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THE GABERLUNZIE MAN

Con il titolo “Hi for the beggarman” “A beggarman cam ower the lea“, “A Beggar, A Beggar“, “The Auld Beggarman“, “The Beggarman”  oppure “The Gaberlunzie Man” la storia è sempre la stessa: il mendicante trova asilo per la notte in una fattoria, la bella figlia del fattore si lascia sedurre nella speranza si tratti di un gentiluomo sotto mentite spoglie, i due spesso fuggono insieme.
Prima parte THE JOLLY BEGGAR qui

THE GABERLUNZIE MAN

Questa versione della ballata è ancora popolare in Scozia, in particolare nel Perthshire e nell’Aberdeenshire.
Gaberlunzie (gaberlunyie) era il nomignolo con cui si chiamavano in Scozia i mendicanti: la parola composta significa “scarsella portata ai fianchi” che era il modo medievale di portare la borsa appesa alla cintura stretta in vita. Oppure il nome potrebbe derivare da gaban un mantello con cappuccio e lunzie=laine ossia il tipico mantello di lana grossa che indossavano i mendicanti chiamati anche bluegowns per il colore. Si distinguevano dagli altri mendicanti perchè in possesso di una licenza o permesso del re per mendicare. Nel Settecento le parrocchie in Scozia rilasciavano ancora le “gaberlunzie” cioè dei rettangolini metallici di piombo particolari a mo’ di licenza per i mendicanti “autorizzati”.

La versione proposta per l’ascolto ha un testo ridotto all’osso che poco ci dice della storia tranne che il mendicante si è portato via la figlia del contadino la quale si è messa anche lei a mendicare. Secondo l’andamento narrativo tipico della ballata narrativa i vari protagonisti dialogano tra loro incuranti dei salti temporali! Così nella prima strofa il mendicante chiede ad una fanciulla se sarebbe disposta ad amare un mendicante, e nella seconda strofa è il padre a lamentarsi per la figlia scappata con un mendicante, mentre nella terza strofa è la figlia come in un flashback a supplicare il mendicante affinchè la porti via con lui. Sempre seguendo un “taglio cinematografico” nell’ultima strofa vediamo la ragazza mentre da lontano si avvicina alla fattoria portandosi appresso i figli nati nel frattempo (e del mendicante non si hanno più notizie!)

ASCOLTA  Tannahill Weavers  inTannahill Weavers IV, 1980, lo strumentale è un reel dal titolo “Mrs MacLeod of Rassay” (in America più noto come “Hop High Ladies”) una musica da danza tradizionale proveniente dall’Isola di Skye.

ASCOLTA Carritwen live. La versione è quella dei Tannahill Weavers

Lo scozzese utilizzato è abbastanza comprensibile senza dover necessariamente passare alla traduzione in inglese (giusto qualche parola da controllare sul dizionario, ne ho trovato uno ottimo qui)


I
A beggar a beggar came ower the lea
He was asking lodgings for charity
He was asking lodgings for charity
Would ye loo a beggar man
Lassie
 wi‘ my tow row ray
II
A beggar a beggar I’ll ne’er loo again
I had ae dochter and Jeannie was her name
I had ae dochter and Jeannie was her name
She’s awa wi’ the beggar man
Lassie wi’ my tow row ray
III
I’ll bend my back and I’ll boo my knee(1)
I’ll put a black patch o’er my e’e
And a beggar a beggar they’ll tak me tae be
And along wi’ yoo I’ll gang
Laddie wi’ my tow row ray
IV
Oh lassie oh lassie you’re far ower young
And ye hinnae got the cant o’ the beggin tongue(2)
And ye hinnae got the cant o’ the beggin tongue
And wi’ me ye winnae gang
Lassie wi’ my tow row ray
V
She’s bent her back and she’s boo’d her knee
She’s put a black patch o’er her e’e
And she’s kilted her skirts up abune her knee
And awa’wi’ him she’s gan
Laddie wi’ my tow row ray
VI
Your dochter Jean’s coming ower the lea
She’s takin’ hame her bairnies three
She has yin on her back aye and another on her knee
And the other yin’s toddlin’ hame
Lassie wi’ my tow row ray
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Un mendicante giunse dai campi a chiedere da dormire per carità
MENDICANTE
“Amereste un mendicante
ragazza (verrai) in giro con me?”
II
CONTADINO
“Un mendicante non lo amo,
avevo una figlia che si chiamava Jeannie
ed è fuggita con un mendicante”
III
FIGLIA DEL CONTADINO
“Mi ingobbirò la schiena e piegherò le ginocchia (1) e metterò una benda nera sull’occhio così da sembrare un mendicante e in giro con te andrò”.
IV
MENDICANTE
“O ragazza, sei troppo giovane
e non conosci le abitudini (2) di un mendicante,
con me in giro non verrai”
V
Lei si ingobbì la schiena e piegò le ginocchia e mise una benda nera sull’occhio e si tirò su la gonna fino al ginocchio
e via con lui andò.
VI
Vostra figlia Jean è venuta dai campi per ritornare a casa con i suoi tre bambini
ne ha uno in spalla, uno alle ginocchia
e l’altro ancora in pancia.

NOTE
1) gli mostrerà rispetto sottomettendosi al lui
2) non conosce le abitudini e le storie dei “travellers”

terza parte continua 

FONTI
http://ingeb.org/songs/oabeggar.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_279
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_280
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C279.html
http://www.contemplator.com/child/gaberlunz.html
http://www.contemplator.com/scotland/beggar.html
http://www.waterbug.com/calhoun/lyrics/beggarman.html
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thebeggarman.html
http://www.darachweb.net/SongLyrics/JollyBeggarman.html
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4554493.asp
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1954
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=118078
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54744
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thebeggarladdie.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5884
http://www.bluegrassmessengers.com/280-the-beggar-laddie.aspx

GILDEROY BEWARE HIGHWAYMAN!

ritratto di un capo clan delle Highland nel XVII secolo (Lord Mungo Murray – di John Michael Wright) in cui viene indossato un belted plaid

Gilleruadh (Gilderoy = il ragazzo dai capelli rossi ) fu il soprannome di un famoso brigante scozzese di nome Patrick McGregor che è stato catturato e giustiziato nei pressi di Edimburgo nel 1636 o nel 1638. Nel “The Complete Newgate Calendar” (1926) è riportato che uccise madre e sorella, impiccò un giudice e venne giustiziato nel 1658. Ma queste notizie infamanti potevano essere un effetto delle proscrizione del Clan: Giacomo VI di Scozia emanò infatti un editto nel 1603 in cui si proclamava il nome MacGregor come “altogidder abolisheed”. Nell’annosa lotta contro il Clan Campbell i MacGregor finirono per essere espropriati di tutte le loro terre (tra Argyle e Perthshire); un’altra faida con il clan MacLaren ebbe inizio nel 1558
Reduced to the status of outlaws, they rustled cattle and poached deer to survive. They became so proficient at these endeavours many other clans would pay them not to steal their cattle as they exhausted other means of stopping them.” (tratto da qui)

LA MELODIA
Le varianti più antiche della melodia vengono fatte risalire al canto gregoriano del XII secolo ‘En Gaudeat’ (in Revue du Chant Greorien, A. Gastoue) poi in “Congaudeat” (Piae Cantiones 1582)
ASCOLTA David Solomons (clarinetto e chitarra)
LA DANZA
La melodia è riportata anche nel “The Dancing Master” (1651) di John Playford con il titolo di “GoddessesASCOLTA o in una versione più veloce ASCOLTA
per i passi di danza:
VIDEO
VIDEO

LA VERSIONE SCOZZESE

Teatro delle scorribande era il Perthshire scozzese e Patrick McGregor tra razzie di bestiame e bracconaggio finì per essere una figura alla Robin Hood o per essere confuso con il personaggio di un’altra ballata altrettanto famosa, quella di Geordie (vedi). Già alla fine del Seicento circolava un broadside dal titolo “The Scotch lover’s lamentation or, Gilderoy’s last faewe” e secondo George Farquhar Graham la ballata Gilderoy era già stata pubblicata nel 1650, poi per tutto il 1700 e il 1800 comparvero numerose variazione testuali e melodiche.

TESTE ROSSE

Probabilmente la figura di Patrick il rosso si confuse con Bob il rosso il più famoso Bob Roy capo del Clan McGregor del secolo successivo anch’egli fuorilegge, e può essere che le versioni di fine settecento si riferiscano alla sua storia (egli però non morì impiccato ma di morte naturale nel suo letto).
La popolarità di Rob Roy deriva da ben due romanzi uno scritto quando era ancora in vita, uno da Daniel Defoe (Highland Rogue 1723), l’altro da Sir Walter Scott (Rob Roy 1818) e più recentemente dal film Rob Roy di Michael Caton-Jones (1995)

 

Il bel Patrick il rosso oltre che un fuorilegge (ladro di bestiame e bracconiere) era anche un rubacuori, e si suppone che la canzone sia stata scritta da una delle sue amanti affascinata dalla sua eleganza!

