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LADY OF CARLISLE

Sull’origine della ballata “Lady of Carlisle” sono state fatte più illazioni che ricerche e forse la ballata ci giunge dal medioevo o forse dal Seicento. Di questa antica ballata resta oggi una versione in stile bluegrass, conservatasi presso le comunità  rurali dei Monti Appalachi. L’antecedente più prossimo è con buona probabilità d’origine tedesca: il poema di Schiller intitolato ‘Der Handshuh‘ (1797) che a sua volta è modellato su di un racconto aneddotico francese risalente al XVIII secolo sul toponimo di Rue des Lions a Parigi; per dare prova d’amore alla sua dama, un cavaliere si getta nella gabbia dei leoni (del serraglio reale) pur di riprende il guanto caduto. Schiller prese ispirazione da Les Mémoires de Messire Pierre de Bourdeilles, Seigneur de Brantôme (1666, Discours 10e) che dava per vera la storia come accaduta sotto il regno di Francesco I.

IL GUANTO DI FRIEDRICH VON SCHILLER

(tratto da qui)
Davanti al suo giardino dei leoni, in attesa di assistere alla lotta, sedeva il Re Francesco, e intorno a lui i Grandi del Regno, e in giro sulle alte balconate le dame facevano bella corona. E come lui fa cenno con un dito, si apre la grande gabbia e con passo cauto entra un leone, si guarda intorno silenzioso, con lunghi sbadigli, e scuote la criniera, e stira le membra, e si accuccia. A un nuovo cenno del re, si apre subito una seconda porta, da cui esce di corsa con salti selvaggi una tigre, e appena vede il leone, ruggisce forte descrive con la coda cerchi spaventosi, e allunga la lingua, e gira ombrosa intorno al leone ruggendo con rabbia, poi ringhiando si accuccia su un fianco. A un nuovo cenno del re saltano fuori da due gabbie aperte due leopardi contemporaneamente, che si lanciano con ardita voglia di lotta sulla tigre, che li afferra con le forti zampe, e il leone con un ruggito si rizza, poi si calma, e tutto intorno, vogliosi di uccidere, si muovono i feroci gattoni. Ed ecco, cade dalla balconata un guanto, da mano leggiadra, cade fra la tigre e il leone, proprio in mezzo. E al Cavaliere Delorges scherzando dispettosa si volge madamigella Cunegonda: “Cavaliere, se il vostro amore è così ardente come mi giurate ogni momento, andate a prendermi il guanto”. E il cavaliere corre veloce scende nella terribile gabbia con passo sicuro e dal punto più pericoloso prende il guanto con mano ardita. E con meraviglia e terrore guardano i cavalieri e le dame, e tranquillamente lui porta via il guanto, risuona la sua lode su ogni labbro, ma con dolce sguardo d’amore – che gli promette piaceri di voluttà – lo accoglie madamigella Cunegonda. E lui le getta il guanto in viso: “Ringraziamenti non ne voglio, madamigella”. E se ne va in quello stesso istante.

LA LADY SPIONAvan-dick-lucy-percy

Una nota lady, contessa di Carlise fu Lucy Percy (1599 -1660) una spia inglese di nobili natali. Fece parte della corte di Carlo I d’Inghilterra ed ebbe molti amanti; su di lei Alexandre Dumas modellò il personaggio di Milady per i suo romanzo d’appendice “I tre Moschettieri”.

Il gesto dovette sembrar molto romantico ai giovanotti del tempo, così varie versioni furono scritte nell’Ottocento tra cui una serie di broadside (vedi qui). Nelle ballate la prova d’amore diventa una contesa tra due pretendenti e il guanto è un più civettuolo ventaglio, accessorio inseparabile delle signore del Settecento/Ottocento.

Nella versione di Schiller la dama non ci faceva una bella figura ed era respinta dal cavaliere come donna superficiale e vanesia, mentre nella ballata è una donna più sensibile (che sviene davanti alla fossa dei leoni) e che non riuscendo a scegliere tra due valorosi soldati decide di dare il suo cuore a colui che le darà prova d’onore e di coraggio (e che la renderà di certo presto vedova).

E’ significativo tuttavia che l’oggetto gettato nella fossa dei leoni sia un ventaglio e non un guanto, entrato nella moda francese con Caterina de Medici e amato dalla regina Elisabetta I il ventaglio divenne  solo nel 1700 l’accessorio indispensabile di una dama. Ma in questo contesto il ventaglio è un simbolo?  Probabile, leggetevi quest’analisi di Michael Cope (qui)

This was another of the more than 700 songs Sam Henry collected in North Ulster and published week by week between 1924 and 1938 in The Northern Constitution of Coleraine, complete with brief notes and tonic sol-fa notation. The song seems to have been widespread in Ulster at one time and has also been well known in Scotland.
Cecil Sharp noted the earliest version of the story in a 17th century French autobiography, the events supposed to have actually happened at the court of François I. Sharp collected versions of the ballad in Somerset and in the Appalachians and it has also turned up widely along the north-eastern seaboard of the USA and Canada. Other titles for the song are The Fan and The Bold Lieutenant.” (tratto da qui)

ASCOLTA Pentangle 1972

ASCOLTA Robert Hunter

ASCOLTA Pete Seeger con il titolo di “Down in Carlise”

I
Down in Carlisle there lived a lady
Being most beautiful and gay,
She was determined to stay a lady,
No man on earth could her betray.
II
Unless it were a man of honour
A man of honour and high degree,
And then approached two loving soldiers,
This fair lady for to see.
III
One being a brave lieutenant
A brave lieutenant and a man of war
The other being a brave sea captain,
Captain of the ship that come from afar.
IV
And hen up spoke this fair young lady,
Saying “I can’t be but one man’s bride,
But if you’ll come back tomorrow morning,
On this case we will decide.”
V
She ordered her a span of horses
A span of horses at her command;
And down the road these three did travel
Till they come to the lions’ den.
VI
There they stopped and there they halted
These two soldiers stood gazing round;
And for the space of half an hour
That young lady lies speechless on the ground.
VII
And when she did recover,
Threw her fan down in the lions’ den
Saying, “Which of you to gain a lady
Will return her fan again?”
VIII
Then up spoke the brave lieutenant,
He raised his voice both loud and clear,
He said “You know I am a dear lover of women,
But I’ll not risk my life for love.”
IX
Then up spoke that brave sea captain.
He raised his voice both loud and high,
He said “You know I am a dear lover of women
I will return her fan or die.”
X
Down in the lions’ den, he boldly entered,
The lions being both wild and fierce,
He marched around and in among them,
Safely returned her fan again.
XI
And when she saw her true lover coming
Seeing no harm had been done to him,
She threw herself against his bosom,
Saying, “Here is the prize that you have won.”
Traduzione riveduta da qui
I
Laggiù nel Carlisle viveva una dama
era molto bella e gaia
decisa a restare una dama
nessun uomo sulla terra l’avrebbe ingannata.
II
A meno che fosse un uomo d’onore
un uomo d’onore e di alto lignaggio
E a quel punto arrivarono due uomini d’armi
che volevano vedere questa bellissima dama.
III
Uno era un coraggioso tenente
un coraggioso tenente ed un uomo d’armi
L’altro era un coraggioso capitano, comandante della nave che era venuta da molto lontano
IV
E così parlo quella giovane e bellissima dama,
dicendo “Non posso essere che la sposa di uno solo, ma se voi tornerete domani mattina
a quel punto io deciderò”
V
Lei ordinò un tiro di cavalli
un tiro di cavalli al suo comando;
e giù lungo la strada i tre viaggiarono
finché arrivarono alla fossa dei leoni
VI
Lì si fermarono e lì si arrestarono
questi due soldati si rimirarono intorno
per una buona mezz’ora, che quella giovane donna rimase a terra priva di sensi.
VII
E quando si riprese
gettò il suo ventaglio giù nella fossa dei leoni
dicendo “Chi di voi per ottenere il favore di una dama
le riporterà il suo ventaglio?”
VIII
Allora parlò il coraggioso tenente
il suo tono di voce era forte e chiaro
egli disse “Voi sapete che amo le donne
ma non rischierò la mia vita per amore”
IX
Allora parlò il coraggioso capitano
il suo tono di voce era forte e chiaro
egli disse “Voi sapete che amo le donne
io riporterò il ventaglio o morirò”
X
Scese audacemente giù nella fossa dei leoni,
i leoni erano selvaggi e feroci
lui sfilò attorno e in mezzo a loro
e tornò sano e salvo con il suo ventaglio
XI
E quando vide il suo vero amore tornare
senza aver subito alcun danno
lei si gettò contro il suo petto
dicendo “Ecco il premio che tu hai vinto”.

FONTI
http://www.musicaememoria.com/pentangle_solomons_seal.htm#Note
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thelionsden.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-LadyCarlisle.html
https://oldtimeparty.wordpress.com/2012/05/24/the-lady-of-carlisle/
http://www3.clearlight.com/~acsa/introjs.htm?/~acsa/songfile/LADYCARL.HTM
http://www.whitegum.com/introjs.htm?/songfile/LADYCARL.HTM
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LO25.html
http://dylanchords.info/00_misc/lady_of_carlisle.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=65185

THE DÆMON LOVER

Child Ballad #243

Titoli: The Daemon Lover, James Harris, House Carpenter, Ship’s Carpenter, The Carpenter’s Wife, Said an Old True Love, The Salt, Salt Sea, The Sea Captain, A Warning for Married Women,  the Banks of the Sweet Viledee

demon-loverPiù conosciuta con il nome di “The House Carpenter” questa ballata di Scozia dalle probabili origini cinquecentesche, tratta il tema del soprannaturale: lo spettro di un precedente innamorato convince la donna ad abbandonare figlioletto e marito per prendere il mare con lui. Uno spettro-demone ritorna dopo sette anni a reclamare l’amore di una donna, accusandola di aver rotto il loro fidanzamento. Secondo le leggi inglesi in vigore nel 700 una reciproca promessa di nozze aveva valore di giuramento valido agli occhi di Dio, il resto erano solo “dettagli tecnici”; perciò rompere il fidanzamento e sposare un altro equivaleva a macchiarsi di un grave peccato. (vedi matrimonio nella storia). Il revenant che ritorna a portar via la donna “rimette le cose a posto” agendo per volontà divina, però la donna è anche sposa del carpentiere e non potendo avere due mariti finisce per affondare insieme alla nave.

Le versioni approdate in America avevano perso il loro elemento ultraterreno e quindi risultavano quasi incomprensibili o meglio avevano ricevuto una nuova morale, quella calvinista, per la quale la donna che rifiutava un matrimonio imposto o infelice si rendeva colpevole di ribellione davanti alla società. Mi sovviene per il clima culturale e certe tematiche il romanzo “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne, anche lì il primo marito (fatto prigioniero degli indiani e dato per morto) ritorna nel mondo “civilizzato” a tormentare l’adultera..

Così scrive A.L. Lloyd nelle note di copertina nell’album English and Scottish Folk Ballads (1964) “In the 17th century a very popular ballad was printed by several broadside publishers, entitled: A Warning for Married Women, being an example of Mrs Jane Reynolds (a West-country woman), born near Plymouth, who, having plighted her troth to a Seaman, was afterwards married to a Carpenter, and at last carried away by a Spirit, the manner how shall be presently recited. To a West-country tune called The Fair Maid of Bristol, Bateman, or John True. Samuel Pepys had this one in his collection also. It was a longish ballad (32 verses) but a very poor composition made by some hack poet. Perhaps the doggerel writer made his version on the basis of a fine ballad already current among folk singers. Or perhaps the folk singers took the printed song and in the course of passing it from mouth to mouth over the years and across the shires they re-shaped it into something of pride, dignity and terror. Whatever the case, the ballad has come down to us in far more handsome form than Pepys had it. Though very rarely met with nowadays, it was formerly well-known in Scotland as well as in England. For instance, Walter Scott included a good version in his Minstrelsy of the Scottish Border (1812 edn.). Generally the Scottish texts are better than the English ones, none of which tell the full story (we have filled out our version by borrowing some stanzas from Scottish sets of the ballad), but none of the Scottish tunes for it are as good those found in the South and West of England. Our present tune was noted by H. E. D. Hammond from Mrs Russell of Upway, near Dorchester, Dorset, in 1907. Cecil Sharp considered it “one of the finest Dorian airs” he had seen. “

ASCOLTA A.L. Lloyd

 The Demon Lover version A.L. Lloyd
“Well met, well met, my own true love,
Long time I have been absent from thee.
I am lately come from the salt sea
And it’s all for the sake, my love, of thee.”
“I have three ships all on the sea
And by one of them has brought me to land.
I’ve four and twenty seamen on board
And you shall have music at your command.”
She says, “I am now wed to a ship’s carpenter,
To a ship carpenter I am bound.
And I wouldn’t leave my husband dear
For twice the sum of ten hundred pound.”
“Well I might have a king’s daughter,
And fain she would have married me.
But I forsook her crown of gold
And it was all for the sake, my love, of thee.”
“So I pray you leave your husband, dear,
And sail away with me.
And I’ll take you where the white lilies grow(1)
All on the banks of Italy(2).”
“And this ship wherein my love shall sail
Is wondrous to behold.
The sails shall be of shining silk
And the mast shall be of red beaten gold.”
So she dressed herself in her gay clothing
Most glorious to behold,
And as she trod the salt water’s side
Oh she shone like glittering gold.
They hadn’t sailed a day and a day
And a day but barely three,
She cast herself down on the deck
And she wept and wailed most bitterly.
“Oh hold your tongue, my dearest dear,
Let all your sorrows be.
I’ll take you where the white lilies grow
All on the bottom of the sea.”
And as she turned herself roundabout,
So tall and tall he seemed to be,
Until the tops of that gallant ship
No taller were than he.
And he struck the topmast with his hand,
The main mast with his knee,
And he broke that shining ship in two
And he dashed it into the bottom of the sea.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
“Ben trovata, amore mio
a lungo sono stato assente
sono appena tornato dal mare salato
e l’ho fatto per il tuo amore, mia cara.
Ho tre navi in mare
e una di loro mi ha portato a terra.
Ho 24 marinai a bordo
pronti al tuo comando”
Dice lei “Sono ora sposata con un carpentiere navale
a un carpentiere navale sono legata,
e non lascerei il mio caro marito
nemmeno per 2 volte l’importo di 110 sterline”
“Potevo avere la figlia del re
e lei volentieri mi avrebbe sposato.
Ma ho rifiutato la sua corona d’oro
solo per amare te, mia cara.
Così ti prego di lasciare tuo marito, cara
e salpare con me
e ti porterò dove crescono i bianchi gigli
sulle rive d’Italia.
E questa nave con cui il mio amore partirà
è meravigliosa a vedersi,
le vele saranno di seta lucente
e l’albero maestro rivestito d’oro zecchino”
Lei così indossò un abito nuovo,
fra tutti i suoi il più bello,
e mentre solcava il mare salato
luceva come oro scintillante.
Navigavano da circa due giorni,
sono sicuro non fossero tre,
che si accasciò sul ponte (della nave)
e piangeva e si lamentava amaramente.
“Oh frena la tua lingua, amata mia,
e lascia stare tutto il dolore;
ti porterò dove i bianchi gigli crescono
sul fondo degli abissi”
E mentre lei si voltava
così alto e alto egli sembrava diventare
finchè gli alberi di quella bella nave
non erano più alti di lui.
E ruppe il pennone con la sua mano
e l’albero maestro con il suo ginocchio
e spezzò quella nave scintillante in due
e la precipitò negli abissi

NOTE
1) i gigli significano la morte
2) interessante notare che l’Italia sia considerata la terra del peccato.

