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Gli Ossian e la scottishness

Il gruppo scozzese (dalle parti di Glasgow) degli Ossian prende il nome dal leggendario bardo di Scozia, si fonda nel 1976 per dare vita a una miscela acustica raffinata ma piena di grinta (il cosiddetto drive tanto osannato nella musica rock): eppure rimarrà sempre una formazione acustica di musica tradizionale scozzese; la formazione è capitanata dai fratelli William e George Jackson (Billy arpa bardica, uillean pipes, whistle – George chitarra, cittern, violino, whistle, flauto) affiancati dal violino, mandolino, violoncello di  John Martin (che fu anche membro dei Tannahill Weavers)  e dalla voce solista, chitarra, whistle, dulcimer di Billy Ross. Quando Ross se ne andò subentrò Tony Cuffe (1981) e qualche anno più tardi il quartetto divenne un quintetto con l’aggiunta del pipaiolo Iain MacDonald (cornamuse, flauto, whistle).
Gli Ossian hanno sempre eseguito dell’ottima musica tradizionale scozzese anche se negli anni 70 era la musica tradizionale irlandese ad andare di moda! Il primo tour negli Stati Uniti (e sono finiti anche in Alaska) arriva nel 1983, ma cinque anni più tardi il gruppo si scioglie e i componenti  prendono altre strade.

Nella foto sopra da sin in alto : Tony Cuffe, George Jackson, da destra: Iain MacDonald, Billy Jackson, John Martin; nella foto sotto da sinistra: Billy Ross, Billy Jackson, George Jackson, John Martin

Tutti eccellenti polistrumentisti e cantanti, abili tessitori di trame sonore ricche e preziose sulle melodie della tradizione con un approccio quasi cameristico: canti in gaelico e in dialetto scozzese (in specie di Robert Burns), set da danza e slow air.
La loro musica ha influenzato una generazione di musicisti.

The Sound of Sleat / Aandowin’ a prua / The Old Reel in “Seal Song” 1981 nella formazione quartetto

Troy’s Wedding Biddy from Sligo in “Borders” 1986 nella formazione quintetto

LA RIFONDAZIONE

Ci fu una rifondazione nel 1997 con Billy Jackson e Billy Ross che si portò dietro Iain MacInnes (smallpipes, whistle) e Stuart Morison (violino, cittern) con i quali aveva formato un trio pochi anni prima, sigillata dall’uscita dall’album “The Carrying Stream” e anche se il nuovo gruppo non è mai stato ufficialmente sciolto non è più -al momento- in attività.

ST. KILDA WEDDING

Saint Kilda è un minuscolo arcipelago a occidente delle Ebridi Esterne e abitato fin dai tempi antichi. Di fatto isolato dalla terra ferma per buona parte dell’anno è stato abbandonato nel 1930.
Per comunicare con la terraferma gli isolani mettevano la posta in piccole sacche di cuoio impermeabile e le affidavano alla corrente marina.
Scrive Wikipedia “L’intero arcipelago è di proprietà del National Trust for Scotland, e, nel 1986, è diventato uno dei quattro Patrimoni dell’umanità scozzesi. Si tratta uno dei pochi patrimoni al mondo a essere considerati contemporaneamente ‘naturale’, ‘marino’ e ‘culturale’.
Gruppi di volontari lavorano sull’isola nei mesi estivi per recuperare gli edifici originari che gli antichi Kildani hanno lasciato. Condividono l’isola con una piccola base militare creata nel 1957
.”


La prima parte del filmato qui

La testimonianza degli antichi rituali matrimoniali praticati sull’isola ci viene da un album pubblicato dal gruppo scozzese Ossian “St. Kilda wedding”: la prima traccia è un set di musica da danza trascritto nella collezione del capitano Simon Fraser (The Airs and Melodies Peculiar to the Highlands of Scotland and the Isle, 1816 – l’archivio digitale qui)

WILLIAM JACKSON

La formazione classica di Billy lo porta a un progetto ambizioso quello di comporre musica per una “folk orchestra”  composta cioè da musicisti tradizionali e classici. Pubblica una ventina di album di cui ben tre album per orchestra: The Wellpark Suite (1985), A Scottish Island (1998) e Duan Albanach (2003).

The Wellpark Suite è stata commissionata dalla Tennents per celebrare il centenario dell’omonimo stabilimento.
Nella sua lunga carriera come arpista gira in tour per l’Europa (è venuto diverse volta anche in Italia) e il Nord America. Ha rispolverato anche le sue origini irlandesi (i nonni venivano dal Donegal) spaziando così tra le musiche tradizionali di Scozia e Irlanda. Cito tra tutti Heart Music e The Ancient Harp of Scotland
William è anche il curatore del progetto discografico della Linn Records “Celtic Experience” vol I e II

TONY CUFFE

Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1988 si dedica all’insegnamento e alla carriera solistica, nel 1994 esce l’album “When first I went to Caledonia”, – la Caledonia non è la Scozia bensì la Nuova Scozia (Canada)- in cui sfodera tutte le sue doti d’interprete, compositore e polistrumentista; Tony è rinomato per il suo tocco chitarristico, suona l’arpa con le corde di metallo che si è costruito da solo e una decina circa di strumenti. E’ stato anche coinvolto nel progetto di Fred Freeman “The Complete Song of Robert Burns” (vol I )Muore nel 2001 vinto dal cancro. Un altro cd esce postumo dal titolo “Sae Will We Yet” (2003)

Nel Blog il tag Ossian e il tag Tony Cuffe

FONTI
https://projects.handsupfortrad.scot/hall-of-fame/ossian/
http://standinatthecrossroads-blackcatbone.blogspot.it/2008/05/ossian-st-kilda-wedding-scottish-celtic.html
https://thesession.org/recordings/4022
http://www.wjharp.com/
http://www.independent.co.uk/news/obituaries/tony-cuffe-9257148.html
http://www.scotsman.com/news/obituaries/tony-cuffe-1-590567
https://raretunes.org/tony-cuffe/

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Una canzone tradizionale scozzese (da “Bothy Songs and Ballads”  di John Ord, 1930) dal titolo “I Drew My Ship” sul fecondo tema delle night visiting songs, inizia con una nave che salpa per dirigersi verso un porto tranquillo. Il modello a cui si fa riferimento è la ballata ‘The Drowsy Sleeper‘ e le melodie che si accompagnano al testo sono diverse (Allan Moore ne ha contate otto).

ASCOLTA dagli archivi di Tobar an Dualchais una registrazione sul campo del 1952 dalla voce di Willie Mathieson (1879- 1958). Nato a Ellon, Aberdeenshire, fu un bracciante agricolo in diverse fattorie del Banffshire. Raccolse e trascrisse un grande numero di canti popolari scozzesi che si trovano ora depositati presso “the School of Scottish Studies” -Università di Edimburgo.

Così Shirley Collins la registrò nel 1958 e Alan Lomax scrisse nelle note “I Drew My Ship was collected by John Stokoe in Songs and Ballads of Northern England [1899] with no source mentioned. Though it is similar in form and content to many other aubades or dawn serenades, we have not been able to find another song to which this is precisely akin. The listener who cares to compare the recorded version with that published by Stokoe will see how Miss Collins has breathed life back into the print and made something lovely and alive out of an unimpressive folk fragment.” (tratto da qui)

Per l’ascolto ho però scelto la versione dell’irlandese  Fiona Kelleher (con bellissime scene portuali crepuscolari e notturne come la melodia della canzone)

Il testo è ripreso da June Tabor in I Will Put My Ship in Order dal  CD A Quiet Eye 1999, fermandosi però alla V strofa. In questa versione la ragazza indugia troppo ad aprire e il ragazzo credendosi rifiutato, ritorna alla sua nave.


I
Oh, I will set my ship in order,
And I will set it to the sea;
And I will sail to yonder harbour
To see if my love minds on me.
II
I drew my ship into the harbour,
I drew her up where my true love lay.
And I did listen all at the window
To hear what my true love did say.
III
“Who’s there, all on my window?
Who raps so loud and would be in?”
“Oh, it is I, your own true lover,
I pray you rise, love, and let me in.”
IV
Slowly, slowly rose she up
And slowly, slowly came she down,
But when she had the door unlocked
Her true love had both been and gone.
V
“Come back, come back, my own true lover,
Come back, come back, all to my side.
I never left you nor yet deceived you
And I will surely be your bride.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca
e la porterò in mare
navigherò fino a quel porto
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
Guidai la mia nave nel porto,
la guidai fin dove il mio amore stava.
E mi misi in ascolto alla finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
III
“Chi è là, alla finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore
ti prego alzati, cara e fammi entrare”
IV
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma quando aveva la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato
V
“Ritorna, ritorna il mio solo vero
amore
ritorna, ritorna da me.
Non ti lascerò e nè t’ingannerò mai
e di certo sarò tua moglie”

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Un’altra melodia però accompagna la canzone ed è quella scritta da Tony Cuffe per il gruppo di musica folk scozzese Ossian. In questa versione testuale l’indifferenza della ragazza è dovuta al rifiuto dei genitori di accogliere il ragazzo come corteggiatore. Il finale è tragico, la ragazza si getta in mare per essere stata abbandonata.

