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Don Oíche Úd I MBeithil o Do You Hear What I Hear?

Il canto di natale in gaelico irlandese dal titolo ” Don Oíche Úd I MBeithil”  (That Night in Bethlehem = quella notte a Betlemme) è una poesia scritta da Aodh Mac Cathmhaoil (1571-1626); la melodia è considerata tradizionale anche se talvolta viene attribuita a Sean Óg Ó Tuama il quale la pubblicò negli anni 1950 in un raccolta di canti in irlandese dal titolo “An Cóisir Cheoil”

Hugh MacCaghwell o dal latino Ugo Cavellus era un teologo francescano nonchè arcivescovo di Armagh al cui patronimico venne aggiunto il nome di “Mac Aingil” (figlio di un Angelo) per le sue opere maggiori sulla dottrina cristiana particolarmente ispirate. Scrisse anche quattro Carol natalizi in gaelico, tra cui ” Don Oíche Úd I MBeithil”

ASCOLTA The Chieftains

ASCOLTA Altan live
ASCOLTA Celtic Woman

Gaelico irlandese
I
Don oíche úd i mBeithil
beidh tagairt faoi ghréin go brách,
Don oíche úd i mBeithil
gur tháinig an Briathar slán;
Tá gríosghrua ar spéartha
‘s an talamh ‘na chlúdach bán;
Féach Íosagán sa chléibhín,
‘s an Mhaighdean ‘Á dhiúl le grá (1)
II
Ar leacain lom an tsléibhe
go nglacann na haoirí scáth
Nuair in oscailt gheal na spéire
tá teachtaire Dé ar fáil;
Céad glóir anois don Athair
sa bhFlaitheasa thuas go hard!
Is feasta fós ar sa thalamh
d’fheara dea-mhéin’ siocháin!

Traduzione inglese *
I
I sing of a night in Bethlehem
A night as bright as dawn
I sing of that night in Bethlehem
The night the Word was born
The skies are glowing gaily
The earth in white is dressed
See Jesus in the cradle
Drink deep in His mother’s breast (1)
II
And there on a lonely hillside
The shepherds bow down in fear
When the heavens open brightly
And God’s message rings out so clear
“Glory now to the Father
In all the heavens high
And peace to His friends on earth below (2) ” Is all the angels cry
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Canto di quella notte a Betlemme,
notte luminosa come l’alba,
canto di quella notte a Betlemme
la notte in cui il Verbo è nato;
i cieli risplendevano di gioia
la terra di bianco era ricoperta
per vedere Gesù nella culla, mentre succhiava dal seno della mamma
II
E c’erano sulla collina brulla
i pastori che si accasciarono dalla paura, quando i Cieli s’illuminarono
e il messaggio di Dio risuonò forte
“Gloria al Padre
nell’alto dei Cieli
e pace agli uomini di buona volontà”
gridarono gli angeli

NOTE
* tratta da qui
1) And the Virgin nursing him with love
2) citazione dal vangelo di Luca

 

Natività, Giotto, Basilica di Assisi

Do You Hear What I Hear?

La canzone natalizia fu scritta nel 1962 da Gloria Shayne Baker (per la musica) e Noël Regney (per il testo) come un inno alla pace durante la crisi missilistica cubana. Una lunga lista d’interpreti l’hanno resa celebre  in tutto il mondo. Unisco i due brani perchè così ha fatto Moya Brennan nel suo album “An Irish Christmas”
ASCOLTA Moya Brennan in “An Irish Christmas” 2005 unisce due canti Do You Hear e Don Oíche Úd I MBeithil (Do you hear what I hear strofe II, III + Don oíche úd i mBeithil strofa I + Do you hear what I hear  strofa IV)

