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GET UP, JACK! JOHN, SIT DOWN! (JOLLY ROVING TAR)

Intitolata “Jolly Roving Tar” ma più frequentemente “Get Up, Jack! John, Sit Down” ecco una forebitter song che ironizza sulle oziose occupazioni di un marinaio quando si trova sulla terra ferma.
For my money’s gone, ‘tis the same old song” dice il marinaio che è benvoluto e vezzeggiato dalle donnine e dai quando ha le tasche piene, ma messo subito da parte per far posto ad un altro ancora in grana, quando i soldi finiscono!!

Una canzone simile (non sappiamo se originale oppure riscrittura di una versione tradizionale)  è stata scritta a New York nel 1885 da Ed Harrigan & David Braham per il music hall dal titolo ‘Old Lavender’ (testo e spartito qui); una versione pubblicata da John and Alan Lomax in “American Ballads & Folk Songs” è stata attribuita a John Thomas un marinaio gallese imbarcato sul Philadelphian nel 1896. (testo qui), ma la fonte principale della variante più conosciuta  proviene da “Grammy” Fish.

“GRAMMY” FISH

La signora Lena Bourne Fish (1873-1945) visse da ragazza a Black Brook, NY, poco lontano dal confine canadese. La principale fonte delle sue canzoni era ovviamente la sua famiglia, i Bourne con il padre e lo zio in testa; i suoi antenati furono i primi coloni di Capo Cod e i canti erano passati alle varie generazioni della famiglia dai tempi dell’emigrazione con molti brani della tradizione inglese e irlandese. Il padre inoltre in qualità di commerciante di legname viaggiava molto e imparò (trasmettendole alla figlia) ulteriori canzoni nei boschi del New England.
Una volta sposata Lena si trasferì a Jaffrey, New Hampshire. Due collezionisti delle canzoni tradizionali la intervistarono nel 1940 e registrarono circa 175 canzoni (Helen Harkness Flanders e Marguerite Olney), l’anno successivo Anne e Frank Warner raccolsero un centinaio di canzoni in quattro sessioni di registrazione la metà delle quali non raccolte nell’anno precedente.
La signora aveva a preso così a cuore il suo ruolo di testimone del passato da trascrivere su numerosi quaderni le “vecchie canzoni” proprio per lasciarle in eredità alle nuove generazioni.

ASCOLTA Assassin’s Creed

ASCOLTA Bootstrappers live


I
Ships may come and ships may go
as long as the seas do roll
But a sailor lad just like his dad
he loves the flowing bowl
a woman ashore he does adore
a girl who’s plump and round
when your money’s all gone,
it’s the same old song
“Get up, Jack! John, sit down!”
CHORUS
Come along, come along,
me jolly brave boys,
There’s plenty more grog(1) in the jar
We’ll plough the briny ocean line
like a jolly roving tar
II
When Jack’s ashore, he’ll make his way
To some old boarding house(2)
He’s welcomed in with rum and gin,
likewise with pork and scouse
He’ll spend and spend and never offend
Till he lies drunk on the ground
When his money’s all gone
It’s the same old song,
“Get up Jack! John, sit down!
III
Then Jack will slip(3) on board
some ship bound for India or Japan
and in Asia there, the ladies fair
all love a sailor man
He’ll go ashore and he’ll not scorn
to buy some girl her gown
when his money’s all gone
It’s the same old song
“Get up, Jack! John, sit down!”
IV
When Jack is worn and weatherbeat
too old to cruise about
they’ll let him stop in some rum shop
Till eight bells(4) calls him out
Then he’ll raise hands high
and loud he’ll cry “Thank Christ, I’m homeward bound!”
when his money’s all gone
It’s the same old song
“Get up, Jack! John, sit down”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Le navi vanno e vengono
e navigano in lungo e in largo il mare
ma un giovane marinaio proprio come suo padre ama la boccia piena
e una donna a terra adora
una ragazza che sia graziosa e rotondetta, e quando i soldi sono andati è sempre la stessa vecchia storia
“Alzati Jack! John siediti”
Venite avanti
allegri e bravi ragazzi
c’è tanto grog(1) nella bottiglia
solcheremo l’oceano salmastro
come un allegro marinaio vagabondo
II
Quando Jack sbarca si dirigerà
verso una qualche vecchia pensione d’imbarco(2)
dove gli danno il benvenuto con rum e gin
e lo riempiranno con stufato di maiale.
Spenderà e spenderà e mai smetterà
finchè finirà ubriaco steso a terra
quando i soldi sono andati
è sempre la stessa storia
“Alzati Jack! John siediti”
III
Jack allora dormirà(3) a bordo
di qualche nave con destinazione India o Giappone e in Asia là, le belle signore
tutte amano un marinaio
Andrà a riva e non disprezzerà
di comprare ad una ragazza un vestito
quando i soldi sono andati
è sempre la stessa vecchia storia
“Alzati Jack! John siediti”
IV
Quando Jack diventa vecchio e stanco
troppo vecchio per andare in giro
si fermerà in qualche negozio di rum
finchè otto campane(4) lo chiameranno
Allora solleverà gli occhi al cielo
e forte griderò “Grazie Cristo, sono in rotta verso casa”
quando i soldi sono andati
è sempre la stessa vecchia storia
“Alzati Jack! John siediti”

