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LITTLE JACK FROST

jack-frostJack Frost è la controparte simbolica di Jack of the Green, è l’elfo dei Ghiacci, colui che è responsabile dell’arrivo del gelo: all’inizio della tradizione anglo-americana Jack è un gagliardo vecchietto, ma presto diventa più simile a uno spiritello fiabesco, assistente di Mastro Gelo. (continua prima parte)
“Egli prepara le condizioni atmosferiche favorevoli per l’arrivo di Santa Claus, di cui è amico ed alleato poiché a lui si deve il fatto che non lo si riesca mai a vedere, è portatore del vento gelido, della brina, autore dei ricami, spesso a forma di foglia di felce, che, con il suo argenteo pennello, dipinge sull’esterno dei vetri delle nostre finestre nelle notti più fredde dell’anno; ci fa raggelare il naso, le mani e le estremità durante le nostre passeggiate all’aperto in questo periodo che gli appartiene, poiché dai primi giorni di dicembre all’inizio della primavera – quando, prima di lasciarci, ci saluta creando piccoli specchi d’acqua nelle pozzanghere grazie ai quali possiamo vedere riflessa la nostra immagine – si ‘diverte’ spargendo fiocchi di neve e gelo saltellando tra boschi, prati e case ai cui tetti spesso appende artistiche stalattiti di ghiaccio.” (tratto da qui)

LE FILASTROCCE SU JACK FROST

Fu con la filastrocca per bambini dal titolo “Little Jack Frost” di Charles Sangster (1875) che Jack Brina iniziò ad assomigliare a un elfo burlone, è lui che porta la magia dell’inverno, il suo rigore ma anche la sua bellezza di ghiaccio, spandendo la sua polverina magica color argento sulle foglie, tra i rami degli alberi e sulle finestre delle case!

I
Little Jack Frost went up the hill.
Watching the stars so cold and chill, Watching the stars and the moon so bright.
And laughing aloud like a crazy wight.
II
Little Jack Frost ran down the hill,
Late in the night, when the winds were still,
Late in the fall, when the leaves fell down, Red, and yellow, and faded brown.
III
Little Jack Frost walked through the trees,
“Ah,” sighed the flowers,”we freeze, we freeze!”
“Ah,” sighed the grasses,”we die, we die”
Said little Jack Frost, “Good-bye, good-bye!”
IV
Little Jack Frost tripped round and round.
Spreading white snow on the frozen ground ;
Nipping the breezes, icing the streams,
And chilling the warmth of the sun’s bright beams.
V
Nobody saw him, still he was there.
Nose-biting, prank-playing, everywhere;
All through the houses, out in the street,
Capering wildly through storm and sleet.
VI
But when Dame Nature brought back the spring,
Brought back the birds to chirp and sing.
Melted the snow and warmed the sky.
Little Jack Frost went pouting by.
VII
The flowers opened their eyes of blue.
Green buds peeped out and grasses grew.
And it got so warm and scorched him so.
Little Jack Frost was glad to go.
Traduzione di Cattia Salto
I
Il piccolo Jack Brina salì sulla collina
per guardare le stelle così fredde e gelide,
per guardare le stelle e la luna così luminosa,
e ridere a crepa pelle.
II
Il piccolo Jack Brina corse giù dalla collina
a tarda notte, quando i venti erano quieti,
nel tardo autunno, quando le foglie cadono,
rosso e giallo e marrone avvizzito.
III
Il piccolo Jack Brina camminava tra gli alberi
“Ah – sospiravano i fiori – congeliamo, congeliamo!”
“Ah – sospirava l’erba – moriamo, moriamo”
Diceva il piccolo Jack Brina “Addio, Addio!”
IV
Il piccolo Jack Brina saltellava in girotondo
spargendo candida neve sul terreno ghiacciato;
pizzicando i venticelli, ghiacciando i ruscelli
e raffreddando il calore dei luminosi raggi del sole.
V
Nessuno lo vedeva, sebbene
là fosse
a mordere il naso, a giocare scherzetti, ovunque,
in tutte le case e fuori in
strada
a fare capriole selvaggiamente tra tempesta e grandine.
VI
Ma quando Madama Natura riportava indietro la primavera,
riportava indietro gli uccelli a cinguettare e cantare,
scioglieva la neve e riscaldava l’aria
il piccolo Jack Brina metteva il broncio!
VII
I fiori aprivano i loro occhi al cielo,
gemme verdi facevano capolino e l’erba cresceva,
e faceva così caldo e lo bruciava a tal punto
che il piccolo Jack Brina era contento di andare.

E come questa, tante altre filastrocche furono scritte nell’Ottocento:
Jack Frost di Hannah F. Gould (1830 c.)


The Frost looked forth one still, clear night,
And whispered, “Now I shall be out of sight;
So, through the valley, and over the height,
In silence I’ll take my way.
I will not go on like that blustering train,
The wind and the snow, the hail and the rain,
That make such a bustle and noise in vain,
But I’ll be as busy as they!”
So he flew to the mountain, and powdered its crest;
He lit on the trees, and their boughs he drest
With diamonds and pearls; and over the breast
Of the quivering lake he spread
A coat of mail, that it need not fear
The downward point of many a spear
That he hung on its margin, far and near,
Where a rock could rear its head.
He went to the windows of those who slept,
And over each pane, like a fairy, crept;
Wherever he breathed, wherever he stepped,
By the light of the morn were seen
Most beautiful things; there were flowers and trees;
There were bevies of birds and swarms of bees;
There were cities with temples and towers; and these
All pictured in silvery sheen!
But he did one thing that was hardly fair-
He peeped in the cupboard, and finding there
That all had forgotten for him to prepare-
“Now, just to set them a-thinking,
I’ll bite this basket of fruit,” said he,
“This costly pitcher I’ll burst in three;
And the glass of water they’ve left for me
Shall ‘tchick’ to tell them I’m drinking!”
Traduzione*
Brina guardò fuori in una notte chiara e silenziosa,
e sussurrò: “Ora uscirò dalla vista;
così per la valle, e sulle colline,
in silenzio andrò a fare un giro.
Non voglio andare avanti come un treno impetuoso,
il vento e la neve, la grandine e la pioggia,
fanno un tale trambusto e un gran rumore invano,
eppure avrò altrettanto da fare! ”
Così volò sulla montagna, e impolverò la sua vetta;
scese sugli alberi, ed i loro rami adornò
con diamanti e perle; e sul grembo
fremente del lago estese
una cotta di maglia, che non deve temere
i contraccolpi di più di una lancia,
agganciandone il margine, qua e là,
qualora una roccia sollevasse il suo capo.
Andò alla finestra di coloro che dormivano,
E sopra ogni vetro, come una creatura fatata, avanzò furtivamente;
Ovunque respirò, ovunque si fermò,
alla luce del giorno apparvero
Le cose più belle; c’erano fiori e alberi;
C’erano stormi di uccelli e sciami di api;
C’erano città con chiese e torri; e
Tutto disegnato in riflessi argentei!
Ma fece anche una cosa che non fu così leale –
Curiosò nella credenza, e trovò
che nulla era stato preparato per lui-
“Ora, giusto per farglielo notare,
mordo questo cesto di frutta “, disse,
“Questa costosa brocca, la spezzo in tre;
e il bicchiere d’acqua che hanno lasciato per me
farò ‘schioccare’ per dire loro che sto bevendo! “

*Rielaborata da qui

jack-frost-fiabe

Jack Frost di Laura E. Richards (1850 – 1943)


I
Jacky Frost, Jacky Frost,
Came in the night;
Left the meadows that he crossed,
All gleaming white.
Painted with his silver brush
Every window-pane.
Kissed the leaves and made them blush,
Blush and blush again.
II
Jacky Frost, Jacky Frost,
Crept around the house,
Sly as a silver fox,
Still as a mouse.
Out our little Jenny came,
Blushing like a rose;
Up jumped Jacky Frost,
And pinched her little nose.
Traduzione tratta da qui
Jacky Brina, Jacky Brina,
È arrivato nella notte;
lasciando i prati che ha attraversato,
tutti coperti di un bianco luccicante.
Dipinto con il suo pennello d’argento
ha ogni vetro di finestra.
Baciato ha le foglie e le ha fatte arrossire,
arrossire ed arrossire ancora.
II
Jacky Brina, Jacky Brina
si è infiltrato per la casa,
scaltro come una volpe d’argento,
o piuttosto come un topo.
La nostra piccola Jenny è arrivata,
tutta rossa come una rosa;
Jacky Brina è saltato su,
per pizzicare anche il suo piccolo naso.

