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THE BANTRY GIRL’S LAMENT

Nel “Irish Songs of Wit and Humour” (1884) Alfred Percival Graves trascrive il testo preso come fonte dalla seconda edizione di H. Sparling (“Irish Ministrelsy” 1888); a sua volta Colm O’Lochlainn nella pubblicazione della sua raccolta “Irish street ballads” (1939) prende Sparling come fonte per il testo con qualche lieve modifiche. Nel libro di O’Lochlainn viene assegnata finalmente una melodia “Johnny, lovley Johnny..” trascritta da George Petrie, (vedi qui) il quale dice in merito: (collected) ” in the county of Londonderry in the summer of 1837 and is very probably a tune of Ulster origin. It was sung to an Anglo-Irish peasant ballad, of which I have preserved the following quatrain: ”
Oh Johnny dearest Johnny, what dyed your hands and cloaths? He answered him as he thought fit ‘by a bleeding at the nose.’

I versi sembrerebbero provenire da The Witham Miller perciò possiamo affermare che il testo di Bantry Girl’s Lament è stato adattato su di una melodia precedente, ossia quella classificata come Stanford-Petrie 693.  O’Lochlainn (passando alla successiva canzone della sua raccolta) scrive che “Dawning of the Day” (vedi) è una variante della melodia The Witham Miller: ora poiché la stessa melodia (“Dawning of the Day”) è stata presa da Patrick Kavanagh per la sua Ragland Road, qualche buontempone (con un sillogismo opinabile), ha incominciato a scrivere che il testo di Bantry girl’s lament è stato preso (e riarrangiato da un autore anonimo) da una poesia dello stesso Kavanagh..

Nelle versioni testuali si è fatto un grande mescolone e frainteso o travisato molte parole per lo più originariamente in gaelico: io mi sono fatta un'idea che la chiave di lettura sia basata sui doppi sensi, con quel pizzico di irish humour piuttosto caustico, non per altro viene raccolta da Graven in una collana intitolata "Irish Songs of Wit and Humour"; per riassumere la storia della canzone si tratta del lamento di una ragazza di Bantry perchè il suo amore è partito come soldato per combattere il Re di Spagna.
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

DOV’E’ BANTRY?

In Irlanda ci sono due località con il nome di Bantry ed entrambe si contendono la palma della provenienza. La città di Bantry si trova nella contea di Cork nella punta sud dell’Irlanda, all’estremità della famosa Bantry Bay, perchè proprio lì doveva sbarcare la flotta francese nel 1796, per accorrere in appoggio agli United Irishmen che stavano preparando la Ribellione, flotta che fu dispersa invece da una violenta tempesta. L’altra Bantry si trova nella contea di Wexford, e si tratta di una Baronia, la più estesa delle 10 (verso il confine ovest) baronie che costituiscono la contea di Wexford. Il sistema di suddivisione territoriale delle baronie,  viene nientemeno che dalle suddivisioni dell’isola in unità territoriali secondo le famiglie gaeliche . Così ad avvalorare tale ipotesi la parola in gaelico nella IV strofa diventa Moneyhore ( Muine Hór, Hore’s Shubbery ) nella parrocchia civile di Rossdroit , Baronia di Bantry. “That fine ballad ‘The Bantry Girls’ Lament’ calls to mind the celebrated Fair of Moneyhore. The passing of a century has brought to an end these old village fairs and lent to them a romantic glow which will linger on in popular memory long after the dates of the gatherings and locations of the [fair] greens are forgotten”  (citato da Enniscorthy: History and Heritage” (1998), Micheál Tóibín)

QUALE GUERRA?

Dopo la vittoria del Boyne (1690) in cui l’Inghilterra segnò un punto fermo sul dominio dell’Irlanda, vennero approvate le Penal Laws che penalizzavano i cattolici, impedendo loro l’accesso a posizioni di potere negli affari pubblici e finanche diritti di proprietà sulla propria terra. Così molti furono i giovani irlandesi cattolici che cercarono la fortuna negli eserciti europei (che fossero possibilmente in lotta contro l’Inghilterra!): si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia, soldati che vennero chiamati Wild geese (in italiano le Oche selvatiche). Nel secolo successivo proprio allo scoccare del secolo una legge definita Act of Union, abolì il Parlamento Irlandese e Inghilterra e Irlanda divennero un’unica nazione, ovviamente la discriminazione verso i Cattolici era sempre la stessa anche se attutita da alcune “liberalità” o riforme prima fra tutte il Chattolic Emancipation Act del 1829; ora sebbene le Penal Laws proibissero l’arruolamento dei cattolici nell’esercito, il divieto venne tolto nel 1799, l’Inghilterra aveva bisogno di carne da cannone e anche quella irlandese poteva andare bene. Non dimentichiamoci che gli ufficiali erano sempre quelli della gentry protestante e un soldato cattolico poteva tutt’al più diventare sergente. E’ stato stimato che nel 1830 il 42% di tutti i soldati dell’esercito britannico fossero irlandesi. L’Irlanda divenne sede di importanti reggimenti che, astutamente, venivano mandati a combattere lontano per l’impero britannico perchè quando restavano a casa avevano la tendenza a “simpatizzare” per i ribelli. Tra i reggimenti irlandesi quello che prestò servizio nella guerra napoleonica in Spagna (detta dagli inglesi Peninsular War, 1808 – 1814), fu il “Royal Regiment of Ireland”
“Fondato nel 1684 dall’Earl di Granard come Royal Regiment of Ireland  questo reggimento combatté durante la successione spagnola, la Rivoluzione Americana e la guerra in Crimea. Con la riorganizzazione del 1881 fu rinominato Royal Irish Regiment e spedito alternativamente in India e Sud Africa. Reclutava tra Kilkenny, Waterford e Wexford”. (tratto da qui)
La guerra era un atto di agressione della Francia napoleonica contro la Spagna alleata con l’Inghilterra, ma nel secolo precedente le due nazioni erano ancora acerrime nemiche che si combattevano per il predominio coloniale nelle Indie Occidentali (come venivano chiamate le Americhe). La guerra proclamata nel 1739 (e conclusa nel 1742) si svolse per lo più con conflitti navali dall’altra parte del globo, mentre appena un trentennio prima Inghilterra, Austria, Ducato di Savoia e i rimasugli in terra germanica del Sacro Romano Impero (ovvero i Paesi Bassi) avevano combattuto contro la Spagna o meglio la corona di Castiglia per questioni di successione al trono: alla morte di Carlo II di Spagna il volere testamentario lasciava il trono al Duca Filippo d’Angiò nipote dell’allora re di Francia che salì al trono con il nome di Filippo V, ma i legami di sangue anche se diluiti imparentavano il defunto re con quasi la metà delle dinastie regnanti, ben intenzionate a prendersi l’eredità! La guerra di successione spagnola fu combattuta nella sua prima fase prevalentemente nelle Lowlands (terre definite anche se più impropriamente Olanda) e in Germania. La guerra però divampò un po’ su tutti i fronti e in terra di Spagna venne combattuta solo a Almenara e Villaviciosa (1710). Il trattato di pace fu firmato nel 1713.