ASCOLTA Angelo Branduardi in Il rovo e la Rosa
Qui intitolala il Falegname la versione in italiano di Luisa Zappa con musica di Angelo Branduardi ispirata al Rinascimento inglese. Il testo, per altro magistralmente tradotto, riprende in buona parte la versione riscritta da Bob Dylan che la pubblicò nel 1961 con il titolo di “House Carpenter”


I
Sono tornato da te, mia cara,
ben trovata, lui gridò.
Sono tornato dal mare salato
solo per amare te.
II
Potevo avere la figlia del re
e lei voleva me.
Ma ho rifiutato tutto quell’oro
solo per amare te.
III
Se avessi sposato la figlia del re,
vergogna ora per te.
Io ho sposato un buon falegname
e così bello è il mio uomo.
IV
Ti scorderai del bel falegname
e verrai via con me.
Ti porterò dove l’erba è verde
sulle rive del mare salato.
V
Potessi scordare il buon falegname
io verrei via con te.
Cosa farai per farmi felice,
protetta dalla povertà?
VI
Sei navi solcano il mare per me,
e sette ancora ne tengo a terra.
E centodieci dei miei marinai,
pronti al tuo comando.
VII
Lei strinse forte il suo bambino,
tre volte lo baciò.
Disse: “Rimani col mio falegname,
tienigli compagnia”.

VIII
Lei poi indossò un abito nuovo,
fra tutti i suoi il più bello.
S’incamminò lungo la via,
Splendida come oro.
IX
Non eran passate che due settimane,
lo so che non erano tre.
La bella lady si disperava,
piangeva amaramente.
X
Perché ora piangi mia bella signora,
forse per il tuo oro?
O per il bel falegname
che non rivedrai mai più?
XI
Non sto piangendo per il mio falegname,
non piango per quell’oro.
Io ora piango per il mio bambino
che non rivedrò mai più.
XII
Non eran passate che tre settimane,
lo so che non erano quattro.
La bella nave cominciò ad affondare
e non risali mai più.
XIII
Si capovolse la nostra nave
per una volta ed una ancora.
Per ben tre volte girò su se stessa
e s’inabissò nel mare.
XIV
Che colline sono mai quelle, amore,
che vedo così alte e belle?
Sono le colline del Cielo, amore,
ma non sono per te, per me.
XV
E quella gola che vedo, amore,
così profonda e scura?
Quella è la strada che porta all’Inferno
pronta per te, per me.

 

ASCOLTA Bob Dylan  così la introduce “Questa è la storia di uno spettro che torna dal mare, venuto a portar via la sua sposa dal falegname” della versione esiste solo questa registrazione negli studi Columbia (testo e traduzione in italiano qui)

Così scrive Alessandro Carrera in “La voce di Bob Dylan: una spiegazione dell’America” “Secondo Clinton Heylin, che alle varianti di House Carpenter ha dedicato un intero libro, Dylan avrebbe potuto aver accesso ad un album Prestige del 1960 curato da Alan Lomax in cui Almeda Riddle canta una delle versioni americane in cui si menzionano ancora le colline del paradiso e dell’inferno. La melodia e l’arrangiamento usati da Dylan non sono quelli di Almenda Riddle, e molto probabilmente costituiscono un’elaborazione originale.

ASCOLTA Sweeney’s Men 1968

ASCOLTA Nickel Creek This Side, 2002

ASCOLTA Pentangle in Basket Of Light 1969, qui in versione live

Well I once could have married the king’s third son
And a fine young man was he
But now I’m married to a house carpenter
And a nice young man is he
“When will you forsake your house carpenter
And a-go along with a me
I will take you to where the grass grows green
On the banks of the River Dee.”
But will you have to maintain me a bound
To keep me in slavery?”.
“Well I have seven ships
They will soon be at land
And they at your command shall be.”
She took her two babes by the hand
And gave them kisses three
“Sit still at home you darling little babes,
Keep your father sweet company.”
Now she dressed herself in her very best
Like a high-born lady was she
She shimmered and she shivered and she proudly stepped
As they walked by the banks of the sea
Well she hadn’t been gone but a short, short time
Until she wept for sor’
“I would give all the gold in this round world
Just to see my babes once more.”
Well if you had all the gold and the silver too
That ever did cross the sea
You never would be at land anymore
And your babes you will never more see
Well they hadn’t been sailing but a short, short time
About two weeks, three or four
When the ship sprang a leak and they were doomed
And they were far away from the shore
“I see bright hills of Heaven my dear
Where angels come and go
I see bright hills, that’s Hell my dear
Where you and I must go.”
“Oh I wish I was back to my house carpenter
I’m sure he would treat me well
But here I am in the raging sea
And my soul is bound for Hell.”

LA VERSIONE IRLANDESE: THE BANKS OF THE SWEET VILEDEE

Anche nella versione irlandese la dimensione soprannaturale viene perduta
ASCOLTA Dervish

Well met, well met, my own true love
Well met, my love, by thee
I’ve just arrived from the salt, salt sea
And it’s all for the love of thee

Now I could have married a great king’s daughter
And have myself to blame
And it’s tons of gold I have refused
And it’s all for the love of you, my love
All for the love of you

Well, if you could have married a great king’s daughter
You have yourself to blame
Well, I have married my house-carpenter
And I think he’s a nice young man

Well, if you do leave you house-carpenter
And come along with me
I’ll take you to where the grass grows green
On the banks of the Sweet Viledee(1), my love
Banks of the Sweet Viledee

If I was to leave my house-carpenter
And go along with thee
What have you there to support me with
And keep me from slavery?

Well, I have six ships now sailing out
And seven more on sea
Three hundred and ten all jolly sailsmen
All to wait on thee, my love
All for to wait on thee

She dressed her baby all neat and clean
And gave him kisses three
Saying, “Stay, stay here, my darling baby boy
With you father for company”

She dressed herself in a suit of red
And her maiden waist was green
And every town they passed by
They took her to be some queen, my love
Took her to be some queen

They were not two days out at sea
And I’m sure they were not three
When this fair maid began to weep
And she wept most bitterly

My curse, my curse, and all sailsmen
Who brought me out on sea
And deprived me of my house-carpenter
On the banks of the Sweet Viledee, my love
Banks of the Sweet Viledee

They were not three days out at sea
And I’m sure they were not four
When this fair maid disappeared from the deck
And she sank to rise no more, my love
Sank to rise no more

NOTE
1) la località è sconosciuta

FONTI
https://www.beaconreader.com/gideon-thomas/the-daemon-lover-the-house-carpenter-part-2
https://oldweirdamerica.wordpress.com/2008/12/01/3-the-house-carpenter-by-clarence-ashley/
http://www.angelobranduardi.it/rovoerosa/testi.html
http://www.maggiesfarm.it/ttt279.htm
http://www.musicaememoria.com/pentangle_basket_of_light.htm
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thedemonlover.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_243

GLASGERION (JACK ORION)

Ballata tradizionale inglese
Child Ballad #67
Musica: Andrew Lancaster Lloyd (1961)

Glasgerion, è il bardo gallese Keraint (Geraint the Blue Bard )-qualificato dall’aggettivo glas ossia Azzurro (erano infatti i Bardi -perlomeno quelli in cima alla gerarchia (ossia di nobili natali) – a vestirsi d’azzurro -come carattere distintivo del loro status sociale) “Keraint il Bardo Azzurro” è citato nei Mabinogion: Keraint figlio di Owain, Principe di Glamorgan visse probabilmente nell’VIII- IX secolo e 500 anni dopo Chaucher lo colloca nel suo “House of Fame” accanto ad Orfeo (o almeno così ritengono gli studiosi identificando il Glaskirion di Chaucer con il bardo gallese).

George Sheridan Knowles - Glasgerion 1892

NEL BLU TINTO DI BLU

Pare che i bardi vestissero tradizionalmente in blu o meglio un blu verde grigio ricavato dall’erba guada, un erba detta anche erba gialla per via del colore delle sue infiorescenze. Isatis tinctoria delle Brassicaceae (la famiglia dei cavoli per indenderci). Il colorante si trova nelle foglie le quali si raccolgono con frequenti tagli (4-5 all’anno) che per tradizione si concludevano con l’equinozio d’autunno (e nel Medioevo cristiano con il giorno di San Michele Arcangelo)
A parte i reperti tessili datati al V secolo a.C. anche Giulio Cesare e Plinio descrivono l’usanza dei celti di tingersi i corpi prima della battaglia con il guado. La pianta oltre che nel Nord europa fu coltivata anche in molte regioni italiane fino a quanto venne soppiantata dall’indaco indiano portato da Marco Polo dai suoi viaggi in Oriente, una pianta di maggior resa tintoria

La sua coltivazione è stata oggi ripresa e valorizzata sia in Francia che in Italia con ottimi risultati.

Glasten o glas ma un tempo woad ossia “erba selvatica” detta glastum da Plinio, indica una colorazione azzurro-verde; a causa delle caratteristiche chimiche della sostanza la colorazione della stoffa passa per due fasi di lavorazione: per dirla in modo semplice il bagno a caldo della stoffa (o lana) viene svolto tenendo coperto il recipiente dell’ammollo perchè non deve esserci contatto con l’aria, mentre nella fase successiva del lavaggio il coperchio viene levato; a contatto con l’ossigeno l’iniziale colorazione gialla della tinta vira velocemente al verde e diventa blu con un’intensità variabile in funzione della concentrazione della tintura madre.

Nel corso dell’800 gli storici notarono che nell’Atene di Omero e nella Roma imperiale il blu era un colore senza prestigio, spesso confuso con il verde ed il grigio, e che nella letteratura greca e romana non compare un aggettivo che qualifichi in modo preciso questo colore. Perché il blu diventasse un colore significativo, capace di trasmette idee e suscitare emozioni, furono necessarie nell'Europa cristiana almeno due cose: che le materie di base per la pittura e la tintura delle stoffe non fossero più un bene raro e difficile da distillare come nell'antichità; e che nuove abitudini si sedimentassero nell'inconscio collettivo trasformando la sensibilità ed il gusto degli individui.
 Lo storico francese Michel Pastoureau ha datato al 1100 il punto di svolta riguardo al colore blu. Grazie allo sviluppo del commercio e dei mezzi di produzione materiale nacque una nuova sensibilità religiosa e culturale, ed il colore blu si impose sulla scena europea per rimanerci fino ai giorni nostri.
 Il primo segnale che qualcosa stava cambiando lo diede, in pittura, il mantello della Vergine: precedentemente era stato quasi sempre dipinto di bruno, violetto o bianco in segno di lutto ed  afflizione. Poi, improvvisamente, diventò ovunque di un bel blu chiaro e luminoso, trasformandosi in un simbolo di purezza e misericordia. Vestirsi di blu ormai non era più una stravaganza. Ma nessun libro - scrive Pastoureau- nessuna opera d'arte e nessun avvenimento esercitò tale influenza sulla moda quanto il libro di Goethe “I dolori del giovane Werter”, pubblicato nel 1774. Per almeno 10 anni il capo più richiesto dai giovani di tutta Europa fu proprio “l’abito alla Werter” e cioè la marsina blu che l’eroe indossava quando conobbe Carlotta. Lo stesso Goethe vestiva spesso di blu, e nella sua Teoria dei Colori definì l'associazione del blu e del giallo come l'armonia cromatica assoluta. Ma non fu il solo: al pari del grande scrittore tedesco tutto il movimento romantico portò un culto assoluto al colore blu. Per i romantici il blu costellava la poesia, il sogno, la melanconia, il languore assetato di assoluto.  (tratto da qui)

LA BALLATA

La ballata in Reliques of Ancient English Poetry di Sir Thomas Percy risale sicuramente al medioevo e il nostro Bardo è coinvolto in una vicenda tragicomica: vezzeggiato ospite alla mensa del Re, riesce a sedurre con il suo canto la bella Principessa la quale lo invita a recarsi nella sua camera nel cuore della notte.
Il servitore del Bardo approfitta dell’occasione e gioca d’anticipo entrando per primo nella camera della principessa,  la prende così per terra, senza tante buone maniere. Poi torna negli alloggi del Bardo e lo sveglia per esortarlo ad andare all’appuntamento fissato. Nel vederlo ritornare la Principessa sulle prime si mostra sorpresa e poi scopre di essere stata violata dal servitore del Bardo e preferisce uccidesi. Glasgerion va dal  paggio e lo uccide e poi volge la lama su di sè. Una storia come piaceva a quei tempi con tanto spargimento di sangue e uccisioni di giovani vite e rigide regole di comportamento sociale da far rispettare.