ASCOLTA Kate Rusby – Little Jack Frost in “The Girl Who Couldn’t Fly”, 2005


I
Here is a tale of the trees in a wood
They were never that pleased on the land that they stood.
So they upped and they walked off as far as they could
‘Til they felt the sun shine on their branches.
CHORUS
I was little boy lost, and I was little boy blue
I am little Jack Frost but I am warm through and through
It’s not easy to hide when your heart’s on full view
Oh, tonight, cruel world be forgiving
Oh, for once in my life I am living.
II
There they did stand and there they did stay
When there came a young boy who was running away
From a mad world, a bad world, a world of decay
And it’s comfort he sought in their branches
III
There we found love and there we found joy
And the warmth in his heart oh, it filled the young boy
And his friends taught him magic and secrets of old
While the trees kept him safe with their branches.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Ecco un racconto degli alberi nel bosco
che non erano mai contenti di stare nel posto dove stavano.
Così si alzarono e andarono lontano fin dove poterono,
finchè sentirono il sole brillare sui loro rami
CORO
Ero un piccolo bambino sperduto e ero un piccolo bambino triste
sono il piccolo Jack Brina, ma sono caldo nel profondo;
non è facile da nascondere quando il tuo cuore è esposto!
Oh stanotte il mondo crudele sarà dimenticato, per una volta nella mia vita sto vivendo!
II
Là stavano e là
restavano,
quando venne un giovane ragazzo che stava scappando
da un mondo pazzo, un mondo cattivo, un mondo di decadenza
e il conforto lui cercò tra
i loro rami.
III
Là abbiamo trovato amore e abbiamo trovato gioia
e il calore nel suo cuore oh, riempiva il ragazzo
e i suoi amici gli insegnarono la magia e i vecchi segreti
mentre gli alberi lo tenevano al sicuro tra i loro rami.

FONTI
https://archive.org/stream/jstor-20636992/20636992_djvu.txt
http://sweetlydreamingofthepast.blogspot.it/2015/12/jack-frost-story-for-season.html

WHEN GOOD KING ARTHUR RULED

Lo scricciolo, il piccolo, insignificante uccellino che sverna nelle nostre campagne, è stato tenuto in grande considerazione presso le popolazioni degli Antichi Celti.
In un precedente post ho già riportato le speculazioni di Robert Graves sulla lotta tra Re Agrifoglio e Re Quercia,  una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita. (vedi)
Animale sacro la cui uccisione era considerata tabù e portatrice di sventura, ma non durante il tempo di Yule perchè in ultima analisi lo scricciolo non era altro che un simbolo solare e la sua uccisione un sacrificio al sole.
Lo scricciolo era anche il simbolo della regalità e nel Medioevo cristiano tutto il rituale della sua morte finì con il sovrapporsi con la morte-sacrificio di Gesù,(vedi) ma anche con la mitica figura di Re Artù.

SEPPELLIRE IL RE

.. the song When Good King Arthur Ruled This Land is sung as a dirge for the (temporarily) dead sword dancer in the Ampleforth Play, one of the mummers’ plays which is most appropriate for celebrating the rebirth of the Sun on the Winter Solstice or Christmas. It is also an appropriately ridiculous song to sing as a dirge for burying the wren, because it is just so silly. That dirges were sung for burying the wren is recorded in folklore reports about the custom of Hunting the Wren in Manx Island and elsewhere according to the Golden Bough by James George Frazer, MacMillan & Co. Ltd., London, 1919-1920 (12 vol. edition).” (tratto da qui)

Così anche nella nursery rhymes “When Good King Arthur Ruled This Land” si narra della condivisione comunitaria “simbolica” di un bag-pudding preparato nientemeno che dallo stesso re Artù.
Si tratta del tipico dolce natalizio di antica tradizione, il budino di Natale (Plum o FiggyPudding), di forma per lo più tondeggiante a base di mandorle, fichi secchi e altra frutta, rum e varie spezie.
Anche le ricette del Budino di Fichi risalgono al XVI sec ma in epoca medievale conteneva carne, frutta e spezie. continua


I
When good king Arthur ruled this land,
He was a goodly king;
He stole three pecks of barley-meal,
To make a bag-pudding (1).
II
A bag-pudding the king did make,
And stuffed it well with plums:
And in it put great lumps of fat,
As big as my two thumbs.
III
The king and queen did eat thereof,
And noblemen beside;
And what they could not eat that night,
The queen next morning fried.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Quando il buon re Artù governava questo paese
era un buon re;
egli rubò tre stai di farina
per fare un budino.
II
Un budino il re preparò
e lo farcì bene con delle prugne:
e ci mise dei bei pezzi di grasso
grossi come i miei pugni
III
Il re e la regina lo mangiarono
e anche i nobili;
e ciò che non riuscirono a mangiare quella notte
la regina frisse il giorno dopo

NOTE
1) è il budino di Natale una tipica ricetta britannica diffusa anche come dolce natalizio nella sua versione americana

FONTI
http://piereligion.org/burywren.html
http://www.monkseatonmorrismen.co.uk/ampleforth/
http://www.mamalisa.com/?t=es&p=1533

THE NIGHTINGALE SINGS: ATTENTE AL LUPO!

”The Bold Grenader”, “A bold brave bonair” o “The Soldier and the Lady” ma anche “To Hear the Nightingale Sing”, “The Nightingale Sings” e “One Morning in May” sono i vari titoli di una stessa canzone tradizionale diffusa in Inghilterra, Irlanda, America e Canada.

LA TRAMA

La storia appartiene al filone delle avventure amorose abbastanza stereotipate in cui un soldato (o un nobiluomo, talvolta un marinaio) per la sua avvenenza e galanteria, riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza. Le ragazze sono sempre delle ingenue contadinotte o pastorelle che credono alle dolci parole d’amore sospirate dall’uomo, e si aspettano che lui le sposi dopo aver consumato, ma sono immancabilmente abbandonate.

LA NURSERY RHYME: WHERE ARE YOU GOING MY PRETTY MAID

soldierNella nursery rhyme “Where are you going my pretty maid” si riproduce in modo edulcorato proprio questa situazione seduttiva e l’illustratore ritrae l’uomo nei panni del soldato, Walter Craine (in “A Baby’s Opera”, 1877) lo rappresenta come un azzimato gentiluomo, ma in realtà è l’archetipo del predatore, il lupo con il pelo all’interno e la donna della filastrocca con il suo botta-risposta sembra essere una brava ragazza che ha fatto tesoro degli insegnamenti materni..

In altre versioni è la ragazza (bad girl!!) a prendere l’iniziativa e a portare nottetempo il giovane soldato nientedimeno che in casa propria (vedi), solo la stagione è sempre la stessa perchè è in primavera che il sangue ribolle nelle vene; già nel 1600 circolava una ballata dal titolo  “The nightingale’s song: or The soldier’s rare musick, and maid’s recreation“, così per una canzone in giro da così tanto tempo non possiamo aspettarci che una grande quantità di versioni testuali, nonchè l’abbinamento con diverse melodie. (per una panoramica vedi)

LA MELODIA DEL FOLK REVIVAL: “They kissed so sweet & comforting”

E’ la versione diffusa quasi in contemporanea dai  Dubliners e dai Clancy Brothers ed è quella più popolare che andava per la maggiore nei Folk club degli anni 60

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA Clancy Brothers & Tommy Maker, Live in Ireland, 1965 titolo The Nightingale

I
As I went a walking one morning in May
I met a young couple so far did we stray
And one was a young maid so sweet and so fair
And the other was a soldier and a brave Grenadier(1)

CHORUS
And they kissed so sweet and comforting
As they clung to each other
They went arm in arm along the road
Like sister and brother
They went arm in arm along the road
Til they came to a stream
And they both sat down together, love
To hear the nightingale sing(2)
II
Out of his knapsack he took a fine fiddle(3)
He played her such merry tunes that you ever did hear
He played her such merry tunes that the valley did ring
And softly cried the fair maid as the nightingale sings
III
Oh, I’m off to India for seven long years
Drinking wines and strong whiskies instead of strong beer
And if ever I return again ‘twill be in the spring
And we’ll both sit down together love to hear the nightingale sing
IV
“Well then”, says the fair maid, “will you marry me?”
“Oh no”, says the soldier, “however can that be?”
For I’ve my own wife at home in my own country
And she is the finest little maid that you ever did see

NOTE
1) il più generico soldier diventa un volunteer, ma il granatiere è un soldato particolarmente dotato per la sua prestanza e il coraggio, l’uomo più forte e più alto della media, contraddistinto da una vistosa uniforme, con il caratteristico copricapo a mitria, che in America venne sostituito da un colbacco in pelo di orso.
2) è la frase in codice che contraddistingue questo filone di courting songs
3) forse lo strumento inizialmente era un flauto ma più spesso si trattava di un piccolo violino o violino portatile detto il kit violiner (pocket fiddle):  era lo strumento popolare per eccellenza nel Rinascimento. E’ curioso notare come in questa tipologia degli incontri galanti il soldato sia stato sostituito dal violinista itinerante, per lo più un maestro di danza, perciò si spiega come ogni riferimento al violino, al suo archetto o all’impeciamento delle corde abbia assunto nelle ballate popolari delle sottointese connotazioni sessuali