Stando così le cose e supponendo che il nostro Johnny fosse di fede cattolica, poteva essersi arruolato solo nel Royal Regiment of Ireland per combattere nelle Peninsular Wars (avvalorando così l’ipotesi che la Bantry della canzone sia la Baronia di Bantry nel Wexford). Oppure era un irlandese di fede protestante e quindi avrebbe potuto anche essersi arruolato verso il 1710 per andare a detronizzare il re di Spagna (ma allora Bantry si dovrebbe trovare nell’Ulster, provincia da cui sembra peraltro provenga la melodia).

Insomma dopo aver analizzato un paio di dati, se ne esce con una grande confusione (dovuta principalmente al fatto che ogni anello della catena orale non riproduceva fedelmente il testo appreso, ma ben volentieri lo modificava a seconda della contingenza storica senza preoccuparsi delle “incongruenze”) e questo mi fa pensare che la canzone in realtà sia una canzone di protesta ma anche di ribellione camuffata: così “the dirty King of Spain” è il governo inglese con le sue forze dell’ordine (fossero Peelers o Barnies poco importa)

Le più recenti interpretazioni traboccano di voci femminili, ecco le due che preferisco

ASCOLTA Frances Black, Mary Black, Joannie Madden in due compilation “Song of the Irish Whistle” (1999) e in “This Love Will Carry” (2006)

ASCOLTA Eleanor Shanley & Eddi Reader 2002 (testo qui)

e trovo molto particolare anche la versione dei Dubliners
ASCOLTA The Dubliners

Ho cercato di riassumere in un testo “comparato” le principali variazioni (peraltro non sostanziali) della storia, partendo dalla prima trascrizione conosciuta risalente al 1884

VERSIONE TESTO GRAVES

(in “Songs of Irish Wit and Humour” 1884) con tra parentesi le varianti, per i commenti vedere nelle note


I
Oh, Who will plough the field (now)
or who will sell (sow) the corn?
Oh, Who will wash (watch, mind) the sheep (now)
an’ have ‘em nicely (neatly) shorn(1)?
The stack (stag) that’s on the haggard(2),
unthra[e]shed (untouched) it may remain
Since Johnny (lovely Johnny) went a-thra[e]shing (to fight) the dirty King of Spain(3)
II
The girls from the bawnog[u]e (bánóg)(4) in sorrow may retire
And the piper and his bellows(5) may go home and blow the fire
For (since) Johnny, lovely Johnny is (went) sailing o’er the main
Along with other patriarchs (patriots) (6) to fight the King o’ Spain
III
The boys will surely(sorely) miss him when moneyhore(7) comes round
And they’ll weep(grieve, fight) that their bo[u]ld (brave) captain is nowhere to be found
the Peelers (Barnies) (8) must stand idle, against their will and grain
Since the valiant(gallant) boy who gave(gives) them work now peels(9) the King o’ Spain
IV
At wakes and hurling matches your like(s) we’ll never(seldom) see
Till you come back again to us astore gra-geal-machree(10)
And won’t you t[h]rounce (thrash, trouble) the buckeens (11) that show us much (such, great) disdain(distant)
Beca[u]se our eyes are not so blacj(bright) as those you’ll meet in Spain
V
If cruel fate will not allow (permit) our Johnny to return
His heavy (awful ) loss we Bantry girls will never cease to mourn
We’ll resign ourselves to our sad lot and live (die) in grief and pain
Since Johnny died for Ireland’s pride(12) in the foreign (sunny) land of Spain
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Chi arerà il campo ora, e chi seminerà (venderà) il grano?
Chi laverà (baderà a) le pecore
e le terrà
ben tosate?
Il covone
che è nell’aia,
resterà
da trebbiare
poichè Johnny
è andato a combattere lo sporco re di Spagna.
II
Le ragazze dell’aia possono (solo) ritrarsi nel dolore,
il pipaiolo (pifferaio, zampognaro) e il suo mantice possono solo andare a casa a soffiare sul fuoco poichè Johnny, l’amato Johnny è andato per mare insieme con gli altri patrioti a combattere contro il re di Spagna.
III
I ragazzi sentiranno la sua mancanza quando verrà il tempo del raccolto (oppure il tempo di andare alla fiera di Moneyhore) per lamentarsi che il loro capitano coraggioso non si trova, i trebbiatori (i poliziotti) staranno inoperosi contro la loro volontà e inclinazione poichè il ragazzo coraggioso che dava loro lavoro, ora “sbuccia” il re di Spagna.
IV
Alle veglie e alle partite di hurling preferite non ti rivedremo più
finchè non ritornerai da noi,
more del mio cuore,
e non percuoterai la gentry che ci mostra un tale disprezzo
(che ci tiene a distanza)
perchè i nostri occhi non sono altrettanto neri come quelli che incontrerai in Spagna.
V
Se il destino crudele non permetterà al nostro Johnny di ritornare, la sua dura perdita, noi ragazze di Bantry, non finiremo mai di piangere; ci rassegneremo alla nostra sorte triste di vivere (morire) in pena e sofferenza poichè Johnny è morto per l’orgoglio dell’Irlanda nella terra straniera (assolata) di Spagna.

