra,
ma chi oserà pestargli i piedi (2)?

NOTE
1) In Gran Bretagna, “Jar” è  un barattolo dal collo largo, adatto per conservare marmellate e sottaceti,  ma anche un vaso rastremato a collo di bottiglia. Anticamente era utilizzato per lo stoccaggio di liquidi, e doveva essere consuetudine berci direttamente, e tuttavia il termine si usa più spesso per indicare un bicchiere equivalente a una pinta: “I’ll have a jar” si traduce infatti con ” berrò una pinta di birra
2) to push around nel senso di comandare,  fare il prepotente
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5905
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=6723
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=31073&lang=it
http://vecchiaroba.blogspot.it/2016/03/lotta-operaia-e-sabotaggio-i-molly.html
http://blog.oup.com/2013/12/ten-things-to-understand-about-the-molly-maguires/
https://it.wikipedia.org/wiki/I_cospiratori_(film_1970)

CAILÍN NA GRUAIGE BÁINE 

Popolarissima melodia (vedi) abbinata con diversi testi in gaelico irlandese che narrano di amori sfortunati, oscillando tra il dolce e l’amaro.

LA DONNA BIONDA

Cailín Na Gruaige Báine, scritto anche come Cailin Na Gruige Bhana, (The Girl Of The Fair Hair) è probabilmente una variante  della canzone già tradotta da Samuel Ferguson con il titolo The fair-haired girl”.

Quella che apparentemente è una canzone di abbandono, perdita e separazione assume una dimensione soprannaturale interpretandola attraverso il filtro del mito: la donna bionda di cui il protagonista è disperatamente innamorato è infatti una donna cigno.
Il tema del sentimento non corrisposto viene esacerbato dal sentimentalismo e l’autocommiserazione. E’ tipico del canto irlandese manifestare una tale disperazione per un amore infranto, gli scozzesi invece si consolano più facilmente con il detto “ci sono molti pesci nel mare”

Swan Sister

ASCOLTA Aoife Ní Fhearraigh in Aoife 1996

ASCOLTA ancora Aoife nell’arrangiamento in Winter’s Crossing 1998, con James Galway & Phil Coulter 

I
Is uaigneach mo shaol go gruama faraoir,
‘Mo thruaill bhocht gan siamsa ‘tá mé,
‘S is brónach a bhím gan suaimhneas na hoích’
Go buartha lag cloíte cráite.
II
‘Sí ‘n stuabhean gheal   chaoin a rinne gual de mo chroí
‘S níl suairceas a choíche i ndán domh
Ó luach liom mar mhnaoi go luat’ dtús mo shaoil
Mo chailín na gruaige báine (1).
III
‘S í bláth bán na   gcraobh í, thug barr ar gach scéimh
Le háilleacht le méid ‘s le breáchta,
‘Sí d’fhág mé faoi léan, ‘si chráigh mé gan bhréig
‘Gus tá ‘fhios ag Mac Dé   mo chás-sa.
IV
Dá bhfaighinnise mo   rogha, ó b’ansa liom é
Bheith ar láimh leis a’ spéirbhean álainn
‘S ní náire ar bith liom é nó ‘s í grá geal mo chléibh
Mo chailín na gruaige báine.
V
Dá dtigeadh sí arís ar chun mo thí
Nach mise bheadh aoibhiúil sásta,
‘S níl áit ar bith dár mhain léi nach mbainfinnse fúm
Ach cead ‘fháil mo shaol a chaitheamh léi.
VI
Nach trua mise   ‘smaointiú go dimhain in mo chroí,
Nach bhfeicim arís go brách í,
Taím buartha bocht faoi chian is ní mhairfead beo bliain
Gan cailín na gruaige báine.