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre ero a passeggio in un mattino di Maggio
incontrai una giovane coppia, così tanto ci allontanammo,
una era una giovane fanciulla così amabile e bella
e l’altro era un soldato e un prode granatiere(1)

RITORNELLO
e si baciavano con amorevole trasporto
attaccati uno all’altra
andavano a braccetto per la strada
come sorella e fratello
andavano a braccetto per la strada
finchè arrivarono ad un ruscello
ed entrambi si sedettero insieme, amore
ad ascoltare l’usignolo che canta(2)
II
Fuori dalla sua sacca egli prese un bel violino(3)
le suonò delle melodie allegre che non se se sono mai sentite
le suonò delle melodie allegre che per la vallata risuonavano
e piano gridò la bella fanciulla mentre l’usignolo cantava
III
Starò fuori in India per sette lunghi anni
a bere vino e forte whisky invece che birra scura
e se mai ritornerò di nuovo sarà in primavera
ed entrambi ci siederemo insieme, amore
ad ascoltare l’usignolo che canta.
IV
“Bene allora – dice la bella fanciulla – mi vuoi sposare?”
“Oh no – dice il soldato – come potrei?
Perchè tengo moglie a casa nel mio paese
e lei è la più bella fanciulla che si sia mai vista”

SECONDA MELODIA: APPALCHIAN TUNE

ASCOLTA John Jacob Niles – One Morning In May

ASCOLTA Jo Stafford The Nightingale

TERZA MELODIA: LA VERSIONE PIU’ ANTICA, THE GRENADIER AND THE LADY

E’ la melodia diffusa nel Dorsetshire, così vibrante e appassionata ma con una punta di malinconia, una versione più adatta alla notte d’amore di Romeo e Giulietta e al canto dell’usignolo nella sua versione di aubade medievale, e che più si avvicina alla struttura della nursery rhyme “Where are you going my pretty maid” di cui riprende la struttura a botta e risposta.

Per assaporarne il fascino antico ecco una serie di arrangiamenti strumentali

PER ARPA

PER CHITARRA

ASCOLTA Le Trésor d’Orphée

Tra gli interpreti più recenti della versione cantata
ASCOLTA Redwood Falls (Madeleine Cooke, Phil Jones & Edd Mann)
recensione qui

I
As I was a walking one morning in May
I spied a young couple a makin’ of hay.
O one was a fair maid and her beauty showed clear
and the other was a soldier, a bold grenadier.
II
Good morning, good morning, good morning said he
O where are you going my pretty lady?
I’m a going a walking by the clear crystal stream
to see cool water glide and hear nightingales sing.
III
O soldier, o soldier, will you marry me?
O no, my sweet lady that never can be.
For I’ve got a wife at home in my own country,
Two wives and the army’s too many for me.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre ero a passeggio in un mattino di Maggio
vidi una giovane coppia che faceva il fieno
una era una giovane fanciulla e la sua bellezza si mostrava con evidenza
e l’altro era un soldato, un prode granatiere
II
“Buon giorno -disse lui-
dove stai andando mia bella signorina?”
“Sto andando a passeggio al ruscello di puro cristallo
per vedere scorrere l’acqua fresca
ad ascoltare l’usignolo che canta.”
III
“O solato, mi vuoi sposare?”
“O no mia bella signorina come potrei?
Perchè tengo moglie a casa nel mio paese
due mogli e l’esercito sarebbero troppo per me”

ASCOLTA Isla Cameron The Bold Grenadier dal film “Far from The Madding Crowd”

As I was a walking one morning in May,
I spied a young couple a-making of hay,
one was a fair maid and her beauty shone clear,
And the other was a soldier, a bold grenadier.

Good morning, good morning, good morning said he,
and where are you going my pretty lady?
I’m going  a-walking by the clear crystal stream
to see the water’s glide and hear the nightingale sing.

O soldier, o soldier, will you marry me?
O no, my sweet lady that never can be.
For I’ve got a wife at home in my own country,
Two wives and the army’s too many for me.

One morning, one morning, one morning in May
I spied a young couple, a making of hay
one was a fair maid and her beauty shone clear,
And the other was a soldier, a bold grenadier

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/folksongs-appalachian-2/folk-songs-appalacian-2%20-%200138.htm
http://folktunefinder.com/tunes/105092
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LP14.html
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/onemorninginmay.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=3646
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=29541
http://www.military-history.org/soldier-profiles/british-grenadiers-soldier-profile.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/25/sing.htm
http://www.contemplator.com/america/nighting.html
http://www.mamalisa.com/?t=hes&p=1506

DERBY RAM & MUMMERS

old-tup

Le tradizioni più antiche della festa di mezzo inverno prevedevano una sorta di questua benaugurale in cui un gruppo di giovani andava di casa in casa con “The Old Tup“; l’usanza si riscontra in particolare a Derby e a Chersterfield portata avanti dai Mummers della contea ancora durante l’Ottocento e ripresa fino ai nostri giorni: si metteva in scena la morte rituale di un ariete (o montone), il cui sangue anticamente veniva raccolto in una ciotola e la carne era distribuita ai poveri. Oggi la pantomima prevede la partecipazione di svariati personaggi tra i quali non può mancare il macellaio che uccide l’ariete, e un imbonitore che richiede il denaro tra il pubblico

Così leggiamo nelle note del video: “The Derby Tup is also known as Old Tup or the Derby Ram and is a mumming play associated with house visiting customs around Christmas time in the Sheffield area. The Tup is similar to the Hooden Horse in construction — a head on a pole with snapping jaws and rams horns, held by an operator covered by a cloth to represent the body. The play is accompanied by the singing of the widespread old folk song “The Derby Ram” and is the story of how the ram is butchered and made into useful and desirable items for the local people to use. Other characters include his keeper and Beelzebub and Little Devil Doubt who solicit for donations with menaces!”

L’Old Tup è una figura propiziatoria assimilabile all’Hooden Horse, un’offerta sacrificale per ottenere la benevolenza degli dei affinchè accordassero abbondanza e prosperità alla terra. Con il tempo il significato del rituale si è confuso e la canzone è finita nelle nursery rhymes come canzoncina umoristica per i bambini in cui l’ariete è diventato gigantesco e compie imprese prodigiose.

ASCOLTA The Watersons


I
As I was going to Derby,
all on a market day
I’ve spied the biggest ram, sir,
that ever was fed on hay
Chorus (after each verse):
La lum lay lum people lay lum lay
II
This tup was fat behind, sir,
this tup was fat before
This tup was nine feet round, sir,
if not a little more
III
And the horns upon this tup they grew,
well they reached up to the sky
The eagles made their nests within,
you could hear the young ones cry
IV
Yes the horns that on this tup they grew,
well they reached up to the moon
A little boy went up in January
and he never got back till June
V
And all the men of Derby
come begging for his tail
To ring St George’s passing bell(1)
from the top of Derby Gaol
VI
And all the women of Derby
come begging for his ears
To make ‘em leather aprons
to last ‘em forty years
VII
And all the boys of Derby
come begging for his eyes
To make themselves some footballs
cause they were of football size
VIII
Took all the men of Derby
to carry away his bones
Took all the women of Derby
to roll away his stones(2)
IX
And now my story is over,
and I have no more to say
Please give us all a New Year’s box
and we will go away
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre andavo a Derby
in un giorno di mercato
ho visto il più grande ariete
che mai si sia mai nutrito di fieno
Coro
La lum lay lum people lay lum lay
II
L’ariete era grosso davanti, signore
l’ariete era grosso dietro
l’ariete era largo nove piedi, signore
e anche un po’ più
III
Le corna su questo ariete crescevano
fino a raggiungere il cielo.
Le aquile ci facevano il nido
si potrebbero sentire i lamenti dei piccoli!
IV
Si le corna su questo ariete crescevano
fino a raggiungere la luna.
Un ragazzino ci salì a Gennaio
e fnon u di ritorno che a Giugno
V
E tutti gli uomini di Derby
vennero a chiedere la sua coda
per suonare la campana a morto di San Giorgio(1)
dalla cima del carcere di Derby.
VI
E tutte le donne di Derby
vennero a chiedere le sue orecchie
per farne ghembriali di pelle
che gli durassero 40 anni.
VII
E tutti i giovani di Derby
vennero a chiedere i suoi occhi
per farne dei palloni
perchè erano della misura di una palla da calcio.
VIII
Ci sono voluti tutti gli uomini di Derby
per portare via le sue ossa
e tutte le donne di Derby
per far rotolare via le sue tonsille(2).
IX
E ora che la storia è finita
e non mi resta altro da dire
vi prego di darci un’offerta per l’anno nuovo e noi andremo via.

