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SWEET ROSEANNA

Fu Alan Lomax a registrare sul campo il canto di pescatori della Virginia e ad arrangiarlo come canto folk dal titolo “Sweet Roseanna” per il  Bright Light Quartette  (copyright 1960).
A metà tra il walzer lento e la ninna-nanna il canto era una volta utilizzato dai pescatori per coordinare gli sforzi nel tirare su le reti piene di pesci. Tutto sommato un canto triste per dirla con parole di Francesco De Gregori “Recuperavano le reti i pescatori e si sentiva cantare un canto, ma erano acqua le parole ed era triste quel canto…”  (in Miramare) Le strofe sono quanto mai varie, secondo l’estro dello shantyman.

ASCOLTA Elvis Perkins live 2010
ASCOLTA Pete Seeger & Arlo Guthrie live 1975 che adattava le strofe ai contesti in cui si trovava a cantare interagendo con il pubblico

ASCOLTA John Reilly & Friends live 2013

Sweet Roseanne, sweet Roseanne,
Bye-bye sweet Roseanna.
I thought I heard my baby say:
I won’t be home tomorrow.

Sweet Roseanne, my darlin’ child,
Bye-bye sweet Roseanna.
Sweet Roseanne, my darlin’ child,
I won’t be home tomorrow.

CHORUS
Bye-bye, bye-bye, bye-bye, bye-bye
Bye-bye sweet Roseanna.
Bye-bye, bye-bye, bye-bye, bye-bye
I won’t be home tomorrow.
The steamboat’s comin’ ‘round the bend,
Bye-bye sweet Roseanna.
She’s loaded down with harvestmen,
I won’t be home tomorrow.

Don’t you want to go home on your next payday?
Bye-bye sweet Roseanna.
Don’t you want to go home on your next payday?
I won’t be home tomorrow.

I’m goin’ away but not to stay,
Bye-bye sweet Roseanna.
I’m goin’ away but not to stay,
I won’t be home tomorrow.

ASCOLTA Kimsbersmen Scarica mp3


Oh, Ro-se-anne, sweet Ro-se-anne,
Bye bye my Ro-se-an-na
I’m goin’ away, but not to stay, (1)
And I won’t be home tomorrow.
A dollar a day’s a sailor(fishermen)’s pay
It’s easy come, easy slip (go) away
We’ll leave the port at the break of day(2)
we’ll sailing out across the bay (3)
Our ship (4) is sailing (coming) around the bend (5)
It(she)’s loaded down with fishermen (6)
TRADUZIONE
Oh Rosanna cara Rosanna
arrivederci mia Rosanna
vado via e non resterò
non sarò a casa domani
Un dollaro al giorno è una paga da marinai (pescatori)
è facile arrivare, è facile andare via.
Lasceremo il porto al sorgere
dell’alba
navigheremo per la baia.
La nostra nave è pronta alla partenza
è tutta piena di pescatori

Note
1) oppure “I’ll see you again but I dont know when”
2)” Were bound away at the break of day” oppure “We won’t be back for many a day”
3)” Around cape horn we’ll make our way” oppure “We’re sailing North, across the bay”
4) the boats oppure The steam boat
5) oppure “from Southend”
6) harvest men

ASCOLTA The Brothers Four in BMOC 1961


Sweet, Ro-sy-anne, my darlin’ child
The ocean is a sailor’ bride
We’ll cast out nets on the ocean blue
with every cast I’ll think of you
I though I heard the ocean (old man) said
Don’t you want to go home on your next payday? (7)
TRADUZIONE
Cara Rosanna, mia bambolina
l’oceano è la sposa del marinaio
getteremo le nostre reti nell’oceano azzurro
ho sentito il capitano dire:
non volete andare a casa il prossimo giorno di paga?

Note
7) We won’t be back till next payday

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6076
http://bartonpara.com/bp/wp-content/audio/lr/lr19.html
http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/roseanna.htm

LADY OF CARLISLE

Sull’origine della ballata “Lady of Carlisle” sono state fatte più illazioni che ricerche e forse la ballata ci giunge dal medioevo o forse dal Seicento. Di questa antica ballata resta oggi una versione in stile bluegrass, conservatasi presso le comunità  rurali dei Monti Appalachi. L’antecedente più prossimo è con buona probabilità d’origine tedesca: il poema di Schiller intitolato ‘Der Handshuh‘ (1797) che a sua volta è modellato su di un racconto aneddotico francese risalente al XVIII secolo sul toponimo di Rue des Lions a Parigi; per dare prova d’amore alla sua dama, un cavaliere si getta nella gabbia dei leoni (del serraglio reale) pur di riprende il guanto caduto. Schiller prese ispirazione da Les Mémoires de Messire Pierre de Bourdeilles, Seigneur de Brantôme (1666, Discours 10e) che dava per vera la storia come accaduta sotto il regno di Francesco I.

IL GUANTO DI FRIEDRICH VON SCHILLER

(tratto da qui)
Davanti al suo giardino dei leoni, in attesa di assistere alla lotta, sedeva il Re Francesco, e intorno a lui i Grandi del Regno, e in giro sulle alte balconate le dame facevano bella corona. E come lui fa cenno con un dito, si apre la grande gabbia e con passo cauto entra un leone, si guarda intorno silenzioso, con lunghi sbadigli, e scuote la criniera, e stira le membra, e si accuccia. A un nuovo cenno del re, si apre subito una seconda porta, da cui esce di corsa con salti selvaggi una tigre, e appena vede il leone, ruggisce forte descrive con la coda cerchi spaventosi, e allunga la lingua, e gira ombrosa intorno al leone ruggendo con rabbia, poi ringhiando si accuccia su un fianco. A un nuovo cenno del re saltano fuori da due gabbie aperte due leopardi contemporaneamente, che si lanciano con ardita voglia di lotta sulla tigre, che li afferra con le forti zampe, e il leone con un ruggito si rizza, poi si calma, e tutto intorno, vogliosi di uccidere, si muovono i feroci gattoni. Ed ecco, cade dalla balconata un guanto, da mano leggiadra, cade fra la tigre e il leone, proprio in mezzo. E al Cavaliere Delorges scherzando dispettosa si volge madamigella Cunegonda: “Cavaliere, se il vostro amore è così ardente come mi giurate ogni momento, andate a prendermi il guanto”. E il cavaliere corre veloce scende nella terribile gabbia con passo sicuro e dal punto più pericoloso prende il guanto con mano ardita. E con meraviglia e terrore guardano i cavalieri e le dame, e tranquillamente lui porta via il guanto, risuona la sua lode su ogni labbro, ma con dolce sguardo d’amore – che gli promette piaceri di voluttà – lo accoglie madamigella Cunegonda. E lui le getta il guanto in viso: “Ringraziamenti non ne voglio, madamigella”. E se ne va in quello stesso istante.

LA LADY SPIONAvan-dick-lucy-percy

Una nota lady, contessa di Carlise fu Lucy Percy (1599 -1660) una spia inglese di nobili natali. Fece parte della corte di Carlo I d’Inghilterra ed ebbe molti amanti; su di lei Alexandre Dumas modellò il personaggio di Milady per i suo romanzo d’appendice “I tre Moschettieri”.

Il gesto dovette sembrar molto romantico ai giovanotti del tempo, così varie versioni furono scritte nell’Ottocento tra cui una serie di broadside (vedi qui). Nelle ballate la prova d’amore diventa una contesa tra due pretendenti e il guanto è un più civettuolo ventaglio, accessorio inseparabile delle signore del Settecento/Ottocento.

Nella versione di Schiller la dama non ci faceva una bella figura ed era respinta dal cavaliere come donna superficiale e vanesia, mentre nella ballata è una donna più sensibile (che sviene davanti alla fossa dei leoni) e che non riuscendo a scegliere tra due valorosi soldati decide di dare il suo cuore a colui che le darà prova d’onore e di coraggio (e che la renderà di certo presto vedova).

E’ significativo tuttavia che l’oggetto gettato nella fossa dei leoni sia un ventaglio e non un guanto, entrato nella moda francese con Caterina de Medici e amato dalla regina Elisabetta I il ventaglio divenne  solo nel 1700 l’accessorio indispensabile di una dama. Ma in questo contesto il ventaglio è un simbolo?  Probabile, leggetevi quest’analisi di Michael Cope (qui)

This was another of the more than 700 songs Sam Henry collected in North Ulster and published week by week between 1924 and 1938 in The Northern Constitution of Coleraine, complete with brief notes and tonic sol-fa notation. The song seems to have been widespread in Ulster at one time and has also been well known in Scotland.
Cecil Sharp noted the earliest version of the story in a 17th century French autobiography, the events supposed to have actually happened at the court of François I. Sharp collected versions of the ballad in Somerset and in the Appalachians and it has also turned up widely along the north-eastern seaboard of the USA and Canada. Other titles for the song are The Fan and The Bold Lieutenant.” (tratto da qui)

ASCOLTA Pentangle in Solomon’s Seal (1972)
“Lady Of Carlisle” (traditional, arranged by Jansch, Renbourn, Thompson, Cox, McShee) — inizia a 30.05
In questo brano, con il quale si conclude il loro primo ciclo, i Pentangle tentano un ultimo ardito esperimento di mix di generi musicali. Il brano tradizionale è arrangiato come un roots blues del Sud degli Stati Uniti, con tanto di armoniche e chitarre suonate stile banjo, a testimoniare che anche gli influssi della musica tradizionale inglese hanno costituito il terreno di cultura da cui è nato il blues, e quindi il jazz e quindi il rock” (Alberto di Musica e Memoria tratto da  qui)

ASCOLTA Robert Hunter

ASCOLTA Pete Seeger con il titolo di “Down in Carlise”


I
Down in Carlisle there lived a lady
Being most beautiful and gay,
She was determined to stay a lady,
No man on earth could her betray.
II
Unless it was a man of honour
A man of honour and high degree,
And then approached two loving soldiers,
This fair lady for to see.
III
One being a brave lieutenant
A brave lieutenant and a man of war
The other being a brave (bold) sea captain,
Captain of the ship that come from afar.
IV
And hen up spoke this fair young lady,
Saying “I can’t be but one man’s bride,
if you’ll come back tomorrow morning,
On this case we will decide.”
V
She ordered her a span of horses
A span of horses at her command;
And down the road these three did travel
Till they come to the lions’ den.
VI
There they stopped and there they halted/These two soldiers stood gazing round;
And for the space of half an hour
That young lady lies speechless on the ground.
VII
And when she did recover,
Threw her fan  in the lions’ den
Saying, “Which of you to gain a lady
Will return her fan again?”
VIII
Then up spoke the brave lieutenant,
He raised his voice both loud and clear,
He said “You know I am a dear lover of women,
But I’ll not risk my life for love.”
IX
Then up spoke that brave sea captain.
He raised his voice both loud and high,
He said “You know I am a dear lover of women/ I will return her fan or die.”
X
Down in the lions’ den, he boldly entered,
The lions being both wild and fierce,
He marched around and in among them/ Safely returned her fan again.
XI
And when she saw her true lover coming
Seeing no harm had been done to him,
She threw herself against his bosom,
Saying, “Here is the prize that you have won.”
Traduzione riveduta da qui*
I
Laggiù nel Carlisle viveva una dama
era molto bella e gaia
decisa a restare una dama
nessun uomo sulla terra l’avrebbe ingannata.
II
A meno che fosse un uomo d’onore
un uomo d’onore e di alto lignaggio
E a quel punto arrivarono due uomini d’armi che volevano vedere questa bellissima dama.
III
Uno era un coraggioso tenente
un coraggioso tenente ed un uomo d’armi
L’altro era un coraggioso capitano, comandante della nave che era venuta da molto lontano
IV
Così parlo quella giovane e bella dama,
dicendo “Non posso essere che la sposa di uno solo, ma se voi tornerete domani mattina
a quel punto io deciderò”
V
Lei ordinò un tiro di cavalli
un tiro di cavalli al suo comando;
e giù lungo la strada i tre viaggiarono
finché arrivarono alla fossa dei leoni
VI
Lì si fermarono e lì si arrestarono
questi due soldati si rimirarono intorno
per una buona mezz’ora,
che quella giovane donna rimase a terra priva di sensi.
VII
E quando si riprese
gettò il suo ventaglio giù nella fossa dei leoni dicendo “Chi di voi per ottenere il favore di una dama
le riporterà il suo ventaglio?”
VIII
Allora parlò il coraggioso tenente
il suo tono di voce era forte e chiaro
egli disse “Voi sapete che amo le donne
ma non rischierò la mia vita per amore”
IX
Allora parlò il coraggioso capitano
il suo tono di voce era forte e chiaro
egli disse “Voi sapete che amo le donne
io riporterò il ventaglio o morirò”
X
Scese audacemente giù nella fossa dei leoni,
i leoni erano selvaggi e feroci
lui sfilò attorno e in mezzo a loro
e tornò sano e salvo con il ventaglio
XI
E quando vide il suo vero amore tornare
senza aver subito alcun danno
lei si gettò tra le sue braccia
dicendo “Ecco il premio che tu hai vinto”.