ASCOLTA Orla Fallon in “Celtic Christmas” 2010


I
Said the night wind
to the little lamb,
“Do you see what I see?
Way up in the sky,
little lamb,
Do you see what I see?
A star, a star, dancing in the night
With a tail as big as a kite.”
II
“Do you hear what I hear?”
Said the little lamb
to the shepherd boy
“Do you hear what I hear?
Ringing through the sky,
shepherd boy?
Do you hear what I hear?
A song, a song high above the trees
With a voice as big as the sea”
III
Said the shepherd boy
to the mighty king
“Do you know what I know
In your palace warm,
mighty king?
Do you know what I know?
A Child, a Child shivers in the cold
Let us bring Him silver and gold”
IV
Said the king
to the people everywhere
“Listen to what I say
Pray for peace,
people everywhere
Listen to what I say
The Child, the Child sleeping in the night
He will bring us goodness and light”
(1)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Disse la notte
all’angellino
“Vedi quello che vedo?
In alto nel cielo
o angellino, vedi quello che vedo?
Una stella, una stella che danza nella notte, con una coda lunga come un aquilone”
II
“Senti quello che sento?”
Disse l’agnellino
al pastorello
“Senti quello che sento?
Che risuna in cielo
o pastorello? Senti quello che sento?
Un canto, un canto che si leva alto tra gli alberi,
con una voce profonda come il mare”
III
Disse il pastorello
al  Re magnifico
“Sai quello che so
(tu che stai) nel tuo palazzo al caldo,
o magnifico Re?
Sai quello che so? Un bambino, un bambino rabbrividisce al freddo,
gli porteremo argento e oro”
IV
Disse il re
alla gente di tutto il mondo
“Ascoltate quello che dico
pregate per la pace,
o gente di tutto il mondo.
Ascoltate quello che dico
il Bambino, il Bambino che dorme nella notte
ci porterà la bontà e la luce”

NOTE
1) Moya conclude con
Listen to what I say
Do you know what I know?
Do you hear what I hear?”

FONTI
http://anglandicus.blogspot.it/2013/12/when-word-safely-came.html
http://songsinirish.com/don-oiche-ud-i-mbeithil-lyrics/
https://thegatheringfire.wordpress.com/2014/12/29/that-night-in-bethlehem-an-irish-christmas-carol/
http://www.celticlyricscorner.net/brennan/doyou.htm

IN THE BLEAK MIDWINTER: SNOW ON SNOW

christina_rossettiCanto natalizio conosciuto con il titolo di A Christmas Carol era inizialmente una poesia di Christina Rossetti scritta nel 1872; una ventina d’anni dopo, il compositore inglese Gustav Theodore Holst vi adottò una sua melodia dal titolo Cranham. Successivamente molte altre melodie vennero scritte e pubblicate (quella più conosciuta per coro è stata composta da Harold Drake nel 1911)
In una lettera indirizzata da Christina Rossetti a W. Aytoun nel 1854 leggiamo: “parlando come sto facendo a un poeta, spero di non essere fraintesa e tacciata di egoismo o vanità quando dico che l’amore che nutro per le opere degli altri autori mi induce a pensare che le mie non siano poi così disprezzabili; che la poesia è parte di me, un impulso e una realtà e non un meccanismo; e so che i miei intenti di autore sono puri, orientati al vero e al giusto.”

SNOW ON SNOW

Moltissimi artisti hanno interpretato questo brano dolce e delicato presente anche in tanti innari (che censurano tuttavia la III strofa forse per via di quel “breast full of milk” considerato troppo audace!). Indubbiamente la composizione pare fresca e spontanea a confronto di molti inni più roboanti e ridondanti con frasi fatte tratte dalla Bibbia; eppure la teologia delle parole è ben fondata ed erudita, essendo la poesia solo apparentemente scritta con il cuore di un fanciullo.

Vergine e il Bambino -Jean Fouquet, 1452-53

La prima strofa trasmette tutto il freddo e la durezza di un Inverno che metaforicamente era sulla terra prima della venuta di Cristo. Nella seconda strofa una scena apocalittica della magnificenza di Dio, si contrappone alla nascita in un umile stalla di suo Figlio, Gesù. La IV strofa è il tripudio di tutte le schiere angeliche che, saturando il cielo di ali e di luce, celebrano la divinità di Cristo. Ad essi la poetessa accosta la tenerezza di una madre che bacia e nutre il figlioletto dal suo seno. Così cielo e terra adorano il bambinello e noi ne riconosciamo la duplice natura. L’ultima strofa è l’invito ad accogliere Dio nel proprio cuore.

Le registrazioni sono proprio tante, vuoi per la tenerezza e freschezza del testo, vuoi per le armonie. E’ ardua perciò una riproposizione che inevitabilmente escluderà tante altre versioni.

