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ADMIRAL BENBOW

Tra le canzoni del mare nella serie Sea Shanty Edition per il quarto episodio del video-gioco Assassin’s Creed si annoverano alcune ballate sui capitani coraggiosi, per celebrarne le vittorie o le gesta eroiche che li hanno portati alla morte.
Così nella ballata Admiral Benbow si celebra l’ultimo atto eroico dell’Ammiraglio John Benbow deceduto in seguito alle ferite riportate nella battaglia navale contro il bucaniere francese Jean Du Casse: la battaglia di Capo Santa Marta fu una battaglia che ebbe luogo dal 19 al 25 agosto 1702 tra uno squadrone navale inglese al comando del viceammiraglio John Benbow ed uno francese al comando dell’ammiraglio Jean du Casse, al largo di Capo Santa Marta sulle coste dell’attuale Colombia, in Sudamerica, nel corso della Guerra di Successione spagnola. Benbow attaccò vigorosamente lo squadrone francese, ma il rifiuto dei suoi capitani di supportare l’azione permise a du Casse di fuggire. Benbow perse una gamba durante i combattimenti e morì a causa delle ferite due mesi dopo. Due capitano vennero accusati di viltà e passati per le armi. (fonte wikipedia continua)

La melodia è altrettanto popolare e si accomuna alla ballata Captain Kidd dando vita a una sorta di famiglia melodica utilizzata per varie canzoni.
ASCOLTA la versione in Assassin’s Creed dal testo trascritto da Cecil Sharp sul canto del Capitano Lewis di Minehead (1906)


I
Come all you seamen bold
and draw near, and draw near
Come all you seamen bold and draw near
It’s of an Admiral’s fame Brave Benbow was his name
How he sailed up on the main
you shall hear, you shall hear
II
Brave Benbow he set sail
For to fight, for to fight
Brave Benbow he set sail
For to fight
Brave Benbow he set sail in a keen and pleasant gale
But his captains they turn’d tail in a fright, in a fright
III
The surgeon dress’d his wounds Benbow cried, Benbow cried
The surgeon dress’d his wounds Benbow cried
“Let a cradle now in haste on the quarterdeck be placed
That the enemy I may face
‘Til I die, ‘Til I die
Tradotto da Cattia Salto
I
Bravi marinai venite tutti più vicino, più vicino,
Bravi marinai venite tutti più vicino,
vi voglio raccontare del coraggioso Ammiraglio Benbow (1)
di come navigava in mare (2)
ascoltate, ascoltate.
II
Il coraggioso  Benbow alzò le vele per lottare, per lottare
il coraggioso  Benbow alzò le vele per lottare,
il coraggioso  Benbow alzò le vele
con un vento forte di burrasca
ma i suoi capitani fuggirono per vigliaccheria (3), per vigliaccheria.
III
Il chirurgo fasciò le sue ferite
Benbow gridò, Benbow gridò
Il chirurgo fasciò le sue ferite
Benbow gridò
“Portatemi subito una culla sul cassero (4) che i nemici combatterò finchè non morirò, finchè non morirò.”

NOTE
1) Benbow era un uomo del popolo che lasciò da ragazzino la sua famiglia per imbarcarsi su una nave; fece carriera nei ranghi della Marina Inglese sul finire del 1600 fino a diventare Vice-Ammiraglio, nel 1701 venne nominato Comandante in Capo della flotta delle Indie Occidentali
2) il mare delle Indie Occidentali
3) in a fright: in preda al panico
4) Benbow nonostante la gamba ferita (che gli verrà amputata) vuole continuare a impartire gli ordini  sul ponte di comando e così richiede una culla per poter restare seduto e distendere la gamba maciullata, fasciata in modo provvisorio dal medico di bordo.

Mary Evans Picture Library : J R Skelton in Lang, “Outposts of Empire” 1910

ASCOLTA Paul Clayton, in “Whaling and sailing songs from the days of Moby Dick” 1954


I
It was often at Marais
Calling Benbow by his name
He fought on the raging main
You must know
Oh, the ship rocks up and down
And the shots are flying round
The enemy tumbling down
There they lay, there they lay
II
‘Twas Reuben (1) and Benbow
Fought the French, fought the French
‘Twas Reuben and Benbow
Fought the French,
Down on his old stump he fell
And so loudly he did call
Fight ye on, me English lads
‘Tis my lot, ’tis my lot
III
When the doctor dressed his wound
Benbow cried, Benbow cried
When the doctor dressed his wound
Benbow cried,
Let a bed be fetched in haste
On the quarterdeck be placed
That the enemy I might face
‘Til I die, ’til I die
IV
On Tuesday morning last
Benbow died, Benbow died
On Tuesday morning last
Benbow died
What a shocking sight to see
When Benbow was carried away
He was carried to Kingston church (2)
There he lay, there he lay
Tradotto da Cattia Salto
I
Spesso si trovava a Marais
a chiamare Benbow per nome
di come combattè in mare
dovete sapere.
Oh la nave rollava su e giù
e i colpi volavano
il nemico facevano a pezzi
là dove stavano, là dove stavano
II
C’erano Reuben e Benbow
a combattere i francesi, combattere i francesi. C’erano Reuben e Benbow
a combattere i francesi
dal suo moncone cadde
e così forte gridò
” Continuate a combattere, inglesi
è la mia sorte, è la mia sorte”
III
Quando il dottore fasciò la ferita
Benbow gridò, Benbow gridò
quando il dottore fasciò la ferita
Benbow gridò
“Che un lettino sia subito
portato sul cassero
che i nemici combatterò
finchè non morirò, finchè non morirò.”
IV
Il mattino di martedì scorso
Benbow morì, Benbow morì,
il mattino di martedì scorso
Benbow morì
che orribile visione
quando Benbow fu portato via
fu portato alla chiesa di Kingston
là giace, là giace.

NOTE
1) la nave Ruby fu l’unica a spalleggiare la Breda nell’inseguimento dei vascelli francesi
2) fu sepolto nella Chiesa Parrocchiale di Kingston (Giamaica)
FONTI
http://bravebenbow.com/
http:[email protected]?SongID=137
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2169
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=109642
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56280
http://reelyredd.com/admiral-benbow-song.htm
http://bravebenbow.com/?page_id=136
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/admiralbenbow.html

THE TURKISH REVERIE

Una sea ballad molto popolare nel circuito folk anglo-americano conosciuta con vari titoli (“The Sweet Trinity”, “The Golden Vanity”, “The Golden Willow Tree”) appare in stampa in foglio volante (broadside) nel 1635 con il titolo di Sir Walter Raleigh Sailing In The Lowlands.Il professor Child la riporta in tre versioni (Child ballad #286) collegandola storicamente al vascello di Sir Walter Raleigh “The Sweet Trinity”, un personaggio impopolare, di quella nuova nobiltà nata dal mondo degli avventurieri, spocchiosa ma anche infida.
Nella ballata  si narra un evento rocambolesco quanto improbabile: l’affondamento di una nave nemica bucandone lo scafo con un non ben precisato attrezzo! (vedere introduzione)

LA VERSIONE AMERICANA

Una versione sentimentale viene dalla Virginia, da una registrazione sul campo di Horton BarkerChilhowie / St. Clair’s Bottom risalente al 1932 ripresa da Paul Clayton nel suo album “Whaling and Sailing Songs from the Days of Moby Dick”.
Così si riporta nelle note “The ballad probably originated about the middle of the 17th century when the Barbary pirates (known as Turks) raided shipping in the English Channel and even looted coastal towns.” He transcribed and learned his version from a 1932 aluminum recording of one of the best American traditional singers, Horton Barker of Chilhowie / St. Clair’s Bottom, Virginia, in the collection of the Virginia Folklore Society.”

Il nome che viene dato alla nave berbera pirata è declinato in molte varianti che non sempre sono il titolo della ballata: “The Turkish Reveille,” “The Turkish Revelee,” “The Turkish Rebilee” and “The Turkish Revoloo,” “The Turkish Revelry,” “The Turkish Revelrie,” “The Kish Rebel Lee,” “The Turkish Revelee,” “The Turkish Shilveree,” e “The Turkish Travelee.”

