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‘TWAS PRETTY TO BE IN BALLINDERRY

“‘Twas pretty to be in Ballinderry” o semplicemente “Ballinderry” è una canzone del Nord d’Irlanda poco conosciuta: la poesia scritta da Alfred Perceval Graves è un lament in cui una fanciulla piange la morte del suo Phelim che voleva emigrare in America ma la nave su cui si è imbarcato ha fatto naufragio. Il testo fu pubblicato con musica arrangiata da Charles Villiers Stanford nella raccolta “Sing of Old Ireland” sulla scia dell’Irish revival e il gusto antiquario delle antiche melodie “celtiche” : la melodia originale proviene dalle trascrizioni di Edward Bunting ed era popolare già nel Settecento nelle campagne delle contee di Down e Antrim.
Bunting scrive in “Ancient Music of Ireland” (1840):
(Ballinderry) has been a favorite performance from time immemorial with the peasantry of the counties of Down and Antrim, the words being sung by one person while the rest of the party chant the cronan (chorus) in consonance…..There are numerous other sets of words sung to Ballinderry; they are all of a very rustic character and uniformly refer to localities along the rivers Bann and Lagan such as
‘T is pretty to be in Ballinderry,
‘T is pretty to be in Magheralin etc
‘T is pretty to be in Ballinderry,
‘T is pretty to be at the Cash of Toome etc

Queste varie versioni testuali furono trascritte fin dagli inizi dell’Ottocento e una sorta di sequel alla poesia di Graves venne scritto nel 1880 con il titolo di “The return of Phelimy Hyland” da James N. Richardson .

IL KENNING

Alfred Perceval Graves traspone in inglese un tipico keening irlandese, un’antica arte del pianto e del canto funebre derivato dalle tradizioni gaeliche.
Ballinderry è un distretto della costa occidentale del Lough Neagh il cuore azzurro della provincia Nord d’Irlanda, l’Ulster (da Lennymore Bay e Sandy Bay si raggiunge l’isoletta di Ram).
Erano signori gli O’Neill di Ballinderry che risiedevano nel castello di Portmore costruito nel 1661 o 1664 da Lord Conway (sulle fondamenta di una antica fortezza) tra Lough Beg e Lough Neagh; la tenuta era ricca di alberi centenari e di bellissimi boschi (vedi Bonny Portmore)

L’ISOLA DI RAM

L’isoletta oggi disabitata,  fu sede nel Medioevo di un monastero per poi essere venduta ai Conti O’Neill; un grazioso cottage estivo con il tetto in paglia fu edificato dal primo conte Charles O’Neill agli inizi dell’Ottocento proprio nelle vicinanze dei ruderi del monastero, unitamente a una casetta per i custodi; sembra che con la bassa marea l’isola fosse raggiungibile via terra percorrendo una strada pavimentata rialzata (i cui resti sono ancora visibili).
L’isola è un luogo ameno in cui passeggiare rigoglioso di alberi (molti dei quali piantati proprio dal conte) e ricco di roseti, feconda e bella come un angolo di paradiso; sull’isola vivevano due custodi Jane e Robert Cardwell, una sorta di geni tutelari che conducevano una semplice ed eremitica vita in simbiosi con l’isola e le sue risorse: si trasferirono sull’isola nel 1883 e ci rimasero fino alla fine, Robert morì nel 1929 e Jane nel 1933 alla veneranda età di 102 anni.

Ecco come appariva il cottage a metà ottocento

e come appare oggi

ASCOLTA The Cottars in “Made In Cape Breton,” 2002 che tenerezza sentire cantare una voce così fresca e giovane! (all’epoca del loro primo cd erano tutti degli adolescenti)


I
‘Twas pretty to be in Ballinderry (1)
‘Twas pretty to be in Aghalee (2)
Still prettier to be on bonny Ram’s Island
Sitting forever beneath a tree (3)
Ochone, ochone! Ochone, ochone!(4)
II (5)
For often I sailed to bonny Ram’s Island
Arm in arm with Phelim, my diamond (6)
And he would whistle and I would sing
And we would make the whole island ring
III
“I’m going,” he said, “from bonny Ram’s Island
Out and across the deep blue sea
And if in your heart you love me, Mary
Open your arms at last to me”
IV
‘Twas happy to be in little Ballinderry
now ‘tis sad as sad can be;
For the ship that sailed with Phelimy Diamond
Is lost for ever beneath the sea.
Traduzione di Cattia Salto
I
Era bello stare a Ballinderry
era bello stare a Aghalee
e ancora meglio stare nella bella isola di Ram
seduti per sempre sotto ad un albero
Ahimè, ahimè, Ahimè, ahimè
II
Perchè spesso navigavo verso la bella isola di Ram
tra le braccia di Phelim, il mio gioiello
e lui avrebbe suonato il flauto e io avrei cantato
e noi avremmo fatto il giro di tutta l’isola
II
“Vado via- disse lui – dalla bella isola di Ram
per attraversare il mare profondo
e se nel tuo cuore mi ami Mary
abbracciami un’ultima volta”
IV
Era bello stare a Ballinderry
ora invece è molto triste
perchè la nave che salpò con Phelimy Diamond
è perduta per sempre nell’oceano

NOTE
1) dal gaelico Baile an Doire = ‘town of the oak wood’
2) i Clancy Brothers dicono Aucholee
3) il verso di Graves dice “Trysting under the ivy tree!”
4) lamento in gaelico equivalente ad Alas
5) la strofa nella versione di Graves dice
“For often I roved in little Ram’s Island,
Side by side with Phelimy Hyland,
And still he’d court me and I’d be coy,
Though at heart I loved him, my handsome boy!”
6) Phelimy Hyland probabilmente storpiato in “Phelimy Diamond.” invece di diamond i Clancy Brothers dicono demon; scritto anche come Phelim my love,
FONTI
http://www.culturenorthernireland.org/features/heritage/rams-island
http://www.kilwarlin.com/about10.html
http://www.ramsisland.org/
http://www.libraryireland.com/Irish-Folk-Songs/Twas-Pretty-To-Be-In-Ballinderry-1.php
http://poetrynook.com/poem/twas-pretty-be-ballinderry
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13807
http://glenavyhistory.com/townlands/townlands-glenavy-parish/rams-island-townland-glenavy-parish/

TAKE A LOOK AT LOCH QUOICH

Un paio di canti in gaelico scozzese conservati dalla tradizione popolare delle Highlands (dalla costa est ad ovest), Il Laird o il John di cui si parla doveva essere ben conosciuto nei pressi del Loch Quoich (nel distretto di Lochaber): un territorio collocato nel Great Glen, lungo la strada per Kinloc hourn, oggi per la buona parte disabitato adatto per i puri di cuore. Ma tanto per fare un po’ di confusione Glen Quoich è una delle principali valli del Mar Lodge Estate l’antica contea di Mar nell’Aberdeenshire; negli archivi di Tobar an Dualchais sono riportare alcune registrazioni di un canto in gaelico dal titolo “O Iain Ghlinne Cuaich” provenienti da Midlothian, o Lothian centrale.

LE ESCURSIONI
Lochaber: http://www.undiscoveredscotland.co.uk/knoydart/kinlochhourn/
Mar Lodge: http://mountaincoastriver.blogspot.it/2015/06/midsummer-snow-glen-etive-loch-quoich.html
http://www.walkscotland.com/walk21.htm

ORAN FEAR GHLINNE-CUAICH

maclise-harperUn canto bardico o come dovevano essere i canti dei bardi quando i clan erano ancora potenti o meglio quando le Highlands erano il territorio dei clan: tra i compiti del bardo c’era quello di celebrare le imprese degli eroi (e dei capi-clan) e di cantare la loro elegia funebre. Un tempo un guerriero poteva considerare la sua vita non vissuta invano, solo se un bardo narrava della sua storia, perciò preferiva una vita breve ma gloriosa, tale da meritare di essere tramandata (della serie anche i celti  avevano il loro Achille ). Per un guerriero, l’onore rappresentava tutto; un uomo si valutava in base ad esso, e, difatti, uno degli strumenti più pericolosi nella società celtica era la satira, un particolare canto dei poeti che, deridendo un uomo, ne causava l’allontanamento dalla società. Ogni guerriero era tenuto a difendere, a prezzo della vita, il suo onore, insieme a quello del suo clan.