NOTE
1) qui il termine è da intendersi nel senso generico di liquore e non più propriamente della bevanda mescolata con acqua servita sulle navi ai marinai
2) Le “boarding houses” sono pensioni per marinai, presenti in ogni grande porto di mare. “Sono tenute da procuratori d’imbarco (boarding masters), di dubbia reputazione, che i marinai definiscono «arruolatori», i quali forniscono «indifferentemente alloggio e imbarco». Spesso accolgono i marinai «a credito». Sull’anticipo ricevuto dai pensionanti all’atto dell’arruolamento, si rifanno del vitto e dell’alloggio, e con il resto forniscono loro abbigliamento e attrezzature di scarsa qualità“. (Italo Ottonello)
3)  oppure He then will sail aboard some ship
4) l’espressione è squisitamente nautica o meglio della US Navy, una lunga discussione qui per il significato: se ho capito bene potrebbe essere un modo di dire “quando arriverà il momento” essendo il ritocco della campanella un modo per scandire il tempo a bordo

ASCOLTA Great Big Sea in Play 1997. Traditional American Folk Songs from the Anne & Frank Warner Collection, #71.

I
Ships may come and ships may go
As long as the sea does roll.
Each sailor lad just like his dad,
He loves the flowing bowl.
A trip on shore he does adore
With a girl who’s nice and round.
When the money’s gone
It’s the same old song,
“Get up Jack! John, sit down!
[Chorus]
Come along, come along,
You jolly brave boys,
There’s lots of grog(1) in the jar.
We’ll plough the briny ocean
With the jolly roving tar.
II
When Jack comes in, it’s then he’ll steer
To some old boarding house(2).
They’ll welcome him with rum and gin,
And feed him on pork scouse.
He’ll lend, spend and he’ll not offend
Till he’s lyin’ drunk on the ground
When the money’s gone
It’s the same old song,
“Get up Jack! John, sit down!
III
Jack, he then, oh then he’ll sail
Bound down for Newfoundland.
All the ladies fair in Placentia(5) there
They love that sailor man
He’ll go to shore out on a tear
And he’ll buy some girl a gown.
When the money’s gone
It’s the same old song,
“Get up Jack! John, sit down!
IV
When Jack gets old and weather beat,
Too old to roam about,
They’ll let him stop in some rum shop
Till eight bells(4) calls him out.
Then he’ll raise his eyes up to the skies,
Sayin’ “Boys, we’re homeward bound.”
When the money’s gone
It’s the same old song,
“Get up Jack! John, sit down!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Le navi vanno e vengono e navigano in lungo e in largo il mare
ogni giovane marinaio proprio come suo padre, ama la boccia piena. Un giro a terra adora fare
con una ragazza che sia graziosa e rotondetta,
ma quando i soldi sono andati
è sempre la stessa vecchia storia
“Alzati Jack! John siediti”
Venite avanti
allegri e bravi ragazzi
c’è tanto grog nella bottiglia
solcheremo l’oceano salmastro
con l’allegro marinaio vagabondo
II
Quando Jack arriva, allora si dirigerà verso una vecchia pensione d’imbarco(2)
dove lo accoglieranno con rum e gin
e lo riempiranno con stufato di maiale
Presterà, spenderà e non offenderà
finchè finirà ubriaco steso a terra
quando i soldi sono andati
è sempre la stessa storia
“Alzati Jack! John siediti”
III
Jack allora oh allora farà vela
destinazione Terranova
tutte le belle signore di Placentia là
amano quel marinaio
Andrà a riva con una lacrima
e comprerà ad una ragazza un vestito
quando i soldi sono andati
è sempre la stessa vecchia storia
“Alzati Jack! John siediti”
IV
Quando Jack diventa vecchio e stanco
troppo vecchio per andare in giro
si fermerà in qualche negozio di rum
finchè otto campane(4) lo chiameranno
Allora solleverà gli occhi al cielo
dicendo “Ragazzi, siamo in rotta verso casa”
quando i soldi sono andati
è sempre la stessa vecchia storia
“Alzati Jack! John siediti”