NOTE
1) secondo la tradizione le campane sono suonate in occasione di un decesso per impediere ai diavoli di catturare l’anima del defunto
2) letteralmente stones si traduce con pietre ma in questo contesto credo voglia dire tonsille

ASCOLTA The Kossoy Sisters: questa versione pur essendo americana, ricorda ancora il rituale di macellazione e lo smembramento dell’ariete


I
As I went in to Darby,
All on a Market Day,
I saw the largest ram, sir,
That was ever fed on hay.
CHORUS:
And he rambled, rambled all around
In and out of town did he ramble,
And he rambled til them butchers cut him down.
II
This ram had four feet, sir,
Four feet on which to stand,
And each one of his hooves sir,
covered an 40 acres of land.
III
The wool upon his back, sir,
It reached up to the sky;
The eagles made their nests there,
You could hear the young ones cry.
IV
The horns upon his head, sir,
They reached up to the moon;
A man climbed up in January,
And didn’t come down ‘til June.
V
The wool that grew upon his tail,
If you had sheared it off,
Would have made the finest tailors
A hundred yards of cloth.
VI
The Butcher that cut him down sir,
He drownded in the blood.
And the little boy who held the bowl,
Was washed away in the flood.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre andavo a Derby
in un giorno di mercato
ho visto il più grande ariete
che mai si sia mai nutrito di fieno
Coro
E lui gironzolava
dentro e fuori la città
e gironzolò finchè i macellai
lo abbatterono

II
L’ariete aveva quattro zampe, signore
quattro zampe su cui reggersi
e ogni suo zoccolo, signore,
ricopriva 40 acri di terra
III
La lana del suo dorso, signore
raggiungeva il cielo
Le aquile ci facevano il nido
potresti sentire i piccoli gridare
IV
Le corna sulla sua testa, signore
raggiungevano la luna;
un uomo ci salì a Gennaio
e fu di ritorno a Giugno
V
La lana che cresceva sulla sua coda
se l’avessi tosato
avrebbe reso ai migliori sarti
un centinaio di iarde di stoffa
VI
Il macellaio che lo ha abbattuto, signore
è annegato nel sangue
e l’aiutante che teneva la ciotola
è stato spazzato via dal flusso.

LA VERSIONE MARINARESCA

Della canzone esiste anche una versione sea shanty diffusa dall’Atlantico al Pacifico al tempo dei velieri e in varie versioni testuali
ASCOLTA Assassin’s Creed 4 Black Flag


I
As I was going to Derby,
‘twas on a market day,
I met the finest ram, sirs,
that ever was fed upon hay.
(Chorus)
That’s a lie, that’s a lie
That’s a lie, a lie, a lie!
II
This ram and I got drunk, sir,
as drunk as drunk could be,
And when we sobered up, sir,
we were far away out on the sea.
III
This wonderful old ram, sir,
was playful as a kid;
He swallowed the captain’s spyglass
along with the bo’sun’s fid(1).
IV
The night was very draft, sir,
the wind like ice did feel;
He borrowed me suit of oilskins
And took me trick at the wheel
V
He climbed aloft sir,
so full of him to store the topsails high(2);
but halfway up he lost his nerve
he had an awful fright.
VI
One morning on the poop, sir,
afore eight bells was struck.
He climbed up to the sky’s
I yard an’ sat down on the truck(3).
VII
This wonderful ol’ ram, sir,
he tried a silly trick,
He tried to jump a five-barred fence
and landed in a rick.
VIII
This wonderful ol’ ram, sir,
it grew two horns of brass,
One grew out o’ his shoulder blade,
t’other turned into a mast.
IX
The Crew of the good Ship Jackdaw(4)
is handsome, strong and brave,
the finest Crowd of Sailors
that ever sailed over the Waves
TRADUZIONE ITALIANO
I
Mentre andavo a Derby,
ed era un giorno di mercato,
ho incontrato il più bell’ariete, signori,
che mai sia stato alimentato con il fieno
CORO
Questa è’ una bugia,
una bugia
II
L’ariete ed io ci ubriacammo, signore
che più ubriachi non si poteva
e quando diventammo sobri, signore
eravamo in alto mare
III
Questo magnifico vecchio ariete,
era giocoso come un bimbo
inghiottì il cannocchiale del capitano
con la caviglia(1) del nostromo
IV
La notte era molto fredda, signore,
il vento sembrava come ghiaccio
e lui mi prestò il vestito incatramato
e mi portò alla ruota del timone
V
Montò arriva signore,
così determinato da voler stivare le gabbie volanti(2)
ma a metà strada si è perso d’animo
e gli è preso una strizza terribile
VI
Una mattina sulla poppa, signore
prima che la campana delle otto suonasse, lui si è impennato nel cielo, e io mi sono arrampicato e seduto sulla formaggetta(3)
VII
Questo magnifico vecchio ariete,
giocò uno scherzetto
cercò di saltare cinque barili in fila
e atterrò su di un pagliaio
VIII
A questo magnifico vecchio ariete,
sono cresciute due corna d’ottone
una scaturita sua scapola
l’altra trasfromata in albero
IX
La ciurma della nave “La taccola” (4)
è affascinante, forte e coraggiosa
i migliori marinai
che mai navigarono sulle onde

NOTE
1) termine nautico vedi
2) stivare nel senso di sferire (toglierle dal pennone), calare le vele in coperta e riporle nel deposito vele. La traduzione della frase è suggerita da Italo Ottonello
3) un altro termine nautico: dal dizionario italiano leggo “Sorta di pomo, tondo e un po’ schiacciato, che si mette in cima agli alberi delle navi e alle aste delle bandiere
4) la strofa finale è stata modificata dagli autori di Black Flag per adattarla alla storia: La Jackdaw, varata con il nome di El Dorado, è stato il brigantino del pirata gallese Edward Kenway, nonché la nave ammiraglia della sua flotta, nel periodo in cui operò come pirata e poi come Assassino nelleIndie Occidentali, dal 1715 al 1723. continua

FONTI
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/12/derbyram.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/21/ram.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/22/derbyram.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/27/darbyram.htm
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thederbyram.html
http://www.folkplay.info/Gallery/Thameside2004.htm
http://www.folkplay.info/Texts/86sk–lj.htm
http://www.folkplay.info/Texts/89sk59gi.htm
http://www.folkplay.info/Texts/90sk58mh.htm
http://www.folkplay.info/Texts/90sk18sa.htm
http://www.folkplay.info/Texts/94sk47gm.htm
http://www.folkplay.info/Texts/96sk47rh.htm
http://www.classic-rocks.com/english-irish-folk-music/the-derby-ram.html
http://calendarcustoms.com/articles/derby-tup/
http://www.yorkshirefolksong.net/song.cfm?songID=59
http://garlandfilms.co.uk/derby-tup.html
http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/DERBYRA2.html

BABES IN THE WOOD

“The Children in the Wood” o “Babes in the Wood” è una sorta di ninna-nanna fiaba molto popolare nelle isole britanniche (ma anche nei paesi di forte emigrazione come America e Australia), narra di due bambini abbandonati nel bosco che finiscono per morire di stenti e i pettirossi li seppelliscono sotto un manto di foglie . La prima pubblicazione in stampa risale al 1595 sotto forma di broadside ballad (con il titolo di The Norfolk Tragedy, Thomas Millington editore) e poi ripetutamente pubblicata nelle nursery rhymes ma anche in varie rielaborazioni non ultima quella di Walt Disney nel 1932 (un pastiche con tanto di villaggio di elfi, strega cattiva e casetta di Marzapane alla Hansel e Gretel e lieto fine con gli elfi che liberano i due bambini e la strega che finisce vittima dei suoi stessi sortilegi VIDEO).

IL BOSCO DI WAYLAND

La storia è fatta risalire da Thomas Percy (poeta e antiquario inglese di fine ottocento) al ritrovamento del cadavere di due bambini nel Bosco di Wayland (Norfolk – Inghilterra) e collegata con Grisolia Hall: il padre morente affida i figli al fratello il quale per impossessarsi dell’eredità, assolda due bravacci. I due abbandonano i bambini nel folto del bosco, così i fantasmi delle due innocenti creature ancora vagano nei paraggi (la leggenda locale qui). Ma la storia affonda sicuramente in un archetipo così come nella fiaba italiana di Nennillo e Nennella, la versione partenopea di Hansel e Gretel o nelle tante rielaborazioni di bambini abbandonati nelle foreste.