IL GUERRIERO CELTA

Ecco come li descrive il greco-siciliano Diodoro Siculo, vissuto nell’ultimo secolo prima della nascita di Cristo ,  che presumibilmente deve aver incontrati i Celti in uno dei suo viaggi  (ma forse era solo un bibliotecario che si è limitato a riscrivere quanto già scritto in altri libri)
I Galli sono di taglia grande, la loro carne è molle e bianca; i capelli sono biondi non solo di natura, ma si industriano ancora a schiarire la tonalità naturale di questo colore lavandoli continuamente all’acqua di calce. Li rialzano dalla fronte verso la sommità del capo e verso la nuca… con queste operazioni i loro capelli si ispessiscono al punto da somigliare a criniere di cavalli. Alcuni si radono la barba, altri la lasciano crescere con moderazione; i nobili conservano nude le guance ma portano dei baffi lunghi e pendenti al punto che coprono loro la bocca… Si vestono con abiti stravaganti, delle tuniche colorate dove si manifestano tutti i colori e dei pantaloni che chiamano braghe. Vi agganciano sopra dei sai rigati di stoffa, a pelo lungo di inverno, e lisci d’estate, a fitti quadrettino colorati di tutte le gradazioni. (Biblioteca Storica, V, 28-30)

Una buona fonte di informazioni ci viene dai ritrovamenti archeologici delle tombe cosiddette dei Principi (ricchi tumuli funerari dell’età del Ferro disseminati un po’ in tutti i territori abitati dai Celti) e anche da Giulio Cesare al tempo della conquista romana della Gallia. I guerrieri dei Galli (o Celti continentali stanziati nell’attuale Francia) indossavano tunica di cuoio o di stoffa tinta con vari colori, pantaloni (anche questi operati), mantello in tartan (il plaide scozzese) fermato da una fibula (una grossa spilla) e stivali. I cavalieri  al tempo di Cesare potevano fare uso di corazze di cuoio bollito a spessi quadrotti e presumibilmente furono i Celti a realizzare  le prime cotte di maglia (armature formate da anelli di ferro intrecciati), che ebbero così tanta fortuna per tutto il medioevo europeo.

ASCOLTA Margaret Stewart & Allan MacDonald in Colla Mo Rùn 2001

Faigh an t-searrag-sa mun cuairt
Lìon an àird gu bàrr a’ chuach
Deoch slàinte fear Ghlinne-Cuaich
‘S gun éireadh buaidh gach latha leis
Latha dhomh ‘s mi muigh air chuairt
Thachair orm fear Ghlinne-Cuaich
Làmh a dhiòladh dhòmhs’ an duais
‘S gun d’fhuair sin rud an latha sin
Ceist nam ban o thìr nam bó
Far Strath Chluainidh ghorm an fheòir
Far an d’fhuair thu d’àrach òg
‘S gun cùnnte móran aighean dhut
Bu tu ceann-uidhe nam bàrd
Na fìdhlearan ‘s luchd nan dàn
Nuair a shìneadh tu do làmh
Gum b’àilteachadh leam crathadh dhith
Nuair a dheidheadh tu bheinn a’ cheo
Dh’iarraidh fàth air damh na cròic
Air do shùil cha laigheadh sgleò
‘S bu sheòlta dol ‘s an amharc thu
‘S tric a leag thu màthair laoigh
‘S a choille ghuirm air a taobh
Eilid bhinneach nan cas caol
Is coileach fraoich ‘s a chamhanaich
Nuair a dheidheadh tu bheinn na stùc
Le do ghunna ‘s le do chù
Nuair a lùbadh tu do ghlùin
Gun ùmhlaicheadh na h-aighean dhut
‘S truagh nach d’ thachair dhomh bhi ‘m bhàrd
A thogadh do chliù an àird
Dheanainn innse dhuibh nam dhàn
Gur mac a dh’fhàs mar d’athair thu
‘S dé dheanadh do mhàthair chòir
An fhuil uasal dh’fhàs gun phròis
Mura tachradh ort té mhór
Aig am biodh stòr nach caitheadh i
‘S faigh an t-searrag-sa mun cuairt
Lìon an àird gu bàrr a’ chuach
Deoch slàinte fear Ghlinne-Cuaich
‘S gun éireadh buaidh gach latha leis
TRADUZIONE INGLESE (tratto da qui)
Get this bottle ‘round
And fill the cup up to its brim
A health to the laird of Glen Quoich (1)
And may his be the victory every day
One day as I walked out
I met the laird of Glen Quoich
His, the hand to dispense rewards to me(2)
And we got something(3) that day
Darling of the women from the land of the cattle
From green Strath Cluaine(4) of the grass
Where you were brought up
And you owned many heifers
To you the bards traveled
And fiddlers and singers
When you stretched out your hand
A shake of it gave me delight
When you went to the misty mountain
To try for a shot at the antlered stag
Your eye would not lose its keenness
And you were cunning at watching them
Often you felled a fawn’s mother
In the green wood on her side
The delicate slender-legged hind
As well as the grouse at twilight
When you went to the steep mountain
With your gun and your dog
When you bent your knee(5)
The hinds would yield to you
It’s a pity I didn’t happen to be a bard
Who could sing your praises
And I’d tell you all in my song
That you are a son like your father
And what would your mother do
She of the noble blood without conceit
If you didn’t chance on a high-born girl(6)
With unlimited wealth
Get this bottle ‘round
And fill it to its brim
A health to the laird of Glen Quoich
And may his be the victory every day

NOTE
1) ci sono tre alternative per collocare la località
2) letteralmente: la mano che mi elargiva ricompense
3) presumo si riferisca alla caccia, letteralmente: e noi prendemmo qualcosa
4)Tomdoun is a small hamlet found along a former drove road which branches off the A87 at Loch Garry. Strath Cluanie can be found to the north of Tomdoun.
5) per prendere la mira con l’arco
6) vien da presumere da questa strofa che il bardo stia tessendo le lodi del Laird durante il banchetto nunziale

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dall’Inglese)
Prendi questa bottiglia e riempi la coppa fino all’orlo alla salute del signore del Glen Quoich che la vittoria gli arrida ogni giorno. Un giorno ero fuori e incontrai il Signore del Glen Quoich, il mio mecenate(4), e facemmo una buona caccia. Amato dalle donne dalla terra del bestiame dal Strath Cluaine verde d’erba dove sei cresciuto e possedevi molte giovenche. Pronti al tuo cenno i bardi erranti e i violinisti e cantanti, che delizia! Quando andavi alla montagna delle nebbie per cacciare il cervo dai palchi il tuo occhio non perdeva la sua perspicacia e tu eri lesto nel vederli. Spesso hai abbattuto la madre di un cerbiatto nel bosco più profondo, come pure la cerva dal piè veloce e anche , al crepuscolo, il gallo cedrone . Quando andavi sulla ripida montagna con le armi e i cani, ti mettevi in ginocchio(4) e le cerve cadevano ai tuoi piedi. Peccato che non mi sia capitato di essere un bardo per cantare le tue lodi, avrei narrato le tua gesta nelle mie canzoni dicendo che tu sei il degno figlio di tuo padre. Cosa farebbe tua madre dal nobile lignaggio, se non ti sposassi con una fanciulla d’alto lignaggio e dalla ricchezza illimitata? Prendi questa bottiglia e riempi la coppa fino all’orlo alla salute del signore del Glen Quoich che la vittoria gli arrida ogni giorno.

IAIN GHLINN ‘CUAICH

(tanto per fare un esempio)

In questa versione è una donna a cantare il suo amore per il bellissimo John di Glen Quoich (ovunque Quoich si trovi), ma il canto non è di gioia perchè la donna è stata appena lasciata (il bello ha troncato la relazione senza darle spiegazioni o conforto); eppure la donna è certa di essere lei in torto poiché egli è perfetto sotto ogni punto di vista, così gli augura ogni bene e di trovare presto un’altra donna migliore; immagino ci sia una punta di malizia nell’espressione finale, come se lei lo mandasse a ..  prendersi la donna che si merita (invece che a prendersi la donna che se lo merita)!! (o almeno questa sfumatura è quella più appropriata per le donne di oggi)

ASCOLTA Capercaillie in Sidewaulk 1993 l’interpretazione di Karen Matheson rispecchia in pieno il sentimento della donna abbandonata è soprattutto un sussurro che viene dall’anima

O Iain Ghlinn’ Cuaich, fear do choltais cha dual da fas,
Cul bachlach nan dual ‘s e gu camlubach suas gu bharr,
‘S i do phearsa dheas ghrinn a dh’fhag mi cho tinn le gradh,
‘S nach’ eil cron ort ri inns’ o mhullach do chinn gu d’sail.

Ach an trian dhe do chliu cha chuir mise, a ruin an ceill,
‘S caoimh’ faiteal dhe d’ghnuis na ur choille fo dhruchd ri grein,
Gum b’ e miann mo dha shuil a bhith sealltainn gu dluth ad dheidh,
‘S math a b’airidh mo run-s’ air ban-oighre a’ chruin fo sgeith.

Iain, Iain, a ghaoil, cuim’ a leig thu me faoin air chul,
Gun ghuth cuimhn’ air a’ ghaol a bh’againn araon air tus?
Cha tug mise mo speis do dh’fhear eile fo’n ghrein ach thu,
Is cha toir as do dheidh gus an cairear mo chre ‘san uir.

Ged a chinn thu rium fuar, bheil thu, Iain, gun truas ‘s mi ‘m chas,
‘S a liuthad la agus uair chuir thu ‘n ceill gum bu bhuan do ghradh?
Ach ma chaochail mi buaidh, ‘s gun do choisinn mi t’fhuath na t-fhearg,
Tha mo bheannachd ad dheidh, ‘s feuch an tagh thu dhuit fhein nas fhearr.

TRADUZIONE  INGLESE (tratta da qui)
Oh John of Glencuaich it does not seem right that you should be so beautiful,
Your tresses, in ringlets, are tightly curled to the tips(1),
Your upright handsome appearance has left me love-sick, And you are faultless from head to heel.
But, my love, I cannot relate one third of your merits
Your presence is more refreshing than the sun-kissed dew-bedecked young trees,
I long to have you always within my sight,
My beloved is well worthy of defending a royal heiress.
John,

John my love, why did you abandon me so completely,
Without any reminder of the mutual love we once shared,
I have never loved any other man on earth but you,
Nor will I ever love anyone else ‘til my body is interred in the soil.

