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THE KERRY RECRUIT

Un giovane e sempliciotto ragazzo del Kerry (Irlanda sud-occidentale) che non aveva visto altro che il suo campo, decide di partire per l’avventura e si arruola nell’esercito britannico: siamo nella metà dell’Ottocento e il giovanotto è subito spedito, come carne da cannone, nella guerra di Crimea, all’epoca chiamata Guerra d’Oriente, la guerra russo-turca del 1853-1856.

La canzone si inserisce nel filone dei canti di protesta (anti-war songs) della tradizione popolare irlandese, che più spesso sono cantati dalle madri e dalle mogli, le quali si vedono ritornare a casa i loro uomini, straziati nel fisico e nello spirito dagli orrori della guerra. In questa canzone invece è il ragazzo che si descrive, tra il serio e il faceto, in prima persona, rilasciandoci l’immagine di “idiota patentato“, un soldato “da barzelletta”, un Paddy tronfio di irlandesità: eppure nel suo fervore di servitore “armato” (anche se non ha nemmeno ben chiaro come si faccia a sparare) denuncia l’inadeguatezza del “sistema britannico” di arruolamento e addestramento dei suoi soldati!

Ovviamente il ragazzo (poco più che ventenne) ritorna a casa cieco da un occhio e senza una gamba, eppure è contento di avere una “fine elegant leg made of wood“, la medaglia e un piccolo sussidio d’invalidità che gli permette di sistemarsi con Sheila, evidentemente più soldi di quanto riuscisse a ricavare dal suo lavoro nei campi!

assedio-sebastopoli

La versione attuale deriva da una serie di stampe in Inghilterra alla fine del 1700, inizi 1800 dal titolo The Frolicsome (or Frolicksome) Irishman, The Irish Recruit e The Kerry Recruit, per diffondersi anche in Irlanda in epoca più tarda e in riferimento alla guerra in Crimea (Roly Brown in “Glimpses into the 19th Century Broadside Ballad Trade No. 5: The Kerry Recruit” qui)
“So that we have two distinct outline forms of text at hand – The Frolic(k)some Irishman and The Irish Recruit – and the distribution of printings looks to be particularly circumscribed. ..  From this collection of dates it would appear that texts of The Irish Recruit came later than The Frolic(k)some Irishman.  It is worth noting that, despite such close connections amongst printers, so many small changes in layout and expression occurred – they surely parallel the changes made as oral versions were disseminated and indicate that print, therefore, did not necessarily confer an unchallengeable format. Nor, so far, has the title The Kerry Recruit surfaced and it is only when we encounter Irish broadside printings that it does emerge … It is hardly possible to be absolute in terms of printing dates but the internal evidence as discussed below suggests that Irish printings emerged after The Froli(ck)some Irishman and The Irish Recruit. ”

ASCOLTA The Dubliners
I
One morning in March I was digging the land(1),
with me brogues(2) on me feet and me spade in me hand
And says I to myself, such a pity to see,
such a fine strappin’ lad footin’ turf round Tralee
CHORUS (nonsense)
Wid me too ra na nya and me too ra na nya,
wid me too ra na noo ra na noo ra na nya
II
So I buttered(3) me brogues, shook hands with me spade,
then went off to the fair like a dashing young blade(4)
When up comes a sergeant he asks me to list,
‘Arra, sergeant a gra(5), stick a bob(6) in me fist
III
Well the first thing they gave me it was a red coat(7),
with a wide strap of leather to tie round me throat(8)
They gave me a quare thing, I asked what was that,
and they told me it was a cockade for me hat
IV
The next thing they gave me they called it a gun,
with powder and shot and a place for me thumb
Well first she spat fire and then she spat smoke,
she gave a great leap and me shoulder near broke
V
Well the first place they sent me was down by the quay,
on board of a warship bound for the Crimea
Three sticks in the middle all rowled round with sheets,
faith, she walked on the water without any feet
VI
When at Balaclava(9) we landed quite soon,
both cold, wet and hungry we lay on the ground.
Next morning for action the bugle did call,
and we had a hot breakfast of powder and ball
VII
Well we fought at the Alma, likewise Inkermann,
and the Russians they whaled us at the Redan(10)
In scalin’ the walls there meself lost an eye,
and a big Russian bullet ran away with me thigh
VIII(11)
‘Twas there we lay bleeding stretched on the cold ground,
both heads, legs and arms were all scattered around
I thought of me mam and me cleaveens were nigh,
sure they’d bury me decent and raise a loud cry
IX
Well a doctor was called and he soon staunched me blood,
and he gave me a fine elegant leg made of wood
They gave me a medal and ten pence a day,
contented with Sheelagh(12), I’ll live on half pay.

NOTE
1) Richard Dyer-Bennett dice: “At the age of nineteen, I was ploughin’ the land”
2) brogues: un tipo di scarpe robuste e grossolane un tempo usate in Irlanda ed nelle Highlands scozzesi.
3) letteralmente “imburrai”
4) letteralmente “lama” ma blade= man
5) in gaelico irlandese Gra’ mo chroi’ = love (of) my heart
6) il famigerato “schellino del Re
12th_Foot_uniform7) le giubbe rosse sono i soldati dell’esercito britannico dal XVII al XX secolo per via della giacca rossa delle divise
8) letteralmente: to tie= legare: sono una o due fasce di cuoio bianche da incrociare sul petto che fungono da cinturoni, in effetti la divisa all’epoca era diventata anacronistica con quel rosso sgargiante perfetto per il tiro a segno
9) la battaglia a Balaklava si svolse nel 1854
10) guerra di trincea quella dell’assedio a Sebastopoli, punto nevralgico per il controllo marittimo del Mar Nero, dove i Russi si erano asserragliati in grande numero e intenti non solo a cannonare gli avversari, ma anche a costruire e ricostruire una serie poderosa di fortificazioni, terrapieni difensivi, bastioni e torri. Lo scontro decisivo venne mosso alla Torre Malakov nel pressi del fiume Redan nei primi di settembre del 1855. Le perdite nello scontro furono pesanti per entrambi gli schieramenti, ma alla fine i Russi furono costretti ad abbandonare Sebastopoli. La parola “whale” è riferita alle balene e come verbo rende bene l’idea di una mattanza.
 11) la strofa cantata invece da Joe Heaney dice:
And it’s often I thought of me mother at home,
And while I was with her I was maith go leor;
When the bullets did fly, lads, I did let them pass
I lay down in the ditch, awful feared to be shot.
12) Altre versioni riportano Chela o Shela. Sembrerebbero nomi di donna (Sheelagh = Sheila)
Richard Dyer-Bennett ha aggiunto una strofa finale nella sua registrazione del 1957:
Now that was the story my grandfather told,
As he sat by the fire all withered and old.
“Remember,” said he,”that the Irish fight well,
But the Russian artillery’s hotter than Hell.”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (riveduta da qui)
I
Una mattina di marzo ero a scavare la terra
con le mie scarpacce(2) ai piedi e la mia vanga in mano
e mi dissi: “che peccato vedere
un bel ragazzo robusto, calpestare le zolle nei dintorni di Tralee
II
Così ingrassai (3) le scarpe, salutai la mia vanga
e mentre me ne andavo alla fiera sentendomi un giovanotto(4) affascinante
ti salta fuori un sergente che mi chiede di arruolarmi,
“Urra’, sergente bello mio(5), sbatti uno scellino(6) nel mio pugno”
III
Bene, la prima cosa che mi dettero fu una giubba rossa(7)
con un largo cinturone di cuoio da incrociare intorno alla gola(8);
mi dettero una cosa strana che chiesi cos’era
e mi dissero che era una coccarda per il mio cappello
IV
La cosa successiva che mi dettero la chiamarono un fucile
con polvere e pallottole e un posto per il mio pollice
Bene, prima sputò fuoco, poi sputò fumo,
dette un gran rinculo e la mia spalla quasi si ruppe
V
Bene, il primo posto dove mi mandarono fu per il molo,
a bordo di una nave da guerra diretta in Crimea
Tre pali nel mezzo tutti coperti di lenzuola
incredibile! Camminava sull’acqua senza (bisogno) dei piedi!
VI
Quando arrivammo a Balaklava(9) sbarcammo piuttosto alla svelta
freddi, zuppi e affamati ci buttammo per terra.
Il mattino dopo la tromba ci chiamò in azione
ed avemmo una calda colazione con polvere e proiettili
VII
Beh, combattemmo all’Alma, e così a Inkerman
e i russi ce ne diedero di brutto sul Redan(10).
Là mentre scalavo le mura persi un occhio,
e una grossa palla russa si portò via la mia coscia
VIII(11)
Eravamo là sanguinanti nelle barelle sulla fredda terra
teste, gambe e braccia erano sparpagliate tutte intorno;
pensai che se la mia mamma e i miei parenti erano vicini
sicuramente mi avrebbero dato una sepoltura decente e avrebbero pianto forte.
IX
Beh fu chiamato un dottore che presto arrestò il sangue,
e mi dette una gamba bella ed elegante fatta di legno;
mi dettero una medaglia e 10 pence al giorno
sistemato con Sheelagh(12), vivrò con la mezza paga.

FONTI
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=918 http://www.folkways.si.edu/richard-dyer-bennet/the-kerry-recruit/american-folk-celtic/music/track/smithsonian
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=673&lang=it http://www.irishmusicdaily.com/kerry-recruit http://www.chivalry.com/cantaria/lyrics/kerry-recruit.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44753
http://www.mustrad.org.uk/articles/bbals_05.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=86979

THE DEIL’S AWA WI’ THE EXCISEMAN

“The devil is away with the Exciseman” (in italiano “Il diavolo si porta via il gabelliere!”) è una canzone composta da Robert Burns nel 1792. L’occasione fu quella di una cena conviviale tra colleghi a Dumfries, avendo Robbie nella sua sfortunata vita esercitato – dal 1789 –  tale professione , un incarico che lo salvò dal fallimento.

Exciseman era il gabelliere della Corona inglese che riscuoteva le tasse sugli alcolici e le merci d’importazione, sempre alla ricerca di navi e traffici di contrabbandieri, ed in particolare di produttori di birra “senza licenza” e di “moonshiners“. Un “posto statale” ma impopolare quello del finanziere, allora come ora: la lunga mano dello stato che schiaccia il popolo con le tasse, (sono sempre i redditi medio-bassi ad essere spremuti come limoni) per cui erano in molti ad augurarsi che all’exciseman venisse un colpo, ovvero che il diavolo se lo portasse via, sorte toccata proprio a Burns morto pochi anni dopo la stesura della canzone (era il 1767 ed aveva solo 37 anni); in Scozia il mestiere di contrabbandiere non era considerato completamente disonorevole, se esercitato per mantenere la propria famiglia o clan e “onestamente” ovvero da galantuomini; ovviamente c’erano nel mezzo anche i più infidi tagliagole, che per pochi soldi, erano disposti ad ammazzare la propria madre; erano tanti poi gli “spiriti liberi” che non ritenevano disonesto rifiutarsi di pagare il dazio su un bene primario tanto caro agli scozzesi, “il succo d’orzo”.

