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Una canto irlandese tradizionale molto probabilmente originario del Donegal, di cui per una sola melodia sono state scritte diverse versioni testuali, che pur trattando lo stesso tema non si possono considerare come varianti.

Già alla fine del 1800 P. W. Joyce lo riporta nella sua raccolta “Ancient Irish Music” per poi ripubblicarlo nel 1909, così scrive “This air, and one verse of the song, was published for the first time by me in my Ancient Irish Music, from which it is reprinted here. It was a favourite in my young days, and I have several copies of the words printed on ballad-sheets“.


Una melodia tipicamente irish diffusa tra i traveller già alla fine del 1700, oggi si conosce con diversi titoli: Shamrock shore, Erin Shore (ASCOLTA versione strumentale del gruppo irlandese The Corrs in Forgiven, Not Forgotten 1995), Lough Erin Shore (ASCOLTA la versione strumentale sempre dei Corrs in Unpluggesd 1999), Gleanntáin Ghlas’ Ghaoth Dobhair, Gleanntan Glas Gaoith Dobhair ovvero The Green Glens Of Gweedor (con testo scritto da Francie Mooney) (vedi)

Così con il titolo di Shamrock shore compare in diversi broadsides databili tra il 1819 e il 1844


ASCOLTA Horslipe

In early spring when small birds sing and lambkins sport and play,
My way I took, my friends forsook, and came to Dublin quay;
I enter’d as a passenger, and to England I sailed o’er;
I bade farewell to all my friends, and I left the shamrock shore.
To London fair, I did repair some pleasure there to find
I found it was a lovely place, and pleasant to mine eye
The ladies to where fair to view,
and rich the furs they wore
But none I saw, that could compare to the maids of the shamrock shore…

All’inizio della primavera quando gli uccellini cantano e gli agnellini si divertono e giocano, presi la mia strada e abbandonai gli amici per andare al molo di Dublino. Mi imbarcai come passeggero e lasciai l’Inghilterra, dissi addio a tutti i miei amici e lasciai la spiaggia del trifoglio. Nella bella Londra mi recai per cercare del divertimento, ho trovato un posto bel posto e piacevole ai miei occhi, belle donne da guardare con indosso delle costose pellicce, ma niente vidi che si sarebbe potuto paragonare alla fanciulle della costa del trifoglio

Ancora P. W. Joyce in Old Irish Folk Music (1909) riporta il seguente testo
“Ye muses mine, with me combine and grant me your relief,
While here alone I sigh and moan, I’m overwhelmed with grief:
While here alone I sigh and moan far from my friends and home;
My troubled mind no rest can find since I left the Shamrock shore.”


songsofadonegalman_12ts257The common Paddy’s Green Shamrock Shore was first sung on an EFDSS LP(1969) by Packie Manus Byrne, now over 80 and living in Ardara Co Donegal*. He was born at Corkermore between there and Killybegs. It was taken up by Paul Brady and subsequently. However, there are longer and more local (to north Derry, Donegal) versions in Sam Henry’s Songs of the People and in Jimmy McBride’s The Flower of Dunaff Hill.” (tratto da qui) Sam Henry scrive in merito “Another version has been received from the Articlave district, where the song was first sung in 1827 by an Inishowen ploughman.”

*Packie è morto il 12 maggio 2015

ASCOLTA Liam Ó Maonlai (strofe I, IV, V, II)