La versione cantata è stata divulgata dalla Famiglia Copper i quali la cantavano per tradizione durante la cena di Natale: la versione proviene da un arrangiamento fatto da William Gardiner (1770-1853).

This version is from a recording by the Copper Family (Bob and Ron Copper, Folk-Legacy, 1964). In the notes to Come Write Me Down: Early Recordings Of The Copper Family of Rottingdean, Topic TSCD534, 2001, folklorist Steve Roud identifies the writer of Babes in the Wood as William Gardiner [1769/70-1853]. Gardiner was a Leicester hosiery manufacturer and accomplished amateur musician. (tratto da qui)

My dear, do you know
How, a long time ago,
Two poor little children,
Whose names I don’t know,
Were stolen away
On a fine summer’s day,
And left in a wood,
As I’ve heard people say?

And when it was night,
So sad was their plight,
The sun it went down,
And the moon gave no light!
They sobbed and they sighed,
And they bitterly cried,
And the poor little things
They lay down and died.

And when they were dead,
The robins so red
Brought strawberry leaves
And over them spread;
And all the day long
They sang them this song:
“Poor babes in the wood!
Poor babes in the wood!
And don’t you remember
The babes in the wood?”

Una canzoncina che ha ossessionato i sogni di molti bambini quantomeno  da 300 anni: una sorta di sadico ammonimento a mettersi subito a dormire e a non fare i capricci.


CHORUS
Pretty babes in the wood, pretty babes in the wood,
Oh, don’t you remember those babes in the wood.
I
Oh, don’t you remember, a long time ago,
Those two little babies, their names I don’t know?
They strayed(1) far away one bright summer’s day,
These two little babies got lost on their way.(2)
II
Now the day being long and the night coming on
These two little babies sat under a stone.
They sobbed and they sighed, they sat down and cried; These two little babies they laid down and died.
III
Now the robins so red(3), so swiftly they sped,
They put out their wide wings and over them spread.
And all the day long on the branches did throng;
They sweetly did carol(4) and this was their song.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Bimbetti nel bosco
vi ricordate quei bimbi nel bosco?
I
Ricordate tanto tempo fa
quei due bimbi di cui non conosco il nome?
Furono abbandonati in un bel giorno d’estate,
e i bimbi persero la strada
II
Terminato il giorno e arrivata la notte
questi due bimbi si sedettero su una pietra.
Si sedettero, singhiozzarono e sospirarono e piansero,
i due bimbi si distesero e morirono
III
Allora i pettirossi  accorsero in fretta
volando con le forti ali su di loro
per tutto il giorno ammassarono i rami
e dolcemente fischiettarono questa canzone

NOTE
1) oppure “they were stolen”
2) oppure “and left in the wood, so I’ve heard folks say”
3) il pettirosso è  un piccolo passero dal caratteristico petto macchiato di rosso (ogni tanto in autunno e con i primi freddi dell’inverno, ne vedo qualcuno che si spinge fino alla mia finestra per prendere le briciole di pane) simbolo solstiziale nella mitologia dei paesi nordici, è stato trasposto nella religiosità cristiana a simbolo d’amore, e connesso con la nascita e la morte di Gesù. Secondo Robert Graves (in La Dea Bianca) pettirosso e scricciolo sono due simboli solstiziali che muoiono alternativamente, l’uno per lasciare il posto all’altro: robin che è la parola inglese per il pettirosso è una parola celtica, lo spirito dell’anno nuovo il quale nel solstizio d’inverno uccide lo scricchiolo (il regolo dal ciuffo) e nel solstizio d’estate è invece ucciso dallo scricciolo;  così la morte dei due bambini (il principio maschile e quello femminile uniti in un abbraccio) potrebbe essere allusiva ad un sacrificio rituale che si svolgeva nel nemeton il bosco sacro e più impenetrabile o molto più probabilmente era una sorta di rappresentazione sul piano simbolico di un evento cosmico ritualizzo . Evidentemente la connessione simbolica qui è riferita al solstizio d’estate, l’inizio di un nuovo periodo di vita. Questo giorno è ancora oggi il “primo giorno d’estate”. Così in altre versioni è lo stesso Robin Hood il mitico fuorilegge ad andare in soccorso ai due bambini, mentre il pettirosso delle prime versioni si limita a coprire i corpi dei bambini.


4) oppure “whistle”

FONTI
http://www.cavernacosmica.com/simbologia-del-pettirosso/
http://myths.e2bn.org/mythsandlegends/origins19-the-abandoned-children-of-wailing-wood.html
http://terreceltiche.altervista.org/the-wren-song/
http://www.lefiguredeilibri.com/2010/01/18/the-babes-in-the-wood-cronaca-di-una-leggenda/
http://www.lefiguredeilibri.com/2010/01/20/la-vera-morte-di-cock-robin-la-simbologia-del-pettirosso/
http://hypnogoria.blogspot.it/2014/12/folklore-on-friday-babes-in-woods.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/434.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/15/babes.htm
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=5238
http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/babesinthewood.html
http://www.gutenberg.org/files/19361/19361-h/19361-h.htm
https://afolksongaweek.wordpress.com/2012/12/24/week-70-the-boars-head-carol-babes-in-the-wood-the-king/
http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/772

JACK IN THE GREEN: CHIMNEY SWEEPS’ DAY

Il verde Jack ” (the Green Man, in italiano l’Uomo Verde) è stata una popolare maschera del Maggio inglese, dal medioevo e fino in epoca vittoriana, caduta in disuso alla fine dell’Ottocento, è ritornata a mostrarsi  e a diffondersi a partire dagli anni 1970 nelle sfilate per le feste del Maggio.

Nell’Ottocento il primo maggio era il giorno degli spazzacamini e così recita la filastrocca per bambini “The first of May” (tratto da qui)
Chimney Sweeps’ Day, Blackbird is gay,
Here he is singing, you see, in the “May”.
He has feathers as black as a chimney sweep’s coat.
So on Chimney Sweeps’ Day he must pipe a glad note.
Jack-in-the-Green from door to door
capers along with the followers four.
As May Day mummers are seldom seen,
let us all give a copper to Jack-in-the-Green.

(traduzione in italiano: il giorno dello spazzacamino il merlo è allegro, ecco che canta come vedi nel “Maggio”. Ha le piume nere come la giacca dello spazzacamino, così il giorno dello spazzacamino egli intona una melodia di ringraziamento.
Il Verde Gianni di porta in porta saltellando a passo di danza con i suoi quattro aiutanti, siccome i mimi sono raramente visti il primo di Maggio, diamo tutti una monetina al Verde Gianni)

Così seguendo la tradizione, uno spazzacamino si vestiva da “Jack in the Green” (vedi nota 1) infilandosi in una struttura di vimini a forma piramidale, ricoperta di edera e fogliame, sormontata da una specie di corona di fiori. Se ne andava per le strade con altri suoi compari per ballare e a raccogliere offerte in danaro. L’usanza riportata nel W&R Chamber “Book of Days” – 1869 è quella del Maggio a Londra. Una festa organizzata dagli spazzacamini che vanno per le strade mascherati: due o tre uomini, uno aitante vestito in modo caratteristico con un cappello a tre punte ornato con di piume gialle e rosse e con una mazza affusolata in mano, uno vestito con uno scintillante abito femminile e con in mano un mestolo, l’altro nascosto dentro un “albero” (Jack-in-the-Green). Il corteo si ferma nelle piazze e negli slarghi delle strade per ballare e per ricevere in cambio delle monete. Nell’illustrazione sotto vediamo che si è aggiunto ai personaggi principali anche un clown.

