Archivi tag: Owain Phyfe

JESOUS AHATONHIA UNA MELODIA BRETONE?

La melodia del canto natalizio Jesous Ahatonhia accreditata in genere come melodia tradizionale canadese è in realtà un’antica aria francese  che nell’ambito della musica colta era l’aria di “Une jeune pucelle” (= “Una giovane ragazza”).
Da quest’aria peraltro popolare in tutta Europa e dalle imprecisate origini, ebbero fortuna due versificazioni la prima di tema religioso per l’appunto un noël “Une vierge pucelle”, l’altra di tema amoroso “Ma belle si ton âme”. Le ipotesi più accreditate sono quelle che la ritengono una musica da danza classificata nelle partiture rinascimentali come “Alemana”, “Almande”, o “Almagne” della quale si mostra un esempio.

Nel 1576, a Parigi veniva pubblicata una raccolta di 150 canti monodici a cura di Jehan Chardavoine (c.1537-1580) dal titolo: “Le recueil des plus belles et excellentes chansons en forme de voix de ville”. Si trattava della prima raccolta sistematica di melodie popolari risalenti anche a generazioni precedenti, su testi in parte dovuti a celebri poeti dell’epoca. Alcune di queste melodie godevano già di grande notorietà ed erano state utilizzate da compositori celebri come Clément Janequin ed Eustache Du Caurroy.
Particolare fortuna toccò a una di queste dal titolo “Une jeune fillette” (Una giovane fanciulla) il cui testo si riferiva all’usanza abbastanza frequente presso le famiglie nobili del tempo di destinare le figlie femmine alla vita monacale. ” (tratto da qui)
In italiano diventò “Madre non mi far monaca” più comunemente detta “La Monica” riprendendo il canto francese detto Chant de la nonnette (vedi)

CHANT DE LA NONNETTE

ASCOLTA l’arrangiamento di Jordi Savall

MA BELLE SI TON AME

La versione profana scritta e arrangiata dal poeta francese Gilles Durant de la Bergerie, è un canto che invita i giovani a godere dei piaceri dell’amore, canzone usata anche nella serie The Tudors.
Nel video allo spezzone tratto dal film segue la versione de The Toronto Consort. Segnalo inoltre la versione di Owain Phyfe per l’ascolto integrale su Spotify (in “Sweet was the Song” 1995)

ASCOLTA Olivier de Narnaud per ascoltare la melodia come veniva cantata durante il periodo barocco


I
Ma Belle si ton âme
se sent on alumer
Decette Douce flame
qui nous force d’amer
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
II
Avant que la journee
De nostre age qui fuit
Se sent environee
Des ombres de la nuit,
Prenons loysir
De vivre nostre vie
Et sans craindre l’envie
Baisons nous a plaisir.
III
Du soleil la lumiere
Sur le soir se desteint,
Puis a l’aube premiere
Elle reprend son teint.
Mais nostre jour,
Quant une foys il tombe,
Demeure sous la tombe,
Y faisant long sejour.
IV
Ca, finette affinee
Ca, rompons le destin,
Qui clot nostre journee
Souvent des le matin.
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
Traduzione di Cattia Salto
I
Mia bella se la tua anima
sentisse la luce
di questa dolce fiamma
che ci costringe ad amare!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè
la nostra giovane primavera dura.
II
Prima che il giorno
della nostra giovinezza
sia circondato
dalle ombre della notte,
prendiamo il buon tempo
di vivere la vita
e senza paure d’invidia,
baciamoci a piacimento.
III
La lue del sole
svanisce verso sera
poi alla prima alba
riprende il suo colore,
ma il nostro giorno
una volta finito
resta nella tomba
per soggiornarvi a lungo.
IV
Così mio caro amore
spezziamo il fato
che farebbe finire la nostra giornata
al giungere del mattino!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè
la nostra giovane primavera dura

Sul versante popolare peraltro ecco rispuntare le stessa aria in Bretagna in un noel bretone dal titolo “Péh trouz zou ar en doar”.

FONTI
http://www.medieval.org/emfaq/misc/fillette.htm
https://diesisebemolle.wordpress.com/2013/02/02/chansons-une-jeune-fillette-e-la-monica/
http://www.paolopuliti.eu/testo-e-musica.html
http://www.paolopuliti.eu/daquin.html

DRIVE THE COLD WINTER AWAY

Per salutare i 12 giorni del Natale (e soprattutto le notti) e per scacciare fuori il freddo inverno, un canto natalizio della tradizione inglese risalente all’epoca elisabettiana noto anche con i titoli “In Praise of Christmas” o “All Hail to the Days” un invito a trascorrere il periodo natalizio (che nel Medioevo era fissato in 12 giorni) in modo festoso e spensierato, tra lauti banchetti e divertimenti in buona compagnia.
Il testo è tratto dalla Collezione Roxburghe (sono 5 libri in 4 volumi con 1500 ballate pubblicate in inglese dal 1567 al 1790, oggi al British Library). L’autore è anonimo e il testo viene datato intorno al 1625. A volte è erroneamente attribuito a Tom Durfey (1653-1723). Riportato anche in A Christmas Garland A.H. Bullen – Londra 1885 e in All Hail to the Days, Broadside del XVII sec.