Although your feelings towards me have turned cold,
Are you, John, without pity for me in my plight,
When you so often declared your undying love for me
But if I have so changed in character that I have earned your hatred and anger.
My blessings still go with you, and if you can, try to choose someone better.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Oh John of Glen Quoich non mi sembra giusto che tu possa essere così bello
i tuoi capelli, in boccoli, sono un rigido intreccio(1)
la tua postura bella dritta mi ha lasciato il mal di cuore, tu sei perfetto dalla testa ai piedi.Ma amore mio non posso che descrivere una misera parte dei tuoi meriti
sei più rinfrescante della rugiada baciata dal sole che ingioiella gli arbusti(2)
voglio averti sempre sotto gli occhi
il mio diletto è ben degno di difendere una principessa

John amore mio, perchè mi hai  lasciata in tronco
senza alcun ricordo del reciproco amore un tempo condiviso,
non ho mai amato un altro uomo sulla terra, te solo
ne mai amerò un altro finchè il mio corpo sarà sepolto nella terra.

Sebbene i tuoi sentimenti verso di me si siano raffreddati
sei tu, John, senza compassione per me nella mia condizione,
quando così spesso mi dichiaravi il tuo eterno amore,
ma se io non sono così mutata nel carattere da aver meritato il tuo odio e la tua collera,
le mie benedizioni siano ancora su di te, e se ci riesci, cerca di scegliere un’altra migliore.

NOTE
1) la descrizione dei dreads celtici!! I dreadlocks o dreads (Jata in Hindi, o erroneamente chiamati rasta) sono formati aggrovigliando i capelli su se stessi, e si possono ottenere in diversi modi, uno dei quali sta nel non pettinarsi per lungo tempo: in questo modo si formeranno dei locks (nodi) che con il tempo sarà impossibile sciogliere. La parola dreadlock non possiede una traduzione precisa. Sappiamo che dread, in inglese, è un sostantivo che significa “paura”,”timore”, mentre lock significa “bloccare” o, più precisamente, “intrecciare”, poiché i dredlocks sono delle vere e proprie trecce di capelli. Il termine, pertanto, potrebbe voler dire “intrecciare con timore” (sottinteso “di dio”, in quanto nata come pratica religiosa) o, più liberamente, “rigido intreccio”. (grazie wikipedia)
2) sembra di leggere un sonetto di Shakespeare

Ascoltiamola anche in questa versione strumentale di Gavin Whelan

FONTI
“I celti” per la Mostra I celti a Palazzo Grassi – Venezia 1991
http://www.celticlyricscorner.net/stewart/oran.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/iain.htm
http://www.margaretstewart.com/about-margaret.html

GIVE ME YOUR HAND/TABHAIR DOM DO LAMH

Melodia composta secondo Edward Bunting (in “The Ancient Music of Ireland”) dall’arpista cieco irlandese “Ruairi Dall” O Cathain (c. 1570-c.1650) nel 1603 mentre era in visita presso la nobiltà scozzese. Alcuni tuttavia ma erroneamente, attribuiscono la melodia al bardo Turlough O’Carolan.

Francis O’Neill un altro grande collezionista di antiche melodie celtiche scrisse di “Ruairi Dall”Proud and spirited, he resented anything in the nature of trespass on his dignity. Among his visits to the houses of Scottish nobility, he is said to have called at Eglinton Castle, Ayrshire. Knowing he was a harper, but being unaware of his rank, Lady Eglinton commanded him to play a tune. Taking oftence at her peremptory manner, Ó Catháin refused and left the castle. When she found out who her guest was her ladyship sought and effected a speedy reconciliation. This incident furnished a theme for one of the harper’s best compositions. “Tabhair Damh do Lámh,” or “Give Me Your Hand!” The name has been latinized into “Da Mihi Manum.” The fame of the composition and the occasion which gave birth to it reaching the ear of King James the Sixth, induced him to send for the composer. Ó Catháin accordingly attended at the Scottish court, and created a sensation. His performance so delighted the royal circle that King James I familiarly laid his royal hand on the harper’s shoulder. When asked by one of the courtiers if he realized the honour thus conferred on him, to their consternation Rory replied: ‘A greater than King James has laid his hand on my shoulder.’ Who was that man?’ cried the King. ‘O’Neill, Sire,’ proudly answered Rory standing up

Jeremy Main scrive invece “One of the blind harpers Rory Dall was dumped in the ditch while travelling between gigs in Scotland by his hostess for the evening, who took him for a blind beggar. The said hostess (a Lady Eglington) was told what she had done when she got home, so she fetched the harper home in style cleaned him up and apologised most fulsomely. To show he had no ill-will, he produced one of the finest harp airs “Da Mihi Manum” – Give Me Your Hand. The Latin text has been lost, and there’ll be fame in the harp world for any archivist who finds it.

maclise-harperRuaidhrí Dall (Rory Dall ovvero Rory il cieco) era probabilmente di nobili natali (del clan O’Neil) originario dell’attuale Londonderry (Nord Irlanda); trascorse molta parte della sua vita in Scozia dove morì proprio nella casa di Lady Eglinton, evidentemente diventata sua mecenate. Secondo gli studiosi è l’autore della melodia The Derry Air, (Londonderry Air) diventata la nota Danny Boy.

Tutti questi aneddoti e altre storie circolate confondono spesso i due arpisti Rory Dall O’Caghan (c1570-c1650) e Rory Dall Morrison (1660-1714), che vissero per lo più in Scozia, in un’unica persona. Da alcuni studiosi Rory Dall Morrison ovvero Roderick Morison è considerato di origini scozzesi, e fu l’ultimo bardo che compose in gaelico scozzese suonando con la clarsach, la tipica piccola arpa scozzese. E qui si riapre la discussione su tante controverse attribuzioni di belle melodie al di qua o aldilà del “the channel”

Nel tempo è sopravvissuta solo la melodia peraltro riportata in molte raccolte settecentesche “The melody’s popularity was long-lived, as attested by its appearance in many collections throughout the 18th century, including Wright’s Aria di Camera (1730), Neal’s Celebrated Irish Tunes (c. 1742—a revised date from the oft-given 1721 or 1726, this based on watermark research—see the appendix to the 2001 edition of O’Sullivan’s Carolan), Burk Thumoth’s Twelve English and Irish Airs (c. 1745-50), Thompson’s Hibernian Muse (c. 1786), Brysson’s Curious Selection of Favourite Tunes (c. 1790, and Mulholland’s Ancient Irish Airs (1810).”(secondo Fiddler’s Companion)

GUIDA ALL’ASCOLTO

La melodia è spesso suonata nei matrimoni irlandesi (con l’immancabile battuta: da non confondere con il brano “give me your house” più adatto per un divorzio irlandese)

ASCOLTA Chieftains
ASCOLTA Planxty
ASCOLTA con hammer dulcimer e violino
ASCOLTA Vicente La Camera Mariño sull’arpa bardica piccola

L’unica versione con il testo (al giorno d’oggi) è dei Wolfe Tones con testo scritto in inglese da Brian Warfield.

ASCOLTA Wolfe Tones in Till Ireland a Nation 1974 “Brian’s words are directed at the disagreements between the two peoples in Ireland today.” (Note Wolfe Tones, ‘Till Ireland A Nation’) Un semplice gesto di pace e fratellanza come quello di prendersi per mano

I
Will you give me your hand, is tabhair dom do lámh(1) Just give me your hand and I’ll walk with you Through the streets of our land, through the mountains so grand If you give me your hand Just give me your hand and come along with me Will you give me your hand and the world it can see That we can be free in peace and harmony From the north to the south, from the east to the west Every mountain, every valley, every bush and bird’s nest

CHORUS By day and night throughout struggle and strife I’m beside you to guide you forever my love For love’s not for one but for both of us to share For this country so fair for our world and what’s there

II
Just give me your hand, is tabhair dom do lámh Will you give me your hand, for the world it is ours All the sea and the land to destroy or command If you give me your hand. Just give me your hand in a gesture of peace Just give me your hand and all troubles will cease The strong and the weak, both the rich and the poor All peoples and creeds let’s meet their needs With a passion we can fashion a new world of love

NOTE 1) foneticamente “taur dum do law”.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTA SALTO
Mi darai la mano? Dammi solo la mano e camminerò con te, per le strade della nostra terra, tra le montagne così grandi, se tu mi darai la mano. Dammi solo la mano e vieni con me, mi darai la mano e potremo vedere il mondo per poter stare liberi in pace e armonia, da nord a sud da est a ovest, ogni montagna, in ogni valle ogni cespuglio e nido d’uccello
(CORO Di giorno e di notte, durante la lotta e il conflitto io ti sono accanto a guidarti per sempre, amore mio. Perchè l’amore non è per uno ma per entrambi da condividere, per questo paese così bello, per il nostro mondo e quello che è.) Dammi solo la tua mano, mi darai la tua mano perchè il mondo è nostro, tutto il mare e la terra da distruggere o comandare se tu mi darai la mano, dammi solo la tua mano in un gesto di pace dammi solo la tua mano e tutti i guai cesseranno. I forti e i deboli i ricchi e i poveri, tutti i popoli e le fedi soddisferanno i loro bisogni, con passione possiamo plasmare un nuovo mondo d’amore.

