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THE TROOPER AND THE MAID

Child ballad #299

soldierLa ballata risale quantomeno al 1600 e ha come tema l’incontro di una notte tra un soldato e una fanciulla prima che lui parta per la guerra. Lei immancabilmente resta incinta e a volte decide di seguirlo, anche se poi deve lasciarlo quando la gravidanza è troppo inoltrata. Lui risponde evasivamente ad ogni speranza di matrimonio e di ritorno..

Steve Roud commenta nelle note all’antologia “Good People, Take Warning“, 2012 “Often called The Trooper and the Maid, this song was collected frequently in Scotland and North America, but less often in England. Child prints the three earliest Scottish texts, dating from the 1820s onwards, and Bronson presents 27 tunes. The story is pretty much the same across all versions, although the ending is sometimes different. The young lady in Harry List’s song seems quite happy with the proceedings, but in most other versions she asks the trooper when they are to be married, only to be answered with traditional put-offs such as “When cockle shells grow silver bells”, or “When apple-trees grow in the sea”. At least in the version from Newcastle in the 1840s (John Bell collection), the soldier’s reply is a more kindly “When the king cries peace and the wars do cease”.

GUIDA ALL’ASCOLTO: THE TROOPER AND THE MAID

Pur nella varietà delle versioni testuali la melodia resta sempre la stessa

ASCOLTA Alex Campbell, Dougie MacLean, Alan Roberts in “CRM” 1979 (a mio avviso la migliore versione): la versione testuale che presenta più strofe

ASCOLTA The Tannahill Weavers in “The Tannahill Weavers” 1997 che fanno una versione “ridotta” e condensata, presa poi come standard dagli artisti successivi (strofe I, III, IV, VI, X, IX, VIII)

ASCOLTA The Duhks in Your Daughters & Your Sons 2002
ASCOLTA Old Blind Dogs in Close to the Bone 2007 in versione integrale su Spotify, interessante la versione con le sole voci
ASCOLTA Charlotte Cumberbirch in Assasin’s Creed IV “Black Flag” 2013 in cui il tempo è molto cadenzato dal rullo dei tamburi. Questa versione testuale si discosta da quella presentata pur restando molto simile e inglesizzata
ASCOLTA Stramash in “The Lion Rises” 2013 per la versione folk-rock con le “bagpipes punk”

TESTO IN GREIG-DUNCAN
I
A trooper(1) lad came here last nicht
Wi’ riding he was weary
A trooper lad cam’ here last nicht
When the moon shone bright and clearly
Chorus(2)
Bonnie lassie I’ll lie near ye noo
Bonnie lassie I’ll lie near ye
I’ll gar all yer ribbons reel(3)
In the morning e’er I leave ye
II
She’s ta’en his heich horse by the heid,
An’ she’s led him to the stable,
She’s gi’en him corn an’ hay till ate,
As muckle as he was able.
III
She’s taen the trooper by the han’
And let him tae her chamber
She’s gi’en him breid (cheese) an’ wine to drink,
An’ the wine it was like amber(4)
IV
She’s made her bed baith lang and wide(5)
And made it like a lady
She’s taen her coatie ower her heid
Saying trooper are ye ready?(6)
V
He’s ta’en aff his big top coat,
Likewise his hat an’ feather ,
An’ he’s ta’en his broadsword fae his side,
An’ noo he’s doon aside her.
VI
They hadnae been but an ‘oor in bed
An ‘oor and half a quarter
Fan the drums cam’ beatin’ up the toon,
An’ ilka beat was faster.(7)
VII
It’s “Up, up, up” an’ oor curnel cries,
It’s “Up, up, up, an’ away,”
It’s “Up, up, up” an’ oor curnel cries,
“For the morn’s oor battle day.”
VIII
She’s taen her coatie ower her heid
And followed him up to Stirling
She grew sae fu’ she couldnae boo
He left her in Dunfermline
IX
“Bonnie lassie I maun leave ye noo
Bonnie lassie I maun leave ye
An’ oh, but it does grieve me sair
That ever I lay sae near ye”(8)
X
It’s “Fan’ll ye come back again,
My ain dear trooper laddie,
Fan’ll ye come back again
An’ be your bairn’s daddy?”
XI
“O haud your tongue, my bonnie lass,
Ne’er let this partin’ grieve ye,
When heather cowes grow ousen bows,
Bonnie lassie, I’ll come an’ see ye.”(9)
XII
Cheese an’ breid for carles an’ dames,
Corn an’ hay for horses,
Cups o’ tea for auld maids,
An’ bonnie lads for lasses.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Un soldato venne di notte
cavalcando ed era stanco
un soldato venne di notte
quando la luna splendeva luminosa e bianca.
CORO
Ora bella fanciulla giacerò con te
bella fanciulla giacerò con te
ti farò volare via i nastri (dai capelli)
e al mattino mai ti lascerò
II
Lei prese il suo grande cavallo per la testa
e lo condusse nella stalla
gli diede grano e fieno da mangiare
tanto quante ne fosse capace
III
Lei prese il soldato per mano
e lo fece entrare nella sua stanza
gli diede del pane (formaggio) e del vino da bere
e il vino era come ambrosia
IV
Lei fece il letto in lungo e in largo
e lo fece come una signora
si mise la cuffia intesta dicendo
“Soldato sei pronto?”
V
Lui si levò la sua bardatura,
come il cappello e la piuma
si è levato lo spadone dal fianco
e le stava di fronte
VI
Non saranno stati che un ora a letto
un ora e un quarto
quando i tamburi vennero rullando in strada
e ogni colpo era più vicino
VII
“Su, su, su” il nostro Curnel gridava
“su, su, su e via”
“Su, su, su” il nostro Curnel gridava
“perchè il mattino è il nostro giorno di battaglia”
VIII
Lei si mise il suo cappello sul capo
e lo seguì fino a Stirling
ma si fece così piena che non ci riuscì più
e lui la lasciò a Dunfermline
IX
“Bella fanciulla devo lasciarti adesso
Bella fanciulla devo lasciarti
ma mi rammarica tanto
di non potere più giacere accanto a te”
X
“Quando tornerai di nuovo
mio caro soldatino
e quando tornerai di nuovo
e farai il padre a tuo figlio?”
XI
“O taci mia bella fanciulla,
non rendermi questa separazione più dolorosa.
quando i rametti d’erica diventeranno gioghi di buoi. bella fanciulla verrò a trovarti”
XII
Formaggio e pane per signori
e signore grano e fieno per i cavalli,
tazze di te per le zitelle
e bei fanciulli per le fanciulle

NOTE
1) anche “soldier”
2) nella versione di Greig Duncan i versi sono una delle tante strofe
3) letteralmente make all your ribbons spin/ wheel/ fly about
4) Tannahill’s Weaver dicono: She’s gied him cheese and wine tae drink And the wine it was like amber (sono tipiche della serie le strofe in cui la ragazza rifocialla cavallo e cavaliere, dando loro da bere e da mangiare vedi anche As I roved out)
5) tipica espressione riguardo al letto rifatto
6) il ruolo di seduttrice spetta alla donna una vera e propria “saucy” girls; alcuni collezionisti di folksong ottocenteschi hanno così ritoccato il testo per far apparire la donna come più passiva
7) Tannahill’s Weaver dicono: When drums cam’ beatin doon the street And every beat was shorter
8) Tannahill’s Weaver dicono When heather bells grow cockle shells* Then I’ll come and see ye  in italiano quando i fiori d’erica diventeranno conchiglie allora verrò a ritrovarti*a volte “oxen bows, ousen bowes ” (in italiano “gioghi per i buoi”)
9) Tannahill’s Weaver dicono: And when will you come back again My own dear soldier laddie And when will you come back again And be your bairnies daddy

FONTI
http://knaomiconner.wordpress.com/the-trooper-and-the-maid/http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=42474 http:[email protected]?SongID=7410&Title=TROOPER%20AND%20THE%20MAID
http://www.8notes.com/scores/6674.asp http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thelightdragoon.html

(Cattia Salto agosto 2014)

TRAMPS AND HAWKERS

“Summer walkers” o più comunemente “traivellers” (irish o highland travellers) o in senso spregiativo “tinkers” (dal gaelico stagnai) sono una popolazione nomade discendente forse dalla popolazione autoctona di lingua gaelica; vivevano come calderai (che riparavano pentole e padelle), venditori ambulanti e commercianti di cavalli; erano anche lavoranti stagionali nelle aziende agricole o pescatori, che si spostavano a seconda della disponibilità di lavoro. Alcuni erano organizzati in gruppi o comunità, ma spesso viaggiavano soli o con il proprio nucleo famigliare. Spesso musicisti ambulanti, erano i depositari dei canti e delle musiche della tradizione popolare delle Isole Britanniche e si sono diffusi in Irlanda, Gran Bretagna e seguendo i flussi migratori anche negli Stati Uniti.