MELODIA G.T. HOLST
Loreena McKennitt in “A Midwinter Night’s Dream” 2008, insuperabile versione strumentale con il canto affidato al violino, il violoncello in contrappunto e l’arpa che emerge come voce solista nella parte centrale!
Ancora una versione strumentale con Tine Thing Helseth (tromba) Birgitte Volan Håvik (arpa) e Elise Båtnes (violino)

Moya Brennan in “An Irish Christmas” 2005 (strofe I, II, IV, V)

INTERESSANTI VARIAZIONI MELODICHE
ASCOLTA Sarah McLachlan in “Wintersong” 2006 ” (strofe I, IV, V)

ASCOLTA Erin Bode in “A Cold December Night” (strofe I, IV, V) -lo confesso- mi piace tutto l’album


I
In the bleak midwinter
Frosty wind made moan,
Earth stood hard as iron,
Water like a stone;
Snow had fallen, snow on snow,
Snow on snow(1),
In the bleak midwinter,
Long ago.
II
Our God, heaven cannot hold him,
Nor earth sustain;
Heaven and earth shall flee away
When he comes to reign;
In the bleak midwinter
A stable place sufficed
The Lord God incarnate,
Jesus Christ.
III
Enough for him, whom Cherubim
Worship night and day
A breast full of milk (2)
And a manger full of hay.
Enough for him, whom angels
Fall down before,
The ox and ass and camel(3)
which adore.
IV
Angels and archangels
May have gathered there,
Cherubim and seraphim
Thronged the air;
But his mother only,
In her maiden bliss,
Worshipped the Beloved
With a kiss.
V
What can I give him,
Poor as I am?
If I were a shepherd
I would bring a lamb,
If I were a wise man
I would do my part(3),
Yet what I can I give Him —
Give my heart.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
A metà di un tetro inverno
il vento gelido si lamentava,
la terra era dura come ferro,
l’acqua come pietra;
la neve era caduta, neve su neve
neve su neve
a metà di un tetro inverno
tanto tempo fa
II
Il nostro Dio, il cielo non può trattenerlo, né la terra sostenerlo;
cielo e terra scompariranno
quando verrà il suo Regno;
a metà di un tetro inverno
una stalla fu sufficiente
per il Signore, Dio incarnato
Gesù Cristo
III
Bastò per lui, dei cherubini
che lo adorassero notte e giorno,
un seno pieno di latte
e una mangiatoria piena di fieno.
Bastò per lui, che gli angeli
caduti in passato,
il bue e l’asino e il cammello
lo adorassero
IV
Angeli ed arcangeli
erano tutti lì riuniti,
cherubini e serafini
affollavano l’aria,
ma solo sua madre
nella sua beatitudine di vergine
adorò il suo Amato
con un bacio
V
“Cosa posso dargli
povera come sono?
Se fossi un pastore
vorrei portare un agnello,
se fossi un Magio
vorrei fare la mia parte,
ecco ciò che posso donargli –
gli dono il mio cuore”

NOTE
1) anche la musica rallenta e cade soffice come neve, su neve e ancora neve
2) la Vergine che, a seno scoperto, allatta il figlio fu oggetto di numerose sculture nel Medioevo; secondo gli studiosi il riferimento cade sulla dea egiziana Iside che tiene in braccio il figlio Horus
3) dalla campagna inglese sommersa dalla neve precipitiamo in Medio Oriente appena si evoca il cammello
3) risolvendo il “wise man” come Magio si intende che porterà al bambino un dono appropriato: oro, incenso o mirra

FONTI
Poesie di Christina Rossetti
http://www.christinarossetti.it/

CHRIST CHILD’S LULLABY

Tra le musiche natalizie non possono mancare le ninne-nanne:  “Christ Child’s Lullaby” è un brano tradizionale scozzese dalle Isole Ebridi nota con il titolo Taladh Chriosda 

CHRIST CHILD’S LULLABY

Tàladh Chrìosda (in italiano La Ninna nanna di Cristo) è il nome popolare con cui viene chiamata la carol in gaelico scozzese Tàladh ar Slànaigheir (in italiano La Ninna nanna del nostro Salvatore). Una melodia che arriva dalle isole Ebridi (Isola di Barra) all’estremo Nord della Scozia: una melodia che si perde nella notte dei tempi e che ancora oggi le donne del posto cantano come spell di protezione agli uomini del villaggio usciti per mare: questa ninna-nanna serve quindi ad addormentare il mare perché resti calmo e il suo andamento ricorda proprio il movimento ritmico e placido delle onde.