ASCOLTA Ossian –in “Borders” 1984 formazione quintetto Tony Cuffe (voce e chitarra), George Jackson (cittern), Iain MacDonald (flauto), Billy Jackson (arpa bardica), John Martin (violino)

ASCOLTA Capercaillie in “Choice Language” 2003 con la coppia con Karen Matheson (voce) e Donald Shaw (organetto e tastiere), una robusta sezione ritmica (Che Beresford batteria, David ‘Chimp’ Robertson percussioni e Ewen Vernal basso),  Mànus Lunny (chitarra e bouzouki)Michael McGoldrick (flauto, whistle e uillieann pipes) e Charlie McKerron (violino), uno tra i migliori album del gruppo

ASCOLTA Catriona Evans


I
Oh, I will set my ship in order,
I will sail her on the sea;
I’ll go far over yonder border
To see if my love minds on me.
II
And he sailed East, and he sailed West,
He sailed far, far, seeking land,
Until he cam’ to his true love’s window
And he knocked loud and would be in.
III
“Oh, who is that at my bedroom window
Who knocks so loud and would be in?”
“‘Tis I, ‘Tis I, your ain true lover
and I am drenched untae my skin.”
IV
“So go and go, and ask your faither
See if he’ll let you marry me;
And if he says no, come back and tell me
And it’s the last time I’ll trouble thee.”
V
“My father’s in his chamber writing,
Setting down his merchandise;
And in his hand he holds a letter
And it speaks much in your dispraise.
VI
“My mother’s in her chamber sleeping
And words of love she will not hear;
So you may go and court another
And whisper softly in her ear.”
VII
Then she arose put on her clothing,
It was to let her true love in;
But e’er she had the door unlockit
His ship was sailing on the main.
VIII
“Come back, come back, my ain dear Johnnie,
Come back, come back, and marry me.”
“How can I come back and marry you, love?
Oor ship is sailing on the sea.”
IX
“The fish may fly, and the seas run dry,
The rocks may melt doon wi’ the sun,
And the working man may forget his labour
Before that my love returns again.”
X
She’s turned herself right roun’ about
She’s flung herself intae the sea;
“Farweel for aye, my ain dear Johnnie
Ye’ll ne’er hae tae come back to me.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca (1)
e la porterò in mare
andrò lontano verso l’orizzonte
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
E navigò a Est e navigò
a Ovest
Navigò alla ricerca di terre lontane
finchè ritornò alla finestra del suo vero amore
e bussò forte per poter entrare
III
“Oh chi è alla finestra della
mia camera
che bussa così forte e vuole
entrare?”
“Sono io, sono io il tuo vero amore
e sono inzuppato fino alle ossa (2).
IV
Allora vai, vai e chiedi a tuo padre
vedi se ti lascerà sposare con me;
e se dice no, ritorna da me a dirmelo
e sarà l’ultima volta che ti disturberò”
V
“Mio padre è nella sua stanza a scrivere
seduto accanto alla sua mercanzia
e in mano tiene una lettera
che è più di calunnie verso di te.
VI
Mia madre è nella sua stanza a dormire
e parole d’amore non sentirà;
così puoi andare e corteggiare un’altra
e sussurrare dolcemente nel suo orecchio”
VII
Allora lei si alzò e si vestì e stava per far entrare il suo vero amore,
ma non aveva la porta sbloccato,
che la nave salpò per il mare!
VIII
“Ritorna, ritorna mia caro
Johnny
ritorna ritorna e sposami”
“Come posso tornare indietro e sposarti amore?
La nostra nave è salpata in mare”
IX
“I pesci voleranno e i mari si prosciugheranno
Le rocce si fonderanno al sole
e l’uomo che lavora dimenticherà il suo lavoro
prima che il mio amore ritorni di nuovo”
X
Senza tanti indugi prese la decisione
e si gettò nel mare
“Addio per sempre, mio caro Johnny
non dovrai più ritornare da me”

NOTE
1) la frase è una metafora
2) un classico del genere: lo spasimante è infreddolito sotto la neve, il gelo o zuppo di pioggia!

FONTI
http://allanfmoore.org.uk/approcelt.pdf
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/idrewmyshipintotheharbour.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120478

LET ME IN THIS AE NICHT

Nella tradizione popolare sono assai numerose le ballate dette “night-visiting song” in cui l’amante (un vagabondo, un soldato o un marinaio, ma anche un bracciante agricolo o un giovane apprendista) bussa di notte alla finestra (porta) della fidanzata e viene fatto entrare nella camera da letto. (vedi prima parte)
Anche Robert Burns ha scritto la sua versione della storia nel 1759 (pure se l’attribuzione è controversa) e la canzone compare in stampa nel ‘Scots Musical Museum’, Volume IV al numero 311.
La melodia abbinata al testo è detta ‘I would have my gowne made‘ oppure ‘The newe Goune made‘ (“The New Made Gowne”) trovata in un manoscritto per flauto del 1694 (vedi). Un’altra melodia a cui la ballata è stata più spesso abbinata è ‘Lend me your Loom Lass‘ (vedi)

ASCOLTA Ossian in “Ossian” 1977 (anche su Spotify tutto l’album qui) live 1976 qui

ASCOLTA Billy Ross

VERSIONE Robert Burns 1759
I
“Oh lassie are ye sleepin yet?
Or are thou wauken, I wad wait?
For love has bound me hand and foot,
An I wad fain be in Jo.”
Chorus:
“Oh let me in this ae nicht
This ae, ae, ae nicht,
For pity’s sake this ae nicht,
Oh rise an let me in Jo.”
II
“Thou hear’st the winter wind an weet,
Nae star blinks through the drivin sleet,
Oh tak pity on my weary feet,
An shield me frae the rain Jo.”
III
“Oh the bitter blast that round me blaws,
Unheeded howls, unheeded faas,
Oh the coldness o thy hert’s the cause,
Of aa my grief an pain Jo.”
IV
“Oh tell na me o wind an rain,
Upbraid na me wi cauld disdain;
Ah gae back the gait ye cam again,
I winna let ye in Jo.”
V
“Oh the bird that charmed the summer’s day,
Is now the cruel fowler’s prey,
Ah let witless, trusting woman say,
How aft her fate’s the same Jo.”
SECOND CHORUS
“For I tell ye noo this ae nicht,
This ae, ae, ae nicht,
For aince an aa this ae nicht,
I winna let ye in Jo.

TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Ragazza stai ancora dormendo?
Devo aspettare che ti svegli?
Perchè l’amore mi ha preso al laccio (1) e io vorrei stare dentro con te, amore (2)
Ritornello:
O fammi entrare questa notte
per tutta questa notte (3)
per carità questa notte
alzati e fammi entrare amore
II
Non senti il vento invernale e il nevischio,
nessuna stella brilla a guidare il cammino,
abbi pietà dei miei piedi stanchi,
e dammi riparo dalla pioggia, cara
III
Oh la tempesta che soffia intorno a me
urla e si abbatte invano,
oh la freddezza del tuo cuore è la causa di tutto il mio dolore e della mia pena, amore”
IV
“Oh non dirmi del vento e della pioggia, non disprezzarmi con la tua freddezza, voltati indietro e vieni ancora, voglio farti entrare amore.
V
L’uccello che affascina il giorno dell’estate, è ora preda del crudele cacciatore. Così dico che per la donna fiduciosa e sciocca ,
il destino è spesso uguale, amore
Secondo coro
Perchè  ti dico questa notte
proprio questa notte
per una volta proprio questa notte
voglio farti entrare amore”

NOTE
1) letteralmente : mi ha legato mani e piedi
2) jo è una vecchia parola scozzese che indica una persona amata
3) ae = a, an nel senso di una notte intera

Si confronti con la versione sullo SMM 1792
I
O lassie, art thou   sleeping yet
Or are you waking, I wou’d wit?
For love has bound me hand and foot,
And I wou’d fain be in, jo.
Chorus:
O let me in this ae night, this ae, ae, ae night,
O let me in this ae night, and I’ll ne’er come back again, jo.
II
The morn it is the term-day,
I maun away, I canna stay :
O pity me, before I gay,
And rise and let me in, jo.
III
The night it is baith cauld and weet,
The morn it will be snaw   and sleet,
My shoen are frozen to   my feet
Wi’ standing on the   plain, jo.
IV
I am the laird of windy-was,
I come na here without a cause,
And I hae gotten mony   fa’s
Upon a naked wame o!
V
My father’s wa’king on the street,
My mither the chamber-keys does keep,
My chamber-door does chirp and cheep,
And I dare nae let you in, jo!
Chorus variation
O gae your way this ae night, this ae, ae, ae night
O gae your way this ae night, for I dare nae let you in, jo!

VI
But I’ll come stealingsaftly in
And cannily make little dinn,
And then the gate to you I’ll find,
If you’l but direct me in, jo!
VII
Cast aff the shoen frae aff your feet.
Cast back the door up   to the weet,
Syne into my bed you may creep And do the thing you  en, jo.
Chorus variation
O well’s on me this ae night, this ae, ae, ae night,
O well’s on me this ae night, that ere I let you in, jo!
VIII
She let him in saecannily,
She let him in sae privily,
She let him in sae cannily,
To do the thing ye ken, jo.
Chorus variation
O well’s on me this ae night, this ae, ae, ae night,
O well’s on me this ae   night, that ere I let you in, jo!
IX
But ere a’ was done and   a’ was said,
Out fell the bottom of   the bed,
The lassie lost her   maidenhead,
And her mither heard the din, jo.
Chorus variation
O the devil take this ae night, this ae, ae, ae night,
O the devil take this   ae night, that ere I let ye in, jo!