ASCOLTA su Spotify Toronto Consort in “All in a Garden Green” 2013
Delle XIII strofe sono riportate solo VI


I
“Gilderoy was a bonnie boy,
Had roses to his shoon;
His stockings were of silken soy,
With garters hanging down.
It was, I ween, a comely sight
To see so trim a boy;
He was my jo, and heart’s delight,
My handsome Gilderoy.
II
Wi’ meikle  joy we spent our prime,
Till we were baith sixteen;
And aft we pass’d the langsome time
Amang the leaves sae green;
Aft on the banks we’d sit us there,
And sweetly kiss and toy;
Wi’ garlands gay wad deck my hair,
My handsome Gilderoy.
III
O, that he still had been content
Wi’ me to lead his life;
But ah, his manfu’ heart was bent
To stir in feats of strife;
And he in many a venturous deed
His courage bald wad try,
And now this gars my heart to bleed
For my dear Gilderoy.
IV
My Gilderoy baith far and near
Was fear’d in ilka toun,
And bauldly bear away the gear
Of mony a lowland loun ;
Nane e’er durst meet him hand to hand,
He was say brave a boy;
At length wi’ numbers he was ta’en
My handsome Gilderoy.
V
Of Gilderoy sae fear’d they were,
They bound him meikle strong;
Till Edinburgh they led him there,
And on a gallows hung;
They hung him high abune the rest,
He was sae trim a boy;
There died the youth whom I loved best,/My handsome Gilderoy.
VI
Thus having yielded up his breath,
I bore his corpse away;
Wi’ tears that trickled for his death,
I washed his comely clay;
And siccar in a grave sae deep,
I laid the dear loved boy;
And now for ever maun I weep
For winsome Gilderoy.
Tradotto da Cattia Salto
I
Gilderoy era un bel ragazzo
aveva scarpe di broccato (1)
e le calze di seta,
sorrette dalle giarrettiere (2).
credo fosse uno affascinante spettacolo vedere un ragazzo così elegante; era il mio amato, la delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.
II
Tra tanta letizia passammo la fanciullezza fino all’età di sedici anni:
spesso trascorrevamo il tempo andato tra l’erba verde;
o ci sedevamo sulle rive ,
tra dolci baci e balocchi;
e con gaie ghirlande mi decorava i capelli, il mio bel Gilderoy
III
Oh se gli fosse bastato allora
condurre la sua vita con me ;
ma ah il suo cuore valoroso era incline
a infiammarsi in imprese di lotta;
e più di un’avventura il suo forte coraggio ebbe a mettere alla prova e ora questo, fa sanguinare il mio cuore
per il mio caro Gilderoy
IV
Il mio Gilderoy era temuto in ogni fattoria (2) sia lontana che vicina
e arditamente portò via il bestiame
a più di un contadino delle Lowland;
nessuno osava incontrarlo faccia a faccia e si diceva che era un ragazzo coraggioso;
alla fine con i compari è stato preso,
il mio bel Gilderoy
V
Erano così timorosi di Gilderoy
che lo legarono molto stretto;
fino a Edimburgo lo portarono
e su una forca lo appesero;
lo appesero in alto sopra gli altri
era un ragazzo così elegante;
là morì il giovane che amavo di più,
il mio bel Gilderoy
VI
Così dopo che ebbe esalato il respiro
portai via il suo cadavere;
piangendo lacrime per la sua morte,
lavai quel corpo avvenente
e al sicuro in una fossa profonda
distesi il caro e amato ragazzo;
e ora per sempre piangerò
per il bel Gilderoy
il dettaglio delle calzature è tratto da Portrait of a lady thought to be Vere Egerton, Mrs William Booth, attribuito a Robert Peake (1541-1619)

NOTE
1) shoon=shoes; altrove è scritto come “His breath was sweet as rose” (qui); letteralmente si traduce con “aveva le rose sulle scarpe”. Nelle versioni inglesi si riporta come “He’d knots of ribbons on his shoes“. E’ tipica della moda del Seicento la scarpa con fiocchetti e tacchi alti (unisex): le rose potrebbero essere dei ritagli in pelle ma anche il disegno di un tessuto come il broccato molto usato nell’abbigliamento barocco
2) più che un rozzo montanaro in kilt viene descritto un nobiluomo del periodo elisabettiano o più in generale d’epoca Tudor, ecco il dettaglio delle calze sorrette da una giarrettiera annodata con un fiocco, come era la moda del tempo
3) toon=town ma qui si intende le farmertoon scozzesi del Perthshire

LA VERSIONE INGLESE

La ballata viaggiando dalla Scozia verso l’Inghilterra trasforma Gilderoy in una vittima innocente, il cui unico crimine (che gli vale l’impiccagione) sembra essere stato quello di aver fatto sesso con la propria fidanzata! Più propriamente viene definito come un libertino un “rakish boy” e la ballata lo trasforma in un dandy decadente e donnaiolo.
Questa versione proviene dal signor Henry Burstow di Horsham, Sussex, che nel 1894 venne raccolta da Lucy Broadwood (qui)

ASCOLTA Ewan MacColl

ASCOLTA Shirley Collins in “For As Many As Will” 1978. Nelle note di copertina dell’album scrive ” Noted from Henry [Burstow] by Lucy Broadwood who wrote in the Folk-Song Journal: “Mr Burstow sang me one verse of Gilderoy and sent me the whole ballad a year later. I have omitted one stanza.” (This was the central part of verse 3.) I searched through the Lucy Broadwood file at Cecil Sharp House and came across the complete song, and the accompanying letter from Henry. He wrote, “Dear Madam … I give you the song the same as I have heard it sung many years ago … I dare say you can alter some of the words …”

ASCOLTA Jim Moray in “Jim Moray” 2006 riprende la versione di Shirley Collins e si ferma alla IV strofa


I
Now Gilderoy was as bonny a boy
as ever Scotland bred,
He’d knots of ribbons on his shoes
and a scarlet cloak so red (1).
He was beloved by the ladies all (so gay); he was such a rakish boy
he was my sovereign heart’s delight,
my handsome (bold young ) Gilderoy.
II
Young Gilderoy and I was born
both in one town together
And not past seven years of age
till we did love each other (3).
Our dads and mothers did agree
and crowned with mirth and joy
To think upon the bridal day (4)
‘twixt me and Gilderoy.
III
Now Gilderoy and I walked out
when we were both fifteen (5)
And gently he did lay me down
among the leaves so green (6).
When he had done what he (a boy) could do he rose and went away (7);
He was my sovereign heart’s delight,
my handsome Gilderoy.
IV
Now what a pity, a man be hanged
for stealing a woman there
For he stole neither house nor land,
nor stole neither horse nor mare (deer).
At length with numbers he was taken,
my handsome Gilderoy
Yet none dare meet him hand to hand, he was such a rakish boy (9).
V
An now we either in Edinburgh Town
it’s long ere I was there,
They hanged him high above
the rest and he wagged in the air.
His relics they were more esteemed
than Hector’s were at Troy,
I never loved to see the face
that gazed on Gilderoy.
VI
Now Gilderoy is dead and gone,
and how then should I live?
With a brace of pistols at my side,
I’ll guard his lonely grave.
They hanged him on the gallows high
for being such a rakish boy,
But he was my sovereign heart’s delight,
was my charming Gilderoy.
tradotto da Cattia Salto
I
Gilderoy era il più bel ragazzo
cresciuto in Scozia ,
aveva le scarpe con i fiocchi
e un mantello scarlatto tanto rosso;
era amato da tutte le donne
e un tale libertino (2),
lui era il mio padrone, la delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.
II
Il giovane Gilderoy ed io
eravamo dello stesso paese
e non trascorsero nemmeno sette anni
che ci innamorammo uno dell’altra;
i nostri genitori erano d’accordo
-coronato di gioia e letizia –
di pensare al giorno delle nozze
tra me e Gilderoy.
III
Gilderoy ed io, andammo a passeggiare
quando eravamo quindicenni
e con gentilezza lui mi coricò
tra l’erba verde,
dopo che ebbe fatto quello che voleva
si alzò e se ne andò;
era il mio padrone, la delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.
IV
E che peccato che un uomo sia impiccato
per aver derubato (un’altra) donna
perchè non prese né case, né terre,
e nemmeno cavalli o giumente (8)
Alla fine con i compari è stato preso
il mio bel Gilderoy,
e tuttavia nessuno osava fronteggiarlo
perchè era un tale libertino.
V
Adesso siamo entrambi a Edimburgo,
ma prima che io fossi lì
lo appesero al di sopra
degli altri a penzolare all’aria.
Le sue spoglie erano più stimate
che quelle di Ettore a Troia,
non ho mai amato vedere il viso
che si fissava su Gilderoy.
VI
Ora Gilderoy è morto e sepolto
e allora come posso sopravvivere?
Con un paio di pistole al mio fianco
veglierò sulla sua tomba solitaria.
Lo hanno impiccato sulla forca in alto
perchè era un libertino (10),
ma era il mio padrone e delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.

