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LA MORESCA ANTICA: LES BOUFFONS

La “moresca” era una danza delle spade molto popolare tra il XV e il XVIII secolo e si svolgeva per lo più nel periodo carnevalesco.

“Gli elementi orientali dei costumi dei ballerini e il carattere guerriero della danza, hanno contribuito alla credenza che tali balli si ispirassero al conflitto tra cristiani e saraceni. Ma secondo Curt Sachs quest’ipotesi è confutabile per il fatto che si tratterebbe di un processo di storicizzazione che nel medioevo si è innescato su strutture legate ad arcaici riti agrari. La maggior parte degli studiosi è inoltre concorde sul fatto che la colorazione nera del viso sarebbe da attribuirsi al desiderio del danzatore di non farsi riconoscere dagli spiriti.” (tratto da qui)

Oggi viene classificata come “danza frontale” per distinguerla dalle “danze a catena” già viste qui e si tratta più propriamente di un duello simulato . Nell’illustrazione tratta da un manoscritto medievale si suppone che i due guerrieri stiano sfoggiando agilità e destrezza in una danza cadenzata dal battito delle mani e dal suono di uno strumento a fiato probabilmente un hornpipe.
Tale consuetudine di danza guerresca è confermata anche dagli autori latini: celti e germani danzavano con spade e lance, cimentandosi con una “danza di allenamento” in cui i guerrieri perfezionavano il loro addestramento coordinando i movimenti  con un accompagnamento musicale.

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Danza delle spade anglo-sassone codice Cleopatra, British Museum

Ancora nel 1300 ritroviamo l’illustrazione di due danzatori (questa volta al suono di una cornamusa). E’ probabile che questo sfoggio di destrezze acrobatiche sia passato nel repertorio dei giullari anche con intento burlesco.

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Royal MS. British Museum. XIV secolo

LES BOUFFONS

Non si conosce una vera e propria coreografia della danza, ma la sua descrizione con relativa melodia fu pubblicata da Thoinot Arbeau nel suo trattato “Orchesographie” (1589) con il titolo di Branle de les Bouffons (in inglese “The Buffens”, in italiano “il ballo dei Buffoni): una danza del popolo e non della corte, se vogliamo un esempio più tardo di “moresca”, con passi veloci e saltellati, molti impegnativa fisicamente in quanto si richiede  resistenza fisica e destrezza nel coordinamento dei colpi di spada.

Passo Base: 4 veloci passetti sulle punte e lanciati

La danza viene effettuata per coppie generalmente con due coppie disposte in fila (figura del quadrato) a fronteggiarsi e a “tirare di spada” (prima in alto, poi in basso e poi ancora in alto), non mancano movimenti circolari con le spade che roteano in alto sulle teste e anche spettacolari colpi incrociati e salti.

Tra le tante ricostruzioni si propone quella dei Schembart Gesellschaft Nürnberg che hanno sostituito le spade con i bastoni

Ma la moresca è anche la danza delle campanelle una danza di corte particolarmente apprezzata dei giovani.

Vediamo la ricostruzione dal film Romeno e Giulietta di Franco Zeffirelli, reinterpretata anche da molti gruppo di danza storica adattandola alla celeberrima “Mourisque” di Tylman Susato (1551)

Vediamola proposta dal gruppo di danza Béla Lovagrend

Molti studiosi ritengono che la moresca sia stata più propriamente una danza di spettacolo, non quindi una danza del repertorio del ballo nobile, bensì una danza eseguita da professionisti, una sorta di pantomima. Popolare in Italia nel 1400, entra negli intermedi dei banchetti, nei trionfi e nelle mascherate spettacolari.

FONTI
http://www.bencourtney.com/ebooks/dance/
http://www.museoroccagrimalda.unito.it/danze_spade.htm

BRANLE L’OFFICIAL

Le danze in forma di catena o di circolo non svaniscono con l’esaurirsi della tradizione della carola, ma continuano nei brando o branles, che si ritrovano ancora quasi invariate nelle danze popolari di area francese, tutt’ora ballate.
Nel Rinascimento il Branle (dal francese Bransle cioè ballare in cerchio oscillando -come le onde del mare) era la danza più diffusa: in origine danza popolare e presto danza di corte presso il re di Francia Francesco I ma anche di moda alla corte inglese di Enrico VIII e poi di sua figlia Elisabetta I.
Questo gruppo di danze denominato Branle è stato codificato da Thoinot Arbeau alla fine del 1500; anche se vengono spesso presentate come “medievali”, la musica è rinascimentale se non addirittura barocca e si può solo ipotizzare una possibile quanto remota origine medievale.

I PASSI BASE

I passi base sono semplicissimi: passo semplice (apertura piede sinistro o destro e chiusura con il piede opposto) e passo doppio (ossia il passo semplice ripetuto due volte) questi passi si possono eseguire in avanti in dietro e lateralmente a seconda delle istruzioni riportate nello schema della danza.