NOTE
*Alberto Musica &Memoria

FONTI
http://www.musicaememoria.com/pentangle_solomons_seal.htm
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thelionsden.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-LadyCarlisle.html
https://oldtimeparty.wordpress.com/2012/05/24/the-lady-of-carlisle/
http://www3.clearlight.com/~acsa/introjs.htm?/~acsa/songfile/LADYCARL.HTM
http://www.whitegum.com/introjs.htm?/songfile/LADYCARL.HTM
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LO25.html
http://dylanchords.info/00_misc/lady_of_carlisle.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=65185

HIELAND LADDIE BONNY LADDIE

Sotto questo titolo si raggruppano una serie di testi con la stessa melodia (un tradizionale scozzese) dal titolo “If thou’lt play me fair play” ovvero “The Lass of Livingston” “The melody appears in the Drummond Castle Manuscript inscribed “A Collection of Country Dances written for the use of his Grace the Duke of Perth by Dav. Young, 1734.” However the earliest printing of the tune is in Robert Bremner’s 1757 collection. A variant appears under the title “Cockleshell’s” in Playford’s Apollo’s Banquet (London, 1690) and the Dancing Master of 1701.” (tratto da qui)

Vediamoli in ordine sparso

LA MARCIA MILITARE
In Scozia la “marcing song” è sinonimo di cornamuse! Era la marcia di tutti i reggimenti scozzesi prima di “Scotland the Brave”.

LA DANZA SCOZZESE
Una danza da competizione particolarmente energica


SEA SHANTY: Bonny Laddie, Heiland Laddie (My Bonnie Highland Lassie)

stowing-hugillUna versione testuale la colloca nelle canzoni marinaresche (vedi)
The melody was also used as a capstan and a “stamp and go” shanty, and (without the grand chorus) as a halyard shanty. It was popular on the Dundee Whalers, then later used (c. 1830’s and 40’s) as a work song for stowing lumber and cotton in the Southeastern and Gulf ports of the United States. Highland Laddie was used for long and slow maneuvers: hoisting sails above (2 pulls per chorus) or hauling up the anchor. It was sung in two voices: a solo asking the question (Where have been ye all the day, my Bonnie Laddie Hieland?) and the answer given in chorus by the crew (Way hay and away we go, Bonnie Laddie, Laddie Hieland). (tratto da qui)

ASCOLTA Pete Seeger


Was you ever in Quebec?
Bonny laddie, Highland laddie,
Stowing timber on the deck,
My bonny Highland laddie.
CHORUS
High-ho, and away we goes,
Bonny laddie, Highland laddie,
High-ho, and away we goes,
My bonny Highland laddie.
Was you ever in Aberdeen
Prettiest girls that you’ve ever seen(1).
Was you ever in Baltimore
Dancing on the sanded floor?
Was you ever in Callao(2)
Where the girls are never slow?
Was you ever in Merasheen(3)
Where you stayed fast to tree(4)?
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Sei(siete) mai stato(i) in Quebec?
bel ragazzo delle Highland
A stivare il legname sul ponte?
Mio bel ragazzo delle Highland
CORO
In alto saliamo
bel ragazzo delle Highland
In alto saliamo
Mio bel ragazzo delle Highland
Sei(siete) mai stato(i) ad Aberdeen?
Ci sono le ragazze più belle che abbiate mai visto.
Sei(siete) mai stato(i) a Baltimora
a ballare sul pavimento tirato a lucido?
Sei(siete) mai stato(i) a Callao
dove le ragazze non sono per niente stupide?
Sei(siete) mai stato(i) a Merasheen
dove bisognava agguantarsi alla crocetta?

NOTE
1) essendo la canzone originaria della Scozia ovviamente non si poteva non celebrare la bellezza delle sue donne
2) grande porto del Perù
3) anche scritto come Merrimashee c’è un isola di Merasheen a Terranova (Canada), ma più probabilmente è Miramichi, una cittadina del Canada, situata nella provincia del Nuovo Brunswick, ma anche un grande fiume che da il nome alla baia in cui sfocia, nel Golfo di San Lorenzo. Spesso i marinai ripetevano le canzoni ad orecchio ed era più probabile che venissero storpiati i nomi delle località che non si conoscevano.

La ricerca di Italo Ottonello ha trovato questa nota: Merasheen, located on the southwestern tip of Merasheen Island in Placentia Bay, was one of the larger and more prosperous communities resettled. Settled by English, Irish and Scottish in the late 18th century, the community eventually became predominantly Roman Catholic with families of Irish descent. In an ideal location to prosecute the inshore cod fishery along with the herring and lobster fisheries in the ice-free harbour during winter and spring, it appeared that Merasheen would not succumb to the same fate as other small resettled communities.
Così osserva Ottonello: “sembra accennare ad un generico luogo tempestoso, piuttosto che ad un sito in particolare“.

 4) letteralmente ” dove stavi saldo sull’albero” lo stesso concetto è espresso anche in una versione alternativa “you tie up to a tree” (con la precisazione di legarsi bene ad un albero), oppure è scritto anche come “Where you make fast to a tree”; ma Italo Ottonello traduce giustamente “tree” con “crocetta” [così imparo un nuovo (per me) termine nautico!] e la frase come “dove bisognava agguantarsi alla crocetta” (durante un periodo di mare cattivo)

 APPROFONDIMENTO: MA QUANTI ALBERI SU UNA NAVE!!
a cura di Italo Ottonello

TREE, n. In ship-building, pieces of timber are called chess-trees, cross-trees, roof-trees, tressel-trees, &c. (da DANA Seaman’s friend – Dictionary of sea terms) =quasi tutte parti della crocetta, che è la piattaforma al di sopra della coffa
Chess-trees. Pieces of oak, fitted to the sides of a vessel, abaft the fore chains, with a sheave in them, to board the main tack to. Now out of use. = gruetta o rinvio della mura

Il bozzello fisso a murata rappresenta il rinvio della mura o scotta di trinchetto. Qui è la scotta di trinchetto- foresheet

Cross-trees. Pieces of oak supported by the cheeks (*)and trestle-trees, at the mast-heads, to sustain the tops on the lower mast, and to spread the topgallant rigging at the topmast-head. barre costiere =parti della crocetta
(*)[Cheeks. The projections on each side of a mast, upon which the trestle-trees rest. = Maschette (sostegni della crocetta) – The sides of the shell of a block. =maschette di un bozzello]
Rough-trees (roof-trees). An unfinished spar = abete di rispetto (uno dei pezzi della dorma)
Trestle-trees (trassle-tree). Two strong pieces of timber, placed horizontally and fore-and-aft on opposite sides of a mast-head, to support the cross-trees and top, and for the fid of the mast above to rest upon = barre traverse (parti della crocetta)

ASCOLTA The Kingston Trio. Le strofe vigolettate sono un’aggiunta del gruppo


Was you ever in Quebec
Bonny Laddie, Hielan’ laddie
Stowing timber on the deck
Bonny Hielan’ Laddie
Was you ever in Dundee
There some pretty ships you’ll see
“This Boston town don’t suit my notion
And I’m bound for far away
So, I’ll pack my bag and sail the ocean
And I’ll see you on another day”
Was you ever in Mobile Bay
Loading cotton by the day
Was you ever ‘round Cape Horn
With the Lion and the Unicorn(5)
“One of these days and it won’t be long
And I’m bound for far away
You’ll take a look around and find me gone
And I’ll see you on another day”
Was you ever in Monterey
On that town with three months pay
Was you ever in Aberdeen
Prettiest girls that you’ve ever seen
“Farewell, dear friends, I’m leaving soon
And I’m bound for far away
We’ll meet again this coming June
And I’ll see you on another day”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Siete mai stati in Quebec?
bel ragazzo delle Highland
A stivare il legname sul ponte?
bel ragazzo delle Highland
Siete mai stati a Dundee,
ci sono delle belli navi da vedere.
“La città di Boston non mi soddisfa
e mi sono imbarcato per lidi lontani,
così farò la mia borsa e navigherò sull’oceano
-ci vedremo un altra volta. ”
Siete mai stati a Mobile Bay
a caricare cotone tutto il giorno?
Siete mai stati a Capo Horn
con il Leone e l’Unicorno ?
“Uno di questi giorni e non ci vorrà molto
salperò per lidi lontani,
ti guarderai intorno e io me ne sarò andato.
-ci vedremo un altra volta. ”
Siete mai stati a Monterey
con la paga di tre mesi (da spendere)?
Siete mai stati ad Aberdeen,
ci sono le ragazze più belle mai viste!?
“Addio miei cari amici, preso me ne andrò
mi sono imbarcato per lidi lontani,
ci rivedremo di nuovo il prossimo giugno
-ci vedremo un altra volta.”

NOTE
5) su una nave inglese: è lo stemma reale del Regno Unito, il leone  simboleggia l’Inghilterra e l’unicorno la  Scozia;

ASCOLTA  Assassin’s Creed Rogue


Were you ever in Roundstone Town?(6)
Bonnie Lassie Hieland Lassie,
Were you ever in Roundstone Town?
My bonnie hieland lassie-o
I was often in Roundstone Town
Drinking milk and eating flour(7)
Although I am a young maid
Come lately from my mammy-o
Were you ever in Bombay (x2)
I was often in old Bombay
Drinking coffee and bohay(8)
Were you ever in Quebec?(x2)
I was often in Quebec
Stowing timber up on deck
Are you fit to sweep the floor? (x2)
I am fit to sweep the floor
As the lock is for the door(9)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Sei mai stata a Roundstone?
Bella ragazza, ragazza delle Highland
Sei mai stata a Roundstone?
Mia bella ragazza montagnina!
Ero spesso a Roundstone
a bere latte e farinata
sebbene sia una giovane fanciulla
l’ultima arrivata dalla mia mamma.
Sei mai stata a Bombay?
Ero spesso nella vecchia Bombay
a bere caffè e tè.
Sei mai stata in Quebec?
Ero spesso in Quebec
a stivare il legname sul ponte.
Sei pronta per spazzare il pavimento?
Si sono in gran forma per spazzare il pavimento
mentre la serratura è per la porta

NOTE
6) Roundstone è un piccolo villaggio di pescatori vicino a Connemara (County Galway)
7) letteralmente “bere latte e mangiare farina” potrebbe voler dire fare colazione, ma potrebbe esserci un doppio senso
8) bohea è una miscela di tè nero originario della regione di montagna Wuyi del sud-est della Cina; in pratica un tempo era sinonimo di tè
9) anche questa strofa potrebbe avere un doppio senso erotico

continua seconda parte 

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/danze-scozzesi.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/bonnie-hieland-lassie.html
http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/wasuever.htm
http://cornemusique.free.fr/ukhighlandladdie.php
https://thesession.org/tunes/1524
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_laddiegone.htm
http://compvid101.blogspot.it/2009/11/ktpete-seegertommy-makemludwig-von.html
http://cornemusique.free.fr/ukhighlandladdie.php
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/donkey-riding.html
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/donkeyriding.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=41062
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54643
http://mysongbook.de/msb/songs/h/hielandl.html
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/3031lyr5.htm