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-311,-pages-320-and-321-let-me-in-this-ae-night.aspx

OSSIAN’S LAMENT

Ossian’s Lament, anche conosciuta come “Cumhadh Fhinn“, “Ossian’s Lament for his Father“, “Oisin’s Lament” è una melodia antica con cui si dice Ossian abbia accompagnato i suoi canti.
Ossian è un bardo leggendario dell’antica Scozia o Irlanda, paragonato ad Omero e a Shakespeare, grazie al presunto ritrovamento dei suoi poemi in Scozia. Le sue leggende si rincorrono in Irlanda, Isola di Man e Scozia, ma la sua popolarità crebbe solo nella metà del 1700 quando James MacPherson scrisse “I Canti di Ossian” affermando di aver ritrovato suoi manoscritti e frammenti nelle Highlands scozzesi, tra i quali un poema epico su Fingal, il padre, che disse di aver “semplicemente” tradotto, in realtà inventando di sana pianta: la moda ossianica divampò per tutta Europa dando vita al Romanticismo.

Ossian Singing, Nicolai Abildgaard, 1787 (by Wiki)

OISIN DEI FIANNA

Gli studiosi identificano Ossian con l’Oisin (pronunciato Osciin) guerriero dei Fianna, che visse in Irlanda secondo alcuni nel VII secolo a.C. e secondo altri nel II o IV secolo, di cui si narrano molte leggende. Suo padre era Finn Mac Coll (Fionn Mac Cumhaill) il più famoso degli eroi irlandesi e sua madre nientemeno che la dea Sadb (Sava), i due si conobbero quando lei viveva nelle sembianze di una cerva (Oisin in gaelico significa piccolo cerbiatto).
Oisin Mac Finn fu un guerriero-poeta, amante delle belle donne. Dalla sua moglie terrena Eobhir dai capelli di lino ebbe Oscar, un prode guerriero, l’ultimo comandante dei Fianna o Feniani e dalla compagna divina Niamh una figlia, Plur na mBan (il fiore delle donne), la fanciulla di Beltane.

Oisin a caccia incontra Niamh sul suo bianco cavallo

La bella Niamh dai Capelli d’Oro figlia di Manannan ovvero il dio del Mare lo portò sulla sua Isola di Tír na nÓg (l’Altro Mondo, la Terra dell’Eterna Giovinezza), insieme vissero trecento anni che a Oisin parvero solo pochi giorni (vedi); quando ebbe il desiderio di ritornare a visitare la sua terra Niamh gli donò un cavallo, il quale magicamente lo avrebbe riportato sulla terra: ma il padre era morto da centinaia d’anni, le grandi fortezze dei Fianna erano in rovina e i luoghi che lui ricordava erano cambiati. Amareggiato, sulla via del ritorno, Oisin cadde di sella e divenne improvvisamente vecchio: i tre anni trascorsi nell’AltroMondo corrispondevano a trecento anni sulla terra!
Secondo una versione della storia Oisin non morì ma sopravvisse magicamente fino all’arrivo in Irlanda di San Patrizio, al quale ebbe modo di narrare le gesta dei Fianna, guerrieri e cacciatori della mitologia irlandese.

IL CICLO FENNIANO

Questi racconti mitologici dell’antica Irlanda vengono anche chiamati “Ciclo Ossianico” perchè si ritenne fossero stati in buona parte scritti da Ossian. Iniziano con l’ascesa di Fionn, il Biondo a capo dei Fianna e si concludono con la sua morte.
I fianna furono una milizia che conduceva incursioni guerresche per proprio conto, ma non necessariamente erano dei fuorilegge o predoni. Si trattava spesso di uomini espulsi dal clan di appartenenza, figli di re in contrasto con i padri, individui che volevano vendicare torti privati facendosi giustizia da soli, occasionalmente potevano diventare una milizia al servizio dei diversi re d’Irlanda, per i quali raccoglievano le imposte, ristabilivano l’ordine in caso di necessità, difendevano il regno dalle incursioni dei nemici.
Per essere ammesso nel gruppo ogni candidato doveva superare prove di resistenza e di agilità, ma doveva anche dimostrare di conoscere la poesia e quindi la magia e la sapienza.
I Fenniani vennero annientati dal re supremo Cairbre Mac Cormac “Lifechair” nella battaglia di Gabhra (Cat Gabhra) in cui Caibre venne ucciso da Oscar il quale morì anch’egli poco dopo per le ferite riportate.

Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803) Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata © Foto Giuseppe Schiavinotto
Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803) Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata © Foto Giuseppe Schiavinotto

L’intero ciclo presenta molte analogie con il ciclo britannico di re Artù e molto probabilmente le leggende di Finn e di Artù derivano entrambe dalla comune tradizione celtica insulare di una confraternita di cacciatori-guerrieri guidati da un formidabile capo che difendeva il reame contro le incursioni provenienti dall’esterno.

il mio amore è figlio della collina. Insegue il cervo che fugge
i suoi cani grigi ansimano intorno a lui; la corda del suo arco risuona nella foresta. (frammento Ossian)

La melodia è stata abbinata ad un testo in gaelico scozzese all’epoca delle “Highland clearances” (1750 -1880) con il titolo “Ó mo dhùthaich“: il brano contenuto nel “Folksongs and Folklore of South Uist”, 1955 è stato raccolto nell’isola di South Uist (isole Ebridi) da Margaret Fay Shawe scritto originariamente da un nativo isolano, Allan MacPhee di Loch Carnan.

Se avete un po’ di tempo per guardatevi questo reportage dall’isola..

LA MELODIA: Oran an Fheidh

“The air, according to Neil (1991), is thought to be the original melody popular in Lochaber and environs as “Oran an Fheidh” (Song of the Deer). It commemorates the legendary warrior Fingal, Ossian’s father, a brave and shrewd Highland warrior chieftain who was “a faithful friend but an awesome and unforgiving foe as was illustrated when he showed no mercy towards his nephew Diarmid, who had eloped with his beautiful Queen Grainne.” O’Neill (1913) is of the opinion that this ancient lament “makes no appeal to modern ears” and points out that old laments as a genre display much diversity in composition. Paul de Grae finds O’Neill’s air to be a near-duplicate of “Cumhadh Fion: Ossian’s Lament for his Father,” printed in The Scottish Gael, vol. 2 (London, 1831), by James Logan. ” (tratto da qui)
Secondo la leggenda Fionn non è morto realmente, ma dorme in una caverna in attesa di essere richiamato.

ASCOLTA David Tomlinson &Kate Liddell

ASCOLTA William Jackson

Ó MO DHÙTHAICH

Ascoltiamo tutto il brano nella versione del gruppo scozzese Capercaillie (registrato in

I
Ó mo dhùthaich, ‘s tu th’air m’aire,
Uibhist chùmhraidh ùr nan gallan,
Far a faighte na daoin’ uaisle,
Far ‘m bu dual do Mhac ‘ic Ailein.
II
Tìr a’ mhurain, tìr an eòrna,
Tìr ‘s am pailt a h-uile seòrsa,
Far am bi na gillean òga
Gabhail òran ‘s ‘g òl an leanna.
III
Thig iad ugainn, carach, seòlta,
Gus ar mealladh far ar n-eòlais;
Molaidh iad dhuinn Manitòba,
Dùthaich fhuar gun ghual, gun mhòine.
IV
Cha ruig mi leas a bhith ‘ga innse,
Nuair a ruigear, ‘s ann a chìtear,
Samhradh goirid, foghar sìtheil,
Geamhradh fada na droch-shìde.
V
Nam biodh agam fhìn do stòras,
Dà dheis aodaich, paidhir bhrògan,
Agus m’fharadh bhith ‘nam phòca,
‘S ann air Uibhist dheanainn seòladh.

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Oh my country, of thee I am thinking,
Fragrant fresh Uist of the handsome youths(1),
Where may be seen young noblemen,
Where once was the heritage of Clanranald(2).
II
Land of bent grass, land of barley,
Land of all things in plenty,
Where there are young men and youths,
A place of songs and drinking ale.
III
They come to us, cunning and deceitful,
From our homes they would entice us;
To us they praise Manitoba(3),
A cold country without coal or peat.
IV
To tell you of it I need not trouble,
For when one arrives it may be seen,
A short summer, a peaceful autumn,
And a long winter of bad weather.
V
If I was in possession of the wealth,
Of two suits of clothes and a pair of shoes,
And if the fare was in my pocket,
Then for Uist I would be sailing.(4)
tradotto da Cattia Salto
I
Isola mia a te penso
fragrante e fresca Uist della giovinezza(1)
dove si trova la giovane nobiltà
che un tempo fu fedele al Clanranald(2)
II
Terra di erba frusciante, terra d’orzo,
terra ricca di ogni cosa
dove ci sono uomini giovani
e nobili
un posto di canzoni e bevute.
III
Vennero da noi, con l’astuzia e l’inganno
dalle nostre case ci illusero
e ci lodarono Manitoba(3) un paese freddo, senza carbone o torba
IV
Per raccontarti di ciò, non ho bisogno di darmi tanta pena, perchè quando si arriva si può  vedere una breve estate, un autunno tranquillo e un lungo inverno di maltempo
V
Se fossi ricco e avessi due vestiti eleganti e un paio di scarpe
e cibo nelle mie tasche
allora per Uist vorrei salpare(4).