G901506

Qui invece la documentazione raccolta da Keith Chandler relativa alle pubblicazione sui giornali negli anni dal 1820 e fino al 1890

1835-may

Una serie di aneddoti su come sia nato il travestimento qui

THE GREEN MAN

Alcuni studiosi collegano questo travestimento all’Uomo Verde (in inglese The Green Man) scolpito nelle pietre delle chiese medievali d’Europa che di solito è raffigurato solo nel viso, un volto umano metamorfizzato in fogliame.
“Nel decimo secolo essi cominciano ad apparire come illustrazioni sui manoscritti, specialmente in Francia. Si tratta di Bibbie, libri di Salmi e Ordalie, libri d’ore, persino opere di teologi famosi come il “Moralia” di San Gregorio Magno, un’esegesi del libro di Giobbe, dove spesso si fondono con i motivi intrecciati tipici dell’arte sassone e celtica: ricordano in effetti dei serpenti che si mordono la coda, motivi decorativi di evidente praticità stilistica, e possono essere interpretati come le insidie e gli ostacoli della vita terrena. In un secondo momento compaiono come elementi architettonici nelle chiese di stile germanico. Ben presto si diffondono ovunque in chiese, cattedrali ed abbazie, ma anche in altri edifici, ecclesiastici e non, sia come fregi architettonici, sia negli arredi in legno (come le panche), ed anche nell’arte funeraria (sulle tombe, insomma). La loro popolarità si accresce tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo.
Nella forma più semplice si tratta di visi, generalmente maschili, dai cui orifizi, occhi, naso, bocca e orecchie, spunta il fogliame, spesso rami o foglie di vite, oppure che hanno foglie e arbusti al posto di barba e capelli; queste ultime sembrano quasi versioni della Medusa al maschile, cui assomigliano in maniera inquietante. Ma ce ne sono anche di più astratti, in cui è la vegetazione a predominare e i lineamenti umani sono solo accennati, appena distinguibili: teste fatte di foglie che sarebbero piaciute ad Arcimboldo. A dispetto del nome, non si tratta sempre di visi umani: spesso sono demoni, maschere (ovvero stereotipi), persino animali, in preferenza felini. Talvolta sono provvisti di denti e sembrano mordere i rami. Se in alcuni casi la loro associazione con il maligno è evidente, in altri sembrano motivi decorativi senza particolare significato, più che altro una dimostrazione del gusto per l’assurdo e il bizzarro tipico del Medioevo.” (tratto da qui)

Dunblane Cathedral, Scotland XV secolo

E tuttavia i green men non sono un prodotto del Cristianesimo (caso mai sono stati rivestiti di un nuovo ruolo teologico) poiché si trovano decorazioni scultoree, musive e pittoriche simili risalenti all’età della Roma imperiale (e si cita in genere la Domus Aurea di Nerone). Mascheroni con decorazioni vegetali inoltre richiamano divinità silvestri come Pan, Bacco, Dioniso, ma anche Cernunno e Viridios o Silvano, così alcuni studiosi vedono nel simbolo dell’uomo verde del primo cristianesimo l’intento di inglobare miti e pratiche delle religioni misteriche ben più diffuse nelle campagne. (continua)

Altri personaggi collegabili all’Uomo verde sono anche l’Uomo Selvatico, Puck e Robin Hood, il Cavaliere Verde avversario di Sir Galvano, ma anche il San Giorgio cristiano. In psicologia si dice sia una figura archetipa connessa ai miti arborei, ovvero un esempio della divinizzazione della natura. (continua)

Brian Froud: Green Man

JACK IN THE GREEN

Ci sono diverse canzoni con questo titolo, quella che riporto qui è stata scritta da Martin Graebe nel 1972 seguendo lo stile tradizionale.

ASCOLTA Magpie Lane in “Jack in the Green”  segue Jack’s Alive una melodia tradizionale e popolare danza in Inghilterra e Scozia

Martin Graebe commenta: “This song was written when Cherri and I were living to the east of Exeter in the area that is marked on the Ordnance Survey map as “Jack in the Green.” We were also drinking fairly often in the pub of the same name and the connection led to the above bit of fantasy based on traditional themes. A number of people have told me at different times that they have heard “Jack in the Green” described as a traditional song. It was the first of my songs to turn up on the Internet, where it was described on the Digital Tradition database as a traditional song. Most recently, someone told me about an American CD of pagan music that includes Jack as an example of a traditional pagan song from the British Isles.”


I
Now winter is over,
I’m happy to say,
And we’re all met again
in our ribbons so gay.
And we’re all met again
on the first day of Spring
To go about dancing
with Jack in the Green(1).
CHORUS
Jack in the Green, Jack in the Green
And we’ll all dance each springtime with Jack in the Green
II
Now Jack in the Green
is a very strange man,
Tho’ he dies every Autumn,
he is born every Spring.
And each year on our birthday,
we will dance through the street,
And in return Jack
he will ripen our wheat.
III(2)
Now all you young maidens
I’d have you beware
Of touching young Jack,
for there’s strange powers there.
For if you but touch him,
there is many will tell
Like the wheat in our fields
so your belly will swell.
IV
With his mantle
he’ll cover the trees that are bare.
Our gardens he’ll trim
with his jacket so fair.
And our fields he will sow
with the hair of his head.
And our grain it will ripen
‘til Old Jack is dead(3)!
V
Now the sun is half up
and betokens the hour
That the children arrive
with their garlands of flowers.
So now let the music
and the dancing begin,
And touch the good heart
of young Jack in the Green!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
L’inverno è finito
sono lieto di annunciare,
e ci incontreremo tutti di nuovo
con i nostri addobbi così festosi
e ci incontreremo tutti di nuovo
nel primo giorno di Primavera
per andare a danzare
con il Verde Gianni.
CORO
Il Verde Gianni
tutti danzeremo ogni primavera
con il Verde Gianni
II
Il Verde Gianni
è un uomo molto particolare,
sebbene muoia ogni autunno,
nasce ogni primavera
e ogni anno al suo compleanno danzeremo per le strade
e in cambio Gianni
farà maturare il grano.
III
Ora voi tutte giovanette
vi devo avvisare
di non toccare il giovane Gianni, perchè ha uno strano potere,
se lo toccate,
sono in molti a dirlo,
come il grano nei campi
così anche la vostra pancia si alzerà.
IV
Con il suo mantello
ricoprirà gli alberi che sono nudi
e i giardini decorerà
con la sua bella giacca.
Seminerà i campi
con i capelli che ha in capo
e il grano falcerà
affinchè il vecchio Gianni possa morire(3)!
V
Ora il sole è si è alzato
e segna l’ora
dell’arrivo dei bambini
con le loro ghirlande di fiori,
così che la musica
e le danze abbiano inizio
e tocchino il buon cuore
del giovane Verde Gianni

NOTE
1) Jack è il diminutivo di due diversi nomi James (Giacomo) e John (Giovanni, Gianni), ma più che un  nome proprio qui sta a indicare l’Uomo Verde
2) Magpie Lane hanno saltato questa strofa
3) è il mito dello Spirito del Grano: lo spirito del Grano-Orzo non muore mai perchè rinasce l’anno successivo con il nuovo raccolto, la sua forza e il suo ardore sono contenuti nel whisky che si ottiene dalla distillazione del malto d’orzo!

JACK’S ALIVE

Nelle note di Jack’s Alive (qui) “Two dance tunes which I’d been playing for years, before I realised that they are in fact the same tune played in different time signatures. The first, in 6/8, is from Wilson’s Ballroom Companion, via one of Bert Simon’s Kentish Hops pamphlets. I first heard it played by the Oyster Ceilidh Band. Curiously their first LP was called Jack’s Alive, but this tune was not on it; they finally recorded it on their 20 Golden Tie-Slackeners album. I originally knew the 4/4 tune as an unnamed morris tune from Badby in Northamptonshire. Oyster Morris from Canterbury used it for a dance called ‘The Panic’ – originally ‘Pogle’s Panic’ – which had been written in the early 1980s by Pete Collinson. It was some years later that I found the tune in The Yetties’ The Musical Heritage of Thomas Hardy as ‘Jack’s Alive’.

con lo stesso titolo si intitola sia una jig che un reel.
ASCOLTA Aly Bain & Tom Anderson in versione reel una melodia molto popolare nelle isole Shetland (anche qui)

E con i passi della danza:
VIDEO english country dance
VIDEO Morris Dance

Bibliografia
“The Green Man” di Richard Hayman
“Images of Lust: Sexual carvings on medieval churches” di Anthony Weir e James Jerman.

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/jack-in-the-green/
http://www.mustrad.org.uk/articles/jack_gre.htm
http://www.greenmanenigma.com/history.html http://www.egreenway.com/meditation/greenman.htm http://www.mariateresalupo.it/simbolimitialchimiafiabe/maggio.html http://freespace.virgin.net/polter.geist/greenman_page0019.htm https://www.adf.org/articles/gods-and-spirits/general/jackingr.html http://www.acam.it/la-tradizione-del-maggio-e-il-culto-arboreo/ http://martingraebe.me.uk/onewebmedia/Jack_in_the_green.htm http://www.magpielane.co.uk/sleevenotes/jack_in_the_green/jack_in_the_green.htm http://www.magpielane.co.uk/sleevenotes/jack_in_the_green/jacks_alive.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3730 http://tunearch.org/wiki/Annotation:Jack’s_Alive_(3) https://thesession.org/tunes/3299

THE WREN SONG AND WREN HUNTING

518px-Book_Illustration_of_a_Robin_and_WrenLa canzone dello scricciolo rievoca un rito dalle oscure origini che affondano nella tradizione celtica. Il più piccolo dei passeri, lo scricciolo, (termine che si usa anche per vezzeggiare un bambino molto piccolo) era chiamato in latino reguluspiccolo re” e con questo appellativo era conosciuto in tutta Europa (re di macchie, re di siepi, re di tutti gli uccelli o anche piccolo zar). Un uccello tanto piccolo ma dal canto potente, il più squillante e armonioso. Il nome gaelico “Druidh dhubh” si traduce come “druido degli uccelli” detto anche “passero di Bran” (il dio della profezia). Animale sacro la cui uccisione era considerata tabù e portatrice di sventura, ma non durante il tempo di Yule.