COASTS OF HIGH BARBARY

The George Aloe and the Sweepstake o (The Coasts of) High Barbary è considerata sia una sea shanty che una ballata (Child ballad #285) e di certo la sua versione originale è molto antica e probabilmente cinquecentesca. Così’ nella commedia seicentesca  “The Two Noble Kinsmen” leggiamo: “The George Alow came from the south, From the coast of Barbary-a; And there he met with brave gallants of war, By one, by two, by three-a. Well hail’d, well hail’d, you jolly gallants! And whither now are you bound-a? O let me have your company”

French_ship_under_atack_by_barbary_pirates

CORSARI BARBARESCHI

I pirati musulmani delle coste africane provenivano da quella che gli europei chiamavano Barberia (in inglese Barbary e in francese Côte des Barbaresques) ovvero Algeria Tunisia, Libia, Marocco (e più precisamente le città-stato di Algeri, Tunisi e Tripoli, ma anche i porti di Salè e Tetuan). La definizione più corretta è corsari barbareschi perchè assalivano solo le navi dell’Europa cristiana (compiendo inoltre razzie anche nei paesi cristiani della costa atlantica e del mediterraneo per procacciare schiavi o per ottenere lauti riscatti). Nel termine barbareschi si comprendevano arabi, berberi, turchi nonché i rinnegati europei. “I più attivi e organizzati corsari musulmani furono quelli con base nelle città costiere del Maghreb, soprattutto Algeri, Tunisi e Tripoli. Con i loro entroterra, queste città costituivano degli stati corsari pressoché indipendenti dal lontano potere dei sultani di Istanbul. La pirateria contro i cristiani era una lucrosa attività (da non dimenticare il commercio o il riscatto degli schiavi catturati) perfettamente legale, spesso incoraggiata dagli stessi sultani ottomani, specialmente quando questi erano in guerra contro paesi cristiani. Nonostante varie spedizioni punitive da parte di Stati europei e persino dei neonati Stati Uniti d’America (contro Tripoli), l’attività corsara delle reggenze maghrebine (talvolta con strane, ma non troppo, alleanze come ad esempio quella con la Francia) continuò per alcuni secoli”. (tratto da qui)
Nell’affare c’erano anche per buona misura i corsari cristiani, che compivano uguali razzie lungo le coste della Barberia (principalmente gli ordini cavallereschi e marinari dei Cavalieri di Malta e dei Cavalieri di Santo Stefano, ma ovviamente in questi casi si parlava di “crociata” e non di pirateria!!) “Se per le reggenze di Algeri, Tunisi e Tripoli il prigioniero valeva essenzialmente il riscatto per i cristiani, invece, i prigionieri diventavano “schiavi” maghrebini – che raramente venivano richiesti indietro – i quali diventavano oggetto di commercio interno e venivano impegnati nel servizio pubblico (ad esempio come rematori sulle galere) o in ambito domestico (specie le donne), e particolarmente rilevante è il fenomeno degli schiavi africani utilizzati in Sicilia tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento per il lavoro nei campi. Da qui il famoso detto “Cu pigghia un turcu, è sou” (Chi arraffa un turco ne diventa proprietario) che fa da controcanto al più famoso “Mamma li turchi!” (Aiuto, arrivano i turchi!)”. (tratto da qui)

Per quanto le attività piratesche fossero endemiche nel Mar Mediterraneo il periodo di massima attività dei corsari barbareschi fu la prima metà del 1600.

PRIMA VERSIONE
Stan Hugill nella bibbia “Shanties From The Seven Seas” riporta due melodie una più antica quando la canzone era una forebitter e una più veloce come canto marinaresco (capstan chantey).
La versione più antica della ballata racconta di due navi mercantili The George Aloe, e The Sweepstake con la George Aloe che vendica l’affondamento della seconda nave usando la stessa “cortesia” alla ciurma delle nave pirata francese la quale aveva gettato in mare l’equipaggio della Sweepstake.

ASCOLTA Pete Seeger

There were two lofty ships
From old England came
Blow high, blow low(1)
And so sail we
One was the Prince of Luther
The other Prince of Wales
All a-cruisin’ down the coast
Of High Barbary
“Aloft there, aloft there”
Our jolly bosun cried
“Look ahead, look astern,
Look to weather an’ a-lee”
“There’s naught upon the stern, sir
There’s naught upon our lee
But there’s a lofty ship to wind’ard
An’ she’s sailin’ fast and free”
“Oh hail her, oh hail her”
Our gallant captain cried
“Are you a man-o-war
Or a privateer?” cried he
“Oh, I’m not a man-o-war
Nor privateer,” said he
“But I am salt sea pirate
All a-looking for me fee”
For Broadside, for broadside
A long time we lay
‘Til at last the Prince of Luther
Shot the pirate’s mast away
“Oh quarter, oh quarter”
Those pirates they did cry
But the quarter that we gave them
Was we sank ‘em in the sea
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
C’erano due alteri  vascelli
provenienti dalla vecchia Inghilterra, (tira(1) forte, tira piano
che così salpiamo
)
Uno era il “Prince of Luther”
e l’altro il “Prince of Wales”,
entrambi a farsi un giretto per le coste della Barberia.
“A riva là
– il nostromo gridò –
guarda avanti, guarda a poppa,
guarda al tempo sottovento!”
“Non c’è niente a poppa, signore,
non c’è niente sottovento
ma c’è un vascello a sopravvento
e naviga veloce e spedito.”
“Maledizione
– il nostro capitano gridò –
siete un militare
o un corsaro?”
“Non sono un militare
e nemmeno un corsaro – disse lui –
ma sono un pirata del mare
in cerca del mio compenso”
Siamo stati a sparare bordate
per molto tempo

finchè alla fine la Prince od Luther
colpì l’albero maestro dei pirati “Mercede”
– gridarono quei pirati –
ma la grazia che gli demmo
fu di affondarli in mare

NOTE
1) il verbo to blow significa sia colpire che soffiare; ci si aspetterebbe un “pull” o “haul” ma il significato resta quello di “tira”

SECONDA VERSIONE
La ballata riprende popolarità negli anni tra il 1795 e il 1815 in concomitanza degli attacchi dei corsari barbareschi alle navi americane.

ASCOLTA Tom Kines in “Songs from Shakespeare´s Plays and Songs of His Time”,1960 un versione di come era cantata in epoca elisabettiana

ASCOLTA Assassin’s Creed Black Flag in versione sea shanty

ASCOLTA in versione sea shanty più estesa

ASCOLTA Joseph Arthur in  Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006 (biografia e dischi qui) in versione rock

“Look ahead, look-astern
Look the weather in the lee!”
Blow high! Blow low!
And so sailed we.

“I see a wreck to windward,
And a lofty ship to lee!
A-sailing down along
The coast of High Barbary”
“O, are you a pirate
Or a man o’ war?” cried we.
“O no! I’m not a pirate
But a man-o-war,” cried he.
“We’ll back up our topsails
And heave vessel to.
For we have got some letters
To be carried home by you”. (2)
For broadside, for broadside
They fought all on the main;
Until at last the frigate
Shot the pirate’s mast away.
“For quarter, for quarter”,
the saucy pirates cried
But the quarter that we showed them
was to sink them in the tide
With cutlass and gun,
O we fought for hours three;
The ship it was their coffin
And their grave it was the sea
But O! ‘Twas a cruel sight,
and grieved us, full sore,
To see them all a drownin’
as they tried to swim to shore
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
“Guarda avanti, guarda a poppa,
guarda al tempo sottovento!”
(tira forte, tira piano
che così siamo salpati)
“Vedo un relitto a sopravvento
e una nave altera  sottovento
che naviga lungo
la costa di Barberia.”
“Siete un militare
o un pirata?”
“Non sono un pirata
ma un soldato” – disse lui “Ammaineremo le vele
per l’abbordaggio
perchè abbiamo delle lettere da farvi portare a casa”(2)
A bordate
si combatterono tutti sul mare
finchè alla fine la fregata
colpì l’albero maestro dei pirati “Mercede”
– gridarono quei pirati –
ma la grazia che gli demmo
fu di affondarli in mare.
Con sciabola e pistola
ci siamo battuti per tre ore
e la nave divenne la loro bara
e il mare la loro tomba.
Fu uno spettacolo crudele
che ci addolorò tanto
vedere il loro annegamento
mentre cercavano di nuotare fino alla riva.

NOTE
2) I pirati usano l’inganno per l’abbordaggio

FONTI
http://www.contemplator.com/england/barbary.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=137331 https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/barbaree.html http://www.ilportaledelsud.org/barbareschi.htm http://www.ilportaledelsud.org/pirati.htm
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_285

OLD MAID IN A GARRET

Old Maid in a Garret” è una canzone tradizionale irlandese umoristica derivata probabilmente dalla ballata “The Wooing Maid” di Martin Parker, popolare scrittore di poemetti e canzoni che visse a Londra nella prima metà del 1600. [Roxb. Coll. I. 452, 453]:
The Wooing Maid Or, A faire maid neglected, Forlorne and rejected, That would be respected; Which to have effected, This general summon She sendeth in common; Come tinker, come broomman; She will refuse no man. TO THE TUNE OF If ‘be the dad on’t. (continua qui)

La tradizione popolare si impadronì subito della ballata (riducendo a quattro la ventina di strofe) e la tramandò in Inghilterra, Scozia, Irlanda e America; per molti secoli infatti la condizione della donna rimase immutata, dileggiata se non proprio disprezzata, perchè non riusciva a trovare uno “straccio” di marito a cui dedicare la propria esistenza (a lui, alla cura della casa e dei figli). Ancora oggi le donne “occidentali” fanno fatica a contestare questo ruolo di “mater familias“, l’ancella del focolare domestico, si affannano a conciliare carriera e famiglia, sovrastate da sensi di polpa, frustrazioni, traumi e insuccessi.. Dal punto di vista biologico il loro imperativo è quello della procreazione, per alcuni mettere al mondo una vita è un atto d’amore, per altri d’egoismo, più semplicemente un atto elementare e naturale e non la finalizzazione dell’esistenza di un individuo (della specie si, ovviamente). Eppure la natura non ama e non odia, è una catena di vita-morte-vita e la terra finirà primo o poi per scrollarsi di dosso l’invadente specie umana, come ha già  fatto con i dinosauri.
Chiusa la pausa di riflessione, senza addentrarsi oltre nei meandri del senso della vita, c’è da dire che ancora per tutto l’Ottocento, l’unico obiettivo di una donna “rispettabile” era quello di essere moglie (e madre), le altre erano le” isteriche” o le “racchie”, destinate a diventare delle patetiche zitelle.

Il tema si presta per una scanzonata canzone da pub, e non sempre la protagonista è al femminile, anzi spesso è il fratello malinconico e preoccupato che cerca un marito per la sorella che ha superato la soglia della “fanciullezza”. In alcune versioni c’è il lieto fine e la ragazza si sposa con uno spazzacamino!