ASCOLTA Paul Clayton in “Whaling and Sailing Songs from the Days of Moby Dick” 1957

ASCOLTA Loudon Wainwright III in Rogues Gallery, Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys 2006 (versione che riprende quella di Paul Clayton del 1957)


I
There was a little ship
and she sailed on the sea
and the name of the ship was the Turkish Revelry(1)
she sailed down in that lonely lonesome water, she sailed on the lonesome sea
II
Up stepped a little sailor
saying “What will you give to me(2)
to sink that ship to the bottom of the sea? If I sink her in the lonely lonesome water ..
III
“I have a house and I have some land
and I have a daughter that shall be at your command(3)
if you sink her in the lonely
IV
He bowed on his breast
and away swam he
and he swam till he came to the Turkish Revelry
she sailed down on that lonely …
V
He had a little awe
all made for to bore(4)
and he bored nine holes in the bottom of the floor
and he sink her in the lonely …
VI
He bowed on his breast
away swam he
and he swam till he cam to the Golden Willow Tree
as she sailed in the lonely …
VI
“Captian o’ captian
will you be good as your word
or either take me up on board
for I’ve sunk her
in that lonely …”
VII
“No I won’t be
as good as my word(5)
or neither will I take you up on board
though you’ve sunk her
in that lonely ..”
VIII
“If it were not for
the love I bear your men(6)
I would sink you the same just as I sank them
I’d sink you in that lonely …”
IX
He bowed on his breast
and downward sunk he
bidding a farewell to the Golden Willow Tree
he sunk in that lonely …
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
C’era una piccola nave
che navigava sul mare
e il nome della nave era
“the Turkish Revelry”(1)
navigava in quelle acque solitarie
di un mare solitario.
II
Avanti si fece giovane marinaio,
dicendo “Cosa mi darete(2)
per mandare quella nave sul fondo dell’oceano?
Se l’affondassi nelle acque solitarie..”
III
“Ho una casa e delle terre
e ho una figlia che sarà al tuo comando(3),
se tu la affondassi nelle acque solitarie..”
IV
Il ragazzo si piegò in avanti
e via nuotò
e nuotò finchè raggiunse la
“Turkish Revelry”
che navigava sulle acque solitarie
V
Ebbe una piccola indecisione
di dove bucare(4),
ma poi fece 9 buchi sul fondo della chiglia
e l’affondò nelle acque solitarie..
VI
Si piegò in avanti
e lontano nuotò
e nuotò finchè raggiunse la “Golden Willow Tree”
che navigava nelle acque solitarie..
VI
“Capitano o capitano,
mantenete fede alla vostra parola,
prendetemi a bordo
perchè ho affondato la nave
in quelle acque solitarie..”
VII
“No, non voglio
essere di parola(5)
e nemmeno prenderti a bordo
sebbene tu abbia affondato la nave
in quelle acque solitarie ..”
VIII
“Se non fosse per l’amore che porto ai vostri uomini(6)
vi affonderei come ho affondato l’altro equipaggio
vi affonderei in quelle acque solitarie.. 
IX
Si piegò in avanti
e verso il basso affondò
mandando un addio alla Golden Willow Tree
affogò in quelle acque solitarie..

NOTE
1)i pirati musulmani delle coste africane provenivano da quella che gli europei chiamavano Barberia (in inglese Barbary e in francese Côte des Barbaresques) ovvero Algeria Tunisia, Libia, Marocco (e più precisamente le città-stato di Algeri, Tunisi e Tripoli, ma anche i porti di Salè e Tetuan). La definizione più corretta è corsari barbareschi perchè assalivano solo le navi dell’Europa cristiana (compiendo inoltre razzie anche nei paesi cristiani della costa atlantica e del mediterraneo per procacciare schiavi o per ottenere lauti riscatti). Nel termine barbareschi si comprendevano arabi, berberi, turchi nonché i rinnegati europei. Per quanto le attività piratesche fossero endemiche nel Mar Mediterraneo il periodo di massima attività dei corsari barbareschi fu la prima metà del 1600. Le ballate sui pirati “turchi” riprendono popolarità negli anni tra il 1795 e il 1815 in concomitanza degli attacchi dei corsari barbareschi alle navi americane. continua
2) l’eroico mozzo non era poi così disinteressato a guadagnarci qualcosa oltre che la fama, e prima di prestare il suo aiuto chiede una contropartita
3) il capitano nell’immediatezza del pericolo promette non solo una ricompensa in denaro ma anche la mano della figlia, una promessa esorbitante data la differenza sociale tra i due, che ci si aspetterebbe più estorta dal giovane durante una trattativa che offerta spontaneamente dal capitano (a meno che non ci fosse già la malafede in partenza!)
4) il giovane mozzo dopo essersi diretto sotto lo scafo nemico lo buca in più punti facendolo affondare! Che fosse un’impresa realizzabile è del tutto opinabile, forse era passata per la testa di qualche “stratega dei mari” l’idea della formazione di un corpo di “sommozzatori” che si immergono sotto lo scafo per bucarlo! Poi sono arrivati i sottomarini…
5) il capitano, molto poco nobilmente, si rimangia la promessa e per nulla riconoscente, non intende riprendere a bordo il giovane mozzo
6) il giovane però non vuole rivalersi sulla nave e il suo equipaggio e si lascia annegare.

LA MELODIA CON PIU’ BRIO: THE GOLDEN VANITY

Ecco come diventa la stessa melodia velocizzata e in stile bluegrass!

ASCOLTA The Almanac Singers in “The Very Best Of American Folk titolo” The Golden Vanity

ASCOLTA Crooked Still in “Some Strange Country”, 2011 titolo “The Golden Vanity” nel video live 2009 , un arrangiamento molto personale in progressive bluegrass


I
There was a little ship
and she sailed on the sea
and the name of the ship was the Turkish Revelry(1)
she sailed upon the low, the lonesome low, she sailed upon the lonesome sea

II
She had not been out many more weeks than three
When she was overtaken by the Turkish Revelry
Sailing on the low..
III
Then up spoke a little cabin boy
saying “What will you give to me(2)
if I will them destroy?”
If I sink her in the low ..

IV
“The man who them destroys”,
the captain then replied
“It’s five thousand pounds
and my daughter for your bride”
If you sink them in the low..”
V
The boy smote his breast,
and down jumped he
He swam until he came to the Turkish Revelry
Sailing on the low…

VI
He had a little tool,
made for the use
He bored nine holes in her hull all at once
He sank her in the low …

VII
He swam back to the ship,
he beat upon the side
Crying “Captain pick me up,
I’m waving with the tide”
“I’m sinking in the low
VIII
“I will not pick you up”,
the Captain then replied
“I’ll shoot you, I’ll drown you,
I’ll sink you in the tide
I’ll sink you in the low…
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era una piccola nave
che navigava sul mare
e il nome della nave era “the Turkish Revelry”(1)
navigava nelle acque solitarie
di un mare solitario.
II
Non erano passate che più di tre settimane
quando fu superata dalla Turkish Revelry
navigava nelle acque solitarie…
III
Avanti si fece giovane mozzo,
dicendo “Cosa mi darete(2)
se li distruggerò?
Se l’affondassi nelle acque solitarie..”
IV
“All’uomo che li distruggerà –
allora il capitano rispose –
andranno 5mila sterline
e mia figlia in sposa(3),
se tu li affondassi nelle acque solitarie..”
V
Il ragazzo si piegò in avanti
e giù si gettò
e nuotò finchè raggiunse la “Turkish Revelry”
che navigava sulle acque solitarie
VI
Aveva un piccolo attrezzo
fatto per lo scopo(4), e fece 9 buchi sul fondo della chiglia in un colpo solo
e l’affondò nelle acque solitarie..
VII
Nuotò di ritorno alla nave
e diede un colpo sulla fiancata
gridando “Capitano prendimi su
sto nuotando contro corrente
sto affondando nelle acque solitarie..
VIII
“Non ti tirerò su –
il capitano allora rispose-
ti sparerò e ti annegherò(5)
ti affonderò nella corrente
ti affonderò nelle acque solitarie..

NOTE
4) qui la fantasia popolare si dilunga nell’immaginare come si potesse far affondare una nave perforandone lo scafo: ecco un prodigioso attrezzo che con un colpo riesce a fare 9 buchi
5) il capitano, molto poco nobilmente, si rimangia la promessa e per nulla riconoscente, non intende riprendere a bordo il giovane mozzo, anzi per essere certo che muoia gli spara pure!!

continua

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49885
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1260.html
http://www.harbourtownrecords.com/peterslyricsgoldenvanity.htm

HILO IN THE SEA SHANTIES

shanty_balladUna serie di canzoni marinaresche (sea shanty) hanno come soggetto il termine Hilo una parola diventata altro nel gergo marinaresco e condivisa da tutti gli shantymen.