FONTI http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2678 http://thesession.org/tunes/454 http://mysongbook.de/msb/songs/g/givemeyo.html http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ secondary/genericcontent_tcm4556878.asp

THE BARD OF ARMAGH

“The Bard of Armagh” è il titolo di una canzone tradizionale irlandese (Irlanda del Nord) di cui non si conosce ancora l’origine. Di padri ne ha ben quattro: due irlandesi e due scozzesi.
Incominciamo con Patrick Donnelly (1649–1716), la storia, diffusa nella contea di Armagh, più sicuramente a livello aneddotico, è curiosa: nel 1697 l’appena nominato vescovo di Dromore viene subito deposto con il promulgamento del “Bishops Banishment Act”; si dice così che Patrick nei panni di arpista itinerante con il nome di Phelim Brady girasse per la contea di Armagh continuando a offrire i suoi servizi di sacerdote cattolico.
Alcuni citano come autore l’irlandese Thomas Campbell (1733-1795) più per omonimia con il poeta scozzese che per altro, essendo questi un predicatore protestante filo-inglese; lo scozzese Thomas Campbell (1777–1844) invece era un poeta e drammaturgo che scrisse alcune canzoni patriottiche di guerra e in particolare compose nel 1801 il canto “The Exile of Erin”, la cui melodia compare in stampa nella raccolta dell’editore David Robertson “Whistle-Binkie: or, the Piper of the Party” (1878): nella raccolta la paternità del testo però è attribuita al poeta scozzese Alexander Ritchie (1816-1850).

BardMUSICA BARDICA

Nel nostro immaginario, influenzato dalle visioni romantiche ottocentesche, il bardo è un poeta cantore delle tradizioni del popolo celtico, colui che mette per iscritto l’identità di una nazione, strenuo difensore delle peculiarità di un popolo. E lo visualizziamo mentre accarezza la sua arpa, lunghi capelli fluenti e abiti svolazzanti nel vento. Ma nell’età del Ferro il Bardo era partecipe del sacro all’interno dell’ordine sacerdotale, un druido-poeta, ponte tra l’umano e il divino, teso alla conoscenza e sul sentiero della comprensione profonda dell’esistenza. Il bardo sapeva vedere dentro alle cose, coglierne gli aspetti più profondi in termini spirituali, in armonia con gli elementi, la natura e nell’equilibrio di anima, spirito e corpo.
Nel Medioevo con il diffondersi del Cristianesimo anche in Irlanda l’ordine druidico scomparve, e i Bardi diventarono poeti di professione alle dipendenze dell’aristocrazia; tenuti in grande onore e ancora ricchi di privilegi, andarono incontro alla decadenza di pari passo con la perdita del potere da parte dei loro mecenati di stirpe celtica. Diventato musicista errante il Bardo si avvicina al popolo che esorta alla rivolta, difendendo i costumi e le tradizioni celtiche, nonostante le persecuzioni perpetrate dai conquistatori. E così la poesia e la musica bardica crebbero insieme alle modalità e ai suoni della gente comunecontinua

UNA CLASSICA IRISH SONG

Questa è una canzone sentimentale, da cantarsi nel pub mentre si beve una stout, è una party song per i suoi sussulti di indipendenza, anche se i palpiti sono quelli di un cuore vecchio e stanco in attesa della morte. La melodia è condivisa da molte altre canzoni tradizionali di area celtica perchè era di quelle che andavano per la maggiore in Irlanda nell’Ottocento e ancora agli inizi del Novecento.  La canzone ha varcato l’oceano ed è diventata “Streets of Laredo” ovvero il tormentone del Cow Boy..(vedi)

ASCOLTA Mike Magatagan nell’arrangiamento per arpa classica. La melodia ha indubbiamente un andamento “barocco”.
ASCOLTA Celia 2007 la canzone è dedicata a Tommy Makem conosciuto come “Bard of Armagh” non solo perchè nato e cresciuto a Keady nella Contea di Armagh ma soprattutto per la sua carriera musicale.
ASCOLTA Robbie McMahon live nel Duggan’s Pub di Spancilhill, 2009. In questo live dalla voce di un cantore locale depositario della tradizione, ascoltiamo la variante B della II strofa come nel testo scozzese
ASCOLTA Vince Gill


I
Oh list to the lay of a poor Irish harper
And scorn not the strains from his poor withered hand
But remember his fingers could once move more sharper
To raise up the strains of his poor native land
IIA(1)
When I was a young lad, King Jamie did flourish
And I followed the wars in my brogues bound with straw
And all the fair colleens from Wexford to Durrish
Called me bold Phelim Brady(2) , the Bard of Armagh
III
How I love for to muse on the days of my childhood
Tho’ four score and three years have flitted since then
Still it gives sweet reflection as every young boy(3) should
For lighthearted boys make the best of old men(4)
IV
At pattern(5) or fair I could twist my shillelagh(6)
Or trip through the jig with my brogues bound with straw
Whilst all the fair maidens around me assembled
Loved bold Phelim Brady the Bard of Armagh
V
Although I have travelled this wide world all over
Yet Erin’s my home and a mother(7) to me
Then, oh, let the ground that my old bones shall cover
Be cut from the soil that is trod by the free
VI
And when Sergeant Death(8) in his cold arms shall embrace me
Oh, lull me to sleep with sweet “Erin Go Bragh”(9)
By the side of my wife(10), my sweet Kathleen oh place me
Then forget Phelim Brady , the Bard of Armagh
TRADUZIONE  CATTIA SALTO
I
Ascolta i versi di un vecchio arpista irlandese e non disprezzare le melodie della sua vecchia mano stanca,
ma ricorda che le dita un tempo potevano muoversi più agilmente,
per innalzare i canti della sua povera terra natia
II(1)
Quando ero ragazzo Re Giacomo regnava
e seguii le guerre con gli scarponi legati con lo spago
e tutte le belle ragazze da Wexford a Durrish
mi chiamavano Phelim Brady(2), il temerario, bardo d’Armagh.
III
Mi piace ripensare ai giorni della mia infanzia
sebbene siano passati 83 anni
da allora
ancora mi riporta i ricordi felici (3) della giovinezza
che i ragazzi dal cuore gioioso saranno i migliori vecchi uomini (4)
IV
Alla festa patronale(5) o alla fiera ho potuto agitare il mio bastone(6)
e ballare la giga con gli scarponi legati con lo spago
mentre tutte le belle fanciulle erano radunate introno a me
e amavano  Phelim Brady, il temerario, bardo d’Armagh.
V
Sebbene abbia viaggiato in lungo e in largo per il vasto mondo
l’Irlanda è la mia casa e una madre(7) per me
allora che la terra ricopra le mie vecchie ossa,
nella fossa sarò calato da libero
VI
E quando Signor Morte(8) mi stringerà nelle sue fredde braccia
e cullerà il mio sonno con la dolce “Erin Go Bragh”(9)
a fianco di mia moglie(10), la mia bella Kathleen mettetemi
e poi dimenticate Phelim Brady, il bardo d’Armagh

NOTE
1) strofa alternativa IIB
Long before the shamrock, our green isle’s loved emblem,
Was crushed in it’s beauty ‘neath the Saxon Lion’s Paw
I was called by the colleens around me assembled
with the bold Phelim Brady the Bard Of Armagh.
traduzione italiano “molto prima che il trifoglio, il nostro amato emblema verde, fosse schiacciato nella sua bellezza sotto la zampa del leone sassone” la frase colloca la vita del Bardo all’epoca delle invasioni sassoni tra il V e il VI secolo così il bardo rivendica la libertà irlandese dal dominio “inglese”; nella strofa della versione A invece è citato il regno di Giacomo. Fu lo scozzese Giacomo Stuart a nominarsi Giacomo I d’Inghilterra nel 1603 dopo che subentrò al regno di Elisabetta I, unificando di fatto le corone d’Inghilterra, Scozia e Irlanda inaugurando l’Età Giacobita. Ma molto più probabilmente ci si riferisce al figlio Giacomo II d’Inghilterra, l’ultimo monarca cattolico e regnare sulle tre corone britanniche. Il suo trono andò dal 1685 al 1688 quando venne deposto dal parlamento e esiliato. Così iniziarono le guerre giacobite. Molto probabilmente il protagonista ci vuole far sapere che anche lui fu un giacobita leale alla casa Stuart come lo furono molti irlandesi cattolici. vedi
2) Phelim Brady personaggio non ancora identificato storicamente
3) anche scritto come “young joy”
4) merry-hearted o free-hearted. La frase è un proverbio irlandese che dice “It’s the merry-hearted boys thath make the best men”
5) festa in onore del santo protettore di un “pattern” deriva da “patron”
6) i musicisti itineranti erano a volte anche abili maestri di danza; shillelagh è un tipico bastone irlandese da passeggio un po’ corto e usato occasionalmente come arma, ma anche brandito dai maestri di danza per impartire le lezioni
7) anche scritto come “parent”
8) letteralmente “Sergente”. Nella tradizione tedesca e inglese la Morte è considerata al maschile, così il temine Sergente richiama l’immagine di un forte guerriero energico e implacabile.
9) la frase si traduce come “Irlanda per sempre” Ci sono diverse canzoni con questo titolo ma di provenienza diversa, alcune dall’Irlanda e una in particolare, dalla Scozia, qui più che una canzone specifica però si intende il suono stesso della parola come una nenia o un mantra della libertà. Così si rinforza l’immagine del Guerriero Morte che sussurra anche ai suoi soldati morti e sepolti l’anelito alla libertà dall’oppressore.
10) e qui cade ogni leggendaria identificazione del bardo con il deposto vescovo in incognito!