NOTE
1) trovato anche come “keep them from all harm” (in italiano preservare dal male)
(oppure chi baderà alle pecore e le terrà al sicuro)?
2) haggard: a threshing yard ossia l’aia di una fattoria
3) con un giro di parole il re spagnolo è paragonato ad un caprone puzzolente che gli irlandesi andranno a “pestare” (come il grano maturo quando viene trebbiato) per bene! Dovrebbe trattarsi di Carlo IV di Spagna il quale però abdicò in favore del figlio nel 1808, ma poco dopo riebbe la corona dalle mani di Napoleone il 5 maggio anche se prontamente la restituì subito a Napoleone, il quale la diede al fratello Giuseppe Bonaparte. Il popolo spagnolo non sapeva cosa farsene della costituzione francese, se di fatto erano governati dalla Francia. Paradossalmente l’insurrezione che scoppiò il 6 giugno fu sobillata dai nobili e dal clero spagnolo che temevano di perdere i loro privilegi e brigarono affinchè le masse li aiutassero a restaurare la loro autorità!
Goya-fucilazione
4) Ba/no/g: parola in gaelico irlandese che si traduce con “green patch of ground” = small enclosed space, courtyard; trovato scritto anche come  Boyne;
5) Lo strumento che oggi è conosciuto con il nome di uilleann pipes (traducibile grossolanamente come unione di tubi o canne), ovvero la cornamusa irlandese compare solo alla fine del XVII secolo ed è a due ance e a tre bordoni (il terzo si aggiunge nel XVIII sec) con il caratteristico mantice laterale per insufflare l’aria nella sacca sonora. Si potrebbe rintracciare il suo modello nella “musette de cour” francese o nella Northumbrian small-pipe del Borders inglese. Tuttavia la cornamusa irlandese è uno strumento ben più complesso per via dei “regulators” introdotti verso la metà del XVIII sec e diventati tre nel corso del XIX sec. I regulators sono quei tubi “strani” che poggiano sulla coscia del piper, sui quali sono disposte delle chiavi: il musicista riesce a produrre l’accompagnamento ricco di armoniche ma anche ritmico proprio e premendoci sopra il polso!
6) con patriarchs qui si intende i veterani, i vecchi, quasi una parola evocativa e ancestrale, ma  diventa spesso il più nazionalistico “patriota
7) anche mun-a-hoor, ovvero la trascrizione in inglese di una parola in gaelico Mí an Fhomair “month of the harvest” diventata “money more”  ovvero Moneyhore nella parrocchia civile di Rossdroit , Baronia di Bantry
8) the Peelers: qui le ipotesi si sprecano; prima di tutto il significato letterale della parola: nell’antica lavorazione dei chicchi di grano, potrebbe corrispondere al nominativo dato a coloro che si occupano della trebbiatura (vedi), un duro lavoro che si svolgeva nell’aia per separare i chicchi di grano dalla pula mediante la battitura un tempo appunto eseguita manualmente con delle corregge e poi sostituita da una macchina infernale detta trebbiatrice. Infatti nella prima strofa si parla proprio dei covoni che nessuno trebbierà perché gli uomini sono partiti per la guerra; è tanto forse basterebbe.
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Però “Peelers” è anche il soprannome dato alla polizia o meglio alle forze speciali di polizia istituite da Sir Robert Peel con il Peace Preservation Act del 1814 (il primo passo nel riordino delle forze dell’ordine pubblico). Si distinguevano pertanto dai “barnies” ovvero dalla polizia delle Baronie (baronial police) alle quali era stata demandata fino ad allora la gestione dell’ordine pubblico (le prime forze stabili di polizia furono istituite nel 1787 assegnando una ventina di uomini per ogni baronia, una sorta di suddivisione catastale delle Contee. E’ con l’Irish Constabulary Act del 1822 che ha però inizio l’Irish Constabulary. “L’atto istituiva una forza in ogni baronato, con un conestabile capo e ispettori generali, sotto il controllo dell’amministrazione civile del Castello di Dublino. La polizia fronteggiò anche l’irrequietezza tra i poveri dell’Irlanda rurale, che si manifestò in organizzazioni come i Ribbonmen, che attaccarono i proprietari terrieri e le loro proprietà. La nuova forza di polizia dimostrò la sua efficienza contro il separatismo irlandese, sedando la rivolta della Giovane Irlanda nel 1848. A questo seguì un periodo di calma relativa. Comunque la Fratellanza Repubblicana Irlandese, fondata nel 1858, progettò una rivolta armata contro il dominio britannico. Ciò si tramutò in azione diretta con la Rivolta Feniana (1867), segnata da attacchi alle stazioni di polizia più isolate. Anche questa ribellione venne sedata abbastanza facilmente, in quanto la polizia aveva infiltrato i feniani con spie e informatori. La lealtà della forza di polizia durante la rivolta venne ricompensata dalla Regina Vittoria che concesse l’uso del prefisso “reale” e il diritto di usare le insegne dell’Illustrissimo Ordine di San Patrizio. .. La maggioranza dei gradi inferiori nelle aree rurali appartenevano alla stessa classe sociale, religione e retroterra generale dei loro vicini. Attraverso l’applicazione di decine di migliaia di sfratti nell’Irlanda rurale e le molestie verso i capi della Land league, il RIC si era attratto il diffuso disprezzo da parte della popolazione cattolica irlandese durante il XIX secolo.” (tratto da Wikipedia qui) In Italia tra i tanti termini gergali per poliziotto si usa dire (o perlomeno si usava negli anni 70 in Piemonte) “pula“, che guarda caso è proprio la parte di scarto che riveste il chicco di grano!!
9) to peel potrebbe stare per to pillage
10) a stóirín (Mo storeen) óg mo chroí: nella trascrizione di Sparling (seconda edizione 1888) con il libro di Graves come fonte si trascrive il verso in gaelico come a-stóir grádh geal mo-chroídhe; Asto/iri/n o/g mo chroi: little young treasure of my heart ; quasi una frase fatta che viene spesso utilizzata come intercalare nelle canzoni irlandesi più sentimentali
11) buckeens = a poor but aspiring young man of the lower Anglo-Irish gentry. Eddi Reader dice “won’t you trod the buckeens” = non seguirai le orme della gentry
12) “freedom’s sake” o “Ireland’s pride” come viene più comunemente cantato; Johnny combatte nell’esercito britannico al fianco di un popolo (quello spagnolo) che si sta ribellando ai francesi conquistatori, per ottenere l’indipendenza, per la prima volta nella storia europea venne utilizzata la guerriglia contro le truppe napoleoniche.

La prima registrazione però è stata probabilmente quella di Delia Murphy e si trova su YouTube: estroso personaggio, moglie di un ambasciatore, definita”Ireland’s first lady of folk“, Delia ha portato la musica irlandese a Londra, Roma, Canberra, Bonn, Ottawa e Washington negli anni 1920-1960. Il moto di cantare è decisamente d’antan ma il suo valore è storico! (continua)
ASCOLTA Delia Murphy 1941. Le tracce sono state ristampate recentemente dalla famiglia in un CD dal titolo “If I were a Blackbird” (2013) (qui) Il testo è identico alla versione andata in stampa in quegli anni del libro di Lochlainn (la prima edizione è del 1938)

I
Oh, Who will plough the field or who will sell the corn?
Oh, Who will wash the sheep an’ have ‘em nicely shorn?
The stack that’s in the haggard, unthrashed it may remain
Since Johnny went a-thrashing the dirty King of Spain
II
The girls from the bawnogue(2) in sorrow may retire
And the piper and his bellows may go home and blow the fire
For Johnny, lovely Johnny is sailing o’er the main
Along with other patriarchs to fight the King o’ Spain
III
The boys will surely miss him when Moneyhore(7) comes round
And they’ll grieve that their bould captain is nowhere to be found
the Peelers(8) must stand idle, against their will and grain
for the valiant boy who gave them work now peels the King o’ Spain
V
If cruel fate will not permit our Johnny to return
His heavy loss we Bantry girls will never cease to mourn
We’ll resign ourselves to our sad lot and live in grief and pain
Since Johnny died for Ireland’s pride in the foreign land of Spain

Il brano è riproposto dai Clancy Brothers e pubblicata in “Tales & Tunes,” 1988, i quali  non possono fare a meno di metterci un ritornello! Per quanto abbia cercato al momento in rete non è reperibile una registrazione.

VERSIONE THE CLANCY BROTHERS

I
Who will plow the field now, and who will sow the corn
Who will wash the sheep now, and keep them neatly shorn
The stack that’s in the haggard, untouched it may remain
Since Johnny went a-thrashing all in the wars of Spain
CHORUS:
Johnny, lovely Johnny, he’s sailing o’er the main
A-long with other patriots, to fight the King of Spain
II
And the girls from the bawn-oag in sorrow may re-tire
The piper and his bellows, (may) go home and blow the fire
At fairs and hurling matches, your likes we seldom see
Till you come home a-gain to us, a-storeen oag mo cree
III
And a cruel fate will not permit our Johnny to return
His heavy loss, we Bantry girls will never cease to mourn
We re-sign ourselves to our sad lot, and die in grief and pain
Johnny died for freedom’s sake in the foreign lands of Spain

(Cattia Salto aprile 2015)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=83746
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=71328 http://mysongbook.de/msb/songs/b/bantrygi.html http://www.eddireader.net/tracks/esBGL.htm http://www.deliamurphy.com/Delia_Murphy/Delia_Murphy/Delia_Murphy.html http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5843 http://ontanomagico.altervista.org/piva.htm
http://www.itma.ie/digitallibrary/print-collection/claisceadal-songsheets
http://www.ouririshheritage.org/page/delia_murphy