Nel suo libro “La dea bianca”, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate. (continua) Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita.

LA VERA MORTE DI COCK ROBIN

Nei secoli si sono mescolate molte varianti di questa lotta-litigio diventate anche oggetto di racconti per bambini e nursery rhymes, in quella più conosciuta Cock Robin (il pettirosso) si innamora di Jenny Wren (lo scricciolo). Viene celebrato il loro matrimonio (ampia descrizione del banchetto). Tutti sono felici, bevono e mangiano cose deliziose, ma a rovinare la festa entra in scena il cuculo, che vuole portarsi via Jenny Wren, ma nel tafferuglio viene ucciso Cock Robin. In altre varianti una lite tra i due uccellini innamorati precede il matrimonio continua
jennywren-waltercrane

Nell’Inghilterra vittoriana è il pettirosso a rispuntare nelle cartoline degli auguri a simboleggiare la morte-resurrezione di Gesù (e l’uccelino viene raffigurato tra le mani di Gesù bambino tra le braccia di Maria).
Nella fiaba/filastrocca per bambini è lo scricciolo Jenny Wren ad essere la parte femminile della coppia  ed è il Frazer nel suo “Il ramo d’oro” a dirci che gli scozzesi lo chiamano anche “gallina della regina del cielo”. La regina del cielo è evidentemente il sole che nell’antichità era femmina.

LA CACCIA DELLO SCRICCIOLO IN IRLANDA

In Irlanda il giorno di S. Stefano, conosciuto anche con il nome gaelico La An Droilin, il giorno dello scricciolo, i giovani del villaggio con i visi sporchi di fuliggine e armati di bastoni, andavano nei boschi alle prime luci dell’alba per cercare tra i cespugli la tana dello scricciolo: il primo di loro che riusciva a colpirlo diventava il re per un giorno. Il corpicino dello scricciolo legato ad un ramo di agrifoglio veniva portato in processione di casa in casa e cantando una filastrocca i ragazzi dello scricciolo ricevevano piccoli doni lasciando in cambio una piuma strappata dal petto del piccolo uccellino. Compiuto il giro presso tutte le case del villaggio i ragazzi intonavano una nenia funebre e andavano a seppellire lo scricciolo nel cimitero. Scrive James Frazer nel “Ramo d’oro” “Uno scrittore del secolo XVIII dice che in Irlanda lo scricciolo “viene ancora acchiappato e ucciso dai contadini il giorno di Natale e quello successivo (il giorno di Santo Stefano); e viene portato in processione attaccato ad una zampetta… e in ogni villaggio si fa una processione di uomini, donne e bambini che cantano una ballata irlandese in cui si dice che questo è il re di tutti gli uccelli”. Fino ai nostri giorno (l’inizio del secolo XX) la caccia dello scricciolo si fa ancor in alcune parte del Leinster e del Connaught” In effetti la caccia dello scricciolo era un rituale pan-celtico sopravvissuto nell’Irlanda sud-occidentale: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio. wren-boys

Parade of Wren Bush & Boys, 1850

Ancora oggi gli Wren Boys indossano vestiti stracciati e si coprono o dipingono i visi e vanno di casa in casa cantando la Canzone dello Scricciolo accompagnandosi con vari strumenti tradizionali, oggi non si permette più l’uccisione dell’uccellino, e appeso al ramo di agrifoglio c’è un simulacro che tutti i bambini del villaggio devono colpire con bastoni o sassi, fino a farlo cadere. Una volta “ucciso” lo scricciolo, i bambini dovranno bussare alle porte del paese con un rametto di agrifoglio in mano, chiedendo soldi per seppellirlo. Ancora alla fine della seconda guerra mondiale c’era l’usanza di catturare (nottetempo) lo scricciolo per tenerlo prigioniero per tutto il giorno del 26 dicembre in una gabbietta e mostrarlo di casa in casa chiedendo dei soldi per il suo funerale. I giovani del paese la sera sarebbero poi andati al pub a fare una bella veglia funebre all’irlandese (bevendo, cantando e ballando!!) (testimonianza di Joe Heaney qui)
A Dingle (contea di Kerry, Irlanda) il Giorno dello Scricciolo è celebrato con una festa: il fantoccio dell’uccellino è legato su un alto palo (decorato con nastri e rami di agrifoglio e edera) e portato in parata per le strade con tanto di musicisti: il danaro ricavato dalla questua è donato in beneficenza o dedicato alla danza serale che si svolge attorno al palo decorato. Le persone offrono birra e dolci (ma anche qualche monetina) e i più giovani di ogni casa visitata si uniscono alla combriccola finché non si da vita a un gruppo numeroso di ragazzini. Alcuni Wren boys indossano abiti di paglia e buffi copri capi sempre in paglia che nei secoli XVIII e XIX erano i travestimenti dei Whiteboys, i sovversivi al tempo delle guerre contadine. pommer-wrenboys L’usanza oltre che in alcune parti d’Irlanda è diffusa nell’Isola di Man e in alcune parti del Galles, nel Suffolk, ma anche in Canada presso le comunità irlandesi.

THE WREN SONG

Le strofe cantate nella questua variano a seconda delle località e non si può non rilevare una certa somiglianza con le questue dell’a-souling (vedi). Nel raccolta “Song of Uladh” (1904) di Herbert Hughes si riporta una strofa e la testimonianza di Gerald Griffin (1803-1840) “The Wran! the Wran! the king of all birds,St Stephen’s day was caught in the furze; Although he’s little, his family’s great. Get up, fair ladies! and give us a trate! And if your trate be of the best, In heaven we hope your soul will rest!”’ ‘The Wren-boys of Sean-ghualann [Griffin has Shanagolden] … were all assembled pursuant to custom on the green before the chapel-door on a fine frosty morning, being the twenty-sixth of December, or Saint Stephen’s Day – a festival yet held in much reverence in Mumha [Griffin has Munster], although the Catholic Church has for many years ceased to look upon it as a holiday of “obligation”. ‘Seven or eight handsome young fellows, tricked out in ribbons of the gayest colours, white waistcoats and stockings, and furnished with musical instruments of various kinds – a fife, a piccolo, an old drum, a cracked fidil [Griffin has fiddle], and a set of bagpipes – assumed their place in the rear [Griffin has rere] of the procession, and startled the yet slumbering inhabitants of the neighbouring houses by a fearfully discordant prelude. ‘Behind those came the Wren-boy par excellence – a lad who bore in his hands a holly-bush, the leaves of which were interwoven with long streamers of red, yellow, blue and white ribbon; all which finery, nevertheless, in no way contributed to reconcile the little mottled tenant of the bower (a wren which was tied by the leg to one of the boughs) to his state of durance. After the Wren-boy came a promiscuous crowd of youngsters, of all ages under fifteen, composing just such a little ragged rabble as one observes attending the band of a marching regiment on its entrance into a country town, shouting, hallooing, laughing, and joining in apt chorus with the droning, shrilling, squeaking, and rattling of the musicians of the morn.’ Di solito le canzoni dello scricciolo si compongono di tre, quattro strofe abbastanza simili da regione a regione (è ovvio che se si doveva girare di casa in casa per tutto il paese la canzone era piuttosto breve!!)


I
The Wren, the Wren the king of all birds(1),
St. Stephenses day, he was caught in the furze.
Although he is little, his honor(2) is great,
Rise up, kind sir, and give us a trate(3).
II
We followed this Wren ten miles or more
Through hedges and ditches and heaps of snow,
We up with our wattles and gave him a fall
And brought him here to show you all.
III
For we are the boys that came your way
To bury the Wren on Saint Stephenses Day,
So up with the kettle(4) and down with the pan!
Give us some help for to bury the Wren!
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo, il re di tutti
gli uccelli(1)
nel giorno di S. Stefano è catturato tra i cespugli
sebbene sia piccolo, il suo spirito(2) è grande,
alzatevi, gentile signore, e dateci un dolcetto(3).
II
Abbiamo inseguito questo scricciolo per 10 e più miglia
tra siepi e fossati e cumuli
di neve,
abbiamo fatto rumore con i nostri bastoni e lo abbiamo intrappolato
e lo portiamo qui per mostrarlo a tutti.
III
Perchè noi siamo i ragazzi che vengono sulla vostra strada
a portare lo Scricciolo nel giorno di S. Stefano,
su la lattina(4) e giù la monetina
Dateci un aiuto per seppellire lo Scricciolo.