TRADUZIONE INGLESE
I
My solitary life is cheerless alas
I am a poor wretch without any diversion
I am most sorrowful
with no rest at night
Disturbed, weak,exhausted and tormented
II
‘Tis a stately, fair, delicate woman
who turned my heart to coal
And I will never be cheerful again
Since I became involved
with a woman early in my life
My fair-haired girl (1)
III
She’s the fairest flower of them all,
the  most beautiful in form
With the utmost and finest beauty
I left her in sorrow,/ undoubtedly I tormented her/ And the Son of God knows my reason
IV
If I could have my choice,
oh it would be my dearest wish
To be holding the hand of
that beautiful young girl
And I’m not ashamed at all
that she is the love of my life
My fair-haired girl
V
If she would come again to my house
Wouldn’t I be smiling and happy
And there’s nowhere at all
that I wouldn’t settle if she wanted
Just let me spend my life with her
VI
Aren’t I pitiful forever
thinking in my heart
That I will never see her again
I am so sorrowful and sad
that I will not live a year
Without the fair-haired girl.
tradotto da Cattia Salto
I
La mia vita solitaria è ahimè senza amore, sono un povero miserabile, senza alternative,
tristi sono le mie notti
e senza riposo,
così agitato, debole, esausto e tormentato.
II
E’ per la bella, gentile e nobile dama
che ha mutato il mio cuore in pietra
e non sarò mai più felice,
da quando mi sono innamorato
della donna della mia vita,
la mia fanciulla bionda. (1)
III
Lei è il fiore più luminoso di tutti,
dalla forma più bella,
con la bellezza più sopraffina.
Io l’ho fatta soffrire,
di sicuro l’ho tormentata
e Gesù conosce le mie ragioni.
IV
Se potessi scegliere,
oh, sarebbe il mio desiderio più caro
essere il sostegno di quella bella ragazza
e non me ne vergognerei
perchè lei è l’amore della mia vita,
la mia fanciulla bionda.
V
Se ritornasse di nuovo a casa,
non potrei essere che felice e contento, e non ci sarebbe altro luogo in cui vorrei essere, se lei mi lasciasse soltanto starle accanto per tutta la vita.
VI
Non sarò per sempre infelice
pensare in cuor mio
che non potrò più rivederla?
Sono così preoccupato e addolorato  che non continuerò a vivere senza la mia fanciulla bionda

NOTE
1) In gaelico irlandese báine vuol dire “White, Fair” e indica un colore chiaro e luminoso oppure pallido: riferito ai capelli è la colorazione biondo chiaro quasi argenteo tipica delle popolazioni norrene.>

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/swan-maiden.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5500
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34917
http://thesession.org/tunes/6786

LANINGAN’ S BALL

Lanigan’s Ball è l’ennesima canzone tradizionale irlandese riproposta dai gruppi rock contemporanei, una travolgente jig  dai titoli The Bullockies’ Ball, Domhnull An Dannsair, Domhull An Dannsair, Flannigan’s Ball, Lanagan’s Ball, Lannigan’s Ball, Paddy O’Rafferty, Unplugged And Plowed, che è anche una irish ceili dance.

In Alfred Perceval Graves book, Songs of Irish Wit and Humour, published in 1884, Lanigan’s Ball is attributed to anon. In Folk Songs of the Catskills, edited by Norman Cazden, Herbert Haufrecht and Norman Studer, there is a reference to John Diprose’s songster of 1865 attributing Lanigan’s Ball to D. K. Gavan with music by John Candy. It also mentions that the tune was previously known as Hurry the Jug. (tratto da qui)

Molto probabilmente il ballo in questione faceva parte di una veglia funebre, che tale Jeremy Lanigan diede per la morte del padre; il contesto richiama per certi versi un’altra popolare canzone umoristica avente lo stesso soggetto Finnegan’s wake, la descrizione della veglia è simile: si mangia, si beve, si balla e ci si azzuffa per una sciocchezza! Le veglie funebri irlandesi si annaffiano con abbondanti bevute e si finisce per cantare e scherzare, ma anche per litigare; non per niente si dice che la differenza tra un matrimonio e un funerale in Irlanda sia… un ubriaco in meno!

La veglia di Lanigan è però particolarmente sfarzosa poichè il padre lascia in eredità al figlio scapestrato una ricca fattoria e per ringraziare  amici e i parenti organizza un party in grande stile a cui tutti vogliono partecipare. Il protagonista deve essere uno degli amici di Lanigan o quantomeno un suo compagno di bisbocce, il quale si vanta di poter starsene a Dublino per sei mesi (o tre settimane) senza fare altro che imparare dei nuovi passi di danza.

Fu il gruppo irlandese The Bards con Diarmuid O’Leary a far diventare “Lanigan’s Ball” un classico!