La melodia è riportata da John Playford (1623-1686) che nel suo “The English Dancing Master“, 1650 con il titolo “Drive the cold winter away” in cui sono elencati i passi della danza. vedi

DODICI GIORNI DEL NATALE

Anticamente era la notte del Solstizio d’Inverno in cui si iniziava a contare i 12 giorni del Natale: dal 21 dicembre al primo di gennaio, oggi il conto parte dal 26 dicembre ovvero il “Giorno Santo” e si conclude il 6 gennaio, con l’Epifaniache tutte le feste spazza via“.

brindisi-natale

ASCOLTA St. George’s Canzona. Il gruppo inglese di musica antica interpreta la canzone come doveva essere cantata e suonata nel 1600
(al momento non ci sono video su youtube, ma si può ascoltare tutto il cd su Spotify)
oppure ASCOLTA Owain Phyfe 

ASCOLTA Irish Descendants in The Gift 2002. Il gruppo canadese la propone in una versione moderna più da Celtic ballad.

ASCOLTA Horslips in Drive the cold winter away, 1975; il gruppo celtic rock di Dublino propone il brano in un bell’arrangiamento strumentale: la chitarra per la struttura ritmica del brano, prima il flauto e poi il violino per la parte melodica (perfetta la danza omonima)

ASCOLTA Gian Castello (ormai felicemente trasferitosi in Irlanda) in “To Drive the Cold Winter Away” 2011

ASCOLTA Loreena McKennitt in “To drive the cold winter away” 1987 che ha registrato tutto il cd in una chiesa in Ontario e in un monastero in Irlanda. Essenziale e scarno incentrato su una vocalità angelica, il Cd come scrive la stessa autrice “As a child my most vivid impression of music for the winter season came from songs and carols recorded in churches or great halls, rich with their own unique ambience and tradition. In that spirit, I have ventured into several similar locations that I have come to cherish in my travels.”

La ballata “Drive the cold winter away” è composta da 12 strofe, (il testo è riportato integralmente in vedi) le strofe di “In Praise of Christmas” sono invece solo 4, ovvero quelle riportate.


I
All hail to the days that merit more praise
Than all the rest of the year,
And welcome the nights that double delights
As well for the poor as the peer!
Good fortune attend each merry man’s friend,
That doth but the best that he may;
Forgetting old wrongs, with carols and songs,
To drive the cold winter away.
II
‘Tis ill for a mind to anger inclined
To think of small injuries now;
If wrath be to seek do not lend her thy cheek
Nor let her inhabit thy brow.
Cross out of thy books malevolent looks,
Both beauty and youth’s decay,
And wholly consort with mirth and with sport
To drive the cold winter away.
III
This time of the year is spent in good cheer,
And neighbours together do meet
To sit by the fire, with friendly desire,
Each other in love to greet;
Old grudges forgot are put in the pot (2),
All sorrows aside they lay;
The old and the young doth carol this song
To drive the cold winter away.
IV
When Christmas’s tide come in like a bride
With holly and ivy clad,
Twelve days in the year much mirth and good cheer
In every household is had;
The country guise is then to devise
Some gambols of Christmas play,
Whereat the young men do best that they can
To drive the cold winter away.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Un saluto ai giorni che meritano più lode
di tutto il resto dell’anno
e benvenute le notti che raddoppiano i piaceri (1)
ai poveri come ai ricchi!
Buona fortuna accompagni l’amico di ogni uomo felice
che fa soltanto del suo meglio;
dimentichiamo i vecchi torti, con inni e canti
per scacciare via il freddo inverno.
II
E’ sbagliato per uno spirito incline alla collera pensare ora ai piccoli torti;
se l’ira ti cerca non porgerle la guancia
non lasciarla dimorare nella testa;
cancella dai tuoi libri le espressioni malevoli
e anche lo svanire della bellezza e della gioventù:
unisciti completamente alla gioia e al divertimento
per scacciare via il freddo inverno.
III
Questa stagione dell’anno si trascorre nel buon umore e in compagnia dei vicini per sedersi accanto al fuoco, con cordiale amicizia,
e salutarsi l’un l’altro con amore;
i vecchi rancori dimenticati sono mandati in soffitta (2),
ogni dolore messo da parte
i vecchi e i giovani cantano questa canzone
per scacciare via il freddo inverno..
IV
Quando il tempo di Natale arriva come una sposa
agghindata con agrifoglio ed edera
i 12 giorni dell’anno più in allegria e buon umore
si trascorrono in ogni famiglia;
l’usanza campagnola è quindi di inventare
delle capriole per divertirsi a Natale,
così anche i fanciulli fanno del loro meglio
per scacciare via il freddo inverno.

NOTE
1) si presume sia riferito ai piaceri matrimoniali che si trascorrono nel letto
2) “to put in the pot” letteralmente mettere nel boccale o anche mettere nella pentola

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/drive-cold-winter.htm
http://www.pbm.com/~lindahl/playford_1651/046small.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/drive_the_cold_winter_away.htm