IRISH TRAVELLERS

Più comunemente detti gli zingari irlandesi anche se non sono di etnia rom, sono i viaggiatori irlandesi una popolazione nomade dalle caratteristiche somatiche tipicamente irlandesi (capelli rossi e lentiggini comprese) parlante una lingua detta gammon o cant – un po’ gaelico e un po’ hiberno-english. L’analisi del DNA compiuta con un approccio scientifico nei più recenti anni ha evidenziato che i Pavee sono una distinta minoranza etnica divisasi dalla comunità irlandese stanziale da almeno 800-1000 anni.
Finalmente gli studiosi di folklore hanno incominciato a prenderli seriamente in considerazione e così nel  Department of Irish Folklore dell’University College di Dublino si stanno catalogando e custodendo le storie, le favole e le antiche canzoni celtiche tramandate dai Travellers.
Anche se oggi non viaggiano più nei carri a botte trainati dai cavalli ma nei caravan traggono ancora dall’allevamento dei cavalli la loro principale fonte di sostentamento. Alla lunga anche loro sono stati “domicilati” in qualche sobborgo popolare o nei centri di accoglienza istituzionali, eppure un buon 30% vive ancora in sistemazioni “autogestite” ai bordi delle strade: meglio la libertà anche se si rinuncia all’acqua corrente e al riscaldamento per finire inscatolati tra le quattro pareti di un condominio.
Vivono in famiglie patriarcali molto grandi, preferiscono vivere nei caravan e tendono ad avere un nomadismo non raggruppato ma sparpagliato anche se occasionalmente abitano in case in muratura e comunque sempre mantenendo una mentalità nomade anche quando sono stanziati; la casa viene considerata come un luogo di sosta del loro tragitto, sia che la sosta duri 20 giorni o 20 anni!
Si stima che siano 21.000 i Travellers attualmente residenti nella Repubblica d’Irlanda (lo 0,5% della popolazione), dove la metà di loro non ha accesso a strutture igieniche, elettricità, raccolta rifiuti e acqua. In passato i Pavee immancabilmente si spostavano ma la politica governativa a partire dal 1960 in poi ha persuaso molti di loro a stabilirsi in abitazioni fisse, una politica che è sempre più in discussione perché ha minato il loro stile di vita e i valori tipici. In qualsiasi caso, per i Travellers è quasi impossibile integrarsi nella società in cui vivono, a causa delle discriminazioni e del loro stile di vita molto diverso. Per un Pavee, integrarsi, significherebbe separarsi dal suo ambiente, rinunciare alla sua lingua e alla sua cultura. Per questo i loro bambini crescono al di fuori del sistema educativo tradizionale, anche se più recentemente sono state fatti molti sforzi per il loro inserimento scolastico.
Tradizionalmente, per mantenersi, svolgevano le più svariate attività: erano fabbri, venditori ambulanti, commercianti di cavalli e di merci usate di ogni genere e inoltre fornivano servizi dove e quando c’erano lacune nel mercato. Ma recentemente, essendo stati persuasi a vivere in case e quindi con una conseguente perdita della mobilità necessaria per continuare a gestire i loro commerci, molti Travellers oggigiorno vivono di assistenza statale.
Alcuni di loro sono allevatori di cani di razza come i levrieri o i lurcher e hanno una lunga reputazione nell’allevamento dei cavalli. Ogni anno organizzano importanti fiere equine in molte città, tra le quali: Ballinasloe (presso Galway), Puck (Kerry), Ballabuidhe (Cork), la fiera mensile di Smithfield a Dublino e quella di Appleby in Inghilterra.
Spesso si occupano del riciclo di rifiuti in metallo (per esempio il 60% del materiale grezzo usato per produrre l’acciaio in Irlanda arriva da materiali di recupero).(tratto da qui)

HIGHLAND TRAVALLERS

There is no question that Highland Travellers have played an essential role in the preservation of traditional Gaelic culture. Apart from trading in goods and services, the Travellers’ outstanding contribution to Highland life has been as custodians of an ancient and vital singing, storytelling and folklore tradition of great importance.
The Travellers’ linguistic heritage includes a fascinating pigeon-Gaelic ‘cover-tongue’ called Beurla-reagaird. It was used, just as Gypsies used the Romany tongue, as a way of keeping their business secret from strangers – and is related to the Irish Traveller dialect known as Shelta.
Pressure to conform to a modern society has led to a decline in the traditional way of life. Employment, medical and social security opportunities all demand a fixed address. Most families stopped travelling in the 1950s, and the majority of those who have not entered the settled population now live in caravans on special council-owned campsites. Metalworkers have entered the scrap-metal business; horse-dealers have moved into road haulage. Today it is estimated there are no more than 2,000 Travellers and Gypsies still living ‘on the road’ in Scotland (tratto da qui)

TRAMPS & HAWKERS

travellersSourceMain

Ci sono diversi testi sulla stessa melodia, ma la versione scozzese è intitolata Come All Ye Tramps and Hawkers ed è attribuita a ‘Besom Jimmy’ (Jimmy Henderson) un venditore ambulante di fine Ottocento che la diffuse tra la comunità di travellers; Jimmy MacBeath, bracciante itinerante per Scozia e Irlanda nonchè musicista, la cantò al People’s Festival di Edimburgo nel 1951 aggiungendo di suo.
Il titolo si traduce come “vagabondi e girovaghi” (hawkers ha un significato più specifico di mercante girovago, venditore ambulante) e il canto è un elogio alla vita libera dei travellers ottocenteschi (vedi).

Prima di tutto la melodia che come già detto è la base di moltissime canzoni sia in Irlanda che Scozia. Ricorda vagamente “the Lakes of Pontchartrain”:
ASCOLTA tin whistle

ASCOLTA Andrew Boyle bellissimo il video con le immagini di travellers e braccianti e anche molto evocativo l’arrangiamento (strofe I, IIIA, IVA, IIA, I)

ASCOLTA Old Blind Dogs in Fit? 2001 i quali prendono la prima strofa come coro (strofe VI, IIC, IVC, IIIB, VI, VII, VIII)

ASCOLTA The Dubliners (voce Luke Kelly) (strofe I, IIB, IIIB, IVB) sostanzialmente si segue il testo della versione scozzese

Ho unito tutte le varianti delle strofe in un unico collage tenendo conto che gli Old Blind Dogs riprendono solo in parte le strofe considerate “standard”

I
O come all you tramps and hawkes, come all you tramps and hawkes you gaitherers o blaw(1)
That tramp the country round and round come listen one and all.
I’ll tell to you a roving tale of the sights that I have seen.
It’s far into the snowy north and south by Gretna Green(2)

I
Com all ye tramps an the hawkers lads
An gaitherers o blaw(1)
That tramps the contrie rownd an rownd Com lissen an an a’
A’ll tell tae ye a rovin tale O sites that A hae seen
It’s far intae the snawy north An sooth bi Greetna Green

IIA
Sometimes I laugh unto my self while trudging on the road. My bag of meal(1) slung o’er my back, my face as brown as a toad(3).
With lumps(4) of cheese and tatty scones(5), with bread and braxie(6) ham. Never giving a thought to where I’ve been and less to where I’m going.
IIB
Aft tyms A’ve laufd intae mysel’ When A trudged on the road My tor rags rownd my blister’t feet My face as brown as toad’s(3) Wi lums(4) o cake an tattie scons(5) Wi whangs o braxie(6) ham
No gien the thocht frae whaur A’ve com An lest frae whaur A’m gaun
IIC
Oft hae I laughed intae myself when trudgin’ on the road Wi’ a bag o’ bla’(1) upon by back, my face as brown’s a toad(3)
Wi’ lumps(4) o’ cake and tatties cones (5) and cheese and braxie(6) ham
Nae thinking where I’m comin’ frae or where I’m goin’ tae gang
IIIA
Oh I’ve done my share of loading ships with dockers on the Clyde
I laboured hard wi trawlermen pulling herring over the side
I helped to build the michty bridge(8) that spans the busy forth And with many an Angus farmer’s plough I broke the bonny earth.
IIIB
A’ve don my share o humpin(7) wi The dockers on the Clyde I’ve helped in Buckie trawlers haul The herrin o’er the side
A help tae build The Michty Bridge(8) That spans the busy Forth An wi mony an Angus fairmer’s trig(9) A’ve plooedthe bonnie earth
IVA
Oh I’m happy in the summertime beneath the bright blue sky. Never thinking in the morning where at night I’ll have to lie.
In barn or byre or anywhere dossing(15) out among the hay. And if the weather treats me right I’m happy ev’ry day.
IVB
A’m happy in the summertime Beneath the bricht blue sky
No thinkin in the mornin whaur At nicht A’ll hae tae lie
In barn or byre or anywhaur Dossin(15) oot amang the hay
An if the weather treats me richt A’m happy every day.
IVC
I’m happy in the summer time beneath the bricht blue sky
Nae thinkin’ in the mornin’ at nicht where I’m to lie Barns or byres or anywhere, or oot among the hay
And if the weather does permit, I’m happy every day

V
I’ve seen the high Ben Nevis a-towerin’ tae the moon
I’ve been by Crieff and Callander and roun’ by Bonny Doon
And by the Nethy’s silvery tide and places ill tae ken(10)
Far up intae the stormy north lies Urquhart’s fairy glen(11)
VI
Loch Katrine and Loch Lomond have a’ been kent by me
The Dee, the Don, the Deveron that rushes tae the sea
Dunrobin Castle by the way, I nearly hae forgot
And aye, the rickle o’ cairn(12) marks at the house o’ John o’ Groats(13)
VII
I’m often ‘roon by Gallowa’ and doon about Stranraer
My business leads me onywhere, I travel near and far
I’ve got a rovin’ notion, there’s nothing that I loss(14)
And a’ my days my daily fare and what’ll pay my doss(15)
VIII
I think I’ll go to Paddy’s land(16), I’m makkin’ up my mind
For Scotland’s greatly altered now, I canna raise the wind(17)
But I will trust in Providence, if Providence proves true
And I will sing o’ Erin’s isle(18) ‘ere I get back to you