VERSIONE IRLANDESE: OLD MAID IN A GARRET

Un giovane Andy Irvine (Sweeney’s Man) 1967
ASCOLTA The Clancy Brothers 1968

La melodia è stata rielaborata in chiave rock dagli Steeleye Span ASCOLTA)

ASCOLTA The Cormiers, canadesi ma di origini scozzesi, una famiglia di musicisti


I
I have often heard it said from my father and my mother
That going to a wedding was the making of another(1)
Well if this be so, then I’ll go on without a bidding
Oh kind providence won’t you send me to a wedding?
For it’s oh dear me, how will it be
If I die an old maid in a garret?(2)
II
Now there’s my sister Jean,
she’s not handsome or good lookin’
Scarcely sixteen(3) and a fella(4) she was courtin’
Now she’s twenty four with a son and a daughter
Here I am, forty four(5), and I’ve never had an offer.
III
I can cook and I can sew, I can keep the house right tidy
Rise up in the morning and get the breakfast ready
But there’s nothing in this wide world that makes my heart so cheery
As a wee fat man who would call me his own dearie.
IV
Oh come landsman or come townsman, come tinker or come tailor
Come fiddler or come dancer, come ploughman or come sailor
Come rich man or come poor man, come fool or come witty
Come any man at all who would marry me for pity.
V
Oh well, I’m away home(6) for there’s nobody heedin’
There’s nobody heedin’ to poor Annie’s pleadin’
And I’m away home to me own wee bit garret
If I can’t get a man, then I’ll surely get a parrot(7).
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Ho spesso sentito dire da mio padre e da mia madre
che andare a un matrimonio era la premessa per un altro (1),
beh se è così, allora continuerò senza scommessa,
o Santa Provvidenza non mi vuoi mandare a nozze?
Perchè è così, oh povera me, che sarà, se muoio zitella in una soffitta? (2)
II
Ecco Jean mia sorella,
non è bella e nemmeno pi aspetto piacente e appena 16enne (3) aveva un uomo (4) che la corteggiava,
ora ha 24 anni con un figlio
e una figlia
e io qui a 44 anni (5)
e senza pretendenti!
III
So cucinare e cucire e posso tenere la casa in ordine,
alzarmi al mattino e preparare subito la colazione,
ma non c’è niente in questo pazzo mondo che mi rallegri il cuore
più di un ometto ben messo che mi chiami il suo tesoro.
IV
Oh che venga un campagnolo o un cittadino, ambulante o sarto,
un violinista o ballerino, contadino o marinaio,
ricco o povero,
sciocco o sveglio,
che venga un uomo qualunque e mi voglia sposare per pietà
!
V
Beh sto andando via di casa (6), perchè non c’è nessuno pretendente,
nessuno che risponde alla supplica della povera Anna
e me ne andrò via di casa alla mia piccola soffitta,
se non riesco ad avere un uomo allora di certo prenderò un pappagallo (7).

NOTE
1) ho ponderato a lungo sulla frase ” the making of another” tradotto letteralmente come “la realizzazione di un altro” può voler dire che per una donna in cerca di marito partecipare a un matrimonio poteva essere propizio al suo?
2) garret è la soffitta mansardata dei vecchi edifici, resa abitabile (per modo di dire) grazie alle finestre ad abbaino aperte sul tetto. Un tempo alloggio “per i poveri” abitato da artisti e poeti o giovani studenti o per l’appunto da vecchie zitelle. Nel linguaggio comune il termine subito evoca una stanza piccola e poco accogliente nel sottotetto piena di spifferi e fredda d’inverno, bollente d’estate.
old-maid3) una donna molto bella (o con la dote) era fortunata perché facilmente combinava un buon matrimonio. Le altre speravano di trovare marito al più presto, le ventenni non ancora sposate correvano seri rischi di diventare delle acide zitelle!!
4) fella=fellow
5) l’età varia in base a chi canta
6) la casa dei genitori
7) il bisogno di compagnia e d’affetto è colmato con un animaletto domestico, ma nelle versioni più sconce l’alternativa al marito diventa una “carrot” oppure la “puddy“. E’ più probabile che parrot sia più un ironico eufemismo che un esotico animaletto domestico da compagnia

VERSIONE AMERICANA: THE OLD MAID’S SONG

La versione americana resa popolare da Pete Seeger nel 1955, fu diffusa con il titolo “Take her out of pity” dai Kingston Trio (1961), e riprende in parte il testo di “Old maid in the garret” ma su una melodia più “lamentosa”, non a caso le Womenfolk la registrarono con il titolo di “The Old Maid’s Lament” . In pratica la IV strofa della versione scozzese-irlandese diventa il coro di questa riedizione americana (un perfetto jingle!)

ASCOLTA The Wolfe Tones in Up The Rebels 1966.

ASCOLTA Clive Palmer (The Incredible String Band ) 1967 con il suo “incredibile” banjo e la musica appalacchiana


Chorus:
Come a landsman, a pinsman(8), a tinker(9) or a tailer,
Fiddler, or a dancer, ploughboy or a sailor,
Gentleman(10), a poor man, a fool or a witty,
Don’t let me die an old maid,
but take me out of pity.

I
Oh, I had a sister Sally, was younger than I am,
She had so many sweethearts, she had to deny them;
As for my own part, I never had many,
If you all knew my heart, I’d be thankful for any.
II
Oh, I had a sister Susan, was ugly and misshapen,
Before she was sixteen years old she was taken,
Before she was eighteen, a son and a daughter,
Here am I, six and forty,
and nary an offer.
III
Oh, I never will be scolding, I never will be jealous,
My husband shall have money to go to the alehouse,
While he’s there a-spending, well, I’ll be home a-saving,
And I’ll leave it to the world if I am (not) worth having.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Coro:
Oh che venga un campagnolo o un cittadino (8) , ambulante (9) o sarto,
un violinista o ballerino, contadino o marinaio, ricco (10) o povero,
sciocco o sveglio,
non farmi morire zitella,
ma prendimi per pietà
!
I
Avevo una sorella Sally più giovane di me
che aveva così tanti pretendenti da poterli rifiutare;
da parte mia non ne ho mai avuti molti, leggete pure il mio cuore, mi acconterei di uno qualsiasi.
II
Avevo una sorella Susan brutta e deforme,
prima di avere 16 anni era stata presa in moglie
e prima dei 18 era con un figlio e una figlia,
eccomi qui a 64 anni
e senza una proposta.
III
Non lo rimprovererò mai, non sarò mai gelosa,
mio marito avrà i soldi per andare nel pub
e mentre lui sarà là a spendere, io starò a casa a risparmiare
e lascerò giudicare al mondo se non ne sia valsa la pena

NOTE
8) pinsman: il termine townsman nella versione irlandese è sostituito con “pinsman” in altre versioni dicono “tinsman” (calderaio, stagnino) ma alcuni ritengono che sia una storpiatura di “pensman” quindi un uomo che sa scrivere e che lavora come scrivano in qualche azienda cittadina
9) “summer walkers” ma più comunemente “traivellers” o in senso spregiativo “tinkers” (dal gaelico lattoniere = calderai) erano probabilmente discendenti dalla popolazione autoctona di lingua gaelica che seguivano uno stile di vita nomade; vivevano come calderai, venditori ambulanti e commercianti di cavalli; erano anche lavoranti stagionali nelle aziende agricole o pescatori sempre stagionali che si spostavano a seconda della disponibilità di lavoro. Alcuni erano organizzati in gruppi o comunità ma spesso viaggiavano soli o con il proprio nucleo famigliare. Spesso musicisti ambulanti erano i depositari dei canti e delle musiche della tradizione popolare. vedi
10) in altre versioni “rich man”

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33059 http://www.contemplator.com/england/oldmaid.html http://en.wikipedia.org/wiki/The_Old_Maid’s_Song http://www.darachweb.net/SongLyrics/OldMaid.html http://www.folknetwork.com/miscellany/ marrow_bones/song_files/dont_let_me_die/wooing_maid.htm http://www.folkways.si.edu/pete-seeger/old-maids-song-2/american-folk/music/track/smithsonian http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/30/oldmaid.htm http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/04/oldmaid.htm http://thejovialcrew.com/?page_id=3089 http://compvid101.blogspot.it/2012/01/the-old-maids-songtake-her-out-of-pity.html

FAIR MARGARET AND SWEET WILLIAM

Child #74
TITOLI: “Fair (Lady) Margaret and Sweet William”, “Pretty Polly and Sweet William”, “Sweet William’s Bride”, “Lady Margaret’s Ghost”, “Fair Margaret’s Misfortune”, “William and Margaret”

Il tema base declinato in una infinità di ballate è quello dei due amanti che per una serie di impedimenti non possono congiungersi in matrimonio e finiscono per morire di crepacuore, qui però si aggiunge un altro tema tipico quello della night visiting con spettro.

George Wharton Edwards

La versione riportata dal professor Child  in tre varianti testuali inizia con la bella Margaret affacciata alla finestra che vede il suo William andare in chiesa per sposarsi con un altra, così  muore di crepacuore (o si suicida). Lo notte stessa appare nella stanza dove i due novelli sposi dormono per “tormentare” lo sposo.
Il giorno dopo William corre a casa di lei e la trova morta.
In alcune versioni anche William muore di crepacuore e i due cadaveri vengono sepolti uno accanto all’altro (nel classico tema del nodo d’amore tra la rosa e il rovo.)
La ballata pur essendo originaria della Scozia presumibilmente fin dal tardo Medioevo, ha messo radici in America per diventare una canzone molto popolare (e con numerosi varianti) al tempo della guerra civile americana.

Proprio perchè le versioni testuali sono assai numerose (intorno alle 250) e abbinate ad un altrettanto vario assortimento di melodie (ad esempio nel più volte citato ‘The Traditional Tunes of the Child Ballads‘ di Bronson), è arduo individuare una versione standard della ballata.

ASCOLTA June Tabor in “A Echo of Hovves” (2003) dalla versione raccolta sul campo nel 1916 da Cecil Sharp e Maud Karpeles dal signor Jeff Stockton di Flag Pond, Tennessee. L’artista non ha bisogno di presentazioni, l’espressività della voce, l’intensità e la forza dell’interpretazione sono uniche!