ASCOLTA The Bards : la canzone “Lanigan’s Ball” fu una loro hit  stampata su vinile nel 1980 alla jig segue il Cloonagroe Reel (o qualcosa di simile)

ASCOLTA Waxies Dargle in World Tour of Ireland 1993

VERSIONE THE BARDS 1980
I
In the town of Athy(1) one Jeremy Lanigan
Battered away ‘til he hadn’t a pound.
His father died and made him a man again
Left him a farm and ten acres of ground.
II
He gave a grand party for friends and relations
Who didn’t forget him when come to the wall(2),
And if you’ll but listen I’ll make your eyes glisten
Of the rows and the ructions of Lanigan’s Ball.
CHORUS
Six long months(3) I spent up in Dublin,
Six long months doing nothing at all,
Six long months I spent up in Dublin,
Learning to dance for Lanigan’s Ball.
I stepped out and I stepped in again,
I stepped out and I stepped in again,
I stepped out and I stepped in again,
Learning new steps for Lanigan’s Ball.
III
Myself to be sure got free invitation,
For all the nice girls and boys I might ask,
just in a minute both friends and relations
Were dancing ‘round merry as bees ‘round a cask.
IV
There were lashings of punch and wine for the ladies,
Potatoes and cakes; there was bacon and tea,
There were the Nolans, Dolans, O’Gradys
Courting the girls and dancing away.
V
They were doing all kinds of nonsensical polkas(4)
All ‘round the room in a whirligig.
Julia and I, we banished their nonsense
And tipped them the twist of a reel and a jig(5).
VI
Oh, how that girls got all mad at me
Danced ‘til you’d think the ceiling would fall.
For I spent six months at Brooks’ Academy
Learning new steps for Lanigan’s Ball.
CHORUS
VII
Boys were all merry and the girls they were hearty
And danced all around in couples and groups,
‘Til an accident happened, young Terrance McCarthy
Put his right leg through miss Finnerty’s hoops(6).
VIII
Poor creature fainted and cried: “Meelia murther”(7)
Called for her brothers and gathered them all.
Carmody swore that he’d go no further
‘Til he had satisfaction at Lanigan’s Ball.
IX
In the midst of the row miss Kerrigan fainted,
Her cheeks at the same time as red as a rose.
Some of the lads declared she was painted,
She took a small drop too much, I suppose.
X
Her sweetheart, Ned Morgan, so powerful and able,
When he saw his fair colleen stretched out by the wall,
Tore the left leg from under the table
And smashed all the Chaneys at Lanigan’s Ball.
CHORUS
XI
Boys, oh boys, ‘twas then there were runctions.
Myself got a lick from big Phelim McHugh.
I soon replied to his introduction
And kicked up a terrible hullabaloo.
XII
Old Casey, the piper, was near being strangled.
They squeezed up his pipes, bellows, chanters and all.
The girls, in their ribbons, they got all entangled
And that put an end to Lanigan’s Ball.
CHORUS
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Nella città di Athy(1) un certo Jeremy Lanigan
sperperò tutti i suoi soldi;
il padre morì e lo fece ridiventare qualcuno
lasciandogli una fattoria e dieci acri di terra.
II
Diede una grande festa per amici e parenti,
che non si dimenticarono di lui quando era un fallito(2)
e se mi state ad ascoltare farò brillare i vostri occhi
per le danze e le zuffe al Ballo di Lanigan
CORO
Sei lunghi mesi(3) ho trascorso a Dublino
sei lunghi mesi a non fare niente
Sei lunghi mesi ho trascorso a Dublino
per imparare a danzare per il Ballo di Lanigan
io muovevo il passo in fuori e poi all’interno
a imparare nuovi passi per il Ballo di Lanigan
III
Per essere sicuro io stesso di ricevere l’invito
a tutte le belle ragazze e ai ragazzi dovetti chiedere, e in un attimo sia amici che parenti
stavano danzando in cerchio felici come api intorno alla botte.
IV
C’era parecchio punch e vino per le signore
patate e dolci, pancetta e tè,
c’erano i Nolan, i Dolan e tutti gli O’Grady
che corteggiavano le ragazze e danzavano
V
Stavano facendo tutti i tipi di polke assurde(4)
tutt’intorno alla stanza in una trottola
Giulia ed io abbiamo bandito la loro assurdità
e adattato la giravolta di un reel e una giga
VI
Per evitare che le ragazze si arrabbiassero con me
perchè pensavano che nella danza potessi stramazzare, ho passato sei mesi alla Brooks’ Academy a imparare nuovi passi per il Ballo di Lanigan
CORO
VII
I ragazzi erano felici, le ragazze tutte affettuose
a ballare in tondo in coppie e gruppi
e un incidente accadde, il giovane Terrance McCarthy pestò la crinolina di miss Finnerty(6)
VIII
La povera creatura inciampò e gridò: “Maledetto assassino”(7)
chiamò i suoi fratelli tutti a raccolta
Carmody giurò che non avrebbe lasciato correre fino a ottenere la rivincita al Ballo di Lanigan.
IX
Nel mezzo della fila la signorina Kerrigan cadde,
insieme alle sue guance rosse come una rosa,
alcuni ragazzi dissero che si era pitturata,
ma io credo che avesse bevuto un goccio di troppo
X
Il suo innamorato Ned Morgan così forte e abile
quando vide la sua ragazza spiaccicata alla parete
staccò la gamba sinistra dalla tavola
e picchiò tutti i Chaney al Ballo di Lanigan
XI
Ragazzi o ragazzi che scazzottata!
Presi un calcio dal grande Phelim McHugh
e subito replicai alla sua mossa
e scatenai un terribile baccano
XII
Il vecchio Casey, il piper, fu vicino a essere strangolato
la sua cornamusa e tutti i chanter schiacciati
le ragazze e i ragazzi tutti messi all’angolo
e ciò mise fine al Ballo di Lanigan.