NOTE
1) Shirley Collins dice al contrario “and he would not soft ribbons wear./He’s pulled off his scarlet coat, he gartered below his knee.” mentre Jim Morey dice “and he would lots of ribbons wear,
He’s taken off his scarlet coat, and got a garter below his knee.”
2) rakish= rake, dissolute. Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi in quello che venne definito “the period of the rake“, nel corso del 17° secolo, alla corte di Carlo II d’Inghilterra: il libertino aristocratico era intelligente, colto, di spirito arguto e non poneva freni alle avventure amorose e all’abuso di sostanze inebrianti.
3)  Shirley Collins e Jim Morey dicono “And at the age of seventeen we courted one each other.”
4)  Shirley Collins e Jim Morey dicono “To think that I should marry me”
5) Shirley Collins e Jim Morey dicono “all in the fields together”
6) e proseguono: He took me round (by)the waist so small and down we went together.
7) Shirley Collins e Jim Morey dicono “he rose and kissed his joy
8) in altre versioni vengono invece nominati i cervi ricollegando più espicitamente la figura di Gilderoy con le attività tipiche dei fuorilegge dediti al furto di bestiame, alle aggressioni a scopo di rapina e al bracconaggio
9) Shirley Collins cambia completamente il verso e dice:  For he was beloved by the old and the young and he was such a rakish boy,
He was my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy. Chiude il canto con la V strofa che dice: Now Gilderoy they’ve hung him high and a funeral for him we shall have;
With a sword and a pistol by my side I’ll guard my true love to his grave./For he was beloved by the young and the old and he was such a rakish boy,/He was my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy.
10) in realtà i libertini che non pagavano i loro debiti erano detenuti in prigione

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
http://www.poetrynook.com/poem/gilderoy-2 http://www.darachweb.net/SongLyrics/Gilderoy.html http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15859 http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94500348&mode=transcription http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-066,-page-67-gilderoy.aspx http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/gilderoy.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2457 http://thesession.org/tunes/566 http://52folksongs.com/2012/08/31/as40-gilderoy/ http://www.gutenberg.org/files/38845/38845-h/38845-h.html#gilderoy

THE BRAES O’ KILLIECRANKIE

Ennesima canzone di origine scozzese che si innesta nel filone delle  canzoni giacobite
[Ho dedicato un paio di pagine per inquadrare storicamente la questione giacobita, (Jacobite Rising) QUESTIONE GIACOBITA: ANTEFATTO E ATTO I dalla deposizione  di Re Giacomo II e i tentativi del figlio Giacomo Stuart (Old Pretender) di riprendersi il trono vedi]

IL RE DEPOSTO

Qui siamo agli inizi della ribellione, passata alla storia come Gloriosa Rivoluzione, il re venne dichiarato decaduto sia dal parlamento inglese che sa quello scozzese e nel 1689 “rimpiazzato” di fatto da Guglielmo III. Giacomo II cercò di riprendersi il trono sbarcando nell’Irlanda cattolica con un esercito francese e la speranza (rivelatasi ben presto vana) di raggiungere Londra a capo dei suoi sostenitori.

John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee
Bonnie Dundee

Nel frattempo John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee (1648–1689), noto nell’Ottocento come “Bonnie Dundee” (vedi ) si era rifiutato di giurare fedeltà a Guglielmo anzi aveva complottato con altri “giacobiti” ovvero sostenitori di Giacomo in favore della ribellione armata: corse in lungo e in largo per le Highlands allo scopo di radunare un piccolo esercito (da sottolineare la parola piccolo). Lo scontro avvenne in data  27 luglio 1689 contro le truppe guidate dal generale Huge Mackay in un attacco a sorpresa al passo di Killiecrankie.

Killiecrankie è una parola che in gaelico significa “bosco tremulo” ovvero “il bosco degli alberi di pioppo” e sta a indicare un passo di montagna tra Blair Atholl e Pitlochry nel Perthshire: la valle percorsa e dal fiume Garry nel suo punto più stretto è attraversata dalla strada principale che unisce le Highlands e le Lowlands, quella che si dice una tipica “glen” scozzese, in autunno la valle si accende di giallo ed è un vero spettacolo.

IL TEATRO DELLE OMBRE DOLENTI

Intorno alla battaglia sono sorte numerose leggende di fantasmi, la più citata è quella di una signora inglese in vacanza nelle Highlands che un giorno decise di andare in bicicletta lungo la vallata del fiume Garry. Aveva appena superato il castello di Blair (dalle imponenti mura) e poco dopo la vallata si stringeva, era arrivata al passo di Killiecrankie, tutt’intorno i boschi di betulla. La nostra signora intenzionata a fare un pic-nic, cercò un posto panoramico tra le rocce verdi di muschio. E lì si addormentò complice il tiepido sole, il cinguettio degli uccelli, e il mormorio dell’acqua sottostante.
Ore dopo, nel cuore della notte, la donna si svegliò destata da un cupo rimbombo e vide.. sotto i raggi della luna piena, una massa confusa di uomini nelle loro uniformi rosse, raggruppata all’imboccatura della valle, e su di loro un’orda di Highlanders che caricavano urlando: i fucili degli inglesi mietevano le vittime tra le fila scozzesi, ma la carica fu inarrestabile, gli spadoni degli Highlanders colpivano senza tregua e l’aria era piena di lamenti. I corpi cadevano nel fiume tingendolo di rosso, gli inglesi erano nel panico e finivano sotto gli zoccoli dei loro stessi cavalli. Alla fine della battaglia l’odore di morte era ovunque e nel cielo volteggiavano le aquile pregustando il banchetto: tra i cadaveri e i corpi morenti si aggirava una fanciulla che spogliava i soldati di gradi, cinture e scarpe e di tutti gli oggetti di valore, finendoli con un colpo di pugnale!

VERSIONE DI ROBERT BURNS (1789)

Chi canta è un soldato che chiede ad un altro soldato se abbia combattuto nella battaglia di Killiecrankil (Killiecrankie); la domanda è ironica perchè il primo soldatino è tutto elegante e spensierato, mentre colui che canta probabilmente è un veterano, che ha combattuto nelle truppe di MacKay, e ammonisce chi ascolta di aver incontrato Dundee (e le sue truppe indiavolate) a Killiecrankil. Le frasi possono sembrare oscure, condite dal tipico sarcasmo scozzese, così nel giustificare la sconfitta filo-governativa si esalta il valore degli Highlanders!

La melodia proposta da Robert Burns è la stessa di “The Rig Lea” che suonata lenta è un vero e proprio lamento, tuttavia la maggior parte delle interpretazioni più moderne propendono per una marcia. Una melodia con il titolo “Keel Cranke” è stata pubblicata da Henry Playford nel suo “Original Scots Tunes” (1700)  una melodia già riportata nel “Leyden Tablature Manuscript” (1692) spartito musicale sul quale Robert Burns scrisse la sua poesia. John Glen (Early Scottish Melodies, 1891) fa ancora un passo indietro e suggerisce che il ritornello di questa melodia derivi da “My Mistres blush is bonny” trascritta nello “Skene Manuscripts” (c. 1615 – 1635).

I versi dalla I alla III strofa sono stati composti da Robbie riprendendo il brano tradizionale che circolava dal secolo precedente, mentre il ritornello è rimasto quello originario (come riferito da William Stenhouse:   “The chorus is old. The rest of it, beginning “Whare hae ye been sae braw, lad”, was written in 1789 by Burns on purpose for the Museum”) . Gli ultimi due versi sono un’aggiunta del poeta James Hogg nella ristampa della canzone nella sua raccolta “Jacobite Reliques ” del 1819. La IV strofa potrebbe essere la risposta del ragazzo al veterano con l’immediata replica.