NOTE
1) nel ricordo l’isola diventa Tír na nÓg (l’Altro Mondo, la Terra dell’Eterna Giovinezza) continua
2) Clan Ranald è un ramo del Clan Donald, uno dei clan scozzesi più numeroso ed articolato in numerose suddivisioni.
3) Manitoba è una provincia del Canada occidentale, nelle Praterie canadesi.
4) evidentemente il signor Allan MacPhee riuscì a ritornare nella sua amata isola e morì a Loch Caman

FONTI
https://it.wikisource.org/wiki/Fingal_poema_epico_di_Ossian/Ossian_(Giacomo_Macpherson)
http://www.cima-asso.it/2009/10/i-canti-di-ossian/
http://www.timelessmyths.com/celtic/ossian.html
https://sites.google.com/site/finscealtanaheireann/home/introduction-oisin
http://guide.supereva.it/musica_celtica_/interventi/2003/12/146119.shtml
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Cumhadh_Fhinn
http://www.ceolsean.net/content/CeolMead/Book01/Book01%208.pdf
http://terreceltiche.altervista.org/farewell-to-fiunary/ http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/ohmodhuthaich.htm
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/secondary/omodhuthaich.asp
http://www.bbc.co.uk/alba/oran/orain/o_mo_dhuthaich_s_tu_th_air_m_aire/
http://www.springthyme.co.uk/1004/cd04_04.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/38295/1
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/person/4814

LOGAN BRAES

La melodia Logan Water è certamente antica anche se appare in forma scritta solo nel Settecento; alcuni la ritengono un’aria irlandese altri ne asseriscono la “scozzesità”, come sia la melodia è stata spesso utilizzata per dare voce a malinconiche canzoni o anche come marcia funebre.

LA MELODIA: LOGAN WATER

un arrangiamento per violino Will Taylor & Strings Attached

Aly BainPhil Cunningham

Un’indimenticabile versione per arpa e violino è quella del gruppo scozzese Ossian  in The Carrying Stream 1997 

Robert Burns scrisse il testo di una canzone con il titolo di Logan Braes (a volte scritto come Logan Water) nel 1793 prendendo probabilmente spunto dalla versione di Logan Water (Logan Bres) scritta da John Mayne nel 1781 (qui): lo scenario è quello bucolico sulle rive del Logan e una pastorella rimpiange i giorni felici trascorsi a sollazzarsi con il suo pastorello
“Thae days are gane,
When I wi’ grief did herd alane,
While my dear lad did fight his faes,
Far, far frae me and Logan braes.”

Burns riprende il tema trasformandolo più decisamente in una antiwar song e proprio per il suo contenuto pacifista, il testo viene pubblicato solo all’inizio del nuovo secolo.

Alexander Hohenlohe Burr (1835 – 1899)

Consiglio l’ascolto della versione di Jim Malcolm in Acquaintance, 2007 (purtroppo non ancora contenuta nel canale Tutti i brani – Jim Malcolm) ma ascoltabile in versione integrale su Spotify
ASCOLTA MacPolvo


I
O Logan(1), sweetly didst thou glide,
That day I was my Willie’s bride,
And years sin syne hae o’er us run,
Like Logan to the simmer sun:
But now thy flowery banks appear
Like drumlie Winter, dark and drear,
While my dear lad maun face his faes,
Far, far frae me and Logan braes.
II
Again the merry month of May
Has made our hills and valleys gay;
The birds rejoice in leafy bowers,
The bees hum round the breathing flowers;
Blythe Morning lifts his rosy eye,
And Evening’s tears are tears o’ joy:
My soul, delightless a’ surveys,
While Willie’s far frae Logan braes.
III
Within yon milk-white hawthorn bush,
Amang her nestlings sits the thrush:
Her faithfu’ mate will share her toil,
Or wi’ his song her cares beguile;
But I wi’ my sweet nurslings here,
Nae mate to help, nae mate to cheer,
Pass widow’d nights and joyless days,
While Willie’s far frae Logan braes.
IV
O wae be to you, Men o’ State,
That brethren rouse to deadly hate!
As ye make mony a fond heart mourn,
Sae may it on your heads return!
How can your flinty hearts enjoy
The widow’s tear, the orphan’s cry?
But soon may peace bring happy days,
And Willie hame to Logan braes
Tradotto da Cattia Salto
I
O Logan che pigramente scorrevi
quel giorno in cui divenni la sposa del mio Willy, e gli anni da allora sono trascorsi su di noi, come il Logan sotto il sole d’estate. Ma ora le tue rive in fiore appaiono come l’inverno spento, buio e triste, mentre il mio caro ragazzo deve affrontare i nemici, lontano, lontano da me e dalle colline del Logan.
II
Di nuovo il bel mese di Maggio
ha reso allegre le nostre colline e valli;
gli uccelli gioiscono sotto le pergole frondose, le api ronzano attorno ai fiori odorosi. il Mattino allegro alza il roseo sguardo e la rugiada della sera sono lacrime di gioia: la mia anima senza gioia tutto scruta, mentre Willy è lontano dalle colline del Logan
III
In quel cespuglio di bianco spino
tra i suoi anfratti sta il tordo:
la sua compagna fedele condividerà la sua fatica o con il suo canto allevierà i suoi affanni. Ma io con i miei piccoli lattanti, non ho nessun compagno che mi aiuti, nessun che mi rallegri, trascorro notti da vedova e giorni senza gioia, mentre Willy è lontano dalle colline del Logan
IV
Guai a voi uomini di stato
che i fratelli spronate nell’odio mortale!
Come più di un cuore innamorato fate piangere
così vi si ritorca contro!
Non vi ricordate tra le vostre gioie malvagie
delle lacrime della vedova, dei lamenti degli orfani;
ma presto la pace porterà giorni felici
e Willy a casa alle colline del Logan

NOTE
1) Logan Water è un fiume che sgorga sulle colline nel sud ovest della Scozia, tra Lesmahagow e Muirkirk. La canzone irlandese “My Lagan Love” si riferisce invece al Lagan che scorre nel Donegal (o a Belfast) vedi


TRADUZIONE INGLESE
I
O Logan(1), sweetly did you glide
That day I was my Willie’s bride,
And years since then have over us run
Like Logan to the summer sun.
But now your flowery banks appear
Like dull winter, dark and dreary,
While my dear lad must face his foes
Far, far from me and Logan hillsides
II
Again the merry month of May
Has made our hills and valleys gay;
The birds rejoice in leafy bowers,
The bees hum round the breathing flowers;
Blythe Morning lifts his rosy eye,
And Evening tears are tears of joy:
My soul with no delight all surveys,
While Willie is far from Logan hillsides
III
Within yonder milk-white hawthorn bush,
Among her nestlings sits the thrush:
Her faithful mate will share her toil,
Or with his song her cares beguile.
But I with my sweet nurslings here,
No mate to help, no mate to cheer,
Pass widowed nights and joyless days,
While Willie is far from Logan hillsides
IV
O, woe upon you, Men of State,
That brethren rouse in deadly hate!
As you make many a fond heart mourn,
So may it on your heads return!
You remember not amid your cruel joys
The widow’s tears, the orphan’s cries;
But soon may peace bring happy days,
And Willie home to Logan hillsides!

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13343&lang=it
http://www.bartleby.com/270/3/281.html
https://blueloulogan.wordpress.com/2012/10/08/songs-of-logan-1-logan-braes/
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Logan_Water
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-042,-page-42-logan-water.aspx
http://www.mandolincafe.com/forum/group.php?gmid=53555&do=discuss
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/GrD61123.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=35237

WILL YE GO TO FLANDERS, MY MALLY, O?

Una Ballata scozzese risalente al 1600 o al 1700, in cui un soldato in partenza per le Fiandre, chiede alla fidanzata di seguirlo. Potrà assistere alla battaglia sull’alto di una collina, così com’era consuetudine dei tempi recarsi nei pressi dei campi di battaglia (a distanza di sicurezza ovviamente) per “gustarsi” lo spettacolo (come se la guerra fosse uno sport), sorseggiando bevande e mangiando qualche pasticcino. A questa scena idilliaca si contrappone la cruda realtà della morte, così il canto si pone tra le prime canzoni contro la guerra nella storia!

La canzone è compresa nella raccolta di David Herd “Ancient and Modern Scottish Songs” (1776) mentre la melodia si trova trascritta in ‘Caledonian Pocket Companion’ (James Oswald 1743). La melodia è molto simile alla versione irlandese Gramachree Molly la quale risale al 1600 e si ipotizza un’origine comune anche per The Maid in Bedlam.
Le Fiandre, terra fiamminga, oggi parte del Belgio furono teatro di guerra nel 1568-1648 (la rivolta dei Paesi Bassi contro il dominio spagnolo), ai tempi della guerra di successione austriaca 1740-1748, poco dopo il conflitto si riaccese con la guerra dei Sette anni 1756-1763

Ossian, in Dove Across the Water 1982

Dolores Keane & John Faulkner:  Live, 1978 (in Broken Hearted I’ll Wander 1979).