NOTE
1) Athy, Co. Kildare, Irlanda
2) to go to the wall è un’espressione idiomatica per “to be destroyed or fail
3) in altre versioni diventano three weeks

4) La polka è una danza boema di inizio Ottocento che divenne molto popolare a Vienna. La polka e’ stata veloce fin dal suo nascere: col metodo Cellarius i ballerini avevano un contatto permanente, tecnicamente funzionale all’equilibrio della coppia. I seguaci di questo metodo aumentarono sempre di piu’, sia fra i maestri sia fra i giovani danzatori. All’occhio dei benpensanti la polka ballata in tale modo apparve scandalosa. Non mancarono le polemiche e le condanne nei confronti di quanti se ne facevano promotori e assertori. Molti proprietari di locali cercarono di impedire lo svolgimento di questo ballo, in quanto lo stesso, eseguito in modo caotico e violento dalle coppie in preda a una vera e propria trance, causava danni materiali (volavano tavoli e sedie, piatti e bottiglie) e allontanava irrimediabilmente la clientela piu’ tranquilla e moderata. Ma l’ondata di simpatia per questa nuova forma di divertimento cresceva a dismisura: in realta’ si sentiva il bisogno di evadere dalla monotonia delle danze a coppia aperta, dalla cultura delle quadriglie che erano diventate dei riti veri e propri con tutta una serie di rigidita’ e nei comportamenti e negli abbigliamenti. La polka era percepita dalle masse come simbolo di allegria e di spontaneita’. Con queste caratteristiche si sviluppo’ anche in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove non mancarono i censori. Verso la fine del 1800 la moda della polka fini’. (tratto da qui)
E tuttavia in Irlanda la Gaelic League nel 1890  mise al bando quelle danze considerate “estranee” ovvero straniere in favore di quelle considerate più tradizionali come una “real irish jigs”
5) anche scritto come “and tipped them a twist of a real Irish jig
6) La crinolina era un accessorio di abbigliamento femminile utilizzato nel corso del XIX secolo. Consisteva in una sottogonna rigida che sosteneva e rendeva gonfie le gonne. Il termine indica sia la struttura della sottogonna, sia il tessuto che la costituiva, sia il tipo di abito che la utilizzava. La crinolina, inventata verso il 1830 dal francese Oudinot, era la sottogonna realizzata originariamente in tessuto rigido, imbottito di crine (da cui il nome), che dava la forma agli abiti femminili dell’Ottocento. Molto in voga verso la metà del secolo, venne sostituita verso il 1860 da Charles Frederick Worth, sarto inglese trapiantato a Parigi, con una gabbia a cerchi metallici e molle d’acciaio, che aumentavano ulteriormente il volume delle gonne. (tratto da Wikipedia qui)
7) melia/millia murder, Mile Murdar = thousand murders. Trovato anche scritto come “Bloody Murder” o “Holy murder”

Tra le versioni più decisamente folk-rock propongo due ascolti:

ASCOLTA i canadesi Enter the Haggis 2015

ASCOLTA i tedeschi Fiddler’s Green 1995

LE VERSIONI STRUMENTALI

ASCOLTA James Galway & Phil Coulter in Legends (1997) (la seconda melodia s’intitola The Kerry Dances

IRISH DANCE

FONTI
http://www.christymoore.com/lyrics/lanigans-ball/
https://thesession.org/tunes/264
http://tunearch.org/wiki/Lannigan’s_Ball
http://folktunefinder.com/tunes/1860
https://worldmusicceltic.wordpress.com/exploration-of-a-song/
http://100fiddletunes.com/lannigans-ball
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8388