Il testo in gaelico è stato scritto nel 1855 da Padre Ranald Rankin di Fort William per i bambini di Moidart (prima di partire per l’Australia) sulla melodia Cumha Mhic Àrois (in italiano “il Lamento per Mac Àrois”) e nella sua versione originale ha 29 versi; viene cantato durante la messa di mezzanotte della vigilia di Natale. Il brano è stato diffuso dalla trascrizione di Marjory Kennedy Freser con il titolo Christ Child’s Lullaby. Come tutte le canzoni radicate nella tradizione popolare ha molte varianti testuali.

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE: TALADH CHRIOSDA

ASCOLTA Fiona J Mackenzie in Duan Nollaig 2007

ASCOLTA Crimson Ensemble in “Celtic Christmas” Mairi MacInnes (gaelico scozzese) & Mae McKenna (inglese) con prima la strofa in gaelico e poi ripetuta in inglese

VERSIONE GAELICO SCOZZESE
[Rann 1]
Mo ghaol, mo ghràdh is m’ eudail Thu!
M’ ionntas ùr is m’ èibhneas Thu!
Mo mhacan àlainn, ceutach Thu!
Chan   fhiù mi fhèin a bhith ad dhàil.
[Sèist]
A-le-lùia, A-le-lùia
A-le-lùia, A-le-lùia.
[Rann 2]
Ged as Rìgh na Glòrach Thu,
Dhiùlt iad an taigh-òsda dhut,
Ach chualas ainglean sòlasach
Toirt glòir don Tì as àird’.
[Rann 3]
Mo ghaol an t-sùil a sheallas tlath!
Mo ghaol an chridhe tha liont’ le gràdh!
Ged as leanabh Thu gun chàil,
Is lìonmhor buaidh tha ort a’ fàs.

VERSIONE IN INGLESE: CHRIST CHILD’S LULLABY

ASCOLTA Kathy Mattea

ASCOLTA Kindred Voices in “I Heard a Bird Sing in the Dark of December” 2006
ASCOLTA Stacy Hilton, Christina Zaenker, Daniel Lindenberger in “West Coast Christmas“, 2004


I
My love, my treasured one are you
My sweet and lovely son are you
You are my love, my darling new
Unworthy I, of you
Coro
Alleluia, Alleluia,
Alleluia, Alleluia
II
Your mild and gentle eyes proclaim
The loving heart with which you came
A tender, helpless tiny babe
With boundless gifts of grace
III
King of Kings, Most Holy One
God the son, and only one
You are my God and helpless son
High ruler of mankind
tradotto da Cattia Salto
I
Mio amore tu sei il mio unico tesoro,
tu sei il mio dolce e amato figlio
il mio amore e il mio nuovo prediletto, non sono degna di te
Coro
Alleluia
Alleluia
II
I tuoi occhi miti e dolci proclamano
il cuore amoroso con il quale
sei venuto
un tenero, indifeso bambinello
con doni infiniti di grazia.
III
Re dei Re, il Santissimo Unico,
Figlio di Dio in eterno,
sei il mio Dio e figlio indifeso
Sovrano dell’umanità.

VERSIONE IN GAELICO IRLANDESE: SUANTRAÍ

Il testo è attribuito a Séan Óg O’Tuama, questa ninna-nanna è conosciuta anche con il titolo di Christmas Lullaby. La melodia è la stessa della versione in gaelico scozzese.
ASCOLTA Orla Fallon

ASCOLTA Celtic Woman

Seothó seothú ló Seothó seothú ló
Seothú ló, seothú ló
Mo ghaol, mo ghrá ‘gus m’eadúil thú
Mo stoirín úr is m’fhéirín thú
Mo mhacán álainn scéimheach thú
Chan fiú mé féin bheith ‘d dháil
Alleluia
Seothó seothú ló

Traduzione in inglese
My close one, my love and my idol are you
My darling treasure and my little present are you
My little beautiful son are you
How wonderful it is to be with you
Tradotto da Cattia Salto
Mio prediletto, mio amore tu sei il mio idolo,
tu sei il mio caro tesoro e il mio piccolo dono
tu sei il mio bel figlioletto
com’è meraviglioso essere con te

SOULING SONG

Souling songs sono le canzoni di questua che i poveri (per lo più bambini) cantavano andando di casa in casa a durante le sere tra la fine di ottobre e i primi di novembre in occorrenza della celebrazione di Tutti i Santi (All Hallows Day = All-Souls’ eve) e della Festa dei Morti.