I(1)
Will ye go to Flanders, my Mally, O?
Will ye go to Flanders, my Mally, O?
There we’ll get wine (ale) and brandy,
And sack(2) and sugar-candy
Will ye go to Flanders, my Mally, O?
II
Will ye go to Flanders, my Mally, O?
And see the bonny sodjers there, my Mally, O
They’ll gie the pipes a blaw
Wi’ their plaids(3) and kilts sae braw,
The fairest o’ them a’, my Mally, O
III
Will ye go to Flanders, my Mally, O?
And see the chief commanders, my Mally, O
You’ll see the bullets fly
And the soldiers how they die
And the ladies loudly cry, my Mally, O?
IV
Will ye go to Flanders, my Mally, O?
And join the bold hielanders(3), my Mally, O?
Ye’ll hear the captains callin’
And see the sergeants crawlin’
And a’ the sodjers fallin’, my Mally, O.
Tradotto da Cattia Salto
I
Verrai nelle Fiandre mia Molly?
avremo vino e brandy
e vino liquoroso(1) e caramello
verrai nelle Fiandre mia Molly?
II
Verrai nelle Fiandre mia Molly
a vedere i bei soldati, mia Molly,
che soffiano nelle cornamuse
coi loro tartan e gonnellini così vivaci
la più bella tra le belle, o mia Molly?
III
Verrai nelle Fiandre mia Molly
a vedere i Comandanti in Capo, mia Molly,
vedrai volare i proiettili
e come muoiono i soldati
e le donne lamentarsi ad alta voce?
IV
Verrai nelle Fiandre mia Molly
per unirti ai coraggiosi highlanders mia Molly
sentirai il richiamo del capitano
e vedrai strisciare il sergente
e tutti i soldati cadere, mia Molly

NOTE
1) nella raccolta di Herd sono trascritte solo la I e la III strofa, la II strofa è stata aggiunta da Billy Ross  insieme a quest’altra strofa
And will ye go wi me tae Flanders my Mally-o
Gin I’d take the royal shillin my Mally-o
Wid ye tae a foreign shore
A’ tae hear the canons roar
and the bloody shouts o’ war My Mally-o
2) Sack = sherry, vino bianco liquoroso importato dalla Spagna o dalle Isole Canarie, il termine ricorre nelle broadside ballads del XVII secolo
3) oppure scritto anche: coats o red; nella II strofa il soldato descrive un reggimento scozzese con tanto di cornamuse e tartan e poteva trattarsi solo del “Royal Scots” (e di scozzesi delle lowlands) “Highland Regiments” si formano solo ai tempi della guerra di secessione austriaca 1740-1748.
The Royal Scots saw service under Malborough during the War of the Spanish Succession and followed this with garrison duty in Ireland where they remained until 1742. From this date the two battalions were usually to be separated and posted far apart. The 1st Battalion moved in 1743 to Germany to take part in the Austrian War of Succession, and was involved in the Battle of Fontenoy. In the following year, the 2nd Battalion became involved in the fight against the Young Pretender which culminated in the Battle of Culloden” (tratto da qui)

FONTI
http://sangstories.webs.com/willyegotaeflanders.htm https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/willyegotoflanders.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10176 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18542

JAMIE RAEBURN

Jamie Raeburn è una ballata scozzese ed è il lamento di un condannato mentre è deportato in Australia perchè costretto ai lavori forzati nelle colonie penali. Il testo della ballata è circolato sui broadside volanti tra il 1840-1850 ed è stato tramandato oralmente nell’ambito delle bothy songs, tant’è che è stata trascritta nella collezione di John Ord “Bothy Songs and Ballads.”
In ‘Vagabond Songs and Ballads of Scotland: With Many Old and Familiar Melodies‘ (1901) Robert Ford scrive ” The above was long a popular street song, all over Scotland, and sold readily in penny sheet form. The hero of the verses, in whose mouth the words are put, I recently learned on enquiry, through the columns of the Glasgow Evening Times, was a baker to trade, who was sentenced to banishment for theft, more than sixty years ago. His sweetheart, Catherine Chandlier, thus told the story of his misfortunes: “We parted at ten o’clock and Jamie was in the police office at 20 minutes past ten. Going home, he met an acquaintance of his boyhood, who took him in to treat him for auld langsyne. Scarcely had they entered when the detectives appeared and apprehended them. Searched, the stolen property was found. They were tried and banished for life to Botany Bay. Jamie was innocent as the unborn babe, but his heartless companion spoke not a word of his innocence.”

Tannahill Weavers in “Passage” 1984 (che omettono la VI strofa)

Ossian (voce Tony Cuffe) in “Light On a Distant Shore” ,1986 con coda finale The Broomielaw

ASCOLTA Ewan McLennan in ‘The Last Bird to Sing’ 2012. Mi piace il modo di cantare di questo giovane artista, un po’ vibrato, sempre intenso.

VERSIONE in John Ord
I
My name is Jamie Raeburn,
in Glasgow I was born
My place and habitation
I’m forced to leave with scorn
Frae my place and habitation,
it’s I must gang awa’
Far from the bonnie hills
and dales of Caledonia
II
It was early on one morning,
just by the break of day
The turnkey he came to us
and unto us did say
Arise you hapless convicts,
arise you one and a’
This is the day you are
to stray from Caledonia
III
We all arose, put on our clothes,
our hearts were full of grief
Our friends who stood around the coach could grant us no relief
Our parents, wives and sweethearts too, their hearts were broke in twa
To see us leave the hills and dales of Caledonia
IV
Farewell my dearest mother,
I’m vexed for what I’ve done
I hope none shall cast up to you
the race that I have run
I hope God will protect you when I am far awa’
Far from the bonnie hills and dales of Caledonia
V
Farewell, my honest father, you were the best of men
And likewise my own sweetheart, it’s Catherine is her name
No more we’ll walk by Clyde’s clear stream or by the Broomielaw
For I must leave the hills and dales of Caledonia
VI
If we ne’er meet on earth again, I hope we’ll meet above
Where hallelujahs will be sung to Him who reigns in love;
Nae earthly judge shall judge us then, but He who rule us a’.
Farewell to a’ the hills and dales of Caledonia.
tradotto da Cattia Salto
I
Mi chiamo Jamie Raeburn
e sono nato a Glasgow
costretto a lasciare con disprezzo
il mio paese e la mia casa,
dal mio paese e dalla mia casa
devo andare via,
lontano dalle belle colline
e dalle valli della Scozia.
II
Era mattina presto
appena dopo l’alba,
il secondino è venuto verso di noi
e verso di noi disse
“Alzatevi detenuti sfortunati,
alzatevi uno per uno,
questo è il giorno in cui
lascerete la Scozia”.
III
Tutti ci alzammo, mettendoci i vestiti,
i nostri cuori erano pieni di dolore,
i nostri amici che si trovavano introno al carro, non ci potevano dare alcun conforto; i nostri genitori, le mogli e pure le fidanzate, i loro cuori erano a pezzi, nel vederci lasciare le colline e le valli della Scozia
IV
Addio mia cara madre,
sono tormentato da quello che ho fatto, spero che nessuno ti citerà[1]
i guai che ho passato,
spero che Dio ti proteggerà quando sarò lontano, lontano
dalle belle colline e dalle valli della Scozia.
V
Addio mio onesto padre, sei il migliore degli uomini
e addio anche alla mia fidanzata, si chiama Caterina:
non passeggeremo più per il limpido ruscello del Clyde o per il Broomielaw[2] , perchè devo lasciare le colline e le valli della Scozia.
VI
Se non ci incontreremo mai più sulla terra, spero ci incontreremo altrove, dove i salmi saranno cantati a Colui che regna in nome dell’Amore; nessun giudice terreno ci potrà giudicare allora, ma Colui che ci governa tutti. Addio a tutte le colline e alle valli della Scozia.

FONTI
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/16416 https://archive.org/details/raretunes_284_jamie-raeburn http://www.australia.gov.au/about-australia/australian-story/convicts-and-the-british-colonies http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46759 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/ 59447/9;jsessionid=40108615E495343C1FAE10EEBC54CB46

BRAES OF STRATHBLANE OR BANKS OF STRATHDON?

Il nome gaelico Srath Bhlàthain si traduce  come “la valle del Blane” e la ballata ‘The Braes of Strathblane’ , tramandata sostanzialmente dalla tradizione orale e cantata anche in gaelico scozzese, potrebbe essersi originata nello Stirlingshire; è tuttavia diffusa anche nelle isole Ebridi con il titolo di Stra’ Ban Aodann Srath Bhain  (vedi prima parte); equivalente in Irlanda a “Banks of Strathdon”.

LA BELLA LAVANDERINA

lavandaiaLa storia è un po’ anomala rispetto al filone delle “courting songs”: una giovane lavandaia respinge  la proposta di matrimonio del suo spasimante (a quanto pare sfaccendato e non gradito ai genitori), il ragazzo si sente offeso dalle parole con cui lei ha spiegato il suo rifiuto; troppo tardi la fanciulla riconsidera l’offerta matrimoniale per acconsentire, lui ormai non la vuole più!

Ossian in “St. Kilda Wedding” 1987. Nelle note di copertina gli Ossian scrivono: The words here were first published in Mavers Collection (1866) and are recorded as those heard in Kintyre. The song has an unusually unhappy ending for this ‘boy meets girl in the month of May’ type“.