Stan Hugill scrive: “…we will now run through those worksongs woven around the word ‘Hilo’. Hilo is a port in the Hawaiian group, and, although occasionally shellbacks may have been referring to this locality, usually it was a port in South America of which they were singing–the Peruvian nitrate port of Ilo. But in some of these Hilo shanties it was not a port, either in Hawaii or Peru, to which they were referring. Sometimes the word was a substitute for a ‘do’, a ‘jamboree’, or even a ‘dance’. And in some cases the word was used as a verb–to ‘hilo’ somebody or something. In this sense its origin and derivation is a mystery. Furthermore, since shanties were not composed in the normal manner, by putting them down, it is on paper quite possible many of these ‘hilos’ are nothing more than ‘high-low’, as Miss Colcord has it in her version of We’ll Ranzo Ray. Take your pick!” (tratto da qui)

HILO SOMEBODY

Come dice A.L Lloyd Hilo a volte vuol dire semplicemente “Hullo” oppure “Haul-o”
ASCOLTA Alan Mills su Spotify
ASCOLTA Ewan MacColl su Spotify

La strofa è ripetuta due volte seguita dai due ritornelli del coro

The blackbird sang unto our crew.
Hilo boys, Hilo(1).
The blackbird sang unto our crew.
Oh Hilo somebody, Hilo.
The blackbird sang so sweet to me.
We sailed away to Mobile Bay(2).
And now we’re bound to London Town.
I thought I heard the old man say:
“Just one more pull, and then belay.”
Hooray my boys, we’re homeward bound
We’ll soon be home in London town
And then we rolled on the street(3)
We’ll spend our money fast and free
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Il merlo cantò alla nostra ciurma salve(tirate) ragazzi, salve(tirate),
Il merlo cantò alla nostra ciurma
salve a tutti (tirate tutti)
il merlo cantò dolcemente per me. Siamo salpati da Mobile Bay
e adesso siamo diretti alla città di Londra.
Credo di aver sentito dire dal capitano
“Ancora un tiro e poi è finito”.
Evviva ragazzi siamo diretti a casa, saremo preso a casa nella città di Londra
e poi andremo in giro(3)
a spendere il nostro denaro in fretta e senza freni

NOTE
1) heave-o, haul: vira e ala. Alare è un termine nautico che si dice per tirare con forza una cima o un cavo orizzontalmente o verticalmente
2) Mobile, città portuale dell’Alabama nel Golfo del Messico, già capitale della Louisiana francese. Mobile passò sotto il controllo britannico (Florida) e finì sotto il dominio spagnolo (dal 1780 al 1812) per poi diventare territorio degli Stati Uniti. “Tra il 1819 ed il 1822, con la creazione delle piantagioni, la popolazione aumentò a dismisura, inoltre, a favorire lo sviluppo cittadino vi era la sua posizione geografica, al centro delle tratte commerciali tra l’Alabama ed il Mississippi. Si sviluppò particolarmente il settore legato alla vendita ed al commercio del cotone, tanto che nel 1840, Mobile era seconda solo a New Orleans per esportazione del prezioso materiale.” (Wikipedia).
3) una delle tante Paradise street dei porti dedicate ai marinai con pubs, locande e donnine

TOM’S (JOHNNY) GONE TO HILO

Una canzone nostalgica e malinconica forse un po’ troppo lenta per il tipo di lavoro a cui era dedicata (halliard shanty) così commenta A.L Lloyd ” The slow tempo of Tom’s Gone suited the crew when the pull was heavy, but it was no favourite with the officers, who liked to hear the shanties going brisker.” Le versioni testuali sono moltissime, ma la melodia è sempre la stessa seppur con alcune variazioni. L’ispirazione della melodia è probabilmente afro-americana, anche se non si esclude una matrice irlandese. Probabilmente ogni nave aveva la sua versione preferita, tra le tante ne ho scelte due, una dal punto di vista del marinaio, l’altra della sua fidanzatina che è rimasta a casa.

ASCOLTA Bob Davenport in Farewell Nancy: Sea Songs and Shanties, 1964

Tommy’s gone on a whaling ship,
Away to Hilo!
Oh, Tommy’s gone on a damn long trip,
Tom’s gone to Hilo!
He never kissed his girl goodbye,
He left her and he told her why
She’d robbed him blind (4) and left him broke,
He’d had enough, gave her the poke(5)
His half-pay went, it went like chaff,
She hung around for the other half
She drank and boozed his pay away,
With her weather-eye on his next pay day
Oh Tommy’s gone and left her flat,
Oh Tommy’s gone and he won’t come back
TRADUZIONE  CATTIA SALTO
Tommy è partito su una baleniera
diretto a Ylo,
Tommy è partito per un viaggio maledettamente lungo,
Tom è andato a Ylo
Non diede mai il bacio d’addio alla ragazza che aveva lasciato, e le disse anche il perchè: lo aveva derubato di tutto (4) e lasciato a pezzi,
lui ne aveva avuto abbastanza e le aveva dato il benservito (5),
metà della sua paga era volata via come pula
e lei gli gironzolava intorno per l’altra metà,
bevendo e si tracannandosi la sua paga
con lo sguardo vigile sul prossimo giorno di paga.
Tommy se n’è andato e ha lasciato il suo appartamento
Tommy se n’è andato e non ritornerà!

NOTE
4) to steal=stealing all or most of what someone has
5) prosegue con il doppio senso

In questa versione testuale  è la ragazza abbandonata dal marinaio (stufo per le sue troppe pretese) a lamentarsi!
ASCOLTA Ian Giles su Spotify
 ASCOLTA Paul Clayton

My Johnny’s gone, what shall I do?
My Johnny’s gone to Hilo.
And if he says so I’ll go too,
My Johnny’s gone to Hilo.
Hilo-a Hilo,
My Johnny’s gone and I’ll go too,
My Johnny’s gone to Hilo.
My Johnny’s sailed away to sea,
A mermaid’s lover he’ll surely be(6)
My Johnny’s sailed from off of these shores,
I’ll never see my Johnny no more
TRADUZIONE CATTIA SALTO
Il mio Johnny se n’è andato, cosa fare?
Il mio Johnny è andato a Ylo
e se dice così ci andrò anch’io
Il mio Johnny è andato a Ylo
Ylo, Ylo
il mio Johnny è andato e ci andrò anch’io
Il mio Johnny è andato a Ylo

Il mio Johnny ha preso il mare
e di sicuro diventerà l’amante di una sirena(6),
il mio Johnny ha preso il largo da questi lidi
e non rivedrò il mio Johnny mai più!

NOTE
6) nel senso che affogherà

HILO JOHNNY BROWN

ASCOLTA Brasy

Sally is the girl that I love dearly,
‘Way-hey, Sally-o!
Oh, Sally is the girl that I love dearly,
Hilo, Johnny Brown, stand to your ground!

FONTI
http:[email protected]?SongID=2666
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15683
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/tomsgonetohilo.html
https://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/hilojohnnybrown.html
http://www.gutenberg.org/files/20774/20774-h/20774-h.htm#Toms_gone_to_Hilo
http://ingeb.org/songs/otomysgo.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/tomhilo
http://www.jsward.com/shanty/TomsGoneToHilo/index.html

MAID OF AMSTERDAM WHAT A-ROVING BOY!

hells-pavement“Amsterdam” anche con il titolo di “A-roving” è un canzone marinaresca (sea shanty) che viene fatta risalire (con discordi pareri tra gli studiosi) all’epoca Tudor o quantomeno al regno di Elisabetta I.
Altri la collegano alla canzone tradizionale scozzese “The  Jolly Beggar” con cui condivide il ritornello e per l’argomento, ovvero l’approccio sessuale tra il protagonista e una fanciulla più o meno “innocente”.
Nella versione che iniziò a circolare nelle raccolte di sea shanties a metà Ottocento è una capstan chanty occasionalmente cantata anche come “canzone ricreativa” nelle ore libere  (forebitter song) o nei momenti conviviali a terra.
Una prima versione è tratta dal film “Moby Dick” (1956)  con i marinai che bevono ai tavoli dello “Spouter Inn” a New Bedford.

In Amsterdam there lived a maid,
and she was mistress of her trade,
I’ll go no more a roving with you fair maid
A roving, a roving, since roving’s been my ruin,
I’ll go no more a roving with you, fair maid.
Her cheeks were red, her eyes were brown,
Mark well what I do say,
Her cheeks were red, her eyes were brown,
Her curly hair was hanging down,
I’ll go no more a roving with you, fair maid.
A roving, a roving, since roving’s been my ru-i-n,
I’ll go no more a roving with you, fair maid.

E’ evidentemente descritto un rapporto sessuale tra una “donnina del porto” e un marinaio, con parole che all’epoca non aveva bisogno di sottotitoli per essere comprese.

Paul Clayton  in Whaling And Sailing Songs 1954


In Amsterdam there lived a maid,
Mark well what I do say!
In Amsterdam there lived a maid,
Who was always pinchin’ the sailor’s trade.
I’ll go no more a roving with you fair maid!
A rovin’, a rovin’,
Since rovin’s been my ru-i-in,
I’ll go no more a roving,
With you fair maid!
I took this maiden for a walk,
I took this maiden for a walk,
She wanted some gin and didn’t she talk.
She said, “You sailors I love you so,”
“All you sailors, I love you so,”
And the reason why I soon did know.
She placed her hand upon my knee,
She placed her hand upon my knee,
I said “Young miss, you’re rather free.”(1)
I gave this miss a parting kiss,
I gave this miss a parting kiss,
When I got aboard my money I missed.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Ad Amsterdam viveva una fanciulla, ascoltate bene quello che ho da dirvi,
ad Amsterdam viveva una fanciulla
che era sempre in affari con i marinai. Non verrò più in giro con te bella.
In giro, in giro,
da quando andare in giro è stata la mia rovina
non andrò mai più in giro
con te mia bella fanciulla!