NOTE
1) “gaitherers o blaw“: si sono avanzate molte ipotesi in merito al significato del verso che io ho tradotto in italiano come “canne al vento” nel triplice significato di “gente che vive all’aria aperta” “suonatori di cornamuse” e anche “coloro che diffondono storie” (con una sfumatura però dispregiativa nel senso di vane chiacchiere -blether-, sciocchezze); ‘gie yer rigs a bla,’ sono le bagpipes, e ‘Gie yer airs a bla,’ sono le melodie suonate dalle pive. Il verso è spesso cantato dai travellers “gie yer ‘airs’ a blaw.”o anche “gie yer ‘rigs’ a bla,” ( to give your set of bagpipes a bla). Questo significato mi sembra anche più in sintonia con la strofa d’apertura tipica di ogni cantastorie che si rispetti, che richiama la gente perchè si raduni ad ascoltare quello che ha da dire.
Un secondo significato completamente diverso è quello che traduce blaw con oatmeal (o meglio a mixture of oatmeal and animal fat) quindi la traduzione in italiano è: raccoglitori di farina d’avena o grano (wheat, corn).
Alcuni più poeticamente credono che blae sia il diminutivo di Blaeberrie e così la parola vuole sottolineare il nomadismo dei travellers che si nutrono di bacche che crescono spontanee. Questa seconda scuola di pensiero si rafforza in considerazione della II strofa in cui di descrivono varie provviste da viaggio
2) Greetna Green è il primo paese che si incontra dopo il confine inglese famoso per i suoi matrimoni lampo 
3) Tod pronunciato “toad” or “toäd” (Scozia e Nord Inghilterra) si traduce come rospo, ma nel dialetto significa volpe
4) lums = pieces
5) tattie = potato; gli scones sono una ricetta tipica della Scozia e quelli di patate sono serviti come una focaccina di patate e farina cotta alla piastra o come mini panini molto morbidi cotti nel forno.
6) braxy infezione batterica delle pecore che porta alla morte ma che non danneggia la carne, la quale risulta ancora commestibile
7) humping =working?
8) Michty Bridge: Forth Railway Bridge vicino ad Edimburgo
9) Trig= Pair of animals for ploughing.
10) places ilk y’ken = “other places you know”, ilk = like = similar; altri erroneamente vedono l’aggettivo “ill” in senso negativo (evil, unwholesome, harsh, severe, troublesome, unfriendly) cioè come posti in cui i travellers non sono i benvenuti, ma questo perchè traducono la parola dall’inglese e non dallo scozzese
11) Urquhart Castle è sul Loch Ness (Inverness)
12) Cairn: landmark heap of stones (Rickle : tumulo) vedi
13) John o Groat/Groats: si intende non la casa ma la tomba di John O’Groats
14) Loss: lose, miss
15)”And a’ I need’s my daily fare and whit’ll pey my doss. “For It’s my daily fare an’ as much’ll pay my doss.”: tutto quello di cui ha bisogno è solo abbastanza cibo e un posto per dormire; doss: alloggio a buon mercato (costo del posto letto)
16) Paddy’s Land: Ireland
17) letteralmente “non posso alzare il vento” ci sono due traduzioni per questa frase in una wind= money e quindi il protagonista è in difficoltà a trovare lavoro oppure come al punto 1) il protagonista vuole intendere che non può cantare, suonare
18) Erin’s Isle: Irlanda

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Venite vagabondi e girovaghi voi canne al vento(1) che girate il paese in lungo e in largo, venite ad ascoltare un po’. Vi racconto una storia di giramondo dei posti che ho visto, dal Nord innevato fino al sud di Gretna Green(2)
II
Spesso ho riso tra me e me quando faticavo per la strada con la sacca sulle spalle la mia pelle scura come la volpe con pezzi di dolce e tortini di patate(5) e formaggio e prosciutto di pecora(6),
senza pensare da dove sono venuto o dove sto andando
III
Ho fatto la mia parte di lavoro con gli scaricatori portuali di Clyde, ho lavorato con i pescatori nel tirare su le aringhe,
ho aiutato a costruire il Ponte Michty che attraversa il Forth affollato e con molte paia di cavalli di una fattoria ho arato la buona terra
IV
Sono felice d’estate sotto il luminoso cielo blu senza preoccuparmi al mattino per dove andrò a dormire la notte, nel fienile o stalla o ovunque per dormire all’aperto tra il fieno, e se il tempo mi tratta bene sono felice tutto il giorno
V
Ho visto il grande Ben Nevis svettare alla luna sono stato da Crieff e Callander e nei pressi di Bonny Doon e dalla marea argentata del Nethy e in altri posti simili Fino al nord tempestoso dove sta la bruma fatata di Urquhart
VI
Ho attraversato i Loch Katrine e Loch Lomond Il Dee, il Don e il Deveron che corre verso il mare, ah dimenticavo il Dunrobin Castle e si, il tumulo di pietre che segna la tomba di “John O’Groats”(13)
VII
Sono spesso nei dintorni di Galloway e giù per Stranrare i miei affari mi portano ovunque, vado in lungo e in largo ho una mente vagabonda non c’è niente che mi manca e tutti i giorni ho il mio pane quotidiano e un posto per dormire(15)
VIII
Penso che andrò in Irlanda, ci sto pensando seriamente,
perchè in Scozia sono tempi difficili e non riesco ad tirare su dei soldi(17) ma confido nella Provvidenza se la Provvidenza esiste, canterò dell’Isola di Erin da dove ritornerò a voi

FONTI
http://www.scatolepiene.it/gli-irish-travellers-i-nomadi-irlandesi/
http://altrairlanda.freeforumzone.com/discussione.aspx?idd=2560306
http://www.martinazuliani.eu/it/chi-sono-traveller-irlandesi/
http://sangstories.webs.com/trampsandhawkers.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/c/comeally.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=96122
http://thesession.org/tunes/7091
http://paleotool.com/2014/03/04/travellers-7/

THE BARNYARDS OF DELGATY

Tra le più famose vecchie “bothy ballads

GUIDA ALL’ASCOLTO

horsemanpairUn giovane bracciante (molto probabilmente un aratore o più genericamente un cavallante) si reca al mercato di Turra per cercare lavoro, e un ricco fattore di Delgaty lo convince ad andare a lavorare per lui, in cambio di una buona paga e di un buon trattamento; in realtà il trattamento è pessimo e i cavalli sono dei ronzini.

La canzone è ammiccante con letture a doppio senso
Probabilmente risalente a fine Ottocento è stata registrata solo nel 1930. Interpretata negli anni 60 dai migliori gruppi di musica irlandese come i Clancy Brothers e i Dubliners, per il suo tono allegro e “macho” è una canzone che spopola ancora oggi  come drinking song.

Melodia “Linton Lowrie” ‘Lilten Lowren’, ‘Linten Lowrin’.

Prima due versioni più “moderne”
ASCOLTA Gaelic Storm in Hearding Cats 1999

ASCOLTA Old Blind Dogs in The Collection 2009


I
As I came in by Turra Market
Turra Market for tae fee(1)
I met up wi’ a famer child
The Barnyards o’ Delgaty(2)
Chorus:
Lin-tin-addy, too-rin-addy
Lin-tin-addy, too-rin-ee
Lin-tin-lowrin-lowrin-lowrin
The Barnyards of Delgaty
II
He promised me the ae best pair,
that ever I laid my eyes upon,
when I got to the barnyards,
there was nothin’ there but skin and bone!
III
Well, the old grey horse sat on his rump,
the old white mare sat on her whine(3)
when it came to the “Whup” and crack they shouldn’t rise at yokin’ time.
IV
When I go to the kirk on Sunday
many’s the bonny lass I see
sittin’ by her father’s side
and winkin’ o’er the pews at me!
V
And I can drink and not get drunk,
I can fight and not be slain
I can sleep with another man’s wife
and still be welcome to my ayn.
VI
Now my candle(4) is burnt out
my snotter’s(5) fairly on the wane
fare the well ye Barnyards,
you’ll never catch me here again!

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Quando sono andato al mercato di Turra
al mercato di Turra per il lavoro
ho incontrato un agricoltore benestante
della fattoria di Delgaty
Chorus:
Lin-Tin-Addy, Too-Rin-Addy
Lin-Tin-Addy, Too-Rin-Ee
Lin-Tin-Lowrin-Lowrin-Lowrin
Le aie di Delgaty
II
Mi ha promesso il miglior paio
che io avessi mai visto,
ma quando sono arrivato alla fattoria,
non erano altro che pelle e ossa!
III
Il vecchio cavallo grigio coricato sulla groppa,
la vecchia cavalla bianca coricata sul  ventre
per quanto avessi potuto gridare “Hup” non si sarebbero mai potuti alzare per metterli al giogo
IV
Quando vado in chiesa di Domenica
sono molte le belle ragazze che vedo
sedute al fianco del padre
che mi fanno l’occhiolino da sopra i banchi!
V
Posso bere e non ubriacarmi,
posso lottare e non essere ucciso
posso dormire con la ragazza di un altro uomo
ed essere ancora il benvenuto.
VI
Ora la mia candela è bruciata
il mio stoppino è agli sgoccioli
addio all’aia di Delgaty
non mi prenderai di nuovo!.

NOTE
1) il lavoro dell’aratore era stagionale e durava dai tre ai sei mesi. La fiere e i grandi mercati dove si assumevano i braccianti si svolgevano in Scozia ogni 3 mesi (i cosiddetti Old Scottish term days): Candelora (2 febbraio), Whitsunday (domenica di Pentecoste legislativamente fissato a questo scopo il 15 maggio), Lammas (1 agosto) San Martino (11 novembre).
2) la tenuta Delgaty è a nord-est di Turriff, nel Nord-Est della Scozia
3) grime, wime= ventre
4) la candela arrivata alla fine è un eufemismo per indicare l’impotenza della tarda età
5) Snotter, snodder: the burnt wick of a candle, the drip on the end of the nose (stoppino)

E poi due versioni più datate
ASCOLTA Andy Stewart nella versione più tradizionale

ASCOLTA The Dubliners (voce Luke Kelly)

I
As ah gaed doon tae Turra Merket,
Turra Merket fur tae fee(1),
Ah met in wi a wealthy fairmer,
The Barnyards o Delgaty(2).
II
He promised me the twa best horse
I ever set my een upon.
When ah gaed hame tae the Barnyards
There was nothin there but skin and bone.
Chorus
Linten adie, tooren adie, linten adie, tooren ay,
inten lowerin lowerin lowerin, the Barnyards o Delgaty
III
The auld grey mare sat on her hunkers,
The auld dun horse lay in the grime (3).
For aa that I would ‘hup’ and cry,
They wouldna rise at yokin time.
IV
Meg McPherson maks my brose(6) (Makes my brose)
An her an me we canna gree (We simply don’t get along)
First a mote and syne a knot (First a small piece and then a lump)
An aye the ither jilp o’ bree (and always another spoonful of the liquid)
V
When I gang tae the kirk on Sunday,
Mony’s the bonny lass I see,
Sittin by her faither’s side,
Winkin ower the pews at me.
VI
Some can drink and no be drunk,
And some can fecht and no be slain.
I can coort anither man’s lass,
And aye be welcome tae my ain.
VII
Ma candle(4) noo is fair brunt oot,
The snotter’s(5) fairly on the wane,
Fare ye weel, ye Barnyards,
Ye’ll never catch me here again.