I
As I was a-walking
one morning in May
Down by yon green meadows
I careless did stray;
I spied a young lass,
she was standing alane
A-bleaching her claes
on the braes o’ Strathblane (1).
II
I steppèd up tae her
as I seemed tae pass:
“Ye’re bleaching yer claes here,
my bonny young lass;
It’s twelve months and mair
since I’ve had in my mind
And its a’ tae be married
if you are inclined.”
III
“Tae marry, tae marry,
I’m sure I’m too young
And all ye young lads
hae a flattering tongue;
My faither and mother
displeasèd would be
Gin I were tae wed
wi’ a rover (2) like thee.”
IV
“But lassie, oh lassie,
how can ye say so
For ye ken all the pain
which I undergo;
Consent, my dear lassie,
tae be a’ my ain
And happy we’ll live here
on the braes o’ Strathblane.”
V
But, “Tempt me nae longer –
this lassie did say-
For ye’ll dae yersel’ better
to gang on your way;
Far better for me
tae bide here alane
Than wi’ you spend my days here
on the braes o’ Strathblane”.
VI
So I turnèd around then
wi’ a tear in my ee
Saying, “I wish ye a guid man, whaure’er he may be;
I wish ye a guid man
as we’re here alane
And I’ll court wi’ another
on the braes o’ Strathblane.”
VII
“But wait”, cried this lassie,
“for ye’ve fair won my hairt;
Here is my hand,
and we never shall part.
We never shall part
till the day that we dee
And may a’ good attend us
whaure’er we may be.”
VIII
“But noo ye’ve consented,
oh it’s fair out o’ time;
Ilka word that you’ve spoken,
I’ve changèd my mind
For the clouds they look heavy,
I’m afeared we’ll have rain.”
And we shook hands and parted
on the Braes o’ Strathblane.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo
in un mattin di Maggio
per quei campi verdi
e distrattamente vagavo,
vidi una fanciulla
che stava da sola
a lavare (candeggiare) i suoi vestiti
sulle rive dello Strathblane.
II
Mi sono fermato accanto a lei
mentre stavo passando:
“Stai lavando i tuoi abiti ,
mia bella signorina?
Sono 12 mesi e più
che avrei intenzione
di sposarti,
se anche tu lo desideri!”
III
“Sposare, sposare?
Di certo sono troppo giovane
e tutti voi giovanotti
avete una lingua adulatrice,
mio padre e mia madre
non sarebbero contenti
se fossi sposata
ad un vagabondo come te.”
IV
“Oh ragazza, ragazza
come fai a dire così,
lo sai bene tutta la pena
che mi fai passare,
acconsenti mia cara ragazza
di sposarmi
e vivremo felici qui
sulle rive dello Strathblane”
V
“Non tentarmi più a lungo –
disse la ragazza –
sarà meglio che tu vada
per la tua strada
molto meglio per me
aspettare qui da sola,
che trascorrere con te i miei giorni
qui sulle rive dello Strathblane”
VI
Così mi sono voltato
con gli occhi pieni di lacrime
dicendo “Ti auguro un brav’uomo ovunque egli sia,
ti auguro un brav’uomo
mentre stai qui da sola,
e io corteggerò un’altra
sulle rive dello Strathblane”
VII
“Ma aspetta – gridò la ragazza –
perchè hai vinto il mio cuore,
ecco la mia mano
e non ci separeremo più,
non ci separeremo più
fino al giorno della nostra morte
e possa la sorte favorirci
ovunque saremo”
VIII
“Ma ora che hai acconsentito
è troppo tardi,
a causa di ogni parola che hai detto
ho cambiato opinione,
che le nuvole sembrano pesanti
e temo che verrà a piovere”
E ci stringemmo la mano e separammo sulle rive dello Strathblane.

NOTE
(1) Strathblane probabile riferimento al Blane Water un fiume chiamato in gaelico  Beul-abhainn  (= fiume chiacchierino) per l’abbondanza di cascatelle e cascate. Un suo affluente il Ballagan Burn è particolarmente suggestivo per le vasche d’alabastro scavate dal ruscello. Strathblane è oggi un piccolo paese-dormitorio di Glasgow – la distanza è di circa 20 km-ai confini sud-est della contea di Stirling (Scozia) , nel 1800 vi si impiantò un centro tessile per la produzione di calicot (scritto anche calicò come si pronuncia) il cencio della nonna, un tessuto in cotone economico che veniva prodotto in India e che si prestava ad essere stampato con vivaci colori (Calloco Print).
(2) il ragazzo è chiaramente uno senza un mestiere, forse un traveller

LA VERSIONE IRLANDESE: THE BANKS OF STRATHDON

Questa versione è in pratica identica alla versione scozzese tranne per il nome della località; aggiunge piuttosto una strofa  una sorta di commento o frase conclusiva tipica nella struttura delle warning songs (e già presente nella versione in gaelico scozzese).
Così conclude: “Venite tue voi signorine e accettate questo consiglio da me: non offendete mai un giovanotto per la sua povertà, perchè nell’offendere questo giovane temo che non ne troverete altri e vivrete e morirete nubili sulle rive di Strathdon

“Hugh Shields’ Shamrock, Rose and Thistle, Belfast: Blackstaff Press, 1981 has a version of ‘The Braes of Strathblane’ taken down from Annie Sweeny of Magilligan, Co Derry (N Ireland). According to the notes, the song has also been found in America under the titles of ‘The beach of Strablane’, ‘The bleaches so green'[not as odd a name as may appear; linens were treated on a ‘bleaching green’] and even ‘The Chippewa Girl’ Shields also quotes from Robert Ford, ed Vagabond Songs and ballads of Scotland(1899)Paisley & London, 1904: ‘Doggerel’ as familiar in the Blane valley, north of Glasgow, as ‘the lines of the 23rd psalm’. Two American versions can be found in GM Laws’ Native American Balladry (1950) revised, Philadelphia 1957. He calls it ‘The Chippewa Girl’. Maud Karpeles collected ‘The bleaches so green’ in Newfoundland.” (da qui)

ASCOLTA Cathal McConnell

I
As I went out walking one morning in May
Down by yon green meadow I chanced for to stray
I met with a fair maid she was standing along
She was bleaching her claes on the Banks of StrathdonSo I said unto to her as I seemed to pass
“You’re bleaching your claes here my bonnie wee lass
Tis twelve months and better since I’ve had a mind
For to ask you to marry me if you’re sae inclined.”
II
“To marry you, to marry you O I’m far too young
And besides all you young men have a flattering tongue
My father and mother would both angry be
If I were to marry a young man like thee.”
III
“O hold your tongue lassie and do not say no
You can cure all the pains love that I undergo
But I’ll bid you a good man though I gang alone
So I’ll bid you good morning on the Banks of Strathdon.”
IV
“Abide my dear laddie, you’ve fair won my heart
Here is my hand and we never shall part
We never shall part till the day we die
And may all good attend us wherever we be.”
V
“O it’s now you’ve consented though now out of time
The cruel words you’ve spoken have altered my mind
Dark clouds are a-gathering and rain will be on.”
So they shook hands and parted on the Banks of Strathdon.
VI
“So come all you fair maids and a warning take by me
Never slight your young man for his poverty
For in slighting this young man I’m afraid I’ll get none
And live and die unmarried on the Banks of Strathdon.”

 

ASCOLTA John Reilly in “The Bonny Green Tree Songs of an Irish Traveller” 1977 e ristampato nel  2014


I
For the old town of Tralee(1)
one evening in June
Through the woodbine,
mound daisies
an’ meadows in bloom
I espied a wee lassie
at the end of a lane
An’ she bleaching her linen
by the braes of Strawblane
II
For I stepped up unto her
an’ I made my address:
“Are you bleachin’ your linen
my charnin’ wee lass,
For twelve months an’ better
since I had deep in my mind
Oh, that we would get married,
love, if you were inclined.”
III
“Well, to marry, to marry,
kind sir, I’m too young
An’ besides all ye young men
has a platterin’ fine tongue
Sayin; my Daddy an’ Mammy,
oh quite angry would be
That’s if I would go
marry a rover like thee.”
IV
“You consent my wee lassie
and do not say no
Sayin’ you don’t know the pain love,
oh that I undergo
for the clouds they look weary,
I’m afraid we’ll have rain
Oh, but I’ll go my way, love,
round the braes of Strawblane.”
V
“Consented, consented
it is all of the time
Since the last words you have spoken
I have now changed my mind
The clouds they look weary
I’m afraid we’ll have rain
Oh but I’ll court some other
round the braes of Strawblane.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Per la vecchia città di Tralee
una sera di Giugno
con il caprifoglio
e un mucchio di margherite
che fiorivano nei prati,
vidi una ragazzina
alla fine del viale
e lei candeggiava la sua biancheria
sulle rive dello Strawblane.
II
Sicchè accanto a lei mi fermai
e le feci le presentazioni
“Stai candeggiando la biancheria ,
mia affascinante fanciulla?
Sono più di 12 mesi
che ho la profonda convinzione
di chiederti in sposa,
se anche tu lo vuoi”
IV
” Beh, per sposarmi, sposarmi
gentile signore, sono troppo giovane
e inoltre tutti voi giovanotti
avete una parlantina sciolta,
mio padre e mia madre
non sarebbero tanto contenti
se andassi in sposa
a  un vagabondo come voi.”
IV
“Acconsenti ragazzina
e non dire no,
tu che non conosci le pene d’amore
come quelle che io patisco,
perchè le nuvole sembrano cariche
e temo che verrà a piovere,
ma allora andrò per la mia strada, amore, per le rive dello Strawblane”
V
“Acconsenti, acconsenti
ma è troppo tardi
poichè le ultime parole che hai detto
mi hanno fatto cambiare opinione,
le nuvole sembrano cariche
e temo che ci sarà pioggia
ma io corteggerò qualcun’altra
sulle rive dello Strawblane”

NOTE
1) Tralee si trova nella contea di Jerry (Irlanda Sud-Ovest)

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/b/braesost.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=17312 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34604
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/20794
http://www.gla.ac.uk/0t4/~dumfries/files/layer2/ glasgow_broadside_ballads/braes_o_strathdon.htm http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/ 55077/1;jsessionid=FB3D71DD4296E904CDD6E1C77C93FEBA http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/aodann.htm http://www.pantomimemusic.com/strawblane_sample.pdf

BROSE AND BUTTER A BOTHY BALLAD

ATTENZIONE: QUESTO POST POTREBBE CONTENERE UN LINGUAGGIO OFFENSIVO

“Brose and Butter” è tra le più famose vecchie “bothy ballads“ dell’Ayrshire (Scozia del Sud) che Robert Burns scrisse nell’autunno del 1785: il testo è a doppio senso sia culinario che sessuale, infatti si parla di una cena che in realtà  è un rapporto sessuale. Non è acclarato se il testo sia solo una trascrizione di un vecchio brano tradizionale. Nella raccolta di David Herd Ancient and modern Scottish songs” (1776) la canzone è di due strofe oltre al coro, è lecito presumere quindi che le restanti strofe siano state scritte da Robert Burns.