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Divisa della Royal Company of Archers

Una canzone composta per un’occasione conviviale siglata dall’ironia propria di Robbie, ma non priva di contraddizioni: proprio nel 1792 Robert Burns era avanzato di grado nella sua carriera di gabelliere, nonchè accolto nella cerchia esclusiva ed elitaria della Royal Company of Archers (la guardia cerimoniale del re di Scozia); non per questo rinunciò alla satira nei confronti del potere, sempre però con levità, uno spirito sovversivo stemperato nel detto popolare “quando il gatto non c’è i topi ballano

La canzone ha ispirato Robert Bryden (1865-1939) che illustrò la scena: un diavolo  con tanto di corna impugna nella mano alzata il suo violino, e con l’altra regge sulle spalle un disperato gabelliere. La gente di Dumfries lo addita e dileggia il malcapitato.

devil fiddleUn aneddoto attribuisce la composizione del testo ad un’occasione ben più avventurosa così scrive John Loesberg in “The Scottish Songs of Robert Burns”: “..Burns, the exciseman, finds himself awaiting reinforcements from Dumfries before boarding a French brig to impound her cargo. After several hours waiting in the wet salt marshes Burns was getting increasingly impatient and was heard to abuse his colleague Lewars, who had galloped off with the message. One of the waiting men suggested that the devil should take Lewars for his pains and that Burns should write a song about his fellow exciseman while they waited.  After walking along the shore a while, Burns returned and recited these verses. Later the group was successful in boarding and taking the smuggling ship. The Canongate Burns editors regard the story as myth but give the name of the smuggling ship as the Rosamund and its location as the Solway Firth.” L’aneddoto mette in luce una carenza cronica di organico che rendeva problematico ogni arresto, soprattutto relativamente ai grossi traffici di contrabbando.

La melodia non poteva che essere una country dance  per l’esattezza”The Hempdresse ” (The London Gentlewoman) pubblicata da John Playford nell’English Dancing Master con relativa annotazione dei passi di danza (1650)
ASCOLTA Ewan MacColl
ASCOLTA
ASCOLTA The McIlroys
ASCOLTA The Tannahill Weavers in The Old Woman’s dance 1978. Nelle note al testo (qui) scrivono “It is said that Robert Burns rattled this up in ten minutes.  Any Scot will know this to be true as Burns is known to have rattled up more than songs in less than ten minutes. A happy lament for the devil who, seeing the world in a sad state of oppression, musically seduces the taxman to dance all the way back to hell by playing an irresistible tune on his violin.Hence began a tradition which, to this day, is religiously practiced as the inland revenue, never sleeping, is constantly searching for the fiddler. The pipe tune here is the Old Womans Dance.


I
The deil cam fiddlin'(1) thro’ the town,
And danc’d awa wi’ th’ Exciseman,
And ilka wife cries, “Auld Mahoun(2),
I wish you luck o’ the prize, man.”
Chorus.
The deil’s awa, the deil’s awa,
The deil’s awa wi’ the Exciseman,
He’s danc’d awa, he’s danc’d awa,
He’s danc’d awa wi’ the Exciseman.
II
We’ll mak our maut, and we’ll brew our drink,
We’ll laugh, sing, and rejoice, man,
And mony braw thanks to the meikle black deil,
That danc’d awa wi’ th’ Exciseman.
III
There’s threesome reels, there’s foursome reels,
There’s hornpipes and strathspeys, man,
But the ae best dance ere came to the land
Was-the deil’s awa wi’ the Exciseman.
tradotto da Cattia Salto
I
Il diavolo è venuto a suonare il violino in città e si allontana danzando con il gabelliere e ogni donna grida ” Vecchio Satanasso ti auguro di avere successo”
Ritornello
il diavolo si porti via, il diavolo si porti via il diavolo si porti via il gabelliere (all’inferno) e si allontana danzando con il gabelliere, e si allontana  danzando con il gabelliere.
II
Faremo il nostro malto e faremo fermentare la nostra bevanda,
rideremo, canteremo e ci allieteremo amico
e tante belle grazie al grande diavolo nero che si allontana danzando con il gabelliere.
III
Ci sono reels a tre e a quattro,
ci sono hornpipes e strathspeys amico,
ma la prima migliore danza venuta al mondo fu
“Il diavolo si porti via il Gabelliere ”

NOTE
1) è consuetudine ritenere il diavolo sia quale abile violinista, il grande incantatore che seduce il popolo con sfrenate e lascive danze
2) Mahoun: Maometto, il termine viene dalla letteratura medievale quando si riteneva che i musulmani adorassero una falsa divinità, assimilata al demonio. L’immagine del diavolo che suona e danza rievoca nello stesso tempo l’immagine della morte sotto forma di scheletro in una sorta di danza macabra livellatrice

TRADUZIONE INGLESE (tratta da qui)
I
The devil came fiddling through the town,
And danced away with the Exciseman,
And every woman cries, “Old Mahoun,
I wish you luck of the prize, man.”
Chorus.
The devil is away devil is away,
devil is away with the Exciseman,
He’s danced away, he’s danced away,
He’s danced away with the Exciseman.
II
We’ll make our malt, and we’ll brew our drink,
We’ll laugh, sing, and rejoice, man,
And many good thanks to the great black devil,
That danced away with the Exciseman.
III
There’s threesome reels, there’s foursome reels,
There’s hornpipes and strathspeys, man,
But the one best dance before came to the land
Was the devil is away devil is away.

FONTI
http://sangstories.webs.com/deilsawawiexciseman.htm
http://www.burnsscotland.com/items/d/diploma-admitting-robert-burns-to-membership-of-the-royal-company-of-archers.aspx http://rgoldman.org/pryanksters/dances/londong.htm http://www.burnsscotland.com/items/e/etching-of-the-deils-awa-wi-th-excieman.aspx
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/genericcontent_tcm4555489.asp http://mbmonday.blogspot.it/2012/07/deils-awa-wi-exciseman-look-at.html http://historyhoydens.blogspot.it/2012/04/deils-awa-wi-exciseman.html

ROAD TO THE ISLES

La melodia è stata scritta dal “Pipe Major” John MacLellan (1875-1949) di Dunoon (Scozia) con il titolo di “The Bens Of Jura” (egli la rinominò in ben due occasioni: la prima quando si trovò in Sud Africa arruolato nella Highland Brigade – “The Highland Brigade’s March To Heilbronn”, e poi quando andò in Egitto le diede il nome di “The Burning Sands Of Egypt”). In alcuni siti è tuttavia accreditata a Malcolm Johnson di Barra (che in realtà fu solo l’interprete il quale eseguì la melodia davanti a Marjory Kennedy-Fraser).

Fu solo nel 1914 che diventò una canzone con le parole composte dal reverendo Kenneth MacLeod. La canzone con il titolo “The road to the Isles” venne pubblicata nella poderosa raccolta di Marjory Kennedy-Fraser Songs of the Hebrides” (vol II 1917, per la collezione in pdf vedi qui) Kenneth MacLeod la pubblicò anche nel suo libro The Road to the Isles (1927), con il commento “Written for the lads in France during the Great War. The track referred to here led in the old days from the Northern Isles to the Cattle Trysts of Falkirk and Carlisle.”

GUIDA ALL’ASCOLTO: ROAD TO THE ISLES

LA MELODIA E’ ovviamente una “marcing song” per cornamuse e tamburi
ASCOLTA Kings Own Scottish Borderers

La canzone è popolarissima in Scozia e ha un che d’antan, il protagonista è un soldato (o un emigrante) che sta lasciano le sue amate Isole Azzurre (le Ebridi) per percorrere la “Strada delle Isole” fino a Fort William, uno dei forti che faceva parte della catena di fortificazioni (insieme a Fort Augustus e Fort George) utilizzata per tenere sotto controllo le possibili rivolte giacobite. E’ rimasto come presidio militare fino al 1855. Fort William è il centro più importante della Scozia, snodo ferroviario e stradale (qui si dipartono la West Highland Way e la Great Glen Way).

ASCOLTA Gaberlunzie


Chorus:
Sure, by Tummel and Loch Rannoch
and Lochaber(1) I will go.
By heather tracks
wi’ heaven in their wiles(2);
If it’s thinkin’ in your inner heart
braggart’s in my step,
You’ve never smelt
the tangle o’ the Isles.
I
Oh, the far Coolins(3)
are puttin’ love on me.
As step I wi’
my cromach(4) to the Isles.
It’s by Sheil(5) water
and track is to the west.
By Aillort and by
Morar(6) to the sea,
The cool cresses(7)
I am thinkin’ o’ for pluck,
And bracken for a
wink on Mother’s knee(8).
II
The far Coolins are
puttin’ love on me,
As step I wi’ the
sunlight for my load.
It’s the blue Islands
are pullin’ me away,
Their laughter puts
the leap upon the lame(9),
The blue Islands from
the Skerries to the Lews(10),
Wi’ heather honey
taste upon each name(11)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Dal Tummel al Loch Rannoch
e al Lochaber andrò
per i sentieri di erica
con il cielo nei loro riflessi.
Se credete nel profondo dei vostri cuori
che io mi vanti
non avete mai annusato
le alghe delle Isole.
I
Le lontane Cuillins
mi riempiono d’amore
mentre avanzo con il mio
bastone da pastore per le Isole
è dal Lago Sheil
per la pista a Ovest.
Dall’Ailort e dal
Morar al mare
il crescione fresco
sto pensando di prendere(7)
e le felci per riguardo
ai consigli di mia madre(8).
II
Le lontane Cuillins
mi riempiono d’amore
mentre avanzo
nella luce del sole con il mio fardello
sono le Isole Azzurre
che mi lascio indietro,
il loro riso fa saltellare
anche lo zoppo.
Le isole azzurre dagli
Skerries a Lews
con il gusto del miele d’erica
su ogni nome(11)

NOTE

1) i laghi Rannoch e Lochaber si trovano rispettivamenete nel Perth e Kinross il primo, e ad ovest delle Highlands scozzesi il secondo, il fiume Tummel parte dal Loch Rannoch scorre nel Perthshire fino al Tay e a metà del suo percorso si allarga fino a diventare il Loch Tummel,
2) letteralmente “sarebbe nelle loro astuzie”, ma in italiano non avrebbe molto senso
3) Cuillin Hills catena di montagne nulla Isola di Skye
4) bastone da pastore
5) lo Shiel è un lago vicino a Fort William
6) Loch Ailort nel Morar è delimitata a nord-est dal villaggio dello stesso nome, Lochailort e a ovest dal Sound of Arisaig; Morar (nei pressi di Loch Morar )
7) come scrive lo stesso Kenneth MacLeod “Traditionally, watercress is regarded as both food and drink; it is said to have been the food of the pilgrims on their way to Iona” Secondo una fantasiosa credenza inglese, il crescione può rivelare il futuro a una ragazza in cerca di marito: deve seminare una fila di crescione e una di lattuga il 24 di marzo, e stare ad aspettare, se spunta prima la lattuga, il marito sarà dolce e comprensivo, se nasce prima il crescione, l’amato sarà severo, puntiglioso, forse violento.
8) wink (termine arcaico per occhio): il senso della frase mi sfugge. Ho trovato sul dizionario che l’espressione “”at your mother’s knee” si usa per indicare “If you ​learned something at ​your mother’s ​knee, you ​learned it when you were a ​child”
9) credo sia una citazione da Isaia 35:6 “Then will the lame leap like a deer”
10) sono le isole Ebridi che vanno per l’appunto dall’isola di Skyle fino all’Isola di Lews e comprendono le Ebridi Interne e le Ebridi Esterne. Skerries sono isolotti rocciosi appena fuori l’isola di Skye e il castello di Lews (vicino Stornoway sulla Isle of Lewis )
11) credo sia un giro di parole per dire che per il protagonista il nome dei luoghi appena lasciati gli lasciano in bocca un gusto dolce-amaro

Fort William and Lochaber Map

UNA VISITA
Con il nome la ‘strada per le isole’ si indica in Scozia la A830, che collega Fort William con Mallaig, il porto sulla costa ovest delle Highlands scozzesi per le isole Ebridi

VIDEO datato 1955 che percorre la A830

http://www.undiscoveredscotland.co.uk/fortwilliam/oldfort/index.html
http://www.msereno1970.com/scozia/scozia_4.html

FONTI
http://thesession.org/tunes/4190 http://www.pipetunes.ca/composers.asp?pg=Details&composerID=23
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/651.html http://www.celticangelmusic.com/making-of-road-to-the-isles/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13906

DERRY THE TOWN I LOVED SO WELL

The town I loved so well” è una canzone autobiografica scritta da Phil Coulter negli anni 80 in cui descrive la sua città, Derry, nel pieno dei “Troubles” e nel tempo della sua infanzia ovvero gli anni 50.
“The Troubles” (in italiano “i disordini”) è la “guerra a bassa densità” che ebbe luogo tra i cattolici e i protestanti del Nord Irlandese tra il 1969 e il 1998 ovvero un coacervo di violenza e sordi rancori, di marce per la pace e bombe dell’IRA. Derry/Londonderry è la città lacerata anche nel nome tra Inghilterra e Repubblica d’Irlanda: dal gaelico Doire “bosco di querce” è Derry per i cattolici nazionalisti e Londonderry per i protestanti unionisti, perchè così la chiamarono i coloni britannici nel 1613 volendo riprodurre una novella Londra sul fiume Foyle.
Così afferma Phil Coulter “Derry has a great tradition of music and a very proud history being one of the oldest cities in the country. In recent years it’s suffered more than its fair share of pain and heartache, but there’s something special about the place and the people that has helped them overcome the worst of times. Of all the songs I’ve written, this is the one I’d like to be remembered for. It’s my story but it’s also the story of Derry, the town I loved so well.”