Nelle versioni inglesi più tarde, Glasgerion diventa Jack Orion ovvero Jack O’Rian.  Ed è proprio la versione tardo settecentesca della ballata ad essere stata rimaneggiata e messa in musica da Andrew Lancaster Lloyd (1961)
È la versione interpretata e fatta conoscere da Bert Jansch nel 1966, nell’album omonimo. Probabilmente di origine tardosettecentesca, si tratta di una versione un po’ edulcorata nel linguaggio ma comunque che non si allontana da quella più antica tramandata dal Folio Percy. La storia di questa versione è comunque controversa e riflette interventi arbitrari moderni che non sono stati infrequenti nel Folk revival degli anni ’60. Fu infatti nel 1961 che, basandosi su una autentica versione stampata prima che la ballata scomparisse del tutto dalla tradizione orale, che lo studioso e folklorista Albert Lancaster Lloyd (1908-1982) compose una versione “modernizzata” e una melodia adatta (della versione più antica e anche di quelle più tarde non si è mai conosciuta la musica). Lloyd, che era anche cantante in proprio, la incise nel 1966 nell’album First Person con Dave Swarbrick (“Swarb”) al fiddle: fu questa versione che fu poi ripresa da Bert Jansch e dai Pentangle. Nel 1968 era stata interpretata anche da Martin Carthy, ancora con Dave Swarbrick al fiddle, nell’album But Two Came By. In una nota nel libretto dell’album, Martin Carthy osserva interessantemente: ‘The song in its traditional form was, according to evidence at our [his and A. L. Lloyd’s] disposal, not very widespread, which serves to highlight one of the curious features of the folk revival, that is, the many songs which were not at all common in tradition are very commonly sung in the revival and vice versa.’ Nel 1970, infine, la sua versione più famosa e nella quale viene generalmente ricordata: quella dei Pentangle in Cruel Sister, interpretata a tre voci da Bert Jansch, John Renbourn e Jacqui McShee. (tratto da qui)

ASCOLTA Dave Swarbrick · A.L. Lloyd in English & Scottish Folk Ballads 2006

ASCOLTA Pentangle Jack Orion in Cruel Sister, 1967. In una versione a tre voci Bert Jansch (il narratore), John Renbourn i(il bardo e lo scudiero), Jacqui McShee (la principessa)

ASCOLTA Trees – Glasgerion 1970

ASCOLTA Fairport Convention – Jack O’Rion 1978

ASCOLTA Laura Cortese

ASCOLTA  Galley Beggar in Silence & Tears 2015

Jack Orion was as good a fiddler(1)
As ever fiddled on a string
He could make young women mad
To the tune his fiddle would singHe could fiddle the fish out of salt water
Or water from a marble stone
Or milk from out of a maiden’s breast
Though baby she’d got none

He’s taken his fiddle into his hand
He’s fiddled and he’s sung
And oft he’s fiddled unto the King
Who never thought it long

And he sat fiddling in the castle hall
He’s played them all so sound asleep
All but for the young princess
And for love she stayed awake

And first he played at a slow grave tune
And then a gay one flew
And many’s the sigh and loving word
That passed between the two

Come to my bower, sweet Jack Orion
When all men are at rest
As I am a lady true to my word
Thou shalt be a welcome guest

He’s lapped his fiddle in a cloth of green
A glad man, Lord, was he
Then he’s run off to his own house
Says, Tom come hither unto me

When day has dawned and the cocks have crown
And flapped their wings so wide
I am bidden to that lady’s door
To stretch out by her side

Lie down in your bed, dear master
And sleep as long as you may
I’ll keep good watch and awaken you
Three hours before ‘tis day

But the rose up that worthless lad
His master’s clothes did don
A collar he’s cast about his neck
He seemed the gentleman

Well he didn’t take that lady gay
To bolster nor to bed
But down upon the bower floor
He quickly had her laid

And he neither kissed her when he came
Nor when from her he did go
And in and out of her window
The moon like a coal did glow

Ragged are your stockings love
Stubbly is your cheek and chin
And tangled is that yellow hair
That I saw yestereen

The stockings belong to my boy Tom
They’re the first come to my hand
The wind has tangled my yellow hair
As I rode o’er the land

Tom took his fiddle into his hand
So saucy there he sang
Then he’s off back to his master’s house
As fast as he could run

Wake up, wake up my good master
I fear ‘tis almost dawn
Wake up, wake up the cock has crowed
‘Tis time that you were gone

Then quickly rose up Jack Orion
Put on his cloak and shoon
And cast a collar about his neck
He was a lord’s true son

And when he came to the lady’s bower
He lightly rattled the pin
The lady was true to her word
She rose and let him in

Oh whether have you left with me
Your bracelet or your glove?
Or are you returned back again
To know more of my love?

Jack Orion swore a bloody oath
By oak and ash and bitter thorn(2)
Saying, lady I never was in your house
Since the day that I was born

Oh then it was your young footpage
That has so cruelly beguiled me
And woe that the blood of the ruffian lad
Should spring in my body

Then she pulled forth a little sharp knife
That hung down at her knee

O’er her white feet the red blood ran
Or ever a hand could stay
And dead she lay on her bower floor
At the dawning of the day

Jack Orion ran to his own house
Saying, Tom my boy come here to me
Come hither now and I’ll pay your fee
And well paid you shall be

If I had killed a man tonight
Tom I would tell it thee
But if I have taken no life tonight
Tom thou hast taken three

Then he pulled out his bright brown sword
And dried it on his sleeve
And he smote off that vile lad’s head
And asked for no man’s leave

He set the sword’s point to his breast
The pommel to a stone
Through the falseness of that lying lad
These three lives were all gone.

Traduzione italiano Riccardo Venturi (da qui)
Jack Orion era il miglior violinista(1)
Che mai avesse suonato su corda,
Faceva impazzire le giovani donne
Quando suonava una melodia sul suo violinoAvrebbe fatto uscire i pesci dall’acqua salata
O acqua da una lastra di marmo,
O latte dal petto di una vergine
Sebbene mai avesse avuto figliPrese il suo violino in mano
E si mise a suonare e a cantare;
E spesso suonava al cospetto del Re
Che mai se ne aveva a annoiare.

E continò a suonare nella sala del castello
Finché, suonando, non li fece addormentar tutti;
E tutto questo a causa della giovane principessa
Che per amore se ne stava sveglia.

E prima suonò una melodia solenne e lenta
E poi ne fece sgorgare una allegra;
E molti furono i sospiri e le parole d’amore
Che scorsero fra quei due.

Vieni in camera mi, dolce Jack Orion,
Quando tutti saranno a riposare;
Sono una donna fedele alla mia parola,
Sarai un ospite ben gradito.

Ripose il violino in una tela verde
E, com’è vero Iddio, era un uomo felice;
Poi corse via a casa sua
E disse, Tom, vieni qui da me

All’alba, quando i galli avranno cantato
E ben sbattuto le loro ali,
Sono stato invitato a entrare da quella dama
Per distendermi al suo fianco.

Giaci pure nel tuo letto, caro padrone,
E dormi quanto più puoi;
Farò buona guardia e ti sveglierò
Tre ore prima che faccia giorno.

Invece si alzò, quell’indegno ragazzo,
E indossò i vestiti del suo padrone;
Si mise pure un colletto al collo,
Sembrava proprio un gentiluomo.

Beh, non prese quella bella signora
Sul capezzale e neanche sul letto,
La rovesciò giù sul pavimento
E rapidamente la montò.

Non le diede un bacio né all’arrivo
E neppure quando andò via;
Splendeva la luna come brace
Guizzando dentro e fuori dalla finestra.

Le tue calze sono stracciate, amore,
Hai le guance ispide di barba,
Pieni di nodi sono i tuoi capelli biondi
Che ho visto solo ieri sera.

Le calze sono del mio paggio Tom,
Sono le prime che mi son capitate in mano,
I capelli me li ha annodati il vento
Mentre cavalcavo per la campagna.

Tom prese il violino in mano
E cantò in modo insolente,
Poi tornò alla casa del suo padrone
Il più veloce che poté.

Svegliati, svegliati, mio buon padrone,
Temo che sia quasi l’alba,
Svegliati, svegliati, il gallo ha cantato,
È ora che tu vada.

Allora si alzò veloce Jack Orion,
Si infilò il mantello e le scarpe,
E si mise un colletto al collo,
Era davvero figlio di un signore.

E quando giunse alla camera della signora
Toccò leggermente il battente;
La signora fu fedele alla sua parola,
Si alzò e lo fece entrare.

Oh, lai lasciato qui da me
Il tuo braccialetto o un guanto?
Oppure sei tornato
Per fare ancora l’amore con me?

Jack Orion tirò una bestemmia sanguinosa
Sulla quercia, le ceneri e le amare spine(2):
Disse, Signora, non sono mai stato in casa tua
Dal giorno che sono nato.

Oh, allora è stato il tuo paggetto
Che mi ha ingannata così crudelmente,
Che sventura che il sangue di quel furfante
Scorra dentro al mio corpo.

Allora sguainò un pugnaletto acuminato
Che teneva appeso al ginocchio.

Sui suoi candidi piedi scorse il sangue
Prima che mano la potesse fermare;
E morta giacque sul pavimento della camera
Mentre spuntava il giorno.

Jack Orion corse a casa,
Disse, Tom, ragazzo mio, vieni qua da me.
Vieni qua che ti devo pagare,
E ben pagato tu sarai.

Se io avessi ucciso un uomo stanotte
Tom, io te lo avrei detto;
Ma tu non hai preso una sola vita, stanotte,
Tom, tu stanotte ne hai prese tre.

E allora sguainò la sua spada brunita e lucente
E se la asciugò sulla manica;
Poi troncò la testa a quel ragazzo dappoco
E non chiese il permesso a nessuno.

Si appoggiò la punta della spada al petto
E l’impugnatura a una pietra;
Per la falsità di quel ragazzo bugiardo
Quelle tre vite se n’eran tutte andate.

NOTE
1) lo strumento in origine era l’arpa bardica
così recita la versione del foglio Percy
Glasgerion was a kings owne sonne,
And a harper he was good,
He harped in the kings chamber
Where cappe and candle yoode,
And soe did hee in the Queens chamber
Till ladies waxed wood.
[traduzione italiano tratta da qui]
Glasgerion era l’unico figlio d’un re,
Era un buon suonatore d’arpa;
Suonava l’arpa alla corte del re
Dove passavan calici e candelabri,
E così fece nelle stanze della regina
Facendo impazzire le dame.
2) Cioè sulla quercia con la quale era stata fabbricata la croce di Gesù, sulle sue ceneri e sulle spine della corona.  Per i puritani standard inglesi, anche moderni, si tratta di una bestemmia veramente sanguinosa (Riccardo Venturi)

Il racconto tragico diventa una storiella comica nella versione intitolata Do Me Ama, una fo’c’sle song  dalle origini settecentesche. continua 

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/arpa-celtica.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=48292&lang=it
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=48292&lang=it#agg229803
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/jackorion.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_67
http://mysongbook.de/msb/songs/j/jackorio.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=32313
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18386

http://www.dyeinghousegallery.com/tingere-lindaco-ecco-si-fa/
http://www.oikos-group.it/contenuti/colore/colore-e-societa/storia-archivio

MAID THAT’S DEEP IN LOVE

donna-marinaioC’è un discreto filone tra i canti del mare, che narrano di fanciulle innamorate che si travestono da marinaio, pur di attraversare l’Oceano per andare alla ricerca del loro fidanzato, che le ha lasciate per emigrare in America. (vedi)

Tutte raccontano la stessa storia: la fanciulla (tra)vestita da uomo si imbarca come mozzo e viene notata dal capitano, il quale resta turbato dal nuovo marinaio al punto di innamorarsi; solo giunti a riva però la fanciulla rivela la sua vera identità e il capitano ammirato dal suo coraggio, le giura amore eterno e le chiede di sposarlo.
In questa ballata dal titolo ” Maid that’s deep in love”, “Maid in sorrow”, “The short jacket”, “Blue Jacket and White Trousers” il capitano resta colpito dalle fattezze del giovane bel marinaio e “ci prova” ma lei tiene nascosta la sua sessualità e lo respinge, ben determinata a trovare il suo innamorato.

LA VERSIONE AMERICANA: MAID THAT’S DEEP IN LOVE

La canzone è molto rara in Irlanda, mentre si trova più diffusamente nell’America Nord-Est. Potrebbe risalire al XVIII secolo o più probabilmente ai tempi della massiccia emigrazione irlandese verso l’America del secolo successivo.

“To the best of my knowledge, the only vestige of the song recovered on this side of the Atlantic is the single stanza entitled The Mermaid in Joyce’s Old Irish Folk Music (and even there, the story of the song seems to be different from the American versions). The various Newfoundland, Nova Scotia and Maine versions seem to be very much alike, and may relate to a broadsheet print. This present version is very fragmentary, of course, and is quite lacking in the central theme of the story (The Broomfield Hill theme, one might call it) of the girl outwitting the amorous captain. But it does contain what the north-eastern American versions usually miss, which is the motive of search for a lost lover. A Missouri version of the song begins: “There was a fair damsel all crossed in love, and deeply sunk in despair, O”. Mrs Costello’s melody is more familiar as one of the Lowlands of Holland sets – A. L. L. (Journal of the English Folk Dance and Song Society, Dec 1953 tratto da qui)

Sono stati i Pentangle a farne la versione standard nel loro album “Cruel Sister” del 1970

I
I am a maid that’s deep in love
But yes I can complain
I have in this world but one true love
And Jimmy is his name
And if I do not find my love
I’ll mourn most constantly
And I’ll find and follow Jimmy thro’
The lands of liberty(1)
II
Then I’ll cut off my yellow hair
Men’s clothing I’ll wear on
I’ll sign to a bold sea captain
My passage I’ll work free
And I’ll find and follow Jimmy thro’
The lands of liberty
III
One night upon the raging sea
As we were going to bed(2)
The captain cried “Farewell my boy,
I wish you were a maid
Your rosy cheeks, your ruby lips
They are enticing me
And I wish dear God with all my heart
A maid you were to me”
IV
“Then hold your tongue, dear captain
Such talk is all in vain
And if the sailors find it out
They’ll laugh and make much game
For when we reach Columbia(3) shore
Some prettier girls you’ll find
And you’ll laugh and sing you’ll court with them
For courting you are inclined”
V
It was no three days after
Our ship it reached the shore
“Adieu(4) my loving captain
Adieu for evermore
For once I was a sailor on sea
But now I am a maid on the shore
So adieu to you and all your crew
With you I’ll sail no more”
VI
“Come back, come back, my own pretty maid
Come back and marry me
I have ten thousand pounds in gold
And that I’ll give to thee
So come back, come back, my own pretty maid
Come back and marry me”
TRADUZIONE ITALIANO (da qui)
I
Sono una fanciulla perdutamente innamorata, ma ho qualcosa che mi fa soffrire. Ho in questo mondo, nient’altro che un unico vero amore
e Jimmy è il suo nome e se non trovo il modo (di avere) il mio amore
non smetterò di piangere
E io cercherò e inseguirò Jimmy
Nella terra della libertà(1)
II
Allora ho tagliato i miei biondi capelli
Ho indossato abiti da uomo
Ho firmato con un brillante capitano
Per il mio passaggio lavorerò senza stipendio
E io cercherò e inseguirò Jimmy
Nella terra della libertà
III
Una notte sul mare in tempesta
mentre stavamo andando a fondo (2)
il capitano gridò: “Addio ragazzo mio
vorrei che tu fossi una fanciulla
le tue gote rosse, le tue labbra color rubino
mi attirano verso di te
Ed io vorrei, mio Dio, con tutto il mio cuore
che tu fossi una ragazza per me.”
IV
“Frena la tua lingua, caro capitano
questo discorso è completamente vano
che se i marinai lo scoprono
Riderebbero e ci scherzerebbero sopra molto
Perché quando raggiungeremo la costa della Columbia (3)
tu troverai molte ragazze più belle
E tu riderai e canterai e farai loro la corte
Perché sei portato a fare la corte”.
V
Solo tre giorni dopo
La nostra nave ha raggiunto la costa
“Addio(4) mio capitano innamorato
Addio per sempre
Perché un tempo sul mare, ero un marinaio
Ma ora a terra sono una ragazza
Quindi, addio a te e tutta la ciurma
Con te non navigherò più”
VI
“Torna, torna, mia graziosa ragazza
Torna indietro e sposami
Ho dieci mila sterline d’oro
E questo è ciò che darò a te
Quindi torna indietro, torna indietro, mia graziosa ragazza
Torna indietro e sposami”

NOTE
1) L’America
2) andare a dormire (per sempre)
3) La Columbia Britannica, dove si trovano le città di Victoria e Vancouver, la più occidentale delle province canadesi.
4) Addio è pronunciato in francese, probabilmente in coerenza con la terra di destinazione, abitata anche da persone di lingua francese.