BRANLE DE L’OFFICIAL

Il “Ballo dell’Ufficiale” era la danza rinascimentale dei servitori ossia i lacchè e le servette delle dimore patrizie, ballata solo occasionalmente da giovanetti e fanciulle dell’aristocrazia mascherati da contadinelli e pastorelle.

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Nell’“Orchésographie” Thoinot Arbeau introduce una grossa novità per i tempi, la tablatura: a fianco del rigo, posto in verticale, sono annotati i singoli movimenti dei piedi in corrispondenza della battuta a cui si riferiscono, e a fianco ancora vengono riassunti come passi completi. (qui)

SCHEMA DANZA

Paese: Francia
Musica: Thoinot Arbeau 1588
Coreografia: popolare
Disposizione: per coppie in cerchio, tenersi per mano.

FIG 1
1 – 4 PASSO DOPPIO LATERALE   SINISTRO
Apertura   laterale con piede sinistro, accostare piede destro.
Apertura laterale con piede sinistro, accostare piede destro.
5 – 8 PASSO DOPPIO LATERALE DESTRO
Apertura   laterale con piede destro, accostare piede sinistro.
Apertura laterale con piede destro, accostare piede sinistro.
Cambio fronte: Cavaliere e dama non si danno più la   mano ma si fronteggiano
1 – 8 Ripete PASSO DOPPIO LATERALE SINISTRO e DESTRO
FIG 2
1 – 12 PASSO SEMPLICE LATERALE   SINISTRO
Apertura   laterale con piede sinistro, accostare piede destro ripetuto per 6 volte.
SALTO DELLA DAMA o GIRO A SINISTRA DELLA DAMA
1 – 4 voltaIl cavaliere prende per la   vita la dama che sta alla sua destra e la solleva in alto per portarla alla  sua sinistra. La dama mette le mani sulle   spalle del cavaliere e si dà una spinta verso l’alto (ovviamente dipende   anche dell’altezza dell’uomo, con grande divario di statura la donna più   piccola può appoggiarsi alle braccia).Una versione semplificata, soprattutto nelle   dimostrazioni il pubblico, prevede lo spostamento della dama (dalla destra   alla sinistra del cavaliere) con GIRO verso sinistra in 4 piccoli passi: apre  di piede sinistro e si sposta per trovarsi frontalmente al cavaliere.
A seconda dell’andamento della melodia la FIG 2 viene ripetuta prima di ricominciare la sequenza.

VIDEO nell’esempio la FIG 2 è interpretata con un passo semplice quasi saltato cioè con un apertura laterale data con molto slancio. Non viene eseguito il salto della dama ma il giro sinistro della dama. La chiusura della figura è accentuata musicalmente anche da un doppio colpo di percussioni.

VIDEO con SALTO DELLA DAMA. La danza è stata reinterpretata con il movimento detto “Toss the Duchess” o “Toss the wench” (già mossa utilizzata in un ballo sempre dello stesso periodo detto volta e considerato molto osè per il tempo).

NOTE
La danza ha subito alcune varianti ad esempio il passo semplice laterale sinistro di FIG 2 è diventato un passo incrociato davanti e dietro. Alcuni accompagnano il movimento anche con lo spostamento della testa in modo da guardare lateralmente(a sinistra e poi a destra per la dama, viceversa per il cavaliere, infatti la dama alla destra del cavaliere è in genere la sua compagna, così nel primo passo semplice la coppia si guarda, al secondo ci si rivolge al compagno opposto e così via fino a riguardarsi per il passaggio al SALTO)

VARIANTE per la disposizione di fila.
 VIDEO Invece del salto, sempre in 4 tempi si eseguono due saltelli prima di sinistro poi di destro e infine due saltelli uno piedi uniti e uno sui talloni. La coreografia diventa simile alla farandola.

LA CAROLA NATALIZIA DING DONG MERRILLY ON HIGH (qui)

FONTI
LA DANZA NEL MEDIOEVO continua
http://www.graner.net/nicolas/arbeau/orcheso01.php

DING DONG MERRILY ON HIGH, la carola inglese

Continuiamo ad approfondire la conoscenza della carola inglese (l’inizio in Angelus ad Virginem) che brevemente riassumo: nel medioevo la carola era una danza diffusa in tutta Europa sia in ambito popolare che aristocratico: il solista-conduttore della danza cantava le strofe e sul ritornello intonato da tutti i partecipanti avveniva la vera e propria danza, sia in cerchio che in fila ossia a catena. La lingua utilizzare era il volgare e non aveva propriamente carattere religioso cristiano, anzi la Chiesa considerava la carola uno strumento diabolico che ancorava la gente del popolo alle antiche tradizioni e ai vecchi dei. Solo a partire dal XIV secolo venne creata la carola religiosa, perlopiù utilizzando le melodie delle carole profane con testi rielaborati o anche totalmente riscritti. In Inghilterra la carola rifiorì in epoca Vittoriana come inno religioso facendo diventare le carols sinonimo di canto natalizio.