DERRY THE TOWN I LOVED SO WELL

The town I loved so well” è una canzone autobiografica scritta da Phil Coulter negli anni 80 in cui descrive la sua città, Derry, nel pieno dei “Troubles” e nel tempo della sua infanzia ovvero gli anni 50.
“The Troubles” (in italiano “i disordini”) è la “guerra a bassa densità” che ebbe luogo tra i cattolici e i protestanti del Nord Irlandese tra il 1969 e il 1998 ovvero un coacervo di violenza e sordi rancori, di marce per la pace e bombe dell’IRA. Derry/Londonderry è la città lacerata anche nel nome tra Inghilterra e Repubblica d’Irlanda: dal gaelico Doire “bosco di querce” è Derry per i cattolici nazionalisti e Londonderry per i protestanti unionisti, perchè così la chiamarono i coloni britannici nel 1613 volendo riprodurre una novella Londra sul fiume Foyle.
Così afferma Phil Coulter “Derry has a great tradition of music and a very proud history being one of the oldest cities in the country. In recent years it’s suffered more than its fair share of pain and heartache, but there’s something special about the place and the people that has helped them overcome the worst of times. Of all the songs I’ve written, this is the one I’d like to be remembered for. It’s my story but it’s also the story of Derry, the town I loved so well.”

ASCOLTA Phil Coulter live

ASCOLTA Dubliners

ASCOLTA High Kings

In my memory I will always see
the town that I have loved so well
Where our school played ball by the gasyard wall
and we laughed through the smoke and the smell
Going home in the rain, running up the dark lane
past the jail and down behind the fountain
Those were happy days in so many, many ways
in the town I loved so well

In the early morning the shirt factory horn
called women from Creggan, the Moor and the Bog(1)
While the men on the dole played a mother’s role,
fed the children and then trained the dogs
And when times got tough there was just about enough
But they saw it through without complaining
For deep inside was a burning pride
in the town I loved so well

There was music there in the Derry air
like a language that we all could understand
I remember the day I earned my first pay
When I played in a small pick-up band
There I spent my youth and to tell you the truth
I was sad to leave it all behind me
For I learned about life and I’d found a wife
in the town I loved so well

But when I returned how my eyes have burned
to see how a town could be brought to its knees
By the armoured cars and the bombed out bars
and the gas that hangs on to every tree
Now the army’s installed by that old gasyard wall
and the damned barbed wire gets higher and higher
With their tanks and their guns, oh my God, what have they done
to the town I loved so well

Now the music’s gone but they carry on
For their spirit’s been bruised, never broken
They will not forget but their hearts are set
on tomorrow and peace once again
For what’s done is done and what’s won is won
and what’s lost is lost and gone forever
they can only pray for a bright, brand new day
in the town I loved so well

NOTE
1) Creggan è un quartiere residenziale a maggioranza cattolica costruito in collina alla periferia della città, proprio accanto al Bogside, altro principale quartiere cattolico che si trova fuori le mura.
2) L’OPERAZIONE MOTORMAN L’obiettivo era quello di annientare le « zone proibite » amministrate dall’IRA (come il libero comune di Derry, « Free Derry ») e di ristabilirvi la legge e l’ordine della Corona. Durante l’ultima settimana di luglio del 1972, il contigente britannico in Irlanda del Nord aumenta di 4000 effettivi, raggiungendo così il totale di 21.000 uomini che, il 31 luglio, saranno impiegati nell’Operazione Motorman. L’IRA, per la cronaca, contava all’epoca 1500/2000 volontari, e circa 3000 riservisti. Le forze britanniche cominciano ad accerchiare i bastioni repubblicani prima di dare l’assalto, appoggiate da blindati leggeri e da carri pesanti muniti di pale di ruspa per sgomberare le barricate. Era stato dato ordine di utilizzare tutta la forza disponibile per far cessare ogni tipo di resistenza, fino all’uso di lanciamissili anticarro. Nelle settimane successive all’Operazione Motorman furono stabilite delle postazioni militari avanzate in tutte le ex “zone proibite”, le scuole furono requisite per servire da caserme di fortuna, le vie e gli incroci furono sbarrati con cavalli di Frisia, i pattugliamenti blindati divennero sistematici e, soprattutto, si moltiplicarono le sparatorie, la distruzione di beni mobili e immobili, i furti, i saccheggi e altri tipi di brutalità. La conseguenza immediata dell’Operazione Motorman fu che l’Irlanda del Nord ridivenne un paese in guerra. (tratto da qui e stralciato da qui)
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3) domenica 30 gennaio 1972 in quella che sarà ricordata come “Bloody Sunday” l’esercito inglese spara sulla folla radunatasi a Derry in una manifestazione pacifica per i diritti civili (che non era però stata autorizzata) uccidendo 14 persone. La data segna l’inizio di una serie di violenze: l’IRA decide di portare il terrorismo in Inghilterra e colpisce duro con bombe e attentati. Solo nel 1998 alla vigilia di Pasqua si raggiunge un accordo in cui si afferma il principio che spetta alla popolazione dell’Irlanda del Nord decidere del proprio futuro. continua