Ho preso questa ragazza per una passeggiata,
ma lei voleva del gin e non fare conversazione.
Disse “Amo così tanto voi marinai,
tutti voi marinai, amo così tanto”
e il perchè presto saprò!
Mise la mano sul mio ginocchio
Mise la mano sul mio ginocchio
“Signorina come siete generosa”
Le diedi il bacio dell’addio e quando salii a bordo i miei soldi erano spariti!

NOTE
1) in altre versioni la strofa dice il contario cioè è l’uomo a fare la prima mossa
I placed my hand upon her knee—
She said, ‘Young man, you’re rather free.’

Nelle collezioni e raccolte di sea shanty si riportano numerose varianti testuali (vedi) in questa versione ad esempio, il galante incontro è bruscamente interrotto dalla comparsa di un teutonico marito, e si conclude molto probabile  con una bella scazzottata finale anche se non menzionata, infatti alla fine della storia il nostro marinaio raccomanda gli altri compagni di stare attenti a prendersi troppe libertà con le donne sposate!!

In Amsterdam there lived a maid,
Mark well what I do say!
In Amsterdam there lived a maid,
And she was mistress of her trade.
I’ll go no more a-roving with you fair maid!
A roving, a roving,
Since roving’s been my ru-i-in,
I’ll go no more a roving,
With you fair maid!
I asked this maid to take a walk,
I asked this maid out for a walk,
That we might have some private talk.
Then a great big Dutchman rammed my bow,
For a great big Dutchman rammed my bow,
And said “Young man, dees ees meine frau!”
Then take fair warning boys from me,
So take fair warning boys from me
With other men’s wives, don’t make too free

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Ad Amsterdam viveva una fanciulla,
ascoltate bene quello che ho da dirvi,
ad Amsterdam viveva una fanciulla
che era sempre in affari con i marinai.
Non verrò più in giro con te bella.
RITORNELLO
In giro, in giro
o da quando andare in giro è stata la mia rovina
non andrò mai più in giro
con te mia bella fanciulla!
Ho chiesto a questa ragazza di fare una passeggiata,
perchè dovevamo fare una conversazione in privato
Allora un grande e grosso Olandese speronò la mia nave(1),
e disse: “Giovanotto questa essere la mia signora!”(2)
Così prendete un buon suggerimento da me, ragazzi
con le mogli degli altri uomini, non prendetevi troppe libertà,

NOTE
1) termine nautico
2) pronunciare la frase con accento tedesco

FONTI
https://en.wikisource.org/wiki/Maid_of_Amsterdam
http://www.jsward.com/shanty/amsterdam/index.html
http:[email protected]?SongID=336
http:[email protected]?SongID=337
http://www.contemplator.com/sea/maidams.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5070
http://boundingmain.com/lyrics/a_rovin.htm

SALLY BROWN WAY, HEY, ROLL AND GO

Nei sea shanties Sally Brown è lo stereotipo della donnina allegra dei mari caraibici, mulatta o creola con la quale il nostro marinaio di turno cerca di spassarsela.

Di probabile origine giamaicana secondo Stan Hugill, era un  canto popolare nei porti delle Indie Occidentali negli anni 1830.
Le varianti testuali e melodiche sono molte.

donna-creola

PRIMA VERSIONE: WAY, HEY, ROLL AND GO

In questa versione il coro si sdoppia in due brevi frasi ripetute dalla ciurma in sequenza, dopo ogni verso dello shantyman, ed è più propriamente un halyard shanty .
Way, hey, roll(1) and go (in italiano: salpa e vai)
spend my money on (with)(*) Sally Brown. (in italiano: spendo i soldi con Sally Brown
(*) cambiare l’articolo fa subito la differenza “spendo i soldi su” Sally implica che la pago per la sua prestazione sessuale “spendo i soldi con” Sally è più blando..

ASCOLTA Paul Clayton “Sally Brown” in LP. “Sailing And Whaling Songs Of The 19th Century” 1954

Oh Sally Brown she’s a creole(2) lady,
Sally Brown’s a gay old lady,
Sally Brown she has a daughter,
Sent me sailin’ ‘cross the water.
Oh seven long years I courted Sally,
Then she said she would not marry.
She wouldn’t have no tarry(3) sailor,
Wouldn’t have no greasy whaler.
Sally Brown I’m bound to leave you,
Sally Brown I’ll not deceive you.
Sally Brown she took a notion,
Sent me sailin’ ‘cross the ocean.
tradotto da Cattia Salto
Sally Brown  è una signora creola(2)
Sally Brown è una allegra vecchia signora
Sally Brown ha una figlia
che mi ha mandato per mare
Per sette lunghi anni ho corteggiato Sally
poi mi ha detto che non mi voleva sposare
non voleva avere un marinaio catramoso(2)
non voleva avere un baleniere untuoso
Sally Brown ti sto per lasciare
non ti prenderò in giro
Sally Brown ha deciso di
mandarmi a navigare sull’oceano

NOTE
1) il termine viene genericamente utilizzato dai marinai per dire molte cose, in questo contesto per esempio potrebbe significare “salpa”. “Roll” inoltre è allusivo all’”arrotolarsi” tra le lenzuola..
2) Il termine “creolo” può essere inteso in due eccezioni: dallo spagnolo “crillo”, che originariamente si riferiva alla prima generazione nata nel “Nuovo Mondo”, figli di coloni dall’Europa (Spagna o Francia) e gli schiavi neri. Il significato più comune è quello che si riferisce a  tutti i neri mezzosangue della Giamaica dal colore della pelle che passa dal color crema al marrone e fino al nero-blu. Nell’Ottocento con questo termine si indicava anche una piccola società urbana elitaria di pelle chiara nella Louisiana  (residente per lo più a New Orleans) risultato degli incroci tra le belle schiave nere e i proprietari terrieri bianchi che le prendevano come amanti.
3) tarry è un termine dispregiativo per contraddistinguere il tipico marinaio. Più in generale Jack Tar è il termine comunemente usato per indicare un marinaio delle navi mercantili o della Royal Navy. Probabilmente il termine è stato coniato nel 1600 alludendo al catrame con il quale i marinai impermeabilizzavano i loro abiti da lavoro.

ASCOLTA


I shipped on board of a Liverpool liner,
Way, hey, roll and go(1)
bunked long side the 49 ers
spend my money on Sally Brown.
O, Sally Brown, of New York City(5),
O, Sally Brown you’re very pretty
O, Sally Brown’s a bright mulatter(2),
She drinks rum and chews tobaccer,
O, Sally Brown’shes a Creole lady,
She’s the mother of a yellow baby(4),
Sally’s teeth are white and pearly,
Her eyes are blue, her hair is curly,
Seven long years I courted Sally,
Sweetest girl in all the valley
Seven long years she wouldn’t marry,
And I no longer cared to tarry,
So I courted her only daughter,
For her I sail upon the water,
Now my troubles are all over,
Sally’s married to a dirty soldier
tradotto ca Cattia Salto
Imbarcato sulla tratta Liverpool-Caraibi, salpa e vai,(1)
nella cuccetta 49
spendo i soldi su Sally Brown

Sally Brown della città di  New York(5)
Sally Brown sei molto bella
Sally Brown è una mulatta chiara
che beve rum e mastica tabacco
Sally Brown  è una signora creola
la madre di un bambino giallo(4)
i denti di Sally sono bianco perla
e gli occhi sono blu, i capelli ondulati
Per sette lunghi anni ho corteggiato Sally, la più dolce ragazza di tutta la valle, per sette lunghi anni lei non ha voluto sposarmi così non l’ho più sopportato e ho corteggiato la sua unica figlia, a causa sua sono salpato per il mare e ora i miei problemi sono finiti, Sally si è sposata con uno sporco soldato

NOTE
2) il colore della pelle viene meglio specificato nella gradazione più chiara, in un altro verso si specifica che la donna ha gli occhi blu e i capelli ondulati
4) ovvero dalla pelle con una sfumatura caramello
5) un po’ incongruentemente la ragazza vive a New York!!

continua

FONTI
http://www.jsward.com/shanty/sally_brown/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=148935
http://pancocojams.blogspot.it/2012/04/sally-brown-sally-sue-brown-sea-shanty.html
http://www.contemplator.com/sea/sallyb.html
http://www.brethrencoast.com/shanty/Roll_Boys.html

PADDY DOYLE’S BOOTS

E’ una sea shanty per alaggi brevi, usata espressamente per raccogliere le vele sui pennoni o per serrarle. Il brano è corto perché il lavoro non dura molto.