Confronta con THE BARD OF ARMAGH. Alex. A. Ritchie, Melodia” The Exile of Erin.”
I
Oh! list to the lay of a poor Irish Harper,
Though wayward and fitful his old withered hand;
Remember his touch once was bolder and sharper,
When raising the strains of his dear native land.
IIB
Long before the shamrock, our isle’s lovely emblem,
Was crush’d in its bloom ‘neath the Saxon lion’s paw,
I was called by the coleens around me assembling,
Their bold Phelim Brady, the bard of Armagh!
III
Oh! how I love to muse on the days of my boyhood,
Tho’ fourscore and three years have flitted since then!
Still it gives sweet reflection, as ev’ry first joy should,
For free-hearted boys make the best of ould men.
IV
At the fair or the wake I could twirl my shillelah,
Or trip through the jig in my brogues bound wi’ straw;
Faith, all the pretty girls in the village and the valley
Loved bould Phelim Brady, the Bard of Armagh!
V
Now tho’ I have wander’d this wide world over,
Still Ireland’s my home and a parent to me;
Then O! let the turf that my bosom shall cover,
Be cut from the ground that is trod by the free!
VI
And when in his cold arms Death shall embrace me,
Och! lull me asleep wid sweet Erin go Bragh!
By the side of my Kathlin, my first love, O! place me;
She loved Phelim Brady, the Bard of Armagh.
da “Whistle-Binkie: or, the Piper of the Party” Volume 2 (Glasgow: David Robertson & Co., 1878), pag 285

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/bardi.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11606 http://www.derryjournal.com/news/the-bard-of-armagh-and-other-notables-1-2119422
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=700 http://special.lib.gla.ac.uk/manuscripts/search/detail_c.cfm?ID=8204 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/ 75525/4;jsessionid=D6F895CCDE1C76AABFBBB5E910E8831B http://thesession.org/tunes/1293

AN CHÚILFHIONN – THE COOLIN’

Cúilfhionn‘ (coolun) è una parola irlandese composta (Cuil-Fhionn) che si traduce come lunghi capelli fluenti -con il significato di biondi – così con la parola Colleen, Cailin si intende in senso lato una bella ragazza.

BELLEZZA DI FATA

Edward Bunting trascrisse melodia e testo dall’arpista Dennis Hempson nel 1796, ma i primi versi in gaelico risalgono al 1641 attribuiti a Maurice O’Dugan (Muiris Ua Duagain) bardo di Tyrone, non mancano però speculazioni più o meno fantasiose riguardo alle capigliature a “boccoli” portate un tempo dai giovani irlandesi:
“The original song, told from a young maiden’s point of view, berates those Anglo-Irish who conformed to the edit by cutting their hair, and praises the proud Irishman who remained true to ancestral custom (the Gaelic title “An Chuilfhionn,” means ‘the fair-haired one’). The Irish Parliament passed another law in 1539 forbidding any male, Irish or Anglo-Irish, from wearing long or flowing locks of hair–this enactment, relates Flood, is the supposed impetus for the claim that Thomas Moore wrote the song and tune of “The Coolin,” which was printed by Walker in 1786.” (da Fiddler Companion)

LA MELODIA: THE COOLIN

Probabilmente la più popolare “slow air” irlandese, in origine una melodia per arpa, eseguita oggi da quasi tutti gli strumenti della tradizione irlandese (in particolare il violino). Secondo alcuni studiosi il brano potrebbe risalire a metà-fine XIII secolo, ma la versione standard è decisamente arrangiata con il gusto barocco: possiamo considerare il brano un felice esempio di adattamento di una melodia tradizionale popolare in chiave classica, una “slow air” crepuscolare talmente bella che si dice sia stata rubata agli elfi ed è praticamente immancabile come wedding song!!!
ASCOLTA Jim McKillop & Zoe Conway (violino)

ASCOLTA Liam O’Connor organetto

ASCOLTA Michael Flatley al flauto irlandese (con il titolo di Whispering Wind)

Una melodia interpretata da tutti gli strumenti della tradizione irlandese
ASCOLTA
Seamus Tansey & John Blake al flauto irlandese
ASCOLTA Matt Dean al tin whistle
ASCOLTA Leo Rowsome uilleann pipes
ASCOLTA Crimson Ensemble ancora uilleann pipes
ASCOLTA Clive Murray alla chitarra
ASCOLTA Brendan Doc Savage al mandolino
ASCOLTA J.J. Sheridan al pianoforte
ASCOLTA Katy Graham all’arpa
ASCOLTA Star Edwards arpa con corde di metallo

LA VERSIONE IN GAELICO: AN CHÚILFHIONN

elfoCome si diceva all’inizio, della presunta versione al femminile non resta traccia, quanto piuttosto il testo più antico attribuito al bardo di Tyrone Maurice O’Dugan è un canto d’amore indirizzato a una soave creatura bionda dalla bellezza di fata.
Ma a partire dal Settecento si trovano le trascrizioni di una serie di testi provenienti da più parti d’Irlanda, vuoi dal Clare e dal Munster a testimonianza della grande popolarità del brano.

ASCOLTA Joe Heaney
ASCOLTA Folkstone (strofa I e III)

I
An bhfaca tú an chúilfhionn ‘s í ag siúl ar na bóithre
Maidin gheal drúchta, ní raibh smúit ar a bróga
Is iomadh ógánach súlghlas ag tnúth lena pósadh
Ach ní bhfaighidh siad mo rún-sa ar an gcúntar is dóigh leo.
II
An bhfaca tú mo bhábán lá breá is í ina haonar
A cúl dualach drisleánach go slinneán síos léi?
Mil ar an ógmhnaoi is rós breá ina héadan
Gur dóigh le gach spreasán gur leannán leis féin í.
III
An bhfaca tú mo spéirbhean ‘s í taobh leis an toinn
Fáinní óir ar a méara ‘s í ag réiteach a cinn?
‘Sé dúirt an Paorach a bhí ina mhaor ar an loing
Go mb’fhearr leis aige féin í ná Éire gan roinn.

TRADUZIONE IN INGLESE
I
Have you seen the faired-haired girl
walking down the road on a bright dewy morning,
not a drop on her shoes?(1)
Many’s the grey-eyed youth thinking to marry her,
but they’ll not get my treasure for the bargain they have in mind
II
Did you see my baby on a fine day on her own,
her twining tresses tumbling down to her shoulders?
Sweet young woman of rosy countenance,
whom every worthless youth imagines will be his sweetheart.
III
Did you see the goddess by the side of the sea,
gold rings on her fingers, dressing her hair?
Power, steward on the boat, said that
he’d rather have her than the whole of Ireland.
Tradotto da Cattia Salto
I
Avete visto la mia ragazza dai lunghi capelli biondi camminare per la strada in un mattino umido di rugiada, senza una goccia sulle sue scarpe? (1)
Ci sono molti giovani invidiosi che vorrebbero sposarla, ma essi non prenderanno il mio tesoro, non importa quello che pensano.
II
Avete visto la mia bella in un bel giorno tutta sola, i suoi capelli arricciati in boccoli ricadenti sulle spalle? Amata giovinetta dal roseo colorito di cui ogni giovane indegno spera di essere l’amante!
III
Avete visto la dea in riva al mare, anelli d’oro alle dita che si acconcia i capelli?
Power, che è il comandante della nave disse che avrebbe preferito lei piuttosto che l’intera Irlanda.

NOTE
1) nella versione di Edward Bunting leggiamo che la fanciulla è appena uscita dal bosco più profondo (un modo per dire che è una creatura fatata) con le scarpe ancora umide di rugiada (una sorta di Venere nata dai boschi invece che dalle acque).

ASCOLTA Brendan Behan

Il testo pubblicato da Edward Bunting è però diverso (“Bunting’s Ancient Music of Ireland” Cork: Cork University Press, 1963, Donal O’Sullivan & Mícheál Ó Súilleabháin, ed): è un elegia alla bellezza della fanciulla.


Da bh[f]aicfeá-sa an chúilfionn,
Is í siúl ar na bóithribh
Dul bealach na cúl-choill’
‘S an drúcht lena brógaibh.
Mo bhrón ‘sí mó brún í,
Is níl [tnúth?] aici le óige
‘S go dtug sí barr múinte
Ar chúigibh na Fódla.
Is lonrach ‘s is péarlach
An mhaighdean chiúin tséimh í,
Is ró-dheise len fhéachaint
‘Na sceimh an ghréinéirí (?).
Samhail de Dheirdre
A méin is a breáthacht
Mar shoilse lae ag éirí
Nó réalta oíche Márta.