NOTE
6) il brose è una farinata d’avena e acqua calda. A volte si aggiunge il latte o un pezzo di burro, ma fondamentalmente è un piatto ancora più povero del porridge (per gli scozzesi è il modo “giusto” di preparare il porridge! Ai braccianti veniva servito come colazione e anche come cena! Evidentemente Meg la servetta, non doveva avere in simpatia il protagonista perchè gli porge solo la parte più liquida del brose piuttosto che un bel cucchiaio di pappa. Oppure l’osservazione va ad aggiungersi alle lamentele che il lavorante ha da fare nei confronti del proprietario anche nei riguardi del vitto. Inevitabile pensare alla canzoncina dal titolo”Brose&Butter” di Robert Burns (vedi)
[Traduzione italiano: Med McPherson mi fa la farinata, ma non andiamo d’accordo, prima mi da un piccolo pezzo e poi un grumo e sempre un altro cucchiaio di liquido]
4) il verso è interpretato vocalmente da Andy Stewart caricandolo proprio del suo doppio senso

C’è ancora un’altra strofa di lamentele che però non è mai riportata nelle versioni selezionate per l’ascolto che riguarda le condizioni dei pagliericci (paglia tritata):
Its lang Jean Scott that maks ma bed (Tall Jean Scott makes my bed)
You can see the marks upon my shins
For she’s the coorse ill-trickit Jaud (She’s a bad and very naughty and worthless woman)
That fills my bed wi Prickly whins (She fills my bed with sprigs of gorse bushes)
[traduzione italiano: Jean Scott la lunga mi fa il letto, e si possono ancora vedere i segni sulla mia pelle, lei è una donna cattiva, pettegola e inutile, lei riempie il mio letto con rametti di ginestra.]
Sui rametti di ginestra ho già ampiamente parlato qui

FONTI
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/about/songs/ballads/bothyballads/index.asp http://www.nefa.net/archive/songmusicdance/bothy/ http://www.nefa.net/nefajnr/archive/peopleandlife/land/bothylife.htm http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/genericcontent_tcm4554484.asp
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9515

THE SNOWS THEY MELT THE SOONEST

“The snow they melt the soonest” è una canzone popolare del Border (diffusa sia in Inghilterra che in Scozia), è stata pubblicata nel Northumbrian Minstrelsy (Bruce&Stokoe 1882) e in origine nel Blackwood’s Magazine, (Edimburgo 1821) così come collezionata da Thomas Doubleday (1790-1870) che la sentì da un cantore di strada di Newcastle. vedi

Così si legge nelle note di Anne Briggs nel suo album “Anne Briggs” 1971
“We owe this to a good pioneer collector of North-Eastern song, the soap-boiler and lively Radical agitator Thomas Doubleday, who contributed it to Blackwood’s magazine [under the pseudonym of Mr Shufflebotham] as long ago as 1821. He got the melody from a Newcastle street singer. In Northumbrian Minstrelsy (1882, repr. 1965) the tune is given as My Love Is Newly Listed.”  (A.L. Lloyd)
Siccome nessuno ha trovato traccia della canzone nella tradizione popolare precedentemente a questa data, alcuni presumono che il testo sia stato scritto nientemeno che da Thomas Doubleday sulla melodia nota come “My love has listed/The White cockade“. Anne Briggs fu la prima a diffonderlo nel circuito dei folk-club negli anni 60 e per questo alcuni le attribuiscono la paternità del testo.

Meravigliosa la versione strumentale dei Lunasa risolta come una low air dal titolo “January Snows” in Otherworld 1999 (melodia seguita dal reel Laura Lynn Cunningham)

Il tema è quello della separazione tra due innamorati: le immagini evocate legano il rapporto amoroso allo scorrere delle stagioni così dopo il riposo della terra sotto la coperta dell’inverno anche l’orgoglio è pronto a sciogliersi come la neve. La coppia sta per separarsi ma chi canta è certo che la separazione non sarà definitiva e al ritorno del disgelo anche l’innamorato ritornerà da lei (lui)

VERSIONE DAL PUNTO DI VISTA MASCHILE

ASCOLTA Pentangle in “Solomon’s Seal” 1972, titolo THE SNOW sonorità decisamente psichedeliche

ASCOLTA Horslips in “Drive The Cold Winter Away” 1975

ASCOLTA Dick Gaughan in “Handful of Earth” (1981) lenta, malinconica, lacerante (sequenza strofe I, III, II, IV)

ASCOLTA Sting in “If on a Winter’s Night” 2009

La versione che preferisco ( a pari merito con gli Horslip) è però quella degli Old Blind Dogs che si trova in versione integrale su Spotify
ASCOLTA Old blind dogs in “Legacy”, 1995


I
The snows they melt the soonest when the wind begins to sing
And the corn it ripens faster when the frosts are settlin’ in(1)
And when a woman tells me that my face she’ll soon forget
Before we part I’ll wage a corn(2) she’s fain to follow it yet
II
For the snows they melt(3) the soonest when the winds begin to sing
And the swallow flies(4) without a thought as long as it is spring
But when spring goes and winter blows my love she will be fain(5)
For all her pride to follow me across the stormy main (6)
III
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the bee that flew when summer shone in winter cannot sting(7)
And I’ve seen a woman’s anger melt between the night and morn
So it’s surely not a harder thing to melt(8) a woman’s scorn
IV
So dont’ you bid me farewell now no farewell I’ll receive(9)
But you must lie with my lass then kiss and take your leave(10)
And I’ll wait(11) here till the woodcock(12) calls(13) and the martin(14) takes the wing (15)
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
TRADUZIONE  (da vedi)
I
Le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare
e il grano matura più velocemente quando il gelo si è depositato (1)
E quando una donna mi dice che dimenticherà presto il mio volto
Prima di dividerci scommetterò un chicco di grano (2) e lei sarà pronta a seguirmi
II
Perché le nevi si sciolgono (3) prima quando i venti iniziano a cantare
E la rondine vola (4) senza pensieri finché è primavera
Ma quando la primavera se ne va e soffia l´inverno il mio amore sarà pronto (5)
Per tutto il suo orgoglio di seguirmi attraverso il mare (6) in burrasca
III
Perché le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare
e l’ape che volava quando l’estate splendeva, in inverno non può pungere (7)
e ho visto la rabbia di una donna sciogliersi tra la notte e il mattino
Così non è sicuramente una cosa più difficile sciogliere (8) il disprezzo di una donna
IV
Quindi non dirmi addio, ora non riceverò il tuo addio (9)
ma devi rimanere, sdraiarti accanto a me, mia amata, baciarmi e poi partire (10)
Ed io aspetterò (11) qui fino al canto della beccaccia (12)
E fino a che il balestruccio (14) prende il volo (15)
Perché le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare

NOTE
1) anche al singolare “the frost is settling in”
2) nella versione degli Horslips “I want to croon” e nella versione di Anne Briggs: “I’d bet a crown”. Quindi è probabile che “wage a corn” sia una espressione antica per “scommettere una moneta” essendo crun, croon o croun = corona, vecchia moneta che valeva 5 scellini, una somma principesca in passato
3) anche al singolare come nella versione Horslips “the snow it melts”
4) oppure skims (versione Anne Briggs e Horslips)
5) my loss and you’ll be fain (versione Horslips)
6) For all your pride you’ll follow my across the stormy main (versione Horslips) oppure “raging main” (versione Dick Gaughan)
7) anche scritto come “sing” il verso prosegue diversamente in Anne Briggs ” And all the flowers in all the land so brightly there they be and the snow it melts the soonest when my true love’s for me”
8) oppure tame (versione Horslips e Sting)
9) Altra versione del verso: “So whoever says to me farewell here, no farewell I receive” oppure “Oh never say me farewell here, no farewell I’ll receive” (versione Horslips)
10) “For you shall take me to the stile, I’ll kiss and take your leave” (versione Horslips)
11) oppure stay (versione Horslips)
12) Oppure moorcock o curlew
13) oppure comes (versione Horslips)
14) oppure matler (versione Horslips) marten (versione Dick Gaughan)
15) Ann Briggs dice “And I’ll wait it till the woodcock crows or the martin takes its leave”

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VERSIONE AL FEMMINILE

ASCOLTA Anne Briggs Anne Briggs” 1971

ASCOLTA Cara Dillon live


I
The snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the corn it ripens fastest when the frosts are settling in
And when the young man tells me that my face he’ll soon forget
Before we part I’ll wage a crown, he’s fain to follow yet
II
And the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
The swallow flies without a thought as long as it is spring
But when spring goes and winter blows my love then you’ll be free
For all your pride to follow me across the raging main
III
And the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the bee that flew when summer shone in winter cannot sting
And I’ve seen a young man’s anger melt between the night and morn
So it’s surely not a harder thing to melt a young man’s scorn
IV
So don’t you bid me farewell here, no farewell I receive,
For you will lie with me my love then kiss and take your leave
And I’ll wait here ‘til the moorcock calls and the martin takes the wind
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing

FONTI
http://thesession.org/tunes/11049
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/thesnowitmeltsthesoonest.html
http://mp3juices.com/search/snow-melts-the-soonest
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2857
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16979

MORMOND BRAES

Le canzoni degli amanti abbandonati sono abbastanza comuni in Scozia, e per lo più sono soffuse di ironia, piuttosto che di tragedia, proprio come in questa “Mormond Braes” in cui si ritrova il detto popolare There’s many more fish in the sea(in italiano ci sono molti più pesci nel mare)
La ballata è il lamento, non così poi tanto sconsolato, di una fanciulla che è stata lasciata dal suo innamorato (forse ai piedi dell’altare) ed è molto diffusa nell’ Aberdeenshire (Scozia); molto probabilmente era una bothy ballad ovvero una canzone popolare composta e cantata dai braccianti agricoli della zona.

La canzone viene attribuita a un certo dottor Gavin di Strichen ma potrebbe trattarsi di un aneddoto locale, infatti nel Perthshire lo stesso testo s’intitola “Fareweel to Blairgowrie“; Robert Ford nel suo “Vagabond Songs and Ballads” del 1899 afferma che la canzone era molto popolare a metà del 1800 e non solo nelle campagne.

Nel Greig-Duncan Collection, vol.6, sono riportate una trentina di varianti della stessa canzone.