PADDY DOYLE A BOARDING MASTER

Secondo Stan Hugill, Paddy Doyle è il prototipo dei boarding masters:
Paddy Doyle was a famous boarding-house master in Liverpool. It is told of him that he kep a cow’s horn in the back yard, round which he solemnly marched “green hands”, so as to be able to tell a doubting skipper that they had “been three times round the horn!” (Joanna Colcord, Songs of American Sailormen)

Le “boarding houses” sono pensioni per marinai, presenti in ogni grande porto di mare. “Sono tenute da procuratori d’imbarco (boarding masters), di dubbia reputazione, che i marinai definiscono «arruolatori», i quali forniscono «indifferentemente alloggio e imbarco». Spesso accolgono i marinai «a credito». Sull’anticipo ricevuto dai pensionanti all’atto dell’arruolamento, si rifanno del vitto e dell’alloggio, e con il resto forniscono loro abbigliamento e attrezzature di scarsa qualità“. (Italo Ottonello)

Mersey Street (West side from No_ 18 southward)_ Notices for boarding house and 'ship bread baker' (also people, pub)_ 1859
Una tipica boarding-house di Liverpool

Secondo altre interpretazioni Paddy Doyle era un bravo calzolaio di Liverpoolknown to all the “packet rats”* sailing out of that port for the excellency of his sea-boots, and beloved for his readiness to trust any of the boys for the price of a pair when they were outward bound across “the big pond.” (Fred H. Buryeson)
* termine gergale con cui venivano chiamati i marinai

Così scrive A.L. Lloyd “This is one of the few shanties reserved for bunting the fore or mainsail. Men aloft, furling the sail, would bunch the canvas in their hands till it formed a long bundle, the ‘bunt’. To lift the bunt on to the yard, in order to lash it into position, required a strong heave. Bunt shanties differ from others in that they employed fewer voices, and were sung in chorus throughout. Paddy Doyle, the villain of this shanty, was a Liverpool boarding house keeper.” e prosegue in un altro commento The men stand aloft on foot-ropes and, leaning over the yard, the grab the bunched-up sail and try to heave the ‘sausage’ of canvas on to the yard, preparatory to lashing it in a furled position. The big heave usually comes on the last word of the verse, sometimes being sung as ‘Pay Paddy Doyle his his hup!’ But if the canvas was wet and heavy, and several attempts were going to be needed before the sail was bunted, the song might be sung as here.”

ASCOLTA Black Flag

ASCOLTA The Clancy Brothers&Tommy Makem

ASCOLTA Paul Clayton che aggiunge il verso For the crusty old man on the poop


To me Way-ay-ay yah!(1)
We’ll pay Paddy Doyle(2) for his boots!
We’ll all drink whiskey(3) and gin!
We’ll all shave under the chin!
We’ll all throw mud at the cook!
The dirty ol’ man’s on the poop!
We’ll bouse her up(4) and be done!
We’ll pay Paddy Doyle for his boots!
TRADUZIONE CATTIA SALTO
Con me tira-a(1)
Per pagare a Paddy Doyle i suoi stivali!(2)
Berremo tutti brandy(3) e gin
Ci raseremo tutti sotto il mento,
getteremo tutti il fango sul cuoco!
lo sporco capitano è nella merda
La isseremo(4) a posto
Per pagare a Paddy Doyle i suoi stivali!

NOTE
1) la frase così come scritta è più una non sense rispetto ad altre versioni come “Yes (yeo), aye, and we’ll haul, aye” (in italiano: Sì, sì, e aleremo, sì). L’accento più forte cade sull’ultima sillaba del verso quello corrispondente alla manovra di strappo per l’issaggio di una vela
2) secondo una superstizione dei marinai  lasciare il porto con i debiti da saldare porta sfortuna. In altre versioni sono utilizzati termini più marinareschi e inerenti ai gesti impiegati: We’ll tauten the bunt, and we’ll furl, aye (in italiano:Teseremo gl’imbrogli, e serreremo, sì) We’ll bunt up the sail with a fling, aye (in italiano: imbroglieremo la vela in un baleno, sì)  We’ll skin the ol’ rabbit an’ haul, aye (in italiano: Serreremo la vela e aleremo, sì). Così ci illumina Italo Ottonello “Per serrare è necessario che gli uomini, alati gl’imbrogli, «raccolgano la vela» impugnando una piega della tela il più possibile al disotto di loro, la sollevino [skin the rabbit] e la ripieghino sul pennone. Lo shanty sincronizza i movimenti per effettuare la manovra.”
3) oppure brandy
4) bouse= termine nautico i suoi significati: 1) To haul in using block and tackle. 2) To secure something by wrapping with small stuff. 3) To haul the anchor horizontal and secure it so that it is clear of the bow wave.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/paddydoyle.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=135246
http://www.liverpoolpicturebook.com/2013/01/WGHerdman.html

A DYING SAILOR TO HIS SHIPMATES

La canzone del mare “A dying sailor to his shipmates” acquista una vasta popolarità  grazie al progetto discografico di Johnny Depp e di Gore Verbinski per il secondo capitolo della saga “I pirati dei Caraibi“, affidato al produttore musicale Hal Willner.
Il regista Verbinski usa metafore marine per descrivere l’esperienza.
«L´oceano. È tutto intorno al grande blu che riempie due terzi del pianeta. Il rapporto dell´essere umano con questo abisso crea un´interessante prospettiva. Credo che i navigatori del tempo stessero danzando con la morte, e queste sono le loro canzoni. Risuonano con la gente in qualche livello interiore che non è immediatamente chiaro perché non è nella nostra memoria, è nel nostro sangue. È quello che ci fa sentire così soli».

Questa sea chanty è stata registrata precedentemente nel 1956 da Paul Clayton nel suo album ” Whaling And Sailing Songs From the Days of Moby Dick 1956 – Tradition TLP 1005 LP. Così nelle note di copertina Paul Clayton scrive: “Nothing in shipboard life stirred the whaler’s emotions like a burial at sea. A whaling log will contain numerous entries concerning the stale of a sick man, and then, one day, a brief note is written giving an account of his burial, perhaps with a cross or coffin drawn in the section normally reserved for whales sighted and taken. I recovered this song from a journal kept on the ship Lucy Ann, of Wilmington, Delaware, on a whaling voyage out of New Bedford 1837- 1839.”

LA BALENIERA LUCY ANN

..the Lucy Ann, made three successful right whaling voyages for Wilmington. The ship was a typical whaler, a former merchant ship measuring about 111 feet in length and 26 feet in the beam. Her tonnage was 309, about average for a whaler of the day, and she was a slow but sturdy work horse, well-suited for Wilmington service. In 1837, after nineteen months at sea, she returned from the Indian Ocean with a fair cargo.’ Her second voyage from 1837 to 1839 was more successful, but because of company obligations, its profits, like those of the first, were insignificant. Out again in July, 1839, the vessel returned full almost two years later. She had taken a substantial quantity of sperm oil, a more valuable commodity than common whale oil, and her profit of $12,809 was one of the best in company history.” (tratto da “A pennsylvanian in the Wilmington whaling trade 1841-1844” di Kenneth R. Martin & Bruce Sinclair pag 33 qui)
Ho trovato però solo due diari scritti durante i viaggio della Lucy Ann, ma in periodi successivi a quello indicato da Paul Clayton: uno quello di John F. Martin “John Martin’s journal : a voyage on the whale ship Lucy Ann of Wilmington, Delaware, 1841-1844”, l’altro di Martha Brown “She Went A-Whaling 1847 Journal Martha Brown Whaling Ship Lucy Ann” diario riferito al periodo 1847-1849

IL DIARIO DI JOHN MARTIN SULLA LUCY ANN

It was not unusual for an inquisitive, intelligent mariner to keep a diary of his experiences at sea. It was unusual, though, for a man to keep two simultaneous, contrasting accounts; yet this is what young Martin did. One of Martin’s journals is a terse and selective compendium of weather data and navigational reckonings, fleshed out with brief entries describing the chasing and killing of whales. This spare volume, which is in the manner of a record book, is now at the Historical Society of Delaware. Its text resembles the impersonal accounting of an official logbook, but it has much pictorial interest, for Martin took pains to illustrate dozens of the Lucy Ann’s whaling encounters with meticulous water colors. The document is enhanced by an illuminated frontispiece, drawings of the sperm and right whale, and an exciting whaling scene. Upon his return to Wilmington in 1844, Martin gave this journal to a former shipmate, William McGahey of Philadelphia, who had sailed with him on the Jefferson. Martin remained a mariner, making occasional stops at McGahey’s home. McGahey apparently cherished his friend’s gift. He gave the Martin journal to his own son, James, of Darby, Pennsylvania, and that gentleman presented it to the Historical Society of Delaware in 1902, more then twenty years after Martin’s death.38 James McGahey remembered John Martin as a man of many talents, “something more than an ordinary man, although in appearance he was a typical Yankee sailor of the period.”
Martin’s second, longer “Journal of a Voyage in the Whale Ship Lucy Ann,” kept in diary form, is now in the manuscript division of the Chicago Historical Society library, where it was acquired as part of a collection during the 1920s. The Chicago journal is more than an interesting whaleman’s account; it is an important piece of Americana. Aboard the Lucy Ann, Martin lavished great care on his diary, producing a spectacular private record. Like many seamen before the mast, Martin’s knowledge of punctuation and grammar was slight, but his powers of observation and his mastery of storytelling more than overcame such formal deficiencies. The writer was clearly a hale, fine-spirited man with a knack for showing the lighter side of even the grimmest situations. Moreover, he sensed an excitement about whaling that is surprisingly lacking in many whaling journals. There is no doubt that Martin carefully selected and narrated incidents that would entertain the landlubbers at home; his journal is not by any means casually or spontaneously written. Unlike many journalists, he avoided dwelling only on the commonplace miseries of a whaling voyage: boredom, overwork, and woefully poor food. Even when he did grouse, it was usually with a sense of good humor. His narrative is further enhanced by his innate curiosity, which inspired him to render perceptive descriptions of remote places, flora, and fauna. And, like his shorter journal, his diary is visually beautiful. It contains over two dozen amateurish but virile and handsome water-color illustrations: whaling scenes, island views, sketches of whales and fish, ship paintings, and detailed renderings of the tools of the whaleman’s trade.  (tratto da A pennsylvanian in the Wilmington whaling trade 1841-1844 di Kenneth R. Martin & Bruce Sinclair, pg 33-34)