I AM A MAID THAT SLEEPS IN LOVE

Si tratta di una variante della precedente canzone proposta dal gruppo americano-irlandese Solas. Colgo l’occasione di rimandarvi alla scheda segnalata nel blog di  Phillip Kay (qui) che così scrive “Séamus Egan, who founded the group, is a virtuoso on flute, banjo, mandolin and guitar. ..The Words That Remain, Solas’ third album released in 1998, preserves the equal balance of dance tunes and songs seen in the previous CD. The album blends Woody Guthrie (surely one of the most influential writers who ever lived), reels that open like a morna from Cesária Évora, a traditional song from the Orkneys, music from Brittany, traditional Irish jigs and reels, and a song from Peggy Seegar. Solas knows just how flexible Irish traditional music is, and was, jigs mutating into barn dances in America, the banjo coming back to Britain to add to the musical texture of Irish bands. But there seems just a trace of losing identity, of opening up to influences too widely. The album features the singing of Karan Casey, superb on both contemporary and traditional material, and the guitar of John Doyle, by now producing sounds reminiscent of Django Reinhardt. ” Non posso che concordare con lui il gruppo dopo il quarto album: “Unfortunately they seem to have abandoned Irish music in favour of more self penned material. Good as this is, it makes the group’s music far from unique.”

ASCOLTA Solas in “The words that remain” 1998


I am a maid that sleeps in love
and cannot feel my pain(1)
For once I had a sweetheart,
and Johnny was his name
And if I cannot find him,
I’ll wander night and day
For it’s for the sake of Johnny,
I’ll cross the stormy seas
I’ll cut off my yellow locks,
men’s clothing I’ll wear on
And like a gallant soldier boy
this road I’ll gang along
Enquiring for a captain a passage to engage free
For to be his chief companion on the banks of liberty
The very first night the captain lay down on his bed to sleep
These very words he said to me,
“I wish you were a maid
Your cherry cheeks and ruby lips, they’ve often enticed me
I wish to the gods, unto my heart, a maid you were to me”
In three days after that we did land on shore
“Adieu, adieu, dear captain, adieu forever more
A sailor boy I was on ship,
but a maid I am on shore
Adieu, adieu, dear captain, adieu forever more”
“Come back, come back, my blooming girl, come back and marry me
For I have a good fortune,
I’ll give it all to thee”
“To marry you, dear captain,
is more than I can say
For it’s for the sake of Johnny,
I’ll wander night and day”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Sono una fanciulla che è molto innamorata e mi lamento(1)
perchè una volta avevo un fidanzato che si chiamava Johnny,
e se non riesco a trovarlo,
vagherò notte e giorno,
è per il bene di Johnny
che attraverserò l’oceano in tempesta.
Mi taglierò i riccioli biondi
e indosserò abiti maschili,
e come un bel soldatino
percorrerò questa strada,
e domanderò a un capitano  un passaggio in cambio di lavoro,
per essere il suo attendente, verso le rive della libertà.
La prima notte il capitano si stese nel letto per dormire
e mi disse queste parole:
” Vorrei che tu fossi una fanciulla,
le tue guance rosee, le tue labbra di rubino mi hanno spesso attirato,
vorrei perdio con tutto il cuore, che tu fossi per me una fanciulla”.
Appena tre giorni dopo giungemmo a riva “Addio mio caro capitano, addio per sempre,
sul mare ero un marinaio, ma a terra sono una fanciulla.
Addio mio caro capitano, addio per sempre”
“Torna indietro, torna indietro,
mia splendida fanciulla, ritorna e sposami, perchè sono ricco
e darò tutto a te”
“Di sposarti, caro capitano,
è più di quanto possa dire,
perchè è per il bene di Johnny
che vagherò notte e giorno”

NOTE
1) si tratta chiaramente di un mondegreen di” I am a maid that’s deep in love I can complain”

continua seconda parte

FONTI
https://phillipkay.wordpress.com/2013/01/09/explorations-in-irish-music/
http://www.musicaememoria.com/pentangle_cruel_sister.htm https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/shortjacketandwhitetrousers.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13503&lang=it http://www.celticlyricscorner.net/solas/iam.htm http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/435.html

THE BUNCH OF THYME OR THE WARNING SONGS IN FOLKS

thymeIl timo è una pianta aromatica da sempre utilizzata per uso medicinale e in cucina. E’ una pianta però strettamente legata alla nostra ghiandola del timo e non solo per il nome datole da Galeno .
“Nel secondo secolo Galeno chiamò “timo” quella ghiandola bilobata, rosa-grigiastra, situata nella parte alta del torace perché, racconta la leggenda, gli ricordava una mazzetto di timo. Ma lo stesso timo aveva preso tale nome perché veniva bruciato come incenso sugli altari degli dei. Pertanto la parola timo ricorda l’alzarsi del fumo; il bruciare dell’incenso come sacrificio innalzato verso gli dei. Secondo gli antichi Saggi, quando in noi nascono l’aspirazione spirituale, il canto di ringraziamento e l’esternazione di amore, ciò avviene in un punto situato sopra il cuore, il nostro “altare interiore”. Pertanto, per loro, il timo rappresentava anche il respiro dell’anima, dal quale dipende l’energia dell’uomo e il suo coraggio. .. La ghiandola timo controlla e regola il flusso di energia nel nostro organismo, ed è in grado di iniziare una correzione istantanea per riequilibrare eventuali squilibri e riportare armonia e normalità al flusso energetico. Il timo può perciò essere considerato come l’anello di congiunzione tra mente e corpo, in quanto è il primo organo fisico ad essere influenzato dall’attitudine mentale e dallo stress. “ (tratto da qui)

I greci credevano che il timo potesse infondere il coraggio e i guerrieri lo utilizzavano come olio balsamico per frizionare il corpo prima della battaglia e nel medioevo era usato per adornare le armi dei cavalieri ; i suoi fiorellini attirano le api che producono un ottimo miele e forse anche per questo è considerata una pianta in cui le fate dove amano dimorare o danzare.  In una ricetta seicentesca per preparare un balsamo da spalmare sugli occhi era l’ingrediente principale: si poteva così alzare il velo dell’invisibilità che nasconde le creature fatate e fronteggiarle senza pericolo!
Si credeva che fosse in grado di dare forza e chiarezza alla mente e purificasse l’aria dalle malattie.Per le sue proprietà antisettiche e antibatteriche poche gocce di olio essenziale di timo vengono ancora oggi utilizzate per purificare l’aria di casa. Per estensione il timo rappresenta nelle ballate popolari la verginità e la purezza femminile.
Era un erba utilizzata nei fuochi sacri e come incenso religioso.

LA PIANTA DELLE FATE

“Avete sempre desiderato portare le Fate nella vostra casa? Appendete rametti di timo ad una finestra, esso porterà minuscoli esseri fatati nella vostra camera da letto. Indossare del timo aumenta l’abilità individuale di vedere le Fate. Spargetelo alla base della vostra porta e sui davanzali delle finestre per invitarle ad entrare. Se usato all’ora di andare a letto, questo Spirito attira il Piccolo Popolo nella vostra stanza e nei vostri sogni. Comunemente viene chiamato serpillosarpullopepolino. È una pianta aromatica legnosa alla base, prostrata e strisciante, sempreverde; il nome del genere thymus deriva dal grecothymòs che ha anche il significato di anima, soffio vitale, e come altre piante il timo è un simbolo di morte: in passato si credeva che l’anima dei defunti riposasse nei suoi fiori, e che il suo profumo aleggiasse nei luoghi infestati dai fantasmi.
Usi magici del Timo:
Si indossa o si brucia ritualmente per assicurarsi buona salute ed è molto usato in riti curativi. Tenuto sotto al cuscino dona sonni tranquilli senza incubi, mentre indossato affina e sviluppa i poteri psichici. Si tratta di un’erba purificatrice, che per questo veniva bruciata nei templi, ed ancora oggi è bruciata nello spazio in cui si officeranno riti magici. In Primavera un bagno di Timo e Maggiorana allontana i dolori e i dispiaceri del passato. Annusato o portato addosso dona coraggio ed energia, e consente a chi lo indossa di vedere le Fate. 
.”(tratto da qui)

THE BUNCH OF THYME

E’ un canto tradizionale irlandese probabilmente di origini seicentesche in cui si esorta le fanciulle a custodire la propria verginità come un fiore prezioso. Chi canta è una ragazza alla quale un marinaio di passaggio ha rubato il cespuglio di timo piantato nel giardino e al suo posto le ha lasciato una rosa. Mentre il timo simboleggia la verginità e la purezza femminile, la rosa è il simbolo della passione amorosa, la carnalità di un’unione tra uomo e donna. Ma bel lungi dall’essere una canzone sui piaceri del sesso, la venatura del canto è triste e malinconica, la rosa nel giardino sembrerebbe alludere a una gravidanza in senso infausto, una sorta di punizione per la perdita dell’innocenza fuori dal matrimonio: allora e ancora per tutto l’Ottocento una ragazza-madre era “macchiata”, disprezzata ed emarginata socialmente, spesso scacciata dalla casa paterna, con davanti solo prospettive di vita degradanti per sè e per il figlio bastardo. Il secondo insegnamento morale della storia conseguente al preservare la verginità per lo sposo, è la certezza che solo nel matrimonio la donna potrà trovare le gioie della vita: accudire al marito, alla casa e ai figli che nasceranno, questo è il suo solo e unico “lieto fine” (continua).
Sebbene il soggetto sia femminile la canzone viene cantata per lo più da uomini, così non perdo l’occasione di farvi sentire due donne, due generazioni affiancate, due colonne del british folk.

ASCOLTA Norma Waterson & Eliza Carthy in “Gift” 2010 Norma, classe 1939, dice nell’intervista (qui) ” “We thought – my generation of musicians – that we’d all get old and grey and there’d be nobody left. And then all this new generation of young musicians came up, and we all said, ‘Thank God.’ So if people say traditional music has got to be like that, or like that, then you’re going to freeze it. You may as well put something in a museum or bury it in the ground in a time capsule and dig it up so many years later to see what it was like then. You can’t do that with tradition. You have to hope each generation brings their own thing to it, so it keeps going forever.”

ASCOLTA Foster & Allen


I
Come all ye maidens young and fair
And you that are blooming in your prime
Always beware and keep your garden fair
Let no man steal away your thyme
Chorus:
For thyme it is a precious thing
And thyme brings all things to my mind
Thyme with all its flavours, along with all its joys
Thyme, brings all things to my mind
II
Once I had a bunch of thyme
I thought it never would decay
Then came a lusty sailor
who chanced to pass my way
And stole my bunch of thyme away
III
The sailor gave to me a rose(1)
A rose that never would decay
He gave it to me to keep me reminded
Of when he stole my thyme away
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Venite voi fanciulle giovani e belle,
voi che siete nel fiore degli anni,
sempre attente a custodire  il vostro bel giardino,
non lasciate che l’uomo rubi il vostro timo.
CORO
Perchè il timo è cosa preziosa
e mi riporta il passato in mente,
con tutto i suoi aromi e le sue gioie
il timo mi riporta il passato in mente,
II
Una volta avevo un cespuglio di timo
e credevo che non sarebbe mai appassito,
poi venne un marinaio vigoroso
a incrociare per caso la mia strada
e mi rubò il cespuglio di timo.
III
Il marinaio mi lasciò una rosa
che mai appassirà,
me l’ha lasciata per ricordarmi
di quando ha rubato il mio timo.

NOTE
1) alcuni intendono la rosa come l’allusione a qualche malattia venerea incurabile, oggi è l’AIDS, ma in passato sicuramente la sifilide, il male di Venere che portava alla pazzia e alla morte; più probabilmente indicava una gravidanza

LET NO MAN STEAL YOUR THYME

Così il tema è ripreso e declinato in molte “warning songs” in cui le erbe compaiono come simboli per avvertire le donne a mantenersi pure e a non concedersi tanto facilmente. La canzone è stata diffusa al grande pubblico durante il folk revival degli anni 60-70.
In questo genere di canzoni prevale il convincimento che le gioie del sesso siano ad esclusivo appannaggio maschile.


I
Come all you fair and tender girls
that flourish in your prime,
Beware, beware, keep your garden fair
Let no man steal your thyme,
Let no man steal your thyme.
II
For when your thyme it’s past and gone
He’ll care no more for you,
And every place where your garden was waste
With spread all over with rue.
III
A woman is a branchy tree
And a man a single wand, wand
And from her branches carelessly
He’ll take what he can find
TRADUZIONE  ITALIANO tratta da qui
I
Venite tutte voi, ragazze belle e delicate

che sbocciano nel fiore degli anni
Attente, attente, mantenete il vostro giardino pulito
Fate sì che nessuno uomo possa rubare il vostro timo (1)
Fate sì che nessuno uomo possa rubare il vostro timo
II
Perché quando la vostra purezza è passata e sparita
Non gli importerà più niente di voi
ed ogni angolo incolto del vostro giardino
(sarà) tutto ricoperto di ruta (2)
III
Una donna è un albero con molti rami
e un uomo è un singolo bastone diritto
e dai rami di lei, senza riguardi
lui prenderà tutto quello che trova

NOTE
1) il timo è il simbolo del coraggio ma anche della purezza, intesa come rettitudine e coerenza
2) la ruta è simbolo del rimpianto. Il verso si potrebbe quindi tradurre più liberamente “e il vostro giardino incolto e calpestato sarà pieno del vostro rimpianto”.

Queste canzoni si ricollegano alla ballata collezionata dal professor Child con il titolo di “The Gardener” !

terza parte qui

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/thyme.htm http://mainlynorfolk.info/joseph.taylor/songs/sprigofthyme.html http://www.dionidream.com/la-ghiandola-timo-sorgente-di-vita-e-di-volonta/ http://mysongbook.de/msb/songs/l/letnoman.html http://ontanomagico.altervista.org/matrimonio-celtico-storia.htm http://www.musicaememoria.com/1968_the_pentangle.htm

HIGH GERMANY & THE WARS OF GERMANY

ALTRI TITOLI: “Higher Germanie”, “The True Lovers”, “The King’s command must be obeyed”, “The wars of Germany”

220px-Soldier_of_29th_regiment_1742Questa antica canzone (del ‘700) risale alle guerre inglesi in Germania: forse quella dei “sette anni” (che ne durò nove, dal 1754 al 1763) con la Gran Bretagna alleata della Prussia contro l’impero spagnolo o quella della successione spagnola (1701-1714) ma anche le guerre napoleoniche, oppure addirittura una delle tante guerre del seicento, poco importa quale, che di guerre non c’è mai fine.