ÉAMONN A’ CHNOIC

Una ballata irlandese del XVII secolo che prima di essere diffusa nella versione in inglese nel XIX secolo con il titolo “Ned of the Hill” era nota come canzone in gaelico irlandese “Éamonn an Chnoic” in onore di Éamonn Ó Riain (Edmund Ryan 1670 – 1724)

NEL DEL COLLE

rapparee001_0Edmond (ovvero Ned) era un giovane rampollo degli O’Ryans di Knockmeoll, Atshanbohy, vicino a Upperchurch Contea di Tipperary diventato fuorilegge sotto la regina Maria (affiancata al trono dal marito Guglielmo III): la sua vita riassume un po’ tutte le vicissitudini passate dai molti rapparees irlandesi  del XVII e XVIII secolo (considerati degli eroici ribelli invece che dei banditi prezzolati); la famiglia di origini cattoliche si vede privata dal possesso della terra dopo la conquista di Cromwell (Act for the Settlement 1652); in difesa della povera gente contro i soprusi dei conquistatori, Edmond si dà alla macchia e poi combatte nella “Williamite War” del 1689-1691; dopo il trattato di Limerick (1691) invece di fuggire come “Wild Geese” continua la sue scorrerie contro i proprietari terrieri protestanti e i militari inglesi; viene tradito per denaro da un suo amico che gli taglia la testa mentre dorme tranquillo ospite nella sua casa!

Di lui si dice fosse un gentiluomo sempre ben vestito, abile spadaccino e dalla ottima mira nello sparare con le pistole, amato non solo dalle donne, perchè era un Robin Hood, un giustiziere dei poveri contro i ricchi che lottava, a suo modo, per la libertà dell’Irlanda.

ÉAMONN Ó RIAIN: LA STORIA

Edmond O’Ryan nacque a Atshanbohy vicino Upperchurch intorno al 1670. I suoi antenati erano stati grandi proprietari terrieri, le cui terre furono confiscate dopo la ribellione di Desmond, cento anni prima. Ora, ricchi possidenti inglesi si impossessarono delle terre, e i Ryan rimasero come tenutari. La sua carriera doveva essere il sacerdozio [e andò in Francia a studiare perchè con le Penal Laws non era possibile per i cattolici accedere allo studio] ma non aveva abbastanza vocazione(*) così ritornò in Irlanda. Poco dopo il suo ritorno è stato coinvolto in una rissa con un esattore delle tasse che voleva prendersi l’unica vacca appartenente ad una povera vedova. Eamonn intervenne in favore della vedova cercando di convincere l’esattore a prendere l’equivalente delle tasse in mobili o altri oggetti a cui la vecchia signora poteva rinunciare. Ma nella rissa Eamonn finì per uccidere l’esattore delle tasse che si era intestardito nel volere la mucca.
Eamonn si diede alla macchia, nascondendosi nei boschi della sua regione nativa, mentre una grossa taglia fu offerta sulla sua testa.
Quando il deposto Giacomo II è arrivato in Irlanda nel 1689, Eamonn era tra i tanti che hanno prontamente aderito al suo esercito nella convinzione errata che la causa giacobita fosse la causa dell’Irlanda. Ma dopo il trattato di Limerick Eamonn tornò nel bosco e visse come fuorilegge, attaccando gli inglesi con la tattica della guerriglia, nel tentativo di mandarli via dalla terra irlandese.

Molte storie sono giunte fino a noi, raccontando come questi uomini siano sopravvissuti, come abbiano derubato e saccheggiato i nuovi proprietari terrieri, come siano riusciti a sfuggire ai soldati che li ricercavano e come abbiano aiutato i poveri e gli oppressi da novelli Robin Hood. La tradizione è particolarmente ricca nel caso di Eamonn …Sappiamo anche che era un poeta di notevole talento. La sua descrizione della vita di un fuorilegge è contenuto nella famosa poesia irlandese “Eamonn un Chnoic“. Un altro poema attribuito a lui e con uno stile simile a “Eamonn un Chnoic” è “Bean Dubh un Gleanna” (The Dark Woman of the Glen), una canzone d’amore forse scritta da sua moglie Mary Leahy. Si è anche pensato che Eamonn sia l’autore di “Scan O’Duibhir un Ghleanna” una poesia patriottica, che incoraggia i giovani a seguire le orme di John O’Dwyer di Kilnamanagh.
Parzialmente tratto e tradotto da http://www.doonbleisce.com/eamonn_a_chnoic.htm
[*altrove è riportato che Ned si trovava in Francia a studiare come sacerdote, quando il padre si ammalò e il giovane ragazzo decise di rientrare a casa; fu allora che difese la vedova e si diede alla macchia assumendosi la colpa dell’uccisione di uno degli esattori.]


LA MELODIA

Secondo il Fiddler’s Companion la melodia proviene dall’Irlanda alla fine del 1500 (sebbene la prima versione in stampa sia del 1729) ma si ritrova anche in Scozia (Scots Musical Museum, 1788 “I Dreamed I Lay” con le parole di Robert Burns)
Oggi eseguita per lo più in versione strumentale, un lament su un valzer lento o una slow air che si presta bene all’arrangiamento per arpa (su Spotify la versione di Patrick Ball)

Ilse de Ziah al violoncello live nel bosco con coro di uccelli e frusciar di fronde

ASCOLTA Tannahill Weavers in The Tannahill Weavers 1979
ASCOLTA Cherish the Ladies in Most Beautiful Melodies of Irish Music 

VERSIONE IN GAELICO: Éamonn an Chnoic

Ned bussa alla porta della sua innamorata, per chiedere rifugio, ma anche per vederla l’ultima volta e dirle addio. Il fuorilegge è ricercato con una grossa taglia sulla testa e non si fida nemmeno più degli amici, perciò medita di lasciare la sua terra. In seguito ospitato da un amico (o addirittura un parente trattandosi secondo alcune fonti di un cugino del lato materno), sarà tradito e ucciso nel sonno.
La sua testa si dice sia sepolta a Curraheen vicino Hollyford (quantomeno è lì che è stata eretta una lapide commemorativa).

Probabilmente la versione più popolare è quella di Liam Clancy che la canta mestamente accompagnato dall’arpa, con l’andamento di un lament