ASCOLTA Phil Coulter live

ASCOLTA Dubliners

ASCOLTA High Kings

In my memory I will always see
the town that I have loved so well
Where our school played ball by the gasyard wall
and we laughed through the smoke and the smell
Going home in the rain, running up the dark lane
past the jail and down behind the fountain
Those were happy days in so many, many ways
in the town I loved so well

In the early morning the shirt factory horn
called women from Creggan, the Moor and the Bog(1)
While the men on the dole played a mother’s role,
fed the children and then trained the dogs
And when times got tough there was just about enough
But they saw it through without complaining
For deep inside was a burning pride
in the town I loved so well

There was music there in the Derry air
like a language that we all could understand
I remember the day I earned my first pay
When I played in a small pick-up band
There I spent my youth and to tell you the truth
I was sad to leave it all behind me
For I learned about life and I’d found a wife
in the town I loved so well

But when I returned how my eyes have burned
to see how a town could be brought to its knees
By the armoured cars and the bombed out bars
and the gas that hangs on to every tree
Now the army’s installed by that old gasyard wall
and the damned barbed wire gets higher and higher
With their tanks and their guns, oh my God, what have they done
to the town I loved so well

Now the music’s gone but they carry on
For their spirit’s been bruised, never broken
They will not forget but their hearts are set
on tomorrow and peace once again
For what’s done is done and what’s won is won
and what’s lost is lost and gone forever
they can only pray for a bright, brand new day
in the town I loved so well

NOTE
1) Creggan è un quartiere residenziale a maggioranza cattolica costruito in collina alla periferia della città, proprio accanto al Bogside, altro principale quartiere cattolico che si trova fuori le mura.
2) L’OPERAZIONE MOTORMAN L’obiettivo era quello di annientare le « zone proibite » amministrate dall’IRA (come il libero comune di Derry, « Free Derry ») e di ristabilirvi la legge e l’ordine della Corona. Durante l’ultima settimana di luglio del 1972, il contigente britannico in Irlanda del Nord aumenta di 4000 effettivi, raggiungendo così il totale di 21.000 uomini che, il 31 luglio, saranno impiegati nell’Operazione Motorman. L’IRA, per la cronaca, contava all’epoca 1500/2000 volontari, e circa 3000 riservisti. Le forze britanniche cominciano ad accerchiare i bastioni repubblicani prima di dare l’assalto, appoggiate da blindati leggeri e da carri pesanti muniti di pale di ruspa per sgomberare le barricate. Era stato dato ordine di utilizzare tutta la forza disponibile per far cessare ogni tipo di resistenza, fino all’uso di lanciamissili anticarro. Nelle settimane successive all’Operazione Motorman furono stabilite delle postazioni militari avanzate in tutte le ex “zone proibite”, le scuole furono requisite per servire da caserme di fortuna, le vie e gli incroci furono sbarrati con cavalli di Frisia, i pattugliamenti blindati divennero sistematici e, soprattutto, si moltiplicarono le sparatorie, la distruzione di beni mobili e immobili, i furti, i saccheggi e altri tipi di brutalità. La conseguenza immediata dell’Operazione Motorman fu che l’Irlanda del Nord ridivenne un paese in guerra. (tratto da qui e stralciato da qui)
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3) domenica 30 gennaio 1972 in quella che sarà ricordata come “Bloody Sunday” l’esercito inglese spara sulla folla radunatasi a Derry in una manifestazione pacifica per i diritti civili (che non era però stata autorizzata) uccidendo 14 persone. La data segna l’inizio di una serie di violenze: l’IRA decide di portare il terrorismo in Inghilterra e colpisce duro con bombe e attentati. Solo nel 1998 alla vigilia di Pasqua si raggiunge un accordo in cui si afferma il principio che spetta alla popolazione dell’Irlanda del Nord decidere del proprio futuro. continua

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TRADUZIONE ITALIANO DI RICCARDO VENTURI
Nei miei ricordi vedrò sempre la città che ho tanto amato dove la nostra scuola giocava a pallone vicino al muro della pompa di benzina, e si rideva tra il fumo e la puzza. Si tornava a casa sotto la pioggia, di corsa per il vicolo buio, passata la prigione e giù dietro la fontana. Quelli eran giorni felici per tanti e tanti versi nella città che ho tanto amato.

La mattina presto, la sirena della camiceria chiamava le donne di Creggan, di Mor e del Bogside(1), mentre gli uomini, disoccupati, facevano da mamme, davano da mangiare ai bambini e portavano a spasso il cane. Quando i tempi si fecero duri, si erano ormai abituati perché vedevano le cose senza lamentarsi, perché nel loro profondo erano terribilmente orgogliosi per la città che ho tanto amato.

C’era musica, là alla Derry Air come una lingua che tutti quanti si capiva. Ricordo il giorno che mi guadagnai la prima paga, suonando canzoni in una piccola band a chiamata. Ho passato bene la mia giovinezza, e per dirvi la verità, sono stato triste nel lasciar tutto questo. Perché ho imparato a stare al mondo e mi son trovato moglie nella città che ho tanto amato.

Quando sono tornato, mi son bruciati gli occhi nel vedere come una città abbia potuto essere messa in ginocchio dai carri armati coi bar completamente bruciati, e dal gas che spira da ogni brezza di vento. Ora c’è l’esercito(2), vicino al muro della pompa di benzina e il filo spinato diventa maledettamente sempre più alto. Coi loro carri e le loro armi, Dio mio, cosa hanno fatto alla città che ho tanto amato.

Ora la musica è andata via, ma ancora vanno avanti. Il loro spirito è piegato, ma non sarà mai spezzato. Non dimenticheranno, perché tutti i loro cuori sono rivolti al domani e ancora una volta alla pace(3). Beh, quel che fatto è oramai fatto e quel che è perduto, è perduto per sempre. Posso solo pregare per un giorno nuovo splendente nella città che ho tanto amato.

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1363&lang=it http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=347 http://www.museumoffreederry.org/index02.html http://www.eastjournal.net/irlanda-del-nord-derrylondonderry-la-citta-dei-due-nomi-rinasce-dopo-gli-anni-bui-dei-troubles/48321

BRENNAN ON THE MOOR

William Brennan, il protagonista della ballata, era un eroico fuorilegge irlandese, novello Robin Hood: egli visse tra la fine del Settecento (1770 circa) e il primo decennio dell’Ottocento e di certo fu un popolare bandito anche se le sue notizie biografiche sono avvolte nella leggenda. Forse nato a Kilworth, nella contea di Cork si diede alla macchia dopo aver visto cacciare la sua famiglia dalle terre che lavorava. In altre versioni si trattava di un soldato disertore, di certo il suo terreno di caccia era la contea di Cork. Neanche in merito alla sua morte ci sono fonti sicure, anche se possiamo essere relativamente certi che fu giustiziato mediante impiccagione. Sulla cattura ed esecuzione continua qui

Attack-By-Highway-Men

Come sempre quando l'argomento è stato trattato da Jürgen Kloss c'è ben poco da aggiungere e perciò rimando alla sua ricerca (in Just Another Tune qui) 
Ecco la conclusione a cui perviene Kloss circa l'esistenza del personaggio: The "Brennan On The Moor" of the ballad looks like a composite character based on more than one real person who then served as a focal point for floating motives and stories known from other "heroic outlaws". The "real" William Brennan - whoever that was - is indeed very elusive.  The only thing we know for sure is that outlaws by the name of Brennan were busy in Southern Ireland at that time: one was executed in 1809 and another one in 1812. (Jürgen Kloss)

LA BALLATA OTTOCENTESCA

Tutte le versioni moderne della ballata risalgono ad un testo variamente pubblicato nei broadsides d’Inghilterra e Irlanda durante la seconda metà dell’Ottocento e quindi una trentina d’anni dopo la morte del fuorilegge. L’autore anonimo secondo la comparazione effettuata da Jürgen Kloss ha fatto una specie di frullato di frasi e attribuzioni di molte altre ballate sui banditi eroici, mescolandovi per buona misura anche alcuni riferimenti ai settecenteschi ribelli irlandesi (ad es The Croppy Boy). Alcune analogie sono riscontrabili anche con la ballata scozzese “Bold Brannan On The Moor” (1820-1840) che è però più il lament di un criminale in attesa di essere mandato a morte. Così Kloss ipotizza che la ballata potrebbe aver avuto origine in Scozia.

La ballata è stata associata con melodie diverse forse quella originaria o più antica è quella riportata da PW Joyce nel suo Old Irish Folk Music ( pp. 186-7 ) sempre stralciando dall’articolo di Jürgen Kloss “This is typical for a song dissipated by broadsides. For example Baring-Gould wrote down three more or less different tunes on one manuscript page (SBG/1/2/822). The version collected by Vaughn Williams had a “tune more usually associated with ‘The Tailor In The Tea Chest'” (Palmer, No. 15, p. 25, 187) while Gardiner’s (GG/1/14/890, at The Full English) was “variant of ‘The Wearing Of The Green’“.  But it seems that most common in England was a tune that “belongs to the ‘Villikins and his Dinah’ type of melody, so beloved by the village singer” (Sharp 1904, p. 70).  Kloss cita infine il riferimento di Grattan Flood (nel suo History Of Irish Music, 1906, Chapter XXIII) a una melodia per cornamuse popolare nel 1770 dal nome ‘Brennan on the Moor’ che per l’appunto era suonata nel cantare la storia del noto “rapparee” di cui però non si riesce a trovare riscontro documentato. La versione che è diventata “standard” è quella dai Clancy Brothers che la diffusero mediante registrazioni ed esibizioni live a partire dal 1961; a loro volta ispirarono Bob Dylan nello scrivere la sua “Rambling, Gamblien Willie” (1962) in cui il protagonista diventa un giocatore dì’azzardo

Clancy Brothers &Tommy MakemPat learned this song from his father’s mother, a tall woman who wore a big, black cloak and hood and was known throughout the neighborhood for her fine singing. Brennan, the bold highwayman, was executed in Clonmel, which is twelve miles from where the Clancys lived […] Paddy has shortened and adapted the song from the way he learned it, but the heart of this tale of a ‘brave and undaunted’ highwayman who was ”betrayed by a false-hearted woman’ remains intact” (TLP 1042).