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TRADUZIONE ITALIANO DI RICCARDO VENTURI
Nei miei ricordi vedrò sempre la città che ho tanto amato dove la nostra scuola giocava a pallone vicino al muro della pompa di benzina, e si rideva tra il fumo e la puzza. Si tornava a casa sotto la pioggia, di corsa per il vicolo buio, passata la prigione e giù dietro la fontana. Quelli eran giorni felici per tanti e tanti versi nella città che ho tanto amato.

La mattina presto, la sirena della camiceria chiamava le donne di Creggan, di Mor e del Bogside(1), mentre gli uomini, disoccupati, facevano da mamme, davano da mangiare ai bambini e portavano a spasso il cane. Quando i tempi si fecero duri, si erano ormai abituati perché vedevano le cose senza lamentarsi, perché nel loro profondo erano terribilmente orgogliosi per la città che ho tanto amato.

C’era musica, là alla Derry Air come una lingua che tutti quanti si capiva. Ricordo il giorno che mi guadagnai la prima paga, suonando canzoni in una piccola band a chiamata. Ho passato bene la mia giovinezza, e per dirvi la verità, sono stato triste nel lasciar tutto questo. Perché ho imparato a stare al mondo e mi son trovato moglie nella città che ho tanto amato.

Quando sono tornato, mi son bruciati gli occhi nel vedere come una città abbia potuto essere messa in ginocchio dai carri armati coi bar completamente bruciati, e dal gas che spira da ogni brezza di vento. Ora c’è l’esercito(2), vicino al muro della pompa di benzina e il filo spinato diventa maledettamente sempre più alto. Coi loro carri e le loro armi, Dio mio, cosa hanno fatto alla città che ho tanto amato.

Ora la musica è andata via, ma ancora vanno avanti. Il loro spirito è piegato, ma non sarà mai spezzato. Non dimenticheranno, perché tutti i loro cuori sono rivolti al domani e ancora una volta alla pace(3). Beh, quel che fatto è oramai fatto e quel che è perduto, è perduto per sempre. Posso solo pregare per un giorno nuovo splendente nella città che ho tanto amato.

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1363&lang=it http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=347 http://www.museumoffreederry.org/index02.html http://www.eastjournal.net/irlanda-del-nord-derrylondonderry-la-citta-dei-due-nomi-rinasce-dopo-gli-anni-bui-dei-troubles/48321

TWO ROMANTIC TUNES FOR A BRIDE

Da due poeti irlandesi del Romanticismo (Thomas Moore e Gerald Griffin) le frasi che ogni donna vorrebbe sentire dal promesso sposo!
Eppure ancora in un tempo non molto lontano il matrimonio era combinato tra le famiglie per il tramite di un sensale (Matchmaking). Ovviamente si badava molto alle reciproche sostanze e i matrimoni tra poveri e benestanti erano molto rari. Sposo e padre della sposa negoziavano la dote della sposa (il denaro o una mucca o il corredo e varie suppellettili per la casa) che era una specie di eredità della donna e restava di proprietà della sposa (anche se i beni in dote erano amministrati dal marito).

Una donna senza dote non si sposava (ma forse una donna molto bella era già in possesso di una grande dote e aveva qualche possibilità di fare un buon matrimonio!)

BELIEVE ME IF ALL THOSE ENDEARING YOUNG CHARMS

Il poeta irlandese Thomas Moore (1779-1852) scrisse la canzone nel 1808, ma la leggenda vuole che fosse dedicata alla futura moglie per rassicurarla sul suo amore, infatti pare che la bella fanciulla (appena quattordicenne) avesse contratto il vaiolo e fosse rimasta sfigurata dalla malattia e perciò non volesse più riceverlo. Così Thomas all’epoca ventinovenne, scrisse la poesia e la recitò davanti alla porta chiusa della camera di lei che poco dopo lo lasciò entrare (e lo sposò).