MARTHA BROWN LA MOGLIE DEL CAPITANO

In 1847, Martha’s life changed … for the worse. She sailed with her husband on the Lucy Ann of Greenport, Long Island, leaving home on August 21, 1847 — because Edwin had told her to do it. Going on voyage wasn’t her idea at all. continua

IL LAMENTO FUNEBRE

La canzone è il congedo di un marinaio, il suo lamento funebre, in cui saluta i compagni.
Burial-at-sea

ASCOLTA Paul Clayton  in ” Whaling And Sailing Songs From the Days of Moby Dick”, 1956

ASCOLTA Bono in “Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys”, 2006 oppure qui con l’introduzione strumentale. Il video mostra i marinai della Marina Militare mentre in origine il “Farewell” si riferiva ad un marinaio imbarcato su una baleniera.

 

Oh, wrap me in my country’s flag(1)
And lay me in the cold, blue sea
Let the roaring of the waves
My solemn requiem be
And I shall sleep a pleasant sleep
While storms above their vigils keep
My Captain brave shall read for me
The service of the silent air(2)
And yay, shall lower me in the waves
When all the prayers are said
And I will find my long, long home
Among the billows and the foam
Farewell my friends, for many I leave
We’ve sailed together on the deep
Come, let us shake our hands
I’ll sail no more
but ship mainswork for me (3)
I’m bound above, my course is run
I near the port, my voyage is done

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Avvolgetemi nella mia bandiera(1)
e affidatemi al freddo mare azzurro,
che lo strepito delle onde
sia il mio requiem solenne,
e io dormirò un dolce sonno,
mentre le tempeste qui sopra terranno le loro veglie.
Il mio capitano impavido leggerà per me
l’ufficio funebre nel silenzio assorto(2)
e poi verrò calato tra le onde;
quando tutte le preghiere saranno finite
troverò la mia casa eterna
tra i marosi e la spuma.
Addio amici miei, dunque vi lascio,
abbiamo navigato insieme sugli oceani,
venite, stringiamoci le mani
io non navigherò più,
ma voi lavorerete per me(3):
sono diretto altrove, la mia rotta è compiuta,
mi avvicino al porto, il viaggio è finito.

NOTE
1) la bandiera è quella della nazione di appartenenza del marinaio specificata in inglese con il termine country
2) ringrazio Italo Ottonello per la traduzione di “silent air”
3) Italo Ottonello suggerisce la traduzione partendo dall’osservazione che mains in francese significa “braccia”. Si tratterebbe quindi di un termine gergale marinaresco e il senso della frase diventa: altre braccia lavoreranno al mio posto

ASCOLTA la tromba di Bobby Spellman

FONTI
http://clancybrothersandtommymakem.com/trad_1005_whaling.htm
Rogue’s Gallery: The Art of the Siren, #20
https://journals.psu.edu/phj/article/view/23764
http://joan-druett.blogspot.it/2013/09/the-whaling-wife-who-was-marooned.html

SPANISH LADIES WITH ROYAL NAVY

Spanish Ladies” al plurale, ovvero “Farewell and Adieu to You“, è un sea shanty (canto di lavoro) di quelli che si cantavano sulle navi mercantili inglesi per coordinare le manovre durante il sollevamento dell’ancora; questo in particolare era intonato dallo shantyman durante il viaggio di ritorno (homeward bound).

Il canto viene fatto risalire all’epoca di Napoleone quando Inghilterra e Spagna furono temporaneamente alleate contro la Francia rivoluzionaria (1793-1796): una canzone che dalla Royal Navy è passata ai mercantili e alle baleniere in rotta verso l’America.
Come riportato nell'”Oxford Book of The Sea Song“, (Roy Palmer 1986) il testo di “Spanish Ladies” si trova trascritto sul giornale di bordo della Nellie nel 1796 ed è tra i più vecchi sea shanties conosciuti. Molti sostengono che la Marina Inglese non avrebbe mai permesso ai marinai di cantare durante il lavoro e così ad esempio nel film “Master and Commander” i marinai la cantano di sera durante il loro “tempo libero”.

Spanish lady” (al singolare) è invece il titolo di una canzone popolare diffusa in Irlanda, Inghilterra, e Scozia riconducibile sicuramente al 1700. (vedi)

LA VERSIONE ROYAL NAVY

ASCOLTA forse il più cliccato video di Spanish Ladies

ASCOLTA The Conorach in 42 Days / Patriot’s Song (2010)

ASCOLTA Robert Shaw con molte immagini della Royal Navy all’epoca napoleonica, per quanto io non sia un amante delle corali devo dire che questa versione è molto “epica”

ASCOLTA Sarah Blasko ottima interpretazione della cantautrice australiana


I)
Farewell and adieu
to you, Spanish ladies,
Farewell and adieu
to you, ladies of Spain,
For we’ve received orders
for to sail for old England,
And we may never see you
fair ladies again.
(Chorus)
We will rant and we’ll roar
like true British sailors,
We’ll rant and we’ll roar
all on the salt seas.
Until we strike soundings(1)
in the channel of old England,
From Ushant to Scilly(2)
is thirty-five leagues.
II)
We hove our ship to,
with the wind at sou’west, boys
We hove our ship to,
deep soundings to take.
Twas forty-five fathoms
with a white sandy bottom,
So we squared our main yard
and up channel did steer.
III)
The first land we sighted
was called the Dodman
Next Rame Head off Plymouth, Start, Portland and Wight;
We sailed by Beachy,
by Fairlight and Dover,
And then we bore up for the South Foreland light(3).
IV)
Then the signal was made
for the grand fleet to anchor
And all in the Downs(4)
that night for to lie;
Let go your shank painter(5),
let go your cat stopper
Haul up your clewgarnets,
let tacks and sheets fly!(6)
V)
Now let every man drink
off his full bumper,
And let every man drink off
his full glass,
We’ll drink and be jolly
and drown melancholy,
And here’s to the health
of each true-hearted lass!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I)
Arrivederci e Addio
a voi, Donne Spagnole
arrivederci e addio
a voi donne della Spagna
perchè noi abbiamo ricevuto gli ordini di salpare per la vecchia Inghilterra
e non potremo più rivedervi belle signore!
CORO
Sbraiteremo e faremo fracasso
come veri marinai inglesi
Sbraiteremo e faremo fracasso
sul mare salato
finchè getteremo lo scandaglio(1)
nel canale della vecchia Inghilterra
da Ouessant a Scilly (2)
sono 35 leghe

II)
Manovrammo la nave con il vento a sud ovest, ragazzi
Manovrammo la nave per misurare con lo scandaglio
erano 45 braccia con un fondo arenoso così raddrizzammo la vela maestra
e per il canale navigammo
III)
La prima terra che avvistammo
era detta Dodman
la successiva Rame Head
al largo di Plymouth, Start, Portland e Wight; navigammo da Beachy,
Fairlight e Dover
e ci portammo ai Fari di South Foreland(3)
IV)
Allora il segnale fu dato
alla grande flotta all’ancora
e tutti nel Down(4)
quella notte erano di riposo
“Liberate il cavo dell’ancora(5),
abbassate il cavo dell’ancora,
issate le vele”(6)
V)
Che ogni uomo beva
il suo boccale pieno
che ogni uomo beva
il suo bicchiere pieno,
berremo e ci divertiremo
e annegheremo la malinconia
alla salute di ogni ragazza innamorata.