NOTE
5) la strofa è una variante locale di Terranova, Placentia è una piccola città canadese costituita dall’unione dei villaggi di Jerseyside, Townside, Freshwater, Dunville e Argentia..

LA VERSIONE INGLESE

Sempre nell’Ottocento circolava una versione completamente diversa in cui la povera Susan affranta perché il bel William è ancora lontano per mare, decide di seguirlo nei panni di marinaio, imbarcandosi su una nave nientemeno che del padre. Per quanto abbia cercato nel web al momento non ho trovato un video da ascoltare. Rimandando ad altri tempi un approfondimento..

LA VERSIONE IRISH ROVER Jolly Roving Tar

Il testo è stato scritto da George Millar il fondatore degli Irish Rover (irlandesi trapiantati in Canada per chi non li conoscesse) e pur essendo una diversa canzone prende in prestito alcune frasi sia da “Get Up, Jack! John, Sit Down” che da altre altrettanto famose sea song sui marinai.
ASCOLTA The Irish Rover in Another Round 2005:il video è una simpatica sincronizzazione con varie danze prese da spezzoni di film fantasy e animazioni


I
Well here we are, we’re back again
Safe upon the shore
In Belfast town we’d like to stay
And go to sea no more
We’ll go into a public house
And drink till we’re content
For the lassies they will love us
Till our money is all spent
CORO
So pass the flowin’ bowl
Boys there’s whiskey in the jar
And we’ll drink to all the lassies
And the jolly roving tar
II
Oh Johnny did you miss me
When the nights were long and cold
Or did you find another love
In your arms to hold
Says he I thought of only you
While on the sea afar
So come up the stairs and cuddle
With your jolly roving tar
III
Well in each other’s arms they rolled
Till the break of day
When the sailor rose
and said farewell
I must be on me way
Ah don’t you leave me Johnny lad
I thought you’d marry my
Says he I can’t be married
For I’m married to the sea
IV
Well come all you bonnie lasses
And a warning take by me
And never trust an Irishman
An inch above your knee
He’ll tease you and he’ll squeeze you
And when he’s had his fun
He’ll leave you in the morning
With a daughter or a son
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Eccoci qui, siamo di ritorno
al sicuro sulla terra, nella città di Belfast preferiremmo stare
e non andare più per mare.
Andremo nel pub
e berremo fino a essere pieni
perché le ragazze ci amano
fino a quando tutti i soldi spendiamo
CORO
Così passa la boccia piena
ragazzi c’è il whisky nel bicchiere
berremo a tutte le ragazze
e all’allegro marinaio vagabondo
II
“Oh Johnny mi sei mancato
quando le notti erano lunghe e fredde
o hai trovato un altro amore
da tenere tra le braccia?”
Dice lui “Pensavo solo a te
mentre ero lontano per mare
così sali le scale e stringiti
al tuo allegro marinaio vagabondo”
III
Tra le braccia uno dell’altra si cullarono
fino al sorgere dell’alba
quando il marinaio si alzò
e disse “addio devo andare via”
“Oh non mi lasciare mio giovane marinaio
credevo che mi sposassi”
dice lui “Non posso sposarmi
perché sono sposato con il mare”
IV
Venite tutte voi, belle ragazze
e prendete questo avviso da me
non concedete mai a un irlandese
un pollice sopra al ginocchio
vi stuzzicherà e stringerà
e quando avrà preso il suo piacere
vi lascerà al mattino
con una figlia o un figlio