Della ballata si conoscono almeno tre versioni distinte ed altrettante melodie, pur nelle loro numerose varianti provenienti per lo più dall’Inghilterra e la Scozia, ma anche dall’Irlanda. Il tema è un luogo comune delle ballate sulla guerra e si ritrova anche in canzoni come “The Banks of the Nile” o “The Men They Stand and Stay” (che incidentalmente condivide la stessa melodia della prima versione di High Germany). In tutte e tre le versioni il soldato (o la sua innamorata) parla dell’andare in guerra come se si trattasse di un obbligo al quale non può sottrarsi, in realtà all’epoca della storia in Inghilterra il servizio militare era a base volontaria e solo l’indigenza del ragazzo poteva essere tra i motivi dell’arruolamento. Vero è anche che per il paese giravano bande di reclutatori senza scrupoli che, dopo aver fatto ubriacare il malcapitato, lo imbarcavano nella Royal Navy!!! Al contrario il corpo ufficiali era accessibile solo ai nobili o più in generale ai ricchi, in particolare era formato dai rampolli della Gentry (la piccola nobiltà terriera) i quali compravano i gradi dell’esercito in base alle loro possibilità.

PRIMA VERSIONE: LA VERSIONE IRLANDESE

La ballata è tutta incentrata sul dialogo tra Willy-Billy (o Johnny, o Harry-Henry) e Polly-Molly (o Mary, o Colleen-Colly), lui vorrebbe portare con sé la fidanzata , ma entrambi sanno che è un sogno impossibile e lei maledice tutte le guerre. Solo dopo aver sollevato ogni pretesto per non seguirlo la ragazza confida di essere incinta.

La melodia ricorda vagamente “The Star of the Country down“, ed è stata raccolta sul campo dalla signora Elizabeth Lock, Muchelney Ham, Somerset da Cecil Sharp nel 1904 che la pubblicò nel suo Folk-Songs from Somerset I, (1904) con le seguenti note: “Mr Tom Sprachlan of Hambridge gave us a variant of Mrs Lock’s song, and as his words were more complete than hers, Mr Marson [Sharp’s co-editor] has made use of them in arranging the text”.

Questa è anche la versione ritenuta più “irlandese”
ASCOLTA Martin Carthy in Martin Carthy 1965
ASCOLTA The Dubliners (voce Luke Kelly)

ASCOLTA Tersivel in una versione tra metal e folk che ti da una bella sveglia. La canzone è seguita da un brano musicale detto Erin’s jig composto dal gruppo in onore dell’Irlanda

(nella versione testuale di Martin Carthy)
I
Oh Polly love, oh Polly, the rout has now begun
We must go a-marching to the beating of the drum
Dress yourself all in your best and come along with me
I’ll take you to the war, my love, in High Germany
II
Oh Willie love, oh Willie, come list what I do say
My feet they are so tender I cannot march away
And besides my dearest Willie I am with child by thee
Not fitted for the war, my love, in High Germany
III
I’ll buy for you a horse, my love, and on it you shall ride
And all my delight shall be in riding by your side
We’ll stop at every ale-house and drink when we are dry
We’ll be true to one another, get married by and by
IV
Cursed be them cruel wars that ever they should rise
And out of merry England(4) press many a man likewise
They pressed my true love from me likewise my brothers three
And sent them to the war, my love, in High Germany
V
My friends I do not value nor my foes I do not fear
Now my love has left me I wander far and near(5)
And when my baby it is born and a-smiling on my knee
I’ll think of lovely Willie in High Germany

NOTE
1) il ragazzo immagina la guerra come una grande parata dove ogni tanto c’è da fare qualche tiro al moschetto!
2) l’Alta Germania è la parte più montuosa della Germania ovvero, dal punto di vista geografico, la Germania del Sud in cui si parla l'”Hochdeutsch” il tedesco standard. Nel Nord della Germania si parla invece il “Plattdeutsch” cioè il tedesco basso o della pianura rimasto nella gente come forma dialettale. La traduzione in italiano è un po’ impropria trattandosi a rigore della Germania del Sud quella più montuosa
3) ovviamente il ragazzo non poteva permettersi di comprare un cavallo alla fidanzata! Tutto il dialogo tra i due è da intendersi come un sogno a occhi aperti
4) nelle ballate l’Inghilterra è sempre Merry
5) i versi vengono traslati dalla versione intitolata  “True Lovers”

TRADUZIONE ITALIANO (Glauco Leo)
I
Oh Polly, amore, Oh Polly la rivolta è ora iniziata
E dobbiamo marciare al ritmo dei tamburi:
Vestiti dei tuoi abiti migliori e vieni via con me(1),
Ti porterò in guerra, amore mio, nella Germania del Nord(2).
II
Oh Willie, amore, oh Willie ascolta quello che ti dico
I miei piedi sono deboli e non posso marciare a lungo
E inoltre, mio carissimo Willie, sono incinta di te.
Non sono pronta per la guerra, amore mio, nella Germania del Nord.
III
Ti comprerò un cavallo(3), amore mio, e su di esso cavalcherai,
E il mio unico desiderio sarà cavalcare al tuo fianco;
Ci fermeremo ad ogni birreria, e berremo quando avremo sete,
Ci ameremo e ci sposeremo.
IV
Oh siano maledette queste guerre spietate che sempre potrebbero continuare
E fuori dalla felice(4) Inghilterra costringono molti uomini come me
Hanno costretto il mio vero amore lontano da me, così i miei tre fratelli,
E li hanno spediti in guerra, amore mio, nella Germania del Nord.
V
Non mi interessano gli amici, non mi fanno paura i nemici,
Ora il mio amore mi ha lasciato io vago senza meta(5)
E quando mio figlio sarà nato e mi sorriderà sulle ginocchia
Penserò al mio amato Willie nella Germania del Nord.

Molto simile la versione dei Pentangle
ASCOLTA Pentangle in Solomon’s seal, 1972

I
Oh Polly love, oh Polly, the rout has now begun
We must march away at the beating of the drum
Go dress yourself in all your best and go along with me(1)
I’ll take you to the cruel wars in High Germany(2)
II
I fear the treacherous journey bitter cold and burning heat
Rough roads and stoney mountains they will wound my tender feet
To your kinsmen I might prove untrue if from them I do go
For maid must bide at their parents side while the men do face the foe
III
I’ll buy for you a horse(3) my love and on it you will ride
Then all of my contentment will be riding at my side
We’ll stop at every ale house and drink when we are dry
So quickly on the road my love we’ll marry by and by
IV
Oh Billy love, oh Billy now mind what I do say
My feet they are so tired I cannot go away
Besides my dearest Billy I am with child by thee
Not fitting for the cruels wars in High Germany
V
Oh Polly love, oh Polly I love you very well
Ther are few in any place my Polly can excel
And when your babe is born and sits smiling on your knee
You will on your Billy that’s in High Germany
VI
Oh cursed be the cruel wars that ever they began
For they have pressed my Billy and many a clever man
For they have pressed my Billy likewise my brothers three
And sent them to the cruels wars in High Germany

TRADUZIONE ITALIANO (tratta da qui)

I
“Oh Polly, amore, oh Polly il viaggio ora è iniziato
E dobbiamo marciare al suono del tamburo
Vai, vestiti con i tuoi più begli abiti e seguimi
Ti porto verso le crudeli guerre in Alta Germania”
II
“Ho paura del viaggio, del freddo penetrante e del caldo soffocante
Strade impervie e montagne rocciose che mi feriranno i piedi delicati
Ai tuoi congiunti posso sembrare infedele se da loro mi reco
Perché le giovani donne devono aspettare accanto ai loro genitori mentre gli uomini affrontano il nemico”
III
“Ti comprerò un cavallo, mio amore, e con lui cavalcherai
Allora tutta la mia gioia cavalcherà al mio fianco
Ci fermeremo ad ogni taverna e berremo quando avremo sete
Poi velocemente durante il viaggio mio amore ci sposeremo poco dopo”
IV
“Oh, Billy, amore, oh Billy bada bene ora ciò che ti dico
Le mie gambe sono così stanche che non posso continuare
Inoltre, adorato Billy, porto in grembo il bambino che tu mi hai dato
Non sono pronta per le crudeli guerre in Alta Germania”
V
“Oh, Polly, amore, oh Polly, ti amo tanto
Ovunque ci sono poche donne come te, Polly,
e quando il tuo bimbo sarà nato e siederà sorridendo sulle tue gambe
il tuo pensiero andrà al tuo Billy in Alta Germania”
IV
“Oh, siano maledette le crudeli guerre che sono iniziate
Perchè hanno costretto il mio Billy e molti uomini abili
Perchè hanno costretto il mio Billy come i miei tre fratelli
E mandati alle crudeli guerre in Alta Germania”

SECONDA VERSIONE: TRUE LOVERS

In questa versione i ruoli sono ribaltati ed è la ragazza a voler seguire il soldatino, disposta a combattere con lui fianco a fianco, sprezzante del pericolo. La versione è stata diffusa da Tony Rose come trovata in “Folk Song Journals”. Nelle note di copertina scrive: From the evidence of many broadsides there seem to be two separate songs both popularly called High Germany. True Lovers is the less well-known of the two. The tune used here was collected in Devon, and is clearly a variant of The Cuckoo. If the song has a weakness, it is the last verse which its improbably romantic ending.

Questa versione sembra presa dalle broadside ballads propagandistiche che circolavano in tempi di guerra per convincere gli uomini ad arruolarsi facendo leva sul loro patriottismo! Dai tempi in cui Cromwell aveva usato i militari come strumento di dispotismo e repressione tutto il paese aveva una comune sfiducia nei confronti dell’esercito..
Anche la figura della donna impavida che veste panni maschili non è insolita nelle street ballads, detta Maiden Warrior si traveste per seguire l’uomo che ama ad esempio Willy Taylor o Jackie Munro (con cui The Wars O’Germany condivide la melodia)

ASCOLTA Tony Rose in Under the Greenwood Tree 1971
(versione Ernest John Moeran in “Folk poetry or song tradition” raccolta nel 1912)

I
Oh abroad as I was walking, I was walking all alone(1),
When I heard a couple talking as they walked all alone.
Said the young one to the fair one: “Bonnie lass I must away,
For the king he has commanded us and his orders I must obey.”
II
“Oh ‘tis not what you promised me when first you did me beguile:
For you promised you would marry me if you got me with child.
So it’s do not forsake but pity on me take, for great is my woe,
And through France, Spain and even Ireland, it’s along with you I’ll go.”
III
“Oh those long and the weary travellings, love, will cause you for to weep, And the hills and the lofty mountains they will blister your tender feet.
And besides, you will not yield to lie out in the field with me the whole night long, And your parents would be angry if along with me you should come.”
IV
“Oh my friends I do not value and my foes, oh I do not fear,
For along with my jolly soldier boy I will ramble far and near.
Neither gold nor man shall deceive me but along with you I’ll go
For to fight the French and the Spaniards or any other daring foe.”
V
“Well, since you prove so venturesome as to venture your sweet life,
First of all I will marry you and make you my lawful wife.
And if anyone shall offend you, I’ll attend you, that you’ll see,
And you’ll hear the drums and the trumpet sound in the wars of High Germany.”

NOTE 1) il passante che ascolta il dialogo tra i due innamorati è un tipico espediente di apertura per le ballate

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre da solo me ne andavo all’estero(1) ho sentito una coppia parlare camminando da soli. Disse il ragazzo alla sua bella “Bella mia devo andare che il re ci ha comandato e devo obbedire ai suoi ordini”
II
“Oh non è quello che mi hai promesso quando la prima volta mi hai sedotto: che mi hai promesso mi avresti sposata se mi avessi messo incinta. Così non abbandonarmi, ma abbi pietà di me, perchè grande è il mio dolore e per la Francia, Spagna e anche l’Irlanda è con con te che io andrò”
III
“Oh quelle lunghe e pesanti marce, amore, ti faranno piangere e le colline e le alte montagne martorieranno i tuoi piedi morbidi. E poi non sarai certa di restare nel campo con me per tutta la notte e i tuoi genitori non sarebbero contenti se tu dovessi venire con me”
IV
“Agli amici non devo rendere conto e i miei nemici non temo, che insieme con il mio allegro soldatino girerò in lungo e in largo. Né oro né uomo potranno convincermi, ma insieme a te andrò a combattere francesi e spagnoli e qualunque altro nemico temerario”
V
“Allora siccome mi dimostri tale coraggio nel mettere in gioco la tua dolce vita, prima di tutto ti sposerò e ti renderò la mia legittima moglie. E se qualcuno ti dovesse offendere ti proteggerò, vedrai e tu sentirai i tamburi e le trombe suonare nelle guerre dell’Alta Germania.

TERZA VERSIONE: LA VERSIONE SCOZZESE

000brgcfQuesta versione è invece stata scritta da William Motherwell (il grande antiquario e giornalista scozzese) nel 1822 con il titolo The Wars O’Germany ma diffusa su larga scala solo nel 1862, quando fu inclusa da Robert Chambers in The Songs of Scotland Prior to Burns.

Decisamente una canzone contro la guerra in cui la fanciulla maledice regnanti e casus belli mentre in pieno inverno vede allontanarsi la nave che porta il suo innamorato verso la guerra nella lontana Germania . Qui non è ben chiaro se il ragazzo si sia arruolato nella Marina o nell’Esercito Inglese. La melodia è condivisa dalla sea ballad Jackie Munro una canzone molto conosciuta in Scozia.