ASCOLTA The Johnstons (la voce è di Paul Brady) in “The Barley Corn” 1969

From Derry quay we sailed away
On the twenty-third of May
We were boarded by a pleasant crew
Bound for Amerikay
Fresh water then we did take on
Five thousand gallons or more
In case we’d run short going to New York
Far away from the shamrock shore
Then fare thee well, sweet Liza dear
And likewise to Derry town
And twice farewell to my comrades bold
That dwell on that sainted ground
If fame or fortune shall favour me
And I to have money in store
I’ll come back and I’ll wed the wee lassie I left
On Paddy’s green shamrock shore
At twelve o’clock we came in sight
Of famous Mullin Head
And Innistrochlin to the right stood out
On the ocean’s bed
A grander sight ne’er met my eyes
Than e’er I saw before
Than the sun going down ‘twixt sea and sky
Far away from the shamrock shore
We sailed three days (weeks), we were all seasick
Not a man on board was free
We were all confined unto our bunks
And no-one to pity poor me
No mother dear nor father kind
To lift up my head, which was sore
Which made me think more on the lassie I left
On Paddy’s green shamrock shore
Well we safely reached the other side
in three (fifteen) and twenty days
We were taken as passengers by a man(1)
and led round in six different ways,
We each of us drank a parting glass
in case we might never meet more,
And we drank a health to Old Ireland
and Paddy’s Green Shamrock Shore

1) si riferisce dell’accoglienza a Ellis Island (New York) quando gli immigrati erano ispezionati e trattenuti per le formalità burocratiche, ma la frase non è molto chiara

Dal porto di Derry partimmo il 23 di Maggio eravamo a bordo di una ciurma che salpava per l’America, abbiamo preso cinque mila e più litri di acqua fresca per il breve viaggio fino a New York, lontano dalla spiaggia del trifoglio. Così addio cara e dolce Liza, e addio alla città di Derry e due volte addio ai miei bravi compagni che restano su quella terra santa, se fama e fortuna mi arrideranno e farò dei soldi a palate, ritornerò indietro e sposerò la fidanzatina che ho lasciato sulla spiaggia del verde trifoglio degli Irlandesi. Navigammo per tre giorni e abbiamo sofferto tutti il mal di mare, non c’era un uomo a piede libero a bordo, eravamo tutti confinati nelle nostre cuccette, senza nessuno a confortarmi, né la cara madre, né il buon padre a sorreggermi la testa che era dolorante. il che mi ha fatto pensare ancora di più alla ragazza che ho lasciato sulla spiaggia del verde trifoglio degli Irlandesi.
Raggiungemmo infine l’altra sponda in salvo in 23 gioni, siamo stati presi come passeggeri da un uomo che ci ha portato in giro in sei modi differenti, così bevemmo tutti il bicchiere dell’addio nel caso non ci fossimo più incontrati e bevemmo alla salute della vecchia Irlanda e della spiaggia del verde trifoglio.

continua seconda parte qui



Child ballad #293

Prima di tutto una bellissima melodia che viene dal cuore della Scozia (in tutti i sensi) scritta probabilmente nel 1600 (“The Bony Brow” 1640) ma potrebbe benissimo essere stata composta ieri.

ASCOLTA Doug Young 


ASCOLTA Jed Mugford (fiddle) & Mikk Skinner (guitar).

La ballata è relativamente rara nella tradizione orale, è stata trovata nell’America del Nord in Scozia, in Inghilterra e Irlanda ed è anche stata avanzata l’ipotesi che le versioni trovate in America siano state influenzate dalla tradizione irlandese.

Mike Yates scrive: “When I first got to know Packie [Packie Manus Byrne originario del Donegal, sebbene vivesse a Manchestewr all’epoca della registrazione di Johnny o’ Hazelgreen (1964)] he asked me to record some of his whistle tunes so that he could send a tape to a relative in Canada.  Accordingly, he came round to my home one evening and we recorded the tunes.  I had been reading Evelyn Wells’ book The Ballad Tree at the time and, knowing that Packie knew some songs, I followed Evelyn’s advice and asked Packie if he knew the one ‘about the milk-white steed’.  “God, yes.”  He said.  “But I haven’t sung that in years.”  I switched on the tape machine and Packie’s sang me a version of Johnny o’ Hazelgreen.  It was possibly the first version to come from an Irish singer and I was just about knocked out.  This is that early recording, and not the one that appeared on Packie’s Topic LP Songs of a Donegal Man (12TS257).Professor Child included five Scottish versions of Johnny o Hazelgreen in his collection, all of which date from the early part of the 19th century and, in the form rewritten by Sir Walter Scott, the ballad has proven especially popular in Scotland.  Versions have also turned up in North America.  Packie believes that the ballad was taken to Donegal by his grand-uncle, who had learnt it whilst working in Scotland, and who had taught the song to Packie’s aunt, ‘Big’ Bridget Sweeney of Meenagolin, County Donegal, who in turn taught it to Packie.” (tratto da qui)