IL BANCHETTO DEI MORTI

Halloween è una pallida eco di Samahin (Samain o Samhain), che in gaelico significa “Fine dell’Estate”, ovvero il capodanno celtico, una magica notte in cui si chiedeva protezione agli dei per l’arrivo dell’inverno. continua
Anticamente era consuetudine passare di casa in casa durante le celebrazioni della Vigilia di Ognissanti con una piccola processione di persone mascherate guidate dall’”ambasciatore dei defunti” per chiedere la donazione di cibo rituale per il banchetto dei Morti e per il banchetto con cui tutta la comunità avrebbe festeggiato la ricorrenza.

Nel Medioevo in Irlanda e Gran Bretagna si sviluppò l’usanza di preparare un dolce dei morti di forma rotonda, come offerta per saziare la fame dei defunti che si credeva visitassero i vivi durante Samain: per tenerli buoni per tutto l’anno a venire, le massaie preparavano dei dolcetti speciali, che ben presto finirono per saziare gli appetiti molto più terreni e voraci dei poveri! Erano distribuiti in beneficenza oppure dati ai soulers.
Anche in certe regioni d’Italia (Emilia Romagna, o la Sardegna e più in generale nel Sud Italia) era diffusa tra i poveri e i bambini l’usanza della questua del cibo: “Ceci cotti per l’anima dei morti”, cantavano armati di cucchiai e scodelle, davanti alle case dei signorotti. Consuetudini tra cibo e commemorazioni dei morti consolidate da antiche tradizioni più in generale del Mondo Mediterraneo oltre che Nordico.

SOULING

La tradizione del “a-souling” oppure “a-soalin” è identica al wassailing e al caroling natalizio (vedi): qui però in cambio delle torte, spesso chiamate anime (in inglese soul), i questuanti promettevano di recitare delle preghiere per i defunti. Più prosaicamente si diceva che ogni torta mangiata rappresentava un’anima che si liberava dal Purgatorio. L’usanza è spesso vista come l’origine della moderna “Trick or Treating” (in italiano “dolcetto o scherzetto”) dei bambini mascherati da fantasmi o mostri che suonano alle porte delle case chiedendo dei “dolcetti buoni da mangiare”. Già alla fine del 1800 la tradizione di preparare il dolce si era affievolita, e dove ancora sopravviveva l’usanza della questua, si dava ai bambini delle mele o delle monetine: in genere i bambini facevano la questua di giorno.


CHORUS

Soul! soul! for a soul-cake;
Pray, good mistress, for a soul-cake.
One for Peter, two for Paul,
Three for Them who made us all.
Soul! soul! for an apple or two;
If you’ve got no apples, pears will do.
Up with your kettle, and down with your pan;
Give me a good big one, and I’ll be gone.
An apple or pear, a plum or a cherry,
Is a very good thing to make us merry.
Traduzione italiano di Cattia Salto
CORO
Anime, Anime un dolce per i defunti
 Buona signora, per favore una torta dell’anima! Una per Pietro, due per Paolo, e tre per Colui che ci ha creato.
Anime, Anime! Con una mela o due;
se non avete mele, le pere andranno bene.
aprite la porta e sbloccate la serratura,
datemi una fetta grande e io me ne andrò. Una mela o una pera, una susina o una ciliegia, sono buone cose che ci fanno contenti

Un’altra canzone dei Soulers è stata trascritta da John Brand nel suo “Popular Antiquities” (1777) presa direttamente dalle labbra di “the merry pack, who sing them from door to door, on the eve of All – Soul’s Day, in Cheshire“.


Chorus

“Soul day, soul day, Saul
One for Peter, two for Paul,
Three for Him who made us all.
Put your hand in your pocket and pull out your keys,
Go down into the cellar, bring up what you please;
A glass of your wine, or a cup of your beer,
And we’ll never come souling till this time next year.
We are a pack of merry boys, all in a mind,
We are come a souling for what we can find,
Soul, soul, sole of my shoe,
If you have no apples, money will do;
Up with your kettle and down with your pan,
Give us an answer and let us be gone
An apple, a pear, a plum or a cherry,
Any good thing that will make us all merry.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Coro
Il giorno dei Morti
Una per Pietro, due per Paolo, e tre per Colui che ci ha creato.
Mettetevi le mani in tasca e tirate fuori le chiavi
e andate giù in cantina e riportate su quello che volete;
un bicchiere di vino o una tazza di birra
e non ritorneremo per la questua
fino al Natale del prossimo anno.
Siamo un gruppetto di ragazzotti ben determinati
siamo venuti per la questua di quello che riusciamo a trovare
Anime, anime suole delle mie scarpe
se non avete mele, dei soldini andranno bene;
aprite la porta e sbloccate la serratura
dateci una risposta e lasciateci andare.
Una mela o una pera, una susina o una ciliegia
delle buone cose che ci faranno tutti contenti