I
Sweet William arose on a May morning
And he dressed himself in blue;
We want you to tell of that long love that’s been
Between Lady Margret and you.
II
“Oh, I know nothing of Lady Margret’s love,
And I know she don’t love me.
Before tomorrow morning at eight of the clock
Lady Margret a bride shall see.”
III
Lady Margaret was sitting
in her own bower room
combing back her long yellow hair
And she saw Sweet William
and his new wedded bride
And the lawyers a-riding by
IV
It’s down she stood her ivory comb
And back she threw her hair
And it’s you may suppose
and be very well assured
Lady Margaret was heard no more
V
The day being past
and the night coming on
When most all men were asleep
Something appeared
to Sweet William and his bride
And stood at their bedfeet
VI
Saying “How do you like your bed making
And how do you like your sheets?
And how do you like your new wedded bride
That lies in your arms and sleep?”
VII
“Very well do like my bed making
Much better do I like my sheets.
But best of all is that gay lady
Who stands at my bedfeet”
VIII
The night being past
and the day coming on
When most all men were awake,
Sweet William he said he was troubled in his head
By the dreams that he dreamed last night.
IX
“Such dreams, Such dreams, cannot be true
I’m afraid they’re of no good.
I dreamed that my chamber
was full of wild swine(6)
And my bride’s bed floating in blood”
X
He’s called down his waiting men
One by two by three,
Saying, “Go and ask leave
of my new wedded bride
If Lady Margret I mayn’t go and see.”
XI
He’s rode up to Lady Margret’s own bower room
And tingled all on the ring,
And who was so ready as her own born brother
To rise and let him in.
XII
“Is Lady Margret in her own bower room
Or is she in her hall?
Or is she high in her chambery(2)
Amongst the ladies all?”
XIII
“Lady Margaret is not in her own bower room
Nor neither is she in her hall,
But she is in her long cold coffin
Lies pale against yon wall.”
XIV
“Unroll, unroll those winding sheets
Although they’re very fine,
And let me kiss them cold pale lips
Just as often as they’ve kissed mine.”
XV
It’s first he’s kissed her ivory cheeks
And then he’s kissed her chin,
And when he kissed them cold pale lips
There was no breath within.
XVI
Three times he’s kissed her ivory cheeks,
Three times he’s kissed her chin,
And the last time he kissed them cold pale lips
It crushed his heart within.
XVII
Lady Margret died like it might be today,
Sweet William he died on tomorrow,
Lady Margret she died for pure true love,
Sweet William he died for sorrow.
XVIII
Lady Margret was buried in yons churchyard,
Sweet William was buried by her,
And out of her grave sprung a red, red rose,
Out of his a green, green briar.
XIX
And they both growed up
the old church wall
Till they could not grow any higher
And they met and they tied in a true love’s knot,
Red rose around green briar.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Il bel William si alzò un mattin di Maggio e si vestì d’azzurro
si dirà di quel grande amore
che c’è stato
tra Lady Margaret e te
II
Oh io non so nulla dell’amore di Lady Margaret,
so solo che non mi ama (1),
prima di domani mattina alle otto in punto
Lady Margaret sarà una sposa
III
Lady Margaret stava seduta
nella sua camera (2)
a pettinare i suoi lunghi capelli biondi
e  vide il caro William
e la sua nuova sposa
che andavano dal notaio (3).
IV
E via gettò il suo pettine d’avorio
e indietro si gettò i capelli
e voi potete supporre
e a ragione che Lady Margaret non fu sentita più (4).
V
Alla fine della giornata
venne la notte
quando la maggior parte degli uomini dormiva, qualcosa apparve
al bel William e a sua moglie
davanti ai piedi del letto.
VI
Dicendo “Ti piace com’è fatto
il letto?
e ti piacciono le lenzuola?
E quanto ti piace la tua giovane e bella mogliettina che si è addormentata tra le tue braccia?
VII
Mi piace molto com’è fatto il letto
e anche di più mi piacciono le lenzuola,
ma più di tutto amo quella bella dama (5) che sta ai piedi del mio letto
VIII
La notte passò
e arrivò il giorno
quando la maggior parte del mondo si sveglia, il bel William disse di essere tormentato dal pensiero
di un sogno sognato la notte
passata
IX
Sogni di tale fatta, non possono essere veri
e temo non portino niente di buono,
perchè ho sognato che la camera da letto (2) era piena di cadaveri(6)
e il letto nunziale galleggiava nel sangue
X
Chiamò i suoi valletti
uno ad uno
dicendo “Andate a chiedere il permesso
alla mia nuova moglie 
se posso andare a trovare Lady Margaret
XI
Lui cavalcò fino alla finestra di Lady Margaret
e suonò il campanello
e chi fu così pronto se non il fratello di lei
ad alzarsi e a farlo entrare?
XII
Lady Margaret è nella sua camera da letto
o si trova nel salone?
Oppure  è nella sua camera personale
tra tutte le altre dame?
XIII
Lady Margaret non è nella sua camera privata
e nemmeno nel salone
ma giace  nella sua fredda bara con il  pallido volto rivolto verso il muro
XIV
“Che si abbassi quel sudario, anche se è così delicato e lasciatemi baciare quelle labbra pallide e fredde che così spesso hanno baciato le mie”
XV
Prima baciò le guance d’avorio
e poi le baciò il mento
e quando baciò quelle fredde e pallide labbra non c’era sospiro
XVI
Tre volte baciò le sue guance
d’avorio
e tre volte le baciò il mento
e per ultimo baciò quelle fredde e pallide labbra
e si trafisse il cuore.
XVII
Lady Margaret morì che
era oggi
e William morì il giorno dopo,
Lady Margaret è morta per il puro e vero amore,
il dolce William è morto per il dolore.
XVIII
Lady Margaret fu sepolta
nel cimitero
il bel William fu sepolto accanto a lei
e dalla tomba di lei spuntò una rossa rosa rossa
dalla tomba di lui spuntò un verde rovo
XIX
Ed entrambi crebbero
attorno alle vecchie mura della chiesa
finchè non poterono crescere di più
e si unirono e legarono in un nodo di vero amore
rosa rossa intorno a verde rovo

Note
1) la frase ha bisogno di essere contestualizzata: William è stato ingannato, e crede che Margaret non lo ami, anzi qualcuno gli ha riferito che andrà in sposa ad un altro
2) una bower room era la stanza  privata riservata per la signora del Castello con il letto per dormire. Chambery si riferisce più a un salottino in cui la signora del castello si incontrava con le altre dame
3) William, non è precisato quando, credendo che Margaret sia andata allegramente in sposa ad un altro, si rassegna a sposare un’altra donna e si reca con lei dal notaio per la stesura del contratto matrimoniale
4) qui ci immaginiamo che la Lady muoia sul colpo di crepacuore o che si butti giù dalla finestra.
5) William crede di aver sognato Margaret il suo vero amore ed è turbato colto da un presagio funesto, la vuole rivedere subito
6) l’incubo dei “maiali selvatici”!! (anche scritto come red swine) traducendo letteralmente si trova in Child#74A e in alcune delle broadsides stampate in Inghilterra per tutto il Settecento; in alcune versioni si tratta di “white swine”. C’è da pensare sia un errore di stampa al posto di wine o di swan (e così si ritrovano in altre versioni).

UNA NIGHT VISITING CON REVENANT

ASCOLTA Tim O’Brien in Songs from the Mountain 1998
Così Tim O’Brien interpreta la ballata cantandola come un sussurro ma con gli accenti tipici della la musica degli Appalachi al tempo della guerra civile americana. “The folksongs utilized in Cold Mountain have their roots not in the Blue Ridge and Smoky Mountains, but in the Scottish highlands and the Irish Isle—where the ancestors of the first settlers of western Virginia and the frontier edges of the Carolinas lived before coming to America. The tunes and lyrics are songs of struggle and sadness, reflecting the hard lives that the Scottish, Irish and even English poor people endured. All such folksongs are usually based on a real incident, although the actual happening is now lost to time. However, the essence of the incident and the power of the tragedy remain locked within the lyrics and tune of the folksong. It is, after all, not the real incident, but how people choose to remember the incident that is the lingering draw of any folksong.”
Nel film “Ritorno a Cold Mountain” regia di Anthony Minghella (2003) -dal libro di Charles Frazier “Cold Mountanin”  il brano è interpretato da Cassie Franklin essendo la ballata cantata come una ninna-nanna  da Sara, la vedova solitaria, per far addormentare il suo piccolo bambino.  (Capitolo Tredici: “Bride Bed Full of Blood”)

ASCOLTA Cassie Franklin in Cold Mountain, sound track 2003


III
Lady Margaret was standing
in her own room door,
combing her long yellow hair.
When who did she spy
but Sweet William and his bride,
as to the church yard they drew near.
V
The day passed away
and night coming on,
and most of the men were asleep.
Lady Margaret appeared
all dressed in white,
standing at his bed feet.
VI
She said, “How do you like your bed?
How do you like your sheet?
And how do you like your fair young bride,
that’s lying in your arms asleep?”
VII
He said, “Very well do I like my bed,
much better do I like my sheet.
But best of all that fair young girl,
that’s standing at my bed feet.”
XV
Then once he kissed
her lily white hand,
twice he kissed her cheek.
Three times he kissed
her cold, corpsy lips,
then he fell into her arms asleep.
VIII
Well the night passed away
and the day came on,
and into the morning light.
Sweet William said,
“I’m troubled in my head,
by the dream that I dreamed last night.
IX
Such dreams, such dreams as these,
I know they mean no good.
For I dreamed that my bower
was full of red swine,
and my bride’s bed full of blood.
XII-XIII
He asked, “Is Lady Margaret
in her room, or is she out in the hall?”
But Lady Margaret lay
in a cold black coffin,
with her face turned to the wall.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
III
Lady Margaret stava  alla porta finestra della sua camera
e pettinava i suoi lunghi capelli biondi
quando vide il caro William e sua moglie
mentre attraversavano insieme il cimitero (1)
V
Alla fine della giornata
venne la notte
e la maggior parte degli uomini erano addormentati. Lady Margaret apparve
tutta vestita di bianco (2)
dritta ai piedi del suo letto.
VI
Disse lei “Ti piace il tuo letto?
Ti piacciono le tue lenzuola?
E quanto ti piace la tua giovane e bella mogliettina che è addormentata tra le tue braccia?
VII
Disse lui “Mi piace molto il mio letto
e anche di più mi piacciono le lenzuola,
ma più di tutto amo quella bella giovane fanciulla (3) che sta ai piedi del mio letto
XV (4)
Allora una volta le baciò
la mano bianco giglio,
due volte le baciò le guance,
tre volte baciò
le sue fredde cadaveriche (5) labbra
e si addormentò tra le sue braccia (6).
VIII
La notte passò
e arrivò il giorno
e alla luce del mattino
il caro William disse
Sono tormentato dal pensiero
di un sogno sognato la notte
passata.
IX
Sogni di tale fatta
so che non presagiscono niente di buono, perchè ho sognato che la camera da letto era piena di rossi cadaveri
e il letto nunziale pieno di sangue
XII-XIII
Egli domandò “Lady Margaret
è nella sua stanza o nel salone?
Ma Lady Margaret giace
in una fredda e nera bara
con il volto girato verso il muro.

NOTE
1) c’è un crescendo di “particolari” inquietanti e macabri a iniziare con la vista del cimitero
2) il narratore passa dal giorno alla notte senza dare spiegazioni in merito alla morte di Lady Margaret, ciò accresce la sorpresa nel finale, avvisa però il pubblico che la ragazza è vestita di bianco cioè appare come un fantasma.
3) William crede di sognare Margaret il suo vero amore
4) la strofa in genere è inserita nella parte finale della ballata quando William si dispera e prostra sul cadavere della bella Margaret dopo averla ricoperta di baci!
5) ma che canzoncina serena da cantare ad un bambino per farlo addormentare!!
6) qui si avvalora la duplice natura del revenant, una concezione materiale delle anime dei morti che si manifesta nelle credenze e usanze funerarie di buona parte d’Europa. I revenants sono per lo più anime in pena, compresi quanti son deceduti di morte violenta o accidentale (assassinati, annegati…) o richiamate dall’affetto dei vivi che li piangono troppo.  continua

margarets-ghost-1909
Gwen Raverat: Margaret’s Ghost

Secondo la classificazione riportata in SeconHandSongs (vedi) la prima registrazione della ballata (che possiamo ritenere come un modello per le successive) risale al 1953 ed è di Bascom Lamar Lunsford (con il titolo di Little Margaret).