The Tannahill Weavers in “Leaving St Kilda” 1996

ASCOLTA Cherish The Ladies in “Threads of Time” 1998 in un’interpretazione molto malinconica

I
Woe be to the orders that took my love away
And woe be to the cruel cause that bid my tears to fall
Woe be to the bloody wars of high Germany
They have taken my love and left a broken heart to me
II
The drum beat in the morning before the break of day
And the small wee fife played loud and clear while yet the morn was gray And I the bonny flag unfurled, ‘twas a gallant sight to see
Woe to me, my soldier lad was marched to Germany
III
Long, long is the traveling to the bonny pier of Leith(1)
And bleak it was to gang there with a snowstorm in your teeth
And aye, the wind blew sharp and strong, and a tear rose in my eyne
I gang there to see my love embark for Germany
IV
As I gazed over the cruel, cruel sea for as long as could be seen
The wee small sails upon the ship my own true love was in
And aye, the wind blew sharp and strong, and the ship sailed speedily
Cruel the raging wars have torn my bonny boy from me

NOTE
1) Leith è il porto di Edimburgo

TRADUZIONE ITALIANO DI RICCARDO VENTURI

I
Maledetti i comandi che hanno fatto marciare via il mio amore
Maledetto il malvagio motivo che mi fa sgorgare le lacrime
E maledette siano le guerre tedesche
Ché mi han portato via il mio amore spezzandomi il cuore
II
I tamburi suonano su per la strada prima del fare del giorno,
E le belle cornamuse suonavano forte che ancora era scuro in cielo
E le belle bandiere eran tutte spiegate, proprio belle da vedere
Ma me meschina per il mio ragazzo che è andato soldato in Germania
III
Oh, lungo, lungo è il viaggio fino al bel molo di Leith(1)
E è triste marciare con la tormenta di neve nei denti
Oh, il vento freddo mi ha gelato le lacrime agli occhi
Mentre andavo a vedere il mio amore imbarcarsi per la Germania
IV
Scrutai il vasto mare azzurro fin dove gli occhi poterono arrivare
Per veder la bella, bella vela della nave dove c’era il mio ragazzo soldato
Ma il vento soffiava freddo e forte, e la nave navigava veloce,
E le onde e le guerre crudeli mi hanno separata dal mio ragazzo

FONTI
http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/highergermanie.html http://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/truelovers.html http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thewarsofgermany.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/jackiemunro.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=9252 http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LN07.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=2172&lang=en
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=9252
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=22617
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=154780
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/15/high.htm
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/836.html
http://www.zeban.it/index.php?option=com_content&view=article&id=49%3Ahigh-germany&catid=35%3Asong&Itemid=63&lang=it
http://thesession.org/tunes/8255

LADY MARY ANN: THE TREES THEY DO GROW HIGH

daily-growingNella sua versione standard la ballata ha come protagonista Lady Mary Ann la quale è stata data in sposa ad un ragazzino essendo la pratica del matrimonio tra fanciulli e adulti già diffusa fin dai tempi medievali. Più diffusa la casistica di uomini maturi, per non dire vecchi, con spose-bambine, ma non insoliti anche gli abbinamenti all’inverso (con donne comunque ancora in età fertile)
La ballata risale quantomeno al 1600 ed è conosciuta con vari titoli come “Lady Mary Ann“, “The College Boy” oppure “Long-A-Growing“, “Daily Growing” e anche “Bonny Boy is Young (But Growing)“. Forse di origine scozzese potrebbe riferirsi ad una storia vera quella del matrimonio tra il figlio (o il nipote) di Lord John Urquhart di Craighton, Craigston o Craiginstray (morto pochi anni dopo il matrimonio nel novembre del 1634) e Elizabeth Innes.

La bellezza e la complessità della storia narrata risiede nei continui “flesh-back” tra una strofa e l’altra in cui la protagonista davanti alla tomba del marito, mentre anno dopo anno osserva crescere gli alberi, ricorda di come un tempo si fosse opposta al loro matrimonio spaventata dalla troppo giovane età di lui: eppure si era innamorata del suo sposo fanciullo (forse presa da un colpo di fulmine) troppo prematuramente strappato alla vita. L’amarezza del ricordo e la solitudine della donna si stemperano nella visione del nuovo bambino che sta crescendo al posto del padre!

Così scrive A.L. Lloyd: "A ballad common all over the British Isles. Scottish, Irish and English versions resemble each other in text but not always in tune. In Irish sets, the young lovers are of more respectable age. There is a story that the ballad was made after the death in 1634 of the juvenile laird of Craigton who married a girl some years older than himself, and died within a short time. In fact, the song is probably older, and may have originated in the Middle Ages when the joining of two family fortunes by child-marriage was not ununsual. Our tune was notated by Bertha Bidder from a woman in Stoke Fleming, Devon, some time before 1905."

LA VERSIONE SCOZZESE: LADY MARY ANN

Robert Burns prese dalla collezione di ballate scozzesi di David Herd le prime due strofe e ci scrisse una canzone intitolandola “Lady Mary Ann” (SMM 1792). Per l’ascolto ho selezionato la melodia abbinata da Robert Burns nello “Scots Music Museum” e quella dalla tradizione orale raccolta sul campo

ASCOLTA Billy Ross
ASCOLTA Lizzie Ann Higgins. Lizzie spiega nella registrazione che ha imparato il testo dalla zia di suo padre, ma la melodia è stata abbinata su suggerimento del padre Donald Higgins suonatore di cornamusa, con un brano dal titolo ‘Mrs MacDonald of Dunacht’ composto un centinaio d’anni prima da J.R. McColl di Oban


I
O, Lady Mary Ann looks o’er the Castle wa’(1),
She saw three bonie boys playing at the ba’,
The youngest he was the flower amang them a’
My bonie laddie’s young, but he’s growin yet!
II
‘ O father, O father, an ye(2) think it fit,
We’ll send him a year to the college(3) yet;
We’ll sew a green ribbon round about his hat(4),
And that will let them ken he’s to marry yet!’
III
Lady Mary Ann was a flower in the dew,
Sweet was its smell and bonie was its hue,
And the longer it blossom’d the sweeter it grew,
For the lily in the bud will be bonier yet.
IV
Young Charlie Cochran was the sprout of an aik(5);
Bonie and bloomin and straucht(6) was its make;
The sun took delight to shine for its sake,
And it will be the brag(7) o’ the forest yet.
V
The simmer is gane when the leaves they were green,
And the days are awa that we hae seen(8);
But far better days I trust will come again.
For my bonie laddie’s young, but he’s growin yet.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Lady Mary Ann guarda dalle mura del castello
e vede tre bei fanciulli giocare a palla
il più giovane era il fiore tra tutti
il mio bel ragazzo è giovane, ma crescerà
II
O padre, padre, se credi che vada bene
lo manderemo un anno all’Università(2)
cuciremo un nastro verde sul suo cappello(3)
per far sapere a tutti che sta per sposarsi
III
Lady Mary Ann era un fiore nella rugiada
dolce il suo profumo e bello era il suo colorito
e più sbocciava più dolce cresceva
come un giglio in boccio sarà più bello in fiore.
IV
Il giovane Charlie Cochran era il germoglio di una quercia, b
ello, florido e dritto si faceva
il sole si compiaceva di brillare per il suo bene
e sarebbe stato il vanto di tutta la foresta
V
L’estate è passata da quando le foglie erano verdi
e i giorni che sono stati sono lontani(8)
ma giorni di gran lunga migliori sono certa verranno
perchè il mio bel ragazzo è giovane, ma crescerà

NOTE
1) La tenuta di Craystoun o Craigston è stata acquisita da John Urquhart di Craigston Castle, Turriff, Aberdeenshire che lo costruì nel 1604-1607
2) An ye: if
3) il college poteva essere il King’s College di Aberdeen, università fondata nel 1495 (la terza di Scozia dopo Glasgow e St Andrews, Fife)
4) un’usanza prematrimoniale tipica in Gran Bretagna: il colori dei nastri variano a seconda delle versioni in blu, verdi e bianchi
5) Aik: oak
6) Straught: straight
7) Brag: boast
8) in questa versione di Burns non è esplicitamente menzionata la morte del giovane marito. Lady Mary Ann potrà vedere il marito diventare l’uomo atteso e sognato nel figlio che cresce giorno dopo giorno.

LA VERSIONE INGLESE: THE TREES THEY DO GROW HIGH

La versione è stata ripresa nel folk revival degli anni 60 da molti artisti tra cui Joan Baez che ha fatto scuola per le versioni successive. Per l’ascolto ho selezionato interpretazioni che girano sostanzialmente sulla stessa melodia. Ma le versioni melodiche e testuali della ballata sono molteplici.

ASCOLTA Pentangle in Sweet Child, 1968 altra versione diventata standard
ASCOLTA Donovan live “Young but growing” la stessa melodia cantata con un pizzico di swing: la trovo una interpretazione molto intensa per nella sua essenzialità
ASCOLTA Alan Stivell in “A L’Olympia” 1971
ASCOLTA John Renbourn Group in ‘The John Renbourn Group Live In America‘ 2005
ASCOLTA Altan Daily Growing in “The Blue Idol” 2002

ASCOLTA Shannon 2013 interessante arrangiamento vocale che riprende in qualche modo la versione di Donovan più rappata!

ASCOLTA Simon Fowler in Merrymouth 2012 con una seconda melodia più “moderna” (strofe I, II, VII con lievi variazioni nei versi)

I
The trees they grow high,and the leaves they do grow green
Many is the time my true love I’ve seen
Many an hour I have watched him all alone(1)
He’s young, but he’s daily growing
II
Father, dear father, you’ve done me great wrong
You have married me to a boy who is too young
I’m twice twelve(2) and he is but fourteen
III
Daughter, dear daughter, I’ve done you no wrong
I have married you to a great lord’s son
He’ll be a man for you when I am dead and gone
IV
Father, dear father, if you see fit
We’ll send my love to college for another year yet
I’ll tie blue ribbons all around his head
To let the ladies know that he’s married(3)
V
One day I was looking o’er my father’s castle wall
I spied all the boys playing at the ball(4)
My own true love was the flower of them all
VI (Strofa solo in Altan)
And so early in the morning at the dawning of the day
They went into a hayfield for to have some sport and play
And what they did there she never would declare
But she never more complained of his growing
VII
At the age of fourteen, he was a married man
At the age of fifteen, the father of a son
At the age of sixteen, on his grave the grass was green
Cruel death had put an end to his growing
VIII
I’ll make my love a shroud of holland so fine(7
Every stitch I put in it the tears come trickling down
Once I had a true love but now I’ve ne’er one
But I’ll watch o’er his son while he’s growing..
NOTE
1) Letteralmente “ho guardato lui da solo
giovane-16002) Letteralmente “due volte dodici“, il numero dodici è alla base del sistema numerico inglese tradizionale. L’età da marito del ragazzo in alcune versioni è di 13 anni, in altre (quelle irlandesi) di 17.
3) In altre versioni invece di “ladies”, è scritto “maiden”, termine che sta a indicare le ragazze da sposa.
4) probabilmente si riferisce al gioco del calcio che fin dal medioevo veniva genericamente detto “ball play” o “playing at ball”; importato dai Romani nella loro conquista della Gran Bretagna (che a loro volta lo avevano appreso dai Greci) il gioco si radica a tal punto sull’isola da diventare estremamente popolare nel Medioevo. Già nel 1400 si utilizzava la parala fote-ball (o fute-ball in Scozia) per indicare il gioco della palla praticato con i piedi distinto dalla pallamano; i numerosi divieti della pratica di questo sport (a causa della sua violenza) in tutte le epoche ne attestano il successo e la diffusione! Per tutto il Seicento fu il gioco più diffuso nelle università d’Inghilterra e Scozia.
Altro gioco con la palla molto praticato e diffuso tra la nobiltà era quello del tennis all’epoca più antica detto della pallacorda (prediletto da Enrico VIII) ma era praticato anche l’hokey e l’antenato del baseball
5) Quest’ultima strofa, omessa nella versione della Baez, è quella che varia maggiormente nelle varie trascrizioni. Qui è riportata come cantata da Jacqui McShee. la versione di Altan dice “I’ll buy my love some flannel, I’ll make my love a shroud”

TRADUZIONE ITALIANO in vedi
I
Gli alberi sono alti e le foglie crescono verdi
molto tempo da quando ho visto il mio vero amore
molte le ore da quando sono stata da sola con lui (1)
è giovane, ma sta crescendo giorno dopo giorno
II
Padre, caro padre mi hai fatto un grande torto
mi hai fatto sposare un ragazzo troppo giovane
io ho ventiquattro anni e lui ne ha appena quattordici (2)
III
Figlia, mia cara figlia non ti ho fatto alcun torto
ti ho fatto sposare il figlio di un gran signore
lui sarà per te è un uomo quando io sarò morto e sepolto
IV
Padre, caro padre, se lo ritieni giusto
manderemo il mio amore a scuola un altro anno ancora
Io legherò nastri blu attorno al suo capo
Per far sapere alle signore che lui è sposato (3)
V
Un giorno stavo guardando oltre
il muro di cinta del castello di mio padre
Spiavo i ragazzi che giocavano alla palla(4)
Il mio vero amore era un fiore (che spiccava) tra tutti
VI
E da mattina a sera
andavano in un campo di fieno per divertirsi
e ciò che facevano là lei non volle mai dirlo
ma non si lamentò più della sua crescita
VII
All’età di quattordici anni, era un uomo sposato
all’età di quindici anni, il padre di un bambino
all’età di sedici anni, l’erba era verde sulla sua tomba
Una morte crudele aveva posto fine alla sua vita
VIII
Farò per il mio amore un velo di tessuto di fiandra così bello (5)
Ad ogni punto che cucio mi scendono le lacrime
Un tempo avevo un vero amore, ma ora non ne ho nessuno
Ma io guarderò (lui) in suo figlio, mentre crescerà ..

ASCOLTA Steeleye Span in “Now we are six” 1974. La medodia è sempre di tradizione popolare
I
As I was walking by yonder church wall.
I saw four and twenty young men a-playing at the ball.
I asked for my own true love but they wouldn’t let him come.
for they said the boy was young but a-growing.
II
Father dear father you’ve done me much wrong.
you’ve tied me to a boy when you know he is too young.
but he will make a lord for you to wait upon.
and a lady you will be while he’s growing.
III
We’ll send him to college for one year or two.
and maybe in time the boy will do for you.
I’ll buy you white ribbons to tie around his waist.
for to let the ladies know that he’s married.
IV
The trees they do grow high and the leaves they do grow green.
the day is passed and gone my love that you and I have seen.
it’s on a cold winter’s night that I must lie alone.
for the bonny boy is young but a-growing.
V
At the age of sixteen he was a married man.
and at the age of seventeen the father to a son.
and at the age of eighteen his grave it did grow green.
cruel dead had put an end to his growing.

LA VERSIONE ITALIANA: GLI ALBERI SONO ALTI

La versione di Angelo Branduardi parte dal 1975 con il suo album d’esordio dal titolo “La luna“, ben presto andato esaurito e “rifatto” con un’altra etichetta cinque anni più tardi: egli riprende l’arrangiamento di Joan Baez, ampliandolo con interessanti abbellimenti sia con la chitarra che con l’armonica; anche in questa versione la canzone gioca sul ricordo evocativo della donna che nel giovane figlio che cresce rivede il giovane sposo morto prematuramente: Branduardi ci dice che la donna rivede il suo amore in estate, ma non ci dice il motivo dell’allontanamento (IV strofa), così nella II strofa inizia il primo flash back della donna che ricorda il dialogo avuto con il padre l’anno prima, quando si era dovuta sposare per un tipico matrimonio d’interesse, eppure in lei era sbocciato l’amore per quel giovane ragazzo (in vero in pochissimo tempo, forse un colpo di fulmine) con il quel in una brevissima notte d’amore concepisce un bambino. Ma come apprendiamo appunto nella IV strofa il marito quindicenne (mentre lei era ventenne) viene allontanato per un anno. Nell’ultima strofa è sempre evocato il marito quindicenne diventato padre e morto poco dopo.