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GUIDA ALL’ASCOLTO

L’intento della canzone è chiaramente irridente ai tanti lacrimosi Farewell in cui l’innamorato abbandonato, si dispera e preferisce la morte piuttosto che vivere senza il vero amore! Per questo la melodia è scanzonata, suonata a volte come un reel.
Nel testo sono compresi molti termini in scozzese ma facilmente traducibili in inglese standard.
Le versioni riportate per l’ascolto sono tutto sommato abbastanza simili, Dougie McLean aggiunge un ritornello non-sense inserendo quello che viene comunemente cantato come ritornello nell’ultima strofa. Gli Old blind dogs (con la voce di Jim Malcolm) saltano la III strofa (si proprio quella dai pesci!) e ripetono la seconda strofa anche alla fine.

Il lamento è introdotto da un generico ascoltatore che incontra la ragazza sulla cima delle colline: forse lei è salita lassù per esternare il suo dolore in solitudine o per gridarlo ai quattro venti e così egli ci riporta la sua testimonianza
Le strofe si potrebbero anche suddividere in forma di dialogo tra i due con l’ascoltatore che conforta la ragazza finchè lei stessa smette di piangere e si consola, scendendo di nuovo in città per trovarsi un altro marito.

ASCOLTA dalla collezione School of Scottish Studies

ASCOLTA The Dubliners in Original Dubliners, 1966-1969


Chorus
Fare thee well, ye Mormon(1) Braes,
for oft times A’ve been cheery.
Fare thee well, ye Mormon Braes,
for it’s there A’ve lost ma dearie.
I
As A went in by Strachen Toon(2)
A heard a fair maid mournin.
She was makin sair(3) complaint
For her true love ne’er returnin.
II
Thar’s mony a horse haes slipped an fell
And risen again richt early.
Thar’s mony a lass has lost her lad
An got anither richt rarely.
III
Thar’s as guid fish in tae the sea
As ever yet were taken.
A cast ma nets and try again,
For I am anely ance(4) forsaken.
IV
Sae A will put on my gown o green(5),
As A forsaken told him.
And we’ll let the young lad know
that the bonds of love are broken.
V
Sae A’ll gang back to Strachen Toon
Whaur A wis bred an born in,
An A will get another young lad
Tae marry me in the mornin.

TRADUZIONE ITALIANO
RITORNELLO
“Addio a voi colline di Mormond
dove spesso sono stata in allegria.
Addio a voi colline di Mormond
perché è lì che ho perso il mio amore.”
I
Quando sono andato a Strichen
ho sentito una bella fanciulla piangere.
Si stava lamentando con dolore,
per il suo vero amore che non ritornava.”
II
“Più di un cavallo è inciampato ed è caduto e di nuovo si è subito rialzato.
Più di una ragazza ha perso il suo ragazzo
e ne ha trovato un altro con facilità.”
III
“Più di un pesce naviga nel mare
e non è ancora stato preso.
Ho gettato le mie reti e riprovato,
perchè sono stata abbandonata solo una volta”.
IV
“Allora indosserò l’abito verde,
come da abbandonata gli dissi.
per far sapere ai ragazzi
che i legami d’amore sono sciolti.
V
Allora tornerò a Strichen
dove sono nata a cresciuta,
e farò in modo che un altro ragazzo
mi sposi in mattinata.”

NOTE
1) Mormon Braes = Mormond Hills, si trovano nell’Aberdeenshire (la punta del naso della testa di cane con cui si stilizza la sagoma della Scozia). Sul versante di Fraserburgh è raffigurato un cavallo bianco in grande scala, ripulendo la vegetazione per lasciare la nuda roccia quarzifera. L’origine è incerta ma è fatta risalire al 1790. Nel 1870 è stata ricavata anche la figura di un cervo poco più in là sembra in occasione del matrimonio di un importante Laird della zona.
2) Strichen è una cittadina ai piedi delle Mormond Hills
3) sair=sorrowful, sore
4) anely ance= only once
5) Il verde è spesso simbolo di seduzione e tradimento nella canzone popolare. La frase non è molto chiara: in genere “indossare l’abito” verde vuol dire nascondere le macchie d’erba (che si formano quando ci si stende ad amoreggiare all’aperto). Più in generale allude alla consumazione dell’atto sessuale. Qui il verde è indossato come segnale di via libera!

ASCOLTA Dougie McLean 
The Plant Life Years, 1995

As I gaed doon by Strichen toon
I heard a fair maid mourning
And she was makin’ a sair complaint
To her true love ne’er returnin’

CHORUS
I ti ma do ti ma daddy oh
I ti ma do ti ma dae
I ti ma do ti ma daddy oh
I ti ma do ti ma dae

There’s as guid fish intae the sea
As ever yet was taken
So I’ll cast my net an’ try again
For I’m only aince forsakin’

There’s mona a horse has snappert and fain’
An’ risen again fu’ rarely
There’s mony a lass has lost her lad
An’ gotten anither richt early

Sae I’ll put on my goon o’ green
It’s a forsaken token
An’ that will let the young lads ken
That the bonds o’ love are broken

Sae I’ll gang back tae Strichen toon
Whaur I was bred an’ born
An’ there I’ll get anither lad
Will marry me the morn

Sae fare thee weel ye Mormond braes
Where oft-times I’ve been cheery
Fare thee weel ye Mormond braes
For it’s there I’ve lost my dearie

ASCOLTA Old blind dogs  in Legacy 1995


CHORUS
Fare ye weel ye Mormond Braes,
where oft times I been cheery
Fare ye weel ye Mormond Braes,
there I lost my dearie
I
Oh, as I get doon by Strichen Toon,
one misty mornin’ early
Heard a lassie sair lament
for her true love ne’er returnin’
II
Well I’ll put on my goon o’ green,
it’s a forsaken token
To tell the laddies roundabout
that the bonds of love are broken
III
There’s many a horse has snappert an’ fa’n
and risen again fu’ rarely
There’s many a laddies that’s lost ‘is love
an’ gotten another right early
IV
So I’ll gang back to Strichen toon,
where I was bred an’ born in
I’ll get me another lad,
who’ll marry me high in the mornin”

TRADUZIONE ITALIANO
RITORNELLO
“Addio a voi colline di Mormond
dove spesso sono stata in allegria.
Addio a voi colline di Mormond
perché è lì che ho perso il mio amore.”
I
Quando sono andato a Strichen
una nebbiosa mattina presto
ho sentito una fanciulla piangere.
per il suo vero amore che non ritornava più.
II
Quindi indosserò l’abito verde,
è un regalo dimenticato,
per dire ai ragazzi dei dintorni
che i legami d’amore sono sciolti.
III
Più di un cavallo è inciampato ed è caduto
e di nuovo si è subito rialzato.
Più di un ragazzo ha perso il suo amore
e ne ha trovato un altro con facilità.
IV
Allora tornerò a Strichen
dove sono nata a cresciuta,
e farò in modo che altro ragazzo
mi sposi in mattinata.

FONTI
http://sangstories.webs.com/mormondbraes.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/m/mormondb.html
http://www.8notes.com/scores/5589.asp

ILLUSTRAZIONE
http://www.femail.com.au/femme-classic-art.htm

A MAN’S A MAN FOR ALL THAT

La canzone nota anche come “Is there for honesty poverty“, in gaelico scozzese An guille dubh mo laochan, è stata scritta nel 1787 da Robert Burns (1759-1796), una composizione che riflette gli intendimenti dell’ordine massonico al quale Burns si affiliò nel 1781 presso la St. David’s Lodge di Tarbolton all’età di 22 anni. Nell’anno successivo Burns fu fondatore della Loggia “Saint James” dove, dal 1784, ricoprì per 4 anni la carica di maestro. Trasferitosi ad Edimburgo nel 1786 divenne membro nel 1787 della Loggia Canongate Kilwinning e continuò a frequentare le logge massoniche anche nei suoi successivi spostamenti e si può dire fino alla sua morte.

burns-massone
Robert Burns, poet-laureate of Lodge Canongate Kilwinning (1893)

Di Burns è noto il seguente aneddoto: un giorno si intratteneva in strada a conversare con un modesto fattore. Appena costui si fu allontanato, Burns fu accostato da un signorotto di Edimburgo, che lo canzonò per la evidente bassa condizione del suo precedente interlocutore. Il poeta fu pronto a rispondergli pressappoco così: “Io non parlavo alla giubba sgraziata, né al berretto di lana, né agli zoccoli di legno, ma a colui che vi era dentro. Che vale almeno dieci volte più di me e di voi! “. Così “A man’s a man for a’ that” è una sorta di riflessione filosofica sul significato della parola “uomo” ovvero quali sono le qualità che fanno di un uomo, un uomo!

La canzone è stata pubblicata nel III volume del ” Scottish Musical Museum ” e si fa risalire la sua composizione al 1795: l’analisi del testo si presta a molteplici letture ideologiche, per cui alcuni vogliono vedere in Burns un rivoluzionario, un precursore del socialismo.
A mio avviso la lettura più coerente è quella che inquadra Burns come fratello massone e uomo del suo tempo; nella prima strofa Burns afferma che la ricchezza e la classe sociale non devono essere il metro con cui misurare il valore di un uomo, bensì il suo carattere. Il concetto si sviluppa nella seconda strofa: l’aspetto esteriore è solo apparenza e l’onestà vale più dei vestiti eleganti. E prosegue: il giovanotto elegante con il titolo di Lord (l’aristocratico) che si pavoneggia e riceve gli elogi è solo un idiota, mentre l’uomo “comune”, che impara a ragionare, non si lascia irretire (dalla ricchezza, dai privilegi, dalle consuetudini, dalle opinioni “comuni”. Infine nella quarta strofa si ribadisce che l’onestà (integrità) di un uomo non è prerogativa esclusiva dei potenti e si insinua un principio massone per cui i potenti illuminati, hanno il compito di dirigere l’umanità verso la fratellanza universale.
In effetti il suo non è l’elogio dell’uomo qualunque, ma dell’uomo intelligente e sensibile, che non è sminuito solo dal fatto di non appartenere all’aristocrazia o alla classe al potere (guarda caso anche Robert era nato da una famiglia dalle umili origini, ma ha saputo coltivare la sua intelligenza con studi e letture seppur da autodidatta)!
Le sue non sono idee rivoluzionarie e di sovvertimento sociale, anzi dal popolo e dai suoi appetiti è sempre bene guardarsi, egli propugna una sorta di elevazione dello Spirito umano dalle catene della brutalità e bestialità.
Si afferma il principio di una giustizia sociale illuminata in cui onestà e dignità sono virtù che prescindono dal rango o dalla nascita ma fanno parte dell’essenza umana. L’ultima strofa è insieme preghiera e profezia: un mondo futuro in cui gli uomini siano uguali, in cui non valga la legge del più forte o del più potente, in cui l’empatia e il rispetto siano valori condivisi da tutti.

parlamento-scozzese“Is there for honesty poverty” è stata cantata come inno all’apertura ufficiale del parlamento scozzese il 1 luglio 1999, un parlamento che discute tutte le petizioni dei cittadini (ossia quelle passate al vaglio di un’apposita commissione); parlamento che ha scritto nel 2004 un libro per aiutare i cittadini a fare Partecipazione, il Participation Handbook.