ASCOLTA 97th Regimental String Band in “97th Regimental String Band, Vol. 3″, 2007

Declan Nerney in The One & Only 2013 con tanto di video-animazione (un godibilissimo corto sullo stile delle comiche del muto)


I
‘Tis of a brave young highwayman(1)
This story I will tell
His name was Willie Brennan
And in Ireland he did dwell
It was on the Kilwood Mountain
He commenced his wild career
And many a wealthy nobleman
Before him shook with fear
CHORUS
It was Brennan on the moor,
Brennan on the moor
Bold, brave and undaunted
Was young Brennan on the moor
II
One day upon the highway
As young Willie he went down
He met the mayor of Cashiell(2)
A mile outside of town
The mayor he knew his features
And he said, “Young man, said he
Your name is Willie Brennan
You must come along with me”
III
Now Brennan’s wife
had gone to town
Provisions for to buy
And when she saw her Willie
She commenced to weep and cry
Said, “Hand to me that tenpenny”
As soon as Willie spoke
She handed him a blunderbuss
From underneath her cloak
IV
Now with this loaded blunderbuss
The truth I will unfold
He made the mayor to tremble
And he robbed him of his gold
One hundred pounds was offered
For his apprehension there
So he, with horse and saddle
To the mountains did repair
V
Now Brennan is an outlaw
All on some mountain hight.
With infantry and cavalry
To take him they did try,
But he laughed at them
and he scorned at them
Until it was said
By a false-hearted woman(3)
He was cruelly betrayed.
VI
They hung Brennan at the crossroads;
In chains he swung and dried.
But still they say that in the night
Some do see him ride.
They see him with his blunderbuss
In the midnight chill;
Along, along the King’s highway
Rides Willy Brennan still.
TRADUZIONE DI MARCO ZAMPETTI
I
La storia di un giovane bandito coraggioso (1) vi voglio raccontare,
il suo nome era William Brennan
e viveva in Irlanda,
sui monti di Kilwood
comincio’ la sua carriera
e piu’ di un ricco nobiluomo
fece tremare di terrore.
CORO
E’ stato Brennan della brughiera,
si Brennan della brughiera
spavaldo, coraggioso e temerario,
e’ il giovane Brennan della brughiera
II
Un giorno che il giovane Willie
se ne andava per la strada
incontro’ il sindaco di Cashiell (2),
un miglio fuori dalla città,,
il sindaco conosceva il suo uomo
e disse: “Giovanotto
il tuo nome e’ Willie Brennan
e devi venire con me”
III
Ora, la moglie di Brennan
era andata in citta
per fare provviste
e quando vide il suo Willie
iniziò a piangere e lamentarsi
lui le disse: “passami il coltello”
e, appena ebbe parlato,
lei le passo una pistola
che aveva sotto il mantello.
IV
Ah, con la sua pistola carica,
diro’ la verita’,
fece tremare il sindaco
e lo derubo’ del suo oro.
Furono offerte cento sterline
di taglia sulla sua testa
e cosi’ prese armi e bagagli
e si rifugio sulle montagne.
V
Brennan divenne un latitante
sulle alte montagne
con fanti e cavalieri
provarono a catturarlo
ma lui li beffo’
e derise
finche’, come raccontano,
da una donna falsa e crudele (3)
fu tradito.
VI
Impiccarono Brennan al crocevia,
e così appeso morì in catene,
Ma, ancora oggi, alcuni
raccontano di averlo visto
la notte armato di pistola,
nell’inverno gelato,
lungo la strada del re,
Williy Brennan imperversa ancora

NOTE
1) Highwaymen irlandesi ma dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!! continua
2) Caledonian Mercury 18Marzo 1809: “Thursday, Lord Cahir, with an armed force, apprehended the notorious Brennan, near Templemore, in the county of Tipperary, together with one of his comrads, a pedlar, who always accompanied him; the pedlar fired several shots, none of which took effect – Brennan made no resistance“.
3) nei broadsides ottocenteschi il traditore è un uomo; la versione al femminile è quella preferita dalle versioni nord-americane della ballata

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/brennanonthemoor.html http://tunearch.org/wiki/Brennan_on_the_Moor http://www.bobdylanroots.com/brennan.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38446&lang=it http://thewildpeak.wordpress.com/2011/12/31/128/
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/02/brennan.htm

TO BE A SPALPEEN

Spailpin (in inglese “spalpeen“) letteralmente ‘little scythe’ è “un bracciante assunto alla giornata o stagionale“, una figura molto comune nell’Irlanda rurale dal 17 al 20esimo secolo. A quei tempi la maggior parte dei contadini erano “tenant farmers” ossia mezzadri; avevano in uso una piccola e miserabile casetta di pietra, fango e paglia con un altrettanto piccolo pezzo di terra, appena grande abbastanza da sfamare una famiglia, in cambio dell’affitto pagato al proprietario, in genere latifondista. Quando sopraggiungevano le annate cattive (o quando arrivò la Grande Carestia dal 1840-1879) la maggior parte di questa gente non riusciva a pagare l’affitto e così o veniva buttata in mezzo alla strada, oppure mentre la moglie restava nella casa e cercava di sopravvivere con i figli, il marito andava a lavorare come bracciante stagionale.L’alternativa alla fame era andare per mare, arruolarsi come soldato, emigrare!

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LA DIASPORA IRLANDESE

partenza-nave-emigrantiGià nel 1845 con il primo calo della produzione di patate si verificò un picco dell’emigrazione, ma a partire dal 1846 l’esodo fu senza precedenti: una massa enorme di persone denutrite e ammalate cercava una qualsiasi imbarcazione per andare in Canada (nelle colonie inglesi) e nei porti dell’est degli Stati Uniti o in Australia.
Le chiamavano “coffin-boats” (in italiano: navi-bara) per l’alto tasso di mortalità a bordo!

Partivano i giovani, lasciando a casa i vecchi genitori o le giovani fidanzate e a volte anche le giovani spose che restavano in attesa del loro ritorno o di potersi imbarcare a loro volta!
La maggior parte degli “spalpeen” proveniva dalle contee di Cork, Connemara e Kerry: alcuni si spingevano fino in Inghilterra ma i più si spostavano per l’Irlanda nelle contee di Limerick, Waterford, Galway e Leinster.
A seconda di quale era il punto di vista, il bracciante poteva essere considerato uno sfaticato, che conosceva tutti i trucchi per lavorare il più lentamente possibile, e un bellimbusto che cercava di sedurre l’ereditiera di turno. Oppure un lavoratore forte e robusto che veniva spremuto dal datore di lavoro e circondato dalle attenzioni affettuose delle donne della fattoria.

THE SPAILPIN FANACH

“The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer” o “The Roving Worker“) pubblicata a Dublino nel 1791 (*), e però antecedente alla Grande Carestia e risale probabilmente alla fine del 1600 all’epoca del “flight of the Wild Geese“(3). L’origine della melodia secondo William Chappel risale al 1758 con il titolo “The Girl I left behind me” (vedi) Si conoscono molte e diverse versioni testuali diffuse anche in America che variano nel significato, andando dal lamento per una misera vita fatta di fatica e stenti, alla canzone comica condita con caustico irish-humour.

PRIMA VERSIONE
Il protagonista, probabilmente un mezzadro sfrattato originario di Coolagh o Coolock, e tutto sommato datato di una certa cultura (molti contadini irlandesi sapevano leggere ed erano poeti e musicisti), per sfamare la sua famiglia deve andare a mendicare il lavoro come bracciante giornaliero (poteva trovare lavoro come scavatore o nella raccolta dell’orzo o delle patate, o più in generale come uomo di fatica). Preferisce scegliere la strada dell’arruolamento in terra straniera invece di vagare senza meta e senza fine, perchè privato del suo contesto originario e trattato con disprezzo nella propria patria. Mentre in altre canzoni si accoglie la strada come una forma di liberazione dai vincoli e dai condizionamenti del consorzio civile, qui si sottolinea il disagio e il peso, l’amarezza dell’emarginazione sociale; emarginazione che è anche un profondo disagio esistenziale, il vuoto nel cuore di chi non ha o non ha trovato uno scopo nel mondo e che è il grande male di vivere (in ogni epoca), disagio che a volte comprende un intero popolo (il popolo degli sconfitti dai bianchi, dai ricchi, dai più forti), il protagonista esprime con il suo lamento il dolore di tutta la gente sradicata e allontanata dal posto in cui viveva, privata del proprio “centro” e condannata alla strada (o all’emigrazione) e alla vita vagabonda.
ASCOLTA Seán Ó Sé + Ceoltóirí Chualann in An Poc ar Buile (ristampa 2010 della prima registrazione risalente agli anni 1960)
ASCOLTA Dervish in Live In Palma 2002
GAELICO IRLANDESE
I
Go deo deo arís ní raghad go Caiseal,
Ag díol ná ag reic mo shláinte,
Ná ar mharagadh na saoire im shuí cois balla,
Im scaoinse ar leataoibh sráide,
Bodairí na tíre ag teacht ar a gcapaill,
Dá fhiafraí an bhfuilim hírálta,
“Ó téanam chun siúil tá an cúrsa fada”
Seo ar siúl an Spailpín Fánach.
II
Im Spailpín Fánach fágadh mise,
Ag seasadh ar mo shláinte,
Ag siúl an drúchta go moch ar maidin,
‘S ag bailiú galair ráithe,
Ní fheicfear corrán im’ láimh chun bainte,
Súiste ná feac beag rainne,
Ach bratacha na bhFranncach os cionn mo leapan,
Is píce agam chun sáite.
III
Mó chúig céad slán chun dúiche m’athar,
‘Gus chun an oileáin ghrámhair,
Is chun buachaill na Cúlach os díobh nár mhiste,
In aimsir chasta an ghárda,
Ach anois ó táimse im chadhan bhocht dhealbh,
Imeasc na ndúichí fáin seo,
‘Sé mo chumha croí mar fuair mé an ghairm,
Bheith riamh im Spailpín Fánach.
IV
Is ró-bhreá is cuimhin liom mo dhaoine bheith sealad,
Thiar ag droichead Gháile,
Fé bhuaí, fé chaoraí, fé laoi bheaga gheala,
Agus capaill ann le h-áireamh,
Acht b’é toil Chríost é gur cuireadh sinn asta,
‘S go ndeaghamhar i leath ár sláinte,
‘S gurbh é bhris mo chroí i ngach tír dá rachainn,
“Call here, you Spailpín Fánach.”

TRADUZIONE INGLESE
I
I’ll never go again to Cashel(1),
Selling myself in hire,
selling my freedom by the Wall(2)
Sitting by the roadside.
Rude Boorish men from everywhere
Coming with their horses,
“come away with me the road is long”
the road of the wandering worker.
II
I will quit this itinerant laboring
Hiring myself out
Walking over night to early morning
Weary of endless journeying
I would not see a sickle in my hand for reaping
A flail for threshing nor a small spade handle
But rather, the colors of the French(3) flying over my head
And a pike(4) in my hand to thrust forth
III
Five hundred farewells to the land of my father
And to my beloved island
And to the boys of Coolagh(5), sure there was no harm in them
During the times we tangled with the Garda(6)
But now, since I am in my poor destitute cell
In the midst of my own native land, outcast
My heart is full of woe, that I ever go the calling
To be a wandering laborer
IV
I well remember my people were at one time, Over at the bridge at Gáil(7)
With cattle, with sheep, with little white calves And plenty of horses
But it was the will of God(8) that we were evicted And we were left with only our health And what broke my heart everywhere I went “Call here, you Spailpín Fánach(9)”

NOTE
*) in History of Ireland di Geoffrey Keating, Michael C. O’Laughlin
1) Cashel si trova nelle midlands meridionali d’Irlanda
2) credo si riferisca ai muri di una casa, come si direbbe in italiano traducendo più liberamente “un tetto sulla testa”
3) molti irlandesi piuttosto che servire sotto le armi degli Inglesi preferivano andare ad arruolarsi presso gli eserciti stranieri, dal 1691 al 1793 era inoltre precluso per legge l’arruolamento dei cattolici irlandesi nell’esercito inglese. Nel 1690 il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire il deposto re Giacomo II in Francia, e si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia. (the flighy of wild geese)
4) con le picche si armavano i soldati a piedi per arginare gli assalti della cavalleria creando una barriera di lance più elaborate nella punta. La picca venne sostituita più efficacemente dalla baionetta sul finire del 1600 e rimase nel Settecento l’arma dei ribelli o delle milizie perché richiedeva un addestramento più ridotto e semplificato rispetto al fucile e alla baionetta oltre che ad essere di più facile reperimento.
5) “buachaill na Cúlach”: la maggior parte delle traduzioni lascia il nome in Gaelico, in un sito ho trovato il termine Coolock (un sobborgo a Nord di Dublino): andando a indagare è emerso il nominativo di Coolagh (contea Galway) (qui)
6) probabile riferimento alla Ribellione Irlandese del 1641-1642. Nel 1641 il raccolto fu scarso e a causa della recessione vennero aumentati gli affitti della terra, la rivolta contro i coloni protestanti scoppiò nell’Ulster ma divampò con la formazione di un governo autonomo l’Irlanda confederata. Quando Oliver Cromwell invase l’Irlanda l’annientamento fu totale (1649)
7) Gáil, Gaillimh è il nome in gaelico di Galway, trova riscontro quindi anche il riferimento a Coolagh come paese originario del protagonista che si trova a poca distanza
8) anche in Irlanda a fine Ottocento sono scoppiate le lotte per la terra (Land War), configurate come un movimento di protesta contro il latifondo e la mezzadria. Solo nel 1879 esplose la cosiddetta questione agraria, sostenuta da una figura carismatica e illuminata, Charles Stewart Parnell (vedi).
9) l’uso del termine è in questo contesto chiaramente spregiativo: “spalpeen” è l’equivalente di “sfaticato”, “perdigiorno”, “mascalzone”.