SOUL CAKE

La canzone “Soul cake” nota anche come “A Soalin”, “Souling Song Cheshire” “Hey ho, nobody home” è stata pubblicata (testo e melodia) da Lucy Broadwood e J. A. Fuller Maitland nell’English County Songs nel 1893, riportando la tradizione ancora viva nel Cheshire e nel Shropshire (Midlands Occidentali) del “souling”: la trascrizione era di qualche anno prima per mano del Rev. MP Holme di Tattenhall, Cheshire così come l’aveva sentita da una bambina delle scuole locali. Nel 1963, il gruppo folk americano Peter, Paul e Mary hanno registrato una versione di questa canzone tradizionale, dal titolo “A ‘Soalin” rielaborando la canzone risalente all’epoca elisabettiana “Hey ho, nobody home”.
Durante il regno della regina Elisabetta a seconda della contea o dalle abitudini locali la questua veniva fatta dai più poveri la sera di Santo Stefano o della vigilia di Natale ed era un cattivo auspicio mandare via a mani vuote i questuanti.

HEY HO, NOBODY HOME

Sung As a Round (XVI sec): un canto in canone dal medioevo


Voice 1: Hey, ho, nobody home;
Voice 1: Meat nor drink nor money have I none,
Voice 2 : Hey, ho, nobody home;
Voice 1: Yet will I be merry.
Voice 2: Meat nor drink nor money have I none,
Voice 3: Hey, ho, nobody home;
Voice 1: Hey, ho, nobody home;
Voice 2: Yet wiIll be merry.
Voice 3: Meat nor drink nor money have I none,
Voice 1: Meat nor drink nor money have I none,
Voice 2: Yet will I be merry.
Voice 1: Yet will be merry.

ASCOLTA Peter, Paul & Mary in  “A Holiday Celebration” 1988, molto natalizia la versione innesta un popolarissimo carol nella strofa finale

ASCOLTA Sting live (strofe da II a IV)
ancora Sting in If on a Winter’s Night 2009 la versione più patinata

ASCOLTA Lothlorien


I
Hey ho, nobody home,
meat nor drink nor money have I none
Yet shall we be merry,
hey ho, nobody home
Meat nor drink nor money have I none
Yet shall we be merry,
Hey ho, nobody home

CHORUS
A soul, a soul cake,
please good missus a soul cake.
An apple, a pear, a plum, a cherry,
any good thing to make us all merry,

A soul, a soul cake,
please good missus a soul cake.
One for Peter, two for Paul,
three for Him who made us all.
II
God bless the master of this house,
and the mistress also.
And all the little children
that round your table grow.
The cattle in your stable
and the dog by your front door.
And all that dwell within your gates
we wish you ten times more.
III
Go down into the cellar
and see what you can find.
If the barrels are not empty
we hope you will be kind.
We hope you will be kind
with your apple and strawber’
For we’ll come no more a ‘soalin’
till Xmas time next year.
IV
The streets are very dirty,
my shoes are very thin
I have a little pocket
to put a penny in
If you haven’t got a penny,
a ha’ penny will do
If you haven’t got a ha’ penny
then God bless you
V(4)
Now to the Lord sing praises all you within this place
And with true love and brotherhood
each other now embrace
This holy tide of Christmas,
of beauty and of grace
Oh tidings of comfort and joy

Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Ehi, oh c’è nessuno in casa?
Non ho (non porto) cibo nè bevande,
nè denaro
tuttavia ci accontenteremo.
Ehi, oh c’è nessuno in casa?
Non ho cibo nè bevande,
nè denaro
tuttavia ci accontenteremo
Ehi, oh c’è nessuno in casa?
CORO
Anima, una torta dell’anima!
Buona signora, per favore, una torta dell’anima! Con mele, pere, susine, ciliegie, ogni cosa buona per renderci tutti più allegri, anima, una torta dell’anima! Buona signora, per favore una torta dell’anima! Una (torta o fetta) per Pietro, due per Paolo (1), e tre per colui che ha fatto tutti noi.
II
Dio benedica il capo famiglia
e anche sua moglie
e tutti i piccoli bambini
che crescono intorno alla vostra tavola.
Il bestiame nella stalla ed il cane davanti alla porta (2), e tutti ciò che risiede tra le vostre mura
ve ne auguriamo 10 volte tanto.
III
Andate nella cantina
e guardate cosa trovate.
Se i barili non sono vuoti
siamo certi che sarete generosi.
Speriamo che siate generosi
con le vostre mele e birra forte (3)
Poichè non ritorneremo per la questua
fino al Natale del prossimo anno.
IV
Le strade sono molto sporche,
e le scarpe sono molto sottili.
Ho una piccola tasca
dove mettere un penny.
Se non avete un penny da dare,
un mezzo penny andrà bene
Se non avete un mezzo penny da dare
allora che Dio vi benedica
V (4)
Ora cantate lodi al Signore voi tutti in questo posto e in vero segno di amore
e fratellanza abbracciatevi ora gli uni agli altri, questo santo periodo del Natale, di beltà e grazia;
O, novella di conforto e gioia!

NOTE
1) Pietro e Paolo sono i santi della Chiesa romana: Pietro, l’apostolo indicato nei Vangeli canonico come la pietra su cui si fonda la Chiesa e Paolo, che ha diffuso il cattolicesimo tra i gentili
2) strofa alternativa “Likewise young men and maidens, Your cattle and your store”
3) la strofa originaria diceva “With your apples and strong beer” storpiata in strawber’ che ovviamente non sta a indicare le fragole, che non sono di stagione d’inverno e nemmeno si candiscono come le ciliegie o si fanno seccare come la maggior parte della frutta che si consuma d’inverno. La birra forte veniva richiesta da “soulers” adulti.
4) la strofa aggiunta da Paul Stookey proviene dalla Carol “God rest you Merry Gentlemen” (la cui melodia si intreccia con quella di Soul Cake) vedi

LA RICETTA

Con il nome di Soul Cake si indicano molte varianti di dolcetti tradizionali che vanno dal panino dolce alla torta di frutta secca.

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Una ricetta che arriva dall’America è come piace a me, con le quantità ad occhio! (tradotto da http://www.greenchronicle.com/recipes/soul_cake_recipe.htm)

3/4 tazze di burro a temperatura ambiente
3/4 zucchero a velo
4 tazze di farina, setacciata
3 tuorli d’uovo
1 cucchiaino di spezie miste (ovvero la Pumpkin Pie Spice già pronta: cannella, macis, zenzero, noce moscata e chiodi di garofano)
1 cucchiaino di pepe della Giamaica
3 cucchiai di uva passa
un po’ di latte

LAVORAZIONE
Lavorare il burro a crema con lo zucchero fino a quando diventa soffice, incorporare i tuorli d’uovo sbattuti, la farina e le spezie e tanto latte quanto basta per ottenere un impasto morbido. Alla fine aggiungere l’uvetta.
Nella ricetta non è chiaro se l’impasto è da stendere e quindi ritagliare in forma tonda o se distribuire a cucchiaiate, come sia non deve risultare troppo morbido perchè deve poter essere inciso con una croce a partire dal centro. Ovviamente la teglia deve essere imburrata o si deve mettere la carta-forno. Cuocere in forno caldo fino a doratura.

Un dolce tipico nel Lancashire e nello Yorkshire è il Parkin cake, un tipico gingerbread (torta di zenzero) della tradizione anglosassone. Potrebbe sembrare un brownie ma è composto da fiocchi d’avena e melassa (golden syrup o black treacle)
Soul-mass Cake
https://crumpetsandco.wordpress.com/2013/11/05/parkin-per-la-notte-dei-falo-parkin-for-bonfire-night/​
http://oakden.co.uk/harcake-soul-mass-cake/
http://oakden.co.uk/yorkshire-parkin/

1172_0In Italia la tradizione è basata principalmente sui biscotti che ricordano vagamente le ossa dei morti o le dita delle mani. In Piemonte sono gli “ossa d’mort“, a base di mandorle, tra la meringa e l’amaretto, ma possono anche essere una variante delle offelle con fichi secchi, mandorle e uva sultanina (Lombardia e Toscana) o dalla forma di cavalli (Trentino Alto-Adige).