FONTI
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/jolly-roving-tar.html
http://www.jsward.com/shanty/JollyRovinTar/lomax.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/07/jolly.htm
http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/GETUPJAC.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/08/getup.htm
http://levysheetmusic.mse.jhu.edu/catalog/levy:072.028
http://thejovialcrew.com/?page_id=338
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=96587
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=96582
http://adirondackmusic.org/subpages/69/9/6/lena-bourne-fish

I’M A MAN YOU DON’T MEET EVERY DAY

ALTRI TITOLI: Jock Stuart – Jock Stewart

Irlandesi e scozzesi rivendicano la paternità della canzone che alcuni ritengono non sia di tradizione popolare ma risalente ai repertori dei music-halls in voga nell’Ottocento. Il music-hall inglese è il precursore del teatro di varietà trattandosi di un locale in cui la gente del popolino mangiava e beveva seduta al tavolo e assisteva a degli spettacoli che si alternavano sul palco, un misto di numeri comici, circensi e canzoni popolari. Questa forma di intrattenimento ha preso piede tra il 1830 e il 1850 periodo in cui si iniziarono a costruire degli appositi music hall al posto delle “public houses” che già offrivano spettacoli.

La versione diventata standard è quella della traveller scozzese Jeannie Robertson di Aberdeen, che la registrò nel 1960. Sembra sia stata lei ad aggiungere il nome “Jock Stewart” (in riferimento ai suoi nonni) poi nel 1976 un altro artista scozzese Archie Fisher riprese quasi integralmente il testo. Così scrive nelle note di copertina del suo album “The Man with a Rhyme“: An Irish narrative ballad that has been shortened to an Aberdeenshire drinking song. Though I’ve searched the map of Eire in vain for a “River Kildare”, and changed verse three so that the dog doesn’t get shot, the song is essentially still Jeannie Robertson’s version heard many years ago and re-inspired by the singing of her daughter, Lizzie Higgins.

GUIDA ALL’ASCOLTO:  Jock Stewart

Il protagonista invita gli amici a bere con lui: egli è prodigo non sono ad aiutare economicamente chi ha bisogno di un prestito, ma è anche generoso di spirito e riesce a mettere a proprio agio sia il gentiluomo che il vagabondo. E’ una drinking song che si presta come canto dell’addio a fine concerto.

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ASCOLTA Archie Fischer 1976 (I, IIA, IIIA, IV)
ASCOLTA The Tannahill Weavers 1979 (I, IIB, IIIB, IV)
ASCOLTA The Dubliners 1987 (I, IIC, IIA, IIIC, IV)
ASCOLTA Dougie MacLean in The Plant life Years 2009 (I, IIA, IIIA, IIID, IV)
ASCOLTA Rapalje 2010 in una versione live molto maschia e teutonica (strofe I, IV, III, IV)
ASCOLTA Jesse Ferguson live 2011 (strofe I, II, IV, III, IV)
ASCOLTA Ewan McLennan & Tim O’Brien per Transatlantic Session 2013 (I, IIC, IIB, IIIB, IV, I)

I
Now, my name is Jock Stewart,
I’m a canny gaun man,(1)
And a roving young fellow I’ve been.

CHORUS
So be easy and free
When you’re drinkin(2) wi’ me.
I’m a man you don’t meet every day.

IIA
I have acres of land, I have men at command; I have always a shilling to spare(3).
IIB
And its oft have I sat with both bottle and friend Is there ae man could e’er ask for more?
IIC
I’m a piper to trade(4), I’m a roving young blade(5), And manys the tunes I can play
IIIB
Let us catch well the hours and the minutes that fly Let us share them sae weel while we may(7)
IIIA
Now, I took out my gun,
With my dog I did shoot(6)
All down by the River Kildare.
IIID
I took out my gun
And with my dog i did go(6)
All down by the banks of the Tay
 IIC
With my dog and my gun I go out for to shoot(6)
All along the green banks o’ the Spey

IV
So, come fill up your glasses
Of brandy and wine(8),
And whatever the price (cost), I will pay.