La melodia abbinata al testo è un reel tradizionale dal titolo “For a’ that“.

GUIDA ALL’ASCOLTO
Anche se non dovrei, continuo a stupirmi dell’attualità di un poeta vissuto 4 secoli fa!

ASCOLTA Jim Malcom (una delle sue tante versioni)

ASCOLTA Old Blind Dogs in “Fit?” 2001

ASCOLTA Dougie MacLean

ASCOLTA Paolo Nutini live


I
Is there for honesty poverty
That hings his head, an’ a’ that;
The coward slave – we pass him by,
We dare be poor(1) for a’ that!
For a’ that(2), an’ a’ that,
Our toils obscure an’ a’ that,
The rank is but the guinea’s stamp(3)
The man’s the gowd, for a’ that.
II
What though on hamely fare we dine,
Wear hoddin grey, an’ a’ that?
Gie fools their silks, and knaves their wine,
A man’s a man for a’ that.(4)
For a’ that, an’ a’ that,
Their tinsel show, an’ a’ that,
The honest man, tho’ e’er sae poor,
Is king o’ men(5) for a’ that.
III
Ye see yon birkie(6) ca’d a lord,
Wha struts, an’ stares, an’ a’ that;
Tho’ hundreds worship at his word(7),
He’s but a coof(8) for a’ that.
For a’ that, an’ a’ that,
His ribband(9), star, an’ a’ that,
The man o’ independent mind(10)
He looks an’ laughs at a’ that.
IV
A price can mak a belted knight(11)
A marquise, duke, an’ a’ that;
But an honest man’s aboon his might,
Gude faith, he maunna fa’ that!(12)
For a’ that, an’ a’ that,
Their dignities an’ a’ that,
The pith o’ sense, an’ pride o’ worth,
Are higher rank than a’ that.
V
Then let us pray that come it may,
(As come it will for a’ that,)
That Sense and Worth, o’er a’ the earth,
Shall bear the gree, an’ a’ that.
For a’ that, an’ a’ that,
That man to man, the world o’er,
Shall brithers be for a’ that.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Dinanzi alla onesta povertà
che ha chinato la testa , è tutto detto?
Noi passiamo oltre l’abiezione degli schiavi
e osiamo essere poveri(1): per tutto questo.
Tutto è per questo e per quello(2).
I nostri lavori in segreto, non è forse per questo?
Il rango non è il marchio della Guinea (sulla ghinea)
e il vero oro dell’uomo è il carattere (3)
II
Se ceniamo su modesta mensa
e indossiamo panni grossolani, non è forse per questo?
Ai pazzi date le sete, alle canaglie il vino.
Un uomo è uomo per tutto questo(4).
Per questo e per quello.
Per quello trionfano gli orpelli
ma un uomo onesto, benché povero,
è il re degli uomini(5), per tutto questo.
III
Vedete il galletto(6) con il titolo di Lord,
incedere con alterigia, guardando fisso;
sebbene a centinaia lo venerino
egli è solo un idiota(8); per quello.
Per questo e per quello.
La sua cintura(9) con la medaglia: per quello.
Ma l’uomo di liberi sensi(10)
guarda e sorride: per questo.
IV
Il principe può nominare un cavaliere,
elevare un marchese a duca,
ma un uomo onesto è superiore ai potenti
in buona fede  non deve biasimare ciò
Per tutto quello e tutto questo.
le loro dignità e tutto il resto
l’autentico sentimento e l’orgoglio del valore
innalzano gli uomini al più alto rango.
V (13)
Preghiamo che sia così,
(che si faccia la volontà di tutto questo),
che in tutto il mondo, Sentimento e Valore
portino alla vittoria dell’uomo
Per tutto questo e tutto quello.
e  la terra sarà popolata di fratelli, per tutto questo.

NOTE
sono partita dalla traduzione  di Carlo Gentile, orientata in chiave massonica, che è a tratti  un po’ libera vedi qui
1) letteralmente osiamo essere poveri (ossia essere liberi)
2) For a’ that: a dispetto di tutto ciò
3) The rank is but the guinea’s stamp: il rango non è il marchio della Guinea, ovvero l’uomo non è uno schiavo che si può marchiare e a cui si può dare un prezzo. Un’altra interpretazione traduce guinea come la moneta; il significato diventa così che la classe sociale non è un profilo stampato sul dorso di una ghinea
4) Un uomo è uomo per tutto questo: si potrebbe tradurre come “Cosa è un uomo in fin dei conti?” Ma anche “per che cosa l’uomo si dice uomo?”. Ossia Burns cerca di stabilire la definizione che rende l’uomo un uomo (sollecitando la riflessione in coloro che l’ascoltano)
5) ossia il migliore degli uomini, quello che dovrebbe stare in cima
6) yon birkie: termine arcaico per uomo presuntuoso;  birkie=cool young guy; tutto il verso è un giro di parole per definire l’aristocratico, inteso come classe al potere ma non ancora per molto. La traduzione letterale del verso è: Vedete il giovane presuntuoso chiamato Signore/ che incede fissando dritto negli occhi, per tutto il resto/
7) Gentile traduce così: Pensate che gli osanna non valgono,
anche se tanti sono, a una parola,
8) coof: idiota
9) la ribband è una fascia onorifica come ad esempio l’ordine della Giarrettiera e la stella è la medaglia a forma di stella del cavalierato
10) l’uomo che impara a pensare con la propria testa
11) belt=belt around a sash that is wrapped around the waist and shoulder, part of Scottish military dress
12) he mustn’t fault that=fault being above the might of aristocratic rank
13) la traduzione di Carlo Gentile: Preghiamo che sia così, che la volontà di tutto questo si compia, che nel mondo, Sentimento e Valore contengano la disordinata brama.
Per tutto questo e tutto quello. Qualcuno, per questo, è ancora da venire; l’uomo sarà fratello all’uomo e la terra sarà popolata di fratelli un giorno, per tutto questo.

‘For a’ that and a’ that’

(traduzione di Masolino d’Amico in Poesie di Robert Burns, Einaudi 1972)

C’è chi per onesta povertà
Abbassa il capo, e via dicendo;
Passiamo oltre quello schiavo vigliacco,
Noi abbiamo il coraggio di esser poveri, nonostante tutto
Nonostante tutto e tutto,
I nostri travagli oscuri, e via dicendo,
Il rango non è che lo stampo della moneta,
È l’uomo l’oro, nonostante tutto.

Che importa se mangiamo roba alla buona,
Se ci vestiamo di lana grezza e grigia, e via dicendo?
Datela agli sciocchi la loro seta, e ai furfanti il loro vino,
Un uomo è un uomo, nonostante tutto!
Nonostante tutto e tutto,
Per tutti i loro fronzoli in mostra e via dicendo,
L’uomo onesto, per quanto mai povero,
È un re fra gli uomini, nonostante tutto.

Lo vedi quello lí, che chiamano signore,
Che incede impettito, guarda dall’alto e via dicendo?
Magari a centinaia penderanno dalle sue labbra,
Ma lui non è che un pagliaccio, nonostante tutto.
Nonostante tutto e tutto,
Nastri, decorazioni e via dicendo,
L’uomo di mente indipendente
Guarda e ride di tutto ciò.

Un principe può fare un cavaliere con tanto di cintura,
Un marchese, un duca e via dicendo;
Ma un uomo onesto è al di sopra dei suoi poteri,
Meglio che non ci provi, ve lo dico io!
Nonostante tutto e tutto,
Con tutta la loro dignità e via dicendo,
Il nocciolo del senno e l’orgoglio del valore
Sono ranghi piú alti di tutto ciò.

Perciò preghiamo che avvenga, un giorno,
E avverrà, nonostante tutto,
Che senno e valore sulla terra
Abbiano il primo posto e via dicendo.
Nonostante tutto e tutto
Sta per avvenire, nonostante tutto,
E l’uomo all’uomo in tutto il mondo
Sarà fratello: nonostante tutto.

FONTI
http://www.robertburns.plus.com/Scotswhahae.htm
http://lamelagrana.net/wp-content/uploads/downloads/2011/12/Burns-Robert-Poesie-muratorie.pdf
http://www.esoteria.org/documenti/personaggi/robertburns.html#uno
http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/04/petizioni-dei-cittadini-al-parlamento-in-scozia/
http://allpoetry.com/poem/8439173-A-Mans-A-Man-For-A-That-by-Robert_Burns

FAREWELL TO THE BANKS OF AYR

Noto anche come “The   gloomy night is gath’ring fast” o “The bonie banks of Ayr” il brano è  stato scritto da Robert Burns nell’autunno del 1786  quando aveva 27 anni; anno cruciale per Burns in  cui decide di imbarcarsi  per la Giamaica alla ricerca di fortuna; per pagarsi il viaggio, il 31 luglio  pubblica “Poems, Chiefly  in the Scottish Dialect”  (nota anche come “The Kilmarnock Edition“), sennonchè …   l’inaspettato successo ottenuto con la sua prima pubblicazione e la  persuasione degli amici lo portano, un dì di fine novembre, ad Edimburgo.

burns 1787
Burns ad Edimburgo 1787 salotto di Jane Duchessa di Gordon

Accolto con benevolenza nei salotti più alla moda di  Edimburgo il bel Robbie, con le sue successive pubblicazioni, è diventato famoso in tutta la  Scozia, anche se sempre assillato dai problemi economici.