ASCOLTA The Irish Rovers (sarà perchè sono canadesi, con un repertorio perlopiù irish, ma la versione che cantano è leggermente diversa da quella standard)

ASCOLTA The Picts  in ‘Chiefly in the Scottish Dialect’ definiti Scottish folk rockers, che ci danno di brutto con cornamuse e tamburi. Si fermano alla III strofa


I
Where hae ye been sae braw, lad?
Whare hae ye been sae brankie(1),
Whare hae ye been sae braw, lad?
Cam ye by Killiecrankie, O?
Chorus.
An(2) ye had been whare I hae been,
Ye wad na been sae cantie(3), O;
An ye had seen what I hae seen,
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
II
I faught at land, I faught at sea,
At hame I faught my Auntie(4), O;
But I met the devil an’ Dundee(5),
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
III
The bauld Pitcur(6) fell in a furr(7),
An’ Clavers(8) gat a clankie(9), O;
Or I had fed an Athole gled(10),
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
IV
O fie, Mackay(11), what gart(12) ye lie
I’ the bush ayont the brankie(1)-O?
Ye’s better kiss’d King Willie’s loof(14)
Than come to Killicrankie-O
V
It’s nae shame, it’s nae shame
It’s nae shame to shank(15) ye-O
There’s sour slaes(16) on Athol Braes
And de’ils at Killicrankie-O.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
Dove sei stato ragazzo così elegante? Dove sei stato così spensierato(1)?
Dove sei stato ragazzo così elegante?
Vieni da Killiecrankie?
RITORNELLO
Se fossi stato dove io sono stato
non saresti così allegro
se avessi visto quello che io ho visto
al passo di Killiecrankie
II
Ho combattuto per terra e per mare,
a casa ho combattuto mia zia(4),
ma ho incontrato il diavolo e Dundee(5) al passo di Killiecrankie
III
Il coraggioso Pictur(5) è caduto in un fosso, e Claverhouse (7) ha preso un  brutto colpo
e anch’io avrei nutrito un falco di Atholl(9) al passo di Killiecrankie
IV
O vergogna Mackay(11) cosa ti ha fatto nascondere nei cespugli tra gli argini?
Hai baciato la mano di Re Guglielmo
e poi sei andato a Killiecrankie
V
Non è vergogna, non è vergogna
non è vergogna scappare
c’è un acido prugnolo sulla collina di Atholl e il diavolo a Killiecrankie

NOTE
1) Brankie= brank è una parola dai molti significati ma poco usata; alcuni la traducono come “gaudy, spruce“, “finely or showily dressed” Nel secondo verso della IV strofa il significato è invece “behave violently or without restraint“( XV sec), “violent strife” per cui la traduzione più probabile è “beyond the battle“. Altri propendono per un errore di battitura al posto di “bankie” (inteso come riva di un fiume)
2) An=if
3) Cantie= jolly
4) il verso è un po’ oscuro: un goccio di ironia per dire che il protagonista quando non ha un nemico contro cui combattere, se la prende anche con i suoi parenti o con una indomabile zia contro la quale è vana ogni battaglia? Potrebbe alludere alla lotta tra i clan scozzesi divisi dal giuramento di fedeltà per l’uno o l’altro re ma anche ai frequenti litigi  (e faide) per questioni d’onore tra i clan
5) anche se i due personaggi sono distinti si potrebbe tradurre anche come “quel diavolo di Dundee”
6) Bauld (bold) Pitcur= “Haliburton of Pitcur” combattè dalla parte dei giacobiti
7) Furr= furrow canale di drenaggio, fossato
8) Clavers= abbrevviazione di Claverhouse. John Graham fu Lord di Claverhouse prima di essere nominato conte di Dundee (e soprannominato Bonnie Dundee). “Bluidy Clavers” era il nome che gli veniva dato dai filo-governativi. I clan giacobiti furono principalmente i Cameron, Donald, Stuart e McLean, complessivamente se ne sono contati una cinquantina di cui solo una parte di religione cattolica, ma nessuno di fede presbiteriana. Durante la battaglia Dundee soccorre il clan MacDonald ed è ferito gravemente da un colpo di moschetto (secondo la leggenda è stato colpito da un proiettile d’argento,(l’unico metallo che poteva ferirlo, perchè era creduto un alleato del diavolo). Dundee vinse la battaglia (al prezzo di forti perdite) ma morì la notte stessa
9) Clankie= knocked
10) Athole è l’antico nome per l’area del Perthshire, ma anche un riferimento a Blair Atholl il paese dove è costruito Balir Castle, un punto strategico sulla strada principale per le Highlands, casa del clan Murray. Il Duca di Atholl John Murray giurò fedeltà al nuovo governo (anche se due dei suoi figli passarono alla causa giacobita) ma il castello finì nelle mani dei giacobiti. Lord Murray era intenzionato a riprendersi il suo castello e il generale Hugh Mackay era andato in suo soccorso. Dundee con l’intenzione di intercettare MacKay radunò i clan delle Highlands fedeli alla causa giacobita a Blair Atholl (ne arrivarono piuttosto pochi). La frase potrebbe voler dire che anche il nostro veterano avrebbe potuto essere pasto par i rapaci
Gled= hawk, ma anche “greedy person” una persona avida, rapace
11) il generale Hugh Mackay di Scourie, scozzese delle Lowland andò in soccorso delle truppe di John Murray: così nelle truppe che combatterono a Killiecrankil si trovavano scozzesi delle Lowlands ma anche delle Highlands dei clan che avevano giurato fedeltà al nuovo re e veterani delle guerre olandesi. Vennero chiamati “Williamites“. Erano in 4.000 ovvero il doppio dei Ribelli, ma combattevano con le tattiche standard dell’esercito inglese: un colpo di moschetto e poi la carica con le baionette. Così l’assalto con la tecnica dell'”Highland charge” (l’assalto all’arma bianca con tanto di urlo selvaggio) li colse ancora nel tentativo di innestare le loro baionette.
12) Gart = make
14) King Willie’s loof = palm of the hand.  Re Guglielmo III regnò sulla Gran Bretagna dal 1689 al 1702 in qualità di marito della Regina Maria II
15) Shank = leg e to shank-= to run away (to flee)
16) Slaes = sloes, blackthorns. Il frutto molto amaro era usato per fare il gin

La traduzione in francese qui

 UNA PASSEGGIATA NEI BOSCHI

Nel Pertshire la canzone commemorativa della battaglia è di rigore, e il luogo merita una visita (da evitare però le ore notturne, per non incontrare qualche fantasma). Nel percorso proposto (qui) si parte dal “Salto del soldato” per arrivare fino al borgo di Pitlochry. Si dice che in questo punto (the Soldier’s Leap) un soldato delle truppe di MacKay, tale Donald MacBean, abbia saltato da sponda a sponda il fiume Garry per sfuggire alle truppe giacobite e alla morte certa.

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Sebbene sia il tratto più stretto della gola la distanza è della bellezza di 5,5 metri così è tramandata la testimonianza del prodigioso salto: “I went above the Pass, where I met with another water very deep; it was about 18 foot over betwixt two rocks. I resolved to jump it, so I laid down my gun and bat and jumped, and lost one of my shoes in the jump. Many of our men were lost in that water.”

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/killie.htm
http://www.scotsmag.com/articles/killiecrankie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28904
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=16531
https://wizzley.com/battlefield-killiecrankie-hauntings/

http://smalltownoilwife.blogspot.it/2013/04/pitlochry-part-2-killiecrankie-trail.html
http://www.undiscoveredscotland.co.uk/blairatholl/killiecrankie/

BESSY BELL AND MARY GRAY

La ballata “Bessie Bell and Mary Gray” risale quantomeno al 1600 ed è stata stampata per la prima volta da Charles Kirkpatrick Sharpe con il titolo “The Twa Lasses“, riportata anche nelle Child Ballads al # 201. Si trova tuttavia solo in forma frammentaria per cui la storia e i suoi significati ci sfuggono o si sono stratificati nel tempo.

LA LEGGENDA SCOZZESE

Secondo la leggenda scozzese diffusa localmente nei dintorni di Perth, Betsy Belle e Mary Gray erano due amiche  molto belle, figlie di due signori (rispettivamente il Laird di Kinvaid e il Laird di Lednock), che, per sfuggire alla peste, si costruirono un rifugio isolato nella campagna. Purtroppo morirono ugualmente, contagiate dal ragazzo che portava loro i viveri. Il luogo di sepoltura, meta di molte escursioni, sarebbe il Dranoch-haugh vicino alle rive del fiume Almond, in cui sono stati ritrovati i resti di due sepolture.
Pensando di sfuggire alla pestilenza che aveva colpito la regione di Perth nel 1645, Bessy Bell e Mary Gray, due giovani donne ammirate per la loro bellezza, si costruirono una capanna in un luogo appartato a circa otto miglia dalla città. Tutto fu inutile: la peste arrivò anche lì e ghermì le due povere ragazze. Nella sua inusuale e folgorante brevità, Bessy Bell and Mary Gray è comunque un capolavoro, una delle “pietre miliari” della balladry britannica: gioventù, bellezza, nobiltà non possono niente davanti alla Nera Signora che colpisce indiscriminatamente poveri e ricchi, brutti e belli. Alle nobildonne non è risparmiato neanche l’ultimo oltraggio: invece di riposare con tutti gli onori in un cimitero, accanto ai membri delle loro famiglie, i due cadaveri restano abbandonati a disfarsi sulle rive di un fiume. Il senso della ballata sembra dunque essere quello di un ammonimento. Anche una ninna-nanna inglese menziona le due gentildonne scozzesi, ma senza alcuna traccia della pestilenza. (Riccardo Venturi)

Le due fanciulle, una bionda come il grano, l’altra nera come l’ala del corvo, sono rappresentate secondo il dualismo tipico della narrativa fiabesca, in cui in genere la bionda è quella buona (servizievole, rispettosa della tradizione, piena di buoni sentimenti) mentre quella bruna è la cattiva: come ci ricorda Giordano Dall’Armellina, il corpus più antiche delle ballate medievali provengono dai paesi scandinavi  (i vichinghi invasori), “dove la maggior parte delle genti era bionda o rossa e quelli che avevano i capelli neri erano i diversi, talvolta i nemici di altre tribù lontane. Non a caso nella loro mitologia, che è diventata comune anche nel resto d’Europa, la fata buona è bionda mentre la strega ha sempre i capelli neri.