NOTE
1) canny =warily gaun=going; canny gaun man=an easy going or cautious man, who in his younger days wasn’t quite so cautious (but a roving young fellow).
2) Dougie MacLean dice “courting ”
3) Dougie MacLean dice “But my money I foolishly spend”che è quasi la stessa cosa ma con una magnanimità che rasenta lo sperpero
4) questo verso è stato aggiunto da Sheila Stewart nella registrazione del 1999 effettuata da Doc Rowe che così scrive nelle note (And Time goes on: song and stories): Popular on the folk scene, this song was found by the Stewarts in their letterbox when they returned from shopping one day! An anonymous writer simply stated that it was written for [Sheila’s father] Alec, a fine piper and storyteller. Versions are found in Ireland.
5) ) letteralmente “spada, lama itinerante”, si riferisce all’atteggiamento macho degli uomini traveller sempre pronti ad attaccar briga pur di difendere il loro onore
6) il verso controverso (e scusate il bisticcio) è quello in merito all’uccisione del cane: in alcune versioni (ad es. Pogues) si dice proprio che l’uomo esce armato di pistola e con il cane per ucciderlo, ma Archie Fischer le trasforma in modo che i due stiano andando a una battuta di caccia. Ora perchè l’uomo volesse o dovesse uccidere il cane è spiegato dai più come se si trattasse di un atto dovuto perchè il cane era malato e quindi un gesto pietoso per alleviare le sue sofferenze. Così la canzone assume un carattere di “lamento” la celebrazione di un funerale di un caro amico (il cane) con tanto di bevute. Ovviamente questa versione è più vicina al tono comico-sarcastico tipico delle canzoni del music-halls ottocenteschi
6) And we’ll share them together this day
7) whisky and beer

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mi chiamo Jock Stewart, e sono ora un uomo prudente(1), ma sono stato da giovane un compagno vagabondo.
RITORNELLO
Mettiti comodo e a tuo agio quando bevi(2) con me, sono un uomo che non si trova tutti i giorni.
IIA
Ho acri di terra e uomini al mio comando, e ho sempre uno scellino da prestare.
IIB
E spesso mi sono seduto con una bottiglia e un amico; cosa vorrebbe di più un uomo?
IIC
Sono un piper ambulante(4), un giovanotto spericolato(5) e so’ suonare molte melodie
IIIB
Afferiamo bene le ore e i minuti e passiamoli in compagnia finchè possiamo(7)
IIIA/C/D
A: Prendevo la pistola e con il cane andavo a caccia(6) lungo il fiume Kildare
C: Con il mio cane e la pistola esco per sparare lungo le verdi rive dello Spey
D: Prendevo la pistola e con il cane andavo a caccia lungo le rive del Tay
IV
Così venite a riempire i bicchieri di brandy e vino(8) e qualunque sia il prezzo pagherò

FONTI
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/imamanyoudontmeeteveryday.html
http://mysongbook.de/msb/songs/j/jockstew.htmlhttp://mudcat.org/thread.cfm?threadid=35897http://wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/10/meeteveryday.htmhttp://wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/20/meet.htm

THE IRISH ROVER: A COMIC DRINKING SONG

“The Irish Rover” oltre ad essere il nome di una famosa band di musica irlandese è anche la comica narrazione di un disastro in mare: un magnifico quanto improbabile vascello in viaggio da Cork (Irlanda) alle Americhe è distrutto da una serie di sfortunati accidenti che riducono l’equipaggio a un solo superstite (in verità gli utlimi rimasti erano due: il marinaio che racconta la storia e il cane del capitano che resiste tenacemente a tutte le sventure, per poi perire in ultimo, alla vista della costa, in un naufragio). Il marinaio essendo rimasto l’unico testimone ne spara delle grosse visto che nessuno lo può smentire: a cominciare dalle gigantesche dimensioni della nave con la bellezza di 27 alberi! Il carico poi è del tutto assurdo e la quantità di animali caricati ancora più folle! L’unica descrizione realistica probabilmente è quella dell’equipaggio.