ADDIO ALLA SCOZIA

Il brano riflette i cupi pensieri del poeta, le  preoccupazioni dell’oggi, i timori di affrontare un lungo viaggio per mare e  il suo accorato addio all’amata Scozia. “I composed this song as I conveyed my chest so far on my road to   Greenock, where I was to embark in a few days for Jamaica. I meant it as my  farewell dirge to my native land.”
[traduzione italiano: “Ho composto questo canto mentre il  mio animo era sulla strada di Greenock dove stavo per imbarcarmi entro pochi giorni per la Giamaica. Lo consideravo come il mio  lamento d’addio alla mia terra natia”]

Le rive dell'Ayr
Le rive dell’Ayr

ARYSHIRE

Ayr  è una cittadina portuale capitale dell’Ayrshire  (Scozia sud-ovest) situata alla foce del fiume omonimo, centro del “Burns an’ a’ that” il festival di maggio che si tiene ogni  anno per rendere omaggio al Bardo di Scozia: la festa dura una intera  settimana ed è un susseguirsi di concerti, eventi letterari ed artistici.  Diversi altri siti associati al poeta e ai suoi anni giovanili si trovano nel  parco storico nazionale Burns National Heritage  Park di Alloway. Tra questi il Burns  Cottage, il museo e l’attrazione Tam o’ Shanter Experience, oltre che  l’antica chiesa Auld Alloway  Kirk, il monumento a Burns e il Brig  o’ Doon, il ponte sul Doon.
Attorno alla città si estende la campagna scozzese poco  urbanizzata e dagli stupendi paesaggi: nella regione dell’Aryshire  si trovano una quarantina di castelli, molti visitabili. Da non perdere, doveste mai passare da quelle parti per un  torneo di golf, il Culzean Castle costruito su una  collina a picco sul mare è circondato da un parco da sogno con tanto di  laghetto con i cigni. Il castello, ricostruito dall’architetto Robert Adam sul finire del 1700 è arredato con mobili e suppellettili  d’epoca. Una delle maggiori attrazioni della Scozia.

Banks of the River Ayr John Curdie (1821–1896)

LA MELODIA: ROSLIN CASTLE

La melodia abbinata da Robert Burns è Roslin Castle una slow air attribuita a James Oswald, nota anche con il titolo di House Of Glamis

ASCOLTA Old Blind Dogs (violino e flauto)

ASCOLTA The Albanach Guitar Duo

ASCOLTA Kate Steinbeck, (flauto) · Alicia Chapman,  (oboe)· Jacquelyn Bartlett, (arpa)

THE BANKS OF AYR

Del brano però non ci sono molte versioni, da ascoltare ad esempio Jim Malcom (con il titolo di Farewell To the Banks of Ayr) su Spotify.

ASCOLTA New Celeste nel Cd “It’s a new day”- 1997: il gruppo  di Glasgow rifondato da Iain Fergus  (voce e chitarra) nel 1990 ha realizzato un arrangiamento molto caratteristico (la musica è composta da Iain Fergus sul testo di Robert Burns),  con il lamento della cornamusa, vibrato e malinconico, che definisce il  “mood” di tutto il brano. Su di una base basso- batteria si  insinuano delicati arrangiamenti e tocchi di chitarra, archeggi di violini,  riff di flauto (e se le mie orecchie non mi ingannano di sax), un suono molto  ricco e modulato con venature blues. La terza strofa non è cantata per lasciare spazio allo strumentale, struggente e disperato.


I
The gloomy night is gath’ring fast,
Loud roars the wild,  inconstant blast,
Yon murky cloud  is foul with rain,
I see it driving  o’er the plain;
The hunter now has  left the moor,
The scatt’red coveys meet secure;
While here I wander,   prest with care,
Along the lonely  banks of Ayr.
II
The Autumn mourns her rip’ning corn
By early Winter’s  ravage torn;
Across her placid,  azure sky,
She sees the  scowling tempest fly:
Chill runs my blood  to hear it rave;
I think upon the  stormy wave,
Where many a danger  I must dare,
Far from the bonie banks of Ayr.
III
‘Tis not the surging billow’s roar,
‘Tis not that fatal, deadly shore;
Tho’ death in ev’ry  shape appear,
The wretched have no  more to fear:
But round my heart  the ties are bound,
That heart transpierc’d with many a wound;
These bleed afresh,  those ties I tear,
To leave the bonie banks of Ayr.
IV
Farewell, old Coila’s(1) hills and dales,
Her healthy moors  and winding vales;
The scenes where  wretched Fancy roves,
Pursuing past, unhappy loves!
Farewell, my  friends! farewell, my foes!
My peace with these,  my love with those:
The bursting tears  my heart declare-
Farewell, the bonie banks of Ayr!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
La notte velocemente incupisce,
forte grida il vento volubile e selvaggio, quella nube minacciosa  è piena di pioggia, la vedo muovere sulla pianura; il cacciatore ha lasciato la brughiera, gli stormi dispersi si riuniscono in salvo; mentre qui cammino,  oppresso dai problemi,
lungo le rive solitarie di Ayr.
II
L’Autunno piange i suoi  chicchi maturi,
da una rivalsa del  precoce Inverno distaccati; per il suo placido, cielo azzurro, vede la tempesta arcigna scappare: freddo scorre il sangue lo sento protestare; penso all’onda tempestosa, ai molti pericoli che devo affrontare, lontano dalle belle rive di Ayr.
III
Non è il ruggito  dell’onda che s’alza, non è la fatale e letale spiaggia; sebbene la morte in  ogni forma appaia, la disgrazia non ha più  da temere: ma intorno al cuore i  legami sono stretti, quel cuore trafitto da molte offese; queste nuovamente  sanguinano, quei legami mi straziano, per lasciare le belle rive di Ayr.
IV
Addio, colline e valli  della vecchia Scozia (1), le sue brughiere  salubri e le valli tortuose; le scene dove il  fascino avvolgente spazia, il passato incalzante,  gli amori infelici!
Addio, miei amici,  Addio miei nemici!
La mia pace a questi,  il mio amore a quelli:
lacrime sconsolate il mio cuore proclama- Addio, alle  belle rive di Ayr

NOTE:
1) Coyla è il nome della musa  ispiratrice di Burns, qui identificata con la Scozia

FONTI
http://www.burnsmuseum.org.uk/collections/object_detail/3.6275.b
http://www.gutenberg.org/files/18500/18500-h/18500-h.htm
https://thesession.org/tunes/4150

MACPHERSON’S FAREWELL

Macpherson_(R__R__McIan)James o Jamie Macpherson (1675–1700) fu un fuorilegge scozzese figlio di un “laird” delle Highland (MacPherson di Invereshie) ossia un proprietario terriero della bassa nobiltà. Personaggio da non confondere con il successivo James Macpherson (1736-1796) autore dei “Ossian Verses” e precursore del Romanticismo in Scozia.

La leggenda vuole che fosse nato da un rapporto occasionale tra il padre e una bella zingara, accolto nella casa paterna  venne riconosciuto come figlio legittimo, tuttavia il ragazzo ritornò presto con la madre dopo che il padre venne ucciso durante uno scontro tra clan (per le solite “questioni” di bestiame)! Visse con la madre, una zingara, e divenne ben presto il capo del gruppo.
Alto, muscoloso e prestante, abile spadaccino e suonatore di violino, viveva del commercio di cavalli. Non è ben chiaro se fosse effettivamente un furfante, in un epoca e terra in cui le razzie di bestiame erano “faccende” regolate tra i clan: la leggenda lo descrive come un Robin Hood che rubava solo ai ricchi che potevano permetterselo.
Protetto da alcuni amici e simpatizzanti anche all’interno del clan paterno, era diventato temerario fino al punto da presentarsi nelle cittadine dell’Aberdeenshire nei giorni di mercato, preceduto da un suonatore di cornamusa!

Lord Alexander Duff signore di Braco fu il suo mortale nemico che lo catturò una volta a Keith durante la fiera di San Rufus; riuscito a sfuggire alla prigionia, Jamie venne ricatturato e portato con una grossa scorta armata alla prigione di Banff.
Macpherson e tre dei suoi uomini furono processati a Banff dallo sceriffo Nicholas Dunbar (chiaramente un caro amico di Duff) e condannati all’impiccagione con la generica accusa di essere non solo ladri ma anche “egyptians and vagabonds” [zingari e vagabondi]. (vedi: Gli Zingari in Scozia ) Nell’atto di condanna, ancora conservato, tra le accuse riconosciute meritorie di condanna, c’erano anche quelle di: parlare una lingua straniera, passare le notti a cantare, ballare e fare sesso (il terme utilizzato è “debauchery” ossia comportamento vizioso, dissolutezza). La condanna fu eseguita a Banff il 16 novembre 1700, un venerdì giorno di mercato, un quarto d’ora prima dello scoccare delle tre.

MACPHERSON’S FAREWELL

La canzone nota anche come Macpherson’ s Rant o Lament era ampiamente diffusa e popolare già all’epoca dei fatti, circolante in molte strofe e versioni, nel 1788 anche Robert Burns ne riscrisse una parte. Grazie a questa popolare ballata si narrano ancora oggi le roccambolesche fughe di Jamie!

broken_fiddle_2sSembra che Jamie abbia composto una melodia con il suo violino nei giorni di prigionia e che l’abbia suonata sotto la forca: alla fine poiché nessuno osava reclamare a sé il violino, lo ruppe (c’è chi dice sulla testa del boia) e lo gettò verso la folla, affinchè nessun altro potesse più suonarlo.
Più recenti ricerche hanno dimostrato che non necessariamente il fuorilegge di nome MacPherson impiccato a Banff nel 1700 sia stato un violinista “Turning to the trial records, published in 1846, one finds this sole reference to MacPherson and anything musical: ‘M’Pherson…wes one night in the house at that tyme, and drunk with the res, and danced all night.’ The onlymusician mentioned in this account is Peter Broune, who ‘went sometymes to Elchies, and played on the wiol’ and ‘got money sometyms for playing on the wiol…’ (He may have been one of the ‘Browns of Kincardine’ referred to later in this chapter as early strathspey players and composers.) Nor is the earliest broadside helpful. ‘The Last Words of James Macpherson, Murderer’, printed about 1705, contains nothing about the dramatic gesture with which he is thought to have ended his life, and nothing about fiddling. Apparently there is a later version, which adds to the title the words ‘To its own proper tune’. It is quite likely that the tune was written after the event to suit the broadside, for it fits the words perfectly…It may be that over the years traditional memory fused MacPherson’s story with the musical facts about Peter Broune, who was on trial at the same time. (tratto da qui)

LA MELODIA: Macpherson’s Rant o Farewell

Ci sono due distinte melodie la prima una strathspey, la seconda una slow air, lenta e malinconica. Annotata da James Scott Skinner (qui)

ASCOLTA Paul Anderson dal Cd “The Journey Home” – 1998.
Paul Anderson è un violinista scozzese della nuova generazione che ha assorbito tutto lo stile di Niel Gow (1727-1807), ossia lo stile classico del Nord-Est della Scozia, attraverso i suoi maestri: non solo virtuoso interprete ma anche compositore di fama.