TRADUZIONE INGLESE
If you were to see the fair lady,
As she walked the roads
Going by the way of the back woods
And the dew on her shoes
Alas, she is my loved one
And she pities not my youth
She excels the five provinces of Erin
In high accomplishments.
She is radiant and beautiful.
This mild gentle maiden .
It is a great loveliness to see
In her beauty, the rising sun.
She is an image of Venus
In her disposition and splendour
As the morning light arising
Or as the stars on a March sky.

tradotto da Cattia Salto
Se vedeste la mia bella ragazza camminare per le strade proveniente dai boschi con la rugiada sulle scarpe.
Ahimè è colei che amo e non ha pietà della mia gioventù.
Ella eccelle nelle cinque province d’Irlanda per gli alti conseguimenti. E’ radiosa e bella questa fanciulla mite e gentile.
E’ una grande bellezza vedere nella sua beltà il sorgere del sole.
E’ l’immagine di Venere nella sua indole e splendore, come il sorgere della luce mattutina o come le stelle in un cielo di Marzo.

I versi furono tradotti (più o meno liberamente) da Thomas Furlong come segue:
Had you seen my sweet Coulin at the days early dawn,
When she moves through the Wildwood or wide dewy lawn?
There is joy, there is bliss in her soul-cheering smile,
She’s the fairest of flowers in our green bosomed isle.
In Balanagar dwells the bright blooming maid,
Retired, like the primrose that blows in the shade;
Still dear to the eye that fair primrose may be,
But dearer and sweeter is my Coulin to me.
Oh, Dearest! thy love from thy childhood, was mine,
Oh, Sweetest! this heart from life’s op’ning was thine
And though coldness by kindred or friends may be shown,
Still, still my sweet Coulin, that heart is thine own.
Thou light of all beauty, be true still to me,
Forsake not thy swain, love though poor he may be;
For rich in affection, in constancy tried,
We may look down on wealth in its pomp and its pride.

La traduzione che ne fa Samuel Ferguson (Sparling, Irish Minstrelsy, 1888) è invece:
O had you see the Coolun,
Walking down the cuckoo’s street,
With the dew of the meadow shining
On her milk-white twinkling feet!
My love she is, and my coleen oge,
And she dwells in Bal’nagar;
And she bears the palm of beauty bright,
From the fairest that in Erin are.
In Bal’nagar is the Coolun
Like the berry on the bough her cheek;
Bright beauty dwells for ever
On her fair neck and ringlets sleek;
Oh, sweeter is her mouth’s soft music
Than the lark or thrush at dawn,
Or the blackbird in the greenwood singing
Farewell to the setting sun.
Rise up, my boy! make ready
My horse, for I forth would ride,
To follow the modest damsel,
Where since our youth were we plighted,
In faith, troth, and wedlock true –
She is sweeter to me nine times over,
Than organ or cuckoo!
For, ever since my childhood
I loved the fair and darling child;
But our people came between us,
And with lucre out pure love defiled;
Ah, my woe is is, and my bitter pain,
And I weep it night and day,
That the coleen bawn of my early love,
Is torn from my heart away.
Sweetheart and faithful treasure,
Be constant still and true;
Now for want of hers and houses
Leave one who would ne’er leave you,
I’ll plege you the blessed Bible,
Without and eke within,
That the faithful God will provide for us,
Without thanks to kith or kin.
Oh, love, do you remember
When we lay all night alone,
Beneath the ash in the winter storm
When the oak wood round did groan?
No shelter then from the blast had we,
The bitter blast or sleet,
But your gown to wrap about our heads,
And my coat around our feet.

continua

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/Coolin.htm
http://thesession.org/tunes/1815 http://www.ibiblio.org/fiddlers/COO_CORI.htm#COOLUN/COOLN
http://www.cranfordpub.com/langan/Coolin.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45138
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=58793
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20475#243322 http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=757

FOR IRELAND I’D NOT TELL HER NAME: AN AISLING SONG

Ar Eireann Ni Neosainn Ce hi è una canzone d’amore dolcissima, la cui  melodia richiama un’antica aria anglo-scozzese “Tweedside” o “The Banks of the Tweed” (vedi)

La fonte data dalle pubblicazioni testuali (in gaelico irlandese) si rifanno a E. Walsh “Irish Popular Song” 1847: “Walsh says the name of the author is unknown, but he was likely a native of Kerry, as the song was very popular there. Tradition attributes it to a young man who fell in love with his brother’s affianced bride. Dr. Joyce quotes O’Curry’s authority for the statement that the song was written about 1810 by Finneen, or Florence, Scannell, a Kerry schoolmaster.”

angelabetta3
Dipinto della pittrice torinese Angela Betta Casale http://www.angelabettacasale.com/

Scritta in gaelico forse nel 1800 su di una melodia del secolo precedente, la canzone è stata più recentemente tradotta metricamente in inglese in varie versioni. In origine probabilmente una aisling song un genere letterario della poesia irlandese proprio del 1600-1700 in cui il protagonista ha la visione in sogno di una bella fanciulla che rappresenta l’Irlanda. Incidentalmente anche il poeta inglese William Cowper nel 1788 scrisse una poesia dal titolo “The Morning Dream” sulla stessa melodia con il tema del sogno, in cui una bellissima ragazza ordina al poeta di andare a liberare gli schiavi africani dalle catene (vedi).

VERSIONE ORIGINALE IN GAELICO IRLANDESE

Un giovane si è innamorato di una ragazza ma è troppo povero per poterla mantenere decorosamente e troppo timido per farsi comunque avanti, si reca all’estero per cercare la fortuna e quando ritorna trova la donna sposata con suo fratello.
O almeno è questa la storia raccontata tradizionalmente con la canzone, anche se versioni testuali tramandate continuano a rimanere molto enigmatiche!
In questa versione il senso dell’incontro o del sogno notturno resta piuttosto indefinito: il protagonista incontra una bella fanciulla che gli ruba il cuore, ma lui non ha il coraggio di parlarle! In verità il poeta si avvicina alla fanciulla per conoscerla e lei  non vuole ascoltarlo. Una situazione piuttosto angosciante che lascia l’uomo esausto..

ASCOLTA De Dannan in “A Celtic Tapestry” vol II 1997

ASCOLTA Ciara Considine in “Beyond The Waves” 2010

Il video creato da Alessandro Tosi ha come interprete Maria McCool


I
Aréir is mé téarnamh um’ neoin
Ar an dtaobh thall den teóra ‘na mbím,
Do théarnaig an spéir-bhean im’ chómhair
D’fhág taomanach breóite lag sinn.
Do ghéilleas dá méin is dá cló,
Dá béal tanaí beó mhilis binn,
Do léimeas fé dhéin dul ‘na cómhair,
Is ar éirinn ní n-eósainn cé h-í.
II
Dá ngéilleadh an spéir-bhean dom’ ghlór,
Siad ráidhte mo bheól a bheadh fíor;
Go deimhin duit go ndéanfainn a gnó
Do léirchur i gcóir is i gcrich.
Dó léighfinn go léir stair dom’ stór,
‘S ba mhéinn liom í thógaint dom chroí,
‘S do bhearfainn an chraobh dhi ina dóid,
Is ar éirinn ní n-eósainn cé h-í.
III
Tá spéir-bhruinneal mhaordha dheas óg
Ar an taobh thall de’n teóra ‘na mbím.
Tá féile ‘gus daonnacht is   meóin
Is deise ró mhór ins an mhnaoi,
Tá folt lei a’ tuitim go feóir,
Go cocánach ómarach buí.
Tá lasadh ‘na leacain mar rós,
Is ar éirinn ní n-eósainn cé h-í.
TRADUZIONE INGLESE
I
Last night as I strolled abroad(1)
On the far side of my farm
I was approached by a comely maiden
Who left me distraught and weak.
I was captivated by her demeanour and shapeliness
By her sensitive and delicate mouth,
I hastened to approach her
But for Ireland I’d not tell her name.
II
If only this maiden heeded my words,
What I’d tell her would be true.
Indeed I’d devote myself to her
And see to her welfare.
I would regale her with my story
And I longed to take her to my heart
Where I’d grant her pride of place
But for Ireland I’d not tell her name.
III
There is a beautiful young maiden
On the far side of my farm
Generosity and kindness shine in her face (2)
With the exceeding beauty of her countenance
Her hair reaches to the ground
Sparkling like yellow gold;
Her cheeks blush like the rose
But for Ireland I’d not tell her name.
Tradotto da Cattia Salto
I
Ieri notte mentre passeggiavo sul lato opposto della fattoria, mi si avvicinò una bella fanciulla che mi lasciò turbato e fiacco.
Fui catturato dal suo contegno e delle sue forme,
dalla sua bocca sensuale e delicata;
e mi affrettai per conoscerla,
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
II
Se solo questa fanciulla badasse alle mie parole, le racconterei la verità.
Anzi mi dedicherei tutto a lei
e penserei al suo benessere
L’avrei deliziata con la mia storia
e che desideravo tenerla nel mio cuore
dove avrebbe preso il posto d’onore,
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
III
C’è una bella giovane fanciulla
sul lato opposto della mia fattoria, generosità e gentilezza spiccano sul suo viso, (2)
superate solo dalla bellezza del suo volto,
i capelli toccano terra
e luccicano come oro giallo;
le guance avvampano come rose,
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome