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Il testo è stato attribuito a Joseph Crofts (JM Crofts) un compositore / arrangiatore americano, tuttavia il brano è considerato un tradizionale ottocentesco: ha il sapore di una music hall song (vedi) presumibilmente un tradizionale di genere marinaresco che è stato rielaborato in canzone comica.
Dalle prime registrazioni degli anni 60 di Dominic Behan, Clancy Brothers (i quali hanno rivendicato il copyright) e i Dubliners la canzone è famosa in Irlanda e America immancabile drinking song negli irish pubs: del brano esistono diverse verioni testuali, alcune anche con il ritornello

chorus
So fare thee well, my own true love,
I’m going far from you,
And I will swear by the stars above
Forever I’ll be true to you,
Tho’ as I part, it breaks my heart,
Yet when the trip is over
I’ll come back again in true Irish style
Aboard the Irish Rover.

(The Irish Rover A Selection of Irish Songs and Ballads
Dublino: Walton’s Musical Instrument Galleries, 1966)

ASCOLTA The Dubliners
ASCOLTA The High Kings (strofe I, IV, II, V)
I
On the fourth of July eighteen hundred and six(1)
We set sail from the sweet cove of Cork(2)
We were sailing away with a cargo of bricks
For the grand city hall in New York
‘Twas a wonderful craft(3), she was rigged fore-and-aft
And oh, how the wild winds drove her.
She’d got several blasts, she’d twenty-seven masts (4)
And we called her the Irish Rover.
II (5)
We had one million bales of the best Sligo rags
We had two million barrels of stones
We had three million sides of old blind horses hides,
We had four million barrels of bones.
We had five million hogs, we had six million dogs,
Seven million barrels of porter.
We had eight million bails of old nanny goats’ tails,
In the hold of the Irish Rover.
III
There was awl Mickey Coote who played hard on his flute
When the ladies lined up for his set
He was tootin’ with skill for each sparkling quadrille
Though the dancers were fluther’d and bet
With his sparse witty talk he was cock of the walk
As he rolled the dames under and over
They all knew at a glance when he took up his stance
And he sailed in the Irish Rover
IV
There was Barney McGee from the banks of the Lee,
There was Hogan from County Tyrone
There was Jimmy McGurk who was scarred (scared) stiff of work
And a man(6) from Westmeath called Malone
There was Slugger O’Toole who was drunk as a rule
And fighting Bill Tracey (Tracy) from Dover
And your man Mick McCann from the banks of the Bann
Was the skipper of the Irish Rover
V
We had sailed seven years when the measles(7) broke out
And the ship lost it’s way in a fog.
And that whole of the crew was reduced down to two,
Just meself and the captain’s old dog.
Then the ship struck a rock, oh Lord what a shock
The bulkhead was turned right over(8)
Turned nine times around, and the poor dog was drowned
I’m the last of the Irish Rover

TRADUZIONE ITALIANO DI MARCO ZAMPETTI
I
nell’anno del signore 1806(1)
salpammo dalla dolce baia di Cork
prendemmo il mare con un carico di mattoni
per il grande municipio di New York.
era una bellissima nave
equipaggiata di tutto punto
e come prendeva il vento!
aveva resistito alle peggiori tempeste
aveva 27 alberi
e si chiamava Irish Rover
II
caricammo un milione di sacchi dei migliori stracci di Sligo
e due milioni di barili di pietre,
tre milioni di vecchi paraocchi da cavallo
e quattro milioni di barili di ossa,
cinque milioni di cani,
di maiali sei milioni
e sette milioni di barili di porter,
ed avevamo otto milioni di balle di code di capra
nella stiva della Irish Rover
III
c’era Barney McGee dalle rive del Lee
c’era Hogan dalla contea di Tyrone
c’era Johnny McGurk, paralizzato dal terrore di lavorare,
ed un uomo da Westmeath chiamato Malone,
c’era Slugger O’Toole che di norma era ubriaco
e si menava con Bill Tracy di Dover,
ed il vostro uomo, Mick McCann,
dalle rive del Bann, era il comandante della Irish Rover
IV
c’era Mickey “punteruolo” Coote
che suonava il flauto alla grande
e le signore si mettevano in fila per una danza,
suonava con una grande abilita’
ognuna delle vivaci quadriglie
tanto che le danze erano tutte prenotate.
con la sua parlantina spiritosa
era il gallo del pollaio
e si rigirava le signore come voleva,
tutte sapevano alla prima occhiata,
quando cominciava a darsi delle arie,
che aveva navigato sulla Irish Rover
V
navigammo sette anni
quando fummo appestati dal morbillo
e la nave perse la rotta nella nebbia,
e quell’equipaggio gigantesco
fu ridotto a due soltanto
io e il vecchio cane del capitano.
poi la nave urto’ uno scoglio,
oddio! che paura!
e lo scafo si rivolto’ al contrario,
giro’ nove volte su se stesso
e il povero cane affogo’
io sono l’ultimo della Irish Rover