ASCOLTA Frank Fairfield 2009

E per chiudere in bellezza e da ascoltare in una notte di luna piena:
ASCOLTA The Hare And The Moon  in The Grey Malkin “Sweet William And Fair Margaret”
una filastrocca inquietante, per un genere definito da Nicola Tenani “neo-folk apocalittico e nero

FONTI
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-LittleMarg.html
http://ontanomagico.altervista.org/suffolk-miracle.htm
http://ballads.bodleian.ox.ac.uk/view/sheet/30012 http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_74
http://www.bluegrassmessengers.com/20-fair-margaret-and-sweet-william-.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=61717 http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/fairmargaretandsweetwilliam.html
http://colleenraney.com/fair-margaret-sweet-william/ http://www.soundsbehindthecorner.org/the-grave/204-the-hare-and-the-moon-the-grey-malkin-ep.html
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/boeb/boeb08.htm http://teachers2.wcs.edu/high/bhs/markb/English%20III%20Ap%20Language%20and%20Composition/Cold%20Mountain%20Folk%20Songs.pdf
https://maxhunter.missouristate.edu/songinformation.aspx?ID=587

LORD RANDAL

Una ballata popolare che inaugura un genere narrativo ripreso in molteplici varianti detto “il testamento dell’avvelenato”: la  storia di un figlio morente, perchè è stato avvelenato, che ritorna dalla madre per morire nel suo letto e lasciare il testamento; con tutta  probabilità la ballata parte dall’Italia, passa per la Germania per arrivare  in Svezia e poi diffondersi nelle isole britanniche (Lord Randal) fino a sbarcare in  America. Com’è noto ai più, Bob Dylan ha trasformato la ballata tradizionale scozzese “Lord Randal” nella folksong americana d’autore “A Hard Rain’s a-gonna Fall” durante il “Folk Revival” degli anni 60-70, mantenendovi la metrica e il messaggio, pur sviluppando un argomento diverso (l’ha trasformata in una canzone contro la guerra in cui sarà tutta l’umanità ad essere avvelenata dalle radiazioni atomiche e dalle piogge acide)

Così c’insegna Riccardo VenturiAl pari di ‘Sir Patrick Spens’ e ‘Bessy Bell and Mary Gray’, è di solito difficile aprire un’antologia della letteratura inglese alla sezione “Ballate” senza trovarvi il ‘Lord Randal’. Questa ballata può avere avuto origine molto lontano dalle brughiere e dai lochs, e molto vicino a casa nostra. Il veleno, infatti, è un’arma assai strana nelle fiere ballate britanniche, dove ci si ammazza a colpi di spada; è un mezzo subdolo, ‘femminile’ di uccidere, e non a caso è stato sempre considerato, a livello popolare, proprio degli italiani.
La vittima ha comunque molti nomi differenti: ‘Laird (= Lord) Rowland’ (Scozia), ‘Reynolds’, ‘Tyranty’ (New England), ‘Diranty’, ‘Duranty’, per arrivare ad un ‘Durango’ dell’Oklahoma, che ci ricorda certo più il Messico che le montagne scozzesi. In Virginia diventa ‘Johnny Randolph’ (con un cognome abbastanza simile all’originale; ma la sequenza ‘r-n’ o ‘-ran-‘ è presente in tutte le varianti del nome), mentre nella Carolina del Sud, persosi il nome, è rimasta comunque una sorta di coscienza dell’origine ed il protagonista diventa ‘McDonald’. Come è ovvio, in America il titolo nobiliare è di solito omesso.”
‘Lord Randal’, essendo tra le ballate più note, seguì nel Nuovo Mondo i primi colonizzatori scozzesi che vi si stabilirono (verrebbe voglia di dire: dagli Appennini agli Appalachi…): qui, alla perfida avvelenatrice spettano di solito il ‘fuoco infernale’ e lo ‘zolfo… per bruciar le sue ossa fino a carbonizzarle’ (Cox, p. 26), ma si ha anche il caso di un Lord Randal della Carolina del Sud (Smith, p. 102) che sbotta appassionatamente (in modo tipicamente yankee, diremmo):
Le lascio un barile di polvere Per farla saltare in aria!”
E prosegue “Esiste comunque un’altra ipotesi sull’origine della ballata, che la vorrebbe far risalire alle vicende di Ranulf, conte di Chester (menzionate dal contadino Sloth nel ‘Piers Plowmanì di William Langland assieme alle ‘Rhymes of Robin Hood’). Alcune versioni mancano del testamento del cacciatore moribondo, ma i lasciti sono dei più svariati.” Randal (Ranulph) III, sesto conte di Chester morì nel 1232 forse avvelenato dalla moglie si sposò poco dopo con il suo amante.

La ballata raccolta dal professor Child al numero 12 è ampiamente diffusa presso la tradizione popolare e si conoscono numerosissime varianti testuali abbinate ad altrettante numerose melodie (proprio come nella versione italiana)

LA VERSIONE SCOZZESE (Child # 12)

La ballata è da considerarsi considerare strettamente connessa con il tema della Morte occultata ovvero dell’eroe morente che torna dalla caccia e che fa testamento (vedi Lord Olaf).
Così Giordano Dall’Armellina scrive nel suo libro  “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”:“il nostro eroe, per dimostrare di essere degno di passare nel mondo degli adulti e di diventare un “vero uomo”, sfida il tabù e va a cacciare proprio nel greenwood. Tuttavia non riesce a prendere niente e, o perché affamato o più probabilmente perché sotto incantesimo, accetterà le anguille fritte che lui crede gli siano date dalla sua innamorata. Da un punto di vista razionale sarebbe stata una storia assurda. Che ci fa l’innamorata di Lord Randal nel greenwood con una padella e delle anguille? È presumibile che la donna che l’eroe incontra sia la morte nei panni di una fata. Tradotto in termini psicanalitici la fata, prendendo le sembianze della sua innamorata, diventa una proiezione dell’inconscio dell’eroe. Lei lo punisce non solo per non aver superato la prova, ma anche per aver infranto il tabù. Nello stesso tempo anche la sua dama lo punisce poiché ha dimostrato di non essere in grado di prendersi cura di lei. Anzi, è lei che lo nutre e lo umilia offrendogli il simbolo della sua mancata virilità. Prima di lui moriranno i falchi e i cani, gli stessi animali che accompagnavano Oluf in alcune versioni scandinave della morte occultata, ugualmente colpevoli per non essere stati in grado di aiutarlo.

12 Lord Randal

L’illustrazione di Arthur Rackham ritrae Lord Randal mentre è a tavola a mangiare le anguille con al fianco i suoi cani (che aspettano per gli avanzi o che hanno appena mangiato il boccone avvelenato); accanto una dama dallo sguardo perfido, che si presume sia la moglie, lo osserva furtivamente. L’illustratore così risolve l’incongruenza di un bacchetto con anguille fritte in padella nel folto del bosco che il figlio dice di aver mangiato poco prima di arrivare a casa della madre. Nei tipici salti temporali delle ballate infatti il figlio potrebbe benissimo essere andato a caccia nel bosco poi essere tornato alla sua dimora e aver mangiato con la moglie, poi essere andato alla casa della madre per fare testamento. Razionalizzando così la ballata la si riduce ovviamente ad una semplice storia di avvelenamento per vendetta coniugale.

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina

I
“O where ha you been, Lord Randal, my son?
And where ha you been, my handsome young man?”
“I ha been at the greenwood(1); mother, mak my bed soon,
For I’m wearied wi hunting, and fain wad lie doon. (2)
II
“An wha met ye there,?
And wha met ye there?”
“O I met wi my true-love;”
III
“And what did she give you?
And wha did she give you?”
“Eels fried in a pan; mother”
IV
“And what gat your leavins?
And wha gat your leavins?”
“My hawks and my hounds”
V
“And what becam of them?
And what becam of them?”
“They stretched their legs out and died”
VI
“O I fear you are poisoned(3)!
I fear you are poisoned!”
“O yes, I am poisoned
For I’m sick at the heart, and fain wad lie down.”(4)
VII
“What d’ye leave to your mother?
What d’ye leave to your mother?”
“Four and twenty milk kye”
VIII
“What d’ye leave to your sister?
What d’ye leave to your sister?”
“My gold and my silver”
IX
“What d’ye leave to your brother?
What d’ye leave to your brother?”
“My houses and my lands”
X
“What d’ye leave to your true-love?
What d’ye leave to your true-love?”
“I leave her hell and fire”
 
TRADUZIONE DI GIORDANO DALL’ARMELLINA
I
“O dove sei stato, Lord Randal, figlio mio?
O dove sei stato, mio bel giovanotto?”
“Sono stato nel bosco sacro(1); madre mia, presto fammi il letto,
che sono stanco di cacciare e volentieri mi stenderei(2).”
II
“E chi hai incontrato?
E chi hai incontrato?”
“Ho incontrato la mia innamorata”
III
“E che cosa ti ha dato?
E che cosa ti ha dato?”
“Anguille fritte in padella; ..”
IV
“E chi si è preso gli avanzi?
E chi si è preso gli avanzi?”
“I miei cani e i miei falchi”
V
“E cosa ne è stato di loro?
E cosa ne è stato di loro?”
“Hanno tirato le cuoia e sono morti”
VI
“Temo tu sia avvelenato (3)!
Temo tu sia avvelenato!”
“Sì, sono avvelenato,
sento male al cuore e vorrei coricarmi.(4)”
VII
“Cosa lasci a tua madre?
Cosa lasci a tua madre?”
“Ventiquattro mucche da latte”
VIII
“Cosa lasci a tua sorella?
Cosa lasci a tua sorella?”
“Il mio oro e l’argento”
IX
“Cosa lasci a tuo fratello?
Cosa lasci a tuo fratello?”
“Le mie case e le mie terre”
X
“Cosa lasci alla tua dama?
Cosa lasci alla tua dama?”
“Le lascio l’inferno e le fiamme”

NOTE
1) il greenwood non è solo la foresta oscura, ma è il bosco sacro, la parte più nascosta che cela l’ingresso all’Altromondo celtico. Così racconta Dall’Armellina “Il greenwood era la parte più nascosta e fitta del bosco dove i celti credevano vi fosse l’ingresso del mondo dei morti e della terra delle fate e degli elfi (Fairyland). Tale ingresso, che poteva essere identificato in un tronco d’albero cavo, in una buca nel terreno, in un pozzo, era difeso e protetto dalle fate e dagli elfi. Nella notte di Halloween gli spiriti dei morti uscivano da questi antri naturali con le fate e gli elfi per far visita ai vivi. La gente temeva queste creature soprannaturali e se poteva evitava di inoltrarsi nel greenwood. Ricordo che anche Robin Hood si nascondeva nel greenwood e che i soldati dello sceriffo di Nottingham non osavano entrarci per paura delle fate e degli spiriti dei morti. I racconti riguardanti Robin Hood, tutti derivanti da ballate, non a caso si chiamano The greenwood stories.
In ogni caso, se vi si fossero avventurati, sapevano che non avrebbero potuto parlare ad alta voce, danneggiare il bosco, né tanto meno cacciare. Secondo le credenze locali erano dei tabù che, se infranti, avrebbero potuto causare la morte.”
3) Nella tradizione celtica il cibo delle fate è magico con poteri spesso allucinogeni; coloro che lo assaggiano non potranno mangiare altro cibo terrestre e finiscono per morire di fame (gli anoressici hanno mangiato  cibo fatato?)
2) Questa frase compare in quasi tutte le lingue europee e significa che l’eroe morirà alla fine della storia.
4) variazione del ritornello

ASCOLTA The Dublin Ramblers
ASCOLTA Ewan MacColl
Su Spotify la versione di Isla Cameron, Steeleye Span, The Witches of Elswick..

FONTI
Giordano Dall’Armellina: “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_12
http://www.nspeak.com/allende/comenius/
bamepec/multimedia/saggio2.htm

http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/37.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/107.html

http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/lordrandall.html

THE WATER IS WIDE: RELICS FROM THE PAST

Si tratta di una canzone popolare diffusa in Gran Bretagna e in America, talvolta reputata di origine irlandese, dai molteplici testi riferibili ad una melodia univoca. In merito c’è un po’ di confusione essendo la versione cantata attualmente quella degli anni 60 di Pete Seeger, per cui molti ritengono che “The water is wide” appartenga alla balladry americana.

Come sempre Jürgen Kloss nel suo articolo “The Water Is Wide” The History Of A “Folksong” effettua un analisi accurata ed esaustiva dei testi e della melodia, pertanto mi limiterò a riassumere i punti salienti. Quando Pete Seeger registrò la canzone non era poi così popolare in America come voleva far credere ( in American Favorite Ballads, Vol. 2 1958). La versione originale del brano si trova nel Folk Songs From Somerset di Cecil Sharp e Charles Marson pubblicata a Londra nel 1906 con il titolo di “Waly, Waly” Sharp però non aveva raccolto la canzone da un’unica fonte bensì aveva messo insieme a tavolino strofe prese da vari frammenti. Come scrive Kloss “this is a very fascinating story that shows how mutilated relics of ancient popular songs were reinterpreted as remainders of “old folk songs” and then – restored to honor and patched together to a new “old” song – started a second, even more successful life”

Alcuni versi di “Waly, Waly” si trovano inglobati nella ballata “Jamie Douglas” (riportata in Child #204) che narra dell’infelice matrimonio tra il Marchese e Lady Barbara Erskine (vedi) e Allan Ramsay pubblica il brano con il titolo di “O Waly, Waly” nel suo Tea-Table Miscellany. Di certo la melodia fu molto popolare nel Settecento e nell’Ottocento e compare nelle maggiori raccolte scozzesi di allora come pure il testo “Waly, Waly” classificato come “vecchia ballata scozzese” venne regolarmente stampato.