NOTE
1) il termine abroad ha un duplice significato: significa sia fuori che all’estero
2) l’apparizione è descritta come una creatura fatata, che simboleggia la natura rigogliosa e l’amore

ASCOLTA The High Kings in “The High Kings” 2008

In questa versione viene mantenuta la I strofa in gaelico mentre la seconda è stata riscritta in inglese: sembrerebbe che l’uomo si trovi in una terra straniera e che la nostalgia della sua Irlanda sia tale da apparirgli in sogno come una bellissima fanciulla! Egli purtroppo si rende conto che la visione è fugace forse perchè in cuor suo sa che non rivedrà mai più il suo amato paese!
Questa versione di sole due strofe richiama l’aisling song, un genere letterario della poesia irlandese proprio del 1600-1700 in cui il protagonista (spesso un poeta) ha la visione in sogno di una bella fanciulla che rappresenta l’Irlanda. In genere lei si lamenta delle condizioni di vita del popolo irlandese e prevede un futuro radioso, in cui sarà libera dagli oppressori. La chiave politica è una lettura tipicamente irlandese di un genere sviluppato in Francia con il termine Reverdie, in cui il poeta incontra una dama soprannaturale, che simboleggia la natura rigogliosa e l’amore.
A volte il poeta è esortato a compiere grandi gesta o a unirsi alla causa, ma il tutto è scritto in codice, perchè per chi aveva scritto e per chi cantava la canzone, c’era l’accusa di tradimento, ed era passibile perciò di condanna a morte. (continua)
Le aisling song sono in genere delle slow air di una dolcezza mista a tristezza infinita e per lo più sono composte in gaelico irlandese per rivendicare l’indipendenza culturale dall’inglese e le proprie radici celtiche!


I
Aréir is mé téarnamh ar neoin
Ar ar dtaobh eile ‘en teóra seo thiós
Do thaobhnaigh an spéirbhean im’ chomhair
D’fhág taomanac breoite lag tinn
Le haon ghean dá méin is dá cló
Dá bréithre ‘s dá beol tanaí binn
Do léimeas fá dhéin dul ‘na treo
Is ar Éirinn ní neosfainn cé hí
II
Last night in strange fields as I roved
Such a vision I passed on my way
A young woman so fair to behold
That in seconds my heart was astray
Oh she reached out a welcoming hand
But I knew that it never could be
And before I could kiss her sweet lips
She had vanished forever from me
Tradotto da Cattia Salto
I
Ieri sera mentre all’aperto passeggiavo sul lato opposto della fattoria, si avvicinò una bella fanciulla che mi ha lasciato sconvolto e esausto.
Fui affascinato dal suo contegno e delle sue forme,
dalla sua bocca sensuale e delicata;
mi sono affrettato per conoscerla,
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
II
Ieri sera mentre passeggiavo in campi stranieri, una visione incrociai nel cammino! Una giovane donna così bella a vedersi, che  il mio cuore in un attimo si era smarrito. Oh lei allungò una mano invitante, ma io sapevo che non avrei mai potuto prenderla e prima che potessi baciare le sue dolci labbra lei era scomparsa per sempre.

VERSIONI IN INGLESE

Questa traduzione in inglese è quella circolata durante il folk revival degli anni settanta, ma non ha avuto molto seguito
ASCOLTA Wolfe Tones in “Let the People Sing” 1972


I
Last eve as I wandered quiet near,
To the border’s of my little farm,
A beautifull maiden appeared,
Whoes lovelyness caused my heart’s harm,
By her daring and love smitten sour,
And the words from her sweet lips that came,
To meet her I raced the field o’re,
But for Ireland i’d not tell her name.
II
If this beauty but my words would heed
The words that I speak would be true,
I’d help her in every need,
And indeed all her work I would do,
To win one fond kiss from my love,
I’d read her romances of fame,
Her champion I daily would prove,
But for Ireland I’d not tell her name.
III
There’s a beautiful stately young maid,
At the nearing of my little farm,
She’s welcoming kind unafraid,
Her smile is both childlike and warm,
Her gold hair in masses that grows
Like amber and sheen is that same,
And the bloom in her cheeks like the rose,
But for Ireland I’d not tell her name.
Tradotto da Cattia Salto
I
L’altra sera passeggiavo tranquillo
vicino al confine della mia piccola fattoria, una bella fanciulla mi   apparve, la cui amabilità mi ha infiammato il cuore
verso di lei ardito e d’amore infatuato
-per le parole che dalle sue dolci labbra venivano-
a incontrarla corsi oltre il campo,
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
II
Se questa beltà avesse solo badato alle mie parole, le parole che le avrei detto sarebbero state sincere, l’avrei aiutata per ogni bisogno, e inoltre tutto il suo lavoro avrei fatto; per vincere un bacio appassionato dal mio amore, leggerei i suoi romanzi preferiti e la proteggerei ogni giorno
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome
III
C’è una bella giovane fanciulla maestosa che si avvicina alla mia piccola fattoria è la benvenuta senza tema, il suo sorriso è sia fanciullesco che sensuale, i suoi capelli d’oro voluminosi sono lucenti come ambra
e le sue guance sbocciano come rose
ma per l’Irlanda non dirò il suo nome

ASCOLTA Dervish in “The End of the Day” 1996

Questa versione meno letterale nella traduzione è però più armoniosa come metrica e decisamente più bella della precedente: qui l’uomo per sfogare il suo struggimento d’amore per la bella fanciulla che lo aspetta, canta per lei una canzone, ma non vuole farci sapere il nome di lei finchè non l’avrà sposata!


I
There’s a home by the wide Avonmore
That will sweep o’er the broad open sea/And wide rivers their waves wash ashore
Whilst bulrushes wave to the breeze
Where the green ivy clings ‘round the door
And the birds sweetly sing on each tree
Oh me darling, they’re tuning their notes/It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
II
Like the sick man that longs for the dawn/I do long for the light of her smile/And I pray for my own cailín bán Whilst I’m waiting for her by the stile/Oh I’d climb all the hills of the land/And I’d swim all the depths of the sea/To get one kiss from her lily-white hand
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
III
I have toiled sore those years of me life
Through storm, through sunshine and rain
And I surely would venture my life
For to shield her one moment from pain
For she being my comfort in life
Oh my comfort and joy she may be
She’s my own, she’s my promised wife
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
IV
Oh but when I will call her my own
And ‘tis married we both then will be
Like the king and the queen on the throne
We’d be living in sweet purity
Oh ‘tis then I’ll have a home of my own
And I’ll rear up a nice family
Oh ‘tis then that her name will be known
But for Ireland I won’t tell her name
Tradotto da Cattia Salto
I
C’è una casa accanto all’ampio Avonmore (1)
che sfocerà verso il mare aperto
e ampi fiumi le onde bagnano la riva
i giunchi ondeggiano nella brezza, mentre la verde edera si aggrappa  alla porta,
e gli uccelli dolcemente cantano su ogni ramo
o mia cara, cantano la melodia
“It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí”
II
Come l’uomo malato che brama l’alba io bramo la luce del suo sorriso, e prego la mia cailín bán (2)
mentre lì aspetto accanto alla scaletta;
oh vorrei arrampicarmi su tutte le colline della terra, e vorrei nuotare in tutti  gli abissi del mare, per ottenere il bacio della sua bianca mano (3)
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
III
Ho faticato molto in questi anni della mia vita, sia con la tempesta, con  il sole e la pioggia,
e di certo rischierei la mia vita
per proteggere lei dai dispiaceri
perchè lei è il mio conforto nella vita
Oh il mio conforto e gioia lei potrebbe essere,
lei è mia, la mia promessa sposa
It’s ar Éirinn ní neosfainn cé hí
IV
Oh ma fino a quando la chiamerò mia cara e saremo sposati insieme
come il re e la regina sul trono,
dobbiamo vivere in castità
Oh allora avrò una casa tutta mia
e crescerò una bella famiglia
solo allora il suo nome sarà conosciuto
ma per l’Irlanda, non voglio dire il suo nome

NOTE
1) il fiume l’Avonmore scorre nelle Wicklow Mountains e confluisce nel fiume Avoca cantato anche da Thomas Moore nel “The Meeting of the Waters
2) cailín bán: ragazza bella
3) un giro di parole per dire: “vorrei essere accarezzato”

Come si vede in nessuna versione si fa menzione che la donna abbia sposato il fratello del protagonista, la vox populi deve essere stata aggiunta come tentativo di spiegazione al refrain “But for Ireland I won’t tell her name“, ovvero la segretezza del nome della fanciulla per non turbare i rapporti parentali.