Thomas Moore si sposò nel 1811 con l’attrice Elizabeth “Bessy” Dyke, sorella minore della ben più famosa (e altrettanto bella) Mary Ann Dyke; Thomas conobbe le sorelle Dyke nel 1809 al loro debutto sulle scene del Dublin Theatre come ballerine e si innamorò della maggiore (si dice che a lei fossero ispirate le sue poesie d’amore). Ma nel 1810 la sedicenne Mary Ann preferì sposare l’amico di Thomas, John R. Duff anch’egli attore con il quale si trasferì a Boston. L’interesse di Thomas si dirottò sulla seconda sorella: “Bessy” preferì, dopo il matrimonio fare vita ritirata e fuori dai salotti mondani; si dice che il matrimonio fosse felice, Bessy gli diede cinque figli (purtroppo tutti morti in giovane età, la prima Anne nata nel 1817 morì a 5 anni) e lo accudì come moglie fedele e amorevole.

GUIDA ALL’ASCOLTO

La melodia, dolce e fuori dal tempo, risale probabilmente al 1600 ed è stata arrangiata per la pubblicazione nelle “Irish Melodies” dall’amico Sir John Stevenson.

ASCOLTA con Jennie Oaks Baker (violino). Forse il più bell’arrangiamento per orchestra
ASCOLTA James Galway (flauto) & Phil Coulter (piano)

ASCOLTA Lucy Wainright Roche
ASCOLTA Allan Bruce in When Irish Eyes Are Smiling 2007 con lo stesso stile che fu del tenore irlandese John McCormack

I
img-178Believe me, if all those
Endearing young charms
Which I gaze on so fondly today
Were to change by tomorrow
And fleet in my arms,
Like fairy gifts(1) fading away
Though would’st still be adored
As this moment thou art
Let thy loveliness fade as it will
And around the dear ruin
Each wish of my heart
Would entwine itself
Verdantly still(2).

II
It is not while beauty
And youth are thine own
And thy cheeks Unprofaned by a tear
That the ferver and faith
Of a soul can be known
To which time will but
Make thee more dear(3)
No the heart that has truly loved
Never forgets(4)
But as truly loves
On to the close
As the sunflower turns
On her god when he sets
The same look which
She’d turned when he rose.

NOTE
1) la bellezza della donna non è sono nella freschezza della sua gioventù è una bellezza ricca di fascino, un raro dono di perfezione 2) è molto romantica l’immagine poetica delle rovine avvinte dall’edera, e come dire che la vecchiaia è il ricordo del passato il cui fascino perdura nel tempo ..
3) Il passare del tempo non intaccherà la verità dei sentimenti del poeta verso la donna amata anzi solo da vecchia lei potrà essere certa del di lui amore
4) il vero amore è per sempre: quando si ama davvero non si smetterà mai di amare
5) il sole che tramonta (la vecchiaia di una bella donna) non è meno amato dal girasole (il poeta) del sole dell’alba (la giovinezza di una bella donna) e il poeta la contempla e ammira sempre allo stesso modo, perchè è dalla donna amata che trae la sua vita

TRADUZIONE ITALIANO DI DARIO PARRINELLO (parzialmente ritoccata, tratta da qui)
I) Credimi, se tutto il fascino amabile della gioventù che ammiro con così affetto oggi dovesse mutare domani e svanire tra le dita, come scompaiono i doni fatati(1), tu saresti ancora adorata come lo sei in questo momento. Lascia che la tua bellezza svanisca come deve e accanto alle care rovine ogni desiderio del mio cuore si intreccerebbe ancora orgoglioso(2).
II) Non è mentre la bellezza e la gioventù sono tue e le guance inviolate dalle lacrime, che il fervore e la fede di un’anima possono essere conosciuti, alla quale il tempo farà tutto tranne renderti non meno cara!(3) No, il cuore che ha davvero amato non dimentica mai,(4) ma continua ad amare fino alla fine, come il girasole volge verso il suo dio mentre tramonta lo stesso sguardo che gli rivolse quando sorse.

MARY OF THE CURLING HAIR

La canzone è stata composta da Gerald Griffin (1803-1840) il poeta e scrittore di Limerick anche autore di molte canzoni di successo.

Così scrive Jane Lyons nel suo saggio Gerald Griffin – Limerick Poet and writer:The rhythm and rhyme systems used by Gerald Griffin are so simple and natural that his verses look quite spontaneous, and betray not the slightest trace of effort, a characteristic indeed, of all our Anglo- Irish lyrists from Thomas Moore to William Butler Yeats.”