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TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dal testo inglese)
I) Non andrò mai più a Cashel(1) a vendermi per un lavoro, a vendere la mia libertà per un riparo(2), seduto sul ciglio della strada, con rudi e rozzi uomini dappertutto che vengono con i loro cavalli “vieni via con me, lungo è il cammino”, il cammino del bracciante itinerante.
II) Non mi resta che questo lavoro itinerante che darmi al lavoro stagionale, per camminare tutta la notte fino al mattino presto, stanco di un viaggio senza fine. Eppure non vedrò una falce in mano per il raccolto, una frusta per la trebbiatura né una vanga corta ma piuttosto la bandiera della Francia(3) sventolare sulla mia testa e una picca(4) per sventrare.
III) Cinquecento addii alla terra di mio padre e alla mia amata isola e ai ragazzi di Coolagh (5) di certo non c’era niente di male in loro ai tempi in cui ci scontravamo con la polizia(6), ma ora che sono nella mia povera e miserabile solitudine, reietto dal centro della mia terra natia, con il cuore pieno di dolore, sempre sono alla ricerca di essere richiesto come bracciante itinerante.
IV) Mi ricordo bene come era la mia gente un tempo, oltre il ponte di Galway(7), con il bestiame, le pecore, i piccoli vitelli bianchi e un mucchio di cavalli di cui prendersi cura. Ma è per volontà di Dio(8) che siamo stati sfrattati e ci hanno lasciato solo con la nostra salute, e ciò che spezzava il cuore ovunque andassi “chiama qui, Spailpín Fánach(9) “

SECONDA VERSIONE
Questa versione è un po’ più confusa testualmente forse perchè mancante di qualche strofa (o più probabilmente perchè sono io a non cogliere il senso della traduzione), ma da quello che mi pare di capire si tratta di una versione comica
ASCOLTA Boys of the Lough in “Farewell and remember me” 1987
ASCOLTA Liadan in Traditional Music and Song 2007
I
Is Spailpin aerach tréitheach mise is bígí soláthar mná dhom,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mo lámha ar an gcéachta a’m i ndiaidh na gcapall
agus réapfainnse cnoic le fána.
II
Is an chéad lá in Éirinn dár liostáil mise, ó bhí mé súgach sásta,
Is an dara lá dár liostáil mise ó bhí mé buartha cráite,
Ach an tríú lá dár liostáil mise, thabharfainn cúig céad punt ar fhágáil,
Ach dtá dtugainn sin is ar oiread eile ní raibh mo phas le fáil agam.
III
Is mo chúig céad slán leat, a dhúthai m’athar, is leis an oileán grámhar,
Is leis an scata fear óg atá ‘mo dhiaidh ag baile a dhéanfadh cabhair orm in am an ghátair,
Tá Bleá Cliath dóite is tógfar Gaillimh, beidh lasair a’ainn ar thinte cnámha,
Beidh fíon agus beoir ar bord ag m’athair, sin cabhair ag an Spailpín Fánach.
IV
Agus bhí mise lá breá thíos i nGaillimh is chuaigh an abhainn le fána,
Bhi an breac is an eascainn is an beairtín slat ann is chuile ní dá bhreátha,
Bhí na mná óga ann muinte mánla is iad a bhí tanaí tláithdheas,
Ach dheamhan bean óg dár shuigh mise léi nach gcuirfinn an dubh ar a mbán di.
V
Agus b’fhaide liomsa lá a mbeinn i dteach gan charaid ná dhá bhliain déag is ráithe,
Mar is buachaillín aerach meanmach mise agus’ bhréagfainn an bhruinneall mhánla,
Is dhá bhean déag a bhí ag éad is ag iomaí liom, ag súil le tairfe mo láidhe,
B’é paidir na caillí nuair a théinn thar a’ táirseach,
‘Now behave your self, a Spailpín Fánach’.

TRADUZIONE INGLESE (non sono certa che questa traduzione rispecchi completamente il testo in gaelico che non è tra le mie lingue conosciute)
I
I am a happy, talented labourer
And everyone, provide women to me!
As I shake my seed twice in the Spring on the brow of the fallow land.
As I shake my seed twice in the Spring on the brow of the fallow land
My hands on the plow behind the horses
tearing down the slope of the hills.
II
The first day in Ireland(1) that I was enlisted, I was happy and well satisfied.
And the second day that I was enlisted, I was worried shaken.
But the third day that I was enlisted, I would have given five hundred pounds to leave,
And I would have gived that and anything else, but I was not able to get my pass.
III
And my five hundred farewells to you, my father’s district, and to the beloved island,
And to the crowd of young men behind me at home who’d help me in time of need,
Dublin is burnt away and Galway will be taken, we’ll have flames on bonfires,
My father will have wine and ale on his table, such a help to the Wandering Man.
IV
And one fine day I was down in Galway and the river was flowing down,
The trout and the eel and the pack of sticks were there and all such fine things,
The young women there were polite and gentle and they were slender, amiable and nice, But there wasn’t a young woman that I sat with that I didn’t tell her that black was white.
V
And I long for the day I’d be in a house without a sweetheart for twelve years and three months, For I am a lively spirited young fellow and I’d woo the gentle beauty,
And it was twelve women who were envying and contending for me,
all hoping to benefit from my spade,
It was the prayer of the old woman as I crossed the threshold,
‘Now behave your self, you Wandering Man’.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dal testo inglese)
I) Sono un allegro e abile bracciante stagionale sempre pieno di donne, così in Primavera spargo il mio seme due volte nella terra a maggese spingendo con le mani l’aratro, dietro ai cavalli sul pendio delle colline.
II) Cinquecento volte addio alla contea di mio padre, per sempre alla mia amata isola, alla folla di giovani uomini che ho lasciato dietro in città e che mi avrebbero aiutato nel momento del bisogno. Dublino è in fiamme, Galway è sorta in ribellione, accenderemo i falò e ci sarà vino e birra alla tavola di mio padre per sostenere il bracciante senza meta
III) Il primo giorno che ero arruolato in Irlanda ero felice e soddisfatto, il secondo giorno che ero arruolato ero tormentato, ma il terzo giorno che ero arruolato avrei dato 500 sterline per andarmene, avrei dato questo e quello ma non riuscivo a prendere il mio permesso.
IV) Una volta mentre ero a Galway il fiume correva per il pendio, c’erano trote e anguille e un sacco di pesci e ogni genere di creature viventi. C’erano giovani fanciulle ben svezzate e ed erano sinuose, gentili e belle e non c’era giovane donna con la quale non mi sarei seduto a mettere nero su bianco.
V) E desidero (vedere) il giorno che starò in una casa senza un’innamorata, per 12 anni e 3 mesi perchè io sono un vivace giovanotto abile a corteggiare le belle fanciulle. C’erano 12 donne gelose che erano in competizione per me tutte nella speranza del servizio della mia vanga; era la raccomandazione della vecchia mentre varcavo la soglia “Ora comportati bene, tu bracciante senza meta.”

FONTI
http://history1800s.about.com/od/irelandinthe1800s/ig/19th-Century-Ireland/Ireland-Farming.
htm
http://theseoservices.info/?p=188
http://songoftheisles.com/2014/01/13/an-spailpin-fanach/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2623
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52685 http://www.daltai.com/discus/messages/12465/13095.html?1100019164 http://thesession.org/discussions/26313
http://thesession.org/tunes/5760

THE GIRL I LEFT BEHIND ME

Aria molto popolare in Gran Britannia e Nord America, tuttavia se la melodia sia di origini irlandesi o inglesi non è ancora assodato. Sul versante inglese abbiamo chi asserisce che la melodia fosse già nota in epoca elisabettiana (Linscott in Songs of Old New England, 1939) o chi come Chappell fa risalire il brano al 1758. Alfred Moffat individua una somiglianza con la melodia irlandese “The Rose Tree in Full Bearing ” (in Minstrelsy of Ireland (1897, p. 14) – peraltro contesa tra inglesi, scozzesi e irlandesi. Una più indubbia identità è riscontrata nella melodia irlandese “The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer”) pubblicata a Dublino nel 1791.

Secondo Theodore Ralph la melodia era conosciuta in America già nel 1650 importata dall’Inghilterra con il titolo di “Brighton Camp”. Così si legge nelle note di accompagnamento alla registrazione su cilindo risalente al 1904 (qui) In the years before the American revolution, it was often played when a British naval vessel set sail or an army unit left for service abroad. “The Girl I Left Behind Me” was adopted by the Americans and has become a traditional army song especially associated with the Seventh Infantry [ovvero quello sterminato a Little Big Horne]. It was also a favorite with the troops at Fort Snelling in the 19th century. Even today it is played at the United States Military Academy at West Point as part of the medley for the cadet’s final formation for graduation.”

ASCOLTA la versione piffero e tamburi come marcetta dei battaglioni

L’abbinamento della melodia al testo “The Girl I Left Behind Me” risale agli inizi del 19° secolo. Così si legge nel Traditional Tune Archive (vedi) “the earliest corroborated citation for a printed version of the song is in Issue 72 of Charms of Melody (approximately 1805-6). There is a reference to the song in a songbook called The New Whim of the Night, or the Town and Country Songster for 1799 wherein there is a song entitled “The Girls we love so dearly” written by R. Rusted to the tune “The Girl I left behind me.” Kidson points to a printing of “Brighton Camp” with the “Girl I Left Behind Me” melody in the publication The Gentleman’s Amusement c. 1810, an English publication. Fuld (The Book of World-Famous Music: Classical, Popular and Folk) finds the melody under the same title in a Irish publication, Hime’s Pocket Book for the German Flute or Violin (Dublin, n.d., vol. III, p. 67), and asserts it is the earliest extent publication of the melody. He also notes that the song “Girl I Left Behind Me” appears in Bell’s Rhymes of the Northern Bards (1812). Kidson has a version from a musician’s manuscript book dating from around 1815, which he reprinted in Songs of the Georgian Period, (Moffat & Kidson). A published version under the title “Brighton Camp or The Girl I Left Behind Me” indicates that both titles were in currency for the melody and can be found in Riley’s Flute Melodies (New York, 1816), an American publication. “The Girl I Left Behind Me” appears in the music manuscript of Shropshire musician John Moore of c. 1837-1840.”