MELODIA Peacock Follow(ed) the Hen (slip jig) (vedi)
ALTRI TITOLI: Cuddle Me Cuddy, Here We Go Up, Up, Up, Mad Moll, Up And Down Again, Yellow Stockings.

Versione in David Herd
I
JENNY sits up in the laft,
JOCKY wad fain hae been at her,
There cam a wind oot o the wast,
Made a’ the windaes to clatter.
II
A goose is nae guid meat,
A hen is boss within,
In a pie there’s muckle deceit,
A puddin it is a guid thing.

Ossian in Ossian 1977 seguono due jigs: Monaghan Jig/Jackson’s Bottle of Brandy

ASCOLTA Eddi Reader (strofe I, II, III, IV, V, I, II, I, II, I)
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CHORUS
O gie my love brose, brose;
O gie my love brose and butter(1);
An’ gie my Love brose, brose,
Yestreen(2) he wanted his supper.
I
Jenny sits up the laft(3)
Johnny was glad to be at her (4)
there came a wind came out o’ the west made all the windows to clatter
II
A dow(5) is a dainty dish
goose is hollow within
the sight would make you blush
but aw the fun is to finishing
III
my daddie sent me to the hill
to pull my minnie(6) some heather
and drive it intae yur fill
yur welcome tae the leather(7)
IV
a mouse is a merry wee beast
the moodiewark(8) wants the een
and oh for the touch o’ the thing
I had in my nieve(9) yestreen
V
The lark(10) she loves the grass
the hen she loves the stubble(11)
and hey for the gardner lad
tae gully away(12) wi’ his dibble(13)
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
CORO
“Dammi la farinata amore mio
la farinata con il burro;
si, dammi amore mio la farinata”
ieri sera lui voleva la sua cena!
I
Jenny si siede in soffitta
Johnny era contento di starle vicino
poi venne il vento da occidente
a sbattere tutte le finestre
II
Il piccione è un piatto raffinato
l’oca è cava all’interno,
alla vista ti farebbe arrossire
ma tutto il piacere è nel venire.
III
Il mio paparino mi ha mandato in collina a cogliere per la mammina dell’erica, e guidalo dentro il tuo ripieno, sei il benvenuto nella pelle
IV
Un topo è una bestiola felice
la talpa vuole gli occhi
e oh con un semplice tocco del “coso”
lo avevo in pugno ieri sera
V
L’allodola ama l’erba
la pernice ama le stoppie
e un evviva per il giardiniere
che pianta il suo bastone

NOTE
1) PORRIDGE O BROSE? Gli Scozzesi preferiscono il BROSE ossia il “vero e unico” modo di preparare la farinata d’avena: la differenza rispetto al porridge è che l’avena non subisce cottura ma è solo mescolata vigorosamente in una ciotola con acqua bollente e lasciata riposare per 5 minuti circa, avendo cura di metterci un coperchio in modo che il calore agisca sull’avena. Si mangia con l’aggiunta di sale e latte o latticello e ovviamente si aggiunge anche del burro fresco. C’è anche una versione “rinforzata” della ricetta che prevede l’aggiunta di miele (ovviamente d’erica), panna e whisky.
Oggi si preferisce la versione bevanda detta Atholl brose (una specie di whisky cream) di cui esistono diverse ricette con l’aggiunta di uova, lamponi, erbe aromatiche .. (per la ricetta vedi)
2) Yestreen= last night
3) laft= loft
4) nella versione di Burn dice: Jockie wad fain a been at her; letteralmente Johnny era contento di essere con lei (in senso traslato farsela)
5) inizia tutta una serie di riferimenti a uccelli ed animali che in realtà sono ben altro
6) minnie= mother
7) pelle ma in senso figurato “vagina”
8) moodiewark= mole
9) nieve= mano stretta a pugno
10) laverock= lark
11) stibble= stubble, in senso figurato peli pubici
12) gully =dig in senso figurato fottere. Lunga è la lista delle canzoni celtiche sui giardinieri, ricche di doppi sensi
13) dibble= bastone appuntito e in senso figurato pene maschile

La versione pubblicata nel The Merry muses of Caledonia (1799-1800), è parzialmente rivista e contiene un’ulteriore strofa:
We a’ were fou yestreen,
The night shall be its brither;
And hey, for a roaring pin
To nail twa wames thegither!

FONTI
http://www.eddireader.net/tracks/erBB.htm http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/brose_and_butter/ http://tunearch.org/wiki/Brose_and_Butter http://thesession.org/tunes/1145

BRAW LADS O’ GALLA WATER

“Braw Lads O’ Galla Water”, “Galla Water”, “Gala Water” o “Braw, braw Lads(lassie)” sono vari titoli per la stessa canzone tradizionale scozzese. Il Gala Water è  un fiume del Border scozzese che nasce dalle Moorfoot Hills e confluisce nel Tweed vicino a Melrose attraversando le contee di Edimburgo, Selkirk e Roxburgh, una percorso serpentino e ameno tra ampi tratti di pascolo. Galashiels (Gala) è una città nella contea di Selkirk sul fiume Gala famosa per le sue produzioni tessili; la canzone è cantata immancabilmente in occasione del Braw Lads Gathering una sorta di rievocazione dei momenti storici salienti vissuti dalla cittadina, che si svolge a fine maggio e per buona parte di giugno (vedi).

Dapprima Robert Burns inviò una versione tradizionale all’editore Johnson per la pubblicazione sullo ‘Scots Musical Museum‘ (Vol II 1788) la quale versione è pressochè identica a quella pubblicata da David Herd una decina d’anni prima (Ancient and Modern Scottish Songs Vol II 1776). Poi lo stesso Burns rielaborò la poesia in una ulteriore versione inviata all’editore George Thomson che venne data in stampa nel 1793 (in Select Collection of Original Scottish Airs for the Voice) con l’arrangiamento di Joseph Haydn (Hob. XXXIa:15ter)

Gala-Water-from-The-Poems-of-Robert-Burns-by-Joan-Hassall

Della canzone esistono molte versioni testuali abbinate ad un paio di melodie, si tratta della canzone di una pastorella innamorata di un bel ragazzo di Gala, che decide di andare a vivere con lui. In alcune versioni si descrive una sorta di incontro “galante” tra i due, e in effetti la canzone si inserisce nel filone degli incontri romantici “among the Heather” tra procaci pastorelle e baldi giovanotti; questa storia però è la storia di un’unione matrimoniale, un tempo il matrimonio per amore era privilegio della povera gente , mentre la gente bene si sposava per convenienza (e una ragazza senza dote difficilmente riusciva a sposarsi, se non era più che bella).
Tra poveri non c’era nemmeno bisogno del consenso dei reciproci genitori, bastava dar seguito ad una promessa di matrimonio (lo scambio dei voti in un boschetto.. con un rapporto sessuale completo) e/o alla coabitazione. E ovviamente nessuna festa pubblica con amici e parenti.

Ossian in “St Kilda Wedding” Iona Records, 1978 versione testuale ripresa dagli Old Blind Dogs nel loro New tricks (1992) (da ascoltare su Spotify)


I
Oh braw(1), braw lads o’ Gala Water
Bonnie lads o’ Gala Water
Let them a’ say whate’er they may
__ as I tae Gala Water
Braw, braw bonnie lads O
II
It’s ower yon moss an’ ower yon moor
Ower yon bonnie hill o’ heather
Let them a’ say whate’er they may
__ as I tae Gala Water
Braw, braw bonnie lads O
III
It’s lords an’ lairds(5) cam here tae woo
An’ gentlemen wi’ sword(6), aye an’ dagger
But the black-eyed lads o’ Galashiels(7)
Will hae nane but the gree(8) o’ Gala Water,
Braw, braw bonnie lads O
IV
Fareweel tae you, proud Galashiels
Fareweel, my mither an’ my faither
I’ll awa’ wi’ the black-haired lad
That keeps his sheep on Gala Water
Braw, braw bonnie lads O
V
Ower yon moss an’ ower yon moor
Ower yon bonnie hills sae drearie
The lassie lost her silken snood(10)
Gar’d(12) her greet, for she was wearie
Braw, braw bonnie lads O
tradotto da Cattia Salto
I
Bei ragazzi del fiume Gala,
graziosi ragazzi del fiume Gala,
che dicano ciò che possono
– mentre io vado al fiume Gala,
Bei ragazzi del fiume Gala.
II
E’ per quella torbiera, per quella brughiera, per quella bella collina d’erica che dicano ciò che possono,
– mentre io vado al fiume Gala,
Bei ragazzi del fiume Gala.
III
Signori e laird son venuti qui per corteggiare
e cadetti con la spada e un pugnale,
ma il ragazzo dagli occhi scuri di Gala
non ha altro che il vantaggio(8) del fiume Gala,
Bei ragazzi del fiume Gala.
IV
“Addio a te, fiera Gala,
addio madre mia e padre mio,
vado via con il ragazzo dai capelli scuri
che tiene le sue pecore sul fiume Gala”.
Bei ragazzi del fiume Gala.
V
Per la torbiera e la brughiera
per quelle belle colline così care,
la ragazza perse la sua fascia argentata(10)
e faceva i complimenti fino a stancarsi,
(ai) Bei ragazzi del fiume Gala.