NOTE
1) la traduzione in italiano si riferisce al verso di Tommy Makem “In the year of our Lord, eighteen hundred and six” qui il verso dice “il quattro di luglio del 1806”
2) High Kins dicono “coal quay of Cork
3) High Kins dicono “We had an elegant craft
4) High Kins invertono l’orgine delle frasi
5) High Kins le sparano ancora più grosse
“We had five million bags of the best Sligo rags
We had six million barrels of stones
We had seven million bales of old nanny goats tails
We had eight million barrels of bones
We had nine million hogs
ten million dogs
eleven million barrels of porter
We had twelve million sides of old blind horses hides’
In the hold of the Irish Rover”
6) High Kins dicono “chap”
7) Il morbillo è in realtà una corruzione di “mizzens” cioè mezzane, che si riferisce al terzo e più piccolo albero sulle navi a vela. Entrambe le parole morbillo e mezzane sono ormai comunemente utilizzati
8) High Kins dicono “The boat she turned right over
9) una strofa spesso censurata
“For a sailor it’s always a bother in life
It’s so lonesome by night and day
That he longs for the shore
And a charming young whore
Who will melt all his troubles away
Oh, the noise and the rout
Swillin’ poitin and stout
For him soon the torment’s over
Of the love of a maid
He is never afraid
An old salt from the Irish Rover”

(traduzione italiano)
be’ la vita del marinaio e’ una bella seccatura
si sta’ cosi’ soli giorno e notte,
uno ha nostalgia della costa
e di quella bella puttana
che puo’ sciogliere tutti i tuoi dolori.
Ah, il rumore e il frastuono,
la sbobba il rancio e la broda,
ma presto il tormento dovra’ finire ..
dell’amore di una donna
non ha mai paura
il vecchio lupo di mare della Irish Rover

LA DANZA: IRISH ROVER

La melodia è una scottish country dance molto popolare
VIDEO

FONTI
http://thesession.org/discussions/11798
http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/video/irish-rover.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=14865

THE BOLD O’DONAGHUE: AN IRISHMAN IN LONDON!

La popolazione irlandese è stata oggetto di vari stereotipi nei testi teatrali e nelle canzoni: è Paddy un campagnolo ubriacone e per lo più inaffidabile o traditore. Lo troviamo già nell’Henry V di Shakespeare ma è tutto sommato una buffa figura caricaturale; nella seconda metà dell’Ottocento invece  dopo l’emigrazione causata dalla Grande Carestia, le rivolte agrarie e il movimento feniano, l’irlandese tipo è considerato alla stregua di una creatura culturalmente inferiore, un  “white Negro”.

PADDY NEL MUSIC-HALL DI LONDRA

oxford_music_hallIl music-hall inglese è il precursore del teatro di varietà trattandosi di un locale in cui la gente del popolino mangiava e beveva seduta al tavolo e assisteva a degli spettacoli che si alternavano sul palco, un misto di numeri comici, circensi e canzoni popolari. Questa forma di intrattenimento ha preso piede tra il 1830 e il 1850 periodo in cui si iniziarono a costruire degli appositi music hall al posto delle “public houses” che già offrivano spettacoli.
Il genere di canzoni era comico e sentimentale, il linguaggio mai scurrile ma piuttosto allusivo e provocatorio, così la figura dell’irlandese tipo era irrisa per la sua “irishness” si esaltava, deridendola, la visione stereotipata dell’irlandese quale donnaiolo impenitente, ubriacone, spaccone e rissoso.