ASCOLTA Wolf Tones As Gaeilge 1980

VERSIONE IN GAELICO
I
“Cé hé sin amu
a bhfuil faobhar a ghuth,
a’ réabadh mo dhorais dhúnta?”
“Mise Éamonn a’ Chnoic,
atá báite fuar fliuch(1),
ó shíor-shiúl sléibhte is gleannta.”
II
“A lao ghil ‘s a chuid,
cad a dheánfainn-se dhuit
mura gcuirfinn ort binn de mo ghúna?
‘S go mbeidh púdar(2) dubh
‘á lámhach linn go tiubh,
‘s go mbeidh muid araon múchta!”
III
“Is fada mise amu
faoi shneachta is faoi shioc,
‘s gan dánacht agam ar éinne.
Mo bhranar gan cur,
mo sheisreach gan scor,
is gan iad agam ar aon chor!
IV
Níl cara agam—
is danaid liom sin—
a ghlacfadh mé moch ná déanach.
‘S go gcaithfe mé ghoil
thar fairraige soir,
ó’s ann nach bhfuil mo ghaolta.”
TRADUZIONE INGLESE
I
“Who’s that outside
whose voice is urgent,
pounding on my closed door?”
“I’m Edmond of the hill,
drowned, cold and wet,
from endlessly traveling mountains and glens.”
II
“Dearest love and treasure,
what can I do for you
but to put the hem of my gown over you?
And the snow would be falling on you
still, until we both would be covered!”
III
“I’ve long been outside
in snow and in frost,
not daring to approach anyone.
my grassland without seed
my ploughland without a mark,
and I don’t even have any
IV
I have no friend—
how that grieves me—
who’d take me in, early or late.
And so I must go
eastward across the sea,
for it’s there I have no kindred.”
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Chi è che là fuori
chiama con urgenza
e batte alla mia porta chiusa?”
“Sono Edmund Del Colle,
zuppo, gelido e bagnato (1)
e senza posa viaggio per montagne e valli!”
II
“Carissimo amore e tesoro
cosa posso fare per te
se non avvolgerti nel mio
mantello?
E la neve (2) cadrà su di noi
finchè entrambi ne saremo ricoperti”
III
“Sono stato a lungo un fuorilegge (3)
tra la neve e il gelo,
senza fidarmi di nessuno.
La mia terra a maggese,
i miei cavalli senza il giogo
-non ho più nulla!(4)
IV
Non avrò amico
-quale pena-
che mi accoglierà, sia presto o tardi.
Così devo andare
verso est per il mare,
perchè è dove non ho legami”(5)

NOTE
1) Il tema dell’isolamento del fuorilegge e della sua sofferenza alle intemperie è un classico nelle descrizioni dei disagi a cui vanno incontro coloro che vivono da braccati, ma è anche un modo per sottolineare il coraggio e lo spirito di sacrificio di Edmond; si mette in evidenza così la sua vulnerabilità per suscitare empatia e compassione.
2) il termine gaelico “pudar” non si traduce qui come polvere da sparo ma come neve
3) 
Le campagne irlandesi del Seicento-Settecento erano la terra degli highwaymen fuorilegge (outlow) dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!! Erano stati “Tories” (i confederati irlandesi del XVII secolo detti comunemente “conservatori”) o “Rapparees” e furono personaggi popolari e famosi la cui vita e imprese erano cantate nelle ballate. Nella tradizione popolare irlandese queste bande di briganti erano capeggiate di solito da una figura affascinante, amata dal popolo e non priva di un codice morale cavalleresco, perchè si ergeva in difesa dei deboli, dei poveri e degli oppressi. Così rubare al ricco non era considerato un furto o disonorevole, quando la ricchezza era stata accumulata con lo sfruttamento della povera gente o con il sopruso! (continua)
4) il senso della frase è “I haven’t finished the work of plowing and planting, but how could I, seeing as how I don’t have a team or land anyway!”
5) nella tradizione irlandese il fuorilegge può essere annientato solo con mezzi sleali o con il tradimento, ciò lo rende un martire da venerare. Spesso, ma non in questo caso, quando il fuorilegge viene meno al codice morale improntato alla difesa del più debole, viene punito con la sconfitta. In questo senso il codice morale è un imperativo categorico, quasi un gessa (divieto) in senso celtico.

LA VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Connie Dover in If Ever I Return 1997; la melodia non è quella tradizionalmente abbinata, ma ‘Hector the Hero‘ composta dal violinista scozzese James Scott Skinner nel 1903


I (1)
“Cé hé sin amu
a bhfuil faobhar a ghuth,
a’ réabadh mo dhorais dhúnta?”
“Mise Éamonn a’ Chnoic,
atá báite fuar fliuch,
ó shíor-shiúl sléibhte is gleannta.”
II(2)
Oh who is without
That in anger they should
Keep beating my bolted door
I am Ned of the hill
Long weary and chilled
From long trudging
Over marsh and moor
III
My love fond and true
What else could I do
But shield you from wind and from weather
When the shot falls like hail
They us both shall assail
And mayhap we will die together
IV
Through frost and through snow
Tired and hunted I go
In fear of both friend and of neighbour
My horses run wild
My acres untilled
And all of it lost to my labour
V
What grieves me far more
Than the loss of my store
Is there’s noone would shield me from danger
So my fate it must be
To bid farewell to thee
And to languish amid strangers
VI(3)
A chumann ‘s a shearc,
ó rachaimid seal faoi choillte
na meas cumhra,
Mar a bhfaighimid an breac
is an lon ar a nead,
an fia ‘gus an poc ag búireach,
An fhia ‘gus an poc ag búireach
Na h-éiníní binne
Ar ghéigíní a’ seinm
Is an cuaichín ar bharr an úir ghlais
Is go brách, brách,
ní thiocfaidh an bás in ár ngáire i lár
na coille cumhra.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I (1)
“Chi è che là fuori
chiama con urgenza
e batte alla mia porta chiusa?”
“Sono Edmund Del Colle,
zuppo, gelido e bagnato e viaggio senza sosta per montagne e valli!”
II (2)
“Chi è fuori
che con rabbia continua
a battere alla mia porta chiusa?”
“Sono Ned Del Colle
stanco e congelato
dal lungo arrancare
per paludi e brughiere.”
III
“Amore mio
cos’altro potrei fare
se non proteggerti dal vento e dal cattivo tempo,
quando cade forte la grandine
su entrambi colpirà
e così moriremo insieme”
IV
“Con il gelo e la neve
stanco e braccato vado
temendo sia l’amico
che il vicino;
i miei cavalli corrono liberi
le mie terre stanno incolte
e ogni cosa perduta per il mio lavoro.
V
Ciò che mi addolora di più
della perdita dei miei affari
è che nessuno mi potrà proteggere dal pericolo,
così il mio destino è segnato
nel dirti addio
e languire tra gente straniera!”
VI (3)
Amore mio
andremo raminghi
per boschi odorosi
di alberi in fiore
dove troveremo la trota
e il merlo nel suo nido
il richiamo del cervo e del capro,
gli uccellini che cantano tra i rami
e il piccolo cuculo
in cima al  tasso sempreverde
e mai, mai
la morte ci coglierà tra i sorrisi
nel profondo del bosco odoroso

NOTE
1) (la traduzione in inglese:
Oh, who is that outside with anger in his voice
Beating on my closed door?
I am Eamann of the Hill, soaked through and wet
From constant walking of mountains and glens.)
2) in pratica la seconda strofa è la traduzione in inglese della prima strofa cantata in gaelico così per le restanti strofe in inglese secondo la traduzione di Donal O’Sullivan in “Songs of the Irish” (da qui)
3) l’ultima strofa ritorna in gaelico e la traduzione in inglese dice:
My friend and my love,
oh let’s go for a while
to the woods of the fragrant beeches,
Where we’ll find the trout
and the blackbird on her nest,
the deer and the goat(4) braying,
Sweet little birds singing on branches,
And the little cuckoo on top of the green yew tree;
And never, never will death come into our laughter in the midst of the fragrant woods

Seconda parte continua
FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
http://livingthetradition.com/ned-of-the-hill/

http://www.doonbleisce.com/eamonn_a_chnoic.htm
http://lookingatdata.com/o/253-o-ruin-eamonn-an-chnoic.html
http://www.navan.org/lyrics/eamonn_an_chnoic.html
http://thesession.org/tunes/6508
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=72285
http://mysongbook.de/msb/songs/e/eamonna.html
http://socrates.berkeley.edu/~caforum/volume1/pdf/cashman.pdf
http://www.daltai.com/discus/messages/13510/17143.html?1150427281