Qui entrambe sono buone e belle (ma a volte quando viene rivelata la loro origine, la bionda è una nobile, la bruna è una popolana) anzi, la bellezza delle due fanciulle era leggendaria e dovevano aver spezzato molti cuori tra i laird della contea, se la loro morte fu così celebrata. Alcuni insinuano che il loro rapporto fosse più che amicale e sebbene l’episodio sia riferito alla pestilenza che si abbattè sulla Scozia nel 1645 il brano potrebbe essere più antico, se nella sua versione di nursery-rhyme (trovata sia in Scozia che in America) alcuni hanno intravisto il tormentato rapporto tra Elisabetta I e la sorellastra Maria
Bessy kept the garden gate,
And Mary kept the pantry;
Bessy always had to wait,
While Mary lived in plenty

two-sisters
Elisabetta I e Maria Tudor

LA LEGGENDA IRLANDESE

La leggenda deve aver colpito l’immaginario scozzese al punto da dare il nome di Betsy Belle e Mary Gray a due colline molto simili, situate nei pressi di Omagh, Newtownstewart, nella contea di Tyrone (Irlanda del Nord) e non nel Donegal come a volte erroneamente collocate, segno che la ballata si era diffusa anche tra gli scozzesi trapiantati nell’Ulster irlandese in seguito alla politica di “colonizzazione” iniziata nel 1500 dall’Inghilterra. La leggenda ha raggiunto anche l’America e in Virginia le colline gemelle di Staunton, sono state ribattezzate col nome delle due ragazze.

Nella città di Omagh (contea di Tyrone) il racconto ricostruito nell’Ottocento vuole che le due ragazze fossero amiche, ma Bessy di nobile discendenza mentre Mary di più umili origini. La prima capricciosa e impulsiva, la seconda calma e introspettiva. Anche in questa versione è presente un ragazzo innamorato, ma non c’è la peste.

PRIMA VERSIONE: CHARLES KIRKPATRICK SHARPE

Questo frammento è quello riportato anche nella ballata numero 201 di Child: le due fanciulle si costruirono una capanna rudimentale su un colle (ovvero riadattarono un capanno di caccia detto Burn Braes nei dintorni di Lednock), ma furono comunque raggiunte dalla peste (forse perchè già infette). I loro corpi invece di essere sepolti al cimitero stanno a disfarsi sotto il sole… immagine cruda e crudele eppure così realistica rispetto ai cupi tempi della pestilenza!

Ballad Book di Cecil Kirstensen Sharpe (1823), p. 62
They war twa   bonnie lasses;
They bigget (1) a bower on yon burn brae
An’ theekit(2) it o’er wi’ rashes.
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit(3) it o’er wi’ heather;
But the pest cam frae(4) the burrows-town(5)
And slew them baith(6) thegither(7).
They thought(8) to lye in Methven kirk yard(9)
Amang their noble kin;
But they maun(10) lye in Stronach haugh(11),
To biek(12) forenent(13) the sin(14).
And Bessy Bell and Mary Gray,
They war twa bonnie lasses;
They bigget a bower on yon burn brae,
An’ theekit it o’er wi’ rashes.

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.
Pensavan di riposare al cimitero (9) di Methuen
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.
Bessy Bell e Mary Gray
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche

NOTE
1) biggit = built;
2) theekit = thatched, covered;
3) a volte scritto come happit = wrapped;
4) frae = from;
5) baith = both;
6) burrows-town = borough
7) thegither = together
8) thocht = thought;
9) non è ben chiaro perchè le due ragazze non potessero essere seppellite nel cimitero, all’epoca della pestilenza i corpi venivano bruciati per evitare il contagio oppure seppelliti in fosse comuni lontani dall’abitato, oppure non c’erano abbastanza vivi da riuscire a seppellire tutti i morti soprattutto quelli che vivevano in posti isolati. Secondo la testimonianza di Don John Dowe parroco di Methuen le due ragazze sono state seppellite nei dintorni della tenuta di Lednock.
10) maun = must;
11) haugh = level ground on the banks of a river;
12) beik = bask;
13) forenent = opposite, facing, over against, in opposition to; beneath;
14) sin = sun con buona pace di coloro che lo traducono con “peccato”

Il trionfo della Morte, dettaglio affresco ca. 1448, Palazzo Abatellis, Palermo

SECONDA VERSIONE IN JOHN COX (Folk Songs of the South, 1925)

In questa versione collezionata in America è aggiunta una strofa (la terza) piuttosto oscura. Alcuni ritengono che sia migrata da un’altra ballata (senza tuttavia trovare un effettivo riscontro) ma il significato dei versi, un codice ben comprensibile ai contemporanei, a noi sfugge.
Posso solo incidentalmente osservare come il verde sia considerato nelle ballate il colore dell’innocenza.

III
They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green (14)
To ride through the streets of yarrow(15)

[In italiano:
III
Non avranno le loro scarpe rosse
e nemmeno quelle gialle
ma avranno le loro scarpe verdi (14)
per calcare i sentieri di achillea (15)]

ASCOLTA Steeleye Span (strofe I, II, III, IV)


ASCOLTA Jyll Skinner (strofe I, II, I) questa versione è una inquietante nenia..

I
Betsy Bell and Mary Gray,
They were bonny lasses.
They bigget a bower on yon burnside,
And theekit it o’er wi’ rashes.
II
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit it o’er wi’ heather.
But the plague came from the burrows-town,
And it slew them baith thegither.
III
They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green(14)
To ride through the streets of yarrow(15)
IV
They thought to lye in Methren Kirk yard,
Among their noble kin.
But they maun lye in Stronach haugh,
All art beneath the sun.

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
I
Betsy Bell and Mary Gray,
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
II
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.
III
Non avranno le loro scarpe rosse
e nemmeno quelle gialle
ma avranno le loro scarpe verdi (14)
per calcare i sentieri di achillea (15)]
IV
Pensavan di riposare al cimitero (9) di Methuen
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.

NOTE
14) Il termine “So green as the leaves” sta a significare l’innocenza della creatura, un modo di dire risalente all’epoca elisabettiana; anche nell’Amleto Polonio dice di Ofelia “She is a green girl“. Se oggi essere al verde significa non avere soldi un tempo era sinonimo di ignoranza sulle cose del mondo! (vedi)
IL VERDE E I SUOI SIGNIFICATI (vedi)
15) scritto anche come “to walk the street of Yarrow” Yarrow è il termine inglese per indicare comunemente l’achillea una pianta erbacea perenne (vedi). Le foglie sono caratteristiche e frastagliate e i fiori piccoli composti da tanti fiorellini bianchi o rosa (come dei gigli in miniatura) a cinque petali raggruppati nel centro e coronati da cinque petali a tre lobi. E’ anche il nome di un fiume del Lancashire e potrebbe essere inteso come il nome di un villaggio, ma in questo contesto è un modo poetico per indicare dei sentieri erbosi. Sicchè i versi stanno a dire: le due fanciulle non indosseranno scarpine elaborate e costose, ma delle più comuni scarpe verdi per camminare per i sentieri solitari tra prati e boschetti, lungo le rive del fiume

TERZA VERSIONE DI ALLAN RAMSAY 1720

Una versione, con intento umoristico, pubblicata nello “Scots Musical Museum” Vol II è attribuita a Allan Ramsay il quale ha mantenuto la prima strofa del frammento già in Charles Kirkpatrick Sharpe e poi ci ha ricamato su..
La leggenda locale racconta in effetti di un innamorato che qui si “tormenta” perchè, inizialmente orientato verso la bionda Betsy, resta folgorato dalla bellezza della bruna Mary; così prosegue le strofe nel decantare e soppesare le peculiarità di entrambe, sempre più indeciso. Alla fine mentre sembra rassegnato ad accontentarsi di una sola, la peste gli leva il problema uccidendole entrambe! Chissà cosa avrebbe scritto Robert Burns se si fosse soffermato (nel suo tour per la Scozia) anche lui nei pressi della presunta sepoltura delle due belle!