Henry John Yeend King - Gathering Flowers

LA VERSIONE DI PETE SEEGER

Pete Seeger prende il testo di Cecil Sharp e gli mette un nuovo titolo, leva qualche verso, modifica la melodia e lo fa diventare il modello della versione “standard” dei nostri giorni. Jürgen Kloss riporta le tre fonti diverse delle registrazioni sul campo di Sharp, notando che già nel 1750 una ballata dal titolo “A new love song” pubblicata come broadside, era una raccolta di versi da ballate più antiche ribattezzata poi come “The Unfortunate Swain“. Anche Sharp nel restituire il testo “Waly, Waly” compie un frullato fra le varie fonti
E così conclude Kloss:“It seems that the original “Oh Waly, Waly” was literally broken into pieces by the writers of all those broadsides. They systematically plundered Ramsay’s text as well as those of other related songs. These verses were then disseminated by songs like “The Unfortunate Swain”, “I’m Often Drunk”, “The Wheel Of Fortune”, “Forsaken Lover”, “The Effects Of Love” and therefore the people kept them in their memory. In case of “The Water Is Wide” the route of transmission is easy to follow. At first there were the texts of “Oh Waly, Waly, Gin Love Be Bonny” as published by Allan Ramsay and William Thomson in the 1720s as well as some other songs printed on broadsides in the 17th century like “The Seaman’s Leave…”, “Arthur’s Seat Shall Be My Bed” and Martin Parker’s “Distressed Virgin”. Some verses from these texts were then borrowed and included in “new” songs like “The Unfortunate Swain” and “I’m Often Drunk And Seldom Sober” that were published on popular broadside sheets during the second half of the 18th century and in the early 19th century. Fragments of these songs were recalled by Mrs. Cox, Mr. Thomas and Mrs. Mogg during the years 1904 and 1906 for song collector Cecil Sharp. He then compiled his own new “old” song from those fragments and published it as “Oh Waly, Waly” in 1906 in Folk Songs From Somerset and in 1916 in One Hundred Folk Songs.
Cecil Sharp’s “Oh Waly, Waly” is the starting-point for the development of the modern “The Water Is Wide”. It was in effect a new song constructed from relics of two popular songs. He tried to put together a “Folk”-version of “Oh Waly, Waly” but the only connection to that old Scottish ballad was that the creators of the two broadside texts themselves had cribbed one respectively two verses from that song. Interestingly Sharp’s methods were strikingly similar to those of the writers of “The Unfortunate Swain” and other broadsides. They had compiled their songs from verses borrowed from different sources and claimed it was “new” while Sharp did exactly the same thing but preferred to regard his work as an “old” song. In fact both were only half right. In some way he had unwittingly followed the rules of the genre. A modern Folklorist will not regard his song as “authentic” but a professional author of broadside songs from the 18th or 19th century and also the singing “Folk” surely would not have been bothered by his methods.”

La ballata interpretata da Joan Baez e Bob Dylan è spesso accreditata erroneamente come american folk song:  è il lamento di un innamorato non più corrisposto, il mare che lo separa dall’altro può essere sia fisico (un emigrante che va a cercare fortuna in America) che spirituale (il mare dell’incomprensione) o la metafora di un ostacolo insormontabile (i marosi della vita). Ma si può trattare più semplicemente del raffreddarsi della passione da parte di uno dei due. Testo e melodia ricordano una canzone altrettanto enigmatica “Carrickfergus

LA MELODIA
ASCOLTA Mark Knopfler

ASCOLTA Rowena Taheny, Laurel MacDonald & Eleanor McCain in “Irish Roses: Women of Celtic Song” (strofe I, III, V, I)

ASCOLTA Holly Near, Arlo Guthrie, Ronnie Gilbert & Pete Seeger live

Una canzone entrata nel repertorio della musica classica
ASCOLTA Andreas Scholl in “English Folksongs & Lute Songs” 1996
(strofe I, II, III, V, VI)

VERSIONE STANDARD
I
The water is wide and I can’t cross over, and neither have I wings to fly,
Build me a boat that can carry two,
and both shall row my love and I.
II(1)
O, down in the meadows the other day
A-gath’ring flow’rs both fine and gay,
A-gathering flowers, both red and blue,
I little thought what love can do.
III
I leaned my back up against an oak,
Thinkin’ it was a trusty tree,
But first it bent and then it broke,
just like my own false love to me.
IV
I put my hand into some soft bush,
Thinking the sweetest flower to find.
I pricked my finger to the bone,
And left the sweetest flower alone.
V
There is a ship and it sails on the sea,
loaded deep as deep can be,
But not as deep as the love I’m in,
I know not if I sink or swim.
VI
Oh love is gentle and love is kind,
Gay as a jewel when first it’s new,
But love grows old and waxes cold,
And fades away like the morning dew.
VII
The seagulls wheel, they turn and dive,
The mountain stands beside the sea.
This world we know turns round and round,
And all for them – and you and me.
Traduzione di Cattia Salto
I
L’oceano è vasto e non lo posso attraversare e nemmeno ho ali per volare, costruiscimi una barca che possa portarci in due, ed entrambi remeremo, io e il mio amore
II(1)
O per i prati l’altro giorno
a raccogliere fiori sia belli che gai,
a raccogliere fiori sia rossi
che blu, pensai poco a ciò che amore può fare
III
Appoggiai la schiena contro una quercia, credendo che fosse un albero fidato, ma prima si piegò e poi si ruppe
proprio come il mio falso amore con me
IV
Misi la mano in un soffice cespuglio
pensando di trovare il fiore più bello, punsi il dito con una spina e lascia il fiore più bello solo.
V
C’è una barca che naviga sul mare
a piano carico affonda quanto possibile, ma non così profondamente come l’amore che ho, così non so se affondare o nuotare
V
Oh amore è gentile e amore è bello,
gaio come un gioiello quando dapprima è nuovo, ma amore invecchia e si raffredda e svanisce come la rugiada del mattino.
VI
I gabbiani volteggiano, virano e si tuffano,
la montagna si erge sul mare
il mondo che conosciamo gira in torndo per loro – e per te e me

NOTE
1) i versi eXtra sono in  Folk Songs   From Somerset. Third Series e in One   Hundred English Folk Songs, Cecil Sharp; un’altra versione in One Hundred English Folk Songs Cecil Sharp diventa:
Where love is planted, O there it grows,
It buds and blossoms like some rose;
It has a sweet and a pleasant smell,
No flow’r on earth can it excel.
(in italiano: Dove l’amore è piantato, là cresce, spunta e sboccia come delle rose, ha un dolce profumo piacevole, nessun fiore sulla terra lo può superare.)

Con il titolo “When Cockle Shells Turn Silver Bells” parte del testo è abbinato però a una diversa melodia sebbene la canzone sia sottotitolata anche come Waly, Waly.

ASCOLTA Eva Cassidy in “American tune” 2003

I
When cockleshells turn to silvery bells
Then will my love return to me
When roses bloom in the wintry snow
Then will my love return to me
II
Oh waly waly love be Bonnie
And bright as a jewel when it’s first new
But love grows old and waxes cold
And fades away like morning dew
III
There is a ship it’s sailing the sea
It’s loaded high and deep can be
But not so deep as my love for you
I know not if I’ll sink or swim
Traduzione di Cattia Salto
I
Quando le conchiglie diventeranno campanelle d’argento,
quando le rose fioriranno nella neve d’inverno, allora il il mio amore tornerà da me
II
Ahimè, ahimè amore è bello
e brilla come un gioiello quando dapprima è nuovo,
ma amore invecchia e si raffredda e svanisce come la rugiada del mattino.
III
C’è una barca che naviga sul mare
a piano carico affonda quanto possibile, ma non così profondamente come il mio more per te, così non so se affondare o nuotare

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/wateriswide.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6823

(Cattia Salto febbraio 2014)

CAPTAIN KIDD

v0_masterIl capitano William Kidd (1645-1701) fu impiccato a Londra il 24 maggio 1701 dopo essere stato processato con l’accusa di pirateria.

Il ritratto che lo raffigura con tanto di parrucca e cravatta (così viene chiamato questo nuovo capo dell’abbigliamento maschile, entrato nella moda nella seconda metà del 1650: ovvero una striscia in seta con alto bordo in pizzo annodata a fiocco o più semplicemente ravvolta a più giri) è quello di un fiero capitano della seconda metà del Seicento, non certo di un pirata (barbuto o baffuto, con sporchi capelli arruffati o treccine, orecchini e bandana  ) !!

L’Adventure, la nave di Kidd nella seconda parte della sua carriera

UN RISPETTABILE CORSARO

C’era una linea, sempre più sottile all’epoca, che divideva i rispettabili corsari dai pirati: i corsari avevano la licenza di depredare le navi “nemiche” sia che fossero francesi o spagnole o navi pirata ed erano in possesso della “lettera di corsa” con siglate le varie condizioni in merito alla “licenza”, avvallate anche dai rispettivi regnanti (perciò una parte del bottino spettava alla Corona); i pirati depredavano qualunque nave mercantile o pirata e il bottino era spartito tra l’equipaggio, di cui una bella fetta andava ovviamente al capitano.
William Kidd quella lettera ce l’aveva quando ritornò a fare il corsaro nel 1696 alla volta dell’Oceano Indiano, per meritarsi la fama di “Terrore di tutti i Mari”, poi le sua gesta in odore di pirateria o più semplicemente il mutare del vento (gli interessi mercantili della sempre più potente Compagnia delle Indie) lo fecero cadere in disgrazia.
Alcuni storici parlano di congiura contro il capitano Kidd manovrato dalle alte sfere come capro espiatorio; come sia la sua impiccagione diede il via a una notevole mole di cronache, atti processuali e ballate e lo fece diventare un personaggio famoso, ripreso nella letteratura e nel cinema.

Il personaggio mi ha riportato alla mente la storia del pirata Long John Silver (La vera storia del pirata Long John Silver di Larsson Björn -1995), -che consiglio caldamente di leggere -non per assonanza di vicissitudini quanto, io credo, di filosofia così riassunta “Se c’è qualcosa che dà un senso alla vita, è senz’altro il fatto di non essere soggetto ad alcuna legge, di non avere mani e piedi legati. E non importa il tipo di fune o chi ha stretto il nodo. È la corda stessa il male. È con quella che prima o poi si finisce per legarsi da soli o per essere appesi a una forca. Questa è stata la mia filosofia, e giustamente sono ancora vivo”

PRIMA VERSIONE DELLA BALLATA, 1701

936La prima broadside ballad venne distribuita tra la folla andata ad assistere all’impiccagione: “Captain Kid’s Farewel to the Seas, or the Famous Pirate’s Lament” sulla melodia “Coming Down” conteneva una ventina di strofe in cui il capitano confessava i suoi crimini (le navi depredate, l’uccisione di William Moore, il ricco bottino accumulato) e concludeva con rassegnazione davanti alla morte, dando l’addio al mare.