GUIDA ALL’ASCOLTO
Il brano è eseguito per lo più in forma strumentale e più diffusamente in America e Irlanda, in Inghilterra è una popolare Morris Dance (VIDEO)
ASCOLTA Uncle Earl in versione bluegrass (live 2006)

Di testi con lo stesso titolo se ne contano diversi qui vengono riportati solo quelli trovati in abbinamento con l’ascolto

LA VERSIONE IRLANDESE-INGLESE

Questa versione deriva dal testo più antico collezionato nella raccolta “The Charms of Melody“, Dublino c 1795-1810 (il volume è probabilmente andato in stampa nel 1805-6) (per la versione originale qui), così come riportato nel “Popular Music Of The Olden Time” Vol 2 di William Chappell (1855-56).
Il tema è quello della separazione dei due innamorati, il soldatino in partenza per la sua destinazione pronuncia i voti di fedeltà alla fidanzatina e si raccomanda al cielo perchè possa ritornare sano e salvo a casa.

ASCOLTA The Redcoats (strofe I(1) e II) Il brano però interpretato con un tempo più lento diventa, più coerentemente, la malinconica meditazione di un cuore spezzato: ecco quindi due versioni più lente
ASCOLTA Peter Webster (strofe da I a III)
ASCOLTA Mat Williams (strofe da I a IV)

I(1)
I’m lonesome since I crossed the hill
And o’er the moorland sedgy,
Such heavy thoughts my heart do fill,
Since parting with my Betsey(2).
I seek for one as fair and gay,
But find none to remind me
How sweet the hours I passed away
With the girl I left behind me.
II
O ne’er shall I forget the night,
The stars were bright above me
And gently lent their silvery light
When first she vowed to love me
But now I’m bound to Brighton camp
Kind heaven, then, pray guide me
And send me safely back again,
To the girl I left behind me.
III
Her golden hair in ringlets fair,
Her eyes like diamonds shining,
Her slender waist, her heavenly face,
That leaves my heart still pining.
Ye gods above oh hear my prayer,
To my beauteous fair to find me
And send me safely back again,
To the girl I left behind me.
IV
The bee shall honey taste no more,
The dove become a ranger,
The falling waters cease to roar,
Ere I shall seek to change her
The vows we’ve made to heav’n above
Shall ever cheer and bind me
In constancy to her I love,
The girl I left behind me.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I(1)
Sono solo da quando ho superato la collina e per la brughiera ricoperta d’edera, pensieri così tristi riempiono il mio cuore; dopo che mi sono separato da Betsy(2) nessuna è così bella e gaia da farmi tornare in mente quelle dolci ore che ho passato con la ragazza che ho lasciato dietro di me
II
Mai più dimenticherò questa notte le stelle che brillavano sopra di me e gentilmente offrivano la loro luce d’argento, quando per la prima volta mi giurò il suo amore, ma adesso sono in partenza per il campo di Brighton, “Buon Dio allora, ti prego guidami e rimandami indietro salvo dalla ragazza che ho lasciato dietro di me”
III
I suoi capelli dorati cadono in riccioli belli, i suoi occhi (sono) come diamanti che brillano, la sua vita sottile, il suo viso celestiale di cui il mio cuore ha nostalgia oh Dio dei cieli, ascolta la mia supplica, di ritrovare la mia bellissima amata e rimandarmi indietro salvo dalla ragazza che ho lasciato dietro di me
IV
L’ape non assaggerà più il miele la colomba diventerà cacciatore le cascate smetteranno di muggire prima che io cesserò di amarla; per i voti che ci siamo scambiati in nome del cielo, sempre mi rallegrerò e mi legherò alla ragazza che sempre amerò, la ragazza che ho lasciato dietro di me

NOTE
1) strofa alternativa: I’m lonesome since I crossed the hill, And o’er the moor and valley, Such grievous thoughts my heart do fill, Since parting with my Sally I seek no more the fine or gay, For each does but remind me How swift the hours did pass away, With the girl I left behind me.
2) in Rhymes of Northern Bards (1812) Blyth Camps (or The Girl I Left Behind Me) -pg 84, il verso diventa: I’m lonesome since I left Blyth camps, And o’er the moor that’s sedgy, With heavy thoughts my mind is filled, Since I parted with my Betsy.”

Girl I

LA VERSIONE AMERICANA DURANTE LA GUERRA DI SECESSIONE

Questa particolare versione era popolare dalla truppe di entrambi gli eserciti durante la Guerra di secessione americana. Il testo è stata scritto dal poeta, scrittore e cantautore irlandese Samuel Lover (1797-1868), egli fece una tournè negli Stati Uniti (1846-8) presentando il suo spettacolo “Irish Evenings” (o Irish Nights) in cui era inclusa anche questa canzone.

ASCOLTA Raymond Dixon, 1914
I
The hour was sad I left the maid,
A ling’ring farewell taking;
Her sighs and tears my steps delayed,
I thought her heart was breaking;
In hurried words her name I blessed,
I breath’d the vows that bind me,
And to my heart in anguish pressed
The girl I left behind me.
II
Then to the East(1) we bore away,
To win a name in story,
And there where dawns the sun of day,
There dawned our sun of glory;
Both blazed in noon on al ma’s height(2),
Where in the post assigned me,
I shared the glory of that fight,
Sweet girl I left behind me.
III
Full many a name our banners bore,
Of former deeds of daring,
But they were days of Seventy-Six(3),
In which we had no sharing;
But now our laurels freshly won,
With the old ones shall entwined be,
Still worthy of our sires each son,
Sweet girl I left behind me.
IV
The hope of final victory,
Within my bosom burning,
Is mingling with sweet thoughts of thee,
And of my fond returning;
But should I ne’er return again,
Still worth thy love thou’lt find me,
Dishonor’s breath shall never stain
The name I’ll leave behind me.”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
 La triste volta che lascia la ragazza prendemmo un addio che sembrava non finire i suoi singhiozzi e le lacrime rallentavano i miei passi e credetti che il suo cuore si sarebbe spezzato; con parole frettolose benedissi il suo nome e sussurrai i voti che mi legavano, con il cuore pressato dall’angoscia, alla ragazza che ho lasciato indietro.
 Poi a Est(1) siamo partiti, per vincere un nome nella storia, e là dove spunta il sole del giorno, là spunta il nostro sole della gloria; dove sia ardente a mezzogiorno alla massima altezza il posto a me assegnato, ho condiviso la gloria di quella lotta, bella ragazza che ho lasciato indietro.
 Assai nomi i nostri stendardi portano di passati atti di coraggio, ma erano i giorni del 76(3) che non abbiamo condiviso; adesso i nostri allori appena vinti, con i vecchi potremo intrecciare finchè sia degno dei nostri padri ciascun figlio, bella ragazza che ho lasciato indietro.
 La speranza nella vittoria finale bruciante nel mio petto, si confonde con i dolci pensieri di te e del mio desiderato ritorno, ma che io non possa mai ritornare finchè io non abbia meritato il tuo amore, tu non troverai mai la macchia del disonore sul nome che ho lasciato indietro.

NOTE
1) ovviamente per il federati la meta è il “South”
2) on Freedom’s height
3) l’anno della guerra d’indipendenza americana 1776

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/popular-music-olden-times-2/popular-music-of-olden-times2%20-%200708.htm
http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Girl_I_Left_Behind_Me.htm http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=2258 http://thesession.org/tunes/5418
http://www.irishmusicdaily.com/girl-i-left-behind-me-lyrics-and-chords https://archive.org/details/thegirl1904 http://tunearch.org/wiki/Girl_I_Left_Behind_Me_(1)_(The) http://tunearch.org/wiki/Talk:Girl_I_Left_Behind_Me_(1)_(The) http://tunearch.org/wiki/Brighton_Camp
http://www.myleskeogh.org/2009/11/girl-i-left-behind-me.html http://www.irishsongs.com/lyrics.php?Action=view&Song_id=133 https://www.acousticmusicarchive.com/the-girl-i-left-behind-me-brighton-camp-chords-lyrics
http://www.classic-rocks.com/english-irish-folk-music/the-girl-i-left-behind-me.html#origin
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=2259 http://www.80thindiana.net/hist/80grleft.htm http://sheetmusicpoint.com/collections/i/the-ideal-home-music-library/g/the-girl-i-left-behind-me.pdf

ILLUSTRAZIONE
Walter Crane

CLAYMORES FIGHTING UNDER THE MOONLIGHT, THE BATTLE OF OTTERBURN

Child ballad # 161

Una battaglia nel Border  in un oscuro medioevo teatro di continue scorrerie tra Scozia e Inghilterra (siamo nel 1388) in cui Sir James Douglas, secondo conte di Douglas condusse diversi clan scozzesi alla vittoria contro le truppe inglesi comandate da Henry “”Hotspur” Percy figlio del conte di Northumberland.
Il resoconto della battaglia narrato come ballata, si ritrova su manoscritto solo a partire dal 1550, riportato poi più volte nei broadsides e stampato nelle maggiori raccolte settecentesche, fino a essere ripreso da sir Walter Scott nel suo Minstrelsy of the Scottish Border (1833).

il Conte Douglas

Il conte Douglas era un personaggio influente nel Border, sposato niente meno che con la Principessa Isabella Bruce una delle figlie di Re Roberto II di Scozia.
Una teoria ipotizza si trattasse di una ripresa delle ostilità contro l’Inghilterra con due eserciti scozzesi uno diretto verso il Cumberland e l’altro verso il Northumberland che dovevano convergere verso Carlise.

LA BATTAGLIA DI OTTERNBURN

L’incursione contro il porto di Newcastle, stava però per concludersi in una razzia sulla strada del ritorno, quando il gruppo degli scozzesi fu sorpreso di notte dagli Inglesi al loro inseguimento.
La battaglia si svolse al chiar di luna  in una grande confusione, un feroce corpo a corpo, con gli Scozzesi che riuscirono a riarmarsi e a spingere le truppe inglesi verso un crepaccio. All’alba l’esercito inglese iniziò a ritirarsi in disordine e Hotspur (=lo sperone infernale) con il fratello venne fatto prigioniero da Sir John Montgomery. Il conte Douglas morì durante la battaglia e il suo cadavere venne rinvenuto solo al mattino, depredato dell’armatura e con una profonda ferita al collo.

La kilometrica ballata è spesso abbreviata dagli interpreti moderni (contrariamente al passato in cui invece le ballate si dipanavano oltre alla quarantina di strofe e servivano a intrattenere il pubblico per un buon quarto d’ora e più!!)