Eppure la bellezza della canzone sta proprio nell’enigmaticità del verso.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10531
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=111051
http://martindardis.com/id70.html
http://thesession.org/tunes/1039
http://thesession.org/tunes/11612
http://spenserians.cath.vt.edu/TextRecord.php?action=GET&textsid=38883
http://www.celticlyricscorner.net/soundtracks/areireann.htm
http://www.celticlyricscorner.net/dervish/areirinn.htm

ILLUSTRAZIONE
Dipinto di Angela Betta Casale sito web

(Cattia Salto febbraio 2014)

FÁINNE GEAL AN LAE

Dolcissima aisling song in  gaelico irlandese dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” (in italiano “Il brillante anello del giorno”) ovvero l’anello luminoso che contorna il sole quando sorge, versificata anche in inglese con il titolo “The dawning of the day”. Una slow air antica ma così bella da essere diventata la melodia di Raglan Road

VERSIONE STRUMENTALE

Il brano è un’antica aria irlandese attribuita da Edward Bunting (opinione non condivisa da tutti i musicologi) all’arpista Thomas Connellan (1640/1645 – 1698-1700 ). Nella sua versione strumentale oggigiorno è spesso suonata dalla cornamusa, oltre che essere la prima melodia che si impara sul tin whistle.
ASCOLTA Claymore Pipes and Drums

Ho selezionato tuttavia una serie di versioni per arpa e flauto/violino che sono assolutamnte magiche:
ASCOLTA Aine Minogue in Celtic Meditation Music (al whistle Joanie Madden) dal sito dell’artista
ASCOLTA Terry Oldfield in Celtic Spirit (con flauto) 2009
ASCOLTA Helen O’Hara (con violino)

THOMAS O’CONNELLAN

Questo bardo e genio musicale che Arthur O’Neill chiamava “Tom Conlan, the great harper,” nacque a Cloonmahon, (un tempo Clonymeaghan) contea di Sligo. La data della nascita è incerta tra il 1625 e il 1640. La sua fama in Irlanda era molto grande sebbene sembra sia stato non meno popolare in Scozia dove secondo Arthur O’Neill ottenne gli onori cittadini come “baillie” a Edimburgo. Dopo aver soggiornato per molti anni in Scozia ritornò nella sua terra natia nel 1689 e morì mentre era ospite al Bouchier Castle vicino a Lough Gur nella contea di Limerick nel 1698.
“Le sue spoglie furono interrate presso il cimitero di Temple Nuadh – dice Grattan Flood – e sulla sua tomba alcuni pipers suonarono i versi che O’Connellan aveva aggiunto all’ “Irish Tune” di Myles O’Reilly, la versione essendo nota come “The Breach of Aughrim”
Il “Grande Arpista” fu il compositore di “The Dawning of the Day” anche nota come “The Golden Star”, “Love in Secret”, “Bonny Jean”, “The Jointure”,“Molly St. George”, “If to a Foreign Clime I Go”, “Planxty Davis” (nota in Scozia come “The Battle of Killierankie”) e una settantina di altre composizioni ora dimenticate.
(tradotto da http://billhaneman.ie/IMM/IMM-V.html)

hempson_downhill_400Dopo le Penal Laws (1695) e l’ostinato ostracismo verso la lingua e le usanze irlandesi (e in particolare contro gli arpisti, ultimo baluardo della musica bardica irlandese) alla fine del Settecento il numero degli arpisti si contava sulla punta delle dita: al Belfast Harp Festival, organizzato nel 1792 per raccogliere le testimonianze dell’antica tradizione, si presentarono solo in 10!
Tra questi Denis O’Hansey, O’Hampsey, Henson or Hampson (Donnchadh a Haimpsuigh) alla veneranda età di 95 anni suonò “The Dawning of the Day“. Edward Bunting che fu incaricato di trascrivere le musiche ci riferisce che la stessa melodia venne suonata anche da un altro arpista William Carr (quello più giovane all’epoca quindicenne) originario della contea di Armagh. continua

LA VERSIONE IN GAELICO IRLANDESE

Nel 1847 con il titolo di “Fáinne Gael an Lae” la canzone venne pubblicata da Edward Walsh in “Irish Popular Songs” -come una melodia molto diffusa nel sud d’Irlanda – (vedi)
La canzone si ispira ad un genere tipico della poesia tradizionale irlandese, chiamato in gaelico Aisling, dove il poeta incontra una donna che simboleggia l’Irlanda. L’incontro ha il carattere di una visione o di un sogno, in cui la fanciulla è di una bellezza mozzafiato ovvero sublime, paragonata alla più bella delle dee in particolare alla stella del mattino  (la stella errabonda che in realtà è il pianeta Venere e che brilla poco prima dell’alba a Est e subito dopo  il tramonto volgendo lo sguardo a Ovest).

Il dialogo tra i due è volutamente oscuro, del resto all’epoca gli arpisti erano spesso perseguitati e banditi perchè incitavano alla ribellione: l’alba che sta per sorgere nell’ultima strofa è una chiara allusione alla libertà che arriverà inesorabilmente dalla sconfitta del dominio inglese.

ASCOLTA Na Casaidigh in Singing From Memory, 1998

ASCOLTA Iarla O’Lionaird & Steve Cooney (l’arrangiamento di Steve alla chitarra è senza pari) – live oppure nel video la versione in “Foxlight” 2011

GAELICO IRLANDESE
I
Maidin moch do ghabhas amach
Ar bhruach Locha Léin (1)
An Samhradh ‘teacht ‘s an chraobh len’ ais
Is ionrach te ón ngréin
Ar thaisteal dom trí bhailte poirt
Is bánta míne réidhe
Cé a gheobhainn le m’ais ach an chúileann deas
Le fáinne geal an lae
II
Ní raibh bróg ná stoca, caidhp ná clóc
Ar mo stóirín óg ón speir
Ach folt fionn órga síos go troigh
Ag fás go barr an fhéir
Bhí calán crúite aici ina glaic
‘S ar dhrúcht ba dheas a scéimh
Do rug barr gean ar Bhéineas deas (2)
Le fáinne geal an lae
III
Do shuigh an bhrídoeg síos le m’ais
Ar bhinse glas den fhéar
Ag magadh léi, bhíos dá maíomh go pras
Mar mhnaoi nach scarfainn léi
‘S é dúirt sí liomsa, “Imigh uaim
Is scaoil ar siúl mé a réic
Sin iad aneas na soilse ag teacht
Le fáinne geal an lae”


Traduzione poetica di Na Casaidigh
I
One morning early I went out
On the shore of Lough Leinn (1)
The leafy trees of summertime,
And the warm rays of the sun,
As I wandered through the townlands,
And the luscious grassy plains,
Who should I meet but a beautiful maid,
At the dawning of the day.
II
No cap or cloak this maiden wore
Her neck and feet were bare
Down to the grass in ringlets fell
Her glossy golden hair
A milking pail was in her hand
She was lovely, young and gay
Her beauty excelled even Helen of Troy (2)
At the dawning of the day.
III
On a mossy bank I sat me down
With the maiden by my side
With gentle words I courted her
And asked her to be my bride
She turned and said, “Please go away,”(3)
Then went on down the way
And the morning light was shining bright
At the dawning of the day.

tradotto da Cattia Salto
I
Un mattino presto mi recai
sulla riva del Lago Lein(1)
giunta l’estate e gli alberi rinati
ai caldi raggi del sole.
Mentre vagavo per la contrada
e i pascoli lussureggianti delle alture
chi mi trovo accanto
se non una bellissima fanciulla
al sorgere dell’alba?
II
Non indossava tal fanciulla cappello o mantello
nudi il collo e i piedi
ma accarezzavano la cima dell’erba
le sue trecce di oro biondo.
In mano teneva un secchio del latte
e sembrava così bella, giovane e gaia
la sua bellezza superava anche Elena di Troia (2)
al sorgere dell’alba
III
Sulla verde  riva erbosa mi sdraiai
con la fanciulla al fianco
con parole gentili la corteggiai
chiedendole di diventare la mia sposa
e lei si girò e mi disse “Prego
vattene via”(3)
Me ne andai per la mia strada
mentre la luce del mattino splendeva luminosa
al sorgere dell’alba.

NOTE
1) Il lago di Lein è un grande lago di Killarney. Su di una isoletta del lago sorse il monastero di Innisfallen, rinomato centro di studi dell’Alto Medioevo dove fu educato Brian Boru il primo (seppur per poco) re d’Irlanda
2) Bhéineas deas è tradotto  impropriamente come Elena di Troia, ma è la “stella” errante -ovvero il pianeta- Venere,  nota con il doppio nome di Lucifer (all’alba) e Vesper (alla sera). Fu in pieno Stil Novo che il pianeta Venere venne chiamato Stella Diana, nome che non derivava dalla omonima dea della caccia,  ma dal latino dies (giorno), dea del giorno puro o del giorno sereno, richiamando l’immagine del chiarore rosato di un’alba nitida. E’ Venere associato alla dea greca Afrodite, la dea dell’amore sensuale e della bellezza
3) la donna lo rifiuta fino a quando l’Irlanda non sarà ritornata ad essere una terra libera

continua seconda parte

FONTI
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Dawning_of_the_Day_(1)_(The)
http://www.ibiblio.org/fiddlers/DASH_DAY.htm
http://thesession.org/tunes/1441
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic108174-10.html
http://www.celticlyricscorner.net/cassidys/fainne.htm

ILLUSTRAZIONI
Denis Hempson playing the harp, da un disegno di E. Scriven del 1797 (riprodotto per Edward Bunting “The Ancient Music of Ireland” -1840.)
http://www.wirestrungharp.com/harps/historic/downhill/downhill_harp.html