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò, si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo all’ultimo momento e quindi vincere la gara. (raccontata da Joe Heaney qui )
2) letteralmente onore, ma qui è da intendersi più in termini “mistici”
3) in altre versioni è espressamente richiesto un penny, ma più spesso ai questuanti si dava un dolce (barm brack un dolce tradizionale all’uvetta e canditi associato con Halloween e anche con il Natale, una specie di panettone irlandese più speziato e asciutto rispetto a quello italiano!) vedi
4) la parola si traduce come bollitore, teiera ma nel contesto credo voglia dire lattina. La traduzione letterale è: mettete su il bollitore e sotto con la padella!

Seguitemi allora in questo viaggio per la campagna britannica e per l’Irlanda!

LE WREN SONGS suddivise per territorio continua
Musiche e danze per il giorno dello scricciolo qui

APPROFONDIMENTO
SOLSTIZIO D’INVERNO qui
COCK ROBIN, DEATH AND BURIAL OF COCK ROBIN vedi

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html http://paulbommer.blogspot.it/2010/12/advent-calendar-23rd-dec-wren-boys.html http://www.gippeswic.demon.co.uk/wren.html

BEIDH AONACH AMÁRACH

“Beidh aonach amárach” (in italiano “E’ giorno di mercato domani nella Contea di Clare“) è una filastrocca per bambini in gaelico irlandese.

101618875_2nSjBKfyClare è una contea nella provincia del Munster sulla costa occidentale d’Irlanda molto ancorata alle tradizioni in cui il gaelico è parlato da più del 50% della popolazione. Nella contea si svolge ancora una grande fiera di cavalli a pochi chilometri da Ennis presso la località di Spancilhill (evento riportato anche in un’altra canzone tradizionale che si intitola proprio Spancil hill vedi), ma non possiamo sapere se la fiera a cui si riferisce la filastrocca sia proprio quella.

Come tutte le filastrocche è una composizione in versi molto semplici e ripetitivi con un ritmo ben scandito ed è rivolta principalmente ai bambini per i quali le filastrocche diventavano la ninna-nanna per dormire o per calmare il dolore, lo scioglilingua o il gioco da fare in girotondo e per la conta, ma anche il racconto per intrattenere e divertire o per insegnare come comportarsi nel mondo degli adulti.

DA VISITARE
IRLANDANDO.IT: Clare (An Clár) è isolata dalle contee confinanti a sud e est attraverso il fiume Shannon, Lough Derg e l’estuario dello Shannon, mentre a ovest confina con l’Oceano Atlantico. Questo distacco geografico ha influenzato pesantemente il suo carattere e la sua storia. Rispetto ad altre aree in Irlanda, la contea Clare ha mantenuto un amore più profondo per le tradizioni e un orgoglio intenso nei confronti delle imprese e dei successi locali. La contea è rinomata per i suoi giocatori di hurling e i musicisti tradizionali. continua

Molto bello il cartone animato Anam an Amhráin TG4

ASCOLTA Altan

La filastrocca è strutturata come botta e risposta tra madre e figlia, la figlia supplica la madre di lasciarla andare alla fiera, la madre le risponde che è troppo giovane, potrà andarci solo quando avrà compiuto 13 anni, e ora ne ha nove, ed è ancora presto per fare delle scelte nella vita. La figlia obietta che molte fanciulle si sono sposate giovani e che lei è innamorata del calzolaio.

Cúrfa.
Is a mháithrín an ligfidh tú chun aonaigh mé(x3)
Is a mhuirnín óg ná healaí é
I
Beidh aonach amárach in gContae an Chláir(x3)
Cén mhaith domh é ní bheidh mé ann
II
Tá ‘níon bheag agam is tá sí óg(x3)
Is tá sí i ngrá leis an ghreasaí bróg
III
Níl tú ach deich nó aon deag fós(x3)
Nuair a bheas tú trí deag beidh tú mór
IV
B’fhearr liom féin mo ghreasaí bróg(x3)
N fir na n’arm faoina lascú óir
V
‘S iomaí bean a phós go h-óg(x3)
Is a mhair go socair lena greasaí bróg

TRADUZIONE INGLESE
Chorus
Oh mammy, won’t you let me go to the fair
Oh dearest love, don’t plead with me
I
There’s a fair tomorrow in County Clare
Why should I care, I won’t be there
II
I’ve a little daughter and she’s very young
And she’s in love with a cobbling man
III
You’re not ten or eleven years old
When you reach thirteen you’ll be more mature
IV
I’d rather have my cobbling man
Than an army officer with his gold bands
V
There is many a maid who married young
And lived in peace with her cobbling man

ASCOLTA Gaelic   Storm (su Spotify)

I
Beidh aonach amárach i gContae an Chláir(x3)
Cé mhaith dom é, ní bheidh mé ann.
Curfá:
A mháithrín, an ligfidh tú chun aonaigh mé?(x3)
A mhuirnín ó ná héiligh é.
II
Níl tú a deich nó a haon déag fós(x3)
Nuair a bheidh tú trí déag beidh tú mór.
III
Táim-se i ngrá le gréasaí bróg(x3)
Mur’ bhfaigh mé é ní bheidh mé beo.
IV
Bfhearr liom féin mo ghréasaí bróg(x3).
á oifigeach airm faoi lásaí óir.ULTERIORI STROFE
V
Is a mháithrín an ligfidh tú chun aonaigh mé(x3)
Is a mhuirnín óg ná healaí é
VI
Beidh aonach amárach in gContae an Chláir(x3)
Cén mhaith domh é ní bheidh mé ann
VII
Tá ‘níon bheag agam is tá sí óg(x3)
Is tá sí i ngrá leis an ghreasaí bróg
VIII
‘S iomaí bean a phós go h-óg(x3)
Is a mhair go socair lena greasaí bróg
IX
Níl tú ach deich nó aon deag fós(x3)
Nuair a bheas tú trí deag beidh tú mór
X
B’fhearr liom féin mo ghreasaí bróg(x3)
N fir na n’arm faoina lascú óir

TRADUZIONE INGLESE
I
There’s a fair tomorrow in the County Clare.
But what’s the use I won’t be there.
Chorus
Oh mother, won’t you let me go to the fair?
My fondest child, Oh please don’t ask.
II
You’re not even ten or eleven years old.
When you’re thirteen I’ll let you go.
III
I’m in love with the cobbler man.
If I don’t get him, I can’t live on.
IV
The cobbler is the man I like the best.
I prefer him to an officer with golden braid.

Ulteriori strofe
V
Oh mother, won’t you let me go to the fair?
My fondest child, Oh please don’t ask.
VI
There’s a fair tomorrow in the County Clare
Why should I care, I won’t be there
VII
I’ve a little daughter and she’s very young
And she’s in love with a cobbling man
VIII
There is many a maid who married young
And lived in peace with her cobbling man
IX
You are not ten or eleven yet
When youre thirteen you’ll be more mature.
X
I’d rather have my cobbling man
Than an army officer with his gold bands

ASCOLTA Na Casaidigh, una versione con molto swing

I
[Iníon]: Beidh aonach amáireach
Cé maith dom é?
Ní bheidh mé ann!
Cúrfa.
[Iníon]:’S a mháithirín,
a’ ligfidh tú don aonaigh mé?
[Máthair]: A mhúirnín ó,
ná h-éilig é!

II
[Máthair]: Níl tú a deich
ná a h-aondéag fós,
Nuair a bheidh tú
trídéag beidh tú mór!
III
[Iníon]: B’fhearr liom
féin mo ghréasaí bróg,
Ná oifigeach airm
le lásaí óir!

TRADUZIONE ITALIANO
I

[Figlia]:
E’ giorno di mercato domani
nella Contea di Clare,
che importa a me.
Non ci sarò!
Ritornello
[Figlia]: Mammina cara,
lasciami andare al mercato!
[Madre]:Tesoro mio,
non me lo chiedere.
II
[Madre]:
Non hai ancora né dieci, né undici anni,
quando ne avrai tredici
sarai grande.
III
[Figlia]:
Preferisco il mio bel calzolaio
ad un ufficiale dell’esercito
con tutte quelle mostrine d’oro!

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/aonach.htm
http://www.irlandaonline.com/cosa-vedere/sud/contea-di-clare/
http://clareireland.net/it/index.html
http://www.discoverireland.com/it/ireland-places-to-go/areas-and-cities/ireland-west/

ILLUSTRAZIONI
Foto di Dick Kelle
http://www.pbase.com/image/101618875