Il testo nella sua vaghezza si presta ad una interpretazione ambigua, di un tempo circolare e ciclico in cui il figlio ricalca le orme del padre; nel ricordo della madre-moglie le due figure si fondono così il ragazzo della I strofa potrebbe benissimo essere sia il figlio che il marito della donna.

ASCOLTA Angelo Branduardi in Gulliver la luna e altri disegni 1980

I
Gli alberi sono alti, le foglie crescon verdi
Da quanto tempo non vedevi il tuo amore,
da tanto, ed oggi è tornato tutto solo:
è giovane ma crescerà.
II
Padre, o padre, mi hai fatto un grave torto
mi hai dato in moglie a chi è poco più di un bimbo,
ha quindici anni ed io già quasi venti:
è giovane ma crescerà.
III
Figlia, o figlia, non ti ho mai fatto torto,
ti ho dato in moglie al figlio di un signore,
il tuo bambino sarà ricco e rispettato:
è giovane ma crescerà.
IV
Padre, o padre, domani sarò sola,
lo manderanno lontano un anno ancora,
e al suo ritorno avrà un figlio a lui straniero:
è giovane ma crescerà.
V
Ieri al mattino seduta al tuo balcone
spiavi i ragazzi giocare per la strada,
il tuo vero amore di loro era il più bello:
è giovane ma crescerà.
VI
Un anno dopo aveva preso moglie,
il tempo passa ed è padre di un bambino,
il tempo corre ed il tuo fior sulla sua tomba:
è giovane ma crescerà.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thetreestheygrowsohigh.html
http://www.musicaememoria.com/pentangle_sweet_child.htm
http://www.folksongsyouneversang.com/essays/170-2/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/lady_mary_ann.htm
http://sangstories.webs.com/ladymaryann.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/66005/1
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LO35.html
http://www.golftoday.co.uk/history/golf_the_true_history_1.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/92.html

WEDDING DRESS: BROWN, RED, GREEN OR WHITE?

Viene dai Monti Appalachi questa melodia sbarcata in America al seguito degli emigranti irlandesi; alla proposta di matrimonio del fidanzato la ragazza non risponde, ma si mette a cucire; nella canzone sono quattro le possibili scelte sul tessuto: marrone, rosso, verde e bianco, così l’innamorato capisce che le nozze sono imminenti perchè la fanciulla inizia a cucire l’abito bianco, moda lanciata nel 1840 con le nozze della Regina Vittoria, copiata dai ceti più abbienti e fattasi consuetudine per tutte le spose nel XX secolo.

Ben poco è stato scritto in merito alla canzone arrivata fino a noi attraverso la tradizione orale, la prima cosa da rilevare è che indubbiamente la scelta dei colori e gli abiti da indossare nelle varie occasioni un tempo era rigidamente codificata e ricca di significati, soprattutto per un evento così importante come il matrimonio. continua

E tuttavia tali significati non sono univoci, contraddistinguendo il diffondersi di una credenza in base al tempo e al luogo.

couture-joven-cosiendo-pintores-y-pinturas-juan-carlos-boveriL’ABITO BIANCO
L’abito bianco è diventato sinonimo di candore e purezza virginale solo alla fine dell’Ottocento, in parallelo alla raffigurazione della Madonna con l’abito bianco e il manto blu (guarda caso dalla proclamazione del dogma dell’immacolata concezione – 1845 ). Vero è che il manto di Maria si è colorato di blu già nel XII secolo da quando nella tintura degli abiti si utilizzano l’indaco e il guado per ottenere un blu brillante e luminoso. La gamma a disposizione dei tintori anticamente non era così ampia come quella di oggi così certe tinte erano più costose e ricercate per la loro brillantezza.

E qui apro una parentesi nel mare magnum della semantica: nelle icone bizantine i colori hanno un significato ben codificato, rosso è il divino e blu è l’umano così Gesù e sua Madre sono raffigurati inversamente colorati Gesù con veste rossa e manto blu (la divinità che si è fatta carne), Maria (o la Maddalena) con veste blu e manto rosso (la carne che è stata divinizzata). Poi dal XIII secolo con il diffondersi del culto mariano il manto di Maria diventa sempre più spesso blu (dipinto con la polvere pregiata dei lapislazzuli). Il blu con la nuova teoria della luce che prenderà corpo nelle architetture gotiche diventa pari all’oro come colore della spiritualità e sinonimo di regalità. Così si vestono di blu i sovrani del tempo a partire da Luigi IX.
Dopo la riforma protestante, il nero e il blu, divennero gli unici colori degni di un buon cristiano, l’emblema stesso della serietà, della profondità e della moralità in terra

ASCOLTA Pentangle
ASCOLTA Stooshie

  I
Hey, my little Doney (1) girl
Don’t you guess better be making your wedding dress
Wedding dress, wedding dress
Better be making your wedding dress
II
Well, It’s already made
Trimmed in brown (2) stitched   around with golden crown
Golden crown, golden crown
Stitched around with golden crown
III
Well, It’s already made
Trimmed in red (3) stitched around   with golden thread
Golden thread, golden thread
Stitched around with golden thread
IV
Well, It’s already made
Trimmed in green (4) prettiest   thing you’ve ever seen
Ever seen, ever seen
Prettiest thing you’ve ever seen
V
Well, It’s already made
Trimmed in white (5) gonna be   married on Saturday night
Saturday night Saturday night,
Gonna be married on Saturday night
VI
Well, she wouldn’t say yes
She wouldn’t say no all she do is just sit and sew
Sit and sew, sit and sew
All she do is just sit and sew
TRADUZIONE ITALIANO tratta da vedi
I
Hey, mia piccola fidanzata (1)
non pensi che sia meglio preparare il tuo abito di nozze? Abito di nozze, abito di nozze. E’ meglio che prepari il tuo abito di nozze
II
Bene, è già pronto, rifilato in marrone, cucito tutto intorno come una corona d’oro
corona d’oro, corona d’oro
cucito intorno come una corona d’oro
III
Bene, è già pronto
Rifilato in rosso, cucito tutto intorno con un filo d’oro
filo d’oro, filo d’oro
cucito tutto intorno con un filo d’oro
IV
Bene, è già pronto
Rifilato in verde, la cosa più   bella che tu abbia mai visto
mai visto, mai visto
la cosa più bella che tu abbia mai visto
V
Bene, è già pronto
Rifilato in bianco, andremo a sposarci sabato sera
sabato sera,sabato sera
andremo a sposarci sabato sera
VI
Bene, lei non ha detto sì
lei non ha detto no, tutto ciò che ha fatto è sedersi e cucire
sedersi e cucire, sedersi e cucire
tutto ciò che ha fatto è sedersi e cucire

NOTE
1) doney: dony o doney, donie è un termine slang per ragazza, deriva da “donay, dona“. Stephen Calt scrive in merito: “A black and Southern white variant of ‘dona’, a 19th century slang term associated with cockney and British circus slang and regarded as vulgar by Farmer & Henley, though it derives from respectful Italian, Spanish or Portuguese terms for ‘lady’. (The standard English words ‘dame’ and ‘prima donna’ both derive from the same source). Although idiomatic, it is likely that the term was more common in song rhetoric than 20th century American colloquial speech.”
L’italiano “donna” dal latino “dominus” diventa un nome proprio in inglese: Donie, Dounay, Dony, Downie, Doney. Il modo più corretto di tradurre la frase non è “ragazza del Doney” quanto piuttosto “mia fidanzatina

2) MARRONE
Sugli abiti marroni so ben poco tranne che un tempo era il colore degli abiti modesti, per lo più indossati dai fraticelli e dai poveri. Nel contesto della canzone potrebbe indicare un abito ordinario: per il matrimonio una sposa povera o priva di risorse poteva indossare il suo vestito buono, quello dei giorni di festa, che non differiva poi molto da quello di tutti i giorni tranne per il fatto che era più nuovo; oppure poteva farsi imprestare un abito più bello dai vicini o dai parenti che se la passavano meno peggio. Ma evidentemente la ragazza non era così povera visto che poteva permettersi di ricamare una greca con filo dorato come bordura.

3) ROSSO
Nel tempo antico era il colore nunziale per eccellenza anzi il sinonimo di colore (colore archetipo nella triade bianco, nero, rosso) che evocava la fertilità. Il rosso richiama il fuoco e il suo processo di purificazione, quindi è un colore di protezione: da questa credenza vengono il filo rosso per difendersi dalle streghe e il corallo rosso per allontanare le malattie. Inizialmente fu anche il colore delle vesti della Madonna perchè il rosso simboleggia la divinità. Rosso e ricamo in oro sono stati da sempre l’abbinamento ideale per la sposa di elevato ceto sociale in quanto simbolo di potere e prestigio.

4) VERDE (simbolo ambivalente di morte e rinascita)
Il verde ha un significato ambivalente colore dei giovani, dell’amore e della gioia, ma anche colore della morte (la frutta acerba, la fine prematura) o degli esseri dell’Altro mondo. Il verde è il colore del veleno, dell’invidia e della gelosia (le streghe hanno la pelle verde). In Irlanda è un colore che porta sfortuna e quindi non era indossato dalle spose (continua)

5) del bianco ho già diffusamente parlato all’inizio e nella prima parte dell’articolo vedi

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=62519
http://dulcimer-noter-drone.blogspot.it/2009/07/wedding-dress-my-little-doney-gal.html
http://www.cultorweb.com/medioevo/C1.html
http://www.cultor.org/Colore/MR.html
http://www.oikos-group.it/contenuti/colore/colore-e-societa/storia-archivio

WILLY OF THE WINSBURY

Altri titoli: Thomas o’ Winsbury, Lord Thomas of Winesberrie, Johnny Barbour, Fair Mary, Young Barbour or Tom the Barber

La ballata collezionata da Child al numero 100 in nove versioni, racconta la storia di un re assente per lungo tempo dal suo trono (o perchè prigioniero o perchè partito per la caccia). Al ritorno trova la figlia in attesa di un bambino e riesce a farle confessare il nome del colpevole: l’uomo non è di nobili natali ma è talmente bello che il re invece di farlo impiccare gli dona figlia e reame.

5th Child of Claude of France - Madeleine (1520-1537) Married James V of ScotlandAlcuni rintracciano un fondamento storico nella ballata e ritengono che il protagonista “Willie” sia Giacomo V di Scozia sotto mentite spoglie il quale si innamorò di una delle figlie del re di Francia (che non era stato fatto prigioniero ma si trovava occupato in una lunga battuta di caccia), Maddalena di Valois ovvero Maddalena di Francia.
Nel contratto matrimoniale fu Maddalena a rinunciare al trono di Francia (per sé e per i suoi figli), così nella versione H riportata da Child l’ultima strofa dice:

‘But I will marry your dochter Janet,
I care na for your land,
For she’s be a queen, and I a king,
Whan we come to fair Scotland.’

Di salute delicata la giovane regina visse pochi mesi dopo il matrimonio e di certo gli strapazzi dei festeggiamenti e il viaggio non le fecero bene, il clima scozzese poi fece il resto: Maddalena morì quasi diciassettenne (mancava un mese al suo compleanno) per sempre ricordata come “La Regina dell’Estate“.

GUIDA ALL’ASCOLTO

Come spesso accade per le ballate le melodie abbinate ai testi non sono univoche; quella più accreditata porta il titolo di Fause Foodrage (Child # 89 una delle poche ballate di cui Child riporta anche la melodia – dall’Harris MS)

ASCOLTA Sweeney’s Men in Sweeney’s Men 1968 (voce Andy Irvine)
ASCOLTA Pentangle in Solomon’s seal 1972
ASCOLTA Pentangle live (molto intensa anche questa versione live)
ASCOLTA John Leonard & John Squire in “Broken Down Gentlemen” 1976

ASCOLTA Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballas 2013

I
The King has been a prisoner,
and a prisoner long in Spain
And Willy of the Winsbury
has lain long with his daughter at home(1)

II
“What ails you, what ails you my daughter Janet,
why you look so pale and wan?
Oh have you had any sore sickness,
or yet been sleeping with a man?”

III
“I have not had any sore sickness,
not yet been sleeping with a man
It is for you my father dear,
for biding so long in Spain”

IV
“Cast off, cast off your berry brown gown(2),
you stand naked upon the stone
That I may know you by your shape
if you be a maiden or no”

V
And she cast off her berry brown gown, she stood naked upon the stone
Her apron was low and her aunches round(3), her face was pale and wan

VI(4)
“Oh was it with a Lord or Duke or a Knight, or a man of birth and fame?
Or was it with one of my serving men
that’s lately come out of Spain?

VII
“No it wasn’t with a Lord or Duke or a Knight, nor a man of birth and   fame
But it was with Willy of Winsbury
I could bide no longer alone”

VIII
And the King has called on his merry men all, by thirty and by three(5)
Says, “Fetch me this Willy of Winsbury for hanged he shall be”

IX (6)
And when they came before the king
By one, by two and by three
Willie should have been the first of them
But the last of them was he
X(7)
But when he came the king before he was clad all in the red silk
His hair was like the strands of gold
his skin was as white as the milk

XI
“And it is no wonder, said the King,
that my daughter’s love you did win
For if I was was a woman as I am a man,
my bedfellow(8) you would have been

XII(9)
And will you marry my daughter Janet,
by the truth of your right hand
Oh will you marry my daughter Janet?
I will make you the lord of my land”

XIII
“Oh yes I will you marry your daughter Janet
by the truth of my right hand
Oh yes I will you marry your daughter Janet
but I’ll not be the Lord of your land”

XIV
And he’s mounted her on a milk-white steed
and himself on a dapple grey
he has made her the lady of as much land
as she shall ride in a long summer’s day(10)

TRADUZIONE ITALIANO vedi
I
Il Re è stato un prigioniero
E prigioniero a lungo in Spagna
E Willy di Winsbury è stato a lungo
Con sua figlia a casa

II
Che cosa ti turba che cosa ti turba figlia mia, Janet,
perché sembri così pallida e smunta
quale malattia dolorosa ti ha afflitta
o hai già dormito con un uomo?

III
Non ho nessuna malattia dolorosa,
e non ho nemmeno dormito con un uomo
è per te, mio padre caro,
perché aspetti da così tanto tempo in Spagna

IV
Liberati, liberati della tua veste marrone,
stai nuda sullo scoglio
ti posso riconoscere dalla forma
se sei una vergine o no

V
e lei si liberò della sua veste marrone
stette nuda sullo scoglio
il suo grembiule era basso
e i suoi fianchi rotondi
il suo volto era pallido e smunto

VI
Oh, fu con un Sovrano o un Duca o un Cavaliere
O un uomo di buona famiglia e di fama?
O era con i miei servitori
Che recentemente sono venuti dalla Spagna?