Le carols cristriane, senza più l’accompagnamento con la danza, conobbero una vasta diffusione in Inghilterra nel XV secolo, (con relative pubblicazioni) ma con i protestanti al potere queste ripresero il carattere profano delle origini e anche quelle a carattere religioso rimasero nella tradizione per essere tramandate oralmente.

Nel XVI secolo la carola si trasformò in Branle (dal francese Bransle cioè ballare in cerchio oscillando -come le onde del mare) in origine danza popolare e presto danza di corte presso la regina Elisabetta I (reggenza 1558-1603), ma soprattutto presso la corte francese di Luigi XIV (reggenza 1661-1717); l’Inghilterra sotto l’onda del Puritanesimo arrivò persino a cancellare le feste dal calendario, finchè in epoca Vittoriana con i movimenti riformisti religiosi si ricominciò a scrivere nuovi testi per le carols.

Ed eccoci arrivati al brano di oggi “Ding Dong! Merrily On High“, carol scritta in Inglese arcaico da George Ratcliffe Woodward e pubblicata nel 1924 in “The Cambridge Carol-Book” ; la melodia è un branle come trascritto nel trattato di danza di Thoinot Arbeau “Orchésographie” dal titolo “Bransle l’Officiel”

ASCOLTA Celtic Woman
The Chieftains  in “Bells of Dublin” 1991 uno dei grandi successi commerciali nell’ambito della tradizione anglosassone con la partecipazione di vari artisti quali Marianne Faithfull, Elvis Costello, Jackson Browne, Nanci Griffith e Ricky Lee Jones, premiato come “disco d’oro” nel 1995

I
Ding dong! merrily on high in heav’n the bells are ringing:
Ding dong! verily the sky is riv’n with Angel singing.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!
II
E’en so here below, below, let steeple bells be swungen,
And “Io, io, io!(1)” by priest and people sungen.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!
III
Pray you, dutifully prime your Matin chime, ye ringers;
May you, beautifully rime your Evetime Song, ye singers.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!

NOTE
1) io deriva dal greco ed è un’esclamazione rituale utilizzata per festeggiare una divinità. Probabilmente l’autore si vuole riallacciare al saluto “Io Saturnalia” con cui si brindava durante le feste a Saturno nella settimana del solstizio d’inverno.(vedi)

Il testo, ricco di termini arcaici e desueti, non è di facile comprensione, quindi spero di non averlo tradotto troppo liberamente

Din Don allegramente nell’alto dei cieli le campane suonano, Din don in vero il cielo è lacerato da angeli che cantano. Gloria …Ecco anche qui sotto, le campane del campanile sono suonate e “Ahio, Ahio Ahio” da preti e gente cantato. Gloria …Vi prego, doverosamente preparate il vostro carillon del mattino e suonate; vi prego, meravigliosamente mettete in rima la vostra canzone della vigilia e cantate. Gloria

ASCOLTA Blackmore’s Night il gruppo ha interpretato il brano con parole più “moderne”
I
Ding dong merrily on high the christmas bells are ringing
Ding dong joyously reply he angels all a’singing
Gloria, Hosana In Excelsis
II
Ding dong carol all the bells Ring out the christmas story
Ding dong sound the good noels God’s son has come in glory
Gloria, Hosana In Excelsis

TRADUZIONE ITALIANO
Din Don allegramente nei cieli le campane di Natale suonano
din don con gioia rispondono gli Angeli tutti in coro: “Gloria e osanna nei cieli”
Din Don cantano tutte le campane risuonano la storia di Natale
Din Don suonano la lieta novella, il figlio di Dio è venuto in tutto il suo splendore: Gloria..

LA MELODIA
Le danze in forma di catena o di circolo non svaniscono con l’esaurirsi della tradizione della carola, ma continuano nei brando o branles, che si ritrovano ancora quasi invariate nelle danze popolari di area francese, tutt’ora ballate.
Nel Rinascimento il Branle (dal francese Bransle cioè ballare in cerchio oscillando -come le onde del mare) era la danza più diffusa: in origine danza popolare e presto danza di corte presso il re di Francia Francesco I ma anche di moda alla corte inglese di Enrico VIII e poi di sua figlia Elisabetta I.

ASCOLTA Ernst Stolz (la prima parte suonata dalle campane) quindi inizia  l’arrangiamento per viola, violino e violoncello
ASCOLTA Allan Alexander viola, liuto e chitarra
ASCOLTA Taverner Consort arrangiamento per fiati
ASCOLTA Peter Bloesch arrangiamento più barocco per flauto, viola e chitarra

La danza da cui proviene la melodia è molto semplice e sebbene sia tradotta come “Branle dell’Ufficiale” essa era rivolta ai servitori ossia i lacchè e le servette delle dimore patrizie, ballata solo talvolta da giovanetti e fanciulle dell’aristocrazia mascherati da contadinelli e pastorelle.

(continua seconda parte con descrizione e schema della danza qui)

APPROFONDIMENTO

LA DANZA NEL MEDIOEVO continua