La tradizione del Sud è un’esplosione di colori e di sapori: il torrone napoletano, il marzapane siciliano, la colva o colua pugliese con grano bollito, cioccolato, noci e mandorle, melograno e vino cotto. Anche la consistenza di questi dolci può essere diversissima da morbidi a croccanti o spacca denti.

Assolutamente da provare
FAVE E OSSA D’MORT:
http://www.lericettedellavale.com/biscotti-ossa-di-morto-1657.html
http://cookingbreakdown.blogspot.it/2011/10/ognissanti-e-il-nostro-halloween-fave.html
PANE DEI MORTI:
http://www.ricettemania.it/ricetta-pane-dei-morti-443.html

 

La festa di Samain (il Capodanno dei Celti) si concludeva l’11 novembre una festa pagana ancora sentita nell’Alto Medioevo, a cui la Chiesa sovrappose il culto cristiano di San Martino. continua seconda parte

APPROFONDIMENTO
Samahin: http://ontanomagico.altervista.org/samain.htm

FONTI
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/antica/
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/moderna/feste-e-tradizioni/santi-e-morti-e-le-fave-nere.htmlusi—curiosita/Cibo-per-i-morti.html

http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/216.html
http://www.mayflowerchorus.org/pdf/A%20Soalin.pdf
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/hey_ho_nobody_home.htm
http://paulbommer.blogspot.it/2010/12/advent-calendar-22nd-mari-lwyd.html
http://www.museumwales.ac.uk/cy/279/

AWAY IN A MANGER, CRADLE SONGS

Lontano in una mangiatoia” è una dolce ninna-nanna natalizia le cui prime strofe sono state (erroneamente) attribuite a Martin Lutero e pubblicate nel 1884.
Dalle approfondite ricerche di Richard Hill apprendiamo che fu James Ramsey Murray in una ristampa del 1887 (in Dainty Songs for Little Lads and Lasses Song #113) ad attribuire il testo a Lutero e fu sempre Murray ad intitolare la canzone “Luther’s Cradle Hymn”: lo fece per modestia o per ammantare il brano di una patina da “antica tradizione” anche se con buona probabilità fu proprio un altro brano di Lutero ad ispirare la ninnananna (vedi)
La terza strofa compare in stampa solo nel 1892 nel “Gabriels Vineyard songs” e anche in questo casa l’attribuzione è incerta.
La melodia non essendo evidentemente di Lutero, venne attribuita da un editore ad un nome di comodo “Carl Mueller” e più tardi rivendicata dallo stesso Murray con il titolo di  Mueller.

Un centinaio d’anni più tardi  venne composta un’altra melodia per la oramai popolarissima canzone “Away in a manger” da parte di  William J. Kikpatrick (1839-1921), figura di riferimento della chiesa metodista di Philadelphia, con il titolo”The Cradle Song”;  questa è la versione più popolare specialmente nelle Isole Britanniche. Un’ulteriore melodia che viene utilizzata anche in medley è “Flow Gently, Sweet Afton

ASCOLTA Orla Fallon sulla melodia The Cradle Song di William J. Kikpatrick

ASCOLTA Sandra Julian sulla melodia  Mueller di James Ramsey Murray


I
Away in a manger, no crib for a bed,
The little Lord Jesus laid down His sweet head.
The stars in the bright sky looked down where He lay,
The little Lord Jesus, asleep on the hay.
II
The cattle are lowing, the poor Baby awakes,
But little Lord Jesus, no crying He makes;
I love Thee, Lord Jesus, look down from the sky
And stay by my side till morning is nigh.
III
Be near me, Lord Jesus, I ask Thee to stay
Close by me forever, and love me, I pray;
Bless all the dear children in Thy tender care,
And take us to Heaven to live with Thee there.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Lontano in una mangiatoia, nessuna culla come letto,
Gesù Bambino posa la dolce testolina.
Le stelle nel cielo luminoso guardan giù dove giace
Gesù Bambino addormentato sul fieno.
II
Il bue muggisce e il Bambinello si sveglia,
ma Gesù Bambino non emette un grido;
ti amo Signore Gesù, che ci guardi dal cielo
e stai al mio fianco notte e giorno.
III
Stammi accanto, Signore Gesù, ti chiedo di stare
accanto a me per sempre, e di amarmi ti prego:
benedici tutti i cari bambini con la tua amorevole protezione
e prendici nei Cieli per vivere con te lassù.

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/away_in_a_manger.htm
http://terreceltiche.altervista.org/flow-gently-sweet-afton/