FÁINNE GEAL AN LAE

Dolcissima aisling song in  gaelico irlandese dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” (in italiano “Il brillante anello del giorno”) ovvero l’anello luminoso che contorna il sole quando sorge, versificata anche in inglese con il titolo “The dawning of the day”. Una slow air antica ma così bella da essere diventata la melodia di Raglan Road

VERSIONE STRUMENTALE

Il brano è un’antica aria irlandese attribuita da Edward Bunting (opinione non condivisa da tutti i musicologi) all’arpista Thomas Connellan (1640/1645 – 1698-1700 ). Nella sua versione strumentale oggigiorno è spesso suonata dalla cornamusa, oltre che essere la prima melodia che si impara sul tin whistle.
ASCOLTA Claymore Pipes and Drums

Ho selezionato tuttavia una serie di versioni per arpa e flauto/violino che sono assolutamnte magiche:
ASCOLTA Aine Minogue in Celtic Meditation Music (al whistle Joanie Madden) dal sito dell’artista
ASCOLTA Terry Oldfield in Celtic Spirit (con flauto) 2009
ASCOLTA Helen O’Hara (con violino)

THOMAS O’CONNELLAN

Questo bardo e genio musicale che Arthur O’Neill chiamava “Tom Conlan, the great harper,” nacque a Cloonmahon, (un tempo Clonymeaghan) contea di Sligo. La data della nascita è incerta tra il 1625 e il 1640. La sua fama in Irlanda era molto grande sebbene sembra sia stato non meno popolare in Scozia dove secondo Arthur O’Neill ottenne gli onori cittadini come “baillie” a Edimburgo. Dopo aver soggiornato per molti anni in Scozia ritornò nella sua terra natia nel 1689 e morì mentre era ospite al Bouchier Castle vicino a Lough Gur nella contea di Limerick nel 1698.
“Le sue spoglie furono interrate presso il cimitero di Temple Nuadh – dice Grattan Flood – e sulla sua tomba alcuni pipers suonarono i versi che O’Connellan aveva aggiunto all’ “Irish Tune” di Myles O’Reilly, la versione essendo nota come “The Breach of Aughrim”
Il “Grande Arpista” fu il compositore di “The Dawning of the Day” anche nota come “The Golden Star”, “Love in Secret”, “Bonny Jean”, “The Jointure”,“Molly St. George”, “If to a Foreign Clime I Go”, “Planxty Davis” (nota in Scozia come “The Battle of Killierankie”) e una settantina di altre composizioni ora dimenticate.
(tradotto da http://billhaneman.ie/IMM/IMM-V.html)

hempson_downhill_400Dopo le Penal Laws (1695) e l’ostinato ostracismo verso la lingua e le usanze irlandesi (e in particolare contro gli arpisti, ultimo baluardo della musica bardica irlandese) alla fine del Settecento il numero degli arpisti si contava sulla punta delle dita: al Belfast Harp Festival, organizzato nel 1792 per raccogliere le testimonianze dell’antica tradizione, si presentarono solo in 10!
Tra questi Denis O’Hansey, O’Hampsey, Henson or Hampson (Donnchadh a Haimpsuigh) alla veneranda età di 95 anni suonò “The Dawning of the Day“. Edward Bunting che fu incaricato di trascrivere le musiche ci riferisce che la stessa melodia venne suonata anche da un altro arpista William Carr (quello più giovane all’epoca quindicenne) originario della contea di Armagh. continua

LA VERSIONE IN GAELICO IRLANDESE

Nel 1847 con il titolo di “Fáinne Gael an Lae” la canzone venne pubblicata da Edward Walsh in “Irish Popular Songs” -come una melodia molto diffusa nel sud d’Irlanda – (vedi)
La canzone si ispira ad un genere tipico della poesia tradizionale irlandese, chiamato in gaelico Aisling, dove il poeta incontra una donna che simboleggia l’Irlanda. L’incontro ha il carattere di una visione o di un sogno, in cui la fanciulla è di una bellezza mozzafiato ovvero sublime, paragonata alla più bella delle dee in particolare alla stella del mattino  (la stella errabonda che in realtà è il pianeta Venere e che brilla poco prima dell’alba a Est e subito dopo  il tramonto volgendo lo sguardo a Ovest).

Il dialogo tra i due è volutamente oscuro, del resto all’epoca gli arpisti erano spesso perseguitati e banditi perchè incitavano alla ribellione: l’alba che sta per sorgere nell’ultima strofa è una chiara allusione alla libertà che arriverà inesorabilmente dalla sconfitta del dominio inglese.

ASCOLTA Na Casaidigh in Singing From Memory, 1998

ASCOLTA Iarla O’Lionaird & Steve Cooney (l’arrangiamento di Steve alla chitarra è senza pari) – live oppure nel video la versione in “Foxlight” 2011

GAELICO IRLANDESE
I
Maidin moch do ghabhas amach
Ar bhruach Locha Léin (1)
An Samhradh ‘teacht ‘s an chraobh len’ ais
Is ionrach te ón ngréin
Ar thaisteal dom trí bhailte poirt
Is bánta míne réidhe
Cé a gheobhainn le m’ais ach an chúileann deas
Le fáinne geal an lae
II
Ní raibh bróg ná stoca, caidhp ná clóc
Ar mo stóirín óg ón speir
Ach folt fionn órga síos go troigh
Ag fás go barr an fhéir
Bhí calán crúite aici ina glaic
‘S ar dhrúcht ba dheas a scéimh
Do rug barr gean ar Bhéineas deas (2)
Le fáinne geal an lae
III
Do shuigh an bhrídoeg síos le m’ais
Ar bhinse glas den fhéar
Ag magadh léi, bhíos dá maíomh go pras
Mar mhnaoi nach scarfainn léi
‘S é dúirt sí liomsa, “Imigh uaim
Is scaoil ar siúl mé a réic
Sin iad aneas na soilse ag teacht
Le fáinne geal an lae”


Traduzione poetica di Na Casaidigh
I
One morning early I went out
On the shore of Lough Leinn (1)
The leafy trees of summertime,
And the warm rays of the sun,
As I wandered through the townlands,
And the luscious grassy plains,
Who should I meet but a beautiful maid,
At the dawning of the day.
II
No cap or cloak this maiden wore
Her neck and feet were bare
Down to the grass in ringlets fell
Her glossy golden hair
A milking pail was in her hand
She was lovely, young and gay
Her beauty excelled even Helen of Troy (2)
At the dawning of the day.
III
On a mossy bank I sat me down
With the maiden by my side
With gentle words I courted her
And asked her to be my bride
She turned and said, “Please go away,”(3)
Then went on down the way
And the morning light was shining bright
At the dawning of the day.

tradotto da Cattia Salto
I
Un mattino presto mi recai
sulla riva del Lago Lein(1)
giunta l’estate e gli alberi rinati
ai caldi raggi del sole.
Mentre vagavo per la contrada
e i pascoli lussureggianti delle alture
chi mi trovo accanto
se non una bellissima fanciulla
al sorgere dell’alba?
II
Non indossava tal fanciulla cappello o mantello
nudi il collo e i piedi
ma accarezzavano la cima dell’erba
le sue trecce di oro biondo.
In mano teneva un secchio del latte
e sembrava così bella, giovane e gaia
la sua bellezza superava anche Elena di Troia (2)
al sorgere dell’alba
III
Sulla verde  riva erbosa mi sdraiai
con la fanciulla al fianco
con parole gentili la corteggiai
chiedendole di diventare la mia sposa
e lei si girò e mi disse “Prego
vattene via”(3)
Me ne andai per la mia strada
mentre la luce del mattino splendeva luminosa
al sorgere dell’alba.