NOTE
1) evidentemente c’era la nebbia e il comandante non poteva stabilire la latitudine a vista così si rilevava la profondità del fondo sabbioso
2) Ouessant l’isoletta francese al largo della Bretagna e le isole Scilly al largo della costa sud-occidentale dell’Inghilterra segnano il confine del Canale della Manica nella sua linea di contatto con l’Oceano Atlantico
3) fari non più attivi nelle vicinanze di St Margaret-at-Cliffe, sulla scogliera di South Foreland, parte delle scogliere di Dover, che si affaccia sul punto più stretto del Canale della Manica
4) Con la parola Downs (in italiano Dune) si indica un tratto di mare al largo della costa del Kent appena oltre alla foce del Tamigi: The Downs was a nineteen-kilometre (twelve-mile) long, and approximately five-kilometre (three-mile) wide stretch of water that ran from the North Foreland at Ramsgate to the South Foreland at Hope Bay along the east coast of Kent behind the “fatal” Goodwin Sands.(in R.M. Ballantyne, The Floating Light of the Goodwin Sands, (1870). Era una base per le navi da guerra inglesi che pattugliavano il Mare del Nord

river-thames-and-estuary
5) The “Shank painter” secures the anchor’s shank outside of the foremast rigging (shrouds and backstays) letting the shank painter go lets the anchor swing from the cathead
6) sono una serie di ordini per governare la nave dati in gergo marinaresco

LA VERSIONE BALENIERI

La versione è stata adattata dai marinai imbracati sulle baleniere di stanza a New Bedford, il grande centro baleniero sull’Atlantico

ASCOLTA Paul Clayton 1954


I)
Farewell and adieu
to you Spanish ladies
Farewell and adieu
to you ladies of Spain
Our captain’s commanded
we sailed for New England
But we hope in a short time
to see you again
CHORUS
We’ll rant and we’ll roar
like New Bedford whalers
We’ll rant and we’ll roar
on deck and below
Until we sight the New Bedford Light
Then straight down the Channel to anchor we’ll go
II)
We hove our ship to with the wind from the sou’west
We hove our ship to for to strike soundings clear
Then we filled our main topsail and bore right away, boys
And right up the Channel our course we did steer
III)
Now let every man toss
up a full bumper
And let every man toss
up a full glass
And we’ll drink and be jolly
and drown melancholy
Saying – Here’s a good health to each true-hearted lass
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I)
Arrivederci e Addio
a voi, Donne Spagnole
arrivederci e addio
a voi donne della Spagna
il nostro capitano ha dato l’ordine
di salpare per la Nuova Inghilterra
ma speriamo di rivedervi a breve!
CORO
Sbraiteremo e faremo fracasso
come balenieri di New Bedford
Sbraiteremo e faremo fracasso
sopra e sotto il ponte
finchè vedremo il faro di New Bedford poi andremo ritti per il canale a gettare l’ancora

II)
Manovrammo la nave con il vento da sud ovest,
Manovrammo la nave per misurare con lo scandaglio
poi dispiegammo le nostre vele e filammo dritti, ragazzi
e proprio verso il canale orientammo la rotta
III)
Che ogni uomo beva
il suo boccale pieno
che ogni uomo beva
il suo bicchiere pieno
berremo e ci divertiremo
e annegheremo la malinconia
alla salute di ogni ragazza innamorata.

FONTI
http://mightyseas.perso.sfr.fr/marhist/furness/duddon/nellie_bywater.htm http://rock.genius.com/Naval-songs-spanish-ladies-lyrics http://www.jsward.com/shanty/SpanishLadies/hugill.html http://hallnjean.wordpress.com/sailors-worlds/introductory-remarks-on-observing-%E2%80%98this-part-of-the-world%E2%80%99-past-perceptions-and-present-viewpoints/%E2%80%98north-about%E2%80%99-from-%E2%80%98london-river%E2%80%99/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49621
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7339

(Cattia Salto ottobre 2014)

BONEY WAS A WARRIOR

Una sea shanty nata inizialmente come street ballad sulle guerre napoleoniche: Napoleone incarnò le speranze d’indipendenza e le istanze rivoluzionarie delle popolazioni europee e delle Colonie americane (Irlanda in testa); amato dagli strati più poveri come dagli intellettuali è l’eroe romantico per eccellenza, nella sua grandezza e nella sua caduta. Oggi più nessuno parteggia per Napoleone ma due secoli prima gli animi si infiammavano per lui !!

Napoleone Bonaparte

IL MITO

“La figura di Napoleone era considerata una delle più controverse della storia europea e intorno ad essa si alternavano elogi e critiche: gli elogi per il soldato ambizioso che, grazie al suo genio era riuscito a raggiungere le più alte vette del potere e diffondere in tutta Europa le idee innovatrici della Rivoluzione francese, mentre le critiche si rivolgevano al conquistatore sanguinario che aveva riempito il continente di campi di battaglia e instaurato un regime di stampo dittatoriale. Ammirato o detestato, eroe o mostro Napoleone era comunque ritenuto un essere d’eccezione che andava oltre il personaggio storico per diventare un mito da cui scaturivano due concezioni opposte note come légende dorée e légende noire. (tratto da qui)

LA VERSIONE SEA SHANTY

Scrive AL Lloyd “A short drag shanty. These simple shanties were uses when only a few strong pulls were needed, as in boarding tacks and sheets and bunting up a sail in furling, etc. Boney was popular both in British and American vessels and in one American version Bonaparte is made to cross the Rocky Mountains.” Così ci sono moltissime versioni testuali che tutte tratteggiano le vittorie e le sconfitte di Napoleone in pochi versi. La melodia riprende il canto marinaresco bretone “Jean François de Nantes” (con testo in francese)
C’est Jean François de Nantes OUE, OUE, OUE
Gabier sur la fringante Oh mes bouées Jean François
(continua qui)

ASCOLTA Paul Clayton


Boney(1) was a warrior, Wey, hay, yah
A warrior, a tarrier(2),
John François
Boney fought the Prussians, –
Boney fought the Russians.
Boney went to Moscow,
across the ocean across the storm
Moscow was a-blazing
And Boney was a-raging.
Boney went to Elba
Boney he came back again.
Boney went to Waterloo
There he got his overthrow.
Boney he was sent away
Away in Saint Helena
Boney broke his heart and died
Away in Saint Helena
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Napo(1) era un guerriero,
un guerriero, un mastino(2)
John François
Bonaparte ha combattuto i prussiani
Bonaparte ha combattuto i russi,
Bonaparte è andato a Mosca attraverso l’oceano e la tempesta, Mosca bruciava
e Bonaparte era infuriato.
Bonaparte è andato all’Elba
e poi è ritornato di nuovo:
Bonaparte è andato a Waterloo
ed è stato rovesciato,
Bonaparte è stato mandato via,
lontano a Sant’Elena
a Bonaparte si è spezzato il cuore ed è morto, lontano a Sant’Elena

NOTE
1) Boney equivalente al nostro diminutivo Napo per Napoleone. L’origine del nome è incerta potrebbe voler dire “il Leone di Napoli”, il primo nome illustre fu quello del Cardinale Napoleone Orsini (ai tempi di papa Bonifacio VIII)
2) terrier = mastino (e richiama il termine francese terrien nella sea shanty “Jean-François de Nantes”) storpiato anche in Jonny Franswor! Citazione del canto marinaresco bretone
Jean-François de Nantes
Marin de la Sémillante
Ne doit pas se priver de rien
C’est bon pour un terrien

.. e la versione punk-rock con qualche immagine comica!
ASCOLTA Jack Shit in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, 2006


Boney(1) was a warrior
A warrior a terrier(2)
Boney beat the Prussians
The Austrians, the Russians
Boney went to school in France
He learned to make the Russians dance
Boney marched to Moscow
Across the Alps through ice and snow
Boney was a Frenchy man
But Boney had to turn again
So he retreated back again
Moscow was in ruins then
He beat the Prussians squarely
He whacked the English nearly
He licked them in Trafalgar’s Bay(3)
Carried his main topm’st away
Boney went a cruising
Aboard the Billy Ruffian(4)
Boney went to Saint Helen’s
He never came back again
They sent him into exile
He died on Saint Helena’s Isle
Boney broke his heart and died
In Corsica he wished he stayed
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Boney(1) era un guerriero
un guerriero, un mastino(2)
Boney sconfisse i Prussiani
gli Austriaci e i Russi
Boney andò a scuola in Francia
e imparò a fare il ballo russo
Boney marciò su Mosca
attraversò le Alpi in mezzo al ghiaccio e alla neve
Boeny era un francese
eppure Boney dovette di nuovo rigirarsi
così si ritirò ancora
Mosca era in rovina allora
egli vinse i Prussiani in un sol colpo
e quasi sconfisse gli Inglesi
li bastonò nella Baia di Trafalgar(3)
e portò via l’albero di maestra
Boney andò in crociera
a bordo del Billy Ruffian(4)
Boney andò a Sant’Elena
e non è mai più tornato.
Lo mandarono in esilio
e morì nell’isola di Sant’Elena
a Boney gli si spezzò il cuore e morì
in Corsica avrebbe preferito restare

NOTE
3) La battaglia di Trafalgar vedeva gli Inglesi in inferiorità numerica ma la manovra anticonvenzionale di Nelson (una posizione detta in gergo militare a T) spiazzò lo schieramento nemico disposto su una lunga fila (l’ottimo approfondimento in vedi), l’unico colpo inferto dai francesi fu la morte di Nelson.  l’Inghilterra era una potenza navale ineguagliabile per i Francesi e gli Spagnoli, così Napoleone rinunciò all’invasione della Gran Bretagna che diventò la padrona dei mari fino alla prima guerra mondiale
4) la nave che portò Napoleone in esilio su Sant’Elena era Bellerephon ma il nome veniva storpiato in Billy Ruffian o Billy Ruff’n dai suoi marinai non abbastanza colti da apprezzare i riferimenti alla mitologia greca.