La melodia è stata pubblicata da John Playford nella prima edizione de “The English Dancing Master” (1651) con il titolo “A Health to Betty” e in “Original Scotch Tunes” (1700) con il titolo “Bess Bell

ASCOLTA Cherish the Lady ,2005


I
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lasses
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
Fair Betsy Belle I loved so well and thought I ne’er could alter
But Mary Gray’s two cheeky eyes caused all my fancy falter
Chorus
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lasses
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
II
Betsy’s hair’s like flaxen gold, she smiles like a May morning
When Phoebus starts from Thoetus(16) lap the hills with rays adorning
White is her neck, soft is her hand, her waist and feet flow gently
With every grace she can command, her lips I vow are dainty
III
Mary’s locks are like the crow, her eyes like diamond’s glances
She’s aye so clean red up and raw, she kills whene’er she dances
Blithe as a kid with wit and will, she’s blooming, tight and tall is
And guides her airs so graceful still, oh Jove, she’s like thy palace
IV
Young Betsy Belle and Mary Gray, ye unco saer oppress us
Our fancies fee between ye two, ye are such bonnie lassies
Woe’s me for both I cannot get, to one by law we’re stinted
Then I’ll draw straws and take my fate and be with one contented
V
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lassies
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
But Betsy Belle nor Mary Gray could quell my fancy ever
The plague came from the burrows town, it slew them both together

TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
Era la bella Betsy Belle che io amavo tanto, pensando di non cambiare mai, ma i due occhi impertinenti di Mary Gray fecero vacillare la mia inclinazione.
CORO
Oh Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
II
I capelli di Betsy sono come grano dorato, lei sorride come una mattina di primavera, quando Febo parte dal grembo di Teti e adorna le colline con i raggi; bianco è il collo, morbida la mano, vita e piedi si muovono con delicatezza e con tutta la grazia che è in suo potere, le sue labbra, lo giuro, sono squisite
III
Le trecce di Mary sono (nere) come corvo e gli occhi brillano come diamanti, è così semplice ordinata e naturale, ella uccide ogni volta che danza, allegra come un bambino, di spirito e volenterosa, sta sbocciando dritta e alta e modula i canti anche in modo così grazioso, oh Giove, è (maestosa) come il tuo palazzo
IV
Giovani Betsy Belle e Mary Gray voi così sorprendenti, ci soggiogate,
i nostri desideri si spartiscono tra voi due, voi siete cosi belle fanciulle,
mal per me che non posso avervi entrambe secondo la legge del passato,
allora tirerò dritto per il mio destino e di stare con una (di voi) mi accontenterò!
V
Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
Ma né Betsy Belle e nemmeno Mary Gray potranno più soddisfare il mio desiderio venne la peste dalla città e le uccise tutte e due.

NOTE
16) Febo ossia Apollo incarnazione del Sole sorge da Teti, dea del Mare figlia di Nereo nota per essere la madre di Achille. Come dio solare percorreva il cielo con il suo cocchio d’oro trainato da quattro cavalli.

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/song-midis/Bessy_Bell_and_Mary_Gray_2.htm
https://archive.org/details/folksongsofsouth00coxj
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/
songs/betsybellandmarygray.html

http://www.contemplator.com/scotland/bessie.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?ThreadID=30105
http://mysongbook.de/msb/songs/b/twalasse.html
http://www.celticlyricscorner.net/cherish/betsy.htm
http://mamalisa.com/?t=hes&p=1813&c=116
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-128,-page-134-bessy-bell,-and-mary-gray.aspx
http://bestparksandrecreationblog.com/2012/07/24/the-legend-of-betsy-bell-and-mary-gray-part-1-of-3/
http://bestparksandrecreationblog.com/2012/07/26/the-legend-of-betsy-bell-and-mary-gray-part-ii/
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87812398&mode=transcription
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-201-bessy-bell-and-mary-gray.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/22-bessie-bell-and-mary-gray.aspx

BIRKS OF ABERFELDY

Falls of Moness Aberfeldy PerthshireLe Betulle di Aberfeldy sono una amena e rinomata località del Loch Tay nel Perthshire, visitata da Robert Burns durante il suo tour per la Scozia con l’amico William Nicol.
La località a quei tempi era conosciuta come “The Den of Moness” essendo den una vecchia parola per indicare la tana o il rifugio, ma anche la grotta o gola e il Moness un fiume che in quel punto ha scavato una spettacolare cascata tra le rocce. Robbie è rimasto così colpito dal torrente e dalle sue cascate, da descriverlo nella sua poesia che intitolò “Birks di Aberfeldy”.
La passeggiata di allora è ripercorribile anche oggi ed è un sentiero ad anello di circa 4 km denominato guarda caso “Birks di Aberfeldy”, lungo la gola del fiume con tre attraversamenti mediante ponticelli per passare da una sponda all’altra e ammirare le cascate (vedi).
Il paesaggio è molto suggestivo e in rete si trovano numerose descrizioni e fotografie riprese un po’ in tutte le stagioni e dalle più varie angolazioni.

La canzone è stata scritta interamente da Robert Burns nel 1787 (tranne il ritornello) adattandola ad una vecchia aria scozzese da danza.

SCOTCH AYRE

La melodia compare per la prima volta nel Dancing Master di J. Playford con il titolo di “Scotch Ayre (A)” e anche in varie raccolte da danza settecentesche.
La ritroviamo successivamente in varie pubblicazioni sotto i più svariati titoli: in Favourite Country Dances, vol. 2 (1765) di Charles & Samuel Thompson come ” The De’els Dead” e nella Compleat Collection of Celebrated Country Dances (1740) di Wright sia come “Berks of Abergelde” che “Cast a Bell” infine nel Scots Musical Museum, vol. 2 (1788) come “Bonnie Lassie Will You Go”.

ASCOLTA arrangiamento strumentale dal manoscritto di Robert Louis Stevenson (Huntington Library) vedi anche per partitura

Per la selezione dei brani da ascoltare su YouTube non c’è molto, ma si può ricorrere a Spotify specialmente per i due brani indicati:
ASCOLTA Ronnie Browne in Robert Burn The Complete Songs 2009
ASCOLTA Shira Kammen in A celebration of Robert Burns 2005 con un interessante accompagnamento al clavicembalo

ASCOLTA Caprice in Girdenwodan Part I 2012: il gruppo russo di atmosfera fantasy assolutamente surreale e teatrale su musica composta da Anton Brejestovski, Il ritmo dell’arpa evoca le cascatelle del torrente e l’uso di più voci in canone nel ritornello è assolutamente da malia incantata-richiamo per catturare le belle fanciulle e coinvolgerle nella danza delle fate. L’uso dei fiati e del violino è magistrale! (devo dire che occorre ascoltarlo un po’ di volte per farsi prendere dal brano).  Per un ascolto integrale del cd vedi


Chorus:
Bonnie lassie, will ye go,
Will ye go, will ye go?
Bonnie lassie, will ye go
Tae the birks(1) of Aberfeldy?
I
Now Simmer blinks(2) on flow’ry braes(3),
And o’er the crystal stream lets plays;
Come, let us spend the lightsome(4) days
In the birks of Aberfeldy.
II
The little birdies blythely sing,
While o’er their heads the hazels hing(5),
Or lightly flit on wanton wing
In the birks of Aberfeldy.
III
The braes ascend like lofty wa’s,
The foaming stream, deep-roaring, fa’s
O’erhung wi’ fragrant-spreading shaws(6)
The birks of Aberfeldy.
IV
The hoary cliffs are crown’d wi flowers,
White o’er the linns(7) the burnie(8) pours,
And, rising, weets(9) wi’ misty showers
The birks of Aberfeldy.
V
Let Fortune’s gifts at random flee,
They ne’er shall draw a wish frae me;
Supremely blest wi’ love and thee
In the birks of Aberfeldy
Traduzione di Cattia Salto
Ritornello
Bella ragazza vuoi venire
vuoi venire, dai vieni?
Bella ragazza vuoi venire
alle Betulle di Aberfeldy?
I
Ora l’estate risplende sui pendii fioriti
e gioca con il ruscello di cristallo;
vieni passiamo i giorni in allegria
alle Betulle di Aberfeldy
II
Gli uccellini spensierati cantano
mentre sopra le loro teste pendono i noccioli,
o con leggerezza volteggiano sull’ala ribelle,
alle Betulle di Aberfeldy
III
Le rive salgono come alte mura,
il torrente spumeggiante, in un boato, cade, sovrastato dai boschi che spandono le fragranze delle Betulle di Aberfeldy
IV
Le balze nude sono coronate di fiori,
bianco nella cascata il torrente si riversa,
e, salendo, bagna con gocce di nebbia
le Betulle di Aberfeldy
V
I doni del Fato a caso cadono,
non hanno mai esaudito un mio desiderio,
così sarò sommamente benedetto dal tuo amore,
nelle betulle di Aberfeldy