Jock of Hazeldean nella versione più antica (in stile soap-opera medievale) si chiamava John (Johnny) o’ the Hazelgreen o Hazle Green, e se proprio vogliamo cercare la località potrebbe trovarsi con buona probabilità nei pressi di Edimburgo.
Le versioni testuali sono molte ma si possono distinguere dai due incipit
As I walked out one May morning down by the greenwood side, I heard a charming fair maid heave a sigh and a tear,
One night as I rode o’er the lea with moonlight shining clear; I overheard a fair young maid lamenting for her dear.

John-O'Hazelgreen-cIl plot della storia non varia: un nobiluomo anziano cerca di convincere una giovane fanciulla a sposarsi con il figlio più giovane (o più grande), ma lei adduce vari pretesti non ultimo la differenza di status sociale e soprattutto il fatto di essersi innamorata (in alcune versioni in sogno) di John Hazelgreen. Come sia la fanciulla si lascia condurre alla casa del nobiluomo e scopre che il promesso sposo è proprio il ragazzo di cui si è innamorata. Insomma una favoletta così incredibile, che possiamo stare certi sia stata messa in giro, per scoraggiare i giovani che, contagiati da una malattia così perniciosa come l’amore romantico, preferivano fare di testa loro e sottrarsi al controllo dei genitori. (continua)

Anche queste versioni antiche sono a ben vedere “recenti” ovvero scritte con un linguaggio più moderno. “The history of Scotland is a very violent and bloody one.  Since records began the country appears to have been in an almost constant state of conflict, either with England or internally, without taking into account the bloody border frays which gave rise to many of the border ballads.  Exceptions seem to have been the last five years of James II’s reign and the following six years, c.1455-66. James IV’s reign, 1488 -1513 was quite peaceful until the Battle of Flodden shattered the peace.  The Union of England and Scotland under James VI saw the start of a more peaceful era, and it is the modern language and the pleasant theme of the ballad that impress me with the idea that, if the ballad is indeed based on real events like many of the other Scots ballads, it is probably set in the seventeenth century“. (tratto da qui)


La versione più diffusa è quella che prende le mosse dalla riscrittura di Sir Walter Scott ed è una delle poche ballate del Border a lieto fine: costretta a sposarsi assecondando il volere delle famiglie, la nostra eroina preferisce fuggire con l’uomo di cui è segretamente innamorata. Una storia alla Romeo e Giulietta con un finale aperto in cui i due riparano oltre confine cioè in Inghilterra.
The_Meeting_on_the_Turret_Stairs_by_Frederick_William_Burton_4848Storicamente era vero il contrario invece: erano le coppie inglesi “clandestine” a organizzare la fuga d’amore in Scozia per sposarsi nonostante la giovane età della fanciulla o il parere sfavorevole dei genitori. In Inghilterra nel 1753 era stata emanata una legge che impediva ai giovani minorenni (al tempo di età inferiore ai 21 anni) di sposarsi senza il consenso delle famiglie, la legge però non era stata estesa anche alla Scozia, così grazie all’atto d’Unione tra i due paesi il matrimonio celebrato in Scozia era valido anche in Inghilterra. Il paesino più vicino al confine era Gretna Green (che si trovava subito dopo Carlise lungo la strada delle carrozze per il servizio postale) che diventò famoso come la Las Vegas di oggi: la capitale dei matrimoni “d’amore” celebrati senza tante complicazioni! Bastava già allora che i due sposi avessero 16 anni e dichiarassero il loro amore di fronte a due testimoni. (continua)

Per l’ascolto ho selezionato due versioni che sono “perfette”

Jim Malcolm live 2013. La voce di Jim è particolarmente indicata per ballate di questo genere fatte di chiaroscuri.