NOTE
1) Il lago di Lein è un grande lago di Killarney. Su di una isoletta del lago sorse il monastero di Innisfallen, rinomato centro di studi dell’Alto Medioevo dove fu educato Brian Boru il primo (seppur per poco) re d’Irlanda
2) Bhéineas deas è tradotto  impropriamente come Elena di Troia, ma è la “stella” errante -ovvero il pianeta- Venere,  nota con il doppio nome di Lucifer (all’alba) e Vesper (alla sera). Fu in pieno Stil Novo che il pianeta Venere venne chiamato Stella Diana, nome che non derivava dalla omonima dea della caccia,  ma dal latino dies (giorno), dea del giorno puro o del giorno sereno, richiamando l’immagine del chiarore rosato di un’alba nitida. E’ Venere associato alla dea greca Afrodite, la dea dell’amore sensuale e della bellezza
3) la donna lo rifiuta fino a quando l’Irlanda non sarà ritornata ad essere una terra libera

continua seconda parte

FONTI
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Dawning_of_the_Day_(1)_(The)
http://www.ibiblio.org/fiddlers/DASH_DAY.htm
http://thesession.org/tunes/1441
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic108174-10.html
http://www.celticlyricscorner.net/cassidys/fainne.htm

ILLUSTRAZIONI
Denis Hempson playing the harp, da un disegno di E. Scriven del 1797 (riprodotto per Edward Bunting “The Ancient Music of Ireland” -1840.)
http://www.wirestrungharp.com/harps/historic/downhill/downhill_harp.html

AN GAOTH ANDHEAS/SOUTH WIND

The South Wind / Southwind / The Southern Breeze / The Wind from the South (in italiano “Il Vento del Sud”) è un brano tradizionale irlandese molto antico: Edward Bunting nel suo “Collection of Irish Folk Music” pubblicato nel 1809 lo attribuisce ad un arpista tale Donald Macnamara “il lentigginoso” (Domnhall “Meirgeach” Mac ConMara). Non è chiaro se egli ne sia stato l’autore o solo un interprete; in The Ancient Music of Ireland (1840) Bunting ripubblica la melodia con il titolo “Why Should not Poor Folk” dicendo che la melodia fu trascritta nel 1792 da un vecchio uomo well known by the sobriquet of “Poor Folk”, who formerly perambulated the northern counties, playing on a tin fiddle”.

Il brano è più popolare nella sua forma strumentale, con l’andamento di un valzer, e viene spesso suonato in set con le melodie di Turlough O’Carolan (1670-1738), per questo è spesso erroneamente attribuito al bardo!

The Chieftains in Chieftains 3, 1973 e anche in Water from the well, 2000

ASCOLTA Joanie Madden al flauto irlandese in “Song of the Irish Whistle“, 1996
E due versioni per chitarra.
ASCOLTA Pat Kirtley la prima melodia è Moran’s return; South Wind inizia a 3:11

ASCOLTA John Renbourn

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AN GAOTH ANDHEAS

Nel testo in gaelico irlandese “A(n) Ghaoth AneasA Ghaoith ó nDeas (Oh Wind from the South) il poeta parla al vento e declama la sua nostalgia verso la terra amata, la contea di Mayo, egli ora vive più a sud, nel Munster e si trova bene ma ricorda con rimpianto la sua terra natia dove tornerebbe volentieri. Non è chiaro il motivo della sua lontananza, probabilmente è stato esiliato  per qualche suo comportamento sedizioso.
Occorre osservare che gli arpisti itineranti in Irlanda erano noti per essere gli ispiratori di ribellioni! La vita dei bardi si era fatta grama, non più musicisti di corte ambiti e venerati, ma musicisti itineranti sempre più snobbati dalla nuove famiglie terriere inglesi: nel 1695 sono state approvate le Penal Laws e lingua e usanze irlandesi erano messe al bando. continua
Bunting ci dice che Donald Freckled (in italiano il lentigginoso) -che doveva avere i capelli color carota- era stato costretto a sposare una ragazza ricca ma che non amava, così scrisse il canto perchè il vento del sud portasse un bacio alla donna che aveva lasciato a Caheredmund

ASCOLTA Mick Moloney in The Green Fields of America 1988 in versione integrale su Spotify

I (File)
A Ghaoth Aneas na mbraon mbog glas
A ní gach faiche féarmhar
Bheir iasc ar eas is grian i dteas
Is líon is meas ar ghéagaibh.
Más síos ar fad mar mbínn féin seal
Is mianach leat-sa séide
Cuirim Rí na bhFeart dhod chaomhaint ar neart
Is tabhair don tír seo blas do bhéilse!
II (Gaoth)
Sínim aneas ag díonamh cleas
Nach ndíonann neach san saol so
Mar íslím gaimh is scaoilim leac
Is díbrim sneachta as sléibhte.
Ó taoi tú ar lear go bhfuí tú mo neart
‘S gur mian liom do leas a dhéanamh
Go bhfúigfe mé mo bheannacht ins gach
aon tslí ar mhaith leat
Is choíche i gCathair Éamoinn(1)!
III (File)
A Chonnachta an tseoid, an tsuilt ‘s an spóirt
I n-imirt ‘s i n-ól an fhíona
Sin chugaibh mo phóg ar rith ins an ród
Leigim le seol gaoithe í
Tá mise beo i mboige na seod
Mar a mbrúitear gach sórt bídh dhom
Ach is mian liom fós tarraing d’bhur gcomhair
Muna gcluine mé ach ceól píopa!


Traduzione inglese
I (The Poet)
O South Wind with the soft clear drops
You that make every sword grassy
Bring the fish to the waterfall, give heat to the sun/And abundance of fruit to the branches
If it is far to the north where I once lived
That you are minded to blow
May the King of Power preserve your strength
And give the taste of my mouth to that country!
II (The wind)
I blow from the south, performing feats
Which no one else on earth can do
For I lay winter low and scatter the ice/And banish the snow from the mountains
Since you are in need you shall have my strength/And I want nothing more than to help you/I shall leave my blessing in every place you choose/And always in Caher Edmund!
III (The Poet)
O blissful, joyous, sporting Connacht
Home of gaming and of wine-drinking
Here goes my kiss to you rushing along the road
I send it on the wings of the wind
I am living in splendid luxury
Where every kind of food is dressed for me
But yet I am fain to draw towards you
If I should hear but the music of the pipes!

tradotto da Cattia Salto
I (Il poeta)
O vento del Sud con la pioggerellina gentile, tu che fai diventare verde ogni stelo d’erba ,
tu riporti il salmone nella cascata,
tu riporti il calore del sole
e lasci ogni ramo carico di frutti.
Se è molto più a Nord, dove vivevo un tempo,
che tu intendi soffiare,
voglia il Signore conservare la tua forza
per portare a quella terra il bacio della mia bocca.
II (Il vento)
“Io soffio da Sud, potendo fare cose che nessun altro sulla terra riesce a fare
perchè io depongo Inverno e bandisco il ghiaccio ed esilio la neve dalle montagne.
Finchè ne avrai bisogno avrai la mia forza
e io non voglio altro che aiutarti!
Porterò la mia benedizione in ogni luogo che deciderai e sempre a Caher Edmund!”
III Il poeta
Oh felice, gioioso, diletto Connacht dimora del gioco e delle bevute di vino
Qui va il mio bacio a te che corre lungo la via, sospinto dalle ali del vento, Vivo in uno splendido benessere dove ogni genere di cibo è apparecchiato per me
tuttavia sarei lieto di venirti incontro se dovessi sentire la musica delle cornamuse!