VII
No, non era né con un Sovrano, né un Duca o un Cavaliere
E nemmeno con un uomo di buona famiglia e di fama
Ma era con Willy di Winsbury
Non potevo più rimanere da sola

VIII
E il re fece visita a tutti i suoi uomini fedeli
ad uno a uno
Dice, andatemi a prendere questo Willy di Winsbury
Perché deve essere impiccato

X
Ma quando giunse al cospetto del re, era vestito tutto di seta rossa
I suoi capelli erano come dorati
La sua pelle bianca come il latte

XI
Non c’è da stupirsi, disse il re,
se hai conquistato il cuore di mia figlia
perché, se fossi una donna così come sono uomo,
saresti stato il mio amante

XII
E sposerai mia figlia Janet
e lo giuri con la tua mano destra
oh, sposerai mia figlia Janet?
Farò di te il Sovrano della mia terra

XIII
Oh, si, sposerò vostra figlia Janet
E lo giuro con la mia mano destra
Oh, si, sposerò vostra figlia Janet
Ma non sarò il sovrano della vostra terra
XIV
E la mise sul suo destriero bianco come il latte
E per sé scelse un cavallo grigio pezzato
Fece di lei la sovrana di tanta terra
Quanta quella che cavalcò nelle lunghe giornate d’estate.

NOTE
1) Anais Mitchell dice : Has lain long with his daughter Jane
2) Anais Mitchell dice : Cast off, cast off your robe and gown
3) Anais Mitchell dice : Her apron was tight and her waist was round
4) Anais Mitchell dice :
“And was it with a lord or a gentleman
Or a man of wealth and fame?
Or was it with one of my servingmen
While I was a prisoner in Spain?”
5) Anais Mitchell dice : By one, by two and by three
6) solo Anais Mitchell
7) Anais Mitchell dice :
And Willie of the Winsbury
All dressed up in red silk
His hair hung like the strands of gold
His breast was white as milk
8) Anais Mitchell dice : In my own bed
9) Anais Mitchell dice :
And will you marry my daughter Jane
By the faith of your right hand? And I’ll make you the lord of my servingmen
I’ll make you the heir to my land”
10) l’immagine è molto gypsy: i due innamorati che vivono nel vento e nei boschi

ASCOLTA Meg Baird: Willie O’Winsbury [2007]
Rispetto al testo dei Pentangle si inizia dalla seconda strofa ma la versione resta abbastanza simile

“Daughter, oh, daughter,” said the king,
“Why’re you so pale and wan?
I fear you have some sore sickness,
Or else you have laid with a man.”

“You’re welcome, you’re welcome, my father dear,
You are welcome home to me.
For I have sick unto my heart
Since you’ve been so long on the sea.”

“Cast off, cast off your berry-brown gown;
Stand naked upon the stone,
That I might know you by your shape
Whether you be a maiden or no.”

So she’s cast off her berry-brown gown;
She’s stood naked upon the stone.
Her apron was low and her middle was round,
Her face was pale and wan.

“Oh, was it with a lord or a duke or a knight?
Or a man of birth and fame?
Or was it with one of my serving men
That’s lately come out of Spain?”

“No, it wasn’t with a lord nor a duke nor a knight,
Nor a man of birth and fame.
But it was with Willie O’Winsbury;
I could bide no longer alone.”

The king, he has sent for his merry men all
By thirty and by three,
Saying, “Fetch me this Willie O’Winsbury,
For hanged he shall be.”

But when he was brought before the king,
He was clad all in red silk.
His hair was like the strands of gold,
His skin was white as milk.

“It is no wonder,” said the king,
“How my daughter’s love you did win,
For if I was a woman as I am a man,
My bedfellow you would have been.

“Will you marry my daughter Janet
By the truth of your right hand?
And if you’ll marry my daughter Janet,
I will make you the lord of my lands.”

“Yes, I will marry your daughter Janet
By the truth of my right hand,
But I’ll not have your gold and I’ll not have your gear,
And I’ll not be the lord of your land.

“For I have houses and I have land,
I have men at my command.
And were it not for your daughter fair,
I would not be your servant man.”

He sat her upon a milk white steed
And himself on a dapple gray;
He has made her the lady of as much land
As she can ride in a long summer’s day.

Altre versioni però propendono per una origine “esotica” del pretendente forse un pirata berbero del Nord Africa (storpiato in Barbour o Barber, Barlow) sebbene sia descritto per lo più come bianco di pelle e biondo di capelli. Così egli rinuncia al reame preferendo la vita libera e avventurosa del mare.

ASCOLTA Great Big Sea
Il testo della ballata è ulteriormente condensato e come sempre accade alle versioni americane la storia diventa più prosaica e meno favolistica

I
What ails you, my daughter dear?
Your eyes they are so dim;
Have you had any sore sickness?
Or yet been sleeping with a man?

II I have not had any sore sickness,
But I know what’s ailing me;
I’m thinking of my own true love,
Who ploughs the ragin’ sea,
He ploughs the ragin’ sea.

III
Be he a lord or a duke or a knight,
Or a man of wealth or fame?
Or is he one of my sailor lads?
Come tell me now his name.

IV
He is no lord no duke nor knight,
Nor a man of wealth or fame.
He is one of your sailor lads
And John Barbour is his name.

V
Now if John Barbour is his name,
A lowly sailor man is he.
Yes, if John Barbour is his name,
Then hangéd he will be,
Then hangéd he will be.

VI
The king he called his sailors all,
By one, by two, by three;
John Barbour was the first he called,
But the last came down was he.

VII
When he came a-tripping down,
He was clothéd all in white;
His cheeks were like the rose is red
His teeth were ivory bright.

VIII
He paid their wages with a smile,
And John Barbour he did see;
He said, If I was a woman as I am a man
My bed fellow you would be.

IX
Will you marry my daughter Jane,
Take her by the hand?
Will you come and dine with me,
And take charge of all my land?

X
Yes I will marry your daughter Jane
And I will take her by the hand;
And I will come and dine with you,
But to hell with all your land.

XI
For if you can give her one gold piece,
Then I can give her three;
For I am bold John Barbour,
And I plough the raging sea,
I plough the raging sea,
I plough the raging sea.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Che hai figlia mia, cara,
i tuoi occhi sono così spenti
quale malattia dolorosa ti ha afflitta
o hai già dormito con un uomo?

II
Non ho nessuna malattia dolorosa,
ma so che cosa mi ha indisposto
è il pensiero del mio vero amore
che solca il mare in tempesta,
che solca il mare in tempesta

III
Oh, è un Sovrano o un Duca o un Cavaliere
O un uomo di buona famiglia e di fama?
O è un marinaio della mia flotta
dimmi il suo nome su!

IV
No, non è un Sovrano, né un Duca o un Cavaliere
è un marinaio della tua flotta
e si chiama John Barbour

V
Se si chiama John Barbour
deve essere un umile marinaio
Se si chiama John Barbour
dovrà essere impiccato,
dovrà essere impiccato

VI
Il re chiamò tutti i suoi marinai
ad uno a uno
John Barbour fu il primo che chiamò
ma fu l’ultimo ad arrivare

VII
Quando giunse al cospetto del re,
era vestito tutto in bianco
le guance rosse come le rose
i denti di luminoso avorio

VIII
Li pagò con il sorriso
e vide John Barbour
“se fossi una donna così come sono uomo,
saresti stato il mio amante”

IX
E sposerai mia figlia Janet
la prenderai per mano?
Verrai a cena con me
e farò di te il Sovrano della mia terra”

X
Oh, si, sposerò vostra figlia Janet
e la prenderò per mano
e verrò a cena con voi
ma al diavolo la vostra terra!”

XI
Perchè se le darai un pezzo d’oro
allora io gliene darò tre,
che io sono John Barbour il coraggioso
e ho solcato il mare in tempesta
ho solcato il mare in tempesta

FONTI
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/willieowinsbury.html
http://www.dickgaughan.co.uk/songs/texts/winsbury.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_100
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/12/barbour.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/14/johnbarbour.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/08/barbour.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45832
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=107002

THE SNOWS THEY MELT THE SOONEST

“The snow they melt the soonest” è una canzone popolare del Border (diffusa sia in Inghilterra che in Scozia), è stata pubblicata nel Northumbrian Minstrelsy (Bruce&Stokoe 1882) e in origine nel Blackwood’s Magazine, (Edimburgo 1821) così come collezionata da Thomas Doubleday (1790-1870) che la sentì da un cantore di strada di Newcastle. vedi

Così si legge nelle note di Anne Briggs nel suo album “Anne Briggs” 1971
“We owe this to a good pioneer collector of North-Eastern song, the soap-boiler and lively Radical agitator Thomas Doubleday, who contributed it to Blackwood’s magazine [under the pseudonym of Mr Shufflebotham] as long ago as 1821. He got the melody from a Newcastle street singer. In Northumbrian Minstrelsy (1882, repr. 1965) the tune is given as My Love Is Newly Listed.”  (A.L. Lloyd)
Siccome nessuno ha trovato traccia della canzone nella tradizione popolare precedentemente a questa data, alcuni presumono che il testo sia stato scritto nientemeno che da Thomas Doubleday sulla melodia nota come “My love has listed/The White cockade“. Anne Briggs fu la prima a diffonderlo nel circuito dei folk-club negli anni 60 e per questo alcuni le attribuiscono la paternità del testo.

Meravigliosa la versione strumentale dei Lunasa risolta come una low air dal titolo “January Snows” in Otherworld 1999 (melodia seguita dal reel Laura Lynn Cunningham)

Il tema è quello della separazione tra due innamorati: le immagini evocate legano il rapporto amoroso allo scorrere delle stagioni così dopo il riposo della terra sotto la coperta dell’inverno anche l’orgoglio è pronto a sciogliersi come la neve. La coppia sta per separarsi ma chi canta è certo che la separazione non sarà definitiva e al ritorno del disgelo anche l’innamorato ritornerà da lei (lui)

VERSIONE DAL PUNTO DI VISTA MASCHILE

ASCOLTA Pentangle in “Solomon’s Seal” 1972, titolo THE SNOW sonorità decisamente psichedeliche

ASCOLTA Horslips in “Drive The Cold Winter Away” 1975

ASCOLTA Dick Gaughan in “Handful of Earth” (1981) lenta, malinconica, lacerante (sequenza strofe I, III, II, IV)

ASCOLTA Sting in “If on a Winter’s Night” 2009

La versione che preferisco ( a pari merito con gli Horslip) è però quella degli Old Blind Dogs che si trova in versione integrale su Spotify
ASCOLTA Old blind dogs in “Legacy”, 1995


I
The snows they melt the soonest when the wind begins to sing
And the corn it ripens faster when the frosts are settlin’ in(1)
And when a woman tells me that my face she’ll soon forget
Before we part I’ll wage a corn(2) she’s fain to follow it yet
II
For the snows they melt(3) the soonest when the winds begin to sing
And the swallow flies(4) without a thought as long as it is spring
But when spring goes and winter blows my love she will be fain(5)
For all her pride to follow me across the stormy main (6)
III
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the bee that flew when summer shone in winter cannot sting(7)
And I’ve seen a woman’s anger melt between the night and morn
So it’s surely not a harder thing to melt(8) a woman’s scorn
IV
So dont’ you bid me farewell now no farewell I’ll receive(9)
But you must lie with my lass then kiss and take your leave(10)
And I’ll wait(11) here till the woodcock(12) calls(13) and the martin(14) takes the wing (15)
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
TRADUZIONE  (da vedi)
I
Le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare
e il grano matura più velocemente quando il gelo si è depositato (1)
E quando una donna mi dice che dimenticherà presto il mio volto
Prima di dividerci scommetterò un chicco di grano (2) e lei sarà pronta a seguirmi
II
Perché le nevi si sciolgono (3) prima quando i venti iniziano a cantare
E la rondine vola (4) senza pensieri finché è primavera
Ma quando la primavera se ne va e soffia l´inverno il mio amore sarà pronto (5)
Per tutto il suo orgoglio di seguirmi attraverso il mare (6) in burrasca
III
Perché le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare
e l’ape che volava quando l’estate splendeva, in inverno non può pungere (7)
e ho visto la rabbia di una donna sciogliersi tra la notte e il mattino
Così non è sicuramente una cosa più difficile sciogliere (8) il disprezzo di una donna
IV
Quindi non dirmi addio, ora non riceverò il tuo addio (9)
ma devi rimanere, sdraiarti accanto a me, mia amata, baciarmi e poi partire (10)
Ed io aspetterò (11) qui fino al canto della beccaccia (12)
E fino a che il balestruccio (14) prende il volo (15)
Perché le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare

NOTE
1) anche al singolare “the frost is settling in”
2) nella versione degli Horslips “I want to croon” e nella versione di Anne Briggs: “I’d bet a crown”. Quindi è probabile che “wage a corn” sia una espressione antica per “scommettere una moneta” essendo crun, croon o croun = corona, vecchia moneta che valeva 5 scellini, una somma principesca in passato
3) anche al singolare come nella versione Horslips “the snow it melts”
4) oppure skims (versione Anne Briggs e Horslips)
5) my loss and you’ll be fain (versione Horslips)
6) For all your pride you’ll follow my across the stormy main (versione Horslips) oppure “raging main” (versione Dick Gaughan)
7) anche scritto come “sing” il verso prosegue diversamente in Anne Briggs ” And all the flowers in all the land so brightly there they be and the snow it melts the soonest when my true love’s for me”
8) oppure tame (versione Horslips e Sting)
9) Altra versione del verso: “So whoever says to me farewell here, no farewell I receive” oppure “Oh never say me farewell here, no farewell I’ll receive” (versione Horslips)
10) “For you shall take me to the stile, I’ll kiss and take your leave” (versione Horslips)
11) oppure stay (versione Horslips)
12) Oppure moorcock o curlew
13) oppure comes (versione Horslips)
14) oppure matler (versione Horslips) marten (versione Dick Gaughan)
15) Ann Briggs dice “And I’ll wait it till the woodcock crows or the martin takes its leave”

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VERSIONE AL FEMMINILE

ASCOLTA Anne Briggs Anne Briggs” 1971

ASCOLTA Cara Dillon live


I
The snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the corn it ripens fastest when the frosts are settling in
And when the young man tells me that my face he’ll soon forget
Before we part I’ll wage a crown, he’s fain to follow yet
II
And the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
The swallow flies without a thought as long as it is spring
But when spring goes and winter blows my love then you’ll be free
For all your pride to follow me across the raging main
III
And the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the bee that flew when summer shone in winter cannot sting
And I’ve seen a young man’s anger melt between the night and morn
So it’s surely not a harder thing to melt a young man’s scorn
IV
So don’t you bid me farewell here, no farewell I receive,
For you will lie with me my love then kiss and take your leave
And I’ll wait here ‘til the moorcock calls and the martin takes the wind
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing

FONTI
http://thesession.org/tunes/11049
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/thesnowitmeltsthesoonest.html
http://mp3juices.com/search/snow-melts-the-soonest
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2857
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16979