Tony Cuffe in  “When I First Came to Caledonia” 1994 (da I a III e da V a VIII )

ASCOLTA The Corries -Lammas Tide (strofe da I a VII)


I
It fell aboot the Lammas-tide
when muir men win their hay
The doughty Douglas bound him ride tae England tae catch a prey
He’s ta’en the Gordons
and the Graemes and the Lindsays light and gay
The Jardines would not wi’ him ride, they rue it tae this day
II
And he has burnt the dales o’ Tyne
and hairried Bambroughshire
The Otterdale he’s burnt it hale
and set it a’ on fire
And he rade up tae Newcastle
and rode it roond aboot
Sayin’, “Wha’s the laird(1) o’ this castle, and wha’s the lady o’t?”
III
Then up spake proud Lord Percy then, and oh but he spak’ high
“I am the lord o’ this castle,
my wife’s the lady gay”
“If thou’rt the lord o’ this castle,
sae weel it pleases me
For ere I cross the border fells
the tane(2) o’ us shall dee”
IV
He took a lang spear in his hand
shod wi’ the metal free(4)
For to meet the Douglas
there he rade right furiouslie
But Oh how pale his lady
looked frae aff the castle wa’
When doon before the Scottish spear she saw proud Percy fa’(5)
V
They lichted(6) high on Otterburn upon the bent(7) sae broon
They lichted high on Otterburn
and threw their broadswords doon
But up there spoke a bonnie boy before the break o’ dawn
Sayin’, Wake ye now, my good lords a’, Lord Percy’s near at han’
VI
When Percy wi’ the Douglas met
I wat(8) he was fu’ fain
They swappit swords and sair(9)
they swat, the blood ran doon between
But Percy wi’ his good broadsword that could sae sharply wound
Has wounded Douglas on the brow till he fell tae the ground
VII
“Oh, bury me ‘neath the bracken bush that grows by yonder brier
Let never a living mortal ken
that Douglas he lies here”
They’ve lifted up that noble lord
wi’ the salt tear in their e’e
They’ve buried him ‘neath
the bracken bush that his merry men might not see
VIII
When Percy wi’ Montgomery met that either of other were fain
They swappit swords and sair they swat, the blood ran doon like rain
This deed was done at Otterburn before the break of day
Earl Douglas was buried
at the bracken bush(11)
and Percy led captive away
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Fu a Lammas (1 agosto)
quando gli uomini delle pianure tagliavano il fieno,
il valoroso Douglas partì a cavallo
per una razzia in Inghilterra;
aveva preso i Gordons e i Graemes
e i Lindsay leggiadri e gai,
ma i Jardiners non andarono con loro e si rammaricano ancora oggi!
II
Ha bruciato le valli del Tyne
e saccheggiato la contea di Bambrough, l’Otterdale ha messo a ferro e fuoco
ed è piombato su Newcastle
e ci ha girato tutt’ intorno
dicendo “Chi è il Laird(1) di questo castello e chi ne è la Lady?
III
Allora gridò forte l’orgoglioso Lord Percy e come parlò chiaro
Io sono il Lord di questo castello
e mia moglie è la bella Lady

“Se voi siete il Lord di questo castello,
allora accontentatemi

poiché ho attraversato il confine
e uno di noi due deve morire

IV (3)
Prese in mano una lunga lancia
rivestita di ferro,
per incontrare il Douglas
dritto là corse con furia,
ma oh come pallida la sua dama
sembrava dalle mura del castello,
quando vide sotto la lancia scozzese
la caduta dell’orgoglioso Percy (5)
V
(Gli scozzesi) si accamparono più a nord
a Otterburn sull’erba riarsa,
si accamparono più a nord
a Otterburn  e posarono le loro spade ,
ma così parlò un ragazzo
prima dell’alba dicendo
Alzatevi ora miei bravi Lords,
Lord Percy è qui vicino

VI
Quando Percy si scontrò con Douglas
(si sa che) era pieno di bramosia, estrassero le spade e colpirono con furore, il sangue scorreva
tra loro,
ma Percy con la sua buona spada
che sapeva dare ferite mortali,
ferì Douglas sulla fronte
finchè  cadde a terra (10)
VII
Seppellitemi sotto il cespuglio di felci
che cresce tra i rovi

in modo che nessun mortale sappia
che Douglas qui giace.

Hanno alzato quel nobile lord
con le lacrime agli occhi
e lo hanno seppellito sotto al cespuglio di felci in modo che i suoi compagni non potessero vedere.
VIII
Quando Percy con Montgomery si scontrò, l’un l’altro erano bramosi,
estrassero le spade e colpirono con furore, il sangue scorreva come pioggia.
Così accadde a Otterburn
prima dello spuntar del giorno,
il Conte Douglas fu sepolto(11)
presso il cespuglio di felci
e Percy fu catturato.

NOTE
1) il termine Laird è tipicamente scozzese per indicare un capo, non un Lord che è di rango superiore (per terre e titolo)
2) tane = one
3) nel duello James riesce a prendere lo stendardo di Henry Percy , vicenda è riportata da Froissart (Chroniques, Buchon, XI, 362 ss, cap. 115 ss) si stralcia una sintesi della cronaca da qui “.. they divided their army, directing the main body towards Carlisle, under command of Archibald Douglas, of the Earl of Fife, son of the king, and many other nobles, while a detachment of three or four hundred picked men-at-arms, supported by two thousand stout fellows, partly archers, all well mounted, and commanded by James, Earl of Douglas, the Earl of March and Dunbar, and the Earl of Murray, were to strike for Newcastle, cross the river, and burn and ravage the bishopric of Durham. The eastern division (with which alone we are concerned) carried out their program to the letter. They advanced at speed, stopping for nothing, and meeting with no resistance, and the burning and pillaging had begun in Durham before the Earl of Northumberland knew of their arrival. Fire and smoke soon showed what was going on. The earl dispatched his sons Henry and Ralph Percy to Newcastle, where the whole country rallied, gentle and simple; he himself remaining at Alnwick, in the hope of being able to enclose the Scots, when they should take the way north, between two bodies of English. The Scots attained to the very gates of Durham; then, having burned every unfortified town between there and Newcastle, they turned northward, with a large booty, repassed the Tyne, and halted at Newcastle. There was skirmishing for two days before the city, and in the course of a long combat between Douglas and Henry Percy the Scot got possession of the Englishman’s pennon. This he told Percy he would raise on the highest point of his castle at Dalkeith; Percy answered that he should never accomplish that vaunt, nor should he carry the pennon out of Northumberland. ‘Come then to-night and win it back,’ said Douglas; ‘I will plant it before my tent.’ It was then late, and the fighting ceased; but the Scots kept good guard, looking for Percy to come that very night for his pennon. Percy, however, was constrained to let that night pass.
4) metal free: se ho capito bene è metallo non in lega
5) si saltano un bel po’ di strofe , gli Scozzesi levano le tende di un assedio raffazzonato e si ritirano verso il confine “The Scots broke up their camp early the next morning and withdrew homewards. Taking and burning the tower and town of Ponteland on their way, they moved on to Otterburn, thirty miles northwest from Newcastle, where there was a strong castle or tower, in marshy ground, which they assailed for a day without success.” Froissart riferisce che sia Douglas che Percy erano ossessionati dalla sfida e che Percy corse dietro alle truppe scozzesi appena venne a conoscenza, tramite i suoi informatori, che non si trattava di un grande esercito (appena poco più che tremila uomini riferirono le spie, in realtà erano seimila) “Some of the Scots knights were supping, and more were asleep (for they had had hard work at the assault on the tower, and were meaning to be up betimes to renew the attack), when the English were upon the camp, crying, Percy! Percy! There was naturally great alarm. The English made their attack at that part of the camp where, as before said, the servants and foragers were lodged. This was, however, strong, and the knights sent some of their men to hold it while they themselves were arming. Then the Scots formed, each under his own earl and captain. It was night, but the weather was fair and the moon shining. The Scots did not go straight for the English, but took their way along by the marshes and by a hill, according to a plan which they had previously arranged against the case that their camp should be attacked. The English made short work with the underlings, but, as they advanced, always found fresh people to keep up a skirmish. And now the Scots, having executed a flank movement, fell upon their assailants in a mass, from a quarter where nothing was looked for, shouting their battle-cries with one voice. The English were astounded, but closed up, and gave them Percy! for Douglas! Then began a fell battle. The English, being in excess and eager to win, beat back the Scots, who were at the point of being worsted. James Douglas, who was young, strong, and keen for glory, sent his banner to the front, with the cry, Douglas! Douglas! Henry and Ralph Percy, indignant against the earl for the loss of the pennon, turned in the direction of the cry, responding, Percy! Knights and squires had no thought but to fight as long as spears and axes would hold out. It was a hand-to-hand fight; the parties were so close together that the archers of neither could operate; neither side budged, but both stood firm. The Scots showed extraordinary valor, for the English were three to one; but be this said without disparagement of the English, who have always done their duty.”
6) lichted = set down, camped;
7) bent = grass
8) wat = know
9) sair = sore
10) la lotta tra i due capi è solo un abbellimento del cronista, ma nessuno seppe con certezza di come andò, il cadavere del conte James Douglas venne trovato solo al mattino, depredato dell’armatura e con una profonda ferita al collo.
11) in realtà Il suo corpo venne riportato in Scozia e sepolto nella tomba di famiglia nell’abbazia di Melrose.

earl of douglas
Trasporto del corpo del conte Douglas dopo la battaglia di Otterburn

La stessa storia viene narrata nella ballata intitolata Chevy Chase che Child classifica al numero 162, la versione più antica risale al 1430 (detta anche The Hunting of Cheviot) mentre quella tramandata dalla tradizione orale è stata probabilmente scritta in inglese moderno nel 1620. Una grande battuta di caccia sulle Cheviot Hills organizzata da Henry “”Hotspur” Percy viene scambiata dal Conte Dougles come un tentativo di aggressione e il conte decide di dare battaglia. I due eserciti si scontreranno a Ottenburg.

Al momento non ho trovato file audio per l’ascolto

FONTI
http://www.glasgowguide.co.uk/wjmc/itfellab.shtml http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_161 http://mysongbook.de/msb/songs/b/batotter.html
http://www.thesonsofscotland.co.uk/thebattleofotterburn1388.htm http://www.chevychasehistory.org/chevychase/naming-chevy-chase http://chivalry.com/cantaria/lyrics/otterburn.html http://www.luminarium.org/medlit/medlyric/chevychase.htm http://tunearch.org/wiki/Annotation:Chevy_Chase http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C162.html

BONEY WAS A WARRIOR

Una sea shanty nata inizialmente come street ballad sulle guerre napoleoniche: Napoleone incarnò le speranze d’indipendenza e le istanze rivoluzionarie delle popolazioni europee e delle Colonie americane (Irlanda in testa); amato dagli strati più poveri come dagli intellettuali è l’eroe romantico per eccellenza, nella sua grandezza e nella sua caduta. Oggi più nessuno parteggia per Napoleone ma due secoli prima gli animi si infiammavano per lui !!

Napoleone Bonaparte

IL MITO

“La figura di Napoleone era considerata una delle più controverse della storia europea e intorno ad essa si alternavano elogi e critiche: gli elogi per il soldato ambizioso che, grazie al suo genio era riuscito a raggiungere le più alte vette del potere e diffondere in tutta Europa le idee innovatrici della Rivoluzione francese, mentre le critiche si rivolgevano al conquistatore sanguinario che aveva riempito il continente di campi di battaglia e instaurato un regime di stampo dittatoriale. Ammirato o detestato, eroe o mostro Napoleone era comunque ritenuto un essere d’eccezione che andava oltre il personaggio storico per diventare un mito da cui scaturivano due concezioni opposte note come légende dorée e légende noire. (tratto da qui)

LA VERSIONE SEA SHANTY

Scrive AL Lloyd “A short drag shanty. These simple shanties were uses when only a few strong pulls were needed, as in boarding tacks and sheets and bunting up a sail in furling, etc. Boney was popular both in British and American vessels and in one American version Bonaparte is made to cross the Rocky Mountains.” Così ci sono moltissime versioni testuali che tutte tratteggiano le vittorie e le sconfitte di Napoleone in pochi versi. La melodia riprende il canto marinaresco bretone “Jean François de Nantes” (con testo in francese)
C’est Jean François de Nantes OUE, OUE, OUE
Gabier sur la fringante Oh mes bouées Jean François
(continua qui)

ASCOLTA Paul Clayton


Boney(1) was a warrior, Wey, hay, yah
A warrior, a tarrier(2),
John François
Boney fought the Prussians, –
Boney fought the Russians.
Boney went to Moscow,
across the ocean across the storm
Moscow was a-blazing
And Boney was a-raging.
Boney went to Elba
Boney he came back again.
Boney went to Waterloo
There he got his overthrow.
Boney he was sent away
Away in Saint Helena
Boney broke his heart and died
Away in Saint Helena
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Napo(1) era un guerriero,
un guerriero, un mastino(2)
John François
Bonaparte ha combattuto i prussiani
Bonaparte ha combattuto i russi,
Bonaparte è andato a Mosca attraverso l’oceano e la tempesta, Mosca bruciava
e Bonaparte era infuriato.
Bonaparte è andato all’Elba
e poi è ritornato di nuovo:
Bonaparte è andato a Waterloo
ed è stato rovesciato,
Bonaparte è stato mandato via,
lontano a Sant’Elena
a Bonaparte si è spezzato il cuore ed è morto, lontano a Sant’Elena