NOTE
1) Braw: fine
2) kilt=tuck up
3) Aboon: above; ma anche below oppure up to
4) “Galla-Water” 1776 (raccolta di Herd) è scritto: “I aften kiss her till I’m wearie” [in italiano: la bacio spesso fino a diventare stanco]
5) il laird è una figura tipica della piccola nobiltà scozzese, un possidente terriero
6) si riferisce probabilmente ai cadetti
7) Galashiels (Gala) è una città nella contea di Selkirk sul fiume Gala
8) il ragazzo è un semplice pastorello ma è superiore ai nobiluomini perchè proviene da Gala. Si potrebbe tradurre con grado, laurea ma non rende bene in italiano
9) la ginestra allude a una sessualità selvaggia, libera da regole. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti.
10) Snood: ribbon to bind hair. L’espressione è un eufemismo per la perdita della verginità
11) Which cost her many a blurt and blear-eye ovvero che le costò rimpianti e lacrime; in “Galla-Water” 1776 (raccolta di Herd) è scritta invece una frase che ha significato opposto:”That gard her greet till she was wearie
12) Gars: make; gard: made

per il confronto vedasi la VERSIONE Herd 1776 e SMM 1788
I
Braw(1), braw lads of Galla water,
O! braw lads of Galla water:
I’ll kilt(2) my coats aboon(3) my knee,
And follow my love thro’ the water.
II
Sae fair her hair, sae brent her brow,
Sae bonny blue her een, my dearie;
Sae white her teeth, sae sweet her mou’,
The mair I kiss, she’s ay my dearie(4).
III
O’er yon bank, and o’er yon brae,
O’er yon moss amang the heather:
I’ll kilt my coat aboon(3) my knee,
And follow my love thro’ the water.
IV
Down amang the broom, the broom(9),
Down amang the broom, my dearie.
The lassie lost her silken snood(10),
That cost her mony a blirt and bleary(11)

ASCOLTA The McCalmans in In Harmony 1994 (in versione integrale su Spotify).


I
Bonnie lass o’ Gala Water
Braw braw lass o’ Gala Water
I would range the mountains sae deep(13)
Wi’ you bonnie lass o’ Gala Water
II
Sae fair her hair, sae brent her brow
Sae bonnie blue her een and cheerie
Oh I would go the length o’ the Isle(14)
Tae get back home wi’ my dearie
III (15)
O’er yonder moor, o’er yonder mountain
O’er yon bonnie hills taegither
O I would range the mountains o’ time
My own bonnie lass tae forgather
IV
Lords and lairds came here tae woo
And gentlemen wi’ sword and dagger
But the black eyed lass o’ Galashiels
Would hae nane but the gree o’ Gala Water
tradotto da Cattia Salto
I
Bella ragazza del Fiume Gala
brava, bella ragazza del Fiume Gala
vorrei scalare le montagne così ampie,
con te, bella ragazza di Gala
II
Così belli i capelli, così spaziosa la fronte
così belli e cari i suoi occhi blu!
Oh vorrei attraversare l’Isola
per tornare a casa con la mia ragazza
III
Per quella brughiera, quella montagna
e quelle belle colline insieme
vorrei scalare le montagne del tempo
per incontrarmi con la mia bella ragazza
IV
Signori e laird son venuti qui per corteggiare e cadetti con la spada e un pugnale,
ma la ragazza dagli occhi scuri di Gala
non vuole altro che il ragazzo del fiume Gala

NOTE
13) in altre versioni dice “I could wade the stream sae deep” che è sicuramente più calzante con il concetto di profondo
14) in altre versioni dice “The mair I kiss her cherry lips, the mair I wish her for my dearie”
15) in altre versioni dice ” O’er yonder moss, o’er yonder muir, through a’ yon mossy muirs and heather, O I could rin, wi’ heart sae licht, wi’ my dear lassie tae forgather

VERSIONE DI ROBERT BURNS 1793

The Corries


CHORUS
Braw(1), braw lads on Yarrow-braes(16),
They rove amang the blooming heather;
But Yarrow braes, nor Ettrick shaws(17)
Can match the lads o’ Galla Water.
Braw, braw lad
I
But there is ane, a secret ane,
Aboon(3) them a’ I loe him better;
And I’ll be his, and he’ll be mine,
The bonie lad o’ Galla Water.
II
Altho’ his daddie was nae laird(5),
And tho’ I hae nae meikle tocher(18),
Yet rich in kindest, truest love,
We’ll tent(19) our flocks by Galla Water.
III (20)
It ne’er was wealth, it ne’er was wealth,
That coft(21) contentment, peace, or pleasure;
The bands and bliss o’ mutual love,
O that’s the chiefest warld’s treasure.
tradotto da Cattia Salto
CORO
Bei ragazzi delle colline di Yarrow
che vanno in giro tra l’erica in fiore
ma nè le colline di Yarrow o i boschetti di Ettrick possono avvicinarsi ai ragazzi del fiume Gala.
Bei ragazzi
I
C’è ne uno, uno speciale
che sopra a tutti gli altri amo di più;
e io sarò sua e lui sarà mio,
il bel ragazzo del fiume Gala.
II
Anche se il padre non è un laird,
e io non ho una gran dote,
siamo tuttavia ricchi di buoni affetti e dell’amore più vero, e baderemo alle nostre greggi sul fiume Gala.
III
Non c’è mai stata ricchezza
che ha portato alla felicità, alla pace o al piacere;
la compagnia e la grazia dell’amore reciproco,
questo è il principale tesoro del mondo

NOTE
16) Braes: hillsides
17) Shaws: thickets
18) Meikle Tocher: much dowry
19) Tent: look after
20) nella strofa Burn esprime un tema “classico” della sua poetica
21) Coft: bought

Un’altra versione è quella in parte riportata nella raccolta di Robert Chambers “Scottish ballad and songs”

Bear the Tinker, il testo è simile alla versione cantata da Ewan MacColl nel 1965 in “Folk Songs and Ballads of Scotland” tranne che nella III strofa


I
Braw(1), braw lads o’ Gala Water,
Bonnie lads o’ Gala Water;
I’ll kilt(2) my coats abune(3) my knee,
And follow my lad o’ Gala Water
Braw, braw lad.
II
Lothian(22) lads are black as deils,
And Selkirk(23) lads are no’ much better;
I’ll kilt my coats abune my knee
And follow my love thro’ the water;
Braw, braw lad.
III (24)
But there is ane, a secret ane,
Aboon them a I loe him better
And I’ll be his, and he’ll be mine
The bonnie lad o’ Gala Water;
Braw, braw lad.
IV
Corn rigs are fine and bonnie,
A block o’ sheep is muckle(25) better,
The wind will shake a field of oats
While lambs are frisklin’ in Gala Water;
Braw, braw lad.
V
Adieu, soor plooms(26) o’ Galashiels(7),
Tae you, my faither, here’s a letter;
It’s I’m awa’ wi’ the black herd lad,
To bide wi’ him in Gala Water;
Braw, braw lad.
tradotto da Cattia Salto
I
Bei ragazzi del fiume Gala
graziosi ragazzi del fiume Gala
mi arrotolo la gonna alle ginocchia
e seguo il mio ragazzo del fiume Gala
Bel ragazzo
II
I ragazzi di Edimburgo sono neri come diavoli
e i ragazzi di Selkirk non sono molto meglio,
mi arrotolo la gonna alle ginocchia,
per seguire il mio ragazzo del fiume Gala,
Bel ragazzo
III
C’è ne uno, uno speciale
che sopra a tutti gli altri amo di più;
e io sarò sua e lui sarà mio,
il bel ragazzo del fiume Gala
Bel ragazzo
IV
I campi di grano sono belli
un gregge di pecore è ancora meglio
il vento agiterà un campo d’avena,
mentre gli agnelli saltelleranno nel fiume Gala,
Bel ragazzo
V
Addio prugne acide di Gala
per voi padre ecco una lettera
Sono andata via con il mandriano moro
per restare con lui sul fiume Gala
Bel ragazzo

NOTE
22) è la contea di Edimburgo
23) Selkirk è un paese lungo l’Ettrick nella contea omonima
24) in questa versione la strofa è identica alla I strofa di Robert Burns; la strofa in Ewan MacColl (che in alcune versione è messa come II strofa) dice invece: It’s ower the moss and doon yon glen, And o’er the bonnie blooming heather, Nicht or day he bears the gree, The bonnie lad o’ Galla Water; Braw, Braw lad. (In italiano: su per la torbiera e giù per la valle e su per la bella brughiera fiorita, notte o giorno egli ottenne la vittoria, il bel ragazzo del fiume Gala)
25) muckle= much
galashie26) Soor plooms= Sour Plums (in italiano prugne acide) è diventato un motto per commemorare lo scontro avvenuto nel 1337 tra gli uomini di Gala e un gruppo di soldati inglesi; il motto è ripreso nello stemma araldico della città. “The motto Sour Plums and the date refer to when English soldiers were on a raid (one of the many) and some of theme were gathering wild plums which grow in the area. They were surprised by some locals and sent to meet their maker, their guts being opened with the sword and the plums they had eaten spilled out, sour” (tratto da qui) Una versione “guerresca” della volpe e l’uva

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/matrimonio-celtico-storia.html
http://www.scottish-places.info/features/featurehistory3398.html http://www.jamespringle.co.uk/html/braw_lads_of_gala.html http://sangstories.webs.com/brawladsogallawater.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7667 http://www.electricscotland.com/history/other/75GalaWater.pdf http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_gala.htm http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-125,-page-131-braw,-braw-lads-of-galla-water.aspx http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/braw_lads_o_galla_water/ http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/gala.htm http://mysongbook.de/msb/songs/g/galawate.html http://www.annexgalleries.com/inventory/detail/17937/Joan-Hassall/Gala-Water-from-The-Poems-of-Robert-Burns