NOTE
1) Cathair Éamoinn ovvero Caheredmund una località di Ballinrobe

SAILING FOR THE LOWLANDS

irish_soldierIl testo è stato scritto dall’irlandese Patrick Joseph McCall (1861 – 1919) già autore di famose ballate popolari come “Follow me up to Carlow“, “Boolavouge“, “Kelly the Boy From Killaneand” per lo più di stampo patriottico. Compare in “Irish Fireside Song” (vedi) e la melodia è la n° 182 in “Old Irish Folk Music and Songs” di P.W. Joyce (1909) (anche abbinata a “The Golden Vanity” in Child ballad #286).
Il testo ha una doppia chiave di lettura, apparentemente parla di in un traffico di contrabbando: liquori e vini raffinati in cambio di pregiata lana e oche selvatiche irlandesi. In realtà quelle “oche” dei registri di carico erano reclute militari irlandesi che prendevano il volo!

(immagine tratta da qui)

OCHE SELVATICHE PRENDONO IL VOLO

Dopo la vittoria del Boyne (1690) in cui l’Inghilterra segnò un punto fermo sul dominio dell’Irlanda, vennero approvate le Penal Laws che penalizzavano i cattolici, impedendo loro l’accesso a posizioni di potere negli affari pubblici e finanche diritti di proprietà sulla propria terra; gli Irlandesi cattolici vengono privati del diritto di voto, sono esclusi dall’esercito, dall’amministrazione locale e centrale e dalla magistratura (mancava solo che gli facessero portare la stella gialla!) Così molti furono i giovani irlandesi cattolici che cercarono la fortuna negli eserciti europei (che fossero possibilmente in lotta contro l’Inghilterra!).
Per estensione le oche selvatiche sono tutti gli uomini e le donne che hanno lasciato l’Irlanda come emigranti per tutto ciò che non potevano realizzare nel loro paese! continua

ASCOLTA Slogmåkane

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem in Sing Of The Sea 1969 (strofe I, II, V, IV, VIICB)


TESTO di PJ Mccall
I
Dunmore(3) we quitted, Michelmas(1) gone by
Cowhides and wool and live cargo
Twenty young wild geese(2)
Ready fledged to fly
Sailing for the Lowlands Low
chorus 
The lowlands low, the lowlands low
Sailing for the lowlands low
II
Shaun Paor’s the skipper
From the church of Crook
Peary keeps log for his father
Crew all from Bannow
Fethard and the Hook(3)
Sailing for the Lowlands low
III
These twenty wild geese
Gave Queen Anne the slip
Crossing to Louis(4) in Flanders
He and Jack Malbrook(5)
Both are in a grip
Fighting in the Lowlands Low
IV (6)
Close lay a rover
Off the Isle of Wight
Either a Salee(7) or Saxon!
Out through the sea mist
We bade them goodnight
Sailing for the Lowlands Low
V
Ready with priming,
We’d our galliot(8) gun
Muskets and pikes in good order
We should be riddled,
Captives would be none
Death! or else the Lowlands low
VI
Pray Holy Brendan(9)
Turk nor Algerine
Dutchman nor Saxon may sink us!
We’ll bring Geneva(10),
Sack(11) and Rhenish wines (12)
Safely from the lowlands low
VII CB
We smuggled out the Wild Geese weapons safe ashore
Then we unloaded our cargo
A fair wind is blowing we’re headed for Dunmore
Sailing from the lowlands low
traduzione italiano Cattia Salto
I
Lasciammo Dunmore(3)
il giorno di San Michele(1)
pelli bovine e lana era il nostro carico
venti giovani Oche Selvagge(3)
pronte a tutti gli effetti a volare
navigando per l’Olanda
CORO:
Olanda,
navigando per l’Olanda
II
Sean Paor è il comandante
dal pese di Crook
Piery mantiene il posto per il padre,
l’equipaggio è tutto di Bannow,
Fethard e Hook(3)
a navigare per l’Olanda
III
Queste 20 Oche Selvagge
fanno lo sgambetto alla regina Anna
tagliando la strada a Luigi(4) nelle Fiandre, lui e Jack Malbrook(5)
sono entrambi in una morsa
a combattere in Olanda
IV(6)
Dappresso c’era una nave pirata
al largo dell’isola di White
o marocchini(7) o sassoni
tra la nebbia del mare
gli abbiamo dato la buona notte
a navigare per l’Olanda
V
Pronti con l’innesco
avendo la nostra galeotta(8), pistola
moschetti e picche in buono stato,
piuttosto essere crivellati
che essere fatti prigionieri
A Morte o per l’Olanda
VI
Pregate San Brendano(9)
né Turchi o Algerini
Tedeschi o Sassoni possono affondarci!
Porteremo gin olandese(10)
sherry spagnolo(11) e vino bianco del Reno(12)
al sicuro in Olanda
VII CB
Abbiamo contrabbandato le Oche Selvagge e le armi al sicuro a terra
poi abbiamo scaricato  la nostra merce
un vento leggero soffia, siamo diretti a Dunmore
navigando per l’Olanda
NOTE
1) l’equinozio d’autunno o il 29 settembre
2) Il volo delle oche è legato alla partenza di 14.000 soldati irlandesi dopo il trattato di Limerick (1691) per prestare servizio in Francia. Il trattato dava l’autorizzazione a questi soldati di andare dove volevano su delle navi fornite dal governo inglese.
3) paesi dell’Irlanda Sud-Est
4) Luigi XIV di Francia
5) Jack Malbrook: l’unico personaggio che potrebbe rientrare nel contesto è John Churchill primo Duca di Marlborough (1650-1722)
6) la versione dei Clancy Brothers dice
A pirate approached us many leagues from shore
We fought and we sunk him in good order
He’ll go a-roving plundering no more
Sailing for the lowlands low
(traduzione italiano: i pirati si avvicinarono a diverse leghe dal litorale, combattemmo e li affondammo per buona misura, non andranno più in giro a saccheggiare, navigando per l’Olanda)
7) algerini e marocchini erano pirati nordafricani che un tempo infestavano il Mare della Manica
8) galliot: galeotta, con lo stesso termine si identificano storicamente ben tre diverse navi: una piccola galea leggera e veloce usata fin dal Medioevo nel Mar Mediterraneo ; un barcone olandese o tedesco da carico o da pesca dal fondo quasi piatto e quindi adatto a navigare in acque poco profonde; una nave da guerra francese. Tra i tre propendo per il barcone

9) San Brendano noto anche come Brendano il navigatore è ricordato in letteratura per la Navigatio sancti Brendani e non poteva che essere santo protettore dei marinai e dei viaggiatori
10) gin olandese comunemente chiamato Ginevra
11) sherry spagnolo
12) in realtà si tratta di un messaggio in codice per indicare gli aiuti militari portati all’Olanda, Spagna e Germania