NOTE
1) Boney equivalente al nostro diminutivo Napo per Napoleone. L’origine del nome è incerta potrebbe voler dire “il Leone di Napoli”, il primo nome illustre fu quello del Cardinale Napoleone Orsini (ai tempi di papa Bonifacio VIII)
2) terrier = mastino (e richiama il termine francese terrien nella sea shanty “Jean-François de Nantes”) storpiato anche in Jonny Franswor! Citazione del canto marinaresco bretone
Jean-François de Nantes
Marin de la Sémillante
Ne doit pas se priver de rien
C’est bon pour un terrien

.. e la versione punk-rock con qualche immagine comica!
ASCOLTA Jack Shit in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, 2006


Boney(1) was a warrior
A warrior a terrier(2)
Boney beat the Prussians
The Austrians, the Russians
Boney went to school in France
He learned to make the Russians dance
Boney marched to Moscow
Across the Alps through ice and snow
Boney was a Frenchy man
But Boney had to turn again
So he retreated back again
Moscow was in ruins then
He beat the Prussians squarely
He whacked the English nearly
He licked them in Trafalgar’s Bay(3)
Carried his main topm’st away
Boney went a cruising
Aboard the Billy Ruffian(4)
Boney went to Saint Helen’s
He never came back again
They sent him into exile
He died on Saint Helena’s Isle
Boney broke his heart and died
In Corsica he wished he stayed
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Boney(1) era un guerriero
un guerriero, un mastino(2)
Boney sconfisse i Prussiani
gli Austriaci e i Russi
Boney andò a scuola in Francia
e imparò a fare il ballo russo
Boney marciò su Mosca
attraversò le Alpi in mezzo al ghiaccio e alla neve
Boeny era un francese
eppure Boney dovette di nuovo rigirarsi
così si ritirò ancora
Mosca era in rovina allora
egli vinse i Prussiani in un sol colpo
e quasi sconfisse gli Inglesi
li bastonò nella Baia di Trafalgar(3)
e portò via l’albero di maestra
Boney andò in crociera
a bordo del Billy Ruffian(4)
Boney andò a Sant’Elena
e non è mai più tornato.
Lo mandarono in esilio
e morì nell’isola di Sant’Elena
a Boney gli si spezzò il cuore e morì
in Corsica avrebbe preferito restare

NOTE
3) La battaglia di Trafalgar vedeva gli Inglesi in inferiorità numerica ma la manovra anticonvenzionale di Nelson (una posizione detta in gergo militare a T) spiazzò lo schieramento nemico disposto su una lunga fila (l’ottimo approfondimento in vedi), l’unico colpo inferto dai francesi fu la morte di Nelson.  l’Inghilterra era una potenza navale ineguagliabile per i Francesi e gli Spagnoli, così Napoleone rinunciò all’invasione della Gran Bretagna che diventò la padrona dei mari fino alla prima guerra mondiale
4) la nave che portò Napoleone in esilio su Sant’Elena era Bellerephon ma il nome veniva storpiato in Billy Ruffian o Billy Ruff’n dai suoi marinai non abbastanza colti da apprezzare i riferimenti alla mitologia greca.

LA VERSIONE FRANCESE

ASCOLTA Les Naufragés live

C’est Jean-François de Nantes
Oué, oué, oué,
Gabier de la Fringante
Oh ! mes bouées, Jean-François
Débarque de la campagne
Fier comme un roi d’Espagne
En vrac dedans sa bourse
Il a vingt mois de course
Une montre, une chaîne
Qui vaut une baleine
Branl’bas chez son hôtesse
Carambole et largesses
La plus belle servante
L’emmène dans la soupente
En vida la bouteille
Tout son or appareille
Montre et chaîne s’envolent
Attrape la vérole
A l’hôpital de Nantes
Jean-François se lamente
Et les draps de sa couche
Déchire avec sa bouche
Il ferait de la peine
Même à son capitaine
Pauvr’ Jean-François de Nantes
Gabier de la Fringante.

FONTI
https://anglofolksongs.wordpress.com/2015/08/17/boney-was-a-warrior/
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/boney.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/boney.html http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/boneywas.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=84540 http://www.mustrad.org.uk/articles/french.htm

THE BONNY BUNCH OF ROSES

Anche nota come “Bonaparte’s Retreat“, è una canone popolare inglese o irlandese di origini ottocentesche ancora riproposta ai giorni nostri.

Così riporta A.L. Lloyd nel suo LP English Street Songs. 1956: “This ballad was an extremely popular broadside in the earlier days of the 19th century all over England, Scotland and Ireland. Note the unmistakable air of sympathy for the downfall of the “bold Corsican.” Perhaps this ballad began its life in Ireland; be that as it may, it certainly was an important item in the repertoire of native English street singers, and the back-street audiences found nothing amiss in the singers’ attitude to the enemy of their country. Perhaps, like Beethoven, the English commoners had once regarded Napoleon as a possible liberator from oppression and misery, and were sad rather than angry when this turned out to be an error. Some say the bunch of roses symbolises England, Scotland and Ireland; others that it is a metaphor for the red-coated British Army.”

napoleoneIIUna conversazione immaginaria tra il giovane Napoleone II (1811-1832) e la madre Maria Luisa, la seconda moglie di Napoleone Bonaparte. Il figlio minaccia di “sollevare un terribile esercito” e di affermare il suo potere, ma in realtà si trova in punto di morte (morì di tisi a Vienna poco più che ventenne, il 22 luglio 1832).
Il giovane Bonaparte (incoronato re di Roma alla nascita) lasciò Parigi a quattro anni e trascorse il resto della sua breve vita a Vienna, “ostaggio” degli Asburgo, gli venne pure preferito il nome in Francesco Giuseppe Carlo (diminutivo “Franzchen”) e fu nominato duca di Reichstadt.

Furono i poeti romantici a creare il mito del pallido e triste adolescente ” morto solitario e ignorato in una corte fredda e formale come quella austriaca, e a trasformarlo nel simbolo fatale di quella generazione perduta cantata da Musset come “enfants du siècle”. (tratto da qui)

La canzone è filo-bonapartista e i più sono portati a credere che l’origine sia irlandese essendo stato Napoleone uno degli eroi del nazionalismo irlandese. Della canzone si hanno molte versioni testuali la più antica trascrizione (anche con la melodia) si trova in “Tradition Ballad Airs” di William Christie (1881), la versione irlandese tuttavia prende come melodia quella più antica detta “An beinsin luachra” (The little bench of rushes) riportato già da Edward Bunting alla fine del Settecento

ASCOLTA “An beinsin luachra” Crubeen
ASCOLTA “Bonaparte’s Retreat”, Aly Bain
ASCOLTA Colm Walsh 1965
ASCOLTA Fireport convention 1970
ASCOLTA June Tabor & Oysterband qui manca l’ultima strofa in cui il figlio annuncia la sua imminente morte

I
By the margin of the ocean one pleasant morning in the month of June
The charming singing blackbird his cheerful notes did sweetly tune
It was there I spied a woman all overpowered by grief and woe
Conversing with young Bonaparte concerning the Bonny Bunch of Roses o
II
Then up spoke young Napoleon as he took hold of his mother’s hand
Saying “Mother dear, be patient, for soon it’s I will take command
I will raise a terrible army and through tremendous dangers go
And in spite of all the universe, I’ll conquer the Bonny Bunch of Roses o”
III
“When first you saw great Bonaparte you fell down on your bended knee
You begged your father’s life of him(1) and he granted it right manfully
And then he took an army and o’er the frozen Alps did go
He said I’ll conquer Moscow and come back for the Bonny Bunch of Roses o
IV
“He took five hundred thousand men and kings likewise to join his throng
He was so well provided for, enough to sweep the world along
But when he came to Moscow, he was overpowered by driving snow
And Moscow was a-blazing(2) and he lost the Bonny Bunch of Roses o
V
So son don’t speak so venturesome for England she has a heart of oak(3)
And England, Ireland, Scotland, their unity has never been broke
And now think on your father, in St Helena his body lies low
And you may follow after, so beware of the Bonny Bunch of Roses o”
VI
“Adieu, adieu forever, now I bow my youthful head
Had I lived I might have been clever(4), but now I lie on my dying bed
And as the waters do flow and the weeping willows over me grow
The name of brave Napoleon will enshrine(5) the Bonnie Bunch of Roses, O.”
NOTE
1) Francesco II d’Asburgo-Lorena la figlia, appena diciottenne, nel 1810 venne data in sposa a Napoleone, per suggellare la pace di Vienna tra Francia e Austria.
2) ben pochi soldati ritornarono in Francia, nella strofa la madre contrappone la disfatta della campagna di Russia per dissuadere il figlio
3) si riferisce alla potente flotta navale della Gran Bretagna con la quale la Francia non poteva competere
4) qui il figlio sembrerebbe accettare il monito della madre dicendo che se avesse potuto continuare a vivere sarebbe stato più furbo del padre: vuol dire che avrebbe messo da parte le smanie di grandezza o che sarebbe stato migliore stratega del padre?
5) l’immagine della sepoltura lacrimata è molto “romantica” ribadita dall’acqua e dai salici ma qui è il ricordo di Napoleone (padre) che sarà custodito (perchè prezioso ammirato) dal Bel Mazzo di Rose

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Sulle sponde dell’oceano,
una bella mattina, nel mese di giugno,
il merlo piacevole cantore, le sue note affascinanti modulava dolcemente
là ho scrutato una donna che si lamentava con dolore e rimpianto,
parlando con il giovane Bonaparte
del Bel Mazzo di Rose
II
Così parlò il giovane Napoleone,
mentre prese la mano della madre: –
“Oh, cara madre sii paziente,
perchè presto prenderò il comando e solleverò un terribile esercito,
è andrò incontro ai pericoli,
e a dispetto di tutto l’universo,
conquisterò il Bel Mazzo di Rose
III
La prima volta che hai visto il grande Bonaparte sei caduta in ginocchio,
e pregato per la vita di tuo padre(1) e lui ti ha concesso il suo bene virilmente
e poi ha preso un esercito in armi ed è andato sulle Alpi gelate dicendo
“io conquisterò Mosca e ritornerò per il Bel Mazzo di Rose”
IV
“Ha preso 500.000 uomini e allo stesso modo i re per unirsi alle sue schiere,
era così ben provvisto, abbastanza per spazzare il mondo da solo,
ma quando andò a Mosca fu sopraffatto dalla marcia nella neve e Mosca era in fiamme(2) e lui perse il Bel Mazzo di Rose”
V
Così figlio, non parlare di avventure;
perchè l’Inghilterra ha un cuore di quercia(3);
e Inghilterra, Scozia e Irlanda,
la loro unità non è mai stata spezzata
e ora pensa a tuo padre, a Sant’Elena il suo corpo giace nella polvere
e tu potresti fare la stessa fine, così stai attento al Bel Mazzo di Rose”
VI
«addio, addio per sempre,
ora piego la mia giovane testa,
se avessi vissuto sarei stato bravo(4)
ma ora giaccio nel mio letto di morte
e mentre le acque fluiscono e i salici piangenti su di me crescono
il nome del coraggioso Napoleone custodirà(5) il Bel Mazzo di Rose ”
FONTI
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5951 http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5955 http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thebonnybunchofroses.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/39.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/35.html
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=723 http://tunearch.org/wiki/Bonny_Bunch_of_Roses_(2)_(The) http://thesession.org/tunes/2080 http://againstthemodernworld.blogspot.it/2008/03/bonapartes-retreat.html