LA VERSIONE FRANCESE

ASCOLTA Les Naufragés live

C’est Jean-François de Nantes
Oué, oué, oué,
Gabier de la Fringante
Oh ! mes bouées, Jean-François
Débarque de la campagne
Fier comme un roi d’Espagne
En vrac dedans sa bourse
Il a vingt mois de course
Une montre, une chaîne
Qui vaut une baleine
Branl’bas chez son hôtesse
Carambole et largesses
La plus belle servante
L’emmène dans la soupente
En vida la bouteille
Tout son or appareille
Montre et chaîne s’envolent
Attrape la vérole
A l’hôpital de Nantes
Jean-François se lamente
Et les draps de sa couche
Déchire avec sa bouche
Il ferait de la peine
Même à son capitaine
Pauvr’ Jean-François de Nantes
Gabier de la Fringante.

FONTI
https://anglofolksongs.wordpress.com/2015/08/17/boney-was-a-warrior/
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/boney.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/boney.html http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/boneywas.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=84540 http://www.mustrad.org.uk/articles/french.htm

THE BLACK BALL LINE AND SEA SHANTY

Agli inizi Ottocento le esigenze commerciali richiedono navi sempre più veloci e meno “armate” rispetto al secolo precedente (epoca di imponenti e massicci galeoni, vascelli e fregate): si richiedono navi per il trasporto delle merci, senza tanti fronzoli e con più vele, nasce così il Clipper. Sono gli ultimi modelli delle navi a vela, l’apogeo dell’età della vela, poi a breve subentreranno i motori.. e il repertorio delle sea shanties finirà tra le curiosità degli antiquari (o nei circuiti della musica Folk).

“BLACK BALL” LINE

La Black Ball Line fu la prima compagnia di navigazione marittima a offrire servizio transatlantico di linea per il trasporto di passeggeri e merci. Nata nel 1817 dall’idea di Jeremiah Thompson, con quattro clipper copriva la rotta tra Liverpool e New York e rimase in attività per una sessantina d’anni. I Black Ballers, erano anche postali e derivavano il nome dalla loro bandiera (il logo della compagnia) rossa con un disco nero al centro; erano navi molto veloci e il percorso dall’Inghilterra all’America, per lo più contro vento, durava “appena” quattro settimane, mentre il ritorno, con il vento a favore, poteva durare meno di tre settimane. Gli affari erano lucrosi nonostante la concorrenza, infatti nel 1851 la compagnia James Baines & Co. di Liverpool adottò lo stesso nome e la stessa bandiera della Black Ball Line! La Black Ball Line di James Baines & Co. operava inoltre sulla rotta tra Liverpool e l’Australia.

black-ball
Black Ball clipper

I CLIPPER

I clipper percorrevano le due rotte commerciali più importanti : Cina – Inghilterra per il tè e Australia – Inghilterra per la lana e facevano a gara tra loro per raggiungere la massima velocità, perchè il prezzo maggiore veniva fissato dalla prima nave che raggiungeva il porto. (continua)
Le navi erano famose per la dura disciplina a bordo e per la brutalità dei suoi ufficiali: ma l’arruolamento dei marinai era costante data la brevità dell’ingaggio. Le navi con la nomea più terribile erano chiamate “bloodboat” e la sua ciurma (per lo più marinai irlandesi)  “packet rats“.

Date le premesse non poteva perciò mancare una sea shanty sulla Black Ball line (probabile origine 1845): le versioni testuali sono molte, a fronte di una scarsa reperibilità di registrazioni  su YouTube

ASCOLTA Foc’sle Singers & Paul Clayton (Smithsonian Folkways Recordings 1959)


In the Black Ball line I served my time
Hurrah for the Black Ball line
In the Black Ball line I had a good time
The Black Ball Ships are good and true
They are the ships for me and you
For once there was a Black Ball Ship
That fourteen knots an hour(1) could clip(2)
Her yards were square(3), her gear all new,
She had a good and gallant crew
One day whilst sailing on the sea,
They saw a vessel on their lee,
They knew it was a pirate craft,
All armed with guns before and aft,
They did not fear as you may think
But made the pirates water drink
(testo tratto da qui)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Nella Black Ball line ho prestato servizio
Hurrà per la Black Ball line
Nella Black Ball me la sono passata bene
Le navi della Black Ball sono le migliori,
sono le navi per me e per te.
Una volta c’era una nave Black Ball
che poteva filare a 14 nodi;
i suoi pennoni erano larghi(3),
la sua attrezzatura tutta nuova,
aveva una bravo e valoroso equipaggio.
Un giorno che navigavamo in mare
avvistammo un vascello sottovento.
Sapevamo che era una imbarcazione pirata
tutta armata con cannoni a poppa e a prua,
non avemmo paura come puoi pensare
ma facemmo bere l’acqua ai pirati

NOTE
1) altra bizzarra espressione: fourteen knots an hour, letteralmente “14 nodi all’ora” 1 nodo vale 1 miglio/h, pertanto 14 nodi significa già 14 miglia all’ora
2) To clip it, is a vulgar phrase in New England for to run with speed. So cut issued; cut on, run fast. This seems to be the meaning in Dryden.
3) ringrazio Italo Ottonello per la traduzione di “square” che non mi riusciva di collocare nel contesto, egli cita la seguente definizione: in seamens language, the yards are square, when they are arranged at right angles with the mast or the keel. The yards and sails are said also to be square, when they are of greater extent than usual.      

ASCOLTA stile “pirate song”
ASCOLTA Peter Kasin come “sea shanty” con tanto di introduzione e dimostrazione del tipo di lavoro abbinato al canto


I served my time in the Black Ball line
To me way-aye-aye, hurray-ah
And that’s the line where you can shine
Hurrah for the Black Ball Line
The Black Ball Ships are good and true
They are the ships for me and you
(For once there was a Black Ball Ship
That fourteen knots an hour could clip
They’ll carry you along through frost and snow
And take you where the wind don’t blow
You will surely find a rich gold mine(1)
Just take a trip in the Black Ball Line)
Just take a trip to Liverpool
To Liverpool, that Yankee school
The Yankee sailors you’ll see there
With red-top boots and short-cut hair
(At Liverpool docks we bid adieu
To Poll and Bet and lovely Sue
And now we’re bound for New York Town
It’s there we’ll drink, and sorrow drown)
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Il mio primo imbarco fu nella Black Ball line Per me hurrà
e questa è la linea dove puoi emergere Hurrà per la Black Ball line
Le navi della Black Ball sono le migliori, sono le navi per me e per te.
Una volta c’era una nave Black Ball
che poteva percorrere 14 nodi all’ora;
ti porteranno nonostante il gelo e la neve
fin dove il vento non soffia.
Troverai certamente una ricca miniera d’oro,
basta fare il viaggio sulla Black Ball line. Basta prendere un viaggio a Liverpool, quella scuola yankee
e i marinai yankee là conoscerai ,
con stivali bordati di rosso e capelli corti.
Al molo di Liverpool diciamo addio
a Poll e Bet e alla bella Sue
e ora siamo imbarcati per New York
là berremo e annegheremo il dolore!

NOTE
1) il riferimento colloca, per lo meno questo verso, all’epoca della febbre dell’oro scoppiata in California nel 1848

FONTI
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LxA489.html http://warrenfahey.com/fc_maritime8c.html http://www.well.com/~cwj/dogwatch/chanteys/Black%20Ball%20Line.html http://www.oceannavigator.com/October-2011/Nov-Dec-2011-Issue-198-Hurrah-for-the-Black-Ball-Line/ http://www.contemplator.com/sea/blkball.html http://anitra.net/chanteys/blackball.html
http://warrenfahey.com/ccarey-s13.html
http://www.folkways.si.edu/the-focsle-singers/songs-and-shanties/american-folk-celtic/music/album/smithsonian
http://media.smithsonianfolkways.org/liner_notes/smithsonian_folkways/SFW40053.pdf
http://www.exmouthshantymen.com/songbook.php?id=61