NOTE
1) birks: birches. Il ritornello è per la verità un frammeno di una vecchia canzone
2) blinks: shines
3) braes: hillsides
4) lightsome: merry
5) hing: hang
6) shaws: woods
7) linns: waterfalls
8) burnie: stream
9) weets: wets

FONTI
http://wikilivres.ca/wiki/Songs_of_Robert_Burns/Now_simmer_blinks_on_flowry_braes
http://www.fourjandals.com/europe/walking-the-birks-of-aberfeldy-the-falls-of-moness-exploring-scotland/
http://www.walkhighlands.co.uk/perthshire/birks-of-aberfeldy.shtml
http://www.robroyway.com/birks.html
https://sites.google.com/a/music-of-robert-louis-stevenson.org/birks-of-aberfeldy/
http://tunearch.org/wiki/Birks_of_Abergeldie_(The)

ILLUSTRAZIONI:
Il dipinto della cascata: http://perthshire.blogspot.it/2007/09/falls-of-moness-aberfeldy-perthshire.html

LOCH TAY BOAT SONG

Iorram Loch Tatha è una slow air tradizionale arrangiata da Anne Campbell MacLeod mentre il testo è di Harold Boulton.

SIR HAROLD BOULTON

Sir Harold Boulton (1859 – 1935), inglese, eclettico personaggio dell’Ottocento, ricco imprenditore, filantropo, traduttore di canzoni in lingua gaelica ha curato “Songs of The North : Gathered Together from the Highlands and Lowlands of Scotland “, in 4 volumi (1885-1926), ma anche Songs of the Four Nations: A Collection of Old Songs of the People of England, Scotland, Ireland and Wales (1892) e Our National Songs (3 volumi, 1923-31). Ha scritto Songs Sung and Unsung (1894) oltre a vari libretti sempre sui canti della Scozia, ha scritto anche un poemetto in versi dal titolo The Huntress Hag of Blackwater: A Mediaeval Romance (Londra: Philip Allan, 1926).

Uomo del suo tempo era innamorato della Scozia e delle sue tradizioni popolari e ha scritto molte canzoni ambientate in quella terra, ricche di spunti propri della poesia romantica. Con un vezzo tipico degli scrittori del tempo (e dei pre-romantici con James MacPerson in testa) gioca sull’ambiguità della “traduzione del gaelico” di antichi canti popolari e la loro riscrittura o composizione ex-novo.

LA CANZONE DEL BARCAIOLO

Loch Tay Boat Song nel libro Songs of the North Vol III è definita con il sottotitolo in gaelico una Iorram del Lago Tay ossia una canzone ai remi. Non proprio una shanty song,  un “iorram” (pronuncia ir-ram) aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre. Il tempo è in 3/4 o 6/8: la prima battuta è molto accentuata e corrisponde alla fase in cui il remo è sollevato e portato in avanti, 2 e 3 sono il colpo all’indietro. Alcune di queste arie sono ancora suonate nelle isole Ebridi come valzer. La melodia è stata raccolta sul campo dalla voce della signora Cameron a Inverailort, nel distretto di Moidart, nel 1870

Qui però siamo nel Perthshire nel “cuore della Scozia” come è definita la sua più affascinante regione, nel placido lago Tay e nel tramonto della sera, un barcaiolo canta per la sua nighean ruadh, la ragazza dai capelli rossi che l’ha lasciato.

ASCOLTA Silly Wizard

ASCOLTA Paul McKenna

ASCOLTA Jeff Snow versione strumentale per chitarra


TESTO DI SIR HAROLD BOULTON
I
When I’ve done my work of day,
And I row my boat away,
Doon the waters o’ Loch Tay,
As the evening light is fading,
And I look upon Ben Lawers(1),
where the after glory glows,
And I think on two bright eyes,
And the melting mouth below.
II
She’s my beauteous nighean ruadh,
She’s my joy and sorrow too.
And although she is untrue,
Well I cannot live without her,
For my heart’s a boat in tow,
And I’d give the world to know
Why she means to let me to,
As I sing horee, horo.
III
Nighean ruadh your lovely hair,
Has more glamour I declare
Than all the tresses rare,
`Tween Killin and Aberfeldy(2).
Be they lint white, brown or gold,
Be they blacker than the sloe,
They are worth no more to me,
Than the melting flake o’ snow.
IV
Her eyes are like the gleam,
O’ the sunlight on the stream,
And the song the fairies sing,
Seems like songs she sings at milking(3)
But my heart is full of woe,
For last night she bade me go
and the tears begin to flow,
As I sing ho-ree, ho-ro.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Quando il mio giorno di lavoro è finito, remo con la mia barca lontano
sulle acque del Loch Tay
mentre la luce della sera svanisce,
e mi rivolgo verso Ben Lawers(1)
dove risplende l’ultimo chiarore
e sogno due occhi luminosi
e una bocca allegra sotto
II
Lei è la mia bella Ragazza dai capelli rossi, la mia gioia e anche il mio dolore
e sebbene insincera
non posso vivere senza di lei,
ma il mio cuore è una barca a traino
e darei il mondo per conoscere
perchè lei mi vuole lasciare,
mentre canto horee horo
III
Ragazza dai capelli rossi, i tuoi bei capelli sono i più seducenti, io proclamo,
di tutte le trecce belle
da Killin a Aberfeldy(2).
Siano argento, castano o oro
o che siano più nere del prugnolo,
valgono meno per me
di un fiocco di neve disciolto.
IV
Oh i suoi occhi sono come il bagliore
della luce del sole sul torrente,
e come le canzoni delle fate
sono le canzoni che lei canta alla mungitura(3), ma il mio cuore è pieno di dolore, perchè ieri sera lei mi ha lasciato e le lacrime cadono
mentre canto horee horo

NOTE
1) Ben Lowers: la più alta montagna del Perthshire
2) località intorno al lago Tay
3) la tradizione scozzese vanta una buon numero di canti in gaelico cantati durante la mungitura per tenere mansuete le mucche (vedi)

UNA VISITA AL LAGO TAY

Il Loch Tay è un lago che si estende tra i paesini di Killin e Kenmore, e la sua lunghezza è di 23 km. Con i suoi 150 metri di profondità è il sesto lago più profondo della Scozia e del Regno Unito. Il panorama migliore si gode dai due paesini citati in precedenza, dato che entrambe le rive sono fiancheggiate da catene montuose, tra cui spiccano le cime di Ben Lawers. A Killin, la vista è mozzafiato, infatti lì il lago si fonde con le rapide di Dochart, mentre Kenmore offre uno spettacolo più tranquillo e bellissimi tramonti. È un lago che nella regione del Perthshire offre una prospettiva e itinerari differenti da quelli più turistici attraverso le Highlands. (tratto da qui)

BICICLETTA.IT: Il Pertshire è una delle regioni più affascinati della Scozia. La faglia delle Highlands, formatasi durante l’era glaciale, la taglia in diagonale da ovest a est. A nord si trova la zona delle montagne e degli innumerevoli Lochs (laghi); a sud si trova invece una pianeggiante zona agricola. Questo significa che il paesaggio è sempre verdeggiante e ondulato, con molti punti panoramici. ‘Il cuore della Scozia’, ‘Il paese degli alberi giganteschi’ … se volete sapere perché la Scozia gode di tanta popolarità, dovete ritagliarvi un po’ di tempo per visitare queste regioni. I fiumi e i laghi tranquilli del Perthshire sono un’avventura indimenticabile. Caratteristiche di questo viaggio sono le piccole e attraenti cittadine, dove pace e relax regnano incontrastati, con colline ammantate di eriche, boschi aperti, ampie vallate, magnifiche spiagge sabbiose, pittoreschi villaggi di pescatori e numerose testimonianze del passato celtico e del presente innovatore. continua

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FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10153
http://thesession.org/tunes/9319/recordings

BRID OG NI MHAILLE

morte-Chatterton-dettaglioBríd Óg Ní Mháille  (in inglese Bridget O’Malley) è una dolente slow air diffusa nel Donegal in cui l’innamorato si dispera per essere stato abbandonato da una donna bellissima di nome Bridget.
Toccanti le immagini rivolte alla natura con la quale l’innamorato cerca di descrivere la bellezza di lei, dalle labbra di miele.
La sofferenza è profonda, il cuore desolato, il ricordo di lei straziante: la sua bella invece di sposarsi con lui, sta per convolare a nozze con un altro!