ASCOLTA Gary Lightbody (dall’Irlanda del Nord) con il violino di John McDaid in Turn 2014

Il mio “best of” però va a
ASCOLTA Eddy Reader (quando ha esordito con i Fairground Attraction) 1988. Una voce di velluto e quasi jazz, delicata e intensa una melodia appena tracciata dalle chitarre, percussioni soft: quando la voce è magia, vibrazione nell’aria..

La versione testuale è quella riportata da Dick Gaughan (qui), che la registrò nel 1972

“Why weep ye by the tide, lady,
why weep ye by the tide?
A’ll wad ye tae my youngest son
an ye shall be his bride
An ye shall be his bride lady
sae comely tae be seen”
But aye(1) she lout(2) the tears doun faa for Jock o Hazeldean
“Nou let this willfu (3) grief be dune
an dry those cheeks sae pale
Young Frank is chief of Erthington (4) an Lord o Langleydale(5)
His step is first in peacefu haa (6)
his sword in battle keen”
Bit aye she lout the tears doun faa
for Jock o Hazeldean
“A coat (7) o gowd ye sall nae lack
nor kaim (8) tae bind your hair
Nor mettled hound nor managed hawk nor palfrey fresh an fair
An you, the foremaist o them aa
sall ride, our forest queen”
Bit aye she lout the tears doun faa for Jock o Hazeldean
The kirk was deckt at mornintide,
the tapers glimmert fair
The priest an bridegroum wait the bride an dame an knight were there
They searcht for her in bower an haa (9) the lady wisnae seen
She’s owre the Border (10) an awa
wi Jock o Hazeldean
“Perchè piangi con la marea, Signora,
perchè piangi con la marea?
Andrai in matrimonio al mio figlio più giovane e sarai la sua sposa,
sarai la sua sposa, Signora,
così bella tra le belle”.
Ma ahimè lei piangeva sempre le sue lacrime per Jock di Hazeldean.
“Cessa questo dolore sconsolato
e asciuga le tue guance così pallide
il giovane Frank è il capo di Erthington e Signore di Langleydale.
Temuto sia in pace che in guerra
per la sua spada smaniosa della battaglia”
Ma ahimè lei piangeva sempre le sue lacrime per Jock di Hazeldean.
“Non ti mancherà una catena d’oro per intrecciare i capelli,
né segugio, né falco,
né palafreno tranquillo e fidato
e tu la più bella del reame
passeggerai nella foresta da regina”.
Ma ahimè lei piangeva le sue lacrime per Jock di Hazeldean.
La chiesa era decorata per la marea del mattino, i ceri luccicavano luminosi,
il sacerdote e lo sposo attendevano la sposa, e le dame e i cavalieri c’erano tutti. La cercarono in lungo e in largo ma la dama non si trovò,
è oltre il confine fuggita via
con Jock di Hazeldean.

1) aye=always
2) loot, lout=let
3) weary
4) Errington
5) Sir Walter Scott, when he appropriated one of the stanzas for his poem Jock of Hazeldean, set his poem firmly in Northumberland on the estate of the Errington family around Langley Dale not far from Hexham near Hadrian’s Wall. Remnants of his Hazel Dean still exist just to the north of the Wall next to Errington Hill Head (O.S. ref NY 959698). (tratto da qui)
6) oppure: His step is feared thoughout the land
7) chain
8) braid
9) They sought her far throughout the land
10) il Border sono le terre scozzesi confinanti con l’Inghilterra