 BOLD O’DONOGHUE

Il nome è molto diffuso in Irlanda e si scrive O’Donoghue ma anche O’Donaghue o Donaghy, Donahow, Doneghoe, derivato dal gaelico O Donnchadha (che significa valoroso guerriero dai capelli scuri). Il nome, originario del sud-ovest d’Irlanda, si è sparso nel Kerry e Cork.
Il protagonista di questa canzone inglese del music-hall si vanta delle sue capacità amatorie, gli irlandesi invece di offendersi, hanno adottato O’Donoghue come personaggio per una tipica irish drinking song, così la canzone è stata ripresa e resa popolare dai Clancy Brothers negli anni 60. Tommy Makem, imparò la canzone da Johnny Vallely di Derrynoose (County Armagh).

ASCOLTA Ryan’s Fancy in “Times To Remember”, 1973

ASCOLTA The Blarney Lads


I
Well now, here I am from Paddy’s land(1), a land of high reknown,
I’ve broken all the hearts of girls for miles from Keady town(2);
And when they hear that I’m awa’ they’ll raise a hullabaloo,
When they hear about that handsome lad then they call O’Donoghue.
CHORUS
For I’m the b’y to please her
and I’m the b’y to tease her,

I’m the b’y to squeeze her
and I’ll tell you what I’ll do:

I’ll court her like an Irishman with me brogue and blarney too is me plan,
With me rollikin swollikin hollikin mollikin(3) bold O’Donoghue.
II
Well I wish me love was a red, red rose on yon garden wall, (4)
And me to be a dew drop and upon her brow I’d fall;
Perhaps then she might think of me as a rather heavy dew(5),
Well I’m certain she’d find the notion in the bold O’Donoghue
III
Well I hear that Queen Victoria has a daughter fine and grand,
Perhaps she’d take it into her head to marry an Irishman;
If I could only get the chance to have a word or two,
Then I’m sure she’d put a notion in the bold O’Donoghue. (6)
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Eccomi qui dalla Terra di Paddy(1),
una terra di chiara fama,
ho spezzato i cuori di tutte le ragazze per chilometri intorno alla città di Keady(2), e quando sapranno che sono andato via, faranno un gran baccano;
quando sentiranno parlare di quel bel ragazzo che si chiama O’Donoghue.
CORO
Perchè sono il ragazzo per divertirla
e sono il ragazzo per stuzzicarla

sono il ragazzo per coccolarla
e ti dirò quello che farò:
ho intenzione di corteggiarla con il mio accento irlandese e la mia parlantina
con il mio spensierato, turgido(3), ardito O’Donoghue

II
Vorrei che il mio amore fosse una rossa rosa rossa su quel muro del giardino (4)
e io essere una goccia di rugiada che cade sopra la sua fronte, forse poi lei potrebbe pensare a me come a una rugiada piuttosto forte (5 )e sono certo che si farebbe un’idea dell’ardito O’Donoghue.
III
Ho sentito che la Regina Vittoria ha una figlia grande e bella
forse le verrà in mente di sposare un irlandese;
se potessi solo avere l’occasione di scambiare due parole,
allora sono certo che avrebbe voglia dell’ardito O’Donoghue

NOTE
1) Paddy è il nome affettuoso con cui gli irlandesi chiamano San Patrizio, patrono d’Irlanda
2) piccolo paese nella contea di Armagh (Irlanda del Nord) di cui è originario Tommy Makem
3) scritto anche come “huligan, wuligan, ruligan, swuligan” serie di vezzeggiativi storpiati dei quali non riesco a dare una traduzione in italiano
4) La seconda strofa è una parodia di una canzone d’amore irlandese dal titolo “I wish my love was a red red rose
5) allusione al “mountain dew” il distillato illegale di whiskey

FONTI
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/04/bold.htm
http://www.irelandcalling.ie/irish-names-odonoghue
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59176