L’innamorato respinto chiede un ultimo appuntamento, eppure la attende invano, tormentandosi nell’attesa, con le immagini di lei che ha scelto di vivere con altro uomo. Il lamento è così cupo, con ripetute immagini di morte che inducono a credere in un imminente suicidio. Così ho inserito come immagine a commento, il dettaglio del dipinto di Henry Wallis – Death of Chatterton 1856.

ASCOLTA: Altan in Island Angel 1993

vi consiglio di guardare il video realizzato da Alessandro Tosi che si è ispirato alla nostra traduzione (versione interpretata da The Corrs)

GAELICO SCOZZESE
I
Is a Bhríd Óg Ní Mháille
‘S tú d’fhág mo chroí cráite
‘S chuir tú arraingeacha
An bháis trí cheartlár mo chroí
Tá na mílte fear i ngrá
Le d’éadan ciúin náireach
Is go dtug tú barr breáchtacht’
Ar Thír Oirghiall(1) más fíor
II
Níl ní ar bith is áille
Ná’n ghealach os cionn a’ tsáile
Ná bláth bán na n-airne
Bíos ag fás ar an droigheann
Ó siúd mar bíos mo ghrá-sa
Níos trilsí le breáchtacht
Béilín meala na háilleachta’
Nach ndearna riamh claon
III
Is buachaill deas óg mé
‘Tá triall chun mo phósta
‘S ní buan i bhfad beo mé
Mura bhfaighidh mé mo mhian
A chuisle is a stóirín
Déan réidh agus bí romhamsa
Cionn deireanach den Domhnach
Ar Bhóithrín Dhroim Sliabh
IV
Is tuirseach ‘s brónach
A chaithimse an Domhnach
Mo hata I’ mo dhorn
‘S mé ag osnaíl go trom
‘S mé ag amharc ar na bóithre
‘Mbíonn mo ghrá-sa ag gabhail ann
‘S í ag fear eile pósta
Is gan í bheith liom
‘S í ag fear eile pósta
Is gan í bheith liom
TRADUZIONE INGLESE (tratta da qui)
I
Oh Bríd Óg O’Malley
You have left my heart breaking
You’ve sent the death pangs
Of sorrow to pierce my heart sore
A hundred men are craving
For your breathtaking beauty
You’re the fairest of maidens
In Oriel for sure
II
No spectacle is fairer
Than moonbeams on the harbor
Or the sweet scented blossoms
Of the sloe on the thorn
But my love shines much brighter
In looks and in stature
That honey-lipped beauty
Who never said wrong
III
I’m a handsome young fellow
Who is thinking of wedlock
But my life will be shortened
If I don’t get my dear
My love and my darling
Prepare now to meet me
On next Sunday evening
On the road to Drum Slieve
IV
‘Tis sadly and lonely
I pass the time on Sunday
My head bowed in sorrow
My sights heavy with woe
As I gaze upon the byways
That my true love walks over
Now she’s wed to another
And left me forlorn
 tradotto da Cattia Salto
I
Oh Bridget O’ Malley
hai lasciato il mio cuore a pezzi
mi hai mandato la morte, spasmi
di dolore trafiggono il mio cuore desolato./A centinaia gli uomini desiderano/la tua bellezza mozzafiato/ tu sei per certo la più bella delle fanciulle di Orial!
II
Nessuno spettacolo è più bello
dei raggi di luna sul mare
o dei soavi boccioli profumati
del prugnolo spinoso,
ma il mio amore brilla più luminoso
nell’aspetto e nella forma,
della bellezza labbra di miele
che non ha mai mentito.
III
Sono un bel giovane ragazzo
che pensava al matrimonio
ma la mia vita finirà
se non otterrò che la mia cara,
il mio amore e tesoro,
si prepari ad incontrarmi adesso
la prossima domenica sera
sulla strada di Drumslieve.
IV
Così triste e solitario
trascorro le ore della domenica
la testa chinata dal dolore
i sospiri oppressi dal dolore
mentre fisso le nuove vie
che il mio vero amore percorre
adesso che è sposa di un altro
e mi ha abbandonato

NOTE
1) Airgialla (o Orial): antico regno nell’Irlanda del Nord, situato nell’odierno Ulster

BRIDGET O’MALLEY

Dall’antica melodia di Bhríd Óg Ní Mháille con testo in gaelico, Andy M. Stewart. ha scritto una “traduzione” in inglese che riprende il doloroso lamento mantenendone la metrica. Nato nel 1952 a Alyth (Perthshire) Andy era un musicista scozzese, cantante e cantautore (da non confondere con l’altro Andy Stewart nato nel 1933 e morto nel 1993) che ha esordito nella formazione dei Silly Wizard (ahimè sciolti nel 1988)

ASCOLTA Silly Wizard, gruppo folk scozzese nato nel 1971 con la voce di Andy M. Stewart, belle anche le immagini

Versione Andy M. Stewart*
I
Oh Bridget O’Malley, you’ve left my heart shaken
With a hopeless desolation I’d have you to know
It’s the wonders of admiration your quiet face has taken
And your beauty will haunt me wherever I go.
II
The white moon above the pale sands, the pale stars above the thorn tree
Are cold beside my darling, but no purer than she
I gaze upon the cold moon till the stars drown in the warm seas
And the bright eyes of my darling are never on me.
III
My Sunday it is weary, my Sunday it is grey now
My heart is a cold thing, my heart is a stone
All joy is dead within me, my life has gone away now
For another has taken my love for his own.
IV
The day is approaching when we were to be married
And it’s rather I would die than live only to grieve
Oh, meet me, My Darling, e’er the sun sets o’er the barley.
And I’ll meet you there on the road to Drumslieve.
tradotto da Cattia Salto
I
Oh Bridget O’ Malley, mi hai trafitto il cuore
e vorrei che tu lo sapessi (lo hai lasciato) desolato e privo di speranza. Il tuo volto garbato ha colto le meraviglie da ammirare
e la tua bellezza mi perseguiterà ovunque io vada.
II
La bianca luna sopra le sabbie chiare,
le stelle pallide sopra il biancospino, sono freddi rispetto al mio amore, ma non più puri di lei,
guardo la gelida luna finchè le stelle tramontano nel caldo mare
e gli occhi lucenti della mia bella sono su di me.
III
La mia domenica è cupa, la mia domenica adesso è un giorno grigio,
il mio cure è cosa fredda, il mio cuore è di pietra.
Ogni gioia è morta dentro di me, la mia vita ora mi ha abbandonato,
perchè un altro si è preso il mio amore tutto per sè.
IV
Il giorno del nostro matrimonio (di quando avremmo dovuto sposarci)
è vicino e vorrei morire piuttosto che continuare a vivere solo per soffrire. Oh, incontriamoci, mia cara, prima che il sole tramonti sul campo d’orzo,
e ci vedremo lì sulla strada di Drumslieve.

NOTE
* (tratta da qui)

Appena ho sentito il brano mi è venuto in mente “Where are you tonight I wonder“, sempre scritto da Andy, non perché la melodia sia la stessa, ma per la stessa atmosfera di desolazione: anche qui l’uomo è stato abbandonato

ASCOLTA Dèanta con la voce di Mary Dillon in Whisper of a Secret, 1997

WHERE ARE YOU
CHORUS
Where are you tonight I wonder
Where will you be tonight when I cry
Will sleep to you come easy
Though alone I can’t slumber
Will you welcome the morning
to another man’s side?
I
How easy for you
the years slipped under,
and left me with a shadow
the sun can’t dispelled
I have builded for you a tower
of love and admiration
I set you so high
I could not reach, myself.
II
I look through my window
at a world filled with strangers
the face in my mirror
is the one face I know
you’ve taken all that’s in me
so my heart is in no danger
my heart is in no danger
but I’d still like to know
III
If there is a silence
then it can be broken
If there beats a pure heart
to her I will go
and time will work its healing
and my spirit will grow stronger
But in the meantime
I still like to know.
tradotto da Cattia Salto
Coro
M i chiedo dove sei stasera
e dove sarai quando mi lamenterò? Dormire a te viene facile
mentre io da solo non riesco a prendere sonno, darai il buongiorno al fianco di un altro uomo?
I
Come è facile per te,
che gli anni ti scivolano addosso, lasciarmi nell’ombra
che il sole non può dissolvere,
ti ho costruito una torre
con amore e ammirazione,
ma l’ho fatta così alta,
che da solo non riesco a raggiungerla. II
Vedo alla finestra
un mondo pieno di estranei,
la faccia nello specchio
è l’unica che conosco,
mi hai preso tutto,
così il mio cuore non è in pericolo,
il mio cuore non è in pericolo
ma mi piacerebbe ancora saperlo.
III
Se c’è un silenzio,
allora può essere infranto,
se là batte un cuore puro,
da lei andrò
e il tempo opererà la sua guarigione
e il mio spirito si rafforzerà
ma nel frattempo vorrei ancora saperlo

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33723
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/BridOgNiMhaille.html