Come per tutti i brani popolari e ampiamente diffusi sono state tramandate e stampate molte versioni testuali.

PRIMA VERSIONE

Qui la figura di MacPherson non è chiaramente individuata come personaggio negativo, anzi c’è un che di eroico, quasi romantico, nel suo Addio alla buia prigionia. La storia è ridotta alle sole strofe riguardanti l’ultimo atto presso la forca: le ultime parole di Jamie, la rottura del violino e l’inganno perpetrato dai nemici.
Le strofe I, IV e V sono quelle della versione di Robert Burns

ASCOLTA Noel McLoughlin nel Cd “20 best of Scotland” – la stessa melodia prima interpretata in modo tragico qui diventa più allegra e ritmata in bilico tra il tragicomico.


I
Farewell, ye dungeons
dark and strong,
farewell, farewell to thee
McPherson’s life will no be long
on yonder gallows tree
Chorus
Sae rantinly, sae wantonly,
and sae dauntonly(1) gaed he
He played a tune
as he danced around
below the gallows tree
II
There’s some come here
for to see me hung,
and some to buy my fiddle
But before that I do part with her,
I’ll break her through the middle
III
So he took his fiddle in both of his hands,
and he broke it o’er a stone
Saying: “There’s no other hand
shall play on thee when I am dead and gone”
IV
O, what is death but parting breath?
On many a bloody plain
I’ve dared his face and in this place
I scorn him yet again!
V
Untie these bands from off my hands,
and bring me to my sword;
And there’s no a man in all Scotland
but I’ll brave him at a word.
VI
The reprieve was coming o’er the Brig of Banff,
to set McPherson free
But they put the clock a quarter before, (3)
and they hanged him from a tree
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Addio, tu cella
dura e buia !
Addio, addio a te,
la vita di MacPherson non resisterà
a lungo su quella forca”
Ritornello
Così gioviale
deciso e sprezzante (1) lui andava
suonando una melodia

mentre ballava
sotto la forca

II
“C’è gente venuta qui
per vedermi impiccare
e altri per comprare il mio violino,
ma prima che io me ne separi
lo romperò nel mezzo (2)”
III
Così prese il violino con entrambi le mani
e lo ruppe su di una pietra
dicendo: “Nessun’altra mano
ti suonerà
dopo che sarò morto e sepolto”
IV
“Cos’è la morte se non l’ultimo respiro?
In molti campi di battaglia
l’ho già sfidata e in questo posto
mi scontro con lei ancora una volta.
V
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore”
VI
La grazia stava arrivando sul ponte di Banff
per liberare MacPherson,
ma essi misero l’orologio indietro di un quarto d’ora (3)
e lo impiccarono sulla forca.

NOTE
1) con aria di sfida, coraggio
2) Il violino rotto è conservato al museo del clan Macpherson a Newtonmore.
3) La leggenda narra che il Laird di Braco avendo visto sopraggiungere un cavaliere da Turriff e temendo che portasse una lettera di perdono per Jamie, fece spostare le lancette dell’orologio della torre campanaria avanti di 15 minuti in modo da poter impiccare il suo odiato nemico prima dell’arrivo del perdono.

SECONDA VERSIONE

Rispetto alla versione precedente si aggiungono un paio di aneddoti: siccome Jamie era reputato essere un ottimo spadaccino, è stato catturato solo con l’inganno di una donna, che lo ha attirato sotto il suo balcone, per gettargli addosso una spessa coperta impedendogli così di sguainare la spada contro i suoi aggressori. Si fa inoltre riferimento a un Lord di Grant, appartenente al clan Grant molto potente della contea di Inverness, che sembra abbia cercato di proteggere Jamie.

ASCOLTA Hamish Imlach

ASCOLTA Old Blind Dogs live California WorldFest 2009. Per sentire il tipico accento scozzese: sul palco sono solo in quattro ma ci mettono l’anima, lo strumentale finale (lungo quasi come la parte cantata) è da mozzafiato con il duetto cornamusa-violino e irish-bouzouki+percussioni


Chorus
Sae rantinly, sae wantonly,
and sae dauntonly (1) gaed he
He played a tune as he danced around, below the gallows tree
I
Farewell, ye dungeons
dark and strong
A lang fareweel tae thee
Macpherson’s time will ne’er be lang
On yonder gallows tree.
II
‘Twas by a woman’s treacherous hand
That I was condemned tae dee
She ca’ed me o’er tae the window sill
And a blanket she threw o’er me
III
The Laird o’ Grant (4), oh that hieland sant
That first laid hands on me
He pleads the cause o’ Peter Broon
Ach, let MacPherson free
IV
“Untie these bands frae off my hands
An’ bring tae me my sword
There’s nae a man in a’ Scotland
I’ll brave him at a word”
V
“Oh there’s some come here tae see me hanged
And some to buy my fiddle
But before I do part wi’ her
I’ll brak thro’ her the middle”
VI
He ta’en the fiddle into both his hands
He’s brak it o’er a stane
Sayin’, “No anither hand will play on thee
When I am dead and gane”
VII
“Oh little did my mither think
When first that she cradled me
That I would turn tae the rovin’ trade
And die on gallows tree”
VIII
Reprieve was comin’ o’er the brig o’ Banf
Tae set MacPherson free
They put the clock aye a quarter ‘fore (3)
And they hanged him frae the tree.
TRADUZIONE di Cattia Salto
Ritornello
Così gioviale,
deciso e sprezzante lui
andava suonando una melodia
mentre ballava sotto la forca”
I
“Addio, tu cella
dura e buia !
un lungo addio a te,
il tempo di MacPherson non resisterà
a lungo su quella forca
II
Fu per mano infame di una donna,
che fui condannato a morire,
mi chiamò sotto al suo balcone
e una coperta mi gettò addosso
III
Lord Grant (4), quel santo montanaro
che per primo mi protesse,
lui perorò la causa di Peter Brown
e di lasciare libero MacPherson
IV
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore
V
C’è gente venuta qui per vedermi impiccare
e altri per comprare il mio violino,
ma prima che io me ne separi
lo romperò nel mezzo (2)”
VI
Così prese il violino con entrambi le mani
e lo ruppe su di una pietra
dicendo: “Nessun’altra mano ti suonerà
dopo che sarò morto e sepolto”
VII
“Oh mai pensava mia madre,
quando all’inizio mi cullava
che io sarei diventato un vagabondo,
e sarei morto sulla forca”
VIII
La grazia stava arrivando sul ponte di Banff
per liberare MacPherson,
ma essi misero l’orologio indietro di un quarto d’ora (3)
e lo impiccarono sulla forca.

NOTE
4) The Laird of Grant is mentioned in the song because he attempted to secure the release of two men captured with MacPherson, by claiming that they were subject to his hereditary feudal jurisdiction. He is referred to as “that Highland sant” (i.e. saint) because unlike the MacPhersons he was a staunch Protestant and a militant partisan of King William, whose cause he had supported with three hundred men at the Battle of the Haughs of Cromdale (1690). (Hamish Henderson, tratto da qui)

VERSIONE DI ROBERT BURNS 1788: Macpherson’s Farewell

(The ‘Scots Musical Museum’ – Volume II, song 114)

ASCOLTA Battlefield Band


I
Farewell, ye dungeons
dark and strong,
The wretch’s destinie!
McPherson’s time will not be long,
On yonder gallows-tree.
CHORUS
Sae rantingly, sae wantonly,
Sae dauntingly gaed he;
He play’d a spring, and danc’d it round,
Below the gallows-tree.
II
O what is death but parting breath?
On many a bloody plain
I’ve dar’d his face, and in this place
I scorn him yet again!
III
Untie these bands from off my hands,
And bring me to my sword;
And there’s no a man in all Scotland,
But I’ll brave him at a word.
IV
I’ve liv’d a life of sturt and strife;
I die by treacherie:
It burns my heart I must depart,
And not avenged be.
V
Now farewell light,
thou sunshine bright,
And all beneath the sky!
May coward shame distain his name,
The wretch that dares not die!
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Addio, tu cella
dura e buia!
il destino dello sciagurato,
la vita di MacPherson non resisterà a lungo su quella forca”.
CORO
Così gioviale
deciso e sprezzante (3)  lui andava
e suonava una melodia mentre ballava

sotto la forca.
II
“Cos’è la morte se non l’ultimo respiro?
In molti campi di battaglia
l’ho già sfidata e in questo posto
mi scontro con lei ancora una volta.
III
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore
IV
Ho vissuto una vita di vessazioni e lotta; muoio davanti al traditore:
mi infiamma il cuore il dover morire
senza essere vendicato.
V
Allora addio luce,
tu sole luminoso
e tutto quanto sotto il cielo!
Che il codardo disonori e insozzi pure il suo nome, lo sfortunato che osa non muore” (5)

NOTE
5) il verso dice: colui che mostra coraggio nelle avversità sarà ricordato
FONTI
http://tunearch.org/wiki/Annotation:MacPherson’s_Lament
http://www.contemplator.com/scotland/macphers.html
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/macphersons_farewell.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/79266/4
https://thesession.org/tunes/3053
http://mysongbook.de/msb/songs/m/macphers.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=31708
http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/mcphersons_farewell/