La “confessione” in realtà non fu mai pronunciata da capitan Kidd che anzi si proclamò sempre innocente! Si tratta chiaramente di una “Good-night Ballads”  un genere di moda nel 1700, con cui il condannato a morte si accomiata dalla folla andata ad assistere all’esecuzione. Alcune di queste canzoni sono state commissionate dagli stessi prigionieri, eppure non bisogna dare troppo credito documentario alle storie narrate, in quanto l’autore anonimo del broadside ci ricamava parecchio sopra.
Gallows songs, printed for sale at public executions, were a popular form of broadside until public hanging was abolished in the mid nineteenth century. These events attracted great crowds […] and provided an eager market for broadside sellers. […]. There must have been hundreds, perhaps thousands, of gallows songs telling the stories of murderers, pirates, traitors and other felons. They fulfilled a similar role to that of today’s more sensational Sunday newspapers, and when more popular newspapers came on the market from the mid nineteenth century, gallows songs faded away, though many went on being sung in oral tradition. Some were noted by the early collectors, who tended to reject them as ‘vulgar’. (Pollard, Folksong 32) (tratto da qui)

La canzone rimbalzò nelle Colonie inglesi d’America in cui circolò in forma di ballata dal 1730 al 1820 (e curiosamente il nome del capitano divenne Robert) e si arricchì di altre strofe e vari rimaneggiamenti.

LE MELODIE

Nell’esaustiva e dettagliata dissertazione di David Kidd (vedi) possiamo seguire tutta la storia della melodia rintracciata in terra scozzese e nella seconda metà del 1500 (Complaynt of Scotland 1549) diventata “My luve’s in Germanie” (una canzone sulla guerra del 1630-1648) di cui si ritrova la stampa con il titolo “Germanie Thomas“, in data 1794 (ascolta) tuttavia non tutti gli storici sono disposti a vedere questa diretta discendenza, pur riconoscendo una sorta di “motivo musicale” comune nelle Lowlands scozzesi sul tema amoroso. Un’altra radice celtica è stata rintracciata nella canzone gallese Mentra Gwen (in inglese Plaint of the Widow).

Veniamo quindi alla melodia indicata nel foglio della ballata stampato nel 1701, detta “Coming Down“: come si sa, nei fogli di strada erano riportati solo i testi (per lo più anonimi) e per la melodia si faceva riferimento ad arie popolari e in voga; proprio l’anno prima era stato giustiziato un tale di nome Jack Hall la cui ballata conosciuta da tutti terminava con “but never a word I said coming down” diventata poi Sam Hall nel 1849, la straziante storia dello spazzacamino di Londra impiccato per l’accusa di furto aggravato. Incidentalmente la melodia è simile alla ballata Admiral Benbow Air scritta nel 1702, mentre lo spartito è pubblicato nel 1783 in The Vocal Enchantress. Dalla stessa melodia popolare discende anche il brano “Ye Jacobites by name” scritto da Robert Burns nel 1792.

In America sulla melodia così orecchiabile si sono composti molti inni religiosi che hanno generato a loro volta una serie infinita di varianti e aggiustamenti

IL FOLK REVIVAL

Le versioni moderne del brano derivano per lo più dall’arrangiamento fatto da Pete Seeger (in “Golden Ring”, 1964) sulla versione che aveva imparato da Steve Benbow a sua volta influenzato da Admiral Benbow.
ASCOLTA Carl Peterson in I Love Scottish and Irish Sea Songs 2003. Qui la melodia è proprio un lamento e il testo è più simile alla ballata nella sua prima edizione (le immagini abbinate nel video sono disegni a carboncino, schizzi a matita o a china, litografie con navi, barche e marinai di varie epoche)


I
My name is Captain Kidd,
as I sailed, as I sailed
My name is Captian Kidd, as I sailed
My name is Captian Kidd,
God’s laws I did forbid
And most wickedly I did,
as I sailed, as I sailed
II
I was born in Greenock(1) town
as I sailed, as I sailed ..
from where the great ship
they did abound and they sailed the whole world round
III
Oh, my parents taught me well,
to shun the gates of Hell
But against them I rebelled
IV
Well, I murdered William Moore(2),
and I left him in his gore
Forty leagues from shore,
V
To execution dock(3)
I must go,
lay my head upon the block
And no more the laws I’ll mock
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Il mio nome è Capitan Kidd
e ho navigato
Il mio nome è Capitan Kidd
Il mio nome è Capitan Kidd
e le leggi che Dio ha vietato
con cattiveria ho perseguito
quando andavo per mare.
II
Sono nato a Greenock(1)
e ho navigato
da dove il grande veliero
è salpato
e si navigava in tutto il mondo
III
I miei genitori mi hanno ben insegnato
ad evitare i cancelli dell’Inferno,
ma contro di loro mi ribellai
IV
Ho assassinato William Moore(2)
e l’ho lasciato nel suo sangue,
20 leghe lontano dalla riva
V
Al molo degli impiccati(3)
devo andare
metto la testa nel cappio,
non mi farò più beffe delle leggi

NOTE
1) William Kidd nacque intorno al 1645 a Greenock, porto scozzese nei pressi del fiordo di Clyde, figlio di un ministro presbiteriano a 14 anni scappò di casa per imbarcarsi e finalmente a 44 anni divenne capitano di una nave corsara che veleggiava nel mare dei Caraibi; due anni dopo si sistemò a New York (porto preferito da tanti pirati dell’epoca) con una ricca vedova in una bella casa di Coney Island. Però la vita da sposato (ancorchè trafficante) gli andava stretta e nel 1695 salpò per Londra a cercare dei finanziatori per riprendere i mari come corsaro.
2) l’uccisione immotivata di William Moore si unì all’accusa di pirateria, nonostante si trattasse di reazione ad un tentativo di ammutinamento della ciurma (pare che il capitano lo avesse colpito con un secchio sulla testa)
3) Kidd arrestato in America nel 1699 venne processato in Inghilterra e impiccato a Londra sul molo del Tamigi vicino a Wapping, famigerato per essere diventato “Il molo dell’esecuzione” (Galgendock). La pena capitale era riservata agli atti di ammutinamento e gli omicidi in alto mare per cui qui venivano impiccati ammutinati, contrabbandieri e pirati. La corda era tenuta corta, in modo che al condannato la morte sopraggiungesse lentamente per soffocamento (con la corda lasciata più lunga, la brusca caduta del corpo all’apertura della botola sottostante causava più facilmente  la rottura del collo). Pare che la corda di Kidd si ruppe al primo tentativo, e così pure al secondo, ma non sopraggiunse la grazia. Il suo corpo venne lasciato appeso in una gabbia di ferro a imputridire per tre anni, come avvertimento agli altri pirati.

La melodia è identica a Sam Hall, qui le versioni sono  più allegre e fanno assumere al testo una venatura ironica.
ASCOLTA Great Big Sea


Chorus:
My name is Captain Kidd
As I sailed, as I sailed
Oh, my name is Captain Kidd, as I sailed
My name is Captain Kidd
And God’s laws I did forbid
And most wickedly, I did
as I sailed
I
My father taught me well(1)
To shun the gates of hell
But against him I rebelled
as I sailed,
He stuck a bible in my hand
But I left it in the sand
And I pulled away from land
II
I murdered William Moore(2)
And I left him in his gore
Twenty leagues away from shore
And even crueler still,
his gunner I did kill
And his precious blood did spill
III
I was sick and nigh to death
And I vowed at every breath
To walk in wisdom’s path
But my repentance lasted not
For vows I had forgot
Oh damnation is my lot
IV
To the execution dock(3)
Lay my head upon the block
No more laws I will mock,
Take warning here and heed
To shun bad company
Or you’ll wind up just like me
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
CORO
Il mio nome è Capitan Kidd
e ho navigato
Il mio nome è Capitan Kidd
Il mio nome è Capitan Kidd
e le leggi che Dio ha vietato
con cattiveria ho perseguito
quando andavo per mare.
I
Mio padre mi ha ben insegnato(1)
ad evitare i cancelli dell’Inferno,
ma contro di lui mi ribellai;
e ho navigato 
lui mise la bibbia nella mano,
ma la abbandonai sulla sabbia
e mi allontanai dalla terra
II
Ho assassinato William Moore(2)
e l’ho lasciato nel suo sangue,
20 leghe lontano dalla riva
e ancor più crudelmente
il suo cannoniere ho ucciso
e il suo sangue prezioso ho versato
III
Ero malato e prossimo alla morte
e dedicai ogni respiro
a camminare sulla retta via
ma il mio pentimento non è durato
e quei voti ho dimenticato
oh la dannazione è il mio destino
V
Al molo dell’impiccato (3)
metto la testa nel cappio,
non mi farò più beffe delle leggi,
prestate attenzione qui e ascoltate:
evitate le cattive compagnie o
finirete proprio come me

LA VERSIONE SEA SHANTY

Non poteva mancare la versione sea shanty della ballata, anche se Stan Hugill non la riporta nella sua “Bibbia

ASCOLTA Assassin’s Creed 4 Black Flag

I
O, my name was Captain Kidd,
as I sailed, as I sailed,
O, my name was Captain Kidd,
as I sailed.
My name was Captain Kidd
And God’s laws I did forbid,
And so wickedly I did
as I sailed, as I sailed.
So wickedly I did
as I sailed.
II
I murdered William Moore(2),
I laid him in his gore,
Not many leagues from the shore,
O, I murdered William Moore,
as I sailed, as I sailed.
III
I spied three ships from Spain
and I fired on them a-main,
And most of them I slain,
as I sailed, as I sailed.
IV
Come all you young and old,
see me die, see me die.
Come all you young and old,
see me die.
You are welcome to my goal,
And by it I lost my soul
Come all you young and old,
I must die, I must die.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Il mio nome era Capitano Kidd
quando navigavo, quando navigavo
oh Il mio nome era Capitano Kidd
quando navigavo
oh Il mio nome era Capitano Kidd
e le leggi che Dio ha vietato
con cattiveria ho perseguito
quando andavo per mare
così crudelmente
quando navigavo
II
Ho assassinato William Moore(2)
e l’ho lasciato nel suo sangue,
a non molte leghe dalla spiaggia
oh ho assassinato William Moore
quando andavo per mare
III
Ho spiato tre navi dalla Spagna
e ho sparato su di loro in mare
e molti ne ho ucciso
quando andavo per mare
IV
Venite tutti, giovani e vecchi
a vedermi morire, a vedermi morire
Venite tutti, giovani e vecchi
a vedermi morire,
Siete i benvenuti al mio trionfo
e a causa sua ho perso la mia anima
Venite tutti, giovani e vecchi
devo morire, devo morire

Interessante anche questa versione folk-rock dei Tempest che hanno riscritto il testo in difesa del corsaro Kidd ASCOLTA

IL TESORO SEPOLTO

Capitan Kidd illustrato da ANGUS McBRIDE

Il leggendario tesoro di Capitan Kidd è ancora sepolto da qualche parte a Long Island (oppure in un’isola sperduta nei Caraibi). Pare che il casus belli fosse l’ultima nave depredata, il mercantile Quedagh Merchant con oro, argento, pietre preziose e stoffe pregiate, per un valore di quattrocentomila sterline equivalenti a circa sessanta milioni di sterline odierne – poco meno di 67 milioni di euro. Purtroppo la maggior parte del carico apparteneva alla Compagnia Britannica delle Indie Orientali che pretese la testa del Capitano!
Recentemente un noto cacciatori di tesori, Barry Clifford, ha rivendicato la scoperta del relitto della nave di Kidd, l’Adventure Galley.
Il mitico tesoro ha ispirato Robert Louis Stevenson nella stesura dell'”Isola del Tesoro”..

FONTI
http://www.bluebird-electric.net/academia/Marine_Archaeology_Treasure_Ships/Captain_William_Kidd_Pirates_Adventure_Galley_Privateer_Ship.htm
http://www.instoria.it/home/capitano_kidd.htm
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LK35.html
http://www.davidkidd.net/Captain_Kidd_Lyrics.html
http://www.davidkidd.net/Captain_Kidd_Music.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=70693
http://people.brandeis.edu/~dkew/David/Bonner-CaptKidd_ballad-1944.pdf