Contemporaneo di Thomas Moore ne seguì la maestria e seppe accostare inglese e gaelico a sentimenti così legati alla tradizione che oggi molti ritengono le sue canzoni dei tradizionali irlandesi “molto vecchi”. Così l’aria è probabilmente una vecchia melodia irlandese arrangiata sulle nuove parole.

My Mary of the curling hair,” to the air of “Shule a-gra,” is one of the sweetest love-songs poet ever penned, the Irish words being mingled in very musically and effectively. Those things are especially suited to music, like the well knownAileen a Roon,” and “I love my love in the morning.” Every young lady who has a voice and a piano has played and sung the songs of Gerald Griffin at some time or other, but little do they think as they sing them, that the author at thirty-eight bid the muses farewell, and ended his unblemished life in a monastery“.(James Duffy tratto da qui)

GUIDA ALL’ASCOLTO

Credo che la più antica registrazione risalga agli anni 1930 con la voce del noto tenore irlandese Hubert Valentine in cui sono accreditati come collaboratori (contributors) Charles W A Ball e W Davidson.

ASCOLTA The Wolfhound 1974 (strofe da I a III)
ASCOLTA Frank Patterson in Galway Bay & Other Irish Favourites2011, proprio come si cantava negli anni 30-40 (strofe I, IV)

I) My Mary of the curling hair The laughing teeth(1) and bashful air A bridal morn(2) is dawning fair With blushes(3) from the skies. Chorus: Sisul Siul Siul a run Siul co socair agus siul go ciuin(4). My pride(5) my pearl my own dear girl My Mountain Maid arise.
II) We were known from infancy, Thy fathers hearth was home to me. No selfish love was mine for thee, Unholy and unwise.
III) I am no stranger proud and gay To win thee from thy home away And find thee for a distant day A theme for wasting sights(6)
IV) And soon my love would be my bride, contented by our own fireside,(7) for cares and feels will dance outside as we are love united(8).

NOTE
1) with smiling eyes
2) wedding day
3) blessing in the skies
4) nel ritornello viene inserita come citazione la popolare ballata “Siuil a Ruin” (vedi)
5) love
6) se ho ben capito il senso!
7) il focolare aveva un forte senso simbolico nella tradizione irlandese; spesso la sposa si trasferiva nella casa di famiglia dello sposo per diventare “la donna di casa”. C’era un passaggio di consegne dell’autorità tra la nuora e la nuova arrivata, le “pinze per il fuoco”
8) in originale dice ” My veins shall feel the rosy tide, That lingering Hope denies.”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mary dai capelli ondulati, dal sorriso luminoso e l’aria timida. Il mattino delle nozze sta per sorgere bello mentre il cielo si arrossa Vieni, vieni, vieni, amore mio, presto, vieni da me, muoviti piano,(4) Mio vanto, mia perla, mia dolce ragazza, mia montagnina alzati Che noi ci conoscemmo dall’infanzia il cuore di tuo padre era la mia casa, non provavo amore egoista nei tuoi confronti, profano o sventato! Io non sono un estraneo, (ma) valoroso e allegro, che vincerò nel portarti fuori di casa e non ti darò in un giorno lontano, un motivo per visioni desolate! Ma presto il mio amore sarà mia sposa contenta accanto al nostro focolare(7), che preoccupazioni e sentimenti danzeranno fuori mentre noi stiamo uniti nell’amore

BELIEVE ME, IF ALL THOSE ENDEARING YOUNG CHARMS FONTI
http://it.paperblog.com/believe-me-if-all-those-endearing-young-charms-1583411/
http://courses.wcupa.edu/fletcher/britlitweb/smcelroya.htm
https://jscholarship.library.jhu.edu/handle/1774.2/9233
http://www.irishmusicdaily.com/believe-me-if-all-those-endearing-young-charms

ILLUSTRAZIONI http://www.gutenberg.org/files/41656/41656-h/41656-h.html

MARY OF THE CURLING HAIR FONTI http://archiver.rootsweb.ancestry.com/th/read/IRELAND/2000-11/0973910088
http://www.ricorso.net/rx/az-data/authors/g/Griffin_G1/life.htm http://www.libraryireland.com/articles/GeraldGriffinIDJ1-5/index.php http://www.ucc.ie/celt/griffin.html http://searchworks.stanford.edu/view/7650976

(Cattia Salto, settembre 2014)